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Selezione di volumi

Canzoni dell’Amore Infinito

Canzoni dell’Amore Infinito

Una raccolta di versi di contemplazione dell’amore infinito e universale

Autore/i: Kabir

Editore: Sellerio Editore

a cura di Brunilde Neroni, collana: Il divano n. 118, titolo originale: Bijak.

pp. 160, Palermo

«Le Canzoni – scrive Brunilde Neroni nell’Introduzione al volume – celebrano l’amore infinito e universale, rivelano l’atteggiamento della persona che si scopre vera e nuda di fronte al divino, ma non solo, ci sembrano soprattutto appunti poetici questi canti colmi di tenerezza, testimoni dello stupore dei sentimenti di fronte alla natura, al silenzio, ai propri errori».

Storia della Città Orientale

Storia della Città Orientale

Autore/i: Benevolo Leonardo

Editore: Editori Laterza

seconda edizione, introduzione dell’autore.

pp. 350, interamente e riccamente illustrato in b/n, Bari

Dai più antichi insediamenti preistorici alle odierne megalopoli, la prima storia della città nell’Estremo Oriente, dove lo spazio urbano è simbolo dell’universo celeste. Uno straordinario viaggio in mondi lontani, attraverso l’analisi delle tecniche costruttive e dei materiali, degli stili e delle teorie.

Santi

Santi

Autore/i: Giorgi Rosa

Editore: Electa

introduzione dell’autrice.

pp. 384, interamente e riccamente illustrato a colori, Milano

“Che cosa significa? Chi sono quei personaggi?” Domande che assillano i visitatori delle mostre e dei musei. Un tempo, le opere d’arte “parlavano” anche agli analfabeti, ma oggi, nel moltiplicarsi delle culture e dei riferimenti, il loro linguaggio visivo risulta spesso ostico. Da Agata a Zeno, questo libro presenta le immagini e le caratteristiche di oltre centoventi santi, i più ricorrenti nell’arte sacra, fra storia e leggenda, tradizione e devozione. Ogni santo è introdotto da una pratica scheda di identificazione, note sulla vita e il martirio, e una serie di riferimenti visivi per riconoscere senza indugi i personaggi, le loro vicende, le particolarità della devozione.

La Civiltà Romana Oltre i Confini dell’Impero

La Civiltà Romana Oltre i Confini dell’Impero

Ricostruita attraverso suggestive scoperte e itinerari archeologici l’avventurosa penetrazione di soldati e mercanti romani oltre i confini dell’impero.

Autore/i: Wheeler Mortimer

Editore: Giulio Einaudi Editore

prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Lucia Pigni Maccia, titolo originale: Rome Beyond the Imperial Frontiers.

pp XVI-212, numerose tavole b/n f.t., numerose illustrazioni b/n, Torino

Nel 1945 l’autore di questo libro, Sir Mortimer Wheeler, professore di archeologia romana all’Università di Londra, e uno dei più autorevoli studiosi moderni di questa scienza, era sovrintendente alle ricerche archeologiche in India. Un giorno, mentre stava dirigendo degli scavi lungo la costa del golfo del Bengala, egli vide uno dei suoi studenti indiani balzar fuori da un vasto fossato, sul cui fondo stava compiendo delle ricerche, agitando un grande frammento d’un piatto rosso: portava la firma d’un vasaio i cui forni avevano prosperato circa duemila anni prima nei sobborghi di Arezzo. Da quest’episodio – cosi racconta Wheeler nella prefazione – nacque in lui l’idea di scrivere questo libro, che è un avvincente resoconto delle spedizioni rischiose e dei lunghi viaggi a prezzo dei quali i soldati e i mercanti della Roma imperiale si spinsero oltre gli estremi confini dell’Impero, in Europa, Asia, Africa, alla ricerca di orizzonti più vasti e di maggiori guadagni. Gli scambi commerciali, le battaglie vinte o perdute, se facevano convergere a Roma da lontani paesi le merci più diverse, diffondevano anche i prodotti romani sino ai limiti del mondo allora conosciuto: dalla Cina alla Norvegia al Sahara. La ricostruzione del Wheeler si appoggia prima di tutto a testimonianze di ordine materiale – merci romane ritrovate oltre i confini dell’Impero o prodotti indigeni che nella fattura rivelano l’influsso della civiltà romana – ma tiene conto anche delle prove di carattere letterario (e qui sta la conferma dell’ampiezza degli interessi del Wheeler), badando a ritrovare riferimenti alla penetrazione romana oltre frontiera nei documenti asiatici, nelle opere dei geografi, degli storici, dei poeti d’ogni lingua e paese.

Le Strutture Antropologiche dell’Immaginario – Introduzione all’Archetipologia Generale

Le Strutture Antropologiche dell’Immaginario – Introduzione all’Archetipologia Generale

Una sintesi fondamentale delle ricerche antropologiche sulle strutture, sui loro contenuti simbolici e sul significato da attribuire ai miti.

Autore/i: Durand Gilbert

Editore: Edizioni Dedalo

seconda edizione, prefazioni e introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Ettore Catalano, titolo originale: Les Structures Anthropologiques de l’Imaginaire.

pp. 560, Bari

Tra le più importanti opere contemporanee di antropologia, il libro di Gilbert Durand rappresenta una sintesi delle ricerche sulle strutture e sulla tipologia dei contenuti simbolici, quali risultano dai miti e dai frequenti rimandi alle arti, alla letteratura e alle diverse civiltà. Una sorta di «giardino» delle immagini, ordinato come la «botanica» di Linneo. Un repertorio organizzato attorno ad alcuni grandi schemi strutturali. Qui l’immaginario si manifesta in una retorica profonda, che conferisce il primato allo spazio «figurativo», sostituendo ai processi della spiegazione discorsiva classica, processi esplicativi spaziali e topologici.

