Libri dalla categoria Giudaismo
La Psicanalisi dei Chakra
Autore/i: Guido Paolo
Editore: Magnanelli Edizioni
premessa dell’autore, in copertina: Il Corpo Sottile, inchiostro su carta, Rajasthan, sec. XVII.
pp. 160, illustrazioni b/n, Torino
In queste pagine emerge un accostamento interessante e originale tra la teoria dello yoga e la psicanalisi. Vengono in particolare presi in esame quei centri di energia conosciuti con il termine di chakra, allo scopo di aggiungere alle loro proprietà classiche – di valenza prevalentemente simbolica – alcuni aspetti psicologici più vicini al nostro modo di sentire. Una breve panoramica della storia della psicanalisi consentirà infatti di estrarre quei concetti fondamentali che andranno a costituire le caratteristiche psichiche degli stessi chakra. Sotto il profilo pratico emergerà poi un modello, una mappa interiore, una vera e propria carta geografica del nostro spirito cui fare riferimento per operare con esercizi di respirazione e concentrazione nell’intento di favorire in noi il risveglio di potenzialità latenti e inespresse.
Paolo Guido è un insegnante di hatha-yoga, diplomato dal 1985 all’Accademia Yoga di Roma. Laureato in Matematica si è sempre dedicato alla ricerca dei punti di contatto tra le due culture, orientale e occidentale, convinto che da un connubio tra due metodi così apparentemente diversi possa scaturire una conoscenza più elevata. È autore del libro Da Buddha a Einstein, Edizioni Il Punto d’Incontro.
Fatti e Artefatti – Su C. G. Jung, sul Club Psicologico e su un Culto che non è Mai Esistito
Titolo originale: Cult Fictions. C. G. Jung and the Founding of Analytical Psychology
Autore/i: Shamdasani Sonu
Editore: Edizioni Scientifiche Ma.Gi.
traduzione di Paola Cascino, collana: Immagini dall’inconscio.
pp. 152, Roma
«Io non predico una nuova religione; per far ciò dovrei perlomeno richiamarmi, secondo l’uso tradizionale, a una rivelazione divina. Sono essenzialmente medico che ha a che fare con la malattia dell’uomo e del suo tempo».
«Io parlo semplicemente da filosofo. Sono stato a volte definito un capo religioso, ma non lo sono. Non ho un messaggio da portare, una missione da compiere; mi sforzo soltanto di capire. Noi tutti siamo filosofi nell’antico senso del termine, siamo amanti della saggezza. Questa basta a farci evitare la compagnia a volte discutibile di coloro che offrono una religione».
L’aspetto più insolito della percezione di Jung è il fatto che poche altre figure nella storia intellettuale del XX secolo sono state altrettanto fraintese. Le interpretazioni erronee o inesatte della sua opera si perpetuano e Jung viene continuamente reinventato in modo stereotipato.
Sonu Shamdasani affronta e analizza l’accusa rivolta a Jung di aver rivisitato in veste moderna gli antichi sistemi filosofici e religiosi e di aver inaugurato – con la fondazione del Club Psicologico – il proprio culto avviando così il processo di autodeificazione. Alla base delle accuse vi è un documento inedito del 1916, falsamente attribuito a Jung e indicato come il suo discorso inaugurale alla fondazione del Club Psicologico, istituzione che avrebbe quindi dovuto dedicarsi alla promozione del suo culto. Sonu Shamdasani, ripercorrendo le finalità e le ambizioni di Jung rispetto al proprio operato e le riformulazioni del suo pensiero a opera dei suoi allievi, dimostra l’infondatezza delle accuse. La minuziosa indagine dell’autore ricostruisce la storia della psicologia analitica e dimostra come queste affermazioni sono tra le più assurde mai sostenute sul conto di Jung e come esse tradiscono l’incapacità di capire la sua opera.
Sonu Shamdasani, Storico della psichiatria e della psicologia, ricercatore presso il Wellcome Institute for the History of Medicine di Londra, è autore e curatore di numerose pubblicazioni, tra cui il volume di C.G. Jung La psicologia del Kundalini-Yoga. Seminario tenuto nel 1932 (Routledge, 1996; Bollati Boringhieri, 2004), Le Dossier Freud: Enquête sur l’Histoire de la Psychanalyse (Le Seuil, 2006), Jung e la creazione della psicologia moderna (University of Cambridge, 2003; Edizioni Magi, 2007). L’edizione inglese del suo libro Fatti e artefatti. Su C.G. Jung, sul Club Psicologico e su un culto che non è mai esistito (Routledge, 1998; Edizioni Magi, 2004), ha vinto il premio Gradiva della World Association for the Advancement of Psychoanalysis come miglior saggio biografico e storico.
Non Estinguere lo Spirito – Carismi e Nuova Evangelizzazione
Titolo originale: Den Geist nicht auslöschen. Charismen und Neuevangelisierung
Autore/i: Cordes Paul Josef
Editore: Edizioni Paoline
premessa e introduzione dell’autore, traduzione dal tedesco di Luciano B. Tosti, in copertina: Lo Spirito Santo in forma di colomba. Miniatura da un Libro d’Ore (sec. XV), Milano, Biblioteca Trivulziana.
pp. 168, Cinisello Balsamo (Milano)
«Nuova evangelizzazione» è un’espressione che indica una meta per la Chiesa del terzo millennio. Eppure già oggi si può scoprire come il Signore abbia donato carismi a uomini e donne per proclamare con forza il vangelo di Gesù. I nuovi movimenti ecclesiali, che nessuno ha progettato e nessuno ha comandato, ma che promanano semplicemente dalla vitalità interiore della fede, danno sapore alla speranza della Chiesa.
