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Selezione di volumi

Tre Sutra Buddhisti – Inediti

Tre Sutra Buddhisti – Inediti

Titolo originale: The Sutra of 42 Sections and two other scriptures of the Mahayana School

Autore/i: Anonimo

Editore: Libreria Internazionale Buddhista

introduzione e traduzione dal cinese da John Blofeld (Chu Ch’an), prefazione dell’editore inglese alla seconda edizione, edizione a cura della Comunità Neodiana che dimora a Realpa.

pp. 86, Varese

Una scelta buddhista, un traduttore e curatore esperto, capace e conosciuto come John Blofeld: questo da solo è un ottimo biglietto da visita.
Questo volume comprende tre brevi “sutra” (canti, salmi, o passi – come si voglia intendere -) che riportano quello che si ritiene essere parte dell’insegnamento diretto venuto da Gautama Buddha.
Milioni di aderenti al Buddhismo hanno tratto insegnamento ed ispirazioni da tali scritti, in Cina, Giappone, Mongolia, Tibet, Corea, Vietnam, Siberia e pure altrove.

Compaiono dunque:

  • Il Sutra delle 42 Sezioni;
  • Il Sutra della Dottrina Propagata dal Buddha;
  • Il Sutra degli Otto Risvegli dei Grandi.

Compaiono pure scritti esplicativi. È un testo che viene tradizionalmente dato a chi inizia la via Buddhista, perciò è di estremo interesse per chi voglia averne una visuale pratica.

Piazze e Fontane di Napoli

Piazze e Fontane di Napoli

Autore/i: De Filippis Felice

Editore: Azienda Autonoma di Soggiorno Cura e Turismo

pp. 76, 26 tavole b/n f.t., Napoli

Come per i suoi giardini, Napoli fino al Settecento, era famosa per le sue cento fontane. Purtroppo di alcune resta solo il ricordo: distrutta la fontana degli Specchi dinnanzi a Castelnuovo «fatta in modo che l’acqua scendeva per cinque gradini in forma di cascata a guisa di specchi» ; distrutta la fontana della Scapillata, costruita da Giovanni da Nola nel 1541 «copiosa d’acque che entravano per più cannoni, con un meraviglioso scoglio che in mezzo si vedeva dal quale usciva in tanta abbondanza e con tanto artifizio l’acqua che formava come un grande padiglione» ; distrutte le fontane di S. Pietro Martire, delle Crocelle, della Loggia dei Genovesi, del Fondaco Stufa, della Conchiglia, dei Serpi e tante altre che testimoniavano la magnificenza secolare di una città il cui carattere non era dato soltanto dai lazzaroni e dai pezzenti che oziavano nelle strade, nei vicoli e nei fondaci senza sole e senz’aria. Queste antiche fontane oggi scomparse – come quelle, per fortuna, ancora vive – accompagnarono con le loro voci argentine e garrule le vicende ora liete ora tristi della vita di Napoli: cullarono i sogni ambiziosi e i clandestini amori di qualche terribile viceré; cantarono inni di vittoria e di ringraziamento sulla città seicentesca che i rapaci ufficiali del governo spagnuolo abbacinavano con lo sfarzo dei cortei e delle parate; mischiarono il loro gorgoglio leggero ed arguto alle mascherate, alle follie di carnevale di nobili e popolani come al grido sedizioso della plebe in rivolta che avanzava minacciosa sulle strade deserte della città impaurita; piansero durante il periodo terribile delle reazioni quando martiri e patrioti attraversavano le vie tra gli sgherri per salire sul patibolo o sulla nave che doveva condurli fra le mura di una tetra prigione; emisero l’ultimo lamento quando col primo colpo di piccone furono sacrificate alla Pubblica Utilità, regina dei nostri tempi.
Ricordarne alcune delle più celebri può forse essere un richiamo, un patetico risveglio dell’eco di un passato che pur venendo da cose morte ci giunge come la lontana e flebile voce di un disteso canto che è il canto più vero della città di Napoli.

I Francesi

I Francesi

Titolo originale: Des français

Autore/i: Peyrefitte Roger

Editore: Longanesi & C.

traduzione dal francese di Maria Vasta Dazzi.

