Libreria Editrice OssidianeLibreria Editrice Ossidiane

  • Tradizione e Modernità nel Pensiero di René Guénon - Seminario a cura di Alberto Ventura seguirà Concerto Samvad di Musica Classica Indiana 25/02/2019
  • Storia dell’Astronomia

    Storia dell’Astronomia

    Titolo originale: Une histoire de l’astronomie

    Autore/i: Verdet Jean-Pierre

    Editore: Longanesi & C.

    traduzione dall’originale francese di Libero Sosio.

    pp. 384, 39 illustrazioni b/n, Milano

    «Si dice che l’astronomia sia stata inventata dai pastori, e i primi a osservare in modo sistematico il cielo notturno, sulle loro pianure riarse, dal cielo sempre limpido, sarebbero stati i caldei. La realtà dev’essere stata però meno bucolica e più complessa. Molto presto vi si ingerirono sacerdoti e filosofi, e i venti di sabbia dei deserti vicini dovettero spesso oscurare l’orizzonte delle pianure caldee: una circostanza sfavorevole per un’astronomia che, ai suoi inizi, si preoccupava più della levata e del tramonto degli astri che della loro culminazione.»

    L’astronomia è la più antica e la più «filosofica» delle scienze, quella più strettamente connessa alle grandi domande dell’uomo e sul mondo. Dall’astronomia babilonese – scienza legata a esigenze di determinazione del calendario in funzione dei bisogni dell’agricoltura – all’astrofisica e alla cosmologia attuali, le varie fasi della storia di questa scienza hanno corrisposto a una successione di passi avanti nella conoscenza del mondo: dalla misurazione della Terra alla determinazione dei moti del sistema planetario e alla «scoperta» della Galassia, dallo scandagliamento dello spazio cosmico fino ai quasar più lontani, sperduti ai limiti del nostro universo, alla ricostruzione del big bang.
    Era difficile comprendere in un solo volume la storia di una scienza più volte millenaria.
    Jean-Pierre Verdet ha risolto questo problema facendo una scelta intelligente, ossia mettendo a fuoco con un’esposizione sufficientemente analitica e articolata i periodi fondamentali del passato dell’astronomia: l’astronomia babilonese e quella egizia, l’astronomia greca, da Metone a Tolomeo, la rivoluzione copernicana e la diffusione dell’eliocentrismo, Newton e la meccanica celeste, i mostri sacri: Lagrange, Laplace, Herschel. Inoltre ha scelto di illustrare lo sviluppo storico di due temi particolari: le successive tappe della scoperta dell’universo – a cominciare dalla misurazione della Terra con metodi trigonometrici a opera di Eratostene per arrivare sino alla misurazione attuale dell’universo per mezzo degli spostamenti verso il rosso della radiazione emessa dagli oggetti più lontani – e la spiegazione dell’origine del sistema solare, dalle cosmogonie di Descartes e Buffon alle classiche teorie di Kant e Laplace sino alle complesse teorie moderne, fondate su una più esatta valutazione del momento angolare e della funzione dei campi magnetici. Dell’astronomia moderna – una vera esplosione di conoscenza, resa possibile dalla grandissima ricchezza e varietà di apparecchiature sempre più esatte e complesse, e che è trattata del resto in una vasta letteratura – Verdet offre un rapido profilo tematico, mettendo in luce gli orientamenti più importanti. Il libro è integrato da una nutrita tavola cronologica che indica le connessioni fra l’astronomia e la vita politica, sociale e culturale delle varie epoche, da Babilonia a oggi.

    Jean-Pierre Verdet lavora presso l’Osservatorio di Parigi dal 1963 e si occupa da lungo tempo di storia dell’astronomia, argomento sul quale ha pubblicato numerose opere, sia specialistiche sia divulgative, tra cui una Introduction à l’astronomie de Copernic, scritta in collaborazione con H. Hugonnard-Roche e con uno storico di grande prestigio come E. Rose. Tra i suoi saggi apparsi in Italia ricordiamo Il cielo. Caos e armonia del mondo (1993).

    Il Cervello Modulare

    Il Cervello Modulare

    Come e perchè le scoprete della neuroscienza stanno cambiando il nostro modo di concepire la memoria, la volontà personale e la coscienza

    Autore/i: Restak Richard

    Editore: Longanesi & C.

    introduzione dell’autore, traduzione dall’originale americano di Silvio Ferraresi.

    pp. 188, illustrazioni b/n, Milano

    Il cervello modulare analizza le più recenti scoperte sull’organizzazione del cervello e spiega come esse abbiano modificato i termini in cui si considera la mente umana, superando cioè l’idea che la nostra esperienza sia frutto di una composizione centrale degli elementi percettivi. Ma se non esiste un «centro superiore» nel cervello, allora a che cosa corrisponde lidentità «personale»? E da che cosa corrisponde l’unità della nostra consapevolezza? Quali sono i meccanismi che presiedono alla memoria? Edè possibile parlare ancora di libero arbitrio?

    Dove «nascono» la coscienza, la volontà, la memoria? Qual è la sede delle emozioni? È ancora possibile, in un’epoca in cui la scienza ha indagato a fondo il cervello, la sua materia e la sua natura, parlare di libero arbitrio? Richard Restak, nel porsi questi interrogativi (che nel corso dei secoli hanno appassionato alcuni fra i maggiori teologi e pensatori) fa il punto sullo stato attuale delle nostre conoscenze intorno a questo affascinante organo del corpo umano. Muovendo la propria indagine dall’antichità classica, durante la quale i ventricoli cerebrali erano ritenuti la sede dell’anima, dello «spirito vitale», e riprendendo la teoria cartesiana secondo cui l’anima si trova nella ghiandola pineale, Restak analizza gli studi più moderni, che, attraverso i contributi di La Peyronie, La Mettrie, Gall e Broca giungono a situare le funzioni intellettive in determinate aree del cervello. Ma come è organizzata, come funziona questa massa così misteriosa e apperentemente inaccessibile? Contestata l’ipotesi di un «centro superiore» cui farebbero capo pensieri, sensazioni ed emozioni, Restak espone la teoria modulare del cervello, secondo la quale le nostre esperienze percettive, la nostra capacità di pensare sono il risultato di molteplici connessioni interattive tra miliardi di cellule.
    A sostegno di tale assunto, egli presenta una serie di interessanti e inconsueti casi clinici (per esempio quello di una donna affetta da agnosia visiva, in grado di vedere con molta chiarezza ma non di identificare ciò che vede, oppure quello di un paziente che, in seguito) a una lesione, ha perduto la facoltà di riconoscere e distinguere i colori o, ancora, quanti si trovano nell’impossibilità di eseguire movimenti appresi ovvero sono in grado di scrivere ma non di parlare): a riprova del fatto che «moduli», distinti e diversi presiedono all’unita della percezione, a una sua armonica composizione, e che alcuni di essi possono andare fuori uso senza pregiudicare la funzionalità degli altri. Il cervello modulare dà dunque una risposta a molte domande che quotidianamente ci poniamo, e al tempo stesso ne pone altre, non meno significative e inquietanti; ma soprattutto ci invita a riconsiderare nella sua valenza più profonda e universale il precetto socratico: «Conosci te stesso».

