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Libri dalla categoria CIA

Lo Spirito del Rimedio Omeopatico – Ciò che il Male ha Detto

Lo Spirito del Rimedio Omeopatico – Ciò che il Male ha Detto

Autore/i: Grandgeorge Didier

Editore: Edizioni Proposte Nuove MIRDAD

presentazione del Dott. Claudio Viano, introduzione dell’autore, traduzione a cura di Cristiana Cattelan.

pp. 192, Torino

La conoscenza dello spirito del rimedio omeopatico ci da la chiave del conflitto in corso del malato…
L’obiettivo di questo libro è dunque di prendere in ordine alfabetico i principali rimedi omeopatici, insistendo sul loro nucleo psicologico centrale.

Quale è il significato della malattia? I nostri mali giungono per caso o sono il risultato di una logica della quale a noi rimane da scoprirne il significato nascosto?
Grazie a quest’opera, il Dottore Didier Grandgeorge ci permette di scoprire il filo conduttore che collega la sofferenza fisica ai nostri problemi psichici incoscienti. Rivelandoci lo spirito di un centinaio di rimedi omeopatici, ci offre la chiave che apre le porte del nostro inconscio.
Ad esempio, un bambino soffre di otite all’orecchio sinistro a ripetizione, parla molto durante gli episodi febbrili e si scopre costantemente. Il suo rimedio, Lachesis, corrisponde alla gelosia, in effetti, la sua mamma è in attesa da qualche mese del fratellino.
Un altro caso, quello di un uomo i cui capelli sono diventati prematuramente grigi. Soffre anche di un’ulcera alto stomaco. Il suo rimedio, Arsenicum album, ci riporta all’angoscia della morte, che sente dall’epoca della scomparsa di una persona cara.
Seguendo le pagine, la bellezza e la complessità dell’anima umana sono svelate attraverso la dottrina omeopatica.

Pediatra-omeopata, il Dottore Didier Grandgeorge è professore di insegnamento clinico omeopatico alla Facoltà di Medicina di Marsiglia. Nel 1980 ha fondato una Scuola hahnemanniana in Provenza, i cui lavori sono stati pubblicati sotto la sua direzione in due opere (L’homéopathie exactement, tomes I & II – L’omeopatia esattamente, tomo I & II). È nel 1970, durante i suoi studi alla Facoltà di Medicina di Lione, che scopre l’omeopatia. Durante la specializzazione in pediatria a Grenoble, conosce la Scuola hahnemanniana Dauphiné-Savoie, netla quale riceve una formazione omeopatica unicista.

La Mano Barometro della Salute

La Mano Barometro della Salute

La chiromanzia medica, una scienza per diagnosticare in anticipo le malattie

Autore/i: Brandon-Jones David; Bennett Veronica

Editore: Siad Edizioni

introduzione degli autori, traduzione di Enrica Viziale.

pp. 176, nn. illustrazioni b/n, Milano

La chiromanzia medica, o dermatoglifia, è una scienza in rapida evoluzione. Recentemente equipes di studiosi tedeschi e americani hanno ottenuto risultati sbalorditivi nella diagnosi delle malattie, basandosi esclusivamente sull’osservazione dei palmi delle mani e delle piante dei piedi.
La mano umano si è rivelata, quindi, un barometro accurato e sicuro dello stato di salute presente e futuro, un sistema di allarme che indica, anche con anni di anticipo, malattie specifiche e zone di rischio. Se si presta, però, attenzione all’avvertimento e si fanno i passi necessari, il processo può essere rovesciato: con le cure adatte l’organismo si risana da solo e i segni premonitori sulle mani scompaiono.
In questo volume, l’autore, noto analista della mano, vi farà ripercorrere tappa per tappa, l’affascinante storia della dermatoglifia dal diciassettesimo secolo ai giorni nostri, la storia di una scienza troppo spesso confusa con «l’arte» dello zingaro o del ciarlatano, e che, al contrario, rappresenta un enorme potenziale a futuro beneficio dell’umanità.

Le Dimensioni dell’Impossibile

Le Dimensioni dell’Impossibile

Le facoltà segrete dell’uomo nel mondo dei fenomeni paranormali

Autore/i: Pompas Manuela

Editore: Rizzoli

introduzione dell’autrice.

pp. 216, Milano

Leggere il pensiero, vedere al di là della dimensione spazio/tempo, prevedere il futuro e ricostruire il passato, guarire con le mani, agire sulla materia usando solo il pensiero: personaggi come Uri Geller, Matthew Manning, Roll, Cayce, Pasqualina Pezzolla ci dimostrano che tutto questo è realtà, anzi, è la strada attraverso cui passa l’evoluzione dell’uomo. Su questa strada ci accompagna Manuela Pompas, che ha raccolto in dodici anni di lavoro le testimonianze dei più noti sensitivi italiani e stranieri: un libro avvincente e completo, sempre in bilico tra la filosofia e la scienza, la fede e la verifica oggettiva. Un viaggio nel fantastico mondo del paranormale, dei fenomeni conosciuti e sondati dalla scienza e di quelli ancora ignorati. Ma sono proprio questi ultimi (spiritismo, medianità, viaggi nell’aldilà) ad aprire all’uomo orizzonti finora percepiti solo dalla fantasia.

Manuela Pompas, giornalista, insegna dal 1978 training autogeno, tecniche mentali per lo sviluppo delle facoltà psichiche, yoga. Esperta di parapsicologia e medicine eterodosse, è autrice, oltre che di numerose inchieste giornalistiche e televisive, di una serie di volumi divulgativi (I segreti dei sogni, Il dizionario dei sogni magici, Il futuro nelle carte e nei sogni, Come leggere il vostro futuro, L’oroscopo con le carte) e del libro Siamo tutti sensitivi (1980).

Fabio Mauri (1959-1969)

Fabio Mauri (1959-1969)

Autore/i: Autori vari

Editore: Studio d’Arte Toninelli

a cura di Cesare Vivaldi.

pp. 102, alcune su carta da lucido, molte illustrazioni in bianco e nero e a colori, Roma

Interventi e citazioni critiche di:
Emilio Villa
Gillo Dorfles
Guido Ballo
Maurizio Calvesi
Gino Marotta
Pierre Restany
Tommaso Trini
Sandro De Feo
Fabrizio Dentice
Achille Bonito Oliva
Ennio Flaiano

Fabio Mauri (1926-2009) è uno dei maestri dell’avanguardia italiana del secondo dopoguerra. Vive fra Bologna e Milano fino al ’57, poi si trasferisce a Roma. Nel ’42 fonda con Pier Paolo Pasolini la rivista “Il Setaccio”. Ha insegnato per vent’anni Estetica della Sperimentazione all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. È stato invitato alla Biennale di Venezia varie volte dal 1954 al 2015 e a dOCUMENTA(13) a Kassel.
La prima personale di Mauri nel ’55 alla Galleria Aureliana di Roma è presentata proprio dall’amico Pasolini. Alla fine del ‘57 realizza i primi “Schermi”, la sua versione del monocromo: la ricerca dell’azzeramento che impegna tutti gli artisti più avanzati in quel momento. Ma il monocromo di Mauri contiene già il discorso sul cinema. Lo schermo è la nuova vera “forma simbolica” del mondo e Mauri coglie questo fatto tempestivamente, immediatamente. La forma mentale dello schermo attraverserà tutta l’opera di Mauri. Nel 1964 inizia a riflettere sulla specificità della cultura europea e la individua nell’ideologia. “Ho ripensato la mia biografia e ho pensato che avevo conosciuto una realtà storica forte, la guerra. Avevo rimosso come un grande incidente tutto questo dolore, l’ho riaffrontato”, dice l’artista. Nascono qui le perfomance degli anni ’70 Che cosa è il fascismo, Ebrea, Gran Serata Futurista 1909 – 1939. La finzione è un ulteriore mezzo di complicità con gli spettatori nell’intento di ricreare una rete di sensazioni tra azione e pubblico. Dal quadro all’azione il passo risulta inevitabile. L’idea fuoriesce dai confini della tela, attraverso atti di un passato non ancora smaltito, e per sempre intollerabile. Emblematiche le due performances del 1971, Ebrea e Che cosa è il fascismo, quest’ultima, nasce a Roma per approdare poi a Venezia (1974), a New York (1979), a Prato (1993) e a Klagenfurt (1997). Al 1994, risale la sua prima retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma), a cui ne seguirà una seconda nel 1997, alla Kunsthalle di Klagenfurt e una terza, nel 2003, a Le Fresnoy (Lille).

