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Saggio Sull’Esotismo – Un’Estetica del Diverso

Saggio Sull’Esotismo – Un’Estetica del Diverso

Seguito dal Saggio sul Misterioso

Autore/i: Segalen Victor

Editore: Edizioni del Cavaliere Azzurro

prima edizione, «L’alterità di Victor Ségalen» di Jean Richards, traduzione di Franco Marconi, la traduzione del Saggio sul Misterioso è dovuta a Sandro Toni.

pp. 136, Bologna

Victor Segalen (Brest, 1871-1919) è uno dei più originali scrittori vissuti a cavallo del secolo. Medico, navigatore, letterato e archeologo, ebbe una vita inquieta e avventurosa, nel corso della quale soggiornò a lungo in Oceania e in Cina.
Appartengono a quel periodo romanzi e poesie ispirate alle culture di quei paesi, in particolare ai maori di Tahiti e al «Grande Impero Cinese». Gli anni trascorsi in Oceania gli diedero modo di riflettere sulla nozione di «esotismo», tanto che dal 1908 iniziò a raccogliere in note e brevi spunti teorici le sue idee sull’argomento. Il Saggio sull’esotismo non vide mai la luce, anche se Segalen non cessò di arricchire il suo dossier di appunti, riflessioni, lettere, in vista di una pubblicazione. «L’Esotismo è tutto ciò che è altro – scrive – significa aprirsi all’estraneità dell’Altro e sentire se stessi, tra gli altri, rivestiti di un’estraneità inquietante», e, in un altro passo: «Stabilisco di chiamare Diverso tutto ciò che fino ad oggi è stato definito estraneo, insolito, inatteso, sorprendente, misterioso, amoroso, sovrumano, eroico e perfino divino, tutto ciò che è Altro…».

Nel Saggio sul Misterioso Segalen intende elaborare l’estetica del conflitto tra Reale e Immaginario. Il «momento misterioso» nasce dall’interferenza di due mondi, quello «naturale», solito, abituale, nel quale viviamo, e quello insolito, bizzarro, che ci prende talvolta alla gola con la sua inconfutabile presenza. Ma il «momento misterioso» non può esaurirsi solo nell’impatto tra il normale e l’insolito, che, presentandosi in realtà come opposti e complementari ad un tempo, fanno cosi del «momento misterioso» l’attimo del superamento e della superiore conciliazione.

Racconti dall’India

Racconti dall’India

Autore/i: Zimmer Heinrich

Editore: Red Edizioni

a cura di Verena Hefti dall’originale tedesco Weisheit Indiens.

pp. 128, Como

Il grande indologo Heinrich Zimmer (1890-1943) raccoglie in questa piccola, magica antologia il meglio della favolistica classica indiana: racconti e apologhi trascritti in uno stile limpido e raffinato. «La spontanea saggezza dell’India» scrive Zimmer «è maestra in queste forme indirette di comunicazione e sa produrre grandi effetti.» Il libro però non si ferma qui. Tutti i racconti sono infatti accompagnati dal commento di Zimmer stesso, che in questo modo svela al lettore il loro valore simbolico e il loro significato profondo.
Perché «le fiabe vere sono misteri che fecondano ciascuno, secondo il livello di maturità raggiunto».

Robert Heinrich Zimmer (Greifswald, 6 dicembre 1890 – New Rochelle, 20 marzo 1943) è stato uno storico delle religioni e orientalista tedesco. Figlio del celtista Heinrich Zimmer (1851-1910), Robert Heinrich Zimmer è stato un famoso indologo tedesco. Dopo aver studiato germanistica e indologia, Robert Heinrich Zimmer si laureò all’Università di Berlino nel 1913 dibattendo una tesi sulla “Storia dei gotra” ovvero sulle origini dei lignaggi patrilineari della casta dei brahmani.Nel 1938 con il varo in Germania delle leggi razziali Zimmer fu costretto ad abbandonare gli incarichi accademici per aver espresso delle dure critiche al regime nazista e per aver sposato, nel 1928, Christiane von Hofmannsthal (1902-1987) la figlia dello scrittore di origini ebraiche Hugo von Hofmannsthal. Riparato in Inghilterra, Zimmer ottenne l’incarico di lettore presso l’Università di Oxford e, recatosi negli Stati Uniti nel 1941, l’incarico di visiting professor prima presso la Johns Hopkins University di Baltimora poi presso la Columbia University di New York. Colpito dalla polmonite Zimmer morì a New Rochelle il 20 marzo del 1943.

