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Libri dalla categoria Osservazioni Cliniche

Calendario dei Celti – Nel Segno dell’Albero

Calendario dei Celti – Nel Segno dell’Albero

Titolo originale: Der Keltische Baumkalender

Autore/i: Vescoli Michael

Editore: Parole di Cotone Edizioni

nota di Michele Costantini, traduzione dal tedesco di Laura Frigerio, illustrazioni di Michele Costantini.

pp. 160, numerose illustrazioni b/n, Milano

Affascinante e misteriosa civiltà, quella dei Celti fu dominante in Europa nei due millenni precedenti l’egemonia romana.
Il loro calendario, più che mezzo per orientarsi nel tempo, era un vero e proprio almanacco, che correlava l’insieme dei saperi e delle intuizioni tra il mondo della natura – in special modo quello degli alberi – e quello degli esseri umani. Il calendario si presenta dunque come “collage” di pensieri, una miscela di conoscenze antiche che suddividevano il tempo in base all’osservazione degli alberi, infondendo a questa abitudine quella magia e spiritualità che ha reso il Celti un popolo unico.
Quest’opera permette tutt’oggi a ciascuno di scoprire il proprio albero tutelare – e la ricchezza simbolica che i Celti gli attribuivano – relazionandolo alla propria data di nascita.

Michael Vescoli, nato nel segno del cipresso, è cresciuto tra l’Iran, la Svizzera e l’America del Sud. Esperto in storia delle civiltà e delle religioni, ha lavorato come giornalista e archeologo in Messico, e poi come etnologo in Africa. Nel 1988 ha pubblicato in Germania la prima edizione di questo libro, presto tradotto, con grande successo, in molte lingue.

Il Suono di un Miracolo – La Lotta di una Madre per Liberare la Figlia dall’Autismo

Il Suono di un Miracolo – La Lotta di una Madre per Liberare la Figlia dall’Autismo

Una Storia Vera

Autore/i: Stehli Annabel

Editore: Edizioni Il Punto d’Incontro

traduzione di Chiara Collizzolli, titolo originale: Sound of a miracle.

pp. 256, Vicenza

Fin da subito ad Annabel la figlia Georgie appare “strana”: non guarda negli occhi la madre, nemmeno durante i primi istanti di vita. Con il passare del tempo, la “stranezza” di Georgie si accentua e Annabel si rende conto che la bambina vive in un mondo a parte, dove non è ammessa alcuna creatura vivente. In quegli anni (fine anni Sessanta) l’autismo è ancora poco conosciuto e questa ignoranza si ripercuote su Annabel, che viene tacitamente incolpata di “soffocare” la figlia, di non lasciarla crescere. Nel frattempo la vita di Annabel, già provata dal difficile rapporto con Georgie, subisce due durissimi colpi: la grave malattia di Dotsie, la figlia maggiore, e il tradimento del marito, che finisce per abbandonarla. Solo dopo la morte di Dotsie Annabel comincia un cammino di ricerca per far uscire Georgie dalla prigione comportamentale in cui è rinchiusa. Attingendo la sua forza dalla sua profonda fede religiosa e dall’amore per la figlia, non perde mai la speranza di trovare una cura. Alla fine il miracolo: la svolta decisiva avviene durante un viaggio in Svizzera, grazie all’incontro con un medico, il dott. Bérard, che tratta i casi di autismo correggendo l’udito dei pazienti.

“L’eccezionale libro di Annabel Stehli è stato un aiuto per migliaia di bambini autistici o affetti da altri handicap, che hanno tratto enormi benefici dalle terapie integrative uditive del dottor Guy Bérard. Il valore scientifico di questa terapia è stato oggi confermato da numerosi studi”. (Dr. Bernard Rimland)

“Il lettore rimane incollato alla pagina. Il racconto mantiene un ritmo serrato, i dialoghi sono convincenti e le descrizioni vivide”. (Rachel Billington, London Sunday Times)

“Ben scritto e incredibilmente toccante, questo libro insegna che bisogna lottare per ciò che si ritiene giusto per i propri figli”. (Parent Magazine)

“Quella di Annabel Stehli è una storia forte, che parla di coraggio, speranza e determinazione”. (Library journal)

“Le riflessioni di Stehli, specialmente per quanto riguarda la sua battaglia con la comunità medica, sono inestimabili per tutti i genitori di bambini con disordini fisici o mentali”. (Booklist)

Annabel Stehli attualmente dirige il Georgiana Institute, un’organizzazione non profit per la cura e il sostegno degli autistici delle loro famiglia. La sua missione oggi è far conoscere (recentemente anche in Italia) le tecniche di allenamento uditivo che hanno permesso alla figlia Georgiana di guarire, promovendo nel contempo l’uso di terapie non farmacologiche nella cura dell’autismo. Dopo “Il suono di un miracolo”, ha pubblicato altri due libri sulle esperienze nell’affrontare questa malattia. È stata ospite di numerosi programmi televisivi e radiofonici e tiene conferenze in tutto il mondo.

La Scrittura e la Festa – Teatro, Festa e Letteratura nella Firenze del Rinascimento

La Scrittura e la Festa – Teatro, Festa e Letteratura nella Firenze del Rinascimento

Autore/i: Gareffi Andrea

Editore: Società Editrice Il Mulino

introduzione dell’autore.

pp. 420, Bologna

A Firenze, nel Cinquecento, Niccolò Machiavelli fa recitare la «Mandragola», ma non si cura di pubblicarla: il teatro – si sa – non è letteratura. Il teatro e la festa sono come uno specchio in cui si riflette la civiltà nella sua complessità contraddittoria, ma il teatro e la festa si riflettono a loro volta anche nei documenti che li descrivono, nella memoria scritta che ne rimane. Il teatro, tra questi due fuochi, offre inaspettati ricongiungimenti: civiltà e memoria, riflettendovisi, prendono consapevolezza di sé. Lo studio della scrittura della festa introduce allo studio del teatro, ma non più come sola scrittura. Filologia divinatoria, minuziose risonanze, coincidenze aprono la via ad altri rispecchiamenti ancora: la commedia nasce e muore contemporaneamente, così come la festa vive e consuma, insieme, il suo tempo sacro. Una folla di minori e minimi restituisce senso a grandi metafore. Questo libro si occupa della «festa» come comportamento, della «cultura» come antropologia, ma guardata nella sua emergenza scritta e tenta di disegnare, per mezzo di triangolazioni che toccano storia, letteratura e teatro, un ritratto della commedia fiorentina del Rinascimento.

