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Angeli – Tradizione, Immagine, Significato

Angeli – Tradizione, Immagine, Significato

Nonostante il diffuso scetticismo sulla loro effettiva esistenza, il fascino esercitato dagli angeli è rimasto intatto fino a oggi. Ma che cosa sappiamo di loro?

Autore/i: Krauss Heinrich

Editore: Giulio Einaudi Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Stefano Suigo, titolo originale: Die Engel. Überlieferung, Gestalt, Deutung, in copertina: Lorenzo Lotto, particolare della pala d’altare di San Bernardino in Pignolo, Bergamo, olio su tela, 1521.

pp. XI-144, 8 illustrazioni b/n, Torino

L’idea di esseri spirituali collocati tra il mondo degli uomini e quello divino è presente in quasi tutte le civiltà, anche se solo nelle tre grandi religioni monoteistiche – ebraismo, cristianesimo, islamismo – si può parlare di «angeli» in senso stretto. Heinrich Krauss ripercorre sinteticamente in questo libro l’evoluzione del pensiero sugli angeli nell’Antico e nel Nuovo Testamento, negli scritti extrabiblici dell’ebraismo antico, nella dottrina della Chiesa cristiana e nell’èra moderna. Alla figura dell’angelo nella letteratura e nelle arti, influenzata inizialmente dalla tradizione religiosa e poi sempre più indipendente, è dedicato un capitolo a sé. In fondo al volume, un Glossario chiarisce i termini specialistici non illustrati nel testo.

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Introduzione
Abbreviazioni dei libri biblici citati
Elenco delle illustrazioni

Angeli

La testimonianza biblica

  • I.  L’«angelo del Signore»
  • II. Incontri particolari
  • III. Il regno dei cieli
  • IV. La personificazione dell’angelo biblico
  • V. Gli angeli apocalittici
  • VI. Gli angeli nel Nuovo Testamento

Gli angeli nella Tarda Antichità e nel Medioevo

  • VII. I grandi teologi e i monaci
  • VIII. La dottrina classica su natura e compiti degli angeli
  • IX. Gli angeli nella liturgia e nelle fede
  • X. L’influenza dell’arte cristiana sulla raffigurazione degli angeli

La fede negli angeli in discussione

  • XI. Il disagio dei teologi
  • XII. Correnti spiritualistiche alternative
  • XIII. Gli angeli nella letteratura e nell’arte recenti
  • XIV. Ipotesi interpretative contemporanee

Glossario
Bibliografia
Indice dei nomi e dei concetti

Vizi, Virtù e Follia nell’Opera Grafica di Bruegel il Vecchio

Vizi, Virtù e Follia nell’Opera Grafica di Bruegel il Vecchio

Catalogo generale ragionato a cura di Gloria Vallese

Autore/i: Bruegel Pieter «Il Vecchio»

Editore: Gabriele Mazzotta Editore

a cura di Gloria Vallese.

pp. 188, 89 tavole in b/n, Milano

Bruegel il Vecchio (1525 ca.- 1569) è soprattutto noto al grande pubblico per i suoi dipinti, in particolare per i soggetti folklorici, come le celebri danze e feste contadine e le scene carnevalesche. Ma Bruegel ebbe anche un’intensa attività nel campo della produzione di stampe, cui attese specialmente nei primi anni della carriera.
Quando, dopo circa otto anni di libera attività, appaiono i primi tra i famosi dipinti della sequenza matura (i Proverbi fiamminghi, i Giochi di bambini, il Combattimento di Carnevale e Quaresima), Bruegel ha già uno stile formato, nel quale tutte le componenti si sono ormai fuse in un assieme profondamente originale.
La scelta di alcuni decisivi orientamenti di fondo ha avuto luogo nell’ambito dell’attivita grafica svolta nei primi anni, in particolare per Hieronymus Cock, grande e attivissimo editore di stampe in Anversa. Producendo modelli per incisioni, Bruegel fa propri due caratteristici filoni dell’arte figurativa settentrionale, dal cui incontro nascerà la tematica della sua grande opera matura: la tradizione del paesaggio cosmografico, creata dal Patinier e dai suol seguaci e, soprattutto, la «pittura morale» di Hieronymus Bosch.
Realizzando una serie di grandi stampe di paesaggio, Bruegel sembra ritrovare nell’osservazione dell’ambiente reale l’immensità e il mistero che Patinier e i suoi successori avevano evocato componendo vedute di fantasia; ma nelle sue composizioni abolisce a poco a poco ogni elemento fantastico o incongruo, identificando progressivamente il paesaggio fiammingo-olandese di casa, nel quale i canali e gli anonimi protagonisti della vita di ogni giorno prendono il posto del fiume sinuoso e dei minuscoli viandanti immaginati dai predecessori.
Un altro incontro fondamentale avvenuto nell’ambito dell’attività grafica è quello con l’arte di Hieronymus Bosch, di cui Bruegel seppe far rivivere, entusiasmando i contemporanei, le fantastiche creazioni.
Nel momento in cui l’arte di Bosh si trovava al centro di una grande fortuna postuma, che faceva crescere una folla di seguaci tardivi e proliferare le falsificazioni, Bruegel crea per l’editore Cock stampe originali nelle quali il mondo del vecchio maestro è rievocato con intelligenza, fatto rivivere in profondità.
Noti temi di Bosch, come l’ingoiarsi vicendevole dei pesci nel mare, simbolo della cieca sopraffazione che domina nel mondo, o la satira sui guaritori ciarlatani, che curano i loro pazienti dalla stoltezza fingendo di estrarre dalla loro testa la «pietra della follia», sembrano rinascere per mano di Bruegel nuovamente trattati da lui in composizioni originali.
In anni in cui i motivi pedagogici, moralizzanti, sociali dell’umanesimo settentrionale, con i quali Bosch aveva creato cosi significative aperture, vengono a maturazione provocando una corrente di riscoperta critica e di alto apprezzamento nei confronti della sua opera, Bruegel mostra di aver trovato in essa attraverso l’esperienza grafica, un caposaldo irrinunciabile per un’arte vitalmente connessa alle tematiche culturali più genuinamente settentrionali.

Lezioni di Etica

Lezioni di Etica

Autore/i: Balbo Felice

Editore: Edizioni Lavoro

unica edizione, avvertenza a cura di Anna Giannatiempo Quinzio, introduzione di Sergio Quinzio, nota bio-bibliografica di Giovanni Tassani, in copertina: Amedeo Bocchi, La protezione, 1916 (particolare).

pp. 146, Roma

«Il problema che mi ha sempre interessato e che è, anzi, il tema della ricerca della mia vita, è il problema… di come agire per realizzare l’uomo. È, certo, molto diversa una ricerca puramente teorica su questo tema, da quella, in ultima istanza pratica, che mi ha sempre interessato.» (F. Balbo)

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Introduzione
di Sergio Quinzio

Nota bio-bibliografica
di Giovanni Tassani

Avvertenza della curatrice

Lezioni di etica

  • Il problema etico e le sue implicazioni metafisiche e sociali
  • Il metodo del filosofare

Tantra – L’Iniziazione di un Occidentale all’Amore Assoluto

Tantra – L’Iniziazione di un Occidentale all’Amore Assoluto

Titolo originale: Tantra. L’initiation d’un Occidental à l’amour absolu

Autore/i: Odier Daniel

Editore: Neri Pozza Editore

quarta edizione, introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Enrico Niccolini.

