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Libri dalla categoria Sesso

L’Altro Segreto della Vita – La Nuova Matematica e gli Esseri Viventi

L’Altro Segreto della Vita – La Nuova Matematica e gli Esseri Viventi

Titolo originale: Life’s Other Secret

Autore/i: Stewart Ian

Editore: Longanesi & C.

prefazione dell’autore, traduzione di Libero Sosio.

pp. 384, 20 illustrazioni b/n n.t. e nn. tavole a colori f.t., Milano

«Che cos’è la vita? Quali sono le sue origini? In questo studio affascinante, Ian Stewart ci spiega perchè le leggi matematiche sottostanti al comportamento degli organismi viventi possono darci una risposta del tutto nuova a queste domande fondamentali.» (Scientific American)

«Stewart scrive con tle chiarezza che anche il lettore comune riesce ad apprezzare l’audacia intellettuale delle sue teorie». (Booklist)

Il DNA non è il segreto della vita, come annunciarono con entusiasmo Francis Crick e James Watson nel 1953. È un segreto essenziale, ma non l’unico, Un matematico direbbe che il DNA è necessario ma non sufficiente. Crick e Watson lanciarono il DNA al centro della scena, ma uno zoologo dotato di una preparazione matematica, D’Arcy Wentworth Thompson, aveva contemplato un segreto ancora più profondo: il modo di operare delle leggi fondamentali della natura dietro le scene, dove si cela l’altro segreto della vita.

In conseguenza dell’imponente sviluppo della biologia molecolare – e in particolare degli straordinari progressi compiuti nella genetica dall’epica scoperta della doppia elica del DNA nel 1953 fino alla completa sequenziazione del genoma umano nel 2000 – si e sempre più diffusa la convinzione che il DNA racchiuda il segreto della vita, e che ogni essere vivente sia completamente determinato, tanto nella sua forma e struttura fisica quanto nei suoi comportamenti, dalle informazioni racchiuse nel suo codice genetico. Ma le informazioni sulla vita non sono contenute per intero nei geni. È vero che la vita sulla Terra ha una base chimica, e che ogni essere vivente dipende per il suo sviluppo e per la sua riproduzione dal DNA, eppure esso è condizionato dalle leggi che governano l’intero universo, ed è stata la matematica — questo secondo segreto della vita – a guidare l’organizzazione dei sistemi complessi da cui emerge l’intera varietà della vita sul nostro pianeta e a dare impulso all’evoluzione biologica. La nozione che emerge chiaramente da questo libro e che, se il DNA è stato il primo segreto della vita scoperto dall’uomo, il secondo segreto è il controllo matematico dell’organismo in crescita.

Se non si tiene conto di questo secondo segreto non si risolveranno mai i misteri più profondi del mondo vivente, poiché la vita è un’impresa in compartecipazione fra geni e matematica; se il DNA governa la riproduzione, lo sviluppo e la morfologia di tutti gli organismi, esso si limita solo a fornire regole semplici, e la sua azione e vincolata dal principi matematici universali cu obbedisce l’intero universo. Il DNA «non si identifica con le regole, ma ne è solo il veicolo». La funzione della matematica non è quella di spiegare nei dettagli la biologia, bensì di indicare quali proprietà della vita siano il risultato di condizioni iniziali più o meno arbitrarie programmate nel DNA, e quali siano invece conseguenze delle regolarità matematiche profonde dell’universo inorganico. In questa prospettiva, saremo in grado non solo di capire meglio come sia sorta la vita sulla Terra, ma anche quali siano le leggi più profonde cui la vita obbedisce, e quali prospettive possano esserci di trovare in futuro esseri viventi anche su altri mondi.

Jan Stewart, docente di matematica all’Università di Warwick, e un grandissimo divulgatore scientifico, con particolare riferimento alla matematica. Ha scritto, come autore o coautore, numerosi libri. In italiano sono apparsi: Dio gioca a dadi? e (con Martin Golubitsky) Terribili simmetrie. Consulente di New Scientist e dell’Encyclopedia Britannica, è noto al pubblico italiano anche grazie a una popolare rubrica di ricreazioni matematiche tenuta per qualche anno su Le Scienze. Nel 1995 ha ricevuto la prestigiosa Michael Faraday Medal della Royal Society per i suoi contributi alla divulgazione della scienza.

Il Drago nel Cuore

Il Drago nel Cuore

Titolo originale inglese: Yakuza Moon – Titolo originale: Yakuza na Tsuki

Autore/i: Tendo Shoko

Editore: Garzanti Editore

prima edizione, traduzione dall’inglese di Stefania Cherchi.

pp. 210, Milano

Shoko Tendo lo rivendica fin dall’inizio: è la figlia di un boss della yakuza, la potentissima organizzazione mafiosa giapponese. Ma è prima di tutto una ragazza orgogliosa e ribelle, assetata di libertà, che rifiuta ogni forma di costrizione. Non può naturalmente restare estranea ai modelli di vita che la circondano e reagisce d’istinto alle discriminazioni e alle violenze che lei stessa subisce: a casa, a scuola, nelle risse tra gang giovanili, in riformatorio… E soprattutto dagli uomini, attratti da una bellezza apparentemente fragile e in realtà affilata come una lama. “Il drago nel cuore” è il resoconto, durissimo e sconvolgente, di un’educazione sessuale prima ancora che sentimentale: un crescendo di eccessi e di trasgressioni, all’insegna di una rivolta che è sete di vita e insieme ansia di morte, ricerca delle emozioni più forti e voglia di stordirsi, per dimenticare il cuore nero della propria sofferenza. È la stessa Shoko Tendo a confessarlo con lucidità, quando spiega che “è come se la mia mente e il mio corpo si trovassero in posti diversi”. Del resto il suo è un destino tutto scritto sul corpo, come dimostra la decisione di farsi tatuare sulla schiena il ritratto di una celebre cortigiana, e due draghi vicino al cuore. Gli stupri dell’anima che questa giovane donna ha subito nella forma più estrema sono gli stessi che subiscono milioni di donne, ogni giorno. Il suo cammino verso la consapevolezza, per ritrovare l’unità di corpo e mente al di là degli eccessi, è passato anche attraverso questo libro. E il viaggio di Shoko Tendo – quello della sua vita e quello della sua scrittura – emoziona e coinvolge.

Shoko Tendo
oggi vive a Tokyo con la figlia piccola e lavora come scrittrice freelance. In Il drago nel cuore ha raccontato la propria vita e il rapporto con la yakuza.

Dalla Nascita del Linguaggio alla Babele delle Lingue

Dalla Nascita del Linguaggio alla Babele delle Lingue

Titolo originale: Grooming Gossip and the Evolution of Language

Autore/i: Dunbar Robin

Editore: Longanesi & C.

traduzione dall’originale inglese di Libero Sosio

pp. 304, 1 figura b/n, Milano

Le discipline scientifiche sono guardate da molti con timore. Un timore che i libri di questa collana di divulgazione scientifica intendono fugare, proponendo testi di illustri studiosi che coniugano un linguaggio chiaro e accessibile a tutti con il rigore della trattazione. Gli argomenti affrontati sono molteplici e consentono ai lettori di comprendere non solo le nozioni fondamentali delle varie discipline, ma anche le loro nuove frontiere e le sfide a esse legate.

Il linguaggio permea la cultura umana, ed è alla base delle nostre società, oltre che di gran parte della nostra scienza e della nostra arte. Le sue radici affondano nel lontano passato, e tale storia antica fa parte del nostro bagaglio mentale. Grazie al linguaggio noi possiamo fare le cose più notevoli, Eppure a fondamento di tutto cid ci sono menti che non sono infinitamente flessibili, e le cui predisposizioni cognitive sono state progettate per gestire i tipi di società di piccola scala che hanno caratterizzato quasi per intero – eccezion fatta per gli ultimi minuti – la storia della nostra evoluzione.