Andrea Gareffi è ricercatore di Letteratura italiana nella Facoltà di Lettere dell’Università di Roma «La Sapienza». È autore, tra l’altro, di «Le voci dipinte. Figura e parola nel Manierismo italiano» (Bulzoni, 1981), «Figure dell’immaginario nell’Orlando Furioso» (Bulzoni, 1984) e di «La filosofia del Manierismo. La scena mitologica della scrittura in Della Porta, Bruno e Campanella» (Liguori, 1984). Ha inoltre curato edizioni di testi teatrali: Lorenzo di Filippo Strozzi (Longo, 1980), Federico Della Valle (Mursia, 1988).

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Indice del volume: Introduzione. – I. Le commedie di Jacopo Nardi. – II. Il possesso di Leone X. – III. Coincidenze tra un minore e il maggiore, Lorenzo di Filippo Strozzi e Niccolò Machiavelli. – IV. La cena macabra di Lorenzo di Filippo Strozzi. – V. La storia nella «Mandragola»: il Frate e il Turco. – VI. La scena della morte: l’«Aridosia» di Lorenzino de’ Medici. – VII. La morte in scena: le «Esequie del divino Michelagnolo». – VIII. «La Cofanaria»: la morte della commedia, la vita della scena. – IX. Le paure di Girolamo Bargagli.

Ricerca Sociologica e Ruolo del Sociologo

Ricerca Sociologica e Ruolo del Sociologo

Autore/i: Autori vari

Editore: Società Editrice Il Mulino

presentazione e cura di Pietro Rossi, contributi di: Bianca Beccalli, Gian Luigi Bravo, Vittorio Capecchi, Alessandro Cavalli, Luciano Gallino, Alberto Martinelli, Guido Martinotti, Alessandro Pizzorno, Gian Enrico Rusconi, Riccardo Scartezzini.

pp. 364, Bologna

Il Centro di Studi metodologici di Torino ha organizzato, nel maggio 1971, un convegno dedicato alla crisi del metodo sociologico, con l’intento di precisare i motivi di ordine metodologico che sottostanno alla crisi della sociologia determinatasi nel corso degli anni ’60. Il presente volume raccoglie le tre relazioni introduttive, che studiano gli aspetti principali di tale crisi (il rapporto tra presupposti metodologici e tecniche di ricerca, il condizionamento della ricerca da parte delle strutture istituzionali in cui essa ha luogo, i limiti «disciplinari» della ricerca sociologica), una serie di contributi sullo stato del dibattito nella sociologia contemporanea (negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia, nella Germania federale, in Unione Sovietica) e, infine, le due relazioni conclusive.
Attraverso la discussione del problema della crisi della sociologia e della sua impostazione metodologica si attua un confronto diretto tra due generazioni di sociologi: la più giovane, impegnata nello sforzo di riflettere sulle proprie esperienze e di chiarire le ragioni di un diffuso disagio, e la precedente, la generazione dei sociologi formatisi nell’immediato dopoguerra e ormai pervenuti alla maturità, che la critica dei loro giovani allievi induce a ripensare l’impianto del proprio lavoro. Un confronto che pone in luce, accanto alla crisi che la sociologia attraversa in un panorama internazionale, anche e soprattutto le carenze e i limiti della ricerca sociologica italiana. Al di là delle posizioni dei singoli autori, questo libro ha quindi un valore sintomatico del malessere che ha investito uno dei settori-chiave della nostra cultura.

L’Impero dell’Effimero – La Moda nelle Società Moderne

L’Impero dell’Effimero – La Moda nelle Società Moderne

La Moda nelle Società d’Oggi: un Gioco Futile o Uno Specchio di Creatività Nuova?

Autore/i: Lipovetsky Gilles

Editore: Garzanti Editore

presentazione dell’autore, traduzione dal francese diSergio Atzeni, titolo originale dell’opera: «L’empire de l’éphémère. La mode et son destin dans les sociétés modernes», in copertina: Piume, litografia (1975) di Erté. New York, American Atelier.

pp. 304, Milano

L’epoca del dominio della tecnica e del controllo razionale sul mondo registra contemporaneamente il primato del più irragionevole dei giochi, la moda; segna il trionfo incontrastato dell’effimero, alimenta il gusto capriccioso e febbrile per tutto ciò che continuamente muta. La moda non è più un lusso esclusivo che riguarda pochi eletti, supera i confini abituali del vestire per orientare la produzione e il consumo degli oggetti, guidare la pubblicità e i media. Da futile passatempo e accessorio marginale, la moda è giunta a rimodellare a sua immagine l’intera società, permeando di sé le forme del vivere contemporaneo. Inadeguato e carente si rivela dunque il criterio di chi si limita a individuare nella moda il canale privilegiato della distinzione sociale, il luogo di una competizione muta e simbolica tra le classi. La moda, per meglio dire la Società-Moda, è oggi ben di più: specchio dell’ebbrezza del nuovo e del moderno, porta con sé i valori della creatività individuale e del pluralismo, riconcilia la tecnologia con il gioco, il potere politico con la seduzione. La democrazia del «frivolo» progredisce così tramite il suo contrario: la sua incoscienza favorisce la coscienza, le sue follie il rispetto dei diritti e della libertà di tutti.

Gilles Lipovetsky, nato nel 1944, è professore di filosofia all’Università di Grenoble, ed è anche autore di L’ère du vide (1983). Attento ai fenomeni mentali e sociali della vita di oggi, Lipovetsky ha incentrato in particolare la sua ricerca sull’individualismo contemporaneo e sui suoi effetti nelle cosiddette democrazie mature.

