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Libri dalla categoria Civiltà Slava

Carabattole

Carabattole

Titolo originale: Fourbis

Autore/i: Leiris Michel

Editore: Giulio Einaudi Editore

unica edizione, traduzione e cura di Ivos Margoni, collana: Nuova universale Einaudi 226.

pp. LXXXIII-316, Torino

«Avaro di me stesso quanto può esserlo un bifolco dei propri soldi; incatenato dalla paura; reticente in amore; felice di recitare la parte del torero, ma senza mai trovarmi di fronte a un toro vero, e quella del don Giovanni, ma senza conquiste né sfide al Commendatore; ormai dotato di esistenza solo negli scritti, e sempre intento a formulare sentenze che hanno il tono remoto delle parole supreme, quasi che le mie dita fossero già serrate dal guanto di pietra della morte». Cosi scrive di sé Michel Leiris in Carabattole, libro-confessione folgorante come i Saggi di Montaigne, maniacale e analitico come la Recherce, spietato come i Ricordi dal sottosuolo di Dostoevskij. Un meticoloso scandaglio di memorie che, accanto al «percorso ufficiale» degli eventi, si dispiega in un «cammino sotterraneo» alla ricerca dell’immoralità e della mediocrità del protagonista. Un percorso di verità fra esperienza, riflessione analitica e identificazione emotiva che assume carattere paradigmatico dell’uomo novecentesco.
Secondo libro della Regola del gioco, cioè del ciclo autobiografico complessivo, Carabattole ne è forse il momento più alto e coinvolgente, rievocando soprattutto gli anni dell’adolescenza e giovanili: la passione per le corse dei cavalli e i giochi di ruolo di Leiris ragazzo, prefigurazioni del desiderio per un destino di «cadetto», il gusto estetico del secondo arrivato. E poi la vita militare in Africa del Nord, l’apprendistato a una guerra finta (ancora una tauromachia senza toro), e infine il grande amore per la prostituta Khadigia, «equivoco travestimento carnale assunto dall’angelo della morte».
Il primato del linguaggio in letteratura, il sogno e l’eros come momenti di rivelazione esistenziale e poetica, l’interesse per il mito e il sacro, lo studio delle civiltà primitive. Se Michel Leiris fosse solo questo, sarebbe classificabile fra gli scrittori surrealisti, magari più vicino agli «eretici» Bataille e Caillois che non ai padri fondatori del gruppo. Ma sarebbe riduttivo costringere in una casella uno scrittore che si è innestato su molteplici tradizioni sempre innovandole nel profondo. Leiris mette a punto un affascinante progetto letterario alla ricerca dell’autenticità della scrittura senza passare dal caso (ancora i surrealisti) e dalla spontaneità, bensì dalla consapevolezza intellettuale. Il suo lavoro è un intreccio inestricabile di irrazionalità e razionalità. La sua pagina ha l’ampiezza architettonica di un classico, ma le parti all’interno della frase si accumulano, si interrompono per digressioni, incisi, parentesi: forzano dall’interno ogni equilibrio e simmetria possibile, fanno incontrare autore e lettore in un gorgo comune di verità. All’imminente scadenza del secolo, riepilogando i veri maestri del Novecento, Leiris non può mancare, anche perché da lui hanno preso parzialmente tanti importanti scrittori, da Barthes a Simon, a Perec, dagli autori del nouveau roman a quelli dell’Oulipo. Ma l’intera carica innovativa della sua scrittura è ancora tutta e solo dentro le sue opere, immutata dal tempo.

Michel Leiris (1901-1990) ha fatto parte del gruppo dei surrealisti negli anni Venti. Nel 1931 il suo primo, lungo viaggio in Africa: dopodiché, studi e professione di etnologo sotto la guida di Marcel Mauss che lo condurranno alla pubblicazione di moltissimi volumi e articoli scientifici e alla direzione dal dipartimento Africa nera al Musée de l’Homme di Parigi. Sul versante letterario il suo capolavoro è La regola del gioco, grande autobiografia in quattro libri: Biffures (1948, Einaudi 1979), Fourbis (1955, qui tradotto col titolo Carabattole), Fibrilles (1966, di prossima pubblicazione da Einaudi) e Frêle bruit (1976).

Per un’Antropologia Fenomenologica – Saggi e Conferenze Psichiatriche

Per un’Antropologia Fenomenologica – Saggi e Conferenze Psichiatriche

Titolo originale: Ausgewählte Vorträge und Aufsätze

Autore/i: Binswanger Ludwig

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

prima edizione, introduzione e cura di Ferruccio Giacanelli, traduzione dal tedescodi Enrico Filippini, collana: Biblioteca di psichiatria e di psicologia clinica 25.

pp. XI-388, Milano

Nell’attuale momento di rinnovamento e di riflessione critica della psichiatria italiana. quest’ampia raccolta di saggi di Ludwig Binswanger, pubblicati per la prima volta in Italia nella loro versione originale a cura di Ferruccio Giacanelli, trova una particolare collocazione. La Daseinsanalyse – o antropoanalisi – ha già arricchito il bagaglio culturale dei giovani psichiatri italiani soprattutto attraverso l’opera di Danilo Cargnello, che fin dal 1947 ne proponeva, in un’attenta lettura, gli enunciati fondamentali. Proprio per gli studi di carattere antropoanalitico Binswanger è, da noi, maggiormente noto. Ma, come ha notato Ervin Straus, «la passione e la produzione scientifica di Binswanger si sono alimentate a due fonti : come clinico si è occupato di problemi psichiatrici quali la “fuga delle idee”, le fobie, “la stramberia”, come filosofo del problema della psichiatria, vale a dire della fondazione teoretica della psichiatria come scienza». I saggi raccolti nel presente volume testimoniano soprattutto di questo secondo aspetto della teoria binswangeriana.

Ludwig Binswanger nacque nel 1881 a Kreuzlin-gen (Cantone Thurgau), una cittadina svizzera ai confini del Bodensee, da una famiglia che annoverava già alcuni psichiatri di chiara fama. Studiò medicina a Losanna, Zurigo e Heidelberg; si laureò a Zurigo nel 1906: qui fu assistente di Bleuler nel 1906-1907 e collaborò con C.G. Jung in alcune ricerche neurologiche; fu anche a Jena assistente dello zio Otto Binswanger. Tornato a Kreuzlingen nel 1910 successe al padre Robert nella direzione del «Sanatorium Bellevue». Qui si può dire svolse tutta la sua attività sino al 1956, anno in cui si ritirò dalla direzione dellTstituto, per vivere a Kreuzlingen, dove ha lavoralo sino agli ultimi giorni. È morto il 5 febbraio 1966. Nel 1956 gli era stato conferito il «Premio Kraepelin», massimo riconoscimento internazionale nel campo degli studi psichiatrici.