pp. 160, illustrazioni b/n, Vicenza

Daniel Odier aveva sedici anni quando si innamorò pazzamente di un’amica dei suoi genitori, una pittrice bella e ribelle che somigliava ad Ava Gardner e sfrecciava su un coupé Alfa Romeo rosso fuoco, Nel giorno del suo compleanno, fu invitato a cena dall’artista, un tête a tête in un ristorante di Lusso. Il giovane Daniel sognava di confessare la sua passione in un ardente incontro, ma durante la cena a lume di candela la bella pittrice raffreddò il suo entusiasmo regalandogli la Bhagavad-gītā, uno dei testi chiave dell’induismo, commentato da Sri Aurobindo, un grande saggio profondamente segnato dal tantrismo. A Daniel non restava altro che dare una svolta mistica al suo fervore, immergendosi nella lettura del testo sacro.
La lettura, tuttavia, non spense affatto la fiamma che bruciava nel suo cuore. Per la prima volta, Daniel si imbatté in una saggezza che univa la bellezza e l’arte, la carne e lo spirito, la sensualità e la spiritualità. Per la prima volta, balenò davanti ai suoi occhi un pensiero diverso da quello occidentale, un’idea dell’armonia che si teneva lontana dalla separazione, dal sacrificio, dal peccato originale.
Fu così che, dopo una lunga frequentazione dei grandi libri dell’induismo e del tantrismo, a trent’anni, Odier si ritrovò sulle colline verdeggianti dei contrafforti himalayani alla ricerca degli ultimi maestri del tantrismo shivaita, dei segreti dell’erotismo sacro. Odier non poteva sapere che laggiù l’attendeva Devī, la donna-yogin, l’eremita che, di prova in prova, gli avrebbe rivelato che la sessualità e il mistico sono un unica cosa. Diventato suo discepolo, apprenderà, vicino a lei, la via dell’amore totale, in cui non vi sono dualità né vie da percorrere né scopi da raggiungere, ma soltanto un eterno lasciarsi essere, contemplando lo spirito nel suo stato naturale, disteso, risvegliato, divino.
Per la prima volta un tāntrika, un iniziato che è anche un occidentale, un enfant du siècle alla ricerca della libertà di esistere, svela, nelle pagine di questo libro, le pratiche e riti di una delle più antiche saggezze dell’umanità.

Daniel Odier, viaggiatore, scrittore, editore, ha insegnato nell’università di California prima di creare, a Parigi, il centro Tantra/Chan. È autore di molti saggi e di nove romanzi. Oltre a Tantra, presso Neri Pozza ha pubblicato Tantra Yoga (1999).

Petrarca – L’Italiano Dimenticato

Petrarca – L’Italiano Dimenticato

In un presente dominato dall’immagine e dalla prosa, c’è di nuovo spazio per un padre letterario troppo a lungo rinnegato?

Autore/i: Quondam Amedeo

Editore: Rizzoli

prima edizione, premessa dell’autore, in copertina: Francesco Bonsignore, ritratto del Petrarca, galleria Borghese, Roma.

pp. 280, Milano

Per secoli riconosciuto come padre della tradizione letteraria italiana, memorizzato, imitato, plagiato da schiere di scrittori e di poeti, Francesco Petrarca viene nell’Ottocento risorgimentale e romantico accantonato, quasi rinnegato. Considerato l’emblema di una società aristocratica e clericale, non può non entrare in conflitto con la tensione laica e borghese che anima un popolo in cerca di riscatto dalla dominazione straniera, simbolo per eccellenza dell’autonomia della poesia e del lavoro intellettuale, non può non scontrarsi con il nuovo bisogno di letteratura impegnata, che accende i cuori ai valori politici, etici e civili. Così, nella galleria di antenati con cui l’Italia fonda la propria identità di nazione, a Petrarca è preferito Dante, poeta filosofo e dell’azione, che ebbe il coraggio di parlare la lingua viva e multiforme del popolo: Dante è il campione della lotta ai tiranni, l’autentico padre degli italiani; Petrarca é il simbolo di una letteratura chiusa in se stessa: è un non italiano, anzi il non italiano per eccellenza. Amedeo Quondam inquadra nelle sue linee essenziali questo autentico “colpo di stato” (o “congiura”) delle patrie lettere e lo fa rivolgendosi al lettore con estrema chiarezza e semplicità. Dando voce a testimoni illustri come Foscolo, Leopardi, Alfieri e De Sanctis, fa rivivere in queste pagine una fase cruciale della nostra storia culturale e lo fa soprattutto per interrogarsi sul presente: oggi che le ideologie sono crollate e i nazionalismi si temperano per dare corpo a organismi che riuniscono identità differenti, come l’Unione europea, è possibile finalmente riabilitare Petrarca e con lui il modello estetico ed etico di una letteratura orgogliosa di essere autonoma e indipendente?

Amedeo Quondam è ordinario di Letteratura italiana presso l’università La Sapienza di Roma. Tra le sue opere ricordiamo Rinascimento e classicismo (Bulzoni 1999), Questo povero cortegiano. Castiglione, il libro, la storia (Bulzoni 2000) e Cavallo e cavaliere. L’armatura come seconda pelle del gentiluomo moderno (Donzelli 2003).

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Premessa

  1. Il gioco degli spiccioli
  2. A proposito di identità nazionale, di Petrarca e di Dante
  3. Tre poeti e due padri
  4. Il paradigma dell’identità nazionale: De Sanctis e il romanzo della Storia

Riferimenti bibliografici

Gesù Profeta Rivoluzionario

Gesù Profeta Rivoluzionario

Autore/i: Zarcone Pier Francesco

Editore: Macro Edizioni

introduzione dell’autore.

pp. 232, Diegaro di Cesena (FC)

Partendo da una rilettura del carattere rivoluzionario dell’azione di Gesù di Nazareth, in queste pagine Pier Francesco Zarcone ne chiarisce e approfondisce il fondamento, tracciando un ritratto inedito di Gesù, che svela aspetti di cui pochissimi sono a conoscenza, non solo dal punto di vista storico, ma anche spirituale.
Un’indagine appassionante che parte dalle incongruenze e contraddizioni dei testi evangelici e degli Atti degli Apostoli, nelle versioni che da secoli la Chiesa tramanda, dall’analisi del contesto storico in cui si sono svolti
gli eventi, e che tiene conto di molteplici aspetti, come le caratteristiche del mondo semita a cui sia Gesù, sia successivamente il profeta Mohamed (Maometto), sono appartenuti.
Viene così delineata un’interpretazione particolare e “fuori dal coro” degli avvenimenti, ma coerente, che non potrà che suscitare discussioni e aprire nuovi scenari su quella che è la verità storica.
Attraverso la chiave di lettura utilizzata in questo libro, vengono sciolti molti “nodi” che le religioni tradizionali non sono state in grado di spiegare.
Gesù profeta rivoluzionario è rivolto a tutti i lettori sensibili a ottiche diverse da quelle correnti, che amano
l’autonomia di ragionamento e percorrere sentieri non convenzionali, ma aperti a nuove scoperte.

Pier Francesco Zarcone è avvocato, ex dirigente della RAI, studioso e ricercatore di storia, filosofia e religioni comparate. Attualmente vive e lavora in Portogallo.