Il Quadro che Mi Manca – Per Scrivere sui Pittori Adopero gli Occhi

Il Quadro che Mi Manca – Per Scrivere sui Pittori Adopero gli Occhi

Autore/i: Soavi Giorgio

Editore: Garzanti Editore

prima edizione.

pp. 298, numerose tavole b/n f.t., Milano

Per Giorgio Soavi l’unico modo per scrivere di quadri e pittori sembra sia quello di trattarli alla stessa stregua dei seducenti dettagli di un romanzo, di una storia da raccontare. Lui vede l’arte e i suoi prodotti così come un animale vede e divora il cibo di cui ha bisogno per vivere. Aveva già pubblicato due libri, Tenero è il mostro (1979) e Il sogno continua (1982), sui grandi e celebrati pittori da lui conosciuti o semplicemente vagheggiati. Adesso ci riprova con Il quadro che mi manca e in questo libro racconta degli erbari floreali di Jean-Pierre Velly, dei disegni di Horst Janssen (per Soavi il più bravo di tutti), delle straordinarie nature morte negli interni dello studio di Gianfranco Ferroni. La stessa sorte, o meglio lo stesso sortilegio tocca ai paesaggi marini e terreni di Piero Guccione, agli alberi di Carlo Mattioli, alle architetture del «Titanic» di Flavio Costantini, alle introspezioni capillari di Domenico Gnoli come alle invenzioni tenere quanto mostruose di animali e bambini dipinti da Graziella Marchi e Fernando Botero. Agli amati disegni e acquarelli di Folon, Pericoli e Steinberg, ai disegni e ai quadri di Balthus e William Bailey, ai prediletti scultori Giuliano Vangi e Lothar Fischer. Alla nascita dei pullover di uno stilista come Ottavio Missoni.

Giorgio Soavi poeta, romanziere, appassionato di arti figurative. Tra i suoi libri ricordiamo i romanzi: Memorie di un miliardario (1975), Sogni di gloria (1980), Un amore a Capri (1981), Il conte (1984); le poesie: L’America tutta d’un fiato (1959), La moglie che dorme (1963), Poesie per noi due (1972); i racconti: Sirena (1966), La giovane signora e la sua bicicletta (1974), Italiani anche questi (1979); i racconti sui pittori: Tenero è il mostro (1979), Il sogno continua (1982).

La Terapia Artistica del Biodramma – Come Rappresentare e Conoscere la Vita in un Viaggio di Liberazione e Trasformazione Interiore

La Terapia Artistica del Biodramma – Come Rappresentare e Conoscere la Vita in un Viaggio di Liberazione e Trasformazione Interiore

Autore/i: Romanò Maurizio

Editore: Gruppo Editoriale Futura

prima edizione, introduzione dell’autore disegni di Maurizio Maione, in copertina: incisione su pietra realizzata da Lorenzo Ostuni raffigurante una scena del Biodramma..

pp. xiii-226, disegni b/n, Milano

Con questo libro, Maurizio Romanò ci offre numerosi spunti di riflessione sull’arte in terapia e presenta per la prima volta il Biodramma, strumento cosmopolita che permette l’incontro autentico tra persone di culture ed esperienze diverse, in grado di fornire una mappa a chi insegue quella trasformazione richiesta per l’autorealizzazione, in un mondo di valori e di tradizioni in gran parte al tramonto. Momento dinamico, evolutivo, trasformativo, il Biodramma è indicato a tutti coloro che vogliono ascoltare il proprio cuore.

L’intervista a Lorenzo Ostuni, che appare in apertura, ripercorre la storia del Biodramma a partire dal primo gruppo, che negli anni ’70 a Roma si riuniva in un teatro sperimentale per compiere delle ricerche sul rapporto corporeità/simbolo, sino ai nostri giorni, con il riconoscimento ufficiale del metodo da parte dell’Esalen Institute in California. Dal racconto di Ostuni emergono altresì gli aspetti più significativi del Biodramma, le particolarità, gli aneddoti che hanno segnato la storia di questo metodo di art therapy che, nato in Italia, ha trovato fortuna oltreoceano.

La descrizione del Biodramma rappresenta il nucleo centrale del testo e viene affrontata da molteplici punti di vista. I riferimenti di tipo antropologico e psicologico offrono una visione articolata degli aspetti operativi e teorici, ulteriormente arricchiti dai numerosi riferimenti di tipo esoterico. Le toccanti testimonianze di alcuni operatori e di alcune persone che hanno partecipato come soggetti alle rappresentazioni, riportano il lettore alla propria dimensione interiore, emotiva, simbolica, lasciando trasparire la reale portata dell’esperienza biodrammatica.

La parola biodramma è un neologismo coniato da Lorenzo Ostuni per denominare il metodo di art therapy da lui stesso ideato. Letteralmente biodramma significa “drammatizzazione della vita”, rappresentazione teatrale di un’esistenza. Nella sua realizzazione pratica, il biodramma è un insieme di gesti, di azioni, di comportamento che rendono la pienezza di una vita intera e la descrivono. Come tecnica di arte-terapia, il biodramma favorisce lo sviluppo della creatività attraverso un aumento della consapevolezza di sé e degli altri.Nato negli anni ’70, su invenzione di Lorenzo Ostuni – uno dei più importanti studiosi italiani di simbologia – e praticato a Roma in via sperimentale da un gruppo di persone per diversi anni, questo metodo è ora cresciuto e maturato e ha trovato la sua strada verso la notorietà internazionale.Per la sua collocazione trasversale fra il mondo delle arti e quello della terapia, il Biodramma ha attratto numerosi artisti e personaggi dello spettacolo, oltre a molti pazienti di noti medici e psicoterapeuti italiani e stranieri. Questo è il primo libro che ne divulga i principi e le tecniche.

