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Oltre la Giustizia

Oltre la Giustizia

Titolo originale: Beyond Justice

Autore/i: Heller Agnes

Editore: Società Editrice Il Mulino

unica edizione, prefazione dell’autrice, traduzione di Stefano Zani, collana: Collezione di testi e di studi. Filosofia.

pp. 444, Bologna

«Oltre la giustizia» si pone come un’ambiziosa e originale anatomia del concetto etico-politico di giustizia. Se in epoca premoderna filosofia morale, filosofia sociale e filosofia politica si trovavano armonicamente saldate, tratto peculiare della modernità è la loro perdita d’armonia. Al «Treffpunkt» di queste discipline si situa il problema per eccellenza della storia morale dell’Occidente, quello della giustizia, nell’analisi del quale Agnes Heller si addentra prendendo spunto dalla descrizione hegeliana di una modernità in cui etica e politica sono percorse da una definitiva frattura concettuale. e indagando i modi di tale divaricazione con eleganti e puntuali riferimenti a Hobbes, Rousseau, Kant, Kierkegaard, Marx, Nietzsche. La giustizia, come è declinata nella filosofia moderna, appare come un ideale rigido e astratto: sofferta constatazione su cui l’Autrice innesta, distinguendo tra strutture statiche e strutture dinamiche, la proposta di un concetto «incompleto» di giustizia, oltre il quale si pone l’obiettivo di tutta la ricerca helleriana, la prospettiva pluralistica della «buona vita». Attraverso un costante richiamo agli autori contemporanei che più si sono espressi su questo nodo cruciale, da Rawls, a Nozick, Habermas, Hannah Arendt, Foucault, con questo volume Agnes Heller propone una autorevole e complessa risposta alla crisi della filosofia morale apportando un contributo denso (e moralmente impegnato) al dibattito sulla postmodernità.

Agnes Heller, allieva di György Lukács (con il marito Ferenc Fehér e con György Markus faceva parte della cosiddetta scuola di Budapest), nel 1973 fu allontanata dall’Ungheria e si trasferì in Australia nell’Università di La Trobe. Dal 1985 insegna Filosofia alla New School for Social Research di New York. Tra i suoi volumi, tradotti in italiano, ricordiamo: «Per una teoria marxista del valore» (Editori Riuniti, 1974), «Istinto e aggressività. Introduzione a una antropologia sociale marxista» (Feltrinelli, 1978), «La teoria dei bisogni in Marx» (Feltrinelli, 1980), «Teoria dei sentimenti» (Editori Riuniti, 1980), «Teoria della storia» (Editori Riuniti, 1982) e «Il potere della vergogna» (Editori Riuniti, 1985).

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Indice del volume: Prefazione. – I. Il concetto formale di giustizia. – II. Il concetto etico-politico di giustizia. – III. Il concetto di giustizia dinamica. – IV. Il concetto socio-politico di giustizia. – V. Verso un concetto etico-politico incompleto di giustizia. – VI. La vita buona.

Il Favoloso Innesto – Storia Sociale della Vaccinazione

Il Favoloso Innesto – Storia Sociale della Vaccinazione

Autore/i: Assael Baroukh M.

Editore: Editori Laterza

unica edizione, prefazione di Giorgio Cosmacini, introduzione dell’autore, collana: Storia e società.

pp. 308, Bari

Tutti siamo vaccinati; tutti, anzi, ci vacciniamo molte volte nell’arco della nostra vita. Forse, però, non abbiamo mai pensato a quanto questa pratica abbia influito sulla storia dell’uomo. Basti pensare che fino a tutta l’età moderna le guerre si perdevano o si vincevano più per via delle epidemie che in virtù di spade e cannoni.
In questo libro si traccia una vera e propria storia sociale della vaccinazione. Non ci si sofferma, cioè, tanto sugli aspetti strettamente medici, quanto sulle modificazioni di vita da essa derivanti e, insieme, sulle polemiche che nell’Ottocento accompagnarono i primi tentativi di vaccinazione di massa. Infine vincitrice, questa pratica diventa la migliore e più evidente applicazione del primo principio operativo della medicina contemporanea: quello della prevenzione.

Baroukh M. Assael (Alessandria, Egitto, 1947) è professore associato di Pediatria all’Università di Milano. Ha lavorato diversi anni all’Istituto «Mario Negri»; di Milano occupandosi di farmacologia sperimentale e clinica. Autore di numerosi articoli di pediatria e di infettivologia su riviste mediche internazionali, collabora alla rivista «Vaccinazione 2000» e fa parte del comitato di redazione di alcune riviste internazionali. Ha curato, nel 1994, la pubblicazione di un Dizionario di vaccinazione e ha scritto, per i nostri tipi, Il favoloso innesto. Storia sociale della vaccinazione (1996).

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Prefazione di Giorgio Cosmacini

Ringraziamenti

Introduzione

I. Il vaiolo tra scienza e storia

1. Le conoscenze sul vaiolo – 2. La verifica dell’efficacia – 3. L’inoculazione in Francia – 4. L’innesto in Italia – 5. Gli argomenti contro l’innesto e la sua difesa – 6. La reale diffusione dell’innesto e la valutazione del suo effetto – 7. La vaccinazione – 8. Luigi Sacco, apostolo italiano della vaccinazione – 9. L’ondata di utopia: 9.1. Da Edimburgo a Vienna, da Vienna all’India – 9.2. Il Mediterraneo – 9.3. L’America del Sud. 10. Dalla vacca all’uomo, ancora alla vacca – 11. Il controllo del vaiolo: vaccinazione e rivaccinazione. La questione dell’obbligo – 12. Il vaiolo nel XX secolo. Il programma di eradicazione – 13. Fra storia e biologia: perché il vaiolo? – 14. Dalla vaccinazione di massa alla sorveglianza di massa

II. La vaccinazione come programma scientifico e sociale

1. Dai miasmi ai microbi – 2. La nascita dell’immunologia e il programma pastoriano: 2.1. Pouilly-le-Fort – 2.2. Le ricerche sulla rabbia. 3. Pastorismo e igiene – 4. Dalla vaccinazione alle teorie sull’immunità – 5. La diffusione del programma pastoriano: sviluppo della vaccinazione fra scienza sperimentale e prassi sociale: 5.1. La fine della peste? – 5.2. L’ampliamento del programma

III. Il tempo del colera

1. Le reazioni sociali al colera – 2. L’organizzazione sanitaria di fronte al colera – 3. Le vie del colera – 4. La questione dei pellegrinaggi – 5. Le Conferenze sanitarie internazionali – 6. Le conoscenze scientifiche sul colera – 7. La storia del vaccino anticolerico – 8. La vaccinazione nel quadro della difesa contro il colera – 9. La vaccinazione nel quadro delle misure internazionali di difesa dal colera – 10. Epilogo

