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Le Ragioni della Speranza – Lungo Viaggio al Centro della Natura

Le Ragioni della Speranza – Lungo Viaggio al Centro della Natura

Titolo originale: «Reason for Hope»

Autore/i: Goodall Jane; Berman Phillip

Editore: Baldini&Castoldi

unica edizione, traduzione dall’americano di Libero Sosio.

pp. 304, numerose fotografie b/n f.t., Milano

Per buona parte del Novecento gli scienziati hanno considerato gli animali come delle macchine o poco più: delle specie di automi dominati in maniera tirannica dall’arroganza dei propri istinti. L’ipotesi che potessero avere un pensiero, dei sentimenti o delle motivazioni in qualche modo simili alle nostre è stata a lungo osteggiata da psicologi e biologi. Che a studiare gli animali, poi, fossero le donne era addirittura un’eresia: si pensava che le studiose, essendo più sensibili degli uomini, rischiassero con le loro emozioni di inficiare l’oggettività delle osservazioni stesse. Eppure, o forse proprio per questo, sono state soprattutto le donne ad affrancare gli animali dal ruolo di semplici macchine.
Fra tali donne – e possiamo citare Diane Fossey, Joy Adamson, Cynthia Moss – spicca in modo particolare il nome di Jane Goodall. Il suo lavoro, rigorosamente on the field, sul campo, ha aperto una finestra privilegiata sul mondo animale, provando come le differenze fra loro e noi siano in gran parte di ordine culturale. Con i suoi studi, la Goodall ha dimostrato che gli scimpanzé manifestano comportamenti ritenuti in precedenza caratteristica esclusiva dell’uomo: come la costruzione e l’uso di utensili, la presenza di una ricca vita affettiva, la capacità – proprio come l’uomo – di gesti nobili e di azioni spregevoli. E’ proprio per questo, come sostiene la stessa studiosa, che l’osservazione dei loro comportamenti permette di capire meglio non solo l’uomo primitivo, ma anche gli uomini di oggi.
Lo studio degli scimpanzé compiuto da Goodall ha un’importanza scientifica unica, e al tempo stesso il pathos di una grande esperienza emotiva. I casi raccontati da Goodall, la vita, le sofferenze e la morte di questi nostri cugini, sono spesso commoventi, non in seguito ad artifici letterari, bensì per i sentimenti stessi che gli scimpanzé sono in grado di provare e di esprimere.
Il libro è sia un’autobiografia appassionata, sia un coinvolgente viaggio spirituale. In queste pagine troviamo il racconto della vita di Jane Goodall, dall’infanzia al trasferimento in Africa, ai due matrimoni, fino al suo deciso impegno a favore della conservazione degli scimpanzé (ridotti al rango di specie in pericolo di estinzione), del loro habitat e, più in generale, dell’intero pianeta che sta ormai mostrando una preoccupante fragilità.

Jane Goodall, nata 65 anni fa a Londra, è una delle più importanti figure nel campo dell’etologia e delle attività in difesa della natura. Le sue ricerche sugli scimpanzé sono considerate una pietra miliare nello studio del comportamento animale. Nel 1965 ha fondato il Gombe Stream Research Center, in Tanzania, per consentire a studenti provenienti da ogni parte del mondo di dedicarsi, sotto la sua supervisione, all’osservazione sul campo di scimpanzé e babbuini. Nel 1975 ha dato vita al Jane Goodall Institute for Wildlife Research, Education and Conservation.

Phillip Berman si è laureato in Storia delle Religioni all’Università di Harvard. I suoi colloqui con Jane Goodall hanno permesso la realizzazione di questo libro.

Il Popolo degli Scimpanzé – 30 Anni di Osservazioni nella Giungla di Gombe

Il Popolo degli Scimpanzé – 30 Anni di Osservazioni nella Giungla di Gombe

Titolo originale: Through a Window – Thirty Years with Chimpanzees of Gombe

Autore/i: Goodall Jane

Editore: Rizzoli

unica edizione, traduzione di Laura Montixi Comoglio, in sovraccoperta: Fifi e Faustino (foto di Gerry Ellis/Ellis Wildlife Collection).

pp. 304, numerose fotografie b/n f.t., Milano

Jane Goodall ha speso buona parte della sua vita in Tanzania, nel Gombe National Park, dove da trent’anni si dedica all’osservazione e allo studio del comportamento e delle abitudini di vita degli scimpanzé.
Quando, negli anni Sessanta, la Goodall arrivò in Africa, si sapeva ben poco della vita degli scimpanzé nel loro habitat naturale; in questo lungo lasso di tempo, grazie agli straordinari risultati conseguiti e alle necessità emerse dalla ricerca sul campo, la scienziata è riuscita a ottenere collaboratori, fondi di finanziamento, e ha raccolto e ordinato una mole imponente di dati, di osservazioni, di informazioni che si sono tramutati in contributi scientifici e in alta divulgazione (specialmente per il «National Geographic»), ma anche in racconto capace di affascinare per la trama romanzesca, per la durata di questa stessa trama, che si estende a coprire più generazioni di protagonisti: insomma, una saga vera e propria che sembra corrispondere al ritratto antropomorfico, o di famiglia, di una comunità umana.
Questo libro segue il suo primo best-seller internazionale, ugualmente dedicato alla vita degli scimpanzé, In the Shadow of Man, ovvero L’ombra dell’uomo (Rizzoli, 1974). E l’ombra è il passato e il futuro di questi animali e dell’uomo, sempre più braccati e inseguiti nel comune habitat: solo se li comprenderemo potremo curarcene, solo se ce ne cureremo potremo aiutarli, solo se li aiuteremo potranno salvarsi, dice la Goodall nell’epigrafe iniziale.
Un’opera avvincente, che si legge come un moderno «romanzo di natura», e la cui tesi di fondo, seppure mimetizzata, è molto chiara: non c’è più spazio, per nessuno degli animali terrestri, per il dominio o la distruzione.

