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Libri dalla categoria Civilta Indoeuropee

Vocazione e Discernimento degli Spiriti

Vocazione e Discernimento degli Spiriti

Titolo originale: Vocation et Discernment des Esprits

Autore/i: Gay Robert M.

Editore: Edizioni Paoline

introduzione dell’autore, versione di Gennaro Auletta.

pp. 400, Roma

«Questa tesi di laurea, presentata alla Pont. Università Gregoriana, & di un’indiscutibile opportunità. Anzitutto, la psicologia sperimentale, a motivo del suo considerevole sviluppo, doveva portare il suo contributo ai mezzi destinati a valutare l’elemento umano impegnato nella motivazione e nelle attitudini che costituiscono i segni di una vocazione divina. Era perciò inevitabile che sorgessero dei conflitti di frontiera tra questa scienza e la teologia. Per conseguenza, pur mettendo a profitto l’apporto inestimabile della psicologia, era necessario dimostrare e mantenere la preminenza della teologia, a causa dell’elemento soprannaturale proprio di ogni autentica vocazione. In effetti, malgrado l’aiuto reale che essa può apportare, la psicologia è radicalmente incapace, da sola, di stabilire la discriminazione delle vocazioni.
S. Tommaso ha chiaramente esposto la posizione della teologia in rapporto alle altre scienze, delle quali si devono rigettare quei principi che fossero in contraddizione con la dottrina certa della Chiesa (I, q. I, a. 6, ad 2). Ma il compito più importante che l’A. si è assunto, è quello di elucidare il problema della grazia interna della vocazione e del suo discernimento. In effetti, come mette in risalto Pio XII, nella Costituzione Apostolica Sedes Sapientiae, il fondamento di ogni vocazione divina consta di due elementi essenziali, uno divino, ecclesiastico l’altro: quest’ultimo è la chiamata del vescovo, quello la retta intenzione e l’idoneità canonica. Ora, certi teologi, pur ammettendo il ruolo della grazia interna nella vocazione sacerdotale, sostengono che è impossibile verificarla, oppure identificano la chiamata divina con la chiamata del vescovo. L’A. vuole perciò reagire contro quest’atteggiamento troppo unilaterale, ricordando che si può accertare la presenza della grazia interna, e cercando di stabilire la natura di questo discernimento e il suo compito nella discriminazione delle vocazioni sacerdotali”. Questa tesi, eccellente sotto tutti gli aspetti, fa luce in più d’una questione rimasta finora oscura. Essa dimostra, ancora, come i sacerdoti, che si dedicano alla cura delle vocazioni, e i parenti non impediscono l’azione dello Spirito Santo, ma la favoriscono, nel preparare, con la discrezione richiesta, le anime di coloro che sono chiamati da Dio ad entrare nel sacerdozio a ricevere l’impulso e l’azione invisibile dello Spirito Santo”, secondo le parole di Pio XII». (Lectures, gennaio 1960). L’opera tiene conto della migliore letteratura sull’argomento, in particolare degli ultimi cinquant’anni, e vi aggiunge un notevole apporto, tanto da aver meritato di essere definita un «ottimo contributo allo studio dell’”elemento divino” della vocazione» (Civiltà Cattolica, 2 sett. 1961, n. 8).»

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Introduzione
Abbreviazioni

Parte I – Il dato teologico

Cap. I – La grazia interna della vocazione sacerdotale
Cap. II – Il discernimento degli spiriti

Parte II – Discernimento della grazia interna

Cap. preliminare – Orientamento biblico
Cap. I – L’oggetto di questo discernimento
Cap. II – L’atto del discernimento della grazia interna
Cap. III – L’autore di questo discernimento
Cap. IV – Grazia interna e attitudini

Conclusione
Bibliografia

Padre Tardif – Come gli Apostoli Venti Secoli fa Sorprende il Mondo con le Sue Guarigioni

Padre Tardif – Come gli Apostoli Venti Secoli fa Sorprende il Mondo con le Sue Guarigioni

Titolo originale: Émilien Tardif: Lève-toi et marche!

Autore/i: Buisson Marie-Sylvie

Editore: Edizioni Piemme

prima edizione, premessa dell’autrice, traduzione dal francese a cura di Simona Angela Comuzzi Scaccabarozzi.

pp. 246, Casale Monferrato (AL)

Dalla premessa:
«Non potremo mai dimenticare i quattro giorni di felicità, di fervore, di immensa speranza che hanno fatto da sfondo, agli inizi del settembre 1994, alla visita compiuta in Libano da padre Tardif, sacerdote cattolico canadese. Quasi centomila persone si sono mosse per partecipare alle messe per i malati, seguite in tele- visione dall’intero paese, che ha potuto cosi assistere a numerosi miracoli “in diretta”.
L’indagine svolta nell’arco di un anno sulle guarigioni miracolose del Libano ha riguardato circa duecento casi. La medicina libanese – il cui livello é eccellente – non ha fatto concessioni: tuttavia gli esami, i contro-esami, i contraddittori tra medici specialisti hanno condotto a definire alcune guarigioni «inspiegabili allo stato attuale delle conoscenze scientifiche». Diverse, ma nell’insieme positive, sono state le reazioni dei medici, che tuttavia si sono sempre attenute al dovuto rigore scientifico. La maggior parte dei medici che abbiamo incontrato ha mostrato disponibilità; alcuni ci hanno offerto i consulti, gli esami effettuati: li ringraziamo per la loro collaborazione[…]»

Padre Tardif è modesto, generoso, fa accorrere le folle. Pronuncia parole in grado di modificare una vita, di interrompere l’inesorabile corso del destino. Da molti anni ormai questo sacerdote canadese percorre il mondo in lungo e in largo, suscitando a ogni viaggio lo stesso interesse. Ben 30.000 persone si sono radunate per lui a Paray-le-Monial, in Francia, nell’agosto 1995. Eppure, egli non accetta la definizione di “fenomeno eccezionale”; davanti alle numerose guarigioni che si verificano durante le messe da lui celebrate, si rifiuta di parlare di miracoli: soltanto Dio può guarire.

Marie-Sylvie Buisson vive e testimonia la propria fede nelle zone più difficili del mondo. È una delle responsabili della Associazione Francese di Solidarietà Internazionale.
Ha accompagnato padre Tardif nel corso della sua visita in Libano, ha poi ritrovato gli uomini, le donne e i bambini guariti in occasione del viaggio di padre Tardif, raccogliendo in questo libro le loro testimonianze e quelle dei medici curanti.

La Marijuana Fa Bene

La Marijuana Fa Bene

Autore/i: Blumir Guido

Editore: Tattilo Editrice

pp. 256, Roma

Questo libro riporta i risultati degli studi e delle indagini eseguite sulle caratteristiche farmacologiche e sull’uso non medico della marijuana dalle Commissioni nazionali d’inchiesta nominate ufficialmente dai governi dei vari paesi durante il corso dell’ultimo secolo – dalla Commissione del governo indiano del 1893-94 al Comitato Wootton del governo britannico del 1968, dalla Commissione di ricerca del governo canadese del 1970 alla recentissima Commissione nazionale nominata da Nixon negli Stati Uniti.
Malgrado tutto il parlare che se ne fa oggi anche da noi, in Italia non esistono invece studi seri e attendibili su questo problema, e neanche in occasione della nuova legge sugli stupefacenti si è sentito il bisogno di consultare almeno gli esperti e gli scienziati del ramo. Senza la pretesa di fare il punto definitivo sulla questione, l’autore, confortato anche dal parere di illustri docenti italiani, indica gli elementi necessari per una giusta e ragionevole valutazione del fenomeno, smitizzando la propaganda terroristica contro la «droga» e i «drogati» che spesso si rivela controproducente ed utile soltanto ad una più oppressiva gestione del potere.

Guido Blumir, giovane – studioso di problemi sociologici, collaboratore di diversi giornali e riviste, è un audace e originale ricercatore nel settore specifico dell’uso non medico dei farmaci psicoattivi.
Già autore con Marisa Rusconi di un’inchiesta sull’uso della «droga» in Italia (La droga e il sistema, Feltrinelli, 1972) , è attualmente impegnato in una ricerca su droga e mass-media nell’ambito dell’indagine nazionale interdisciplinare organizzata dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale.

