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Libri dalla categoria Geopolitica

Feng Shui – L’Arte di Vivere in Armonia con l’Ambiente

Feng Shui – L’Arte di Vivere in Armonia con l’Ambiente

Titolo originale: Essential Feng Shui. A step by step guide

Autore/i: Lillian Too

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prefazione e introduzione dell’autrice, traduzione di Anna Martini Lichtner.

pp. 282, nn. illustrazioni b/n, Milano

Il feng shui (letteralmente «acqua a vento») è l’arte di vivere in armonia ed equilibrio con l’ambiente che ci circonda e con i flussi di energia che lo percorrono. È un’antica disciplina cinese e le sue origini religiose risalgono a oltre 4000 anni fa. Ancora oggi largamente praticata in tutto il Sudest asiatico, che negli ultimi tempi sta godendo di enorme popolarità e diffusione anche in Occidente.
In questa guida ampiamente illustrata, Lillian Too, una delle massime esperte di feng shui, espone con grande chiarezza ed efficacia i principi e la pratica di questa tecnica, spiegando come, attraverso una corretta disposizione della casa, dei locali o dell’arredamento e grazie ad accorgimenti e interventi talvolta anche minimi, sia possibile attingere alle energie positive che circolano nell’ambiente, in modo da favorire la salute e i rapporti umani, propiziare serenità e benessere, attivare la fortuna sul luogo del lavoro, nell’ambito della carriera e delle relazioni professionali.
Un libro originale che con semplicità e precisione riesce a coniugare teoria e pratica, rendendo accessibile un argomento affascinante.

Lillian Too, laureata in Economia alla Harvard University, manager di successo e imprenditrice, è una delle massime esperte di feng shui, argomento sul quale ha scritto numerosi libri.

Lucrezia Borgia – La Perfida Innocente

Lucrezia Borgia – La Perfida Innocente

Titolo originale: Lucrèce Borgia

Autore/i: Chastenet Geneviève

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, ringraziamenti, traduzione di Tania Gargiulo.

pp. VII-386, Milano

“Leggenda infamante e storia vera di una grande figura di donna nel fasto e nella crudeltà del Rinascimento”.

Nella storia del Rinascimento italiano campeggia un’immagine femminile circondata da un alone sulfureo: quella di Lucrezia Borgia. Amata, in vita, da artisti e poeti per la sua bellezza leggera e luminosa e per il suo spirito vivace, rispettata dai sudditi per le doti di amministratrice e diplomatica, addirittura venerata negli ultimi anni per la grande pietà (era terziaria francescana), la sua figura è stata caricata di accuse infamanti da una storiografia di parte che l’ha descritta per secoli come avvelenatrice e libertina, sospettata di incesto col padre e col fratello. E pur vero che suo padre era quel papa Alessandro VI, simbolo vivente del Rinascimento nei suoi aspetti migliori e peggiori: colto, sensuale, politico abile e senza scrupoli, promosse leghe internazionali a favore dello Stato della Chiesa e della propria famiglia, scomunico Savonarola che lo accusava di simonia, ebbe amanti e figli riconosciuti, e la corte più fastosa del suo tempo. E suo fratello era quel Cesare Borgia detto il Valentino che per Machiavelli divenne il modello del principe, capace di sacrificare qualsiasi principio morale alla solidità del potere. Lucrezia di questo mondo fu, pero, più vittima che protagonista. Per motivi dinastici, il padre e il fratello la costrinsero a divorziare dal primo marito, fecero pugnalare l’amante dal quale aveva avuto un figlio e le uccisero sotto gli occhi il secondo marito. Sposata infine ad Alfonso I d’Este, signore di Ferrara, gli diede sette eredi e mori di parto a trentanove anni.
Sullo sfondo cupo di queste tragedie, Genevieve Chastenet delinea con precisione e con grazia la personalità di Lucrezia: una giovane donna piena di vita, che dovette a sue spese imparare, fin dai primi anni, come il suo destino fosse nelle mani degli altri; una sovrana che molto raramente poté fare le proprie scelte e che non si ribellò mai, diventando docile strumento della politica altrui, ma seppe anche trarre il meglio dal presente, riservando per sé – e con quanta intensità – la sfera degli affetti e del bello. «Non bisogna darsi pena dell’indomani» diceva «né soffermarsi troppo sul lato triste delle cose; e del passato, conservare soltanto il gusto migliore che ce ne lascia.»

Genevieve Chastenet, bisnipote del grande storico e critico Hippolyte Taine, ha gia pubblicato due biografie femminili, Marie-Louise, l’impératrice oubliée e Pauline Bonaparte, la fidele-infidéle. Marie-Louise e Lucrezia Borgia hanno ricevuto, nel 1983 e nel 1993, il Prix d’Histoire dell’Académie Francaise.

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Ringraziamenti

  • «Il più carnale homo»
  • L’epoca d’oro dei bastardi
  • Una educazione pagana e cristiana
  • Habemus papam
  • Giovanni Sforza: un matrimonio politico
  • Due pedine sulla scacchiera del papa: Juan e Jofré
  • Astri e disastri: Lucrezia e Giovanni
  • La vergine incinta
  • Alonso d’Aragona: un matrimonio d’amore
  • La Infelicissima
  • La Vicariessa
  • La dote del secolo
  • Un lungo cammino verso l’ignoto
  • Alfonso d’Este: un matrimonio di buon senso
  • I gironi dell’inferno
  • Il filtro di Lucrezia
  • L’amore folgorante
  • La rovina di casa Borgia
  • Tempo di assassini
  • Gli ultimi fuochi
  • La gloria della scomunica
  • Musa dell’Ariosto e di Tiziano
  • L’amaranto
  • I figli del Sole
  • Lo zolfo e l’incenso

Appendici
Lettera a Savelli, 331 – Due lettere autografe, 335
Tavole cronologiche
Note
Bibliografia
Indice dei nomi

Gli Anglosassoni

Gli Anglosassoni

Titolo originale: The Anglo-Saxons

Autore/i: Wilson David M.

Editore: Il Saggiatore

dalla collezione «Ancient Peoples and Cambridge» diretta da Glyn Daniel dell’Università di Cambridge, prima edizione, premessa e introduzione dell’autore, traduzione di Berto Renna.

pp. 452, 79 fotofrafie 37 disegni 1 carta geografica, Milano

L’archeologia, L’etnologia, LA preistoria, la mitologia sono tutte discipline che hanno negli ultimi anni colpito l’immaginazione del mondo intero: il passatempo e gli studi del dilettante sono diventati scienza, la scienza dello specialista si è fatta hobby interessante e piacevole. Ormai non dobbiamo cercare le tracce delle antiche eta e delle civiltà scomparse nei testi, spesso difficili, degli storici di un tempo: i reperti degli scavi parlano oggi per moltissimi appassionati un linguaggio chiaro e già rivelatore. Al confronto con alcuni gruppi di primitivi attuali, come ad esempio i nomadi dell’Eurasia settentrionale, i Pigmei, i Boscimani, molte tribù dell’America meridionale ed altri, che conservano le sopravvivenze di remoti costumi, le scoperte sul terreno e le tradizioni orali di miti e leggende si illuminano di nuove prospettive, che ampliano sempre più il panorama della storia delle civiltà.
Questa collana – che s’intitola «Uomo e mito» e che vuol compiere la saldatura fra le conquiste del pensiero e le tecniche dell’homo faber si impegna a costruire un mosaico in cui siano presenti quei popoli e quelle regioni che hanno dato un contributo importante alla successione delle culture umane o in cui si conservano oggi le vestigia di civiltà poco note. Ogni volume è scritto da uno specialista della materia in forma chiara e accessibile a tutti; esso sarà quasi sempre corredato di numerosissime fotografie fuori testo, disegni, carte geografiche, tavole cronologiche, repertori di consultazione e indici analitici.

