Libreria Editrice OssidianeLibreria Editrice Ossidiane

  • L’Erba delle Donne: Maghe, Streghe, Guaritrici – La Riscoperta di un’Altra Medicina - 2 Dicembre 2018
  • Libri dalla categoria Aldilà

    L’Oriente e l’Europa nell’Antichità – Storia delle Religioni

    L’Oriente e l’Europa nell’Antichità – Storia delle Religioni

    2 Volumi – tomo primo • tomo secondo

    Autore/i: Puech Henry-Charles

    Editore: Editori Laterza

    collaboratori Raymond Bloch, A. Brelich, P. Derchain, J. Duchense-Guillemin, P. Hadot, R. Jestin, M. Lambert, Jean Leclant, F. Le Roux, J. Nougayrol, R. Turcan, F. Vian, M. Vieyra, J. de Vries, F. Vyncke, traduzione di Maria Novella Pierini.

    vol. 1 pp. 504, vol. 2 pp. 505-962, illustrazioni b/n, Bari

    Con questo volume inizia la pubblicazione in Italia della grande Storia delle religioni diretta da Henri-Charles Puech che in Francia è stata presentata nella «Encyclopédie de la Pléiade». In sei volumi e otto tomi della «Collezione storica» essa offrirà un panorama storico completo del fenomeno religioso dall’antichità ai giorni nostri. Tra i caratteri dell’opera vanno sottolineati il criterio rigorosamente storico della trattazione, al di fuori di ogni pregiudiziale religiosa; la solidità scientifica e l’aggiornamento dell’informazione, che la qualità dei collaboratori ha reso possibile; la facilità di lettura; un ricco corredo di indici (dei nomi, delle divinità, dei luoghi, dei testi sacri citati, delle tavole) che permette un’agevole consultazione dell’opera.
    Il primo volume comprende nel primo tomo, oltre ai Prolegomeni all’opera, la ricostruzione storica dell’esperienza religiosa degli Egiziani, Meroiti, Sumeri, Babilonesi, Elamiti, dei popoli dell’Anatolia antica e dell’Iran, di Zoroastro, dei Cretesi e dei Greci dell’età arcaica e classica. Nel secondo tomo, dopo le religioni etrusca e romana, vengono presi in esame la chiesa sassanide e il mazdeismo, le religioni orientali dell’impero romano, la fine del paganesimo, e infine le religioni degli Slavi, dei Balti, dei Germani e dei Celti.

    Henri-Charles Puech è nato a Montpellier nel 1902. Si è formato alla Sorbona, dove ha svolto anche attività didattica. Professore di Storia delle religioni al Collège de France, membro dell’Acadèmie des Inscriptions et Belles-Letters, ha ricoperto per quindici anni, fino al 1965, la carica da vice-presidente della International Associations. Tra le sue opere: Le traiti contro lei Bogomiles de Cosmas le Prêtre; Le Manichéisme: son fondate, sa doctrine.

    Armi e Armature Asiatiche

    Armi e Armature Asiatiche

    Autore/i: Alfieri Bianca Maria; Lanciotti Lionello; Mantici Giorgio; Tamburello Adolfo; Tosi Maurizio

    Editore: Bramante Editrice

    introduzione di Giuseppe Tucci, in sovraccoperta: armatura giapponese di tipo mogami-do, di epoca Edo.

    pp. 262, interamente e riccamente illustrato a colori e b/n, Milano

    Articolato in cinque settori, dedicati rispettivamente all’Armamentario militare dei più antichi Stati del Vicino Oriente, alle Armi e armature islamiche, alle Armi dell’India e del Sud-Est asiatico, alle Armi e armature cinesi, alle Armi e armature giapponesi, in un arco di tempo che spazia dalla preistoria o protostoria sino a certe realizzazioni o repliche ottocentesche (spesso motivate dalle esigenze del collezionismo europeo), il volume consegue almeno un triplice ordine di obiettivi.
    In primo luogo consente al lettore di pervenire a una graduata definizione del concetto e della funzione di arma in un continente non omogeneo ma ugualmente tutto permeato di alta spiritualità: l’origine divina dell’arte di fabbricare le armi, la sacralità dell’arma legata a culti propiziatori e sacrificali, la fusione dei metalli come operazione magica o iniziatica, il valore apotropaico, di scongiuro e di identificazione, assunto da certe tipologie di arma.
    In secondo luogo questa opera costituisce una rassegna, quanto possibile generale e completa, dell’evoluzione delle armi nelle rispettive grandi aree geografiche, in un rapporto concreto con gli eventi storici, militari, culturali, con le reciproche influenze fra popoli conquistatori e popoli conquistati, con la traduzione in strumenti bellici delle varie necessità offensive e difensive.
    In terzo e non ultimo luogo il volume si presenta come un esauriente e affascinante repertorio iconografico di splendidi oggetti, ove artigiani-artisti – è noto che la distinzione fra arte e artigianato è concetto tipicamente occidentale – gareggiano nel profondere la propria abilità e sensibilità: dalla «damaschinatura», in cui erano maestri i forgiatori islamici, all’arte del kris, la più alta espressione della grande tradizione decorativa indonesiana, agli tsuba (i guardamano delle spade giapponesi), oggetto delle più assidue cure ornamentali.

    Bianca Maria Alfieri, nata a Napoli nel 1930 e laureatasi in Lettere con una tesi di argomento orientalistico, è stata assistente di Storia dell’Arte dell’India e dell’Asia centrale e per molti anni ha «svolto corsi di arte dell’India, dell’Iran, dell’Indonesia presso l’IsMEO. Attualmente insegna Storia dell’Arte musulmana e copta all’Università di Roma. Già redattrice de Le civiltà dell’Oriente sotto la direzione di Giuseppe Tucci, ha collaborato al Dizionario Enciclopedico Italiano, all’Enciclopedia Universale dell’Arte, all’Enciclopedia dell’Arte antica, al Dizionario di Architettura e Urbanistica.

    Lionello Lanciotti, nato a Roma nel 1925, è professore ordinario di Lingua e letteratura cinese presso l’Università di Venezia. Condirettore della rivista «East and West», cura la pubblicazione dei volumi della serie Cina, edita dall’IsMEO. Ha pubblicato una Letteratura cinese (Milano, 1968), un volume su Che cosa ha veramente detto Confucio (Roma, 1968) e numerosi saggi nel campo delle religioni e della letteratura cinese. Le sue ricerche attuali vertono sulle concezioni estetico-letterarie della Cina antica. Nel 1957 e nel 1972 ha fatto parte di missioni culturali in Cina.

    Giorgio Mantici è nato a Roma nel 1945.
    Dopo essersi laureato in Lettere con una tesi in Storia dell’Arte dell’India e dell’Asia centrale, è stato chiamato dal titolare di tale cattedra a lavorare presso la Scuola orientale dell’Università di Roma. Collabora con articoli e saggi a riviste specializzate, quali la «Rivista degli Studi Orientali», e svolge un’intensa attività di traduttore di testi specialistici sul buddhismo.

    Adolfo Tamburello, nato a Palermo nel 1934, è professore straordinario di Storia e civiltà dell’Estremo Oriente presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Già direttore della biblioteca dell’IsMEO, ha partecipato a varie missioni culturali in Asia. Dirige la rivista «Il Giappone», pubblicata dal Centro di cultura italo-giapponese presso l’ISMEO in collaborazione con l’Istituto giapponese di cultura di Roma, e ha pubblicato i volumi I grandi monumenti del Giappone (Milano, 1971) e, con Alberto Giuganino, Il Museo Nazionale di Tokyo (Milano, 1969).

    Maurizio Tosi, nato a Zevio (Verona) nel 1944, dal 1967 al 1973 è stato direttore scientifico della Missione archeologica italiana in Iran, organizzata dall’IsMEO e presieduta da Giuseppe Tucci. Ha condotto scavi e ricognizioni nell’Iran orientale e in particolare nel grande sito protourbano di Sh-ahr-i Sokhta. Le sue ricerche sono indirizzate allo studio delle prime civiltà urbane del Vicino Oriente e dell’Asia centrale e sono condotte in collaborazione con Istituti americani e sovietici. Ha inoltre partecipato a spedizioni e scavi in Italia, Cecoslovacchia, Gran Bretagna e Perù.