IV. Un caso storico: il ruolo del vaccino antitubercolare nel controllo sociale della tubercolosi

1. Concezioni mediche della tubercolosi – 2. La scoperta di Villemin: la tubercolosi è una malattia virulenta e specifica – 3. La tubercolosi malattia sociale – 4. La rivoluzione batteriologica – 5. Le prime basi sperimentali del vaccino antitubercolare – 6. La tubercolina e il miraggio di Koch: 6.1. Il significato e l’uso delle reazioni alla tubercolina – 6.2. Il vaccino italiano: gli studi di Maragliano, Petregnani, Salvioli – 6.3. Il BCG – 6.4. Le reazioni internazionali al BCG – 6.5. Il BCG in Italia. 7. Strategie per il controllo della tubercolosi: il ruolo sociale della vaccinazione: 7.1. Il contributo delle concezioni igienistiche all’iniziale controllo della tubercolosi – 7.2. Un primo tentativo di bilancio agli inizi della vaccinazione – 7.3. Come viene affrontato il problema della tubercolosi dallo Stato italiano post-unitario e quando compare ufficialmente la raccomandazione della vaccinazione come strumento di controllo della tubercolosi in Italia? – 7.4. Il bilancio sul ruolo sociale della vaccinazione antitubercolare in Italia – 7.5. Un bilancio (quasi) definitivo – 7.6. E il vaccino? 8. Epilogo

V. Il controllo della difterite e la sua vaccinazione

1. La difterite alla fine dell’Ottocento – 2. L’idea del vaccino per una strategia di controllo della difterite – 3. Il vaccino antidifterico – 4. Epilogo

VI. Verso l’eradicazione della poliomielite

1. La storia della poliomielite – 2. Le conoscenze mediche sulla poliomielite – 3. Gli aspetti sociali della poliomielite – 4. L’idea del vaccino – 5. Il vaccino di Salk – 6. Il vaccino di Sabin – 7. La poliomielite in Italia – 8. Verso l’eradicazione della poliomielite?

VII. Igea o Asclepio? Il futuro della vaccinazione fra storia e scienza

1. Il controllo delle grandi malattie di ieri e di oggi – 2. Sulla necessità di strategie vaccinali – 3. Farmaco-economia delle vaccinazioni – 4. Strategie del futuro – 5. Un caso del presente storico: il vaccino contro l’epatite B – 6. Da qui al futuro

Bibliografia

Indice dei nomi

Lo Specchio Vuoto – Lo Zen e l’Arte di Essere Occidentali. L’Avventura di un Giovane Europeo in un Monastero Buddhista

Lo Specchio Vuoto – Lo Zen e l’Arte di Essere Occidentali. L’Avventura di un Giovane Europeo in un Monastero Buddhista

Titolo originale: The Empty Mirror

Autore/i: Van de Wetering Janwillem

Editore: Neri Pozza Editore

traduzione di Michela Pisanti Hewlett.

pp. 160, Vicenza

«I koan, gli esercizi di concentrazione, i stura, i sermoni e il resto sono soltanto una parte di quello che accade in queste pagine. Straordinarie le descrizioni della vita quotidiana, dei monaci e delle altre persone che l’autore ha incontrato, degli scherzi e del cibo, dei momenti di satori, l’esplosivo attimo di una comprensione che oltrepassa la comprensione.» (Los Angeles Times)

Jan è un giovane che contesta le autorità costituite, ama il jazz, le motociclette e l’anarchia, ma una domanda lo tormenta: «Perché tutto è cominciato, e a quale scopo?».
Nei corridoi di un’università londinese, un cinico professore di filosofia, per il quale solo i mistici, i depressi e i folli hanno simili tormenti, gli assegna il suo destino: «Vada in un monastero, si trovi un maestro… di meditazione … e vedrà che guarirà!»
A ventisei anni, rasato e vestito con cura, Jan si presenta alla porta di un antico monastero zen di Kyoto. Dopo aver traversato porticati solenni e leggiadri giardini di muschio e pietra, è al cospetto del maestro.
«La vita è uno scherzo; un giorno imparerai a capirlo, non ora, ma più tardi»: con queste enigmatiche parole, Jan è accolto come discepolo. Dovrà soggiornare nel monastero per almeno otto mesi, svegliarsi alle tre del mattino, meditare con gli altri monaci sotto la guida del superiore, ricevere il suo Koan (l’indovinello apparentemente senza senso che costituisce, nella tradizione zen, la chiave per accedere al Sentiero delle Otto Vie indicato dal Buddha), lavorare in giardino; provvedere alla cerimonia del tè, affrontare i sesshin (le settimane in cui la porta del monastero è chiusa, la meditazione incessante e la disciplina implacabile), sedersi nella posizione del loto – dovrà, in breve, vivere come un monaco tra i monaci.
Lo specchio vuoto è lo straordinario diario di questa esperienza. Uno di quei libri rari in cui lo sguardo occidentale riesce, senza rinunciare all’ironia e al disincanto che gli è proprio, a penetrare nella pratica mistica orientale. Nelle sue pagine, si schiude il prezioso dono di un’antica sapienza: la consapevolezza che è possibile destarsi, essere «quel tanto più sveglio per non addormentarsi più» e scivolare con levità attraverso lo «scherzo della vita».

Janwillem van de Wetering è nato in Olanda nel 1931. Dopo aver studiato filosofia a Londra, ha trascorso due anni in un monastero zen di Kyoto, in Giappone. Autore di una serie di romanzi polizieschi di grande successo tradotti in moltissime lingue, vive oggi negli Stati Uniti, presso una comunità zen del New England.

Oltre – Dal SETI agli UFO. Viaggio fra i Fenomeni non Classificati alla Ricerca del Pensiero Alieno

Oltre – Dal SETI agli UFO. Viaggio fra i Fenomeni non Classificati alla Ricerca del Pensiero Alieno

Autore/i: Pinotti Roberto; Blondet Maurizio

Editore: Editoriale Olimpia

con un saggio di Massimo Teodorani, premessa di Roberto Pinotti, prefazioni di Giuseppe Tagliaferri, introduzione degli autori.

pp. 320, illustrazioni b/n, Firenze

Da Galileo in poi gli scienziati hanno sempre evitato di fare un’analisi della realtà che potesse chiamare in causa i principi della spiritualità o della metafisica, temendo soprattutto il rischio che teologia e scienza potessero tornare a mescolarsi, come nel Medio Evo. Il timore è giustificato, perché questa commistione significherebbe la fine scienza. Ma il fatto è che questo atteggiamento ha portato gli scienziati a considerare una sola fetta di realtà: quella materiale. Essi tendono a non badare altro che ad essa, senza domandarsi mai se per caso non vi sia un’altra realtà.

Esiste la vita al di fuori della Terra? La scienza, a dispetto di taluni approcci tradizionalmente scettici, tende ormai a dare una risposta positiva a tale interrogativo. L’uomo d’oggi aspira a vedere il grande silenzio degli spazi – quel silenzio che tanto sgomentava il filosofo Pascal – animarsi all’improvviso e indicarci che non siamo più soli nel Creato. Questa speranza, coltivata a livello filosofico e spirituale dalla storia del pensiero umano, deve oggi la possibilità di tradursi in realtà alla più moderna ricerca scientifica. Inoltre numerosi indizi, propri di quella fenomenologia nota con la sigla UFO, paiono confermare che tutto questo è più a portata di mano di quanto non si sia pensato, e che forse anche una rivisitazione retrospettiva di alcuni eventi storici potrebbe confermare.
L’odierno villaggio globale che caratterizza la nostra realtà si configura sempre più come una cultura planetaria, una cultura che prima o poi dovrà certamente confrontarsi con le altre.