Jane Goodall è nata nel 1934 a Londra e dal 1960 ha iniziato una «ricerca sul campo», con record di durata, in Tanzania, per studiare la vita degli scimpanzè. Nel 1965 ha conseguito a Cambridge il dottorato in etologia e negli anni seguenti ha conquistato notorietà internazionale grazie alle pubblicazioni e ai documentari da lei curati per il «National Geographic». Attualmente si occupa sia della difesa degli scimpanzé allo stato selvaggio sia del miglioramento delle condizioni di cattività di questi animali (ivi compreso un onorevole pensionamento).
Il Jane Goodall Institute for Wildlife Research Education and Conservation ha sede negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna. Enti prestigiosi quali il WWF, l’Enciclopedia Britannica, la Fondazione Albert Schweitzer, hanno attribuito alla Goodall premi e importanti riconoscimenti. La scrittrice ha raccolto i suoi studi in un’opera scientifica dal titolo Chimpanzees of Gombe: Patterns of Behaviour e in due best-seller di divulgazione: il già citato In the Shadow of Man e questo Through a Window, ovvero Il popolo degli scimpanzé.

Hermann Hesse nei Ricordi del Suo Medico

Hermann Hesse nei Ricordi del Suo Medico

Autore/i: Groppali Enrico

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

unica edizione.

pp. 196, numerose tavv. a colori f.t., numerose fotografie b/n f.t., Milano

Enrico Grappali ha scoperto l’esistenza di un’individualità straordinaria: il dottor Clemente Molo, che tuttora vive e opera a Bellinzona nel Canton Ticino. “Medico del corpo” ma anche medico dell’anima di Hesse, amico di Chagall, di Peter Suhrkamp e di Max Frisch, Molo era il messaggero cui l’autore di Siddharta trasmetteva telepaticamente il dolore cocente della propria estraneità dalle miserie della civiltà tecnologica, il custode del premio Nobel nascosto nella cassa di un violino, l’uomo che “serve” i suoi pazienti come Hesse “serviva” e venerava la voce della natura.

Enrico Groppali, critico e traduttore (di Schnitzler e Wedekind di Hofmannsthal e Rilke), ha scritto libri su Pasolini e Moravia (L’Ossessione e il Fantasma), Pabst e Abel Gance. Collabora alla terza pagina del «Giornale Nuovo», a «Epoca», «MiIteli bri», «Nuovi Argomenti».

Il Loro Nome è Legione – Dodici Anni nell’Unione Sovietica tra i Delinquenti Comuni

Il Loro Nome è Legione – Dodici Anni nell’Unione Sovietica tra i Delinquenti Comuni

Titolo originale: Ihr Name ist Legion

Autore/i: de Santerre Maximilien

Editore: Edizioni del Borghese

unica edizione, traduzione dal tedesco di Maria Pia Villani.

pp. 276, Milano

Questo libro è la storia di dodici anni trascorsi dall’autore, Maximilien de Santerre, nei campi di lavoro e di prigionia della Siberia, ma soprattutto la storia di milioni di esseri umani, abbrutiti, bastonati, dimenticati, sepolti, negli spaventosi luoghi di pena russi.
Dodici anni di storia contemporanea, dal 1946 al 1958, che denunciano l’illusorietà di quelle dottrine «progressiste» le quali, lungi dall’aver redento la società, bau semmai inasprito le sue piaghe ed esacerbato i suoi insanabili contrasti.
La Russia d’oggi non è quella degli sputnik o dei documentari propagandistici, è ancora quella dei «Blatnoi», feroci e sanguinari, e dei «Suki», loro spietati avversari, cui è negata ogni possibilità d’inserimento nel consorzio civile e che trascorrono la loro squallida vita nei campi di concentramento. È quella delle contadine quattordicenni, condannate a venti anni di lavori forzati per aver «spigolato» abusivamente nei campi dello Stato.
Maximilien de Santerre, «collaborazionista» della Francia di Vichy, poi istruttore nelle armate del Terzo Reich, imprigionato dai russi dopo la fine della guerra, ha vissuto a contatto con questa massa umana per ben dodici anni. Ha conosciuto e sofferto le passioni, le piccole gioie, le umiliazioni di questa «carne paziente», condannata a vivere al di fuori dei confini della civiltà. «Il loro nome è legione», dice l’autore, perché nel loro animo albergano innumerevoli demoni, ma anche perché la loro individualità è annullata, schiacciata da un «regime» che non conosce pietà.

Europa – Peccati e Virtù

Europa – Peccati e Virtù

Autore/i: Altavilla Enrico

Editore: Rizzoli

unica edizione.

