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L’Enciclopedia delle Erbe

L’Enciclopedia delle Erbe

Titolo originale: The complete New Herbal

Autore/i: Mabey Richard

Editore: Zanichelli Editore

prima edizione, cura di Richard Mabey, con la collaborazione di Michael McIntire, Pamela Michael, Gail Duff, John Stevens, traduzione italiana di Emma Bolognesi, illustrazioni di Jane Reynolds e Nigel Hawtin.

pp. 288, nn. illustrazioni e fotografie a colori e b/n, Bologna

Oggi c’è un interesse per le erbe molto più vasto di quanto sia mai stato prima. La reazione del consumatore all’inquinamento chimico della vita moderna provoca una sempre maggiore richiesta di cibi e prodotti naturali, è un enorme interesse per la medicina alter- nativa, specialmente per l’erboristeria applicata alla medicina. Anche I’attuale ricerca scientifica alimenta l’interesse per le erbe, per cui i tempi sono maturi per un nuovo erbario adeguato alla nostra epoca.
Questa enciclopedia delle erbe riunisce per la prima volta le ultime scoperte sulle proprietà e il valore delle erbe, accostando la saggezza tradizionale al meglio della scienza contemporanea. Nell’introduzione al libro viene messa in evidenza l’importanza delle piante nella nostra vita, mentre tutto il lavoro è caratterizzato da un esteso glossario fotografico che da indicazioni sugli usi, i principali componenti, gli effetti di oltre 200 erbe e ne conferma la attendibilità scientifica.
La sezione pratica prende in esame i vari aspetti della nuova erboristeria, dalla cura della casa, all’igiene, alla bellezza, dal relax alla nutrizione, alla salute. L’impiego delle erbe in medicina per ottenere un buon equilibrio psicofisico viene presentato con chiarezza in paragrafi che trattano le indisposizioni una per una e il pronto soccorso. La parte del libro che riguarda la coltivazione ci da utili consigli su come produrre da soli le erbe mediante la coltivazione organica e simbiotica.
Affascinante, autorevole e accompagnato da fotografie e disegni eccellenti, questa enciclopedia delle erbe sarà la bibbia di chi vorrà affidare anche a loro la propria salute.

Richard Mabey è uno trai più sensibili eq originali scrittori anglosassoni di scienze naturali. Tra i suoi numerosi libri sulle piante e l’ecologia ricordiamo: Food for Free, The Unofficial Countryside, e The Common Ground.

Michael McIntyre, M.A., M.N.I.M.H., M.R. T. C. M., è uno studioso di erboristeria medica molto apprezzato, esperto sia nell’erboristeria cinese che in quella occidentale. Ha scritto di recente il libro: Herbal Medicine for Everyone, ed è uno dei fondatori della nuova Scuola di Medicina Cinese di Londra.

John Stevens
conduce Suffolk Herbs, un’azienda nell’Inghilterra orientale dove, insieme alla moglie, coltiva una vasta gamma di erbe con metodi biologici. Autore del libro di grande successo National Trust Book of Wild Flower Gardening, ha una conoscenza di prim’ordine della coltivazione delle erbe e delle loro proprietà.

Gail Duff è un noto giornalista esperto in materia di cucina e di nutrizione. Tra i suoi molti libri ricordiamo: Fresh All Year, Pick of the Crop, e Good Healthy Food.

Pamela Michael ha scritto molto sugli usi pratici e tradizionali delle piante per la cura della casa, per la cosmesi naturale, e per la preparazione di cibi e vini. Il suo libro più noto fino ad oggi è All Good Things Around Us.

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Introduzione
Le leggende sulle piante

PARTE I – Conoscere le erbe

Capitolo 1 – Glossario delle erbe

PARTE II – Come usare le erbe

Capitolo 2 – Erboristeria pratica

  • Le piante e la tecnologia umana

Capitolo 3 – Le erbe peruna vita naturale

  • La cura del corpo
  • La cura della mente e il relax
  • L’aromaterapia
  • La cura della casa
  • I profumi
  • Tingere con le piante
  • Le sostanze repellenti per gli insetti

Capitolo 4 – Le erbe per la nutrizione e la salute

  • Le proprietà delle erbe da cucina
  • Quale dieta scegliere?
  • Come usare le erbe da cucina
  • Le insalate di erbe
  • I pasti principali a base di erbe
  • Le piante spontanee come cibo
  • Le erbe come ingredienti
  • Aceto e conserve a base di erbe
  • Le bevande a base di erbe
  • Le erbe in cucina

Capitolo 5 – Le erbe curative

  • La medicina  verde
  • L’apparato respiratorio
  • L’orecchio
  • L’apparato digerente
  • Il sistema circolatorio
  • Il sistema muscolo-scheletrico
  • L’apparato riproduttivo femminile
  • Il sistema nervoso
  • L’occhio
  • La pelle
  • L’armadietto medicinale a base di erbe
  • Il pronto soccorso

PARTE III – Coltivare le erbe

Capitolo 6 – Giardinaggio con le erbe

  • Il suolo
  • La scelta del luogo
  • Le erbe come piante commerciali
  • I semi
  • La coltivazione biologica
  • La raccolta e la conservazione
  • Le erbe in giardino

Glossario chimico
Indice analitico
Ringraziamenti

Dormire Bene

Dormire Bene

I benefici di un sonno naturale

Autore/i: Lavery Sheila

Editore: Tecniche Nuove

traduzione dall’inglese di Gloria Fassi.

pp. 160, nn. illustrazioni a colori e b/n, Milano

Il sonno è uno stato fisiologico con enormi potenzialità. Esso ristabilisce il nostro equilibrio e le nostre energie, favorendo i processi di guarigione e di accrescimento.
Dormire bene è una guida pratica che spiega come tutto ciò possa avvenire e come i ritmi biologici di sonno-veglia in ognuno di noi siano originati da alcuni mutamenti delle onde cerebrali, della temperatura e dell’attività ormonale.
Una persona su dieci soffre d’insonnia e un numero di persone di gran lunga maggiore è insoddisfatto della qualità del proprio sonno. Dormire bene è una guida completa per crearsi sane abitudini nel dormire e mantenerle nell’arco della propria esistenza.
Propone abitudini alimentari e attività fisiche favorevoli al sonno.
Fornisce ai genitori alcuni consigli sulle esigenze di sonno dei propri figli.
Spiega i potenziali rischi nell’assunzione di farmaci per dormire.
Identifica le esigenze individuali mediante questionari.
Esplora il linguaggio e la finalità dei sogni.
Presenta i benefici del feng shui nella progettazione della camera da letto.

Sheila Lavery è una scrittrice freelance nel campo della salute, che collabora con diverse riviste e quotidiani.
È stata redattrice di una rivista di medicina naturale; si è occupata della stesura della sezione sui metodi terapeutici per un’enciclopedia di medicine dolci e ha scritto libri su altri aspetti della salute.