pp. 368, Milano

La fama di Peyrefitte come scrittore scandalistico, dell’uomo cioè con le orecchie sempre tese a cogliere le indiscrezioni, i pettegolezzi e i segreti più gelosamente conservati, è, come ogni fama, piuttosto usurpata, se non in tutto, almeno in parte. Perché se è vero che quando, con Le ambasciate, il romanziere puro cominciò a intessere una trama che coinvolgeva personaggi veramente esistiti, colti nelle loro tendenze più intime e spesso più ridicole, è anche vero, e forse di più, che il suo intento non era tanto quello dello scandalo, quanto quello di tracciare una cronaca satirica di un certo ambiente e di una certa epoca. Ecco perché le sue opere successive, con poche eccezioni, seguono sempre questa vena, ben diversa da quella superficiale dei columnists americani alla ricerca del sensazionale, ma caratteristica del vero pamphlétiste tutti i tempi. E così, dopo essere passato attraverso gli ebrei e gli americani, eccolo prendere per mano i suoi compatrioti e presentarceli nel momento più adatto per sollecitare le loro più vistose debolezze: la mania di grandeur, lo sciovinismo, l’amore per la battuta facile e scabrosa, eccetera. Non poteva mancare nella vicenda il generale de Gaulle, e neppure tutti quei personaggi che sono passati alla cronaca per i loro intrighi o per i loro vizi. Nessuno si salva, perché Peyrefitte, come abbiamo già osservato, non ha uguali nel colpire con precisione il suo bersaglio; e non importa se deve farsi accompagnare da un banchiere, da uno studente contestatario, da una massaggiatrice o da un gentiluomo di campagna; trascinato dalla sua magica penna, il lettore avrà l’impressione di essere anch’egli, sia pure per pochi istanti, diventato invisibile, con la facoltà di osservare con tutto comodo, e di ascoltare discorsi veramente pronunciati da personaggi della finanza, della cultura, del Jockey Club e del governo. Anche l’Accademia di Francia, con questo lavoro di cesello, finisce col trovarsi sdraiata sul divano delle confessioni.

Maledetti da Dio

Maledetti da Dio

Titolo originale: The Legion of the Damned

Autore/i: Hassel Sven

Editore: Longanesi & C.

sesta edizione, traduzione dall’inglese di Luisa Theodoli.

pp. 400, Milano

Questo è il più feroce libro sulla guerra che sia mai stato scritto: l’autore, condannato per diserzione dalle SS, viene rinchiuso in un campo di concentramento che lascia soltanto una via di scampo: ricercare e fare saltare le mine nella terra di nessuno. Partono in trecento e dopo pochi giorni sono rimasti in sette che vengono arruolati nel battaglione di disciplina, i maledetti da Dio: passano per la Grecia e poi, imbarcati per l’Africa, vengono silurati, finiscono sul fronte russo, dove continuano a morire. Non c’è salvezza in questa guerra assurda e maledetta, nessun bagliore di umanità: gli uomini divorano se stessi come animali già stanchi di uccidere, ma che continuano a uccidere, così, per nulla.

Una Sedia per l’Anima

Una Sedia per l’Anima

«Un libro fondamentale.» Paulo Coelho

Autore/i: Zukav Gary

Editore: Edizioni Corbaccio

traduzione dall’americano di Lucia Corradini Caspani e Alessandra De Vizzi, prefazioni di Oprah Winfrey, Maya Angelou e dell’autore, titolo originale: The Seat of the Soul.

pp. 280, Milano

In questo libro affascinante e avvincente che è ormai divenuto un classico e un capostipite che ha ispirato libri come The Secret e autori come Paulo Coelho, Zukav ci offre una «sedia» sulla quale far compiere alla nostra anima un viaggio verso una nuova consapevolezza.
Con lucidità ed eleganza, in modo chiaro e approfondito ci spiega come ci stiamo evolvendo da specie che persegue il potere «esteriore» a specie che è in cerca di un potere «autentico», un potere basato sulle percezioni e i valori dello spirito. Con l’occhio dello scienziato e il cuore del filosofo, l’autore ci insegna che infondendo considerazione, tolleranza e fiducia nelle attività della vita, esse acquisiscono significato e finalità. Mette in evidenza come i valori dello spirito trasformano la convivenza in comunione spirituale, la psicologia in psicologia spirituale e modificano la nostra vita quotidiana. Una sedia per l’anima descrive il viaggio straordinario dello spirito che ciascuno di noi si trova ad affrontare. Una guida di facile consultazione, un dizionario della New Age, un libro per tutti coloro che desiderano capire se stessi, il mondo dell’anima e il futuro che ci attende, per avere a portata di mano le chiavi della nuova era.
Con una prefazione di Oprah Winfrey e una nuova prefazione dell’autore, questa nuova edizione celebrativa dei 25 anni dell’opera è anche corredata di una «guida allo studio» che permetterà di comprendere fino in fondo gli insegnamenti di Zukav e poterli così metter in pratica per un risveglio della propria spiritualità.

Gary Zukav, laureato a Harvard, è l’autore, oltre che di L’umano universale, della Danza dei maestri Wu Li, vincitore dell’American Book Award for Science, di Una sedia per l’anima, Storie dell’anima, Il cuore dell’anima, La mente dell’anima, Da anima ad anima e Il potere autentico delle relazioni, tutti editi in Italia da Corbaccio.
I suoi libri hanno venduto milioni di copie e sono stati tradotti in 30 lingue.