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Introduzione

La marijuana fa bene

Che cos’è la marijuana

La marijuana fa bene

La marijuana è una droga

La verità sulla marijuana

Le grandi ricerche nazionali

PARTE PRIMA

La medicina marijuana

La marijuana in medicina

PARTE SECONDA

Le bugie sulla marijuana

I. STATI UNITI, 1937

Marijuana: l’assassino della gioventù

II. INGHILTERRA, 1939

III. STATI UNITI, ANNI ’50

I folli figli del sogno

La tragica storia della ragazza drogata

Raptus anormale di violenza

IV. ITALIA, 1973

PARTE TERZA

Le ricerche sulla marijuana

I. COMMISSIONE NAZIONALE DI RICERCA DEL GOVERNO INDIANO

I lavori della Commissione

II. COMMISSIONE NAZIONALE DI RICERCA DEL GOVERNO INGLESE

Le conclusioni del rapporto Wootton

Le raccomandazioni

Reazioni al rapporto Wootton

I lavori del comitato

III. RAPPORTO DELLA COMMISSIONE DI RICERCA DEL GOVERNO CANADESE

Metodi di ricerca

L’uso di marijuana in Canada

Gli effetti della marijuana – Conclusioni della Commissione – Classificazione della marijuana

IV. COMMISSIONE DI RICERCA DEL GOVERNO DEGLI STATI UNITI

Prospettive storiche

Le conseguenze sociali dell’uso di marijuana

Tre tipi di consumatori di marijuana

Marijuana e salute pubblica

Un approccio al problema in termini di salute pubblica

Confusione e fatti

Le credenze popolari

La marijuana è un pericolo per la salute pubblica?

La marijuana e la sicurezza pubblica

Il problema di causa e effetto

La marijuana e il crimine

Il problema costituzionale

L’applicazione della legge penale nel campo del consumo di marijuana è costituzionalmente sospetta

Il problema internazionale

Raccomandazioni per la legge federale

PARTE QUARTA

La marijuana in Italia

I. LA MARIJUANA E LA LEGGE

La Costituzione

La nuova iniziativa del governo

La nuova proposta

La nuova legge antidroga del governo italiano. Testo e lettura ragionata

Un movimento contro le leggi antimarijuana in Italia

Reazioni alla nuova legge Marijuana e nuova legge

I movimenti di opposizione alle leggi antidemocratiche sulla marijuana

II. LA MARIJUANA E LA SCIENZA

L’opinione degli scienziati italiani

Appendice – Tabelle comparate di pericolosità – Bibliografia

Morale Religione tra Seicento e Settecento

Morale Religione tra Seicento e Settecento

Autore/i: Scribano Maria Emanuela

Editore: Loescher Editore

introduzione dell’autore.

pp. 252, Torino

Attraverso gli scritti di Hobbes, Spinoza, Locke, Leibniz, Bayle, Pascal, Nicole, Voltaire e di altri protagonisti della vita intellettuale europea, si vogliono disegnare, nelle grandi linee, le alternative maturatesi tra Seicento e Settecento sui rapporti tra la morale e la religione e i riflessi che esse ebbero sulla prassi e la teoria educativa.
Nell’ampio arco di posizioni che andarono emergendo su questa problematica, si individuano alcuni nuclei di particolare significato: il dibattito sulle leggi di natura; la meditazione lockiana sulla possibilità di rinvenire un livello della morale fondato sulle esigenze della società invece che sulla metafisica o sulla teologia; la riaffermazione pressante della necessita della fede e della Grazia nel pensiero giansenista; la rivendicazione dell’autonomia della morale dalla religione nel dibattito sull’ateismo.

Maria Emanuela Scribano è nata a Firenze nel 1948. È contrattista presso l’Istituto di Filosofia dell’Università di Firenze. Ha curato la traduzione italiana della Ricerca sulla natura della società e del Saggio sulla carità e sulle Scuole di Carità di Bernard de Mandeville (Bari, 1974). Sul pensiero di questo autore ha pubblicato un saggio, I “Pensieri liberi” di Mandeville. Una polemica antideista (1978).

Pedagogia: Collana diretta da Lydia Tornatore e Paolo Rossi
Pratiche educative e idee correnti sull’educazione, teorie, ideologie, istituzioni, in una prospettiva organica, legata alla storia delle idee, della filosofia, della scienza. Una risposta rigorosa è costruttiva alla “crisi d’identità” che gli studi pedagogici attraversano oggi.

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Introduzione
Avvertenza
Nota bioliografica

I. IL PROBLEMA DELLE LEGGI DI NATURA
1. Grozio: fondamenti del diritto naturale
2. Hobbes: non «leggi» ma «teoremi»
3. Spinoza: come Dio ha prodotto le cose: i due errori Opposti
4. Spinoza: il diritto di natura
5. Pufendorf: il fondamento del diritto di natura
6. Pufendorf: solo l’esistenza di un sommo legislatore può rendere obbligante la legge di natura
7. Pufendorf: le sanzioni della legge naturale
8. Leibniz: i veri principi della giurisprudenza universale

II. FONDAMENTI DELLA MORALE E STRUMENTI EDUCATIVI IN LOCKE
1. Locke: perché la legge di natura obbliga gli uomini: i Saggi sulla legge naturale
2. Locke: le relazioni morali: la dottrina del Saggio sull’intelletto umano
3. Leibniz: il formalismo dell’etica lockiana
4. Locke: strumenti disciplinari e formazione del carattere
5. Locke: necessita della rivelazione per raggiungere la certezza nella morale

III. L’AUTONOMIA DELLA MORALE: L’ATEISMO VIRTUOSO
1. Bayle: società di pagani e società di atei
2. Bayle: la virtù degli atei
3. Shaftesbury: le opinioni in materia di religione e il senso morale
4. Shaftesbury: il miglior metodo per convertireun ateo
5. Toland: virtù civile dell’ateo
6. Tindal: fanatismo e intolleranza dei bigotti

IV. IL DIVORZIO TRA MORALE SOCIALE ED ETICA CRISTIANA: LA CORRUZIONE DELL’UOMO
1. Pascal: l’immaginazione e non la ragione regola la vita umana
2. Nicole: amor proprio e carità,
3. Nicole: origine e fondamento della società e della morale mondane
4. Nicole: Grazia divina e operare umano
5. Nicole: morale cristiana, morale mondana e educazione dei nobili, p.
6. Nicole: l’uso cristiano della scienza
7. Varet e Fontaine: l’educazione e opera della Grazia
8. Bayle: in che senso il cristianesimo è o non è adatto a conservare le società
9. Mandeville: dietro la facciata delle istituzioni caritatevoli

V. LA MORALE CRISTIANA COME MORALE SOCIALE
1. Collins: il libero pensiero, unica guida nell’interpretazione delle Scritture
2. Tindal: la morale e i doveri evangelici
3. Tindal: il dannoso pregiudizio della morale del sacrificio
4. Tindal: l’artificio dei preti corrompe la naturale bontà degli umili
5. Voltaire: la virù e il vizio

Storia di Dibs – Lo Straordinario Caso di un Bambino Anormale Guarito con la “Ludoterapia”

Storia di Dibs – Lo Straordinario Caso di un Bambino Anormale Guarito con la “Ludoterapia”

Titolo originale: Dibs in Search of Self

Autore/i: Axline Virginia M.

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione di Leonard Carmichael, prologo ed epilogo dell’autore, traduzione di Maria Luisa Bocchino.

