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Storia delle Credenze e delle Idee Religiose – 3 Volumi

Storia delle Credenze e delle Idee Religiose – 3 Volumi

Volume I: Dall’età della pietra ai Misteri Eleusini – Volume II: Da Gautama Buddha al trionfo del cristianesimo – Volume III: Da Maometto all’età delle Riforme

Autore/i: Eliade Mircea

Editore: Sansoni Editore

premesse dell’autore, traduzione di Maria Anna Massimello e Giulio Schiavoni.

vol. 1 pp. 508, vol. 2 pp. 536, vol. 3 pp. 388, Roma

Volume I: «Dall’età della pietra ai Misteri Eleusini»
Per lo storico delle religioni, ogni rituale, ogni mito, ogni credenza o figura divina riflette l’esperienza del sacro. Il sacro è un elemento nella struttura della coscienza, e non uno stadio nella storia della coscienza stessa.
Nella grande opera di sintesi compiuta a coronamento della sua attività di studioso – di scrittore e filosofo, oltre che di storico – Mircea Eliade ha tracciato insieme un profilo cronologico delle manifestazioni del sacro e un’analisi dei momenti creativi delle diverse tradizioni religiose.
Questo volume prende avvio dai primi comportamenti magico-religiosi dell’uomo preistorico per giungere alla diffusione del culto di Dioniso, attraverso le religioni mesopotamiche e dell’Egitto, di Israele, degli Indoeuropei, dell’India prima di Buddha, la religione greca, l’iranica, lungo un filo continuo che mette in luce l’unità di fondo dei diversi fenomeni religiosi e, al tempo stesso, l’inesauribile novità delle loro espressioni.
In sovraccoperta del volume I: Coro di donne, da una tomba del V secolo a. C. a Ruvo di Puglia (Napoli, Museo Nazionale)

Volume II: «Da Gautama Buddha al trionfo del cristianesimo»
Il lungo cammino percorso da Mircea Eliade nello spazio e nel tempo lo conduce, in questo secondo volume della Storia delle credenze e delle idee religiose, a esaminare infine il progressivo oscurarsi del mondo cosiddetto «pagano», in contrapposizione all’espandersi delle religioni monoteistiche.
Prendendo le mosse dalla Cina neolitica, la sua attenzione si volge dapprima all’affermarsi del confucianesimo (una «regola di vita» più che una religione in senso stretto), alla prima predicazione del Buddha nelle terre indiane e, infine, all’ampia diffusione conosciuta dal buddhismo un po’ in tutto l’Oriente.
Ma è l’Occidente il vero punto cruciale della sua ricerca e della sua analisi: gli ultimi sussulti del politeismo danno luogo alla fioritura di quei Misteri – orfici, egizi, mitriaci – nei quali si esprime a pieno la complessità religiosa di un’epoca ormai al tramonto, il cui dramma ben si rispecchia nei cupi miti germanici della «fine», del ragnarök. Parallelamente a questa decadenza il monoteismo, già saldamente affermato nell’ambito della cultura e della società ebraica, tratta nuova linfa dalla predicazione del Cristo, si espande in tutto l’Occidente, affondando saldamente le sue radici sui resti dell’Impero romano. Lo sviluppo di questa «nuova religione» non conoscerà però un andamento armonico, ché anzi nel suo stesso nucleo vitale si annidano i germi di quelle eresie che scuoteranno profondamente la Chiesa degli inizi.
In sovraccoperta del volume II: Buddha seduto circondato da quattro personaggi, Turfàn, VIII-IX secolo d.C.

Volume III: «Da Maometto all’età delle Riforme»
Giunto al terzo volume di questa sua opera, Mircea Eliade vi affronta quelli che sono stati indubbiamente i momenti cruciali della religiosità occidentale e non: in primo luogo, l’evolversi e il modificarsi delle varie chiese cristiane – così spesso squassate da scismi e da eresie – nel periodo che va da sant’Agostino al secolo dei Lumi; in secondo, l’irrompere dell’Islam sulla scena religiosa e politica dell’Occidente grazie alla dirompente personalità di Maometto e all’azione decisa e per lungo tempo inarrestabile dei suoi successori. Questo excursus attraverso le grandi religioni storiche è affiancato dall’attento esame dell’opera di pungolo svolta attraverso i secoli dai mistici ebrei, cristiani e musulmani, il cui pensiero spesso contribuì a riversare nuova linfa vitale in strutture religiose pericolosamente prossime all’isterilimento.
Quasi a suggello del suo studio, Eliade affronta i vari e complessi problemi provocati dal permanere di quelle numerose pratiche popolari di tipo para-religioso che a lungo affiancarono la religione «ufficiale» – spesso scontrandosi con essa – e dal diffondersi di un esoterismo più o meno «magico» che sopravvisse fino all’età delle Riforme e anche più oltre. Dopo un attento esame della figura di Lutero e del momento di rottura da lui rappresentato, il volume si conclude con un capitolo dedicato alle religioni euroasiatiche e tibetane. Anticipiamo che, per non ritardare ulteriormente la pubblicazione, Eliade ha deciso di raccogliere nel quarto e ultimo volume di quest’opera, i capitoli dedicati all’espansione dell’induismo in Cina e in Giappone, nonché al permanere delle religioni «arcaiche» in ampie zone dell’America, in Africa e in Oceania – capitoli con cui intende completare lo studio della creatività religiosa nelle società moderne.
Il lettore di Mircea Eliade ritroverà qui il suo stile inconfondibile: talora spoglia cronologia delle più varie manifestazioni del sacro, talora acuta analisi dei momenti creativi delle diverse tradizioni religiose, questa importante sintesi ben rispecchia l’opinione di uno storico delle religioni per il quale ogni rito, ogni mito, ogni fede, ogni figura divina, riflette in sé l’immagine di una più universale esperienza del sacro.
In sovraccoperta del volume III: Conversazione in biblioteca, miniatura araba del XII secolo.

Mircea Eliade è nato nel 1907 a Bucarest, ove nel 1934 ha iniziato la sua attività di docente. Trasferitosi a Parigi nel 1945, vi ha tenuto corsi di Storia delle Religioni all’Ecole des Hautes Études. Dal 1957 ha occupato la cattedra di Storia delle Religioni presso l’Università di Chicago. Tra le sue opere maggiori citiamo il Trattato di storia delle religioni (Torino, 1972), Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi (Torino, 1954), Il mito dell’eterno ritorno (Torino, 1968), Lo Yoga (Milano, 1973). È autore anche di opere di poesia e di narrativa.

La Letteratura Fantastica

La Letteratura Fantastica

Titolo originale: Introduction à la littérature fantastique

Autore/i: Todorov Tzvetan

Editore: Garzanti Editore

traduzione dal francese di Elina Klersy Imberciadori, in copertina: Fertility, 1993, dipinto di Zelico Durovic.

pp. 192, Milano

Apparso in Francia nel 1970, questo studio sul fantastico è ormai divenuto uno strumento di lavoro e un punto di riferimento indispensabile per studenti e studiosi. Partendo dalla classificazione proposta da Northrop Frye in Anatomia della critica, Todorov adotta la categoria del fantastico come strumento di indagine di un genere letterario fiorente nell’Ottocento, la cui funzione sociale è stata assunta nel Novecento dalla psicoanalisi. Il fantastico, dice Todorov, non è altro che la scelta che il lettore compie fra la spiegazione naturale e quella sovrannaturale di un fatto insolito. Prendendo in esame i testi esemplari del fantastico – l’Aurélia di Gérard de Nerval, le Mille e una notte, Il crollo della casa degli Usher di Poe, il Manoscritto trovato a Saragozza di Jan Potocki, le opere di Gauthier, di Lewis, di Hoffmann e di diversi autori del genere poliziesco e del feuilleton – Todorov propone una vasta gamma di sottoclassificazioni del fantastico e al loro interno distingue i «temi dell’io» dai «temi del tu», recuperando in modo dialettico i luoghi emblematici affrontati dalla narrativa fantastica. Il mondo del doppio, della metamorfosi, della follia, ciò che un secolo positivista come l’Ottocento ha rimosso, si sono tradotti per noi nell’inquietante scoperta freudiana della sessualità, della nevrosi, della psicosi e della morte.