    Visualizza indice

    Introduzione

    L’armamentario militare nei più antichi Stati del Vicino Oriente

    Repertorio iconografico

    Armi e Armature islamiche

    Repertorio iconografico

    Le Armi dell’India e del Sud-Est asiatico

    Repertorio iconografico

    Armi e armature cinesi

    Repertorio iconografico

    Armi e armature giapponesi

    Glossario dei termini giapponesi

    Repertorio iconografico

    Agopuntura – Manuale Energetico dei Punti

    Agopuntura – Manuale Energetico dei Punti

    I 361 piccoli vasi regolari

    Autore/i: Autori vari

    Editore: Edizioni Templari

    prima edizione, prefazione.

    pp. 142, nn. illustrazioni b/n, Roma

    Dalla prefazione:
    «La pratica d’uso dell’agopuntura richiede come fatto fondamentale tre elementi:

    1. una corretta valutazione dello stato delle energie e degli squilibri presenti in un malato;
    2. una corretta scelta dei punti da usare in funzione del riequilibrio dell’energia turbata;
    3. un esatto reperimento dei punti ed un modo corretto di trattarli.

    Il discorso tecnico sulla medicina tradizionale cinese in Italia è tutto da fare. Malgrado ciò noi ci siamo.
    in questa fase. limitati a prendere in considerazione tre aspetti che per noi sono assolutamente fondamentali nella pratica corrente dell’agopuntura. e cioè:

    • il reperimento esatto dei punti;
    • la loro funzione energetica;
    • il metodo di puntura e moxibustione e le loro controindicazioni.

    Questa scelta deriva dalla considerazione che rara mente oggi in Italia il utilizzano alti livelli di conoscenza[…]»

    Ginnastica Medica Cinese 1 – Qi Gong

    Ginnastica Medica Cinese 1 – Qi Gong

    Quaderni di medicina naturale IX – Supplemento della Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese n. 67 (1-1997)

    Autore/i: Sotte Lucio; Ferraro Dominique

    Editore: Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese

    pp. XI-152, nn. illustrazioni b/n, Civitanova Marche

    • I sei ideogrammi e sei suoni
    • La ginnastica dei cinque animali
    • Gli esercizi del midollo d’oro
    • Il massaggio dei meridiani

    Misteri e Magie dei Paesi Baschi

    Misteri e Magie dei Paesi Baschi

    Parola di Fiaba n° 29

    Autore/i: Autori vari

    Editore: Arcana Editrice

    a cura e traduzione dal francese e dallo spagnolo di Eva Caianiello e Lourdes Cam.

    pp. 240, Milano

    Poco si sa dei Paesi Baschi, terra di confine tra Francia e Spagna, sui due versanti dei Pirenei; e pochissimo dell’origine dei loro abitanti, che sulla base dell’analisi linguistica affermano con orgoglio di risiedere nella regione fin dal Paleolitico e anche per questo sono definiti i popoli “meno ibridi d’Europa”. Quello che è certo è che l’identità fisica, caratteriale e culturale dei Baschi è fortemente definita, così come resiste il loro desiderio di autonomia, tanto che ancora oggi in quelle terre spira il vento dell’indipendenza.
    Delle storie comprese in questo libro alcune sono di matrice francese, altre spagnola, altre ancora conoscono varianti in questa e quella lingua; ma in entrambi i casi è forte l’impronta lasciata dalla cristianizzazione del Paese, che ne ha sconvolto miti e leggende a partire all’incirca dal IX secolo.
    Compaiono così fra i protagonisti Gesù e San Pietro, streghe e demoni, chierici e pagani, Lamie e miti solari e lunari; e soprattutto divinità del mondo sotterraneo appartenenti alla cultura popolare più antica, che escono dalle caverne e cercano la luce del sole per lisciarsi i capelli con i loro pettini d’oro.

    Parola di Fiaba: In questa collana sono raccolte fiabe e leggende che la fantasia dei vari popoli ha creato, elaborato e consegnato alla tradizione. Esse costituiscono un inestimabile patrimonio di tutti.

    Avventure nel Tempo e nello Spazio

    Avventure nel Tempo e nello Spazio

    I migliori racconti della fantascienza degli «anni d’oro»

    Autore/i: Autori vari

    Editore: Casa Editrice Nord

    introduzione di Raymond J. Healy, J. Francis McComas.

    pp. 708, Milano

    Dopo l’Alba del Domani, l’eccezionale antologia in cui Isaac Asimov ha riunito i migliori racconti degli anni trenta, ecco un’altra storica raccolta di racconti e romanzi brevi dell’Età d’Oro della fantascienza americana.
    Avventure nel Tempo e nello Spazio è stata la prima grande antologia pubblicata negli Stati Uniti, e rappresenta una pietra miliare nella storia di questo genere letterario. In questo eccezionale volume sono radunati molti dei capolavori degli anni trenta e quaranta, classici come «Requiem», il primo grande successo di Robert Heinlein, come «Oblio» di John Campbell, come il celeberrimo «Distruttore nero» di A. E. Van Vogt (nella sua versione originale), come il tragico «Colpo di grazia» di Ross Rocklynne, come il divertentissimo «Il robot vanitoso» di Lewis Padgett, come il patetico «Il ritorno dei robot» di Robert Moore Williams, e tanti altri ancora: ventisette storie molte ancora inedite in Italia, tra le più belle di tutta la fantascienza.

    Visualizza indice

    Introduzione di Raymond J. Healy, J. Francis Mc Comas

    Requiem (Racconto, Requiem, 1940) di Robert A. Heinlein (traduzione di Sandro Pergameno)

    Oblio (Racconto lungo, Forgetfullness, 1937) di John W. jr. Campbell (traduzione di Alfredo Pollini)

    Le sabbie del tempo (Racconto lungo, The Sand of Time, 1937) di P. Schuyler Miller (traduzione di Vincenzo Muscari)

    Il robot vanitoso (Romanzo, Robots Have No Tails, 1943) di Henry Kuttner (traduzione di Lella Pollini)

    Il distruttore nero (Romanzo, The Voyage of the Space Beagle, 1943) di A. E. Van Vogt (traduzione di Sandro Pergameno)

    Symbiotica (Racconto lungo, Symbiotica, 1943) di Eric Frank Russell (traduzione di Sandro Pergameno)

    Semi del crepuscolo (Racconto lungo, Seeds of Dusk, 1938) di Raymond Z. Gallun (traduzione di Pierangeli Rita Botter)

    Pianeta pesante (Racconto breve, Heavy Planet, 1939) di Milton A. Rothman (traduzione di Pierangeli Rita Botter)

    L’armadio temporale (Romanzo, Robots Have No Tails, 1943) di Henry Kuttner (traduzione di Lella Pollini)

    L’anello di congiunzione (Racconto, The Link, 1942) di Cleve Cartmill (traduzione di Pierangeli Rita Botter)

    I topi meccanici (Racconto, The Mechanical Mice, 1941) di Eric Frank Russell, Maurice A. Hugi (traduzione di Sandro Pergameno)

    V-2 razzo cargo (Articolo, V2-Rocket Cargo) di Willie Ley (traduzione di Pierangeli Rita Botter)

    Una questione di grandezza (Romanzo breve, A Matter of Size, 1934) di Harry Bates (traduzione di Gabriella Pontiroli)

    Com’era sempre stato (Racconto, As Never Was, 1944) di P. Schuyler Miller (traduzione di Gabriella Pontiroli)

    E.Q. (Racconto, Q.U.R., 1943) di Anthony Boucher (traduzione di Gabriella Pontiroli)

    Colpo di grazia (Racconto, Quietus, 1940) di Ross Rocklynne (traduzione di Gabriella Pontiroli)

    Il Twonky (Racconto, The Twonky, 1942) di Henry Kuttner, C. L. Moore (traduzione di Sandro Sandrelli)

    Il viaggio nel tempo accade realmente! (Articolo, Time Travel Happens!) di A. M. Phillips (traduzione di Pierangeli Rita Botter)