Dentro Facebook – Quello che non vi hanno mai Raccontato

Dentro Facebook – Quello che non vi hanno mai Raccontato

Titolo originale: The Boy Kings: a Journey into the Heart of the Social Network

Autore/i: Losse Katherine

Editore: Fazi Editore

prima edizione, introduzione dell’autrice, traduzione dall’inglese di Nicola Vincenzoni.

pp. 288, Roma

Perché vogliamo sapere quali dei nostri “amici” sono usciti insieme nel fine settimana e quello che hanno fatto? Perché abbiamo autorizzato Facebook a mediare la nostra vita privata?
Sono alcune delle domande che Katherine Losse ci pone in questa ironica autobiografia raccontandoci i suoi cinque anni trascorsi nel cuore del social network.
In fuga da un dottorato in Letteratura Inglese alla Johns Hopkins di Baltimora, Losse, al verde e senza prospettive di carriera accademica, arriva in California e sale per caso a bordo della squadra di Facebook.
Nel 2005 il sito era una giovane startup di Silicon Valley, e Losse, all’epoca carica di speranze, era l’unica donna in una compagnia di informatici nerd a loro agio solo tra algoritmi ed entità scalari.
Eppure riesce inaspettatamente a bruciare le tappe di una brillante carriera che la porta dal dipartimento di assistenza clienti a diventare l’autrice dei testi di Mark Zuckerberg. Intanto la compagnia accumula milioni di utenti e si lancia alla conquista del mondo.
Ma gli uffici di Facebook assomigliano a una confraternita di Harvard: gli informatici pensano solo a raccogliere dati nel disprezzo della sensibilità degli utenti e, mentre la missione dichiarata del sito è quella di connettere la gente, i suoi dipendenti sono sempre più soli e alienati.
Su tutto, un fiume di soldi sembra fugacemente materializzare il sogno americano.
Ma Losse è sempre più convinta essere finita in un incubo. Il suo resoconto, immerso nella cultura pop, è una lettura divertente ma anche un illuminante spaccato dell’ideologia alle spalle di Facebook.
Da Palo Alto, Losse denuncia il tentativo di convertire la vita in un’applicazione tecnica.
Ci si può fidare di Facebook? Davvero, una volta visto dall’interno, “ci piace”?

Katherine Losse, dopo gli studi in Letteratura inglese alla Hopkins University di Baltimora, si trasferisce in California e nel 2005 entra a far parte di Facebook come membro del team di assistenza ai clienti. In pochi anni Losse riesce a farsi strada e passa dal ruolo di responsabile dell’internazionalizzazione di Facebook a quello di ghost-writer di Zuckerberg. Nel 2011, demotivata e scettica nei confronti degli obiettivi della compagnia, abbandona il social network per scrivere il suo libro di memorie.

Da Cosa Nasce Cosa – Appunti per una Metodologia Progettuale

Da Cosa Nasce Cosa – Appunti per una Metodologia Progettuale

Autore/i: Munari Bruno

Editore: Editori Laterza

pp. 400, numerose illustrazioni in bianco e nero, Bari

Tra i grandi libri di Munari, questo è quello che forse maggiormente rende felici i lettori per la leggerezza incantata con cui li porta a scoprire che saper progettare non è dote esclusiva e innata di pochi. C’è in ognuno di noi una creatività che Munari in queste pagine aiuta a sviluppare e a mettere in luce.

Bruno Munari (Milano, 1907-1998), pittore, designer e sperimentatore di nuove forme d’arte, ha segnato una svolta fondamentale nella storia del design in Italia e nel mondo.

Guida alla Regressione nelle Vite Passate – Tutte le Tecniche per Rivivere Esperienze di Vite Precedenti

Guida alla Regressione nelle Vite Passate – Tutte le Tecniche per Rivivere Esperienze di Vite Precedenti

titolo originale: A Practical Guide to Past Life Regression

Autore/i: McClain Wagner Florence

Editore: Armenia Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Mario Monti, in copertina foto di Emilio Tremolada.

pp. 160, Milano

La vita di ciascuno di noi non è che l’insieme di esperienze di vite anteriori vissute in altre epoche, sotto altre spoglie. Le informazioni che si possono trarre da un’esperienza di regressione nelle vite passate possono rivelarsi estremamente importanti, se non addirittura essenziali, per crescere spiritualmente e trovare pace alle inquietudini dell’anima.
L’autrice Florence McClain accompagna il lettore in un affascinante viaggio nel regno dell’imperscrutabile e, partendo dai consigli su come richiamare alla memoria situazioni e fatti in grado di fungere da tramite con la nostra vita anteriore, insegna poi a creare l’ambiente per la prima esperienza di regressione grazie alla quale, senza l’aiuto di medium o psicologi, ciascuno potra scoprire di quante e quali altre vite e frutto la sua esistenza.

Florence McClain si occupa dello studio di fenomeni paranormali, di ipnosi, chiaroveggenza e metafisica. Ha condotta circa 2000 regressioni nel passato.

Oltre la Capanna del Sole – La Segreta Conoscenza del Sentiero Pellerossa

Oltre la Capanna del Sole – La Segreta Conoscenza del Sentiero Pellerossa

I Misteri Segreti del Sentiero Pellerossa

Autore/i: Chokecherry Gall Eagle

Editore: Edizioni Il Punto d’Incontro

introduzione dell’autore, traduzione di Cinzia Defendenti, Titolo originale: Beyond the Lodge of the Sun.

pp. 192, Vicenza

Per la prima volta un nativo americano con« divide la saggezza più segreta della sua gente con persone estranee alla sua cultura.
Sono stati pubblicati molti libri sugli Indiani d’America, sui rituali e le cerimonie.
Tuttavia, fino ad ora, molti insegnamenti non sono stati resi accessibili agli “stranieri”. Chokecherry rivela l’essenza, piuttosto che gli aspetti esteriori, di molte credenze native. Dopo aver ricevuto il permesso di diffondere gli insegnamenti in questo mo» do, egli svela il processo per scoprire l’autentica visione della conoscenza sacra. Che stiate cercando un più profondo significato nella vostra esistenza e un più equilibrato stile di vita, o che siate soprattutto interessati ad esplorare le tradizioni dei Nativi Americani, Oltre la Capanna del Sole si rivelerà una lettura illuminante ed affascinante. Numerosi aneddoti e resoconti di storie avventurose vi distoglieranno dalle illusioni e dalle trappole dello sciamanismo a buon mercato, facendovi invece scoprire, tra l’altro, due autentiche tecniche di potere: gli Insegnamenti del Fuoco e della Pietra.

