Libri dalla categoria Tesi
Riflessioni di un Maestro sulla Storia dell’Umanità – La Civilizzazione Umana – Origini e Evoluzione
Titolo originale: A Master’s Reflection on the History of Humanity
Autore/i: Ramtha
Editore: Macro Edizioni
nota editoriale di Jaime F. Leal Anaya, traduzione di Irene Rizzoli e Bruna Dalponte.
pp. 368, Diegaro di Cesena (FC)
Questa straordinaria sintesi degli insegnamenti di Ramtha presenta la storia delle origini dell’umanità, ancor prima della creazione dell’universo fisico, e spiega come si sia giunti al primo uomo e alla prima donna.
Ramtha descrive la manipolazione genetica da parte di razze più avanzate e spiega come siano andate perdute le antiche conoscenze circa le nostre vere origini e sostituite da ignoranza e superstizioni.
Le antiche scuole di saggezza hanno conservato queste conoscenze sacre per quelle generazioni future che fossero attrezzate e disponibili ad accettarle.
Siamo Dei, Dei creatori d’infiniti universi, creatori della vita, della materia, dei nostri stessi corpi, ma ci siamo troppo innamorati delle nostre creazioni, calandoci innumerevoli volte in esse, facendoci prendere dall’eterno gioco del perfezionamento dell’opera, nel tentativo di migliorarne capacità e bellezza, fino a divenire vittime delle violente emozioni che tutto questo scatena, fino a restarne succubi, dimenticando la nostra natura divina… la nostra immortalità, la nostra onnipotenza…
Ci siamo identificati coi nostri corpi, coi loro bisogni e le loro apparenti limitazioni, rinnegando il nostro eterno Sé e percependo illusoriamente nella realtà separazione, diseguaglianza, squilibrio e limitazione. Tutto questo ha generato paura, disperazione e morte e rabbia e violenza…
È ora di recuperare la nostra identità, è ora di ricordare la nostra storia, il nostro retaggio e la luce da cui proveniamo e di cui siamo fatti. È ora di ricordare che siamo quel Dio che ha voluto pensare se stesso, contemplandosi e così facendo ha scomposto il suo essere in un’inconcepibile infinità di gocce di luce, ognuna dotata delle qualità della divinità e perciò capace di creare ed amare.
Noi siamo quelle gocce di luce…
Un’appassionante disamina della condizione umana, delle nostre ingenue credenze, illusioni e paure, che ci costringono ad un’esistenza indegna e mortificante.
Un invito al risveglio e alla conoscenza, alla comprensione delle infinite possibilità del nostro vero Sé e dei suoi meravigliosi segreti.
Una Ricerca sullo Stato
titolo originale: Eine Untersuchung über den Staat in: Beiträge zur philosophischen Begründung der Psychologie und der Geisteswissenschaften – Eine Untersuchung über den Staat (pp. 285-407) Max Niemeyer Verlag, Tübingen 1970
Autore/i: Stein Edith
Editore: Città Nuova Editrice
cura, presentazione e traduzione dal tedesco di Angela Ales Bello.
pp. 176, Roma
Questo lungo e complesso saggio Sullo Stato è una conferma della vastità degli interessi di Edith Stein: attraverso il metodo fenomenologico ella indaga non solo questioni specificamente filosofiche, come dimostrano altre sue opere, ma, come in questo scritto, affronta temi propri delle scienze umane.
In verità già nelle analisi condotte dal suo maestro Edmund Husserl sull’intersoggettività, ella aveva trovato descrizioni esaurienti delle strutture della vita associata (comunità, società) che superavano un punto de vista puramente sociologico; qui però la prospettiva si allarga, toccando questioni che nella nostra cultura sono terreno di discipline di carattere essenzialmente giuridico, come il diritto pubblico e la dottrina dello Stato, o anche di tipo storico-politico, come le scienze politiche.
L’interesse di Edith Stein per queste tematiche nasce dal desiderio di conoscere, non disgiunto da un forte senso di solidarietà sociale. Per la comprensione di questo libro è necessario, tuttavia, riferirsi alla sua formazione fenomenologica, che le consente di indagare in modo nuovo l’essenza dello Stato, sulla via tracciata già da Adolf Reinach. Attraverso l’atteggiamento fenomenologico, infatti, è possibile individuare una sfera pura, a priori, dello Stato e rintracciare le sei strutture profonde anche in relazione all’ambito etico e religioso. Si tratta di una descrizione essenziale, che illumina la realtà politico-sociale per meglio comprenderla.
Le sottili analisi contenute in queste pagine possono indicare, pertanto, risposte non effimere a domande che ci poniamo quotidianamente sul significato degli avvenimenti del nostro tempo e delle nostre incertezze politiche, etiche ed esistenziali.
Il Malva di Perkin – Storia del Colore che ha Cambiato il Mondo
Titolo originale: Mauve
Autore/i: Garfield Simon
Editore: Garzanti Editore
prima edizione.
pp. 216, fotografia b/n f.t., Milano
La strabiliante storia dell’invenzione di un colore che ha cambiato la nostra vita e dato inizio all’industria chimica: dalla moda alla fotografia, dagli esplosivi alla farmacia.
Prima del 1856 i colori venivano fabbricati utilizzando prodotti animali, vegetali o minerali. I rossi e i blu che ravvivavano gli abiti e i quadri, i neri usati per stampare libri e giornali erano ricavati da insetti e molluschi, da foglie o radici, da terre e minerali. Colorare qualunque cosa era un processo lungo, difficile e costoso. Finché nell’Inghilterra della regina Vittoria un giovanissimo chimico scoprì un metodo per produrre elevate quantità di colori in un impianto industriale.
Come spesso accade ai grandi inventori, il diciottenne William Perkin venne aiutato dal caso. Stava cercando un rimedio per la malaria nel piccolo laboratorio installato nella sua casa di Londra. Non riuscì a sintetizzare il chinino artificiale, ma una sostanza densa e oleosa in grado di donare alla seta una straordinaria tonalità. Inutile aggiungere che il malva divenne immediatamente il colore alla moda, utilizzato dai grandi sarti di Londra e Parigi. Inutile aggiungere che William Perkin, «il mago del catrame minerale, l’uomo che trasforma gli scarti in oro», divenne molto ricco e fu nominato baronetto, anche se oggi, a 150 anni dalla sua scoperta, pochi ricordano il suo nome.