    Il ritorno dei robot (Racconto, Robot’s Return, 1938) di Robert Moore Williams (traduzione di Sandro Pergameno)

    La giraffa azzurra (Racconto, The Blue Giraffe, 1939) di L. Sprague De Camp (traduzione di Sandro Pergameno)

    Volo nelle tenebre (Racconto, Flight Into Darkness, 1943) di Webb Marlowe (traduzione di Gabriella Pontiroli)

    Klaatu (Racconto lungo, Farewell to the Master, 1940) di Harry Bates (traduzione di Gian Luigi Gonano)

    All’interno della piramide (Racconto breve, Within the Pyramid, 1937) di R. DeWitt Miller (traduzione di Gabriella Pontiroli)

    Un gran bel futuro (Romanzo breve, By His Bootstraps, 1941) di Robert A. Heinlein (traduzione di Gian Luigi Gonano)

    Il topo delle stelle (Racconto, The Star Mouse, 1942) di Fredric Brown (traduzione di Sandro Pergameno)

    Corso per corrispondenza (Racconto, Corrispondence Course, 1945) di Raymond F. Jones (traduzione di Gabriella Pontiroli)

    Cervello (Racconto lungo, Brain) di S. Fowler Wright (traduzione di Gabriella Pontiroli)

    l’Origine della Commedia Attica

    l’Origine della Commedia Attica

    Autore/i: Macdonald Cornford Francis

    Editore: Argo

    a cura di Paola Ingrosso, introduzione di Sotera Fornaro, collana: il Vello d’Oro studi sul mondo antico n°25 diretta da Giovanni Cerri, titolo originale: The Origin of Attic Comedy, in copertina: statuetta del IVsec a.C., Metropolitan Museum of Art.

    pp. 366, 1 foto in b/n f.t., Lecce

    L’origine della commedia attica è un opera giovanile di Cornford, e deve certamente non poco agli insegnamenti di Jane Harrison, sua maestra e “musa”. Eppure questo testo, che risale ai primi del XX secolo (1914), conserva intatta la sua originalità e la sua freschezza.
    Non è un caso che le più recenti e stimolanti ricerche sulla commedia antica attingano largamente alle tesi “ritualistiche” dello studioso di Cambridge. Il rifiorire di interessi per il mito e per il rito ha portato infatti alla rivalutazione degli elementi rituali nei testi letterari e così le tesi di Cornford e dei “ritualisti” (Harrison, Murray), che per lungo tempo erano state guardate con sospetto a causa della loro attenzione ai dati etnologici, hanno riguadagnato centralità e pertanto l’opera di Cornford può oggi essere vista giustamente come un imperdibile classico.

    Francis Macdonald Cornford (1874-1943) ha insegnato dal 1904 al 1939 all’Università di Cambridge dove è stato il primo titolare della Laurence Professorship of Ancient Philosophy. Insieme a Jane Harrison e Gilbert Murray ha fatto parte del gruppo dei “ritualisti”, che contribuirono a fondare l’antrobologia del mondo antico. Sue sono le tesi dello sciamanesimo greco e del carattere metafisico del naturalismo jonico.
    Della vastissima produzione di Comford si ricorda qui solo qualche titolo più noto: Thucydides Mythisloricus, London 1907; From religion to philosophy, London 1912; The Origin of Attic Comedy, London 1914; Plato’s Theory of Knowledge The Theaetetus cmd the Sophists of Plato, London 1935; Plato’s Repuhlic, Oxford 1941.

    Paola Ingrosso (Taranto, 1976), dottore di ricerca in Filologia greca e latina, e titolare di un assegno di ricerca in Letteratura greca presso l’Università degli studi di Bari. Si occupa di commedia greca e, in particolare, di Menandro, su cui ha pubblicato contributi critico-testuali.
    Ha in corso di stampa un commento all’Aspis.

    Dizionario Internazionale del Linguaggio dei Segni

    Dizionario Internazionale del Linguaggio dei Segni

    Come capire e farsi capire senza pronunciare una parola

    Autore/i: Brun Theodore

    Editore: Sugar Editore

    introduzione dell’autore, traduzione di Anna La Ragione.

    pp. 136, nn. illustrazioni b/n, Milano

    È nato prima il gesto o la parola?
    L’uomo ha iniziato prima a parlare o a esprimersi a gesti?
    A quale stadio dello sviluppo, da grugniti a grida, alla emissione di suoni articolati, possiamo determinare l’inizio di un linguaggio parlato? D’altro canto, in quale momento dello sviluppo, da azioni riflesse e movimenti istintivi alla vera e propria espressione gestuale, possiamo situare l‘inizio di un linguaggio dei segni?
    La storia del linguaggio dei gesti e vecchia quanto il mondo.
    L’abilità e il bisogno di esprimersi con gesti e movimenti per manifestare i nostri sentimenti, i nostri pensieri, i nostri desideri e le nostre avversioni, sono doni che l’uomo riceve dalla nascita, una eredità che gli proviene dal primissimi stadi della sua evoluzione.
    Tracce di questa eredità le ritroviamo nelle scimmie e in altri animali «intelligenti», presso tribù primitive ancora esistenti nel mondo, nei neonati e nei bambini. Il primo sorriso del bambino rappresenta il riconoscimento di un «amico», i movimenti delle gambe e delle braccia possono esprimere desiderio, gioia, piacere, ma anche ripulsa, paura, angoscia.
    Rumori come «yam-yam» esprimenti soddisfazione, accompagnano la gioiosa assimilazione del cibo (e non è a caso che questo sia anche il nome di uno dei piatti africani più rinomati).
    Da tali semplici eiementi deve essersi sviluppato un linguaggio dei segni, in modo più o meno uniforme, in ogni parte del mondo.
    L’autore, Theodore Brun, ha esaminato il significato del linguaggio internazionale dei segni nelle sue diverse manifestazioni: tradizioni, costumi e superstizioni. Non per niente l’autore ha chiamato il suo libro uno studio del comportamento umano.
    Corredato da più di 500 illustrazioni rappresenta la più completa collezione di segni esistenti.

    Meditazioni sull’Albero della Cabala

    Meditazioni sull’Albero della Cabala

    Autore/i: Mantovani Massimo

    Editore: Xenia Edizioni

    introduzione dell’autore.

    pp. 252, nn. figure b/n, Milano

    L’Albero della Vita, l’alfabeto ebraico, le dieci “sephiroth” sono le strutture portanti della Cabala, la via esoterica che, sbocciata dalla religione ebraica, è penetrata nella cultura occidentale, fino ad assumere caratteristiche proprie nella Cabala Ermetica o Cristiana, sviluppata grazie all’Ordine dell’Alba Dorata.
    Alla luce di questi insegnamenti più moderni, il libro di Massimo mantovani si propone – dopo una ricca introduzione all’universo simbolico della Cabala – di illustrare la sua pratica, comunicando una serie di meditazioni cabalistiche, compiute con l’ausilio dei Tarocchi, di appropriati incensi e di candele colorate.
    Si comincia dal basso, meditando su Malkuth e si termina in alto, meditando su Kether, che denota la cima dell’Albero della Vita: ognuna delle sephiroth è una porta verso l’invisibile, connotata da uno specifico nome divino, da un proprio angelo, da una precisa schiera angelica. Seguendo questo affascinante cammino, si raggiunge un alto livello di consapevolezza e di perfezionamento spirituale: lo stesso che era privilegio della Fratellanza dei Rosa+Croce.

    Massimo Mantovani è studioso di filosofie iniziatiche orientali e Master Reiki; svolge attività di conferenziere e collaboratore ad alcuni periodici. Ha scritto Il grande libro del Reiki, Reiki e guarigione spirituale, Il potere curativo dei cristalli. Con Xenia ha pubblicato Gli Angeli custodi.

    Il Valore Magico della Parola

    Il Valore Magico della Parola

    Titolo originale: Mysl’i jazyk

    Autore/i: Florenskij Pavel A.