Alla gerarchia compete fare spazio a questi carismi, dopo averli riconosciuti genuini: già il Vaticano II aveva invitato a «scoprire con senso di fede i carismi che sotto molteplici forme sono concessi ai laici» e ad «ammetterli con gioia e fomentarli con diligenza». Senonché non sembra facile adempiere quest’obbligo, dice il vescovo P.J. Cordes: la comunità ecclesiale fa una certa fatica a lasciar operare incontrastate le nuove energie.
Orbene, la storia ci dà una lezione sorprendente, mostrandoci quanto spesso l’iniziativa salvifica di Dio sia stata ostacolata – quando non impedita – dalla cecità umana, come appare dalla vita di alcuni grandi innovatori: Antonio, il padre del deserto; Atanasio, il teologo; Benedetto, il fondatore di monasteri; Francesco e Ignazio. Tutti costoro e molti altri sono per noi un esempio e un avvertimento a non estinguere lo Spirito quando si manifesta.
Paul Josef Cordes, nato a Kirchhundem (Germania) nel 1934 ed eletto vescovo nel 1975, è vicepresidente del Pontificio Consiglio per i Laici. Tra i suoi libri tradotti in italiano: Dentro il nostro mondo (1989); Inviati a servire. «Presbyterorum ordinis». Storia, esegesi, temi, sistematica (1990).
Sani col Training Autogeno
Titolo dell’opera originale: Gesund durch Autogenes Training
Autore/i: Eberlein Gisela
Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore
traduzione dal tedesco di Carlo Sallustro, Universale Economica 714.
pp. 104, illustrazioni b/n, Milano
Che cos’è il training autogeno? Va sotto questo nome un insieme di tecniche psicoterapeutiche fondate sull’autodistensione da concentrazione e capaci di influire positivamente sul sistema neurovegetativo e perciò di controllare e di ripristinare il buon funzionamento di organi su cui si scarichino le tensioni e i conflitti psichici. Queste tecniche furono elaborate fra il 1908 e 1912 da Johannes Heinrich Schultz, psichiatra tedesco.
La dottoressa Gisela Eberlein, una sua allieva che dal 1950 esercita con grande successo la psicoterapia basata sul training autogeno (ha avuto in cura ormai più di ventimila persone), espone in queste pagine con chiarezza i fondamenti e le applicazioni del metodo. Chi intende venir a capo di disturbi funzionali d’origine nervosa (cuore, circolazione, stomaco), di stati d’ansia, di distimie depressive, chi vuole ritrovare la calma, dormire meglio, godere di una migliore concentrazione e determinazione nell’affrontare i propri compiti quotidiani può trovare un aiuto prezioso nella pratica di questi esercizi. L’efficacia dei quali è pari alla capacità di concentrazione e autodominio: come dire che chi si sottopone al training autogeno è tenuto a prendere direttamente in carico se stesso, in un atteggiamento positivo che rende via via possibile guardare le cose con occhio diverso, acquisire un coraggio nuovo di vivere, senza per questo perder di vista le cose nella loro realtà.
Corpo, Affetto e Linguaggio
Titolo originale: Cuerpo, afecto y lenguage. Psicoanálisis y enfermedad somática
Autore/i: Chiozza Luis A.
Editore: Loescher Editore
seconda edizione, introduzione di Carlo Traversa, prologo ed epilogo dell’autore, traduzione italiana a cura del Gruppo di ricerca sugli aspetti psicologici della Medicina
pp. 264, Torino
Chiozza, prestigioso psicoanalista e cultore di medicina psicosomatica di fama internazionale, propone in questo libro un nuovo approccio al non risolto problema del rapporto corpo/mente. È, il suo, un tentativo promettente e pieno di fascino. Il campo scelto per l’indagine è quello indicato appunto dal sottotitolo: psicoanalisi e malattia somatica. Attraverso un’ardita speculazione su questo materiale (ricco fra l’altro di esemplificazioni cliniche e di situazioni, come pure di estratti di ricerche in campo), Chiozza ci offre una sua originale definizione di ciò che dovrebbe intendersi per corpo, una riscoperta del contributo freudiano alla teoria degli affetti e del desiderio; e infine, seguendo gli apporti più recenti della linguistica e della semiotica, fa assurgere il linguaggio a «luogo della significazione». Verrebbe così superata, per sciogliere il problema del rapporto «corpo/mente», la proposta epistemologica oggi prevalente di tipo interazionista, verso la concettualizzazione di una medicina «a quattro dimensioni».
Luis A. Chiozza, è medico psicoanalista, analista didatta dell’Associazione psicoanalitica argentina, Fellow dell’International College of Psychosomatic Medicine e titolare della Sociedad de Psicología Médica, Psicoanálisis y Medicina Psicosomática dell’Associazione medica argentina. È professore titolare dell’Istituto di psicoanalisi dell’Associazione psicoanalitica argentina, professore titolare di Psicofisiologia della Facoltà di Psicologia dell’Università del Salvador e professore titolare della Scuola del C.I.M.P. Tra le sue opere: Psicoanalisi dei disturbi epatici; Uno studio sull’uomo che soffre (in collaborazione); Idee per una concezione psicoanalitica del cancro (in collaborazione); L’interpretazione psicoanalitica della malattia somatica nella teoria e nella pratica clinica (in collaborazione).
Psicologia della Fede – La Conoscenza Religiosa alla Luce della Psicologia
Titolo originale: The Psychology of Religions Knowing
Autore/i: Watts Fraser; Williams Mark
Editore: Edizioni San Paolo
introduzione degli autori, traduzione dall’inglese di Furio Pesci.
pp. 224, Cinisello Balsamo (Milano)
La vita religiosa e il mondo della religione sono senza dubbio un mistero, e nella loro natura più vera non possono mai essere completamente chiariti e compresi. Forse proprio per questo gli psicologi si sono spesso limitati a studiare gli aspetti esteriori della religione, come la dichiarazione esplicita di credere in Dio e la frequentazione delle chiese.