Nel 1968 con Balestrini, Sanguineti, Eco, Porta, Barilli, Filippini, Arbasino, Colombo, Manganelli, Giuliani, Costa, Celli, Guglielmi, Pagliarani, Mauri è tra i fondatori della rivista “Quindici”. Negli anni ’70 l’opera di Mauri si incentra sull’ideologia come soggetto/oggetto degli atti espressivi. Un’analisi critico-ideologica dei linguaggi: nasce il testo della performance Che cosa è il fascismo (1971, Edizioni Krachmalnicoff), seguito dai libri d’artista Linguaggio è guerra (1975, Marani Editore), e Manipolazione di cultura (1976, La Nuova Foglio). Nello stesso anno fonda la rivista d’arte “La Città di Riga” con Alberto Boatto, Maurizio Calvesi, Jannis Kounellis, Umberto Silva. Fabio Mauri intesse la dimensione della performance, allo spazio della storia. Resta indimenticabile l’utilizzo del corpo come schermo ne Il Vangelo di/su Pier Paolo Pasolini, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna. E ancor più centrale è Che cos’è il fascismo, straordinaria performance presentata negli Stabilimenti Safa Palatino di Roma nel 1971, in coincidenza con un momento di grave tensione politica.

Di Mauri si possono enumerare importanti temi, formalizzati come opere: lo Schermo, i Prototipi, le Proiezioni, la Fotografia come Pittura, l’Identità sostanziale delle Strutture Espressive, il rapporto indelebile tra Pensiero e Mondo e tra Pensiero in quanto Mondo. L’opera di Mauri, complessa come un saggio storico, diviene un’autobiografia, unitaria nello svolgimento e molteplice nell’attenzione al mondo contemporaneo: un’analisi convissuta tra destino individuale e storia.

Nel 2009, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano lo nomina Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, e il 20 maggio dello stesso anno, appresa la notizia della scomparsa di Fabio Mauri, Napolitano invia un messaggio di partecipazione al dolore della famiglia nel quale si sottolinea che “l’intensa attività di creazione artistica sviluppata da Fabio Mauri nel segno di una ininterrotta ricerca e apertura al nuovo, e il suo impegno nel campo dell’organizzazione culturale (…) ne avevano fatto una figura di rilievo nel panorama dell’arte e della cultura italiana”.

Il Re Nero

Il Re Nero

Saggi di letteratura femminile tedesca

Autore/i: Treder Uta

Editore: Editori Riuniti

in copertina: Jiri Georg Dokoupil, La natura si lamenta dello stolto pittore.

pp. 198, Roma

Il titolo del libro è tratto da una poesia di Ingeborg Bachmann: “Amore: continente oscuro” – fin ora mai tradotta in italiano – che nella metafora del re nero e celebra i fasti della violenta bellezza dell’eros maschile.[…] I sette saggi di questo libro, che percorrono duecento anni di letteratura scritta da donne, indagano sulle ricche e contraddittorie strategie che le donne hanno elaborato per corrodere il preteso universalismo patriarcale alla ricerca di una cultura e di un’identità femminile “altra”.
[…] Scrittrici, in altre parole, che nelle loro opere hanno attinto al pensiero della differenza sessuale ancor prima che fosse sviluppato teoricamente.

Rilassarsi con la Sofrologia

Rilassarsi con la Sofrologia

Una serie di facili esercizi per vincere lo stress giornaliero

Autore/i: Boon Henri; Davrou Yves

Editore: Casa Editrice Bietti

unica edizione, introduzione degli autori, traduzione di Gabriele Tamburini.

pp. 144, nn. illustrazioni b/n, Roma

Waldberg, nel suo libro La foresta dello Zen, mette in evidenza questa frase: «Scrivere un libro sulla Zen sarebbe come scrivere sull’impossibilità di scrivere un libro sullo Zen».
Si potrebbe dire la stessa cosa a proposito della sofrologia: infatti non è possibile descrivere una tecnica, e comunque il linguaggio o lo scritto sono solo un mezzo che traduce la realtà in modo imperfetto.
Per questo, dopo molti anni, ci siamo chiesti se fosse utile scrivere un libro sulla sofrologia, e più in particolare un manuale pratico. Se è vero che esiste un principio di piacere, esiste pure un principio di realtà.
Nel corso delle nostre conferenze nelle province francesi e belghe, ci siamo trovati davanti un problema: molti ascoltatori ci ponevano questa domanda: «A chi mi devo rivolgere per praticare la tecnica sofrologica?». E purtroppo dovevamo rispondere sempre: «Nella vostra città non conosciamo persone competenti in materia».
Si deve quindi trascurare chi non ha a disposizione una guida, un maestro, oppure un centro specializzato? Certamente no!
Ecco perché abbiamo deciso di offrire al Pubblica un manuale pratico che supplisca il maestro – pur sempre insostituibile – al quale non possono rivolgersi.
È evidente che questo libro non sostituirà l’insegnamento e neppure il maestro, ma occorre tener conto della realtà e offrire uno strumento anche se imperfetto. Questa guida permetterà una certa apertura, una Presa di coscienza, e indurrà qualcuno ad approfondire la sofrologia, le tecniche di rilassamento, e i relativi Principi di filosofia. Questo, almeno, è quanto speriamo.

Rajah

Rajah

In Malesia alla ricerca dell’incenso perduto tra sultani, maghe e poeti

Autore/i: Alliata Vittoria

Editore: Garzanti Editore

pp. 336, 2 cartine in b/n f.t., Milano

Rahija, la più illustre fra le sante musulmane, era solita trascorrere la notte in preghiera. A seguito di una grave malattia che l’aveva molto indebolita, rinunciò tuttavia alle devozioni notturne, recitando al levar del sole anche la parte del Corano destinata alla notte. “Ma ecco che a un tratto, durante il sonno, mi parve di essere sollevata e condotta in un parco meraviglioso. Mentre mi aggiravo stupefatta, vidi un uccello color smeraldo e una giovane che lo inseguiva per catturarlo. “Lascialo stare!”, esclamai. “In verità non ho mai visto cosa più bella”. “Ti mostrerò io qualcosa di più bello”, rispose, e prendendomi per mano mi portò al cancello di un palazzo che le si dischiuse innanzi, svelando una luce abbagliante. “Entra”, disse, e m’inoltrai in un luogo quale al mondo non ve n’è. Un gruppo di servitori ci accolse con incensieri fragranti d’aloe. “Profumate questa donna”, li esortò la mia compagna. Ma essi risposero: “Aveva la sua parte di ciò, e l’ha tralasciata”.