“Posso affermare che la pratica del Biodramma come metodo di trasformazione, possiede componenti di grande forza ed efficacia.” (Michael Murphy, fondatore dell’Esalen Institute di Big Sur, California, e autore di Il futuro del corpo)

“Ho accolto il Biodramma come se il soggetto stesse rappresentando anche me stessa e l’intera umanità. Questo percorso è il cammino di ogni essere umano.” (Rosalba Terranova Cecchini, medico neurologo e psichiatra transculturale)“

Il Biodramma ferma il tempo interiore della coscienza con la stessa energia delle cosiddette esperienze cruciali – mantenendone la dimensione emozionale – con il vantaggio di estinguere l’aspetto tragico.” (Giovanni Caputo, medico psichiatra e psicanalista)

“Un libro che possono leggere tutti coloro che sono interessati all’umanesimo transpersonale e all’art therapy in un’ottica di training per la crescita del potenziale umano e per la terapia.” (dalla post-fazione di Lorenzo Ostuni, artista, regista e autore televisivo; ideatore del Biodramma.)

Maurizio Romanò. Antropologo. Ha lavorato alla riabilitazione dei portatori di handicap psichico. Ha fatto parte di un gruppo di ricerca – finanziato dal Consiglio Nazionale per le Ricerche – sullo sciamanesimo in Nepal, realizzando la documentazione visiva di rituali terapeutici, e ha studiato sul posto i curanderos messicani. Sperimentatore di tecniche meditative e terapeutiche di varie culture del mondo, ha studiato la funzione del simbolismo nelle pratiche tradizionali di guarigione, proponendo una loro applicazione nell’ambito dell’arte-terapia. Sulle sue ricerche ha pubblicato articoli in Italia e all’estero. Attualmente conduce gruppi per lo sviluppo del potenziale umano. Vive e lavora a Parma.

La Leggenda di Krishna

La Leggenda di Krishna

Titolo originale: The Legend of Krishna

Autore/i: Frith Nigel

Editore: Moizzi Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Piero Verni, in copertina: Krishna adorato come Essere supremo. Miniatura di Nathdwara.

pp. 192, Milano

Krishna, il dio-mandriano che balla la sua danza d’amore con le giovani pastorelle dei boschi… il maestro di vita che nelle pagine della Bhagavad Gita risponde alle domande di Arjuna… Krishna la Suprema Persona adorato in India e nel mondo da milioni di persone.
Ma chi è in realtà questo giovane dio dai lunghi capelli e dallo sguardo sereno? Qual è la sua storia, o meglio il suo mito? Quali le sua gesta, i suoi poteri? Lo racconta in questo libro Nigel Frith, un giovane studioso inglese che introduce il lettore nel mondo della tradizione, della cultura e della religione indiana con la sagacia dello studioso esperto, ma narrate con il linguaggio lirico del poeta.
L’autore non si limita, infatti, all’esposizione di una mitologia o di un ciclo di leggende ma compie un’approfondita riflessione sul misterioso dispiegarsi dell’azione delle forze dell’amore e della morte, sulla realtà di questa vita e sul potere del karma nelle vicende degli esseri umani.
Un libro attualissimo su una delle figure religiose che più ha affascinato i giovani di questa generazione.

La Tradizione Esoterica Giudaico – Cristiana

La Tradizione Esoterica Giudaico – Cristiana

Autore/i: Virio Paolo M.

Editore: Bastogi Editrice Italiana

in copertina: Il gran sacerdote Melchisedech, perfetto iniziato al mistero più santo, gran pontefice della saggezza, rappresentante del Grande Architetto dell’Universo.Mosaico del VI sec. in San Vitale, Ravenna.

pp. 184, Foggia

Sommario:

LA TRADIZIONE ESOTERICA

  • Essenismo cristiano  
  • Radici bibliche esseniche cristiane  
  • Significati simbolici della Rivelazione cristiana  
  • Senso della Tradizione  
  • Aspetto interiore della Tradizione  
  • Titanismo

GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL’ESSERE UMANO

  • Le quattro modalità dell’essere umano
  • Le parti tradizionali dell’anima individuale
  • Gli organismi umani dell’anima
  • La monade geniale o ente sidereo
  • Monade e Karma
  • L’Io e i suoi stati di coscienza
  • Gli stati di coscienza
  • Corpo, anima, spirito
  • Le modalità dell’Essere
  • Monade ed egopsiche
  • Monade e sue manifestazioni
  • La coscienza egoica
  • L’Archetipo
  • Le Tradizioni e i quattro Enti
  • Il settenario

CONSAPEVOLEZZA DELLA META

  • Attitudini e vocazione
  • La servitù umana
  • La liberazione è cosa rara
  • Pratiche e regole
  • Regole tempo
  • Psichico e spirituale
  • Contemplazione e azione
  • Avvenimenti
  • Magia
  • Opinioni e discriminazioni
  • Mezzi preparatori
  • Tecnica
  • Silenzio-esichia
  • Pensiero meditazione mentale
  • Pranayama-apnoritmia
  • Sobrietà
  • Tendenze individuali
  • Cupella
  • Cibi
  • Impermanenza
  • Impassibilità
  • Supporti realizzabili metafisici
  • Mezzi
  • Metodo cuore
  • Tecnica
  • Centrare coscienza
  • Monologia
  • Luogo
  • Ambiente (interno, esterno)

ESOTERISMO CRISTIANO ED AMORE

Paolo M. Virio (1910-1969), figura di elevato uomo spirituale ed autentico iniziato, è stato uno dei pochi qualificati esponenti dell’Esoterismo Cristiano.Egli ha approfondito lo studio della Tradizione nel contesto storico, mettendo in evidenza sia la continuità tra l’Esoterismo Ebraico e quello Cristiano, fondato su radici kabbalistiche, sia il fondamentale ruolo svolto dagli Esseni quale anello di congiunzione tra l’Antico e il Nuovo Testamento.Tra le opere di Paolo M. Virio ricordiamo: Cosmo: prospettive esoteriche; Orientamenti iniziatici; Il segreto del Graal; Il vangelo esoterico di San Marco; La gnosi; La scienza arcana e Lo splendore della Kabbalah.