Perdere è una Questione di Metodo – Romanzo

Perdere è una Questione di Metodo – Romanzo

Titolo originale: Perder es Cuestión de Método

Autore/i: Gamboa Santiago

Editore: Ugo Guanda Editore

prefazione di Luis Sepúlveda, traduzione di Pino Cacucci, alla traduzione ha collaborato Gloria Corica.

pp. 288, Parma

Sulla riva di un lago nei pressi di Bogotà, viene rinvenuto un cadavere di uno sconosciuto orribilmente sconciato, in un macabro rituale che sembra rappresentare un avvertimento rivolto a ignoti. Victor Silampa si incarica di seguire il caso per il suo giornale, e lo fa nello stile che gli è proprio: a testa bassa contro i mulini a vento, indagando, interrogando, cacciandosi inesorabilmente in una grana troppo grossa per lui. Sinalpa sembrerebbe il prototipo di un bravo giornalista, peccato che per arrotondare si presti a fare l’investigatore a caccia di adulteri, che fotografa di sorpresa finendo per vendere i negativi agli stessi dietro lauta ricompensa. Nessuno è innocente e nel frattempo, Sinalpa trascura l’amore della sua vita: Monica, che, stanca di aspettare un uomo in eterno ritardo cede alle lusinghe del suo ex fidanzato. Il giornalista torna sul campo di battaglia e comincia a dipanare l’intricato groviglio che si cela dietro il delitto. Sinalpa è un perdente per destino, e forse per scelta morale, in un ambiente dove i vincitori sono i veri responsabili della putredine che contagia ogni cosa.

Santiago Gamboa, nato a Bogotà nel 1965, si è trasferito in Europa nel 1990. Santiago è giornalista. Dopo un periodo di alcuni anni a Parigi, ora vive tra Roma e il paese natale. Il suo primo romanzo, Paginas de vuelta, è uscito nel 1995.

Bilal – Il Mio Viaggio da Infiltrato nel Mercato dei Nuovi Schiavi

Bilal – Il Mio Viaggio da Infiltrato nel Mercato dei Nuovi Schiavi

Autore/i: Gatti Fabrizio

Editore: Rizzoli

prima edizione.

pp. 504, 1 cartina b/n, Milano

Tre schede telefoniche. Un nome falso. Gli euro avanzati e la capsula con i dollari. Il tubetto di colla per nascondere le impronte digitali. Il borsone nero. Il giubbotto salvagente. La camicia. Il pile. Le vecchie ciabatte. La bottiglia d’acqua da un litro e mezzo. Sei panini. Tre scatolette di sardine. È tutto quanto servirà a Fabrizio Gatti per trasformarsi in Bilal e raccontare il dramma sconvolgente di chi si mette in marcia dal Sud del mondo per conquistare una vita migliore al di là del Mediterraneo. Fabrizio Gatti ha attraversato il Sahara sugli stessi camion che trasportano clandestini. Ha incontrato affiliati di Al Qaeda e scafisti senza scrupoli. Ha superato indenne le frontiere. Si è infiltrato nelle organizzazioni criminali africane e nelle aziende europee che sfruttano la nuova tratta degli schiavi. Si è fatto arrestare come immigrato clandestino vivendo sulla propria pelle l’osceno trattamento riservato agli immigrati nei centri di permanenza temporanea. Ha scoperto i nomi, le alleanze e le complicità di alcuni governi che non fanno nulla contro il traffico di schiavi, anzi, ci guadagnano. “Bilal” è la cronaca della più grande avventura del Terzo Millennio vissuta in prima persona dall’autore. Un viaggio nell’impero di chi si arricchisce commerciando carne umana, raccontato con un linguaggio teso che avvince il lettore come in un thriller. Un resoconto lucido e spietato – perché “approdare vivi a Lampedusa è come sopravvivere a un incidente aereo” – che segna la scoperta di un nuovo talento letterario che sa parlare della realtà. Perché Bilal è una storia vera.

Arafat – Intervista al Presidente dello Stato Palestinese

Arafat – Intervista al Presidente dello Stato Palestinese

Autore/i: Capanna Mario

Editore: Rizzoli

introduzione e avvertenza dell’autore.

pp. 192, Milano

«Presidente, immagina per un attimo che seduto qui, al mio posto, ci sia Shamir: che cosa gli diresti?»

«Questa regione e i suoi popoli hanno bisogno di pace. Noi vi offriamo questa pace. E tocca a te decidere. Tocca a te decidere la pace per i vostri bambini, per le vostre generazioni future, per i nostri bambini e per le nostre generazioni future.»

«È facile amare se stessi. È facile amare i tuoi parenti, è facile amare anche i tuoi amici, ma è difficile amare i tuoi nemici, sentendoli parte dell’umanità.»

«La mia vera felicità, la felicità del mio popolo verrà quando finirà questa tragedia, il giorno in cui potremo vivere nel nostro Stato indipendente. La mia vera felicità è che io sia cittadino di uno Stato, abbia un’identità riconosciuta. È molto questo?»
Yasser Arafat

Omeopatia e Agopuntura

Omeopatia e Agopuntura

L’Associazione dei Due Cardini della Medicina Alternativa – Con Prontuario per Curarsi da Sé

Autore/i: Bolognesi Maurizio

Editore: Edizioni Savritti Devi

pp. 64, illustrazioni b/n, Roma

L’Omeopatia e l’Agopuntura cinese vengono sempre più spesso associate nella cura delle malattie acute e croniche con risultati lusinghieri. Il Dr. M. Bolognesi, che vive e lavora a Roma, condensa in queste pagine la sua profonda esperienza di ricercatore in Cina e in India e di medico omeopata e agopuntore ed esprime alcuni “punti fermi” per l’associazione delle due metodiche terapeutiche nella loro forma più pura. Con questo libro il Dr. M. Bolognesi dimostra tra l’altro che andare contro corrente non significa rinunciare alla Tradizione ma spesso anzi riscoprirne i tesori per il bene dell’umanità.