È una piccola ingiustizia della storia, perché il malva non ha cambiato solo il nostro modo di vestire e dunque l’immagine che abbiamo di noi stessi. Gli effetti della scoperta di Perkin sono andati molto al di là della moda. Fino alla metà dell’Ottocento la chimica era una scienza teorica. La scoperta di Perkin fece nascere la grande industria chimica, dall’Inghilterra alla Germania agli Stati Uniti. I metodi usati per sintetizzare i colori vennero applicati agli esplosivi, ai profumi, alla fotografia, alla farmacia…
Con una documentazione attenta ma con molta vivacità Simon Garfield racconta la storia di un genio dimenticato e di una invenzione che ha cambiato la storia della scienza, rendendo più stretti i suoi legami con l’industria, e la nostra vita quotidiana.
Simon Garfield è autore di numerosi saggi, tra cui The End of Innocence: Britain in the Time of AIDS, premiato con il Somerset Maugham Award.
L’Anatomia dell’Anima – Da François de Sales a Fénelon
Autore/i: Bergamo Mino
Editore: Società Editrice Il Mulino
introduzione dell’autore.
pp. 212, Bologna
Nella spiritualità del XVII secolo, in particolar modo in Francia, si videro apparire, e proliferare, strani e complicati modelli, che si proponevano d’isolare, e di descrivere, le molteplici regioni, i vari piani e le diverse componenti in cui si poteva suddividere l’anima umana. Queste «anatomie dell’anima» – per riprendere una suggestiva metafora alquanto diffusa nel XVII secolo – funzionavano come griglie di decifrazione di tutto un pianeta, di tutto un continente: l’«intérieur», lo spazio interiore. L’opposizione fra l’interno e l’esterno, la delimitazione di un mondo interiore, l’osservazione e l’interpretazione del mondo così delimitato, non sono affatto qualcosa di «naturale». Non c’è nulla di «naturale», di spontaneo, di immediato nella relazione che l’uomo stabilisce con la sfera della propria interiorità; questa relazione è regolata infatti, e come governata, da tutta una serie di dispositivi di cui si può ripercorrere la storia, dal momento della loro apparizione al momento della loro scomparsa. Una delle linee di forza della cultura europea coincide, probabilmente, con la storia dei modelli che – da Aristotele a sant’Agostino, da san Tommaso a Eckhart, da François de Sales a Fénelon – hanno determinato, attraverso le epoche, il nostro rapporto con il mondo interiore. Di questa lunga storia, le «anatomie dell’anima», elaborate dagli spirituali seicenteschi, costituiscono, non certo uno dei primi capitoli, ma, forse, uno dei capitoli più belli. Questo volume rappresenta un insistente, ostinato, documentato tentativo di riportare alla luce tale materia, strappandola all’oblio in cui sembrava essere caduta.
Mino Bergamo (1956-1991) ha insegnato all’Università di Udine e all’Ecole des Hautes Etudes di Parigi. Studioso del Seicento francese e soprattutto del linguaggio e dell’esperienza mistica, ha fornito sull’argomento numerosi contributi, fra i quali si ricordano «La scienza dei Santi» (Sansoni 1984) e l’edizione commentata dell’«Autobiografia di Jeanne des Anges» (Marsilio 1986); nonché vari studi in riviste e volumi collettivi italiani e stranieri quali «Il Segno barocco», «Materiali filosofici», «Asmodée Asmodeo. Un omaggio a Michel de Certeau».
Indice del volume: Immagine di Mino Bergamo, di Stefano Agosti. – Introduzione. – I. La struttura dell’anima. – II. La topologia mistica.
La Guarigione della Memoria – Samyojana Vizi e Veleni
Autore/i: Schnöller Andrea
Editore: Edizioni Appunti di Viaggio
note dell’Editore Pasquale Chiaro,
pp. 598-VIII, Roma
Il libro che avete tra le mani, La guarigione della memoria, è il secondo testo di una trilogia che comprende, oltre a “La via del silenzio. Meditazione e consapevolezza” pubblicato in prima edizione nel settembre 1995, “Il risveglio dell’anima” che verrà pubblicato in un prossimo futuro.
I tre testi, insieme, delineano un itinerario spirituale completo che, partendo dagli esercizi di meditazione e di consapevolezza che sono a fondamento del cammino, passando per lo studio e la guarigione della memoria, prende per mano il ricercatore-meditante e lo guida fino all’approdo del risveglio. In particolare “La guarigione della memoria”, che vede ora la luce, è un ottimo manuale che presenta con accuratezza la psiche in ogni suo aspetto comunque collegato con il cammino meditativo e spirituale, mostrando la maniera più efficace per affrontare ogni difficoltà e superare i problemi che possono ostacolare questo cammino.
Nell’affermare che la trilogia di P. Andrea delinea con grande chiarezza e completezza il cammino del meditante, voglio sottolineare il fatto che questi testi sono solidi, affidabili, che non c’è improvvisazione ma ogni passo, ogni argomento che il Padre affronta è frutto, oltre che di studi approfonditi, di una grandissima pratica meditativa e spirituale sia a livello personale che come insegnante. Infatti P. Andrea Schnöller è innanzitutto un sacerdote, ha compiuto studi di giornalismo all’Università Cattolica di Milano, ha frequentato, a Milano, il Centro di Psicologia e Analisi Transazionale, ha seguito i corsi di Yoga e meditazione di C.E.S. RAI di Montagnola, ritiri vipassana con Corrado Pensa e corsi di introduzione alla meditazione cristiana con P. Antonio Gentili ed inoltre, da più di vent’anni, tiene corsi di meditazione, a vari livelli, in Italia e nel Ticino. (L’Editore)
Andrea Schnöller è un frate della provincia cappuccina svizzera. Risiede al Santuario della Madonna del Sasso sopra Locarno, dove tiene corsi regolari di meditazione serale. Ordinato sacerdote, ha compiuto studi di giornalismo all’Università Cattolica di Milano. È stato per molti anni redattore della rivista Messaggero legata al Santuario del Sasso e ha frequentato a Milano il Centro di Psicologia e Analisi Transazionale. Per diversi anni ha seguito i corsi di Yoga e meditazione di C.E.S. Ray di Montagnola, ritiri vipassana con Corrado Pensa e corsi d’introduzione alla meditazione cristiana con padre Antonio Gentili, insieme al quale ha pubblicato Dio nel silenzio. Ormai da moltissimi anni anima diversi gruppi di ricerca meditativa in Ticino e in Italia.