pp. 254, Milano

L’antenna della chiocciola «dalla vista tastante», di cui si parla in un luogo del Faust, &, secondo Horkheimer e Adorno, simbolo dell’intelligenza: di fronte a un ostacolo, a una reazione ostile, essa Si ritira nella custodia protettiva del corpo, torna a far parte del tutto, e soltanto con grandi cautele si avventura a esplorare di nuovo, come organo indipendente, il mondo. Dibs, bambino di sei anni, ha dolorosamente imparato a mimetizzare le proprie antenne; c’è in lui come un punto cieco, in cui lo stesso desiderio di vivere sembra essersi arrestato; ha genitori rigidi, lontani, un pò aridi, alle prese con propri problemi. A casa, a scuola, egli lascia, con indifferenza e passività, che la vita scivoli intorno a lui; aspetta che siano la madre o le insegnanti a infilargli o sfilargli cappotto e guanti; quando parla di se stesso dice «tu», come se soltanto dentro di sè potesse trovare un interlocutore; a volte, esplode in brevi collere. Finchè un giorno viene condotto in una stanza vasta e luminosa. Confusamente la popolano uomini, donne, soldati, alberi, fiumi, case in miniatura: un piccolo caos che egli può ordinare, trasformare in cosmo. Sulla porta sta scritta una parola misteriosa: ludoterapia. Una signora gentile, dolce, laconica, lascia che egli giochi, fantastichi, parli, stringa amicizia con le cose che lo circondano e con lei stessa, saluti il camion che passa per la strada, il cielo dietro le finestre. Storia di Dibs è stato scritto da quella signora: la psicologa americana Virginia Axline. E la registrazione delle parole dette, dei gesti compiuti nella stanza in cui, per alcuni mesi, Dibs trascorse un’ora ogni giovedì; la vicenda di una coscienza che lentamente, a partire dal microcosmo dei giochi, si apre sul mondo, e impara a non averne paura. Virginia Axline non accampa spiegazioni teoriche: si limita a narrare, e a renderci trasparenti i comportamenti e le reazioni di Dibs.
Il trattamento ludoterapico si conclude felicemente; l’intelligenza e la personalità del ragazzo escono rigogliose dalla crisalide in cui si attardavano. Ma Storia di Dibs contiene implicito anche il movimento contrario; mentre ci offre lo spettacolo emozionante di una liberazione, ce ne rammenta anche il rovescio: ci ricorda cioè l’infinito numero di casi in cui impedimenti, divieti, gesti e parole repressivi finiscono con lo spegnere la fragile buona volontà del bambino, respingono indietro le timide antenne che egli allungava sul mondo, e lasciano infine nel carattere blocchi e cicatrici destinati a restare.

La Chanson De Roland

La Chanson De Roland

Autore/i: Anonimo

Editore: Ugo Guanda Editore

cura, introduzione e traduzione di Graziano Ruffini con testo critico a fronte di Cesare Segre, in copertina «Battaglia di San Romano» di Paolo Uccello (particolare del Disarcionamento di Bernardino della Ciarda – 1456).

pp. 296, Milano

All’origine della Chanson de Roland, la più celebre tra le numerose «canzoni di gesta» lasciateci dalla letteratura della Francia medievale, sta un fatto storicamente certo: la disfatta subita il 15 agosto del 778 al passo di Roncisvalle dalla retroguardia dell’esercito di Carlomagno. Tutto il resto è incerto e sfuma nella leggenda: dubbi e congetture più o meno consistenti avvolgono l’identità dell’autore, forse quel Turoldo di cui si parla nell’ultimo verso; il titolo dell’opera è convenzionale; la stessa storicità del protagonista è controversa. Non si sa nemmeno se, prima della Chanson, l’episodio fosse già stato trasfigurato poeticamente da una tradizione orale o scritta. Certo è che per vastità di concezione, solennità espressiva e potenza d’ispirazione, il poema – scritto in anglo-normanno nella seconda meta dell’XI secolo – venne subito sentito come la più alta espressione letteraria della società feudale europea, che in esso vide rappresentata l’epopea dei propri ideali cavallereschi. Attraverso la sottile geometria del gioco scenico e dello scontro di caratteri, la Chanson esalta il valore sacrale della lealtà e del «cuor gentile» intesi come espressioni d’autentica aristocrazia dello spirito.
Il sentimento religioso diffuso in questo capolavoro della letteratura occidentale, sull’esempio che poteva derivare dalla Bibbia, dall’epica latina e da una certa memoria omerica, si configura più come un’attesa e un riconoscimento del soprannaturale che come un’emanazione fideistica del credo cattolico. Anche per questo, la suggestione esercitata dal poema fu rilevante sul piano etico e ideologico: Carlomagno assurse a simbolo dell’unita dell’Europa cristiana contro gli infedeli; i suoi paladini, primo fra tutti Orlando, divennero eroi, mitologie care alla fantasia popolare, mentre sotto il profilo letterario, aura e la materia del poema, con l’alone di leggenda che le accompagnava, ebbero non poche ripercussioni sulla nostra poesia quattro-cinquecentesca, offrendo motivi di indiretta ispirazione ad autori quali il Pulci, il Botardo e l’Ariosto.

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Introduzione di Graziano Ruffini

Nota al testo

Nota bibliografica

La Chanson de Roland

Note

Indice dei nomi

Alla Scoperta del Paradiso : Un Atlante del Cielo sulla Terra

Alla Scoperta del Paradiso : Un Atlante del Cielo sulla Terra

Autore/i: Scafi Alessandro

Editore: Sellerio Editore

nota di Sergio Valzania, prologo dell’autore, in copertina: Il peccato originale, mosaico del Duomo di Monreale (particolare).

pp. 276, Palermo

«Dov’è il giardino di Adamo ed Eva? In Asia? In Africa? Sotto il mare, sulla luna?». Un viaggio intellettuale attraverso le mappe del paradiso compilate dalle origini del Cristianesimo fino ai giorni nostri.

Tutte le civiltà hanno immaginato uno stato paradisiaco, un luogo paradisiaco, un tempo paradisiaco. Lo chiamino Giardino delle Esperidi, Nirvana o Monte Meru. Il paradiso sembra essere sempre altrove, inaccessibile, fuori dal tempo. È esistito ieri, tornerà ancora domani, oppure è oltre l’oceano o nel profondo di noi stessi. Alessandro Scafi ci invita alla scoperta del paradiso, disegnando un originale itinerario di «globalizzazione edenica». Protagonisti di questo itinerario sono infatti i più diversi luoghi della terra: non solo i luoghi dove nel corso della storia i cristiani hanno localizzato il biblico Giardino dell’Eden e dove, alla ricerca dell’Eden, i loro eroi leggendari hanno tentato di penetrare, ma anche i luoghi esplorati dai pionieri della scienza geografica, e i luoghi che hanno visto fiorire altre civiltà e altre visioni paradisiache. Sembra proprio inestirpabile e universale la nostalgia di una gioia vissuta nel remoto passato, l’immaginazione di una gioia nascosta nel distante presente, l’anelito a una gioia da vivere in un più radioso futuro.

Alessandro Scafi insegna Medieval and Renaissance Cultural History prasso il Warburg Institute di Londra. È l’autore di Mapping Paradise: A History of Heaven on Earth (2006; ed. italiana, Il paradiso in tarra. Mappe del giardino dell’Eden, 2007). Ha pubblicato una traduzione, con introduzione e commento, del Dialogo su un sogno di Enea Silvio Piccolomini (2004) e un libro sull’iconograia dell’Euro, Eurodesign (2009).

Alla Ricerca di Mosè

Alla Ricerca di Mosè

Titolo originale: Á la recherche de Moïse

Autore/i: Cazelles Henri

Editore: Editrice Queriniana

premessa dell’autore.

pp. 168, 6 cartine geografiche b/n f.t., Brescia

Mosè è un personaggio leggendario?
La Bibbia ci dà notizie storiche attendibili su Mosè?
Come ricostruire un’immagine storicamente plausibile dell’eroe dell’Esodo?
Il libro di Cazelles risponde a queste domande con rigore scientifico, proponendo un’ipotesi di ricostruzione storica fondata sull’analisi letteraria delle tradizioni bibliche. Per preparare questo studio, l’autore ha partecipato anche a una spedizione scientifica nella penisola del Sinai e nel suo libro ci offre i risultati di una suggestiva ricerca topografica. Egli ha verificato sul posto la sua ipotesi. Un libro di un grande maestro, uno studio rigorosamente documentato, un’opera originale e brillante, straordinariamente ricca di informazioni storiche e archeologiche.

Dalla premessa dell’autore Henri Cazelles:
«La figura di Mosè non fa parte della grande politica del suo tempo. Così è della maggior parte dei fondatori di religioni. Essi sono uomini del loro tempo, ma prendono sempre le distanze, in certo modo, dalla loro epoca. A confronto dei personaggi politici del tempo, essi appaiono come figure marginali, ma la loro fisionomia religiosa risalta agli occhi dei loro discepoli fedeli e affascinati da ciò che il loro maestro ha fatto loro Vedere in questa o quella circostanza. Questa figura, nel corso dei secoli, si precisa sempre più e può assumere dimensioni colossali. Nel caso di Mosè, basta pensare alla tomba di Giulio II, opera di Michelangelo.
Il nostro secolo non cerca di accrescere ancor di più la statura sovrumana di questi uomini. Anzi, si sforza piuttosto di circoscrivere la loro umanità. Noi scopriamo la loro grandezza non tanto nella loro leggenda, quanto piuttosto nella loro vita. Come hanno potuto vivere, raccogliere e trasmettere una scintilla di vita in mezzo a forze fisiche fisiologiche e sociologiche che possono sostenere ma anche schiacciare quegli esseri fatti di carne come noi? Ritrovare il Mosè di carne, ma con una carne animata da uno spirito che ne fa il Mosè della Bibbia, del Corano e di artisti come Michelangelo, questa è l’ambizione, anzi più ancora, il compito del nostro secolo.
Molti hanno tentato quest’impresa, anche persone geniali. Ma non è facile ritrovare la figura umana autentica di Mosè attraverso i differenti prismi, talora deformanti, che ci hanno trasmesso la sua figura in testi storicamente condizionati. Già il Mosè profeta del Corano non è più il Mosè mediatore della Legge di Paolo e del Nuovo Testamento. Il Mosè del Nuovo Testamento non ha soltanto i tratti di quello dell’Antico Testamento.[…]»

Henri Cazelles prete della Compagnia di S. Sulpizio, è laureato in diritto.
diplomato in Scienze politiche e dottore in teologia. Insegna all’Institut Catholique di Parigi dal 1954. è Direttore della École Pratique des Hautes Etudes di Parigi dal 1973.