Agopuntura Cinese – Caleidoscopio Italiano, n° 123, Giugno 1998

Agopuntura Cinese – Caleidoscopio Italiano, n° 123, Giugno 1998

Autore/i: Giudice Gian Carlo

Editore: Medical System Editore

direttore responsabile Sergio Rassu, prefazione di Gianni Savron.

pp. 100, numerose illustrazioni b/n, Genova

Sommario:

Editoriale
Prefazione: cenni storici e filosofici
L’Agopuntura Cinese: lo Yang e lo Ynn

  • Le Energie

I Meridiani o Vettori Energetici e Scorrimento dell’Energia

  • I Meridiani Accoppiati
  • Orario di Massima Intensità Energetica
  • Rapporto Mezzogiorno/Mezzanotte
  • Organi e Visceri
  • Funzioni del Tripode del Calore
  • I Punti sui Meridiani
  • Misurazione delle Distanze fra i vari punti
  • Aghi Strumenti e Tecniche in Agopuntura
  • Sterilizzazione degli Aghi
  • Tonificazione, Dispersione, Accelerazione
  • I 5 Movimenti o Elementi Dinamici

Descrizione dei Meridiani Principali

  • Meridiano del Polmone
  • Meridiano del G.I.
  • Meridiano dello E.
  • Meridiano del R.P.
  • Meridiano del C.
  • Meridiano dello I.G.
  • Meridiano della V.
  • Meridiano della R.
  • Meridiano del M.C.
  • Meridiano del T.R.
  • Meridiano della V.B.
  • Meridiano del F.
  • Alcune Regole Terapeutiche
  • I Punti su o Punti Antichi

Meridiani Secondari

  • I Meridiani T.M.
  • Patologia di Natura Ynn e Terapia

Vasi o Meridiani Curiosi
Vasi o Meridiani Distinti
I Polsi Cinesi

  • I Punti MO e JU
  • I Punti Cosmici
  • Craniopuntura
  • Auricoloterapia
  • Psicologia

Controindicazioni
Conclusione
Bibliografia
Indice

Il Medioevo Cinese – Dalla Dinastia Sung alla Dinastia Yüan

Il Medioevo Cinese – Dalla Dinastia Sung alla Dinastia Yüan

Autore/i: Průšek Jaroslav; Palát Augustin

Editore: Utet

unica edizione, premessa degli autori, traduzione dall’inglese di Giannantonio Dal Pozzolo.

pp. XI-624, riccamente illustrato b/n, Torino

Dalla premessa degli autori:
«Quando si dice, e con ragione, che la civiltà europea affonda le sue radici nell’antichità classica, arricchita poi dal Rinascimento, stupisce il fatto che gli Europei tendano a pensare (e ad esserne inconsciamente convinti) che tutto ciò che si verificava al di la dei confini delimitati dall’esperienza europea, dai tempi più antichi sin quasi ai nostri giorni, avesse un’importanza puramente locale e periferica nella formazione e nello sviluppo della civiltà e della storia del mondo. Non sempre coloro che erano intenti a classificare e interpretare l’immensa ricchezza di materiale, buona parte del quale determinante, sotto molti aspetti, per il mondo attuale, si rendevano sufficientemente conto o si interessavano dei legami diretti esistenti fra il mondo dell’antichità classica e la cultura del Vicino Oriente e del Nordafrica, né dell’apporto dato dalla cultura araba alla fioritura del tardo Medioevo europeo. Tutto ciò che stava al di là dei punti estremi raggiunti dagli eserciti di Alessandro Magno, o dall’orizzonte dei navigatori delle caravelle medioevali, veniva quasi considerato come appartenente al mondo della fantasia e della leggenda e tenuto vivo dai rari resoconti – a ragione o a torto non sempre creduti – di alcuni pellegrini curiosi e in cerca di emozioni, di missionari e mercanti, di marinai e componenti di missioni ufficiali pacifiche o dichiaratamente aggressive.
Né i lunghi viaggi di esplorazione, considerati tradizionalmente dagli storici come segno della conclusione dell’età medievale, né i secoli che videro la fondazione degli imperi sui quali il sole davvero non tramontava mai, valsero ad accrescere la nostra conoscenza di questi Paesi: da un lato si diffondevano voci di favolose ricchezze e magnificenze, dall’altro si avevano notizie sulla debolezza militare e l’incapacità di quelle lontane contrade a tenere testa agli imperi straordinariamente efficienti ed aggressivi e alle civiltà dell’Europa. Rare furono le occasioni in cui l’Europa si soffermò ad ammirare i tesori culturali di quelle terre lontane; la sua ammirazione si tingeva allora di desiderio per l’esotico e di nostalgia per qualche perduto paradiso terrestre. Oggetto, poi, di questa ammirazione erano di solito gli aspetti più eccezionali, più lontani dal gusto e dalle tradizioni europee. E questo, inevitabilmente, li riduceva al rango di puri elementi decorativi, di effetto ma vuoti di significato, trasferiti in modo innaturale e incongruo nell’ambiente europeo e perciò incapaci di rivelare nulla delle ricchezze della civiltà da cui provenivano, della gloriosa ascesa e della successiva caduta di un potente impero lontano dall’Europa, ed ancor meno della vita quotidiana del suo popolo.
Tuttavia se mettiamo a confronto la durata di molti di questi Stati, la molteplicità, l’alto livello e grado di elaborazione dei loro sistemi filosofici e il complesso delle loro tradizioni culturali, non sempre l’Europa esce troppo bene dal paragone.[…]»