Roberto Pinotti è nato a Venezia nel 1944. Giornalista scientifico, ha operato come sociologo in campo aerospaziale per l’ASI e l’ESA (le agenzie spaziali italiana ed europea), l’International Space University di Strasburgo, l’Università di Firenze e il SETI (l’Ente radioastronomico per la ricerca di intelligenze extraterrestri). Presidente del Centro Ufologico Nazionale Italiano e direttore delle riviste «Ufo» e «Archeomisteri», coordina da un decennio importanti simposi scientifici sotto l’egida della Repubblica di San Marino. Ha scritto una ventina di testi divulgativi ed enciclopedici, tradotti anche in Spagna e negli Stati Uniti, e ha più volte partecipato a programmi televisivi nazionali sulle prospettive di vita aliena. Vive a Firenze.

Maurizio Blondet, classe 1944, giornalista professionista, ha iniziato nel 1968 la sua attività alla «Domenica del Corriere». Successivamente redattore scientifico del «Settimanale», è poi stato caposervizio di «Gente», collaborando altresì con «Scienza e Vita». Attualmente è inviato del quotidiano milanese «Avvenire». Ha scritto numerosi testi giornalistici e divulgativi a carattere geopolitico e culturale. Vive a Milano.

Dio è Pericoloso – La Mia Esperienza dall’Est, all’Ovest

Dio è Pericoloso – La Mia Esperienza dall’Est, all’Ovest

Titolo originale: Von Gott zu reden ist gefährlich

Autore/i: Goritschewa Tatjana

Editore: Edizioni Paoline

traduzione di Anna Orban Dagrada.

pp. 144, Milano

Aveva una splendida carriera davanti a sé, eppure non era felice; si sentiva andare a pezzi, capiva di vivere ingannando se stessa.
Era leader giovanile comunista e docente di filosofia, ma si rifugiava in una vita fatta di eccessi e di disordine. Si entusiasmava per le filosofie occidentali e orientali, si occupava di yoga, ma aveva in fondo al cuore la disperazione…
Finché un giorno, durante una meditazione del Padre Nostro, incontrò la fede che cambiò la sua vita. Allora comprese «con tutto il suo essere che Dio esiste… un Dio che si fece uomo per amore».
Tatjana Goritschewa racconta dell’affascinante riscoperta della Chiesa russa, nonostante persecuzioni e arresti.
È una Chiesa viva, che ancora oggi, grazie alla forza delle sue guide spirituali, riesce a toccare profondamente il cuore della gente.
Tutto diviene una grande testimonianza sulla persona russa, sul senso della sofferenza e della persecuzione, fino a scoprire che ciò che appartiene a Dio non si lascia estirpare.
Ma questo libro è anche un appello agli occidentali, a non banalizzare la fede, ma a credere con tutto il cuore.

Tatjana Goritschewa è nata a Leningrado nel .1947; ha studiato filosofia e radiotecnica. A ventisei anni è diventata cristiana; ha fondato con alcune donne di Leningrado il primo movimento femminile in Unione Sovietica, ha organizzato seminari religiosi di studio e pubblicato due giornali underground. Dopo molti interrogatori è stata esiliata nel 1980. Tatjana Goritschewa oggi vive a Parigi.

Conflitto Intrapsichico e Ridecisione – L’Io nell’Analisi Transazionale

Conflitto Intrapsichico e Ridecisione – L’Io nell’Analisi Transazionale

Autore/i: Novellino Michele

Editore: Città Nuova Editrice

unica edizione, introduzione dell’autore.

pp. 168, illustrazioni b/n, Roma

L’analisi transazionale (AT) è stata classificata    dall’Associazione Psichiatrica Americana come una psicoterapia neopsicoanalitica. Questa definizione rende con chiarezza giustizia a un sistema psicologico psicoterapeutico a lungo malcompreso e mistificato come semplicistico proteso verso cambiamenti meramente comportamentali.
Negli anni settanta, l’AT è stata a lungo considerata come una psicoterapia «umanistica», in riferimento a un livello che è filosofico e non certo epistemologico; tale processo ha seriamente ostacolato la comprensione di quelle che sono state le intuizioni più felici di Eric Berne.
Questi, allievo di Federn ed Erikson, propose un modello concettuale che rielaborava in termini relazionali e induttivi la metapsicologia freudiana di stampo deduttivo. La personalità veniva da lui studiata come insieme di fenomeni osservabili nel loro interagire quotidiano con l’ambiente. Ne è derivato un metodo psicoterapeutico che si propone di risalire alle radici del conflitto nel suo estrinsecarsi comportamentale. È proprio questo accesso al relazionale che permette di pensare alla possibilità di un cambiamento, visto come processo attivo del paziente guidato dal terapeuta (ridecisione).
Il presente volume si propone di sintetizzare l’attuale situazione teorica e tecnica dell’AT, con una particolare attenzione ricerche svolte dall’autore attività dell’Istituto di AT di Roma (I.A.T.).

Michele Novellino è psichiatra e psicologo, analista transazionale didatta dell’I.T.A.A. (International Transactional Analysis Association); è direttore dell’I.A.T. e presidente della SIAT (Società Italiana di Analisi Transazionale). Ha svolto i primi corsi di formazione in AT a Bologna Padova Napoli, Bari, Palermo. Autore di Stati dell’Io (con C. Moiso), Astrolabio, 1982; Uscire dalla tossicodipendenza, Cappelli 1983; L’analisi transazionale del transfert, Riza, 1988; L’alleanza nella relazione scolastica (con M. De Martino e A. Vicinanza), Liguori, 1990.

URSS Popoli e Costumi – La Costruzione del Socialismo in uno Stato Plurinazionale

URSS Popoli e Costumi – La Costruzione del Socialismo in uno Stato Plurinazionale

Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche: popoli e costumi

Autore/i: Tokarev Sergej A.

Editore: Editori Laterza

testo riveduto e aggiornato dall’autore, traduzione, introduzione e riduzione per l’edizione italiana a cura di Gian Luigi Bravo, titolo originale: Ėtnografija Narodov SSSR.

pp. 516, numerose tavole fotografiche b/n f.t., 1 cartina ripiegata b/n f.t., Bari

Dall’impero zarista l’Unione Sovietica ha ereditato una sua ampia terra di frontiera, certo meno nota, in Occidente, del West selvaggio americano, che ormai fa parte dell’epopea e dell’umorismo popolare. E tuttavia la «frontiera» sovietica non è certamente meno stimolante: abbraccia i resti di antiche civiltà «classiche» e i residui di popolazioni a livelli tecnologici quanto mai primitivi, zone in cui alla vigilia della Rivoluzione si estendevano domìni feudali e ampi territori del cNord in cui vagavano dispersi allevatori di renne.
Questo mondo complesso e il problema di costruirvi il socialismo: qui è centrato il contributo dato da Tokarev con URSS: popoli e costumi.
Il risultato è certamente un quadro inatteso e vivacemente articolato della realtà sovietica, una realtà che di solito viene impoverita da schemi politici e sociologici semplicistici.
Nonostante . qualche limite, che ha essere evidente, questo libro rappresenta certamente un contributo di primaria importanza in un campo relativamente inesplorato, da un punto di vista così ampio, anche in URSS; e proprio per il fatto di non riferirsi in modo generico a popoli senza storia, ma di seguirne invece le vicende fino ai problemi più recenti dell’edificazione socialista, l’opera si inserisce nelle più vitali discussioni odierne sulla società sovietica.
Ma essa è interessante anche da un altro punto di vista; è un esempio di un modo diverso dal nostro di fare storia, sociologia o etnografia. Ed è un esempio talvolta urtante, nella misura in cui rovescia o offende alcuni sacri valori dello studioso occidentale, il quale osserva sempre con notevole, e non infondata, diffidenza i prodotti delle scienze sociali dei paesi socialisti, ma è in genere meno disposto ad adottare la stessa vigilanza critica nei confronti dei propri prodotti e dei condizionamenti ideologici che vi si esprimono.
Anche in questa prospettiva URSS: popoli e costumi si offre all’esame e alla discussione, senza nascondere i propri schematismi e le proprie remore, ma neppure l’organicità e la profondità di analisi che la metodologia marxista permette di raggiungere.