pp. 256, Milano

A Londra: caduto l’adulterio come motivo valido per il divorzio, di conseguenza tramonta anche l’onorevole professione di «presunta complice in adulterio» esercitata da oneste ragazze che fingono di trascorrere la notte con un uomo sposato. A Parigi: i giovani partecipano, come mai prima nella storia, al processo produttivo e diventano uno degli elementi fondamentali delle industrie che alimentano i consumi di massa. A Bonn: massiccia propaganda intesa a stabilire che la moglie è più importante della carriera e che non è più possibile insistere nell’atteggiamento autoritario tipico dei mariti tedeschi. A Berlino: scambio di bottigliate in testa tra operai e supposti seguaci di Rudy Dutschke, il profeta della nuova rivoluzione. A Stoccolma: il fisco istituisce un ufficio che fornisce ai cittadini consigli adeguati per pagare tasse meno elevate; nelle scuole viene introdotta una macchina per l’insegnamento sessuale; si pubblica una «Guida delle case di tolleranza svedesi…».
Di tutto questo ci parla Enrico Altavilla, in giro per l’Europa a fiutare l’aria che soffia con insistenza sul nostro vecchio e sempre imprevedibile continente; aria fatta di peccato e di virtù, e tuttavia, per quanto ciò possa sembrare incredibile, fatta più di virtù che di peccato. Il peccato e il suo opposto sono oggi visti con occhi tanto nuovi che le posizioni appaiono spesso capovolte: la gioventù è corrotta ed appare esemplare; la pornografia ha i suoi lati positivi; idem per l’industria del nudo (femminile); alle eventuali ragazze-madri viene assicurata ogni assistenza; e infine, dopotutto, perché perseguitare l’omosessualità e l’incesto? Interviste di cinque righe o di parecchie pagine, notazioni fulminanti, osservazioni saporose, domande pertinenti e risposte impertinenti compendiano in questo volume almeno i nove decimi di quanto oggi succede nella nostra straordinaria Europa che appare qui illuminata nel suo volto più nuovo, più inquieto.

Enrico Altavilla, napoletano, nato nel 1915. Giornalista fin quasi da ragazzo, è stato per oltre vent anni corrispondente dall’estero di grandi quotidiani e settimanali italiani. Come egli stesso dice, le passioni umane lo incuriosiscono assai di più che la politica e l’economia. Naturale quindi il passaggio dal giornalismo psicologico di ottimo livello al più impegnato saggio di costume. Ha al suo attivo i seguenti libri: I giochi d’azzardo (1963), La battaglia degli stregoni (1965), Processo ai genitori (1966), Svezia inferno e paradiso (1967).

La Prodigiosa Avventura del Nostro Corpo – Attraverso 500 Milioni di Anni

La Prodigiosa Avventura del Nostro Corpo – Attraverso 500 Milioni di Anni

Titolo originale: La Prodigieuse Aventure de Notre Corps

Autore/i: Gasc Jean Pierre

Editore: Rusconi

unica edizione, introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Lucia Maldacea.

pp. 272, Milano

Il lungo cammino percorso dal corpo umano per giungere alle sue forme attuali: una storia di progressiva conquista dei diversi ambienti, di evoluzione degli organi che ci consentono di masticare, di udire, di parlare…, di formazione degli organi sessuali complementari della donna e dell’uomo. Questa storia avventurosa è stata registrata dal nostro organismo, nella struttura e nei rapporti dei suoi organi e funzioni attuali, e la decifrazione della “memoria” che esso conserva è uno degli aspetti più affascinanti di questo libro.

Jean-Pierre Gasc, nato nel 1937, è vicedirettore del laboratorio di anatomia comparata del Museo nazionale di storia naturale di Parigi. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, ha partecipato a campagne di ricerca biologica in Amazzonia e nella Guiana francese.

Nelle Mie Mani – Il Racconto in Prima Persona dell’Agente Israeliano che ha Catturato Eichmann

Nelle Mie Mani – Il Racconto in Prima Persona dell’Agente Israeliano che ha Catturato Eichmann

Titolo originale: Eichmann in My Hands

Autore/i: Malkin Peter Z.; Stein Harry

Editore: Sperling & Kupfer Editori

traduzione di Giorgio Arduin.

pp. XII-260, Milano

«In base al metro normalmente applicato a situazioni del genere, Eichmann non è stato un uomo palesemente crudele o insensibile. Se oggi vivesse fra noi dirigendo una fabbrica di scarpe, probabilmente verrebbe considerato un marito e padre esemplare, un produttore di eccellenti scarpe a buon prezzo, un esempio per la comunità.
Ed è proprio questo che dovrebbe rendere eternamente inquietante la sua storia, tanto più in tempi eticamente ambigui come i nostri. Perché non si tratta solo del male indicibile perpetrato dagli esecutori nazisti, ma della stupefacente capacità di autogiustificazione di individui non completamente diversi da noi e della facilità con cui, ai fini dell’ideologia o della semplice ambizione, anime in apparenza normali sono riuscite a sfuggire alla loro migliore essenza.
La storia ha opportunamente bollato Adolf Eichmann come un mostro. Un uomo dimentico di ogni impulso, compassione, rimorso o rispetto per la sacralità della vita, sentimenti in base ai quali definiamo la nostra umanità. Eppure, se guardiamo da vicino, ciò che più ci turba è che egli ci appare tanto familiare.»

Trentanni fa, un piccolo gruppo scelto di agenti israeliani rintracciò il criminale nazista più ricercato del mondo, Adolf Eichmann: l’uomo che coniò la definizione « Soluzione Finale » e che fu responsabile dello sterminio di milioni di ebrei europei. Chi eseguì la sensazionale cattura in una strada di Buenos Aires fu Peter Z. Malkin, l’autore di questo esclusivo documento. Entrato nel Mossad giovanissimo, esperto di esplosivi, venne destinato con una squadra di uomini accuratamente selezionati alla ricerca dei criminali di guerra, agendo per anni nel più assoluto segreto. Ora, in questo libro che desta sgomento e commozione allo stesso tempo, egli racconta non solo l’emozionante operazione svoltasi in Argentina, ma anche gli agghiaccianti particolari su un personaggio il cui nome resta tuttora sinonimo di terrore e di morte. Malkin, infatti, dopo aver raggiunto il proprio obiettivo, rimase nascosto in una casa con il suo prigioniero per alcune settimane e, disobbedendo agli ordini che gli vietavano di scambiare anche una sola parola con Eichmann, trascorse ore e ore interrogando il principale imputato di tante indicibili atrocità, spinto dal bisogno ossessivo di comprendere il male e le motivazioni di tanto orrore. Libro-verità dall’impatto sconvolgente, Nelle mie mani è il penetrante ritratto di due uomini impegnati in un confronto senza precedenti, in cui emergono i lati oscuri di una lucida e razionale follia.