    Editore: Edizioni Medusa

    introduzione e traduzione di Graziano Lingua.

    pp. 112, Milano

    Questa serie di saggi del grande pensatore, teologo e scienziato – il Leonardo russo – morto in un gulag nel 1937, guidano il lettore alla scoperta della vitalità segreta della parola. Florenskij aveva progettato di raccoglierli in un volume intitolato Pensiero e linguaggio, che ha visto la luce in Russia soltanto dopo la perestrojka nel 1990. I testi originali sono in manoscritti che risalgono ai primi anni Venti. Il «valore magico» esprime nella concezione del teologo la sacralità profonda del linguaggio, in cui si cela il riflesso del Verbo divino, la sua presenza che porta alla «venerazione del nome». Una riflessione che venne suscitata in Florenskij dalla polemica sorta nel 1912 nella Chiesa ortodossa attorno alla «venerazione del nome» da parte dei monaci del Monte Athos, i quali sostenevano di sperimentare l’essenza di Dio pronunciandone il nome, posizione che fruttò loro la condanna ecclesiastica. La venerazione del nome pone il problema di un legame sostanziale e non soltanto convenzionale con la parola, e apre l’orizzonte del pensiero verso quel realismo ontologico che è stato uno dei punti qualificanti della riflessione di Florenskij, la cui tesi centrale, come annota Graziano Lingua nell’Introduzione, è che «l’uomo non possiede la parola come un suo tesoro, ma la trova come un dono. Il suo compito è coltivarla, portarla a maturazione, incrementando attraverso la propria energia il deposito da sempre esistente nei termini».

    Pavel A. Florenskij (1882-1937) studiò a Mosca col matematico Bugaev. Lì conobbe il poeta Belyj e da quell’amicizia vennero anche i primi rapporti di Florenskij col movimento simbolista, che gli dischiuse la dimensione mistica della parola. Ben presto passò agli studi teologici e si trasferì nei pressi del Monastero della Trinità di San Sergio a Sergiev Posad, dove soggiornò fino al momento dell’arresto e dell’internamento in vari campi tra cui il gulag delle isole Solovki. Cercò di conciliare la visione cristiana ortodossa con i nuovi sviluppi filosofici e scientifici della modernità. Nasce così la sua opera più celebre, La colonna e il fondamento della verità (Rusconi, 1974, 1998). Sono inoltre disponibili in lingua italiana gli scritti di estetica raccolti nel volume Lo spazio e il tempo nell’arte (Adelphi, 1995); nel 2000 hanno visto la luce i suoi diari dal carcere, col titolo Non dimenticatemi (Mondadori); nel 2004 Medusa ha pubblicato il carteggio con Belyj L’arte il simbolo e Dio e nel 2008 Iconostasi. Saggio sull’icona.

    Manuale di Agopuntura Cinese

    Manuale di Agopuntura Cinese

    Autore/i: Accademia Cinese di Medicina Tradizionale

    Editore: Stampa Medica

    edizione italiana a cura di Elena Massarani, in appendice: Storia dell’agopuntura e della moxabustione cinesi di Fu Wei Cang, traduzioni di M. Galazzi e B. Perussia.

    pp. 188, interamente illustrato a colori e b/n, 1 tav. a colori ripiegata f.t., Roma

    Scopo di questo libro è di fornire una fonte di materiale di studio per il personale medico in Cina ad all’estero, e di divulgare la scienza dell’agopuntura e della moxabustione. Dopo aver studiato questo libro si può avere una idea generale dello sviluppo dell’agopuntura e della moxabustione in Cina, ed una conoscenza delle teorie di base e delle possibilità di applicazione di queste tecniche nella terapia clinica.
    Nella scelta del materiale per questo libro si è fatto ogni sforzo per essere concisi, pratici e facili da comprendere. Dopo una breve introduzione sullo sviluppo dell’agopuntura e della moxabustione in Cina, il materiale è stato suddiviso in cinque capitoli. Il primo capitolo, Tecnica dell’Agopuntura e della Moxabustione, tratta della manipolazione dell’ago filiforme e di altri tipi di aghi, ed i possibili inconvenienti connessi con queste metodiche. La teoria dei canali rappresenta il contenuto della teoria di base della medicina cinese ed ha una grande importanza come guida nella pratica clinica; uno speciale capitolo, il secondo, è quindi imperniato su questo argomento. Nel terzo capitolo vengono presentati i quattordici canali ed i punti extra-ordinari, 397 in tutto. Per ogni punto viene descritta la collocazione, indicazioni e metodo di manipolazione. Per aiutare i lettori a localizzare i punti si sono inclusi anche diagrammi e figure che rappresentano, le posizioni e le regioni anatomiche. Il quarto capitolo, riguardante la terapia clinica, introduce in maniera concisa i principi di trattamento ed alcune regole per la scelta dei punti. Si pone l’accento sul trattamento mediante agopuntura di alcune malattie comuni nel campo della medicina interna, della chirurgia, della ginecologia, della pediatria, neurologia, urologia, malattie di pertinenza oculistica, otorinolaringoiatrica ed odontoiatrica. Vengono anche fornite brevi notizie riguardo l’eziologia, le caratteristiche cliniche, e la prescrizione dei punti per ogni malattia. L’ultimo capitolo tratta di alcune nuove tecniche di trattamenti che sono sfociata nel campo dell’agopuntura. Alcune di queste si sono sviluppate dopo la fondazione della Nuova Cina, specialmente durante la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria, grazie all’opera delle grandi masse di lavoratori medici, tramite la combinazione della medicina tradizionale e di quella moderna nella pratica clinica.
    I risultati di queste tecniche di trattamento sono ancora in attesa di ulteriore convalida tramite li pratica e la sistematizzazione. Data la nostra conoscenza, ancora limitata, dell’agopuntura e della moxabustione, e la scarsa esperienza che abbiamo dello scrivere libri, è difficile che non si siano fatti errori o non si sia dimenticato qualcosa. Desideriamo quindi sinceramente che i lettori diano i loro suggerimenti ed apportino le loro critiche in modo da aiutarci a migliorare questo lavoro.

    La Verità Definitiva

    La Verità Definitiva

    Un’esposizione organica dell’advaita vedānta

    Autore/i: Balsekar Ramesh S.

    Editore: Ubaldini Editore

    introduzione dell’autore, traduzione di Gianpaolo Fiorentini.

    pp. 168, Roma

    “Se non a tutti è dato di diventare profeti, a molti è certamente dato di vedere con chiarezza ciò che è, e diventare dei saggi illuminanti”.

    L’eminente discepolo di Nisargadatta Maharaj espone le dottrine essenziali dell’advaita vedānta: tutto è uno, io sono l’assoluto. Il volume non ha la tradizionale forma dialogica ma si sviluppa in un discorso lineare, articolato per temi fondamentali: la natura del mondo fenomenico, il problema dell’individuo, la comprensione finale e la fine della schiavitù. Ne esce una visione organica di cui l’autore fa così un sunto: “Tutto ciò che c’è è la coscienza, che percepisce se stessa nella manifestazione fenomenica. Ciò che pensiamo di essere è mera apparenza, un’ombra priva di sostanza, laddove ciò che siamo realmente è la coscienza, il brahman senza forma. Questa comprensione equivale al totale annullamento dell’identità costruita nel corso degli anni. L’ultimo ostacolo al manifestarsi della verità, ossia dell’illuminazione, del risveglio, è infatti l’identificazione con un’entità separata. La verità definitiva, come hanno chiaramente affermato tutti i saggi, è che non c’è né creazione né distruzione, né nascita né morte, né destino né libero arbitrio, né sentiero né ottenimento. Questo è il tema del libro”.

    Ramesh S. Balsekar (1917-2009), dopo gli studi in India e alla London School of Economics, lavorò presso la Bank of India, divenendone direttore generale e poi presidente. Sposato e padre di tre figli, andò in pensione nel 1977. Fu allora che conobbe il suo guru, Nisargadatta Maharaj, grazie al quale raggiunse l’illuminazione. Su richiesta del maestro, iniziò a insegnare nel 1982 e per quasi trent’anni si rivelò un tramite eccellente dell’antica saggezza indiana per i ricercatori occidentali. Tenne diversi seminari in Europa e Stati Uniti, ma parlò soprattutto nella sua residenza di Mumbai. Scrisse circa venticinque libri, dei quali, in questa collana, è già uscito La coscienza parla.