La Funzione dell’Orgasmo – Problemi Sessuo-Economici di Energia Biologica

La Funzione dell’Orgasmo – Problemi Sessuo-Economici di Energia Biologica

Titolo originale: Die Entdekung des Orgons und die Function des Orgasmus

Autore/i: Reich Wilhelm

Editore: Sugar Editore

prefazione di Mary Higgins, prefazione e nota introduttiva dell’autore, traduzione dal tedesco di Furio Belfiore.

pp. 400, nn. tavole b/n f.t., illustrazioni b/n, Milano

Nella sua opera Al di la del principio del piacere Freud aveva sviluppato la concezione di una «pulsione di morte» che contrapposta alle «pulsioni di vita (Eros)» era alle origini degli atteggiamenti sado-masochistici. Reich nega la derivazione istintuale degli atteggiamenti distruttivi e auto-distruttivi sostenendo, al contrario, che essi vanno ricercati nelle disastrose condizioni sociali in cui si trova la presente società. Non la «pulsione di morte» ma «la repressione della sessualità infantile e giovanile che ha la funzione di facilitare ai genitori l’assoggettamento autoritario dei figli» è la vera origine delle azioni distruttive delle nevrosi e dei traumi caratteriali. Essa contribuisce, inoltre, in modo determinante a rendere possibile la manipolazione degli individui adulti ai fini di una società di massa docile e obbediente all’ordine costituito, priva di qualunque capacità di autodeterminazione e costantemente sull’orlo del tracollo nervoso. Come risultato di tutto ciò infelicità e infantilismo diventano quindi la regola della nostra vita e «la peste psichica» nei suoi momenti culminati sfocia nella guerra, nei massacri e nei campi di sterminio. Perché proprio contro il libero sfogo delle energie della vita si è accanita e si accanisce tutt’ora l’organizzazione patriarcale-autoritaria della nostra società è fondamentale, ai fini di una rivoluzione che non degeneri in una direzione burocratica e accentratrice, porre in primo piano la «funzione dell’orgasmo». Solo, la caduta dell’«armatura caratteriale» che paralizza il soggetto nell’inferno della nevrosi e lo rende facile preda delle suggestioni distruttive e totalitarie permetterà che «le masse lavoratrici diventino psichicamente indipendenti e capaci di assumersi pienamente la responsabilità dell’esistenza sociale e di determinare esse stesse razionalmente la propria vita». Riprendendo le opere di «metapsicologia» di Freud e sviluppandole nel senso di una critica radicale alla concezione giudaico-cristiana sostanzialmente sessuo-negativa e negatrice della vita Reich indica con coraggio l’unica via che è possibile percorrere per riportare l’uomo a quei contenuti di felicità che sono i soli a cui è morale e logico aspirare. Il fatto che la critica filosofica e sociologica più avanzata stia muovendosi oggi in questa direzione è una conferma del contenuto anticipatore delle dottrine dello scienziato austriaco.

Wilhelm Reich nacque in Austria nel 1897. Studiò medicina a Vienna dove, in seguito, diresse il Seminario di terapia psicanalitica. Con l’avvento del nazismo fu costretto a fuggire dalla Germania e, dopo un breve soggiorno in Norvegia, si trasferì negli Stati Uniti fondando a New York l’Orgone Istitute. Denunciato per i suoi esperimenti, venne rinchiuso nel penitenziario di Lewisburg dove mori di infarto il 3 novembre 1957, Opere principali: Character Analysis, Mass Psychology of Fascism, The discovery of the Orgone, The Sexual Revolution.

Viaggiatori del Tempo

Viaggiatori del Tempo

L’Affascinante Crociera della Scienza nella Notte dei Tempi e oltre l’Alba di quelli a Venire

Autore/i: Kolosimo Peter

Editore: Edizione CDE

pp. 258, nn. illustrazioni b/n f.t., Milano

«Se esiste la possibilità di viaggiare nel tempo, essa è puramente illusoria: realizzandola, infatti, noi non ce ne andremmo a spasso per quello che è stato il passato o sarà il futuro del nostro pianeta, ma in un’altra dimensione.»

È possibile che alcune scoperte o invenzioni di cui diamo il merito esclusivo all’epoca moderna fossero già note e in uso presso antichissimi popoli asiatici e americani. È ciò che lascia intuire questo viaggio attraverso la scoperta di misteriosi disegni sulle pietre, saghe di civiltà sconosciute, città d’argento, colline d’oro, nubi misteriose, presenze ignote e macchine volanti. Un viaggio nel tempo che porta dai pellerossa ai maya alla cultura nazca, dalla Siberia al Sahara fra i misteri del passato e del futuro.

Peter Kolosimo (1922-1984), giornalista e divulgatore scientifico, è stato uno degli scrittori più letti in Italia e nel mondo. Con Non è terrestre, il suo testo più celebre, vinse il Premio Bancarella nel 1969. Mursia ha ottenuto l’esclusiva dell’intera sua opera.

Testi Inediti e Poco Noti sulla Caduta di Costantinopoli

Testi Inediti e Poco Noti sulla Caduta di Costantinopoli

Edizione postuma a cura di Antonio Carile

Autore/i: Pertusi Agostino

Editore: Pàtron editore

prima edizione, introduzione di Antonio Carile, collana: Il mondo medievale sezione di storia bizantina e slava n° 4.

pp. 388, Bologna

Sommario:

Introduzione di Antonio Carile

I testimoni oculari

1. Benvenuto, console degli Antonetani, Relazione sulla caduta di Costantinopoli

2. Ludovico (o Alvise) Diedo, Relazione “de clade Costantinopolitana” al Senato Veneziano (a Venezia, 4 luglio 1453)

3. Isidoro di Kiev, Litterae (da Candia, luglio 1453)
I. Al Cardinale Capranica
II. Littera Isidori cardinalis Rutinensis ad dominationem Florentinam

4. Frati dell’Osservanza di San Francesco, Relazione sulla presa di Costantinopoli (a Bologna, dopo la fine di novembre 1453)

5. Note in manoscritti greci sulla presa di Costantinopoli (chronica minora) I-VIII (c. 1453-1454)

Altri documenti e testi di persone direttamente informate

a) occidentali

6. Asanes di Corinto, Giovanni Spagnolo, Jacopo Loredan, Lettere sulla caduta di Costantinopoli al Senato di Venezia (da Negroponte, via Corfù, giunte a Venezia il 29 giugno 1453): testimonianze

7. Testimonianze

8. Peter Rot, Pellegrinaggio del 1453 (notizia della caduta di Costantinopoli nei pressi di Modone, 12 giugno 1453)

9. Cavalieri di Rodi, Epistola Johannitarum a Roddy missa ad Jerusalem ad marchionem de Wrannenberg (Federico II di Brandeburgo) (da Rodi, 30 giugno 1453)

10. Lettera al bailo e capitano di Negroponte (Paolo Loredan)

11. Nicolò Soderini, ambasciatore di Firenze a Genova, Lettera alla Signoria di Firenze sulla perdita di Pera e di Costantinopoli (da Genova, 8 luglio 1453)

12. Lauro Quirini, Epistola ad beatissimum Nicolarum V pontificem maximum (da Candia 15 luglio 1453)

13. Enea Silvio Piccolomini

14. Nicola Della Tuccia, Cronaca di Viterbo (Narrazione della caduta di Costantinopoli e delle ambascerie a Nicolò V del Gran Maestro dei Cavalieri di Rodi e del re di Cipro) (ottobre-novembre 1453)

15. Niccolò (Tignosi) da Foligno, Exspugnatio Constantinopolitana (allegata ad una lettera di uno sconosciuto ad uno sconosciuto) (avanti novembre 1453)

16. Raffaele da Pornassio, Tractatus…de flagellis Christianorum ad Fratres (Ord. Praed.) Orientales (entro la fine del 1453)

17. Filippo da Rimini, Epistola ad Franciscum Barbarum virum inclitum procuratorem Sancti Marci dignissimum (Excidium Constantinopolitanae urbis)
(da Corfù, fine 1453- inizio 1454)

18. Antonio Ivani da Sarzana, Expugnatio Constantinopolitana ad illustrem dominum Federicum Montisferetri Urbini ac Durantis comitem (da Sarzana?, autunno 1453- primavera 1454)