La Visione Matematica della Realtà – Introduzione ai Temi e alla Storia della Modellistica Matematica

La Visione Matematica della Realtà – Introduzione ai Temi e alla Storia della Modellistica Matematica

Titolo originale: La Mathématisation du Réel. Essai sur Modélisation Mathématique

Autore/i: Israel Giorgio

Editore: Editori Laterza

prima edizione, premessa e traduzione dell’autore.

pp. XIV-384, illustrazioni b/n, Bari

«…da molti secoli la matematica non è soltanto uno strumento estremamente importante per intervenire sulla natura e modificarla, uno dei pilastri portanti della tecnica e della tecnologia, ma anche (e forse soprattutto) uno degli strumenti principali per la comprensione della realtà: e, in tal senso, essa non è soltanto fonte di ’utilità’ ma anche di ’verità’». (Dalla Premessa)

Giorgio Israel (Roma, 1945)è docente di Storia delle matematiche presso il Dipartimento di Matematica dell’Università «La Sapienza» di Roma. È membro corrispondente dell’Accademia internazionale di storia delle scienze e dirige la «Rivista di storia della scienza». Tra le sue opere ricordiamo: «Modelli matematici» (Roma 1986) e, per i nostri tipi, «La mano invisibile. L’equilibrio economico nella storia della scienza» (con B. Ingrao, 1996; trad. inglese 1990).

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Premessa

PARTE PRIMA Il concetto di modello matematico

  • I. Alla ricerca di una definizione di modello matematico
  • II. Il linguaggio qualitativo. Una descrizione matematica delle oscillazioni
  • III. Un modello dei modelli: la descrizione matematica del battito cardiaco secondo Van der Pol
  • IV. Un diverso punto di vista: i modelli di dinamica delle popolazioni di Volterra
  • V. La sorprendente storia di una disputa di priorità
  • VI. Due temi della modellistica: l’analogia matematica e il ‘fascino discreto’ della fisica
  • VII. Una passeggiata nello strano zoo dei modelli matematici
    a) Dinamica delle popolazioni
    b) Modelli matematici della diffusione delle epidemie
    c) Equilibrio economico

PARTE SECONDA Matematica e realtà: un panorama storico

  • VIII. Gli inizi della matematizzazione della realtà
  • IX. Dagli inizi della matematizzazione alla scienza newtoniana: meccanica e calcolo infinitesimale
  • X. La nascita del riduzionismo
  • XI. Un progetto newtoniano per tutta la scienza
  • XII. Nascita, sviluppo e crisi della fisica matematica
  • XIII. Il nuovo statuto della fisica e gli inizi della modellistica matematica
  • XIV. Per una storia della modellistica matematica

PARTE TERZA Temi e problemi del presente

  • XV. Matematica statica e matematica del tempo
  • XVI. Locale e globale
  • XVII. Determinismo e caso
  • XVIII. Previsione, ordine e «caos»
  • XIX. La complessità
  • XX. Matematica «quantitativa» e matematica «qualitativa»
    La teoria delle catastrofi
    La teoria dei frattali Scienza e arte
    Il nuovo statuto del calcolo numerico
  • XXI. Temi della modellistica contemporanea: la biologia fra «il» modello meccanicista e «i» modelli meccanici
  • XXII. Temi della modellistica contemporanea: l’economia fra empirismo e metafore
  • XXIII. Conclusioni

Bibliografia
Indice analitico

Guarire da Soli – Guida alla Salute Naturale

Guarire da Soli – Guida alla Salute Naturale

Un famoso medico olistico ci spiega come scoprire e usare le nostre capacità di autoguarigione. Un libro rivoluzionario, una sintesi affascinante di scienza occidentale e tradizione orientale.

Autore/i: Weil Andrew

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Annalisa Baldassarrini, collana: Ingrandimenti, titolo originale: Spontaneous Healing.

pp. 374, Milano

«Questo libro è destinato a diventare un classico… Il medico e guaritore Andrew Weil ci conduce in un viaggio dalle giungle del sudamerica alle metropoli occidentali, e ci racconta storie di persone miracolosamente guarite da malattie che sembravano fatali.» (Joan Borysenko, autrice di Guarire con la mente)

Tutti noi ci meravigliamo quando assistiamo a guarigioni apparentemente inspiegabili, e pensiamo che siano dei miracoli, delle rare eccezioni che sconvolgono prognosi e sistemi di cura. In realtà queste guarigioni non sono affatto eccezionali; anzi, stanno a dimostrare che il corpo umano è in grado di automedicarsi e di mantenersi in buona salute.
In questo libro rivoluzionario Andrew Weil, una delle voci più autorevoli, esperte e importanti nel campo della salute e dei sistemi di cura alternativi, ci illumina sulle realtà delle guarigioni spontanee. Con un linguaggio chiaro e conciso, Fautore ci spiega come funziona il nostro «sistema di autoguarigione», le sue interazioni con la mente, la sua organizzazione biologica, nonché i metodi di autodiagnosi, di cura e di recupero dello stato di salute. Guarire da soli fornisce informazioni dettagliate sul cibo, i fattori ambientali, la ginnastica, la riduzione dello stress, le vitamine, gli integratori alimentari e le erbe che possono aiutare il corpo a mantenersi in buona salute. Il dottor Weil suggerisce varie cure naturali e non-invasive – agopuntura, biofeedback, tecniche di immaginazione guidata, medicina erboristica e tante altre ancora – per curare sia le comuni malattie di tutti i giorni sia le patologie più gravi (compreso il cancro, che rappresenta una sfida davvero unica al sistema di guarigione).
Il volume contiene inoltre un programma di otto settimane che può aiutare il lettore nel suo cammino graduale verso un cambiamento del proprio sistema di vita, in modo da incentivare la capacità naturale del corpo di autoguarirsi.
Più accetteremo e asseconderemo il sistema interno di guarigione del nostro corpo, meglio ci sentiremo nel corso della nostra vita e meno occasioni avremo di ricorrere a soluzioni mediche a volte inutili o dannose, e quasi sempre costose.

Andrew Weil, laureato all’Università di Harvard, ha lavorato per il National Institute of Mental Health e per quindici anni ha ricoperto la carica di ricercatore in Etnofarmacologia all’Harvard Botanical Museum. Attualmente è direttore del programma di medicina integrativa all’Università di Tucson, Arizona, dove si occupa di medicina naturale e preventiva.