    Richard M. Restak è uno dei massimi studiosi americani del cervello umano. E consulente della Natìonal Foundation for Brain Research e del «Progetto per i nuovi sviluppi della neuroscienza» finanziato dal Congresso degli Stati Uniti. Tra i suoi libri, in Italia sono apparsi Il cervello e Il cervello del bambino. Vive a Washington.

    L’Enneagramma

    L’Enneagramma

    Conocsenza di sé e sviluppo personale

    Autore/i: Tenenbaum Sylvie; Laugero Dominique; Cavé Françoise

    Editore: Edizioni Scientifiche Ma.Gi.

    introduzione degli autori, traduzione di Antonella Bianchi.

    pp. 256, nn. ill. b/n, Roma

    «L’origine dell’Enneagramma, secondo alcuni, risalirebbe a 4500 anni fa. Una confraternita di “ricercatori di saggezza” avrebbe sviluppato questa conoscenza molto prima dell’avvento delle grandi correnti filosofiche o religiose. In realtà non è possibile determinare né il luogo, né il secolo…»

    Per interesse o curiosità, per vincere la paura dell’ignoto o spiegare il funzionamento dell’universo, dalla notte dei tempi l’uomo cerca di comprendere il segreto dell’esistenza. A tal fine sono state elaborate diverse concezioni della natura umana: metafisiche, filosofiche, psicologiche o scientifiche.
    In questo dedalo di teorie ne esiste una molto antica, ma tuttavia sempre molto attuale per le caratteristiche della sua analisi psicologica. È l’Enneagramma – rappresentato dal cerchio con, inscritta all’interno, la stella a nove punte -, una concezione dell’essere umano in grado di fornire un’approfondita conoscenza di se stessi e di offrire molteplici nozioni sui percorsi di evoluzione personale.
    Il volume, una sorta di manuale, insegna la personale elaborazione dell’Enneagramma e guida il lettore alla scoperta delle motivazioni più profonde dei diversi aspetti della sua personalità e delle modalità che lo aiutano a liberarsi dalle contraddizioni e limitazioni.
    Frutto, forse, della cultura sufita, l’Enneagramma è uno strumento avvincente per la ricchezza delle vedute che non riducono mai l’uomo ai suoi comportamenti osservabili, ma forniscono spiegazioni sulle motivazioni che ne sono all’origine.
    Trovare e, quindi, seguire la propria via proposta dall’Enneagramma consente una migliore comprensione di se stessi, degli altri e una maggiore libertà nel costruire la propria vita.

    Sylvie Tenenbaum, Dominique Laugero e Françoise Cavé sono psicoterapeuti formatisi all’uso dell’Enneagramma presso Anné Linden, una delle sue maggiori conoscitrici.
    Lo insegnano dal 1992, mettendone a punto numerose applicazioni.

    Il Mondo di Domani

    Il Mondo di Domani

    Autore/i: Autori vari

    Editore: Edizioni Abete

    a cura di Pietro Prini.

    pp. 508, Roma

    Dal testo:

    «Quali sono le linee di sviluppo e le prospettive della civiltà odierna? Come possiamo caratterizzare le tendenze di fondo ed i motivi ispiratori della evoluzione in atto nella scienza, nelle arti, nella religione, nella filosofia?
    In un’epoca di trasformazioni profonde e rapide, non sembra fuori di luogo porsi questi problemi e cercare, per quanto possibile, una risposta che, tenendo conto dello stato attuale delle ricerche, delinei la prospettiva più ampia nella quale si pone e si giustifica un’anticipazione del futuro.
    Nell’organizzare un incontro ad alto livello sul tema Il mondo di domani, l’Istituto di Filosofia dell’Università di Perugia si è proposto di inaugurare una serie di convegni, da ripetersi ogni anno nella stessa epoca, con l’intento di offrire a studiosi di varie discipline, nazionalità e provenienze, nonché di diverse tendenze ed interessi, l’occasione per un libero scambio di vedute, per una serena ed approfondita discussione degli aspetti salienti della civiltà odierna, dei modi e dei tempi del suo trapasso in quella di domani.
    Gli studiosi invitati a Perugia da ogni parte d’Europa hanno avuto la possibilità di fare il punto della attuale situazione in ciascuno dei campi di indagine specifica, mettendone in luce la dinamica intrinseca e i prevedibili sviluppi in ordine alla creazione del mondo di domani ed alla nuova figura dell’uomo che in esso opererà. Dalla somma dei vari contributi sono emersi i lineamenti di una nuova antropologia, nei confronti della quale sarà necessario interrogarsi con non minore impegno e radicalità di quanto ha fatto al suo sorgere il pensiero rinascimentale anticipando profeticamente le conquiste e il destino della umanità moderna.[…]»

    Visualizza indice

    Pietro PriniPer una filosofia della programmazione

    Robert JungkProgetti per il “mondo di domani” (in difesa della fantasia sociale)

    Franco LombardiIl senso della storia

    Gabriel MarcelIl sacro nell’età della tecnica

    Ugo SpiritoLa morale dell’avvenire

    Adolfo Muñoz-AlonsoL’avvenire dell’uomo e la perennità della morale cristiana

    Guido CalogeroIl futuro e l’eterno

    Paul RicoeurLa domande che la filosofia odierna pone alla filosofia di domani

    Jean WahlSugli orientamenti metafisici del secolo XX

    Cornelio FabroAteismo e cristianesimo come momenti risolutivi del pensiero moderno

    Ernesto De MartinoIl problema della fine del mondo

    Antonio CarrelliLa fisica di domani

    Eduardo CaianielloCibernetica: Umanesimo scientifico

    Silvio CeccatoL’avvenire della cibernetica

    Paul ChauchardBiologia e progresso umano

    Octave MannoniProspettive psicoanalitiche sull’uomo di domani

    Paolo Filiasi CarcainioIl ruolo della psicologia nella società di domani

    Umberto EcoLa ricerca interdisciplinare

    Giulio Carlo ArganL’avvenire delle arti figurative

    Pier Luigi NerviConsiderazioni sullo stile costruttivo e produttivo del prossimo e lontano futuro

    Carlo Bo La letteratura di domani

    Pierre SchaefferTrasformazione della conoscenza e della comunicazione mediante i suoni e le immagini

    Bogdan SuchodolskiL’uomo e la tecnica

    Franco FerrarottiLe trasformazioni umane nella società industriale

    Fausto M. BongioanniIl rinnovamento cristiano della educazione

    Arnold GehlenDella cristallizzazione culturale

    Pietro PriniProspettive sull’uomo di domani

    Corpi e Luoghi

    Corpi e Luoghi

    Autore/i: Pasolini Pier Paolo

    Editore: Theorema Edizioni

    introduzione e cura di Michele Mancini e Giuseppe Perrella, prefazione di Paolo Volponi.