Peter Z. Malkin è stato insignito due volte della medaglia d’onore del primo ministro, l’onorificenza più prestigiosa di Israele. Ha lasciato il servizio attivo nel 1976. Oltre a essere un maestro di arti marziali, è anche consulente internazionale in materia di sicurezza e antiterrorismo. È autore di altre quattro opere.

Harry Stein collabora con Esquire ed è autore di altri tre libri.

La Speranza mi ha Tenuto in Vita – da Theresienstadt e Auschwitz a Israele

La Speranza mi ha Tenuto in Vita – da Theresienstadt e Auschwitz a Israele

Titolo originale: Die Hoffnung erhielt mich am Leben – Mein Weg von Theresienstadt und Auschwitz nach Israel

Autore/i: Elias Ruth

Editore: Edizione CDE

traduzione di Marisa Margara.

pp. 288, Milano

Perché pubblicare oggi un’altra testimonianza sul genocidio degli ebrei nei lager nazisti, un altro resoconto di atrocità e disumanizzazione? La domanda è legittima e la risposta non scontata: da una parte, infatti, non mancano in Italia memorie, saggi e testimonianze pregevoli e importanti sui terribili avvenimenti che hanno marchiato per sempre i corpi e le coscienze delle vittime e hanno evocato l’inferno nel cuore del nostro secolo. D’altra parte ci sono molte e buone ragioni per proporre oggi le memorie di Ruth Elias, una donna che si definisce “condannata a convivere con un incubo” ma che non rinuncia a cercare di “penetrare l’incomprensibile”. Una donna che si è imposta di guardare sempre avanti per sfuggire alla pervasività di quel ricordo di morte, ma che a distanza di molti anni si è resa conto di non potere, di non dover più rimuovere l’orrore: il silenzio e l’autocensura, infatti, avevano scavato un distacco profondo fra i sopravvissuti e le generazioni dei figli e dei nipoti. Per far sì che “la persecuzione degli ebrei durante il nazismo” non restasse una formula generica nel Museo degli orrori della Storia, Ruth Elias ha scritto quest’autobiografia: ciò che rende le sue pagine tremende e al tempo stesso indispensabili è la capacità di restituire l’esperienza dei lager nella sua agghiacciante quotidianità, di mostrarci i mille espedienti ed atti di coraggio con cui le vittime dei lager si oppongono a una struttura di dominio e di sterminio organizzata nei più minuti dettagli, creata per annientare “scientificamente” un popolo. In questi nostri anni Novanta, di nuovo tormentati da manifestazioni d’odio razzista e dallo sterminio di popolazioni dichiarate “nemiche” in base all’appartenenza religiosa o etnica, la voce ferma e inesorabile di Ruth Elias può anche servirci a non dimenticare, a non accettare con fatalismo o quiescenza le rinnovate stragi di innocenti.

Cecoslovacchia, anni Trenta: una giovane ebrea vive con la famiglia in una cittadina ai piedi dei monti Tatra. Osservanti, i parenti la educano secondo la tradizione; benestanti, le offrono un’esistenza serena e ricca d’impegni scolastici, sportivi, musicali. Improvvisamente, l’invasione tedesca del 1939 sconvolge la vita di Ruth e dei suoi cari: dapprima emarginati e privati di tutti i loro beni in quanto ebrei, poi costretti a nascondersi per sfuggire alla deportazione, vengono infine rintracciati dalla Gestapo e rinchiusi nel ghetto di Theresienstadt. Da quel momento, Ruth è inesorabilmente costretta a procedere lungo la via del dolore e della morte: le tappe del suo penoso cammino, condiviso da milioni di vittime del nazismo, sono il campo di sterminio di Auschwitz – al quale sopravvive quasi per miracolo – e il campo di lavoro di Taucha, nei pressi di Lipsia. Nel 1945 l’arrivo delle truppe alleate mette in fuga le SS, permettendo la liberazione dei sopravvissuti ai lager.
Il ritorno di Ruth nella patria cecoslovacca è straziante: solo allora misurerà fino in fondo la disperazione di aver perso tutti i suoi cari, di portare in sé le tracce indelebili dell’orrore subito, di cozzare contro l’ottusità e la vigliaccheria dei molti che ancora negano l’evidenza del genocidio.
La straordinaria vitalità e il coraggio che le hanno permesso di sfuggire alla morte l’aiuteranno però a ricostruirsi la vita: sposa Kurt, a sua volta scampato ai lager, e con lui si trasferisce nel 1949 in Israele, dove avranno figli e poi nipoti: proprio a loro, che Ruth definisce con una bellissima espressione “la mia vittoria personale sui persecutori”, è dedicata questa terribile e preziosa testimonianza.

L’Uniforme Borghese

L’Uniforme Borghese

Autore/i: Autori vari

Editore: Istituto Geografico De Agostini

collana: Idee di Moda n° 2 collana a cura di Grazietta Butazzi e Alessandra Mottola Molfino.

pp. 184, nn. ill. a colori e in b/n f.t., Novara

…Tutti quei signori si rassomigliavano, le basette abbondanti sfuggivano dai grandi colletti duri, ch’erano sostenuti dalle cravatte bianche con l’orlo di trina ben spiegato. Tutti i panciotti erano di velluto col risvolto a scialle; tutti gli orologi portavano in capo a un lungo nastro qualche sigillo ovale di corniola; e ognuno teneva appoggiate le mani sulle cosce, abbassando con cura la forca dei calzoni, ch’erano di panno lustro e brillavano più del cuoio delle grasse scarpe…(G. Flaubert, La Signora Bovary, 1857).

