Libri dalla categoria Dizionari
CIA – Ascesa e Caduta dei Servizi Segreti più Potenti del Mondo
Titolo originale: Legacy of Ashes
Autore/i: Weiner Tim
Editore: Rizzoli
prima edizione, nota dell’autore, traduzione di Carlo Capararo, consulenza tecnico-militare di Maurizio Pagliano.
pp. 576, Milano
«Il resoconto più magistrale mai prodotto sui sessant’anni dell’”agenzia”»
Dall’Italia al Vietnam, da Cuba alla Corea, dagli esperimenti per il controllo della mente alla crociata di Bush, il ritratto a tinte forti delle trame oscure di sessant’anni di storia Americana.
«Un’inchiesta incredibile e agghiacciante […] Un racconto appassionante e vero.» (Tomás Eloy Martínez – Internazionale)
«Una lettura obbligatoria […] per chiunque voglia capire perché la politica estera degli Usa passa da una catastrofe all’altra.» (Boston Globe)
«Una necessità sgradevole ma vitale»: così nel 1960, in piena Guerra fredda, il presidente Eisenhower definì l’attività di spionaggio. In quell’epoca, la sigla «Cia» aveva già i contorni del mito. Eroi intrepidi che sventavano complotti internazionali, ma anche sicari senza scrupoli responsabili di rapimenti, torture e massacri. L’agenzia di spionaggio americana esisteva già dal 1947 e il suo primo successo era stato proprio in Italia: aver «salvato» il Paese dal comunismo alle elezioni del 1948. Ma molti furono in seguito gli insuccessi: dall’impiego di ex gerarchi nazisti come «combattenti per la libertà» al disastroso tentativo di assassinare Fidel Castro, dalle fallimentari infiltrazioni in Manciuria durante la guerra di Corea alle operazioni in Iraq. Dall’Europa all’Africa Nera, dal Medio Oriente al Sudest asiatico, la Cia si trovò infatti a dover fare il lavoro sporco per il suo governo, appoggiando colpi di Stato e regimi dittatoriali e fornendo armi a pericolosi gruppi estremisti. Pur avendo combattuto per decenni un unico nemico, il comunismo, non seppe prevedere il tracollo dell’Unione Sovietica. Né, nel nuovo millennio, poté capire in tempo la minaccia del fondamentalismo islamico ed evitare la seconda tragica Pearl Harbor.
A caccia delle verità nascoste nei sessant’anni di storia della Cia, il premio Pulitzer Tim Weiner ha recuperato per primo dagli archivi migliaia di documenti, spesso appena declassificati, e intervistato centinaia di protagonisti. E oggi, dai finanziamenti al terrorismo di destra italiano negli anni di piombo fino alle carceri di Guantanamo e di Abu Ghraib, demolisce il mito dei servizi segreti americani mettendone a nudo corruzione, brutalità e inefficienza. Una ricostruzione ricca di particolari inquietanti, che getta nuova luce sul nostro recente passato, e sul lato oscuro della politica estera degli Stati Uniti.
Tim Weiner, corrispondente del “New York Times”, si occupa da oltre vent’anni della Cia e degli apparati della sicurezza nazionale americana. Le sue inchieste, condotte in patria e in Paesi come l’Afghanistan e il Sudan, gli sono valse due premi Pulitzer. Per CIA, il suo terzo libro, ha ricevuto il National Book Award 2007.
Viaggiare nel Tempo – La Possibilità Fisica di Spostarsi nel Passato e nel Futuro
Titolo originale: Time Travel in Einstein’s Universe
Autore/i: Gott J. Richard
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Tullio Cannillo.
pp. 296, illustrazioni b/n, Milano
«Un libro davvero irresistibile: Gott ci porta con arguzia e intelligenza a valicare i confini del tempo.» (The Guardian)
«Volete visitare la Terra di un futuro lontano mille anni? Einstein ha mostrato come fare. Basta salire su un’astronave, andare su una stella distante poco meno di cinquecento anni luce e tornare, viaggiando in entrambi i tragitti con una velocità pari al 99,995 per cento di quella della luce. Al momento del ritorno, la Terra avrà mille anni di più, ma voi sarete invecchiati soltanto di dieci anni. Una simile velocità è possibile: nei nostri massimi acceleratori di particelle portiamo i protoni a velocità anche superiori.» Nell’universo di Newton il viaggio nel tempo era inconcepibile, in quello di Einstein non è più così.
Sulle orme di scienziati come Stephen Hawking e Kip Thorne, J. Richard Gott III, autorevole astrofisico di Princeton, ci mostra come sia possibile spostarsi attraverso il tempo e delinea le nuove tappe dell’esplorazione di questa ipotesi così suggestiva. Dopo aver raccontato come le grandi opere di fantascienza abbiano ispirato alcuni dei più importanti pensatori che oggi si occupano del problema, spiega come il viaggio verso il futuro non solo sia realizzabile ma di fatto si sia già verificato – e infatti gli astronauti sono invecchiati un po’ meno di noi che siamo rimasti con i piedi saldamente per terra –, e discute se sia anche possibile, in determinate condizioni fisiche, muoversi verso il passato. Per proporre, infine, la sua idea più sbalorditiva: l’Universo potrebbe avere una struttura tale da consentirgli di tornare indietro nel tempo e di autocrearsi. Potrebbe, cioè, essere la madre di se stesso.
Convinto che nessun racconto sul viaggio nel tempo sarebbe completo senza un rapporto dal futuro, Gott, basandosi su una tecnica scientifica da lui stesso elaborata, che poggia su quello che chiama «principio copernicano», prefigura la durata della specie umana e delinea futuri scenari di colonizzazione di altri pianeti.
Viaggiare nel tempo è un libro originale e avvincente, che mette il lettore in condizione di esplorare la misteriosa frontiera in cui le più incredibili ipotesi fantascientifiche diventano realtà scientifiche.
J. Richard Gott III insegna scienze astrofisiche all’Università di Princeton. Autore di numerose pubblicazioni, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti per le sue ricerche scientifiche. Collabora a «Time», «Scientific American», «New Scientist» e «American Scientist».