Tzvetan Todorov, nato a Sofia, in Bulgaria, nel 1939, vive in Francia
dall’inizio degli anni Sessanta. È oggi considerato uno degli intellettuali europei più autorevoli e ascoltati. Nel 2002 ha vinto il «Premio Nonino. A un Maestro del nostro tempo». Tra le sue opere pubblicate in Italia, La conquista dell’America (1982), Memoria del male, tentazione del bene (Garzanti, 2001) e Il nuovo disordine mondiale (Garzanti, 2003).

La Maison-Dieu

La Maison-Dieu

Romanzo

Autore/i: Sanavio Piero

Editore: Rizzoli

pp. 232, Milano

Un’emblematica pseudo-citazione apre La Maison-Dieu: “T’insegnerò disse Ettellia il recondito significato di questi Arcani superiori. Anzitutto c’è il Matto, cioè l’investigatore, il cercatore, colui che vuol conoscere il futuro per meglio definire la direzione della propria vita. Il Diavolo può indicare una malattia mortale o una forza enorme ciò dipende dall’impiego che si fa della conoscenza. Quanto alla sedicesima carta, la Torre o la Maison-Dieu, essa predice rovina e inganno”.
Questo romanzo infatti – se di romanzo si può parlare: la seconda parte dell’opera è in forma di Commedia, la terza è una serie di documenti e diari rivelatori – potrebbe definirsi un’allegoria del Maligno e delle sue sapienti macchinazioni ai danni dell’insipiente mondo borghese. Allucinante e inattesa nel suo disegno, con amaro realismo e sfrenata invenzione fantastica, la storia, dopo un inizio apparentemente tranquillo (la provincia veneta), accelera e intreccia giri diabolici, rivelando attuali le istanze d’un Medio Evo ove il Bene e il Male volgono la loro alterna vicenda. Un cupo umorismo, a contatto d’una risentita moralità, produce fra luci e fumate grottescamente macabre un libro che sembra aprirci improvvisamente davanti, nel nostro tranquillo salotto, la porta, o la botola, di un inferno ignorato.

Piero Sanavio è un giovane scrittore che ama mantenere il massimo riserbo sulla sua persona. Veneziano, ha insegnato a lungo a Yale (USA), ha viaggiato molto ed ha al suo attivo numerosi saggi di letteratura. Di lui Emilio Cecchi ha scritto a proposito della cura e presentazione delle Opere scelte di Thoreau: “nell’introduzione del Sanavio si possono seguire a lungo sottili e suggestive osservazioni sulla struttura delle serie di immagini in Thoreau, come sulle loro iterazioni, sul loro ritmo «rotatorio». E il volume curato dal Sanavio ci sembra assolvere il compito come meglio non si sarebbe potuto”.
Vive e lavora a Parigi.

L’Abbraccio dell’Imperatore – Famiglia e Paternità nel Mondo Animale

L’Abbraccio dell’Imperatore – Famiglia e Paternità nel Mondo Animale

Titololo originale: «The Emperor’s Embrace»

Autore/i: Masson Jeffrey Moussaieff

Editore: Baldini & Castoldi

ringraziamenti e introduzione dell’autore, traduzione dall’americano di Isabella Blum.

pp. 320, Milano

«Quando osserviamo gli altri animali comportarsi da buoni padri con i loro figli, ci colpisce il fatto che non si servono dei consigli degli esperti. Fanno ciò che per loro è naturale fare. Mala paternità è naturale anche per il maschio della specie umana?»
(Jeffrey M. Masson)

Senza offesa per nessuno ma siamo tra i peggiori. E il fatto di essere in compagnia di orsi e leoni non è certo di consolazione. La verità è che, in tutto il mondo animale, sono pochi i padri che, nei confronti dei figli, si comportano in maniera talmente distratta e insufficiente.
Questa, almeno, è l’accusa lanciata da Jeffey M. Masson, «psicoanalista pentito» che dopo essersi a lungo occupato degli uomini e dei loro problemi ha rivolto la sua attenzione al mondo animale con l’obiettivo, dichiarato, di studiare e capire l’origine delle emozioni. E cosi che sono nati due autentici best-seller della divulgazione scientifica come quando gli elefanti piangono e i cani non mentono sull’amore. Ed è così che è nato questo nuovo libro, appassionato e documentato ma anche irriverente e intelligente, dedicato ai misteri – e alle contraddizioni – della paternità.
Curiosando tra le diverse specie animali, Masson ci spiega come la paternità possa essere vissuta in maniera assai più coinvolgente e serena di quanto non facciano gli esseri umani. Esemplare, da questo punto di vista, il pinguino reale, che, quando la «moglie» si allontana a caccia di cibo, resta per tre mesi immobile a guardia delle uova scaldandole con il proprio corpo. Oppure il castoro, abituato a passeggiare nei boschi portandosi il piccolo sulla propria coda. O ancora il cavalluccio marino, unico maschio capace di dare alla luce i propri figli.
Il fatto curioso, dice Masson, è che, «nel regno animale, i padri che mostrano il comportamento più benevolo – i pinguini e i castori, ma anche i lupi e alcuni tipi di scimmie – sono di gran lunga meno conosciuti e non vengono quasi mai citati come esempio per ciò  che possono insegnarci».
Una distrazione grave, perché l’uomo, a differenza degli altri animali ha l’opportunità di decidere che fare della propria vita e delle proprie emozioni. E magari stabilire se, in fatto di paternità essere più simile agli orsi o ai leoni  (pessimi padri) o, al contrario, ispirarsi al comportamento esemplare del pinguino reale e di quegli animali per i quali la paternità è un’esperienza profonda e pervasiva. Il messaggio che questi animali  ci lasciano – e che Masson acutamente raccoglie – è che la paternità non è «qualcosa che si attraversa e si supera. Al contrario, è la più grande gioia e la più grande espressione di amore di cui il maschio umano, volendo, può essere capace».

Jeffrey Moussaieff Masson ha esercitato come psicoanalista per molti anni. Autore di numerosi saggi a carattere scientifico, ha raggiunto il successo con due best-seller interanazionali: Quando gli elefanti piangono e I cani non mentono sull’amore, entrambi pubblicati in Italia da Baldini&Castoldi. Vive a Berkeley, in California.

Vita di Gesù in Icone dalla Bibbia di Tbilisi

Vita di Gesù in Icone dalla Bibbia di Tbilisi

Quando l’amore entra nel tempo si fa storia e… diventa vita

Autore/i: Autori vari

Editore: Edizioni San Paolo

a cura di Carlo Cibien, prefazione di Giuseppe Pasotto (Amministratore Apostolico del Caucaso per i Latini), introduzione e note iconografiche di P. Gabriele Bragantini.

pp. 144, nn. illustrazioni e tavole a colori, Cinisello Balsamo (Milano)

Quando l’amore entra nel tempo si fa storia e… diventa vita.
È per questo che risulta sempre affascinante e continuamente sorprendente riuscire ad andare al di la dei fatti per trovare il filo d’amore che li lega.
Aprire la sacra Bibbia è entrare per dono, per grazia, in questo mistero.
Nella chiesa cattedrale di S. Maria Assunta in Tbilisi (Georgia) “la Parola della Vita” viene aperta solennemente sull’ambone, ma anche attraverso 130 icone dell’Antico e Nuovo Testamento, collocate degnamente sulle pareti laterali.
Questo libro non ci fa toccare le icone della Bibbia di Tbilisi, esposte nella chiesa cattolica latina di Tbilisi, ma solo ce le presenta in immagini; più esattamente ci presenta il libro delle immagini della Bibbia di Tbilisi relative alla «Vita di Gesù».
Auguro a te, che sfogli questo libro o se verrai in visita alla nostra chiesa dove queste icone sono raccolte, di poter cogliere quella Presenza che fissa lo sguardo su di te, ti chiama per nome, ti ama e ti trasfigura.