    pp. XXIII-614, riccamente illustrato b/n, Roma

    A partire da ipotesi espresse da Pier Paolo Pasolini negli scritti inediti (’66-’73) qui pubblicati, i curatori hanno lavorato al reperimento, all’archiviazione e all’analisi di 1.802 fotogrammi dei suoi films.
    Quest’opera – integrata da una bibliografia di Pier Paolo Pasolini, inedita e completa – sviluppa un archivio fotografico, traccia mappe antropologiche di Corpi e di luoghi che si sono dati in tre Continenti (Europa, Africa, Asia), stabilisce percorsi e interdipendenze tra i margini di Roma, il Meridione italiano, il Terzo Mondo e i luoghi privilegiati dallo sviluppo neocapitalistico.
    Un’archiviazione di set cinematografici che interessa culture periferiche destinate a scomparire, differenze sociali e di Classe, particolarità etniche, forme economiche, colte nel loro darsi allo snaturamento e all’alienazione culturale.
    Nello sfogliare questo album, “i fotogrammi, fitti dentro le pagine “dei corpi e dei luoghi”, mostrano l’attualità fervida e non trascorsa, non cessata, del mondo poetico di Pasolini e la sua congiunzione con la realtà di tanti nostri problemi umani e sociali”. (Paolo Volponi)

    Visualizza indice

    Introduzione

    I Corpi e luoghi di Pier Paolo Pasolini (inediti)
    Sopralluoghi o la ricerca dei luoghi perduti
    Appunti per un poema sul Terzo Mondo
    In Africa, tra figli obbedienti e ragazzi moderni
    La grazia degli Eritrei
    Post-Scriptum a «La grazia degli Eritrei»

    Pasolini antropologo di Michele Mancini e Giuseppe Perrella
    Le famiglie del set
    Le famiglie anagrafiche:
    i Citti – i Davoli – i Pasolini – i Bevilacqua – i Masironi – i Clementi – i Morante
    I personaggi:
    ’61-’62, ’62-’63, ’63-’64, ’64, ’64-’66, ’66-’68, ’68-’69, ’70-’72, ’75
    I ritorni:
    Franco Citti – Giovanni Orgitano – Renato Capogna – Mario Cipriani – Luciano Gonini – Piero Morgia – Umberto e Amerigo Bevilacqua – Franca Pasut – Silvana Corsini – Adele Cambria – Adriana Asti – Maria Bernardini – Vittorio La Paglia – Ettore Garofalo – Laura Betti – Enzo Siciliano – Elsa De Giorgi – Rossana Di Rocco – Pier Paolo Pasolini – Graziella Chiarcossi – Susanna Pasolini – Alfonso Gatto – Ninetto Davoli – Francesco Leonetti – Luigi Barbini – Vittorio Vittori – Totò – Silvana Mangano – Giandomenico Davoli – Massimo Gironi – Anne Wiazemsky – Margareth Clementi – Franco Proietti – Elisabetta Vito Genovese – Franco Merli – Ines Pellegrini

    I modi del comportamento
    La mimica
    La mimica del volto:
    occhietti di intesa – smorfie strafottenti – giochi di labbra – pernacchie e linguacce – i capolini di Ninetto
    Il gesto e la parola:
    corna – sberleffi – il racconto – senza voce – il pianto
    Le mani in bocca:
    fischi – mordersi il dorso della mano – mimica intellettuale – mimica di gruppo
    La smorfia:
    performances isteriche – il grottesco – l’inchino
    Ridere
    Sorrisi:
    sorrisi del Terzo Mondo
    Ridere a crepapelle
    I denti
    Lasciarsi andare
    Lo sbrago
    Un dormire senza luogo
    Mancamenti
    Sognare ad occhi aperti
    Seduzioni
    Spiare
    Frontalità
    Sguardi in macchina
    Incrocio di sguardi:
    inviti
    Feticci
    Giochi di mano
    Rigonfiamenti
    Nudità
    Adescamenti
    Il ballo:
    il ballo di stagione – il ballo sognato – il ballo e l’Edipo – il ballo per comunicare
    La rissa:
    la lotta
    Morire:
    polvere e terriccio – rifiuti – cadaveri insepolti – cannibalismi – resti sacrificali – morire per via – morte di Accattone – uccisioni – amputazioni – stragi di innocenti – esecuzioni – crocifissioni – messa al rogo – impiccagioni – sepolti vivi – suicidi – cerimonie funebri – tumulazioni – tombe e lapidi

    I luoghi
    La strada
    Camminare e parlare
    Stare sulla strada
    La strada e la scelta
    La piazza-mercato:
    piazze mercato di Roma – piazze mercato del Meridione italiano – i mercati del Nord – mercati del Terzo Mondo
    La chiesa-facciata
    Il bar
    Il vespasiano
    La casa di classe:
    la casa sognata – la casa destinata – il miracolo della casalinga – le bicocche – l’INA-casa – la casa dei morti di fame – la casa del padre – case-letto – la casa dell’industriale – la casa borghese – il palazzo reale – il Palazzo
    Luoghi di lavoro:
    il calvario di Accattone – botteghe – mulini – banchi in piazza – il lavoro dei campi – l’industria
    Il set
    Luoghi di sorveglianza
    Il carcere
    Il tribunale
    La questura
    L’ospedale
    Il fiume:
    sugli argini del Tevere – luogo di seduzione – il Giordano
    Ai margini:
    il sogno di Accattone – soglie – orizzonti – margini urbani – strade di campagna – verso il Terzo Mondo – fantasmi archeologici – bidonvilles – rifiuti – radici
    I luoghi topografici:
    Roma – Fiumicino – Assisi – i Sassi di Matera – Le Castella (CZ) – Viterbo – Lodi – It’ ben Addu (Marocco) – Milano – Bologna – Onarzadade (Marocco) – Zogora (Marocco) – Urglip (Turchia) – Gòreme (Turchia) – Grado – Pisa – Aleppo (Siria) – Etna – Dodoma (Tanganica) – Kampala (Uganda) – Lago Vittoria (Uganda) – Dar es Salam (Tanganica) – Caserta Vecchia – Ravello – Bolzano – Lavenham (Inghilterra) – Paycocks Greenacrey (Inghilterra) – Layern Marney (Inghilterra) – Maidstone (Inghilterra) – Ickieshan (Inghilterra) – Rolvenden (Inghilterra) – Canterbury (Inghilterra) – Battle (Inghilterra) – Welis (Inghilterra) – San’a (Yemen) – Adramaut (Yemen) – Ishan (Iran) – Katmandu (Nepal) – Asmara (Eritrea) – Provincia di Salò

    Gli oggetti
    I copricapo (degli uomini)
    Il gioco dei travestimenti
    Segno di differenze di classe
    Paramento regale
    Paramento cerimoniale
    Armatura
    Trucco e flagranza:
    guarigione miracolosa – eliminazioni – levitazioni – inferni – amputazioni – flagranze
    Oggetto di scambio:
    l’oggetto scommesso – l’oggetto conquistato – il dono – l’oggetto rubato – il furto e la morte – l’oggetto scambiato
    Il fiore:
    il fiore odorato – il fiore in bocca – il fiore e il rito
    Il cibo:
    il cibo impossibile – la fame – le gags della fame – chiodi – feci – ortiche – il pasto del cannibale
    Tavole:
    banchetti-tavolate
    Escrementi:
    sputare – orinare – evacuazioni – vomiti – scorregge – puzze – dita nel naso – massaggio di calli
    Mezzi di trasporto:
    a spalla – a cavalcioni – carretti – slitte – carriole – navi – carrozze – a cavallo – furgoni – camions – mongolfiere – automobili – oggetto di desiderio di morte – il viaggio

    Scritture
    Censure
    Filmografia
    Bibliografia
    Dal libro al progetto di una mostra

    Ejzenštejn

    Ejzenštejn

    Autore/i: Fernandez Dominique

    Editore: Sellerio Editore

    con una nota di Renato Tomasino, traduzione di Fabrizio Ascari, in copertina: Manifesto di 2 Stenberg 2 per il film La corazzata Potëmkin (particolare).

    pp. 208, nn. illustrazioni b/n, Palermo

    Sommario:

    Problemi metodologici
    Il terzo Ejzenštejn – Il triangolo.