Freud e l’Anima dell’Uomo

Freud e l’Anima dell’Uomo

Titolo originale: Freud and Man’s Soul

Autore/i: Bettelheim Bruno

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

prefazione dell’autore, traduzione dall’inglese e nota di Alessandro Serra.

pp. 144, Milano

Pamphlet appassionato e studio sul linguaggio della psicoanalisi, questo saggio è anche un’introduzione essenziale e stimolante, tutta condotta sui concetti di base e sulle parole chiave, alla lettura dell’opera di Freud.
“Le traduzioni inglesi degli scritti di Freud sono per molti e importanti aspetti gravemente insufficienti e hanno portato alla formulazione di conclusioni erronee per quanto riguarda non soltanto l’uomo Freud ma anche la psicoanalisi come disciplina. Il discorso vale anche per l’autorevole Standard Edition of the Complete Psychological Works of Sigmund Freud.” Bruno Bettelheim, nato a Vienna in una famiglia medioborghese di ebrei assimilati, educato in un ambiente per molti aspetti simile a quello in cui si formò il fondatore della psicoanalisi, sottopone a una serrata critica la curvatura scientista che la disciplina ha subito negli Stati Uniti, mettendo sotto accusa le traduzioni in lingua inglese delle opere di Freud e la trasformazione del suo linguaggio in un gergo esoterico e intellettualistico. ‘Psiche’ vuol dire anima, ricorda Bettelheim, e la psicoanalisi è l’analisi dell’anima dell’uomo. Ma ‘Seele’ anima in tedesco, diventa nella traduzione inglese ‘mind’, mente. L’intenzione e la cultura di Freud, la sua formazione umanistica attestata dal costante interesse per il mito, l’archeologia, le religioni, le sue cautele e le sue asserzioni, sono tradite nella versione di titoli, concetti e parole chiave. E significativa, per esempio, la traduzione del termine ‘Ich’ (io in tedesco) con ‘ego’ (io in latino) anziché con ‘I’ (io in inglese). In questo modo, scrive Bettelheim, si trasforma “una parola viva nel termine di un gergo specialistico che annulla il coinvolgimento personale da cui siamo presi quando diciamo ‘io’ o ‘me’ […] Nel dar vita al concetto di Ich, Freud si sforzò di non separarlo dalla realtà e usò un termine che rendesse praticamente impossibile lasciarsela alle spalle. Chi parla o legge delle forze dell’Io è costretto a guardare dentro di sé introspettivamente.” Le traduzioni errate che cancellano il coinvolgimento personale e impediscono un approccio immediato da parte del lettore contengono già un grave travisamento del programma freudiano di portare a coscienza parti dell’inconscio, e riducono la psicoanalisi a psicologia comportamentista basata sull’osservazione esterna.

Bruno Bettelheim, nato a Vienna nel 1903, si trasferì negli Stati Uniti nel 1939. Ha diretto per quasi trentanni l’Órthogenetic School per bambini psicotici, è Distinguished Professor of Education e Professor Emeritus di psicologia e psichiatria airUniversità di Chicago. Opere: Il prezzo della vita (Adelphi 1965); L’amore non basta (Ferro 1967); I figli del sogno (Mondadori 1969); Ferite simboliche (Sansoni 1973); Psichiatria non oppressiva (Feltrinelli 1976); Il mondo incantato (Feltrinelli 1977); La fortezza vuota (Garzanti 1978); Dialoghi con le madri (Comunità 1979); Sopravvivere (Feltrinelli 1981); Imparare a leggere (Feltrinelli 1982) in collaborazione con Karen Zelan.

Il Ruggito della Mamma Tigre

Il Ruggito della Mamma Tigre

Titolo originale: Battle Hymn of the Tiger Mother

Autore/i: Chua Amy

Editore: Sperling & Kupfer Editori

traduzione di Claudia Lionetti.

pp. 246, Milano

Tutti i genitori vogliono il meglio per i propri figli. Il problema è come ottenerlo. Se un tempo il metodo era uno, ovvero l’uso della disciplina, oggi, in un’epoca di pedagogia figliocentrica e permissiva, anche il genitore meglio intenzionato finisce per cedere al compromesso. Non è così per Amy Chua: cresciuta secondo i rigidi principi educativi cinesi («la disciplina più disciplina del mondo»), ha un’idea molto chiara su come allevare le sue bambine, Sophia e Lulu. La «mamma tigre» crede che il modo migliore per proteggere i figli non sia rassicurarli continuamente, assecondarne le predisposizioni, evitare loro le difficoltà per non intaccarne l’autostima, bensì promuovere i valori dell’abnegazione, della necessità di puntare sempre all’obiettivo più alto, per arrivare a una sicurezza personale di cui poi nessuno riuscirà più a privarli.
Ecco perché a casa Chua sono banditi TV, computer e uscite con gli amici. Vietato andare a dormire a casa di una compagna di classe, prendere un voto che non sia il massimo, partecipare alla recita scolastica, rifiutarsi di suonare uno strumento musicale e lamentarsi di ciò che non è permesso. Le priorità sono, sempre e comunque, i compiti e lo studio assiduo della musica. I risultati non tardano ad arrivare – entrambe le bambine hanno voti eccellenti e ottengono riconoscimenti prestigiosi in campo musicale – ma al prezzo di sacrifici che ai nostri occhi di genitori “occidentali” e permissivi destano non poca sorpresa e scandalo.
Tuttavia, quando Sophia e Lulu entreranno nella difficile età dell’adolescenza, persino la “mamma tigre” dovrà rivedere le sue convinzioni. Straordinario caso editoriale negli Stati Uniti, dove ha scatenato un infuocato dibattito pubblico che dall’America si è esteso a tutto il mondo, questo libro racconta una grande storia di disciplina, talento, severità e amore. Sincero, provocatorio e divertente, un saggio che si legge con lo stesso piacere di un romanzo, e che cambierà per sempre il vostro modo di concepire l’educazione dei figli.

Amy Chua insegna alla facoltà di Legge di Yale. È autrice di due libri diventati bestseller in ambito economico. Vive con il marito, le figlie e due samoiedo a New Haven, nel Connecticut.