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Premessa

I. In Egitto
II. Madian e la vocazione
III. L’Esodo
IV. La montagna santa e i Dieci Comandamenti
V. Mosè, Aronne ed Edom
VI. Cades e Sinai
VII. Insediamento nelle steppe di Moab
VIII. Mosè attraverso i secoli

Epilogo

Il Libro dei Libri Perduti

Il Libro dei Libri Perduti

Storia dei capolavori della letteratura che non leggerete mai

Autore/i: Kelly Stuart

Editore: Rizzoli

prima edizione, ringraziamenti e introduzione dell’autore, traduzione di Roberta Zuppet, titolo originale: The Book of Lost Books.

pp. 400, Milano

L’unica raccolta completa delle tragedie di Eschilo andò bruciata con il resto della biblioteca di Alessandria nel 640, a causa di un califfo che riteneva blasfeme le opere in contrasto con la Parola di Allah e superflue le altre. In preda a un delirio religioso, Gogol’ bruciò di propria mano il seguito delle Anime morte. Le memorie di Lord Byron furono invece distrutte dal suo editore, spaventato dallo scandalo che avrebbero suscitato. La storia della letteratura è fatta anche di libri perduti per sempre. In questo affascinante volume, Stuart Kelly racconta le decine di modi, tragici o bizzarri, in cui un capolavoro può scomparire. Sotto un certo aspetto – afferma – un libro perduto diventa molto più intrigante, perchè vive nell’unica dimensione in cui un’opera può essere perfetta: quella dell’immaginazione.
E anche se oggi siamo quasi incapaci di credere all’eventualità di una perdita di quanto viene scritto e conservato con i mezzi offerti dalla tecnologia moderna, dobbiamo avere l’umiltà di ammettere che la letteratura non è necessariamente destinata a sopravvivere. Ma, nonostante questo, un’opera non perde il suo senso e il suo significato: “Ogni vita umana produce un’eco, provoca un cambiamento e influenza il nostro modo di pensare e sentire anche dopo la morte della persona specifica, e lo stesso vale anche per la nostra cultura”.
Il libro dei libri perduti è una storia alternativa della letteratura, un epitaffio, un’elegia a ciò che sarebbe potuto essere. Un libro che rende giustizia alle tante opere distrutte, scomparse, dimenticate.

Stuart Kelly nato nel 1972, ha studiato lingua e letteratura inglese a Oxford. Vive con sua moglie a Edimburgo e scrive come critico letterario per “Scotland on Sunday” e “Poetry Review”. Questo è il suo primo libro.

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Ringraziamenti
Introduzione

  • Anonimo
  • Omero
  • Esiodo
  • Saffo
  • K’ung Fu-tzu
  • Eschilo
  • Sofocle
  • Euripide
  • Agatone
  • Aristofane
  • Menandro
  • Callimaco
  • I Cesari
  • Ovidio
  • Longino
  • Origene
  • Kalidasa
  • Fulgenzio
  • Widisith the Wide-travelled
  • Beda il Venerabile
  • Muhammad Ibn Ishaq
  • Dante Alighieri
  • Geoffrey Chaucer
  • Francois Villon
  • Torquato Tasso
  • Miguel de Cervantes Saavedra
  • Edmund Spenser
  • William Shakespeare
  • John Donne
  • Ben Jonson
  • John Milton
  • Sir Thomas Urquhart
  • Molière (Jean-Baptiste Poquelin)
  • Ihara Saikaku
  • Alexander Pope
  • Il dottor Samuel Johnson
  • Il reverendo Laurence Sterne
  • Edward Gibbon
  • Johann Wolfang von Goethe
  • Robert Fergusson
  • Sir Walter Scott
  • Samuel Taylor Coleridge
  • Jane Austen
  • George Gordon, Lord Byron
  • Joseph Smith junior
  • Nikolaj Gogol’
  • Charles Dickens
  • Herman melville
  • Gustave Flaubert
  • Fëdor Dostoevskij
  • Algermon Charles Swinburne
  • Emile Zola
  • Arthur Rimbaud
  • Frank Norris
  • Frank Kafka
  • Ezra Loomis Pound
  • Thomas Stearns Eliot
  • Bruno Schulz
  • Dylan Marlais Thomas
  • William S. Burroughs
  • Sylvia Plath
  • Georges Perec

Conclusione

L’Astrologia

L’Astrologia

Titolo originale dell’opera: «L’Astrologie»

Autore/i: Couderc Paul

Editore: Garzanti Editore

traduzione dal francese di Lea Magazzari, in copertina: la sfera terrestre secondo Tolomeo: miniatura da un codice arabo del XI sec. Amman, Biblioteca Reale.

pp. 128, Milano

Se la rivoluzione copernicana e il progredire del metodo sperimentale avevano segnato la fine dell’astrologia come scienza, l’illuminismo rappresentò il grande tentativo di sradicarla come pratica «superstiziosa». Degno seguace di Voltaire – del quale resta celebre la battuta:
«Neppure a un astrologo è concesso il privilegio di sbagliare sempre» – Paul Couderc si propone di smascherare l’illusione astrologica» mostrando il valore scientificamente inaccettabile di un sistema di conoscenze e di pratiche che vede nella costituzione fisica e mentale dei singoli individui, e in ogni circostanza della loro vita, l’esito obbligato di complicate influenze astrali. Questo suo libro, oltre ad essere una sintetica «storia naturale» dell’astrologia, costituisce un salutare antidoto contro un male vecchio di secoli, di cui ancor oggi, in una società che teorizza l’irrazionale, sono più che mai avvertibili i sintomi inquietanti.

Paul François Jean Couderc (1899-1981) è stato un astronomo francese e un prolifico autore noto per le sue famose opere di scienza. Nato nel dipartimento di Nièvre, diplomato all’École normale supérieure , Paul Couderc ha insegnato matematica in lezioni preparatorie al Lycée Charlemagne prima di dedicarsi all’astronomia. Membro dell’Osservatorio di Parigi , ha poi svolto una considerevole attività di divulgatore e scrittore, affrontando la storia del calendario e dell’astronomia, il calcolo delle eclissi, la teoria della relatività, la cosmologia e astrofisica. Il suo lavoro è stato incoronato dal Kalinga Prize per Popular Science. Era un membro del Comitato onorario dell’Unione Razionalista.

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  • Preliminari astronomici
  • Dottrine astrologiche
  • Valore dell’astrologia
  • Sul filo della storia
  • Ai nostri giorni

Conclusione
Appendici

Il Rifiuto della Morte

Il Rifiuto della Morte

Titolo originale: The Denial of Death

Autore/i: Becker Ernest

Editore: Edizioni Paoline

Premio Pulitzer, prefazione dell’autore, versione dall’inglese di Giacomo Gastone.

pp. 404, Roma

Il rifiuto della morte – una sfida alla psicologia freudiana nonostante l’ammirazione del Becker per il fondatore della psicoanalisi – ha strappato alla critica un’impressionante carrellata di aggettivi (“elettrificante”, “provocatorio”, “meraviglioso”, “pieno di forza”, “originale”, “profondo”, “equilibrato”, “uno dei libri più significativi dell’anno…, dell’ultima decade…, degli ultimi 25 anni”, ecc.) che potrebbero destare sospetti, se la competenza dei recensori e il contenuto del volume non li dissipasse. Veramente “non si corre il rischio di esagerare nella stima e sull’importanza di questo libro!” ci rassicura il “The Chicago Sun-Times”. E la rivista dei gesuiti USA (“Commonweal”) commenta: «… magnifico… E il culmine, anzi il trionfo del tentativo di Becker per creare una significativa “scienza dell’uomo”… Un commovente, fondamentale e necessario lavoro, rivolto non solo ai cultori delle scienze sociali», ai teologi, psichiatri, insegnanti, ma anche alle persone di una discreta cultura, giovani e genitori in modo particolare, in quanto i temi scottanti in esso discussi interessano, spesso drammaticamente, tutti i lettori. Ciò non toglie che alcune pagine possano riuscire “rather disturbing” soprattutto per chi non sappia cogliere la lezione del libro: il coraggio di vivere e di affrontare la morte. “Agli estremi limiti dello studio scientifico, la psicologia deve cedere il passo alla teologia” scrive Becker. L’uomo è un “animale teologico”, riflette O. Rank e prosegue: “Solo vivendo in stretta unione con un ideale – Dio, e retto al di fuori del proprio ego – uno e in grado di vivere”.