Rajah è un viaggio in Malaysia, oggi crocevia del miracolo economico dell’Estremo Oriente. Uno dei paesi più cosmopoliti del mondo: tredici stati, nove sultani, un re, cinquanta etnie diverse, cento e più culti, quattro alfabeti, trenta lingue. Un popolo sobrio e flemmatico che ha saputo sconfiggere guerriglie e vicini ostili (da Sukarno a Marcos). Nove sultani di stirpi leggendarie vi regnano con riti millenari ed efficacia manageriali, abiti d’oro zecchino e Rolls Royce gialle.
La Malaysia è anche il paese d’origine del Gaharu, fragrante legno aromatico, preziosissimo ed inaccessibile prodotto della giungla al centro di un giro d’affari di miliardi. La leggenda vuole che appartenga in signoria spirituale a un mitico eroe morto a Giava due secoli fa, in duello, che si trovi in alberi misteriosi che scompaiono al solo guardarli a meno di essersi preparati con apposite formule iniziatiche; sarebbe insomma il più enigmatico dei prodotti, elusivo di qualsiasi ricerca scientifica. Soprattutto non si riesce a capire da dove provenga. Per venire a capo, Vittoria Alliata intraprende un viaggio in cui incontra personaggi straordinari, ciascuno col suo tassello di verità: sultani, uomini politici, affaristi, cacciatori di teste Iban, maghi e stregoni, eremiti, danzatrici visionarie che si nutrono di gelsomino, donne intabarrate appollaiate su motociclette scarne e uomini in turbante che parcheggiano la Mercedes in palafitta.
Frugando nei risvolti di un’antica tradizione, l’Alliata penetra nell’alchemia dell’equilibrio della Malaysia moderna, intrisa di fondamentalismo, retta da ministri cristiani, buddisti ed indù, in contatto con quell’Occidente che, avendo persa la fede, vorrebbe impedire anche agli altri di credere. Pur nell’invasione di videotapes e cemento, emergono le vestigia di un mondo in cui “l’uguaglianza non era uniformità, la saggezza non era morale, la forza non era dominio, la civiltà non era progresso e il progresso non era sfruttamento”.
Ed ecco che all’iniziale viaggio di inchiesta, al reportage, si affianca l’itinerario mistico che interiorizza la meta esterna, in cui il Gaharu diviene simbolo di quella conoscenza sapienzale la cui ricerca è il filo conduttore di tutto il libro

Vittoria Alliata, siciliana, esperta del mondo islamico. Ha pubblicato In Digest(1973), Harem(1980), le Case del Paradiso(1983), Baraka (1984)

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I) Dicono i malesi a proposito della creazione di Adamo

II) L’obbedienza trascina verso la luce

III) Il santo non è colui che attraversa l’aria

IV) Insieme si trasporta il fardello più grave

V) Cosa ha dunque trovato colui che ti ha perduto?

VI) O fratello, il tuo essere e l’immagine del tuo pensiero

VII) Quando apparirà  il Dajjal (l’Anticristo), le donne

VIII) Quando la luna è piena, comincia a calare

IX) Se il coltello è corto

X) Desidero costruire un palazzo

XI) Allora egli (Alessandro il Bicorne) seguì un’altra via

XII) Se udite del Dajjal (l’Anticristo) badate a starne lontani

XIII) E allora emerge dalle onde cerulee un’isola

XIV) Perchè perde tempo? Perchè non si affretta a partire?

XV) L’uomo perfetto non è colui che compie miracoli

XVI) Abbiamo percorso al servizio dell’Inìmperatore Ming

XVII) Rompere con ogni attività, ritrovarsi dal mondo

XVIII) L’alto fato di Dio sarebbe rotto

XIX) Degli indiani portarono un elefante e lo esibirono

XX) Per gli iniziati, Dio fa parlare ogni minuzia

XXI) La malattia in sè è una cura

XXII) Non abbiamo che le frasche del tetto

XXIII) Yamadvipa ha una nobile montagna da cui nascono fiumi d’oro

XXIV) Gli dei  erano nelle Isole a Nord del Mondo

XXV) In un piccolo regno di non densa popolazione

Glossario
Bibliografia
Ringraziamenti

Antiche Leggi – «Codici» del Vicino Oriente Antico

Antiche Leggi – «Codici» del Vicino Oriente Antico

Autore/i: Saporetti Claudio

Editore: Rusconi

prima edizione, presentazione e introduzione dell’autore, in sovracoperta: Hammurapi, stele con il codice delle sue leggi (part.), Parigi, Museo del Louvre.

pp. 488, Milano

È vero che il «codice» più antico e quello di Hammurapi? Ma secoli prima altri sovrani avevano raccolto nei loro «codici» numerose disposizioni. È vero che le donne del vicino oriente antico non avevano alcun diritto? Eppure ricevevano doni, partecipavano all’eredita, si doveva loro rispetto. Anche dalla lettura degli articoli di legge può trasparire un mondo nuovo, vario, e pieno di sorprese.

Nell’intento di offrire agli studiosi di diritto – ma anche a chi crede che l’avvenire sia alimentato dal passato – un manuale di rapida consultazione dal quale poter attingere quei «codici» di leggi a noi pervenuti, pur se in parte frammentari, dal Vicino Oriente Antico, Claudio Saporetti presenta, in questo volume, in sintetiche traduzioni libere (ma tratte da originali traduzioni letterali) le leggi sumere, assire, babilonesi, includendo, accanto ad esse, quelle ittite e bibliche. Le due ultime appartengono a tutt’altro ambiente rispetto alle prime – anche se le affinità sono molte, anche se l’ittito e scritto in cuneiforme, e la Bibbia in una lingua semitica come l’accadico – ma nel complesso della legislazione del Vicino Oriente Antico esse rivestono una particolare importanza ed è sembrato utile e significativo metterle in parallelo con quelle mesopotamiche.
Si tratta di norme espresse una accanto all’altra, da noi chiamate «codici» ma impropriamente, perché in realtà sono qualcosa di diverso dalle nostre raccolte di norme giuridiche. Gli argomenti si succedono talvolta con scarsa attinenza tra loro ma, all’interno di ciascuno, gli articoli sono spesso coerentemente collegati, così come esiste una «coerenza», attraverso tempi e luoghi, tra «codice» e «codice».
C’era dunque un patrimonio generale e tradizionale di norme, o meglio ancora di modelli, a cui i vari «legislatori» hanno via via attinto: un patrimonio di documenti autentici e genuini che sono anche uno specchio, pur se talvolta un po’ deformante, della società. Nel loro complesso costituiscono uno strumento di studio e di lavoro incomparabile per avvicinare e comprendere quei mondi lontani, ricchi di sorprese.