Il Tappeto da Preghiera di Carne

Il Tappeto da Preghiera di Carne

Titolo originale: Jou-Pu-Tuan

Autore/i: Li Yu

Editore: Sonzogno

traduzione di Anna Maria Greimel, in copertina: stampa erotica cinese del XVII secolo.

pp. 384, Milano

Immaginiamo un mondo senza Satana, senza angoscia del peccato della carne; un mondo dove passando per taoismo, buddhismo e confucianesimo e ignorando però il cristianesimo, si riesca ancora a rintracciare il legame più antico e profondo tra erotismo e magia.
Yin e yang, principio femminile e principio maschile, categorie dialettiche e complementari, regolano i modi e i tempi dell’unione sessuale, l’incatenamento alla ruota della fatalità buddhista dà dimensione tragica ad ogni accoppiamento. “Ricordati uomo che l’erotismo si paga in erotismo, ma centuplicato”.
Ogni scena erotica ne genera quindi altre cento, il lettore è incatenato come il protagonista di questa storia, che l’autore senza troppa convinzione vorrebbe far passare per “edificante” ma che è testimonianza della laicizzazione del sacro in una società dove yin e yang servono soltanto a designare gli organi sessuali. Il tappeto da preghiera di carne può essere quindi letto come puro erotismo esotico d’alta classe, ma si presta anche a una seconda lettura al di là delle tecniche della camera da letto. Ogni accoppiamento del Chierico della Prima Veglia presuppone infatti una diversa concezione della vita e del sesso che varrebbe la pena di prendere in considerazione.

Erbario Illustrato delle Piante Medicinali – Come Riconoscerle, Raccoglierle, Utilizzarle

Erbario Illustrato delle Piante Medicinali – Come Riconoscerle, Raccoglierle, Utilizzarle

Autore/i: Suor Bernardina

Editore: Edizioni Piemme

prima edizione, prefazione dell’autrice, convertdisegni di Renata Capra, Rossella Monfrino, Donato Nolè.

pp. 288, riccamente illustrato a colori, Casale Monferrato (AL)

Sommario:

Prefazione

RACCOLTA, ESSICCAZIONE CONSERVAZIONE

  • Saper riconoscere le piante
  • Le specie protette
  • La normativa della raccolta
  • L’epoca di raccolta
  • I luoghi di raccolta
  • Essiccazione
  • Conservazione

LE PIÙ COMUNI PREPARAZIONI DELLE ERBE MEDICINALI

  • L’infuso
  • Il decotto
  • La macerazione
  • Le tinture alcooliche
  • I succhi freschi
  • Altri procedimenti

I NOMI LOCALI

ERBARIO DELLE PIANTE MEDICINALI
ERBARIO DELLE PIANTE MEDICINALI VELENOSE

INDICI
Glossario dei termini botanici
Glossario dei termini farmacologici e medici
Le erbe salutari consigliate per…
Indice analitico

Oltre Raffaello – Aspetti della Cultura Figurativa del Cinquecento Romano

Oltre Raffaello – Aspetti della Cultura Figurativa del Cinquecento Romano

Raffaello 1483/1983

Autore/i: Autori vari

Editore: Multigrafica Editrice

pp. 256, riccamente illustrato b/n, Roma

Mostra tenuta a Roma in occasione del 5° centenario della nascita di Raffaello Sanzio, maggio – luglio 1984.

Catalogo a cura di: Luciana Cassanelli e Sergio Rossi.

Villa Giulia – Chiesa di S. Rita – Chiesa di S. Maria Assunta a Trevignano – Chiesa di S. Pietro in Montorio – Chiesa di S. Marcello al Corso – Oratorio del Gonfalone – Palazzo Firenze.