Creatività e Perversione
Titolo originale: Creativity and Perversion
Autore/i: Chasseguet-Smirgel Janine
Editore: Raffaello Cortina Editore
prefazione all’edizione italiana di Pièr Mario Masciangelo, prefazione di Otto Kernberg, traduzione di Marcella Magnino, redazione di Mariella Agostinelli, collana di psicologia.
pp. XXI-254, Milano
Qual è la relazione fra creatività e perversione? In questo libro si esplora attentamente il legame fra il mondo dell’arte e il “mondo artificioso” del soggetto perverso. Al di là delle variazioni banali o pittoresche del comportamento sessuale, sta una dimensione essenziale della condizione umana, una tentazione permanente della mente. È il desiderio di sfuggire ai nostri limiti, di sostituire il nostro mondo con un altro in cui tutto sia possibile. Spinto dall’hybris, il “mondo artificioso” della perversione detronizza Dio padre e riscrive la Bibbia. Lo scopo è di trasformare la realtà, di tornare alla confusione e al caos. Janine Chasseguet-Smirgel cita un’ampia serie di film, di drammi e di scrittori, compresi de Sade, Oscar Wilde e H.G. Wells. Gli esempi tratti da queste fonti sono strettamente collegati e intrecciati al materiale fornito dai casi clinici. Sebbene non si conformi allo schema analitico classico, l’autrice passa in rassegna la letteratura psicoanalitica e rimane fedele al pensiero di Freud. Sottolineando le relazioni fra perversione, narcisismo e idealizzazione, pone il problema della perversione all’interno della lotta senza fine che l’umanità intraprende contro la realtà.
Janine Chasseguet-Smirgel è analista didatta della Società psicoanalitica di Parigi e vicevorsidente dell’International Psychoanalytical Association. Nel 1982-83 tenne la Freud Professorship all’University College di Londra; Creatività e perversione si basa sulle conferenze e sui seminari, molto apprezzati, che svolse in questa occasione.
Lacan o la Retorica dell’Inconscio
Titolo originale dell’opera: Lacan et la Rhetorique de l’Inconscient
Autore/i: Kremer-Marietti Angèle
Editore: Casa Editrice Astrolabio
traduzione di Raffaella Petrilli.
pp. 208, Roma
Una paziente rilettura di Freud attraverso Lacan e di Lacan attraverso Freud che illumina, evidenziandone la mappa complessa e l’intricato percorso teorico, il labirinto del pensiero lacaniano.
Questo studio è una ricostruzione dell’opera di Jacques Lacan partendo dalla tesi di laurea di quest’ultimo sulla paranoia (1923) fino agli sviluppi più recenti. La ricerca di Angèle Kremer-Marietti, che si sofferma in particolare sulla nozione lacaniana di ’retorica dell’inconscio’, ha l’ambizione di scoprire un denominatore comune tra discipline diverse: linguistica, etnologia, biologia, psicoanalisi… L’autrice cerca di pervenirvi non solo nel modo di approccio al pensiero di Lacan, ma suggerendo anche la possibilità di un metodo che permetta di fondare una nuova antropologia filosofica.I concetti chiave dell’opera lacaniana, i suoi schemi, le sue formule, i suoi algoritmi, i suoi modelli topologici trovano il loro posto e si illuminano a vicenda in un percorso che l’autrice ha sapientemente elaborato svolgendo un paziente lavoro di rilettura di Freud attraverso Lacan, e di Lacan attraverso Freud, ma anche attraverso la tradizione filosofica dell’800 e del ’900, da Nietzsche a Comte, da Hegel a Saussure, da Heidegger a Foucault.Se il piano del libro è in qualche modo semplice, tuttavia il compito di ricostruzione che esso si prefigge non lo è affatto, e sbaglierebbe il lettore che credesse di trovare qui un’ennesima ’volgarizzazione’ del percorso teorico lacaniano. Ciò che l’autrice fa è piuttosto un’opera di amplificazione progressiva della tematica filosofica che, ormai si sa, sottende tutto lo sviluppo del maestro francese, un’amplificazione sistematica, ostinata quanto audace, che finisce però per produrre dei risultati tra i più convincenti che l’esegesi lacaniana abbia mai raggiunto.
Angèle Kremer-Marietti, dottore in lettere e docente di filosofia nell’Università di Amiens, è autrice di numerosi studi su Nietzsche e su Comte, nonché di opere su Hegel, Rousseau, Dilthey, Jaspers e Foucault.
La Risposta Rilassante
Un metodo semplice e una pratica psicologica efficace per aiutarci a: ristabilire l’equilibrio emotivo abbassare la pressione migliorare la tenuta fisica
Autore/i: Benson Herbert; Klipper Miriam Z.
Editore: Rizzoli
introduzione degli autori, traduzione di Donatella Tippett Andalò, titolo originale dell’opera: The Relaxation Response.
pp. 152, illustrazioni b/n, Milano
Di fronte alle situazioni di emergenza, gli animali reagiscono in generale con comportamenti di lotta aperta o di fuga. Nell’uomo moderno questi impulsi primordiali vengono moltiplicati ed esasperati dal ritmo febbrile della vita sociale che gli presenta ogni giorno situazioni problematiche nuove e lo costringe ad adattarvisi troppo in fretta. Poiché le convenienze sociali gli vietano quasi sempre di ribellarsi apertamente a queste imposizioni, nel suo sistema nervoso si accumulano tensioni in eccesso che finiscono per scaricarsi all’interno del suo stesso organismo compromettendone gravemente l’equilibrio fisiologico e provocando, fra l’altro, l’aumento dell’attività del sistema simpatico, l’ipertensione, la paralisi anche in età giovanile, l’infarto, con conseguenze spesso mortali.
Le speranze di porre un argine al dilagare di queste malattie tipicamente moderne sono aumentate dopo la scoperta, all’interno stesso dell’organismo, di un dispositivo nervoso capace di funzionare da « valvola di scarico » delle tensioni represse qualora venga attivato da un metodo psicologico appropriato. Quello che Benson propone nel presente volume, e che chiama, appunto, la «Risposta rilassante», o anche, in termini più tecnici, la «Reazione di rilassamento», consiste in alcuni esercizi che tutti possono praticare comodamente a casa propria, senza bisogno di apparecchiature sanitarie o di una preparazione particolare.