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PREFAZIONE
INTRODUZIONE

  • L’icona nella Bibbia
  • L’icona nella «Bibbia di Tbilisi»
  • L’icona di Gesù Signore
  • L’icona della Madre di Dio
  • L’icona nella tradizione
  • L’icona nella liturgia

VITA DI GESÙ IN ICONE

  • L’annunciazione
  • La visitazione
  • La nascita di Giovanni Battista
  • La nascita del Salvatore
  • L’adorazione dei Magi
  • La presentazione di Gesù al tempio
  • La partenza per l’Egitto
  • Gesù tra i dottori della Legge
  • Il battesimo di Gesù nel fiume Giordano
  • Le tentazioni nel deserto
  • Le nozze a Cana di Galilea
  • L’incontro di Gesù con la Samaritana
  • La guarigione dell’indemoniato di Gerasa
  • La guarigione della figlia di Giairo
  • La decapitazione di Giovanni Battista
  • La trasfigurazione
  • La preghiera nel tempio
  • L’entrata in Gerusalemme
  • La lavanda dei piedi
  • L’ultima cena
  • La preghiera di Gesù nell’orto del Getsemani
  • L’arresto di Gesù
  • La flagellazione di Gesù alla colonna
  • Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce
  • La morte in croce del Signore
  • La sepoltura di Gesù
  • Le donne al sepolcro
  • L’apparizione del Risorto a Tommaso
  • La benedizione ai discepoli
  • L’ascensione

I Druidi – Sacri Maghi dell’Antichità

I Druidi – Sacri Maghi dell’Antichità

Titolo originale: The Druids

Autore/i: Piggott Stuart

Editore: Newton Compton Editori

prefazione dell’autore, traduzione di Bianca Franco.

pp. 176, nn. tavole in b/n fuori testo, Roma

I problemi e le Fonti, il Mondo Celtico dei Druidi, i Druidi nei testi classici e vernacolari, l’immagine Romantica.

I Druidi esistono in parte nella storia, in parte nella fantasia. Secondo la tradizione, il druidismo era la religione dei Celti della Gallia e della Britannia preromane e i Druidi erano una classe di sacerdoti. Le più lontane informazioni su questa antica casta, nonché su certe superstizioni e credenze misteriose in cui fu coinvolta, ci provengono da scrittori greci e romani. La sua esistenza, ignorata nel Medioevo e riscoperta nel Rinascimento, colpi l’immaginazione non solo di studiosi, ma anche di poeti e artisti. Dopo secoli di congetture e teorie fantasiose, i Druidi hanno finito per occupare un posto sostanziale e ricco di fascino nel folclore europeo. Questo volume ne ricostruisce la ‘storia e le vicende alla luce delle più rilevanti scoperte archeologiche.

Stuart Piggott, professore di Archeologia preistorica all’University di Edimburgo, membro della British Academy, della Royal Society di Edimburgo e della Society of Antiquaries di Londra, ha pubblicato, fra l’altro, Neolithic Cultures of the British Isles e Ancient Europe.

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Prefazione

Capitolo I. I problemi e le fonti

Capitolo II. Il mondo celtico dei Druidi

Capitolo III. I Druidi nei testi classici e vernacolari

Capitolo IV. L’immagine romantica

Capitolo V. Epilogo

Note
Bibliografia

Per Tutta la Notte

Per Tutta la Notte

Autore/i: Forest Philippe

Editore: Alet Edizioni

a cura di Domenico Scarpa.

pp. 304, Padova

Il dono della scrittura
di Amaldo Colasanti
I libri di Philippe Forest sono un dono rarissimo. La sua non è solo letteratura. La letteratura media il mondo, cerca il piacere o la profondità, grida una pura intelligenza: e spesso monotona e assoluta come il potere.
Non sono nemmeno soltanto poesia. Perché la poesia redime, consola, spesso chiude i conti della vita, ci stringe a sé con la sua pazienza rabbrividita: è spesso difficile e misteriosa come il mondo. I libri di Philippe Forest incredibilmente sono molto di più, sono altro. La storia di Pauline (la bambina con la giacca a vento, quella azzurra e i fiori rossi, una figlia che non correrà mai più sulle scale dell’asilo, la piccola Pauline che deve morire deflagrata dal fiore nero delle metastasi); la vicenda di Alice, una madre sconsolata, i suoi inutili addii, quell’acquazzone dell’anima che s’impiglia come una maglia rotta alla forza cieca del dolore; e poi la favola di Philippe, sì Forest che diventa scrittore (uno dei più grandi, oggi, in Europa) perché solo la sofferenza, solo l’amore, consumati fino all’orlo dell’estremo limite, insegnano a scrivere e a leggere – ecco, è questo, sono queste storie, sprofondate nel lume e nella pece del morire, a ricordarci che il vero segreto dei libri di Forest resta l’innocenza, la sua più selvaggia, bellissima verità. “La vita è breve e il desiderio è senza fine”, recita Kobayashi Issa, l’ultimo vero maestro dell’arte dell’haiku. Nessuna avversativa, nessuna contraddizione in questa nudità umana: solo una pazienza tagliente e carezzevole. Come nelle pagine di Philippe Forest. Leggere questi romanzi sarà una delle più grandi esperienze della vita.

“Si scrive per conoscere il seguito, perché ci si domanda, come un bambino, come finirà la storia. Si scrive e non si riesce a disfarsi dell’illusione che la verità è nei libri. Nella lunga e interminabile favola che Vi raccontano dalla prima notte dell’infanzia. Scrivere è far risalire dal fondo di sé stessi la vecchia e insaziabile curiosità dell’infanzia, il desiderio di scoprire cosa succederà poi. E se ogni libro è una delusione, perché la verità intera non è in alcun libro, preferiamo essere vittime di questa illusione piuttosto che, liberandocene, rinunciare ad attendere, a sperare ciò che forse ci rivelerà il prossimo racconto.”
(Philippe Forest – Intervista rilasciata all’Osservatorio di Scrittura, Interpretazione letteraria e Lettura di Chambéry (OEIL), ottobre 2005.)

Philippe Forest è nato nel 1962 a Parigi.
Professore alla Sorbona, ha insegnato per anni in varie università del Regno Unito e attualmente è docente a Nantes. Come saggista è noto per i suoi studi sull’avanguardia francese, il romanzo contemporaneo e la letteratura giapponese. In Italia sono stati pubblicati i saggi Il romanzo, il reale e Il romanzo, l’io (BUR). Alet ha pubblicato nel 2005 Tutti i bambini tranne uno, vincitore in Francia del Prix Fémina per il miglior esordio, e pubblicherà anche il terzo romanzo che completa la trilogia: Sarinagara, vincitore del Prix Décembre 2004.

La Vita sulla Terra – Storia della Natura

La Vita sulla Terra – Storia della Natura

Titolo originale: Life on Earth, a Natural History

Autore/i: Attenborough David

Editore: Rizzoli

prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Libero Sosio.

pp. 320, interamente e riccamente illustrato a colori, Milano

Con questo libro Attenborough realizza un’impresa ambiziosa: raccontare la storia della vita sulla Terra, non mediante l’arido studio dei fossili, bensì attraverso l’accurata osservazione degli organismi tuttora viventi. Gli animali e le piante attuali non ci offrono solo lo spettacolo suggestivo di una natura dalla fantasia inesauribile, ma, a saperli osservare nella giusta luce, ci conservano un’infinita di aspetti di una storia i cui inizi risalgono a vari miliardi di anni fa. L’evoluzione che ha portato la materia vivente dai primi semplici organismi monocellulari all’uomo non ha cancellato tutte le forme anteriori e meno complesse: se il mondo è stato dominato successivamente dai molluschi, dagli artropodi, dai pesci, dagli anfibi, dai rettili fino ad arrivare ai mammiferi e all’uomo, anche molti degli animali sconfitti nella lotta per il dominio hanno potuto trovare nicchie ecologiche abbastanza stabili da consentir loro di sopravvivere fino a oggi. Abbondano perciò forme più o meno “primitive” assimilabili ad animali vissuti centinaia e anche migliaia di milioni di anni fa, dai quali hanno avuto origine linee genealogiche ancora lontane dall’estinzione. La natura, osservata in questa prospettiva, ci permette dunque di vedere “dal vivo” il passato della vita sulla Terra, di restituire vita ai fossili che si coprono di polvere nei musei, e la storia naturale si trasforma così in “storia della natura”. In questo quadro variopinto e suggestivo, tutte le “stranezze” della natura, dalle iguane giganti delle Galapagos ai bradipi del Sudamerica, dal corteggiamento degli scorpioni agli organi luminosi dei pesci degli abissi, dalle incredibili capacità di sopravvivenza di alcune specie negli ambienti più ostili alla conquista del pianeta da parte dell’uomo, si situano su una linea di sviluppo storico che copre miliardi di anni e che ci fa assistere, “in ripresa diretta”, all’opera di una natura che persegue i suoi scopi con tenacia instancabile e con spietata immaginazione.