Prefazione alla prima edizione
Quando il filosofo comincia a scrivere una sorta di manuale di Antropologia dell’Immaginario, si trova paradossalmente diviso tra una facilità insolita e difficoltà ineluttabili.
Facilità, poiché nel regno delle immagini «tutte le metafore sono uguali» e si cancellano le «precedenze» della logica o della cronologia contemporaneamente allo sfumare delle articolazioni della ragione e dell’ordine concettuale. In questo fantastico territorio la libertà del cultore di studi comparati è regina; l’elucubrazione di uno psicopatico vale un mito di Platone e le visioni di uno sciamano ostiak non sono meno autentiche della Weltanschauung di un pensatore razionalista.
Ma, come contropartita, lo «specialista di generalità», quale è per definizione il filosofo, si trova di fronte ostacoli considerevoli quando è portato a utilizzare il linguaggio e i lavori del tutto specializzati degli antropologi. Bisogna allora che si sottometta con modestia al più prudente criterio d’autorità e preferisca sempre una documentazione di seconda mano, cioè una documentazione già elaborata dagli esperti del settore: etnologi, psicoanalisti, storici delle religioni e mitologi.
Tuttavia, nel corso stesso dei capitoli in cui ho dovuto contentarmi di classificare i materiali forniti dall’antropologia, mi è parso necessario unificare, per quanto possibile, le regole di grammatica e di lessico anarchicamente ammesse dagli specialisti. Dal momento che sia le traslitterazioni sia l’ortografia dei nomi di tribù adottate dai diversi autori presentano innumerevoli varianti, mi sono attenuto ad alcune convenzioni: eccetto i casi di citazioni dirette indicate tra virgolette, restano invariabili i vocaboli riprodotti in corsivo, così come gli epiteti etnografici poco usuali che cominciano per lettera maiuscola; seguono al contrario le regole usuali di concordanza tutti i nomi di gruppi etnici e gli epiteti scritti con iniziale minuscola. Infine, poiché questo libro non ha alcuna pretesa di erudizione filologica, mi sono permesso di semplificare l’accentazione dei nomi traslitterati, attenendomi, ogni volta che fosse possibile, all’ortografia dei nomi propri in uso nel dizionario Larousse.
Intraprendere un tale lavoro comportava certo il rischio di alienarmi la filosofia senza guadagnarmi l’antropologia, pertanto non potrei concludere questa prefazione senza esprimere la mia gratitudine verso tutti coloro, filosofi e antropologi, che mi hanno dimostrato benevola comprensione: Étienne Souriau – che ha volentieri accettato la direzione di un lavoro di cui la presente opera costituisce l’indispensabile introduzione –, il professor André Leroi-Gourhan – che ha indirizzato con tanta pazienza i primi passi di un filosofo verso la documentazione etnologica –, il professor Jean Hyppolite – la cui cortesia ha facilitato in maniera determinante il mio compito –, il mio maestro Gaston Bachelard, i professori Ferdinand Alquié e Leon Cellier, miei amici, e tutti coloro che hanno compreso, incoraggiato, guidato e assistito lo sforzo di sintesi alla base di questo libro: a loro offro l’omaggio dei miei ringraziamenti.
G.D.
gennaio 1960

Libro primo
IL REGIME DIURNO DELL’IMMAGINE

Semanticamente parlando, si può dire che non c’è luce senza tenebre mentre il contrario non è vero, dal momento che la notte ha un’esistenza simbolica autonoma. Il regime diurno dell’immagine si definisce dunque, in maniera generale, come il regime dell’antitesi.
Questo manicheismo delle immagini diurne non è sfuggito a quanti si sono cimentati nello studio approfondito dei poeti della luce. Abbiamo già notato, con Baudouin, la doppia polarizzazione delle immagini di Hugo attorno all’antitesi luce-tenebre. Analogamente Rougemont ha cercato di isolare il dualismo delle metafore della notte e del giorno nei trovatori, nei poeti mistici del sufismo, nel romanzo bretone, di cui Tristano e Isotta è un illustre esempio, e nella poesia mistica di san Giovanni della Croce. Secondo Rougemont si tratta di un dualismo di ispirazione catara che strutturerebbe tutta la letteratura occidentale, irrimediabilmente platonica. Guiraud, da parte sua, rileva in maniera eccellente l’importanza delle due parolechiave più frequenti in Valéry, «puro» e «ombra», che formano «l’asse portante della scenografia poetica». «Semanticamente» questi due termini «si oppongono e formano i due poli dell’universo valéryano: essere e non essere […] assenza e presenza […] ordine e disordine». Guiraud sottolinea la forza di polarizzazione insita in tali immagini assiomatiche: attorno alla parola «puro» gravitano «cielo», «oro», «giorno», «sole», «luce», «grande», «immenso», «divino», «duro», «dorato», ecc.; a «ombra» si associano invece «amore», «segreto», «sogno», «profondo», «misterioso», «solo», «triste», «pallido», «pesante», «lento». Il fonetista evidenzia altresì l’opposta sonorità dei due termini: «u», o meglio «i», è la più acuta delle vocali, mentre «on» è la più grave. L’istinto fonetico del poeta, facendogli prediligere la ricerca di questi due suoni, coincide con la vocazione delle immagini. È perciò del tutto naturale che i capitoli dedicati al regime diurno dell’immagine si dividano in due grandi parti antitetiche, la prima – il cui titolo acquisirà senso grazie alla stessa convergenza semantica – incentrata sul fondo di tenebre da cui si staglia lo splendore vittorioso della luce, la seconda intesa a illustrare la riconquista antitetica e metodica degli avvaloramenti negativi della prima.

Gilbert Durand è professore emerito di Antropologia culturale e di Sociologia presso l’Università di Grenoble, e co-fondatore e direttore del Centre de Recherche sur l’Imaginaire, che raggruppa organismi di ricerca di tutto il mondo. Ponendosi nella scia di maestri come Jung, Bachelard e Cassirer, Durand ha elaborato uno «strutturalismo figurativo» che rappresenta una pietra miliare nel panorama degli studi sull’immaginario, la mitologia, la sfera simbolica e, più in generale, nel campo della riflessione antropologica.