Nascita del Mondo Moderno

Nascita del Mondo Moderno

Autore/i: Lombardi Franco

Editore: Casa Editrice Arethusa

prima edizione, introduzione dell’autore.

pp. 336, Asti

L’A. ritiene di essere pervenuto per la prima volta in questo volume a quella maturità per cui i motivi che già si affacciarono alla mente del giovane o che dormivano nel cuore del fanciullo acquistano la libertà di movenze e la evidenza di un corpo saldo, e gli atteggiamenti diversi del pensatore, dell’educatore e del politico ritrovano nella consapevolezza del libro la unità che essi già ritenevano nell’uomo. È il così detto «stato moderno», – moderno? E che cosa è moderno? Quale è il significato dello sviluppo della società e del pensiero moderni? Non siamo noi ancora succubi nella nostra comprensione dei singoli problemi e in generale della storia della filosofia moderna, anzi del problema proprio della filosofia, della interpretazione che già ne diede, ora è più di un secolo, Hegel? E non si è fatta la nostra consapevolezza dei problemi, in filosofia come in altri campi, anacronistica rispetto al tempo nostro? Intendere lo sviluppo del pensiero speculativo europeo alla luce di una generale analisi della genesi, dei caratteri e della crisi della società e civiltà europea, è il compito di questo volume. Il quale ha perciò l’ambizione di offrire per la prima volta al lettore italiano una analisi tutt’insieme storico – sociologica e filosofica nell’ambito di un quadro più latamente umano.

Arnoldo Ciarrocchi ha riprodotto per la copertina il nodo della cintura della Gorgona, dal tempio di Artemide in Corfù del VI sec. a. C., simbolo della vista della realtà che impietra.

La Sindone e la Scienza – Bilanci e Programmi • Atti del II Congresso Internazionale di Sindologia 1978

La Sindone e la Scienza – Bilanci e Programmi • Atti del II Congresso Internazionale di Sindologia 1978

Autore/i: Autori vari

Editore: Edizioni Paoline

a cura di Piero Coero-Borga del Centro Internazionale di Sindologia Torino, presentazione di Giorgio Cavallo.

pp. 576, numerose tavole b/n f.t., Milano

La Sindone è stata opportunamente definita l’ottava meraviglia del mondo: da sempre ha esercitato un fascino misterioso, per quella «bruttezza che innamora», come dicevano già gli antichi autori che non potevano spiegarsi la grottesca incongruenza del negativo. L’importanza di questo documento assoluta-mente unico ha provocato l’interessamento di innumerevoli scienziati e ricercatori: la Sindone è certamente la reliquia maggiormente «autenticata» dalle scienze moderne. La storia dell’arte come l’archeologia, la medicina, la fotografia, l’osservazione microscopica, la recente palinologia, la scienza dello spazio e i moderni computers, continuano a cercare ostinatamente di dare una risposta all’appassionante interrogativo: chi è l’Uomo della Sindone?

Una serie incredibile di coincidenze tra l’immagine sindonica e la figura evangelica dell’Uomo dei dolori, crocifisso a Gerusalemme nei torbidi d’una pasqua ebraica mentre era procuratore Ponzio Pilato, rende possibile – anzi assai probabile – che il Lenzuolo conservato a Torino sia effettivamente quello che avvolse il corpo di Cristo. «Se si trattasse di Sargon, di Achille, o di uno dei faraoni» scriveva nel 1902 Y. Delage, accademico di Francia, «nessuno avrebbe da eccepire. Se la ipotesi che l’uomo della Sindone sia Gesù Cristo non ha buona udienza presso certa gente, è perché molti credono che sia una questione religiosa… Io considero Cristo come un personaggio storico, e non vedo perché ci sia da spaventarsi, cimentandosi con una traccia tangibile della sua esistenza».

La chiesa, pur onorando la Sindone con la venerazione dovuta alle reliquie che conservano nel tempo il ricordo di importanti eventi testimoniando concretamente una presenza che può elevare fino a Dio, non intende vincolare con la sua autorità la fede dei credenti, ma incoraggia la ricerca scientifica più seria per documentare sempre meglio quelle «dimostrazioni» che la fede non chiede.

Gli Atti del li Congresso Internazionale di Sindonologia, celebrato a conclusione della solenne ostensione pubblica per il IV Centenario della Sindone a Torino (1578-1978), documentano l’estensione e la varietà degli studi in corso, giustificando l’attesa di ulteriori approfondimenti sulla scorta degli esami di laboratorio e delle sperimentazioni del copioso materiale raccolto nei recenti esami dagli scienziati. Le relazioni e le comunicazioni raccolte in questo volume intendono qualificarsi come «bilanci» dello stato attuale degli studi sindonologici, e insieme come «programmi» per una ricerca che i moderni strumenti scientifici fanno sperare feconda e interessante.
Disse Einstein che «la luce è l’ombra di Dio»: le strane ombre impresse misteriosamente sulla Sindone, al vaglio attento della scienza moderna, potranno forse diventare luce per gli uomini…

Circa quattro milioni dì pellegrini sono accorsi a Torino durante l’estensione pubblica della Sindone, tra il 26 agosto e I S ottobre Lunghe ore di attesa per una brevissima sosta davanti al misterioso Lenzuolo che reca impressi – la scienza a tutt’oggì non sa bene come! – i segni della passione di Cristo documentata dai Vangeli, non hanno scoraggiato tanti credenti, che «vedendo» hanno vissuto un’intensa esperienza spirituale.