Il Desiderio Femminile

Il Desiderio Femminile

Titolo originale: Libido Féminine

Autore/i: Dolto Françoise

Editore: Edizione CDE

edizione a cura di Eugène Simion, prefazione di Silvia Vegetti Finzi, introduzione dell’autrice, traduzione di Giuseppina Malinverni Bencinvenga.

pp. 308, Milano

«Françoise Dolto è diventata, con gli anni, una presenza nota e un valido punto di riferimento per i lettori italiani.
Il suo stile sicuro, tagliente, talora provocatorio, ci ha indotti ad abbandonare i modi rassicuranti e consolatori di tanta letteratura psicologica di consumo, per affrontare un dialogo serrato con lei e, al tempo stesso, con noi stessi» ricorda Silvia Vegetti Finzi nella sua prefazione a questo volume. Allontanandosi dal terreno della psicologia evolutiva, in cui si ponevano i fortunati saggi sull’infanzia e l’adolescenza, la psicanalista francese affronta ora quello che a Freud era parso «il più impenetrabile dei misteri»: il desiderio sessuale femminile. Le più enigmatiche esperienze della donna – l’orgasmo, la frigidità, l’insoddisfazione erotica – diventano così oggetto delle straordinarie intuizioni della Dolto che, di domanda in domanda, attraverso scoperte inquietanti e consapevolezze sofferte va definendo la sua visione di una ideale vita di donna in cui amore, piacere e maternità trovano un perfetto equilibrio. «Ma, si badi bene» conclude Silvia Vegetti Finzi, «Il desiderio femminile non è rivolto solo alle donne, alla loro ricerca di una identità depurata dalle scorie degli stereotipi che società e cultura hanno elaborato sulla loro immagine. Credo che questo testo possa risultare altrettanto utile e formativo per gli uomini. Penso all’analisi del diverso modo di porsi, per i due generi, di fronte all’esperienza del primo rapporto sessuale. Penso alla descrizione dei diversi orgasmi femminili e al panico della cancellazione che si accompagna all’invasione profonda del godimento. Penso alla valorizzazione che la Dolto compie (contrariamente alla maggior parte degli psicanalisti) della figura del padre».

Françoise Dolto, Specialista di psicanalisi infantile, allieva di Jacques Lacan, Françoise Dolto è conosciuta in tutto il mondo per i suoi lavori scientifici e per la partecipazione appassionata ai problemi quotidiani di genitori e di educatori: ha creato, fra l’altro, le «Maisons vertes», un esperimento pionieristico di iniziazione precoce del bambino alla vita sociale. Fra i suoi libri ricordiamo: Psicoanalisi e pediatria (1973), Quando c’è un bambino (1982), Seminario di psicoanalisi infantile (1984), Le parole dei bambini (1988), Adolescenza (1990), Quando i genitori si separano (1991), Come allevare un bambino felice (1992).

Noli Me Tangere – Saggio sul Levarsi del Corpo

Noli Me Tangere – Saggio sul Levarsi del Corpo

Ordine o supplica, la formula con cui il Cristo ferma la Maddalena parla della verità, del dolore, del desiderio.

Autore/i: Nancy Jean-Luc

Editore: Bollati Boringhieri Editore

prologo del’autore, traduzione di Franco Brioschi, collana: Variantine, titolo originale: Noli me tangere. Essai sur la levée du corps, in copertina: Iacopo Carucci detto il Pontormo, Noli me tangere (1532 circa).

pp. 88, 8 tavole a colori e b/n f.t., Torino

Noli me tangere, «Non toccarmi» o «Non trattenermi»: con queste parole, secondo il Vangelo di Giovanni tradotto dalla Valgala. Gesù appena risorto tiene discosta Maria Maddalena protesa verso di lui accanto al sepolcro scoperchiato. Intimazione paradossale, dal momento che il cristianesimo è la religione eucaristica del corpo e del sangue del Cristo. Ma anche enunciazione di un divieto che ricorre nelle diverse culture sotto forma di tabù del contatto, evocando insieme la ritrazione e l’attrazione, la violenza e il desiderio che appartengono al sacro. Sono queste le armoniche percepibili nelle diverse rappresentazioni della scena evangelica, che nel tempo, e non a caso, si è trasformata in un’iscrizione, in un titolo di genere per un’intera tradizione iconografica, da Dürer a Tiziano, da Rembrandt a Pontormo, dal Correggio al Bronzino. Gesù e la Maddalena vi compaiono come coppia mistica, un corpo di gloria che si nega e un corpo sensibile che lo rivela in quanto presenza-assenza. Jean-Luc Nancy indaga il significato non solo teologico della loro tangenza senza contatto, della loro prossimità che non conosce promiscuità. E assimila al gesto cristologico lo stesso dipingere, che riesce a «rendere intensa la presenza di un’assenza in quanto assenza».

Jean-Luc Nancy insegna Filosofia all’Università di Strasburgo. È figura di spicco del pensiero francese contemporaneo. Per le nostre edizioni sono apparsi nel 2003 La pelle delle immagini (con Federico Ferrari) e Il pensiero sottratto. Tra i suoi altri saggi tradotti in italiano: Un pensiero finito (Marcos y Marcos, 1992), La comunità inoperosa e Corpus (Cronopio, rispettivamente 1992 e 1995), L’esperienza della libertà, Essere singolare plurale, La creazione del mondo o la mondializzazione (Einaudi, rispettivamente 2000, 2001 e 2003).

Kenosi e Nulla Assoluto – Dinamica della Vita Spirituale nel Buddismo e nel Cristianesimo

Kenosi e Nulla Assoluto – Dinamica della Vita Spirituale nel Buddismo e nel Cristianesimo

Autore/i: Mitchell Donald W.

Editore: Città Nuova Editrice

presentazione di Jesús López-Gay, prefazione di Masao Abe, introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Gabriele Bonetti.

pp. 320, Roma

«Chi più qualificato, per descrivere le profondità del buddismo e del cristianesimo, di uno studioso il quale conosce l’uno e l’altro dal di dentro? È il caso di Mitchell, già zen buddista, e che ora scrive attingendo a una profonda esperienza della spiritualità cristiana. Egli porta il dialogo cristiano-buddista a un nuovo livello» (John B. Cobb Jr., School of Theology, Claremont).

«Questo stimolante contributo dimostra come il dialogo cristiano-buddista esprima la fede cristiana in termini nuovi. L’indagine di Mitchell intorno alle esperienze e ai concetti di queste due religioni aiuta a preparare un loro più profondo incontro esistenziale» (Jean Leclercq, OSB).

«Profondamente calato nell’esperienza umana, l’approccio di Mitchell al dialogo è un vero percorso di vita spirituale. Esso rivela una profonda comprensione di ambedue gli aspetti del buddismo, lo Zen e la Terra Pura. Il dialogo cristiano-buddista ne guadagna in vicendevole scambio e utilità» (Shoto Hase, Kyoto University).

Donald W. Mitchell è professore aggregato di Filosofia comparata alla Purdue University di Lafayette (Indiana, USA). Fa parte del Comitato esecutivo della Society for Buddhist-Christian Studies e collabora in qualità di redattore alla rivista Buddhist-Christian Studies, della stessa Società.