Claudio Saporetti, nato a Fidenza, si è laureato all’Università Cattolica di Milano e al Pontificio Istituto Biblico di Roma con tesi in Assiriologia. Già Dirigente di Ricerca al Consiglio Nazionale delle Ricerche, insegna Assiriologia all’Università di Pisa. Epigrafista del Centro Scavi di Torino, con cui ha partecipato a varie missioni in Iraq, dirige i periodici «Geo-Archeologia» e «Analisi elettronica del Cuneiforme». Tra le sue pubblicazioni sul Vicino Oriente Antico e di natura non esclusivamente scientifica: Il diluvio (Palermo 1982), Le leggi della Mesopotamia (Firenze 1984), La storia del siciliano Peppe e del poveruomo babilonese (Palermo 1985), Elementare accadico (Palermo 1987), La terra tra i due fiumi (Torino 1989), Arad mitanguranni. Dialogo fra schiavo e padrone nell’antica Mesopotamia (Pisa 1990), Etana (Palermo 1990), Abolire le nascite. Il problema nella Mesopotamia antica (Roma 1993), Nergal ed Ereškigal. Una storia d’amore e di morte (Pisa 1995), Le torri di Babele (Pisa-Roma 1996). Presso Rusconi Libri ha pubblicato Come sognavano gli antichi. Sogni della Mesopotamia e dei popoli vicini (1996).

Cronaca d’una Stregoneria Moderna

Cronaca d’una Stregoneria Moderna

Autore/i: Cordero Franco

Editore: Editori Laterza

unica edizione, in copertina: E. L. Kirchner, «Cinque donne nella strada», 1913.

pp. 220, Bari

Lys è una cittadina vescovile ai piedi delle montagne, scelta dal governo a sede dei Grands Jours, ed è “fattura” politica questo processo a Gyas, a cui l’accusa imputa degli omicidi stregoneschi. L’evento fa epoca. Confluiscono a Lys fiere culturali, orde equivoche, agenti dal mandato misterioso, squali. Dall’estero viene un corrispondente atipico, i cui quarantanove dispacci, più un Ante factum e un Post scriptum, compongono quest’inaudita storia spettrale.

Franco Cordero (Cuneo, 1928) ha pubblicato nelle nostre edizioni Riti e sapienza del diritto, 1981; La fabbrica della peste, 1985; Criminalia. Nascita dei sistemi penali, 1985. Questa cronaca appartiene al filone analitico-fantastico di Genus (Bari 1969); Opus (Torino 1972); Pavana (Torino 1973); Passi d’arme (Torino 1979).

La Vita Quotidiana nell’India Antica

La Vita Quotidiana nell’India Antica

Autore/i: Auboyer Jeannine

Editore: Il Saggiatore

prefazione dell’autrice, traduzione di Filippo Coarelli.

pp. 448, 28 fotografie b/n, 42 disegni b/n, 1 carta geografica b/n, Milano

L’India moderna presenta la caratteristica, forse unica nella storia, di vivere nella piena attualità del nostro secolo perpetuando costumi millenari.
Sebbene cerchi con ogni mezzo di mettersi al passo con i paesi industrializzati, sa ancora trovare, per risolvere i problemi che investono l’uomo nel suo intimo, il proprio equilibrio e la propria coerenza nella fedeltà agli antichi ammaestramenti. Forse tutto ciò è dovuto a un senso di distacco dalla Storia e dai suoi avvenimenti effimeri, forse alla mentalità incline a trasformare il fatto storico in mito e leggenda. Tale tendenza, oggi attenuata ma tutt’altro che scomparsa, si affermò più rigogliosa nei tempi antichi, e vivacissima era ancora all’epoca della dinastia dei Gupta, che dominò nell’India settentrionale e centrale fino al 480 dopo Cristo.
Questo libro narra una storia, illustra una civiltà di circa nove secoli, durante i quali l’India conobbe per due volte l’unità politica del suo territorio. La Auboyer rivisita l’antica quotidianità privata con le sue obbedienze ai rigidi schemi delle caste, gli innumerevoli riti, lo svolgersi degli avvenimenti familiari, le regole studentesche, le cerimonie funebri, gli sponsali, per permetterci di comprendere le condizioni di vita e le aspirazioni di un popolo.

Jeannine Auboyer è nata a Parigi. Si è diplomata in Storia e Filologia all’École du Louvre e all’École Pratique des Hautes Études. La sua attività scientifica è particolarmente rivolta alla storia dell’arte e della civiltà nell’area indiana e indianizzata. Ha fatto parte di importanti società orientalistiche francesi, indiane, cambogiane e thailandesi; ha compiuto diverse missioni archeologiche nelle terre del subcontinente indiano. I suoi studi e i risultati raggiunti nelle ricerche sul campo le sono valsi il riconoscimento dell’UNESCO che l’ha nominata componente della Commissione Francese per le ricerche artistiche.

Amori e Amanti a Roma – Tra Repubblica e Impero

Amori e Amanti a Roma – Tra Repubblica e Impero

Autore/i: Salza Prina Ricotti Eugenia

Editore: «L’Erma» di Bretschneider

premessa e prefazione dell’autore.

pp. VIII-496, 56 illustrazioni b/n, Roma

Questo è un libro che si occupa di storia, ma non di quella con la S maiuscola fitta di piantine di battaglie, di diagrammi sulle finanze imperiali, di dissertazioni sulle condizioni sociali dell’epoca. Le battaglie di cui qui si tratta si combattevano soprattutto nell’alcova, le finanze erano quelle private e le condizioni sociali dell’epoca avevano molto poco a che fare con questi argomenti. È una storia che si può soltanto indicare come privata. È questo infatti l’unico termine adatto a definirla: “storia privata”, ma “storia privata” di uomini e di donne che, loro si, avevano diritto alla maiuscola.
Tutte le donne di Cesare, e furono proprio tante. Molto spesso si trattava delle gentili consorti dei suoi colleghi triumviri e di molti tra i suoi amici e stretti collaboratori. Il grande uomo che, come scrive Dione Cassio aveva: “una disposizione… suscettibilissima” al fascino femminile, non avrebbe mai potuto contentarsi delle sue successive tre mogli, e si godette le più svariate avventure extraconiugali, riuscendo a sedurre – sempre secondo quel che ci dice Dione Cassio – “moltissime donne: praticamente tutte quelle che gli capitarono davanti…”.
Augusto, fu certamente molto più moderato; in compenso il suo scandalo con Livia, che divenne la sua terza e definitiva moglie, fu clamoroso. Comunque a vivacizzare la vita amorosa della sua epoca ci pensarono gli altri e, prima di tutti, la figlia Giulia, che, a quel che pare, fu una ninfomane convinta. Senza contare poi che a creare scandali ed a riempire le cronache dell’epoca sarebbe da solo bastato il grande avversario del giovane Ottaviano, il bel Marco Antonio, anche lui pieno di donne e non soltanto di quelle. Grazie a Cicerone, ai suoi epistolari ed alle Filippiche, niente ci sfugge sulle compagnie giovanili, la vita coniugale ed extraconiugale di questo mitico amante. Non è però che le donne le capisse poi molto. Così quando capitò nelle grinfie di Cleopatra si lasciò incantare da lei come un novellino al primo amore e, incatenato, fini col divenirne succube e con lei correre incontro alla rovina ed alla morte.
Questo è un libro basato sulle fonti antiche, tra le quali, anche le più serie, fecero grande uso di pettegolezzi, ma non dimentichiamo che in fondo ai pettegolezzi c’è molto spesso la verità. Esplorare e descrivere questo periodo è stata un’esperienza affascinante, anche se ha comportato in chi scrive una partecipazione emotiva che l’ha portata ad ammirare certi personaggi e ad odiarne altri: simpatie ed antipatie che, forse, hanno avuto il loro peso nel formulare le ipotesi necessarie a chiarire i lati bui della storia. Ma ogni notizia è sempre basata sui documenti e lo testimonia il ricco corredo di note.