19. Giacomo Languschi, Excidio e presa di Cosostantinopoli nell’anno 1453 (dalla Cronica di Zorzi Dolfin) (Venezia?, dopo aprile 1454)

20. Enea Silvio piccolomini, c.s.. Oratio habita Ratisponae in conventu praesente Burgundiae duce (a Regensburg, tra il 25 aprile e il 18 maggio 1454)

21. Adamo di Montaldo, De Constantinopolitano excidio ad nobilissimum iuvenem Melladucam Cicadam (dopo il 1475)

Altri documenti e testi di persone direttamente informate

b) greci

22. Annotazioni in un manoscritto (Brit Mus. Add. 34060) sull’arrivo a Creta di navi scampate da Costantinopoli (Candia, 29 giugno 1453)

23. Leontios Machairas, Chronicon (insulae Cypri) (annotatore dell’anno 1458, a Cipro)

Altri documenti e testi di persone direttamente informate

c) slavi e turchi

24. Anonimo Serbo, Elogio funebre di Giorgio brankovic (1456) despoto della Serbia (c. 1456-1457)

25. Due note in manoscritti serbi sulla caduta di Costantinopoli (c. 1453-1454)

26. Jan Diugosz, Historiae polonicae: lib. XII (c. 1450-1480)

27. Asyq Pasa-zade, Storia della casa di Osman (avanti 1494)

Composizioni letterarie di contemporanei

a) umanistiche, in latino e in greco

28. Publio Gregorio Tifermate, Vaticinium cladis Italiae (c. 1453)

29. Due lamenti di umanisti tedeschi: Lamentatio de capta Constantinopoli (attribuita ad Hartmann Schedel); Carmen de desolacione civitatis Constantinopolitanae facta per Turcos anno Domini 1453 (c. 1453)

30. Leonardo di Piero Dati, Carmen ad pontificem maximum dominum Nicolaum papam V in Thurchum Mahomet (Roma, c. 1453-1455)

31. Francesco Filelfo, A Mehmed , gran signore e gran emiro dei turchi (Milano, 11 marzo 1454)

32. Nicola Loschi, Constantinus supplex (dedicato al papa Pio II, c. 1463)

33. Gianmario Filelfo, Amyris (I-II) (Ancona, c. 1471-1474/77)

Composizioni letterarie di contemporanei

b) Italiane

34. Fra Roberto (Caracciolo) da Lecce, Prediche (Roma, periodo della Pentecoste 1453)

35. Maffeo Pisano, Lamento di Costantinopoli (dopo 30 luglio 1453, a Siena?)

36. Michele della Vedova da Pola, Querimonia capture urbis Constantinopolitane (Pola, c. 1453)

37. Anonimo, Lamento di Costantinopoli (1453 o 1463?)

38. Balthasar Mandeldreiss, Grido contro i Turchi (c. 1453)

39. Manuele Cristonino, Monodia sulla presa di Costantinopoli e altra Monodia anonima in demotico (1453)

40. La presa di Costantinopoli (1455)

41. Arakel di Bales, Lamento per la capitale Stambul (c. 1453-1454)

42. I Canti Popolari Storici dei Tedeschi dal XIII al XVI secolo, raccolti e commentati da R.V. Liliencron, Lipsia 1865, n.109 Dei Turchi

43. I Canti Popolari Storici, n.100 Grida contro i Turchi

Indice dei nomi

Marco Fioramanti 1983-2003

Marco Fioramanti 1983-2003

Autore/i: Autori vari

Editore: Jouvence Società Editoriale

edizione bilingue italiana e inglese, presentazione di Pietro Montani, testo di Enrico Mascelloni, in copertina: Memoria del tempo, 1997 (part.) Litografia su carta stampata, in 4° di copertina: Manhattan Skyscrapers, 1989 Smalto e combustione su legno.

pp. 104, illustrazioni a colori, Roma

L’artista rivela la propria poetica attraverso una variegata produzione: le differenti tipologie espressive diventano possibili chiavi d’ingresso a un procedere circolare, a dimostrare che, di fatto, non ci sono porte. Fioramanti parte dal “tratto”, quasi come pre/testo, per sostenere un’intenzione e mantenere, tramite l’arte, l’unità con tutto. analizza i fenomeni percettivi – attraverso quello che lui definisce trans/vedere – intuizioni che trascendono ogni linguaggio, evidenziandone al tempo stesso forza e illusorietà.

The artist presents his poetics through a large production: different expressive forms become hypothetic keys to a circular path, to prove, in fact, that the door does not exist. Fioramanti starts from the “tratto” (stroke), which serves as a pretext to sustaining an intention through art and art’s continuity with the rest of things. He analyses perceptive phenomena (trans/vision) with intuition which rises above any language while making its force and illusion clear at the same time.

Marco Fioramanti (Roma 1954), pittore e performer, sperimenta differenti materiali verso un’idea totale dell’arte, mirando al recupero dei segni, dei comportamenti e dei riti di iniziazione delle culture extra-europee.

Marco Fioramanti (1954, born in Rome), painter and performer, experiments in different materials towards a global idea of art, exploring signs, behaviour and initiation rites of non-european cultures.

SCRITTI TESTI TESTIMONIANZE

Marco Fioramanti – L’invisibile (in tre parti)
Leonardo Chiatti – L’Opera e il Cosmo

Marco Fioramanti – La nuova Berlino dopo il Muro
Tanja Lelgemann – Roma/Berlino. In cerca delle tracce
Giancarlo Riccio – Video Clips
Bruno Zevi, Rudolf Springer, Gillo Dorfles – Lettere
Marco Fioramanti – Io, pittore di quel Muro
Filiberto Menna – Intervista
Eva Rachele Grassi – Il Tratto allo specchio
Klaus Nothnagel – Trattista AgeMalerei mit Mensch
Enrica Torelli Landini – I Trattisti nei luoghi di Balla
Carlo Belli – Lettera
Franca Calzavacca – Pittura e altro
Giorgio Di Genova – Circumnavigazione 5
Vittoria Biasi – Ogni pausa è oblio e volontà
Gastone Bonsembiante – È necessario essere coraggiosi
Simonetta Lux – Affinità nel sentire
Enrico Crispolti – La pittura in Italia. Il Novecento/3Le ultime ricerche
Gastone Bonsembiante – Fioramanti – Opere 1983-1993
Lidia Reghini di Pontremoli – Nome di Lancia
Guglielmo Gigliotti – Nome di Lancia/ Giardino Zen
Rafael F. Lobo – Trans/parencia
Martha Paine – Oltre Macondo
Renato Nicolini – Territori del tempo
Edoardo Di Mauro – Interni Italiani
Massimo Marani – Je m’en vais par rues serrèes
Cesare Milanese – Luce all’indifferenza del quotidiano
Lawrence Ferlinghetti – Lettera

« Le Carte Parlanti » della Sibilla – Tarocchi

« Le Carte Parlanti » della Sibilla – Tarocchi

Autore/i: Folchi Amerigo

Editore: ITALCARDS

disegni e testo di Amerigo Folchi.