Il Mondo Magico dell’Antico Egitto

Il Mondo Magico dell’Antico Egitto

Titolo originale: Le Monde Magique de l’Egypte Ancienne

Autore/i: Jacq Christian

Editore: ECIG – Edizioni Culturali Internazionali Genova

traduzione italiana a cura di Pierangela Visini, revisione di Ida Li Vigni, in copertina: La Dea Stella Riceve Energia Dal Sole. Le Cappelle di Toutankhamon, collana: ALKAEST – L’Universo Magico, Esoterico e Simbolico – Ex ORIENTE.

pp. 216, numerose illustrazioni b/n, Genova

Christian Jacq, noto egittologo autore di importanti ricerche sulla cultura faraonica, incontra a Luxor una delle più famose famiglie di maghi che praticano ancor oggi la caccia ai serpenti e agli scorpioni. Da questo incontro ricava la convinzione che i testi antiche e la tradizione orale rivelano la stessa verità: è possibile al mago, in armonia con le potenze creatrici, intervenire sul mondo. Inco-mincia così un viaggio affascinante fra documento storico e tradizione popolare per riscoprire le statue che guariscono, le leggi dell’amore magico, le protezioni per i bambini, i cibi magici, il «buon occhio» ecc… nella consapevolezza che fra testi antichi e esperienza vissuta non esistono fratture.

Una Donna Chiamata Camille Claudel

Una Donna Chiamata Camille Claudel

Titolo originale: Une femme

Autore/i: Delbée Anne

Editore: Longanesi & C.

traduzione dall’originale francese di Marzia Bologna, undici Fotografie di Richard Nourry, in copertina: Camille Claudel in una fotografia di César (1884).

pp. 368, 11 fotografie b/n f.t., Milano

Cognome: CLAUDEL
Nome: CAMILLE
SCULTRICE
Nata il: 8 dicembre 1864
Occhi: azzurro scuro
Fratello: Paul Claudel
Amante: Auguste Rodin
Amico: Claude Debussy
Trent’anni di creazioni
Trent’anni di manicomio

Camille si lancia in quell’avventura anima e corpo, con l’entusiasmo e la volontà indefettibile che la caratterizzano fin da quando era bambina. Poi, un giorno del 1883, la sorte mette sulla sua strada Auguste Rodin: il «Maestro» accetta di prenderla nel proprio studio come allieva; ben presto Camille diventa la sua amante. Seguono quindici anni di un rapporto appassionato e burrascoso da cui la donna uscirà sfibrata, vinta… Morirà nel 1943 nel manicomio di Montdevergues, vicino ad Avignone, dopo un terribile internamento durato oltre trent’anni, lasciando al giudizio dei posteri un insieme notevole di sculture di rara potenza visionaria. Tanto come donna quanto come artista, Camille Claudel andava riabilitata. Questo libro, scritto con intensa partecipazione da un’altra donna, da un’altra artista, le rende infine giustizia.

Anne Delbée, regista teatrale, direttrice di una sezione del Centro drammatico nazionale di Angers, conosce bene il mondo di Claudel (di cui ha messo in scena, al Théâtre de la Ville, L’échange) e soprattutto quello di Camille, cui ha dedicato un testo teatrale intitolato per l’appunto Une femme, che ha entusiasmato la critica e che ha ispirato il film Camille Claudel, diretto da Bruno Nuytten e interpretato da Isabelle Adjani e Gérard Depardieu.

Un Cappello da Viaggio – La Mia Vita con Jorge Amado

Un Cappello da Viaggio – La Mia Vita con Jorge Amado

Titolo originale: Um chapéu para viagem

Autore/i: Gattai Zélia

Editore: Edizioni Frassinelli

traduzione di Yvonne Giannini.

pp. 314, Milano

Zélia Gattai, moglie di Jorge Amado, racconta la sua appassionante vita con il grande scrittore brasiliano, dall’inizio del loro contrastato amore agli anni che li videro protagonisti dei fermenti politici e sociali del Brasile del dopoguerra.
La narrazione comincia e si conclude con due viaggi fondamentali nella vita di Zélia, il primo per raggiungere Jorge, il secondo alla volta dell’Europa, nel triste periodo dell’esilio, per ognuno dei quali ebbe in regalo un cappello.
La sua testimonianza diretta, scritta con toni avvincenti e carichi di sentimento, ci offre un ritratto inedito di Jorge Amado, del suo entusiasmo, la passione per la letteratura, il forte legame con la sua terra.
Con questo libro, completato nel 1982, anno in cui cadeva il settantesimo compleanno di Amado, Zélia Gattai ha voluto rendere omaggio all’uomo con cui ha diviso un’esistenza intensa, sempre accompagnata da un’enorme vitalità e vissuta con straordinario amore.

Zélia Gattai è nata a San Paolo del Brasile nel 1916, figlia di emigrati italiani. Il suo primo libro, Anarchici, grazie a Dio, è pubblicato da Frassinelli.

Lavorare con il Telaio

Lavorare con il Telaio

Titolo originale: Premiers Tissages

Autore/i: Boekholt Albert

Editore: Longanesi & C.

traduzione dall’originale francese di Teodora Locatelli, disegni e esemplificazioni pratiche di Albert Boekholt, collana: I Manuali del Trapper, copertina di Salvatore Gregorietti.

pp. 166, riccamente illustrato b/n, Milano

Dai telai per tessere perline ai telai a tavoletta per tessere nastri dai telai rustici ai telai a pedale questo manuale prende in esame tutte le possibilità della tessitura a mano. Ogni modello è illustrato con cura minuziosa: i pezzi che lo compongono vengono descritti uno per uno spiegando come si possa costruirli da sé assemblarli e metterli in opera.
I tessuti che ogni telaio consente di produrre vengono descritti in ogni particolare: dalla scelta dei filati adatti alla tecnica di tessitura e finitura.
L’ultima parte del manuale contiene una serie di proposte che aprono la via a ricerche assai avanzate sull’arte di assortire e incrociare i fili.
Chiunque troverà qui una risposta alle sue domande: dal giovanissimo principiante all’esperto in cerca di stimoli creativi.
Se non vi eravate mai accostati alla tessitura temendo un lavoro troppo complesso o troppo lungo e noioso riceverete da questo libro la più convincente delle smentite.