La moda come sintesi di una mentalità, come rappresentazione di un comportamento è questo il filo conduttore dei dodici volumi della collana Idee della Moda che si propone un’approfondita analisi del fenomeno moda attraverso i mutamenti psicologici, sociologici, estetici. Saggi redatti da storici della moda e del costume individuano di volta in volta i motivi, i temi, i soggetti, i percorsi essenziali che segnano e permettono di leggere l’evoluzione dei ruoli, femminile e maschile, attraverso quelle trasformazioni. Un corredo iconografico selezionato e un pertinente commento didascalico guidano a una ricostruzione per immagini dei temi proposti.

Visualizza indice
  • Il borghese uniforme: un percorso letterario (Isabella Pezzini)
  • Effetto maschio: moda, modi, miti dal cortigiano al borghese (Elisa Coppola)
  • L’anglomania (Marzia Cataldi Gallo)
  • Democrazia apparente. L’esempio americano (Edward Maeder)
  • La nota di colore (Grazietta Butazzi)

Note
Elementi e segni (a cura di Grazietta Butazzi ed Enrica Morini)
Indice delle illustrazioni
Bibliografia

Storia di Sciascia

Storia di Sciascia

Autore/i: Onofri Massimo

Editore: Editori Laterza

prima edizione, collana: Biblioteca di Cultura Moderna Laterza n° 1057.

pp. 296, Bari

L’intero universo narrativo e saggistico di Sciascia, dai suoi primi scritti alle celebri Parrocchie di Regalpetra sino a Una storia semplice, che assume i segni di un testamento etico e morale. Emerge il profilo di uno scrittore ossessionato dall’irrazionalità del Male, dal meccanismo del Potere, radicalmente scettico seppure non privo di religiosità, legato come pochi altri alle vicende politiche e civili italiane.

Massimo Onofri è autore di numerosi saggi dedicati alla letteratura italiana contemporanea e di prefazioni e cure di volumi di Brancati e Pirandello per Bompiani, Theoria, Garzanti e Salerno.

Visualizza indice
  • Il lungo apprendistato (1949-1955)
  • Da Racalmuto a Regalpetra (1956-1958)
  • Le ragioni del vero (1959-1964)
  • Per una controstoria d’Italia letteraria e civile (1961-1969)
  • Una microfisica del potere (1970-1974)
  • Il volto sulla maschera (1975-1979)
  • L’ordine delle somiglianze (1979-1985)
  • Autobiografia dell’ombra (1985-1989)

Indice dei nomi

Dalla Fiaba alla Fiaba – Esplorazioni nel Mondo Psichico del Bambino Autistico

Dalla Fiaba alla Fiaba – Esplorazioni nel Mondo Psichico del Bambino Autistico

Autore/i: Fe’ d’Ostiani Eleonora

Editore: Borla

unica edizione, prefazione di Teresa I. Carratelli, introduzione di Pia De Silvestris.

pp. 224, 20 disegni a colori f.t., Roma

«Eleonora Fe’ d’Ostiani, era nata a Torino ed è morta a 52 anni nel 1997. Laureata in Pedagogia, aveva avuto una preparazione psicoanalitica seguendo negli anni tra il 1965 e il 1972, un training junghiano. Aveva effettuato vari stages presso l’Istituto Jung di Zurigo seguendo, nel contempo, una serie di corsi clinici monografici sull’interpretazione dei simboli.
Nel corso degli anni aveva affiancato, a tale formazione analitica, la frequentazione di modelli psicoanalitici diversi, come quello della dott.ssa Frances Tustin…
Per circa venticinque anni ho condiviso con Eleonora il lavoro clinico presso l’Ospedale Diurno Psichiatrico della Cattedra di Neuropsichiatria Infantile e ho avuto modo di seguire e apprezzare la sua intensa attività, come psicoterapeuta, sia con i bambini con gravi disturbi relazionali sia con i loro genitori.
Nel 1978, Eleonora fu cooptata a svolgere le funzioni didattiche, con seminari teorici e clinici sulla Diagnosi e sulla Terapia delle Psicosi Infantili. Si assorbì in questo lavoro, come era sua abitudine, dando inizio ad una attenta attività di supervisione.
Allo stesso tempo svolgeva la sua attività clinica esclusivamente nella istituzione pubblica e, via via, pubblicò numerosi articoli relativi al campo elettivo del suo interesse scientifico. È autrice, tra l’altro, del libro Mutismo elettivo e psicosi edito, nel 1987, da Boria…» (Teresa I. Carratelli)

«Tutto il paradigma della cura di E. Fe’ d’Ostiani si avvale, perché profondamente consonante con esso, del linguaggio poetico della fiaba. L’uso della fiaba come mito, come espressione dell’archetipo che è l’immagine inconscia degli istinti stessi, come intuizione di percorsi possibili da immaginare, avvalorato dal fatto che, nel caso di patologie come quelle di cui si occupava l’autrice, poco o nulla si può sapere direttamente dalla parola. Impregnato del linguaggio della favola era anche il suo modo di leggere i disegni dei pazienti che l’autrice considerava veri e propri testi da decodificare poiché, avvalorando essi stessi in modo estremamente conseguente il controtransfert conoscitivo del terapeuta, erano strumento di tessitura della relazione e testimonianza del suo sviluppo. Nella favola, dove si ritrovano le strutture universali del romanzo di base personale, T autrice riconosce uno strumento di prova che, attraverso una serie di metafore, può provvisoriamente supplire all’inadeguatezza del mondo interno del bambino». (Pia de Silvestris)

Professione Regista

Professione Regista

Autore/i: Prandstraller Gian Paolo

Editore: Lerici Editori

unica edizione, introduzione dell’autore.