Se si chiede quale sia la differenza principale tra l’uomo e gli altri animali, una delle risposte più ricorrenti è: il linguaggio. Ma a che cosa si deve l’origine di questa straordinaria capacita, quale il bisogno che la determinò? Secondo Robin Dunbar, la risposta a questi interrogativi si può trovare confrontando |’uomo primitivo con i suoi parenti più stretti, i primati, confronto che evidenzia come gli esseri umani siano caratterizzati da un maggior volume encefalico, dalla dimensione più ampia dei gruppi sociali e, appunto, dallo sviluppo di un linguaggio sempre più complesso. E infatti vero che, per entrambi, la dimensione dei gruppi è determinata dall’estensione della neocorteccia; tuttavia, mentre i primati dedicano una considerevole quantità di tempo alla reciproca pulizia (attività di primaria importanza per assicurare la coesione del gruppo), l’estensione della rete sociale umana (valutabile in 150 individui) renderebbe troppo dispendiosa tale attività. Il linguaggio, dunque, sarebbe nato per colmare questa lacuna, permettendoci di avere più tempo per le interazioni sociali e dimostrandosi efficace perché consente di dedicarci a esse nei modi più diversi. Grazie al linguaggio, infatti, comunichiamo contemporaneamente con più individui, «pubblicizziamo» le nostre qualità in un modo impossibile alle scimmie e infine – ma non è certo la cosa meno importante – produciamo anche a distanza gli stessi effetti derivanti per le scimmie dalla reciproca pulizia. Il risultato di tale «convenienza» è, ai nostri occhi «moderni», evidente: mediante la parola, nel tempo, abbiamo potuto scambiarci informazioni socialmente rilevanti, creare rituali, trasmettere la cultura, favorire l’avvento dell’agricoltura e delle città, produrre e perfezionare la tecnologia. Ma non è tutto:
«Se le femmine hanno formato il nucleo dei primissimi gruppi umani, e il linguaggio si e evoluto proprio per cementarli, ne consegue che i primi esseri umani a parlare devono essere state le femmine», dice l’autore. E le femmine hanno avuto presumibilmente anche un effetto diretto sull’evoluzione dell’intelligenza umana. Il linguaggio può infatti essere stato usato dai maschi per mettere in mostra le proprie doti e farsi scegliere come partner. Se l’abilita del maschio in quest’attività ha qualche relazione con l’intelligenza e col linguaggio, la scelta, da parte delle femmine, attraverso la selezione sessuale, ha influito in modo determinante sull’evoluzione dell’intelligenza, del cervello e del linguaggio stesso di noi tutti, fino ai nostri giorni, e continuerà a farlo quanto più i criteri selettivi della nostra evoluzione si andranno perfezionando nel tempo.

Robin Dunbar è professore di psicologia all’Università di Liverpool. Ha studiato filosofia e psicologia a Oxford ed è stato professore di antropologia biologica al Dipartimento di Antropologia dell’University College di Londra. Ha studiato soprattutto l’evoluzione della mente e dei sistemi sociali dei primati e dell’uomo. Nella sua produzione divulgativa si ricordano Primate Social Systems (1988) e Non sparate sulla scienza (1996), apparso in questa collana.

La Danza dei Maestri Wu Li – Quando la Fisica Incontra le Filosofie Orientali

La Danza dei Maestri Wu Li – Quando la Fisica Incontra le Filosofie Orientali

Titolo originale: The Dancing Wu Li Masters

Autore/i: Zukav Gary

Editore: Edizioni Corbaccio

prefazione di David Finkelstein, introduzione dell’autore, traduzione dall’originale inglese di Massimo Patti, in copertina illustrazione d Alfred Gescheidt.

pp. 418, nn. figure b/n, Milano

Un maestro Wu Li non insegna: danza con il suo allievo perché sa che l’universo danza con lui.
Gary Zukav è il nostro maestro Wu Li e ci conduce per mano nella danza. E all’improvviso la fisica, che a noi Osservatori era sembrata incomprensibile, si rivela un regno scintillante di creazione continua, di continue trasformazioni e annullamenti. Sorpresi, ci rendiamo conto che anche noi possiamo prendere parte alla danza, che da sempre siamo parte della danza.
Leggere La danza dei maestri Wu Li significa provare un immenso sollievo alla scoperta che non dobbiamo sacrificare all’evidenza scientifica il romanticismo, l’eccitazione e la sacralità che caratterizzano la danza universale di particelle, buchi neri e stelle.

All’inizio di questo secolo avviene per la fisica la rivoluzione che, soprattutto nel primo trentennio, modifica radicalmente la concezione dell’universo maturata durante la rivoluzione scientifica del XVI secolo. La relatività di Einstein, il quantum di Pianck, il principio di indeterminazione di Heinsenberg, sostituiscono alla fisica di Newton una fisica che da un lato conduce alla bomba atomica e, dall’altro, a universi paralleli e all’ipotesi che i fotoni siano dotati di possibilità di scelta. Queste grandi trasformazioni sono avvenute grazie a una sofisticatissima strumentazione matematica. La grande sfida del libro di Gary Zukav consiste nel fatto che egli si propone di raccontare la storia della fisica moderna senza fare uso di formule. Bandite l’algebra e le matrici, la storia della fisica di questo secolo viene raccontata soltanto con le parole, la forma di comunicazione più elementare, che, peraltro, è stata sufficiente per permettere alla specie umana di imporsi sul pianeta Terra. I problemi più complessi, come per esempio il fatto che la luce ha nel contempo la natura di onda e quella corpuscolare (un paradosso inammissibile per la fisica newtoniana), vengono esposti con un linguaggio che ne permette la comprensione a ogni lettore, anche digiuno di fisica. Due sono i concetti che, alla conclusione della lettura, rimangono impressi nella mente del lettore: la fisica contemporanea non fornisce leggi di certezza che determinano i fenomeni, ma soltanto leggi di probabilità e la realtà presentata dalla fisica quanto-probabilistica ha molto in comune con la concezione dell’universo propria delle filosofie orientali, simboleggiata dalla danza dei maestri Wu Li.
Viene anche a cadere la distinzione, propria della nostra cultura dal «miracolo greco» in poi, tra soggetto che osserva e oggetto osservato. Tra queste due entità si stabilisce una relazione di influenza reciproca: noi che Osserviamo e ciO che osserviamo. E un quadro affascinante quello che si presenta ai nostri occhi e, per quanto Einstein rifiutasse di ammetterlo, sembra proprio che Dio voglia giocare a dadi col mondo. Ma non è detta l’ultima parola: Zukav rileva come la comunità dei fisici stia vivendo con la sensazione che siano imminenti grandi cambiamenti; la fine del secolo potrebbe, quindi, riservarci altrettante sorprese dell’inizio.

Gary Zukav, ex ufficiale dell’esercito americano, con questo libro ha vinto l’American Book Award per la scienza. I suoi libri sono stati tradotti in dodici lingue e hanno venduto più di un milione di copie ciascuno.

Molecole di Emozioni – Il Perchè delle Emozioni che Proviamo

Molecole di Emozioni – Il Perchè delle Emozioni che Proviamo

Titolo originale: Molecules of Emotion

Autore/i: Pert Candace B.

Editore: Edizioni Corbaccio

prefazione di Deepak Chopra, traduzione di Lidia Perria.

pp. 432, Milano

Per quale motivo sentiamo ciò che sentiamo? In che modo i pensieri influiscono sulla nostra salute? Il corpo e la mente sono separati fra loro oppure funzionano in sintonia? In questo libro fondamentale la neuroscienziata Candace Pert fornisce risposte sorprendenti e risolutive a questi interrogativi che tengono impegnati da secoli scienziati e filosofi.
Accertando l’esistenza delle basi biomolecolari delle nostre emozioni e illustrando queste nuove scoperte in stile chiaro e accessibile, l’autrice ci consente di comprendere noi stessi, le nostre sensazioni e i complessi rapporti tra corpo e mente.
L’itinerario che Candace Pert ci fa compiere in Molecole di emozioni è costellato anche di scoperte personali; alle sue ricerche, infatti, si intrecciano la sua storia di donna e di madre e tutti gli ostacoli professionali e personali che ha dovuto affrontare. Questo libro è un’opera fondamentale, ricca di intuizioni e di saggezza, che possiede la rara qualità di modificare il modo in cui vediamo il mondo e noi stessi. La sconvolgente conclusione, vale a dire che sono le nostre emozioni e le loro componenti biologiche a costruire il legame essenziale fra mente e corpo, non si risolve nel ripudio della medicina moderna. Al contrario, le scoperte della Pert integrano le tecniche esistenti, proponendo una nuova interpretazione scientifica del potere che la mente e le emozioni esercitano sulla nostra salute e sul nostro benessere.