Visualizza indice

Prefazione alla prima edizione – Prefazione alla seconda edizione – Prefazione alla nuova edizione italiana – Introduzione – Le immagini da «quattro soldi» – Il simbolo e le sue motivazioni – Metodo di convergenza e psicologismo metodologico – Intimazioni antropologiche, piano e vocabolario – LIBRO PRIMO: IL REGIME DIURNO DELL’IMMAGINE – I. I VOLTI DEL TEMPO – 1. I simboli teriomorfi – 2. I simboli nictomorfi – 3. I simboli catamorfi – II. LO SCETTRO E LA SPADA – 1. I simboli ascensionali – 2. I simboli spettacolari – 3. I simboli diairetici – 4. Regime diurno e strutture schizomorfe dell’immaginario – LIBRO SECONDO: IL REGIME NOTTURNO DELL’IMMAGINE – I. LA DISCESA E LA COPPA – 1. I simboli dell’inversione – 2. I simboli dell’intimità – 3. Le strutture mistiche dell’immaginario – II. DAL DENARO AL BASTONE – 1. I simboli ciclici – 2. Dallo schema ritmico al mito del progresso – 3. Strutture sintetiche dell’immaginario e stili della storia – 4. Miti e semantismo – LIBRO TERZO: ELEMENTI PER UNA FANTASTICA TRASCENDENTALE – 1. L’universalità degli archetipi – 2. Lo spazio, forma a priori della fantastica – 3. Lo schematismo trascendentale dell’eufemismo – Conclusione – Appendice I – L’utilizzo in archetipologia della terminologia di Stéphane Lupasco – Appendice II – Classificazione isotopica delle immagini – Bibliografia – Indice dei temi simbolici, archetipici e mitici – Indice dei nomi propri mitologici

Le Religioni dell’Europa Centrale Precristiana

Le Religioni dell’Europa Centrale Precristiana

Titolo originale: Histoire des Religions

Autore/i: Autori vari

Editore: Editori Laterza

a cura di Henri-Charles Puech, traduzione di Maria Novella Pierini.

pp. VII-180, 1 cartina b/n, Bari

In tredici volumi della “Biblioteca Universale” la grande Storia delle religioni diretta da Henri-Charles Puech fornisce una visione completa del fenomeno religioso dall’antico Oriente sino ai giorni nostri.

Nel presente volume:

  • «La Religione degli Slavi» di Frans Vyncke
  • «La Religione dei Balti» di Frans Vyncke
  • «La Religione dei Germani» di Jan de Vries
  • «La Religione dei Celti» di Françoise Le Roux

La Via della Seta – Viaggio nel Passato e nel Futuro

La Via della Seta – Viaggio nel Passato e nel Futuro

Titolo originale: La Route de la Soie

Autore/i: Boulnois Luce

Editore: Rusconi

prefazione e introduzione dell’autrice, traduzione dal francese di Fernanda Littardi.

pp. 316, nn. tavv. b/n f.t., ill. b/n, Milano

Via della Seta, tre parole magiche che evocano lontane storie di uomini avventurosi striscianti per sentieri da capogiro, su fragili e stretti ponti di bambù sospesi a decine di metri sopra fiumi vorticosi, di mercanti in lunghe carovane che valicano passi innevati di montagne vertiginose, che sfiorano «laghi di fuoco»… per arrivare nel remoto Catai con carichi preziosi e poi ripartirne con seta e spezie e mercanzie pregiate. Questo è il significato «materiale» di quella strada che partendo da Singan-fu, l’antica capitale della Cina, e poi da Pechino attraversava la Porta di Giada, aggirava il deserto del Turkestan con diversi percorsi che si ricongiungevano a Samarcanda e attraverso l’altopiano iraniano e l’Asia Minore giungeva in Occidente, a Costantinopoli e al Mediterraneo. Nel suo significato pieno, Via della Seta significa fin da tempi immemorabili propagazione a due sensi, fra Est e Ovest, di colture (piante, animali), culture e religioni. E insieme il tentativo di conoscere l’altro senza scoprire troppo se stessi; l’alternarsi di aperture e chiusure soprattutto da parte della Cina; il sorgere e l’affermarsi. di politiche di potenza da parte di Stati determinati a sfruttare la propria posizione geografica agli imbocchi o sul percorso della Via.
Dopo le due guerre mondali la Via della Seta ha preso il nome una pensata anglosassone di Grande Gioco.Il gioco è in pieno svolgimento, e i protagonisti sono ancora gli stessi: gli Stati che si affacciano sul Golfo Persico, gli eredi delle antiche nazioni che adesso sono dette cumulativamente ex repubbliche sovietiche, la Cina; ma i laghi di fuoco sono diventati i pozzi petroliferi, la merce pregiata è ora l’energia atomica, la religione può essere strumento di ricatto. La storia ha la memoria lunga. E l’autrice è ottima guida su questa strada affascinante.

Luce Boulnois è nata in Francia a Possy (Yvelines) nel 1931. Si è laureata in lingue con specializzazioni in russo e in cinese presso l’attuale CNRS (Centre National de la Recherche Scientifiqùe) e dirige, nello stesso ente, il Centre d’études hymalayennes. v E autrice di tre studi specialistici sul Nepal e di uno sul Tibet pubblicati rispettivamente nel 1969, 1973, 1975, 1983 nella collana «Cahiers népalais» del CNRS. Collabora a periodici scientifici con saggi storici sull’Asia centro-orientale.

India un Pianeta

India un Pianeta

Autore/i: Quilici Folco

Editore: SEI – Società Editrice Internazionale

prima edizione, introduzione di Mario Bussagli, fotografie dell’autore.