pp. 352, Cosenza

Quest’opera è frutto di un’inchiesta sociologica effettuata nel 1975 da Gian Paolo Prandstraller sui registi cinematografici italiani allo scopo di analizzare e definire i caratteri della loro professionalità nel quadro delle strutture economico-organizzative in cui operano. L’autore ha intervistato 50 registi, oltre a sceneggiatori, critici, produttori e attori: in totale 75 interviste registrate, ampi inserti delle quali sono riportati nei volume a chiarimento dei risultati raggiunti e come documentazione storica delle forme assunte dalla professione registica nel contesto italiano. Il metodo d’indagine seguito ha permesso di mettere in evidenza aspetti ignorati dalle ricerche critico-estetologiche e, più in generale, di ricavare Importanti indicazioni sui rapporti tra intellettuali e mondo economico. Ai risultati del lavoro sul campo, l’autore ha premesso due capitoli teorici, l’uno dedicato atte professioni in generale, l’altro alla sociologia della professione di regista, che gran parte della letteratura considera tuttora in una luce mitica e nebulosa. Da questo libro essa esce individuata nei suoi elementi essenziali e fissata chiaramente tra le attività professionali tipiche.

Trasformazioni – Il Mistero di Scoprirsi Cambiati

Trasformazioni – Il Mistero di Scoprirsi Cambiati

Autore/i: Biondi Massimo

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

pp. 216, Milano

A volte nel giro di pochi minuti o ore cambiamo drasticamente personalità, atteggiamenti e comportamenti: sono i “cambiamenti quantistici”, un fenomeno di grande rilevanza sia sul piano personale che sociale, e persino storico, cui la psicologia non ha finora dedicato molta attenzione. Si tratta di vere e proprie conversioni, irreversibili, spesso di natura religiosa, ma non necessariamente: casi famosi sono quello al centro del racconto di Dickens Canto di Natale, la vicenda di san Paolo, Giovanna d’Arco, Buddha.
Ma sono spiegabili in questo senso anche molti di quegli episodi spesso interpretati come personalità multiple, reincarnazioni, possessioni spiritiche…
In questo studio pionieristico Massimo Biondi analizza e spiega tali fenomeni, facendo ricorso sia a fonti storiche e letterarie sia alla sua esperienza diretta. Alla luce delle più recenti scoperte della psicologia e della neurologia, individua le caratteristiche costanti e i diversi tipi di “trasformazioni”, cercando di dare un senso a un’esperienza che si è rivelata più volte fondamentale nella storia individuale e culturale.

Psicologia Sperimentale

Psicologia Sperimentale

Titolo orgiginale: La psychologie expérimentale

Autore/i: Fraisse Paul

Editore: Armando Editore

introduzione dell’autore, traduzione a cura di Giuseppe Crescenzi.

pp. 112, ill. b/n, Roma

La psicologia scientifica è nata come scienza sperimentale, nei grandi laboratori tedeschi e americani. Eppure, oggi, la psicologia ha scelto la via dell’intuizione, dell’esperienza, in una parola, dell’osservazione clinica. Come mai? Le spiegazioni possono essere molteplici. Sperimentare costa! Occorrono atteggiamenti e attitudini intellettuali particolari, assai rari nei cultori delle scienze umane; occorre fatica, occorre tempo, pazienza e dedizione. Rigore. È assai più facile lasciarsi accarezzare dai sogni presuntamente «creativi», abbandonarsi ai colpi di fantasia scambiata con l’intuizione euristica, mescolare letteratura e mitologia con le affermazioni di fatto: è tutto più comodo e, certamente, «alla moda». Ma non è scientifico!
L’invito implicito di Paul Fraisse, uno dei maggiori sperimentalisti nel campo delle scienze psicologiche e del quale abbiamo già pubblicato Psicologia del ritmo, è di tornare al vero spirito della psicologia sperimentale: una sperimentazione che non si rinchiude nel vecchio «laboratorio», ma plasma atteggiamenti, crea uno spirito, impone metodi di ricerca: in sostanza, esige una continua verifica.
I temi sono classici, propri della grande tradizione sperimentalista, ma si arricchiscono delle più recenti prospettive, come, ad esempio – al di là delle ricerche sulle sensazioni e percezioni, sull’apprendimento e sulle attività del pensiero – le nuove visioni introdotte dalla problematica del linguaggio e della comunicazione, dalla concezione dinamica dei bisogni e delle motivazioni, dalle revisioni olistiche dei grandi nuclei problematici concernenti la personalità e le relazioni interpersonali.
Il volumetto, nella sua densità, introduce ai grandi temi della psicologia sperimentale, ma insieme, nella sua essenzialità, fornisce una chiave, accessibile allo studente, sulla vera natura dello «sperimentare» in psicologia. L’utilità non è difficile a prevedere, oggi che certe psicologie dinamiche confondono sovente lo studio psicologico con l’ambiguità delle istanze e le facili promesse di svelare misteri celati da secoli. Un sano sperimentalismo può essere il frutto più desiderabile di una attenta e spassionata lettura di queste pagine.

Paul Fraisse è professore di psicologia sperimentale presso l’Università R. Descartes (Paris V). Noto in molti Paesi per la traduzione delle sue opere in varie lingue. Autore di opere di grande valore, come Manuel pratique de psychologie expérimentale (1974), Les structures rythmiques (1956), Psychologie dutemps (1967), Traile de psychologie expérimentale (1963-1972), Psychologie du rythme (1974, trad. ital. di L. Calabrese, in queste edizioni, pp. 200).