Forte è la Donna – Dalla Grande Madre Benedetta Insegnamenti per i Nostri Tempi

Forte è la Donna – Dalla Grande Madre Benedetta Insegnamenti per i Nostri Tempi

Titolo originale: Untie the Strong Woman

Autore/i: Pinkola Estés Clarissa

Editore: Edizioni Frassinelli

traduzione di Teresa Franzosi.

pp. 280, numerose illustrazioni a colori, Milano

«In un mondo che è al contempo da crepacuore per l’orrore che presenta e mozzafiato per la bellezza che mostra, è davvero sacrosanta la ragione per andare in cerca di questa grande forza ammaestratrice nota come Nostra Madre. Per volerla trovare e restarle vicino.» Così inizia il nuovo libro di Clarissa Pinkola Estés, un suggestivo viaggio nell’universo femminile più profondo: quello spirituale. Dopo aver stimolato il risveglio della Donna Selvaggia attraverso racconti, fiabe e miti, Clarissa Pinkola Estés, psicoanalista junghiana che ha conquistato così tante generazioni di lettrici con Donne che corrono coi lupi ci guida adesso alla scoperta dell’aspetto più intimo della psiche femminile, quello legato alla spiritualità intesa come forza creativa e feconda. In tutte le religioni e culture ancestrali, infatti, esiste una potenza fertile e prolifica riconosciuta come Grande Madre, nel cui grembo il mondo è stato concepito e a cui tutti apparteniamo. Una Grande Madre, benedicente e compassionevole, che accetta e supera la sfida di affrontare il mondo così com’è, bello e terribile allo stesso tempo. Con un linguaggio magico e affascinante, che attinge alle preghiere e alle leggende delle più disparate tradizioni,Clarissa Pinkola Estés non solo ripercorre i temi che hanno ispirato il suo straordinario saggio d’esordio, ma innalza anche un poeticissimo inno al femminile.

Clarissa Pinkola Estés insegna ed esercita la professione di analista. È stata direttrice del C.G. Jung Institute di Denver e ha conseguito il dottorato in etnologia e in psicologia clinica. Donne che corrono coi lupi è il suo saggio d’esordio, un longseller dallo strepitoso successo editoriale.

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  1. La Nostra Grande Madre Ancestrale
  2. L’incontro con la Signora in rosso
  3. Come la Grande Donna fu cancellata… Il nostro ruolo nel ripristinarla
  4. Lei è d’ispirazione per le anime sofferenti
  5. Umili e indifesi la amiamo
  6. «Rialzatevi! Anche dopo un massacro», dice La Conquista, Nostra Signora dei Conquistati
  7. Indossare la veste di frecce. Lei insegna a proteggere i vulnerabili
  8. Gli usi di un cuore infranto. La Mater Dolorosa ci è sempre vicino
  9. L’uomo che incontrò Nostra Signora delle Rose
  10. Nessuno è troppo malvagio, meschino o disperato
  11. No al razzismo,no alla discriminazione, nessuno è un intoccabile
  12. I suoi infiniti nomi
  13. La Madre di Misericordia. Guarire l’anima dopo un trauma
  14. Il rosario come lazo per salvare una vita
  15. Tenersi stretti all’anima
  16. La Grande Madre ispira le Piccole Madri
  17. Il rifiuto del Sacro. Qui non c’è posto per voi
  18. Siamo tutti «Inmigrantes»: il fuoco creativo inestinguibile
  19. Mi Madre, Tu Madre, Ella Madre, Elio Madre, Nuestra Madre: Mia Madre, Tua Madre, Sua Madre, Nostra Madre
  20. Nostra Madre vegli su di te e ti protegga sinché ci rivedremo

Note

Manuale Completo di Numerologia – Conoscere Meglio Se Stessi e gli Altri Attraverso il Significato dei Numeri

Manuale Completo di Numerologia – Conoscere Meglio Se Stessi e gli Altri Attraverso il Significato dei Numeri

Titolo originale: The Numerology Kit

Autore/i: Adrienne Carol

Editore: Gruppo Editoriale Futura

terza edizione, traduzione di Giulia Amici.

pp. 220, Tavernelle

Per una più profonda conoscenza di se stessi e una migliore comprensione degli altri. Scoprite gli aspetti segreti della vostra carriera, della salute, della famiglia, dell’amore…
La numerologia fa parte dell’antica tradizione esoterica – dalla scuola di Pitagora alla Cabala – che usava i numeri e il loro potere energetico quali importanti chiavi di interpretazione della realtà. Carol Adrienne, nota coautrice della “Guida alla Profezia di Celestino”, espone in modo chiaro e affascinante la stretta correlazione tra i numeri e gli eventi della nostra vita quotidiana. Analizzando con questa conoscenza i numeri della data di nascita e le lettere del nome, a cui vengono assegnati valori numerici, oltre alle date importanti della nostra vita è possibile tracciare un profilo preciso dei nostri talenti e delle nostre tendenze per il futuro. Di facile lettura, il libro insegna in modo divertente e sistematico ad elaborare semplici test per scoprire chi siamo e come possiamo affrontare in modo vincente le realtà della vita. Il libro è corredato dalla Carta Numerologica originale di Carol Adrienne, che vi permette di individuare e analizzare tredici differenti aspetti della personalità e del destino e può indicarvi gli anni e i mesi dei cambiamenti importanti della vostra vita, e fornirvi una guida sul momento migliore per prendere delle decisioni.

Carol Adrienne, scrittrice di successo e numerologa, tiene seminari e conferenze in tutto il mondo, ed è un’esponente di spicco del movimento per la trasformazione personale. Tra i suoi libri, tradotti in oltre quindici lingue, in italiano sono stati pubblicati: Lo Scopo della Tua Vita (ed. Corbaccio), Destino di tuo figlio (ed. Corbaccio), Il Manuale Completo di Numerologia (ed. Gruppo Futura) , Il Successo della Tua Vita (ed. Laris).
Con James Redfield ha scritto: La guida alla Profezia di Celestino (ed. Corbaccio), La guida alla Decima Illuminazione (ed. Corbaccio).

Cristoforo Colombo l’Ultimo dei Templari – La Storia Tradita e i Veri Retroscena della Scoperta dell’America

Cristoforo Colombo l’Ultimo dei Templari – La Storia Tradita e i Veri Retroscena della Scoperta dell’America

Autore/i: Marino Ruggero

Editore: Sperling & Kupfer Editori

premessa dell’autore.

pp. XIII-346, numerose tavole a colori f.t., Milano

Una data, un nome, un enigma: 12 ottobre del 1492. È lo spartiacque che contraddistingue la nascita dell’era moderna. Grazie a un navigatore del mistero. Da 500 anni, su questa data, sul nome e sul personaggio Cristoforo Colombo, viene raccontata la stessa storia: lo scopritore, dopo aver compiuto quattro viaggi nelle Americhe, morì nel 1506 senza avere mai compreso dove fosse sbarcato. Era convinto che quei territori facessero parte dell’Asia. Ma i fatti non andarono così. La storia fu cambiata. È giunto il tempo di rovesciarla come un’antica clessidra… lo strumento che segnava il tempo per gli uomini di mare. Perché, come scrive Colombo, «la verità trionfa sempre» e «io non resti confuso in eterno».