La sfida degli autori di questo libro – con un approccio derivato dalla psicologia cognitiva, partendo dalla letteratura religiosa e dalle loro personali intuizioni – è invece quella di entrare nel cuore del fenomeno religioso, di scoprire ciò che permette di comprendere meglio cosa le persone religiose considerano essere le caratteristiche più profonde dell’esperienza e della visione religiosa del mondo.
Ne è derivato un volume adatto sia per un pubblico di psicologi sia di persone religiose, intenzionate ad approfondire le loro motivazioni e le loro credenze, non per svuotarle di significato, ma, al contrario, per percepirne più a fondo il senso e la portata.
Fraser Watts è lettore di teologia e di scienze naturali all’università di Cambridge, ed ex presidente della British Psychological Society.
Mark Williams è professore di psicologia clinica presso lo University College of North Wales.
Psicologia e Scienze dello Spirito – Contributi per una Fondazione Filosofica
Titolo originale: Beiträge zur philosophischen Begründung der Psychologie und der Geisteswissenschaften
Autore/i: Stein Edith
Editore: Città Nuova Editrice
presentazione di Angela Ales Bello, premessa dell’editore, introduzione dell’autrice, traduzione dal tedesco di Anna Maria Pezzella.
pp. 344, Roma
I Contributi per una fondazione filosofica della psicologia e delle scienze dello spirito (1922), qui pubblicati per la prima volta in traduzione italiana, costituiscono una sorta di termine intermedio nella trilogia formata, insieme a questo t-esto, dalla dissertazione di laurea dell’Autrice, Il problema dell’empatia (1917), e da Una ricerca sullo Stato (1925).
Con una originalissima applicazione della fenomenologia alla psicologia, scienza relativamente giovane ma già imperante in quegli anni, la Stein intende ribadire la piena legittimità del proprio metodo filosofico, prima ancora dei risultati che esso può contribuire a mettere in luce.
Dalla psicologia il suo sguardo indagatore si amplia alle scienze dello spirito, passando da un’analisi riferita al singolo individuo ai legami intersoggettivi che trovano la loro espressione più naturale nella comunità. Se dunque, nella prima parte, è la psicologia a costituire il leitmotiv dell’indagine della Stein, nella seconda parte il terreno di confronto diventa la sociologia.
Psicologia e scienze dello spirito sono accostate in una lettura a prima vista ardita, ma che la Stein ci dimostra logica e pienamente giustificata, per la quale la vita della psiche sia essa individuale oppure comunitaria risulta dall’azione combinata della forza psichica e di quella spirituale. In questo modo, l’Autrice ci conduce per mano a scoprire le profonde complessità dell’animo umano.
La Struttura della Persona Umana
Titolo originale: Der Aufbau der menschlichen Person
Autore/i: Stein Edith
Editore: Città Nuova Editrice
presentazione di Angela Ales Bello, premessa di Sr. M. Amata Neyer OCD, P. Ulrich Dobhan OCD, introduzione dell’editore, Dr. L. Gelber, traduzione dal tedesco di Michele D’Ambra.
pp. 232, Roma
Nel semestre invernale 1932-1933 Edith Stein tenne presso l’Istituto di Pedagogia scientifica di Münster un corso intitolato “La struttura della persona umana”, che doveva servire come sfondo teoretico per l’elaborazione di una filosofia dell’educazione. La riflessione filosofica sull’educazione conduce infatti alla domanda cruciale: che cos’è l’essere umano in quanto soggetto e oggetto dell’educazione? Per rispondere ad essa, è necessario il ricorso a un’antropologia filosofica: quella proposta dall’autrice nelle Lezioni – raccolte in questo testo e qui pubblicate per la prima volta in edizione italiana – è estremamente originale, risentendo della doppia matrice della sua formazione filosofica, rappresentata dalle analisi fenomenologiche fino ad allora condotte e dagli studi di filosofia medievale da poco intrapresi.
Sviluppando con sistematicità e coerenza il suo pensiero circa la consistenza dell’essere umano e la sua natura, Edith Stein prende in esame anche i problemi relativi alla sua dimensione sociale: senza negare il valore del popolo e dello Stato come momenti di socialità, ella li trascende, sottolineando in particolar modo la dimensione religiosa dell’essere umano e la sua relazione con Dio.
La struttura della persona umana, confermando la capacità di Edith Stein di connettere gli argomenti con un filo teoretico unitario, senza dispersioni o sovrapposizioni, contribuisce a ricostruirne la complessa personalità filosofica e la ricchezza di pensiero.
Il Silenzio della Sirene – Figurazioni della Psiche Femminile
Autore/i: Stocchi Iolanda
Editore: La Biblioteca di Vivarium
introduzione dell’autrice, in copertina: Sirena bicaudata scolpita in un capitello del Battistero di Pisa, fotografia di Jacopo Scarzella.
pp. 224, numerose illustrazioni b/n, Milano
“Comprendere in quale costellazione storica e psichica emerge il tema della Sirena ci può aiutare a rivedere idee e pregiudizi circa il significato che può assumere questo simbolo.
La Sirena è vittima di una diffamazione non solo mitologica ma anche psicologica, essendo considerata l’emblema della seduzione, una tentazione alla quale resistere, l’Anima divorante, l’Ombra del femminile.
Perché? Da cosa ci difendiamo denigrandola? Che fine fa un femminile se viene osservato con uno sguardo che ne sa cogliere solo l’ombra? Vola via come nei miti. E ne seguono disgrazie. Per tutti.
L’attenzione di questa ricerca che si colloca tra psicologia, mitologia e arte è volta a comprendere qual è la domanda che pone la Sirena, quando la incontriamo nei capitelli delle chiese o nelle immagini dei pazienti: si tratta di coglierne la materia psichica. Esiste una similarità, per quanto riguarda il significato della Sirena, tra l’uomo odierno per come si esprime in un processo di cura con le immagini e l’umano come emerge nel-
l’arte romanica.