Federico II Imperatore

Federico II Imperatore

Titolo originale: Kaiser Friedrich der Zweite

Autore/i: Kantorowicz Ernst Hartwig

Editore: Garzanti Editore

terza edizione, traduzione dal tedesco di Gianni Pilone Colombo, collana: Collezione storica, in sopraccoperta: Federico II col falcone (sec. XIII) da «De arte vanandi cum avibus», Biblioteca Apostolica Vaticava.

pp. 792, 1 illustrazione b/n f.t., Milano

Stupor mundi fu detto dai contemporanei Federico II di Svevia, l’unico degli imperatori germanici del medioevo, insieme al Barbarossa, che occupi un posto riconosciuto nelle nostra storia e subito ci rimandi a immagini evidentissime: la disfatta intimagli nel 1248 dai popolani di Parma, la città di quel Salimbene che lo paragonava a un drago funesto; gli splendori della corte di Sicilia, consacrati dalla lirica della “prima scuola”, di cui il sovrano medesimo era mecenate; i castelli di Puglia, gli arcieri musulmani, le donne dell’harem, le cacce col falcone illustrate nel suo trattato, il più ricco che ci resti in materia.
Immagini romantiche, però. E confluenti verso un’interpretazione convenzionale, che confina Federico in una luce araldica di crepuscolo: per chiudere con la sua figura un conflitto secolare tra impero e chiesa, e inaugurare invece il decollo della civiltà borghese mercantile culminante nel rinascimento.
L’opera di Kantorowicz rimuove ogni luogo comune. Qui l’imperatore non è segnacolo di una fase storica schematizzata, ma si muove all’interno di un complicato gioco d’azioni e di reazioni. Di lui viene rivelata, duplice e sconcertante, l’anima insieme feudale e “illuminata”; il senso feroce del potere, e lo scetticismo che a esso poneva di continuo un limite invalicabile.
Ma Kantorowicz non fa della psicologia. Riesce nel compito propostosi perché mantiene l’opportuno equilibrio tra il riconoscimento del ruolo personale di Federico come fabbricatore di storia e l’imponente materiale documentario – qui riportato per la prima volta nella sua integrità – dell’ambiente sociale e culturale, da Lubecca alla Palestina, che influì su quell’operato. Quella dello storico tedesco si è imposta così come una lezione di metodo che ha condizionato la storiografia contemporanea.

Dal Capitolo primo – L’infanzia di Federico:
«La quarta egloga di Virgilio è la più nota profezia in versi sul Redentore che abbia l’occidente. In tale componimento, relativamente breve, il poeta, ancor prima di cantare il futuro dell’impero romano nell’epos poderoso dell’”Eneide”, aveva delineato l’immagine del futuro dominatore del mondo, attribuendogli i tratti del Messia. Come un figlio degli dei avrebbe salutato la luce con un sorriso, recato pace al mondo intero e ricondotto sulla terra l’età dell’oro, il regno di Apollo. Che la predizione virgiliana si riferisse anche ad Augusto, l’imperatore della pace e protettore del poeta, non sfiorò neppure il mondo medievale; e infatti’, per quel tempo cristiano, che cos’altro potevano significare quei versi profetici, se non un prodigioso annuncio dell’avvento di Cristo? Il fatto che i versi profetassero un signore, non infirmava l’interpretazione: si era usi celebrare il Cristo come re del mondo e reggitore dell’impero romano, e a raffigurarlo in tale senso: severo Pantocratore racchiuso in una mandorla, troneggiarne sulle nubi, nelle mani il globo e il libro delle leggi, e in capo il diadema. E il fatto che Virgilio, pagano, avesse conosciuto e rivelato l’avvento del Salvatore così come i profeti dell’Antico Testamento, era solo un ulteriore miracolo; e proprio la rivelazione palesata dal breve componimento acquistava al poeta la venerazione, tra ammirata e timorosa, del mondo medievale. La profezia virgiliana offrì materia e tono al canto enfatico di Pietro da Eboli, poeta campano, che celebrò la nascita del figlio unigenito dell’imperatore Enrico vi. Accanto alla culla dell’ultimo e più grande imperatore dell’impero romano cristiano-germanico stava dunque – e non è di poco significato – Virgilio.
Il dotto Pietro da Eboli non fu il solo cantore e savio che elevò profetici detti alla nascita del figlio di Enrico, avvenuta il 26 dicembre del 1194: Goffredo da Viterbo, maestro di Enrico vi, celebrò anch’egli il bambino come futuro salvatore, come colui del quale avevano parlato i vaticini, il Cesare che sarebbe venuto a compiere i tempi; e aveva già per l’innanzi oscuramente profetato al suo signore e imperatore che era destinato a suo figlio, secondo quanto predetto dalla Sibilla Tiburtina, lo scettro del mondo, sotto il quale l’occidente si sarebbe riunito all’oriente. E più tardi si narrò che il mondo intero aveva giubilato alla nascita dell’erede imperiale. Presto però si conobbero altre voci sulla nascita dell’ultimo Staufen, e assai meno benevole: dalla Bretagna, il mago Merlino aveva non solo predetto la nascita ” miracolosa e insperata ” del bimbo, ma altresì, con parole oscure, le calamità che ne sarebbero venute: “Egli sarà un agnello da squartare ma non da divorare, e leone furioso tra i suoi.” Gioacchino da Fiore, abate cistercense calabrese, e precursore di san Francesco, riconobbe subito nel neonato il futuro castigatore del mondo e anticristo, che sarebbe venuto a confondere il mondo. Questo abate, inoltre, “di spirito profetico dotato”, avrebbe assai per tempo fatto sapere all’imperatore che sua moglie, posseduta dal demonio, era gravida senza saperlo, e in ciò simile ad altre madri di eroi (Olimpia; Azia, madre di Augusto; e Herze-loide; che sognarono di portare un drago in grembo), ella pure fu avvertita da un sogno che avrebbe partorito un tizzone ardente, la fiaccola d’Italia.[…]»

Ernst Hartwig Kantorowicz, nato a Poznań (Polonia) nel 1895, insegnò a Francoforte (1950), poi a Berkeley (1940) e a Princeton (1951), dove morì nel 1963. Tra le sue opere, oltre a Federico II, imperatore, sono da annoverare Laudes regiae (1946), Selected studies (1965) e I due corpi del Re (1967).

Astrologia e Finanza

Astrologia e Finanza

Autore/i: Acampora Enzo

Editore: Armenia Editore

unica edizione, prefazione dell’autore.

pp. 224, illustrazioni b/n, Milano

Astrologia e finanza è un libro che si prefigge lo scopo di gettare un po’ di luce su un argomento fino ad oggi molto discusso e controverso. Cos’è questa particolarissima e affascinante branca dell’astrologia? E soprattutto, in qual modo è possibile avvalersi dell’aiuto dell’astrologia per effettuare previsioni in materia di economia e di finanze, per cogliere le tendenze di una Borsa valori o di un mercato finanziario, per pronosticare il futuro di un’azienda o di una società? Attraverso una carrellata sugli argomenti più interessanti in materia, questo libro cerca di chiarire nel modo più pratico molti degli interrogativi che più di frequente si affacciano alla mente di tanti di noi: qual è II momento più propizio per comprare o vendere un Immobile? Quando avremo migliori possibilità di ottenere un prestito anziché vedercelo rifiutare? Quali saranno le tendenze future di un metallo prezioso, di una valuta? Quali potranno essere I momenti di maggiore fortuna finanziarla per uno di noi? Come sono gli oroscopi
dei grandi finanzieri?
A queste ed a molte altre domande II lettore potrà trovare una risposta pratica e comprensibile, che lo aiuterà a considerare con occhio più attento e consapevole – anche grazie al numerosi oroscopi esemplificativi contenuti nel testo – un aspetto finora un po’ trascurato della moderna astrologia.