Ernest Becker (1924-1974) con Il rifiuto della morte vinse il Premio Pulitzer proprio nell’anno in cui appena cinquantenne chiudeva la sua intensa esistenza terrena. Dopo la laurea in antropologia, conseguita all’Università di Syracuse (N.Y.), aveva insegnato all’Università di Berkeley, allo State College in California, e alla Simon Fraser University in Canada. Tra le sue opere, oltre quella citata, ricordiamo “The Birth and Death of Meaning”, “Revolution in Psychiatry”, “The Structure of Evil”, “Angel in Armor” e “Escape from Evil”.

“Forse uno dei libri più provocanti di questo decennio”.
(Anatole Broyard in “New York Times”).
“Un coraggioso lavoro di elettrizzante intelligenza e passione, ottimistico e rivoluzionario, destinato a durare…”.
(“New York Times Book Review”).
La dott. Elisabeth Kübler-Ross, autrice di “On Death and Dying”, scrive: “Una brillante e tremendamente necessaria sintesi delle discipline che rivestono fondamentale importanza nella vita dell’uomo. Rimette insieme ciò che altri avevano ridotto in cocci e reso inutile. Si tratta di uno di quei rari capolavori che stimolerà le vostre riflessioni, la vostra curiosità intellettuale e, soprattutto, la vostra anima…”. L’Autore di questo libro “rivela una stupefacente capacità di penetrazione nelle teorie di Freud, Otto Tank, Sören Kierkegaard, Carl Jung, Erich Fromm e altri giganti… Becker ha proprio scritto un libro possente”. (Best Sellers).
“…equilibrato, suggestivo, originale…”.
(“Washington Post Book World”).
“Un’opera pervasa di fascino e di brio… uno tra i libri più interessanti e, senz’altro, il più creativo tra quelli dedicati allo studio delle opinioni sulla morte… e pieno di coraggio…”
(“The Minnesota Daily”).
Ci piace chiudere con alcune affermazioni del dott. Becker: “Sia ben chiaro che io non intendo… farmi avvocato della religione tradizionale… Agli estremi limiti dello studio scientifico la psicologia deve cedere il passo alla teologia… Il merito principale della religione consiste nel risolvere il problema della morte, per il quale non offre soluzioni alcun individuo vivente, per quanto disposto a sostenerci”.

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Prefazione
I. Introduzione
: Natura umana ed eroismo
Conclusione

PARTE I
L’EROISMO ALLA LUCE DELLA PSICOLOGIA DEL PROFONDO

II. Il terrore della morte
L’argomentazione per una «mente sana»
L’argomentazione per una «mente malata»
La «sparizione» della paura della morte

III. La rielaborazione di alcune idee basilari della psicoanalisi
Il dilemma esistenziale dell’uomo
Il significato dell’analità
Il progetto edipico
Il complesso di castrazione
L’invidia del pene
La scena primaria

IV. Il carattere umano come menzogna vitale
Pienamente umani e parzialmente umani
Conclusione

V. Lo psicoanalista Kierkegaard
Il paradosso esistenziale come principio
della psicologia e della religione
Caratteriologia di Kierkegaard
Kierkegaard come teorico delle psicosi
Nevrosi normali
Altri incitamenti alla liberta
Il significato dell’uomo

IV. Il problema del carattere di Freud
La psicoanalisi come dottrina riguardante lo stato
di creatura dell’uomo
La prima grande riluttanza di Freud: l’idea della morte
La seconda grande riluttanza di Freud
Gli svenimenti in rapporto all’insieme
del problema della vita di Freud
Le interpretazioni di Jones e di Freud
L’ambivalenza emotiva del causa sui
L’ambivalenza concettuale del causa sui
Conclusione

PARTE II
I FALLIMENTI DELL’EROISMO

VII. Il sortilegio gettato dalle persone
Il vincolo della non-libertà

La grande opera di Freud sulla psicologia di gruppo
Sviluppi al di la di Freud
Una veduta più ampia del transfert
Il transfert come controllo feticistico
Il transfert come paura della vita
Il transfert come paura della morte
I motivi ontologici gemelli
Il transfert come impulso ad un più alto eroismo

VIII. Otto Rank e la confluenza della psicoanalisi verso Kierkegaard
La soluzione romantica
La soluzione creativa

IX. Prospettive attuali della psicoanalisi
Il tipo nevrotico
Il problema dell’illusione
La nevrosi come fenomeno storico
Rank e Kierkegaard:
La fusione tra peccato e nevrosi
La sanità come ideale

X. Sguardo d’insieme sull’infermità mentale
Depressione
Schizofrenia
La perversione
L’immagine ermafroditica
Il problema della liberta personale di fronte al determinismo della specie
L’oggetto feticistico e la drammatizzazione
La naturalezza del sado-masochismo
Malattia mentale come eroismo fallito

PARTE III
SGUARDO RETROSPETTIVO E CONCLUSIONE: I DILEMMI DELL’EROISMO
XI. Psicologia e religione: Che è l’individuo eroico?

L’impossibile eroismo
I limiti della psicoterapia
I limiti dell’umana natura
La fusione tra scienza e religione
Bibliografia
Note
Indice analitico

Ansia e Paure – Comprenderle, Affrontarle e Dominarle

Ansia e Paure – Comprenderle, Affrontarle e Dominarle

Autore/i: Marks Isaac M.

Editore: McGraw-Hill Libri Italia

seconda edizione, edizione italiana e presentazione a cura di Giovanni A. Fava e Francesco M. Saviotti, prefazione dell’autore, traduzione di Carlotta Belaise e Stefania Fabbri.

pp. XVII-282, Milano

Immaginate che orrore una vita senza ansia! Non più emozioni, non più sollievo, solo una ripetitiva sequenza di azioni poco coinvolgenti. Pochissimi i ricordi, niente in effetti sarebbe abbastanza rilevante da meritare uno spazio nella memoria.
La nostra nemica non è l’ansia, quanto piuttosto l’ansia paralizzante, quella capace di bloccarci o di costringerci a continue fughe o evitamenti: quella che, in vario modo, ci sprofonda in continui rituali e circoli viziosi.
Facendo il punto sulle tecniche più aggiornate per la terapia dei disturbi ansiosi, questo libro è un eccellente strumento per i milioni di persone che vogliono imparare a comprendere, affrontare e saper gestire le proprie reazioni ansiose, senza farsene dominare.
Non si tratta pero semplicemente di un libro di auto-aiuto. Nella sua chiarezza si rivela un ottimo strumento per quei professionisti, non psicologi e non psichiatri, che da sempre aiutano persone con ansia, come spesso avviene ai medici di varie specialità, agli infermieri, agli assistenti sociali e agli operatori di comunità.
Anche gli specialisti del settore lo troveranno prezioso, sia per questa sua gradevole chiarezza, sia come testo da suggerire al paziente: un vero e proprio strumento di biblioterapia, per aiutare a comprendere e a seguire il trattamento con intelligenza e partecipazione.