78 Carte, contiene note esplicative in inglese, Bologna

Per mia scelta, in questi ultimi anni, ho disegnato diversi mazzi di tarocchi, nei quali ho preferito figurare, oltre agli arcani maggiori e le figure di corte, anche i numerali dei semi, che nei tarocchi tradizionali (ad eccezione del mazzo Rider) invece ne sono solitamente privi. A mio parere un tarocco di “facile lettura” e esteticamente “moderno” può in molti casi fare a meno dei simboli dei semi, i quali ormai codificati nel tempo nelle loro convenzioni divinatorie, spesso ingombrano e condizionano lo spazio grafico, riducendo in tal modo la spontaneità e l’inventiva del disegnatore. Quindi, oserei dire, anzi preferisco disegnare carte meno legate alla tradizione, con figurazioni allegoriche tali da stimolare più che altro le energie intuizionali del lettore, e oltretutto vanno anche a beneficio dell’estetica del mazzo. In questo gioco divinatorio di 52 carte, ho infatti tralasciato di disegnare i semi, e i personaggi occupano tutto lo spazio della carta. Ho diminuito il loro numero sintetizzando !e varie simbologie dei 56 arcani minori e riproposte in numero di 30 + 22 trionfi. Per facilitare la lettura di ogni carta ho inserito al diritto e al rovescio gli attinenti significati esoterici, e all’interno delle figure dei trionfi ho inserito i rispettivi numeri cabalistici, lettere ebraiche, e il simbolo del riferimento astrologico. (Amerigo Folchi)

Il Tarocco Mitologico – Tarocchi

Il Tarocco Mitologico – Tarocchi

Edizione originale in 3.000 copie numerate – Nostro esemplare è il numero 1974

Autore/i: Folchi Amerigo; Gamboni Andrea

Editore: ITALCARDS

disegni di Amerigo Folchi, testo di Andrea Gamboni.

78 Carte, contiene note esplicative in italiano e inglese, Bologna

Ispirati ai miti dell’Antica Grecia.

Metapsichica e Letteratura in Pirandello

Metapsichica e Letteratura in Pirandello

Autore/i: Illiano Antonio

Editore: Vallecchi Editore

unica edizione, prefazione di Graziella Corsinovi, premessa dell’autore.

pp. VII-184, Firenze

Nel panorama del nostro novecento letterario l’opera di Pirandello si sottrae più di ogni altra ai ricorrenti tentativi di sistemazione. Da qui la necessita di sottoporre a puntuali revisioni e a nuove proposte di lettura le diverse interpretazioni della sua opera. In questa verifica prende un posto di rilievo, per rigore documentario e novità di risultati, questo studio di Antonio Illiano sulla tematica parapsicologica e teosofica nell’opera e nella concezione estetica di Pirandello. Dopo un esame delle teorie spiritiche e teosofiche fiorite tra fine ottocento e primi del novecento, Illiano esamina i modi con cui Pirandello assimilò questi apporti ai suoi fini artistici e ideologici. Soffermandosi sulle opere che da questo punto di vista appaiono fra le più significative – «Il fu Mattia Pascal», «La casa del Granella», «La tragedia di un personaggio», «I sei personaggi» – l’analisi di Illiano punta sulle finalità estetiche, a cui sono sottoposte le sollecitazioni metapsichiche e a cui risale la creazione del personaggio: una sorta di tensione dialettica che costituisce l’«elemento vivificante» anche dell’ultima grande opera incompiuta di Pirandello («I giganti della montagna») e un aspetto certamente non marginale del fascino dell’arte di Pirandello.

Antonio Illiano, autore di scritti e saggi di critica e storia letteraria. Ha insegnato in varie università; attualmente insegna letteratura italiana all’università della Carolina del Nord (Chapel Hill), negli Usa. Si occupa di letteratura moderna, storia della critica, letterature comparate. Tra le sue pubblicazioni, la versione inglese del saggio pirandelliano su «L’umorismo» e una «Introduzione alla critica pirandelliana».

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Prefazione di Graziella Corsinovi

Premessa

I. Spiritismo

  1. Cenni storici
  2. Eusapia al vaglio della scienza
  3. Spiritismo e letteratura
  4. Capuana e Pirandello
  5. Maestri e ispiratori di Zummo

II. Teosofia

  1. Differenza tra spiritismo e teosofia
  2. Cenni storici
  3. La divulgazione teosofica e la biblioteca di Anselmo Paleari
  4. Principi e postulati della teosofia moderna
  5. Quadro sinottico dei principi e piani
  6. Incidenza del piano astrale nell’opera pirandelliana
  7. Karma

III. «Il fu Mattia Pascal»

  1. Evolversi di Mattia-Adriano
  2. Chiaroveggenza
  3. Rifrazione dell’io narrante
  4. Tirocinio
  5. Origine e valore della «lanterninosofia»
  6. Funzione narrativa della seduta in casa Paleari
  7. Tra acquasantiera e portacenere

IV. Umorismo, psicologismo, polemica antiscientifica

  1. Primi impieghi della fenomenologia spiritica
  2. «La casa del Granella»
  3. «Dal naso al cielo»
  4. Metafisica dell’inconoscibile

V. Sussidi alla genesi del personaggio

  1. Prime intuizioni pirandelliane
  2. Richet, Capuana, Leadbeater
  3. La novella «Personaggi»
  4. Le “forme-pensiero”

VI. Da «La tragedia di un personaggio» ai «Colloqui coi personaggi»

  1. L’udienza-indagine
  2. Tipologia del personaggio
  3. Realizzabilità del personaggio
  4. La “tragedia” e il non-racconto
  5. Poiesi dell’umorista
  6. Sospensione delle udienze
  7. Il colloquio con la madre

VII. «All’uscita»

  1. Le apparenze
  2. Sorte aliena della Donna uccisa
  3. I massicci aspetti della vita
  4. Il filosofo e l’albero

VIII. «Sei personaggi»

  1. Il non-dramma
  2. I piani psicologici
  3. Madama Pace
  4. Luci e colori

IX. «I giganti della montagna»

  1. Complessità
  2. Fenomenologia metapsichica nella Scalogna
  3. Geografia mitico-utopica
  4. Categorie del mito
  5. Arte-magia, ludus, mitopoiesi
  6. Miti nel mito
  7. La “Favola” come mito mancato
  8. Hybris
  9. L’olivo saraceno

Note
I. Spiritismo
II. Teosofia
III. «Il fu Mattia Pascal»
IV. Umorismo, psicologismo, polemica antiscientifica
V. Sussidi alla genesi del personaggio
VI. Da «La tragedia di un personaggio» ai «Colloqui coi personaggi»
VII. «All’uscita»
VIII. «Sei personaggi»
IX. «I giganti della montagna»

La Psicologia dei Proverbi – Analisi dei Motti e Sentenze sulla Vita a Due e sui Rapporti con Se Stesi e gli Altri

La Psicologia dei Proverbi – Analisi dei Motti e Sentenze sulla Vita a Due e sui Rapporti con Se Stesi e gli Altri

Autore/i: Mastronardi Luigi

Editore: Edizioni Scientifiche Magi

introduzione dell’autore.

pp. 144, Roma

L’origine dei dotti popolari è legata alla stessa nascita dell’individuo: per questo racchiudono il senso di esperienze elementari, cercando di svelare così l’esistenza di meccanismi immodificabili dell’agire umano.
E si chiarisce quindi il motivo del nostro studio: spiegare e confermare il valore sia apodittico che anticipatorio di alcuni adagi e sottolineare anche la loro approssimazione, la simulazione della saggezza, la verità in pillole o l’use e l’abuso per un «tornaconto» dialettico. Perchè i detti, anche se non convincono, tentano di dare incisività e forza di persuasione al discorso, sempre che se ne faccia un uso moderato ed appropriato.
Il tentativo di spiegazione in chiave psicologica delle verità dei proverbi dimostra come talune considerazioni proprie della consulenza psicologica, magari più approfondite ed articolate, siano state già testimoniate dalla saggezza popolare che le aveva racchiuse appunto in formule brevi dalla rapida assimilazione, ma dalla identica sostanza.