Il periodo anglosassone fu una delle fasi più formative della storia inglese. Fu un’epoca durante la quale si posero le basi della legge e dell’amministrazione politica britannica, mentre la vita rurale si sviluppO verso quelle strutture che ancora oggi sono presenti e l’arte assunse alcune caratteristiche particolari di cui si noto la traccia in tutti i secoli successivi. L’Autore di questo libro ha fuso con le testimonianze fornite dall’archeologia almeno una parte delle prove date da altre materie, offrendo un quadro generale della cultura materiale, dell’arte e del livello economico e sociale degli Anglosassoni. La cultura di queste genti era molto ricca e già le tombe del periodo pagano ce ne danno testimonianza. Nel periodo cristiano i reperti sono largamente costituiti da ritrovamenti casuali, ma anche da resti monumentali, come croci di pietra e chiese. Questa è la parte, in un certo senso, «sicura» della storia anglosassone, perchè documentata dall’archeologia. Ma c’è anche un’altra zona, dove ci si avventura più difficilmente, quella che molti hanno definito «terra di nessuno», nella quale vagano figure irreali, quasi leggendarie – Hengist, Horsa, Arturo, Alfredo, Offa. È necessario, allora, aprire gli antichi testi, la Anglo Saxon Chronicle, per esempio, per conoscere l’epopea di un gruppo etnico proveniente da diversi paesi. «I nuovi venuti» scrisse il venerabile Beda «giunsero da tre potenti nazioni dei Germani, cioè i Sassoni, gli Angli e gli Tuti… essi furono invitati dagli indigeni, ma presto il loro numero crebbe in tal misura che divenne fonte di terrore per coloro che li avevano invitati.» L’esattezza e il preciso significato delle parole di Beda sono stati esaminati e discussi da generazioni di studiosi, ma ancora conservano il fascino e il mistero di una cronaca leggendaria. Compito dell’Autore è stato rintracciare sul suolo britannico e sul continente, la dove vissero gli antenati di quei popoli, le tappe note, e quelle finora sconosciute, della formazione di uno dei nuclei umani più interessanti d’Europa. Particolare risalto viene concesso ai ritrovamenti di tesori, come quello di Sutton Hoo, che hanno improvvisamente gettato ampia luce sulle attività artistiche e culturali di popoli fino a qualche tempo fa ritenuti «barbarici».

Davia M. Wilson ha studiato alla Kingswood School di Bath, ed è stato assistente di Archeologia nelle Università di Cambridge e di Lund, in Svezia. Dal 1954 è conservatore aggiunto della sezione di antichità medievali e britanniche del British Museum, per il quale ha svolto la sua opera in relazione soprattutto a ricerche sugli insediamenti vichinghi e anglosassoni. È uno dei fondatori e segretario della Società per l’Archeologia Medievale e direttore dellAssociazione Archeologica Britannica.

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Premessa
Introduzione: lo studio dell’archeologia anglosassone

I. Scenario storico e sepolture pagane
II. Antichita cristiane
III. La vita del popolo
IV. Le armi e la guerra
V. L’arte

Bibliografia
Tavole
Note alle tavole
Indice analitico

Avestā

Avestā

«Un libro di enigmi» (Stanley Insler, Professor Emeritus of Linguistics, Yale University)

Autore/i: Anonimo

Editore: Utet

a cura di Arnaldo Alberti.

pp. 656, Torino

«Potrei prestar fede solo a un dio che sapesse danzare… Ora sono leggero, ora volo, ora un dio danza in me. Così parlò Zarathustra» (Friedrich Nietzsche)

Qual è l’origine dell’uomo e delle cose create, quale il loro destino, quale logica regge il tutto? A queste domande rispondono i testi iranici che conosciamo col nome di Avestā (“Il fondamentale”), scrittura sacra della antichissima religione monoteista che onora Ahura Mazda (“Signore che crea col pensiero”). Tramandata per secoli oralmente o, come vuole un’altra tradizione, subito dettata dal profeta Zarathustra ai suoi discepoli, questa Parola o rivelazione divina è stata canonizzata nella presente raccolta di testi. Si tratta di un’opera che si è accresciuta nel tempo: la sua presumibile prima stesura del X secolo a.C. ha trovato compimento solo alle soglie dell’Era islamica. Al messaggio zarathustriano originario, l’Avestā più antico, si sono aggiunti, nel tempo, nuovi inni, nuove disposizioni liturgiche e rituali, nuove regole e relativi commenti esegetici e teologici, che costituiscono l’Avestā più recente. L’intero corpus avestico, antico e recente, viene presentato per la prima volta integralmente tradotto in italiano e commentato.

Il Deserto – Un Viaggio Attraverso il Sinai

Il Deserto – Un Viaggio Attraverso il Sinai

Titolo originale: Le désert

Autore/i: Loti Pierre

Editore: Editori Riuniti

prima edizione, prefazione dell’autore, introduzione e traduzione di Dante Bovo, riproduzione del salvacondotto rilasciato all’autore dal Seid Omer Es-Senoussi.

pp. XVIII-182, 1 carta geografica b/n, Roma

In “Le désert“, Loti descrive la prima parte del viaggio, intrapreso nel 1894 alla volta di Gerusalemme, iniziato il 22 febbraio dall’Oasi di Mosè e concluso il 25 marzo, domenica di Pasqua, a Gaza. In 38 capitoli si snoda la narrazione lenta, meticolosa, spesso esaltante di un itinerario in cui i principali protagonisti sono le varie facce del deserto, gli aspetti ora maestosi ora orridi delle montagne, le apparizioni vere e illusorie delle oasi, i riti delle partenze e delle soste della carovana, le fugaci presenze degli animali; soprattutto, gli inflessibili ritmi del tempo segnati dalla notte, dal giorno, dal sole, dalla luna, dal caldo soffocante, dal gelo notturno. La presenza dell’uomo è molto provvisoria in quelle immensità del nulla, in cui lo spazio è sovrano. Sono poche, piccole le sue vicende in quello scenario smagliante di colori, di sensazioni, di emozioni che Loti sa cogliere e riferire al suo lettore. In maniera avvincente, il deserto diventa straordinario protagonista di avventure e realtà che Pierre Loti svela con impareggiabili colori.

Ufficiale della marina francese, Julien Viaud, nato a Rochefort nel 1850, divenne Pierre Loti per scrivere liberamente romanzi che nascevano dai paesi che visitava e dalle avventure che viveva. Famosissimo è, ad esempio, il suo racconto della Cina di inizio secolo, che ebbe modo di visitare in quanto partecipò, a bordo del Redoutable, alla spedizione delle potenze occidentali contro la Cina dei boxer. La sua città preferita, però, sarà sempre Costantinopoli, dove ancor oggi esiste un Caffè a lui dedicato. Morì nel 1923 a Hendaye.

Le sue opere più famose sono Pescatori d’Islanda (1886), il celebre romanzo Madame Chrysanthème (1887), che introdusse in Europa la moda dei soggetti orientali, Deserto (1894), Gli ultimi giorni di Pechino (1902) e India (1903).

Il Dottor Spiegasogni

Il Dottor Spiegasogni

Al servizio dell’inconscio: tutto per capire i vostri “enigmatici” sogni

Autore/i: Lantos Ivan

Editore: AMZ-Marietti

disegni di Gian Piero Ubezio.

pp. 144, nn. disegni b/n, Torino

I sogni, lo sappiamo, non sono sempre «innocenti».
Al contrario, spesso rivelano la nostra insicurezza, le paure segrete che ci tormentano, le aspirazioni inconfessate, il bisogno di liberazione che proviamo in un mondo sempre più grigio e più frustrante.
«Il dottor Spiegasogni» è una piacevole ma contemporaneamente seria e rigorosa guida alla comprensione, attraverso il sogno, degli aspetti più intimi del nostro «io».
Esso ci insegna a psicanalizzare noi stessi, a interpretare le visioni notturne che al risveglio ci lasciano turbati, fornendo, al tempo stesso, indicazioni utili ed esaurienti sulle nuove tecniche liberatorie che possono aiutare ciascuno a vincere l’ansia e le preoccupazioni della vita quotidiana.