Candace B. Pert è ricercatrice nel Dipartimento di fisiologia e biofisica della Facoltà di medicina della Georgetown University a Washington, D.C. dove svolge ricerche sull’AIDS. E apparsa in numerose trasmissioni televisive che hanno affrontato il tema del rapporto tra mente ed emozioni e tiene frequent conferenze sull’argomento in giro per gli Stati Uniti.

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Prefazione

  • Capitolo 1 – La rivoluzione dei recettori: lezione introduttiva
  • Capitolo 2 – Il romanzo del recettore degli oppiacei
  • Capitolo 3 – La generazione dei peptidi: la lezione continua
  • Capitolo 4 – Cervello e ambizione
  • Capitolo 5 – Vita a Palazzo
  • Capitolo 6 – Violare le regole
  • Capitolo 7 – La biochimica delle emozioni: la lezione continua
  • Capitolo 8 – La svolta
  • Capitolo 9 – La rete psicosomatica: fine della lezione
  • Capitolo 10 – Un figlio del nuovo paradigma
  • Capitolo 11 – Tagliarsi i ponti alle spalle per ritrovarsi
  • Capitolo 12 – Emozioni capaci di guarire
  • Capitolo 13 – La verità
  • Epilogo – Peptide T: la storia continua
  • Appendice A – Suggerimenti orientati alla prevenzione per condurre una vita sana e felice
  • Appendice B – La medicina corpo/mente: terapie complementari

Glossario
Consigli per la lettura
Ringraziamenti
Indice analitico

Gli Insetti Preferiscono le Ortiche – Romanzo

Gli Insetti Preferiscono le Ortiche – Romanzo

«Io vorrei richiamare in vita, almeno nell’arte, quel mondo delle sfumature che tutti stiamo perdendo.»

Autore/i: Tanizaki Junichiro

Editore: Leonardo Editore

postfazione di Natalia Ginzburg, traduzione di Mario Teti, titolo originale: Tade kuu mushi.

pp. 176, Milano

Pubblicato nel 1928, Gli insetti preferiscono le ortiche rappresenta un svolta nella produzione narrativa di Tanizaki. Romanzo «da camera», da rilievo alle impercettibili sfumature che dalla vita intima rifluiscono nei dialoghi dei protagonisti, tratteggiando una delicata e mestamente ironica commedia dell’incertezza.
Un marito, Kaname, che non ama più o non ha mai davvero amato la moglie Misako e che tollera il suo flagrante adulterio in attesa di un divorzio a cui non sa risolversi; una giovane prostituta, Louise, che placa soltanto lo strazio dei sensi; una giovane donna, O-hisa, che funge da inconsapevole polo magnetico dei desideri di Kaname: e sullo sfondo la malia del Bunraku, il teatro delle marionette di Osaka, simbolo di un ritorno sperato alle tradizioni giapponesi. Una vicenda scritta in punta di penna, una storia aperta in cui i personaggi si muovono «come se tenessero una bacinella d acqua in bilico tra loro, aspettando di vedere da che parte si sarebbe spontaneamente rovesciata».

Junichiro Tanizaki (1866-1965) è uno del massimi scrittori del ’900 giapponese. Traduttore di Baudelaire e di Oscar Wilde, dopo i primi riconoscimenti della critica per i racconti Tatuaggio e Himitsu, pubblicati nei primi anni del secolo, percorse una rapida carriera le cui tappe si possono identificare nelle opere L’amore di uno sciocco (1924), La croce buddista (1928), Libro d’ombra (1933), Neve sottile (1948), La chiave (1959), Diario di un vecchio pazzo (1961-62). Nel 1949 gli fu conferito l’altissimo riconoscimento del premio imperiale per la letteratura.

Via dal Mondo

Via dal Mondo

Un uomo e una donna su un’isola deserta. Soli per un anno, lontani dalla civiltà, tra gli splendori e le insidie di una natura incontaminata

Autore/i: Irvine Lucy

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

traduzione di Riccardo Mainardi, le mappe sono state disegnate da Ted Hatch, la cartina dell’isola di Tuin è di Ian Newsham, titolo originale: Castaway.

pp. 420, numerose fotografie a colori fuori testo, illustrazioni in bianco e nero, Milano

Un uomo e una donna trascorrono un anno intero su un’isola deserta tra la Nuova Guinea e l’Australia. Il loro «esperimento» potrebbe apparire una di quelle imprese pericolose e gratuite di cui abbondano i resoconti di maniera scritti da professionisti del rischio. Ma non è così. I protagonisti di Via dal mondo sono due Robinson naif che inseguono i loro dissimili sogni di evasione con deliziosa irresponsabilità. Come i veri naufraghi, non sono sponsorizzati, e la loro sopravvivenza non è stata scientificamente predisposta. Le loro scorte sono approssimative e patetiche, e la differenza della loro indole tale da far apparire scoraggiante la prospettiva di una lunga convivenza senza alternative. Lei è giovane, colta, di buona famiglia scozzese, più autodisciplinata di lui e nello stesso tempo più fantasiosa e più emotiva; lui è un rude cinquantenne di origine proletaria, esperto di cento mestieri e giornalista autodidatta, riluttante di fronte a qualsiasi programma e incline a vivere alla giornata. Tra questi partner che si conoscono appena, e che solo l’avventura ha riunito, si svolge sulle sabbie bianche dell’isolotto di Tuin, e al cospetto degli squali, una schermaglia psicologica e sessuale addirittura stremante. Prostrato dai dinieghi della donna, nonchè da febbri dovute al morso degli insetti e ai veleni del mare corallino, l’uomo si abbandona all’apatia, e la fuga dal mondo rischierebbe di finire in tragedia senza lo sbarco dei soccorrevoli indigeni che abitano nelle isole vicine. Eterno è il sogno dell’uomo di ritornare a un paradiso incontaminato; è giusto dunque che ogni epoca riscopra per suo conto il mito di Robinson. In Via dal mondo, che ha la grazia ironica di un film come La regina d’Africa di John Houston, ma è anche colmo di intense emozioni davanti alle bellezze e ai pericoli della natura, Lucy Irvine ha raccontato l’anno trascorso all’isola di Tuin con umorismo, incanto e veridicità, insomma con il solo tono che è giusto oggi per raccontare un’avventura come la sua.

Meravigliosa Erboristeria – Metodi Naturali per la Difesa della Salute

Meravigliosa Erboristeria – Metodi Naturali per la Difesa della Salute

Autore/i: Piccione Giuseppe

Editore: Edup – Edizioni dell’Università Popolare

prima edizione, ringraziamenti e introduzione dell’autore, ricerca e produzione fotografica di Giovanni del Savio.

pp. 194, nn. ill. a colori n.t., Roma

Una storia dell’uso delle piante sia per prevenire malattie sia per mantenere lo stato di benessere e di salute della persona.
Informazioni, dettagli, notizie, usi specifici per esporre un’arte che trae origine dalle tradizioni a fondamento delle certezze della scienza attuale.
Inoltre, un apparato illustrativo che rende giustizia dell’attenzione che da sempre l’illustrazione sacra e profana ha avuto nei confronti dell’erboristeria.