    Infanzia, adolescenza
    Lo scambio dei ruoli – Delitto e castigo – Gocciolio – Il baule, la camera, il manifesto.

    L’esperienza teatrale
    Il ring – Il secondo padre – Il montaggio delle attrazioni – La zuffa.

    Gli inizi nel cinema: «Sciopero»
    Cine-occhio, cine-pelle, cine-stregoneria – Vita e morte di un bambino.

    «La corazzata Potëmkin»
    Gli occhiali a stringinaso – La scalinata di Odessa – Il telone – Il pianoforte – Il maialino – La folla – La scrittura patetica – L’estasi – Le macchine.

    «Ottobre»
    Il montaggio satirico – La statua dello zar, la luce del padre – La scena originaria – Erotismo e misoginia – Statue – Un ricordo d’infanzia – La cantina ed il trono – La camera da letto – I benefici indiretti del montaggio.

    «Il Vecchio e il Nuovo»
    Punti di riferimento – Scene d’amore.

    Viaggi all’estero
    Presenza femminile, fantasmi maschili – I grandi temi messicani.

    L’esilio interiore
    Gli anni bui – Lezioni – Scritti – Disegni – Il prato di Bežin.

    «Aleksandr Nevskij»
    Una vigile autocensura – Un esercizio tecnico – Una metafora fisiologica – La rivincita dell’opera.

    «Ivan il Terribile»
    Ejzenštejn ritrovato – Errori storici, verità psicologiche – Liturgia, mascherata, esorcismo – Femminilizzazione di Fëdor – Irrigidimento di Ivan – Morte di Fëdor e liberazione di Ivan.

    Il terzo Ejzenštejn tra i due Freud

    Nota bibliografica

    Nota di Renato Tomasino

    Esiste Dio?

    Esiste Dio?

    Studio critico-scientifico sul massimo problema del cosmo e dell’uomo

    Autore/i: Landucci Pier Carlo

    Editore: Edizioni Pro Civitate Christiana

    seconda edizione, prefazioni dell’autore.

    pp. 222, 39 figure a colori e b/n f.t., Assisi

    Sommario:

    Prefazioni I e II

    I. – Al bivio
    II. – Le meraviglie dell’universo
    III. – Unità cosmica
    IV. – L’ordine e l’ordinatore
    V. – L’ordine del caos
    VI. – Il primordiale impulso a distanza finita di tempo
    VII. – Chi è l’ordinatore dell’universo?
    VIII. – Il primo moto della materia
    IX. – Motore primo e attualità pura
    X. – Il mistero della natura
    XI. – L’onnipotente
    XII. – Colui che è
    XIII. – l’unico Iddio
    XIV. – Dio presente
    XV. – Il polo divino
    XVI. – Dio visibile
    XVII. – La divina parola presente

    Appendice – Nota critica sulla fisica einsteiniana

    Indice analitico
    Indice delle figure

    Il Regno Eterno

    Il Regno Eterno

    Storia di una nostalgia e di una delusione

    Autore/i: Nigg Valter

    Editore: Istituto Editoriale Italiano

    prima edizione, nota dell’editore, prefazione dell’autore, traduzione di Guido Gentili.

    pp. IX-398, Milano

    Sommario:

    Nota dell’editore

    Prefazione

    • Stato d’animo apocalittico nel mondo
    • Il messaggio di Gesù del Regno di Dio
    • Adempimento Paulino-Giovanneo
    • Chiliasmo protocristiano
    • La vicenda della delusione
    • Aspettazione montanistica del prossimo evento
    • La realizzazione del Regno
    • Sacerdotium et imperium
    • Il Regno dello Spirito e Gioacchino
    • La bufera taborita
    • La fede nel Regno durante la riforma
    • Il chiliasmo dei battisti
    • L’aspettazione del Regno nel pietismo
    • Il regno ideale filosofico
    • L’annuncio del Regno presso le sette
    • Il momento chiliastico nel comunismo
    • A mo’ di conclusione

    Il Nano di Satana

    Il Nano di Satana

    Controstoria

    Autore/i: Maffeo Pasquale

    Editore: Edizioni Studio 12

    con nota di lettura di Isaia Sales, n copertina: The King of Brobdingnag and Gulliver, James Gillray, 1803.

    pp. 96, Roma

    La sterminata bibliografia napoleonica non cessa di crescere sul proprio tronco, accumulando plurime rivisitazioni della vicenda biografica, delle campagne militari, delle manovre politiche, dell’ascesa imperiale, delle disfatte, dell’esilio, della morte per veleno. Opere o costruite in cattedra, per utilizzo accademico, o con meno rigore scientifico e maggiore prensilità sul lettore destinate alla divulgazione, o infine segnate da acribia variamente strategica giuridica sociale ideologica, per accreditare meriti e gesti irripetibili. poche con qualche riserva, nessuna contro. Il Bonaparte domina il petulante Occidente degli affari e delle guerre da un superbo altare iconografico. Ma ecco una fulminante scudisciata sulla faccia di bronzo dell’Imperatore. Se il piedistallo non trema, dopo la lettura di questa controstoria che Maffeo titola Il Nano di Satana l’occhio che ammirava potrà appannarsi il giudizio che osannava convertirsi in disgusto e ricusazione. Napoleone maestro di tutte le mafie, spogliatore di Papa Pio VI: tale la calcolata insinuazione di Camillo Perrone scodellata in tribunale al presidente Santelia, biografo bonapartista, che lo interroga per condannarlo. Pretesto inventivo? No. Storia vissuta, di uomini e fatti reali, raccontata da un narratore che dice la sua fuori coro, mentre intorno infittiscono le voci della celebrazione unitaria. Quattro capitoli costruiti con maestria, in una scrittura limpida e tesa, carica di variazioni umorali, coniugano l’avventura d’un capocosca nostrano con la carriera del “glorioso mariuolo” francese.