La straordinaria notorietà di cui gode David Attenborough presso tutti gli appassionati di storia naturale del mondo anglosassone è dovuta non tanto al suo pur prestigioso curriculum accademico – è stato allievo della Scuola di Zoologia a Cambridge ed è membro della Royal Zoological Society britannica -, e non solo al successo con cui ha diretto per dieci anni un programma televisivo di divulgazione scientifica della BBC, ma anche, e soprattutto, all’originalità dei suoi metodi di ricerca.

Darviniano convinto, ma consapevole dell’insufficenza dei reperti fossili a spiegare l’intero, tortuoso cammino della vita, Attenborough si è dedicato alla ricerca “sul campo” di quelle specie che, sopravvissute alle grandi trasformazioni delle ere geologiche, presentano ancor oggi strette derivazioni e analogie filogenetiche con gli animali e le piante primordiali.

Questo La vita sulla Terra è il resoconto completo e avvincente della sua ultima spedizione, durata tre anni, alla riscoperta degli stranissimi e meravigliosi animali che sopravvivono nelle “cisti ecologiche” di tutto il mondo. È un’opera unica nel suo genere, che riesce a riportarci indietro, con un formidabile volo nel passato di miliardi di anni, agli albori della vita.

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Introduzione

  1. L’infinita varietà
  2. La costruzione dei corpi
  3. Le prime foreste
  4. Le orde brulicanti
  5. La conquista delle acque
  6. L’invasione delle terre emerse
  7. Una pelle impermeabile
  8. I signori dell’aria
  9. Uova, marsupi e placente
  10. Tema e variazioni
  11. I cacciatori e le prede
  12. Vita sugli alberi
  13. La coazione a comunicare

Ringraziamenti
Indice analitico

Il Potere Mentale

Il Potere Mentale

Gli esercizi per risvegliare le incredibili forze assopite della mente. Come sviluppare le facoltà paranormali, diventare un guaritore, leggere il pensiero o prevedere il futuro.

Autore/i: Hoffman Enid

Editore: Armenia Editore

traduzione di Vittorio Curtoni, titolo originale: Develop your Psychic Skills, in copertina foto di Emilio Tremolada.

pp. 192, Milano

Questo volume dà a tutti l’opportunità di estendere la propria consapevolezza oltre i sensi fisici, oltre i veli del tempo e dello spazio.
Le capacità psichiche sono naturali negli esseri umani, come camminare o parlare, e sono persino più facili da apprendere. I poteri psichici possono trasformare in meglio la vita: basta svegliare l’altra metà del cervello, quella destra, intuitiva e creativa che viene usata pochissimo dall’uomo. E si potrà così imparare a sintonizzarsi con quello che stanno pensando gli altri, vedere cosa ci riserva il futuro, esplorare le vite passate, trovare le cose perdute o anche diventare un guaritore psichico.
Gli esercizi e le pratiche che vengono spiegate in questo volume per affinare le capacità psichiche sono facili da fare e sarete sorpresi dai cambiamenti che noterete non appena entrerà in funzione la parte destra del vostro cervello. Potrete  sviluppare delle semplici intuizioni in previsioni vere e proprie; potrete affinare le fantasie e i sogni notturni in chiare e accurate raffigurazioni di eventi accaduti in epoche remote: scegliete liberamente cosa fare nella vita potenziando le vostre capacita psichiche!

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Introduzione

  1. Come ho sviluppato le mie doti extrasensoriali
  2. Tutti abbiamo capacità extrasensoriali
    • I due Io e le tre menti
    • Le capacità proiettive e percettive
  3. Preparativi
    • Mettere a fuoco l’attenzione
    • Rilassarsi
    • Respirazione
    • Asserzioni
    • Visualizzazioni
    • Protezione personale
  4. Stati alterati di coscienza
    • I sogni e le OBE
    • Trance e ipnosi
    • Meditazione e contemplazione
    • Trasmettere la consapevolezza al corpo
    • Usare il suono per alterare la coscienza
    • Espandere la coscienza del tutto e del singolo
    • Esercizio per risvegliare i centri extrasensoriali
  5. Come e cosa percepiamo
    • L’aura
  6. Sviluppare le capacità percettive
    • Ricezione telepatica
    • Sentire cose e persone
    • Psicometria
    • Il pendolo
    • La scrittura automatica
    • L’arte automatica
    • L’ouija board
    • Far ballare il tavolo
    • Rabdomanzia
    • La percezione extrasensoriale nelle arti occulte
    • L’I Ching
    • La lettura della sfera
    • Precognizione
    • “Letture” paranormali
  7. Sviluppare le capacità proiettive
    • Proiezione telepatica
    • Esperimenti di gruppo
    • La guarigione paranormale
    • Psicocinesi
    • Fotografia paranormale
  8. Convinzioni e sviluppo delle capacità paranormali
    • Riprogrammazione
  9. Fuori del tempo
    • Ricordi di vite passate
    • Programmare il futuro
  10. Sensitivi, medium e guide
    • Sensitivi
    • Medium
    • Guide
  11. Le capacità paranormali all’opera
  12. Lo sviluppo paranormale
  13. Conclusione

La Strada

La Strada

Titolo originale: The Road

Autore/i: London Jack

Editore: Ugo Guanda Editore

saggio introduttivo, traduzione e note Alessandro Roffeni, collana Biblioteca della Fenice n° 2.

pp. 158, Milano

Scrittore celebre ai propri tempi ma tenuto volontariamente ai margini delle storie letterarie nel corso di quest’ultimo mezzo secolo, Jack London affida la sua sicura presa sui lettori di oggi ad opere anticonvenzionali come La Strada, dove la vita quotidiana dei vagabondi è rappresentata con occhio affettuosamente partecipe, libero da compiacimenti intellettualistici e da condiscendenti paternalismi. In un’America ormai entrata nella sua fase monopolistica e già afflitta dalle crisi cicliche del capitalismo, le schiere dei disoccupati lasciati ai margini della produzione come esercito industriale di riserva vagano per il continente alla ricerca di un pezzo di pane, ma anche di una loro identità autonoma all’interno di un paese che si sviluppa in maniera convulsamente selvaggia, estirpando gli antichi sistemi di vita e lasciando ai più forti il privilegio di costruire i presupposti per i nuovi. In quest’alba del mondo, le onde degli emarginati riproducono al loro interno la violenza feroce che domina la società e le sue istituzioni, mantenendo però vivi i valori della mutua solidarietà e della ricerca comunitaria di forme di vita non alienate. I germi del loro radicalismo sfoceranno sia nelle fondamentali esperienze del sindacalismo rivoluzionario americano, sia nelle figure di socialisti create dal mondo fantastico di Jack London, come l’Ernest Everhard del Tallone di ferro, significativo contributo offerto dallo scrittore alle magre espressioni e realizzazioni del marxismo americano.
Opera autobiografica e insieme narrativa, ricca tanto di caustico umorismo quanto di pathos sconvolgente, La strada è un punto di riferimento obbligato per tutta la letteratura americana successiva, che soprattutto nell’epoca dei beatniks, con Sulla strada di Kerouac, vi farà indiretto omaggio, attingendo inoltre più in generale all’esuberante vitalismo che caratterizza tutta l’opera londoniana, ma senza la rigorosa consapevolezza sociale propria dello scrittore californiano.