Questo lavoro cerca inoltre di capire quali sono le domande che noi dobbiamo fare alla Sirena, quando la incontriamo. (…)
Con gli interrogativi giusti la psiche si rivela, con le soluzioni intelligenti si volatilizza, fugge via. Esistono risposte che attraversano le domande e le rispettano?
Perché sei qui? Di cosa canti?
Ho cercato di rispettare l’anima, l’autonomia del mondo psichico che porta l’apparizione della Sirena. Ho aspettato che uscisse dalla pietra, dalla sabbia, con la sua carne e il suo sangue. Ho atteso di raccogliere il suo canto perché non si trasformasse in grido.
Le Sirene cantano, Melusina grida. E se le Sirene stessero in silenzio? In un racconto Kafka afferma che la cosa più terribile da sopportare è proprio il silenzio della Sirena. (…)
Come in una Immaginazione Attiva ho circuambulato la Sirena e cercato di rispettarne la natura spiraliforme e labirintica, la sua essenza oracolare. Ho scoperto in quanto vivevo.
Ne è nato un percorso che ha la forma del Gioco dell’Oca, un antichissimo gioco rituale. Ognuno può fare il suo percorso, a seconda del lancio dei dadi. Ogni casella rende possibile la successiva. Ma non ci si illuda di avere conquistato la meta.
La Sirena non è volata via come la Sfinge, ma ha resistito. E io con lei” (dall’Introduzione dell’autrice).
Iolanda Stocchi, nata a Venezia nel 1961, è laureata in Filosofia e in Psicologia.
Vive a Milano dove lavora come psicoterapeuta.
Guida Pratica al Metodo Feldenkrais – Semplici e Armoniosi Esercizi per Risvegliare il Corpo e Recuperarne in Pieno Movimento, Potenza, SpontaneitÃ
Titolo originale: Mindful Spontaneity
Autore/i: Alon Ruthy
Editore: Red Edizioni
traduzione di Carla Sborgi.
pp. 224, illustrazioni b/n, Como
Il metodo Feldenkrais si basa su una serie di semplici esercizi che coinvolgono ogni parte del corpo; sulle sensazioni che questi stessi esercizi producono in chi li esegue; sullo sviluppo di nuovi modi di muoversi, atteggiarsi, percepire se stessi. Più che una ginnastica dolce, è un vero e proprio metodo per risvegliare l’intelligenza del corpo e la sua naturale spontaneità.
Ruthy Alon, allieva diretta di Moshe Feldenkrais, propone in questo libro l’esecuzione di movimenti fluidi, armonici, non faticosi, piacevoli. Ci guida all’ascolto delle ‘risposte’ che il corpo dà a questi stimoli. Ci aiuta a liberarci della ‘corazza’ che imprigiona il nostro corpo e ad abbattere quella barriera psicologica che impedisce il dispiegarsi del nostro più completo potenziale fisico e spirituale.
Il metodo Feldenkrais migliora la coordinazione e l’esecuzione dei movimenti, aumenta la flessibilità e riduce i disturbi funzionali, corregge le posture sbagliate e dannose, elimina rigidità e dolori.
Ruthy Alon, nata a Gerusalemme, è stata per molti anni allieva di Moshe Feldenkrais, acquisendo così per diretta esperienza le basi del metodo.
Ha poi contribuito alla nascita e alla diffusione dei centri Feldenkrais in Europa, negli USA, in Australia e in Israele, dedicandosi anche, un po’ ovunque, alla formazione degli insegnanti.
In questa stessa collana è uscito anche un suo secondo libro: Vincere il mal di schiena con il metodo Feldenkrais.
L’Uomo che Credeva di Essere un Dinosauro – E Altre Storie da una Clinica Psichiatrica
Titolo originale: The Dinosaur Men
Autore/i: Baur Susan
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione, introduzione dell’autrice, traduzione di Giuseppina Malinverni, in sovraccoperta: illustrazione di Mark English.
pp. 222, illustrazione b/n, Milano
«Non dite parolacce, lavatevi e tenete i pantaloni abbottonati», sono queste le regole che Susan Baur dovrebbe far rispettare ai suoi pazienti schizofrenici.
Ma, appena arrivata alla clinica per malattie mentali, la dottoressa è incantata dai mondi immaginari in cui vivono i suoi ricoverati.
«Non dite parolacce, lavatevi e tenete i pantaloni abbottonati», sono queste le regole che Susan Baur dovrebbe far rispettare ai suoi pazienti schizofrenici.
Ma, appena arrivata alla clinica per malattie mentali, la dottoressa subisce tutto il fascino e l’incantamento dei mondi immaginari in cui abitano i ricoverati.
C’è l’«uomo dinosauro» che la scambia per la sua «figlia-dinosauro»; c’è quello che è figlio di un topo e di una regina; c’è l’uomo «col cervello a pressione» che le fa dono della «santa luce verde».
E tutti ricordano con rimpianto il «dottor Sweetheart» che entrava a volo nei reparti, avvolto nel mantello di Superman.
Susan Baur, che ha tratto questi personaggi dalla sua esperienza clinica in varie istituzioni americane, racconta le loro storie con grande gusto narrativo e con un occhio attento per quel filo di poesia e di dolore che lega le vicende degli schizofrenici alla esistenza quotidiana di tutti noi.
Susan Baur, psicologa clinica, ha pubblicato il best seller Hypocondria: Woeful Imaginings.