    Pasquale Maffeo è nato a Capaccio (Paestum) nel 1933. Poeta narratore e drammaturgo, ha pubblicato una trentina di libri. La produzione in versi, sette raccolte e due poemetti per musica e scena, è interamente confluita nell’omnibus poesia .
    Caramanica Nostra Sposa la Vita (2010). La prosa ha dato tre volumi di racconti, quattro romanzi (più recente è Il Mercuriale, 2005), biografie di Salvator Rosa, Giorgio La Pira e Federigo Tozzi, saggi su nostri scrittori novecenteschi. In particolare si ricorda l’organica ricognizione critica e antologica Poeti Cristiani del Novecento (2006). Alcuni dei suoi dieci testi teatrali -quattro se ne possono leggere in Voci dalle Maree (2000) -sono stati rappresentati o radiotrasmessi in Italia e in Svizzera. Da segnalare sono altresì le traduzioni dall’area inglese: W. Collins, W. Blake, J. Keats, C. Dickens, Ch. G. Rossetti, A. French. Scrive per la terza dei quotidiani. Da qualche anno è tornato a vivere nel Golfo di Gaeta.

    Saggi di Linguistica Generale

    Saggi di Linguistica Generale

    Autore/i: Jakobson Roman

    Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

    introduzione e cura di Luigi Heilmann, traduzione dagli originali inglesi di Luigi Heilmann e Letizia Grassi.

    pp. XXVI-222, Milano

    Nell’opera dello Jakobson si innesta l’esigenza di dare una risposta non elusiva ai nuovi interrogativi della scienza, una risposta che scaturisce dal suo modo di affrontare il problema particolare nel quadro, e in funzione, di una tematica generale. La linguistica viene dunque a collocarsi centralmente nell’ambito di una antropologia aperta a tutte le suggestioni, in un’attività interdisciplinare che non è espressione di curiosità aneddotica, né, tanto meno, di sfiducia nel metodo; al contrario e coscienza di una unità inscindibile. Di qui si svolge una sintesi teorica e metodologica che, dall’analisi delle unità minime del significante, conclude nell’indagine dei diversi livelli di struttura, della comunicazione e del messaggio poetico.

    Roman Jakobson (1896-1982), linguista e semiologo, partecipò ancora studente alla formazione del circolo linguistico di Mosca (1915) e, trasferitosi in Cecoslovacchia dopo la Rivoluzione, fu uno dei fondatori del Circolo di Praga (1926) nel cui ambito fu coautore delle celebri Tesi per il I Congresso dei filologi slavi (1929). Stabilitosi negli Stati Uniti dopo l’invasione nazista della Cecoslovacchia, ha insegnato nelle maggiori università americane, dalla Columbia a Yale, a Harvard, al Mit. Tra le sue opere ricordiamo: Il farsi e il disfarsi del linguaggio (1971), Una generazione che ha dissipato i suoi poeti. Il problema Majakovskij (1975), Premesse di storia letteraria slava (1975), La linguistica e le scienze dell’uomo (1978), Lo sviluppo della semiotica (1978), “Hölderlin”. L’arte della parola (con Grete Lübbe-Grothues; 1979), Magia della parola (1980), Poetica e poesia (1985). Saggi di linguistica generale è stato pubblicato per la prima volta da Feltrinelli nella collana “Fatti Idee Saggi Biografie” nel 1966.

    Narratori Giapponesi Moderni – 2 Volumi

    Narratori Giapponesi Moderni – 2 Volumi

    Volume primo: Dalla fine ’800 a Tanizaki e Kawabata • Volume secondo: Mishima e i contemporanei

    Autore/i: Autori vari

    Editore: Bompiani

    a cura di Atsuko Ricca Suga, introduzione di Maria Teresa Orsi, in copertina: Segno Mono.

    vol. 1 pp. XII-366, vol. 2 pp. 367-750, Milano

    Apparsa nel 1965 quest’antologia di narrativa giapponese a cura di Suga Atsuko ebbe il merito di colmare un grande vuoto nel panorama culturale italiano. A distanza di vent’anni Narratori giapponesi moderni rimane una raccolta di particolare validità e interesse (comprende gli autori più indicativi dalla fine del secolo scorso fino agli anni successivi alla seconda guerra mondiale) e può anche consentire di verificare la lenta e costante penetrazione di quegli autori all’interno della nostra cultura. Accanto a scrittori oggi notissimi e amati dal grande pubblico quali Mishima Yukio, Kawabata Yasunari e Tanizaki Jun’ichirò Narratori giapponesi moderni allinea autori meno celebri in Italia ma la cui importanza rimane fondamentale nella storia letteraria giapponese.
    Certo nei vent’anni intercorsi dalla prima edizione di quest’opera molte cose sono cambiate – scrive Maria Teresa Orsi nella prefazione alla presente edizione – ma è forse proprio da quelle radici che muove “il panorama complesso, vivace e straordinariamente attivo della narrativa più recente”.

    Visualizza indice

    VOLUME I

    Introduzione

    Sôseki Natsume, Il signorina
    Ogai Mori, Takasebune
    Ichiyô Higuchi, La tredicesima notte
    Kyôka Izumi, Il monaco di Kôya
    Doppo Kunikida, Il vecchio Gen
    Katai Tayama, Un soldato
    Naoya Shiga, Il delitto di Han
    Kan Kikuchi, Sul comportamento del Sire Tadanao
    Junichiro Tanizaki, Il tatuaggio
    Junichiro Tanizaki, Il ponte dei sogni
    Ryûnosuke Akutagawa, Il paravento infernale
    Masuji Ibuse, La salamandra
    Riichi Yokomitsu, La primavera arriva su una carrozza
    Yasunari Kawabata, Il neo

    VOLUME II

    Jôji Tsubota, Il mondo dei fantasmi
    Osamu Dazai, La moglie di Villon
    Fumiko Hayashi, La periferia
    Fumio Niwa, L’età odiosa
    Yasushi Inoue, La lotta dei tori
    Shôhei Ooka, Memorie di un prigioniero di guerra
    Yukio Mishima, L’amore dell’abate di Shiga
    Shichirô Fukazawa, Gli Zummu del Tohoku
    Jun Ishikawa, La storia delle settembrine
    Junzô Shôno, La strada
    Atsushi Nakajima, Il virtuoso

    Bibliografia

    Storia Mondiale del Diluvio

    Storia Mondiale del Diluvio

    Autore/i: Déribéré Maurice; Déribéré Paulette

    Editore: Arnoldo Mondadori Editore

    prima edizione, traduzione di Donatella Zazzi.

    pp. 352, ill. b/n e tavole b/n f.t., Milano

    In tutte le parti del mondo, nelle più varie civiltà, si ritrova costantemente e viene tramandata la storia del diluvio, spesso trasposta in mito, e circondata da un alone di mistero. La distruzione degli uomini e delle loro opere dovuta ad inondazioni, una terribile calamità resa ancora più spaventosa dalla impotenza a difendersene, è sempre rievocata come un evento e un’immagine fondamentale nei passaggi di civiltà. Così è avvenuto in Mesopotamia, quando furono inondate le basse pianure: i Babilonesi ne rievocarono il diluvio negli antichi scritti sumerici, e la Bibbia ne fece uno dei suoi grandi temi. Così è avvenuto anche in Europa, nell’Asia – dall’India alla Cina, al Giappone, all’Australia, alla Polinesia…, nel continente americano – presso gli Indiani dell’America del Nord e gli Eschimesi, come presso gli Indios dell’Amazzonia, gli Inca, gli Araucani, e i Maya che, in un loro antico libro sacro, il Popol-Vuh, parlano di un diluvio come di un segno del passaggio dalle epoche della pietra scheggiata a quelle dei tempi storici.
    Entrato a far parte dell’immaginario collettivo come «fine» e speranza di rinnovamento, il diluvio viene analizzato in questo saggio di M. e P. Déribéré con rigore scientifico, su basi geografiche, geologiche ed archeologiche, ma anche considerato come mito creativo, e simbolo religioso, in base ad una logica che riesce a dare delle spiegazioni anche ai temi più arcani. E apre infine una prospettiva su orizzonti nuovi e talora inquietanti: l’Apocalisse sarà un altro diluvio? E questo evento è possibile, o imminente?