Enzo Acampora è nato nel 1947 e lì svolge, a tempo pieno, la sua attività di traduttore di testi stranieri di astrologia, di articolista e di consulente astrologo. Studia astrologia da dodici anni. È socio del C.I.D.A. (Centro Italiano di Astrologia) ed è un convinto assertore dell’Intramontabile validità dell’astrologia tradizionale. Si occupa particolarmente di oroscopia individuale e di previsioni finanziarie per mezzo dell’astrologia.

La Vita Pensata – Meditazioni Filosofiche

La Vita Pensata – Meditazioni Filosofiche

Titolo originale: The Examined Life

Autore/i: Nozick Robert

Editore: Rizzoli

con una premessa di Salvatore Veca, introduzione dell’autore, traduzione di Giulia Boringhieri.

pp. VIII-328, Milano

Voglio riflettere sulla vita e sulle cose importanti nella vita, per chiarire il mio pensiero… e anche la mia vita. (Robert Nozick)

Leggendo e rileggendo queste pagine di Robert Nozick possiamo sentire che la sua filosofia ci accompagna, con intelligenza luminosa, sensibilità e amicizia, nella nostra vita esaminata. (Salvatore Veca)

In questa nuova edizione italiana si ripropone – preceduta da una presentazione di Salvatore Veca – l’opera più coraggiosa e intellettualmente spericolata di Robert Nozick.
Professore alla prestigiosa Harvard University a soli trent’anni, ne La vita pensata (1989) Nozick affronta le questioni più familiari e importanti della nostra vita con il rigore, la lucidità e la chiarezza propri della tradizione analitica. Ci parla della morte, del rapporto tra genitori e figli, della santità della vita quotidiana, dell’amore, dell’amicizia, dell’attività sessuale, delle emozioni, del modo in cui possiamo essere più reali – dotati di uno spessore e di un peso più elevati -, e molto altro ancora. La profondità dei suoi pensieri, la raffinatezza del suo stile argomentativo e della sua scrittura e il personalissimo ritratto di vita che propone ci restituiscono tutta la vitalità e la bellezza della filosofia come esercizio di riflessione su noi stessi. Un esercizio che non ha mai fine.

Robert Nozick (1938-2002) è stato uno dei pensatori più geniali e brillanti della filosofia contemporanea. Tra le sue opere, tutte tradotte in italiano, ricordiamo: Anarchia, stato e utopia (1974), Spiegazioni filosofiche (1981), Invarianze. La struttura del mondo oggettivo (2001).

Le Ragioni del Corpo – I Centri di Energia Vitale nell’Esperienza Cristiana

Le Ragioni del Corpo – I Centri di Energia Vitale nell’Esperienza Cristiana

Una guida per leggere ed ascoltare il segreto linguaggio dello spirito, che si materializza e si esprime attraverso il corpo abitato da centri di energia vitale.

Autore/i: Gentili Antonio

Editore: Editrice Àncora

seconda edizione riveduta e ampliata, introduzione dell’autore, postfazione di Gabriella Cella Al-Chamali, collana: In cammino.

pp. 256, numerose tavole a colori, Milano

«Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si sia imparato a leggerlo» (A. Lowen).
Noi che viviamo in una cultura che oscilla tra idolatria, volgarità, esibizione e svilimento del corpo, spesso siamo analfabeti nel leggere e sordi nelf ascoltare il linguaggio del nostro corpo. Padre Gentili in queste pagine – che attingono alla cultura biblica, alla tradizione cristiana e alla sapienza orientale – insegna a leggere ed ascoltare il segreto linguaggio dello spirito, che si materializza e si esprime attraverso il corpo abitato da centri di energia vitale.

Antonio Gentili (Carrara 1937), sacerdote-religioso, licenziato in teologia e laureato in filosofia. Ha coltivato studi di spiritualità, esplorando le grandi tradizioni meditative dell’Occidente e dell’Oriente. In particolare ha promosso la “preghiera interiore”, quale pratica silenziosa, in Centri di spiritualità, a Eupilio (Co) e a Campello sul Clitunno (Pg). Destinato a Genova, dove entrò nell’Ordine dei Barnabiti, ha accolto con favore l’imprevista quanto apprezzata iniziativa da parte di laici divenuti “cooperatori nella preghiera” (2 Cor 1,11).
Guida corsi di “Preghiera del cuore”, di “Yoga e Cristianesimo” e organizza settimane di “Digiuno e meditazione per la purificazione integrale”. Per Àncora ha curato la prima edizione italiana della Nube della non-conoscenza e gli altri scritti (1997) e ha pubblicato, tra l’altro: I nostri sensi illumina. Saggio sui cinque sensi spirituali (2000); A pane e acqua. Pratica e spiritualità del digiuno (2006); Le ragioni del corpo. I centri di energia vitale nell’esperienza cristiana (2007); Dio nel silenzio. Manuale di meditazione (con Andrea Schnöller, 2009); 8 digiuni per vivere meglio… e salvare il pianeta (2015); e una trilogia sul “sentire”: Sentire Cristo. I verbi del Verbo (2010); Sentire da cristiani (2011); Il sentire di Cristo. Lo “spirito” di Gesù di Nazaret (2012). Con Appunti di Viaggio sono usciti due volumi su La preghiera del cuore (2013) e In silenzio davanti a Dio (2016). Con Ares ha pubblicato Cerca il silenzio. Troverai te stesso e Dio. Intervista con Rosanna Brichetti Messori (2019).

