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Libri dalla categoria Scienze Antiche

Ignis – Rivista di Studi Iniziatici – Annata 1925 / 1929

Ignis – Rivista di Studi Iniziatici – Annata 1925 / 1929

Dodici numeri in 7 fascicoli del 1925 e quello unico del gennaio 1929

Autore/i: Autori vari

Editore: Editrice Atanòr

ristampa anastatica, prefazione di Gastone Ventura.

pp. XI-432, 1 tavv. b/n f.t., Roma

“…nel prender congeda dai nostri lettori, teniamo ad assicurare amici e nemici che, se viene a cessare questa rivista, non si estingue per ciò il fuoco sacro da cui ha tratta nome e vigore; se la fiamma visibilmente si oscura e vien meno, resta pur sempre la brace ardente; il fuoco coverà sotto la cenere, pronto ad appigliarsi ed a divampare novellamente quando il vento si levi a disperdere la tristizia dei tempi”. (Arturo Reghini)

Ai Lettori:
«È già trascorso più di mezzo secolo da quando uomini come Reghini, Guénon, Evola, Kremmerz, De Giorgio, Parise, Alvi, Del Massa, Savini, Capurro pubblicarono le tre riviste di studi iniziatici Atanòr, Ur ed Ignis.
Negli anni che vanno dal 1920 al 1930 questi uomini sparsero una gran quantità di semi fecondi, per un raccolto ricco e generoso. E furono anni intensi, pieni, creativi.
Anche se poi il gruppo si divise con dolore e talvolta con polemiche e ciascuno seguì vie diverse e destini lontani, resta il segno di quelle vocazioni sincere e delle opere dello Spirito alle quali dedicarono la vita.
La qualità del tempo non consente di misurare il valore di queste testimonianze nella storia e nei confini angusti della condizione umana.
I tesori più preziosi di questa opera vanno cercati oltre le regioni pur vaste degli “studi iniziatici”, verso le realtà che trascendono il contingente e il divenire.
Non sappiamo se qualcuno ha raccolto i messaggi spirituali lasciati dalla “catena” apparsa tra il 1920 ed il 1930. Non sappiamo se qualcuno ha capito nè se qualcuno tenterà di “comprendere”. Noi, però, abbiamo riunito con amore e rispetto i “ricordi” e i segni visibili della stagione umana di questi viandanti dell’Anima: ne ripetiamo i messaggi lasciando che offrano i loro frutti buoni attraverso i misteriosi sentieri dello Spirito. (Gruppo Atanòr)»

Dalla Prefazione di Gastone Ventura:
«Non sono noti i motivi per cui Arturo Reghini, pubblicando “Ignis”, abbandonò la collaborazione con Ciro Alvi, proseguendo per conto suo l’opera iniziata nel 1924 su “Atanòr”.
È tuttavia certo ch’egli vi pensava almeno fin dall’ottobre del 1924 come risulta da una delle lettere del Guénon pubblicata in appendice all’annata di “Atanòr”, e precisamente in quella datata 29 novembre 1924, nella quale lo scrittore francese scriveva: “Può essere che abbiate ragione di voler pubblicare “Atanòr” ogni due mesi con 64 pagine; gli articoli saranno, così, meno compressi. Se vi separate da Alvi, non temete ch’egli vi crei delle noie a causa del titolo, che è lo stesso della sua casa editrice?”
Con ogni probabilità in seguito a questa osservazione di René Guenon, Reghini pensò di cambiare l’intestazione della rivista e scelse il titolo di Ignis: titolo più che appropriato per una pubblicazione che doveva “interamente consacrarsi” agli studi iniziatici. E fors’anche appropriato, seppure assai meno iniziaticamente, alle polemiche che gli valsero fra altri, il soprannome di Leviathano, e che già pesanti su “Atanòr” divennero feroci su “Ignis”.
Una constatazione di questo genere porta immediatamente a dividere gli insegnamenti che si possono trarre dai sette numeri di “Ignis” del 1925 qui raccolti e da quello unico, pubblicato quattro anni dopo, nel gennaio del 1929, sul quale ci intratterremo più avanti, in due filoni nettamente distinti: un insegnamento esoterico quasi sempre di valida portata e un esempio di intolleranza che se, spesso, aveva motivi tali da giustificarla, talvolta non ne avevo alcuno[…]»