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Introduzione

Le strade di Jack London
Nota bio-bibliografica
Nota alla traduzione e al testo

  • Ragazzi di strada, e gatti-allegri
  • Confessione
  • Duemila stiffs
  • Tori
  • “Pizzicato”
  • Il penitenziario
  • Come non mollare un treno
  • Vagabondi che passano nella notte

Note
Glossario

Viaggio di Mr. Tomkins all’Interno di Se Stesso – Avventure nella Nuova Biologia

Viaggio di Mr. Tomkins all’Interno di Se Stesso – Avventure nella Nuova Biologia

Titolo originale: Mr. Tompkins Inside Himself

Autore/i: Gamow George; Yčas Martynas

Editore: Zanichelli Editore

disegni di George Gamow, traduzione di Vanda Tecce, la traduzione delle poesie di pagina 60 e 153 è di Luca Fontana, sovraccoperta da una litografia di Concetto Pozzati.

pp. 266, numerose illustrazioni in bianco e nero, Bologna

Gulliver, Alice (e un po’ di Münchausen): rivive in un «animale scientifico» come Mr. Tompkins la stirpe letteraria dei grandi viaggiatori onirici? Cyril George Henry Tompkins, questo bancario anagraficamente così medio – classe media, media età, Stati Uniti medioatlantici -, la sua impennata di originalità ce l’ha nella cultura scientifica, bene appresa su libri e riviste e ancor meglio assimilata: al punto di riviverla in proprio, da spettatore consapevole e partecipante, in quegli happening divulgativi che sono i sogni in cui si lascia piacevolmente scivolare dormendo. Ogni sogno, un episodio di viaggio «meraviglioso» all’interno del suo organismo vivente.
E in ogni episodio, in filigrana, il capitolo di un rapporto, limpido e ragionato, sullo sviluppo attuale (e/o futuribile) dei più importanti e affascinanti temi biologici: la circolazione sanguigna, i meccanismi muscolari, la genetica, l’evoluzione, gli orologi biologici, la materia cerebrale, fino alla domanda di fondo sul senso della vita. Così, di la dal «lago dei sogni», sulla terraferma oggettiva delle cose viste, lette, ascoltate, Mr. Tompkins rinnova anche la fortuna dell’esploratore-resocontista. E adombra, forse, il «viaggiatore sentimentale» che porge significati e giudizi osservando i luoghi del proprio itinerario elettivo.

Georg Gamow, illustre fisico teorico e noto autore di scritti scientifici (specialistici e divulgativi), è nato a Odessa, in Russia, nel 1904. Laureatosi all’Università di Leningrado nel 1928, ha lavorato a Copenhagen con Bohr nel 1928-29 e a Cambridge (Inghilterra) con Rutherford.
Ha dato molti importanti contributi alla fisica teorica, tra l’altro studiando il meccanismo di emissione delle particelle alfa dagli atomi radioattivi, suggerendo il modello a goccia per i nuclei degli elementi pesanti. Si è occupato di astrofisica, proponendo la teoria dell’origine termonucleare dell’energia solare; è uno dei sostenitori della teoria del «big bang», cioè dell’origine dell’universo da un’esplosione iniziale. Ha studiato il codice genetico proponendo un modo di decifrarlo.
Lasciata definitivamente la Russia nel 1933, ha insegnato a Parigi, a Londra e infine negli Stati Uniti di cui ha preso la cittadinanza nel 1940. Nel 1956 è diventato professore di Fisica dell’Università del Colorado, Boulder. È morto nel 1968. Gamow ha illustrato egli stesso i suoi libri, con uno stile che unisce Botticelli («il mio maestro di pittura») alla pop art.

Martynas Yčas è nato in Russia nel 1917 ed è diventato cittadino americano nel 1943. Si è laureato nell’Università del Wisconsin e nell’Istituto di Tecnologia della California.
Autore di pubblicazioni divulgative e di numerosi articoli tecnici per giornali scientifici, insegna attualmente Microbiologia nell’Upstate Medical Center nell’Università di Stato di New York.

Dall’Eneide

Dall’Eneide

Autore/i: Bemporad Giovanna

Editore: Rusconi

prima edizione, introduzione di Luca Canali.

pp. 200, Milano

Questa traduzione dei brani più significativi dell’Eneide è un avvenimento culturale e una sfida, Giovanna Bemporad può essere paragonata solo a Annibal Caro, come dice Luca Canali nella prefazione. Paragonata perché anche lei ha voluto osare la traduzione in endecasillabi, e con abilità rara. Ma il risultato è opposto e sorprendente ed esso giustifica questa nuova edizione, dopo le raccolte più o meno complete in versi liberi.
In Annibale Caro gli episodi virgiliani sono rivissuti con un nitore plastico rinascimentale, e il tono elegiaco riflette con qualche manierismo inevitabile lo stile di Virgilio. La traduzione è sciolta ed elegante ma, come per secoli fu ripetuto, «bella e infedele».
Nella versione della Bemporad la fedeltà all’originale e rispettata con furia geniale, con uno scrupolo che rasenta l’ossessione, e la fedeltà non va mai a scapito del verso. Giovanna Bemporad è poeta in sé ma interpreta perfettamente Virgilio, parola dopo parola, in una simbiosi che mostra la semplicità delle opere d’arte.
Un Virgilio non tradito, ma “rivissuto” da un poeta donna che sente con sensibilità d’artista il nostro tempo. E forse questa è la chiave per capire la scelta dei brani compiuta dalla traduttrice. Due sono i motivi dominanti: l’incombente senso della sventura mai remunerata dagli dei, nel pathos dell’amore e della morte, e, seppure in secondo piano, il gusto del grottesco, o del tragicomico.

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  1. Un ipotesi per l’Eneide, di Luca Canali
  2. Invocazione alla Musa (I, 1-11)
  3. La tempesta (II, 81-156)
  4. Laocoonte (II, 199-249)
  5. Morte di Priamo (II, 506-558)
  6. Polidoro (III, 19-71)
  7. Le Arpie: Celeno (III, 192-296)
  8. In vista dell’Italia (III, 506-543)
  9. Mercurio a Cartagine (IV, 238-278)
  10. Morte di Didone (IV, 571-705)
  11. Pugilato tra Entello e Darete (V, 424-472)
  12. Morte di Palinuro (V, 835-871)
  13. Caronte (VI, 295-316)
  14. Cerbero (VI, 384-425)
  15. La rassegna dei Grandi Romani (VI, 756-887)
  16. Il cervo di Silvia (VII, 475-530)
  17. Ercole e Caco (VIII, 184-267)
  18. Eurialo e Niso (LX, 367-449)
  19. Morte di Pallante (X, 431-509)
  20. Morte di Lauso e di Mesenzio (X, 762-908)
  21. Le stragi di Camilla (XI, 648-724)
  22. Morte di Camilla (XI, 768-831)
  23. Morte di Turno (XII, 887-952)

La Vigna e il Diavolo

La Vigna e il Diavolo

Autore/i: De Muro Paolo

Editore: Rizzoli

pp. 200, Milano

Secondo una leggenda talmudica – narra l’autore di questo libro – Noè piantò la vigna insieme col diavolo. Mentre il patriarca rovesciava con l’aratro le Zolle erbose, gli apparve Satana che gli chiese se poteva aiutarlo. Noè accettò, e poco dopo il diavolo gli si ripresentò con in braccio un agnello: lo sgozzò e col sangue bagnò una zolla. «Ciò vuol dire», spiegò Satana, «che la persona che berrà con moderazione il succo della vite, sarà buona e mite come un agnello». Poi uccise un leone, col cui sangue bagno un’altra zolla. «Ciò significa», disse Satana, « che colui il quale berrà un tantino più del necessario si sentirà fiero e forte come il re degli animali». Infine fu la volta del sangue di un maiale. «Ciò sta ad indicare», concluse il diavolo, « che le persone che berranno senza misura diventeranno ubriache e si ravvoltoleranno nel brago come maiali». L’alcool e i suoi misfatti: questo è l’argomento de La vigna e il diavolo di Paolo De Muro. Iniziando con una nota biografico-sanitaria su Rasputin, il «monaco maledetto» – crapulone e bevitore quant’altri mai – l’autore prosegue con capitoli dedicati a cenni storici sul vino, la birra e le bevande alcooliche, ai caratteri fisico-chimici dell’alcool etilico e ai suoi effetti fisiologici e patologici sui vari organi, all’illustrazione clinica dell’intossicazione etilica acuta e cronica. Dopo queste note introduttive, egli espone le più tipiche malattie da abuso di alcool, non facendo però ricorso alla solita elencazione dei sintomi clinici, ma «rintracciandoli» nella biografia e nelle opere di illustri personaggi che di queste malattie furono vittime. Ecco allora le manifestazioni deliranti di Rasputin o di Edgar Allan Poe, la cirrosi epatica di Beethoven, la gastrite cronica e la polinevrite etilica di E.T.A. Hoffmann, e così via. Miscelando il dato scientifico al rilievo storico e alla nota di costume, De Muro costruisce «ritratti» efficaci e di piacevole lettura, pur rispettando la più rigorosa metodologia scientifica. Dunque, bere o non bere? La risposta è appunto nella favola antica dalla quale è stato tratto il titolo di questo libro.