Giuseppe Piccione, giornalista medico-scientifico e biologo, insegna Fitoterapia cosmetica naturale e Naturopatia presso l’Università popolare di Roma. È stato ricercatore ospedaliero presso l’Ospedale San Gallicano di Roma ed ha pubblicato oltre che numerosi articoli, la storia dell’antica spezieria di quest’ospedale e dei suoi rinomati farmaci. Ha curato per la trasmissione Uno mattina la rubrica di conoscenza di erbe spontanee nei parchi di Roma ed ha pubblicato il Piccolo dizionario di erboristeria domestica (1998).

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Ringraziamenti
Introduzione

I. Le erbe medicinali nelle prime grandi civiltà del mediterraneo

  • Popolazioni dell’Egitto
  • Sumeri e Babilonesi
  • Cretesi e micenei
  • La medicina in Grecia
  • Gli Asclepiei (o Asclepiadi)
  • Il periodo alessandrino della medicina greca
  • La medicina a Roma
  • L’organizzazione sanitaria a Roma

II. Gli arabi e la cultura medica del medioevo

  • Medicina araba
  • Erboristeria medievale e medicina popolare
  • La medicina monastica
  • La Scuola salernitana
  • Le grandi collezioni di erbe: gli erbari
  • La stregoneria

III. Umanesimo e rinascimento

  • Gli orti botanici
  • La teoria della signatura
  • L’alchimia

IV. La modernità

  • La medicina del Seicento
  • Dall’illuminismo alla medicina del XIX secolo

V. Piante e droghe

  • Trattamento
  • Conservazione delle droghe
  • Sofisticazione delle piante medicinali
  • Classificazione chimica di alcune droghe

VI. Fare erboristeria

  • Il prato nel piatto
  • Le preparazioni erboristiche
  • Interazioni tra piante, equilibri e reciproche influenze

Appendici

  • Le più comuni piante medicinali
  • Glossario terapeutico

Per Scientiarum Haustum et Seminarium Doctrinarum – Storia dello Studium di Napoli in Età Sveva

Per Scientiarum Haustum et Seminarium Doctrinarum – Storia dello Studium di Napoli in Età Sveva

Autore/i: Delle Donne Fulvio

Editore: Mario Adda Editore

prefazione e introduzione dell’autore, collana: Quaderni del Centro di Studi Normanno-Svevi – Università degli studi di Bari “Aldo Moro” – collana diretta da Raffaele Licinio n° 3.

pp. 170, Bari

Fulvio Delle Donne è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata, dove insegna anche Storia medievale.
Nella sua ampia produzione scientifica coniuga metodi e interessi storici con quelli filologico-letterari, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XV secolo. Ha pubblicato più di venti volumi, tra edizioni critiche (ospitate presso numerose case editrici nazionali e internazionali) e studi monografici stampati da prestigiose case editrici; ha pubblicato, poi, in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo più di 150 saggi, divisi tra importanti volumi, prestigiosi repertori enciclopedici internazionali e riviste scientifiche internazionali.

Il titolo del volume riprende l’inizio della lettera con cui l’imperatore Federico II, il 5 giugno 1224, annunciava la fondazione dello Studium di Napoli: il primo organizzato per volontà di un rappresentante del potere laico pubblico, e quindi, di fatto, la più antica “università statale”.  Formidabile “insegna di potere”, utile nel creare una studiata immagine di supremazia culturale, lo Studium fu inizialmente concepito da Federico II come un polo di studi soprattutto giuridici, che potesse competere con la supremazia della tradizione bolognese e che fosse adatto alla formazione del personale amministrativo dell’impero. Manfredi, poi, ne amplificò ulteriormente il ruolo, favorendo le indagini filosofiche e organizzando presso di esso un importantissimo centro di traduzioni dal greco e dall’arabo, che avrebbe consentito quella nuova circolazione delle opere di Aristotele destinata a rivoluzionare la storia del pensiero occidentale.
Il libro è composto da due sezioni. Nella prima si fa il punto sulla travagliata storia originaria dello Studium, fatta di successive riforme o rifondazioni e di momentanei spostamenti a Salerno; sui motivi per cui – in maniera assolutamente non scontata – fu scelta Napoli come sede della nuova istituzione; sulle garanzie e tutele che venivano riservate a insegnanti e studenti; sulle materie che vi erano insegnate. Nella seconda Studium nell’epoca di Federico II e dei suoi figli e successori Corrado IV e Manfredi.

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Prefazione
Introduzione

  • Fondazione e rifondazioni
  • Napoli, Salerno e le scuole locali
  • L’organizzazione dello Studium e il trattamento degli studenti
  • I maestri e le materie insegnate
  • Conclusione

Sezione documentaria

  • Elenco dei manoscritti
  • Elenco delle edizioni e dei regesti usati
  • Criteri di edizione
    Le letture del cosiddetto “epistolario di Pier della Vigna
    I documenti del novembre 1239
    Organizzazione dell’edizione
  • Edizione dei documenti

Indice dei manoscritti
Indice degli studiosi moderni
Indice dei nomi

Dieci minuti con Dio

Dieci minuti con Dio

Titolo originale dell’opera: L’Èvangile à la Télévision

Autore/i: Quoist Michel

Editore: SEI – Società Editrice Internazionale

prima edizione, traduzione di Giovanni Visentin.

pp. 160, Torino

Michel Quoist – autentica figura di apostolo del nostro tempo, sempre a contatto con migliaia di giovani e di adulti di tutti i ceti e di tutti i paesi – si propone di far conoscere Gesù Cristo ai suoi contemporanei e rivelare loro che, qualunque sia la loro vita e senza sottrarsi alle responsabilità terrene, essi possono incontrare il loro Dio e impegnarsi con Lui per costruire un mondo di giustizia e di pace.
Questo volume raccoglie una serie di meditazioni su alcuni brani assai noti del Vangelo – Gesù nel deserto; la Trasfigurazione; la Samaritana; il cieco nato; ecc. – in cui Quoist rivela ancora una volta le sue inimitabili qualità di scrittore, pieno di profonde intuizioni, ricco di immagini, scintillante nel linguaggio, sempre sorprendentemente aderente sia alla verità dei testi evangelici che commenta, sia ai problemi concreti dei suoi lettori.
Un volume che – oltre a costituire un modello di omelie domenicali brevi, sostanziose e calzanti per la guida dei predicatori e di chiunque abbia un impegno nel servizio della Parola di Dio – rappresenta uno strumento di riflessione spirituale per tutti i lettori desiderosi di un approfondimento facile e immediato della fede.

Michel Quoist è nato a Le Havre nel 1921. Dopo essere stato dirigente nella JOC (Jeunesse Ouvrière Chrétienne), entra in un seminario per le vocazioni adulte. Ordinato prete, continua gli studi e si laurea in Scienze Sociali, con una tesi sulle periferie industriali, pubblicata con il titolo L’uomo e la città. Da quel momento ha sempre continuato a scrivere.
Dopo quattro anni di vicariato in una grande parrocchia popolare di Le Havre, è incaricato come direttore spirituale di tutti i movimenti giovanili della sua diocesi e, contemporaneamente, è nominato segretario generale del Comitato Episcopale Francese per l’America Latina.
Nominato parroco successivamente di due importanti parrocchie di Le Havre, dal settembre 1976 – sollecitato dal suo vescovo – si dedica al Servizio delle Vocazioni sacerdotali e religiose di tutta la diocesi di Le Havre. Nei limiti delle sue possibilità, tenta comunque sempre di rispondere ai numerosi appelli per i ritiri spirituali dei sacerdoti, per conferenze e convegni, sia in Francia che all’estero. Ha pubblicato molti volumi di spiritualità, tra cui Riuscire e Appuntamento con Cristo tradotti in Italia dalla SEI.

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Premessa

  • Per che cosa vivete?
  • Chi è Gesù Cristo, per voi?
  • Natale, o: l’amore ha preso radici in terra
  • Nessuno è profeta in patria
  • Ascoltare il prossimo, ascoltare Dio
  • Gesù nel deserto, o «l’altra efficacia»
  • La trasfigurazione, o «l’altro volto»
  • La samaritana, o «l’altra sete»
  • Il cieco nato, «l’altro sguardo»
  • Il seme caduto in terra, o «l’altra vita»
  • Avete dato la vita ai vostri figli?
  • La Chiesa cambia?
  • Le porte della vita
  • È pericoloso essere cristiani?