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Premessa – Prefazione – Fonti – Matrimonio nel mondo romano – Divorzio nel mondo romano – Vari tipi di matrimonio – La cerimonia – Donne – La donna tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. – Costumi e moralità – Cesare – Cornelia – Pompea – Servilia – Porcia – Calpurnia – Le amanti – Nicomede – Assassinio di Cesare – Funerali di Cesare – Augusto – Lo scontro – Clodia – Scribonia – Giulia – Livia – Augusta – Antonio – Fadia et Antonia – Fulvia – Cleopatra – Ottavia – Ripudio – Azio – Disfatta e fuga – L’addio di Dioniso – L’aspide – Cronologia – Glossario – Indice analitico dei nomi – Indice analitico dei luoghi – Bibliografia – Fonti – Abbreviazioni – Indice illustrazioni.

L’Arte di Curare con le Pietre

L’Arte di Curare con le Pietre

Un Manuale

Autore/i: Gienger Michael

Editore: Edizioni Crisalide

prefazione dell’autore, fotografie di Ines Blersch.

pp. 424, nn. illustrazioni a colori e b/n, Spigno Saturnia (LT)

Questo libro rappresenta un importante contributo alla conoscenza dell’affascinante mondo dei minerali e delle loro proprietà terapeutiche. In esso, per la prima volta, vengono presentati in modo scientifico e sistematico i principi su cui si basa la terapia con i minerali e le pietre.
Nella prima e seconda parte, l’autore presenta con chiarezza i fattori dai quali dipendono le proprietà terapeutiche dei minerali. Questi sono fondamentalmente quattro: il tipo di genesi del minerale, la sua struttura cristallina, la sua composizione chimica ed il suo colore. La comprensione di come questi quattro fattori interagiscono fra di loro permette di individuare le caratteristiche terapeutiche di qualsiasi pietra, cristallo o minerale.
La terza parte contiene numerose schede, nelle quali vengono riportate le proprietà terapeutiche dei principali minerali, ai vari livelli dell’essere umano: fisico, psicologico, mentale e spirituale.
Il lettore non mancherà, infine, di apprezzare le magnifiche foto a colori, che ben esprimono la passione e la cura con cui questo libro è stato prodotto.

Michael Gienger è stato fin dalla sua infanzia un appassionato collezionista di pietre e minerali. Ha approfondito la sua conoscenza dei metodi di cura naturali in una delle principali scuole tedesche del settore. Negli anni ottanta ha costituito un gruppo di ricerca sulle proprietà terapeutiche dei minerali, gruppo che ha lavorato per molti anni e sulle cui scoperte è fondamentalmente basato il materiale presentato in questo libro.
Si può considerare il fondatore della Terapia con i minerali, come disciplina autonoma fondata su basi scientifiche. Vive attualmente in Germania, dove svolge la sua attività di scrittore ed insegnante.

Vedute sul Mondo Reale – Gurdjieff Parla ai Suoi Allievi

Vedute sul Mondo Reale – Gurdjieff Parla ai Suoi Allievi

1917-1931

Autore/i: Gurdjieff Georges Ivanovič

Editore: Neri Pozza Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Igor Legati.

pp. 280, Vicenza

Le idee di G.I Gurdjieff sono principalmente note ai lettori attraverso lo scritto di un suo allievo, P.D. Ouspensky, che trasmise l’insegnamento ricevuto direttamente da Gurdjieff nel libro Frammenti di un insegnamento sconosciuto. Ouspensky ci ha lasciato una straordinaria testimonianza del lavoro fatto con Gurdjieff, tra gli anni che vanno dal 1915 al 1923, e il suo libro è sempre stato ritenuto una traccia genuina di questo lavoro.Tuttavia il racconto di Ouspensky non poteva essere esaustivo, data soprattutto la natura del suo soggetto: “Le idee del Lavoro” e la figura di colui che meglio di tutti aveva incarnato queste idee, George Ivanovitch Gurdjieff.
Le opere scritte direttamente da Gurdjieff parlano di un insegnamento che viene da lontano e ne lasciano intuire la grandezza nei piccoli frammenti o negli improvvisi bagliori che talvolta sorprendono il lettore più attento, ma soprattutto mettono di fronte l’uomo contemporaneo ad un insegnamento la cui vastità non cessa di sorprendere.
L’opera di Gurdjieff ci sorprende nel comunicarci immediatamente il senso di una novità e insieme il legame con una tradizione. In questo senso Vedute sul mondo reale, ci offre la possibilità di gettare un ulteriore e diverso sguardo sull’insegnamento, presentandoci un aspetto del lavoro di Gurdjieff che non appare così chiaramente né nel libro di Ouspensky, né nelle opere scritte da Gurdjieff stesso.
È un libro particolare in quanto non è il frutto del lavoro di un singolo, ma presenta una serie di testimonianze di quegli incontri così frequenti che Gurdjieff aveva coi suoi allievi nei momenti più inattesi e nei luoghi più disparati. Siamo qui più vicini al cuore del “Lavoro”, più vicini al momento in cui la trasmissione di questo insegnamento si faceva concreta nell’istante del contatto diretto col “Signor Gurdjieff” Questi resoconti non sono un trattato di filosofia, eppure la profondità di quelle parole semplici e dirette risveglia nell’uomo il senso di una domanda che può aprire il varco verso un mondo “più reale” (D.C.)

«Esci una sera sotto un vasto cielo stellato, alza gli occhi a quei milioni di mondi sopra la tua testa.
Guarda la Via Lattea.
In quell’infinità, la Terra si dissolve, sparisce e con essa sparisci anche tu.
Dove sei? Chi sei? Cosa vuoi?
Dove vuoi andare?
Ti attende un viaggio lungo e difficile e non sai se ti potrai riposare.
Ricordati dove sei e perché sei lì.
Non avere troppa cura di te, e rammenta che nessuno sforzo viene mai fatto invano.
E adesso puoi metterti in cammino».
(Georges Ivanovič Gurdjieff)

George I. Gurdjieff (1877 1949), nato ad Alessandropoli nella Russia meridionale, da un ricco allevatore di pecore che godeva grande fama come narratore popolare, fu educato da prima alla grande tradizione orale propria delle regioni a sud del Caucaso dove si incrociano culture diverse e antichissime, poi a rigorosi studi scientifici e ad una profonda educazione religiosa da sacerdoti armeni. Dopo aver viaggiato a lungo in Europa, Africa, Medio Oriente, Asia Centrale per raccogliere i frammenti sparsi delle antiche tradizioni di saggezza, si dedicò a ricostruire organicamente la conoscenza della verità perduta e a trasmetterla agli occidentali attraverso l’insegnamento e, più tardi, una serie di libri ancora oggi fondamentali per tutti coloro che sono interessati alla ricerca spirituale. La Neri Pozza ha pubblicato nel 1999 I racconti di Belzebù a suo nipote.