    Le Cure Omeopatiche – La Medicina Naturale

    Le Cure Omeopatiche – La Medicina Naturale

    Una omeoguida per curarsi in modo naturale

    Autore/i: Levrat M.; Pigeot C. A.; Setiey P.; Tetau J. M.

    Editore: Antonio Vallardi Editore

    prima edizione, introduzione di Edoardo Felisi, traduzione dal francese di Vittorio Sirtori

    pp. 224, Milano

    Un libro completo, affidabile, ricco di consigli pratici, frutto del confronto fra le esperienze di quattro noti medici omeopatici.
    La guida esamina oltre 200 malattie, raccolte in ordine alfabetico e per ciascuna consente di rilevare i sintomi chiave e indica il medicamento omeopatico più utile senza dover ricorrere ogni volta all’aiuto del medico.
    Con l’aggiunta in appendice degli indirizzi dei medici e delle associazioni omeopatiche.
    Il libro è stato approvato dalla Federazione francese delle Società di Omeopatia e Bioterapia.

    Robotica

    Robotica

    I migliori romanzi e racconti della fantascienza di tutti i tempi su robot androidi e macchine pensanti

    Autore/i: Autori vari

    Editore: Casa Editrice Nord

    prima edizione italiana, selezionati e presentati da Sandro Pergameno.

    pp. 958, Milano

    Il robot, l’uomo meccanico con cellule fotoelettriche al posto degli occhi e un cervello elettronico, e sempre stato, fin dalla nascita delle prime riviste di fantascienza, uno dei soggetti basilari di questa letteratura, pari per importanza ai viaggi spaziali e all’invasione dei mostri dagli occhi piatti. L’automa, l’essere artificiale costruito dall’uomo, ha sempre ispirato nel suo creatore sentimenti contrastanti e ambivalenti, d’amore e d’odio, di paura e di compiacimento, d’invidia e di amicizia. Questa antologia, dedicata interamente alla figura del robot o della macchina pensante in genere, raccoglie quarantadue racconti e romanzi brevi che ritraggono tutti i suoi aspetti fondamentali: dal classico robot positronico di Asimov, al robot innamorato della bella fanciulla umana, dal computer detentore del potere, all’androide che si crede uomo, dal robot spietato guardiano o controllore al ciborg, peculiare ibrido di uomo e macchina. Quarantadue magnifiche storie, in gran parte ancora inedite nel nostro paese, tra cui fanno spicco classici come «La macchina si ferma» di E. M. Forster, «Salvadanaio» di H. Kuttner, «L’ideale» di S.G. Weinbaum, «Boomerang» di E.F. Russell, «Combustione interna» di L.S. De Camp, «L’evoluzione finale» di J.W. Campbell, «Big Joe e l’ennesima generazione» di W. Miller jr., «Girotondo» di I. Asimov, «La critica della ragion impura» di P. Anderson, «Orgoglio» di M. Jameson, «Per un respiro lo indugio» di R. Zelazny, «Memoria perduta» di P. Phillips, «Synth» di K. Roberts, «Nave incendiaria» di J. Vinge, «L’uovo d’oro» di T. Sturgeon, «La notte dei Troll» di K. Laumer, «La cometa» di E Hamilton, «Nelle tue mani» di L. Del Rey, «Chi può sostituire un uomo?» di B. Aldiss.
    Un volume che è destinato a diventare l’opera fondamentale e definitiva sul soggetto della macchina e del robot.

    Visualizza indice

    Il robot (Introduzione) di Sandro Pergameno

    Parte Prima: I Robot e i loro problemi

    Io, Robot (Romanzo, Adam Link Robot, 1942) di Eando Binder (traduzione di Maurizio Nati)
    Girotondo (Racconto, Runaround, 1941) di Isaac Asimov (traduzione di Maurizio Nati)
    Il braccio della legge (Racconto, Arm of the Law, 1958) di Harry Harrison (traduzione di Roberta Rambelli)
    Il robot che voleva sapere (Racconto breve, The Robot who Wanted to Know, 1958) di Harry Harrison (traduzione di Beata Della Frattina)
    Un codice per Sam (Racconto, A Code for Sam, 1966) di Lester Del Rey (traduzione di Roberta Rambelli)
    Salvadanaio (Racconto lungo, Piggy Bank, 1942) di Henry Kuttner (traduzione di Maurizio Nati)
    La macchina della personalità (Racconto lungo, The Ego Machine, 1952) di Henry Kuttner, C. L. Moore (traduzione di Gian Luigi Gonano)
    La critica della ragione impura (Racconto, The Critique of Impure Reason, 1962) di Poul Anderson (traduzione di Maurizio Nati)
    Quasi umano (Racconto, Almost Human, 1967) di Robert Bloch (traduzione di Gabriele Tamburini)
    L’ideale (Racconto lungo, The Ideal, 1935) di Stanley G. Weinbaum (traduzione di Maurizio Nati)
    Il sesto palazzo (Racconto, The Sixth Palace, 1965) di Robert Silverberg (traduzione di Floriana Bossi)
    Big Joe e l’ennesima generazione (Racconto, Big Joe and the nth Generation) di Walter jr. Miller (traduzione di Roberta Rambelli)
    Boomerang (Racconto, Boomerang, 1954) di Eric Frank Russell (traduzione di Maurizio Nati)
    Orgoglio (Racconto, Pride, 1942) di Malcolm Jameson (traduzione di Roberta Rambelli)
    La confessione (Racconto, True Confession, 1940) di F. Orlin Tremaine (traduzione di Roberta Rambelli)
    L’inetto (Racconto breve, Misfit, 1953) di Michael Fischer (traduzione di Roberta Rambelli)
    Combustione interna (Racconto, Internal Combustion, 1956) di L. Sprague De Camp (traduzione di Roberta Rambelli)
    Perché tu ne prenda cura (Racconto, That Thou Art Mindful of Him, 1974) di Isaac Asimov (traduzione di Sandro Pergameno)

    Parte Seconda: I Robot come eredi dell’uomo

    L’evoluzione finale (Racconto, The Last Evolution, 1932) di John W. jr. Campbell (traduzione di Sandro Pergameno)
    Ruggine (Racconto, Rust, 1939) di Joseph E. Kelleam (traduzione di Roberta Rambelli)
    Nelle tue mani (Racconto, Into Thy Hands, 1945) di Lester Del Rey (traduzione di Sandro Pergameno)
    Il martire di metallo (Racconto, The Metal Martyr, 1950) di Robert Moore Williams (traduzione di Maria Benedetta De Castiglione)
    Chi può sostituire un uomo? (Racconto, The Robot Millennia, 1960) di Brian W. Aldiss (traduzione di Luciano Torri)
    Per un respiro io indugio (Racconto lungo, For a Breath I Tarry, 1966) di Roger Zelazny (traduzione di Roberta Rambelli)
    Epilogo (Racconto lungo, Epilogue, 1964) di Poul Anderson (traduzione di Maurizio Nati)
    Memoria perduta (Racconto, Lost Memory, 1952) di Peter Phillips (traduzione di Roberta Rambelli)