Sexpol – Marxismo, Psicoanalisi e Rivoluzione Sessuale

Sexpol – Marxismo, Psicoanalisi e Rivoluzione Sessuale

Titolo originale: Marxismus, Psychoanalyse, Sexpol

Autore/i: Autori vari

Editore: Guaraldi Editore

unica edizione, introduzone e cura di Hans-Peter Gente, traduzione di Roberto Torzini.

pp. 288, Bologna

Non solo espressioni come «rivoluzione sessuale» e «teoria dell’orgasmo», ma anche alcuni dei principali scritti di Wilhelm Reich cominciano ad essere noti in Italia. Ma la sua immagine storica tende a circoscriversi in quella di un avventuroso intellettuale maudit, se la si stacca dall’esperienza più concreta e determinante della sua vita: l’organizzazione del SEXPOL, movimento che si lascia alle spalle, sul piano pratico e teorico, i vari movimenti per la liberazione sessuale riformistico-borghesi, nella sua prospettiva di una saldatura fra «scienza» (psicoanalisi e marxismo) e «politica» (rivoluzione sociale comunista e rivoluzione sessuale). Tentativo quanto mai paradossale, perchè doppiamente fuorilegge – lo simboleggia la duplice espulsione di Reich: dalla Società Psicoanalitica Internazionale e dal Partito Comunista Tedesco – ma nello stesso tempo legato all’esigenza di operare, malgré tout, un aggancio positivo con queste due dimensioni istituzionali. La rivista ufficiale del SEXPOL fornisce la maggior parte dei materiali (enunciazioni programmatiche, analisi politiche, indicazioni operative) per questo libro, che non è, evidentemente, una «storia». Il celebre – ma finora inedito in Italia – saggio di Fromm su Autorità e famiglia-, e un articolo di Bernfeld che prende posizione su un momento cruciale del dibattito-scontro tra Reich e i teorici ufficiali del Diamat, arricchiscono il libro di ulteriori coordinate storico-teoriche e ci fanno sentire la difficoltà e la drammaticità di uno dei tentativi di dialogo venuti di moda oggi: quello fra psicoanalisi e marxismo.

Il Mondo di Ben Hur – Lo Spettacolo delle Corse nell’Antica Roma

Il Mondo di Ben Hur – Lo Spettacolo delle Corse nell’Antica Roma

Titolo originale: Wagenrennen. Spektakelshows in Rome en Costantinopel

Autore/i: Meijer Fik

Editore: Editori Laterza

introduzione dell’autore, traduzione di Claudia Di Palermo, in copertina: «corsa di bighe in uno studio» Terracotta romana del II sec. d.C. Parigi, Museo del Louvre.

pp. X-244, nn. figure b/n, Bari

L’azione si svolge a Roma, al CircoMassimo, ma non trascura Costantinopoli, la capitale imperiale d’Oriente. Al centro, il mondo delle corse. Il tutto con il dono di una narrazione cordiale.
(Corrado Augias, “Il Venerdì di Repubblica”)

Dai giochi omerici fino alle strutture del Circo Massimo, una passeggiata per le scuderie antiche mai faticosa per chi legge e ricca di dettagli che la rendono avvincente. Quello che però più intriga nella lettura, fa quasi voglia di poter tornare a sedersi sugli scomodi spalti di granito, sono loro: i campionissimi. Nomi che correndo e trionfando hanno attraversato i secoli.
(Matteo Sacchi, “Il Foglio”)

Fik Meijer è professore ordinario di Storia antica all’Università di Amsterdam, tradurre e apprezzato autore di numerose opere divulgative sulla storia antica. Per i nostri tipi ha pubblicato: Un giorno al Colosseo (2008).

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Introduzione

1. La rivolta di Nika: trentamila morti all’ippodromo
2. Le corse dei carri fino al I secolo a.C.
3. Il circo massimo
4. I preparativi e l’organizzazione
5. Un giorno al circo massimo
6. Gli eroi dell’arena
7. Il pubblico
8. I cambiamenti intorno all’ippodromo
9. Gli eroi dell’ippodromo
10. La fine delle corse dei carri
11. «Ben Hur»: le corse dei carri al cinema

Note
Bibliografia
Cronologia
Glossario
Gli ippodromi più importanti
Cartine
Indice dei nomi e dei luoghi

Ludi Africani

Ludi Africani

Titolo originale: Afrikanische Spiele

Autore/i: Jünger Ernst

Editore: Sugar Editore

traduzione Ingrid Harbeck, collana: I Giorni 29.

pp. 194, Milano

Questo è forse il libro più bello di Jünger. Coraggio, tenerezza, orgoglio, sono qualità che caratterizzano sia l’autore che il protagonista. In particolare il fascino di questo libro si trova nel diverso tipo di tensione che lo caratterizza rispetto al resto dell’opera di Jünger. Si sa che l’inesorabilità di questo autore consiste appunto nel fatto che egli non cerca mai di evitare il nostro tempo. A Ludi Africani invece egli stesso aveva in un primo momento dato il titolo L’ultimo viaggio sentimentale. Il racconto è basato su un tentativo di evasione compiuto da un ragazzo alla vigilia della prima guerra mondiale che si arruola nella legione straniera. Egli cerca di sottrarsi alla pesante ma già decadente atmosfera della borghesia del periodo guglielmino, fuggendo nell’avventura; ma deve rendersi conto che questo problema non può essere risolto geograficamente. Herbert Berger, il protagonista del libro, che ha non pochi tratti del suo autore, deve sentirsi dire: «Lei è ancora troppo giovane per sapere che vive in un mondo al quale non si può fuggire». La profondità delle riflessioni, non per ultimo un umorismo sottile e la capacità di caratterizzare uomini che tendono per vie diverse ad una stessa meta, una ricca espressione poetica e una lingua lucida ed espressiva fanno di questo libro un gioiello della più moderna letteratura tedesca e europea.