Diario di un Pazzo e la Vera Storia di Ah Q

Diario di un Pazzo e la Vera Storia di Ah Q

Autore/i: Lu Xun

Editore: Demetra

presentazione e traduzione di Davide Sala, copertina a cura di Giulia Pianigiani.

pp. 96, Sommacampagna (VR)

È da sottolineare il fatto che Diario di un pazzo venga alla luce nel 1918: una data importante per la storia cinese, ma indubbiamente emblematica per la storia del mondo intero. Segna, infatti, la fine di una guerra spaventosa e mai vista prima, che aveva posto le classi intellettuali di tutto il pianeta di fronte all’amara coscienza della crisi… Sono gli anni in cui in Italia scrivono Luigi Pirandello e Italo Svevo, ma, a differenza di Svevo e Pirandello, Lu Xun è uno scrittore militante che spera in un cambiamento, in un miglioramento delle condizioni di vita del suo popolo.
L’opera di Lu Xun, che mette a nudo soprusi e ingiustizie all’interno della sua società, non va letta solo nell’ ambito dei processi sociopolitici di questa società all’inizio del secolo.
Le malattie che scopre e vuole curare nel suo Paese sono le stesse che a cicli si presentano nella storia di tutte le società.
Il contegno, penoso ai limiti della tenerezza, di Ah Q di fronte ai superiori vuole simboleggiare l’atteggiamento dei corrotti governanti cinesi dell’epoca: asserviti di fronte alle potenze straniere, ma spietati con i loro compatrioti. Siamo pero sicuri di non potervi riconoscere anche ’atteggiamento di molti Paesi occidentali moderni? Siamo sicuri che un “pazzo” non vedrebbe anche oggi, anche in Italia, persone che campano dilaniandosi le carni le une con le altre?
La vera forza di questo scrittore è la lucidità della sua analisi nel campo politico, sociale e culturale… “per incoraggiare quei cambiamenti che cavalcano nella solitudine, in modo che non si perdano danimo“.

Andatevene tutti via, che cosa c’è di tanto interessante in un pazzo?” Gia, anche Lu Xun, il più importante scrittore della moderna letteratura cinese, propone la follia come unica trincea contro una “ragione folle”, collegandosi cosi idealmente a tanti grandi della letteratura occidentale, da Shakespeare a Pirandello. Ma, in una dimensione meno individualistica, questa ragione è lucidamente identificata, in entrambi i racconti proposti, con le ragioni del potere, con la legge del più forte, che non consente all’oppresso altra affermazione che quella di opprimere il più debole di lui. Regola ineludibile di ogni organizzazione sociale, o cronica e terribile malattia spirituale dell’umanità? Non si è teorizzata e soprattutto praticata da sempre la legge per cui homo homini lupus? Nel chiamarci a rispondere a questa drammatica empasse, Lu Xun ci propone, metaforicamente, la “sua” risposta: “Salvate i bambini…”

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Lu Xun: la vita e le opere

Una medicina per lo spirito

DIARIO DI UN PAZZO

LA VERA STORIA DI AHQ

  • I Introduzione
  • II Brevi notizie sulle vittorie di Ah Q
  • Il Ulteriori notizie sulle vittorie di Ah Q
  • La tragedia dell’amore
  • Il problema della sopravvivenza
  • Dalla rinascita alla decadenza
  • La rivoluzione
  • Escluso dalla rivoluzione
  • Il gran finale

Note

La Scuola di Mistica Fascista – Scritti su Mistica, Ascesi e Libertà 1940 – 1941

La Scuola di Mistica Fascista – Scritti su Mistica, Ascesi e Libertà 1940 – 1941

Fondazione Julius Evola

Autore/i: Evola Julius

Editore: Edizioni Controcorrente

a cura di Tomas Carini, introduzione di Marco Rossi.

pp. 152, Napoli

“Ma la formazione incipiente di questa razza nuova noi non la dobbiamo al razzismo in senso stretto, tecnico e limitato, perché la incorporazione ufficiale di esso nel patrimonio ideale del fascismo data di poco più di un anno; la dobbiamo, invece, precisamente, alla «mistica fascista», al clima della rivoluzione, presso all’evocazione, inconsciamente fatta, sotto segno romano, di una razza dello spirito”.

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Nota

Introduzione – L’esoterismo di Evola e il romanticismo dei mistici fascisti, di Marco Rossi

Julius Evola, Niccolo Giani e la Scuola di Mistica Fascista, di Tomas Carini

LA SCUOLA DI MISTICA FASCISTA

1. Gli scritti di “Dottrina Fascista”

  • Sul concetto di Mistica Fascista e sui rapporti con la dottrina della razza (1940)
  • Sulle origini remote della crisi italiana ed europea (1941)

2. Scritti sui problemi della mistica fascista

  • La razza dell’«uomo di Mussolini» (1940)
  • Sul significato razziale della mistica fascista (1940)
  • Orizzonti di mistica fascista (1940)
  • Possibilità del “Centro di preparazione politica” (1940)
  • Introduzione ad una ascesi fascista (1940)
  • Fascismo e liberta (1940)
  • Problemi della «mistica fascista» (1941)

Bibliografia

Il Decamerone Nero – Racconti Africani Raccolti da Leo Frobenius

Il Decamerone Nero – Racconti Africani Raccolti da Leo Frobenius

Titolo originale: Das Schwarze Dekameron, Geschichen aus Afrika

Autore/i: Autori vari

Editore: Rizzoli

nota all’edizione tedesca di Ulf Diederichs, traduzione, nota e cura dell’edizione italiana di Francesco Saba Sardi, 55 racconti da Das Schwarze Dekameron (1910) e dalla Sammlung Atlantis (1921-28) di Leo Frobenius scelti a cura di Ulf Diederichs.

pp. 340, nn.illustrazioni a colori, Milano

I 55 racconti qui riuniti furono trascritti, cogliendoli dalla viva voce dei dialli e dei mabo, i cantori africani, dal grande etnologo tedesco Leo Frobenius durante una serie di esplorazioni da lui condotte, dalla Cabilia alle foreste del Togo, tra il 1904 e il 1915: in una epoca in cui l’Africa era ancora quella mitica, non del tutto snaturata dallo sfruttamento coloniale e dall’inserimento entro gli schemi, a essa estranei, della civiltà che noi chiamiamo moderna. Conscio che questa avrebbe ben presto cancellato l’integrità dell’Africa, Frobenius raccolse i resti irripetibili di una preziosa eredità, immortalandoli in tre esemplari raccolte (da esse sono tratte queste novelle, tutte inedite per l’Italia), di cui la prima con lo stesso titolo di Decamerone nero: evidente richiamo all’opera del Boccaccio. Perchè, come lo scrittore italiano aveva tentato un sintetico panorama umano in bilico tra due epoche, lo stesso ha fatto Frobenius, collocandosi sullo spatiacque tra vecchio e nuovo. I personaggi, leggendari o mitici, che compongono questo fiabesco affresco africano, costituiscono dunque l’esemplare e multicolore specchio di un mondo ancora intatto. Scorre cosÏ, davanti agli occhi e alla nostalgia del lettore, il fiume dell’Africa “antica”, l’Africa dei sogni adolescenti: un’Africa dalle tinte accese, in cui violenza, crudeltà, dolcezza, amabilità, stoltezza e saggezza, convivano e si fondano; e il filo rosso, l’implacabile molla, è l’erotismo. Un erotismo candido, elementare, un puro precipitato come del resto le altre passioni che qui si danno convegno, sempre però sapientemente frenate e corrette dal senso del comico e dal gusto del paradosso. Donne, amanti traditi, sovrani feroci e infidi, guerrieri dall’adamantino coraggio, briganti, la ninfomane, il Ragno, la donna serpente, le Amazzoni, sono le incarnazioni indimenticabili della gioia e del tormento dell’esistere, le molteplici figurazioni di un’unica, grande favola-mito, la meraviglia di fronte alle misteriose fonti dell’essere.