Saghe e Racconti dell’Antica Irlanda – 2 Volumi

Saghe e Racconti dell’Antica Irlanda – 2 Volumi

Druidi, Bardi e Guerrieri

Autore/i: Agrati Gabriella; Magini Maria Letizia

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione delle autrici.

vol. 1 pp. XXIII-336, vol. 2 pp. 337-744, 1 cartina b/n f.t., Milano

Distruzioni, corteggiamenti, viaggi, invasioni, concepimenti, follie: sono i temi dei racconti che i cantori dell’antica Irlanda hanno tramandato oralmente e che a partire dal VI secolo i monaci cristiani hanno poi messo per iscritto, accogliendo con curiosità ed entusiasmo le tradizioni pagane del loro popolo. Tratte da codici e manoscritti medievali rigorosamente tradotti e commentati, le saghe della terra d’Irlanda ci fanno rivivere, tra la leggenda e la storia, la tragedia e il sorriso, gli scontri e gli amori di stirpi divine e umane. Si combatte per conquistare una donna o un regno, per vendicare un torto o un congiunto ucciso, contro mostri, nani, giganti. Ma si lotta anche per il possesso di un cane o per la porzione migliore in un banchetto, alla testa di grandi schiere o in singolar tenzone: a volte protetti dalla magia, altre volte insidiati dalle oscure forze druidiche, perché dappertutto, sui campi di battaglia e nelle alcove reali, sulle verdi pianure e tra i flutti del mare, dominano i gessa, i divieti profetici del fato.

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Volume Primo

Introduzione

Saghe e Racconti dell’Antica Irlanda

  • Ciclo mitologico
  • Le storie delle invasioni
  • Come le storie antiche si trasmisero in Eriu
  • La prima invasione
  • La seconda invasione
  • La terza invasione
  • La quarta invasione
  • La quinta invasione
  • La seconda battaglia di Mag Tured
  • La tragica morte dei figli di Tuirenn
  • Il sogno di Oengus
  • Il corteggiamento di Etain
  • La distruzione dell’Ostello di Da Derga
  • Ciclo dell’Ulster
  • La storia del maiale di Mac Datho
  • L’ebbrezza degli Ulaid
  • Il corteggiamento di Findabair o la razzia della mandria di Froech
  • Conversazione nel talamo
  • L’esilio dei figli di Usnech
  • La morte di Cu Chulainn
  • La morte di Loegaire Buadach
  • L’assedio della fortezza di Etar e la morte di Mes Gegra
  • La morte di Conchobor

Volume Secondo

  • Ciclo di Finn
  • Le cause della battaglia di Cnucha
  • Le imprese giovanili di Finn
  • L’inseguimento di Diarmaid e di Grainne
  • Il nascondiglio sul Benn Etair
  • La caccia al sid della Bella Donna
  • La morte di Finn
  • Il colloquio degli anziani
  • Per la morte di un’oca
  • L’appuntamento dooo la morte
  • Ciclo dei Re
  • La morte di Fergus figlio di Lete
  • L’avventura di Conla
  • Le avventure di Art figlio di Conn
  • La battaglia di Mac Mucrama
  • I canti della casa di Buchet
  • La storia di Baile dalla Voce Chiara
  • L’avventura di Cormac nella Terra della Promessa
  • Le istruzioni di Cormac
  • Come Ronan uccise il proprio figlio
  • Storie di Mongan
  • Il concepimento
  • Storia in cui si dice che Mongan era Finn figlio di Cumall
  • Le avventure dei figli di Eochaid Mugmedon
  • Altre storie
  • La visione di Mac Conglinne
  • La navigazione della barca di Mael Duin
  • Storie dei nomi di luogo

Glossario

Storia Segreta dei Mongoli

Storia Segreta dei Mongoli

Autore/i: Anonimo

Editore: Longanesi & C.

a cura di Sergej Kozin, introduzione di Fosco Maraini, traduzione di Maria Olsùfieva, l’opera rientra nella sezione orientale curata da Gian Carlo Calza, in copertina: ritratto di Gengis Khan in un dipinto cinese.

pp. 272, 6 illustrazioni a colori f.t., Milano

La prima cosa che si domanda il lettore è perché questa Storia dei mongoli debba dirsi «segreta». Chi pensa di scoprirvi descrizioni d’orge succulente, o resoconti di perfidie e d’orrori ponga pure il libro da parte! La Storia, qui tradotta per la prima volta in italiano dal testo russo ben noto del Kozin, fu detta «segreta» in quanto riservata ai mongoli stessi, i quali non gradivano cadesse sotto gli occhi degli stranieri. E perché tanta pudicizia?
Semplicissimo. I mongoli discendenti di Gengis Khan, saliti ai fasti della regalità e dell’impero in paesi d’antica e raffinata civiltà quali l’Iran e la Cina, provarono ben presto disagio rileggendo il racconto così rude, disadorno, casareccio delle loro origini di barbari delle steppe.
D’altra parte ebbero caro il ricordo di fatti che riguardavano gli antenati forti e gloriosi che avevano «costruito lo stato». Il documento, per nostra fortuna, non venne distrutto, ma rimase sepolto negli archivi, divenne la «storia segreta» in un senso speciale e innocente. E proprio quest’innocenza, questa freschezza, costituiscono per noi il fascino dell’opera. Chi la scrisse (si suppone intorno al 1240) possedeva una cultura elementare. Negli ultimi capitoli, quando il racconto dei fatti si allarga dalle lotte tribali agli spazi d’un vero impero, il povero autore appare del tutto smarrito.
Ma nei primi tre quarti dell’opera, dove parla di casi individuali, d’amori e d’odi, di avventure e di cavalli, di tende, di cacce, di fiumi, di steppe, d’alleanze o di battaglie fra tribù, di patti, feste, inganni, vittorie, fughe, trionfi – è grande. La sua prosa stessa è succosa, tutta sangue, tendini e ossa. (Dall’Introduzione di Fosco Maraini)

La Storia segreta dei Mongoli (Manghol un nivca tobca’an) è il primo dei monumenti storici e letterari mongoli a noi noti. L’originale non è giunto fino a noi, ma nella seconda metà del secolo XIV essa fu trascritta in ideogrammi e tradotta in lingua cinese. Nel 1866 il missionario ortodosso padre Palladij (Pètr Kafarov, 1817-1878), che passò trent’anni a Pechino, ricostruì il testo originale mongolo e lo tradusse in lingua russa. Il testo cinese, secondo la copia manoscritta del periodo Yüan, apparve nel 1903 con il titolo Yuan ch’ao Pi-shi. Nel 1935 E. Haenisch ricostituì ancora una volta il testo mongolo e pubblicò Die geheime Geschichte der Mongolen, Leipzig. Nel 1941 apparve infine la traduzione in lingua russa dell’insigne mongolista e sinologo Sergej Kozin (1879-1956), che dedicò all’opera vent’anni di studi e alla cui edizione si richiama la presente pubblicazione.

La Sorgenti della Salute

La Sorgenti della Salute

Il metodo naturale per regalare più anni alla vostra vita e più vita ai vostri anni

Autore/i: Chenot Henri

Editore: Sperling & Kupfer Editori

prefazione e introduzione dell’autore.

pp. 196, illustrazioni b/n, Milano

Le sorgenti della salute non sono nascoste in qualche luogo segreto e non contengono sostanze miracolose distillate dall’alambicco di un alchimista. Si trovano invece in pochi principi semplici, ma fondamentali per il benessere: l’alimentazione sana, il sonno regolare, uno stile di vita lontano da tutti gli eccessi e dallo stress. Rispettando queste regole, l’uomo potrebbe vivere un centinaio d’anni in buone condizioni psicofisiche, pur passando attraverso modificazioni profonde dei ritmi vitali. Purtroppo, però, sono molto diffusi comportamenti scorretti – dei quali si ignorano o si sottovalutano le conseguenze – che causano degli squilibri destinati a trasformarsi presto o tardi in patologie. Per conservare l’integrità fino alla vecchiaia e utilizzare al massimo il proprio potenziale energetico, occorre rispondere adeguatamente ai bisogni del proprio corpo, assecondarne i cambiamenti, prevenire e correggere le disfunzioni alle quali è predisposto. Ma questo è possibile solo conoscendo a fondo i complessi meccanismi dell’organismo e le regole della nutrizione: nozioni così importanti che dovrebbero far parte del bagaglio culturale di ciascuno, a prescindere da preoccupazioni estetiche o dietetiche. Animato da tale convinzione, Henri Chenot utilizza gli insegnamenti millenari della medicina cinese e i risultati ottenuti dalla scienza occidentale per spiegare come riconoscere le proprie peculiari caratteristiche morfologiche, con i punti di forza e di debolezza che comportano, e come scegliere di conseguenza il tipo di alimentazione più adeguato, quello che rivitalizza i tessuti, facilita la disintossicazione, contrasta i processi dell’invecchiamento. La depurazione e la successiva rigenerazione, rese possibili dalle cure esclusivamente naturali proposte in questo libro, consentiranno non solo di aggiungere…anni alla propria vita, come si è ottenuto grazie ai progressi della medicina, ma più vita, più energia ai propri anni, a qualsiasi età.