    Le Carte dei Sogni – Tarocchi

    Le Carte dei Sogni – Tarocchi

    54 immagini oniriche: i sogni più comuni e significativi.

    Autore/i: Donelli Isa; di Giammario Luigi

    Editore: Edito in proprio

    illustrazioni di Luigi di Giammario.

    54 carte a colori, Roma

    Uno strumento per interpretare il linguaggio misterioso dei sogni, da cui trarre segni chiarificatori, liberatori o premonitori.

    Isa Donelli, scrittrice e cartomante e uno dei nomi più noti della divinazione in Italia. Collabora con le più importanti riviste del settore ed è autrice di numerosi libri e mazzi.

    Madaba

    Madaba

    Le chiese e i mosaici

    Autore/i: Piccirillo Michele

    Editore: Edizioni Paoline

    presentazione di Noël Duval, introduzione e premessa dell’autore, documentazione grafica a cura di P. Eugenio Alliata.

    pp. 376, interamente illustrato b/n, Cinisello Balsamo (Milano)

    Il libro «si propone di fare il punto sulla ricerca storica-archeologica della regione di Madaba (Giordania), documentando la ricchezza del repertorio dei mosaici pavimentali di chiese, battisteri, edifici pubblici e privati e delineando il percorso artistico e l’evoluzione delle botteghe di validi artigiani che lavorarono intensamente, soprattutto dalla seconda metà del V secolo fino all’epoca omayyade» (D. Mazzoleni, in L’Osservatore Romano, 2-3 gennaio 1990, p. 7).

    Michele Piccirillo «ha alle spalle un’intensa attività archeologica centrata proprio sulle chiese dell’antica diocesi di Madaba. Questo stupendo volume, accompagnato da un imponente apparato iconografico di almeno 570 tra foto, mappe, piantine, disegni e da una bibliografia di almeno 250 titoli, fa quasi il punto sulla grande avventura storica-archeologica… e sulla “Scuola di Madaba”, una vera e propria accademia d’arte musiva in azione in piena epoca bizantina…
    Da manuale archeologico [il libro] si trasforma in una vera e propria guida per chi vorrà percorrere quelle strade della Giordania meridionale, ma anche in un’avventura dello spirito all’interno di comunità cristiane fiorenti ancora più di un secolo dopo la vittoria dell’Islam in quelle regioni» (G. Ravasi, in Letture, gennaio 1990, pp. 87-89).

    «È un libro importante, arricchito da una vastissima documentazione lessicale e iconografica, che fa il punto su un patrimonio artistico di enorme importanza, soprattutto quello dei mosaici bizantini ai quali padre Piccirillo, francescano e professore di geografia biblica allo Studium Biblicum di Gerusalemme e ora anche al Pontificio Istituto Biblico di Roma dedica da anni la sua fruttuosa ricerca» (C. Ragaini, in Famiglia Cristiana, 18 ottobre 1989, p. 149).

    Dall’introduzione dell’autore:
    “Con il presente studio, continuando la pubblicazione sulle chiese e i mosaici di Giordania di cui è già uscito il primo volumetto Chiese e Mosaici della Giordania Settentrionale, Collectio Minor Studium Biblicum Franciscanum, n. 30), abbiamo inteso fare il punto sulla ricerca storico-archeologica dedicata alla città di Madaba e alla regione circostante.
    Per i mosaici delle sue chiese e degli edifici pubblici e privati finora scoperti, Madaba è stata giustamente indicata come un centro importante dell’arte del mosaico in Giordania, tanto da far scrivere di una Scuola di Madaba operante in città e nella regione.
    Lo scopo primo di questo studio è quello di documentare la ricchezza di tematiche dei pavimenti mosaicati finora scoperti e conservati in città, al Monte Nebo e nella regione circostante, al fine di precisare il gusto dei mosaicisti artigiani che li misero in opera.
    Essendo quest’opera una sezione preparatoria di un lavoro più ampio esteso a tutta la Giordania, tralasciamo volutamente di approfondire queste tematiche sotto l’aspetto iconografico ed artistico, limitandoci ad accennare alle linee generali di sviluppo interno e ai loro possibili significati.
    Da fatto artistico e di gusto di un’epoca, i mosaici pavimentali con le iscrizioni che li accompagnano sono diventati una fonte insostituibile per la conoscenza della storia della diocesi di Madaba e del suo territorio. L’opera perciò si presenta come un lavoro di sintesi che tocca diversi aspetti documentario, artistico e storico ricavabili dai mosaici, con una preferenza per il dato storico-geografico. L’intenzione è di riscrivere una pagina dimenticata della storia interna di una comunità cristiana di Giordania in epoca bizantino-omayyade, tentando nello stesso tempo sempre sulla base delle iscrizioni dei mosaici di fissare i limiti geografici della diocesi di Madaba.
    A pochi anni dalla rioccupazione moderna del tell da parte di alcune famiglie di beduini cristiani, padre Séjourné poté già scrivere nel 1892 un nutrito articolo dedicato alla storia e alle antichità della città romano-bizantina che si andava riscoprendo. Una sintesi della ricerca successiva fù pubblicata dal Leclercq nel 1931 La ripresa degli scavi a Madaba e nella regione da parte di diversi istituti archeologici ha reso necessario questo aggiornamento, dove gli storici potranno trovare riuniti tutti i dati oggi disponibili sulle antichità bizantine della città e della regione.
    Un particolare risalto è stato dato alle iscrizioni che sono la chiave portante di questo tentativo di storia e geografia ecclesiastica. Senza troppo attardarci in problemi tecnici di epigrafia, per i quali rimandiamo al lavoro di P.-L. Gatier (Inscriptions de la Jordanie, 2, cfr LA 1986, 386-392), presentiamo le iscrizioni nel loro contesto archeologico, sicuri di contribuire in modo determinante alla loro corretta lettura e comprensione. Degli scavi già ampiamente studiati da altri o dai noi stessi, come i mosaici del Monte Nebo e la Carta di Madaba, diamo un riassunto e, se è il caso, il nostro contributo chiarificatore alla luce delle nuove scoperte.
    Eccetto che per alcuni scavi iniziati da noi (il Palazzo Bruciato di Madaba, la chiesa di en-Nitl, le chiese di ’Ayoun Mousa e di Um er-Rasās, l ambiente di Procapis e l’ala orientale del monastero del Nebo), altrove abbiamo ripreso lo scavo a cominciare dal pavimento mosaicato di superficie messo in luce dai nostri predecessori. Dobbiamo perciò lamentare una mancanza di documentazione per lo strato di abbandono.[…]”