La Grande Immagine non ha Forma – Pittura e Filosofia tra Cina Antica ed Europa Contemporanea

La Grande Immagine non ha Forma – Pittura e Filosofia tra Cina Antica ed Europa Contemporanea

Titolo originale: La grande image n’a pas de forme

Autore/i: Jullien François

Editore: Angelo Colla Editore

traduzione e cura di Marcello Ghilardi.

pp. 312, Vicenza

«Chi impara a dipingere il bambù ne prenderà uno stelo e, in una notte di luna, contemplerà l’ombra della pianta proiettata sul muro; allora apparirà la forma vera del bambù.» Guo Xi

«Mi hanno racconttao che i maestri cinesi dicevano ai loro allievi: “Quando disegnare un albero, abbiate la sensazione di salire assieme alui, cominciando dal basso”.» Matisse

«Il pittore fa completaente il vuoto nel propio intimo in modo che i vapori, le nubi e tutto il chiasso del mondo, insieme al soffio-energia che non smette mai di chiamare alla vita tra cielo e terra, si accostino unendosi e sotto il pennello scarutiscano forme straordinarie.» Li Rihua

Invece di considerare il mondo come un insieme più o meno integrato di oggetti, il pensiero cinese lo intende come emanazione di un soffio vitale, di un’energia (qi) che si dispiega in diversi gradi di condensazione in base ai quali è più o meno visibile: la roccia è qi concentrato, la nuvola è qi rarefatto, la dimensione dello spirito e il qi allo stato più sottile e puro. È questa la ragione per cui ha meno rilievo, per il pittore cinese, l’involucro esterno delle cose, la forma “attualizzata”, mentre il suo interesse si concentra piuttosto su ciò per cui vi e forma, cioè l’energia e la coerenza interne.
In questo libro, nel quale Frangois Jullien prosegue la riflessione sulla pittura avviata nel Ritratto impossibile, l’approccio estetico del mondo cinese è reso attraverso le citazioni dei pittori-letterati di epoca Tang (618-907) e Song (960-1279), del grande Shitao (1642-1707), e del Classico dei mutamenti; ma fitti sono anche i riferimenti all’arte europea, soprattutto rinascimentale (Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci, Giorgio Vasari) e contemporanea (Cèzanne, Braque, Picasso).
Mentre il pensiero occidentale ha “pensato” soprattutto il rapporto tra la parte e il tutto e ha ricercato armonia derivante dalle proporzioni geometriche, facendo della forma l’oggetto principe della propria indagine, l’assunto centrale dell’estetica cinese è quello di «abbandonare la forma» esteriore per «raggiungere la somiglianza» interiore. Poiché – come scrive Wang Bi (226-249) – ogni forma determina, delimita, separa, la «grande immagine» per essere veramente grande non deve né limitare né costringere, ma contenere e dispiegare tutte le possibilità. Ciò che si deve poter cogliere in un dipinto è dunque l’affioramento visibile di una totalità invisibile sulla base dell’armonia regolatrice degli opposti complementari: yin e yang, vuoto e pieno, alto e basso, bianco e nero. In esso ogni tratto deve essere in grado di esprimere un sistema dinamico e relazionale, una “processualità energetica” che fluisce attraverso la mano e il pennello del pittore. Anche nel più piccolo dipinto il pittore cinese non raffigura mai soltanto un angolo del mondo ma, attraverso l’allusività dei tratti che fungono da indizi, l’intero processo delle cose nel gioco infinito delle sue polarità. L’inesauribilità della pittura è espressa in modo particolare, nella Cina antica, dalle figurazioni di paesaggio. E a strutturare quest’ultimo sono soprattutto la montagna e l’acqua, la montagna anzi è il soggetto preterito dai pittori perché, prestandosi ad essere vista da ogni angolatura, costituisce una sorta di sineddoche per esprimere la continua variazione del mondo, Ma l’elemento fondamentale che testimonia della riuscita o meno della pittura di paesaggio non è la riproduzione “fotografica” della realtà osservata, né la perfezione stilistica in se stessa. La vera maestria consiste nell’esprimere e dispiegare il qi che anima dall’interno ogni fenomeno perché il dipinto non sia un mero prodotto mimetico ma un fenomeno di vita a pieno titolo compreso nel movimento del tao.
La tensione che anima l’arte non può che essere la stessa tensione che anima la vita. E per riuscire davvero nell’arte, per raggiungere quella maestria che consente di realizzare quell’unico tratto di pennello che racchiude in sé tutti gli altri, come dice Shitao, è necessario cogliere il segreto che anima la vita e rendere questa davvero degna: la perfezione estetica e quella etica si incontrano e si fondono. (dalla prefazione di Marcello Ghilardi)

Francois Jullien, filosofo e sinologo, è professore all’Università Paris 7, membro dell’Institut Universitaire de France, direttore dell’Institut de la pensée contemporaine di Parigi. È autore di molti libri, tradotti e pubblicati in una quindicina di paesi. Tra le edizioni recenti: Elogio dell’insapore, Milano 1999; Il tempo, Roma 2002; Il saggio e senza idee, Torino 2002; Il ritratto impossibile, Roma 2004; Strategie del senso in Cina e in Grecia, Roma 2004.

L’Ombra del Male – Il Negativo e la Ricerca di Senso nella Filosofia Europea e nel Pensiero Cinese

L’Ombra del Male – Il Negativo e la Ricerca di Senso nella Filosofia Europea e nel Pensiero Cinese

Titolo originale: L’ombre au tableau. Du mal ou du négatif

Autore/i: Jullien François

Editore: Angelo Colla Editore

nota del curatore, avvertenza e introduzione dell’autore, traduzione e cura di Marcello Ghilardi.

pp. 152, Costabissara (Vicenza)

«Coloro che pensano di dover togliere il peggiore dal mondo, eliminano insieme la stessa Provvidenza» (Plotino)

«Dio è giorno-notte, inverno-estate, guerra-pace, sazietà-fame»
(Eraclito)

«Una volta yin, una volta yang: questa è la via» (Yijing)

«Concordia e discordia: quanto distano l’una dall’altra? Bene e male: quanto distano l’uno dall’altro?» (Laozi)

Perché la morte, la sofferenza, la malattia, la guerra, l’ingiustizia?
Perché queste ombre nel grande affresco della vita? Si tratta di uno dei temi più antichi e universali del pensiero, che si è configurato nel problema dellagiustificazione del male. Ma come in un dipinto sono necessarie le ombre per far emergere i colori e poterli ammirare, cosi senza la sofferenza, la malattia, la guerra, la morte, non sapremmo cosa siano il bene, la salute, la pace, nemmeno la vita stessa. L’ombra che si oppone alla luce per renderla visibile assume, allora, il valore di negative che coopera all’economia del tutto e lo promuove. Questo libro di Jullien fa cozzare tra loro il male e il negativo: il primo, più indagato dal pensiero europeo e legato ai concetti di trascendenza e di un Dio creatore che premia e castiga; il secondo, tema centrale e proprio della tradizione cinese, legato al concetto di immanenza e di vita come processo di polarità. Jullien dimostra che è possibile rispondere alle domande dell’uomo sul senso del male, e sviluppare una morale di contenimento di esso, se l’umano si guarda e riflette in se stesso. Il male diventa intelligibile e contrastabile se lo consideriamo nella dimensione del negativo, recuperando anche aspetti della filosofia occidentale antica come quello che si è espresso nel pensiero dei distinti di Eraclito, secondo il quale «l’opposto coopera», o come la concezione del negativo di Hegel che, interiorizzandosi, diventa principio di movimento che costituisce il Sè.