Esso si ispira alle pratiche distensive che gli antichi mistici d’Oriente e d’Occidente adottavano per progredire nell’ascesi religiosa e nella speculazione filosofica; e che, reinterpretate da Benson in chiave moderna e messe al servizio della salute fisica, si sono dimostrate, in migliaia di casi scientificamente controllati, un ausilio prezioso per attivare i dispositivi di autodifesa del sistema nervoso; e indirettamente, per aiutarci a ristabilire l’equilibrio emotivo, ad abbassare la pressione sanguigna e a migliorare la tenuta fisica del nostro organismo.
Cambiare Se Stessi – Strategie per Risolvere i Problemi Personali
Titolo originale dell’opera: Self Change Strategies for Solving Personal Problems
Autore/i: Mahoney Michael J.
Editore: Casa Editrice Astrolabio
prefazione dell’autore, traduzione di Salvatore Maddaloni.
pp. 176, Roma
Come possiamo acquisire la capacità, o quell’insieme di capacità, di primaria importanza per vivere con appagamento e soddisfazione un’esistenza adulta: la capacità di affrontare in modo efficace le crisi, il cambiamento e la tensione?
Spesso questi e altri problemi nascono dalle comuni vicende della vita di ognuno: matrimonio, malattia, cambiamento di lavoro, perdita di una persona cara, nascita dei figli, vecchiaia, pensionamento. La persona felice e ben integrata, anche se incontra queste situazioni nella stessa misura della persona infelice, e non ne è meno influenzata, sa però risolverle positivamente.
Una tale capacità può essere appresa praticamente da tutti, modificando gli schemi di comportamento inaccettabili. In questo libro Mahoney presenta un metodo, articolato in sette fasi, inteso per mettere il lettore in condizione di individuare da solo i propri specifici problemi, le loro cause e soluzioni. Ciascuna fase viene trattata in un apposito capitolo, con adeguati esempi concreti.
Michael Mahoney insegna psicologia alla Pennsylvania State University. Ha pubblicato numerosi libri sull’autocontrollo e le strategie per la crescita personale. Il suo libro Permanent Weight Control, scritto con la moglie Kathryn, ha ottenuto nel 1976 una menzione d’onore da parte dell’American Psychological Foundation. Ha fatto anche parte della redazione di molte riviste nel campo della psicologia ed è membro del Comitato di Medicina Sportiva del Comitato Olimpico americano.
Effetto Prana – Concetti ed Esperienze Mediche in Pranoterapia
Autore/i: Lapi Luigi
Editore: Xenia Edizioni
seconda edizione, introduzione dell’autore.
pp. 320, illustrazioni b/n, Milano
“Effetto Prana” è il primo approccio veramente scientifico alla complessa materia relativa ai problemi della pranoterapia con indicazioni sul tipo e sulle caratteristiche delle onde elettromagnetiche emesse attraverso le mani da pranoterapeuti sicuramente dotati.
Il lavoro si suddivide in due parti fondamentali. La prima è un’esposizione degli aspetti psico-emotivi del “donare” l’energia vitale (prana=soffio vitale) ai sofferenti e del come sia possibile allenare il sistema nervoso ad emettere il flusso di onde. La seconda parte affronta le tecniche specifiche di emissione e le modalità per intervenire su molte malattie, alcune delle quali non influenzabili dalle terapie della medicina ortodossa.
Nella trattazione è inserita anche una parte dedicata alla “chirestesia”, cioè al metodo “simil-radiestesico” per formulare diagnosi sulle forme morbose e sulla loro sede.
“Effetto Prana” si configura come un testo fondamentale, indispensabile per chiunque operi in questa branca della medicina integrativa, vale a dire di quella cultura e pratica medica che devono integrare la medicina ufficiale.
Luigi Lapi, neuropsichiatra e pranoterapeuta fiorentino, è autore di vari lavori di psicologia pura e applicata e promotore di ricerche scientifiche sui fluidi terapeutici emessi dai guaritori, verificati alla luce di sofisticate apparecchiature elettroniche.
Il Risveglio Spirituale
Autore/i: Scenuda III
Editore: Edizioni Paoline
cura, premessa, introduzione e traduzione dall’arabo di Guirguis Younan Mansour e Mariella Uccelli.
pp. 168, Cinisello Balsamo (Milano)
Il messaggio semplice ed essenziale contenuto in queste pagine, espresso con chiarezza da una voce nuova (per noi) ma autorevole – Sua Santità Scenuda III, patriarca della Chiesa copta ortodossa egiziana – scaturisce indubbiamente dalle parole che leggiamo nelle prime pagine del vangelo e che la liturgia della Chiesa ci ripete spesso, soprattutto all’inizio della Quaresima e dell’Avvento: «Il regno di Dio è giunto: convertitevi e credete al vangelo».
«Risveglio» o «veglia» spirituale sono i due aspetti fondamentali di una vita autenticamente cristiana, cioè di ogni esistenza che voglia raggiungere il suo fine, che è Dio.
A una persona che si è smarrita, forse inconsciamente, lontano dal Signore, non basta dichiarare il suo stato miserabile e ribadire le minacce, bensì occorre rivelare le cause del suo torpore spirituale, ricordare l’amore di Dio e della Chiesa per lei e insieme ridare il «calore spirituale» prospettando la dolcezza dei sentimenti che accompagneranno il suo risveglio.
Tutti, convertiti e giusti, dobbiamo vegliare spiritualmente: sarà mortificazione del corpo, sarà preghiera, principalmente quella dei Salmi, sarà esame continuo di noi stessi e altro ancora; sarà soprattutto lotta contro «il nemico», nella quale non siamo lasciati soli ma ci sostiene lo Spirito di Dio.
Concetti antichi, probabilmente, quanto è antico il cristianesimo, ma ribaditi qui da una voce diversa, dalle tonalità proprie e capace di sviluppi originali, nutrita in profondità di Bibbia e illuminata dalla venerabile saggezza del monachesimo egiziano. È impossibile sottrarsi al fascino e alla forza di queste parole!