    Parte Terza: Androidi, Cyborg, Macchine

    La formica elettrica (Racconto, The Electric Ant, 1969) di Philip K. Dick (traduzione di Angela Campana)
    Sint (Racconto lungo, Synth) di Keith Roberts (traduzione di Roberta Rambelli)
    Acciaio (Racconto, Steel, 1956) di Richard Matheson (traduzione di Vincenzo Muscari)
    Il santuario di Sebastian (Romanzo breve, The Shrine of Sebastian) di Gordon Eklund (traduzione di Roberta Rambelli)
    Ginevra per tutti (Racconto, Guinevere for Everybody, 1954) di Jack Williamson (traduzione di Roberta Rambelli)
    L’uovo d’oro (Racconto, The Golden Egg, 1941) di Theodore Sturgeon (traduzione di Maurizio Nati)
    La cometa (Racconto lungo, The Comet Doom, 1928) di Edmond Hamilton (traduzione di Roberta Rambelli)
    La nave che cantava (Racconto, The Ship Who Sang, 1961) di Anne Mc Caffrey (traduzione di Roberta Rambelli)
    Nave incendiaria (Romanzo breve, Fireship, 1978) di Joan D. Vinge (traduzione di Roberta Rambelli)
    La macchina si ferma (Racconto lungo, The Machine Stops) di E. M. Forster (traduzione di Roberta Rambelli)
    La centrale (Racconto lungo, Dumb Waiter, 1952) di Walter jr. Miller (traduzione di Roberta Rambelli)
    La notte dei Troll (Romanzo breve, The Night of the Trolls, 1963) di Keith Laumer (traduzione di Roberta Rambelli)
    Un Logico di nome Joe (Racconto, A Logic Named Joe, 1946) di Murray Leinster (traduzione di Hilia Brinis)
    Lo psicanalista (Racconto breve, Going Down Smooth, 1968) di Robert Silverberg (traduzione di Beata Della Frattina)
    Agnes (Racconto, Agnes, Accent and Ascess, 1973) di Theodore Sturgeon (traduzione di Vincenzo Muscari)
    La risposta (Racconto breve, Answer, 1954) di Fredric Brown (traduzione di Sandro Pergameno)

    L’Uomo Duplicato

    L’Uomo Duplicato

    La fantascienza esplora la clonazione e le frontiere della genetica attraverso la più ampia raccolta di classici introvabili e capolavori inediti

    Autore/i: Autori vari

    Editore: Casa Editrice Nord

    prefazione e cura di Piergiorgio Nicolazzini, collana: Grandi Opere Nord n° 31.

    pp. 640, Milano

    Prima ancora che la parola “clone” diventasse popolare, la fantascienza ha esplorato in lungo e in largo la possibilità di duplicare e replicare la forma umana. E prima ancora, la presenza o la creazione del doppio, di un “altro da sé” ha nutrito e animato secoli di letteratura fantastica. Dal mito della creazione di Frankenstein alla figura del golem, dall’ibridazione della forma umana con la macchina o con la sofisticata evoluzione ,del robot in un simulacro di umanità nella figura dell’androide, l’immaginario fantascientifico ha progressivamente disegnato un mondo nel quale l’uomo si è trovato circondato da doppi organico-artificiali.
    Soprattutto oggi, allorché le frontiere della genetica hanno ampliato e rilanciato le stesse risorse speculative della fantascienza: infatti, in uno scenario dove cibernetica, genetica e sistemi complessi si fondono e s’intrecciano per disegnare un futuro “neo-biologico”, si sono stabilite nuove e imprevedibili alleanze fra organico e artificiale. All’interno di questa realtà che proietta un nuovo immaginario, la clonazione, cioè la duplicazione asessuata ottenuta da un singolo individuo, è diventata la nuova metafora letteralizzata del doppio e uno dei luoghi privilegiati d’incrocio fra scienza e fantascienza all’alba del nuovo millennio.
    In questa scelta di classici introvabili, capolavori inediti e racconti scritti appositamente, si disegna per la prima volta in assoluto e con la massima ampiezza un viaggio narrativo in uno degli scenari più affascinanti che la fantascienza abbia saputo regalarci.
    Troverete opere di: Alan Brennert, Richard Calder, Paul DiFilippo, S.N. Dyer, Greg Egan, James Patrick Kelly, R.A.
    Lafferty, Ursula K. LeGuin, David Memmott, Franco Ricciardiello, Pamela Sargent, Brian Stableford, Theodore Sturgeon, John Varley, Walter Jon Williams, Gene Wolfe e il racconto di Michael Marshall Smith da cui è nato il bestseller “RICAMBI”.

    Piergiorgio Nicolazzini vive e lavora a Milano. È curatore di varie collane di narrativa e saggistica per l’Editrice Nord nel campo della fantascienza e della scrittura creativa. Per la collana “Grandi Opere” ha curato, fra l’altro, un’antologia tematica sulla storia alternativa, I mondi del possibile (1993), e un’altra sulla nuova fantascienza, Cyberpunk (1994), la più ampia mai apparsa sull’argomento.
    Ha collaborato a moltissime iniziative e pubblicazioni, in Italia e all’estero, tra cui le riviste Robot, Aliens, Ucrania e Pulp. Si occupa attivamente, a livello critico e editoriale, di temi e autori di fantascienza, cyberpunk e altre letterature di frontiera.
    Lavora a varie iniziative nel campo della scrittura creativa ed e curatore del periodico Scrivere.

    Visualizza indice

    Presentazione di Piergiorgio Nicolazzini

    Riferimenti bibliografici delle opere contenute in questo volume (Bibliografia)

    Echi (Racconto lungo, Echoes, 1997) di Alan Brennert (traduzione di Nicola Fantini)
    Lilim (Racconto, The Lilim, 1990) di Richard Calder (traduzione di Fabio Zucchella)
    Little Worker (Racconto, Little Worker, 1989) di Paul Di Filippo (traduzione di  Cristina Pietri)
    Le colpe delle madri (Racconto) di Sharon N. Farber (traduzione di Anna Montanari)
    L’Alias (Racconto, The Extra, 1990) di Greg Egan (traduzione di Fabio Zucchella)
    Mr. Boy (Romanzo breve, Mr. Boy, 1990) di James Patrick Kelly (traduzione di Anselmo Ritori)
    Cammelli e dromedari, Clem (Racconto breve, Camels and Dromedaries, Clem, 1967) di R. A. Lafferty (traduzione di Viviana Viviani)
    Nove vite (Racconto, Nine Lives, 1969) di Ursula K. Le Guin (traduzione di Roberta Rambelli)
    La linea Bohr (Racconto, The Bohr Breakthrough) di David Memmott (traduzione di Enzo Verrengia)
    Se io fossi Escherichia coli (Racconto lungo) di Franco Ricciardiello
    Sorella clone (Racconto lungo, Sister Clone, 1973) di Pamela Sargent (traduzione di Gianluigi Zuddas)
    Meglio ricevere (Racconto breve, To Receive Is Better) di Michael M. Smith (traduzione di Enzo Verrengia)
    Il proiettile magico (Racconto, The Magic Bullet, 1989) di Brian M. Stableford (traduzione di Roldano Romanelli)
    Fetus in fetu (Racconto, Bedside Conversation, 1990) di Brian M. Stableford (traduzione di Alessandro Zabini)
    Quando si ama (Racconto lungo, When You Care, When You Love, 1962) di Theodore Sturgeon (traduzione di Nicola Fantini)
    Il fantasma del Kansas (Racconto lungo, The Phantom of Kansas, 1976) di John Varley (traduzione di Nicola Fantini)
    Lete (Racconto lungo, Lethe, 1997) di Walter Jon Williams (traduzione di Anna Feruglio Dal Dan)
    La quinta testa di Cerbero (Romanzo breve, The Fifth Head of Cerberus) di Gene Wolfe (traduzione di Roberta Rambelli)

    Appendice. Il pianeta dei cloni di Danilo Arona

    L’uomo duplicato e la clonazione animale: filmografia (Bibliografia)

    Quaderni di Simbologia Muratoria

    Quaderni di Simbologia Muratoria

    Autore/i: Mosca Ivan

    Editore: Firenzelibri

    nuova edizione curata e aggiornata da Ovidio La Pera, a cura di Ivan Mosca, prefazione di Vittorio Vanni, stampa e distribuzione su autorizzazione della Giunta del Grande Oriente d’Italia, Palazzo Giustiniani.

    pp. 180, numerose illustrazioni in b/n, Reggello (FI)