Paolo De Muro è un «sardignuolo» puro sangue. Si è laureato in medicina all’Università di Roma, ove ha percorso la sua carriera universitaria. Dopo la laurea ha frequentato corsi di specializzazione a Parigi, ad Amburgo, a Berlino e a Londra. All’estero vivacchiava dando lezioni d’italiano. È medico di professione e giornalista per hobby. Presso Rizzoli ha pubblicato La leggenda di Faust (1972).

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1. Rasputin, il dittatore alcoolizzato e analfabeta

2. Cenni storici sul vino e sulla birra

3. L’alcool etilico, il componente principale delle bevande alcooliche

4. Effetti tossici dell’alcool etilico sul nostro organismo

5. Definizioni e cause dell’alcoolismo

6. L’ubriachezza: pazzia volontaria

7. Alcoolismo cronico

8. La cirrosi epatica e la pseudo-omosessualità di Ludwig van Beethoven

9. La gastrite cronica e la polineurite di E.T.A. Hoffmann

10. Il delirio alcoolico e l’impotenza sessuale di Edgar Allan Poe

11. Il vino e la birra nella medicina antica e moderna

12. Bere o non bere?

La Grande Evasione – Storia del Festival di Sanremo: 30 Anni di Costume Italiano

La Grande Evasione – Storia del Festival di Sanremo: 30 Anni di Costume Italiano

Le Canzoni, i Cantanti, le Orchestre, i Presentatori, le Classifiche di Tutti i Festival

Autore/i: Borgna Gianni

Editore: Savelli Editori

premessa metodologica dell’autore.

pp. 224, nn. fotografie b/n, Perugia

Il festival di Sanremo, tanto maltrattato e vilipeso, è stato in realtà uno specchio fedele del costume italiano ed un frammento, tra i più significativi, della « cultura popolare» del nostro paese.
Il libro si apre con una lunga riflessione su Gramsci. Gramsci, infatti, ha esplorato a lungo nei Quaderni le «filosofie di massa», il folclore, il senso comune, facendo di questi concetti altrettanti pilastri della sua concezione rivoluzionaria. Ma se ai tempi di Gramsci la «cultura popolare» era essenzialmente costituita dalla letteratura d’appendice e poliziesca o dal romanzo d’avventure, oggi essa è consegnata al fumetto, al fotoromanzo, al disco, nonché, appunto, alla moltitudine di festival canori che in questo trentennio sono proliferati a dismisura e di cui Sanremo è stato il capostipite e il modello ineguagliato.
Questo ruolo il festival di Sanremo lo ha svolto fino a quando non è stato un’ideologia ma l’ideologia (sia pure ridotta in pillole), finché non è stato un divertimento ma il Divertimento (nella sua forma archetipica), finché, insomma, ha saputo essere la Grande Evasione per milioni di italiani di ogni età e di ogni ceto sociale. Ma con l’avvento, da una parte, del pop, dei concerti di massa o della discomusic, dall’altra, di possibilità ben più sofisticate di evasione di massa, il festival è apparso sempre più un contenitore completamente svuotato, un reperto archeologico di un’Italia che ci siamo lasciati definitivamente alle spalle. Di cui la sua crisi irreversibile, ma anche, indubbiamente, il suo fascino.
Il libro ne ripercorre tutte le tappe fondamentali: dagli anni di Vola, colomba… e di Papaveri e papere al boom di Volare, dall’esplosione degli urlatori e della canzone d’autore e di protesta al suicidio di Tenco, dal periodo della decadenza al 1978-79, quando, tra discomusic e Riflusso, gli organizzatori tentano, senza troppo successo, di rilanciarne la formula. Sono anni di profonde trasformazioni sociali, civili, politiche, e, insieme, di significativi mutamenti anche nel mondo della musica leggera che, da semplice divertissement, tende a divenire un’industria sempre più florida ed uno dei principali strumenti di mediazione del consenso.
Con interventi di: Massimo Buda, Tommaso Di Francesco, Daniele Ionio, Giovanna Marini, Maura Nuccetelli, Piero Vivarelli.

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Nota dell’autore
Premessa metodologica (Appunti su egemoni e blocco storico-ideologico nel pensiero di Gramsci, ovvero perché il socialismo passa anche per Sanremo)

1) Oriente e Occidente
2) Il concetto di egemonia e i Presupposti «intellettuali» della rivoluzione in Occidente
3) La critica a Bucharin e la questione del blocco storico-ideologico
4) Cultura popolare, folclore, senso comune

  • Conclusione. Perché Sanremo? Ma a questo punto, forse, è più chiaro
  • La grande evasione (storia del Festival di Sanremo: 30 anni di costume italiano)

Capitolo I

  • 1951: nasce «il festival della Canzone»

Capitolo II

  • 1952-1957: il festival come industria e come «apparato egemonico»

Capitolo III

  • 1958: il boom di «Volare»

Capitolo IV

  • 1959-1966: una lotta accanita per l’egemonia

Capitolo V

  • 1967: tra falsa protesta e «rivoluzione passiva»

Capitolo VI

  • 1968-1978: il festival sul viale del tramonto

Capitolo VII

  • 1979: arriva il Riflusso

Capitolo VIII

  • Conclusione. Sul valore culturale della Canzone
  • Tutte le canzoni del Festival
  • Tutti i cantanti del Festival
  • Albo d’Oro
  • I presentatori del Festival
  • Le orchestre del Festival (dal ’51 al ’64)
  • Hit Parade (dal ’51 al ’65)
  • I record

Antologia
Appendici

  • È il dialetto la vera lingua di noi: intervista a Domenico Modugno, a cura di Maura Nuccetelli e Tommaso di Francesco
  • Domenico Modugno o la poesia dialettale cantata, di Maura Nuccetelli e Tommaso di Francesco
  • Due, tre, molti pubblici…: ovvero, come e perché
  • Sanremo è morto, di Giovanna Marini
  • Evoluzione del gusto, evoluzione del mercato: il festival dietro le quinte, di Daniele lonio
  • L’isola del tesoro (come la «legione straniera» calo sul festival), di Massimo Buda
  • Memorie di un protagonista, di Piero Vivarelli

Le Campagne di Napoleone – 2 Volumi

Le Campagne di Napoleone – 2 Volumi

Volume primo: Il più grande genio militare dell’età moderna – Volume secondo: La strategia del condottiero che batté tutti i grandi generali del suo tempo

Autore/i: Chandler David G.

Editore: Rizzoli

edizione italiana a cura di Maurizio Pagliano e Luigi Bellavita.

vol. 1 pp. 716, vol. 2 pp. 717-1366, illustrazioni b/n, Milano

«In che cosa, veramente, consiste il fascino dell’arte militare napoleonica?» Per rispondere a tale domanda, Chandler penetra nei più riposti ingranaggi della complessa ed enorme macchina che seppe mettere in ginocchio l’Europa; ne studia la struttura, l’armamento, le personalità dei capi: Massena, Berthier, Davout, Ney, Murat, Lannes. La personalità di Napoleone acquista una dimensione nuova, di ferma e sicura autenticità: l’affascinante e inquietante figura viene gradualmente illuminata lungo tutto l’arco della folgorante vicenda: dai tempi dell’oscuro servizio nell’esercito regio a Valence, alle campagne d’Italia, ove il giovanissimo generale è alla testa di una pittoresca e invincibile «canaglia in armi» a Ulm ove un esercito fu annientato solamente con le marce; poi la fulminea manovra che pose in ginocchio quello che era stato l’esercito di Federico il Grande, l’invasione della Spagna e il sorgere della guerriglia, i problemi enormi della campagna di Russia ove Napoleone affrontò difficoltà strategiche e logistiche esorbitanti i mezzi di cui disponeva e ove furono anticipate le guerre del nostro tempo; infine la campagna del 1814 che rimase forse la più brillante delle campagne napoleoniche anche se si chiuse con la sconfitta, e da ultimo la disfatta di Waterloo.
Corredata di mappe e cartine delle battaglie, di varie illustrazioni, di un indice di nomi e delle cose notevoli, di riferimenti bibliografici, di un imponente apparato di note, quest’opera del Chandler è divenuta un classico insostituibile di storia moderna.