Ur – 1928 – Introduzione alla Magia quale Scienza dell’Io – Anno II – N. 1

Ur – 1928 – Introduzione alla Magia quale Scienza dell’Io – Anno II – N. 1

Rivista di indirizzi per una scienza dell’Io

Autore/i: Autori vari

Editore: Edizioni Tilopa

pp. 378, Roma

“Nell’introduzione, con cui aprimmo al principio del 1927 la serie di questi fascicoli, indicammo quale precisa crisi conduca i più forti alle scienze e alla realtà, di cui parliamo. È una esperienza di deserto, un crollo di tutti gli appoggi, i rifugi e le giustificazioni che il mondo dell’ «umano» può offrire. Allora o si rovina noi stessi; o si evade; o si tenta di aprirsi una nuova via. Noi abbiamo affermata la possibilità di questa via; e, per quanto ci è stato consentito, abbiamo comunicato degli indirizzi e delle discipline per la sua pratica realizzazione; indirizzi e discipline – dicemmo – che non sono invenzioni di oggi nè di ieri, in tutti i tempi essendosi presentati gli stessi quando lo stesso problema si è posto.
Chi, in nessun punto lasciando cadere la tensione che dietro a sè gli ha fatto infrangere ogni ponte, persegue con serietà e severità dette discipline, giunge non a «credere», non a «pensare», non a «sperare», sibbene a sapere di una realtà metafisica, e di questa realtà diviene partecipe : lo consacra allora, nella misura della sua dignità, una forza di là dalla forza, una coscienza di là dalla coscienza, una vita di là dalla vita.
La realtà metafisica vale, ed è, per sè stessa, in modo trascendente, con indipendenza dunque da qualsiasi costruzione degli uomini. Tuttavia in chi di nuovo si volga al basso, essa crea un nuovo, sistema di riferimento, per il quale è possibile un ordine, un criterio, una misura di cui la contingenza delle cose temporali è de tutto priva ed ignara. E quando quest’ordine effettivamente imperi sovrano su tutta la vita di una razza, sino agli infimi e più oscuri strati, si ha ciò che, in senso eminente, può dirsi ordine di GERARCHIA e di TRADIZIONE.[…]”

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Indice Generale

Ai Lettori

Dottrina

La coscienza iniziatica nel post-mortem

Superamento della Provvidenza

Sull’Arte dei Filosofi d’Ermete

Metafisica del dolore e della malattia

Sul «sapienziale» e l’«eroico» e sulla Tradizione Occidentale

La donna e le modalità dell’iniziazione

La logica del sottosuolo

Pratica

Istruzioni di catena

Magia del Rito

Soluzioni di ritmo e di liberazione

Magia della Creazione

Magia dei congiungimenti

Appunti per l’animazione dei Centri

Sulle «Acque Corrosive»

Opus Magicum: Il «Diafano»

Magia delle Statuette

Appunti sulla morfologia occulta e sulla corporeità spirituale

Esperienze

Il Doppio e la coscienza solare

Dell’opposizione contingente allo sviluppo spirituale

Alcuni effetti della disciplina magica: la «dissociazione dei misti»

Critica

Della Tradizione Occidentale. Il linguaggio segreto dei «Fedeli d’Amore»

La Tradizione e la Realizzazione

Noterelle sull’Ascesi e sull’Antieuropa

L’esoterismo e il superamento della morale

Sulla tradizione nordico-atlantica

Posizione e soluzione del conflitto fra scienza naturale e magia

Idealismo e metapsichica

Testi

I Versi d’Oro (trad. di Tikaipos)

Tre canti (trad. Resnevic e Je)

Turba Philosophorum

Prospettive (trad. Vendis)
Uno scongiuro magico pagano

Varia

Una volontà solare (poema)

Cantico del suolo (poema)

Kirilloff e l’iniziazione

La Virtù dei Nomi.

Glosse

La Magia, il Maestro e il Canto

Desiderio e Magia/Senso del Rito/Sentimento e realizzazione/Anticipi di Alchimia fisica

Scienza naturale e Magia/Organizzare la conoscenza/Sulla Mortificazione

Prodigi e tempi passati/Iniziazione lunare e gerarchia

Le Stanze di Dzyan

Le Stanze di Dzyan

Autore/i: Blavatsky Helena Petrovna

Editore: Società Teosofica Italiana

IV edizione italiana, presentazione di E. Bratina, prefazione dell’autrice, traduzione dall’inglese di M. L. Kirby.

pp. 100, Trieste

La storia dell’Evoluzione Cosmica, come delineata nelle Stanze, è, per così dire, la formula algebrica astratta di tale evoluzione.
Quindi lo studioso non si aspetti di trovarci il resoconto di tutti gli stadi e di tutte le trasformazioni che occorsero tra il primo inizio dell’evoluzione universale ed il nostro stato presente. Sarebbe impossibile dare un resoconto simile, che del resto riuscirebbe incomprensibile a uomini incapaci di concepire la natura anche dal piano di esistenza successivo a quello al quale, per il momento, la loro coscienza è limitata.
Il libro di Dzyan è per eccellenza il “testo misterioso”. Un mistero che parte dalla sua stessa esistenza, visto che l’originale non è mai stato in possesso di alcuna biblioteca. Non è una storia della Creazione, ma piuttosto una formula per creare.

Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) nasce da una nobile famiglia russa. Appassionata studiosa di filosofia, religioni e scienze metafisiche, ha viaggiato in moltissimi paesi alla ricerca della conoscenza occulta, delle leggi inesplicate della Natura e dei poteri latenti dell’uomo. Nel 1875 fondò a New York, con il colonnello Henry S. Olcott e altri, la Società Teosofica, un movimento di ricerca spirituale che ha, ancora oggi, adepti in tutto il mondo. La Blavatsky con i suoi messaggi e rivelazioni stupefacenti ha anticipato i tempi nell’insegnare concetti sul rapporto tra visibile e invisibile che soltanto ovvi la scienza sta dimostrando. Ascoltare le sue parole piene di saggezza e come ricevere la chiave d’entrata sul “Sentiero” che porta alla conoscenza di sé e del nostro sé superiore.

Fitoterapia Moderna

Fitoterapia Moderna

Ricettario completo di erbe medicinali

Autore/i: Palma Luigi

Editore: SEI – Società Editrice Internazionale

pp. 730, XVI tavv. a colori f.t., nn. ill. b/n, Torino

È un manuale che non si rivolge al semplice lettore, ma è stato ideato anche per chi pratica la fitoterapia in campo professionale.
Nella prima parte del volume sono elencati i disturbi, e, di seguito, sono fornite circa 4500 ricette per il loro trattamento. Segue il raggruppamento sistematico di 312 erbe medicinali, secondo le loro proprietà, corredato di illustrazioni in bianco e nero. La terza parte è dedicata alla preparazione di oli, sciroppi e tinture.

Luigi Palma, erborista e profondo conoscitore di testi botanici antichi che ha dedicato la maggior parte della sua vita allo studio delle piante medicinali e del loro uso nell’ambito della tradizione popolare italiana ed in medicina clinica.

Il Libro Cinese degli Esercizi

Il Libro Cinese degli Esercizi

Dalla millenaria cultura cinese gli esercizi e le terapie più indicate per un completo benessere naturale

Autore/i: Zhou Dahong

Editore: Gremese Editore

prefazione e introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Silvia Roberti Aliotta.

pp. 192, nn. ill. b/n, Roma

Dalla Cina di ieri e di oggi tutti gli esercizi per raggiungere il benessere psico-fisico e per la cura delle malattie più comuni. L’impiego di esercizi moderati e regolati viene ritenuto utile per la salute, per la forma fisica e per raggiungere un’età avanzata: in omaggio a tale tradizione, nel libro sono stati inseriti vari programmi terapeutici cinesi, quali esempi di tecniche per restare in forma. In tale categoria rientrano il Tai Chi, lo Yi Jin Jing e il Ba Duan Jin. Inoltre, sono stati aggiunti esercizi in grado di prevenire diverse forme morbose, adatti in particolare a persone che conducono una vita sedentaria, agli anziani, ai bambini, alle donne in gravidanza e agli atleti. Nel capitolo che contiene tali programmi ci sono illustrazioni affiancate dalla descrizione dei movimenti da compiere, unitamente alla spiegazione dei benefici che comporta lo svolgimento di tali esercizi, molti dei quali sono tipici del tradizionale sistema di vita cinese. Essi possono essere utilizzati per accentuare la forza fisica, per migliorare la circolazione del sangue, per correggere un atteggiamento sbagliato, per aumentare l’elasticità e la vitalità dell’organismo e per rilassare il corpo e la mente. Tutto contribuirà a creare uno stato di benessere in chiunque vi si dedicherà.

Dahong Zhou, specialista in discipline del corpo presso lo Zhongshan Medical College di Cantori, si occupa da anni della diffusione di metodi per la rigenerazione fisica e mentale basati sulla pratica di esercizi terapeutici dalla comprovata efficacia.

I Segreti dell’Ipnotismo

I Segreti dell’Ipnotismo

Autore/i: Simioni Corrado

Editore: Centro Von Tobel

pp. 206, Sondrio

Sommario:

PARTE PRIMA – LA VITA PSICHICA IN GENERALE
La vita psichica
I sensi e gli istinti
La vita mentale
I fenomeni psichici paranormali
Fenomeni paranormali materiali
Fenomeni paranormali mentali
La telepatia e l’ipnosi

PARTE SECONDA – DALLA TEORIA ALLA PRATICA IPNOTICA
L’ipnotismo in generale
La suggestione e le sue varie manifestazioni
L’autosuggestione e l’autoipnosi
I fondamenti dell’ipnosi
I fenomeni dell’ipnosi
La suggestione postipnotica
L’ipnosi, la memoria, la coscienza
Il magnetismo
L’ipnotismo e gli animali. Pavlov e i suoi esperimenti
L’ipnotizzatore e l’ipnotizzato
I metodi ipnotici e la «personalizzazione» del «medium»
La tecnica dell’ipnosi
Condizioni ambientali dell’ipnosi
Svolgimento di una tipica seduta ipnotica

PARTE TERZA – LE APPLICAZIONI DELL’IPNOSI
L’ipnosi applicata alla medicina
L’ipnosi, la psicanalisi, la vita sessuale
L’ipnosi da spettacolo e da esibizione
I crimini ipnotici. L’ipnotismo e la legge
L’ipnosi e la salute