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Autore
Prefazione
Ringraziamenti
Presentazione dell’edizione italiana

PARTE I – La natura della paura e dell’ansia

1.Come distinguere la paura normale da quella patologica

  • L’ansia coinvolge tutti
  • Che cos’è l’ansia?
  • Quando l’ansia è utile e quando non lo è?
  • L’ansia che segue la fine dell’emergenza
  • Sono normale? Ho bisogno di aiuto?
  • Lo spettro della paura
  • La gente comune trova le fobie difficili da capire
  • Problemi che possono essere confusi con le fobie
  • Breve storia della paura

2.Ansia e paure normali

  • Le paure che siamo naturalmente predisposti a sviluppare
  • Le paure diffuse tra i bambini: le novità, gli estranei, i movimenti
  • L’imitazione della paura
  • Le paure dei bambini sono passeggere e cambiano nel tempo
  • Paure comuni sia nei bambini sia negli adulti
  • Paure comuni nell’età adulta

3.Reazioni normali alla morte e alle catastrofi

  • La morte
  • Il lutto
  • Stress estremi
  • Stress estremo e prolungato
  • Riassunto

PARTE II – Forme di tensione nervosa e trattamento

4.Disturbi depressivi e disturbi ansiosi

  • Cause di tensione nervosa
  • Disturbi depressivi
  • Ansia generalizzata e disturbi di panico
  • Aspetti culturali dell’ansia
  • Riassunto

5.Disturbi fobici I: agorafobia (disturbo di panico)

  • Agorafobia
  • Trattamento dell’agorafobia
  • Riassunto

6.Disturbi fobici II: fobia sociale, fobia delle malattie e disturbo post-traumatico da stress

  • Fobia sociale
  • Il trattamento delle ansie sociali
  • Fobie delle malattie (ipocondria)
  • Trattamento delle fobie delle malattie e delle ansie relative al proprio corpo
  • Disturbo post-traumatico da stress (PTSD)
  • Riassunto

7.Disturbi fobici III: fobie specifiche

  • Le fobie degli animali
  • Altre fobie specifiche
  • Riassunto

8.Le fobie nei bambini

  • La fobia della scuola
  • Il trattamento delle fobie nei bambini
  • Come insegnare ai bambini ad affrontare l’ansia
  • Riassunto

9.Disturbo ossessivo-compulsivo

  • La personalità perfezionista e il suo opposto
  • La sofferenza causata dal disturbo ossessivo-compulsivo
  • Il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo
  • Riassunto

10. L’ansia legata al comportamento sessuale

  • Tendenze culturali e informazioni sul comportamento sessuale
  • La gelosia legata al comportamento sessuale
  • Disturbi legati al comportamento sessuale
  • Problemi legati al comportamento sessuale nelle donne
  • Problemi legati al comportamento sessuale negli uomini
  • Trattamento dell’ansia legata al comportamento sessuale
  • Riassunto

PARTE III – Il trattamento dell’ansia

11. Il trattamento condotto da professionisti

  • Gestione psicologica
  • Terapia basata sull’esposizione
  • Forme di trattamento basato sull’esposizione
  • Immunizzazione allo stress
  • Abreazione
  • Rilassamento
  • Farmacoterapia, terapia elettroconvulsivante e psicochirurgia
  • Riassunto

12. L’auto-aiuto per superare paure e ansia

  • Ne trarrò beneficio? – dieci test per capirlo
  • Strategie di auto-aiuto: cinque passi
  • Esempi di auto-aiuto
  • Il trattamento basato sull’esposizione funziona davvero? Le prove di efficacia
  • Organizzazioni di auto-aiuto
  • Letture consigliate

Indice degli Autori
Indice analitico

La Dimensione Interpersonale della Coscienza

La Dimensione Interpersonale della Coscienza

Autore/i: Liotti Giovanni

Editore: La Nuova Italia

introduzione dell’autore.

pp. 224, Roma

La «coscienza – afferma William James nei suoi Principles of Psychology riecheggiando la famosa considerazione sul tempo di Agostino – e qualcosa che crediamo di conoscere fino a che qualcuno non ci chiede di definirla». In effetti, questo sfuggente tema e stato lungamente trascurato, e solo recentemente, grazie al fermento di molteplici campi di studio, spicca quale argomento centrale per la psicologia e la psicopatologia. L’epistemologia evoluzionistica, la neurobiologia teorica, l’etologia, la ricerca cognitivistica nei suoi vari aspetti suggeriscono che, lungi dall’apparire una proprietà del se isolato, la coscienza si costituisce nella relazione fra sè e non-sè, fra sè e altro.
In questa prospettiva, acquista dunque un fondamentale rilievo teorico e clinico l’analisi delle diverse modalità di relazione che possono dar forma coerente alla coscienza, ovvero determinarne la frammentarietà e la dispersione.
Ed è propriamente in tale orizzonte che il libro propone una originale ricognizione nella materia.
L’origine evolutiva della coscienza e le sue caratteristiche funzionali; le disposizioni innate verso forme di attaccamento; le possibili alterazioni psichiche a queste correlate e l’eziopatogenesi dei disturbi dissociativi in età adulta; il nesso fra processi mentali, autorappresentazioni e unita, molteplicità del se; la visione interpersonale quale criterio della relazione terapeutica: questi, più in particolare, alcuni dei temi-guida attraversati dalla trattazione, che si rivolge a chiunque sia interessato ai problemi della mente, ma segnatamente a quanti, nella ricerca e nella clinica, si confrontano “professionalmente” con l’umbratile universo della coscienza e dei suoi disturbi.

Giovanni Liotti, psichiatra e psicoterapeuta, e socio fondatore della SITTC e didatta di Psicoterapia cognitiva. Dirige un’Associazione per la ricerca sulla psicopatologia dell’attaccamento e dello sviluppo (ARPAS).

Cagliostro – 2 Volumi

Cagliostro – 2 Volumi

Il vero Cagliostro senza facili deformazioni romanzesche

Autore/i: Ribadeau Dumas François

Editore: Longanesi & C.

traduzione dall’originale francese di Marco Inserillo.

vol. 1 pp. 188, vol. 2 pp. 188, Milano

Santo, mago o impostore? Chi era veramente Cagliostro?
E da dove veniva? Era siciliano, maltese o arabo? E perché fu arrestato, condannato dal tribunale dell’Inquisizione e forse assassinato nella prigione della fortezza di San Leo? Questi interrogativi, che rendono Cagliostro uno dei più inquietanti personaggi della storia europea, hanno per anni e anche di recente alimentato le ipotesi, le illazioni, le false rivelazioni di autori di facile divulgazione, di storici improvvisati. Nel presente volume, scritto dopo anni di ricerche, il francese François Ribadeau Dumas, autore di una magistrale Storia della Magia, offre le uniche risposte indiscutibili e definitive, impostate su una solidissima documentazione. Il Conte di Cagliostro, o l’uomo che così si faceva chiamare, fa il suo ingresso sulla scena della notorietà a Londra nel 1776. Tutti lo conoscono ma nessuno sa veramente chi sia. La sua stessa bellissima moglie, accolta come una principessa in tutte le corti d’Europa, si rifiuta anch’essa di svelare la sua identità e la sua provenienza. È un guaritore, senza dubbio, e possiede sicuramente le doti del veggente; frequenta, è innegabile, l’ambiente della magia come quello delle sette segrete, ricche a quel tempo di fermenti rivoluzionari.
Ma qual è il suo vero segreto?

Fantasia

Fantasia

Autore/i: Munari Bruno

Editore: Editori Laterza

quinta edizione, copertina e impaginazione di Bruno Munari.

pp. 224, nn. fotografie e illustrazioni b/n, Bari

Fantasia, invenzione, creatività e immaginazione, nelle comunicazioni visive. È possibile capire come funzionano queste facoltà umane? Che relazione hanno con l’intelligenza e la memoria? Come nascono le idee? Ci sono dei casi costanti comunicabili? Munari cerca di spiegare tutto ciò al lettore con argomenti chiari e moltissimi esempi visivi noti e ignoti. E anche come si stimola la creatività e come si può allenare la mente ad essere più elastica e più pronta.

Bruno Munari nasce a Milano nel 1907. Noto designer, ha pubblicato libri di grande successo tra cui, per i nostri tipi, Arte come mestiere, 1966, Design e comunicazione visiva, 1968, Artista e designer, 1971, Da cosa nasce cosa, 1981.