David G. Chandler, specialista di storia militare, è uno dei maggiori studiosi del periodo napoleonico.
Dirige il Department of War Studies della Royal Military Academy di Sandhurst ed è presidente della British Commission for Military History e membro della Society for Army Historical Research e della Royal Historical Society.
Ha rappresentato questi istituti nelle conferenze internazionali di Mosca, Teheran e Washington ed è stato Visiting Professor alla Ohio State University.
Nel 1991 ha ricevuto la laurea honoris causae in lettere dalla Oxford Universiy per i suoi studi di storia militare. Autore di numerosi saggi pubblicati in riviste specializzate e sulla «New Cambridge Modern History», ha scritto un «Dictionary of the Napoleonic Wars» e «Napoleon’s Marshals» («I Marescialli di Napoleone», Rizzoli, 1988).

I Profeti della Protesta

I Profeti della Protesta

Marx – Lenin – Stalin – Mao – Mussolini – Hitler – Marcuse – Che Guevara – Castro – Giovanni XXIII – Paolo VI – Luther King – Kennedy – Gandhi – Luthuli – Shaw – Russell – Einstein

Autore/i: Magno Gino

Editore: Casa Editrice Bietti

pp. 524, numerose tavole b/n fuori testo, Milano

“S’io fossi foco, arderei lo mondo”, protestava Cecco Angiolieri. Con accenti meno retorici, ma proponendo e attuando metodi più radicali, in questi ultimi cinquant’anni autentici “profeti”, più o meno ascoltati, sono scesi in campo contro le molte barriere che impediscono l’avvento di una maggiore giustizia sociale. Lenin e Stalin, sulle orme di Marx, riscattano il proletariato e lo scagliano contro la roccaforte del capitalismo. Mao e Marcuse accusano di insufficienza l’acquiescente Sistema borghese, in cui includono anche il conformista, comunismo di Mosca. E tutti sono, in qualche modo, “profeti” del loro tempo e delle loro idee: Mussolini, Hitler, Gandhi, Luther King, Luthuli, Shaw, Einstein, Russell sono i personaggi che incontrerete in questo libro. Grandi “profeti” come Ho Ci-Min, John Kennedy, Fidel Castro, Che Guevara e piccoli “profeti” come Joan Baez, Cohn-Bendit, Lukacs popolano le scene di queste pagine in una successione di vicende altamente drammatiche. Tutti cercano la soluzione atta a ridurre le cause dell’odio che tiene sospesi i popoli fra guerra e pace. Di ciascuno di essi il libro racconta pensieri ed azioni aiutandoci a scoprire, al di là di contingenti valutazioni strettamente partitiche, le ragioni di fondo della protesta esplosa in ogni settore sociale di ogni paese. Sullo sfondo si agitano, oscuri protagonisti, i due miliardi e mezzo di uomini, cioè oltre i due terzi della popolazione mondiale, che dalla “civiltà del benessere” invocano almeno il diritto alla sopravvivenza. O saranno ascoltati, o più nulla parrà loro illegittimo, perché chi è sull’orlo della catastrofe non ha più nulla da temere e da perdere e la rivolta sarà la sua unica arma.

Gino Magno è giornalista e scrittore. Laureato in giurisprudenza e in scienze politico-amministrative presso l’Università di Torino, si occupa particolarmente di argomenti socio-economici sul piano storico. È redattore del “Corriere del pomeriggio” e collaboratore di “Tempo Economico”, Numerosi ed importanti suoi articoli e servizi sono apparsi su quotidiani e periodici, tra cui il “Corriere Mercantile”, “La Gazzetta del lunedì”, “Le Compere di San Giorgio”.

Profezie e Realtà del Nostro Secolo

Profezie e Realtà del Nostro Secolo

Autore/i: Autori vari

Editore: Editori Laterza

testi e documenti per la Storia di Domani e introduzione a cura di Franco Fiorini.

pp. XXIII-628, Bari

Dall’introduzione:
«C’é un medio uomo europeo e italiano cresciuto nella media civiltà neocapitalistica. Come l’azoto, forma la maggior parte di noi e anche la maggior parte di ciascuno di noi. Abbastanza informato, accetta senza discutere il primato degli specialisti ma deve nutrirsi di bruscoli, di frammenti avariati del sapere. Rimedia con affanno. Le cose che i manipolatori delle coscienze, a loro volta manipolati, han deciso di fargli acquistare (e pagare in contanti) sono proprio quelle che più gli debbono rimanere nel vago. Le più importanti: il suo rapporto con gli altri, la vita pubblica del mondo intero (non ve n’é altra), la sua possibilità di intervento sulle condizioni di vita di tutti, l’economia e la politica insomma (due nomi del destino). E la possibilità di essere diversi.
Questa antologia si rivolge a quella parte di ciascuno di noi che nella ricerca e serietà specialistica ama la serietà della ricerca senza credere all’ideologia dello specialismo. Sappiamo bene che non si dà progresso senza specificità – ossia scientificità – del sapere. E per questo qui si dichiara subito che l’apparente mancanza di riguardo per le competenze, la natura volatile delle scelte, la loro parzialità manifesta sono volute: l’antologia usa i testi (e, in una certa misura, li interpreta) avendo di mira come lettore quel medio uomo Europeo e italiano cresciuto nella media civiltà capitalistica e mediamente informato; quella parte di ciascuno di noi che è sotto l’intimidazione culturalistica e che è stata accuratamente addestrata a vergognarsi di avere delle «idee generali» e di voler comportarsi secondo quelle.[…]»

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PARTE PRIMA – La condizione sociologica

  • L’apogeo del neocapitalismo di Ernest Mandel
  • Forme dell’industrialismo di C. Kerr, J. T. Dunlop, F. H. Harbison, G. Myers
  • La pianificazione di Oskar Lange
  • Pluralismo sociale, programma e libertà di Nino Andreatta
  • Integrazione dei negri ed economia in USA di Stephen Rousseas
  • Un operaio americano di James Boggs
  • Come si depreda il Terzo Mondo di Pierre Jalée
  • Problemi economici del Sudamerica di Sergio De Santis
  • Conclusioni sull’economia indiana di Charles Bettelbetm
  • Le Comuni in Cina di Joan Robinson
  • Voci di contadini cinesi di Jean Myrdal
  • L’unità africana di Kwame Nkruma
  • Davanti al Tribunale di Nelson Mandela

PARTE SECONDA – Ideologia e rivoluzione

  • L’ideologia del declino ideologico di Jean Meynaud
  • Questioni di metodo di Jean-Paul Sartre
  • La condizione umana in transizione di Jean Fourastié
  • La nuova classe operaia e il socialismo di Serge Mallet
  • La donna in Italia di Giovanni Cesareo
  • L’uomo con la roncola di Franz Fanon
  • La rivoluzione cinese di Enrica Collotti Pischel
  • Il piano del capitale di Mario Tronti
  • Aspetti del conflitto ideologico Cina-URSS di Edoarda Masi
  • Il lavoro e la libertà di Iurij Davydov
  • La dialettica della civiltà di Herbert Marcuse
  • Un giorno gli schiavi bianchi saranno con noi di Malcolm X