Chi era Cristoforo Colombo? Un marinaio premiato al di là dei suoi meriti? O qualcosa di più, molto di più? Perché si firmava Christo Ferens, colui che porta a Cristo? Sulla base di una nuova interpretazione di antiche carte e documenti, l’autore rivisita le vicende del “navigatore dei due mondi” e della “scoperta” dell’America. Quanto si sostiene in questo libro non è mai stato affermato in cinque secoli di scritti colombiani: complotto secolare, thriller storico-politico-teologico, sottofondo alchemico-esoterico, sorprendenti parentele, eredità templari e cavalleresche. Per un sogno di pace universale fra cristiani, musulmani ed ebrei e una Chiesa da rifondare. Sullo sfondo, «mappe impossibili», spedizioni e sbarchi precedenti al 1492 fra realtà e leggenda, attese millenaristiche, personaggi come Marco Polo, Pico della Mirandola, Paolo Dal Pozzo Toscanelli. Partendo dalla caduta di Costantinopoli, dal confronto Oriente-Occidente, dall’inquietante somiglianza fra Colombo (definito nepos) e Innocenzo VIII (il papa fatto sparire dal successore spagnolo Rodrigo Borgia), da una lapide in San Pietro, dai fondi per la partenza, dalle lotte e dai segreti del Vaticano scopriremo che l’esploratore sapeva dove sarebbe giunto: un mondo nuovo, non l’Asia. Non fu il primo ad approdarvi: un antico codice alessandrino, nella biblioteca di Innocenzo VIII, dava già le giuste coordinate. Come conferma il turco Piri Reis, che avanza anche una «pre-scoperta» da parte di Colombo. Certamente Colombo fu il definitivo: l’umanità è cambiata solo in seguito ai suoi quattro viaggi. La storia fu poi stravolta, la Spagna poté impadronirsi dell’Eldorado e la ragione di stato, nel tempo, prevalse. Avvalendosi di apparati iconografici, di libri e pubblicazioni anche straniere, questo saggio rivoluzionario, appassionante come un romanzo, rivisita a 360 gradi la vicenda della «scoperta dell’America», proponendone una lettura nuova, ricca di fascino e di mistero.

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Premessa
Carità, verità, giustizia

  1. La caduta di Costantinopoli
  2. La matrice di Genova e Padova
  3. Colombo, il figlio di Innocenzo VIII
  4. Un’epigrafe in San Pietro
  5. Dalle streghe a Pico della Mirandola
  6. Santa Croce e la lancia di Longino
  7. Vaticano, Campidoglio, Quirinale
  8. Monaci, cavalieri e vichinghi
  9. Marco Polo e l’America-Cipango
  10. La mappa dell’infedele Piri Reis
  11. Il trucco delle tre carte
  12. L’esoterica firma di Colombo

Note
Ringraziamenti

Lo Specchio delle Immagini Interiori

Lo Specchio delle Immagini Interiori

Autore/i: Ghesce Ciampa Ghiatso

Editore: Chiara Luce Edizioni

prefazione dell’editore.

pp. 96, illustrazioni b/n, Pomaia (Pisa)

In questo manuale sono racchiusi alcuni fondamentali insegnamenti dati da Ghesce Ciampa Ghiatso all’Istituto Lama Tsong Khapa di Pomaia. Nella prima parte vengono spiegati il comportamento da osservare nei ritiri, evitando le azioni negative di corpo, voce e mente, e la necessità di prendere rifugio e di ottenere l’ispirazione dal proprio maestro con la pratica del guru yoga.

Ghesce-là illustra le qualità dei Tre Gioielli, l’importanza della mente di bodhicitta che aspira all’illuminazione, che si genera mediante due metodi. Nella seconda parte vengono analizzati i 51 fattori mentali, uno studio fondamentale per la conoscenza della propria mente. Nella terza parte si descrivono le sei perfezioni (paramita), con un particolare riferimento alla pratica della calma mentale (shiné).

Cavalieri del Medioevo

Cavalieri del Medioevo

Dai guerrieri barbari ai Templari, dalle razzie degli Unni alla ricerca del Graal, dai tornei equestri alle Crociate: storia e mito della più importante istituzione feudale

Autore/i: Barber Richard

Editore: Edizioni Piemme

prima edizione, traduzione dall’inglese di Ezio Rovida, titolo originale: The Knight and Chivalry.

pp. 496, cartine b/n f.t., Casale Monferrato (AL)

Sfavillanti nelle loro armature, alteri su bianchi cavalli, indomiti e leali fino alla morte, sempre pronti a difendere fanciulle in pericolo. Oppure tormentati da una sete di assoluto, come Parsifal alla ricerca del Graal. Il concetto di cavalleria è una delle idee centrali del mondo medievale.

Ma quando è nato il ruolo di cavaliere e come si è formata la mistica che lo accompagna? Come si è passati dalle razzie dei guerrieri a cavallo che combattevano nell’esercito romano al codice d’onore delle potenti confraternite dei Templari, degli Ospedalieri o dei Cavalieri Teutonici?

Dalla preistoria della cavalleria alla nascita dell’Ordine di Malta, dai tornei alle Crociate, dalla vertiginosa ascesa dei Cavalieri di Cristo alla loro feroce persecuzione, un testo esauriente e completo che traccia con piglio sicuro e avvincente la storia dell’ideale cavalleresco e dei suoi legami con il potere politico e religioso.

Richard Barber è un autorevole studioso del Medioevo, autore di molti libri sull’argomento. Cavalieri del Medioevo, già pubblicato in Inghilterra e vincitore del prestigioso “Somerset Maugham Award”, viene ora proposto in una nuova edizione ampliata e aggiornata dall’autore alla luce delle più recenti ricerche.

Psicoanalisi al Femminile

Psicoanalisi al Femminile

Autore/i: Autori vari

Editore: Editori Laterza

seconda edizione, introduzione e cura di Silvia Vegetti Finzi, collana: Storia e società, in sovraccoperta: Giuseppe Motti, Estate, 1983, olio su tela.

pp. XVIII-404, illustrazioni b/n, Bari

«In nessun campo del sapere le donne sono state così presenti e attive come nella psicoanalisi. In veste di paziente, terapeuta, teorica, studiosa, o semplicemente di interlocutrice, esse vi hanno sempre partecipato da protagoniste.
«Questo lavoro si colloca per intero sotto il segno del femminile poiché vi appartengono tanto le autrici quanto le protagoniste dei loro saggi (da Anna O. e Dora, tra i primi famosi «casi clinici», fino a Françoise Dolto e Luce Irigaray).
«Ciascuna autrice, posta di fronte a un nome, ha evocato l’altra donna con la quale ha inteso dialogare, restituendocela, per quanto possibile, nella sua irripetibile individualità, nella sua più segreta identità. Talora è stato possibile intravvedere anche il versante più personale di un’esistenza, quello amoroso. Lou Andreas-Salomé e Sabina Spielrein ci offrono, in questo senso, elementi di verità di grande portata teorica, oltre che di profonda suggestione.
«I personaggi sfilano sull’immaginario palcoscenico del libro in un ordine cronologico non certo normativo. È lasciato piuttosto alle preferenze o all’arbitrio di ciascuno seguire un percorso di lettura più o meno personalizzato, optare per una biografia piuttosto che per un’altra, per una serie di temi culturali o di avvenimenti storici.
«La inesausta apertura della ricerca rappresenta la funzione specifica e lo scopo ultimo di una “psicoanalisi al femminile”, la sua estrema promessa di verità e di libertà. Ma affinché la decontrazione del sistema non sia fine a se stessa, occorre si accompagni alla elaborazione di un sapere alternativo, di proposte diverse. A questo scopo ripercorrere le biografie di altre donne che si sono trovate a vivere difficoltà e contraddizioni molto simili alle nostre, può costituire un itinerario di formazione, non solo culturale ma esistenziale»

Silvia Vegetti Finzi è nata a Brescia in una famiglia mantovana perseguitata e pesantemente colpita dalle leggi razziali. Dal 1953 abita a Milano dove ha studiato presso l’Università Cattolica del S. Cuore, specializzandosi in Psicologia clinica. Una delle autrici di psicoanalisi e psicologia più note in Italia, insegna Psicologia dinamica all’Università di Pavia. Fra le sue opere: Storia della psicoanalisi (Milano 1990 2), Il bambino della notte (Milano 1990), Il romanzo della famiglia (Milano 1992), Volere un figlio (Milano 1998).