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  • E la creatività?
  • Le costanti
  • Il pensiero pensa e l’immaginazione vede
  • Fantasia Invenzione Creatività Immaginazione
  • Relazione tra ciò che si conosce
  • Fuoco freddo / Ghiaccio bollente
  • Il drago dalle sette teste
  • Una scimmia con i parafanghi
  • Il pane blu
  • Un martello di sughero
  • Il letto in piazza
  • Un paralume fatto con carta da musica
  • Alla Ridolini
  • Il fiammifero pop
  • L’orribile mostro
  • Un formidabile sollevatore di pesi
  • Relazioni tra relazioni
  • Stimolazione alla creatività
  • Le proiezioni dirette
  • Aumentare la conoscenza
  • Un gioco creativo
  • Rose nell’insalata
  • Giochi a tre dimensioni
  • Origami
  • Analisi delle forme
  • Moduli combinabili in campi strutturati
  • Le scritture
  • Variazione nella ripetizione
  • Quindici pietre
  • Creatività e forma
  • Un museo inventato
  • Da cosa nasce cosa
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10 Grandi Processi d’Amore e di Morte

10 Grandi Processi d’Amore e di Morte

Autore/i: Cecchini Luigi

Editore: De Vecchi Editore

prefazione di Alessandro Cutolo.

pp. X-502, nn. fotografie b/n, Milano

Dalla prefazione:
«Nella esistenza tumultuosa che viviamo oggi, questi interessi sono un po’ scemati perché tante preoccupazioni ci fanno difficile la vita e il tempo è più che mai denaro, e margine non resta per occupazioni che non siano quelle del nostro lavoro quotidiano. Ma una volta captava che una nazione intera si scuotesse quando un grande processo penale, in cui l’assassino aveva ucciso per amore, occupava fino a tre pagine dei quotidiani. I nomi dei grandi avvocati Raimondi, Bentini, Manfredi, Fiorante, Porzio, Marciano, Ferri, suonavano familiari alle orecchie di tutti gli Italiani e quando scoccava il giorno (o meglio scoccavano i giorni perché l’oratoria loro era come un fiume traboccante) in cui il difensore o l’accusatore prendevano Ja parola, allora chi riusciva a trovare un posto nell’aula della Corte di Assise, tre o quattro ore prima che il dibattimento iniziasse, poteva dirsi fortunato.[…] A poco a poco, però, assassini e vittime, difensori e accusatori sono entrati nella nebbia della dimenticanza. Che sanno i giovani di oggi di Linda Murri, della contessa russa Tarnowska, bellissima e fatale; che sanno del dubbio che involse e involve tuttora l’agire del maestro di musica Graziosi e, per arrivare a tempi più moderni, della tragica follia di Caterina Fort, che in un impeto di passione e di vendetta bestiali, per punire l’amante infedele ne distrusse la famiglia legittima, moglie e figli e tra questi ultimi una creatura di pochi mesi che non sapeva ancora parlare?
Ecco perché l’editore Giovanni De Vecchi ha affidato a Luigi Cecchini, che scrive bene ed ha la facoltà di far rivivere plasticamente i fatti, ’incarico di narrare la storia di dieci grandi processi di amore e di morte che hanno tenuto sospesa l’attenzione degli Italiani negli anni scorsi e che si presentano palpitanti ancora di interesse a chi non ne abbia mai avuta notizia, o ne serbi una conoscenza vaga.
Sfilano in queste pagine i ritratti di una povera creatura, la “contessa Lara”, nome di scrittrice di Evelina Mancini, che un amante più giovane sfruttò ed uccise; s’impone, anche nella descrizione che ne fa questo libro, la scultorea bellezza della contessa Tarnowska per la quale il pubblico riusciva ad indulgere all’efferato e calcolato delitto di lei che aveva indotto un povero innamorato ad uccidere freddamente un suo vecchio amante; di Linda e Tullio Murri, figli del più celebre clinico italiano dei primi del secolo, accusati di aver complottato la morte del rispettivo marito e cognato e condannati a pene gravissime malgrado le difese eccezionali dei migliori nomi del foro italiano.[…]»

La Leggenda del Golem

La Leggenda del Golem

Nascita di un mito moderno

Autore/i: Bertoni Rino

Editore: Alinea Editrice

introduzione dell’autore.

pp. 144, illustrazioni b/n, Firenze

Dall’antico rito classico durante il quale si celebrava il mito della nascita del primo uomo alle leggende, ai racconti, ai film. Il tutto studiato alla luce della teoresi teatrale per cercare di capire perchè il Golem è stato definito, da G. Mayrinck, “colui che non ha potuto diventare attore”.
Automi, robot, dispositivo, macchina. Dall’antico rito è nata una delle più importanti figure moderne.

Rino Bertoni (Piacenza, 1957) da anni presta servizio di aiuto bibliotecario a Fiorenzuola. Laureato al DAMS di Bologna, ha sinora pubblicato una raccolta di poesie “Limen” (vicolo del Pavone, Piacenza) e curato la pagina teatrale e musicale di testate giornalistiche locali.

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Introduzione

I. LEGGENDE
a) La fase rituale
b) La leggenda polacca
c) La variante praghese

II. TEATRO
a) Il Golem di Leivick
b) Il Golem di A. Fersen
c) Il Golem di Moni Ovadia
d) Il Golem di G. Ferri

III. IL GOLEM SECONDO E. BARBA

IV. DALLA LEGGENDA AL FUMETTO
a) Il Golem nella letteratura
b) Il Golem nel cinema
c) Il Golem nei fumetti

Bibliografia

Una Via Nuova – La Spiritualità dell’Unità

Una Via Nuova – La Spiritualità dell’Unità

Autore/i: Lubich Chiara

Editore: Città Nuova Editrice

seconda edizione, prefazione del card. e Arcivescovo di Praga Miloslav Vlk, con approvazione ecclesiastica.

pp. 168, Roma

In questo breve compendio della spiritualità dell’unita, nato da limpide conversazioni ai membri del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich illustra la novità della via evangelica collettiva indicatale dallo Spirito. Essa testimonia, infatti, “un cambio di paradigma nella storia della spiritualità cristiana – dal primato del singolo all’equilibrio tra persona e comunione -, conforme alle attese del Concilio Vaticano II e alle istanze avanzate dai segni dei tempi”.
Tale via dell’amore che tende all’unita penetra poi nei più vari ambiti del vivere, trasfigurandoli.

ChiaraA Lubich, Fondatrice e Presidente del Movimento dei Focolari, il cui scopo é contribuire a realizzare il Testamento di Gesù: «Che tutti siano uno» (Gv 17, 21).
Presente ad importanti appuntamenti ecclesiali, quali Sinodi di vescovi, Giornate della Gioventù, incontri di nuovi Movimenti ecclesiali ed altri, è tra le personalità più conosciute anche oltre i confini della Chiesa cattolica. Svolge infatti un’ampia azione in campo ecumenico e ha allacciato importanti e positivi contatti con il mondo delle grandi religioni: Islam, Buddismo, Induismo. Testimone del Vangelo, ha parlato all’Incontro interreligioso di Assisi il 24 gennaio 2002.
Il suo impegno per l’unità e la pace le ha ottenuto numerosi riconoscimenti in varie parti del mondo. Molte le lauree hc in diverse discipline sulle quali il carisma dell’unita getta luce profonda: “Teologia, Filosofia, Economia, Pedagogia, Comunicazioni, Sociologia, ecc. Le sue opere sono tradotte in 20 lingue. In italiano, la più ampia raccolta è quella degli Scritti Spirituali: L’attrattiva del tempo moderno, L’essenziale di oggi: Tutti uno; Dio è vicino. Di particolare rilievo La dottrina spirituale, Mondadori, Milano 2001, che contiene la sintesi più completa del suo pensiero.

Il Libro Nero dell’Inquisizione

Il Libro Nero dell’Inquisizione

La ricostruzione dei grandi processi

Autore/i: Benazzi Natale; D’Amico Matteo

Editore: Edizioni Piemme

introduzione degli autori.

pp. 362, Casale Monferrato (AL)

L’Inquisizione è una delle pagine più importanti, anche se meno conosciute, della storia dell’Europa moderna- Eppure questa istituzione, nata all’inizio del XIII secolo, ha dominato la vita degli stati cattolici per quasi cinque secoli- Varcando gli oceani, ha installato i suoi tribunali ovunque, processando eretici e streghe, indios e analfabeti e dotti teologi, prostitute e principi, filosofi, libertini, uomini di Chiesa, ebrei, protestanti e musulmani, adulteri e mistici…
Basandosi sui documenti e sui verbali degli interrogatori, questo libro ricostruisce i grandi processi inquisitoriali, da Dolcino a Giovanna d’Arco, da Giordano Bruno alle streghe, da Torquemada a Michele Serveto- I protagonisti, giudici e inquisiti, riacquistano volto e parola, con tutta l’intensità del loro dramma umano e spirituale.
Un Libro nero sull’Inquisizione, dunque, per rivivere eventi tragici e affascinanti, e conoscere, oltre il mito e la leggenda, l’istituzione più controversa e discussa della storia della Chiesa, uscita di scena solo agli inizi del secolo scorso.