Sua Santità SCENUDA III, papa di Alessandria d’Egitto e patriarca della Sede di San Marco, è la somma autorità della Chiesa copta, ossia della Chiesa ortodossa egiziana. Nato nel 1923, ha studiato, oltre che filosofia e teologia, anche archeologia e arte classica all’università del Cairo, dedicandosi nel frattempo all’insegnamento. Ritiratosi nel 1954 nel monastero del Serian (deserto occidentale), nel 1962 ha ricevuto il sacro ordine e il 14 novembre 1971 è stato eletto centodiciassettesimo successore di San Marco nella Sede di Alessandria. Molto ha fatto per la rinascita del monachesimo egiziano; come papa e patriarca si è impegnato pastoralmente a fondo per il risveglio e lo sviluppo della Chiesa copta, in Egitto, in Africa e nel mondo. È tra i membri più attivi del movimento ecumenico. Ha svolto e svolge tuttora attività di scrittore e giornalista.
I Beati Paoli – Storia, Letteratura e Leggenda
Autore/i: Renda Francesco
Editore: Sellerio Editore
prefazione dell’autore, Quaderni della Biblioteca siciliana di storia e letteratura n. 38, in copertina: Disegno a penna di C. Minetti (particolare), Fondazione Mormino del Banco di Sicilia, Palermo.
pp. 248, Palermo
«Insomma, difendevamo i nostri diritti, e le cose camminavano col verso, non come camminano ora che i Beati Paoli ci vorrebbero davvero». È il commento con cui Francesca Campo, «serva» dello studioso di folklore Salomone Marino, nell’Ottocento, accompagnava la sua testimonianza sui Beati Paoli. Di tutte le memorie e i documenti sulla tenebrosa setta – nella seconda parte di questo volume interamente, per la prima volta, raccolte nella loro successione temporale – questa ci sembra la più schietta e commovente, come dire: se non fossero esistiti bisognerebbe inventarli. E segna il momento in cui una tradizione popolare orale, per noi conoscibile solo attraverso testi che popolari non sono, e non mostrano traccia del sogno di giustizia che quella tradizione incarnava, esce dall’oralità, diventa scritta e leggenda, e nella leggenda si perde la storia. Questa linea, dal 1185 alla fine dell’Ottocento, segue Francesco Renda; ed è uno studio di una memoria storica, non di una storia: del come, quando, dove una memoria nasce, cosa serve nei momenti diversi del suo itinerario, quando e perché traligna. Probabilmente lo studio più completo sull’argomento, che lascia, per storico rigore, intatto l’enigma della realtà dei Beati Paoli. Ma certamente all’enigma aggiunge fascino.
Francesco Renda (1922-2013), storico eminente, professore emerito di Storia Moderna nell’Università di Palermo, ha scritto un gran numero di testi. Tra l’altro: La Sicilia del 1812 (Caltanissetta-Roma, 1963), Risorgimento e classi popolari in Sicilia (Milano, 1968), Socialisti e cattolici in Sicilia (Caltanissetta-Roma, 1972), I fasci siciliani (Torino, 1977), Movimenti di massa e democrazia nella Sicilia del dopoguerra (Bari, 1979), Contadini e democrazia in Italia (Napoli, 1980). Con questa casa editrice ha pubblicato i tre volumi della Storia della Sicilia dal 1860 al 1970 (1984, 1985, 1987,1999), I Beati Paoli. Storia, letteratura e leggenda (1988), Il 1º maggio 1890 (1990), L’espulsione dei Gesuiti dalle Due Sicilie (1993), La fine del giudaismo siciliano (1993), L’Inquisizione in Sicilia. I fatti. Le persone (1997), Sicilia e Mediterraneo. La nuova geopolitica (2000), Salvatore Giuliano. Una biografia storica (2002), i tre volumi della Storia della Sicilia dalle origini ai giorni nostri (2003), Autobiografia politica (2007) La grande impresa. Domenico Caracciolo viceré e primo ministro tra Palermo e Napoli (2010) e Maria Carolina e Lord Bentinck nel diario di Luigi de’ Medici (2011).
Kebra Nagast – La Bibbia Segreta del Rastafari
Autore/i: Anonimo
Editore: Coniglio Editore
traduzione, nota e cura di Lorenzo Mazzoni, prefazione di David Donnini, prefazioni di Sir E.A. Wallis Budge.
pp. 320, Roma
«L’Etiopia tenderà le sue mani a Dio» (Salmi 68,31)
«Nera sono, ma bella, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come i padiglioni di Salomone» (Cantico dei cantici 1,5)
«Proclamatelo tra i popoli e fatelo conoscere, non nascondetelo» (Geremia 50,2)
Il Kebra Nagast, in lingua ge’ez La Gloria dei Re, proclama la discendenza della monarchia etiope dalla stirpe di Davide, a cui appartiene lo stesso Gesù Cristo.
Finora ignorato nel nostro Paese, soprattutto per ragioni politiche relative alle guerre coloniali, il Kebra Nagast è un testo sacro denso e affascinante che si presta a molteplici letture. È il racconto avvincente e poetico dell’amore tra Salomone e Makeda, la regina di Saba, vicenda soltanto velatamente accennata nella Bibbia. È un classico della letteratura sacra dell’Africa cristiana. È infine il testo che pone le basi per un importante movimento religioso, politico e culturale dei nostri tempi: il Rastafarianesimo.
Il Kebra Nagast è infatti sacro per tutti i credenti della religione rastafariana, convinti che l’Etiopia sia il Nuovo Israele e che il Negus Neghesti Haile Selassie I sia letteralmente un Cristo ritornato, colui che realizza concretamente la profezia sul regno terreno che deve instaurarsi prima della fine del mondo.
Al centro del libro c’è il trasferimento dal tempio di Gerusalemme di Zion, l’Arca dell’Alleanza, segno concreto della presenza divina nel mondo, che molti ritengono ancora oggi custodito in Etiopia. Dalla Giudea all’Etiopia fino alla Giamaica ed ai suoi aneliti di liberazione, l’Arca, simbolo di giustizia e di speranza a cui affidarsi e per cui lottare, rappresenta oggi l’eredità profonda di questo libro alle future generazioni.