PARTE TERZA – L’uomo e gli uomini

  • Il rapporto seriale di Jean-Paul Sartre
  • L’uomo dei «suburbia» di Roberto Giammanco
  • Etnologia e storia di Claude Lévi-Strauss
  • L’identità negra di James Baldwin
  • La politica di Charles Wright Mills
  • La quotidianità di Karel Kosik
  • Il mito della femminilità di Betty Friedan
  • Industria culturale di Theodor W. Adorno
  • Mito e religione di Ernesto De Martino
  • I cristiani e l’atomica di Helmut Gollwitzer
  • Eros e Thanatos di Herbert Marcuse
  • Sulla demenza di Michel Foucault
  • Come si invecchia di Menie Grégoire
  • La formazione della Noosfera di Teilhard de Chardin
  • Progresso ed entropia di Norbert Wiener

Incontri e Scontri col Cristo

Incontri e Scontri col Cristo

Autore/i: Autori vari

Editore: Ferro Edizioni

cura e presentazione di Domenico Porzio, introduzione di Luigi Santucci.

pp. XIX-844, Milano

Dall’introduzione:
«Questa antologia di Cristo merita un elogio. Dico che secondo me, ancor prima della ricchezza e varietà letteraria (oltre 800 pagine, quasi sempre ad alto prestigio) – va lodato il suo coraggio: il coraggio di essere «inattuale». Credo infatti che – a dispetto di certe apparenze ufficiali e burocratiche – mai in altre epoche Cristo sia stato estromesso, smarrito, schermato dall’indifferenza e dal disinteresse come nei nostri anni (mi riferisco all’ultimo decennio, e più all’ultimo quinquennio). Al confronto dei mass-media degli anni settanta, Renan o Wilde sono dei mistici, dei cristologi.
A volerla decifrare (ma quale presunzione sarebbe!), tale «inattualità» di Cristo pesca forse in tre cause. Un massiccio, endemico disinteresse per la metafisica (materialismo consumistico, pragmatismo filosofico, trionfo degl’idoli scientifici; e, nell’uomo della strada, scatto del pagano carpe diem nei «tempi corti» di un’esistenza ricattata d’ora in ora dalla scadenza atomica e dall’ancor più probabile apocalisse ecologica). Quanto al populismo social-marxista, di cui Cristo potrebbe essere preso come pioniere e sigla, gli attuali titolari sono troppo gelosi dei loro profeti, troppo sospettosi della poliedricità di Gesù (così duttile e immensa, mai polarizzata sul solo fatto sociale), delle sue polivalenze e ambiguità e perfino ironiche ubiquità, perché il «figlio del falegname» non sia stato messo all’indice – in fondo non a torto – dagli ideologhi del proletariato al potere.[…]»

Sentieri del Transfert – Trasmissione e Insegnamenti della Psicanalisi

Sentieri del Transfert – Trasmissione e Insegnamenti della Psicanalisi

Autore/i: Focchi Marco

Editore: Marsilio Editori

prima edizione, in copertina: Edvard Munch, Gelosia, 1896 (particolare).

pp. 130, Venezia

«L’analista si autorizza soltanto da sé». Con questo enunciato enigmatico Lacan rompe le dighe di una polemica da anni strisciante nelle società di psicanalisi. Chi è analista e chi no? Come si trasmette la psicanalisi? Quali sono le sue possibilità di esistere in Italia dove imperversa un’ego psycology divenuta ormai il quadro normativo che separa realtà e delirio?
Ma così Lacan intende forse proporre una pratica generalizzata di quella che già Freud chiamava psicanalisi selvaggia? Evidentemente no!
Attraverso il rigore dell’insegnamento lacaniano, mettendone in gioco la pratica, procedendo da alcuni elementi dell’elaborazione teorica e dell’esperienza dell’Associazione Psicanalitica Italiana, questo libro spazia in vari campi ponendo la psicanalisi a confronto con alcune istanze che attualmente la interrogano: dalla poesia alla logica alla pittura, con originali analisi di testi di Poe, Artaud, Rimbaud.
Tutt’altro che specialistico dunque, negli argomenti che vi sono svolti, esso tende a cogliere, nella vivacità del suo stile, il limite, il punto di iato, il risvolto paradossale di discorsi che cercano di non sentire i contraccolpi della follia che li attraversa. E non esce sotto un’insegna qualsiasi.

Marco Focchi, membro dell’Associazione Psicanalitica Italiana, è collaboratore delle riviste «Vel» e «Spirali». Ha pubblicato vari articoli e ha partecipato dal 1973 ai congressi di Milano, Parigi e Lisbona con relazioni oggi raccolte nei documenti editi da Marsilio e da Feltrinelli.

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L’INSEGNAMENTO DELLA PSICANALISI

  • Introduzione
  • L’enigma presenta i suoi numeri
  • Illusioni senza avvenire

PROBLEMI DI STILE

  • Passi falsi di Edipo
  • Invano … interroghiamo i sintomi

PSICOSI, IMMAGINI E LOGICA

  • Il silenzio tra gli specchi
  • Fantasmi di Schreber

CORRISPONDENZE AFASICHE

  • Corrispondenze afasiche

L’Uomo che Andava al Cinema

L’Uomo che Andava al Cinema

Titolo originale: Moviegoer

Autore/i: Percy Walker

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, traduzione Eileen Romano.

pp. 238, Milano

Nell’America fine anni cinquanta, in un sobborgo di New Orleans, vive un trentenne agente di cambio, John Bickerson Bolling, detto Binx, serissima e stravagante figura di “castaway”, di straniero al mondo, come potrebbe esserlo un personaggio di Camus. Ma la sua estraneità non è sociale: Binx è di buona famiglia, ama trascorrere i fine settimana in riva al mare con le sue segretarie, ama il denaro, accetta le conversazioni filosofiche con sua zia. Ama naturalmente anche il cinema, anzi è l’uomo che va al cinema e che popola la sua esperienza quotidiana di riferimenti a Clark Gable, a Gregory Peck, a William Holden, e quest’ultimo lo incontra addirittura nella vita.
Ciò che lo rende diverso è la sua search, la Ricerca che egli compie. Non la ricerca verticale, verso le idee e la trascendenza, ma quella orizzontale, che riguarda un momento di autenticità – senza negare questo mondo – nelle persone, in se stessi e nelle cose.
La Ricerca intesa come il tentativo di strapparsi alla routine quotidiana, al rischio di perdere la propria identità, diventando “una persona qualsiasi da nessuna parte”.
In questo lo segue la cugina Kate, sebbene attraverso vicende più drammatiche come la morte del fidanzato in un incidente d’auto pochi giorni prima del matrimonio o il suo tentativo di suicidio. Al termine del Carnevale di New Orleans, durante il quale si svolge il romanzo, Binx e Kate, tra ironia e comicità, tra disperazione e accettazione, troveranno, se non la felicità, almeno una dimensione esistenziale che redime la quotidianità dalla sua insensatezza, e il tempo dall’accadimento.
Uscito nel 1960, L’uomo che andava al cinema è tutt’oggi considerato negli Stati Uniti come un cult-book. Peter Handke, che lo tradusse in tedesco nel 1980 scrisse: “Mi considero un lettore riconoscente di Walker Percy, per anni mi sono identificato con Binx Bolling per il quale ho avvertito una profonda affinità elettiva. Traducendo il libro mi sono reso conto che il protagonista è un eroe, qualità che dopo Lo straniero di Camus non sembrava più possibile. Forse più che un eroe, è un santo.”

Walker Percy, (28 maggio 1916 – 10 maggio 1990) era uno scrittore americano, i cui interessi includevano filosofia e semiotica. Percy è noto per i suoi romanzi filosofici ambientati a New Orleans e nei dintorni, il primo dei quali, The Moviegoer, ha vinto il National Book Award statunitense per la fiction. Formatosi come medico alla Columbia University, Percy decise di diventare invece uno scrittore a seguito di un attacco di tubercolosi. Dedicò la sua vita letteraria all’esplorazione della “dislocazione dell’uomo nell’età moderna”. Il suo lavoro mostra una combinazione di domande esistenziali, sensibilità meridionale e profonda fede cattolica. Ha avuto un’amicizia per tutta la vita con l’autore e storico Shelby Foote. Percy trascorse gran parte della sua vita a Covington, in Louisiana, dove morì di cancro alla prostata nel 1990.