An Introduction Islamic Cosmological Doctrines

An Introduction Islamic Cosmological Doctrines

Conceptions of nature and methods used for its study by the Ikhwān al-Ṣafā’, al-Bīrūnī, and ibn Sīnā

Autore/i: Nasr Seyyed Hossein

Editore: Thames and Hudson Ltd

revised edition, preface by H. A. R. Gibb, preface and introduction by the author.

pp. XXIII-318, London (Great Britain)

Twenty-three years ago, when Dr Nasr first began this detailed study of the Islamic conception of the cosmos, Western science had apparently relegated traditional cosmology to the status of mere superstition and fantasy. Since then the monolithic structure of modern thought, with all its claims to exclusiveness, has been severely questioned, and many works have been devoted to the traditional cosmologies of Hinduism, Buddhism, the Kabbala and Taoism. Despite the extraordinary growth of interest in Sufism and Islamic philosophy in the West, however, no new general study of Islamic cosmology has been produced since Dr Nasr’s pioneering work was first published in 1964. A variety of modifications and corrections, together with an extensive supplementary bibliography, were included in the revised edition, which is now published for the first time in paperback. Dr Nasr concentrates on the particularly formative period of the 4th Hijra (eleventh century AD) and on its leading figures, the Ikhwān al-Ṣafā’ (Brethren of Purity), al-Bīrūnī and Ibn Sīnā (Avicenna), but his primary purpose has been to analyse the structure and contours of the various cosmological schemes as permanent aspects of Islamic thought. Original Arabic and Persian texts unknown or little studied in the West indicate that, while some elements of Islamic cosmology were drawn from Alexandrian and other sources, it became fully integrated within the Islamic worldview in uniformity with the principles of Islamic revelation.

Seyyed Hossein Nasr is a distinguished scholar and the author of many books, including Man and Nature, The Spiritual Crisis of Modern Man (1976) and Islamic Science – An Illustrated Study (1976).

Treasured Qigong of Traditional Medical School

Treasured Qigong of Traditional Medical School

Autore/i: Huang Runtian

Editore: Hai Feng Publishing Company

preface by the author.

pp. 118, 4 photos in color f.t., 83 photos b/n, 2 illustration b/n, Hong Kong

Mr. Huang Runtian comes of a traditional-Chinese-medicine family. This provided him with ample opportunity to study traditional Chinese medicine and the Treasured Qigong Exercises of the Medical School in the days of his youth. Thanks to his ability, he has obtained great success, and he has become the only Master of the Treasured Qigong of the Medical School.
Mr. Huang Runtian took over his father’s career and developed it. During the recent years he devoted himself to spreading the Treasured Qigong Exercise of the Medical School, which had been kept a secret by the older generations. He toured around the country and went abroad to give lectures on the theory and method of the Treasured Qigong, gave treatment to patients, cured numerous patients, and trained hundreds of clinical professionals of the Treasured Qigong. H1s deeds and Qigong maneuvers have been publicizedby medla at home and abroad. He is a distinguished semor Qigong master.
Mt. Huang is now the Vice President of the China Hill 0580″: Science Research Society, in charge of the Qigong exchange with Japan and Southeast Asia. He 15 also director, special member, and senior advisor of many Qigong research organizations at home and abroad.
Mr. Huang now works with the Qigong Immunization Clinic of the Naval General Hospital, engaging in Qigong medicine, teaching and research work, and he has achieved excellent results.

Il Punto di Partenza della Metafisica – Metafisica e Storia della Metafisica

Il Punto di Partenza della Metafisica – Metafisica e Storia della Metafisica

Il tomismo di fronte alla filosofia critica – Volume 12

Autore/i: Maréchal Joseph

Editore: Vita e Pensiero

presentazione di Virgilio Melchiorre, prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Marta Rossignotti.