Luigi Mastronardi, laureato in filosofia e psicologia; psicologo e psicoterapeuta. (Già direttore della rivista «Scienze Psicologiche». Studioso della somatopsicodiagnostica e del linguaggio del corpo. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, tra cui il volume Le tecniche della Psicoterapia (Edizioni Kappa). Presidente dell’Associazione Italiana di Scienze Psicologiche (AISP) e consulente del Tribunale di Rome. Collaboratore di rubriche giornalistiche, radiofoniche e televisive nell’ambito della psicologia applicata. Vive e lavora a Roma.

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INTRODUZIONE
Sulla vita a due

Capitolo Primo
FRA MOGLIE E MARITO NON METTERE IL DITO

Capitolo Secondo
CHI SOFFRE PER AMOR NON SENTE PENA

Capitolo Terzo
LA MOGLIE ALTRUI È SEMPRE PIU BELLA

Capitolo Quarto
LA MOGLIE FA FARE GIUDIZIO

Capitolo Quinto
BELLA MOGLIE DOLCE VELENO

Capitolo Sesto
CHI LE PORTA È L’ULTIMO A SAPERLO

Capitolo Settimo
CHI DIVIDE IL LETTO DIVIDE L’AFFETTO

Capitolo Ottavo
MOGLIE E BUOI DEI PAESI TUOI

Capitolo Nono
SPOSATI IN FRETTA E PENTITI CON COMODO

Capitolo Decimo
CHI SI SPOSA PER LA DOTE, SPOSA GUAI E CONTINUA LITE

Capitolo Undicesimo
CONCLUSIONI

I RAPPORTI CON SE STESSI E CON GLI ALTRI

Capitolo Dodicesimo
MEGLIO SOLI CHE MALE ACCOMPAGNATI

Capitolo Tredicesimo
CHI TROVA UN AMICO TROVA UN TESORO

Capitolo Quattordicesimo
NON È BELLO CIO CHE È BELLO, MA È BELLO CIO CHE PIACE

Capitolo Quindicesimo
L’APPARENZA INGANNA

Capitolo Sedicesimo
AIUTATI CHE IL CIEL TI AIUTA

Capitolo Diciassettesimo
L’APPETITO VIEN MANGIANDO

Capitolo Diciottesimo
CONCLUSIONI

Capitolo Dicianmovesimo
ALTRI PROVERBI

Bibliografia

Studi su Trove e Trovatori della Prima Lirica Ispano – Portoghese

Studi su Trove e Trovatori della Prima Lirica Ispano – Portoghese

Autore/i: Pellegrini Silvio

Editore: Adriatica Editrice

seconda edizione riveduta e aumentata.

pp. 212, Bari

Dalla avvertenza:
«Nel 1937 mi parve utile riunire insieme la parte meno effimera di quanto ero venuto sparsamente stampando come contributo allo studio della lirica medievale della Penisola Iberica. Poichè il volumento è ormai esaurito, mentre la sua utilità, a mio parere, permane, ho accolto volentieri la proposta di allestirne una seconda edizione.Essa si presenta col medesimo titolo di allora, ma accresciuta di saggi affini pubblicati dopo quella data. E per essa non mi sono limitato a coordinare al corpo primitivo le unita posteriori, ma ho riveduto sia gli articoli nuovi sia i vecchi, correggendo alcuni dati di fatto, introducendo alcune aggiunte, qua e la operando tagli, qua e la rimaneggiando il testo. Pertanto, sebbene i mutamenti concernano non numerosi particolari e non incidano sulla sostanza dei giudizi espressi nella prima stesura, manifesto il desiderio che il mio lavoro venga letto piuttosto nella forma presente, se alcuno vorrà ricorrervi, Sottolineo pero che ho lasciato invariato il saggio iniziale, Intorno alle «cantigas d’amigo», più degli altri aipendente da una precisa situazione del clima critico, Pur mancandomi anche qui ogni motivo di radicali rettifiche, avrei potuto aggiornare lo scritto tenendo conto della letteratura sopravvenuta nel ventennio trascorso, in particolare adattandolo alla scoperta delle cosiddette cancioncillas de amigo mozdrabes; ma mi repugnava contaminare momenti diversi dello sviluppo degli studi; ho preferito perciò che l’articolo restasse senza ritocchi (ove si prescinda da qualche particolare grafico e da pochi ampliamenti bibliografici, in nota, messi tra parente quadre), e farlo invece seguire da una Postilla, in cui preso posizione nei rispetti delle karge mozarabe.
Mi permetto di porgere questo libretto a Ramón Menéndez Pidal, quale devoto omaggio; perché il dissenso che in qualche punto mi separa da lui non scalfisce la riverenza che nutro per la sua dottrina e il suo ingegno, entrambi mirabili.»

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Avvertenza
Elenco degli scritti «citati in forma abbreviata nel presente volume (1), e delle sigle usate per codici (2)

I. Intorno alle «cantigas d’amigo»

  • Postilla (1958)

II. Postilla alla «cantiga da guarvaya»

III. Ancora sul nome di Martin Codax

IV. Sancio I o Alfonso X?

V. Due poesie di Alfonso X

VI. Noterelle alfonsine

VII. Alfonso X (Rapido profilo)

VIII. Malmaritate inesistenti nel canzoniere di Joan Airas

IX. «(Chorava e estava cantando»

X. Appunti su una canzone di re Denis e sulla fortuna di occasio

XI. Don Denis

  • Nota bibliografica sul canzoniere di don Denis

XII. I «lais» portoghesi del codice vaticano 7182

Indice delle citazioni

Nero Napoletano – Viaggio tra i Misteri e le Leggende di Napoli

Nero Napoletano – Viaggio tra i Misteri e le Leggende di Napoli

La sirena Partenope, il sangue di san Gennaro, la devozione per le anime del Purgatorio, il gioco del lotto, il munaciello, lo iettatore…

Autore/i: D’Orta Marcello

Editore: Marsilio Editori

prima edizione, introduzione dell’autore, in copertina: Totò nelle vesti dello iettatore (fotogramma dall’episodio «La patente» di Luigi Zampa, nel film «Questa è la vita», 1954).

pp. 240, illustrazioni b/n, Venezia

Napoli non è soltanto la città che tutti conosciamo o crediamo di conoscere. È anche la città del mito e del sovrannaturale, dove la Morte, che ne ha segnato storia e leggende, è «di casa» quasi quanto la Vita, con la quale spesso si intreccia in modo indistinguibile e può essere terreno fertile per umorismo e ironia.
A modo suo, Napoli è una pagina di letteratura dickensiana, dove la maschera di Pulcinella va a braccetto con la figura dello schiattamuorto. Dalla leggenda della sirena Partenope al miracolo del sangue di san Gennaro, dal munaciello allo iettatore, dalle case infestate da fantasmi alle consorterie di massoni e templari, Napoli, di cose straordinarie ne ha davvero tante da raccontare. E lo ha fatto, naturalmente, talora affidandosi a penne illustri. Ma l’intento di D’Orta è diverso.
Nello spirito, ha voluto avvicinarsi a quelle pellicole di Stanlio e Ollio costruite su una trama horror-noir in cui l’umorismo diventa irresistibile proprio al culmino della tensione. Ha cercato di esorcizzare l’ansia e la paura dell’Ignoto attraverso la comicità e l’ironia, ma senza perdere di vista il suo vero scopo: intrattenere piacevolmente. «Se ci sono riuscito» sostiene l’autore, «significa che ho speso bene il mio tempo, se no, vorrete per questo negarmi un fiore sulla tomba?»