La Via del Silenzio – Meditazione e Consapevolezza
Autore/i: Schnöller Andrea
Editore: Edizioni Appunti di Viaggio
nota dell’Editore, presentazione di Gianpietro Sono-Fazion.
pp. 248-VIII, Roma
Questo libro delinea l’inizio di un viaggio, e colui che lo intraprende deve prepararsi a un pellegrinaggio che lo condurrà, di tappa in tappa, fino al punto più profondo di Sé, lì dove la parola umana non sa dire nulla (ma «la Divinità è un nulla» dice Silesius), se non per pallide immagini, timide icone di una realtà eternamente presente ma occulta a chi non abbia intrapreso con serietà il cammino. Strannik in russo significa “pellegrino”. E Dio deve amare i pellegrini, se a Tobia mandò angeli a guidarlo: non è stato forse l’essersi fatto errante a condurre l’anonimo pellegrino russo a divenire presenza vivente del divino, attraverso i villaggi e le steppe dell’immenso paese? È quindi un pellegrinaggio che padre Schnöller delinea con la chiarezza che gli deriva dall’essere egli stesso uno strannik assai avanzato nella “via del ritorno”, capace perciò di guidare a sua volta altri viandanti. Il paesaggio delineato, da Occidente a Oriente, è ampio e affascinante, a rappresentare l’identica aspirazione dell’uomo al bene, al trascendente. Uno strano viaggio, uno strano pellegrinaggio: seduti al mattino presto o alla sera su un cuscino o uno sgabello, con la schiena eretta, immobili ai quattro punti cardinali, a tentare di disincantarci da quell’io in cui albergano tutti i desideri, le illusioni e le infinite effimere richieste, per riscoprire il Sé silenzioso dove, come in un lago che rispecchia la luna nella notte, ogni domanda diventa muta, e solo la silenziosa chiarità delle acque narra, a chi sa ascoltare, la magnifica e terribile storia del mondo (Gianpietro Sono-Fazion).
Andrea Schnöller è un frate della provincia cappuccina svizzera. Risiede al Santuario della Madonna del Sasso sopra Locarno, dove tiene corsi regolari di meditazione serale. Ordinato sacerdote, ha compiuto studi di giornalismo all’Università Cattolica di Milano. È stato per molti anni redattore della rivista Messaggero legata al Santuario del Sasso e ha frequentato a Milano il Centro di Psicologia e Analisi Transazionale. Per diversi anni ha seguito i corsi di Yoga e meditazione di C.E.S. Ray di Montagnola, ritiri vipassana con Corrado Pensa e corsi d’introduzione alla meditazione cristiana con padre Antonio Gentili, insieme al quale ha pubblicato Dio nel silenzio. Ormai da moltissimi anni anima diversi gruppi di ricerca meditativa in Ticino e in Italia.
Genesi – Uomo, Universo e Mito – Il Mistero delle Abduction nella Ricerca della Conoscenza
Autore/i: Malanga Corrado
Editore: Edizioni Spazio Interiore
pp. 136, Roma
«Avevo quindici anni quando ho cominciato a interessarmi del fenomeno ufologico in Italia. Avevo letto i libri di Peter Kolosimo, che tentava di dimostrare come il nostro pianeta fosse stato, in passato, visitato da soggetti alieni. Avevo pensato che, se gli alieni esistevano, allora, forse, sarebbe valsa la pena di sincerarsene. Tutte le domande che non avevano avuto risposta potevano essere rivolte a loro che, sicuramente, essendo più evoluti di noi, ci avrebbero risparmiato la fatica di una ricerca lunga e inutile. Chi siamo? Da dove veniamo? Esiste Dio? E il bosone di Higgs?Avrei presto dovuto capire che le cose erano molto più complicate. Gli alieni effettivamente esistevano, alcuni di loro venivano anche su questo pianeta, i nostri governanti sapevano tutto e nascondevano sapientemente una realtà tremenda. Man mano che andremo avanti in questo percorso, il problema degli alieni sfumerà per assumere colori sempre più sbiaditi. Al suo posto prenderà invece prepotentemente spazio il problema della Coscienza umana. Alla fine chi sia l’alieno e cosa voglia da noi diventerà quasi un’ovvietà, mentre il viaggio ci porterà rapidamente alla scoperta delle nostre vere origini».
Conosciuto in tutto il mondo per le sue indagini intorno al fenomeno delle interferenze aliene, Corrado Malanga offre in questo libro una summa di tutto il lavoro portato avanti negli ultimi trent’anni. Analizzando i dati ottenuti nel corso di terapie e sedute su soggetti addotti, il ricercatore italiano ha elaborato una teoria straordinariamente originale per spiegare l’origine della vita su questo pianeta e il senso ultimo dell’esistenza umana. Grazie all’uso di un rigorosissimo metodo scientifico, Malanga mette in relazione queste rivelazioni con le più importanti scoperte della fisica quantistica e, prospettiva forse ancor più interessante, con le parole dei testi sacri e delle tradizioni esoteriche di tutte le culture antiche. Inizia così un viaggio attraverso le figure più misteriose delle mitologie universali, nel corso del quale Malanga offre al lettore innumerevoli spunti di riflessione e di approfondimento, aprendo orizzonti di ricerca davvero sconosciuti fino a oggi.