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Introduzione di Silvia Vegetti Finzi

  • Le isteriche o la parola corporea di Silvia Vegetti Finzi
  • Anna Freud, la figlia di Simona Argentieri
  • Melanie Klein, la madre di Adele Nunziante Cesaro
  • Marie Bonaparte, l’amica di Anna Maria Accerboni
  • Luo Andreas-Salomé, l’amante di Nadia Fusini
  • Sabina Spielrein, la paziente di Francesca Molfino
  • Helene Deutsch e Karen Horney, le allieve di Anna Salvo
  • Françoise Dolto, la sapiente di Luisa Mele
  • Luce Irigaray, l’eretica di Gabriella Buzzatti

Le Autrici

La Svizzera, l’Oro e i Morti – I Banchieri di Hitler

La Svizzera, l’Oro e i Morti – I Banchieri di Hitler

Il ruolo delle banche svizzere nella seconda guerra mondiale. – Un nuovo esplosivo atto d’accusa dell’autore di La Svizzera lava più bianco.

Autore/i: Ziegler Jean

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, traduzione di Arianna Ghilardotti, collana: Ingrandimenti, titolo originale: Die Schweiz, das Gold und die Toten.

pp. 360, Milano

Senza i banchieri svizzeri, la seconda guerra mondiale sarebbe finita prima e centinaia di migliaia di esseri umani avrebbero avuto salva la vita. Quei banchieri hanno fornito miliardi di franchi svizzeri a Hitler, permettendogli così di acquistare sul mercato le materie prime strategiche di cui aveva bisogno. Gli utili astronomici derivati dalla guerra hanno in seguito costituito la base della potenza mondiale della piazza finanziaria elvetica.
I documenti dei servizi segreti, soprattutto americani, che sono stati recentemente resi pubblici, rivelano la complicità attiva dei banchieri svizzeri (e con loro di mediatori, mercanti d’arte, agenti fiduciari, gioiellieri, avvocati d’affari, ecc.) che hanno ricettato e «lavato» l’oro che le SS avevano rubato nelle banche centrali, nelle imprese e nelle abitazioni private dei paesi occupati, o strappato alle vittime dei campi di sterminio. Nel frattempo, il governo svizzero respingeva alle sue frontiere decine di migliaia di rifugiati ebrei, consegnandoli a volte direttamente ai carnefici delle SS.
Jean Ziegler, uno dei migliori conoscitori dei meccanismi bancari svizzeri, ha condotto un’indagine su questi scandalosi compromessi. I documenti che ha portato alla luce sono una prova schiacciante nei confronti della politica svizzera prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale. Il suo libro – esplosivo, pieno di rivelazioni e racconti quasi incredibili – esce contemporaneamente in Italia, Francia e Germania.

Jean Ziegler è professore di sociologia all’Università di Ginevra e deputato al Parlamento della Confederazione elvetica. Autore di vari saggi sul Terzo Mondo, ha pubblicato con Mondadori opere di successo quali Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto (1976), La Svizzera lava più bianco (1990), La felicità di essere svizzeri (1994).

Fratelli Maggiori, Fratelli Minori – Come la Competizione tra Fratelli Determina la Personalità

Fratelli Maggiori, Fratelli Minori – Come la Competizione tra Fratelli Determina la Personalità

Titolo originale: Born to Rebel

Autore/i: Sulloway Frank J.

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione dell’autore.

pp. 534, illustrazioni b/n f.t., numerose tavole b/n f.t., Milano

Che cosa avevano in comune grandi conservatori come Mussolini e Newton, Churchill e Freud?
Erano tutti primogeniti.
E ribelli come Gandhi e Voltaire, Danton e Franklin, Darwin e Dickens?
Erano figli di mezzo o ultimogeniti.
Un’interpretazione innovativa e affascinante del modo in cui le dinamiche familiari influiscono sulla personalità di ciascuno di noi.

Perché le personalità dei componenti di una stessa famiglia sono spesso tanto dissimili? Perché i primogeniti si identificano con i genitori, con l’autorità e difendono lo status quo, mentre i fratelli tendono ad essere rivoluzionari, ribelli?
Partito da un problema circoscritto – comprendere la ragione per cui proprio Darwin è giunto ad elaborare la teoria della selezione naturale – Frank J. Sulloway è pervenuto a conclusioni che sconvolgeranno il mondo accademico (e non solo): il fattore più rilevante nella determinazione dei comportamenti umani non è quello economico, né quello ideologico, bensì la posizione del singolo individuo all’interno del nucleo familiare.
Alla base di questa innovativa visione dello sviluppo della personalità c’è un’intuizione fondamentale: la famiglia non è un “ambiente condiviso”, ma funziona come un microsistema biologico in cui ogni figlio cerca di scavarsi una nicchia nella competizione per ottenere il favore dei genitori, definendo così un proprio carattere peculiare. Se perciò i primogeniti, sui quali padri e madri investono tutte le aspettative, si affermano prevalentemente nella politica e nella scienza conservatrice, gli altri figli devono ricorrere all fantasia per inventarsi ruoli diversi e alla diplomazia (o alla ribellione violenta) per imporli, e diventano avventurieri, artisti, eretici.
Alla luce di questa interpretazione lo studioso americano analizza le biografie di migliaia di personaggi coinvolti in grandi controversie storiche e rilegge l’intera vicenda del pensiero sociale e scientifico, dalla Rivoluzione francese alla Riforma protestante, dalla teoria copernicana a quella della selezione naturale di Darwin, dimostrando che il motore originario della storia non è tra le famiglie, come credeva Marx, ma al loro interno.

Frank J. Sulloway, laureatosi in storia della scienza alla Harvard University, svolge la sua attività di ricerca presso il Department of Brain and Cognitive Sciences del prestigioso MIT di Boston, dove studia la natura della creatività scientifica e la teoria evoluzionistica. Il suo libro su Freud, biologo della mente (Feltrinelli 1982) ha ottenuto unanimi riconoscimenti.