François Jullien, filosofo e sinologo, è professore all’University Paris 7 – Denis Diderot, membro dell’Institut Universitaire de France, direttore dell’Institut de la Pensèe Contemporaine di Parigi. È autore di molti libri, tradotti e pubblicati in una quindicina di paesi, È molto noto anche in Italia, dove si stanno pubblicando le traduzioni di tutti i suoi lavori. Tra le edizioni più recenti: Elogio dell’insapore, Milano 1999; Il tempo, Roma 2002: Il saggio è senza idee, Torino 2002; Il nudo impossibile, Roma 2004; Strategie del senso in Cina e in Grecia, Roma 2004.

La Vita Segreta delle Libellule – Ovvero delle Gemme Volanti, Dette anche Aghi del Diavolo o Magnifiche Assassine

La Vita Segreta delle Libellule – Ovvero delle Gemme Volanti, Dette anche Aghi del Diavolo o Magnifiche Assassine

Autore/i: Rostand Jean

Editore: Franco Muzzio Editore

prima edizione, presentazione di Mirella Delfini, al lettore di Giuseppe Colosi, introduzione dell’autore, traduzione di Giuseppe Colosi.

pp. 144, Padova

È vero quello che scrive Jean Rostand: gli amori delle libellule sono strani, i più strani nel mondo degli inestti, che pure è gonfio di stravaganze. E mi piace immaginare che sia stata proprio questa stranezza ad attirarlo, a farlo tuffare a fondo nella vita segreta delle “gemme volanti” (dette anche “aghi del diavolo” o “magnifiche assassine” per l’abilità nel volo e la voracità). Basta pensare agli studi sulle larve acquatiche e ai sadici esperimenti che faceva, restando poi a osservarle da vicino, come in una lunghissima apnea. Certo, alla fine sapeva quasi tutto.
Quasi. Perchè i misteri che avviluppano i comportamenti dei nostri piccoli compagni di pianeta sono ancora innumerevoli. Ed esiste perfino la possibilità che i loro cervellini – e perchè no? – i ganghi cerebroidi siano più coscienti di quanto un biologo di stretta osservanza sia disposto ad ammettere. Di fronte a questa eventualità Rostand si ritrae spaventato  e si rifugia nelle soporifere certezze della sistematica e dei dati morfologici. E conta il numero dei battiti d’ala al minuto.
Il fatto è che Jean Rostand in realtà ha avuto due padri: uno di sangue, ossia Edmond, poeta e drammaturgo, autore del romantico, ironico Cyrano de Bergerac, e uno spirituale, Jean-Henry Fabre, l’entomologo più famoso del mondo, di cui tutti i naturalisti d’oggi sono un pò figli o nipoti.
(Mirella Delfini)

Jean Rostand (Parigi 30 ottobre 1894 – 3 settembre 1977). Scrittore e naturalista francese. Figlio del grande Edmond, crebbe nei Paesi Baschi dove si appassionò alla biologia attraverso gli scritti di J.H. Fabre. Scrittore brillante, iniziò a pubblicare libri di divulgazione; la sua produzione è vastissima e spazia dalla genetica alla storia naturale, dall storia della scienza all’analisi del pensiero scientifico, nè mancano opere dedicate ai legami tra biologia e società. Tra le sue numerossissime opere: L’avventura umana (1935), Pensieri di un biologo (1944), I miracoli della biologia (1960), L’uomo artificiale (1968), Piccola storia della biologia (1946), Lazzaro Spallanzani (1959).

I Ritmi della Vita – Gli Orologi Biologici che Controllano l’Esistenza di Ogni Essere Vivente

I Ritmi della Vita – Gli Orologi Biologici che Controllano l’Esistenza di Ogni Essere Vivente

Titolo originale: Rhythms of Life

Autore/i: Foster Russell; Kreitzman Leon

Editore: Longanesi & C.

seconda edizione, prefazione di Lewis Wolpett, introduzione degli autori, traduzione di Isabella C. Blum.

pp. 368, nn. figure b/n, Milano

«Russell Foster e Leon Kreitzman, grandi esperti nel campo degli orologi biologici, danno un resoconto aggiornatissimo e di agevole lettura delle ricerche sui cicli temporali che influenzano la maggior prte degli organismi viventi, inclusi noi stessi».
(Times Literary Supplement)

Perché gli attacchi di cuore sono più frequenti nelle prime ore del mattino? Come fa un bisonte a sapere quando è il momento di spostarsi in altri territori o un salmone quando è tempo di deporre le uova? La risposta a queste domande è negli orologi biologici. La loro esistenza è nota da decenni, ma solo i progressi degli ultimi anni hanno permesso di individuare le complesse interazioni genetiche che letteralmente dettano i ritmi della vita di tutti gli organismi viventi, esseri umani compresi. Attraverso un’avventurosa esplorazione degli sterminati orizzonti della cronobiologia, Foster e Kreitzman introducono il lettore nei segreti di questa nuova disciplina che studia le fluttuazioni periodiche delle funzioni vitali e le loro varie applicazioni in campo medico, dai sintomi del jet-lag a condizioni patologiche gravi come la depressione e i disturbi del sonno.
Le funzioni vitali che variano in base ai ritmi del tempo – il giorno e la notte, la luce e il buio – sono numerosissime, e oggi una branca della biologia la studia in modo specifico: la criobiologia. Questo libro è una magnifica avventura negli sterminati orizzonti di tale disciplina, comprese le sue  varie applicazioni in campo medico. Ci fa scoprire non solo le infinite attività – di ordine chimico, nervoso, fisiologico – di piante e animali legate ai cili del tempo, ma soprattutto la loro perfetta sincronia, propria di quella stupefacente armonia prestabilita che è la natura.

Russell Foster, un’autorità a livello mondiale sugli studi circadiani, è professore di neuroscienza molecolare presso la facoltà di Medicina dell’Imperial College di Londra. Fa parte di un gruppo di ricerca della NASA che studia le migliori condizioni di vita possibili nei futuri voli verso Marte.

Leon Kreitzman, scrittore e giornalista televisivo con studi di biochimica, è specializzato nell’indagine delle basi scientifiche dei ritmi biologici, con un’attenzione particolare per le loro implicazioni sociali.

Storia dell’Igienismo Naturale – Da Pitagora alle Scie Chimiche

Storia dell’Igienismo Naturale – Da Pitagora alle Scie Chimiche

Autore/i: Vaccaro Valdo

Editore: Anima Edizioni

prefazione di Camilla Ripani.

pp. 144, Novara

Questo libro parte dalla storia antica e fa un’efficace sintesi della scienza igienistica, tramite le posizioni che i suoi personaggi più rappresentativi hanno rspresso nel corso dei secoli e dei millenni.
Esiste non un divario ma un baratro culturale tra lee cultura preponderantee decisamente maggioritaria, dei medici e dei medicalizzati, e la cultura igienistico-naturale e salutistica, dei gruppi minoritari ed ardimentosi che si battono per un cambimento radicale della vita, del modo di pensare, e dei metodi di assistenza sanitaria.
Pitagora non ha regalato al mondo soltanto i suoi celebri teoremi, che valgono forse il 5% del suo intero insegnamento, ma è andato ben oltre, etiche e scientifiche, che hanno lasciato il segno, rivelandosi di assoluta attualità. L’uomo di oggi, ferito da insulti sempre più insopportabili nei suoi valori, nella salute, nello spirito, nel sesso, nell’amore per la natura e gli animali, e frastornato da pesti inventate, da avvelenamento crecsente di aria, acqua e terra, da terremoti sospetti e da scie chimiche tracciate sopra la sua testa, prova un inarrestabile richiamo verso i valori impersonati dal grande filosofo di Crotone.

Valdo Vacccaro, nato a Mattuglie (Fiume, ex-Italia), nel 1943, da padre friulano e madre italo-croata, vive nei pressi di Udine con la moglie hongkonghiana Kathleen e i suoi due ragazzi Francesco (21) e William (14). Laureatosi in economia nel 1972 all’Università di Trieste, si è dedicato per tre anni all’insegnamento e al giornalismo. Dopo una proficua militanza nella sheltoniana ANHS (American Natural Hygiene Society), si è laureato nel 2002 in filosofia e naturopatia. I suoi libri si stanno laboriosamente traducendo in cinese, in vista di un approccio verso Pechino e Shanghai. Fa parte attualmente della direzione tecnica dell’AVA (Associazione Vegetariana Animalista) di Roma, e della direzione tecnica dell’ABIN (Associazione Bergamasca Igiene Naturale) di Bergamo, per la quale elabora diversi lavori di argomento etico-salutistico. Ha già pubblicato Alimentazione Naturale, Anima Edizioni, 2009.