Corrado Malanga, nato a La Spezia nel 1951, Corrado Malanga e stato Ricercatore in Chimica organica presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università degli Studi di Pisa. Autore di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, la sua grande fama nasce dalla ricerca nel campo degli ufo, nell’ambito della quale ha formulato tesi di straordinaria originalità e importante stimolo, in particolare in merito al fenomeno delle abduction aliene. Oggi le sue ricerche vertono sulla descrizione dell’Universo Olografico e Frattalico, quale realtà virtuale e non locale, e sul rapporto tra scienza, Coscienza e consapevolezza di Se. In questo contesto ha sviluppato tecniche di meditazione (Triade Color Test Dinamico Flash) in grado di accedere a quei livelli di consapevolezza necessari alla comprensione della realtà umana. Inoltre, negli ultimi anni i suoi studi, condotti unitamente a Filippo Biondi e con l’utilizzo della tecnologia sar (Radar ad Apertura Sintetica) si sono focalizzati sulla vera origine e funzione delle Piramidi, pervenendo a scoperte di portata rivoluzionaria.
Con Spazio Interiore ha pubblicato Genesi. Uomo, Universo e Mito (2013), Coscienza (2013), Evideon. L’Anima dei colori (2014), La geometria sacra in Evideon (2015), Gli ufo nella mente (2016), Il Mondo Felice non è utopia (2017), Il Mondo Felice. Un viaggio verso i luoghi della Coscienza (2019), Cheope. La fabbrica dell’immortalità (2020), Trilogia della Coscienza (2021), Io e Dio. Scienza e religione a confronto con la Coscienza (2022), Alieni o demoni. La scelta consapevole di porre fine ai tempi dell’inganno (2022), con Filippo Biondi, Khnum-Khufu – Cheope: la fine di un mistero (2023), Fenomeni BVM (2025) e, con Filippo Biondi e Armando Mei, Giza – La città svelata (2026).
Iniziazione alla Lettura dell’Orecchio – Nell’Orecchio il Tuo Destino
Autore/i: Vitali Piera
Editore: Edizioni Mediterranee
prefazione di Osvaldo Sponzilli, premessa e introduzione dell’autrice.
pp. 168, 80 foto e disegni b/n, Roma
L’orecchio può essere considerato un “talismano personale” che ci accompagna per tutta la vita; ogni orecchio ha un “disegno” personificato con incisa la nostra storia personale. Il padiglione auricolare contiene misteriose informazioni su di noi e il nostro futuro. Non esiste un orecchio uguale all’altro e ogni padiglione auricolare racchiude un’importante mappa della nostra vita passata, presente e futura. L’orecchio ha una geografia particolare che secondo la Medicina Tradizionale Cinese indica la forma di un feto capovolto, con la conseguente e profonda rappresentazione dell’essere umano in tutte le sue parti, materiali e spirituali.La forma di ogni orecchio è irripetibile, come il volto, gli occhi, le impronte digitali, la calligrafia e il timbro della voce. L’orecchio è soprattutto un importante organo di senso, sede dell’equilibrio, che permette al nostro corpo di mantenersi in assetto psicofisico e ci consente di “sentire” la nostra vita, di “ascoltare” il nostro futuro e di “udire” il nostro destino.L’orecchio è una vera e propria mappa sulla quale sono tracciati i segni dell’anima, basta imparare a leggerli, percepirli e ascoltarli.Questo testo consente di trovare la chiave per conoscere e capire ciò che ci accade e apprendere le regole basilari per interpretare la lettura dell’orecchio.
Piera Vitali, abita a San Pietro in Casale (BO), è laureata in Scienze Politiche e ha lavorato per oltre 25 anni nella Pubblica Amministrazione. Esperta di comunicazione, docente di bioenergetica e sviluppo personale, studiosa di psicosomatica evolutiva, si interessa da oltre 20 anni di simbologia, fisiognomica e psicomorfologia. Conduce gruppi di crescita personale sul “sentire interiore”, tiene conferenze e partecipa a dibattiti televisivi su tematiche di confine tra “scienza e coscienza”. È Vicepresidente dell’Associazione Culturale “Liberamente” di San Pietro in Casale che, con il patrocinio del Comune, svolge corsi e attività rivolti al Benessere Psicofisico Olistico aperti al pubblico. Collabora e scrive sul periodico di informazione e cultura locale Nuove tracce di cui cura la rubrica “Misteri e Saperi di Oggi e di Ieri”. Negli ultimi anni di ricerca ha studiato un personale metodo di “lettura dell’orecchio”.
I Fenomeni Paranormali di Natuzza Evolo
Autore/i: Mesiano Francesco
Editore: Edizioni Mediterranee
prefazione dell’autore.
pp. 140, fotografie b/n f.t., Roma
Questo libro è nello stesso tempo una biografia di Natuzza Evolo ed uno studio critico obiettivo degli eccezionali fenomeni di tipo paranormale che ella manifesta. I fenomeni di cui si tratta sono precisamente: medianità, visioni e comunicazioni di defunti, telecinesi, telepatia, bilocazione, sudore di sangue, emografie e stigmate. Una fenomenologia, come si vede, molto ampia e di grande interesse, alla quale la parapsicologia non può mancare di dedicare la sua attenzione.
Nata nel 1924 a Paravati, in provincia di Catanzaro, dove tuttora risiede, Natuzza Evolo mostrò fin da giovanissima i segni di una medianità particolare: sudorazioni ematiche non spiegabili scientificamente si trasformano, a contatto con bende, pezzuole o fazzoletti, in disegni e simboli di carattere sacro e in testi di preghiere, non solo in italiano, ma anche in latino, greco, ebraico e in altre lingue. Le immagini e figure mistiche consistono in calici, ostie e ostensori raggiati, santi aureolati, pellegrini, angeli, madonne, scale, porte, cuori, corone di spine e simili. Le scritte riproducono passi della Bibbia, inni, motti religiosi, salmi, sentenze, versetti, preghiere. Il fenomeno della sudorazione ematica, che è il più notevole, continuo e appariscente nella Evolo, diventa più evidente durante la quaresima, con l’aggiunta delle stimmate.Fin da bambina, inoltre, la Evolo vede i defunti e conversa con loro, e manifesta numerosi altri fenomeni paranormali, tutti raccolti in questo volume e confermati da centinaia di testimoni, oltre che da medici e studiosi.