pp. 418, numerose illustrazioni a colori e b/n, Torino

Oltre cento documentari, regie cinematografiche, trasmissioni televisive, una ventina di volumi pubblicati: questa l’attività artistica – molteplice nella forma, ma unitaria nella sostanza – di Folco Quilici. La matrice dei suoi interessi, che si traducono sempre in immagini, siano esse cinematografiche o letterarie, è una sola: la tendenza naturale a trasmettere il documento in modo oggettivo, anche se filtrato dalla sua particolare sensibilità artistica.
India, un pianeta – un’opera che gli è costata tre anni di lavoro e di ricerche nasce dal desiderio di dire qualcosa di nuovo su un Paese di cui tanto si parla, ma che si stenta a capire; di poter testimoniare ancora una volta un’esperienza diretta, vissuta, personale.
Fiumi e deserti, città e villaggi, nevi e foreste, coste rocciose e sabbie sconfinate: questo l’immenso Paese dove da ottomila anni vive e muore l’uomo indiano, il contraddittorio mondo dell’India, che si è presentato a Quilici in una molteplicità di aspetti, di volta in volta affascinanti e incomprensibili.
Il mondo della religione e della indifferenza, la terra della compassione universale, dell’assoluta apatia e del disinteresse per il dolore proprio e altrui, la terra di asceti e di ciarlatani, di immense ricchezze e allucinante miseria.
Su questo Paese, erede di una civiltà millenaria, ma che muove ancora i primi passi nella civiltà tecnologica e consumistica di oggi, si è posato l’occhio della macchina da presa dell’autore: viaggiando nelle sue campagne, visitando le città, incontrando gli indiani, Quilici ha tentato se non di comprenderlo, almeno di interpretarlo e, dal suo personale punto di vista, vuol provare con questo libro a farlo conoscere.

Folco Quilici, regista e giornalista, è nato a Ferrara nel 1930. Diplomato al C.S.C. nel 1952, esordisce giovanissimo nel lungometraggio con Sesto Continente (selezione ufficiale italiana alla mostra del Cinema a Venezia nel 1954 e 1° Premio al Festival di Mar della Piata). Nei suoi films, cortometraggi e documentari racconta storie di uomini e donne di paesi lontani, partendo da precisi dati realistici, spettacolari ed etnografici.
Come scrittore e giornalista Folco Quilici collabora a numerose riviste italiane e straniere e ha pubblicato diversi libri che descrivono i suoi viaggi e che sono dedicati particolarmente ad un pubblico giovanile.
L’attività e gli interessi di Quilici non potevano non trovare terreno e sviluppo in TV dove ha curato alcune inchieste fra le più importanti apparse sul video, in Italia, negli ultimi anni sulle storie e i problemi attuali del terzo mondo.

Mondo e Dizione – La Poesia in Gran Bretagna e Irlanda dal 1945 a Oggi

Mondo e Dizione – La Poesia in Gran Bretagna e Irlanda dal 1945 a Oggi

Autore/i: Ciompi Fausto

Editore: Edizioni ETS

prima edizione, collana: Percorsi Nuova Serie n° 18 – collana del Dipartimento di Anglistica dell’Università di Pisa.

pp. 592, ill. in b/n n.t., Pisa

La prima parte del volume ripercorre la storia della poesia britannica e irlandese dal 1945 ai nostri giorni. Si delineano i percorsi creativi dei poeti affermatisi fra le due guerre, come Dylan Thomas, Hugh MacDiarmid e David Jones, per giungere sino al vivace scenario contemporaneo, animato da presenze come Paul Muldoon, James Fenton, Carol Ann Duffy e Simon Armitage, oltre che da personalità più mature e spesso carismatiche come Tony Harrison, Douglas Dunn, Jeremy Prynne e Thomas Kinsella. Particolare attenzione è rivolta alle opere, lo stile e le idee dei maggiori poeti del dopoguerra: Philip Larkin, Ted Hughes, Sylvia Plath, Basil Bunting, Geoffrey Hill, Seamus Heaney, Derek Mahon…, la cui produzione è studiata in riferimento ai dibattiti letterari del momento e al susseguirsi di movimenti o tendenze: il Movement, il Group di Londra e quello di Belfast, l’Espressivismo, la poesia concreta, quella femminista e post-coloniale, il Postmoderno, i poeti marziani, la New e Next Generation…Nella seconda parte del libro, una serie di saggi monografici e di analisi ravvicinate sposta l’attenzione su singole opere o autori. Si interpretano testi che, come Briggflatts di Bunting, hanno segnato momenti decisivi nella letteratura anglofona del dopoguerra, o, comunque, opere maestre di poeti come Ted Hughes, Sylvia Plath e Louis MacNeice. Filo rosso dell’intero volume è l’assunto che la poesia presentifica metaforicamente il mondo in cui viviamo e con esso interagisce a livello conoscitivo, etico ed estetico, anche attraverso gli strumenti dello stile e della dizione.

In copertina e nei risvolti: una poesia concreta di Ian Hamilton Finlay tratta da SF, 1977. In questa sequenza la famigerata organizzazione nazista delle SS è equiparata alla Natura. Essa rappresenta cioè il polo della ferocia naturale in una scala di valori il cui estremo opposto, raffinato, è il Diciottesimo secolo. Tracciando il progresso (o la decadenza) dalla grafia civilizzata di quest’epoca – entro la quale le lettere F’s’ erano comunemente usate al posto di s’s’ – sino alla sua versione runica, ovvero alla tipica saetta tipica di uniformi e insegne delle SS.

Fausto Ciompi, ricercatore di Anglistica, insegna Letteratura Inglese Contemporanea presso l’Università di Pisa. Si è occupato di narrativa moderna, di letterature anglofone e post-coloniali, di poesia metafisica, romantica, vittoriana e contemporanea.

Io, Fascista – 1945-1946 la Testimonianza di un Superstite

Io, Fascista – 1945-1946 la Testimonianza di un Superstite

Autore/i: Pisanò Giorgio

Editore: Net – Nuove Edizioni Tascabili

collana Storica n° 87.

pp. 224, ill. in b/n f.t., Milano

…Io, fascista è la storia di un giovane che nel settembre del 1943, all’età di diciannove anni, in assoluta libertà e autonomia aveva fatto la scelta che doveva procurargli rischi mortali, ore tormentate, disperazione e lacrime…

Io fascista è il resoconto in prima persona dei giorni seguiti alla fine della Repubblica sociale italiana: dalla ritirata dei seguaci del Duce nel ridotto alpino valtellinese, quando gli alleati sono ormai alle porte di Bologna, agli ultimi disperati combattimenti della “colonna Vanna” che, circondata dalle forze partigiane, si arrende il 28 aprile 1945. Tra gli sconfitti, che distruggono le armi per non lasciarle in mano ai nemici, c’è il giovane Giorgio Pisanò, già volontario della Decima MAS e decorato con la Croce di ferro. Alla resa segue una lunga e dolorosa detenzione che porterà Pisanò dal campo di concentramento di Sondrio al 370 POW, il gigantesco campo inglese di Rimini, passando per il carcere di San Vittore a Milano.