La Mente Adamantina – Psicologia della Meditazione

La Mente Adamantina – Psicologia della Meditazione

Titolo originale: Diamond Mind – Psychology of Meditation

Autore/i: Nairn Rob

Editore: Ubaldini Editore

prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Cristiana De Falco.

pp. 128, Roma

La meditazione è un processo psicologico delicato. La nostra mente viene osservata con attenzione per cogliere ogni minima increspatura della sua levigata superficie. Obiettivo di questo libro chiaro e leggibile è la comprensione di tutte le sfumature dei processi mentali che avvengono durante la meditazione, in modo da liberarla dalle nubi che la oscurano.

Lineamenti dell’Abhidharma

Lineamenti dell’Abhidharma

Titolo originale: Glimpses of Abhidharma

Autore/i: Trungpa Chögyam

Editore: Ubaldini Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Fabrizio Pregadio.

pp. 108, Roma

In questo volume Trungpa discute lo sviluppo dell’Io come è spiegato nell’Abhidharma, raccolta di scritture buddhiste che studia il funzionamento della mente e gli stati della coscienza umana. Secondo la prospettiva buddhista, la creazione dell’Io è un processo nevrotico basato su una fondamentale ignoranza della nostra vera situazione. Trungpa mostra come un attento esame della formazione dell’Io porti a rendersi conto della confusione, fornendo inoltre un’opportunità di sviluppare vera intelligenza.

L’abhidharma, testo esemplare della saggezza buddhista, non si apre facilmente alla curiosità del lettore nonché dello studioso. La mediazione di un sicuro maestro, tuttavia, consente di approfondirne la portata e il valore, soprattutto in rapporto alle attuali concezioni della psicologia occidentale.

L’abhidharma è una raccolta di scritture buddhiste che studia il funzionamento della psiche e degli stati di coscienza basandosi sull’esperienza concreta della meditazione. Esso tratta dei cinque skandha, i quali rappresentano la struttura costante della psicologia umana, come pure il suo modello di evoluzione e il suo modello di evoluzione del mondo. Nella psicologia umana essi sono connessi con ’blocchi’ di vario tipo: spirituali, materiali ed emotivi. La comprensione dei cinque skandha dimostra che non appena ci si accorda al nucleo centrale dell’egoità, tutto, qualsiasi esperienza, qualsiasi ispirazione, può trasformarsi in un ulteriore blocco oppure in una via di liberazione.
Molti psicologi moderni si sono accorti che le scoperte e le spiegazioni dell’abhidharma coincidono con le loro scoperte e con le loro idee più recenti, come se l’abhidharma, che è stato insegnato duemila e cinquecento anni fa, fosse stato riscritto in una lingua moderna.
In questo volume, basato su di un seminario sulla psicologia buddhista, Chögyam Trungpa discute lo sviluppo dell’io come è spiegato nell’abhidharma.
Secondo la prospettiva buddhista, la creazione dell’io è un processo nevrotico basato fondamentalmente sulla nostra ignoranza della nostra vera situazione. Il presente volume mostra come un esame accurato della formazione dell’io porti a una chiarificazione della confusione e sia un’occasione per sviluppare una vera comprensione.
La pratica della meditazione è presentata come il mezzo che ci mette in condizione di vedere chiaramente e direttamente la nostra situazione psicologica.
Le spiegazioni di Trungpa sono persuasive e articolate, e il suo calore umano e la sua capacità di visione interiore trasformano le difficili idee filosofiche dell’abhidharma in una saggezza che è al tempo stesso importante e accessibile.

Fascismo e Cultura

Fascismo e Cultura

Neoidealismo, futurismo, sindacalismo rivoluzionario, arditismo, pirandellismo: motivi e fermenti del mondo culturale dall’anteguerra all’avvento del fascismo

Autore/i: Papa Emilio R.

Editore: Marsilio Editori

prima edizione, premessa dell’autore.

pp. 292, Venezia

Un’indagine sulla cultura italiana, colta nel suo impatto col fascismo, alla luce delle premesse che si eran rivelate prima della guerra, e nella traccia di motivi che dovevano prorompere nel fascismo.
Dopo un’attenta rassegna critica delle interpretazioni del fascismo date dagli storici, dai politologi, dalla marcia Roma ad oggi, l’autore coglie temi, motivi della cultura politica italiana, in un periodo di crisi profonda dello Stato liberale: dal nazionalismo, al futurismo, al fascismo. Testimonianze, testi, documenti, integrano l’esposizione e forniscono un’ampia base di discussione per la valutazione di un momento cruciale della storia culturale italiana.
Nella scia di Corradini, Papini, Prezzolini, e di Salvemini, Gobetti; fino al 1925, alla polemica dei due manifesti gentiliano e crociano agli intellettuali. Attorno al Gentile ed al Croce, rivivono personaggi minori, che non poco contribuiscono a dare il senso di quei tempi. Da Mario Carli, autore di un singolare Manifesto dell’Ardito futurista, al vistoso anticlericalismo di Podrecca, al gruppo che si raccolse attorno a Mussolini, direttore di Utopia.
Tempi – è ancora il caso di dire – non troppo lontani, non troppo incredibili.

Emilio Raffaele Papa, insegna Storia dei partiti politici alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino. Ha pubblicato volumi, saggi, di storia del movimento operaio, di storia delle istituzioni e sul fascismo.
Svolge un’intensa attività pubblicistica. È libero docente di Storia contemporanea.

Il Laboratorio della Poesia

Il Laboratorio della Poesia

Autore/i: Lorenzini Niva

Editore: Bulzoni Editore

introduzione dell’autrice, in copertina: Vincenzo Accame, «Pag. 3», 1976 (cartoncino cm. 35×50).

pp. 164, Roma

Scritti tra il 1974 e il 1978, i saggi raccolti in questo volume propongono una lettura di testi sperimentali (la produzione dei Novissimi) nel loro evolversi diacronico dagli anni ’60 ad oggi. La storia di una vicenda poetica quanto mai significativa viene seguita dall’interno delle sue strutture verbali attraverso una verifica puntuale e rigorosa.