APPENDICE – CENNI STORICI SULL’IPNOTISMO
Breve profilo degli autori e delle loro opere

La Carrozza nella Storia della Locomozione

La Carrozza nella Storia della Locomozione

Autore/i: Belloni Luigi

Editore: Piccina Nuova Libraria

ristampa anastatica dell’edizione del 1901 Fratelli Bocca Editori.

pp. VII-240, interamente e riccamente ill. b/n, Milano

La lettura dell’opera, una ristampa anastatica molto curata, si ripropone non solo per il testo ma anche per i bellissimi disegni e le fotografie, come una documentazione completa su tutti i tipi di legge, dalle origini ai tempi del vapore e dell’elettricità, ripercorrendo i progressi fatti in cento anni, dal 1800 al 1900, dalla locomozione, progressi che lo stesso Belloni definisce “fenomenali, più assai che nei diciotto secoli che precedettero il XIX”. Un’opera che, anche se non ha funzione pratica come dovette avere invece ai tempi in cui venne scritta e pubblicata, riveste, al di là dell’occasione di un tuffo nell’epoca dei nostri nonni, un’importanza storica.

Stella d’India

Stella d’India

Temi imperiali britannici, Modelli di rappresentazione dell’India

Autore/i: Unali Lina

Editore: Edizioni Mediterranee

pp. 230, 15 foto b/n, Roma

Lina Unali è ben consapevole del fatto che dopo la pubblicazione del famoso volume di Edward Said intitolato “Orientalism”, la parola Oriente non possa più essere usata senza suscitare discussioni, obiezioni, opposizioni. Infatti ella sa guardare a quel magico termine dall’esterno e registrare la moderna ribellione a ciò che esso ha significato per secoli, a quel che offriva ai britannici sotto forma di sicurezza, di consolazione e di seduzione. Ci fu un lungo periodo, dalla metà del Cinquecento a circa la metà del Novecento, in cui la sola menzione dell’Oriente, dell’Est, dell’altra metà dell’orbe, come polemicamente scrive Said, esercitava un forte potere suggestivo, si accompagnava come un vento favorevole all’impresa oltremare britannica, olandese, portoghese, spagnola, mirante al possesso di nuove ricchezze e alla conquista di nuove terre. Esso era in effetti, si potrebbe dire, un termine debole, per ciò stesso fortemente attraente, accattivante, seducente, che stava per terre e popoli sostanzialmente sottoposti, da visitare, da istruire, da sfruttare. Stella d’India, intelligentemente, identifica le trappole concettuali, gli stampi, gli stereotipi, i cliché, i luoghi comuni, le frasi fatte, ma anche gli archetipi con cui il cosiddetto Oriente è stato avvicinato e definito nella copiosissima tradizione scritta a noi pervenuta, in migliaia di diari di viaggio, poesie, romanzi, racconti. L’India, come scrive la Unali, con notevole penetrazione e competenza, fu anche per i britannici un libro molto vicino al cuore, una lingua antichissima da decifrare, inspiegabilmente simile al latino e al greco, un mondo di affettività da comunicare, una proiezione psichica continua, un oggetto preferito, ogni tanto rigettato e persino maledetto, per incidenti mortali occorsi tra conquistatori e conquistati. Il presente volume mostra come mai prima d’ora quella che la Unali chiama, forse con intento leggermente provocatorio, l’altra faccia della letteratura inglese, a cui l’esperienza orientale era tutt’altro che estranea e che un persistente etnocentrismo (eurocentrismo) ha sempre ignorato, cancellato dai manuali, rimosso, quella che componeva immagini dell’Asia e più in particolare dell’India, in Shakespeare, Marlowe, Milton, Dryden, Shelley, Coleridge, Macaulay, Thackeray, Tennyson, oltre naturalmente a Kipling, Forster, fino alla Woolf, a Leonard, a D.H. Lawrence, a Huxley. Anche la letteratura indiana scritta in lingua inglese appare qui sotto una nuova luce, come prodotta in un Continente che ha subito profonde ferite al suo interno e attende soltanto di riscattarsi, di ricomporsi, di trasformarsi.

Lina Unali è professore ordinario di Lingua e Letteratura Inglese presso la II Università di Roma Torvergata.

Kāmasūtra

Kāmasūtra

Il Codice d’amore indiano con i dipinti dell’epoca

Autore/i: Vatsyayana Mallanaga

Editore: Grandmelò

pp. 158, nn. tavv. a colori f.t., Roma

Sommario:

  • Saluto al Dharma, all’Artha e al Kama
  • L’unione sessuale
  • Come prendere moglie
  • La moglie
  • Le Mogli degli altri uomini
  • Le cortigiane
  • I modi per attirare a sé gli altri

Le Due Facce della Luna

Le Due Facce della Luna

Era una bambina quando venne adottata. Trent’anni dopo torna in India per scoprire la verità sulle sue origini.