Calendario dei Celti – Nel Segno dell’Albero
Titolo originale: Der Keltische Baumkalender
Autore/i: Vescoli Michael
Editore: Parole di Cotone Edizioni
nota di Michele Costantini, traduzione dal tedesco di Laura Frigerio, illustrazioni di Michele Costantini.
pp. 160, numerose illustrazioni b/n, Milano
Affascinante e misteriosa civiltà, quella dei Celti fu dominante in Europa nei due millenni precedenti l’egemonia romana.
Il loro calendario, più che mezzo per orientarsi nel tempo, era un vero e proprio almanacco, che correlava l’insieme dei saperi e delle intuizioni tra il mondo della natura – in special modo quello degli alberi – e quello degli esseri umani. Il calendario si presenta dunque come “collage” di pensieri, una miscela di conoscenze antiche che suddividevano il tempo in base all’osservazione degli alberi, infondendo a questa abitudine quella magia e spiritualità che ha reso il Celti un popolo unico.
Quest’opera permette tutt’oggi a ciascuno di scoprire il proprio albero tutelare – e la ricchezza simbolica che i Celti gli attribuivano – relazionandolo alla propria data di nascita.
Michael Vescoli, nato nel segno del cipresso, è cresciuto tra l’Iran, la Svizzera e l’America del Sud. Esperto in storia delle civiltà e delle religioni, ha lavorato come giornalista e archeologo in Messico, e poi come etnologo in Africa. Nel 1988 ha pubblicato in Germania la prima edizione di questo libro, presto tradotto, con grande successo, in molte lingue.
Il Suono di un Miracolo – La Lotta di una Madre per Liberare la Figlia dall’Autismo
Una Storia Vera
Autore/i: Stehli Annabel
Editore: Edizioni Il Punto d’Incontro
traduzione di Chiara Collizzolli, titolo originale: Sound of a miracle.
pp. 256, Vicenza
Fin da subito ad Annabel la figlia Georgie appare “strana”: non guarda negli occhi la madre, nemmeno durante i primi istanti di vita. Con il passare del tempo, la “stranezza” di Georgie si accentua e Annabel si rende conto che la bambina vive in un mondo a parte, dove non è ammessa alcuna creatura vivente. In quegli anni (fine anni Sessanta) l’autismo è ancora poco conosciuto e questa ignoranza si ripercuote su Annabel, che viene tacitamente incolpata di “soffocare” la figlia, di non lasciarla crescere. Nel frattempo la vita di Annabel, già provata dal difficile rapporto con Georgie, subisce due durissimi colpi: la grave malattia di Dotsie, la figlia maggiore, e il tradimento del marito, che finisce per abbandonarla. Solo dopo la morte di Dotsie Annabel comincia un cammino di ricerca per far uscire Georgie dalla prigione comportamentale in cui è rinchiusa. Attingendo la sua forza dalla sua profonda fede religiosa e dall’amore per la figlia, non perde mai la speranza di trovare una cura. Alla fine il miracolo: la svolta decisiva avviene durante un viaggio in Svizzera, grazie all’incontro con un medico, il dott. Bérard, che tratta i casi di autismo correggendo l’udito dei pazienti.
“L’eccezionale libro di Annabel Stehli è stato un aiuto per migliaia di bambini autistici o affetti da altri handicap, che hanno tratto enormi benefici dalle terapie integrative uditive del dottor Guy Bérard. Il valore scientifico di questa terapia è stato oggi confermato da numerosi studi”. (Dr. Bernard Rimland)
“Il lettore rimane incollato alla pagina. Il racconto mantiene un ritmo serrato, i dialoghi sono convincenti e le descrizioni vivide”. (Rachel Billington, London Sunday Times)
“Ben scritto e incredibilmente toccante, questo libro insegna che bisogna lottare per ciò che si ritiene giusto per i propri figli”. (Parent Magazine)
“Quella di Annabel Stehli è una storia forte, che parla di coraggio, speranza e determinazione”. (Library journal)
“Le riflessioni di Stehli, specialmente per quanto riguarda la sua battaglia con la comunità medica, sono inestimabili per tutti i genitori di bambini con disordini fisici o mentali”. (Booklist)
Annabel Stehli attualmente dirige il Georgiana Institute, un’organizzazione non profit per la cura e il sostegno degli autistici delle loro famiglia. La sua missione oggi è far conoscere (recentemente anche in Italia) le tecniche di allenamento uditivo che hanno permesso alla figlia Georgiana di guarire, promovendo nel contempo l’uso di terapie non farmacologiche nella cura dell’autismo. Dopo “Il suono di un miracolo”, ha pubblicato altri due libri sulle esperienze nell’affrontare questa malattia. È stata ospite di numerosi programmi televisivi e radiofonici e tiene conferenze in tutto il mondo.
La Scrittura e la Festa – Teatro, Festa e Letteratura nella Firenze del Rinascimento
Autore/i: Gareffi Andrea
Editore: Società Editrice Il Mulino
introduzione dell’autore.
pp. 420, Bologna
A Firenze, nel Cinquecento, Niccolò Machiavelli fa recitare la «Mandragola», ma non si cura di pubblicarla: il teatro – si sa – non è letteratura. Il teatro e la festa sono come uno specchio in cui si riflette la civiltà nella sua complessità contraddittoria, ma il teatro e la festa si riflettono a loro volta anche nei documenti che li descrivono, nella memoria scritta che ne rimane. Il teatro, tra questi due fuochi, offre inaspettati ricongiungimenti: civiltà e memoria, riflettendovisi, prendono consapevolezza di sé. Lo studio della scrittura della festa introduce allo studio del teatro, ma non più come sola scrittura. Filologia divinatoria, minuziose risonanze, coincidenze aprono la via ad altri rispecchiamenti ancora: la commedia nasce e muore contemporaneamente, così come la festa vive e consuma, insieme, il suo tempo sacro. Una folla di minori e minimi restituisce senso a grandi metafore. Questo libro si occupa della «festa» come comportamento, della «cultura» come antropologia, ma guardata nella sua emergenza scritta e tenta di disegnare, per mezzo di triangolazioni che toccano storia, letteratura e teatro, un ritratto della commedia fiorentina del Rinascimento.