Nata a Milano, Niva Lorenzini lavora presso l’Istituto di Letteratura Italiana dell’Università di Bologna. Sta attualmente svolgendo, sotto la guida di Ezio Raimondi, ricerche orientate su problemi di teoria della letteratura, con particolare riguardo alla struttura del testo poetico.
Ha pubblicato di recente una rassegna sulla critica formale in Italia in «Lingua e stile», e ha lavorato a uno studio sulle funzioni strutturanti nel rapporto poesia-musica per un volume miscellaneo su Luciano Berio in corso di stampa. Collabora alle riviste «Lingua e stile, «il Verri», «Metrica».

Treni Elettrici in Miniatura – Progetto • Materiali d’Impiego • Costruzione Paesaggio • Animazione

Treni Elettrici in Miniatura – Progetto • Materiali d’Impiego • Costruzione Paesaggio • Animazione

Titolo originale: Trains Électriques en Modèles Réduits

Autore/i: Puiboube Daniel

Editore: U. Mursia Editore

traduzione e adattamento di Ivo Angelini.

pp. 158, nn. ill. in b/n e a colori n.t., Milano

Sommario:

L’impianto

  • Costruire una rete di ferrovie in scala ridotta è un’arte
  • Dove e come installare un impianto di treni elettrici

Come si realizza l’impianto

  • Su quale supporto collocare l’impianto?
  • I progetti degli impianti
  • Il tracciato definitivo dei binari
  • Il fissaggio

L’elettricità

  • Automatismi e collegamenti con le rotaie
  • Il segnalamento
  • Il fissaggio del binario

Il paesaggio

  • La stazione principale
  • La stazione di smistamento, il deposito locomotive
  • Diversi modi di considerare i rilievi del terreno
  • Gli accessori funzionali
  • L’illuminazione
  • Lo scenario, il paesaggio. Alcuni impianti

Il materiale rotabile

  • La locomotiva
  • Il materiale rotabile speciale
  • Come aggiornare i modelli contemporanei

Ferromodellismo

Ferromodellismo

Titolo originale: Modélisme et Trains

Autore/i: Lamming Clive

Editore: Istituto Geografico De Agostini

prima edizione, presentazione dell’autore, testi e foto di Clive Lamming, traduzione di Teobaldo Del Tànaro, i disegni di pag. 7 sono di M. Lamarche, in sovraccoperta: plastico in H0 realizzato da Jean Genesseaux.

pp. 130, nn. ill. a colori e in b/n, Novara

Il ferromodellismo esercita un fascino irresistibile. Chi non si è mai soffermato ad ammirare, con occhi pieni di stupita meraviglia, un plastico “vivente” con i suoi treni che sfrecciano, i suoi scambi, i segnali luminosi che danno via libera, il paesaggio costruito con la massima rassomiglianza? Chi non ha provato, di fronte a questi autentici capolavori, almeno per una volta, il desiderio di mettersi dietro a un quadro di comando, di eseguire delle manovre, di studiare problemi di itinerari, di realizzare un viadotto o un tunnel, di installare automatismi elettrici e di farli funzionare, di smontare delle locomotive, di perfezionare o, perchè no, di costruirle?
Questo libro non vuole ricercare spiegazioni psicologiche o psicanalitiche sul perché di questo ritorno all’infanzia come da molti viene considerato il ferromodellismo. Lo scopo che l’autore si è prefisso è semplicemente quello di dimostrare che, contrariamente a quanto affermano facili luoghi comuni, il ferromodellismo è un hobby accessibile a tutti, ricco di soddisfazioni e alla portata di tutte le tasche. Partendo da plastici noti ai collezionisti di tutto il mondo, questo libro spiega in modo chiaro ed essenziale il funzionamento del treno in miniatura, le scale e i sistemi più diffusi, in poche parole l’equipaggiamento del plastico. Si tratta pertanto di una autentica iniziazione al treno reale e alla sua riproduzione in miniatura. Ricca di più di 130 fotografie inedite, di consigli utili e nel contempo accessibili a tutti, questa opera si rivolge sia ai debuttanti sia agli amatori esperti come una autentica guida pratica alla realizzazione del plastico sognato.

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Presentazione

Un pò di storia

Sistemi e scale

  • Il sistema a tre rotaie + corrente alternata
  • Il sistema a due rotaie + corrente continua
  • Qualche consiglio sulla scelta

Un plastico stabile

  • Il problema dell’ingombro
  • L’idea iniziale
  • Iniziare sempre dalla stazione

Animazione del plastico mediante l’energia elettrica

  • Principio un treno + un circuito
  • Principio due treni + due circuiti
  • Principio x treni + x circuiti
  • Principio due treni + un circuito
  • Principio x treni + un circuito
  • La questione dei sistemi di blocco
  • Automatismi spettacolari
  • Il quadro di comando e il PCV (pannello di controllo visivo)
  • Illuminazione del materiale rotabile
  • Illuminazione delle casette

Alcuni plastici caratteristici e relative tecniche

  • Un grande plastico in scala N di stile tedesco odierno
  • Un plastico di tipo antica ferrovia del Nord anni Trenta
  • Plastico per un club
  • New Orleans, 1917: un plastico americano

Incidenti e rimedi

  • Il deragliamento
  • Presa di corrente difettosa
  • Il cortocircuito
  • I problemi della sagoma del materiale rotabile

Il treno nel suo scenario

  • Le grandi epoche delle ferrovie
  • I tipi di locomotive
  • Le composizioni
  • Decorazioni, tinteggiatura e iscrizioni sul materiale rotabile
  • Modifiche al materiale rotabile

In coclusione

Materiale disponibile in Italia
Glossario
Bibliografia