Le Bestie del Diavolo – Gli Animali e la Stregoneria tra Fonti Storiche e Folklore
Autore/i: Centini Massimo
Editore: Rusconi
prima edizione, prefazione di Daniele Ormezzano, saggio introduttivo di Luciano Parinetto.
pp. 224, Milano
Animali amici: ma non tutti e non sempre. Prendiamo il serpente, il grande tentatore nella tradizione giudaico cristiana e, già in civiltà antichissime, il rapitore dell’immortalità dell’uomo. Di questa visione di animali come luogo del male racconta M. Centini, che non trascura anche l’aspetto psicanalitico per indagare sul lato oscuro del rapporto uomo/animale. L’aquila, per alcuni popoli siberiani, è la depositaria di una conoscenza appresa dalla divinità; ciò ne fa un intermediario tra dio e l’uomo e per questo si ritiene che gli sciamani un tempo fossero aquile. Lo stesso serpente in certe culture fu associato in termini positivi alla fertilità. Se è vero allora che al male per eccellenza, a Satana, si sono date connotazioni animali – le corna, la coda, l’irsutismo, le zampe – nello sforzo di fermare in un’identità precisa qualcosa di potente e di inafferrabile, è vero anche che per gli animali c’è ammirazione, e il senso di meraviglia che si ha verso il magico. Il rapporto è ambivalente, dunque, e il libro induce a ripensare alle debolezze insite nel nostro antropocentrismo, alle incertezze che coltiviamo sulla nostra posizione nell’universo.
Massimo Centini, Laureato in Antropologia, lavora presso il Centro Studi Tradizioni Popolari dell’Associazione Piemontese. Si occupa in particolare degli aspetti legati al rito e alla religiosità, svolgendo indagini in Italia e all’estero e studiando le fonti meno note sulle tradizioni popolari.Tra le sue pubblicazioni: L’Uomo Selvatico, Milano 1989; Processo al diavolo, Esorcismo, satanismo e superstizioni nelle Alpi del XVII secolo, Torino 1993; Le schiave di Diana, Stregoneria e sciamanesimo tra superstizione e demonizzazione, Genova 1994; Le vie della fede e dell’eresia sulle Alpi, Ivrea 1994; Stregoneria, Milano 1995; L’Anticristo, Casale Monferrato 1996; Sulle tracce del Piccolo Popolo, Milano 1996.
Dentro il Mistero – Indagine sull’Esoterismo Cristiano
Autore/i: Gentili Antonio
Editore: Editrice Àncora
presentazione di Sergio Bernardi.
pp. 116, Milano
Esiste un esoterismo cristiano?
Quali ne sono le fonti più antiche e più attendibili?
Se ne conserva traccia nell’attuale disciplina ecclesiastica?
Perché nelle formule del Credo, che pure si recitano durante la messa, non si fa riferimento all’eucaristia?
Che valore ha il cosiddetto “cristianesimo esoterico”, inteso come una speciale forma, parallela e segreta, di cristianesimo a cui tanto spesso allude una “cultura” dei nostri giorni?
E in che rapporto si pone l’esoterismo cristiano con quello comunemente inteso e oggi più che mai in voga?
A queste domande rispondono le pagine agili e documentate della presente ricerca, che si pone come indispensabile strumento di approccio per tanti che cercano di vivere la propria fede in modo più interiore e più prezioso.
Padre Antonio Gentili, nato a Carrara nel 1937, appartiene alla Congregazione dei padri Barnabiti.
Ha diretto per molti anni la Casa per ritiri spirituali a Eupilio, in provincia di Como, e successivamente lo Studentato teologico romano dei Barnabiti.
Attualmente risiede presso il Centro Studi dei padri Barnabiti a San Carlo ai Catinari in Roma. È membro del consiglio generale della sua congregazione e dirige, presso l’Editrice Àncora, la collana “Riscoprire il centro”. Ricordiamo tra le sue numerose opere: E Dio disse, Dio nel silenzio, Se non diventerete come donne, Lo Spirito prega in noi, apparse fra le nostre edizioni.
Storie Fantastiche di Angeli, Demoni e Dèi
Autore/i: Autori vari
Editore: Edizioni Piemme
prima edizione, introduzione e cura di Chiara Santomiero, in copertina: Il demone Malacoda mentre tortura i barattieri, scena tratta dal Canto XXII dell’Inferno di Dante. Xilografia colorata a mano da un’illustrazione di Gustave Doré.
pp. 286, Casale Monferrato (AL)
Angeli, demoni e dèi.
Luoghi misteriosi, simboli magici e poteri taumaturgici.
Santi, profeti e maestri dello spirito.
Dalle tradizioni religiose e sapienziali di tutto il mondo fiabe, parabole e leggende della storia dell’umanità.
Dèi, angeli e demoni sono figure attraverso le quali, nella storia dell’umanità, hanno preso forma forze e poteri sovracristiani. Ogni religione ha usato convenzioni e simboli per tentare di spiegare l’inspiegabile.
Il popolo dei devoti di ogni fede ha sempre desiderato cogliere almeno un frammento dei misteri legati ai propri culti e alle proprie divinità. E il tentativo di schiudere almeno in parte lo scrigno di verità custodito dalle religioni ha fatto nascere quell’arte di raccontare storie, che di generazione in generazione ha tramandato miti, storie e leggende.
Come su uno spartito musicale sono incastonate in questa raccolta le note più preziose e intense dell’immaginario spirituale di popoli e culture. Le storie appartengono al territorio delle grandi religioni – induismo, buddismo, ebraismo, cristianesimo e islam – ma non si è tralasciata una fugace incursione nelle fedi animiste.
In ogni storia si rappresenta l’eterna lotta fra il Bene e il Male. Demoni, draghi e creature delle tenebre sono sempre in agguato, ma altrettanto risoluti a fronteggiare l’eterna offensiva ecco nobili cavalieri, coraggiose eroine, maghi sapienti, santi, eremiti ed esseri illuminati.