Ernst Jünger (Heidelberg 1895 – Riedlingen, Alta Svevia, 1998) scrittore tedesco. Volontario nel primo conflitto mondiale, idealizzò la guerra come prova di coraggio e presa di coscienza di ignote dimensioni psichiche, nel diario di guerra Tempeste d’acciaio (In Stahlgewittern, 1920), nei racconti di Fuoco e sangue (Feuer und Blut, 1925) e Ludi africani (Afrikanische Spiele, 1936), nei saggi La lotta come esperienza interiore (Der Kampf als inneres Erlebnis, 1922) e Il cuore avventuroso (Das abenteuerliche Herz, raccolti nel 1929). Nel saggio L’operaio (Der Arbeiter, 1932) polemizzò con il romanticismo politico e identificò nel lavoratore-soldato il rappresentante dell’epoca moderna, che ha distrutto in sé ogni individualità. Jünger fu nazista, ma già nel romanzo Sulle scogliere di marmo (Auf den Marmorklippen, 1939) si avverte il suo distacco dall’ideologia nazionalsocialista. Egli condannò quindi l’attacco alla Francia nel diario Giardini e strade (Gärten und Strassen, 1942), che fu proibito. Fra i suoi scritti successivi si ricordano il diario della seconda guerra mondiale Irradiazioni (Strahlungen, 1949), i romanzi allegorici Heliopolis (1949), Le api di vetro (Gläserne Bienen, 1957), e una serie di saggi, tra cui Cacce sottili (Subtile Jagden, 1967) e Numeri e Dei. Filemone e Bauci (Philemon und Baucis, 1973). La sua vasta produzione è continuata con il racconto Il problema di Aladino (Aladins Problem, 1983), il poliziesco Un incontro pericoloso (Eine gefährliche Begegnung 1985), l’autobiografico Due volte la cometa (Zwei Mal Halley, 1987, il cui titolo allude al fatto di aver visto due volte nella propria vita – 1910 e 1986 – la cometa di Halley) e con il volume Le forbici (Die Schere, 1990). La prosa di Jünger, limpida sino alla freddezza, tende a trasfigurare la realtà in allegoria.

Il Verri – Rivista di Letteratura – N. 3 Giugno 1961

Il Verri – Rivista di Letteratura – N. 3 Giugno 1961

Numero unico dedicato all’Informale con scritti dei più prestigiosi artisti e critici.

Autore/i: Autori vari

Editore: Rusconi e Paolazzi Editori

prima edizione, in redazione Nanni Balestrini, Leo Paolazzi , Giuseppe Pontiggia, Renato Barilli e Alfredo Giuliani.

pp. 112 + mat. pubblicitario, Milano

Il Verri è una rivista letteraria trimestrale fondata a Milano nel 1956 da Luciano Anceschi, che ne fu il primo direttore. Annoverava tra i suoi collaboratori Nanni Balestrini, Giulia Niccolai, Antonio Porta, Giuseppe Pontiggia e altri giovani intellettuali che erano soliti incontrarsi nei caffè di Milano.
Il progetto di lavoro della rivista, che è stata negli anni sessanta-settanta ben più importante di quanto non indichi la tradizionale definizione de “Il Verri” come di una rivista della neoavanguardia, era stato delineato da Anceschi nel Discorso generale del n.1, 1956.
Anceschi voleva una rivista di letteratura che si collocasse operativamente e problematicamente in un periodo di ristagno culturale, ridando vita a quell’”idea fenomenologica della letteratura”, che caratterizzava il lavoro del critico.
In essa si voleva analizzare con razionalismo critico ogni aspetto della realtà e pertanto oltre alla letteratura vera e propria, che pertanto privilegiava uno sperimentalismo basato sulla ricerca del linguaggio, essa dava grande importanza al rapporto tra uomo e tecnica e alla evoluzione della scienza aprendosi alla cultura europea.
Infatti accanto ad una funzione di informazione e di arricchimento dell’orizzonte culturale italiano, la rivista ne sviluppa un’altra che è quella formativa e conoscitiva di quelle discipline che stavano sorgendo in Europa, dalla fenomenologia alla psicoanalisi, allo strutturalismo.
A parte il ruolo di promozione esercitato dalla rivista nei confronti dello sperimentalismo letterario, nelle pagine del periodico, furono pubblicati testi, saggi, interventi quasi sempre caratterizzati dallo sforzo di aggiornamento sui dibattiti e sulle nuove direzioni di ricerca, non solo italiane, nei campi più diversi, dalla letteratura all’arte, dalla filosofia alla linguistica.
Alla rivista collaborarono, tra gli altri, Edoardo Sanguineti, Elio Pagliarani, Alfredo Giuliani, Antonio Porta e Nanni Balestrini, i cinque poeti rappresentati nell’antologia I Novissimi. Poesie per gli anni ‘60 uscita nel 1961.
Costoro formarono il primo nucleo della neoavangardia (Gruppo 63), che nacque in seguito al congresso tenutosi a Palermo nell’ottobre del 1963.
Dal 1959 al 1961, Umberto Eco curò la rubrica Diario minimo che raccoglieva osservazioni di costume e parodie letterarie, e a cui contribuirono Gillo Dorfles, Luciano Erba, Giuseppe Pontiggia, Furio Colombo, Fausto Curi, Andrea Bruno Mosetti, Alfredo Giuliani, Edoardo Sanguineti, Sandro Bajini, Giorgio Mannacio, Giovanni Giudici, Folco Portinari, Attilio Veraldi, Alfeo Bertin e Bruno Munari.
Della rivista sono uscite 9 serie. Dal 1989 è divenuta quadrimestrale. Gli indici 1956-1988 sono nel n. 9 del 1989. Gli editori sono stati Mantovani (Milano), Feltrinelli (Milano), Mucchi (Modena), Edizioni del Verri (Mantova, poi Bologna) e Monogramma (Milano).
Attualmente la poetessa/traduttrice/critica letteraria Milli Graffi è responsabile della rivista, che annovera accademici e scrittori internazionali nel consiglio di direzione ed è stata riconosciuta dall’ANVUR come pubblicazione di fascia A per i settori di ricerca di letteratura italiana contemporanea, filologia/linguistica, storia dell’arte, letteratura italiana generale, critica letteraria e letterature comparate. Le rifondate edizioni del Verri hanno avviato, dal 2012, due collane: la “collana rossa” di scrittura e invenzione e la collana “pastore elettrico”, che diffonde studi e ricerche originali.

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  • Giulio Carlo Argan, Salvezza e caduta nell’arte moderna
  • Renato Barilli, Considerazioni sull’Informale
  • Enrico Crispolti, Ipotesi attuali
  • Umberto Eco, L’Informale come opera aperta

BREVE ANTOLOGIA POETICA

  • Francis Ponge, Sugli «Otages» di Fautrier
  • Francis Ponge, Materia e memoria
  • Lucio Fontana, Necessità d’essere e di divenire
  • Michel Tapiè, Mirobulos, Macadam e C.
  • Jean Dubuffet, Note per i fini letterati
  • Jean-josé Marchand, L’immaginario
  • René Guilly, Per Wols
  • Will Baumeister, L’artista in rapporto all’ignoto
  • Jackson Pollock, La mia pittura
  • Clement Greenberg, Per Pollock
  • Edouard Jaguer, Su un terreno extra-visuale
  • Michel Tapié, Invito
  • Samuel Beckett, Per Bram Van Velde
  • Giuseppe Capogrossi, Alberto Burri,…, Il «momento di partenza»
  • Willem De Kooning, Lo spazio che mi basta per dipingere
  • Harold rosenberg, La pittura-azione nordamericana
  • Francis Bacon, Lotta con l’oggetto
  • James Johnson Sweeney, Per Burri