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1. Prima leggenda delle Amazzoni

2. Seconda leggenda delle Amazzoni

3. Un uomo il cui mestiere Ë l’amore

4. Guarigione di una pazza per gli uomini

5. La vendetta del marito

6. Aini 1 Noviziato di Aini

7. Aini 2 Le figlie dell’agellid – apprendistato

8. Aini 3 La moglie del caffettiere – maestria

9. La vendetta di Mamadi

10. Hami-du-hama-nkulde

11. Siga Sanke

12. Sidi Baba

13. hassum labo

14. Lo scemo fortunato

15. Lo scaltro

16. Samba Kallung, il buonannulla

17. La dama e il cantastorie

18. Burge Korroba

19. L’eroe Gossi

20. Sira Maga Njoro

21. Goroba-Dike

22. la saggia Hatumata Djaora

23. La girda

24. Gli amici

25. Ahun Ë pi˘ bravo del re

26. Ahun sposa la bisbetica

27. Il cacciatore e la donna serpente (1)

28. Il cacciatore e la donna serpente (2)

29. Surro Sanke

30. La riconoscenza di Mussa

31. Tribolazioni di una fanciulla

32. La scansafatiche

33. Astuzia femminile

34. L’avido

35. Sagate Singo

36. Ragno ottiene la figlia dell’uro

37. Ragno e la vecchia vogliosa

38. Vendetta di prostituta

39. Kallondji e suo figlio

40. Il capo dei ladroni convertito

41. Accordo di ladroni

42. Dabarinkaba

43. Il figlio del capo

44. Il giovane amato da tutte le ragazze

45. Il cocco di mamma

46. Gelosia punita

47. La sorella col pene

48. L’incestuoso

49. Gli amanti puniti

50. Gelosia eccessiva

51. L’innamorato taccagno

52. L’amante avvisata

53. La maestra

54. Il re Edegi premia la furberia

55. Ainichthem

Nota all’edizione tedesca
Nota all’edizione italiana
Glossario

Il Suicidio e l’Anima

Il Suicidio e l’Anima

Titolo originale dell’opera: Suicide and the Soul

Autore/i: Hillman James

Editore: Casa Editrice Astrolabio

prefazione dell’autore James Hillman, traduzione italiana di Aldo Giuliani.

pp. 152, Roma

La morte non vissuta individualmente nell’anima porta alla catastrofe di massa e al suicidio. Hillman affronta il problema dal punto di vista dell’analista; dà una descrizione appassionata e magistrale della tensione mortale cui debbono far fronte l’analista e il paziente incalzato dalla morte.

James Hillman è uno psicologo analista americano, oggi direttore dell’Istituto C,G. Jung di Zurigo e direttore della rivista Spring. Il suo precedente libro, Emotion, è stato pubblicato nel 1961.

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Prefazione

Parte prima I – l suicidio e l’analisi

Il problema – La prevenzione del suicidio: i punti di vista della sociologia, della legge, della teologia, della medicina – Il suicidio e l’anima – L’esperienza della morte – Il rischio del suicidio

Parte seconda – La sfida dell’analisi

Medicina, analisi e l’anima – Una questione di parole – Il guaritore come eroe – La deformazione patologica – Diagnosi e dialettica analitica – Speranza, crescita e processo analitico – Segretezza medica e mistero analitico

Riferimenti bibliografici (I e II)
Indice analitico

Cinema Sacro & Profano

Cinema Sacro & Profano

Autore/i: Fantuzzi Virgilio

Editore: Edizioni «La Civiltà Cattolica»

unica edizione, premessa dell’autore.

pp. 408, Roma

Una visita sul set di Fellini o una serata con Sergio Citti a Fiumicino come tappe obbligate di un pellegrinaggio laico nella Roma di celluloide. Bertolucci, Bellocchio e i fratelli Taviani raggruppati sotto la dicitura «Sovversivi del linguaggio» per indicare la loro comune ricerca di un cinema capace di modificare la realtà. Olmi e Rosi, registi reciprocamente lontani, si incontrano per esaltare i valori dell’era contadina. Le sezioni del volume dedicate a Rossellini e a Pasolini non rappresentano solo un omaggio a due personalità scomparse a breve distanza di tempo l’una dall’altra, ma contengono la traccia di una conversazione aperta tra l’autore e i due cineasti, che la morte ha troncato nel corso del suo svolgimento.

Virgilio Fantuzzi, nato a Mantova nel 1937, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1954; e stato ordinato sacerdote nel 1969; dai 1972 fa parte, in qualità di critico cinematografico, della redazione di «Civiltà Cattolica». Il suo interesse per il cinema si rivolge, in maniera prevalente, al film d’autore. Ritiene cioè che al di là delle immagini visive e sonore, delle quali i film si compone, ci sia qualcuno che verso di esse si esprime. Con autore del film egli intende e interloquire, dopo essersi posto in atteggiamento di ascolto, servendosi della penna.

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Premessa

CRONACA ROSSELLINIANA

  • Un itinerario spirituale
  • Un metodo di lavoro
  • Un programma televisivo: «Cartesius»
  • Un libro: «Dieci alla Decima»
  • Un film: «Il Messia»
  • Un documentario: «Concerto per Michelangelo»
  • Una conversazione su Rossellini e la religione

FELLINIRAMA

  • Cinque notti sul set del «Casanova»
  • Controlettura del «Casanova»
  • «Prova d’orchestra»
  • Fellini in sedicesimo

L’ALLEGRIA DI SERGIO CITTI

  • Inter pocula
  • «Casotto»
  • «Due pezzi di pane»
  • «Il minestrone»

SOVVERSIVI DEL LINGUAGGIO

  • Bertolucci e i Taviani per un cinema di risposte
  • Bernardo Bertolucci
  • a. «La Luna»
  • b. «La tragedia di un uomo ridicolo»
  • Paolo e Vittorio Taviani
  • a. «Il Prat»
  • b. «La notte di San Lorenzo»
  • Marco Bellocchio: lacrime dietro la maschera

LA «VISIONE RELIGIOSA» DI PIER PAOLO PASOLINI

APPENDICE

  • I contadini di Olmi sul piccolo schermo
  • Arte e fede in «Camminacammina»
  • Francesco Rosi: ritratto dal vivo

Il Talmud

Il Talmud

Autore/i: Cohen A.

Editore: Editori Laterza

prefazione del traduttore, prefazione dell’autore, introduzione dell’autore, traduzione di Alfredo Toaff.

pp. XVI-480, Bari

Questa esposizione del Talmud, ricca di citazioni al punto da poter essere meglio definita come un’antologia, è un tentativo riuscito di dare forma organica e sistematica a un materiale sterminato, e di per sé assai poco organizzabile, che si estende per ben 5.894 pagine infolio. Di queste, circa un terzo contengono norme legali (halakhah) mentre gli altri due terzi comprendono materiale narrativo (haggadah), a volte di particolare interesse.
A parte la fondamentale importanza religiosa che il Talmud ha avuto per il giudaismo post-biblico, nei confronti del quale ha esercitato un peso normativo pari a quello della Bibbia, esso interessa lo studioso proprio per lo strano carattere che deve al modo in cui venne formandosi. Concepito come un ampio commento e discussione sulla Mishnah (un codice composto tra il II e il III secolo da una generazione di maestri chiamati Tannaiti), esso nasce dall’esperienza e dalla vita quotidiana di altri maestri (Amorei e Saborei) che insegnano fino a tutto il V secolo. Proprio il carattere occasionale di questo insegnamento fa si che in esso confluiscano, secondo un metodo che nasce più dalle spontanee e casuali associazioni mentali che non dall’applicazione di una rigorosa logica deduttiva, le notizie più disparate su tutti gli aspetti della vita condotta non soltanto dagli Ebrei ma anche dai loro vicini. Si raccoglie così un’ampia messe di dati su credenze, superstizioni ed usanze che costituiscono una fonte storica preziosa per la medicina, le scienze (soprattutto botanica, astronomia e zoologia), la magia, la demonologia e le favole e i racconti popolari. Poco conosciuto, ancora oggi, al di fuori degli ambienti giudaici, il Talmud comincio a suscitare qualche interesse nei dotti cristiani al tempo delle crociate. Quale fosse, però, l’esito di questo interesse lo si vide ben presto, allorché la Chiesa, proprio a causa del Talmud, scrisse una delle pagine più vergognose della sua storia. Nel 1239 Gregorio IX scriveva ai vescovi dei vari paesi europei che venissero sequestrati tutti i libri posseduti da Ebrei per sottometterli all’esame dei combattivi e da poco fondati ordini francescano e domenicano. Si giunse cosi, prima alla condanna del Talmud da parte dell’Inquisizione, e poi all’ordine di bruciare tutte le copie sequestrate. Nel giugno 1242 a Parigi furono bruciati 24 carri carichi di manoscritti ebraici (talmudici e d’altro genere) per un totale di circa 12.000 volumi. Altri episodi del genere si ebbero nel 1247-48 col consenso, quel che è peggio, di personaggi come Alberto Magno e Guglielmo d’Alvernia (quest’ultimo, per ironia della sorte, debitore verso l’opera di pensatori ebrei come Ibn Gabirol e Maimonide ).
Franco Michelini Tocci