Preghiera e Lotta Spirituale – Introduzione alla Preghiera del Cuore
Autore/i: Brjancaninov Ignatij
Editore: Piero Gribaudi Editori
a cura di Enzo Bianchi, prefazione di Antonio Rigo, traduzione a cura della Comunità di Bose.
pp. 216, Torino
Questo libro, che arricchisce la già corposa collana di spiritualità orientale curata da Enzo Bianchi, è un ulteriore contributo per l’approfondimento dell’immenso patrimonio religioso russo-ortodosso. Brjancaninov, contemporaneo di Paisij Velicovskij, Serafim di Sarov e di Teofane il Recluso, porta al culmine l’insegnamento dell’arte della preghiera ed in particolare della “preghiera del cuore”. Il suo invito all’esercizio di questa preghiera è intriso di profonda umanità, di essenziale semplicità, di accorata tensione pastorale. Ma il tono paterno e cordiale non nasconde le difficoltà e gli ostacoli da superare, né tantomeno la necessità di una vera e propria lotta interiore. Per Brjancaninov l’autentica “preghiera del cuore” può diventare tesoro alla portata di tutti, ma a patto di una severa disciplina del corpo e dello spirito.
L’itinerario proposto in queste pagine, solidamente fondato sulla Sacra Scrittura e su continui richiami alle testimonianze degli antichi monaci e dei Padri, parte dalla preghiera più semplice, quella orale e vocale, passando attraverso la preghiera della mente o meditatio Dei, per giungere alla preghiera esicastica, “la preghiera del cuore”.
Si tratta di un libro che, al di là dell’insegnamento specifico, fornisce alla vita spirituale una serie di stimoli, riflessioni e ricchezze quali solo l’anima e il cuore dei grandi santi russi sanno dare ad un tempo, quello attuale, così assetato di Assoluto.
Il Sé, l’Individuo, la Realtà
Titoli originali delle opere: Die Psyche und die Wandlung der Wirklichkeitsebenen; Die Sinnfrage und das Individuum, Rhein Verlag – Zürich, 1953 e 1957
Autore/i: Neumann Erich
Editore: La Biblioteca di Vivarium
prima edizione, introduzione di Antonio Vitolo, in copertina:”La risata dei monaci Zen”. Elaborazione grafica di un kakemono dipinto a inchiostro su carta, attribuito a Tenshō Shūbun(metà del XV secolo).
pp. 144, Milano
Sotto un unico titolo sono riunite in questo libro due penetranti conferenze, “La psiche e i livelli di trasformazione della realtà. Un tentativo metapsicologico” e “L’individuo e il problema del significato”, tenute da Neumann ad Ascona nel 1952 e nel 1957, in occasione dei convegni di Eranos. Riproponiamo questo testo vent’anni dopo la prima pubblicazione in italiano, nella convinzione che le tesi qui esposte contengano sorprendenti anticipazioni circa il problema, al centro del dibattito attuale nell’ambito della psicologia del profondo, dei radicali cambiamenti di identità in atto nell’uomo contemporaneo.
Dopo l’opera di Jung- e certamente oggi anche dopo quella di James Hillman -, il maggior contributo alla psicologia analitica è forse costituito dai lavori di Neumann. Vogliamo ricordare soltanto le sue due fondamentali monografie: Storia delle origini della coscienza e La grande madre. L’importanza dell’elaborazione di Neumann è stata efficacemente sottolineata da Jung stesso, con queste parole: “Neumann è riuscito a delineare per la prima volta una storia dello sviluppo della coscienza e a rappresentare il corpo dei miti come una fenomenologia di tale evoluzione. In tal modo ha fondato i concetti della psicologia analitica su una salda base evolutiva e vi ha eretto sopra un edificio perspicuo in cui trovano posto tutte le forme empiriche del pensiero”.
In “La psiche e i livelli di trasformazione della realtà”, l’autore tenta di delineare, sulla scia del pensiero junghiano, una metapsicologia. La sua indagine si orienta in modo suggestivo e con rigore verso le analogie e i rapporti esistenti tra la psicologia del profondo, da un lato, e la psicologia, la biologia, la fisica, dall’altro, indicando nella dimensione più abissale della psiche inconscia, il Sé, il polo inesauribile dal quale l’essere umano e la realtà attingono la possibilità della trasformazione.
“L’individuo e il problema del significato” è un articolato saggio in cui la visione della storia della cultura occidentale e orientale, dall’antichità al Novecento, si salda con la testimonianza soggettiva dello psicologo analista, che si coinvolge senza riserve.
Neumann ripercorre il tracciato del pensiero ebraico, greco, cristiano, cogliendo luci e ombre. Ma schiude soprattutto al lettore l’enigmatico sapere del Libro dei mutamenti (I Ching) e della meditazione Zen.
Erich Neumann, nato a Berlino nel 1905, si è laureato dapprima in filosofia nel 1927 e in seguito, nel 1933, in medicina. Ha studiato con C. G. Jung dal 1934 al 1936. Dal 1934 ha trasferito definitivamente la sua residenza a Tel Aviv, dove è stato presidente della Associazione Israeliana degli Psicologi Analisti e dove è morto il 5 novembre del 1960. Storia delle origini della coscienza (1949) e La grande madre (1955) sono le sue due opere principali.
Ho Visitato Chopin – Divagazioni tra Omeopatia e Psicoanalisi
Con seconda parte di Antonio De Filippo «Chopin In Chiaroscuro»
Autore/i: Negro Francesco Eugenio; De Filippo Antonio
Editore: FrancoAngeli
presentazione di Alberto Gaston, premessa e introduzione di Francesco Eugenio Negro, in copertina: Henryk Siemiradzki, Chopin suona nel salone di Fürsten Radziwill, 1887.
pp. 216, Milano
Come dice Massimo Mila, Chopin «… cantò unicamente se stesso … e gli elementi delicati, ardenti, talvolta torbidi e morbosi delle proprie passioni e della propria malinconia, e raggiunse una perfezione totale nella trasformazione di tali elementi psicologici in fantasmi artistici».