VALIDITA’ DELL’INFORMALE

  • Umbro Apollonio, Libertà e determinazione
  • Francesco Arcangeli, Un naturismo moderno
  • Stefano Bottari, Un grido nel deserto
  • Cesare Brandi, Non-segno e non-significato
  • Palma Bucarelli, Colore e suono
  • Maurizio Calvesi, Informale e dopo-Informale
  • Emilio Cecchi, Intorno all’Informale
  • Giacomo Devoto, Le condizioni-convenzioni
  • Renato Lazzarini, Salvezza e caduta dell’esistenza
  • Enzo Paci, Fenomenologia e Informale
  • Mario Pensa, La coscienza della colpa
  • Franco Russoli, Una testimonianza positiva
  • Ugo Spirito, Verso una nuova metafisica
  • Giovanni Urbani, Arte e «valori»
  • Lionello Venturi, In margine all’Informale
  • Giulia Veronesi, Una «crisi di liberazione»
  • Cesare Vivaldi, Eredità dell’Informale
  • Carlo Volpe, Ribellione e smarrimento

RELAZIONI DELL’INFORMALE

  • Rosario Assunto, Sul concetto di arte informale: La natura e il dionisiaco
  • Albino Galvano, Arte come oggetto e arte come spettacolo
  • Gillo Dorfles, Pittura, architettura e disegno industriale di fronte all’Informale
  • Edoardo Sanguineti, Poesia informale?

Storia degli Stati Uniti d’America

Storia degli Stati Uniti d’America

Titolo originale: New basis History of the United States

Autore/i: Beard Charles; Beard Mary; Beard William

Editore: Cappelli Editore

aggiornata ed integrata nella nuova edizione da Giovanni Capasso Torre, traduzione di Luigi Villari.

pp. 622, numerose tavole in bianco e nero fuori testo, Bologna

La storia degli Stati Uniti d’America di Charles e Mary Beard, apparsa in questa Collana, alcuni anni fa, ebbe fin dalla sua prima edizione, anche in Italia, quel grande successo di pubblico e quella vasta risonanza nel campo culturale, che già erano stati registrati in tutte le altre nazioni, nelle quali l’opera era stata tradotta. Prima della sua pubblicazione, mancava in Italia una storia degli Stati Uniti che, in una felice sintesi ed in una organica impostazione, inquadrasse non soltanto gli avvenimenti politici e militari, ma anche, con forma di piacevole lettura, tutte le altre attività di quella nazione, dalle economiche e sociali alle culturali ed artistiche.
A colmare la lacuna ha provveduto quest’opera che può considerarsi fondamentale, essendo stata scritta da uno dei maggiori e più dotti storici statunitensi.
Il professor Charles A. Beard, infatti, oltre ad essere stato insegnante di scienze politiche alla Università di Columbia e di storia americana a quella di Baltimora, ha pubblicato oltre 20 volumi di alto valore scientifico, avvalendosi in questa pubblicazione anche della collaborazione della moglie, Mary Beard, anch’essa autrice di riconosciuta autorità.
La nuova edizione, che vede ora la luce, dopo la scomparsa dell’Autore e della sua consorte, è stata ampiamente riveduta ed aggiornata, con una trattazione anche dell’era atomica e dei suoi sviluppi, dal figlio William, anch’egli non nuovo nel campo degli studi storici.

Teilhard de Chardin e il Fenomeno Umano

Teilhard de Chardin e il Fenomeno Umano

Titolo originale: L’etre humain selon Teilhard de Chardin

Autore/i: Chauchard Paul

Editore: G. Carabba Editore

introduzione dell’autore, traduzione di A. Mazzenga.

pp XX-176, Roma

«L’uomo non si è alienato attribuendo a dio i propri poteri, ma si è alienato attribuendosi l’onnipotenza di dio, contraria alla sua natura limitata».

«Chi vuole svilupparsi senza limiti cade nella nevrosi di potenza, nel peccato di egoismo e di orgoglio e non può più avere una personalità equilibrata».

«Il progresso dell’umanità è soprattutto un progresso di linguaggio e la scienza è prima di tutto un nuovo linguaggio».

«La psicologia e la pedagogia occidentali si credono più scientifiche in quanto trascurano la coscienza: la psicopedagogia sovietica non teme, pur essendo materialista, d’insistere sulla sua importanza alla maniera dei filosofi spiritualisti».

«Oggi soltanto dei privilegiati possono umanizzarsi completamente; gli altri appaiono inferiori perchè sono stati menomati. Cioè messi nell’impossibilità di essere normali».

L’opera di Teilhard de Chardin è legata a troppe vicissitudini, private e pubbliche, perché a quasi due lustri dalla morte dell’Autore possa destare meraviglia che da noi, nonostante le monografie e gli studi pubblicati, del suo pensiero si abbia ancora una conoscenza imperfetta e spesso distorta. È la natura stessa di quest’opera – rivoluzionaria dal punto di vista filosofico e dal punto di vista teologico – con tutte le implicazioni che porta con sé, a rendere gli studiosi tradizionali sospettosi e guardinghi e quelli progressisti troppo partigiani: in un modo o nell’altro è sempre Teilhard a farne le spese e mentre tutti si servono del suo nome per avallare le tesi più opposte, per i più il pensiero di Teilhard resta enigmatico se non addirittura ambiguo.
Il merito precipuo di questo libro è di sviluppare nei particolari i rapporti tra Teilhard e la scienza moderna, di delucidare i punti oscuri dell’opera teilhardiana, di delimitarne gli scopi e la estensione, e soprattutto di stabilire una volta per tutte quali siano i reali limiti della convergenza, spesso sottolineata, tra la fenomenologia teilhardiana e il materialismo storico, ossia tra il cattolicesimo e l’ideologia marxista. È inutile negare che l’importanza di Teilhard, la sua attualità, l’interesse e le discussioni ad ogni livello che suscita, risiedono nella possibilità che la sua opera offre alla teologia tradizionale cattolica di misurarsi, non più soltanto come fatto fideistico ma sul piano scientifico, con l’ideologia marxista e con ogni tipo di scientificismo ateo.
L’affermazione che più merita rilievo è questa: «Ogni ipotesi scientifica è compatibile con la fede».
Infatti Chauchard afferma: «Teilhard è il più idoneo, perché parla la loro lingua, a riproporre ai marxisti una apertura sulle vere dimensioni della realtà».
Illustre neurofisiologo, Paul Chauchard dirige l’Ecole des Hautes Etudes di Parigi: è conosciuto in Italia per alcuni suoi libri già tradotti e per avere collaborato a parecchie riviste. Vicinissimo a Teilhard, dopo la morte del Maestro è rimasto uno dei suoi seguaci più fedeli e uno degli studiosi più acuti e pugnaci della fenomenologia teilhardiana, che in questo libro analizza nei suoi vari aspetti riuscendo a fornirne, finalmente, un quadro chiaro ed esauriente.