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Prefazione del traduttore
Prefazione dell’autore

Introduzione
I.  Antecedenti storici
II. La Mishnah
III. Ghemara e Midrash

I. La dottrina di Dio:

  • Esistenza
  • Unità
  • Incorporeità
  • Onnipresenza
  • Onnipotenza
  • Onniscienza
  • Eternità
  • Giustizia e misericordia
  • Paternità
  • Santità e perfezione
  • Il nome ineffabile

II. Dio e Puntverso:

  • Cosmologia
  • Trascendenza e immanenza
  • Angelologia
  • Israel e le nazioni

III. Dottrina dell’uomo:

  • L’essere umano
  • Lanta
  • Fede e preghiera
  • Le due inclinazioni
  • Il libero arbitrio
  • Il peccato
  • Pentimento ed espiazione
  • Il premio e la pena

IV. La rivelazione:

  • La profezia
  • La Doral ore ee aes
  • Lo studio della Torah
  • La legge scritta
  • La legge orale
  • La pratica della Torah

V. La vita domestica:

  • La donna
  • Il matrimonio e il divorzio
  • I figli
  • L’educazione
  • La pieta filiale

VI. La vita sociale:

  • L’individuo e la comunità
  • Il lavoro
  • Il padrone e l’operaio
  • Pace e giustizia

VII. La vita morale:

  • L’imitazione di Dio
  • L’amor fraterno
  • L’umanità
  • La carità
  • L’onesta
  • Il perdono
  • La temperanza ae
  • Doveri verso gli animali

VIII. La vita fisica:

  • La cura del corpo
  • Norme igieniche
  • L’alimentazione
  • Trattamento delle malattie

IX. Il folklore

  • Demonologia
  • Il mal’occhio
  • Magia e divinazione
  • I sogni
  • Superstizioni

X. La giurisprudenza

  • a) Diritto penale. Procedura civile e penale
  • I tribunali
  • Giudici e testimoni
  • Il processo
  • Le pene
  • b) Diritto civile
  • I danni
  • Gli oggetti reperiti
  • Deposito e prestito
  • La locazione
  • Vendita e consegna
  • La prescrizione
  • La successione

XI. L’al di la:

  • Il Messia
  • La resurrezione dei morti
  • Il mondo avvenire
  • Il giudizio finale
  • Il Ghehinnom
  • Il Gan Eden

Bibliografia
Indice dei nomi

NUR – La Misteriosa Civiltà dei Sardi

NUR – La Misteriosa Civiltà dei Sardi

Autore/i: Autori vari

Editore: CARIPLO – Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde

premessa e cura di Dino Sanna.

pp. 320, interamente e riccamente illustrato a colori e b/n, Cinisello Balsamo (Milano)

Negli ultimi anni nuove acquisizioni hanno illuminato aspetti ancora misteriosi dell’antica civiltà dei nuraghi della Sardegna. Alcune teorie sono state cosi modificate, sono sorte nuove ipotesi, prima fra tutte quella di un assai più intenso traffico di merci, di idee, di uomini attraverso le vie d’acqua del Mediterraneo. Questo apre a possibili derivazioni e dipendenze fra i vari popoli di questo mare che, allora, congiunse almeno quanto ora divide. Questo libro racconta la vicenda nuragica alla luce delle ultime scoperte é, sotto questo profilo, può essere considerato come un ulteriore passo avanti lungo la difficile strada dell’indagine della preistoria sarda.

Testi di: Giuseppe Pecorini, Antonio Serra, Francesco Fedele, Franco Germana, Enrico Atzeni, Giovanni Lilliu, Vincenzo Santoni, M. Luisa Ceruti Ferrarese, Gianni Tore, Attilio Mastino, Giovanni Ugas, Dino Sanna.

Le immagini di apertura.
1-6/La marea di fango disseccandosi costruisce arabeschi che nulla cancella eccetto il tempo stesso
colate di basalto rotolano a spegnersi in mare
il vento spazza le pianure e tornisce le colline
il paesaggio sardo, i suoi boschi, i suoi animali
attesero, così, molti più millenni delle altre terre
che comparisse sulle spiagge deserte la prima orma dell’uomo.

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I. – Il luogo e il tempo della vicenda Nur

  • La terra, le rocce, il vento (Giuseppe Pecorini)
  • Le nubi, il sole, le stagioni (Antonio Serra)
  • I boschi, gli animali (Francesco Fedele)
  • L’uomo (Franco Germana)

II. – Prima del nuraghe (Enrico Atzeni)
III. – L’oltretomba e gli dei (Giovanni Lilliu)
IV. – Il segno del potere (Vincenzo Santoni)

V. – Il lavoro, la vita

  • Gli utensili, le armi (M. Luisa Ceruti Ferrarese)
  • Le opere dell’arte (Gianni Tore)
  • Gli scambi commerciali (Gianni Tore)

VI. – La voce degli antichi (Attilio Mastino)

VII. – La grande eco (Dino Sanna)

Allegati
Le scoperte e gli scavi lungo 1 secoli
(Giovanni Ugas)

I metodi della ricerca paleoclimatica
(Antonio Serra)

I principi dell’indagine antropologica
(Franco Germana)

Elenco di oggetti importati in Sardegna in epoca antica
(Gianni Tore)

Bibliografia, fonti principali

Arte del Colore – Esperienza Soggettiva e Conoscenza Oggettiva come Vie per l’Arte

Arte del Colore – Esperienza Soggettiva e Conoscenza Oggettiva come Vie per l’Arte

Titolo originale: Kunst der Fabre von Johannes Itten

Autore/i: Itten Johannes

Editore: Il Saggiatore

introduzione dell’autore, traduzione di Augusta Monferini e Marta Bignami.

pp. 160, 174 figure e 28 tavole a colori, Milano

Uscita nel 1961, l’Arte del colore condensa, Aggiorna, porta al massimo di chiarezza la lunga esperienza di un pittore e maestro di Belle arti, eccezionalmente dotate di qualità didattiche e immune da ogni saccenteria accademica. I risultati raggiunti da Johannes Itten nella scuola di pittura che aveva aperto a Vienna indussero Walter Gropius a chiamarlo tra i suoi primi collaboratori al Bauhaus e a riconoscere: «Dobbiamo a lui la teoria preliminare sulla quale s’impernia il nostro insegnamento». Scopo dichiarato di questo libro è di instradare all’uso artistico del colore: Itten sa bene che pittori si nasce, ma con arguzia e discrezione suggerisce che un appropriato avviamento agevola il cammino dell’apprendista, evitandogli errori e dispersioni, Anche un profano si renderà conto che la teoria oggettiva dei colori e degli accordi cromatici, alla base di questa trattazione, è un abicì indispensabile al pittore, come la conoscenza della sintassi al poeta. Ma non sarà certo Itten a spacciare quell’utile teoria come una ricetta magica per imparare a dipingere. Al contrario, può constatare che ogni buon aspirante rivela, fin dalle prime prove, una tendenza verso accordi cromatici soggettivi, sfuggenti alle regole, e talmente personali che addirittura corrispondono alla fisionomia, al fisico, alla capigliatura, alla psicologia dell’individuo. Anzi, chi apre il libro su queste pagine in cui un «professore» acuto e incantevole indovina e descrive i tipi umani dall’impianto cromatico dei loro dipinti (e viceversa), sarà subito persuaso che l’Arte del colore non rientra davvero nel genere della trattatistica indigesta. E si inoltrerà fiducioso nel nucleo teorico, cioè nei capitoli sui «sette contrasti di colore», che non deluderanno quelle impressioni invoglianti. In breve la lacuna deplorata ben più di un secolo fa da Delacroix: «nelle nostre scuole d’arte manca l’insegnamento e l’analisi dei principi del colore» è colmata da Itten nel modo più confacente e gradevole, Ma l’Arte del colore non è soltanto l’esposizione di una dottrina che si affida a una calda comunicativa e a un coerente succedersi di trovate pedagogiche (meriterebbe, tra altro, l’attenzione di chi elabora le riforme dei programmi e metodi scolastici); né si rivolge solo agli addetti ai lavori. Itten è un innamorato del colore: attraverso il colore interpreta la pittura nella totalità dei suoi risultati, e ne delinea la storia in uno scorcio colmo di illuminazioni. E poi via via, a sostegno delle proprie tesi, interpreta un gran numero di opere: dagli ideogrammi orientali alle vetrate di Chartres, fino ai quadri di Cézanne, Van Gogh, Matisse, Klee, Mondrian, Picasso passando per i capolavori più o meno noti dei secoli intermedi. Lette quelle analisi, ci accorgiamo che finalmente stiamo «vedendo» una serie di dipinti famosi, che spesso avevamo soltanto ammirato. L’Arte del colore è anche, forse soprattutto, un «saper guardare la pittura», che ci offre un’insperata iniziazione al godimento estetico di quest’arte.