Giorgio Pisanò (1924-1997) si iscrisse giovanissimo al Partito nazionale fascista e dopo l’8 settembre 1943 combatté per la Repubblica sociale italiana nella Decima MAS. Dopo la guerra svolse l’attività di giornalista e di scrittore e fu più volte senatore dell’MSI. Ha pubblicato diversi libri sul fascismo.

Storia delle Terre e dei Luoghi Leggendari

Storia delle Terre e dei Luoghi Leggendari

Autore/i: Eco Umberto

Editore: Bompiani

pp. 480, riccamente illustrato a colori, Milano

La nostra immaginazione è popolata da terre e luoghi mai esistiti, dalla capanna dei sette nani alle isole visitate da Gulliver, dal tempio dei Thugs di Salgari all’appartamento di Sherlock Holmes. Ma in genere si sa che questi luoghi sono nati solo dalla fantasia di un narratore o di un poeta. Al contrario, e sin dai tempi più antichi, l’umanità ha fantasticato su luoghi ritenuti reali, come Atlantide, Mu, Lemuria, le terre della regina di Saba, il regno del Prete Gianni, le Isole Fortunate, l’Eldorado, l’Ultima Thule, Iperborea e il paese delle Esperidi, il luogo dove si conserva il santo Graal, la rocca degli assassini del Veglio della Montagna, il paese di Cuccagna, le isole dell’utopia, l’isola di Salomone e la terra australe, l’interno di una terra cava e il misterioso regno sotterraneo di Agarttha. Alcuni di questi luoghi hanno soltanto animato affascinanti leggende e ispirato alcune delle splendide rappresentazioni visive che appaiono in questo volume, altri hanno ossessionato la fantasia alterata di cacciatori di misteri, altri ancora hanno stimolato viaggi ed esplorazioni così che, inseguendo una illusione, viaggiatori di ogni paese hanno scoperto altre terre.

Umberto Eco (Alessandria 1932 – Milano 2016) è stato filosofo, medievista, semiologo, massmediologo, ha esordito nella narrativa nel 1980 con Il nome della rosa (Premio Strega 1981), seguito da Il pendolo di Foucault (1988), L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero zero (2015). Tra le sue numerose opere di saggistica (accademica e non) si ricordano: Apocalittici e integrati (1964), Lector in fabula (1979), Sulla letteratura (2002) e Dire quasi la stessa cosa (2003). Nel 2004 ha pubblicato il volume illustrato Storia della Bellezza, seguito nel 2007 da Storia della Bruttezza, nel 2009 da Vertigine della lista e nel 2013 da Storia delle terre e dei luoghi leggendari.

Digiuno Via di Salute

Digiuno Via di Salute

Il digiuno, “dieta suprema”, è una cura che depura tutto l’organismo, ritarda i processi di invecchiamento e ci dà un corpo più vivo e sensibile

Autore/i: Cott Allan; Agel Jerome; Boe Eugene

Editore: Red Edizioni

traduzione dall’americano di Clara Bianca Erede, titolo originale: Fasting. The Ultimate Diet.

pp. 128, illustrazioni b/n, Como

Seguire la dieta totale, la dieta del digiuno, non è solo un modo per dimagrire rapidamente; praticata nel modo corretto, essa disintossica e fa vivere in modo ricostruttivo.
La dieta del digiuno trova riferimenti nella storia di tutte le civiltà e nelle pratiche mediche più antiche.
Può sembrare strano, ma una volta appresi alcuni piccoli “trucchi”, il digiuno è assai più facile da seguire di molte diete astruse e complicate.
Se desiderate regolare la pressione del sangue, ridurre il livello di colesterolo, perdere l’abitudine al fumo e all’alcool, allentare la tensione, dormire meglio, far funzionare meglio stomaco e intestino, non dipendere più dai farmaci e permettere che il corpo guarisca se stesso.
Con la sicura guida del dottor A. Cott anche la leggerezza del dimagrire sarà un aspetto di una nuova, vibrante vitalità.

Allan Cott è un medico americano che si occupa in modo particolare di bambini che presentano disordini di comportamento, comunicazione apprendimento. I suoi studi più noti riguardano il trattamento della schizofrenia infantile mediante la nutrizione ortomolecolare (cioè mediante un apporto di vitamine e minerali per un equilibrato fisiologia delle cellule).

Jerome Agel è uno scrittore che si è occupato soprattutto delle “alternative” in tempi diversi come terapia, l’architettura, la comunicazione, la scienza.

Eugene Boe è un giornalista autore di innumerevoli articoli nel campo dell’alimentazione.

Da Ottone alla P2 – Sei Anni di Compromesso Storico al «Corriere della Sera»

Da Ottone alla P2 – Sei Anni di Compromesso Storico al «Corriere della Sera»

Autore/i: Da Rold Gianluigi

Editore: SugarCo Edizioni

introduzione dell’autore.

pp. , Milano

Dalla grande illusione di essere gli autentici protagonisti di una nuova informazione in Italia, i giornalisti del «Corriere della Sera» sono arrivati all’amara considerazione di essere stati strumento di cronache e inchieste faziose e di parte. Da Ottone alla P2, dal giornalismo che si autoproclamava anglosassone al sospetto che una lobby segreta condizionava le scelte editoriali del «Corriere». All’Interno di via Solferino c’è il sindacato dei giornalisti più famoso e più «avanzato» d’Italia. Nel Paese marcia l’alleanza DC-PCI: il compromesso storico. Eppure sulle vicende del «Corriere» si viene a sapere e a ipotizzare tutto nel maggio del 1981, quando si scoprono le liste di Celli e la politica di solidarietà nazionale è già tramontata nel Paese. Sui drammatici fatti, che l’Italia ha vissuto dal 1975 al 1981, vi è stata una incredibile coincidenza di vedute tra gli uomini sospettati di essere nella loggia di Celli e le forze che sostenevano ia politica del compromesso storico. Le pagine del «Corriere della Sera» di quegli anni sono lì, davanti a tutti, ad attestare questa inedita convergenza. Perché?