Ozonoterapia

Ozonoterapia

Autore/i: Mattassi Raúl

Editore: Organizzazione Editoriale Medico Farmaceutica

unica edizione, presentazione del Prof. Dott. Guido Tattoni.

pp. VIII-184, numerose illustrazioni a colori e b/n, Milano

Una passeggiata tra i prati dopo un temporale estivo; una nuotata in piscina, e le inevitabili “bevute” di un’acqua dal sapore meno sgradevole dell’usuale; la curiosità che nasce alla lettura di un articolo sulla nocività delle bombolette spray: è facile oggi per l’uomo della strada sentir parlare delle proprietà chimico-fisiche del gas che per il pungente odore è stato battezzato OZONO.
Più infrequente è invece per lo stesso uomo l’occasione di riconoscere questo odore tra i molti effluvi che rendono così caratteristica l’aria degli ospedali.
Sulle ragioni, che potremmo definire ormai storiche, “dellapuzza sotto il naso” della medicina tradizionale nei confronti dell’ozono-terapia; sulla diffidenza dei ricercatori verso un gas tossico ed irritante; sulla impreparazione culturale del medico abituato a prescrivere medicinali liquidi o solidi, è incentrata la prima parte di questo libro scritto dal Dott. Raúl Mattassi.
E se il quadro che emerge può apparire sconfortante; se tanti sentieri appena tracciati rischiano di ricoprirsi di male erbe per mancanza di viaggiatori, ciò dipende dalla situazione reale, ché l’Autore non intende certo peccare di pessimismo: lo si comprende bene dalla cura esaustiva con cui, nella seconda parte del testo, ci ragguaglia sui risultati pratici ottenuti nel campo delle ozono-terapie utilizzate come rimedio specifico o coadiuvante in un numero impressionante di malattie: dall’herpes alla cellulite, dalle arteriopatie alle malattie virali, tanto diffuse con l’aumentare delle trasfusioni e di droghe assunte per via parenterale.
Per rendere più semplice la lettura, sono state aggiunte illustrazioni, schemi, tabelle che completano il testo agevolando i rimandi alla accuratissima bibliografia.
In conclusione, ho accettato con piacere e con una punta di orgoglio di presentare questo libro, e condivido la speranza dell’Autore che queste note invoglino altri medici e sperimentatori all’utilizzo di un metodo di cura semplice, efficace, economico.

Prof. Dott. Guido lattoni
Presidente Onorario della Società Scientifica
di Ossigeno-Ozono-terapia
Milano, febbraio 1985

Guida alla Medicina Omeopatica

Guida alla Medicina Omeopatica

Titolo originale: Homoeopathic Medicine

Autore/i: Coulter Harris L.

Editore: EDIUM – Editrice Dimensione Umana

prefazione di Mario Garlasco, traduzione di Grazia Livi.

pp. 90, Milano

Esemplare per chiarezza, precisione e obiettività, questo saggio dell’americano Harris L. Coulter è un punto di riferimento essenziale nella moderna letteratura omeopatica. Chiunque, sano o ammalato, voglia partecipare consapevolmente al problema dell’uomo inteso nella sua unità e individualità, non potrà che tenere questo libro accanto a sè, fra le letture mediche di maggiore interesse.

Le Conchiglie Divinatorie di Osvaldo Menegazzi • Ventidue Arcani Maggiori – Tarocchi

Le Conchiglie Divinatorie di Osvaldo Menegazzi • Ventidue Arcani Maggiori – Tarocchi

Inventati e Dipinti nel 1975 e Realizzati con la Complicità Stimolante di Vito Arienti

Autore/i: Menegazzi Osvaldo

Editore: Edito in proprio

edizione numerata di 1500 copie, nostro esemplare numero 24.

22 carte + cartoncino numerato e firmato, Milano

Un nuovo Tarocco nasce, inventato da un Artista che da lungo tempo ama, studia, dipinge le conchiglie, le inserisce nelle sue fantasie esistenziali, le fa navigare in cieli apocalittici, miracolosamente salvate in mezzo a frammenti di mondi distrutti e in rovina, testimonianze di epoche lontane ma anche segni di speranza in una vita che deve resistere, continuare e migliorare.
La pianticella della felicità deve aver dato nuovi germogli nel cuore del Pittore che ha ripreso le sue conchiglie fossili, ne ha scelto le più belle: le eterne. Le ha manipolate e trasformate, le ha mescolate con le parole che da sempre gli uomini usano per soddisfare il loro desiderio di poesia, di immaginazione, di magia; per calmare le loro eterne inquietudini e con la divinazione stabilire illusorie ma preziose sicurezze verso un avvenire più o meno prossimo!
«È possibile supporre che tutto l’universo simuli una interminabile proposta divinatoria — scrive Cousté in un suo lucido saggio sui Tarocchi — le acque e le vallate, il fulmine e le stelle, i monumenti e gli oggetti quotidiani sono in attesa di essere letti dall’uomo; aspettano lo sguardo che li spinga a fare parte di una sintassi, che renda di nuovo armonica e piena di rapporti la solitudine sostantiva, il fenomeno primordiale».
Ebbene, ecco che Osvaldo Menegazzi, vi propone le sue ”Conchiglie divinatorie”, ventidue come le lettere dell’alfabeto ebraico e della Cabala, che irraggiano un loro vivo fascino e che vi suggeriscono una màntica divinatoria non minacciosa ma piena di speranze.
Manipolate queste carte, mettetele a confronto a due, a quattro, a sette, e fatele parlare; inventate con esse un vostro linguaggio e mescolatele alle vostre speranze: vi daranno la risposta rassicurante, calda e beneaugurale come è nello spirito del Pittore che ve le ha ora dedicate! (Arì)

Osvaldo Menegazzi è nato a Verona il 6 agosto 1930. Dipinge dal 1968; i suoi quadri, ispirati a conchiglie e panorami sottomarini, sono comparsi in cinque «personali» tra il 1970 e il 1975, e sono stati favorevolmente accolti dalla critica. Appassionato collezionista di carte da gioco, proprietario di un negozio di bric-a-brac e articoli curiosi, di ogni genere, Menegazzi ha trasferito i suoi temi ispiratori in un mazzo di Tarocchi, «Le conchiglie divinatorie», presentato alla Galleria «Studio 84» il 15 novembre 1975.

I Tarocchi dei Visconti – Tarocchi

I Tarocchi dei Visconti – Tarocchi

Le 26 Carte dell’Accademia Carrara

Autore/i: Anonimo

Editore: Accademia Carrara

26 carte + cartoncino informativo, Bergamo

L’Accademia Carrara di Belle Arti fondata a Bergamo dal Conte Giacomo Carrara nel 1795, è oggi una delle più importanti pinacoteche italiane per qualità di opere ed è forse fra le più apprezzate gallerie d’arte dell’intera Europa per il livello notevole di numerosi dipinti che essa possiede.
Tutte le scuole pittoriche italiane sono degnamente rappresentate con opere di grandi maestri e ciò si deve alla raffinata cultura e al gusto sicuro e illuminato del Conte Carrara, del Conte Lochis (1859), del Senatore Morelli (1891), del Marenzi, del Ceresa, del Baglioni e dei numerosi altri donatori che arricchirono progressivamente la Pinacoteca.
Proprio dal nobile Francesco Baglioni furono legate all’Accademia Carrara, nel 1901, le ventisei carte da gioco del tarocco. La rarità le ha rese famosissime, la estrema raffinatezza decorativa le ha accomunate alle più genuine opere d’arte.
Le carte da gioco fecero la loro apparizione nell’Europa occidentale alla fine del medio evo. Il Vescovo di Wiirzburg ne vietò l’uso ai monaci nel 1329, ma la pastorale rispecchia, ad evidenza, una consuetudine vecchia e diffusa; Leopoldo Cicognara le asserisce citate in un trattato del 1299 di certo Sandro di Pipozzo, che più non possediamo a controllo. Nel Quattrocento il nome di carta o tarocco è già corrente e, con il diffondersi del gioco nelle corti e nelle alte classi sociali, nacquero tarocchi preziosi al pari di gioielli, disegni coloriti e decorati dagli artisti più insigni. Poi la moda passò, l’incisione in legno e in rame li rese superflui, il tempo li disperse.
Le carte che il Baglioni legò alla Carrara facevano parte di un mazzo di ben 75 pezzi posseduto dal nobile Alessandro Colleoni. Tagliate in cartone, rivestite di tela a colla forte e gesso, col fondo aureo bulinato impresso a leggero rilievo, orlato, hanno un’intensa gamma cromatica e un’estrema raffinatezza di disegno. Già attribuite agli Zavattari, furono riconosciute dal Longhi come opera giovanile di Bonifacio Bembo per lo stile e il gusto: stile aulico, araldico, cavalleresco quant’altri mai; gusto prezioso, elegante, raffinato. Il motto «a bon droit» di Filippo Maria Visconti lascia intendere come le carte siano state eseguite per la corte di quel principe e nel tempo della sua signoria. Tre delle ventisei carte furono eseguite nel 1480 dal cremonese Antonio Cicognara (la Temperanza, la Luna, il Castello di Pluto).