Autore/i: Miró Asha

Editore: Sperling & Kupfer Editori

traduzione di Marilisa Santarone

pp. 134, nn. foto a colori f.t., Milano

«Penso di sentirmi più indiana che mai, ma curiosamente anche più catalana che mai. È una sensazione difficile da spiegare e mi costa un grande sforzo trovare le parole adatte.» Eppure Asha riesce a raccontare con grande pathos e semplicità questo speciale viaggio in India, il secondo, alla ricerca di chi, trent’anni prima, l’aveva lasciata in un orfanotrofio. Era tornata nel suo paese natale nel 1995, vent’anni dopo essere stata adottata da una famiglia di Barcellona, e aveva dato voce a quella straordinaria esperienza in un libro di grande successo, Figlia del Gange. Ma l’incontro con la sorella maggiore, di cui ha sempre ignorato l’esistenza, è un diluvio di emozioni e sentimenti contrastanti: la gioia e il desiderio di ritrovare un pezzo delle proprie radici si mescolano con il senso di abbandono che vive ogni figlio adottivo nei confronti della famiglia di origine. Appartenente a un mondo che riconosce come suo nei tratti della gente e nei visi dei nipoti, a lei molto somiglianti, ma che vive anche come lontanissimo, perché cresciuta in una cultura diversa, Asha vede incarnata nella sorella la vita che non ha avuto: il marito scelto dai parenti, il lavoro nei campi, i figli numerosi, la povertà. Una storia forte e delicata al tempo stesso, raccontata con una scrittura intima e diretta che coinvolge e commuove.

«Trovare la propria famiglia biologica non è un viaggio qualsiasi: è un viaggio dentro se stessi, un’esperienza difficile da metabolizzare. So che, per quanto mi riguarda, niente sarà più come ’prima di camminare tenendo per mano mia sorella nei campi in cui riposano i miei genitori, o di scoprire che mia madre non era la donna Che credevo. Niente sarà uguale dopo avere appreso che mio padre non mi ha abbandonato pochi giorni dopo la nascita, ma che mi ha consegnato tra le braccia di persone fidate.»

Asha Mirò è nata in un villaggio vicino a Bombay, nel 1967. Dal 1974 vive a Barcellona dove, per un certo periodo, si è dedicata all’insegnamento. È stata anche presentatrice di trasmissioni televisive. Negli ultimi anni ha collaborato a diversi programmi rivolti a chi desidera ricevere consigli nel campo delle adozioni. Partecipa a progetti di aiuto per il Terzo mondo. Per Sperling & Kupfer ha pubblicato, con grande successo, Figlia del Gange.

Il Giappone Prima del Buddhismo

Il Giappone Prima del Buddhismo

Autore/i: Kidder Edward J.

Editore: Il Saggiatore

prima edizione, prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Mara Andreoni.

pp. 302, 108 fotografie b/n, 65 disegni b/n, 7 carte geografiche b/n, Milano

L’insediamento umano in Giappone ebbe inizio quando ancora il paese faceva parte integrante del continente asiatico. Molto più tardi, forti nuclei di popolazioni miste migrarono nelle innumerevoli isole dell’arcipelago recando una cultura neolitica di cui rimangono i fondi di capanne e i cumuli dei rifiuti dei loro pasti, soprattutto conchiglie, in quanto il cibo principale di queste genti era dato dai molluschi. Ma le vere caratteristiche del popolo giapponese presero forma più tardi, durante l’età del bronzo, quando ormai gli aborigeni Ainu dalle lunghe barbe e dall’aspetto europoide si erano ritirati a Hokkaido e a Sakhalin, abbandonando il restante territorio a nuove ondate di successive migrazioni: a questo periodo risalgono anche le più antiche tradizioni letterarie. In un’economia basata sulla produzione del riso che fu dapprima importato e sulla lavorazione dei metalli, i gruppi tribali si unirono a formare piccoli regni di cui negli ultimi quindici anni gli archeologi hanno reso alla luce le necropoli e vasti insediamenti di città e villaggi.
Verso la fine del III secolo d. C. le famiglie nobili iniziarono la costruzione di colossali tombe, che sempre contenevano ricchissimi corredi funebri. I secoli successivi furono testimoni di un ulteriore accrescimento della maestosità delle tombe, fenomeno che poi s’interruppe bruscamente con l’arrivo del Buddhismo che portò la pratica della cremazione e l’uso di semplici urne funerarie. Le tombe di questo periodo, anteriore al diffondersi della religione venuta dalla lontana India, hanno dato il maggior contributo di documentazione, coi loro tesori, alla vita e ai costumi di questo periodo protostorico.
Il volume è articolato in quattro parti: il Paleolitico, il Neolitico, l’età del bronzo e del ferro e l’inizio della storia vera e propria: tutto di quell’antico mondo è descritto con la mano sicura del ricercatore attento e appassionato, senza nulla tralasciare.