Alimentazione Naturale – Manuale Pratico di Igienismo-Naturale. La Rivoluzione Vegetariana: Mangiare Bene per Vivere Meglio

Alimentazione Naturale – Manuale Pratico di Igienismo-Naturale. La Rivoluzione Vegetariana: Mangiare Bene per Vivere Meglio

Autore/i: Vaccaro Valdo

Editore: Anima Edizioni

prefazione dell’autore.

pp. 448, Milano

È un libro indispensabile per approfondire ed aggiornarsi sui problemi della nutrizione, della salute e dell’etica, osservati dall’angolo visuale della scienza naturale igienistica. Trattasi di un testo semplice e chiaro, eppure sorprendente e straordinario nei contenuti e nello stile, capace di influire e incidere, di far cambiare radicalmente il modo di pensare e lo stile di vita del lettore.
Alimentazione naturale, adattata e ritagliata come un vestito su misura al corpo vegeto-fruttariano-crudista di cui è dotato ogni essere umano, indipendentemente dall’eventuale poorzione di carne-pesce-cibo cotto che sta forse mangiando.
Nutrizione dunque che deve per forza puntare al veganismo, all’igienismo naturale e al crudismo, non per accontentare sparuti, romantici e utopistici gruppi di idealisti vegetariani, ma per rispettare in concreto e al meglio il proprio corpo e le stesse leggi della creazione.
Il vege-fruttarianismo e il crudismo sono pertanto la verità e la perfezione assoluta per l’essere umano, in quanto lo spingono ad alimentare la sua macchina umana col solo carburante possibile e privo di effetti devastanti, che è il carboidrato vivo e naturale confezionato dalla fotosintesi clorofilliana e dal sole, caratterizzato da presenza proteica ottimale, cioè minima ed assimilabile.

Valdo Vaccaro, nato a Mattuglie (Fiume), ex-Italia, nel 1943, da padre friulano e madre italocroata, vive nei pressi di Udine con la moglie hongkonghiana Kathleen e i suoi due ragazzi Francesco (19) e William (12). Laureatosi in economia nel 1972 all’Università di Trieste, si è dedicato per tre anni all’insegnamento e al giornalismo. Dopo una proficua militanza nella “sheltoniana” ANHS (American Natural Hygiene Society), si è laureato nel 2002 in filosofia e naturopatia. I suoi libri si stanno laboriosamente traducendo in cinese, in vista di un approccio verso Pekino e Shanghai. Fa parte attualmente della direzione tecnica dell’AVA (Associazione Vegetariana Animalista) di Roma, per la quale elabora diversi lavori di argomento etico-salutistico.

In Siberia

In Siberia

Titolo originale: In Siberia

Autore/i: Thubron Colin

Editore: Ponte alle Grazie

traduzione di Alessandro Peroni e Luisa Corbetta.

pp. 306, Milano

Il solo modo per riscoprire la magia del viaggio è smettere di fare i turisti-consumatori e tornare ad essere pellegrini. Colin Thubron è un maestro di questa via. Si avvicina alla Siberia in paunta di piedi, con religiosa curiosità e compassione. Il risultato è un rispettoso, commovente, eccezionle racconto sul cuore oscuro di una delle più grandi, più dimenticate fatte di terra e di umanità. (Tiziano Terzani)

Verso sera il vento cala, ed entriamo in un vuoto dorato. È questa la Siberia originaria, penso: la Siberia sfuggente, infinita, che perdurava come un incrocio geografico negli ochhi dei primi viaggiatori. Il suo vuoto apparente era una lavagna pulita su cui scrivere. Per secoli sollevò dicerie e leggende, evocò ideali, suscitò paure. Persino il suo nome – una fusione mistica tra il mongolo siber, “bello, puro” e il tartaro sibir “terra addormentata” – suggeriva l’immagine di un altrove vergine e in attesa. Hegel la collocò addirittura fuori dei confini della storia: troppo fredda e ostile per ospitare per ospitare una vita significativa.

È solo da pochi anni che per la prima volta i viaggiatori stranieri possono muoversi all’interno della Siberia senza troppi problemi.
Risalendo il grande flume Enisej fino all’Artico, attraverso le montagne che increspano la Mongolia, e poi a est verso il fiurme Amur, il Pacifico e il gulag abbandonato nella Kolyma, Colin Thubron ha viaggiato sulla Transiberiana, ha navigato i fiumi, ha preso autobus e camion di passaggio, muovendosi tra i popoli che più hanno risentito del collasso del comunismo e della frantumazione dell’Unione Sovietica.
Sul suo percorso ha incontrato buddisti e animisti, sette cristiane, comunisti reazionari e quello che rimane di un fumoso progetto di Stato ebraico in Asia; e stato nel luogo dove hanno assassinato l’ultimo zar, al villaggio di Rasputin, nelle tombe degli antichi sciti preservate dal ghiaccio e sulle rive del Bajkal, il lago più profondo e antico del mondo, percorrendo qualcosa come 24.000 chilometri attraverso la regione terrestre più selvaggia e più crudamente violentata dall’uomo. Vivido e appassionato, ma anche pervaso di una sottile vena di umorismo, il racconto del viaggio di Thubron è anche e soprattutto l’incontro con un popolo che, uscito a pezzi dalle rovine del comunismo, e entrato in una dimensione privata dalle forme più diverse, spesso incredibilmente strane.

Dopo i suoi primi libri sul Medio Oriente (Damasco, Libano e Cipro), Colin Thubron ha esplorato in macchina la Russia occidentale ancora ai tempi di Breznev, raccontandola in Viaggio tra i russi. Quindi si e spinto nelle regioni più remote della Cina, che ha descritto in Oltre la Muraglia (e per il quale ha ricevuto il Premio Hawthornden e il Thomas Cook Travel Book Award), e nell’Asia centrale, che ha raccontato o il cuore perduto dell’Asia.
Autore anche di numerosi romanzi pluripremiati, quando non e In viaggio Thubron vive a Londra.

Le Poetesse di Dio – L’Esperienza Mistica Femminile nel Medioevo

Le Poetesse di Dio – L’Esperienza Mistica Femminile nel Medioevo

Titolo originale: Women Mystic in Medieval Europe

Autore/i: Epiney-Burgard Georgette; Zum Brunn Emilie

Editore: U. Mursia Editore

prima edizione, presentazione all’edizione italiana e introduzione di Emilie Zum Brunn, traduzione Donatella Brenner Buono, collana: Storia e Documenti n° 131.

pp. 202, ill. in b/n e 2 cartine, Milano

I brani che compongono quest’antologia sono tratti dalle opere di cinque grandi protagoniste della mistica medievale: Ildegarda di Bingen, Beatrice di Nazareth, Matilde di Magdeburgo, Hadewijch d’Anversa e Margherita Porete – monache le prime due, beghine le altre. Ma che cosa significava per una donna a quel tempo diventare monaca o beghina? In primo luogo emancipazione. Molte giovani dell’alta borghesia o della nobiltà, alle quali non era concesso mantenersi tramite il proprio lavoro e che erano destinate a stringere matrimoni spesso combinati per motivi economici o dinastici, preferivano alle anguste mura domestiche il convento o il beghinaggio, all’interno dei quali potevano accedere alla cultura e godere, a livello sia materiale sia spirituale, di un grado di indipendenza altrimenti impensabile. Il fenomeno assunse proporzioni tanto vaste da provocare violente reazioni da parte della Chiesa, che vedeva nel nuovo tipo di religiosità una minaccia pari a quella costituita dai movimenti ereticali che sorgevano un pò dovunque sul finire del Medioevo. Tese soprattutto a realizzare una perfetta unione con la divinità, queste religiose non esitavano a denunciare apertamente la corruzione del clero e qualsiasi forma di devozione meramente esteriore, mentre proclamavano il loro sconfinato amore per Dio con accenti appassionati, che talvolta possono apparire ad un lettore non iniziato blasfemi. Molte vennero perseguitate dall’Inquisizione, altre, fra le quali la stessa Margherita Porete, bruciate sul rogo come eretiche. Ma le loro opere, seppure all’indice, continuarono a circolare clandestinamente e ad alimentare la mistica di grandi maestri quali Eckhart e Ruusbroec.