Gianluigi Da Rold, milanese, 39 anni, ha studiato giurisprudenza all Università Statale di Milano. Giornalista professionista dal 1972 è attualmente inviato speciale del «Corriere della Sera». Nel 1967 ha scritto con Piergiulio Sodano Arabi e israeliani: la guerra dei sei giorni; nel 1972, con altri cronisti deli’«Avanti!», ha pubblicato L’affare Feltrinelli; nel 1981 ha curato la raccolta degli articoli di Walter Tobagi Il coraggio della ragione.

Cavie Umane – La Sperimentazione sull’Uomo

Cavie Umane – La Sperimentazione sull’Uomo

Titolo originale: Human Guinea Pigs – Here and Now Experimentation on Man

Autore/i: Pappworth Maurice Henry

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

seconda edizione italiana, prefazione di Giulio A. Maccacaro, appendice giuridica di Carlo Smuraglia, traduzione dall’inglese di Salvatore Gatti.

pp. 288, Milano

L’opinione pubblica inglese e americana è in allarme per un aspetto preoccupante delle attuali ricerche di medicina, cioè la sperimentazione compiuta su pazienti ospedalizzati, per lo più all’insaputa dei soggetti stessi, e con esiti spesso drammatici e persino letali. Le proteste sollevate da queste pratiche sono state messe a tacere o addirittura sottoposte a un’azione di censura da parte delle riviste scientifiche. Con questo libro M. H. Pappworth, medico egli stesso, propone non solo di informare il pubblico con un arco di esempi che abbraccia gli ultimi vent’anni, ma anche di stabilire il rapporto tra ciò che è eticamente corretto e la pratica concreta della medicina sperimentale. “Lo sperimentatore non deve considerare, proporre o intraprendere alcun esperimento, ove questo sia tale che – in circostanze identiche a quelle riguardanti il paziente – esiterebbe a sottoporvi se stesso, o membri della sua famiglia o altre persone per le quali senta rispetto ed affetto.”
Questo principio di eguaglianza,” aggiunge Pappworth, “dovrebbe essere la pietra angolare dell’intero codice normativo.”
Ma fino a che punto tale problema interessa anche il nostro paese? Le notizie in proposito sono scarse, tuttavia – come osserva il professor Maccacaro nella sua prefazione al volume – il solo fatto che ogni anno vengano registrate centinaia di specialità medicinali, per le quali è richiesta per legge la sperimentazione sull’uomo, rende evidente che non vi siamo estranei. Si tratta dunque di un problema comune a tutto il mondo, che va affrontato con coraggio e legalizzato entro schemi etici accettati da tutti.
In appendice al volume è stata aggiunta una nota di Carlo Smuraglia sulla situazione giuridica della ricerca in Italia.

Lo Specchio del Cielo

Lo Specchio del Cielo

Titolo originale: Heaven’s Mirror

Autore/i: Hancock Graham; Faiia Santha

Editore: Edizione CDE

introduzione degli autori, traduzione dall’originale inglese di Isabella Bolech, in copertina: l’Isola di Pasqua, foto di Santha Faiia.

pp. 336, riccamente e interamente illustrato a colori e b/n, Milano

Affascinanti ed enigmatici i monumenti e le città sacre del mondo antico sono stati silenziosi per millenni. Che segreti ci rivelerebbero se potessero parlare?

«Il punto in cui sorge il sole all’equinozio di primavera era tradizionalmente considerato dagli antichi “linea di fede del sistema” e il carattere di ogni età astrologica veniva determinato dalla costellazione dello zodiaco che “ospitava” il sorgere del sole in quel particolare giorno. Attualmente viviamo “all’alba dell’età dell’Acquario” in cui il portatore d’acqua e succeduto ai Pesci come “casa del sole” nell’equinozio di primavera. Questo significa anche che, quando nascerà la Nuova Età, il tramonto dell’equinozio d’autunno avrà luogo nella casa del Leone, che il solstizio d’inverno sarà ospitato dallo Scorpione e che il solstizio d’estate sarà ospitato dal Toro.»
Un libro che indaga sulle origini della civiltà per svelare le chiavi del futuro.

Nello Specchio del cielo Graham Hancock continua la ricerca cominciata nel suo best-seller Impronte degli dei per scoprire l’eredità nascosta dell’umanità e rivelare che le culture che noi consideriamo antiche erano, di fatto, eredi di una civiltà di gran lunga più antica e della sua saggezza arcaica…
Lavorando con la fotografa Santha Faiia, sua moglie, Hancock traccia il network dei siti sacri intorno al mondo in uno spettacolare viaggio di scoperta che ci porta dalle piramidi e templi dell’antico Egitto alle enigmatiche statue dell’isola di Pasqua, dalle rovine dell’America pre-colombiana allo splendore di Angkor Wat, nel tentativo di decifrare il codice dei nostri antenati. È un’odissea attraverso il mito e la magia, e incredibili rivelazioni archeologiche, che ci costringono a ripensare la nostra concezione delle origini della civiltà.
Lo Specchio del cielo è molto più che un seguito a Impronte degli dei. È un’immersione nella spiritualità degli antichi, una ricerca della rivelazione di un segreto scritto nella lingua dell’astronomia, e conservato nelle fondamenta dei più sacri siti dell’antichità.

Un segreto che parla della misteriosa connessione tra ciclo e terra…

Un segreto che trasforma templi in stelle e uomini in dèi…

Il più oscuro e nascosto segreto del nostro passato dimenticato.

Graham Hancock, sociologo e giornalista scozzese, è stato corrispondente dall’Africa per le più prestigiose testate britanniche. Ha curato numerose pubblicazioni di carattere naturalistico e scientifico. Dell’autore Corbaccio ha già pubblicato, con grande successo, Impronte degli dei (150.000 copie) e Custode della Genesi (50.000 copie), scritto insieme a Robert Bauval.