Il Corano

Il Corano

«Questo è il libro su cui non ci sono dubbi, una guida per i timorati»

Autore/i: Anonimo

Editore: Newton Compton Editori

edizione integrale curata e tradotta da Hamza R. Piccardo, introduzione di Pino Blasone, revisione e controllo dottrinale dell’Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia.

pp. 608, Roma

È uno dei libri più letti, venerati e interpretati del mondo.
È stato e continua a essere oggetto di studio per giuristi e teologi, e di riflessione per i mistici, mentre scrittori e artisti ne traggono-continuamente ispirazione. Il Corano, “Libro rivelato”. testo sacro per un miliardo e mezzo di persone, recitato e imparato a memoria in migliaia di moschee e scuole, è alla base della civiltà islamica. Il suo fascino risiede probabilmente nella varietà dei toni e soprattutto dei temi affrontati, che abbracciano l’intera condizione dell’uomo: norme sociali e religiose, indicazioni di costume e comportamento, giudizi etici e metafisici. Questa traduzione, integrale e commentata, è la prima realizzata dai musulmani in Italia sotto l’egida dell’u.c.o.i.i. (Unione delle Comunità ed Organizzazioni islamiche in Italia). la principale organizzazione islamica operante nel nostro paese.

«Come potete essere ingrati nei confronti di Allah, quando eravate morti ed Egli vi ha dato la vita? Poi vi farà morire e vi riporterà alla vita e poi a Lui sarete ricondotti»

Hamza Roberto Piccardo e un italiano entrato nell’Islam da oltre vent’anni. Ligure-siciliano, è nato a Imperia nel 1952. Giornalista, ricercatore, editore, e uno dei fondatori, nel 1990, dell’u.c.o.u., di cui è attualmente segretario nazionale. Nel 1993 ha dato vita alla rivista «Il musulmano», che tuttora dirige.

365 Meditazioni sui Vangeli e San Paolo

365 Meditazioni sui Vangeli e San Paolo

Titolo originale: 365 Méditations sur les Évangiles et s. Paul

Autore/i: Amiot François

Editore: Edizioni Paoline

seconda edizione, lettera di Maurizio Cardinal Feltin (Arcivescovo di Parigi), prefazione dell’autore, traduzione di G. Auletta.

pp. 1312, Francavilla (Chieti)

«F. Amiat ha posto la sua conoscenza del Nuovo Testamento a servizio della preghiera. Quattro volumi – nell’edizione francese uniti in un unico tomo in quella italiana – presentano al pubblico un ciclo completo di meditazioni seguendo il ritmo dell’anno liturgico. L’autore, però, non commenta soltanto i vangeli domenicali e festivi, ma propone altresì spunti di elevazione sulle ricorrenze dei Santi e una serie di rapide meditazioni su passi importanti del Nuovo Testamento e su alcuni punti dottrinali o devozionali di particolare rilievo (per es. 22 meditazioni sul discorso dell’ultima Cena, 20 sul discorso della Montagna, 7 sul Pater, 13 sull’Epistola ai Romani, 17 sui Novissimi ecc. ecc.). Tali meditazioni uniscono in una sintesi felice la scienza biblica con un senso assai acuto della vita interiore. La modestia del tono, la profonda sincerità e lo zelo sacerdotale, che ispira queste mille pagine, conferiscono a tutta l’opera un accento personale che sorprende e conquide.
Ci sia, però, consentito di esprimere un nostro appunto: avremmo desiderato in questo lavoro una maggiore accentuazione dei rapporti del Nuovo col Vecchio Testamento, rapporti che avrebbero posto in maggior risalto il testo del Nuovo Testamento, arricchendone in tal modo l’armonia, in consonanza, del resto, con la più autentica tradizione della preghiera liturgica.
Evidentemente l’Autore con tale omissione ha inteso evitare la ripetizione delle 365 meditazioni sulla Bibbia di G. Brillet – pubblicate in francese nella stessa collana e, in italiano, dalle Edizioni Paoline di Milano, 1961, 2ᵃ ed. – Questo rispetto del lavoro in comune costituisce uno dei tratti caratteristici dell’Amiot, conferendo a tutte le sue opere quell’aristocratica discrezione, che è ben lungi dal velarne al lettore intelligente la consistenza e la profondità» (D. MOLLAT, S.J., in Gregorianum, 1962, 43, 3, p. 555-56).

Dio

Dio

Autore/i: Verdiglione Armando

Editore: Spirali Edizioni

prima edizione.

pp. 260, Milano

Scrivo in etrusco. E non come tutti. Non posso infatti scrivere in italiano né in francese né in americano. Non posso prescindere dal sembiante e dal tempo per partecipare alla communiologia e per pagare un tributo alla mnemotecnica. Non parlo da un codice di gruppo per giustificarlo e convalidarlo. L’idioma qui è quello in cui sono coinvolto e esisto. Un idioma immemoriale e incondivisibile. E lo sforzo di precisione e di puntualità, di articolazione e di stile, di specificità e di rigore è pulsionale. Non personale né plurale. Irrisolvibile in fatica. Scrivo in un debutto non per la dossìa e per la sua diffusione né per raccomandare qualcosa né per congedarmi. Lo scrivere si svolge in un tempo insuccessionale. E l’instaurazione del sembiante impedisce tanto il monologo quanto la sua componente il dialogo. Quel che scrivo non viene esibito né conservato in nessuna bottega. Serba la solitudine dove avviene e dove diviene. E non può ricevere il plauso dell’accolta perché non manifesta i portenti dell’eroismo personale e sociale. Non va tralasciato che respinge coloro che posseggono o cercano la verità ossia sono nella condizione di barare.
Quel che scrivo non si scosta dall’esperienza analitica. Non che la consideri come oggetto su cui arrecare una formalizzazione e una sistemazione per il pubblico come maniera mediotanasica di archiviazione. Non che la usi per giustificarla di fronte all’occhio del mondo. Non che proceda parallelamente a essa. Ma si situa lungo il suo cammino. Non separo la psicanalisi dall’esperienza e dal tempo in cui esiste. Non la considero un ideale per me e per i molti. Non mi riferisco a essa come a un modello pragmatico o scientifico. Nulla trovo in essa di personale. Nulla che possa essere socializzato. E dell’ideale rilevo la traccia dell’ideale dell’io e la figura di un’idealizzazione che lascia in perdita l’oggetto.
Da quasi un decennio sto introducendo un dibattito culturale lontano dalla bandiera e dalla linea e che scuote tra un paese e l’altro e tra un continente e l’altro i comitati di partito e di cappella, i vocabolari di campana e di provincia, gli allarmi dei salotti e dei corridoi e le scuderie congiunte e comparate delle varie dottrine passatiste, presentiste e futuriste. Un dibattito che s’inscrive in una pratica d’invenzione. Nella singolarità della voce. Nella specificità di un’articolazione. Nella particolarità di un idioma. In uno sdegno a volte che non incrimina. E mi è stato rimproverato segnatamente di essere passato dal liceo dei gesuiti alla formazione freudiana senza nemmeno visitare i campi militari cecoslovacchi e senza avere accettato nessuna lezione che m’inducesse a non fare nulla senza chiedere permesso al comitato centrale e alla direzione strategica delle brigate rosse.
Ho indicato in questi anni come la denuncia preceda e prepari l’ordine e su quali basi si regga il terrorismo generalizzato di questa epoca. Non mi sono assoldato a una logica delle alternative che rende il più alto servizio alla visione del mondo. Quel che trovo s’inscrive invece in una logica della nominazione in cui cammina la psicanalisi. E non invito all’assise di culture diverse né a un confronto disciplinare e ideologico che vanta decine di scissioni e di rotture negli ultimi quartant’anni in Europa. Lascio i convenevoli dello psicodramma ai devoti delle ufficiature antropologiche e politiche e ai celebranti di mariologie contrapposte e capovolte e di necessitarismo di corte, di curia e di accademia. Invito a un confronto con quel che di mobile, d’impertinente e d’inquietante irrompe nel lavoro scientifico. Tutt’altro che natura parendo vincitur. (Armando Verdiglione)