Marcello D’Orta (Napoli, 25 gennaio 1953 – Napoli, 19 novembre 2013). Oltre al suo celeberrimo Io speriamo che me la cavo, ha pubblicato anche: Dio ci ha creato gratis, Romeo e Giulietta si fidanzarono dal basso e Il maestro sgarrupato, tutte opere pubblicate con successo in moltissimi paesi.

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Introduzione

Litania I

  • Vico Limoncello
  • Anticaglia (Teatro di Nerone e Museo di Anatomia)

Litania II

  • Via Duomo (miracolo del sangue di san Gennaro)
  • Vicolo dei Mannesi (sesso e Inquisizione)

Litania III

  • Castel Capuano
  • Lazzaretto
  • Chiesa dei Gerolomini
  • Piazza San Gaetano (peste e trombe marine)
  • Cinema Arena San Gaetano
  • Chiesa delle Anime del Purgatorio (culto dei defunti)
  • Palazzo Spinelli
  • Libreria Colonnese (iettatura e superstizione)
  • Port’Alba (streghe e Inquisizione)

Litania IV

  • Ospedale dell’Annunziata (Ruota degli Esposti)
  • Via Grande Archivio (gioco del lotto)
  • Palazzo Sansevero (delitto d’Avalos)
  • Cappella Sansevero (principe Raimondo de Sangro)
  • Via Mezzocannone (Cola Pesce. Invenzione dei maccheroni)

Litania V

  • Vergini
  • Sanità (Cimitero delle Fontanelle)
  • Capodimonte (Catacombe di san Gennaro)

Litania VI

  • Via Toledo (Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe)
  • Vico Sant’Anna di Palazzo (sottosuolo di Napoli)
  • Piazza Municipio (Maschio Angioino)
  • Piazza del Plebiscito
  • Castel dell’Ovo (Virgilio mago)

Litania VII

  • Riviera di Chiaia
  • Mergellina
  • Piedigrotta (tombe di Leopardi e Virgilio)
  • Palazzo Donn’Anna
  • Marechiaro

Litania VIII

  • Corso Umberto (Chiesa di San Pietro ad Aram)
  • Piazza Mercato

Litania IX

  • Piazza Carlo III (Eusapia Palladino e lo spiritismo)
  • Capodichino (massoni e templari)

Litania X

  • Poggioreale
  • E oltre

Ho Vegliato le Notti Serene – Dai Libri di Lucrezio sulla Natura

Ho Vegliato le Notti Serene – Dai Libri di Lucrezio sulla Natura

Autore/i: Cetrangolo Enzio

Editore: All’Insegna del Pesce d’Oro – Vanni Scheiwiller

avvertenze a cura dell’autore, impresso in mille copie numerate da 1 a 1000, il nostro esemplare è la copia 280.

pp. 128, Milano

Dall’avvertenza:
«La prima parte di queste traduzioni dall’opera di Lucrezio – condotte sulle edizioni critiche del De rerum natura approntate dal Giussant, dal Ernout e dal Bailey – apparve nell’ottobre del 1947 sui mondadoriani «Quaderni internazionali di Poesia», diretti da Enrico Falqui, Ratornai a Lucrezio durante l’inverno dell’anno seguente e ne uscirono altre traduzioni, un saggio delle quali («Forse c’è contro di noi una forza») fu presentato dalla rivista Società (Firenze 1948), Il florilegio fu quindi riunito in volume e pubblicato dalla Casa Editrice G. C. Sansoni nel 1950, sotto il titolo Ho vegliato le notti serene, che permane tuttavia e che derivai, con una variazione modale di tempo, dai versi 140-142 del primo libro del poema, come a coglierne e a trasportarne il tema cosmico e insieme lirico, nell’atto prodigioso di una confessata suggestione autobiografica. Ulteriori versioni, da me compiute in varie e distanti riprese tra il 1955 e il 1957, intitolate « Supplemento lucreziano», comparvero – terza ed ultima parte della sopraddetta raccolta – nell’Approdo Letterario (N. 6 nuova serie, Anno v, Aprile-Giugno 1959). Ora il tutto, con altri inediti, trova posto qui in una nuova definitiva edizione, dovuta alle cure di Vanni Scheiwiller.

Assai più che non mi accadde forse per altri testi classici, la lettura di quello licreziano fu per me occasione e stimolo a una nuova poesia. Componendo la quale ho cercato di contenere le frequenti movenze didascaliche del poema tra i limiti di una sintassi estetica costituita di un linguaggio quasi elementare, che non poteva non comportare soluzioni sintetiche per un ritmo severo, ma pur discorsivo, poggiato sull’essenziale della parola come momento di tensione interiore. Fuori di ogni tradizione rettoricamente scolastica d’intendere i Classici, qui la misura è sospesa sopra una levita fragile di andamenti e tutta cadrebbe squallida e afona se un indugio intervenisse a turbarne l’equilibrio; e sorgeva essa medesima dalla materia poetica dove il concetto dava luogo all’immagine. Nessuna meraviglia pertanto se anche la struttura esterna del poema risulta qui diversa e mutata dall’ordinamento dell’originale quale ci è pervenuto. Come è di ogni cosa che genera un’altra vita e che pur vive in quella.»

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Avvertenza
Nota sulla poesia di Lucrezio

DAI LIBRI DI LUCREZIO SULLA NATURA

  • Nascita dell’Universo (V. 432-4468)
  • Venere (I. 2-20)
  • La luce (V. 281-305)
  • La terra (V. 243-259)
  • La morte (III. 828-840: 868-899)
  • Il mondo non è fatto per noi (V. 195-234)
  • Il tempo (V. 735-745: 306-310)
  • Le nubi UV. 129-140)
  • L’Umanità (V. 922-995: 1008-1016.)
  • Iftanassa (I. 82-100)
  • Come i corridori UI. 69-79)
  • I sogni (IV. 959-969: 983-994: 1000-1016)
  • L’amore (IV. 1033-1132)
  • Catastrofe della materia (I. 1102-1113)

Seconda parte

  • I movimento degli atomi (II. 95-122)
  • La gloria (I. 926-930)
  • Le trombe marine (VI. 426-442)
  • Il fuoco (V. 1090-1102) a
  • Forse c’é contro di noi una forza (V. 1181-12
  • La noia (III. 1053-1073) 3
  • L’infinito (II. 1044-1089)
  • Se la natura potesse parlare (III. 929-967)
  • Il dolore (II. 342-365)
  • La peste (VI. 1170-1212: 1252-1275)
  • L’eco (IV. 573-583)
  • Niente assomiglia a se stesso (V. 818-830)
  • Epicuro (I. 62-79)
  • L’etere (V. 457-470)
  • L’origine del privilegio e del potere (V. 1103-1126)
  • Le superstizioni (V. 1216-1230)
  • «Templa serena» (II. 1-16)
  • Fantasia della notte (V. 648-653)
  • La tempesta (VI. 108-115: 250-261)
  • Come i fanciulli gli uomini (II. 55-58)
  • I paesi nel sonno (IV. 453-461)
  • Lo specchio del futuro (III. 970-975)

Terza parte

  • Dedica (I. 140-145)
  • L’origine della musica (V. 1377-1409)
  • La civiltà (V. 1410-1433)
  • L’eta del ferro (V. 1281-1338)
  • La distruzione dei corpi (V. 92-109)
  • Gli dei (V. 1159-1180)
  • Uccelli (V. 1076-1084)
  • L’Iride (VI. 519-526)
  • La materia eterna (I. 248-264)
  • Il mattino (V. 654-666)
  • Il vento UI. 271-276)
  • Le miniere (VI. 806-815)
  • Moto e distanza (II. 317-332)
  • L’ombra (IV. 364-378)
  • I simulacri IV. 209-221)
  • Lo spazio (I. 998-1007)
  • La quiete del nulla (II. 1076-1094)
  • Fetonte (V. 380-415)
  • I vulcani (VI. 639-700)
  • La voragine (V. 338-344; 366-375)