Un Monastero Benedettino sul Monte Athos – X-XIII Secolo

Un Monastero Benedettino sul Monte Athos – X-XIII Secolo

Autore/i: Merlini Marco

Editore: Tipografia Editrice Santa Scolastica

prefazione dell’autore, collana: Studia Monastica, in copertina: La torre di Amalfion e, sullo sfondo, il Monte Athos. (F. Battaglia).

pp. 288, numerose fotografie a colori f.t., Subiaco (Roma)

I ruderi maestosi di un’alta torre merlata sono tutto quanto rimane di una grande avventura intrapresa, a cavallo del primo millennio, dall’Ordine di San Benedetto: insediare un monastero proprio nella roccaforte del monachesimo bizantino, il Monte Athos.
La vicenda di Apothikon, poi reinventatosi come Amalfion, è troppo affascinante per continuare a lasciarla nell’oblio. Sorto verso il 985, per tre secoli questo avamposto benedettino ha fornito una testimonianza eloquente della tradizione liturgica romana resistendo alla rottura tra Chiesa cattolica latina e Chiesa ortodossa orientale. Ma non è stata un’intrepida sopravvivenza in “terra nemica”. È prosperato fino a divenire uno dei maggiori latifondisti del tempo e ottenere addirittura lo status di “monastero imperiale”.
Ma che cosa ci faceva un chiostro di latini sul Santo Monte che gli ortodossi considerano tuttora il guardiano non negoziabile di sacre tradizioni incompatibili con la teologia e il rito romano?
A caccia di risposte, il volume ricostruisce la storia del monastero “anomalo” quale pedina nel Grande Gioco per la supremazia tra Oriente e Occidente. Ma anche quale eccezionale esempio di cooperazione fra i monaci occidentali e orientali, più forte della crescente divaricazione tra le rispettive Chiese.

Marco Merlini, PhD, è ricercatore senior presso l’Università di Sibiu (Romania), Director of Communications dell’Institute of Archaeomythology (USA), Direttore Esecutivo dell’Istituto di Ricerche Euro Innovanet, Direttore Generale del Prehistory Knowledge Project, Coordinatore del Virtual museum of the European roots e membro del Comitato Scientifico dell’Associazione Insieme per l’Athos (Italia). Ha pubblicato ventuno libri e decine di articoli, tra cui svariati sul Monte Athos in italiano, inglese, russo e ucraino.

Riflessioni di un Maestro sulla Storia dell’Umanità – La Civilizzazione Umana – Origini e Evoluzione

Riflessioni di un Maestro sulla Storia dell’Umanità – La Civilizzazione Umana – Origini e Evoluzione

Titolo originale: A Master’s Reflection on the History of Humanity

Autore/i: Ramtha

Editore: Macro Edizioni

nota editoriale di Jaime F. Leal Anaya, traduzione di Irene Rizzoli e Bruna Dalponte.

pp. 368, Diegaro di Cesena (FC)

Questa straordinaria sintesi degli insegnamenti di Ramtha presenta la storia delle origini dell’umanità, ancor prima della creazione dell’universo fisico, e spiega come si sia giunti al primo uomo e alla prima donna.

Ramtha descrive la manipolazione genetica da parte di razze più avanzate e spiega come siano andate perdute le antiche conoscenze circa le nostre vere origini e sostituite da ignoranza e superstizioni.
Le antiche scuole di saggezza hanno conservato queste conoscenze sacre per quelle generazioni future che fossero attrezzate e disponibili ad accettarle.
Siamo Dei, Dei creatori d’infiniti universi, creatori della vita, della materia, dei nostri stessi corpi, ma ci siamo troppo innamorati delle nostre creazioni, calandoci innumerevoli volte in esse, facendoci prendere dall’eterno gioco del perfezionamento dell’opera, nel tentativo di migliorarne capacità e bellezza, fino a divenire vittime delle violente emozioni che tutto questo scatena, fino a restarne succubi, dimenticando la nostra natura divina… la nostra immortalità, la nostra onnipotenza…
Ci siamo identificati coi nostri corpi, coi loro bisogni e le loro apparenti limitazioni, rinnegando il nostro eterno Sé e percependo illusoriamente nella realtà separazione, diseguaglianza, squilibrio e limitazione. Tutto questo ha generato paura, disperazione e morte e rabbia e violenza…
È ora di recuperare la nostra identità, è ora di ricordare la nostra storia, il nostro retaggio e la luce da cui proveniamo e di cui siamo fatti. È ora di ricordare che siamo quel Dio che ha voluto pensare se stesso, contemplandosi e così facendo ha scomposto il suo essere in un’inconcepibile infinità di gocce di luce, ognuna dotata delle qualità della divinità e perciò capace di creare ed amare.
Noi siamo quelle gocce di luce…
Un’appassionante disamina della condizione umana, delle nostre ingenue credenze, illusioni e paure, che ci costringono ad un’esistenza indegna e mortificante.
Un invito al risveglio e alla conoscenza, alla comprensione delle infinite possibilità del nostro vero Sé e dei suoi meravigliosi segreti.

Una Ricerca sullo Stato

Una Ricerca sullo Stato

titolo originale: Eine Untersuchung über den Staat in: Beiträge zur philosophischen Begründung der Psychologie und der Geisteswissenschaften – Eine Untersuchung über den Staat (pp. 285-407) Max Niemeyer Verlag, Tübingen 1970

Autore/i: Stein Edith

Editore: Città Nuova Editrice

cura, presentazione e traduzione dal tedesco di Angela Ales Bello.