Estratto del libro
«L’ora di apertura è suonata nei giardini dell’occidente. Senza campana né tamburo. da New York a Roma, dalla metafora di Corinto alla metafora di Tebe e dall’inappartenenza al punto vuoto la questione della peste della psicanalisi si puntualizza anche come questione della cultura di Freud. Di un percorso dal diritto alla cifra del linguaggio e dalla causa al cammino d’invenzione. E ancora fra il patricidio e la sessualità.
Le fondazioni riguardano la logica della nominazione. Non fondamenti poiché l’idioma in questione non obbedisce all’ontologia. Fondazioni senza quel fondo che possa corroborare il recinto di un sacco con la sua origine e la sua finalità. E chiamo della psicanalisi queste fondazioni come le logiche stesse della peste poiché soltanto in questa esperienza ne riscontro l’articolazione specifica. Questo scritto verte intorno alla logica dei punti ovvero intorno al sembiante la cui nozione ho introdotto come peculiare all’oggetto non sottomettendo l’elaborazione alla disputa fra nominalismo e realismo. Con questa fondazione comincio a formulare come l’inconscio s’instauri nella logica della nominazione…»

Armando Verdiglione, psicanalista, imprenditore e scienziato, ha pubblicato moltissimi articoli ed è autore di numerosi libri, tra cui La mia industria, Rizzoli 1983 e Manifesto del secondo rinascimento, Rizzoli 1983 entrambi ristampati per Spirali. Con Spirali ha pubblicato tra gli altri: La peste, 1980; Dio, 1983; Il giardino dell’automa, 1984; Processo alla parola, 1986; Lettera all’eccellentissima corte di appello, 1987; Quale accusa?, 1987; L’albero di san Vittore, 1989; La congiura degli idioti, 1992; Leonardo da Vinci, 1993; Niccolò Machiavelli, 1994; La famiglia, l’impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, 2002; Artisti, 2003; Il Brainworking. La direzione intellettuale. La formazione dell’imprenditore. La ristrutturazione delle aziende, 2003. Le seconde edizioni della Dissidenza freudiana e della Psicanalisi questa mia avventura sono uscite da Spirali nel 1997. Nel 2004 ha pubblicato, sempre per Spirali, La rivoluzione cifrematica e il Manifesto di cifrematica.

Visualizza indice
  • Il canto della primavera
  • Uno sdegno che non incrimina
  • Il nome mio ancor molto non sona
  • Il lusso di Afrodite
  • Come camminare nel cielo
  • Il venditore di fumo
  • La setta insegreta
  • Causa di godimento
  • La creazione del diavolo
  • Il colore della voce
  • L’arte della luce
  • L’arcobaleno
  • Casanova sbaglia mira
  • Prosodia, rapsodia e melodia
  • Il tempo e la fobia
  • La fede e il mito della trinità
  • L’impostore
  • La vigilia del terzo millennio
  • Teorema della verginità
  • Non c’è più popolo
  • Invenzione di una cultura internazionale

Le Confessioni della Lussuria – Sessualità e Erotismo nel Cattolicesimo

Le Confessioni della Lussuria – Sessualità e Erotismo nel Cattolicesimo

Autore/i: Lucà Trombetta Pino

Editore: Edizioni Costa & Nolan

introduzione dell’autore.

pp. 176, Milano

Chi è stato adolescente prima degli anni Settanta e ha avuto un’educazione cattolica, ricorderà le analisi sottili dei peccati di lussuria, svolte in privato nell’esame di coscienza e approfondite poi nel confessionale il loro obiettivo era solo in apparenza repressivo: esse miravano a instillare nel ragazzo il modo “corretto” di vivere il piacere e il desiderio, attraverso l’interiorizzazione di percorsi psichici che strutturavano la sua personalità. La secolare abitudine alla confessione della lussuria ha lasciato tracce nella nostra sensibilità e nel linguaggio ordinario nel quale risuonano le categorie teologiche di concupiscenza, tentazione, occasione, peccato; anche se oggi il piacere non è evocato per combatterlo ma, spesso, per goderne oppure, nella cultura di massa, per promuovere eventi. Il libro immerge il lettore in un’atmosfera che ci è, in qualche modo, familiare, ricorrendo a frequenti citazioni dai testi penitenziali e a un linguaggio mimetico che riproduce il clima che li ha generati. Emergono così i diversi attori: il teologo, produttore e strumento del discorso; il confessore, esperto negli interrogatori; il penitente che in quegli interrogatori vede strutturata la sua sensibilità erotica; l’autorità romana che controlla i discorsi e li finalizza ai suoi interessi egemonici.

Pino Lucà Trombetta (Messina 1949) lavora presso l’Università di Bologna e insegna Sociologia alla Scuola di Specializzazione per l‘insegnamento nelle scuole Secondarie. Si occupa da anni di bricolage e sincretismo religioso, anche in relazione alle religioni degli immigrati. Su questi temi ha condotto ricerche in Brasile e in USA. Fra le pubblicazioni recenti: I giovani e il sacro CLUEB, Bologna 2000; Interpretazioni del sincretismo in “Encyclopaideia”, 9, 2001; Il bricolage religioso, Bari, Dedalo, 2004; Vers un Islam Italien? in “Actes du colloque organise’ à la Faculté de Droit-Agdal” Rabat-Salé 2004.
Ha curato il numero monografico di ”inchiesta” (2002, n. 136) su Il mercato delle religioni.