J. E. Kidder è vissuto a lungo in Cina, Corea e Giappone ed ha viaggiato ovunque nell’Estremo Oriente. Ha compiuto i suoi studi, all’estero, in Francia e in Giappone; in quest’ultimo paese grazie a una borsa di studio. Laureatosi alla New York University, ha insegnato alla Washington University di St. Louis prima di essere nominato professore di storia dell’arte e di archeologia alla International Christian University nel 1956. Ha partecipato a diverse campagne archeologiche in Giappone fin dal 1950 e ha condotto scavi in una importante stazione dell’età della pietra nei sobborghi di Tokyo.
È autore di numerosi articoli sulla preistoria del Giappone e ha pubblicato un lungo e documentatissimo studio di ricerca sulle ceramiche neolitiche di quel paese.

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Prefazione

Introduzione

I – Il paleolitico e il mesolitico

II – Il neolitico

III – Età del bronzo e del ferro

IV – Il periodo protostorico

Bibliografia

Tavole

Note alle tavole

Elenco delle illustrazioni

Indice analitico

La Luce del Dharma

La Luce del Dharma

Dialogo tra cristianesimo e buddhismo

Autore/i: Thich Nhat Hanh

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione di Pritam Singh, traduzione di Giusi Valent.

pp. 156, Milano

Il monaco vietnamita Thich Nhat Hanh, uno dei più importanti e amati maestri del pensiero buddhista contemporaneo, ci dimostra in questo libro come cristianesimo e buddhismo condividano insegnamenti fondamentali. Quest’opera costituisce un originale confronto tra le due religioni sui temi principali della spiritualità, dalla preghiera ai riti, dal rinnovamento interiore alla pienezza della vita e tocca anche questioni controverse come la resurrezione e la reincarnazione. Con il suo linguaggio poetico ed efficace, con il suo pragmatismo e la sua profonda conoscenza del mondo del ventunesimo secolo, Thich Nhat Hanh ci invita a fare nostra la saggezza di Buddha e di Cristo, e a trasformare così le nostre vite.

Thich Nhat Hanh nasce in Vietnam nel 1926 e diventa monaco giovanissimo nella tradizione Zen Rinzai. Durante la guerra del Vietnam si è impegnato per una risoluzione pacifica del conflitto e, da allora, ha sempre affiancato alla pratica religiosa un rigoroso impegno sociale e politico. Nel 1967 Martin Luther King, dopo averlo incontrato, si schierò per la prima volta pubblicamente contro la guerra in Vietnam e lo candidò al Nobel per la pace. Dopo il termine della guerra gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo paese. Vive in esilio in Francia, a Plum Village, a capo di una comunità di monaci e laici, dove insegna l’“arte di vivere in consapevolezza”. Nella collezione Oscar sono stati pubblicati Spegni il fuoco della rabbia e Il segreto della pace.

La Religione

La Religione

Annuario Filosofico Europeo

Autore/i: Autori vari

Editore: Editori Laterza

prima edizione, a cura di Jacques Derrida e Gianni Vattimo.

pp. 216, Bari

«Hegel scriveva che il sentimento fondamentale della sua epoca era la sentenza “Dio è morto”. Ma il “nostro” tempo (che, come quello di Hegel, si conta dalla nascita di Cristo) è davvero diverso? e quella che malamente si chiama “rinascita della religione” (nei parlamenti, nel terrorismo e nella comunicazione molto più che nelle chiese sempre più vuote) è veramente altro dalla “morte di Dio”?». (Jacques Derrida e Gianni Vattimo)

A un breve testo introduttivo dei curatori, sull’origine e i motivi del volume, fanno seguito i contributi di G. Vattimo, E. Trias, A.G. Gargani, V. Vitiello e M. Ferraris, compresi fra un lungo saggio di J. Derrida e quello conclusivo di H.-G. Gadamer. Tutti sono stati scritti appositamente per questa edizione, che esce anche in Francia presso le Editions du Seuil.

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Circostanze di Jacques Derrida e Gianni Vattimo

Fede e sapere. Le due fonti della «religione» ai limiti della semplice ragione di Jacques Derrida

La traccia della traccia di Gianni Vattimo

Pensare la religione (Il simbolo e il sacro) di Eugenio Trias

L’esperienza religiosa come evento e interpretazione di Aldo Giorgio Gargani

Deserto Ethos Abbandono. Contributo a una topologia del religioso di Vincenzo Vitiello

Il senso dell’essere come traccia ontica determinata di Maurizio Ferraris

La religione e le religioni di Hans-Georg Gadamer

Manuale di Stregoneria

Manuale di Stregoneria

Dagli incantesimi alle pratiche magiche segrete

Autore/i: Moia Antares Giovanna

Editore: Casa Editrice Meb

premessa e introduzione dell’autrice.