Johannes Itten (1888-1967) è stato maestro elementare, poi allievo alla Scuola di Belle arti di Ginevra, poi studente di matematica e scienze naturali all’Università di Berna. Scopre la vocazione alla pittura nel 1913. Tre anni dopo i suol quadri appaiono, presentati da Adolf Loos, alla prima mostra di pittura astratta a Vienna. Dal 1919 è chiamato come docente al Bauhaus di Weimar; nel 1923 espone allo «Sturm». Tornato in Svizzera, studia filosofia a Zurigo, quindi si trasferisce a Berlino (1926-1934) e vi tiene corsi per pittori, grafici, architetti e fotografi; nel frattempo gli viene conferita la direvione della Scuola d’arte di Krefeld. Dal 1938 vive a Zurigo, dove dirige la Scuola di arti e mestieri, il Museo d’arte industriale, fonda il Museo Rietberg, presiede la Scuola tessile. Dal 1960 ha raccolto in questo libro le sue teorie sul colore, sviluppate in oltre quarant’anni di insegnamento. Ristampata numerose volte nel corso degli anni, quest’opera è diventata punto di riferimento essenziale e strumento di lavoro indispensabile per fotografi, pubblicitari, designer, stilisti e per chiunque si occupi del colore e della pittura come mezzo di comunicazione.

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Introduzione

I colori nella fisica

Realtà ed effetto cromatico

L’armonia dei colori

Gli accordi cromatici soggettivi

La teoria strutturale dei colori

Disco cromatico a 12 parti

I sette contrasti di colore

  • Contrasto di colori puri
  • Contrasto di chiaro e scuro
  • Contrasto di freddo e caldo
  • Contrasto dei complementari
  • Contrasto di simultaneità
  • Contrasto di qualità
  • Contrasto di quantità

Le combinazioni dei colori

La sfera e la stella dei colori

Accordi e variazioni cromatiche

Forma e colore

La spazialità dei colori

La teoria impressionistica dei colori

La teoria espressionistica dei colori

La composizione

Conclusione

Fonti delle illustrazioni

Indice delle persone

Una Pericolosa Sete d’Amore

Una Pericolosa Sete d’Amore

Titolo originale: Drinking – A Love Story

Autore/i: Knapp Caroline

Editore: Edizioni Frassinelli

ringraziamenti prologo e nota dell’autrice, traduzione di Laura Sgorbati Buosi.

pp. XI-260, Milano

Per tutti Caroline era una donna di successo, una giornalista affermata e pluripremiata, brillante in società, amata dal suo compagno, stimata dagli amici.
Nel chiuso della sua stanza, dove nessuno la poteva vedere, Caroline beveva. Fino a stordirsi, a perdere contatto con la realtà.
La sua doppia vita è durata vent’anni.
Fino al giorno in cui qualcosa si è rotto…
E Caroline ha cominciato a lottare contro la sua ossessione.
Questa è la sua storia.

«È andata così: mi sono innamorata e poi, visto che quest’amore stava rovinando tutte cio a cui tenevo, ho dovuto rompere.» Inizia cosi la coraggiosa e straordinaria testimnonianza dell’autrice di questo libro che, uscita dal tunnel, può ora fare i conti con i suoi vent’anni di alcol. Si ama la bottiglia come si amano gli uomini sbagliati, l’una e gli altri attraggono terribilmente, e tradiscono, lasciando ancora più sola la loro vittima, in un’impasse emotiva da cui è difficile, ma sempre possibile, uscire. Caroline Knapp non ricorda nemmeno il momento in cui ha incominciato a bere: doveva avere all’incirca quattordici anni. Ha bevuto durante gli studi universitari e durante la brillante carriera di giornalista. L’equazione paura+alcol=coraggio non l’ha mai abbandonata dal primo bacio, al distruttivo legame con Julian, alla storia d’amore con Michael. In pubblico era la figlia irreprensibile, l’amica sempre disponibile e la donna raffinata che non si perdeva gli inviti alla moda, per non dire della professionista stimata dai colleghi, mai mancata un giorno sul posto di lavoro. In privato beveva fino allo stordimento, ritrovandosi ubriaca ogni sera, intrappolata in rapporti affettivi che ne minavano l’autostima finché… ha toccato il fondo, Emotivamente, razionalmente, fisicamente. Come «alcolista efficiente», conosceva bene il suo «scudo liquido» con cui aveva imparato a proteggersi dalle complesse battaglie per crescere, l’irrinunciabile «abalsamo psichico» di fine giornata, ma una sere di ripetute crisi personali ha aperto la via al riscatto dall’alcol e dalla concomitante anoressia. Affamarsi, come ubriacarsi, serviva a rifrangere le emozioni e a tenersi a distanza dai sentimenti, dalla consapevolezza, permettendo cosi alla doppia vita di continuare. Si dipana dunque un implacabile autoesame ora lirico ora dissacrante, scritto con stile impareggiabile, che propone una nuova presa di coscienza di un problema da sempre sommerso e negato. Best-seller negli Stati Uniti, il saggio ha riscosso consensi di critica e pubblico, conquistando tutti per il coraggio morale e l’autenticità delle sue pagine di vita vissuta e per la speranza che accompagna idealmente quanti stanno percorrendo o arriveranno a percorrere prima o poi il difficile cammino di affrancamento da una dipendenza.

Caroline Knapp è nata a Boston nel 1959 ed è cresciuta a Cambridge, dove vive attualmente. Laureata a pieni voti in una prestigiosa università americana, ha lavorato come giornalista, curando una rubrica di costume sul Boston Phoenix e scrivendo articoli apparsi su numerose riviste internazionali. Autrice di alcuni libri, è impegnata da anni nella battaglia degli Alcolisti Anonimi.

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Ringraziamenti

Prologo

1. Amore

2. Doppia vita I

3. Destino

4. Fame

5. «In vodka veritas»

6. Sesso

7. Bere da sola

8. Dipendenza

9. Sostituzione

10. Negazione

11. Cedere

12. Una rapida occhiata

13. Doppia vita II

14. Toccare il fondo

15. Aiuto

16. Guarigione

Note

High Tech e Rapporti Umani

High Tech e Rapporti Umani

Un Affascinante Viaggio Attraverso la Società Ipertecnologica. Il Mondo che Abbiamo Creato e quello che ci Aspetta

Autore/i: Naisbitt John

Editore: FrancoAngeli

con la collaborazione di Nana Naisbitt e Douglas Philips, traduzione dall’americano di Roberto Merlini.