Santha Faiia è una fotografa di fama internazionale, specializzata in culture e monumenti antichi. E autrice, tra l’altro, delle foto di Impronte degli dei.

Il Nuovo Manuale di Astrologia – Interpretare l’Oroscopo con Logica e Precisione

Il Nuovo Manuale di Astrologia – Interpretare l’Oroscopo con Logica e Precisione

Autore/i: Wolf Linda

Editore: Rizzoli

prima edizione, a cura di Lina Agostini, premessa dell’autrice.

pp. 296, numerose ill. b/n, Milano

L’astrologia è una disciplina antica e complessa, ma sorretta da una logica di precisione cristallina: è il principio fondamentale che guida questo manuale. Nell’influsso degli astri non c’è nulla di oscuro, ma occorre saper leggere molti dati significativi, ciascuno da valutare, oltre che in sé, nei suoi rapporti con tutti gli altri: i pianeti, i segni dello Zodiaco, le case. Sulla scorta della sua profonda esperienza, Linda Wolf offre al lettore un metodo razionale, ma senza dogmi, per interpretare un oroscopo, illustrandolo in ogni sua operazione con esempi concreti, e arricchendolo di un’appendice in cui si possono trovare con rapidità tutti i dati, dalle effemeridi degli ultimi sessant’anni alle tavole dell’ora legale per tutti i paesi del mondo, che consentono di giungere a una formulazione dell’oroscopo il più possibile esatta, efficace, chiara.

Linda Wolf di famiglia italo-svizzera, è nata a Roma dove ha frequentato l’Università.
Ancor giovanissima si è interessata di Astrologia e di dottrine Voga. In particolare è diventata fervente seguace di Paramahansa Yogananda, il grande studioso che ha diffuso il Raja Voga in Occidente, predicando l’amore universale, l’autorealizzazione e combattendo il determinismo in Astrologia.
Parla quattro lingue. Ha operato in Francia, e in Italia è titolare di rubriche televisive, collabora a settimanali e alla rivista specializzata” Astra”. Ha compiuto studi particolari su Plutone, e tenuto conferenze su temi scottanti come la criminalità minorile e l’influenza di Plutone sulle generazioni e sull’individuo.

Sino al Fiore del Nulla – 99 Poesie con i Testi Originali in Persiano

Sino al Fiore del Nulla – 99 Poesie con i Testi Originali in Persiano

Autore/i: Sohrāb Sepehri

Editore: ARACNE Editrice

prima edizione, a cura di Nahid Norozi, presentazione di Carlo Saccone.

pp. 318, Ariccia (RM)

Senza di te…” – cantavamo – “ero una porta all’esterno, uno sguardo sul limite, e una voce nel deserto”. Sohrāb Sepehri (1928–1980), conosciuto a livello internazionale anche come pittore, è una delle più brillanti stelle della pleiade dei poeti contemporanei iraniani. Il suo carattere schivo e riservato non gli impedì di essere anche un instancabile viaggiatore, sempre in compagnia dell’amata solitudine che dona alla sua poesia aspetti squisitamente mistici fortemente presenti nella sua poetica: Quel che dobbiamo non è conoscere il “segreto” della rosa, / quel che dobbiamo è forse / nuotare nell’“incanto” della rosa. / Quel che dobbiamo è forse / correre tra la ninfea e il secolo / in cerca del canto della verità. I temi tipici della poesia di Sepehri oscillano tra immagini in chiaro–scuro dove la luce si alterna all’ombra e alla tenebra, tra sogno e veglia, tra vita e morte, tra natura e Dio, tra isolamento e amore cosmico, tra viaggio interiore e un lungo viaggio fuori di sé.

Il Rumore del Sole – L’Uomo che ha Sfidato l’Oceano in Windsurf Racconta le Sue Imprese

Il Rumore del Sole – L’Uomo che ha Sfidato l’Oceano in Windsurf Racconta le Sue Imprese

Autore/i: Ferrero Sergio

Editore: Rusconi

prima edizione, prefazione di Milena Milani.

pp. 220, Milano

Sembrava un’impresa impossibile. Eppure Sergio Ferrerò è riuscito ad attraversare 1 Atlantico in windsurf, da Puerto Rico di Gran Canaria a Barbados, nelle Antille. Ha percorso 2580 miglia in 24 giorni, lottando contro i flutti, la noia, il caldo torrido del sole e il gelo della notte, contro i pescecani e la paura. «Cerco il confronto con la paura» aveva detto prima della partenza «perché sono convinto che mi aiuterà a tirar fuori le angosce che ho dentro. Voglio vedere se dopo ci sarà un Sergio diverso.»
Non era la prima volta che lanciava la sfida: aveva già battuto il record mondiale di windsurf, da Ibiza alle coste spagnole. E questo libro è un resoconto fedele di un uomo che ha sempre cercato di realizzare se stesso, nello sport come nella vita.
Personaggio complesso e, in apparenza, contraddittorio, si è guadagnata la fama di playboy, anche se le sue amiche sostengono che è uno dei pochi romantici ancora rimasti. Nonostante l’aria svagata, la passione per le spiagge e le ragazze di Ibiza, ha sempre lavorato con impegno. Perché anche le passioni richiedono un duro lavoro: la pittura, la sua barca in legno “Barbara” che risale agli anni Trenta e sulla quale vive, l’“Excalibur” bianca, la sua auto, che avrebbe fatto invidia al Grande Gatsby.
«Lui ha dimostrato di essere forte, questo libro ne è la prova» ha scritto Milena Milani nella prefazione. «È una storia vera e umana, realistica e poetica insieme. Un metodo sconcertante e originale per raggiungere, in qualche modo, forse Dio, forse la felicità.»

Sergio Ferrerò di Muresanu è nato a Bucarest da madre romena e padre italiano. All’età di pochi mesi si è trasferito a Roma, dove ha studiato scienze politiche, anche se ha preferito dedicarsi alla pittura. Attualmente vive a Ibiza sulla sua barca “Barbara”, ormeggiata in porto. Oltre al windsurf, nel quale ha conquistato due record mondiali, è cultore di deltaplano, con il quale, tentando di attraversare lo stretto di Gibilterra, ha vissuto una drammatica avventura. «Non sono un eroe,» ha dichiarato «non sono un temerario e tantomeno uno che cerca l’impossibile per divertirsi. Semplicemente, amo vivere.»