    Patologia del Comportamento Alimentare

    Patologia del Comportamento Alimentare

    Obesità, anoressia mentale e personalità

    Autore/i: Bruch Hilde

    Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

    traduzione dall’inglese di Lotte Dann Treves.

    pp. 520, Milano

    Questo libro analizza i disturbi legati al comportamento alimentare in tutte le loro complesse implicazioni organiche e psicologiche.
    Rispetto alla letteratura corrente sull’argomento, spesso generica, basata su documentazioni poco attendibili e non sempre fondata su una rigorosa osservazione clinica, il lavoro della Bruch, considerata la massima autorità mondiale sull’argomento, che raccoglie i dati di quarant’anni di seria ricerca, si pone come un’opera lungamente attesa e di indiscutibile interesse scientifico.
    Il comportamento alimentare patologico si lega, se non nella totalità dei casi nella maggior parte delle sue manifestazioni gravi, a nube di natura psichica. Se ciò è generalmente riconosciuto nei riguardi dell’anoressia mentale, non così avviene per il più diffuso problema dell’obesità e dell’eccesso di peso corporeo. Spesso quest’ultimo viene trattato e affrontato solo perché non si adegua ad un canone estetico. Cosi nella nostra civiltà la magrezza è segno visibile di virtù e di bellezza.
    Un valore estetico tuttavia non può essere posto a fondamento di una scienza né di una terapia.
    Una terapia adeguata non deve intervenire a livello di sintomi; non si tratta quindi di imporre dei regimi dietetici che per quanto meditati e “individualizzati” sono diretti esclusivamente all’eliminazione appunto del sintomo. Si tratta al contrario di individuare il fattore eziologico che sta alla base del disturbo. E a questo riguardo che lo studio della personalità del malato può portare a scoprire proprio nella psiche l’elemento eziologicamente determinante dei comportamenti alimentari patologicamente rilevanti. Ed è la chiarificazione di tali meccanismi sottesi e nascosti il tema fondamentale del testo.
    Hilde Bruch è una psichiatra; come per prima lei stessa ammette, i pazienti che ha curato sono soprattutto individui che presentano chiare turbe psichiche. Questo fatto tuttavia non toglie nulla all’interesse generale delle sue analisi.
    Il libro è rivolto, per il rigore scientifico della trattazione, a medici, psicologi e operatori sociali; la semplicità e la chiarezza del linguaggio lo consigliano inoltre a chiunque rifiuti l’informazione superficiale e parziale e tenda ad una conoscenza più precisa ed attuale del problema trattato.

    Hilde Bruch è medico e professore di psichiatria al Baylor College of Medicine, Houston, Texas. Ha scritto numerosissimi articoli sulle anomalie del comportamento alimentare e alcune monografie sul tema. Tra le sue opere tradotte in italiano, ricordiamo: Apprendere la psicoterapia (Boringhieri 1979) e La gabbia d’oro. L’enigma dell’anoressia mentale (1983).

    Segreti dell’Antica Malta

    Segreti dell’Antica Malta

    Autore/i: Evans John D.

    Editore: Il Saggiatore

    prima edizione, premessa e introduzione dell’autore, traduzione di Cesare Salmaggi.

    pp. 266, 97 fotografie b/n f.t., 33 disegni b/n, 2 carte geografiche b/n, Milano

    Nelle isole di Malta e di Gozo, al centro del gran bacino del Mediterraneo, si trovano alcuni dei più affascinanti e straordinari monumenti preistorici di tutta Europa: i grandi templi megalitici. Costruiti dai primi abitanti di queste isole circa 4000 anni fa per gli elaborati riti della loro religione, essi sembrano essere stati dedicati sia alla adorazione degli antenati, sia al culto di una dea della fertilità. Questo libro narra la storia di questi antichi Maltesi, quale ci è stata rivelata dalle scoperte più recenti.
    I primi coloni giunsero a Malta intorno alla metà del III millennio a. C. dalla vicina Sicilia: si trattava di agricoltori primitivi con una misera cultura di tipo neolitico. Nel nuovo paese essi prosperarono, e svilupparono una notevole cultura che fiorì indisturbata per parecchi secoli.
    Più tardi essi furono notevolmente influenzati dalla civiltà minoico-micenea che si espandeva dalle non lontane terre della Grecia e di Creta.
    Di quei secoli ci rimangono alcuni templi che costituiscono meravigliosi esempi di architettura.
    Costruiti con pietre pesantissime ed enormi, essi contengono anche splendide sculture, molte delle quali rimasero a cielo aperto, altre furono recuperate durante le campagne di scavo.
    Uno dei risultati più straordinari raggiunti nelle più recenti ricerche è dato dalla conferma che queste genti non usarono mai utensili di metallo; altro mistero è costituito dalla loro improvvisa e sconosciuta fine. Poco dopo il 1500 a. C., essi, infatti, scomparvero lasciando il posto a un popolo di cultura meno raffinata, giunto probabilmente dalle coste dell’Italia meridionale. La storia della civiltà degli antichi Maltesi è qui narrata con estrema competenza e passione di archeologo da John D. Evans, che ha condotto dal 1952 una lunga ricerca sui monumenti preistorici di Malta.

    John D. Evans è nato a Liverpool nel 1925. Ha studiato archeologia e antropologia al Pembroke College di Cambridge.
    Dopo aver compiuto il servizio militare, ha viaggiato a lungo in tutto il Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia. Membro dell’Istituto Britannico di Archeologia di Ankara nel 1951, fu nominato capo della missione di ricerche sui monumenti preistorici di Malta, durante gli scavi condotti dalla Università dell’isola dal 1952 in poi. È inoltre professore di archeologia preistorica europea all’Istituto di Archeologia dell’Università di Londra.

    Il Vaticano e Mosca

    Il Vaticano e Mosca

    1940-1990

    Autore/i: Riccardi Andrea

    Editore: Editori Laterza

    introduzione dell’autore.

    pp. XVI-392, Bari

    Una ricostruzione attenta di cinquant’anni di difficili relazioni politiche e diplomatiche: la storia di un antagonismo – variamente modulato – che ha pesato moltissimo nelle coscienze degli uomini del nostro secolo. Roma, capitale del cattolicesimo, e Mosca, capitale della Santa Russia e «Terza Roma», rappresentano indubbiamente due città-simbolo della storia europea. I secolari rapporti tra questi due poli del cristianesimo subirono una brusca svolta con la Rivoluzione russa del 1917: Mosca divenne il centro di un impero anticristiano; Roma le si contrappose. Nel periodo preso in esame da Riccardi si passa dalla condanna senza appello formulata da Pio XII alla ricerca del dialogo che ha caratterizzato i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI, sino all’atteggiamento risoluto e incisivo di Giovanni Paolo II, di fondamentale importanza nella preparazione di quegli imponenti sommovimenti che hanno mutato in breve tempo il volto dell’Europa dell’Est.

    Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, è storico del mondo contemporaneo e in particolare del cristianesimo. Nel 1984 con il volume Pio XII, da lui curato e pubblicato per i nostri tipi, ha posto tra i primi il problema di una rinnovata considerazione di quel pontificato. Per Laterza ha pubblicato anche: Le Chiese di Pio XII (a cura di); Il Vaticano e Mosca 1940-1990; Intransigenza e modernità. La Chiesa cattolica verso il terzo millennio; Islam e Occidente. Riflessioni per la convivenza (con M. Camdessus, J. Daniel e U. Eco); Pio XII e Alcide De Gasperi. Una storia segreta; Convivere; L’inverno più lungo. 1943-44: Pio XII, gli ebrei e i nazisti a Roma; La strage dei cristiani. Mardin, gli armeni e la fine di un mondo.

    Occasione o Tentazione?

    Occasione o Tentazione?

    Arte di discernere e decidere

    Autore/i: Fausti Silvano

    Editore: Editrice Àncora

    pp. 168, Milano

    L’uomo del nostro tempo, consegnato al proprio arbitrio e svincolato dalla legge, come può distinguere il bene dal male, ciò che lo porta alla patria del suo, desiderio da ciò che lo fa miseramente naufragare?
    Questo libro vuol essere un piccolo manuale di cammino interiore, che si rifà alle tradizioni più antiche e collaudate, anche se ignote, per imparare l’arte di discernere e decidere.
    Propone esercizi da fare per vivere in pienezza la libertà alla quale siamo destinati. Aiuta a vedere la differenza tra piacere apparente e gioia, tra tristezza positiva e negativa, tra gioia autentica e sue contraffazioni. La gioia e la tristezza del cuore sono il criterio, interno a ciascuno di noi, del bene e del male. Questa è la nuova legge: la ”legge di libertà”, alla quale da sempre siamo chiamati. A questa legge, se lo vogliamo, oggi siamo finalmente arrivati.

    Silvano Fausti, compiuti gli studi filosofico-teologici con un dottorato sulla fenomenologia del linguaggio all’università di Münster i.W., ha insegnato teologia. Da più di vent’anni vive in una cascina alla periferia di Milano (Villapizzone) con una comunità di gesuiti dediti al servizio della Parola e inserita in una comunità più ampia di famiglie aperte ai problemi dell’emarginazione.
    La sua ricerca coniuga insieme esperienza di vita e riflessione rigorosa, esposizione precisa e linguaggio semplice, in un costante dialogo a tutto campo tra modernità e tradizione. Ha pubblicato: Ermeneutica teologica, Bologna 1973; Una comunità legge il vangelo di Marco, 2 voll., Bologna 1975-1978 (in coll.); Lettera a Sila, Casale Monf. 1990; Ricorda e racconta il vangelo. La catechesi narrativa di Marco, Milano 1990; Libertà dei figli e verità del vangelo, Casale Monf. 1993; Una comunità legge il vangelo di Luca, Bologna 1994; La fine del tempo, Casale Monf. 1994; Elogio del nostro tempo, Casale Monf. 1996.

    La Dottrina della Fede

    La Dottrina della Fede

    Dogma, Morale, Spiritualità

    Autore/i: Amerio Franco

    Editore: Edizioni ARES

    pp. 912, Milano

    Questa nuova edizione aggiornata di un classico della catechesi, precedentemente apparso con il titolo Il Nuovo Catechismo
    Antico, e con lo pseudonimo Franco della Fiore, si presenta in una congiuntura culturale che lo rende ancora più utile, dopo oltre dieci anni di grandi successo presso il pubblico e di singolari riconoscimenti da parte dei Pastori e dei Teologi.
    Il testo di Franco Amerio è infatti un eccellente strumento di lavoro per quanti sono impegnati nella catechesi dei giovani e degli adulti, e può servire anche come manuale davvero completo e organico a quanti desiderano approfondire e aggiornare la propria formazione dottrinale. Inoltre la Dottrina della Fede ha il pregio di interessare tutti per la serietà e il limpido rigore dell’esposizione, avvincente per il calore umano e per la fede viva che animano ogni pagina.

    Franco Armerio è un illustre rappresentante della scuola salesiana. Nato a Lugano nel 1906, è dottore in Lettere e Filosofia e in Teologia. Nel 1954 conseguì il titolo di libero docente di Storia della Filosofia nelle università statali, e per molti anni ha insegnato nel liceo classico “Valsalice” di Torino. Fra le sue opere di ricerca scientifica vanno ricordate l’Introduzione allo studio di G.B. Vico (1946), l’Epistemologia(1948) e Ardigò (1957); vi sono poi le notissime presentazioni di classici del pensiero come la Metafisica e l’Etica nicomachea di Aristotele, la Monadologia di Leibniz, la Scienza Nova di Vico e gli Epistemologi contemporanei. Amerio ha inoltre pubblicato un manuale di storia della filosofia e uno di storia civile (con lo pseudonimo Francesco Moroni), molto apprezzati nelle scuole secondarie superiori.

    John Gabriel Borkman

    John Gabriel Borkman

    Autore/i: Ibsen Henrick

    Editore: Officina Edizioni

    introduzione e traduzione di Claudio Magris, in copertina: Ibsen di Edward Munch.

    pp. 128, Roma

    “John Gabriel Borkman”, scritto nel 1896, racchiude temi e motivi tipici del teatro di Ibsen sublimati in una dimensione essenzialmente poetica.
    L’eccezionale grado di concentrazione drammatica – tutto si svolge in poche ore, in una sera in cui i destini dei personaggi vengono rivelati e conclusi conferisce all’opera una complessa unità sviluppata come andamento nel «profondo». In un percorso in cui dall’inagibilità del tempo come presente i personaggi risalgono al passato, la magistrale tecnica analitica di Ibsen è in grado di svelare le contraddizioni e i problemi non soltanto esistenziali dei protagonisti del dramma. Oltre alla nuova traduzione del “Borkman” ad opera di
    Claudio Magris, il volume pubblica un saggio introduttivo dello stesso Magris, la recensione di George Bernard Shaw alla «prima» londinese e un successivo scritto di Shaw dedicato a “Borkman”, compreso in “Quintessenza dell’ibsenismo”.
    “John Gabriel Borkman” è andato in scena al Teatro Argentina di Roma il 29 gennaio 1981.

    Visualizza indice
    • Da Shaw a Ibsen, da Ibsen a Shaw  di Luigi Squarzina
    • La megalomania della vita  di Claudio Magris
    • John Gabriel Borkman
      • Atto primo
      • Atto secondo
      • Atto terzo
      • Atto quarto
    • John Gabriel Borkman di George Bernard Shaw
    • Gian Gabriel Borkman e “La quintessenza dell’ibsenismo” di George Bernard Shaw