pp. 176, Roma

Questo lungo e complesso saggio Sullo Stato è una conferma della vastità degli interessi di Edith Stein: attraverso il metodo fenomenologico ella indaga non solo questioni specificamente filosofiche, come dimostrano altre sue opere, ma, come in questo scritto, affronta temi propri delle scienze umane.
In verità già nelle analisi condotte dal suo maestro Edmund Husserl sull’intersoggettività, ella aveva trovato descrizioni esaurienti delle strutture della vita associata (comunità, società) che superavano un punto de vista puramente sociologico; qui però la prospettiva si allarga, toccando questioni che nella nostra cultura sono terreno di discipline di carattere essenzialmente giuridico, come il diritto pubblico e la dottrina dello Stato, o anche di tipo storico-politico, come le scienze politiche.
L’interesse di Edith Stein per queste tematiche nasce dal desiderio di conoscere, non disgiunto da un forte senso di solidarietà sociale. Per la comprensione di questo libro è necessario, tuttavia, riferirsi alla sua formazione fenomenologica, che le consente di indagare in modo nuovo l’essenza dello Stato, sulla via tracciata già da Adolf Reinach. Attraverso l’atteggiamento fenomenologico, infatti, è possibile individuare una sfera pura, a priori, dello Stato e rintracciare le sei strutture profonde anche in relazione all’ambito etico e religioso. Si tratta di una descrizione essenziale, che illumina la realtà politico-sociale per meglio comprenderla.
Le sottili analisi contenute in queste pagine possono indicare, pertanto, risposte non effimere a domande che ci poniamo quotidianamente sul significato degli avvenimenti del nostro tempo e delle nostre incertezze politiche, etiche ed esistenziali.

Il Malva di Perkin – Storia del Colore che ha Cambiato il Mondo

Il Malva di Perkin – Storia del Colore che ha Cambiato il Mondo

Titolo originale: Mauve

Autore/i: Garfield Simon

Editore: Garzanti Editore

prima edizione.

pp. 216, fotografia b/n f.t., Milano

 

La strabiliante storia dell’invenzione di un colore che ha cambiato la nostra vita e dato inizio all’industria chimica: dalla moda alla fotografia, dagli esplosivi alla farmacia.

Prima del 1856 i colori venivano fabbricati utilizzando prodotti animali, vegetali o minerali. I rossi e i blu che ravvivavano gli abiti e i quadri, i neri usati per stampare libri e giornali erano ricavati da insetti e molluschi, da foglie o radici, da terre e minerali. Colorare qualunque cosa era un processo lungo, difficile e costoso. Finché nell’Inghilterra della regina Vittoria un giovanissimo chimico scoprì un metodo per produrre elevate quantità di colori in un impianto industriale.
Come spesso accade ai grandi inventori, il diciottenne William Perkin venne aiutato dal caso. Stava cercando un rimedio per la malaria nel piccolo laboratorio installato nella sua casa di Londra. Non riuscì a sintetizzare il chinino artificiale, ma una sostanza densa e oleosa in grado di donare alla seta una straordinaria tonalità. Inutile aggiungere che il malva divenne immediatamente il colore alla moda, utilizzato dai grandi sarti di Londra e Parigi. Inutile aggiungere che William Perkin, «il mago del catrame minerale, l’uomo che trasforma gli scarti in oro», divenne molto ricco e fu nominato baronetto, anche se oggi, a 150 anni dalla sua scoperta, pochi ricordano il suo nome.
È una piccola ingiustizia della storia, perché il malva non ha cambiato solo il nostro modo di vestire e dunque l’immagine che abbiamo di noi stessi. Gli effetti della scoperta di Perkin sono andati molto al di là della moda. Fino alla metà dell’Ottocento la chimica era una scienza teorica. La scoperta di Perkin fece nascere la grande industria chimica, dall’Inghilterra alla Germania agli Stati Uniti. I metodi usati per sintetizzare i colori vennero applicati agli esplosivi, ai profumi, alla fotografia, alla farmacia…
Con una documentazione attenta ma con molta vivacità Simon Garfield racconta la storia di un genio dimenticato e di una invenzione che ha cambiato la storia della scienza, rendendo più stretti i suoi legami con l’industria, e la nostra vita quotidiana.

Simon Garfield è autore di numerosi saggi, tra cui The End of Innocence: Britain in the Time of AIDS, premiato con il Somerset Maugham Award.

 

L’Anatomia dell’Anima – Da François de Sales a Fénelon

L’Anatomia dell’Anima – Da François de Sales a Fénelon

Autore/i: Bergamo Mino

Editore: Società Editrice Il Mulino

introduzione dell’autore.

pp. 212, Bologna

Nella spiritualità del XVII secolo, in particolar modo in Francia, si videro apparire, e proliferare, strani e complicati modelli, che si proponevano d’isolare, e di descrivere, le molteplici regioni, i vari piani e le diverse componenti in cui si poteva suddividere l’anima umana. Queste «anatomie dell’anima» – per riprendere una suggestiva metafora alquanto diffusa nel XVII secolo – funzionavano come griglie di decifrazione di tutto un pianeta, di tutto un continente: l’«intérieur», lo spazio interiore. L’opposizione fra l’interno e l’esterno, la delimitazione di un mondo interiore, l’osservazione e l’interpretazione del mondo così delimitato, non sono affatto qualcosa di «naturale». Non c’è nulla di «naturale», di spontaneo, di immediato nella relazione che l’uomo stabilisce con la sfera della propria interiorità; questa relazione è regolata infatti, e come governata, da tutta una serie di dispositivi di cui si può ripercorrere la storia, dal momento della loro apparizione al momento della loro scomparsa. Una delle linee di forza della cultura europea coincide, probabilmente, con la storia dei modelli che – da Aristotele a sant’Agostino, da san Tommaso a Eckhart, da François de Sales a Fénelon – hanno determinato, attraverso le epoche, il nostro rapporto con il mondo interiore. Di questa lunga storia, le «anatomie dell’anima», elaborate dagli spirituali seicenteschi, costituiscono, non certo uno dei primi capitoli, ma, forse, uno dei capitoli più belli. Questo volume rappresenta un insistente, ostinato, documentato tentativo di riportare alla luce tale materia, strappandola all’oblio in cui sembrava essere caduta.

Mino Bergamo (1956-1991) ha insegnato all’Università di Udine e all’Ecole des Hautes Etudes di Parigi. Studioso del Seicento francese e soprattutto del linguaggio e dell’esperienza mistica, ha fornito sull’argomento numerosi contributi, fra i quali si ricordano «La scienza dei Santi» (Sansoni 1984) e l’edizione commentata dell’«Autobiografia di Jeanne des Anges» (Marsilio 1986); nonché vari studi in riviste e volumi collettivi italiani e stranieri quali «Il Segno barocco», «Materiali filosofici», «Asmodée Asmodeo. Un omaggio a Michel de Certeau».