Un repertorio di figure e di vicende indimenticabili, un viaggio affascinante dove unica incontrastata protagonista è la fiducia nell’intervento di un Dio attento agli umili, ai diseredati, ai folli, ai visionari, a coloro che sanno di non poter bastare a se stessi, perché hanno sogni troppo grandi, e dunque sempre pronti a guardare il cielo in attesa di un intervento del Soprannaturale.
Chiara Santomiero, termolese di nascita, vive e lavora a Roma. Ha studiato Comunicazione Sociale alla Pontificia Università Gregoriana e collabora con varie testate giornalistiche: «Sir», «Jesus», «L’Osservatore Romano», «Sovvenire», «Italia Caritas». Ha firmato anche servizi per il programma televisivo A Sua immagine di Rai 1.
Appassionata di letteratura ebraica, si interessa da tempo ai temi del confronto culturale e del dialogo interreligioso.
Il 28 giugno 2003, la giuria del premio giornalistico «Alberto Minnucci», presieduta da Sergio Zavoli, le ha attribuito una Targa di merito per l’articolo Il paese si rialzerà del 6 novembre 2002 e per l’insieme di corrispondenze che la giornalista ha scritto per l’«Agenzia Sir» durante i tragici giorni del dopo-terremoto in Molise.
Per Piemme Scuola ha realizzato il sussidio Fede e scienza – Un percorso storico con 16 schede monografiche (2004).
La Strega – L’Epica della Donna come Ribelle
Titolo originale: La Sorcière
Autore/i: Michelet Jules
Editore: Rizzoli
prima edizione, introduzione di Franco Fortini, traduzione e note di Paola Cusumano e Massimo Parizzi, in copertina: A. Dürer, Le quattro streghe, incisione (part.).
pp. 352, Milano
Gli storici hanno sempre maltrattato il Michelet di questo capolavoro; sempre i critici letterari lo hanno invece esaltato. Quelli dicono che la sua Strega, la donna della rivolta e del culto notturno, è tutt’altro più una generosa invenzione, un simbolo della repressione erotica ottocentesca; questi sono ben lieti di concederlo perché leggono nelle medesime pagine uno straordinario romanzo, atto di nascita dell’etnografia moderna. La questione sorpassa il libro. Diventa un tema del presente. È lecito separare dalla sua interpretazione simbolica l’intento storico di un’opera, il suo essere-questo-e-quest’altro? E quindi rilevare sue eventuali inadempienze nei confronti delle certezze scientifiche ossia verificabili? Che cosa vuol dire leggere «La strega» come un’opera di letteratura? Quale è il prezzo di una simile riduzione o promozione?
(Franco Fortini)
Jules Michelet (1798-1874), successore di Guizot sulla cattedra di storia moderna della Sorbona, fu convinto sostenitore delle idee liberali nate dalla rivoluzione di luglio, tanto da essere privato della cattedra alla fine della II Repubblica. Oltre che storico («Storia di Francia», 1833-67; «Storia della Rivoluzione francese», 1847-53) fu anche autore di opere di vasta risonanza («La famiglia», 1845; «Il popolo», 1846; «Lo studente», 1848) concepite come «corsi di educazione nazionale» per quel popolo che egli riteneva protagonista di ogni evoluzione storica.
Donna Contro Donna – Rivalità , Invidia e Cattiveria nel Mondo Femminile
Titolo originale: Woman’s Inhumanity to Woman
Autore/i: Chesler Phyllis
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione, prefazione di Anselma Dell’Olio, introduzione dell’autrice, traduzione di Anna Maria Sioli.
pp. XXXIII-358, Milano
«Uno strano silenzio circonda la disumanità della donna verso le proprie simili» scrive Phyllis Chesler nell’Introduzione. «Le femministe hanno perlopiù taciuto; io stessa ho taciuto: semplicemente perché è troppo doloroso ricordare i tradimenti subiti per mano femminile, oppure perché è troppo difficile analizzare le modalità con cui le donne, me compresa, collaborano a distruggere altre rappresentanti del loro genere.»
Spesso le donne sono spietate protagoniste di una violenza declinata al femminile fatta di rancori e rabbie ancestrali, ostracismi e feroci pettegolezzi, invidie e rivalità, amicizie spezzate o mai nate che, nonostante le lotte e le conquiste del femminismo, non solo ha consentito alla cultura maschilista dominante di rimanere radicata nella società, ma di fatto ha anche contribuito ad alimentarla e legittimarla.
In questo libro Phyllis Chesler dà voce a un fenomeno solitamente negato dalle stesse donne le quali, oppresse dal sistema patriarcale, hanno bisogno di credere nella presunta bontà e gentilezza delle proprie simili per non sentirsi sole in un mondo ostile.
L’indagine si snoda fra le più recenti conquiste della ricerca scientifica dalla psicoanalisi alla psicologia dello sviluppo, dalla primatologia all’antropologia per poi passare in rassegna i miti e le fiabe, i romanzi e le biografie, nonché la storia del movimento delle donne e le conclusioni tratte dalle centinaia di interviste effettuate dall’autrice nel corso di oltre vent’anni. È una lettura coinvolgente, non di rado amara, che aiuterà le donne a conoscersi, stimarsi e amarsi reciprocamente, rischiarando la faccia oscura, più arcaica, dell’universo femminile.
«Vorrei far capire alle donne che, nonostante i vincoli d’amore e di fiducia che ci legano, collettivamente siamo poco umane, talvolta persino crudeli e sadiche le une con le altre e che questa crudeltà è potente, dolorosa, paralizzante. Dare un nome a tutto ciò, riconoscerlo, significa compiere il primo passo verso il cambiamento.»