pp. 160, ill. b/n, Padova

Può sembrare anacronistico in un’epoca come la nostra, dominata dall’informatica e dall’automazione, parlare ancora di streghe e di operazioni di magia ma, a ben guardare, non lo è affatto. Le ansie, i timori, le speranze, le crisi esistenziali dell’uomo, infatti, non si sono per nulla placati e, a dispetto del progresso – che avviene, purtroppo, solamente a livello tecnologico – continuano ad essere, paradossalmente, più forti e potenti che mai. Ecco, allora, il ritorno dell’occultismo in generale e della magia in modo particolare. Se è vero che macrocosmo (il mondo) e microcosmo (l’uomo) sono analoghi e si muovono in sintonia, guidati dalle fila sottili ed impercettibili dell’armonia cosmica, è dunque possibile, conoscendo l’arte magica, operare su queste trame impalpabili ed ottenere dei risultati. Fatture, controfatture, esorcismi, incantesimi, jettature, la fabbricazione di talismani e pentacoli, le arti della divinazione, i poteri della mente, la forza degli strumenti magici, tutto, insomma, in magia è allineato su questa frequenza e l’autrice ci mostra come potere accedervi, poco alla volta, con cognizione e consapevolezza.

I Maestri dell’Occulto

I Maestri dell’Occulto

Autore/i: Nataf André

Editore: Gremese Editore

introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Luigi-Edmondo Occhioni.

pp. 244, nn. ill. b/n, Roma

Un dizionario completo di filosofia occulta attraverso le varie dottrine esoteriche e i grandi Maestri che ne hanno fatto la storia.
In oltre 150 schede ordinate alfabeticamente, le discipline dell’occulto – alchimia, astrologia, magia, gnosi, cabala, spiritismo… – e i metodi che le coordinano e le unificano, dall’analogia all’iniziazione, alla trasmutazione.
Inoltre, la figura e le opere dei Maestri di ogni tempo – grandi iniziati, mistici o artisti – da Paracelso ai Rosacroce, da Mesmer a Blake, Goethe o Nostradamus.

André Nataf Saggista e drammaturgo, ha pubblicato una storia degli albigesi e un testo teatrale. Si occupa da tempo di storia, filosofia e scienze occulte.

Le Vie Commerciali dell’Impero Romano

Le Vie Commerciali dell’Impero Romano

Autore/i: Charlesworth Martin Percival

Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani

introduzione dell’autore.

pp. 268, 1 cartina b/n f.t., Milano

Sommario:

Introduzione
CAPITOLO I – L’Italia e la fondazione dell’Impero
CAPITOLO II – L’Egitto
CAPITOLO III – La Siria
CAPITOLO IV – La via marittima per l’India e Ceylon
CAPITOLO V – L’Asia Minore
CAPITOLO VI – La via di terra ferma per la Cina e l’India
CAPITOLO VII – Grecia
CAPITOLO VIII – Africa
CAPITOLO IX – Spagna
CAPITOLO X – L’Italia e le frontiere nordiche
CAPITOLO XI – Gallia
CAPITOLO XII – Britannia
Conclusione
Bibliografia Sommaria

Viaggio nell’Impero dei Mongoli 1253-1255

Viaggio nell’Impero dei Mongoli 1253-1255

Autore/i: Guglielmo di Rubruck

Editore: Lucarini Editore

a cura di Claude e René Kappler, nota dell’editore, traduzione e nota di Riccardo Gualdo.

pp. 282, nn. cartine b/n f.t., Roma

Sedicimila chilometri in due anni, un po’ a piedi ma soprattutto a cavallo, da Costantinopoli a Karakorum, capitale dell’impero delle steppe: un francescano fiammingo passa da un’orda all’altra, nelle condizioni più difficili. Inviato nel 1253 da Luigi IX il Santo, presso un principe mongolo che si credeva cristiano, egli si reca nel cuore dell’Asia centrale dove incontra il gran khan Mangu. La relazione del suo viaggio, scritta in latino con vero talento di narratore, «precorre» Marco Polo ed è una delle fonti medievali più importanti sui mongoli per la ricchezza delle osservazioni, per le notizie scientifiche e etniche sugli usi e i costumi di quelle popolazioni, e per lo spirito di avventura che la percorre tutta.

Allegro ma non Troppo – Le Leggi Fondamentali della Stupidità Umana

Allegro ma non Troppo – Le Leggi Fondamentali della Stupidità Umana

Pepe, vino (e lana) come elementi determinanti dello sviluppo economico nell’età di mezzo

Autore/i: Cipolla Carlo M.

Editore: Società Editrice Il Mulino

traduzione di Anna Parish.

pp. 84, Bologna

Un «divertissement», un guizzo anarchico dell’intelligenza. È Così che crediamo di poter definire queste pagine nelle quali Carlo M. Cipolla abbandona gli austeri panni dello studioso e giocando sul filo del paradosso e dell’assurdo costruisce due brevi saggi: il primo che delinea una ilare parodia della storia economica e sociale del Medioevo; il secondo in cui si elabora una sorta di scherzosa teoria generale della stupidità umana.
Questi due piccoli capolavori di giocoso funambolismo intellettuale ci propongono una pausa di eccentricità e comicità tanto più preziosa nei tempi frenetici e stressanti in cui viviamo.