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Indice del volume: Immagine di Mino Bergamo, di Stefano Agosti. – Introduzione. – I. La struttura dell’anima. – II. La topologia mistica.

La Guarigione della Memoria – Samyojana Vizi e Veleni

La Guarigione della Memoria – Samyojana Vizi e Veleni

Autore/i: Schnöller Andrea

Editore: Edizioni Appunti di Viaggio

note dell’Editore Pasquale Chiaro,

pp. 598-VIII, Roma

Il libro che avete tra le mani, La guarigione della memoria, è il secondo testo di una trilogia che comprende, oltre a “La via del silenzio. Meditazione e consapevolezza” pubblicato in prima edizione nel settembre 1995, “Il risveglio dell’anima” che verrà pubblicato in un prossimo futuro.
I tre testi, insieme, delineano un itinerario spirituale completo che, partendo dagli esercizi di meditazione e di consapevolezza che sono a fondamento del cammino, passando per lo studio e la guarigione della memoria, prende per mano il ricercatore-meditante e lo guida fino all’approdo del risveglio. In particolare “La guarigione della memoria”, che vede ora la luce, è un ottimo manuale che presenta con accuratezza la psiche in ogni suo aspetto comunque collegato con il cammino meditativo e spirituale, mostrando la maniera più efficace per affrontare ogni difficoltà e superare i problemi che possono ostacolare questo cammino.

Nell’affermare che la trilogia di P. Andrea delinea con grande chiarezza e completezza il cammino del meditante, voglio sottolineare il fatto che questi testi sono solidi, affidabili, che non c’è improvvisazione ma ogni passo, ogni argomento che il Padre affronta è frutto, oltre che di studi approfonditi, di una grandissima pratica meditativa e spirituale sia a livello personale che come insegnante. Infatti P. Andrea Schnöller è innanzitutto un sacerdote, ha compiuto studi di giornalismo all’Università Cattolica di Milano, ha frequentato, a Milano, il Centro di Psicologia e Analisi Transazionale, ha seguito i corsi di Yoga e meditazione di C.E.S. RAI di Montagnola, ritiri vipassana con Corrado Pensa e corsi di introduzione alla meditazione cristiana con P. Antonio Gentili ed inoltre, da più di vent’anni, tiene corsi di meditazione, a vari livelli, in Italia e nel Ticino. (L’Editore)

Andrea Schnöller è un frate della provincia cappuccina svizzera. Risiede al Santuario della Madonna del Sasso sopra Locarno, dove tiene corsi regolari di meditazione serale. Ordinato sacerdote, ha compiuto studi di giornalismo all’Università Cattolica di Milano. È stato per molti anni redattore della rivista Messaggero legata al Santuario del Sasso e ha frequentato a Milano il Centro di Psicologia e Analisi Transazionale. Per diversi anni ha seguito i corsi di Yoga e meditazione di C.E.S. Ray di Montagnola, ritiri vipassana con Corrado Pensa e corsi d’introduzione alla meditazione cristiana con padre Antonio Gentili, insieme al quale ha pubblicato Dio nel silenzio. Ormai da moltissimi anni anima diversi gruppi di ricerca meditativa in Ticino e in Italia.

La Via del Silenzio – Meditazione e Consapevolezza

La Via del Silenzio – Meditazione e Consapevolezza

Autore/i: Schnöller Andrea

Editore: Edizioni Appunti di Viaggio

nota dell’Editore, presentazione di Gianpietro Sono-Fazion.

pp. 248-VIII, Roma

Questo libro delinea l’inizio di un viaggio, e colui che lo intraprende deve prepararsi a un pellegrinaggio che lo condurrà, di tappa in tappa, fino al punto più profondo di Sé, lì dove la parola umana non sa dire nulla (ma «la Divinità è un nulla» dice Silesius), se non per pallide immagini, timide icone di una realtà eternamente presente ma occulta a chi non abbia intrapreso con serietà il cammino. Strannik in russo significa “pellegrino”. E Dio deve amare i pellegrini, se a Tobia mandò angeli a guidarlo: non è stato forse l’essersi fatto errante a condurre l’anonimo pellegrino russo a divenire presenza vivente del divino, attraverso i villaggi e le steppe dell’immenso paese? È quindi un pellegrinaggio che padre Schnöller delinea con la chiarezza che gli deriva dall’essere egli stesso uno strannik assai avanzato nella “via del ritorno”, capace perciò di guidare a sua volta altri viandanti. Il paesaggio delineato, da Occidente a Oriente, è ampio e affascinante, a rappresentare l’identica aspirazione dell’uomo al bene, al trascendente. Uno strano viaggio, uno strano pellegrinaggio: seduti al mattino presto o alla sera su un cuscino o uno sgabello, con la schiena eretta, immobili ai quattro punti cardinali, a tentare di disincantarci da quell’io in cui albergano tutti i desideri, le illusioni e le infinite effimere richieste, per riscoprire il Sé silenzioso dove, come in un lago che rispecchia la luna nella notte, ogni domanda diventa muta, e solo la silenziosa chiarità delle acque narra, a chi sa ascoltare, la magnifica e terribile storia del mondo (Gianpietro Sono-Fazion).

Andrea Schnöller è un frate della provincia cappuccina svizzera. Risiede al Santuario della Madonna del Sasso sopra Locarno, dove tiene corsi regolari di meditazione serale. Ordinato sacerdote, ha compiuto studi di giornalismo all’Università Cattolica di Milano. È stato per molti anni redattore della rivista Messaggero legata al Santuario del Sasso e ha frequentato a Milano il Centro di Psicologia e Analisi Transazionale. Per diversi anni ha seguito i corsi di Yoga e meditazione di C.E.S. Ray di Montagnola, ritiri vipassana con Corrado Pensa e corsi d’introduzione alla meditazione cristiana con padre Antonio Gentili, insieme al quale ha pubblicato Dio nel silenzio. Ormai da moltissimi anni anima diversi gruppi di ricerca meditativa in Ticino e in Italia.