pp. 256, Milano

Naisbitt, l’esperto di previsioni sociali autore del celebre, Megatrends approfondisce in questo suo nuovo libro basato su ricerche e interviste a 77 eminenti personalità, l’impatto che il rapido sviluppo tecnologico ha, e soprattutto potrà avere, sulla nostra società, con le sue favolose innovazioni e, in molti casi, ove non si intervenga tempestivamente, le sue devastanti conseguenze.
Poiché la nostra cultura è sempre più intrisa di tecnologia – dalla TV al cinema, alla musica, a Internet e ai giochi elettronici – viviamo ormai in quella che Naisbitt chiama “zona tecnologicamente intossicata”, un’area caotica e disorganica in cui temiamo e insieme adoriamo la tecnologia, in cui vediamo negli oggetti tecnologici delle soluzioni bell’e pronte, e in cui non sappiamo più distinguere ciò che è reale da ciò che è falso: dai videogiochi violenti dei nostri figli agli animali modificati geneticamente, alla legittimità dell’impresa di chi scala l’Everest con le bombole di ossigeno.
Attraverso un esame approfondito del nostro rapporto con la tecnologia, possiamo imparare a prendere coscienza dell’impatto che avrà sulla nostra vita quotidiana, sui nostri figli, sulla nostra arte e sulla nostra umanità.
Questo libro è una guida che ci spiega come trarre il massimo dalla tecnologia minimizzandone gli effetti negativi sulla nostra cultura.
In un affascinante viaggio attraverso la nostra società ipertecnologica – quella società che ci dà tanto, ma ci costringe anche a un’affannosa ricerca di significato – Naisbitt affronta degli interrogativi complessi: la tecnologia ci libera dai vincoli del mondo fisico o ci lega a doppio filo alle macchine? Ci fa risparmiare del tempo o crea un vuoto che ci sentiamo in obbligo di riempire con nuovi compiti e responsabilità? Dove ci porteranno i progressi della biotecnologia? Gli ultimi sviluppi dell’ingegneria genetica adombrano la possibilità di un futuro libero dai difetti genetici, dalle invalidità e da molte malattie che ci angustiano oggi. Ma in questa realtà futuribile, cos’è naturale e cos’è artificiale? E quando le persone si potranno creare in laboratorio anziché nell’utero materno, saranno ancora esseri umani?
Passando in rassegna le tecnologie che stanno cambiando le comunicazioni, e quelle che stanno trasformando le scienze biologiche e l’arte, questo libro mette in luce il ritrovato potere degli uomini sul loro destino, e l’esigenza di una bussola che guidi le nostre azioni. Un libro ideale per aiutarci a progettare il nostro domani e affrontare un futuro in cui questi temi si faranno ancora più concreti e drammatici. Naisbitt e i suoi compagni di avventura, la figlia Nana e il giovane artista Douglas Philips, analizzano accuratamente il mondo che abbiamo creato e il mondo che ci aspetta.

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Introduzione: viviamo in un mondo intossicato dalla tecnologia

  • La storia dell’America
  • Segnali d’intossicazione da alta tecnologia
  • Cosa significa “alta tecnologia” e “calore umano”?

Parte I. Oggi: capire la tecnologia da consumo attraverso il tempo e il gioco

La tecnologia è la moneta corrente della nostra vita

  • La concezione romantica del tempo
  • Concezione tecnologica del tempo
  • Il richiamo della sirena
  • Una semplicità avanzata
  • La semplicità dell’alta tecnologia
  • La tecnologia come fattore di comunità
  • Più tempo a disposizione
  • Un messaggio pieno di calore umano che passa attraverso dei media super tecnologici
  • Fatica e divertimento
  • La ricetta dell’evasione
  • Fuggire attraverso i viaggi avventura

Il complesso militare-Nintendo

  • Un mercato immenso
  • Dal ping-pong all’omicidio
  • Dalle percezioni audiovisive alle percezioni tattili
  • Emozioni preconfezionate
  • La simulazione per i soldati
  • Esercitazioni serie
  • Marine Doom
  • Il complesso militare-Nintendo
  • Videogiochi militari per i ragazzini
  • È davvero una catarsi?
  • Una cultura della violenza
  • Televisione e tabacco
  • Il magico mondo dei bambini
  • Genitori elettronici
  • Le condizioni che concorrono a creare una cultura della violenza
  • Istruzione, vertenzialità e legislazione

Parte II. Domani: capire la tecnologia genetica attraverso la religione e l’arte

Da Galileo al DNA attraverso Darwin

  • I genetisti, i nuovi esploratori
  • La terapia genetica germinale
  • La scienza
  • La promessa
  • Le preoccupazioni
  • Preoccupazioni scientifiche
  • Preoccupazioni etiche
  • Sotto la pelle: privacy genetica/discriminazione genetica
  • Brevettazione genetica e tecnologie guidate dal mercato
  • Preoccupazioni teologiche
  • Clonare gli esseri umani
  • Animale, vegetale, minerale: AS, TS, CS e GS
  • L’ingegneria genetica nell’agricoltura
  • Resistenza europea
  • La resistenza americana sta nel mercato
  • Prevedere le conseguenze
  • Il dogma della scienza e della religione

La morte, il sesso e il corpo: il nuovo movimento della Specimen Art

  • Il campione più realistico in assoluto
  • Sesso
  • Dentro il corpo umano
  • All’esterno del corpo umano
  • Il corpo nella sua materialità
  • Flusso circolatorio
  • La morte

Epilogo

Appendici
A. La metodologia
B. Profili degli intervistati

Ringraziamenti

L’Ultimo Incantesimo

L’Ultimo Incantesimo

Titolo originale: The last enchantment

Autore/i: Stewart Mary

Editore: Rizzoli

traduzione di Bruno Oddera.

pp. 408, Milano

“Il Leggendario Mondo dei Cavalieri della Tavola Rotonda rivive nell’ultimo grande romanzo dell’autrice della Grotta di Cristallo.

Le favolose figure del cavalleresco mondo medioevale: Artù e la sua magica spada excalibur, Merlino, Ginevra, Morgana, gli eroi delciclo del Graal interpretano in un clima leggendario l’eterno contrasto tra il bene e il male, l’odio e l’amore. Uomini e Donne che potrebbero vivere, amare, soffrire nei nostri giorni e nei quali ogni lettore può riconoscersi.

John Steinbeck, nel libro Le gesta di Artù e dei suoi nobili cavalieri, ha tentato di tradurre in uno stile moderno la leggenda arturiana, “senza nulla omettere e nulla aggiungere”. In breve, almeno nelle intenzioni, la sua voleva essere soltanto un’operazione semplificatrice “per non spazientire il lettore d’oggi con termini desueti e ritmi maestosi”. Lo scopo di Mary Stewart in questo poetico e affascinante romanzo, è del tutto diverso. La saga di Artù viene considerata dall’Autrice semplicemente come uno spunto, un trampolino di lancio, per creare un racconto nel quale il mondo di Merlino e dei cavalieri della tavola rotonda non è che lo sfondo – per quanto rispettosamente rievocato – contro il quale si esplicano gli impulsi e le passioni di personaggi appartenenti tanto al passato quanto al presente, perchè umani e straordinariamente vivi. Così, le figure favolose del mondo cavalleresco medioevale – l’Alto Re della Britannia, il “Grande incantatore”, Lancillotto (che qui assume il nome di Bedwyr), Ginevra, Morgana e Morgause – divengono, al di la delle incrostazioni della leggenda, uomini e donne che potrebbero vivere, amare, odiare e combattere nei nostri giorni. In essi, ogni lettore può riconoscersi. Questo è il merito essenziale del libro di Mary Stewart che, una volta di più, offre al pubblico italiano un romanzo incantevole, al contempo fantasioso e realistico, nel quale i grandi ed eterni temi del contrasto tra male e bene, tra odio e amore, sono affrontati con rara sensibilità e con eccezionale perizia letteraria.

Mary Stewart è nata alla fine della prima guerra mondiale. Moglie di un geologo professore all’Università di Edimburgo, è autrice di altri dodici romanzi, tutti bestseller e tradotti in varie lingue. Il primo romanzo dell’autrice, pubblicato in Italia da Rizzoli, La grotta di cristallo, 1976, ha ottenuto un grande successo, cui hanno fatto seguito, nel 1977, Non toccare il gatto, e nel 1978 Le grotte nelle montagne.

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LIBRO PRIMO
Dunpeldyr

LIBRO SECONDO
Camelot

LIBRO TERZO
Applegarth

LIBRO QUARTO
Bryn Myrddin

La leggenda
Nota dell’autrice

Il Comportamento Erotico degli Europei

Il Comportamento Erotico degli Europei

Autore/i: Kolosimo Peter

Editore: Casa Editrice Meb

pp. 286, Torino

“Affascinante come un romanzo sexy, sconcertante come un suspense, rigoroso come il Rapporto Kinsey”.