Geogette Epiney-Burgard è specialista in Lingua e Letteratura medio-nederlandese. Ha compiuto importanti ricerche sulla mistica medievale nederlandese ed in particolare su Ruusbroec e Groote.

Emilie Zum Brunn è direttore al Centro Nazionale della Ricerca Scientifica francese e ha costituito all’École pratique des Hauts Etudes della Sorbona un gruppo di ricerca su Meister Eckhart, al quale ha dedicato diversi studi.

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Presentazione all’edizione italiana
Abbreviazioni

Introduzione

  • La badessa e le beghine
  • Affinità e diversità
  • Mistica dell’amore e mistica dell’essere
  • Note

Ildegarda di Bingen (1098-1179)

  • Vita e personalità
  • Le opere di Ildegarda
  • L’uomo e il mondo nell’opera di Dio
  • L’uomo e la donna
  • La responsabilità dell’uomo
  • Note

Lettere e visioni di Ildegarda

  • Lettera di Ildegarda a Bernardo di Chiaravalle
  • Risposta di Bernardo a Ildegarda
  • Ildegarda a Sigilberto di Gembloux
  • Ildegarda ai prelati di Magonza
  • Scivias, seconda visione del libro II
  • L’uomo e la donna
  • Il pianto degli elementi
  • La restaurazione della creazione alla fine dei tempi
  • La sinfonia
  • La verdezza, forza creatrice di una grazia primaverile
  • Note

Matilde di Magdeburgo (1207-1210 – 1282-1294)

  • Vita
  • L’opera e l’ispirazione
  • Note

Brani tratti da La luce fluente della divinità

  • Di questo libro e del suo autore
  • Del viaggio dell’anima a corte, dove Dio si rivela
  • L’amore di Dio in cinque punti
  • Sette cose riguardanti il cammino dell’amore…
  • Il deserto ha dodici cose
  • Come la sposa, che è unita a Dio, rifiuti il conforto di tutte le creature, fuorché quello di Dio e come affondi nella sofferenza
  • L’uomo buono deve avere tre figli per cui deve pregare
  • Note

Beatrice di Nazareth (1200-1268)

  • Vita
  • La storia di un’anima
  • Le visioni di Beatrice
  • Le Sette maniere di amare
  • Note

Brani dalla Vita di Beatrice e dalle Sette maniere di amare

  • Visione trinitaria e visione del mondo
  • Le sette maniere di amare santamente
  • Note

Hadewijch d’Anversa (1240 ca.)

  • Vita ed opera
  • I Poemi
  • Le Visioni
  • Le Lettere e la dottrina spirituale di Hadewiijch
  • “Essere Dio con Dio”
  • Note

Brani dalle opere di Hadewijch I e di Hadewijch II

  • Poema strofico
  • VII Poema strofico
  • Undicesima Visione
  • Lettera XVII
  • Lettera XVIII
  • I Poemi nuovi
  • XVII Poema
  • XIX Poema
  • XXVI Poema
  • Note

Margherita Porete (†1310)

  • Margherita e l’Inquisizione
  • Lo Specchio delle Anime Semplici annientate
  • Note

L’*Approbatio* e brani dallo Specchio

  • L’Approbatio dei tre chierici
  • Prologo
  • L’anima nobile non vuol nulla
  • Nove punti per i contemplativi
  • L’Anima dice addio alle Virtù
  • Riempir tutto di sé
  • Note

Conclusione
Bibliografia
Indice dei nomi

I Cristiani e l’Impero Romano

I Cristiani e l’Impero Romano

Autore/i: Sordi Marta

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

collana: Oscar Storia n° 6, in copertina: Orante tra due pastori (part.), III secolo, Cimitero Maggiore Romano.

pp. 240, Milano

Un saggio aggiornatissimo sui primi tre secoli di vita cristiana, caratterizzato da una visione critica davvero originale. Il rapporto dei cristiani col potere politico fu portatore di ostilità, oppressione, martirio e vita clandestina, ma anche di incontri costruttivi e di possibilità di convivenza. La prospettiva di questa attenta storia del cristianesimo primitivo da un particolare rilievo alla sua capacità di vivere nel mondo, di confrontarsi con le altre religioni e culture dell’impero, di esprimersi sia nei periodi delle persecuzioni – che non avvennero per motivi religiosi, ma politici – che in quelli di pace.

Marta Sordi ha insegnato dal 1962 Storia greca e romana alle Università di Messina e bologna, e, dal 1970, alla Cattolica di Milano, dove ha curato le pubblicazioni dell’Istituto di Storia Antica, dedicate alla propaganda e ai rapporti tra religione e politica in età classica. È membro dell’Accademia di Scienze e Lettere dell’istituto Lombardo, e dell’Istituto di Studi Etruschi. È autrice di numerose opere, tra cui Il cristianesimo e Roma, Bologna, 1965, e Storia politica del mondo greco, Milano, 1982.

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Parte prima: I Cristiani e il potere politico
Introduzione alla Parte prima

  • Potere politico e predicazione cristiana in Palestina dal processo di Cristo al 62 d.C.
  • Dalla tolleranza alla persecuzione aperta: Nerone
  • I Flavi e il Cristianesimo
  • Il rescritto di Traiano e la svolta degli Antonini
  • La tolleranza di fatto dell’età severiana
  • Filippo l’Arabo e Decio: il primo imperatore cristiano e la “restaurazione pagana”
  • Valeriano e Gallieno: dalla persecuzione al riconoscimento della Chiesa
  • La restaurazione arcaicizzante di Diocleziano e la grande persecuzione
  • La svolta costantiniana

Parte seconda: I Cristiani e il mondo romano
Introduzione alla Seconda parte

  • Cristianesimo e cultura nell’Impero romano
  • I Cristiani di fronte alla “teologia politica” dell’Impero e al culto imperiale
  • Aspetti del rapporto fra Chiesa e società
  • Opinione pubblica e persecuzione nell’Impero romano

Bibliografia

Dall’Aquila Imperiale alla Bandiera Rossa

Dall’Aquila Imperiale alla Bandiera Rossa

Romanzo ambientato nella Russia della rivoluzione d’ottobre.

Autore/i: Krassnoff P. N.

Editore: Casa Editrice A. Salani

pp. 674, illustrazione a colori al contro frontespizio, Milano

“Chi avesse avuto l’intenzione di riunire le persone più differenti fra loro per condizione sociale, per idee, per razza e perfino per il colore della pelle, non vi sarebbe potuto riuscire meglio di come vi riuscì il caso durante l’inverno del 1918, in una delle stazioni ferroviarie della Russia meridionale.
Era il momento in cui l’esercito russo, preso da un improvviso delirio, aveva abbandonato le sue posizioni e si era precipitato in massa nel paese, tornando ciascuno a casa sua, senza tener conto nè dello scaglionamento nè d’alcun itinerario. […]”

Pëtr Nikolaevič Krasnov (San Pietroburgo 1869 – Mosca 1947), traslitterato anche come Krassnoff, è stato un generale e scrittore russo, proveniente da un’antica famiglia cosacca del Don, di cui fu Ataman dal 16 maggio 1918 al febbraio 1919. Le sue opere: Dall’aquila imperiale alla bandiera rossa 1922, L’imperdonabile 1928, Amazzone del Deserto 1929, Napoleone e i cosacchi, Largo: un romanzo 1932, L’odio 1935.