«Esistono libri facoltativi e libri necessari. Questo di Phyllis Chesler è un libro necessario. Per chi ha a cuore il rapporto fra le donne e con le donne, la sua radiografia del lato oscuro dell’anima femminile è addirittura indispensabile.» (Anselma Dell’Olio)
«Il libro di Phyllis Chesler ci insegna ad amare noi stesse e le altre donne.» (Erica Jong)
Phyllis Chesler, esponente di punta del movimento per i diritti delle donne, è una delle fondatrici della Association for Women in Psychology e del National Women’s Health Network. Dopo aver insegnato psicologia e Women’s Studies al College of Staten Island, attualmente è ricercatrice presso l’International Institute for Research on Jewish Women. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste scientifiche ed è autrice di best seller, tra cui Le donne e la pazzia (Einaudi 1977).
Finché il Caffè è Caldo – Un Tavolino, un Caffè, una Scelta. Basta Solo questo per Essere Felici
Titolo originale: Coffee Ga Samenai Uchini
Autore/i: Toshikazu Kawaguchi
Editore: Garzanti Editore
traduzione dall’inglese di Claudia Marseguerra.
pp. 192, Milano
ECCO LE 5 REGOLE DA SEGUIRE:
- Sei in una caffetteria speciale. C’è un unico tavolino e aspetta solo te.
- Siediti e attendi che il caffè ti venga servito.
- Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita.
- Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi.
- Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi
In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.
Finché il caffè è caldo è diventato un caso editoriale in Giappone, dove ha venduto oltre un milione di copie. Poi ha conquistato tutto il mondo e le classifiche europee a pochi giorni dall’uscita. Un romanzo pieno di fascino e mistero sulle occasioni perdute e sull’importanza di quelle ancora da vivere.
Toshikazu Kawaguchi è nato a Osaka, in Giappone, nel 1971, dove lavora come sceneggiatore e regista. Con Finché il caffè è caldo, suo romanzo d’esordio, ha vinto il Suginami Drama Festival e conquistato la vetta delle classifiche del mondo intero, Italia compresa. Con Garzanti ha pubblicato anche Basta un caffè per essere felici (2021), Il primo caffè della giornata (2022), Ci vediamo per un caffè (2023), Quando il caffè è pronto (2024).
Il Mondo Intero Proprio – Pensieri e Battute
Autore/i: Troisi Massimo
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
seconda edizione, introduzione e cura di Marco Giusti, in sovraccoperta: Massimo Troisi, foto Giordano Morganti; nel tassello, foto Photonica.
pp. 212, Milano
Ricomincio da tre, il primo film di Troisi, fu una rivelazione. Arrivò proprio all’inizio di quel decennio (era l’81) craxiano e reaganiano che ci avrebbe dato, oltre a tanta volgarità, anche il calore della sua timida grazia, dei suoi meravigliosi balbettamenti, della sua poetica comicità posteduardiana.
Massimo aveva ventotto anni e occhi languidi, ma acuti per guardare. Come Verdone a Roma e il più astratto Benigni a Firenze, a Napoli fu Troisi l’analista affettuoso e spietato della sua generazione, il narratore e l’interprete più sensibile dello spirito del tempo. Oggi, in questo libro, non solo ritroviamo la sua lucidità, ma rimaniamo anche incantati dalla costruzione letteraria dei suoi discorsi. E risentiamo nel cuore quel calore, presi dalla contraddittoria sensazione di volere a un tempo ridere e commuoverci. Un piccolo miracolo prodotto dalla lettura di frasi, dichiarazioni, risposte che sarebbero andate perse senza il lavoro di Marco Giusti, infaticabile filologo dell’etere contemporaneo.
Così, rileggendo i discorsi e i pensieri di Troisi sull’amore, sulla famiglia, sull’amicizia, su Napoli, su Maradona, su Benigni, sul cabaret, sul teatro o sul cinema in quella personalissima lingua che mischia napoletano, sangiorgioacremanese e italiano, scopriamo che hanno tempi comici perfetti anche sulla carta.
Trascritto senza omissioni, inseguendone i respiri, le pause, le ripetizioni, i cambi di registro dal dialetto all’italiano, questo «Troisi scrive Troisi» diventa quasi un conte philosophique, un saggio sul senso della vita. Fortuna poi ha voluto che, quasi alla fine della ricerca, il curatore si imbattesse in un piccolo ma esilarante inedito: la biografia di un tale Franz Hideman, scritta di pugno da Troisi come embrione di un libro di vite immaginarie.
La videocassetta che accompagna questo volume raccoglie il meglio del repertorio televisivo troisiano: apparizioni folgoranti, nelle quali si dimostrò anche innovatore geniale e sperimentale.
Massimo Troisi, nato nel 1953 a San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli, è stato uno dei più grandi attori e registi italiani degli ultimi anni. È scomparso nel 1994.
L’Infinito in Fondo al Cuore – Dialoghi su Dio e sulla Fede
«Nessuno può Comprendere la Religione: È Per Questo Che Bisogna Credere. Credere non è Sapere, non è Comprendere: È Aderire Senza Conoscere.»
Autore/i: Guitton Jean; Pini Francesca
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Francesca Pini, titolo originale: Une recherche de Dieu.
pp. 270, Milano
«Per alcuni anni abbiamo affrontato gli interrogativi più importanti, quelli che tutti gli uomini si pongono alla fine di questo secondo millennio. E abbiamo deciso di essere sinceri fino in fondo.»
Tra Jean Guitton e Francesca Pini si è creata una grande familiarità, che ha permesso loro di instaurare un dialogo libero da ogni formalismo. Le domande della giornalista italiana sul mistero dell’esistenza umana sono quelle che prima o poi ognuno di noi affronta. La fede non pregiudica la libertà? Ciascuna religione non contiene una sua verità? Si può conciliare fede e scienza? Perché l’eternità? Davvero tanti aspetti della vita di oggi – dalla sessualità al marxismo, dal sacerdozio della donna all’eutanasia, dal matrimonio dei preti all’aborto – sono condannati senza appello dal pensiero cattolico?