    Il Grande Oriente d’Italia ha autorizzato le Edizioni FirenzeLibri alla pubblicazione dei Quaderni e Seminari di Simbologia Massonica, a cura di Ivan Mosca.
    Si tratta di un libro veramente unico che sintetizza modalità e regole rituali della Massoneria. Non esiste, in tutta la sterminata bibliografia massonica mondiale un testo di tale genere, anche perché, per la prima volta, si diffondono tecniche rituali dapprima trasmesse esotericamente.
    La primitiva riservatezza della Massoneria non era essenziale, ma legata alle necessità difensive di quando i roghi erano ancora accesi, le forche alzate e le galere per reato d’opinione sempre aperte.
    I nostri tempi e la diffusione della Massoneria nei paesi occidentali in cui la democrazia, pur nelle sue imperfezioni, ci dona libertà, ci liberano nel contempo dalla cosiddetta “segretezza”, pur nella consapevolezza che la libertà non è un dono eterno.
    Cosa ben diversa è l’ineffabile “segreto massonico” che non è legato a ciò che si può scrivere o dire, ma all’interiorità intangibile del Massone.
    Anche l’esplicazione di ciò che una volta era ritenuto “esoterico” non incide su questo interiore “secreto”, in quanto la natura umana riceve ciò che può in maniera diversa e diseguale.
    Il “secreto” non ha bisogno quindi di improbabili difensori perché si difende da sé, essendo la sua natura talmente astratta e spirituale da sfuggire a qualsiasi indagine ed a qualsiasi speculazione.
    La caratteristica di questo saggio rituale è comunque l’estrema sintesi tecnicistica, che necessiterebbe un’ampia esegesi per la sua comprensione.
    Questo compito immane è quindi affidato ai Fratelli di questa e delle prossime generazioni, che costituiranno un ponte fra i nostri tempi ed un futuro imprevedibile ed inimmaginabile.
    I Quaderni ed i Seminari di Simbologia Muratoria saranno quindi uno strumento indispensabile ai Massoni che si assumeranno tale compito, ed apriranno a coloro che Massoni non sono, ma che vorranno esserlo, la chiave della comprensione rituale.

    Le Piante della Salute – Atlante delle Piante Medicinali

    Le Piante della Salute – Atlante delle Piante Medicinali

    Autore/i: Bianchini Francesco; Corbetta Francesco

    Editore: Arnoldo Mondadori Editore

    seconda edizione, presentazione degli autori, tavole di Marilena Pistoia.

    pp. 244, interamente e riccamente illustrato a colori, Milano

    Le piante della salute – atlante delle piante medicinali, insieme a I frutti della terra – atlante delle piante alimentari, offre una chiara e ricca serie di indicazioni a tutti coloro che ricercano in un ritorno alla natura il rimedio ai danni che alimenti e medicine artificiali provocano nell’equilibrio organico e psichico dell’uomo.
    Il libro presenta una vasta scelta di “piante della salute”: oltre 200 soggetti, raggruppati in un’ottantina di tavole a colori secondo un criterio che tiene conto del loro uso terapeutico. Ogni pianta medicinale, è noto, esplica svariate azioni farmacologiche, anche in relazione ai modi della preparazione e dell’assunzione della ricetta; per ogni pianta, tuttavia, gli autori hanno enucleato la virtù principale, quella che la differenzia dalle altre o che si esalta in unione con piante della medesima qualità.
    Un supplemento di informazioni scientifiche e rappresentato dalle appendici, che per ogni pianta forniscono la carta d’identità sulla classificazione e sulle caratteristiche botaniche e offrono la chiave per usare le preziose piante della salute.

    Francesco Bianchini è Conservatore della Sezione di Botanica del Museo Civico di Storia Naturale di Verona. È autore, oltre che di alcune pubblicazioni strettamente scientifiche sulla flora e la vegetazione della regione veronese, anche del volume Piante superiori della “Enciclopedia monografica di Scienze naturali” e della Flora alpina delle “Piccole guide Mondadori”.

    Francesco Corbetta è professore incaricato di Botanica per gli studenti di Scienze Biologiche dell’Università di Bologna. E libero docente in Fitogeografia e svolge ricerche sulla vegetazione per la redazione di piani territoriali e urbanistici.
    Si occupa inoltre di divulgazione naturalistica e di conservazione della natura attraverso un’intensa attività pubblicistica e polemica. È autore del volume Piante inferiori della “Enciclopedia monografica di Scienze naturali” edita dalla Mondadori.

    Marilena Pistoia, diplomata in pittura all’Accademia di Brera, si dedica all’illustrazione di trattati scientifici. Ha illustrato i volumi Piante inferiori e Piante superiori della “Enciclopedia monografica di Scienze naturali”.

    Shunga – Ars Amandi in Giappone

    Shunga – Ars Amandi in Giappone

    Autore/i: Fagioli Marco

    Editore: OCTAVO – Franco Cantini Editore

    introduzione dell’autore, in copertina: Scuola di Chokyosai Eiri, foglio d’album dipinto a colori e inchiostro su seta, Torii Kiyonaga, foglio dall’album Shikido juni-ban, 1784 ca.; Kitagawa Utamaro, foglio dall’album Komachi Biki, 1802.

    pp. 176, 185 illustrazioni a colori, Firenze

    Le Shunga, letteralmente “immagini della primavera”, sono xilografie policrome di soggetto erotico, realizzate dai maggiori maestri della scuola Ukiyo-e dagli inizi del sec. XVII fino ai primi del sec. XX. Prodotte per una società urbana gaudente,le Shunga avevano funzioni molteplici, da quella di illustrare i romanzi amorosi, a quella di fogli d’album per l’istruzione delle giovani spose, fino a quella di portafortuna dei guerrieri nella battaglia. Dai pittori primitivi come Moronobu, ai classici come Utamaro e infine ai cosiddetti decadenti come Kunisada, tutti gli artisti dell’Ukiyo-e hanno realizzato nel genere alcuni capolavori.
    Segretamente collezionate in Europa dagli inizi dell’Ottocento nei gabinetti degli amatori, negli studi degli scrittori e degli artisti, come Beardsley e Klimt, ed infine raccolti nell’Enfer delle grandi biblioteche del mondo, queste opere considerate pornografiche sono state oggi rivalutate ed apprezzate come uno specchio raffinato dei costumi del loro tempo.
    Shunga, Ars amandi in Giappone offre una scelta di stampe eccezionali, accompagnate da un testo di Marco Fagioli – uno dei maggiori specialisti occidentali in materia – Che ne ripercorre la storia. Il volume, riccamente illustrato, è corredato da un apparato biografico degli artisti trattati.

    Marco Fagioli, docente di Arte e Cultura dell’Estremo Oriente all’Istituto Superiore Polimoda di Firenze, studioso della pittura giapponese – e dell’Ukiyo-e, in particolare – è uno dei massimi specialisti del genere in Occidente.
    Tra le sue numerose pubblicazioni, ricordiamo: Utamaro, Koi no Hutosao, Firenze 1977; Hokusai, Wakan Ehon Sakigake, Firenze 1978; Utamaro. Opere scelte, Milano 1979; Frammenti dell’Effimero. Stampe giapponesi dal XVII al XX secolo, Sesto Fiorentino 1981; Utagawa Kuniyoshi. Novanta disegni, Firenze 1985; Akira Kurosawa e la tradizione della pittura giapponese, in Akira Kurosawa. Le radici e i ponti, Fiesole 1987; Shunga, images du printemps. L’erotisme dans l’estampe japonaise, Musée d’Ixelles, Bruxelles 1989; L’image de la femme dans l’art Ukiyo-e et dans la litterature, in Estampes Japonaises. Collection des Musées royaux d’Art et d’Histoire, Bruxelles 1989.

    Il Populismo Russo – 3 Volumi

    Il Populismo Russo – 3 Volumi

    Volume 1: Herzen, Bakunin, Černyševskij – Volume 2: Dalla liberazione dei servi al nihilismo – Volume 3: Dall’andata nel popolo al terrorismo

    Autore/i: Venturi Franco

    Editore: Giulio Einaudi Editore

    introduzione, prefazione e avvertenza dell’autore.

    vol. 1 pp. CXVII-392, vol. 2 pp. 488, vol. 3 pp. 456, illustrazioni b/n, Torino

    Volume 1 – Herzen, Bakunin, Černyševskij
    Tre uomini eccezionali stanno all’origine dell’intelligencija e del movimento rivoluzionario della Russia ottocentesca. Herzen, lucido testimone della Mosca degli anni ’30 e ’40, geniale partecipe del Quarantotto italiano e francese, guida sensibile della Russia che si apre, con gli anni cinquanta, alla liberazione dei servi. Bakunin, capace di trovare una strada fuori della soffocante atmosfera dell’età di Nicola I verso la sinistra hegeliana, la Francia insorta, una nuova visione dei rapporti tra i popoli slavi e l’Europa. Černyševskij, primo a tradurre le idee populiste in una forza intellettuale e politica effettiva, maestro e modello di due generazioni di giovani rivoluzionari russi, Lenin compreso. Con loro e attorno a loro si muove tutta la Russia scontenta e ribelle del primo Ottocento, dai contadini ancor servi agli studenti ancora in uniforme, dagli intellettuali isolati. ai primi gruppi socialisti e rivoluzionari.