Francesco Eugenio Negro, uno dei maestri dell’omeopatia italiana, è affascinato da questa figura che oscilla costantemente tra la genialità e la malattia, tra la follia e l’etisia. E in questo libro ricostruisce in modo mirabile quella relazione che c’è «tra il come siamo fatti, la qualità di ciò che pensiamo immaginiamo, produciamo nell’opera (specie quando stiamo in quella massima e sublime espressione che chiamiamo genio) e quel nostro particolarissimo equilibrio, che possiamo rappresentare solo mediante un rapporto – salute/malattia» (dalla presentazione di A. Gaston). Leggendo questo libro, allora, ripercorriamo la storia di questo grande musicista, ne seguiamo gli amori, i dolori, le debolezze, la depressione. E riscopriamo la malattia, non come malattia «causata da», ma anche e più specificatamente come «espressa al fine di».
Un libro affascinante, che racchiude in sé l’amore dell’autore per la musica, per l’omeopatia e per la psicoanalisi.
Francesco Eugenio Negro è nato a Roma nel 1944. Laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Endocrinologia, pratica l’Omeopatia e l’Agopuntura. È docente del Corso di Perfezionamento in Riflessoterapia presso l’Università di Roma «La Sapienza». La musica è il suo più importante hobby. È autore di numerosi testi sull’omeopatia e l’agopuntura: Introduzione alla medicina omeopatica (Masson, 1986), L’agopuntura nella terapia del dolore (Palombi, 1986), Colera, omeopatia ed altre storie – Roma 1837 (Palombi, 1988), Il paziente, il medico e l’omeopatia (Palombi, 1989), L’uomo tra salute e malattia – in collaborazione con A. De Filippo (Borla, 1992). Partecipa frequentemente, come divulgatore scientifico, a numerose trasmissioni televisive e come articolista scrive su numerosi quotidiani.
Antonio De Filippo è nato a Napoli nel 1961 ma vive e lavora a Roma. Laureato in Psicologia si è specializzato in Sessuologia clinica. Psicologo ad orientamento psicoanalitico, è allievo di Sandro Gindro, collabora con il Servizio di psicologia medica dell’ex Ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà. Ha pubblicato, insieme a F.E. Negro, L’uomo tra salute e malattia (Borla, 1992).
La Psicanalisi dei Chakra
Autore/i: Guido Paolo
Editore: Magnanelli Edizioni
premessa dell’autore, in copertina: Il Corpo Sottile, inchiostro su carta, Rajasthan, sec. XVII.
pp. 160, illustrazioni b/n, Torino
In queste pagine emerge un accostamento interessante e originale tra la teoria dello yoga e la psicanalisi. Vengono in particolare presi in esame quei centri di energia conosciuti con il termine di chakra, allo scopo di aggiungere alle loro proprietà classiche – di valenza prevalentemente simbolica – alcuni aspetti psicologici più vicini al nostro modo di sentire. Una breve panoramica della storia della psicanalisi consentirà infatti di estrarre quei concetti fondamentali che andranno a costituire le caratteristiche psichiche degli stessi chakra. Sotto il profilo pratico emergerà poi un modello, una mappa interiore, una vera e propria carta geografica del nostro spirito cui fare riferimento per operare con esercizi di respirazione e concentrazione nell’intento di favorire in noi il risveglio di potenzialità latenti e inespresse.
Paolo Guido è un insegnante di hatha-yoga, diplomato dal 1985 all’Accademia Yoga di Roma. Laureato in Matematica si è sempre dedicato alla ricerca dei punti di contatto tra le due culture, orientale e occidentale, convinto che da un connubio tra due metodi così apparentemente diversi possa scaturire una conoscenza più elevata. È autore del libro Da Buddha a Einstein, Edizioni Il Punto d’Incontro.
Fatti e Artefatti – Su C. G. Jung, sul Club Psicologico e su un Culto che non è Mai Esistito
Titolo originale: Cult Fictions. C. G. Jung and the Founding of Analytical Psychology
Autore/i: Shamdasani Sonu
Editore: Edizioni Scientifiche Ma.Gi.
traduzione di Paola Cascino, collana: Immagini dall’inconscio.
pp. 152, Roma
«Io non predico una nuova religione; per far ciò dovrei perlomeno richiamarmi, secondo l’uso tradizionale, a una rivelazione divina. Sono essenzialmente medico che ha a che fare con la malattia dell’uomo e del suo tempo».
«Io parlo semplicemente da filosofo. Sono stato a volte definito un capo religioso, ma non lo sono. Non ho un messaggio da portare, una missione da compiere; mi sforzo soltanto di capire. Noi tutti siamo filosofi nell’antico senso del termine, siamo amanti della saggezza. Questa basta a farci evitare la compagnia a volte discutibile di coloro che offrono una religione».
L’aspetto più insolito della percezione di Jung è il fatto che poche altre figure nella storia intellettuale del XX secolo sono state altrettanto fraintese. Le interpretazioni erronee o inesatte della sua opera si perpetuano e Jung viene continuamente reinventato in modo stereotipato.
Sonu Shamdasani affronta e analizza l’accusa rivolta a Jung di aver rivisitato in veste moderna gli antichi sistemi filosofici e religiosi e di aver inaugurato – con la fondazione del Club Psicologico – il proprio culto avviando così il processo di autodeificazione. Alla base delle accuse vi è un documento inedito del 1916, falsamente attribuito a Jung e indicato come il suo discorso inaugurale alla fondazione del Club Psicologico, istituzione che avrebbe quindi dovuto dedicarsi alla promozione del suo culto. Sonu Shamdasani, ripercorrendo le finalità e le ambizioni di Jung rispetto al proprio operato e le riformulazioni del suo pensiero a opera dei suoi allievi, dimostra l’infondatezza delle accuse. La minuziosa indagine dell’autore ricostruisce la storia della psicologia analitica e dimostra come queste affermazioni sono tra le più assurde mai sostenute sul conto di Jung e come esse tradiscono l’incapacità di capire la sua opera.