ANNOTAZIONI

Reiki – L’Efficacia Curativa del Reiki e la Sua Pratica Associata ad Altre Terapie Naturali

Reiki – L’Efficacia Curativa del Reiki e la Sua Pratica Associata ad Altre Terapie Naturali

Titolo originale: Das Reiki Handbuch

Autore/i: Lübeck Walter

Editore: Armenia Editore

ringraziamenti, premessa ed introduzione dell’autore, traduzione di Maria Grones.

pp. 224, nn. illustrazioni b/n, Milano

Il Reiki è quell’energia vitale grazie alla quale ciascuno può stabilire l’armonia fra il proprio io interiore e gli agenti esterni.
Il manuale di Walter Lübeck, maestra Reiki, illustra con chiarezza le varie fasi del massaggio Reiki da associare a sedute di meditazione per curare i dolori fisici e le inquietudini dell’anima.
Lübeck insegna inoltre a integrare il Reiki con altre pratiche curative insolite quali la cristalloterapia e l’aromaterapia, offrendo così ai lettori un programma di guarigione naturale ed efficace, valida alternativa alle cure mediche tradizionali.

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Premessa
Introduzione

Capitolo 1
Il Reiki-Do: la via dell’amore curativo

Capitolo 2
Potenzialità e limiti dell’applicazione del Reiki

Capitolo 3
Il senso dei rituali nel trattamento completo Reiki

Capitolo 4
I vantaggi del trattamento completo Reiki

Capitolo 5
Le posizioni del trattamento completo Reiki e i loro effetti a livello organico e impalpabile

Capitolo 6
Applicazioni finalizzate del Reiki

Capitolo 7
I vari metodi per localizzare i disturbi nel sistema energetico impalpabile

Capitolo 8
Il lavoro sui chakra col Reiki

Capitolo 9
Il Reiki e i cristalli

Capitolo 10
Il Reiki e gli odori

Capitolo 11
Il Reiki e la meditazione

Capitolo 12
Il Reiki e i farmaci

Capitolo 13
Il Reiki su piante e animali

Capitolo 14
Le potenzialità del secondo grado Reiki e il terzo grado

Capitolo 15
Quesiti e risposte

Capitolo 16
Il mio incontro e il Reiki – una sorta di conclusione

Appendice
Indice terapeutico
Introduzione alle tavole del pendolo
La pulizia energetica degli ornamenti
Indirizzi importanti e fonti di riferimento
Biblografia ragionata del Manuale Reiki

L’Aldilà al Registratore – Come Registrare ed Ottenere il Contatto coi Defunti col Facilissimo Metodo del «Nastro Opposto»

L’Aldilà al Registratore – Come Registrare ed Ottenere il Contatto coi Defunti col Facilissimo Metodo del «Nastro Opposto»

Idoneo qualsiasi registratore a bobina o cassetta – Un «ponte» con l’altra dimensione – L’affascinante diario dei colloqui – Precognizioni che puntualmente si avverano

Autore/i: Barsotti Tullio

Editore: Calosci Editore

unica edizione, prefazione del sacerdote don Bruno Frescucci, in copertina: «Anime verso la Luce», pittura dell’artista cortonese Fabio Aretini.

pp. 160, Cortona

Sommario:

Prefazione

  • Cap. I – Introduzione all’esperienza «Psicofonica»
  • Cap. II – Il registratore a bobina. Come registrare ed ottenere il contatto col facilissimo metodo del «nastro opposto»
  • Cap. III – Il registratore a cassetta. Come registrare con questo ed ottenere i medesimi risultati
  • Cap. IV – Diario resoconto delle registrazioni
  • Cap. V – Considerazioni finali

Indice particolareggiato della data delle registrazioni

Tullio Barsotti, nato il 21 Agosto 1926 a Cavriglia nel Valdarno Aretino, si è occupato in gioventù di giornalismo divenendo valido collaboratore e corrispondente del «Giornale del Mattino» di Firenze.
Ha pubblicato articoli anche su riviste.
È passato poi alla professione forense che attualmente esercita.
Studioso di parapsicologia e dei fenomeni paranormali, ha partecipato con la moglie a dibattiti televisivi e radiofonici sulla «Psicofonia» presso varie emittenti private. Giornali hanno dato ampio risalto ai loro sperimenti.
Ha in corso, con la collaborazione paragnostica della consorte, approfonditi studi nell’ambito delle «voci».

Carla Locchi Barsotti, nata in provincia di Arezzo nell’etrusca Cortona, è oggi una fra le più note e qualificate sensitive.
Si interessa di etruscologia e di discipline esoteriche.
Con le sue capacità ha contribuito in maniera determinante al realizzarsi di queste esperienze «psicofoniche» dalle quali il marito Avv. Tullio ha poi tratto questo libro.

Psicologia – Scuole di Psicologia Moderna

Psicologia – Scuole di Psicologia Moderna

Autore/i: Zunini Giorgio

Editore: Morcelliana

nona edizione aggiornata e aumentata.

pp. 256, Brescia

«Per la psicologia, come del resto per tutte le scienze, si ha un continuo svolgersi di problemi e di prospettive, che arrischiano di non essere compresi nel loro giusto valore, se non sono situati nella mentalità in cui furono o sono concepiti. Un profano, che ingenuamente pensasse di assumere per definitive le conclusioni di una scienza, sarebbe esposto a facili disinganni e non riuscirebbe a rendersi conto come mai quella stessa scienza si sia precedentemente accanita nello studio di problemi che oggi hanno perso il loro interesse, mentre è effettivamente dallo studio di questi problemi, che si sono venute maturando le conclusioni, che giungono a lui come dei dati acquisiti. Tracciare quindi a grandi linee la storia della psicologia non è concedersi uno spasso da eruditi, ma è condizione indispensabile per rendersi conto, attraverso il suo sviluppo, dei suoi problemi attuali. […]» (Capitolo primo)

Giorgio Zunini (Spezia 1903 – Onno, Como, 1977). Dal 1933 assistente di psicologia e quindi professore all’Università Cattolica (fino al 1952), ha insegnato poi a Cagliari, Bari e infine (1966) nuovamente all’Università Cattolica di Milano. Si è occupato in particolar modo di ricerche riguardanti la psicologia animale, di psicologia generale e di storia della psicologia. Opere principali: Introduzione alla psicologia (1947, in collab. con A. Gemelli); Psicologia: scuole di psicologia moderna (1948); La psicologia degli animali (1957); Homo religiosus: capitoli di psicologia della religiosità (1966).

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Cap. I  La psicologia nella tradizione filosofica
Cap. II La psicologia nella tradizione fisiologica
Cap. III Gli inizi della psicologia sperimentale in Germania
Cap. IV Le correnti psicologiche tedesche
Cap. V  Reazione all’atomismo psicologico – Gestalt-psychologie e Strukturpsychologie
Cap. VI La psicologia in Inghilterra
Cap. VII La psicologia in Francia
Cap. VIII La psicologia in America
Cap. IX La psicologia nell’Unione Sovietica
Cap. X  La psicologia animale
Cap. XI Riflessi condizionati – Localizzazioni cerebrali – Neuropsicologia
Cap. XII La psicanalisi
Cap. XIII La caratterologia
Cap. XIV Tests o reattivi mentali
Cap. XV La psicotecnica
Cap. XVI La psicologia in Italia
Cap. XVII La psicologia e lo psicologo

Indice dei nomi