L’Amore Maestro – Molte Vite per Raggiungere Se Stessi

L’Amore Maestro – Molte Vite per Raggiungere Se Stessi

Le cose intorno a noi nascondono una realtà più profonda dove il tempo e lo spazio abituali perdono di senso…

Autore/i: Bona Angelo

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

premessa dell’autore, collana: Nuovi misteri.

pp. 272, Milano

In questo testo, dal sapore fortemente autobiografico, Angelo Bona ripercorre la sua interessante vita professionale: i numerosi casi clinici incontrati durante la pratica terapeutica si alternano a rievocazioni di esperienze direttamente vissute dall’autore. Ne deriva un flusso emozionale di riflessioni e momenti che raccontano l’affascinante esistenza di uno psicoterapeuta dedito da più di vent’anni all’ipnosi e all’ipnosi regressiva. Lungo le anse del testo incontreremo i Druidi della sacra foresta di Brocéliande, cavalcheremo su Pegaso, il bianco cavallo alato, per lenire il dolore; apprenderemo come riconoscere i Sosia dell’Amore e parteciperemo alla comunione spirituale delle anime gemelle. La rievocazione delle vite precedenti ci condurrà attraverso molte terre e molti popoli: la Francia di Pascaline, il Messico di Niebla, l’Africa di Esile. Ogni esploratore del Sé si avventura nelle sconfinate terre dello spirito alla ricerca di una guida, di un Maestro che indichi la strada. È l’Amore, il vero Maestro: lo scopriamo insieme a una paziente del dottor Bona che tramite la regressione ipnotica assiste alla Passione di Cristo, attimo per attimo, e ne svela il fragrante segreto.

Angelo Bona, medico psicoterapeuta e specialista in anestesia, è presidente dell’A.I.I.Re., Associazione Italiana Ipnosi Regressiva e membro della A.S.C.H., American Society of Clinical Hypnosis. Da più di vent’anni dedica la sua vita allo studio dell’ipnosi e dell’ipnosi regressiva. Per Mondadori ha pubblicato, L’Amore oltre la vita (2004) e L’Amore dopo il tramonto (2005).

L’Amore Dopo il Tramonto – L’Ipnosi Regressiva e il Mistero delle Anime Gemelle

L’Amore Dopo il Tramonto – L’Ipnosi Regressiva e il Mistero delle Anime Gemelle

Le cose intorno a noi nascondono una realtà più profonda dove il tempo e lo spazio abituali perdono di senso… è il mondo dei nuovi misteri

Autore/i: Bona Angelo

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

premessa dell’autore, collana: Nuovi misteri.

pp. 224, Milano

In questa sua nuova opera Angelo Bona mostra come l’ipnosi regressiva recuperi i nuclei conflittuali dall’archeologia dell’inconscio e rinnovi il cantico dell’Amore di vite precedenti. Non esiste un unico viaggio su questa Terra, i rancori e le angosce del passato continuano a bruciare nel presente, le ferite del cuore a sanguinare. Solo prendendone coscienza attraverso una terapia karmica potremo finalmente diventare liberi. Alice, la protagonista della relazione sentimentale qui narrata, ritrova Ricky e la loro storia ammantata dall’oblio: si ameranno ancora oggi, come nella Francia di Robespierre e nelle primitive foreste dell’Amazzonia. L’unione esemplare di Ricky e Alice è un commovente viaggio di eterna simbiosi che possiamo rivivere grazie all’ipnosi regressiva. E da questo viaggio impariamo che esiste un’unica foce a cui affluiscono le nostre vite: quella dell’Amore.

Angelo Bona, medico psicoterapeuta e specialista in anestesia, è presidente della S.I.I.R., Società Italiana Ipnosi Regressiva; da più di ventanni dedica la sua vita professionale allo studio dell’ipnosi e dell’ipnosi regressiva. Tra suoi libri ricordiamo Vita nella Vita, ipnosi regressiva a vite precedenti (2001), Ipnosi regressiva e psicoterapia dell’Entusiasmo (2003), Étoile, vita nella vita songs (2003); negli Oscar Mondadori ha pubblicato L’Amore oltre la vita, l’ipnosi regressiva e il segreto della reincarnazione (2004).

L’Africa Nera fra Cristianesimo e Islam – L’Esperienza di Daniele Comboni (1831-1881)

L’Africa Nera fra Cristianesimo e Islam – L’Esperienza di Daniele Comboni (1831-1881)

Autore/i: Romanato Gianpaolo

Editore: Edizioni Corbaccio

presentazione di Richard Gray, con un saggio di Sergio Romano, collana: Collana storica.