Natale Benazzi, laureato in Teologia, ha pubblicato diversi testi per l’insegnamento della religione- Collabora a varie riviste e quotidiani, tra cui “Avvenire”- Presso Piemme ha curato l’edizione degli Ultimi colloqui di Teresa di Lisieux (1997)

Matteo D’Amico si è laureato in Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Milano, con una tesi sul pensiero di E. Lévinas- È docente di Storia e Filosofia in un liceo classico milanese- Ha pubblicato saggi e articoli su diverse riviste.

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Introduzione

La Chiesa ripensa al suo passato
Oltre la leggenda
I tempi e le ragioni del sorgere dell’Inquisizione
La logica: il rifiuto della differenza
L’Inquisizione come instrumentum regni
Creare e alimentare il terrore
La creazione della devianza
Il metodo : la strategia del sospetto
Giudici dell’anima
Come affrontare la storia dell’Inquisizione

Dolcino

– Uomini puri

– Dio cambia il modo di giudicare

– Si predica la pace, si attende la guerra

– È l’ora di prendere la croce

– L’Inquisizione tesse la propria rete

– “Puri” contro “puri”. Pietro martire

– La fine dell’eresia catara

– La presenza di un nemico favorisce l’organizzazione delle truppe di difesa

– Dalla “denuncia evangelica” alla “diffamazione evangelica”

– Uno strumento perfetto contro l’eresia

– La sfida dell’astuzia

– Dolcino il terribile

– Dolcino il profeta

– Dolcino il guerrigliero

Jeanne

– Il sogno di Jacques d’Arc

– Quattro anni dopo

– Il processo abbia inizio

– Voci, magie e stregonerie

– Obbedire al papa, obbedire alla coscienza

– Il “segno” e il suicidio

– Cauchon accusa!

– Jeanne confessa

– Il coraggio di una ragazza

Torquemada e l’Inquisizione spagnola

– Tomàs de Torquemada, inquisitore

– Gli ebrei sono bugiardi anche quando diventano cristiani

– Torquemada riconquista la fede; i Re cattolici riconquistano Granada

– Torquemada misogino

– Torquemada non sta mai fermo

– Il volto di Torquemada

– Torquemada fa paura

– Torquemada assedia i sogni

– Torquemada rispetta il segreto della confessione?

– Torquemada, il “buon” inquisitore

– Torquemada espatria

Bruno

– Brucia fra Giordano

– Storia di un mago

– Il Mocenigo è un traditore

– Il rischio della ragione

– Si va a Roma

– La carne e il filosofo

– Giunge l’ora estrema

Galileo

– Le ragioni di uno scontro

– Caccini, Lorini e gli altri

– La ragione assediata

– Un malato a Roma

– Punizione e umiliazione: l’abiura

Serveto: il lato oscuro del protestantesimo

– Il giardino dell’Inquisizione: storia di un uomo coraggioso e della sua insolita fuga

– Ginevra: la città di Dio non è troppo ospitale

– Un umanista alla corte di Carlo V

– Rinascimento come rivoluzione

– Serveto e Calvino si scrivono

– Calvino aiuta il tribunale dell’Inquisizione

– Il mistero del viaggio di Serveto a Ginevra

– L’”altra Inquisizione” al lavoro

– Un’insolita disputa teologica

– Un triste auto da fè protestante

Streghe

– Niccolò Cusano predica

– Padre Heinrich e padre Jacob pubblicano un best seller

– Il papa è preoccupato

– Pietro Valdo è una strega?

– Una strage lunga tre secoli

– Le streghe volano al sabba

– Gli inquisitori entrano in azione

– I giudici dell’anima

– Come processare una strega

– Condannare la strega

Marie des Vallés: la santa strega

– La prova dell’ira

– Anche il diavolo ubbidisce a Dio

– L’esperienza mistica: lo scambio della volontà

– “Discendere all’inferno”

– Il male di dodici anni

Conclusione

– L’Inquisizione non è un domenicano; l’Inquisizione non è la Chiesa
– Il meccanismo “temporale”: colpire la carne; il meccanismo “spirituale”: colpire l’anima
– L’Inquisizione è una “figura dello spirito”
– Massa e paura
– Il rogo dei libri
– Il Grande Inquisitore
– Il rogo

Bibliografia
Indice dei nomi

Fede e Buona Fede

Fede e Buona Fede

Autore/i: Papafava Novello dei Carraresi

Editore: Edizioni Studium

con dedica autografa dell’autore.

pp. 214, Roma

Riassumo in questo volumetto alcune considerazioni che sono state svolte fra il 1929 e il 1961, il che comporta da un lato il difetto del palesarsi di ripetizioni che tuttavia per ragioni di chiarezza non ho voluto eliminare, dall’altro forse il vantaggio di mantenere nella sua modestia, ma anche nella sua genuinità, la manifestazione, in ben diversi momenti della nostra storia, di alcune consapevolezze circa i termini di questioni che oggi più o meno esplicitamente rientrano negli argomenti trattati dal Concilio Ecumenico Vaticano II, e che risultano ben vive in quell’«immanente contatto della Chiesa con la società temporale» che «genera per essa una continua situazione problematica oggi laboriosissima». Invero «da un lato la vita cristiana, quale la Chiesa difende e promuove, deve continuamente e strenuamente guardarsi da quanto può illuderla, profanarla, soffocarla, quasi cercasse di immunizzarsi dal contagio dell’errore e del male; dall’altro lato la vita cristiana deve non solo adattarsi alle forme di pensiero e di costume, che l’ambiente temporale le offre e le impone, quando siano compatibili con le esigenze essenziali del suo programma religioso e morale, ma deve cercare di avvicinarle, di purificarle, di nobilitarle, di vivificarle, di santificarle: altro compito questo che impone alla Chiesa un perenne esame di vigilanza morale, che il nostro tempo reclama con particolare urgenza e con singolare gravità».
Ma appunto a tale situazione problematica oggi laboriosissima la Provvidenza fa corrispondere l’altissimo intento secondo il quale «la Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere. La Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio» (Enciclica Ecclesiam Suam di S.S. Paolo VI).
Grande è la speranza in questo «potenzialmente universale, cattolico dialogo della salvezza»!

Discendente dalla famiglia nobile padovana dei Papafava dei Carraresi, è stato uomo di cultura e saggista. Figlio di Francesco (1864-1912) e di Maria Meniconi Bracceschi, nel 1917 si arruola volontario e viene mandato sull’Isonzo quasi in concomitanza con la rotta di Caporetto. Nel 1918 viene assegnato all’Ufficio Armistizio e Confini del Comando Supremo, alle dipendenze del Maggiore Ferruccio Parri (1890-1981). Nel 1919 pubblica i suoi primi due saggi dedicati a Caporetto nella rivista «L’Unità» diretta da Gaetano Salvemini e partecipa con il Maggiore Carlo Reina all’impresa di Fiume. Nel 1922 inizia la sua collaborazione con la rivista “Rivoluzione liberale” diretta da Piero Gobetti con il saggio ” Popolari e liberali”. Nel 1923 si laurea in filosofia con una tesi sulle “Antinomie dell’idealismo assoluto” e stringe amicizia con Concetto Marchesi (1878-1957) che vivrà il suo periodo padovano nel palazzo dei Papafava.
Nel 1924 dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti (1885-1924) partecipa al tentativo di Giovanni Amendola (1882-1926) di costituire un soggetto politico in grado di rappresentare gli antifascisti. Nel 1926 si nasconde a Milano per evitare le squadracce fasciste dove incontra l’amico Giovanni Ansaldo. Nel 1929 pubblica in “Studium” diretta da Guido Gonella (1905-1982) e Igino Righetti, un articolo sul Concordato. Nel 1945 viene arrestato dai repubblichini ma viene lasciato libero dopo una settimana. Nel 1946 rifiuta di ricoprire la carica, offertagli da Alcide De Gasperi, di ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede. È stato presidente della Rai per il triennio 1961-1963 di cui fu consulente fino al 1971. Muore nel 1973.

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  1. Fede e buona fede
  2. Fede e filosofia
  3. Pio XII e la cultura
  4. I cattolici e la libertà
  5. Valutazione del Concordato
  6. Psicanalisi e moralità
  7. Considerazioni circa il peccato materiale
  8. Il Risorgimento e la coscienza religiosa degli italiani di oggi