Per molti si è ripetuta l’emozionante scoperta di Secondo Pia, il celebre fotografo della Sin* dotte, quando vide «comparire sulla lastra il santo volto: Quella figura con gli occhi socchiusi nel sonno della morte era reale!… Quello era il volto del Signore c lui il primo uomo che poteva contemplarlo – in positivo – dopo diciannove secoli».

Per quanti «vedono» attraverso la chiarezza della loro fede, come l’apostolo Tommaso convinto dalle piaghe del Risorto, le dimostrazioni della scienza sono poco più che un’utile con-ferma; per tanti altri per i quali il dubbio è più forte, queste pagine dì «bilanci e programmi» potranno essere di valido aiuto, per la lettura di un codice drammatico, scritto a caratteri di sangue, con una tecnica misteriosa che i secoli non hanno ancor rivelato.

Nel nostro tempo, in cui prevale il gusto dell’immagine, la ricerca scientifica più sofisticata e gli elaboratori elettronici, così lontani dalla fede dei semplici, potranno forse penetrare il mistero di un volto «vivo» nella maestà della morte, messaggio muto ma tanto eloquente per la nostra umanità distratta e delusa, sul finire di un millennio che nonostante tutto non riesce a essere post-cristiano.
(Lamberto Schiatti)

La Scoperta dell’Irlanda di Bar in Bar

La Scoperta dell’Irlanda di Bar in Bar

«Come Bill Bryson, Pete McCarthy è un maestro nelle descrizioni… Ridete spesso e sonoramente.» (Wanderlust)

Autore/i: McCarthy Pete

Editore: Ugo Guanda Editore

seconda edizione, traduzione di Sonia Pendola, titolo originale: McCarthyʼs Bar, collana: Biblioteca della Fenice. I viaggi.

pp. 350, Parma

Oggi essere irlandesi è ovunque garanzia di benvenuto: in vostro onore si stappano bottiglie pregiate, si spogliano le figlie e si danza sui tavoli. La gente si mette in fila per mostrarvi l’edizione portoghese dei libri di Seamus Heaney o una videocassetta Betamax pirata rumena di Riverdance. Gli irlandesi sono considerati tipi giovanili, eloquenti, romantici, intonati, spirituali, buffi e festaioli di professione. E, come se non bastasse, al pari degli inglesi, che all’estero sono doppiamente benvenuti dopo che la gente ha capito che non sono tedeschi, gli irlandesi sono benvenuti per il fatto di non essere inglesi.

Qual è il segreto dell’Irlanda? Qual è l’origine della sua «impalpabile magia», la sua capacità di conquistarti anche se in quella terra non sei mai vissuto veramente?
Per Pete McCarthy potrebbe trattarsi di «memoria genetica». Nato in Inghilterra da madre irlandese, McCarthy torna nell’Irlanda dei bei ricordi d’infanzia e vagabonda dal Cork al Donegal, tra località ancora sorprendentemente intatte e grandi classici del turismo di massa, procedendo senza meta e senza scadenze e obbedendo a una sola regola, fondamentale e irrinunciabile: mai oltrepassare un bar che porta il vostro nome senza fermarvi a bere. Un viaggio fatto con calma, tra una birra e l’altra, e costellato di incontri ordinariamente straordinari: loquaci affittacamere, baristi curiosi, preti sposati, hippy inglesi emigrati, americani in gara per il giro dei dodici paesi in dieci giorni, italiani snob (e rigorosamente in coppia), pellegrini fanatici, autostoppisti, contadini, imprenditori d’assalto e musicisti più o meno tradizionali.
McCarthy scopre così un’Irlanda profondamente diversa da quella della sua infanzia: un paese contagiato dalla frenesia del boom economico, invaso dai turisti e dal pvc, ma pur sempre una terra dagli scenari magnifici, ricca di misteriosi reperti del passato e di incantevoli bar di provincia; un paese, soprattutto, in cui le persone hanno ancora il gusto e il tempo di scambiare quattro chiacchiere e la naturale capacità di farti sentire a casa.
Con uno sguardo insieme intimo e disincantato, McCarthy ci racconta tutto questo, e molto altro, in uno spassoso diario di viaggio scritto in pub fumosi, tra il profumo della stout e l’immancabile colonna sonora di un cd di Van Morrison: una scoppiettante testimonianza on the road che ci lascia con l’irresistibile desiderio di annullare ogni impegno e partire immediatamente anche noi, alla scoperta del segreto dell’Irlanda.

Pete McCarthy è nato a Warrington da madre irlandese e padre inglese. È autore di programmi radiofonici e televisivi. scoperta dell’Irlanda è il suo primo libro.