Andrea Gareffi è ricercatore di Letteratura italiana nella Facoltà di Lettere dell’Università di Roma «La Sapienza». È autore, tra l’altro, di «Le voci dipinte. Figura e parola nel Manierismo italiano» (Bulzoni, 1981), «Figure dell’immaginario nell’Orlando Furioso» (Bulzoni, 1984) e di «La filosofia del Manierismo. La scena mitologica della scrittura in Della Porta, Bruno e Campanella» (Liguori, 1984). Ha inoltre curato edizioni di testi teatrali: Lorenzo di Filippo Strozzi (Longo, 1980), Federico Della Valle (Mursia, 1988).
Indice del volume: Introduzione. – I. Le commedie di Jacopo Nardi. – II. Il possesso di Leone X. – III. Coincidenze tra un minore e il maggiore, Lorenzo di Filippo Strozzi e Niccolò Machiavelli. – IV. La cena macabra di Lorenzo di Filippo Strozzi. – V. La storia nella «Mandragola»: il Frate e il Turco. – VI. La scena della morte: l’«Aridosia» di Lorenzino de’ Medici. – VII. La morte in scena: le «Esequie del divino Michelagnolo». – VIII. «La Cofanaria»: la morte della commedia, la vita della scena. – IX. Le paure di Girolamo Bargagli.
Ricerca Sociologica e Ruolo del Sociologo
Autore/i: Autori vari
Editore: Società Editrice Il Mulino
presentazione e cura di Pietro Rossi, contributi di: Bianca Beccalli, Gian Luigi Bravo, Vittorio Capecchi, Alessandro Cavalli, Luciano Gallino, Alberto Martinelli, Guido Martinotti, Alessandro Pizzorno, Gian Enrico Rusconi, Riccardo Scartezzini.
pp. 364, Bologna
Il Centro di Studi metodologici di Torino ha organizzato, nel maggio 1971, un convegno dedicato alla crisi del metodo sociologico, con l’intento di precisare i motivi di ordine metodologico che sottostanno alla crisi della sociologia determinatasi nel corso degli anni ’60. Il presente volume raccoglie le tre relazioni introduttive, che studiano gli aspetti principali di tale crisi (il rapporto tra presupposti metodologici e tecniche di ricerca, il condizionamento della ricerca da parte delle strutture istituzionali in cui essa ha luogo, i limiti «disciplinari» della ricerca sociologica), una serie di contributi sullo stato del dibattito nella sociologia contemporanea (negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia, nella Germania federale, in Unione Sovietica) e, infine, le due relazioni conclusive.
Attraverso la discussione del problema della crisi della sociologia e della sua impostazione metodologica si attua un confronto diretto tra due generazioni di sociologi: la più giovane, impegnata nello sforzo di riflettere sulle proprie esperienze e di chiarire le ragioni di un diffuso disagio, e la precedente, la generazione dei sociologi formatisi nell’immediato dopoguerra e ormai pervenuti alla maturità, che la critica dei loro giovani allievi induce a ripensare l’impianto del proprio lavoro. Un confronto che pone in luce, accanto alla crisi che la sociologia attraversa in un panorama internazionale, anche e soprattutto le carenze e i limiti della ricerca sociologica italiana. Al di là delle posizioni dei singoli autori, questo libro ha quindi un valore sintomatico del malessere che ha investito uno dei settori-chiave della nostra cultura.
L’Impero dell’Effimero – La Moda nelle Società Moderne
La Moda nelle Società d’Oggi: un Gioco Futile o Uno Specchio di Creatività Nuova?
Autore/i: Lipovetsky Gilles
Editore: Garzanti Editore
presentazione dell’autore, traduzione dal francese diSergio Atzeni, titolo originale dell’opera: «L’empire de l’éphémère. La mode et son destin dans les sociétés modernes», in copertina: Piume, litografia (1975) di Erté. New York, American Atelier.
pp. 304, Milano
L’epoca del dominio della tecnica e del controllo razionale sul mondo registra contemporaneamente il primato del più irragionevole dei giochi, la moda; segna il trionfo incontrastato dell’effimero, alimenta il gusto capriccioso e febbrile per tutto ciò che continuamente muta. La moda non è più un lusso esclusivo che riguarda pochi eletti, supera i confini abituali del vestire per orientare la produzione e il consumo degli oggetti, guidare la pubblicità e i media. Da futile passatempo e accessorio marginale, la moda è giunta a rimodellare a sua immagine l’intera società, permeando di sé le forme del vivere contemporaneo. Inadeguato e carente si rivela dunque il criterio di chi si limita a individuare nella moda il canale privilegiato della distinzione sociale, il luogo di una competizione muta e simbolica tra le classi. La moda, per meglio dire la Società-Moda, è oggi ben di più: specchio dell’ebbrezza del nuovo e del moderno, porta con sé i valori della creatività individuale e del pluralismo, riconcilia la tecnologia con il gioco, il potere politico con la seduzione. La democrazia del «frivolo» progredisce così tramite il suo contrario: la sua incoscienza favorisce la coscienza, le sue follie il rispetto dei diritti e della libertà di tutti.
Gilles Lipovetsky, nato nel 1944, è professore di filosofia all’Università di Grenoble, ed è anche autore di L’ère du vide (1983). Attento ai fenomeni mentali e sociali della vita di oggi, Lipovetsky ha incentrato in particolare la sua ricerca sull’individualismo contemporaneo e sui suoi effetti nelle cosiddette democrazie mature.