    Volume 2 – Dalla liberazione dei servi al nihilismo
    Il 19 febbraio 1861 l’imperatore Alessandro II pubblica il manifesto che libera dalla servitù la grande maggioranza della popolazione del suo immenso impero. Rivolte e preghiere, speranze e deprecazioni passano a rapide ondate sulla terra russa, costretta ad ammettere che si è aperta una nuova epoca della sua storia. Se il gran mare.
    contadino pare presto assestarsi nella nuova situazione, le nazionalità dell’impero si mettono per la difficile via dei loro risorgimenti, la Polonia tenta, nel 1863, per l’ultima volta nel secolo, di riconquistare la propria indipendenza, l’intelligencija prende coscienza dell’immenso compito che l’attende, e la gioventù dà vita alla prima organizzazione clandestina, «Terra e Libertà». Lo zarismo ripiega allora verso la reazione, col risultato di esasperare i conflitti e di riportare ancora una volta il dibattito nel sottosuolo. Il nihilismo, il terrorismo, la disperata volontà di rivolta di Nečaev chiudono gli anni ’6o, decennio decisivo nella storia moderna della Russia.

    Volume 3 – Dall’andata nel popolo al terrorismo
    All’inizio degli anni ’70, dopo la fine della Comune parigina e lo schiacciamento del comunismo nihilistico di Nečaev, il movimento rivoluzionario russo ha una rapida, straordinaria ripresa, per mano di giovani capaci di vivere fino in fondo la loro fede populista. Nella «folle estate» del 1874 migliaia di ragazzi e ragazze si gettano nel popolo. Non riescono a far divampare nelle campagne la fiamma della rivolta, ma nei villaggi e nelle carceri, nelle discussioni e nelle organizzazioni, essi creano il movimento rivoluzionario più vivo e profondo che conoscesse l’Europa tra la fine della Prima Internazionale e il sorgere della Seconda. A Pietroburgo e Mosca rivivono le speranze dei passati movimenti socialisti e libertari, sorge il movimento operaio e nasce, con il populismo, una forza rivoluzionaria che risponde ai problemi d’un paese arretrato quale la Russia, la quale pur si va preparando a rapide, difficili trasformazioni. Il duello con il potere autocratico, la volontà di conquistare insieme la libertà e l’eguaglianza portano alla nascita d’un partito di rivoluzionari professionali e al tentativo, tecnicamente riuscito e politicamente fallito, di aprire la strada alla liberazione della Russia con il terrorismo e con l’uccisione dello zar, il 1° marzo 1881.

    Questa seconda edizione del Populismo russo, vent’anni dopo la prima, è basata sul vasto lavoro di ricerca compiuto negli ultimi due decenni nell’Unione Sovietica, negli Stati Uniti, in Inghilterra, Francia, Polonia, ecc. In un saggio, che serve da Introduzione al primo volume, viene discusso il posto che il populismo ha tenuto e tiene nella storiografia sovietica poststaliniana, così come nel dibattito internazionale sui problemi economici dei paesi arretrati, sulla funzione che vi svolgono le élites politiche e rivoluzionarie e sulla sempre risorgente esigenza di libertà nel mondo socialista.
    In questa Introduzione il lettore troverà un tentativo di sintesi storiografica dei tre volumi, ciascuno dei quali rappresenta un elemento compiuto e a sé stante d’una storia del movimento populista.

    Franco Venturi (Roma, 1914 – Torino, 1994), insigne studioso del Settecento e dell’illuminismo europeo, è stato professore di storia moderna all’Università di Torino e direttore responsabile della «Rivista Storica Italiana». Fra le sue opere ricordiamo: Jeunesse de Diderot (Parigi 1939), Le origini dell’Enciclopedia (Firenze 1946, 2a ed. Torino 1963), L’antichità svelata e l’idea di progresso in Nicolas-Antoine Boulanger (Bari 1947), Jean Jaurès e altri storici della Rivoluzione francese (Torino 1948), Il populismo russo (Torino 1952; edizione accresciuta 1973), Alberto Radicati di Passerano (Torino 1954), Il moto decabrista e i fratelli Poggio (Torino 1956), Esuli russi in Piemonte dopo il ’48 (Torino 1959), tomi III, V, VII dei Riformatori nella collezione degli Illuministi italiani (Milano-Napoli 1958, 1962, 1965), edizione di Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria (Torino 1965), e l’ampia sintesi Settecento riformatore, l: Da Muratori a Beccaria. 1730-1764 (Torino 1969), II: La chiesa e la repubblica dentro i loro limiti. 1758-1774 (Torino 1976), III: La prima crisi dell’Antico Regime. 1768-1776 (Torino 1979), IV: La caduta dell’Antico Regime. 1776-1789 (Torino 1984), V: L’ltalia dei lumi (2 tomi, Torino 1987 e 1989). Nel 2001 è stato ripubblicato Utopia e riforma nell’illuminismo (1970) e nel 2004 è uscito Pagine repubblicane («Biblioteca Einaudi»).

    Sacre Sfilate

    Sacre Sfilate

    Alta moda in Vaticano, da Pio IX a Benedetto XVI

    Autore/i: Scarlini Luca

    Editore: Ugo Guanda Editore

    pp. 192, Parm

    «Gli ampi saloni di San Pietro frusciano di sete e damaschi, risuonano di tacchi di scarpa d’alta manifattura, echeggiano del tintinnare di collane, e questo non nella ricorrenza di un ipotetico santo patrono della moda, ma a ogni celebrazione, in tutte le cerimonie in cui chilometri di stoffa giungono a occupare i sacri luoghi…»

    La Chiesa ha elaborato nei secoli una ferrea strategia, tra fasto e disciplina, che passa attraverso simboli ben determinati. Tra di essi hanno un ruolo centrale gli abiti, inclusi gli accessori e le decorazioni che spiccano in ogni rituale, specialmente in quelli connessi alla figura del papa. La suggestione estetica deve colpire lo spettatore interessato come quello distratto, in una sequenza coreografata con estrema accuratezza. L’elenco delle vesti che spettano a tutti gli stati del clero, da giorno e da sera, per la quotidianità e ovviamente da cerimonia, da pranzo e da visita benefica o mondana, forma un intero dizionario: almuzia, amitto, cappa, casula, cocolla, falda, pianeta, rocchetto, tunicella, velo, zucchetto, oltre a guanti, ombrelli, scarpe.
    Sacre sfilate racconta il mondo rutilante dell’eleganza vaticana disegnando, tra un colpo d’ago e un colpo di tacco, una storia che non è solo quella della corte di san Pietro, ma anche quella italiana, così legata a doppio filo alla storia della Chiesa. Fa Pio IX a Benedetto XVI corrono vicende simili, eppure sempre diverse, tenute insieme da un concetto: l’abito fa il monaco, il rito senza la pianeta giusta non avrebbe la stessa efficacia. Niente è mai lasciato al caso, ogni singolo dettaglio è stabilito dai secoli, ma ognuno dei pontefici aggiunge o toglie a suo gusto, prima di ricominciare l’ennesima sacra sfilata.

    Luca Scarlini, saggista, drammaturgo, storyteller in scena, scrive su «Alias» di «il manifesto» e su «L’Indice dei Libri». Insegna all’Accademia di Brera e in altre istituzioni italiane e straniere; collabora con numerosi teatri e festival in Italia e all’estero. Tra i suoi libri: La musa inquietante (2001), Equivoci e miraggi (2003), D’Annunzio a Little Italy (2008), Lustrini per il regno dei cieli (2008).