pp. 464, illustrazioni b/n, Milano

In un libro pubblicato da questa collana due anni fa – La spartizione dell’Africa 1880-1914 – Henri Wesseling ha descritto la politica coloniale delle maggiori potenze europee tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Di quel fenomeno conosciamo bene le cause e le tappe più importanti: il taglio del Canale di Suez, la lunga discesa dei mercanti europei verso l’Africa centrale e il bacino del Congo, la ricerca delle fonti del Nilo, l’impero congolese di Leopoldo I, la conferenza di Berlino, i protettorati europei in Africa settentrionale, la guerra della Gran Bretagna contro i dervisci del Mahdi, la sconfitta subita da un corpo di spedizione italiano a Adua, la guerra dei boeri, la conquista italiana della Tripolitania e della Cirenaica. Pochi sanno tuttavia che negli anni Trenta dell’Ottocento l’Egitto (allora provincia autonoma dell’Impero Ottomano) aveva preceduto le potenze europee e si era impadronito, avanzando lungo il corso del Nilo, di una grande regione dell’Africa centrale: il Sudan.
Il colonialismo egiziano e ottomano ebbe l’effetto di aprire le porte di una parte dell’Africa che aveva vissuto, sino ad allora, in una grande cono d’ombra. In questo varco entrò negli anni seguenti, insieme ai mercanti e ai diplomatici, la Chiesa di Roma, decisa a fare opera di evangelizzazione fra le popolazioni dell’Africa centrale. L’Egitto riformatore di Mohammed Ali vide di buon occhio la presenza di missionari cattolici in Sudan e ne favorì l’insediamento, ma volle che si astenessero da qualsiasi forma di proselitismo fra i musulmani. Comincia così la storia del Vicariato di Khartoum e degli uomini che dedicarono la loro vita alla propagazione della fede nelle grandi regioni attraversate dal Nilo Azzurro e dal Nilo Bianco. Fra questi uomini il più noto e importante è un sacerdote veronese, Daniele Comboni, che trascorse buona parte della sua vita in Sudan e dette prova di una grande sensibilità per i problemi africani. Preparò un piano per la «rigenerazione dell’Africa», fondò nella sua città natale un istituto per la formazione dei missionari, aprì scuole e ospedali, volle associare gli africani alle sue iniziative e fu, osserva Gianpaolo Romanato, un anticipatore del «terzomondismo». Ma trovò sulla sua strada un’altra grande religione monoteista, l’Islam, che in quegli stessi anni si stava diffondendo con grande successo nelle stesse regioni. Mentre i trionfanti imperi europei cominciavano a dividersi il continente africano, la religione del decadente Impero Ottomano contrastava efficacemente la diffusione del cristianesimo. Daniele Comboni è stato beatificato nel 1997 e sarà canonizzato nell’ottobre del 2003. Ma questo libro non è un’opera di edificazione religiosa. È un libro di storia dominato dalla singolare figura di un uomo che fu, come altri europei di quel periodo, un «empire builder», un costruttore di imperi. L’«impero», in questo caso, è quello della fede.

Gianpaolo Romanato è nato a Rovigo e risiede a Padova, nella cui università insegna storia della Chiesa. E autore di molti saggi e di diversi libri. Fra questi Religione e potere (1981), insieme con lo storico delle religioni Ioan Petru Culianu; Cultura cattolica in Italia ieri e oggi (1980); Chiesa e società nel Polesine di fine Ottocento. Giacomo Sichirollo (1991); Istituti e congregazioni religiose nel Veneto (1993); Diocesi di Adria-Rovigo (2002); Pio X. La vita di papa Sarto (1992).

In copertina: Daniele Comboni in un ritratto fotografico del 1872 e, sullo sfondo, scene di vita africana in alcuni disegni di Giovanni Beltrame sul retro di una lettera indirizzata a Nicola.

La Guerra dei Sei Giorni – Giugno 1967 : Alle Origini del Conflitto Arabo-Israeliano

La Guerra dei Sei Giorni – Giugno 1967 : Alle Origini del Conflitto Arabo-Israeliano

Titolo originale: Six Days of War

Autore/i: Oren Michael B.

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Massimo Parizzi, collana: Le scie.

pp. 554, numerose tavole b/n f.t., cartine b/n, Milano

La guerra dei Sei giorni (5-10 giugno 1967), in cui le forze armate israeliane sgominarono gli eserciti di Egitto, Giordania e Siria, fu uno dei conflitti più brevi e circoscritti della storia, eppure sta al l’origine della maggior parte degli eventi che si sono succeduti in Medio Oriente negli ultimi tre decenni: le guerre dello Yom Kippur e del Libano, Settembre Nero e la controversia sugli insediamenti ebraici e il futuro di Gerusalemme, gli accordi di Camp David e la nuova intifada, sino all’odierna, ininterrotta catena di sanguinosi scontri fra israeliani e palestinesi.
Michael B. Oren analizza, alla luce di centinaia di documenti finora coperti da segreto militare, ogni aspetto del conflitto arabo-israeliano: il contesto storico e quello politico, i disperati tentativi condotti dalle Nazioni Unite per scongiurare la crisi, i dubbi e i timori che accompagnarono la decisione di Tel Aviv di entrare in guerra, e l’inarrestabile escalation – giorno per giorno, ora per ora – delle operazioni belliche. Il risultato è il più completo e dettagliato resoconto di quel conflitto dai tempi drammaticamente serrati, in cui vengono rievocate, grazie alle interviste a diplomatici, politici e ufficiali di Washington, Mosca, Gerusalemme, Il Cairo, Amman e Damasco, non solo le mire e le strategie ma anche le paure e le speranze dei protagonisti. Personaggi come Moshe Dayan e Gamal Abdel Nasser, re Hussein di Giordania e Yitzhak Rabin, Lyndon B. Johnson e Aleksej Kosygin emergono da queste pagine nella loro umana vulnerabilità, spogliati dal velo che per decenni ne ha coperto le mosse più discusse e discutibili.
Ricostruire lo scenario di quella tragica settimana di giugno che ha rischiato di trasformarsi nella terza guerra mondiale – con l’involontario affondamento della nave statunitense Liberty a opera degli israeliani e la sfiorata collisione con la flotta sovietica nelle acque del Mediterraneo – può aiutarci a comprendere perché quelli che tanto gli arabi quanto gli israeliani chiamano «Luoghi Santi» siano oggi uno dei più cruenti teatri di guerra.

Michael B. Oren, direttore del Dipartimento per gli affari interreligiosi nel governo di Yitzhak Rabin e consulente della delegazione israeliana alle Nazioni Unite, attualmente è Senior Fellow allo Shalem Center di Gerusalemme. È autore di The Origins of the Second Arab-Israeli War (1992), oltre che di saggi e articoli sulla storia del Medio Oriente.

Il Tao dell’Amore – L’Armonia Sessuale Secondo l’Antica Saggezza Cinese

Il Tao dell’Amore – L’Armonia Sessuale Secondo l’Antica Saggezza Cinese

Titolo originale: The Tao of Love and Sex

Autore/i: Chang Jolan

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione e poscritto di Joseph Needham, prefazione dell’autore, traduzione di Paola Campioli.

pp. 196, illustrazioni b/n, Milano

Oltre duemila anni fa i saggi taoisti dedicarono la loro attenzione alle arti amorose e alle tecniche dell’amplesso. Un taoista moderno, Jolan Chang, ha riassunto in questo libro le loro idee e le loro scoperte, trovando le parole per spiegare agli uomini e alle donne del mondo moderno come la saggezza cinese si è manifestata nelle questioni di cuore, nell’amore e nel sesso. Oltre a porre rimedio all’eiaculazione precoce e all’insoddisfazione femminile e al declino sessuale, Il Tao dell’amore con le sue incantevoli e minuziose osservazioni sulle Posizioni e sul Bacio, offre una gamma quasi illimitata di contatti, pratiche, variazioni dell’atto amoroso indicando il cammino da seguire per una vita sessuale felice.