Il Quadro che Mi Manca – Per Scrivere sui Pittori Adopero gli Occhi
Autore/i: Soavi Giorgio
Editore: Garzanti Editore
prima edizione.
pp. 298, numerose tavole b/n f.t., Milano
Per Giorgio Soavi l’unico modo per scrivere di quadri e pittori sembra sia quello di trattarli alla stessa stregua dei seducenti dettagli di un romanzo, di una storia da raccontare. Lui vede l’arte e i suoi prodotti così come un animale vede e divora il cibo di cui ha bisogno per vivere. Aveva già pubblicato due libri, Tenero è il mostro (1979) e Il sogno continua (1982), sui grandi e celebrati pittori da lui conosciuti o semplicemente vagheggiati. Adesso ci riprova con Il quadro che mi manca e in questo libro racconta degli erbari floreali di Jean-Pierre Velly, dei disegni di Horst Janssen (per Soavi il più bravo di tutti), delle straordinarie nature morte negli interni dello studio di Gianfranco Ferroni. La stessa sorte, o meglio lo stesso sortilegio tocca ai paesaggi marini e terreni di Piero Guccione, agli alberi di Carlo Mattioli, alle architetture del «Titanic» di Flavio Costantini, alle introspezioni capillari di Domenico Gnoli come alle invenzioni tenere quanto mostruose di animali e bambini dipinti da Graziella Marchi e Fernando Botero. Agli amati disegni e acquarelli di Folon, Pericoli e Steinberg, ai disegni e ai quadri di Balthus e William Bailey, ai prediletti scultori Giuliano Vangi e Lothar Fischer. Alla nascita dei pullover di uno stilista come Ottavio Missoni.
Giorgio Soavi poeta, romanziere, appassionato di arti figurative. Tra i suoi libri ricordiamo i romanzi: Memorie di un miliardario (1975), Sogni di gloria (1980), Un amore a Capri (1981), Il conte (1984); le poesie: L’America tutta d’un fiato (1959), La moglie che dorme (1963), Poesie per noi due (1972); i racconti: Sirena (1966), La giovane signora e la sua bicicletta (1974), Italiani anche questi (1979); i racconti sui pittori: Tenero è il mostro (1979), Il sogno continua (1982).
La Terapia Artistica del Biodramma – Come Rappresentare e Conoscere la Vita in un Viaggio di Liberazione e Trasformazione Interiore
Autore/i: Romanò Maurizio
Editore: Gruppo Editoriale Futura
prima edizione, introduzione dell’autore disegni di Maurizio Maione, in copertina: incisione su pietra realizzata da Lorenzo Ostuni raffigurante una scena del Biodramma..
pp. xiii-226, disegni b/n, Milano
Con questo libro, Maurizio Romanò ci offre numerosi spunti di riflessione sull’arte in terapia e presenta per la prima volta il Biodramma, strumento cosmopolita che permette l’incontro autentico tra persone di culture ed esperienze diverse, in grado di fornire una mappa a chi insegue quella trasformazione richiesta per l’autorealizzazione, in un mondo di valori e di tradizioni in gran parte al tramonto. Momento dinamico, evolutivo, trasformativo, il Biodramma è indicato a tutti coloro che vogliono ascoltare il proprio cuore.
L’intervista a Lorenzo Ostuni, che appare in apertura, ripercorre la storia del Biodramma a partire dal primo gruppo, che negli anni ’70 a Roma si riuniva in un teatro sperimentale per compiere delle ricerche sul rapporto corporeità/simbolo, sino ai nostri giorni, con il riconoscimento ufficiale del metodo da parte dell’Esalen Institute in California. Dal racconto di Ostuni emergono altresì gli aspetti più significativi del Biodramma, le particolarità, gli aneddoti che hanno segnato la storia di questo metodo di art therapy che, nato in Italia, ha trovato fortuna oltreoceano.
La descrizione del Biodramma rappresenta il nucleo centrale del testo e viene affrontata da molteplici punti di vista. I riferimenti di tipo antropologico e psicologico offrono una visione articolata degli aspetti operativi e teorici, ulteriormente arricchiti dai numerosi riferimenti di tipo esoterico. Le toccanti testimonianze di alcuni operatori e di alcune persone che hanno partecipato come soggetti alle rappresentazioni, riportano il lettore alla propria dimensione interiore, emotiva, simbolica, lasciando trasparire la reale portata dell’esperienza biodrammatica.
La parola biodramma è un neologismo coniato da Lorenzo Ostuni per denominare il metodo di art therapy da lui stesso ideato. Letteralmente biodramma significa “drammatizzazione della vita”, rappresentazione teatrale di un’esistenza. Nella sua realizzazione pratica, il biodramma è un insieme di gesti, di azioni, di comportamento che rendono la pienezza di una vita intera e la descrivono. Come tecnica di arte-terapia, il biodramma favorisce lo sviluppo della creatività attraverso un aumento della consapevolezza di sé e degli altri.Nato negli anni ’70, su invenzione di Lorenzo Ostuni – uno dei più importanti studiosi italiani di simbologia – e praticato a Roma in via sperimentale da un gruppo di persone per diversi anni, questo metodo è ora cresciuto e maturato e ha trovato la sua strada verso la notorietà internazionale.Per la sua collocazione trasversale fra il mondo delle arti e quello della terapia, il Biodramma ha attratto numerosi artisti e personaggi dello spettacolo, oltre a molti pazienti di noti medici e psicoterapeuti italiani e stranieri. Questo è il primo libro che ne divulga i principi e le tecniche.
“Posso affermare che la pratica del Biodramma come metodo di trasformazione, possiede componenti di grande forza ed efficacia.” (Michael Murphy, fondatore dell’Esalen Institute di Big Sur, California, e autore di Il futuro del corpo)
“Ho accolto il Biodramma come se il soggetto stesse rappresentando anche me stessa e l’intera umanità. Questo percorso è il cammino di ogni essere umano.” (Rosalba Terranova Cecchini, medico neurologo e psichiatra transculturale)“
Il Biodramma ferma il tempo interiore della coscienza con la stessa energia delle cosiddette esperienze cruciali – mantenendone la dimensione emozionale – con il vantaggio di estinguere l’aspetto tragico.” (Giovanni Caputo, medico psichiatra e psicanalista)
“Un libro che possono leggere tutti coloro che sono interessati all’umanesimo transpersonale e all’art therapy in un’ottica di training per la crescita del potenziale umano e per la terapia.” (dalla post-fazione di Lorenzo Ostuni, artista, regista e autore televisivo; ideatore del Biodramma.)