Il Curioso dei Numeri – Stranezze Matematiche, Controversie Scientifiche, Divagazioni Letterarie da 1 a 9

Il Curioso dei Numeri – Stranezze Matematiche, Controversie Scientifiche, Divagazioni Letterarie da 1 a 9

Alla scoperta della vita segreta dei numeri da 1 a 9

Autore/i: Hodges Andrew

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, traduzione di Tullio Cannillo, titolo originale: One to Nine.

pp. 298, illustrazioni b/n, Milano

Qual è il segreto del successo del Sudoku? Come mai milioni di persone che avrebbero i sudori freddi di fronte a un’equazione di secondo grado passano il loro tempo libero a manipolare cifre? Forse quel quadrato di 81 caselle non impensierisce troppo perché si tratta di riempirlo con i più semplici, più familiari, più naturali numeri che si conoscano: i numeri da 1 a 9. Sono i primi che abbiamo imparato e sembrano lontani anni luce dalle astruse complicazioni della matematica più astratta, o dalle incomprensibili teorie pluridimensionali della fisica contemporanea. Eppure, come ci dimostra il matematico e divulgatore Andrew Hodges, partendo da ciascuna di quelle nove, apparentemente ovvie, cifre, si può arrivare in un battibaleno non solo a discutere di Einstein, Gauss, quaternioni e sezioni auree, ma anche di Mozart, George Orwell e del senso della vita. Un capitolo per ogni numero, si dipana l’intricato gomitolo di tutta la scienza, la filosofia, l’attualità che dipendono dalle prime nove cifre della matematica. E si scopre una miriade di curiosità: lo sapevate che la figlia di Byron arrivò a un passo dall’invenzione del computer? o che tutta la musica occidentale si fonda su una specie di imbroglio matematico?
Con leggerezza calviniana, Hodges rende ognuna di queste nove cavalcate nel mondo dei numeri un’avventura mozzafiato, in cui, senza quasi rendercene conto, così come si mangia una ciliegia dopo l’altra, passiamo dall’astronomia alla letteratura, dalla meccanica quantistica alla moda, dalla termodinamica alla musica. Senza dimenticare i matematici babilonesi, i sapori dei quark, i numeri triangolari, la freccia del tempo, la Messa in Si minore di Bach, e una stravagante ricetta per colazione a base di potenze.

Andrew Hodges, ricercatore di fisica matematica, ha collaborato con Roger Penrose alla teoria dei twistori. È autore di una biografia di Alan Turing. Attualmente insegna al Wadham College di Oxford.

Dell’Arte di Respirare – Il Ritmo della Vita, la Coscienza di Sé

Dell’Arte di Respirare – Il Ritmo della Vita, la Coscienza di Sé

Titolo originale: Health and Breath Culture

Autore/i: Ottoman Ha’Nish

Editore: Demetra

unica edizione.

pp. 192, numerose tavole a colori, Colognola ai Colli (VR)

Il respiro è vita, e un buon respiro non può che corrispondere a una vita migliore! Non sempre tuttavia si presta la dovuta attenzione a questo atto, apparentemente tanto semplice. Eppure la consapevolezza del proprio respiro è un prezioso traguardo cui ciascuno deve tendere. Ce lo insegna in questo libro il dottor Ha’Nish, la cui cultura orientale è ricca di una sapienza antica. I dodici esercizi ritmici proposti, documentati in antichi bassorilievi egiziani, risultano tanto efficaci quanto semplici da eseguire.

Le Chiavi degli Angeli – La Divinazione del Futuro Attraverso i 72 Angeli Custodi

Le Chiavi degli Angeli – La Divinazione del Futuro Attraverso i 72 Angeli Custodi

Autore/i: Amerini Mario; Di Benedetto Gilberto

Editore: Edizioni Scientifiche Ma.Gi.

unica edizione, introduzione degli autori, originariamente in cofanetto abbiamo solo il libro, manca il cofanetto, i 4 dadi e 1 fascicolo 51 pagine.

pp. 112, illustrazione b/n, Roma

Strumento di conoscenza delle più antiche tradizioni della cabala ebraica e cristiana, il volume è dedicato agli angeli custodi, entità spirituali demiurgiche che assistono e aiutano l’umanità nel corso della sua evoluzione, con il compito di intermediari tra l’umano e il divino.
Un antichissimo metodo divinatorio, finalmente riportato alla luce e alla sua funzione illuminante e protettrice per chi lo utilizza, è costituito da 4 dadi sui quali sono rappresentate le emanazioni di Dio: gli angeli custodi, con i loro nomi e i loro attributi, frutto di un’accurata ricerca nei più famosi testi sacri della tradizione cabalistica ed esoterica.
Quattro dadi, 24 sigilli e 72 angeli custodi, attraverso i quali avviene la divinazione del futuro, esprimono i principi magici e matematici alla base di tutta la conoscenza esoterica e costituiscono uno straordinario strumento di contatto tra il mondo degli angeli e quello degli uomini.

Mario Ameresti, antropologo, studioso delle culture sciamaniche del Sud America e dell’Africa, esperto di esoterismo e della cibala ebraica.

Gilberto Di Benedetto, psicologo, appassionato di antropologia e studioso delle culture esoteriche; membro della Guild (Associazione degli ipnositerapeuti americani)