Sonu Shamdasani, Storico della psichiatria e della psicologia, ricercatore presso il Wellcome Institute for the History of Medicine di Londra, è autore e curatore di numerose pubblicazioni, tra cui il volume di C.G. Jung La psicologia del Kundalini-Yoga. Seminario tenuto nel 1932 (Routledge, 1996; Bollati Boringhieri, 2004), Le Dossier Freud: Enquête sur l’Histoire de la Psychanalyse (Le Seuil, 2006), Jung e la creazione della psicologia moderna (University of Cambridge, 2003; Edizioni Magi, 2007). L’edizione inglese del suo libro Fatti e artefatti. Su C.G. Jung, sul Club Psicologico e su un culto che non è mai esistito (Routledge, 1998; Edizioni Magi, 2004), ha vinto il premio Gradiva della World Association for the Advancement of Psychoanalysis come miglior saggio biografico e storico.
Non Estinguere lo Spirito – Carismi e Nuova Evangelizzazione
Titolo originale: Den Geist nicht auslöschen. Charismen und Neuevangelisierung
Autore/i: Cordes Paul Josef
Editore: Edizioni Paoline
premessa e introduzione dell’autore, traduzione dal tedesco di Luciano B. Tosti, in copertina: Lo Spirito Santo in forma di colomba. Miniatura da un Libro d’Ore (sec. XV), Milano, Biblioteca Trivulziana.
pp. 168, Cinisello Balsamo (Milano)
«Nuova evangelizzazione» è un’espressione che indica una meta per la Chiesa del terzo millennio. Eppure già oggi si può scoprire come il Signore abbia donato carismi a uomini e donne per proclamare con forza il vangelo di Gesù. I nuovi movimenti ecclesiali, che nessuno ha progettato e nessuno ha comandato, ma che promanano semplicemente dalla vitalità interiore della fede, danno sapore alla speranza della Chiesa.
Alla gerarchia compete fare spazio a questi carismi, dopo averli riconosciuti genuini: già il Vaticano II aveva invitato a «scoprire con senso di fede i carismi che sotto molteplici forme sono concessi ai laici» e ad «ammetterli con gioia e fomentarli con diligenza». Senonché non sembra facile adempiere quest’obbligo, dice il vescovo P.J. Cordes: la comunità ecclesiale fa una certa fatica a lasciar operare incontrastate le nuove energie.
Orbene, la storia ci dà una lezione sorprendente, mostrandoci quanto spesso l’iniziativa salvifica di Dio sia stata ostacolata – quando non impedita – dalla cecità umana, come appare dalla vita di alcuni grandi innovatori: Antonio, il padre del deserto; Atanasio, il teologo; Benedetto, il fondatore di monasteri; Francesco e Ignazio. Tutti costoro e molti altri sono per noi un esempio e un avvertimento a non estinguere lo Spirito quando si manifesta.
Paul Josef Cordes, nato a Kirchhundem (Germania) nel 1934 ed eletto vescovo nel 1975, è vicepresidente del Pontificio Consiglio per i Laici. Tra i suoi libri tradotti in italiano: Dentro il nostro mondo (1989); Inviati a servire. «Presbyterorum ordinis». Storia, esegesi, temi, sistematica (1990).
Sani col Training Autogeno
Titolo dell’opera originale: Gesund durch Autogenes Training
Autore/i: Eberlein Gisela
Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore
traduzione dal tedesco di Carlo Sallustro, Universale Economica 714.
pp. 104, illustrazioni b/n, Milano
Che cos’è il training autogeno? Va sotto questo nome un insieme di tecniche psicoterapeutiche fondate sull’autodistensione da concentrazione e capaci di influire positivamente sul sistema neurovegetativo e perciò di controllare e di ripristinare il buon funzionamento di organi su cui si scarichino le tensioni e i conflitti psichici. Queste tecniche furono elaborate fra il 1908 e 1912 da Johannes Heinrich Schultz, psichiatra tedesco.
La dottoressa Gisela Eberlein, una sua allieva che dal 1950 esercita con grande successo la psicoterapia basata sul training autogeno (ha avuto in cura ormai più di ventimila persone), espone in queste pagine con chiarezza i fondamenti e le applicazioni del metodo. Chi intende venir a capo di disturbi funzionali d’origine nervosa (cuore, circolazione, stomaco), di stati d’ansia, di distimie depressive, chi vuole ritrovare la calma, dormire meglio, godere di una migliore concentrazione e determinazione nell’affrontare i propri compiti quotidiani può trovare un aiuto prezioso nella pratica di questi esercizi. L’efficacia dei quali è pari alla capacità di concentrazione e autodominio: come dire che chi si sottopone al training autogeno è tenuto a prendere direttamente in carico se stesso, in un atteggiamento positivo che rende via via possibile guardare le cose con occhio diverso, acquisire un coraggio nuovo di vivere, senza per questo perder di vista le cose nella loro realtà.
Corpo, Affetto e Linguaggio
Titolo originale: Cuerpo, afecto y lenguage. Psicoanálisis y enfermedad somática
Autore/i: Chiozza Luis A.
Editore: Loescher Editore
seconda edizione, introduzione di Carlo Traversa, prologo ed epilogo dell’autore, traduzione italiana a cura del Gruppo di ricerca sugli aspetti psicologici della Medicina
pp. 264, Torino
Chiozza, prestigioso psicoanalista e cultore di medicina psicosomatica di fama internazionale, propone in questo libro un nuovo approccio al non risolto problema del rapporto corpo/mente. È, il suo, un tentativo promettente e pieno di fascino. Il campo scelto per l’indagine è quello indicato appunto dal sottotitolo: psicoanalisi e malattia somatica. Attraverso un’ardita speculazione su questo materiale (ricco fra l’altro di esemplificazioni cliniche e di situazioni, come pure di estratti di ricerche in campo), Chiozza ci offre una sua originale definizione di ciò che dovrebbe intendersi per corpo, una riscoperta del contributo freudiano alla teoria degli affetti e del desiderio; e infine, seguendo gli apporti più recenti della linguistica e della semiotica, fa assurgere il linguaggio a «luogo della significazione». Verrebbe così superata, per sciogliere il problema del rapporto «corpo/mente», la proposta epistemologica oggi prevalente di tipo interazionista, verso la concettualizzazione di una medicina «a quattro dimensioni».