Guarire con lo Shiatsu – Dall’Antica Tradizione Orientale una Guida Pratica per Curarsi da Soli e Ritrovare il Benessere

Guarire con lo Shiatsu – Dall’Antica Tradizione Orientale una Guida Pratica per Curarsi da Soli e Ritrovare il Benessere

Autore/i: Gattini Douglas; Agazzi Marilena

Editore: Edizioni Piemme

unica edizione, presentazione di Guglielmo Masetti, prefazione di Francesco Pincini, introduzione degli autori.

pp. 320, disegni b/n, Casale Monferrato (AL)

  • Una trattazione completa dell’antico metodo di cura che risale alla tradizione della medicina orientale.
  • Come conoscere il proprio corpo e saper trasformare le energie negative in energie positive per migliorare il rapporto con noi stessi e con gli altri.
  • I segreti per ritrovare l’equilibrio mentale e fisico che ci garantisce il benessere.
  • Esercizi semplici, consigli pratici, esempi concreti per praticare lo shiatsu.
  • Un manuale facile e completo frutto di una lunga esperienza.
  • L’opera di due grandi specialisti di shiatsu.

Douglas Gattini è nato in Cito nel 1950, dal 1970è impegnato    campo della medicina olistica. È operatore Shiatsu dal 1985e dal 1987è a istruttore di questa disciplina che pratica dal 1979. Ha fondato a Milano nel 1990 la Scuola Shamhala Shiatsu. È uno dei fondatori della Federazione Italiana Shiatsu di cui ha rivestito la carica di vice presidente nel 1993/94. È stato presidente della Federazione Europea Shiatsu nel biennio 1994/96. Dal1998è membro dell Istituto Culturale della Federazione Italiana Shiatsu. Nello stesso anno ha creato FI.C.SA., (International Co-ordination of Shiatsu Associations) un coordinamento internazionale per approfondire la conoscenza della realtà dello Shiatsu nei paesi extraeuropei e favorire l’interscambio di informazioni tra le associazioni di Shiatsu esistenti in ogni parte del mondo.

Marilena Agazzi è nata a Bergamo nel 1950, si è laureata in Materie Letterarie e ha maturato una lunga esperienza nel campo dell’insegnamento. Si interessa da molti anni di medicina naturale e ha focalizzato la sua attività sulla ricerca evolutiva in senso olistico: pratica e insegna Yoga, è operatrice Shiatsu, disciplina di cui è anche istruttrice e che pratica dal 1990, insegna medicina naturale presso la Scuola Shambala Shiatsu.

Pecorelli Deve Morire – Il Processo che ha Segnato la Prima Repubblica e una Nuova Pista sui Misteri d’Italia

Pecorelli Deve Morire – Il Processo che ha Segnato la Prima Repubblica e una Nuova Pista sui Misteri d’Italia

Autore/i: Biscotti Valter

Editore: Baldini&Castoldi

prima edizione, introduzione dell’autore, collana: Le boe.

Che cosa resta della verità sul caso Pecorelli? Nulla. Due procedimenti non sono riusciti a mettere la parola fine a questa triste vicenda. Triste, ma anche inquietante per i mille e più risvolti che di volta in volta sono venuti alla luce. Ecco, l’intento di questo libro non è soltanto quello di compiere un dettagliato resoconto della cronaca di un omicidio, delle relative indagini e dei processi che ne sono seguiti. Lo scopo è soprattutto quello di ripartire laddove tutto è cominciato, in via Orazio, luogo dell’agguato mortale i cui indizi trascurati possono aprire nuove piste.

Il 20 marzo 1979 è stato ucciso Mino Pecorelli, giornalista con il fiuto dell’inchiesta vera, capace di scavare nel torbido degli Anni di Piombo, dalla strage di piazza Fontana al sequestro Moro. Sull’omicidio e i presunti mandanti sono stati versati fiumi d’inchiostro che hanno coinvolto personaggi legati a filo doppio a politica, servizi segreti, Banda della Magliana, banche, mafia, NAR. Andreotti, Licio Gelli, Claudio Vitalone, Massimo Carminati, Pippo Calò e tanti altri. Tutti – o quasi – i protagonisti di un’epoca che ancora ha molto da raccontare e molto di più da nascondere. Eppure, una cosa fondamentale è sempre stata tralasciata in questi quarant’anni: chi ha ucciso Mino Pecorelli? Nella ricerca del movente e di quel «grande vecchio» che avrebbe manovrato tutto e tutti, si è persa di vista la cosa più importante: la morte di un uomo. Un delitto che, ancora oggi, non ha un colpevole.
Con questo libro, Valter Biscotti ci porta all’interno di quelle aule affollate di una irripetibile stagione processuale, tra i banchi dell’accusa e delle difese di quella che lui stesso definisce «la prima linea della Repubblica», dove giustizia e politica, con il sette volte Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, accusato di essere uno dei mandanti dell’omicidio, si giocano una partita decisiva. Lo fa riaprendo i cassetti della memoria e quelli del suo archivio, dove conserva materiale documentale che non ha mai visto la luce, in particolare l’identikit del possibile assassino e le trascrizioni originali dei verbali di udienza di testimoni chiave, come Maurizio Abbatino e Tommaso Buscetta. Inoltre, il libro si arricchisce della testimonianza inedita di Rosita Pecorelli, che a quarant’anni di distanza offre un’immagine più vera del fratello rispetto a quella tramandata fino a oggi. Un giornalista coraggioso che scriveva verità scomode contro un sistema di potere marcio, pagandone di persona il prezzo più alto.

Valter Biscotti, avvocato penalista tra i più noti d’Italia. Negli ultimi anni ha partecipato a importanti processi: legale dei familiari di Emanuele Petri, come parte civile contro le nuove Brigate Rosse, legale dei familiari dei membri della scorta di Moro nei nuovi filoni d’inchiesta. Protagonista di recenti processi della cronaca nera più profonda, come il caso dell’omicidio di Meredith Kercher, il caso Avetrana, tutelando i familiari di Sarah Scazzi, e i casi di Salvatore Parolisi e Manuel Winston del giallo dell’Olgiata.

Se Sei Triste Guarda il Cielo – La Vita può Cominciare Quando Meno te lo Aspetti

Se Sei Triste Guarda il Cielo – La Vita può Cominciare Quando Meno te lo Aspetti

Titolo originale: Kujikenaide

Autore/i: Shibata Toyo

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, traduzione di Andrea Maurizi.

pp. 88, illustrazioni b/n, Milano

Una piccola donna di quasi cento anni ha scoperto la speranza e l’ha ridata al suo popolo diventando il caso editoriale degli ultimi anni con più di due milioni di libri venduti.
“Si può amare anche a novantotto anni! Vorrei anche sognare! E salire su una nuvola” scrive Toyo che ha iniziato a comporre alla tenera età di novantadue anni. Era depressa perché il mal di schiena le impediva di dedicarsi al suo passatempo preferito, la danza tradizionale, e quindi, consigliata dal figlio ultrasessantenne, ha deciso di impiegare il suo tempo componendo poesie. Scriveva di notte quando la badante tornava a casa e lei restava sola davanti alla televisione. “La poesia mi ha aiutata a capire che nella vita non ci sono soltanto dolore e sofferenza.”
Toccanti e delicate, le parole di Toyo sono un balsamo per l’anima. Curano la tristezza e ci accompagnano nella riscoperta delle piccole e grandi meraviglie della vita che troppo spesso si finisce per dimenticare.

Shibata Toyo (1911-2013) è una poetessa giapponese che con i suoi versi semplici e pieni di speranza ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo. In Italia ha pubblicato Se sei triste guarda il cielo (Mondadori, 2012).