Assassine per Amore – Considerazioni sugli Infanticidi Oggi

Assassine per Amore – Considerazioni sugli Infanticidi Oggi

Autore/i: Fantini Maristella; Pezzini Franca

Editore: Ananke

premessa degli autori, prefazione di Carlo Ruo Redda, introduzione di Giuseppe Maina (Professore Associato di Psichiatria Dipartimento di Neuroscienze, Università di Torino), collana: Phisis – collana di Analisi Transazionale diretta da Maurizio Martucci.

pp. 214, ill. in b/n n.t., Torino

Madri assassine. Un tema che non tocca solo la cronaca nera. Non solo la psichiatria o la sociologia. Tocca i segreti delle relazioni intime. I casi tragici e mediatici di donne-assassine come Anna Maria Franzoni, Marcella Sardeni, Laura Pettenello e troppe altre ancora, dimostrano come prima del tragico gesto fossero donne comuni: insegnanti, impiegate, casalinghe. Chi leggerà questo libro non troverà conforto immediato. Troverà, speriamo, interrogativi e contrasti. Si sentirà perplesso. Ma abbiamo bisogno di conoscere le contraddizioni moderne per meglio gestire le conoscenze dei comportamenti.

Maristella Fantini, medico neurologo, psicoterapeuta ad indirizzo analitico transazionale, ha lavorato per anni nei Servizi di Salute Mentale di Torino dedicandosi soprattutto alla prevenzione del disagio psichico. Per Ananke ha pubblicato: La e il cioccolato, Come un guscio la pelle, Voglio un figlio ma…, Analisi transazionale e neuroscienze.

Franca Pezzini, psichiatra, vive e lavora a Torino, dove da molti anni si dedica ad attività territoriali e ad interventi ospedalieri sull’urgenza psichica.

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Prefazione
Introduzione
Premessa

Prima parte: Infanticidio tra epidemiologia e clinica

  • L’infanticidio è sempre esistito?
  • L’infanticidio è legato ai disturbi del dopo parto?
  • La madre infanticida è pazza?

Seconda parte: L’agito distruttivo e il fallimento della relazione

  • Oltre Medea
  • Empatia ed onnipotenza: i due estremi della relazione materna
  • Neonaticidi subito dopo il parto
  • Infanticidi nei primi mesi: scissione interna
  • Figlicidi nei primi anni: esplosione da stress
  • Il figlicidio: esplosione arcaica
  • Rapporto tra momento dell’infanticidio, fase relazionale e problemi della madre

Terza parte: Storie di vita

  • Il primo attaccamento
  • Il pianto del neonato
  • Sbarre fuori e dentro
  • Acque torbide e squali
  • Lo spazio vuoto
  • Il ritorno dell’acqua
  • La sintesi negata

Quarta parte: Quale attenzione per prevenire

  • La ricerca insegna
  • Elementi per la prevenzione
  • Conclusione
  • Vademecum

Bibliografia

Paneb – Il Segreto della Pietra di Luce

Paneb – Il Segreto della Pietra di Luce

Titolo originale: Paneb l’Ardent

Autore/i: Jacq Christian

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, traduzione Laura Serra.

pp. 502, ill. in b/n, Milano

…La pietra è ricchezza, potere, è la chiave dell’eternità. La pietra è il segreto…

Nessuno siede sul trono. Dopo la morte del faraone Merenptah, due pretendenti si contendono la successione e lo spettro di una guerra fratricida incombe minaccioso sull’Egitto. Per la confraternita del Luogo della Verità si apre un nuovo periodo di inquietudine. Tra gli artigiani si cela un traditore, al servizio del diabolico nemico che brama il tesoro custodito nel tempio della dea Maat. Inoltre va diffondendosi il malcontento, perché i viveri scarseggiano e perfino l’acqua nasconde un’insidia micidiale. Mentre il cerchio si stringe sul villaggio, Paneb l’Ardente è chiamato da Nefer, responsabile degli artigiani e suo padre adottivo, a una prova cruciale, ha lavorato con energia e dedizione, molti segreti del mestiere gli sono stati rivelati, gli è stato concesso il privilegio di dipingere in una tomba reale e ora è giunto, per lui, il momento di creare il capolavoro. In un’epoca di abbagliante splendore, l’impresa titanica di plasmare la materia e la storia degli uomini che la intrapresero.

Della serie Il Segreto della Pietra di Luce sono stati pubblicati: Nefer, Clair, Paneb, Maat.

Christian Jacq (Parigi, 28 aprile 1947) è uno scrittore, egittologo e saggista francese. Ha scritto numerosi libri e romanzi sull’antico Egitto, spesso incentrati sulla figura di Ramses II, faraone che Christian Jacq ammira molto. Le sue opere sull’Antico Egitto, non sempre basate su episodi veri, sono firmate col nome dello scrittore oppure con pseudonimi, come J. B. Livingstone e Christopher Carter. Nel 1995, grazie alla saga Ramses composta da 5 libri, ha registrato un trionfo internazionale, dato che la serie è stata pubblicata e tradotta in oltre 25 stati. Ogni libro di questa saga si occupa di un aspetto della vita conosciuta di Ramses II. Ha affrontato anche altri temi, scrivendo inoltre romanzi gialli e libri per ragazzi.
In possesso di un dottorato di studi sull’Antico Egitto da parte della Sorbonne, ha fondato con sua moglie, l’istituto Ramses, che si propone di creare un archivio fotografico dei siti archeologici egiziani.
Entrato in massoneria nella loggia Goethe di Rito scozzese antico ed accettato e appartenente alla Gran Loggia di Francia, dopo esserne divenuto il maestro venerabile ne ha fatto una loggia “selvaggia”, cioè non appartenente ad un’obbedienza o organizzazione riconosciuta, e ne ha cambiato il rito con uno egizio di sua personale invenzione, il che gli ha valso l’accusa di aver fondato una setta.