Per dare risposta a queste domande, il novantaseienne Guitton le inquadra nella prospettiva di un secolo da lui vissuto come cristiano e come laico (il primo laico a prendere la parola in un concilio, il Vaticano II): un cristiano che non transige né sui dogmi né sulla fede ma che, grazie alla propria ricchezza spirituale e intellettuale, rifugge da qualsiasi forma di fondamentalismo.
Oltre ai problemi cardine della religione, viene riservata grande attenzione alle questioni della società civile, al ruolo attuale della Chiesa cattolica, al problema dell’infallibilità del papa, alla lotta contro l’integralismo musulmano. Ma lo spirito del libro rivela anche i tratti dell’eclettica personalità dell’autore: curiosità (persino per il mondo del paranormale), grande ironia (l’incontro con Picasso, la storia di un suo omonimo che scriveva commedie erotiche), libertà di pensiero e anticonformismo (due sue opere rischiarono di essere messe all’indice e furono salvate dall’intervento di Giovanni XXIII e del futuro Paolo VI). Un grande esempio, il suo, di umana comprensione, tale da offrire al mondo di oggi, intriso di tutte le inquietudini di un’età di passaggio, un messaggio di speranza nel quotidiano miracolo della vita.
Jean Guitton (1901), allievo e assistente di Henri Bergson, ha insegnato storia e filosofia a Digione e, dal 1955, alla Sorbona. Dal 1961 è membro dell’Académie Française e dal 1987 dell’Académie des Sciences morales et politiques. Ha conosciuto personalmente quattro papi, in particolare Giovanni XXIII che lo chiamò a partecipare ai lavori del Concilio Vaticano II e Paolo VI, di cui è stato consigliere e amico. È autore di oltre una settantina di libri, molti dei quali tradotti in Italia: Il problema di Gesù (1964), Una madre nella sua valle (1981), Paolo VI segreto (1985), L’assurdo e il mistero (1986), Dialoghi con Paolo VI (1986), Il mio secolo, la mia vita (1990), Dio e la scienza (1992), Che cosa credo (1993), Il genio di Teresa di Lisieux (1995) e, in edizione Mondadori, Lettere aperte (1995) e Ogni giorno che Dio manda in terra (1997).
Francesca Pini, giornalista del «Corriere della Sera» e di «Sette», sceneggiatrice e autrice di documentari per la televisione francese, oltre a Jean Guitton, ha intervistato altre grandi personalità del nostro tempo: tra gli altri, Sacharov, l’imperatrice del Giappone Michiko, il Dalai Lama.
Il Codice della Vita – Genoma: la Storia e il Futuro di una Grande Scoperta
Titolo originale: Cracking the Genome
Autore/i: Davies Kevin
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione, ringraziamenti e introduzione dell’autore, traduzione di Marcella Bongiovanni.
pp. VIII-388, Milano
Nella storia dell’umanità alcune scoperte hanno portato alla luce mondi sconosciuti e permesso alla scienza di compiere passi da gigante. È il caso della straordinaria vicenda narrata in queste pagine: la rivelazione della mappa genetica dell’uomo, che ha consentito di leggere nuovi capitoli del libro della vita e ha aperto alla ricerca scientifica strade imprevedibili. La corsa affascinante e controversa al «Graal» del nuovo millennio è iniziata nel 1953, quando James Watson e Francis Crick scoprirono la struttura a doppia elica del DNA. I due scienziati (premiati nel 1962 con il Nobel per la medicina) non riuscirono però a decifrare il messaggio presente nei due filamenti elicoidali: il codice era ancora tutto da svelare. Negli anni seguenti, gli studi di genetica fecero enormi progressi, finché, nel 1990, fu lanciato il Progetto Genoma Umano, allo scopo di leggere i tre miliardi di lettere presenti nel DNA. Alla guida di questa titanica impresa si avvicendarono diverse figure carismatiche, dallo stesso Watson a un brillante genetista, Francis Collins, a J. Craig Venter, veterano del Vietnam e ricercatore poco ortodosso, il quale ben presto abbandonò la direzione del progetto pubblico e si mise in proprio per non dover sottostare alla burocrazia statale. Venter fondò la Celera Genomics e, grazie a un supercomputer da ottanta milioni di dollari, la strada parve spianata. I laboratori affiliati al Progetto Genoma cercarono di tenere il passo, nell’intento di evitare quella che sembrava la minaccia più evidente: la richiesta di brevettare i geni avanzata a più riprese da Venter e da altre aziende private. Il resto ormai è leggenda. Ma cosa accadrà ora che si sono aperte nuove frontiere nell’ambito della ricerca? E la domanda che ciascuno di noi si pone. Prima di tutto la medicina non sarà più la stessa: nei prossimi anni non si cureranno più i sintomi delle malattie ma si individueranno i geni difettosi e si interverrà sostituendoli. In secondo luogo, la creazione «a tavolino» di un essere umano non sarà più un argomento da romanzo fantascientifico, ma si affaccerà alla realtà. Naturalmente queste ipotesi nascondono aspetti inquietanti. Chi, per esempio, potrà garantire che la medicina non si accanisca contro gli individui geneticamente predisposti alle malattie, favorendone la discriminazione? Questo libro è il resoconto avvincente della strada percorsa per decifrare il codice che nasconde le risposte sull’origine della vita, evoluzione e il futuro della scienza e dell’umanità.
Kevin Davies, ottenuto il dottorato in genetica alla University of London, ha proseguito gli studi al MIT e alla Harvard Medical School, prima di entrare a far parte della redazione di «Nature». È stato tra i fondatori di «Nature Genetics» ed è autore, con Michael White, di Breakthrough: The Race for the Breast Cancer Gene (1996). Al momento è direttore editoriale di Cell Press, Cambridge (Massachusetts).