Dal testo:
«L’agente della società di viaggi “Sexsensation” vi accoglie con un cordiale sOrriso, vi sciorina davanti alcuni prospetti e, come se fosse la cosa più naturale del mondo, vi domanda: “Vacanze N oppure V?”.
Voi arrossite. Sapete già dal prospetto che vi è stato inviato a casa, in busta chiusa, che N significa “normali” e V “variate”. Credete d’essere aperto, spregiudicato, eppure già l’accenno alle “vacanze N” vi disturba. Perché, in fin dei conti, non ve ne andate in ferie con la vostra compagna legale, e prevedete i quesiti che vi verranno sottoposti.
“Vacanze N? Benissimo. Vediamo i particolari, allora. Preferisce una signora O una signorina? Giovane o anziana? Preparata o impreparata? Bianca, negra, gialla? Portata ad unioni frequenti od a speciali giochi amorosi?”.
La cosa diviene ancor più scabrosa quando si tratta di “vacanze V”. L’agente non se ne preoccupa, ma voi cominciate ad agitarvi sulla poltrona all’incalzare delle sue domande:
“Ha tendenze all’omosessualità? Al triolismo? Al sadismo, al masochismo, al voyeurismo, all’esibizionismo? O preferisce qualcosa di… beh, diciamo più eccitante? In questo caso, come saprà, le tariffe sono un pò elevate, ma le assicuriamo che la nostra compagnia non la deluderà con le sue prestazioni”[…]».

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I. PARIGI NUDA
Il supermarket dell’erotismo
Ragazze a tassametro
Il sindacato dello spogliarello

II. FRANCIA DOLCE, FRANCIA AMARA
Sarabanda di perversioni
I bubboni della provincia
Hanno paura di Brigitte Bardot

III. Il «MERCANTI D’AVORIO»
Un viaggio senza ritorno
Quanto costa la «morte bianca»
Gli incredibili «barboni della costa»

IV. LA GUERRA DEI SESSI

«Damerini» e principesse azzurre
Immorali, ma non ultramoderne
Le calde notti di Vienna

V. LE CORRIDE DELL’AMORE
Quando accade l’«irreparabile»
utte diavolesse le donne in bikini
«picador» e Ja nonnina allegra

VI. I FIGLI DEL MIRACOLO
Le fattorie dell’orgasmo
Caos nella Germania di Bonn
Le valchirie ed i loro amanti

VII. AMBURGO NOTTE
Quelle signore senza vestiti
Le ragazze in vetrina
Dietro le luci di Sankt Pauli

VIII. LE BOMBETTE IMPAZZITE
Il cuoio, le fruste e i «pascià»
«Squillo espertissima offresi»
La borsa delle vergini

IX. CORRUZIONE A CORTE
«Miss Venere» ha diciotto anni
Christine e le corone
Il duca dei nudisti

X. MOSAICO SCANDINAVO
Il paradiso della pornografia
Niente gelosia, ma fedeltà totale
Parla un’erede di Saffo

XI. FALCE, MARTELLO E SESSO
Gli 007 dei «due pezzi»
Sono sexy anche senza strip-tease
Pure Lenin parlava d’amore

XII. DOVE BRUCIA LA PAPRIKA
Le collezioniste di lune di miele
Erotismo dietro il «muro» seme
«Bluebells» orientali e spumante dalla Crimea

XII. LE VAMPIRE DELL’EST
La banda dei dolci sogni
Albania: sole e silenzio
Anche in Turchia l’illibatezza è d’obbligo

XIV. EVA ITALIANA

La «purezza» non la convince più
Matrimonio e rapporti sessuali
Quell’insulsa «ginnastica da camera»

XV. GLI AMANTI LATINI
La felicità caduta dal cielo
Ricette contro la noia coniugale
I « mostri» della sessualità

APPENDICE. GUIDA AI PECCATI DEGLI ANNI ’70
Svestitevi pure, ma non «alla danese»
Alberghi «proibiti» e baci a contatore
Dove infuria la guerriglia sessuale
Obbligatori in URSS gli «angoli discreti»

Scena e Parola in Shakespeare

Scena e Parola in Shakespeare

Autore/i: D’Amico Masolino

Editore: Giulio Einaudi Editore

ristampa identica alla precedente del 12 gennaio 1974, prefazione dell’autore Masolino D’Amico, collana: La Ricerca Critica – cinema, musica, teatro, arti visive n° 4.

pp. 242, Torino

Teatro povero, partecipazione del pubblico, recitazione emblematica: sono slogan divenuti familiari ad ogni tipo di spettatore, in questi ultimi anni. E la demolizione del palcoscenico naturalistico ereditato dall’ottocento ha coinciso con una sempre migliore comprensione dei metodi caratteristici del teatro elisabettiano.
In questa sua indagine, Masolino d’Amico ha analizzato, limitatamente al solo Shakespeare, un aspetto che può sembrare almeno in origine squisitamente tecnico (ma, per Shakespeare come per i greci, “tecnica” e “arte” erano una parola sola) di quel teatro, cioè i procedimenti mediante i quali, in assenza delle scene dipinte o costruite del palcoscenico che fino a ieri ci era il più familiare, si “creava” nella fantasia del pubblico l’ambiente necessario all’azione.
Lettura e scomposizione del teatro si fondono in questo lavoro – di fine erudizione, eppure singolarmente vivo e avvincente – alla ricostruzione puntigliosa del fatto scenico ( presenza del pubblico, funzione degli attori, struttura dei teatri, peso delle convenzioni, ecc.), offrendo un esempio assai persuasivo dei progressi compiuti in Italia, tra i giovani studiosi, dalla storia e critica dello spettacolo.

Masolino d’Amico è nato nel 1939. Laureatosi a Roma in letteratura inglese, è professore incaricato di questa disciplina presso la Facoltà di Magistero di Roma. Si è occupato di Rochester, Burns, Wilde e Matthew Arnold.

Approssimazione – Esercizi di Esperienza dell’Altro

Approssimazione – Esercizi di Esperienza dell’Altro

Autore/i: Cassano Franco

Editore: Società Editrice Il Mulino

in copertina: Piero della Francesca, Storia della vera Croce, particolare dell’Esaltazione della Croce.

pp. 164, Bologna

Rivitalizzare l’altro, ciò che dice, il modo in cui guarda il mondo, è quello che facciamo continuamente, uno sforzo inevitabilmente intrecciato alla nostra identità.
Il libro si propone di formulare esercizi di autorelativizzazione, di rivolgere cioè lo strumento della relativizzazione contro lo stesso soggetto parlante. La parola-chiave è l’etnocentrismo e il motivo conduttore la critica delle diverse forme che esso può assumere: dall’antropocentrismo al pregiudizio di sesso e di età, all’etnocentrismo culturale, all’egocentrismo.
Attraverso la ricostruzione del modo in cui gli animali, i sessi, le età, le culture, i caratteri e gli individui guardano il mondo si tenta di ricostruire i lineamenti di un’etica dell’approssimazione. I riferimenti sono alle più diverse discipline perchè un solo viaggio interdisciplinare (etologia, antropologia, sociologia, psicologia, letteratura e saggistica, la più varia) può permettere di ricostruire come il mondo appare o sia apparso ai tanti altri del passato o a noi contemporanei. Lo stupore e la meraviglia che conseguono a questo sforzo non sono fini a se stessi ma le materie prime irrinunciabili di un’etica che miri ad approssimare l’uomo all’altro uomo ma anche a tutti gli esseri viventi.

Franco Cassano insegna Sociologia della conoscenza nell’Università di Bari e ha pubblicato fra l’altro Marxismo e filosofia in Italia (De Donato, 1973), Hegel e Weber. Egemonia e legittimazione (De Donato, 1977) con Remo Bodei, Il teorema democristiano (De Donato, 1979) e La certezza infondata (Dedalo, 1984).

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  • I. – Gli animali
  • II. – Le età
  • III. – I sessi
  • IV. – Le culture
  • V. – I caratteri