Luis A. Chiozza, è medico psicoanalista, analista didatta dell’Associazione psicoanalitica argentina, Fellow dell’International College of Psychosomatic Medicine e titolare della Sociedad de Psicología Médica, Psicoanálisis y Medicina Psicosomática dell’Associazione medica argentina. È professore titolare dell’Istituto di psicoanalisi dell’Associazione psicoanalitica argentina, professore titolare di Psicofisiologia della Facoltà di Psicologia dell’Università del Salvador e professore titolare della Scuola del C.I.M.P. Tra le sue opere: Psicoanalisi dei disturbi epatici; Uno studio sull’uomo che soffre (in collaborazione); Idee per una concezione psicoanalitica del cancro (in collaborazione); L’interpretazione psicoanalitica della malattia somatica nella teoria e nella pratica clinica (in collaborazione).
Psicologia della Fede – La Conoscenza Religiosa alla Luce della Psicologia
Titolo originale: The Psychology of Religions Knowing
Autore/i: Watts Fraser; Williams Mark
Editore: Edizioni San Paolo
introduzione degli autori, traduzione dall’inglese di Furio Pesci.
pp. 224, Cinisello Balsamo (Milano)
La vita religiosa e il mondo della religione sono senza dubbio un mistero, e nella loro natura più vera non possono mai essere completamente chiariti e compresi. Forse proprio per questo gli psicologi si sono spesso limitati a studiare gli aspetti esteriori della religione, come la dichiarazione esplicita di credere in Dio e la frequentazione delle chiese.
La sfida degli autori di questo libro – con un approccio derivato dalla psicologia cognitiva, partendo dalla letteratura religiosa e dalle loro personali intuizioni – è invece quella di entrare nel cuore del fenomeno religioso, di scoprire ciò che permette di comprendere meglio cosa le persone religiose considerano essere le caratteristiche più profonde dell’esperienza e della visione religiosa del mondo.
Ne è derivato un volume adatto sia per un pubblico di psicologi sia di persone religiose, intenzionate ad approfondire le loro motivazioni e le loro credenze, non per svuotarle di significato, ma, al contrario, per percepirne più a fondo il senso e la portata.
Fraser Watts è lettore di teologia e di scienze naturali all’università di Cambridge, ed ex presidente della British Psychological Society.
Mark Williams è professore di psicologia clinica presso lo University College of North Wales.
Psicologia e Scienze dello Spirito – Contributi per una Fondazione Filosofica
Titolo originale: Beiträge zur philosophischen Begründung der Psychologie und der Geisteswissenschaften
Autore/i: Stein Edith
Editore: Città Nuova Editrice
presentazione di Angela Ales Bello, premessa dell’editore, introduzione dell’autrice, traduzione dal tedesco di Anna Maria Pezzella.
pp. 344, Roma
I Contributi per una fondazione filosofica della psicologia e delle scienze dello spirito (1922), qui pubblicati per la prima volta in traduzione italiana, costituiscono una sorta di termine intermedio nella trilogia formata, insieme a questo t-esto, dalla dissertazione di laurea dell’Autrice, Il problema dell’empatia (1917), e da Una ricerca sullo Stato (1925).
Con una originalissima applicazione della fenomenologia alla psicologia, scienza relativamente giovane ma già imperante in quegli anni, la Stein intende ribadire la piena legittimità del proprio metodo filosofico, prima ancora dei risultati che esso può contribuire a mettere in luce.
Dalla psicologia il suo sguardo indagatore si amplia alle scienze dello spirito, passando da un’analisi riferita al singolo individuo ai legami intersoggettivi che trovano la loro espressione più naturale nella comunità. Se dunque, nella prima parte, è la psicologia a costituire il leitmotiv dell’indagine della Stein, nella seconda parte il terreno di confronto diventa la sociologia.
Psicologia e scienze dello spirito sono accostate in una lettura a prima vista ardita, ma che la Stein ci dimostra logica e pienamente giustificata, per la quale la vita della psiche sia essa individuale oppure comunitaria risulta dall’azione combinata della forza psichica e di quella spirituale. In questo modo, l’Autrice ci conduce per mano a scoprire le profonde complessità dell’animo umano.
La Struttura della Persona Umana
Titolo originale: Der Aufbau der menschlichen Person
Autore/i: Stein Edith
Editore: Città Nuova Editrice
presentazione di Angela Ales Bello, premessa di Sr. M. Amata Neyer OCD, P. Ulrich Dobhan OCD, introduzione dell’editore, Dr. L. Gelber, traduzione dal tedesco di Michele D’Ambra.
pp. 232, Roma
Nel semestre invernale 1932-1933 Edith Stein tenne presso l’Istituto di Pedagogia scientifica di Münster un corso intitolato “La struttura della persona umana”, che doveva servire come sfondo teoretico per l’elaborazione di una filosofia dell’educazione. La riflessione filosofica sull’educazione conduce infatti alla domanda cruciale: che cos’è l’essere umano in quanto soggetto e oggetto dell’educazione? Per rispondere ad essa, è necessario il ricorso a un’antropologia filosofica: quella proposta dall’autrice nelle Lezioni – raccolte in questo testo e qui pubblicate per la prima volta in edizione italiana – è estremamente originale, risentendo della doppia matrice della sua formazione filosofica, rappresentata dalle analisi fenomenologiche fino ad allora condotte e dagli studi di filosofia medievale da poco intrapresi.
Sviluppando con sistematicità e coerenza il suo pensiero circa la consistenza dell’essere umano e la sua natura, Edith Stein prende in esame anche i problemi relativi alla sua dimensione sociale: senza negare il valore del popolo e dello Stato come momenti di socialità, ella li trascende, sottolineando in particolar modo la dimensione religiosa dell’essere umano e la sua relazione con Dio.
La struttura della persona umana, confermando la capacità di Edith Stein di connettere gli argomenti con un filo teoretico unitario, senza dispersioni o sovrapposizioni, contribuisce a ricostruirne la complessa personalità filosofica e la ricchezza di pensiero.