Dal Cristianesimo allo Spiritualismo Scientifico

Dal Cristianesimo allo Spiritualismo Scientifico

Autore/i: Campion C. T.

Editore: Casa Editrice Europa – Salvatore Palminteri

traduzione dall’inglese di Elio Falchi.

pp. 128, Verona

Vigano oggi, nel mondo occidentale, due distinte credenze religiose veramente operanti: una di queste è il Cristianesimo, sia esso considerato secondo la sua branca cattolica, come secondo le numerose variazioni protestanti sorte con la Riforma; l’altra è quella nuova credenza, metà scienza e metà religione, conosciuta come Spiritualismo, il quale, nella sua forma moderna, si è andato vigorosamente sviluppando negli ultimi settant’anni.
Le varie Chiese, però, hanno voluto ignorare fino ad oggi questo Spiritualismo, per quanto molti dei loro rappresentanti ammettano le verità fondamentali da esso proclamate; e pertanto non è lontano il giorno in cui le chiese stesse dovranno pur fronteggiare questo problema. Ma quale sarà il loro atteggiamento?
Questo libro indica appunto quale è la parte del credo cristiano che costituisce un effettivo ostacolo alla cooperazione fra la dottrina cristiana e quella spiritualistica, ma, in pari tempo, propone la soluzione del dissidio sul piano teorico.

Un Amore in Inverno

Un Amore in Inverno

Ezra Pound e Hilda Doolittle

Autore/i: Korg Jacob

Editore: La Tartaruga Edizioni

prefazione dell’autore.

pp. 312, Milano

«In questo studio, esamino la carriera di Ezra Pound e H.D. come un dialogo che durò per tutto l’arco della loro vita. A dir la verità, di dialoghi ce ne furono due – uno riguardò la vita, e l’altro la poesia. Ho cercato di seguirli usando materiale che chiarirà il rapporto fra i poeti e le loro opere – lettere inedite e fonti manoscritte oltre alla ricca documentazione biografica ora esistente. Benchè dopo i vent’anni i due poeti si incontrassero di rado, si scambiarono lettere per tutta la vita (fatta eccezione per gli anni bellici) mantenendo viva la vecchia amicizia.»

Ezra Pound e Hilda Doolittle si incontrarono giovanissimi, entrambi studenti alla Università di Pennsylvania. Dopo una breve ma intensa relazione amorosa si instaurò tra loro un rapporto fatto di amicizia, rispetto, scambio che li accompagnò per tutta la vita. Ezra Pound sostenne e ispirò la carriera artistica di Hilda Doolittle che, secondo il suggerimento del suo mentore, firmò le sue poesie con le sole iniziali H.D. Questo volume racconta e documenta l’intensa relazione che si instaurò tra i due, entrambi poeti e scrittori di grande portata, e di un’amicizia che, nonostante silenzi e contrasti, non morì mai. Ciascuno dei due ebbe parte attiva nell’immaginario dell’altro e ciascuno appare spesso nell’opera dell’altro, a volte come personaggio principale e influenza stilistica, a volte come eco persistente.
Fu Ezra Pound ad avviare alla carriera artistica e poetica Hilda Doolittle, comprendendo le sue poesie nella corrente denominata Imagismo, che usava il verso libero e cercava di fissare impressioni fuggenti in immagini non convenzionali. Le suggerì anche di firmarsi semplicemente H.D. per rendere esoterico il suo nome. Personaggio controverso, amato e detestato, Pound fu un grande innovatore nel campo della poesia e della ricerca letteraria. La sua opera più famosa sono i Cantos, un immenso poema, a un tempo oscuro e lucidissimo. Di Hilda Doolittle, oltre alle poesie, ricordiamo Fine al Tormento, resoconto in forma di diario del suo rapporto con Pound e I segni sul muro, rievocazione lirica del suo breve incontro psicoanalitico con Sigmund Freud.
Traendo il suo materiale da scritti pubblicati, lettere e inediti, Jacob Korg restituisce grandezza e spessore umano a due personaggi che hanno fortemente influenzato la letteratura e la poesia del Novecento.

Jacob Korg detiene la cattedra di Letteratura inglese all’Università di Washington. Ha pubblicato una biografia di Dylan Thomas e un saggio dedicato alla poesia modernista.

Lo Gnosticismo

Lo Gnosticismo

Titolo originale The Gnostic Religione

Autore/i: Jonas Hans

Editore: SEI – Società Editrice Internazionale

a cura di Raffaele Farina, presentazione di Manlio Simonetti, avvertenza alla seconda edizione di Raffaele Farina, prefazione e introduzione dell’autore, traduzione Margherita Riccardi di Ceva, collana: S.E.I. Reprint Religione.

pp. 440, Torino

Lo gnosticismo, che si diffuse in Oriente ed Occidente dopo la venuta di Cristo, fu il primo tentativo di costruire un sistema filosofico del cristianesimo. Il presupposto dei gruppi che seguirono questo indirizzo fu che la salvezza potesse essere ottenuta solo attraverso la conoscenza. In questo studio, considerato ormai un classico, l’autore mette in luce i fondamenti dottrinari dello gnosticismo, esaminando le caratteristiche delle varie sette che ne derivarono e analizzandone le teorie e gli sviluppi successivi. Un’ampia postfazione ed un’aggiornatissima bibliografia consentono di fare il punto sulle più avanzate conoscenze in materia.

Hans Jonas (Mönchengladbach, 10 maggio 1903 – New York, 5 febbraio 1993) è stato un filosofo tedesco naturalizzato statunitense di origine ebraica. Allievo di Martin Heidegger e Rudolf Bultmann e compagno di studi di Hannah Arendt nel corso degli anni venti, laureatosi a Marburgo, si dedicò allo studio dello gnosticismo.

Il Libro delle Risposte

Il Libro delle Risposte

Titolo originale: The Book of Answer

Autore/i: Bolt Carol

Editore: Sonzogno

prima edizione, traduzione di Lorenza Stroppa.

pp. 706, Milano

Come usare il libro delle risposte

  1. Tieni il libro chiuso tra le mani, o appoggialo sulle ginocchia o su un tavolo.
  2. Concentrati per 10 o 15 secondi su una domanda. Dovrà essere a risposta breve, come per esempio “mi assumeranno?” oppure “farò un viaggio?”
  3. Mentre formuli la tua domanda con le parole o con il pensiero (una domanda alla volta), appoggia il palmo di una mano sulla copertina del libro e accarezza il bordo delle pagine, dal fondo all’inizio.
  4. Quando senti che è il momento giusto, apri il libro e lì troverai la risposta.
  5. Ripeti questo procedimento per tutte le domande che ti verranno in mente.

Hai dei dubbi? questo libro ti darà le risposte

Carol Bolt è un’artista che vive a Seattle.