Carlo M. Cipolla è autore di vari libri tradotti in diverse lingue.
Tra gli altri vanno ricordati «Storia economica dell’Europa preindustriale» (Il Mulino 1974), «Le avventure della lira» (Il Mulino 1975), «Contro un nemico invisibile» (Il Mulino 1986), «Tra due Culture: Introduzione alla storia economica» (Il Mulino 1988).

Pilato

Pilato

Autore/i: Gurgo Ottorino

Editore: Rusconi

prima edizione.

pp. 192, nn. tavv. b/n f.t., Milano

Nella cronaca della conquista romana Ponzio Pilato è una figura comune di funzionario che la storia avrebbe dimenticato se egli non avesse governato la Giudea negli anni 26-36 e perciò non fosse stato chiamato a decidere la morte di Gesù Cristo. Questa circostanza, che è l’unico dato storico non controverso su Pilato, ha trasformato un uomo in personaggio e simbolo, in personificazione del cinismo pavido e opportunista.
La curiosità storica non rinuncia però a scavare lo stereotipo per ricostruire un ritratto che almeno si avvicini alle reali fattezze dell’uomo. Ottorino Gurgo tenta questa strada percorrendo due solchi. Una prima traccia è segnata dalle testimonianze contemporanee o della prima tradizione cristiana, dalle quali esce una figura contraddittoria di Pilato. Il romano, Agrippa I, suo superiore diretto, e l’ebreo Filone di Alessandria concordano nel definirlo «inflessibile, ostinato e intransigente», visceralmente ostile ai giudei che con la loro caparbietà religiosa rappresentano ai suoi occhi un pericolo per l’esistenza dell’impero romano. Sorprende invece la testimonianza dell’apologeta cristiano Tertulliano, per il quale Pilato aveva recepito nell’animo il messaggio cristiano; la Chiesa cristiana copta giunse addirittura a elevarlo all’onore degli altari, forse perché egli fu lo strumento provvidenziale della Redenzione.
Più suggestiva appare la traccia che guida a ricostruire le varie fasi della vita di Pilato e del suo ufficio di procuratore di Roma in Giudea attraverso l’indagine degli umori e delle trame su cui la sua vita si intessé, e soprattutto attraverso l’analisi del fatale processo a Gesù Cristo che lo vide protagonista. Un uomo che avanza una domanda quale: “Che cos’è la verità?”, suggerisce una persona tormentata e travagliata. Pilato identificò un nuovo Dio nel prigioniero per il quale gli si chiedeva la condanna capitale? Il nuovo Dio che avrebbe seppellito per sempre i vecchi dèi, dei quali tuttavia egli avrebbe dovuto difendere la sopravvivenza? Ma anche i giudei, i loro capi, il Sinedrio, il sommo sacerdote Caifa e l’onnipotente suo suocero Anna, difendevano un Dio che Roma non poteva accettare, ma nel cui nome, paradossalmente, Cristo doveva morire come suo bestemmiatore.
Il libro di Gurgo, perciò, non delinea soltanto il ritratto di un uomo-personaggio, ma propone l’affresco di una vicenda che segnò le sorti dell’umanità.

Pensieri vaghi, ma tormentosi, assalivano il procuratore e, più che pensieri, immagini, sensazioni, che gli davano un leggero senso di stordimento. Per tutta la vita aveva creduto in due cose soltanto: la potenza di Roma di cui anche gli dèi erano strumenti, e la sua personale ambizione di carriera e di successo. Ma l’una e l’altra delle sue fedi erano scosse e uno scetticismo disperato s’era impadronito di lui, alimentato dal rancore e dall’incomprensione per quei sudditi giudei con i quali da troppo tempo si sentiva costretto a convivere. Quel Nazareno dallo sguardo febbrile, così parco di parole, ma che quando parlava assumeva la dignità di un dio, lo turbava proprio perché intaccava la solida corazza del suo scetticismo e, irrazionalmente, lo obbligava a mettere in discussione convincimenti radicati, lasciandogli intravedere scenari che lo attraevano e lo sgomentavano allo stesso tempo.

Ottorino Gurgo è nato a Napoli nel 1940 e vive a Roma dove, a diciotto anni, ha cominciato l’attività giornalistica. Giornalista parlamentare, è stato per dieci anni notista politico del «Giornale», al fianco di Indro Montanelli, ed è ora capo della redazione romana e editorialista del «Mattino» di Napoli. È autore di due saggi: Vietnam controrapporto (1967) e Perchè i Kennedy muoiono (1968), e della biografia Celestino V. Il fascino e le ragioni del gran rifiuto al potere (1982).

Le Antiche Chiese di Roma

Le Antiche Chiese di Roma

Autore/i: Colonna Pierluigi

Editore: Polo Books

introduzione dell’autore.

pp. 240, nn. ill. b/n, Roma

Un itinerario affascinante alla scoperta dei tesori d’arte, delle curiosità e della storia di tutte le Chiese di Roma, dalle origini al ’700.

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