Acidificazione • Antiossidanti • Armonia Psicofisica • Associazioni Alimentari • Autolisi • Cervello • Cicli di Costruzione e Distruzione • Circolazione Sanguigna E Linfatica • Cristallizzazione • Cuore • Depressione • Depurazione • Dieta • Digestione • Dimagrimento • Energia • Enzimi • Equilibrio • Età • Grassi • Gravidanza • Intossicazione • Invecchiamento • Metabolismo • Minerali • Muscolatura Nutrizione • Ormoni • Ossidazione • Peso • Prevenzione • Respirazione • Rigenerazione Cellulare • Ritmi • Sonno • Stress • Teoria dei Cinque Elementi • Vitamine • Yin E Yang.

Henri Chenot, catalano di nascita e francese di adozione, studioso di biologia, medicina energetica e psicologia, ha diretto un centro di rivitalizzazione a Cannes e un laboratorio di fitoterapia e aromaterapia in Bretagna. Nel 1980 si è trasferito in Alto Adige, prima a Solda e poi a Merano dove, presso l’«Espace Henri Chenot», applica la sua filosofia e sperimenta trattamenti cui si sottopongono con successo ospiti provenienti da tutto il mondo. Ha pubblicato due libri, La dieta energetica e L’equilibrio naturale, che divulgano i risultati delle sue ricerche in materia di alimentazione e di ecologia del corpo.

Le Donne dei Faraoni

Le Donne dei Faraoni

Il mondo femminile dell’antico Egitto

Autore/i: Jacq Christian

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Alessandra Benabbi.

pp. 340, Milano

Come vivevano le donne nell’antico Egitto? Erano sottomesse come nel resto dell’Oriente o godevano di alta considerazione, come sembrerebbero suggerirci le testimonianze d’arte in cui appaiono sempre eleganti, serene, ma soprattutto dignitose?
Christian Jacq, egittologo che ha conquistato il pubblico con i romanzi del ciclo di Ramses, affronta ora il tema della condizione femminile sotto il regno dei faraoni. Attraverso una ricca galleria di ritratti, ricostruisce negli aspetti pubblici e privati, l’identità delle donne in quella lontana epoca, presentando figure conosciute come Nefertiti e Cleopatra, ma anche meno note.
Da questi quadri emergono sorprendenti particolari di vita quotidiana – dagli accorgimenti cosmetici alla moda, fino addirittura agli stratagemmi di contraccezione – ma specialmente viene alla luce come la donna fosse considerata, in ogni ambito spirituale e materiale pari all’uomo. Non le erano precluse le più elevate posizioni sociali: alcune donne hanno ricoperto alte cariche dello stato, e abbiamo notizia di imprenditrici, proprietarie terriere, amministratrici di beni e sacerdotesse.
In questo appassionante saggio che apre uno spaccato nella realtà del mondo antico, Christian Jacq presenta un aspetto inconsueto della raffinata civiltà faraonica e invita a fare la conoscenza, a una a una, delle donne egizie, che scandalizzarono i greci per la loro autonomia e indussero i cristiani a ricoprirne i ritratti di calce per scongiurare i rischi del loro fascino.

Christian Jacq, egittologo, saggista e romanziere, ha riscosso in Francia uno straordinario successo con i suoi libri sull’antico Egitto e ha ricevuto il premio Maison de la Presse dell’Académie francaise per “L’Egypte des grands Pharaons”. La sua saga su Ramses, pubblicata nel 1997 in cinque volumi, è diventata subito un bestseller. Uguale successo hanno avuto i suoi saggi (il mondo antico dell’antico Egitto, Conoscere l’antico Egitto, La Valle dei re) e il nuovo romanzo “Il faraone nero”.

La Mano che Indovina

La Mano che Indovina

L’arte di cercare acqua, minerali e altre risorse naturali o qualunque

Autore/i: Bird Christopher

Editore: Armenia Editore

traduzione di Ugo Dèttore, ringraziamenti e Introduzione dell’autore, illustrazioni di copertina: Michael Flanagan, illustrazioni interne: Winston Potter, disegni rabdomanti: Thomas Heston, titolo originale: The Divining Hand.

pp. 354, numerose illustrazioni b/n, Milano

La rabdomanzia ieri e oggi: magia, paranormalità o fenomeno fisico?

Come si praticava ieri e come si pratica oggi.

Quali sono i risultati concreti dei ricercatori?

La bacchetta del rabdomante può veramente trovare tutto ciò che il suolo e il sottosuolo terrestre nascondono?

Esistono spiegazioni scientifiche per questo straordinario fenomeno?

Potrebbe, in futuro, contribuire realmente alla soluzione del problema delle risorse energetiche sul nostro pianeta?

«La rabdomanzia», dice l’autore di questo saggio, «è la facoltà di cercare con l’aiuto di semplici strumenti tenuti in mano, come uno stecco a forcella, o un pendolino in fondo a un filo, qualsiasi cosa: vene d’acqua che scorrono in strette fessure sotterranee, giacimenti di petrolio, giacimenti di minerali, tubature o canali interrati, cavi elettrici, un aeroplano atterrato su una montagna deserta una persona smarrita o, forse, un tesoro nascosto».
Christopher Bird ha arricchito quest’opera enciclopedica, la più completa tra quante sono state pubblicate fino a oggi su questo argomento, di storie inconsuete ed eccitanti, illustrate e documentate da fotografie rare e diagrammi. Sono le testimonianze di rabdomanti famosi o, addirittura, entrati nella leggenda, di cui l’autore ha ricostruito la storia o raccolto di persona la testimonianza. Fra queste, vale la pena di ricordarne alcune tra le più curiose, come la vicenda di Martine De Bertereau che, verso la metà del 1600, ha dato un enorme contributo alle ricchezze minerarie della Francia applicando con successo la rabdomanzia nella ricerca di 150 miniere (e ne fu ricompensata…con la prigione a vita inflittale dall’Inquisizione). Il sacerdote francese Abbè Mermet che, nel XIX secolo, trovò acqua per i monaci, in Colombia, su una mappa dei territori del monastero. Un noto rabdomante che, nel 1963, ha diagnosticato correttamente una grave malattia vertebrale in una bambina di 2 anni, dopo che il suo medico curante, aiutato da analisi di laboratorio e raggi X, aveva fallito nell’identificare la malattia. E poi, il capitano Vo-Sum della marina sudvietnamita che, praticando la rabdomanzia con un pendolino, nel gennaio del 1974 riuscì a localizzare nel mare della Cina meridionale una scialuppa di dispersi dopo una battaglia navale. Il rabdomante californiano Jack Livingston che ha individuato un migliaio di pozzi d’acqua, molti dei quali scoperti durante la grande siccità del 1977 (lo stesso Livingston fù udito vantarsi, e con ragione: «Non ho mai visto uno dei miei pozzi diventare secco, fino ad oggi»). Il favoloso Stephan Ries che riuscì ad arricchirsi in modo inverosimile scoprendo pozzi d’acqua. Fra storie, aneddoti, testimonianze interessantissime, sui molti modi di praticare la rabdomanzia e su tutte le sue possibili applicazioni, questo volume propone una storia completa di questa antichissima arte nel mondo, attraverso i secoli (inclusi gli affascinanti sviluppi di questi ultimi anni in Unione Sovietica); l’autore analizza inoltre, nei minimi particolari, tutte le teorie attuali cercando di dare una spiegazione a questo straordinario fenomeno e per ogni suo aspetto fornisce una lunga, dettagliata spiegazione.
La Mano che Indovina è un invito per ricercatori seri che desiderino sperimentare la rabdomanzia, una facoltà che, data la richiesta sempre crescente di risorse naturali e il progressivo scarseggiare di tutto ciò che proviene dal nostro pianeta, un giorno, praticata su basi scientifiche, potrebbe forse rivelarsi uno straordinario dono per l’umanità.