Maurizio Romanò. Antropologo. Ha lavorato alla riabilitazione dei portatori di handicap psichico. Ha fatto parte di un gruppo di ricerca – finanziato dal Consiglio Nazionale per le Ricerche – sullo sciamanesimo in Nepal, realizzando la documentazione visiva di rituali terapeutici, e ha studiato sul posto i curanderos messicani. Sperimentatore di tecniche meditative e terapeutiche di varie culture del mondo, ha studiato la funzione del simbolismo nelle pratiche tradizionali di guarigione, proponendo una loro applicazione nell’ambito dell’arte-terapia. Sulle sue ricerche ha pubblicato articoli in Italia e all’estero. Attualmente conduce gruppi per lo sviluppo del potenziale umano. Vive e lavora a Parma.
La Leggenda di Krishna
Titolo originale: The Legend of Krishna
Autore/i: Frith Nigel
Editore: Moizzi Editore
introduzione dell’autore, traduzione di Piero Verni, in copertina: Krishna adorato come Essere supremo. Miniatura di Nathdwara.
pp. 192, Milano
Krishna, il dio-mandriano che balla la sua danza d’amore con le giovani pastorelle dei boschi… il maestro di vita che nelle pagine della Bhagavad Gita risponde alle domande di Arjuna… Krishna la Suprema Persona adorato in India e nel mondo da milioni di persone.
Ma chi è in realtà questo giovane dio dai lunghi capelli e dallo sguardo sereno? Qual è la sua storia, o meglio il suo mito? Quali le sua gesta, i suoi poteri? Lo racconta in questo libro Nigel Frith, un giovane studioso inglese che introduce il lettore nel mondo della tradizione, della cultura e della religione indiana con la sagacia dello studioso esperto, ma narrate con il linguaggio lirico del poeta.
L’autore non si limita, infatti, all’esposizione di una mitologia o di un ciclo di leggende ma compie un’approfondita riflessione sul misterioso dispiegarsi dell’azione delle forze dell’amore e della morte, sulla realtà di questa vita e sul potere del karma nelle vicende degli esseri umani.
Un libro attualissimo su una delle figure religiose che più ha affascinato i giovani di questa generazione.
La Tradizione Esoterica Giudaico – Cristiana
Autore/i: Virio Paolo M.
Editore: Bastogi Editrice Italiana
in copertina: Il gran sacerdote Melchisedech, perfetto iniziato al mistero più santo, gran pontefice della saggezza, rappresentante del Grande Architetto dell’Universo.Mosaico del VI sec. in San Vitale, Ravenna.
pp. 184, Foggia
Sommario:
LA TRADIZIONE ESOTERICA
- Essenismo cristiano
- Radici bibliche esseniche cristiane
- Significati simbolici della Rivelazione cristiana
- Senso della Tradizione
- Aspetto interiore della Tradizione
- Titanismo
GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL’ESSERE UMANO
- Le quattro modalità dell’essere umano
- Le parti tradizionali dell’anima individuale
- Gli organismi umani dell’anima
- La monade geniale o ente sidereo
- Monade e Karma
- L’Io e i suoi stati di coscienza
- Gli stati di coscienza
- Corpo, anima, spirito
- Le modalità dell’Essere
- Monade ed egopsiche
- Monade e sue manifestazioni
- La coscienza egoica
- L’Archetipo
- Le Tradizioni e i quattro Enti
- Il settenario
CONSAPEVOLEZZA DELLA META
- Attitudini e vocazione
- La servitù umana
- La liberazione è cosa rara
- Pratiche e regole
- Regole tempo
- Psichico e spirituale
- Contemplazione e azione
- Avvenimenti
- Magia
- Opinioni e discriminazioni
- Mezzi preparatori
- Tecnica
- Silenzio-esichia
- Pensiero meditazione mentale
- Pranayama-apnoritmia
- Sobrietà
- Tendenze individuali
- Cupella
- Cibi
- Impermanenza
- Impassibilità
- Supporti realizzabili metafisici
- Mezzi
- Metodo cuore
- Tecnica
- Centrare coscienza
- Monologia
- Luogo
- Ambiente (interno, esterno)
ESOTERISMO CRISTIANO ED AMORE
Paolo M. Virio (1910-1969), figura di elevato uomo spirituale ed autentico iniziato, è stato uno dei pochi qualificati esponenti dell’Esoterismo Cristiano.Egli ha approfondito lo studio della Tradizione nel contesto storico, mettendo in evidenza sia la continuità tra l’Esoterismo Ebraico e quello Cristiano, fondato su radici kabbalistiche, sia il fondamentale ruolo svolto dagli Esseni quale anello di congiunzione tra l’Antico e il Nuovo Testamento.Tra le opere di Paolo M. Virio ricordiamo: Cosmo: prospettive esoteriche; Orientamenti iniziatici; Il segreto del Graal; Il vangelo esoterico di San Marco; La gnosi; La scienza arcana e Lo splendore della Kabbalah.
Il Mondo Magico dell’Antico Egitto
Titolo originale: Le Monde Magique de l’Egypte Ancienne
Autore/i: Jacq Christian
Editore: ECIG – Edizioni Culturali Internazionali Genova
traduzione italiana a cura di Pierangela Visini, revisione di Ida Li Vigni, in copertina: La Dea Stella Riceve Energia Dal Sole. Le Cappelle di Toutankhamon, collana: ALKAEST – L’Universo Magico, Esoterico e Simbolico – Ex ORIENTE.
pp. 216, numerose illustrazioni b/n, Genova
Christian Jacq, noto egittologo autore di importanti ricerche sulla cultura faraonica, incontra a Luxor una delle più famose famiglie di maghi che praticano ancor oggi la caccia ai serpenti e agli scorpioni. Da questo incontro ricava la convinzione che i testi antiche e la tradizione orale rivelano la stessa verità: è possibile al mago, in armonia con le potenze creatrici, intervenire sul mondo. Inco-mincia così un viaggio affascinante fra documento storico e tradizione popolare per riscoprire le statue che guariscono, le leggi dell’amore magico, le protezioni per i bambini, i cibi magici, il «buon occhio» ecc… nella consapevolezza che fra testi antichi e esperienza vissuta non esistono fratture.