Christopher Bird è un noto studioso e ricercatore del paranormale e di tutti i fenomeni della natura. Ha pubblicato numerosi articoli per importanti riviste americane quali “American Mercury” e “Partisan Review”. È redattore dell’americana “New Age” e dell’inglese “Journal of Paraphisics”. È co-autore, con Peter Tompkins del volume Vita Segreta delle Piante, pubblicato in Italia. Attualmente vive a Washington.

Note: All’interno della pubblicazione dopo i ringraziamenti una citazione estratta da una lettera a Henry Mager, esperto rabdomante e autore di I Rabdomanti e le loro Procedure (Parigi 1913), da parte di Charles Carmejeanne, Presidente della Società Regionale degli Architetti della Francia Nord-Occidentale.

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Ringraziamenti

Introduzione: L’essenza della rabdomanzia

Prima parte: Un fatto non speciale

  • Tre professionisti
  • Il soggetto proibito

Seconda parte: Le origini

  • Dalla divinazione alla rabdomanzia
  • L’alba della rabdomanzia
  • Sorciers o Sourciers?
  • I rabdomanti messi alla prova dagli scettici e dall’elettricità
  • Fisico o sidereo: una questione pendolare

Terza parte: Nuova acqua dalla roccia?

  • Iceberg o “acque della terra”?
  • La politica dell’acqua

Quarta parte: Indago Felix: la ricerca fruttuosa

  • Petrolio!
  • I marines americani imparano a fare i rabdomanti
  • Navi e persone nei guai
  • Terreni minerari

Quinta parte: Sfide alla scienza

  • Il sesto senso dell’antropomagnetometro
  • Un rabdomante elettronico
  • Il potenziale medico

Conclusione: “La percezione del mondo soprasensibile

Appendice
Bibliografia

I Libri del Volo di Leonardo Da Vinci

I Libri del Volo di Leonardo Da Vinci

Autore/i: Leonardo Da Vinci

Editore: Editore Ulrico Hoepli

nella ricostruzione critica di Arturo Uccelli con la collaborazione di Carlo Zammattio, con una introduzione analitica.

pp. XXXIII-238, oltre 400 disegni ricavati o ridisegnati dagli originali, Milano

Sommario:

Introduzione

Libro primo
Del Moto dei Venti

Libro secondo
Delle Cose che Discendono Infra l’Aria

Libro terzo
Della Resistenza dell’Aria

Libro quarto
Anatomia dell’Alia delli Uccelli

Libro quinto
Operazione delle Penne per Diversi Moti

Libro sesto
Valitudine dell’Alie e Coda Sanza Battimento d’Alie e con Favor di Vento a Guidarsi

Libro settimo
Volo Sanza Battimento d’Alie

Libro ottavo
Del Volare per Battimento d’Alie

Libro nono
Del Volare in Comune

Libro decimo
Del Volo Strumentale

Caratteri Cinesi

Caratteri Cinesi

Dal disegno all’idea – 214 caratteri per comprendere la Cina

Autore/i: Fazzioli Edoardo; Chan Mei Ling Eileen

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

nuova edizione riveduta e corretta, calligrafia di Rebecca Hon Ko.

pp. 252, nn. illustrazioni a colori e b/n, Milano

“Un gioco intelligente, un modo curioso e stimolante per risalire alle radici della lingua cinese, per comprenderne lo spirito, la filosofia, il fascino.”

Un gioco curioso e stimolante per accostare il lettore a una cultura antica e ricca di fascino com’è quella cinese: scoprire la ricchezza di significati nascosta nei 214 caratteri radicali – tanti sono i segni fondamentali della scrittura cinese – è il gioco sapiente che in questo libro ci propongono gli autori guidandoci attraverso i meccanismi di una lingua viva da seimila anni, parlata da oltre un miliardo di uomini. Questi 214 segni di raffinata eleganza, che ancor oggi trattengono nelle loro forme il riflesso dei primitivi pittogrammi, sto la chiave di lettura dei cinquantamila caratteri del dizionario cinese e soprattutto l’espressione tangibile di una civiltà millenaria. In ciascuno di essi è racchiuso un messaggio, un brano di storia, una briciola di saggezza , una nota di costume. Riconoscere questi segni fondamentali, afferrarne la struttura grafica, risalire al significato originario, osservarne le forme e capire i motivi della loro evoluzione, è un modo insolito e seducente per penetrare un mondo all’apparenza difficile e misterioso, per “navigare” in una lingua altrimenti riservata a una ristretta cerchia di eletti.

Edoardo Fazzioli, giornalista professionista, sinologo. Corrispondente per l’Estremo Oriente di una agenzia internazionale con sede in Hong Kong negli anni 1960-70, ha studiato alla Hong Kong University. Dal 1973 collabora con l’Istituto Italo-cinese per gli scambi economici e culturali. I lunghi soggiorni in Cina gli hanno permesso di approfondire, ampliare ed aggiornare la sua conoscenza della civiltà cinese. Da studi, ricerche, esperienze sono nate diverse pubblicazioni. Tra queste, Ben Cao, i rimedi naturali dell’antica Cina, Mondadori 1989, tradotto in francese, tedesco, svedese, finlandese, Il trono del Drago e i figli del Cielo, Mondadori 1990. La moda nella storia della Cina, Mondadori 1991 e Il Classico dei tre caratteri, Editrice Bocca 1993.

Eileen Chan Mei Ling, nata a Hong Kong e compiuti gli studi universitari presso l’Hong Kong Institute of Education, è entrata nel mondo della scuola prima come docente e poi come preside. Dal 1972 vive in Italia, dedicandosi con il marito Edoardo Fazzioli allo studio della cultura cinese. Storia, letteratura, arte e, in modo particolare, i caratteri sono i temi della sua ricerca come scrittrice e l’oggetto della sua ricerca come scrittrice e l’oggetto della sua espressione artistica come calligrafia. Con il marito ha pubblicato Ben Cao, i rimedi naturali dell’antica Cina, Il trono del Drago e i figli del Cielo, La moda nella storia della Cina, Il Classico dei tre caratteri.