pp. XXI-542, Milano

Joseph Maréchal (1878-1944) per lunghi anni, dal 1919 al 1935, fu maestro di filosofia in Lovanio: un magistero che, sebbene estraneo alle “mode” filosofiche del secolo XX, ha avuto un seguito di tutto rilievo. Vi attinsero studiosi come J.B. Lotz, K. Rahner, W. Brugger, E. Coreth, tanto per citare i più autorevoli rappresentanti della cosiddetta «Maréchal-Schule». La sua opera più significativa, in cinque volumi, Le point de départ de la Métaphysique. Leçons sur le développement historique et théorique du problème de la connaissance, porta un titolo quanto mai emblematico, disposto – com’è facile notare – fra tradizione scolastica e tradizione moderna: un’opera di mediazione che, nel modo più incisivo, rompe una secolare distanza e una lunga teoria di incomprensioni. Il volume, che qui viene presentato in traduzione italiana, corrisponde alla quinta parte dell’opera, ma può essere considerato come un libro a sé stante, certamente il più compiuto e profondo nella produzione teoretica di Maréchal. Si potrebbe dire che le due tensioni fondamentali, quella che resta nella tradizione metafisica e quella che si apre alla considerazione moderna della gnoseologia, vi trovano il più alto equilibrio e la più convincente integrazione. Determinante è in tal senso l’incontro con Kant e con l’asserto principale della sua ricognizione trascendentale, così come suona nella Critica della ragion pura: «se il condizionato è dato, è allora data altresì l’intera somma delle condizioni, e quindi è dato l’assolutamente incondizionato». Com’è noto, si trattava per Kant non di un asserto di realtà, ma solo di un’esigenza inderogabile della ragione. Attraverso un’articolata analisi Maréchal può invece piegarlo dalla parte di un asserto di realtà, anzi a fondazione dell’intero edificio metafisico. Se infatti la realtà del dato fenomenico può, nella sua finitezza, comprendersi solo sulla base ideale di un referente incondizionato, si deve poi ritenere che l’asserto dell’incondizionato è in ultima istanza anche un asserto di realtà: un semplice a priori logico non potrebbe certo dar conto di un dato fenomenicamente reale. L’intelligenza medievale, che ai trascendentali guardava come alle radici ontologiche dell’essere, trova così nella riflessione gnoseologica la sua costituzione più rigorosa. Maréchal vi giunge attraverso un lungo itinerario analitico, di cui appunto il presente volume vale come testimonianza alta e indimenticabile.

Il Grido Silenzioso

Il Grido Silenzioso

Romanzo

Autore/i: Ōe Kenzaburō

Editore: Garzanti Editore

edizione italiana a cura di Mara Muzzarelli, traduzione dal giapponese di Nicoletta Spadavecchia.

pp. 280, Milano

Romanzo fortemente simbolico, Il grido silenzioso è insieme una saga familiare, una parabola politica, una drammatica autoconfessione. Due fratelli, Mitsu e Taka, fanno ritorno al loro villaggio d’origine nel sud-ovest del Giappone, e vivono in maniere diverse il senso di distruzione e sradicamento che li ha investiti e la difficile ricomposizione di un universo psichico e sociale, mitico e storico, dal quale si scoprono ancora dipendenti. Il contrasto tra i due protagonisti è il motore di questa perfetta macchina narrativa: Mitsu l’introverso, il pensatore disincantato e scettico, poco incline all’azione, condannato da un incidente ad avere un occhio aperto sulle tenebre; Taka l’idealista, l’aggressivo e misterioso fratello minore che si identifica con i personaggi scomodi e perdenti della famiglia.
Elementi autobiografici, una scrupolosa documentazione storica ed etnologica e un mondo immaginario di straordinaria ricchezza sono la miscela da cui Ōe trae questa «tragedia» moderna, paragonata da Henry Miller a quelle di Dostoevskij ed esaltata da Mishima come una delle vette della letteratura giapponese contemporanea.

Kenzaburō Ōe, romanziere, saggista e critico, è nato nel 1935 in un piccolo villaggio dell’isola di Shikoku e si è laureato in letteratura francese all’università di Tokyo. Ha vinto il Premio Mondello 1993 e il Premio Nobel per la Letteratura 1994. Tra le sue opere, i romanzi Una faccenda personale (1964, di prossima pubblicazione) e Lettere agli anni della nostalgia (1987, di prossima pubblicazione) e i romanzi brevi raccolti nel volume Insegnaci a superare la nostra pazzia (Garzanti 1992).

Il Giro della Prigione

Il Giro della Prigione

“Chi sarebbe così insensato da morire senza aver fatto almeno il giro della propria prigione?” (L’Opera al nero)

Autore/i: Yourcenar Marguerite

Editore: Bompiani

prima edizione, nota all’edizione francese dell’autrice, traduzione di Fabrizio Ascari.

pp. 192, Milano

Marguerite Yourcenar, durante un viaggio compiuto in Inghilterra nel 1980 in compagnia di Jerry Wilson, figura che occupa un posto importantissimo negli ultimi anni della sua vita, progetta un’opera che sarà composta dai resoconti del giro del mondo che ha intenzione di portare a termine con il suo giovane amico. Il libro, che si intitolerà Il giro della prigione, con riferimento alla famosa frase di Zenone, il protagonista dell’Opera al nero (“Chi sarebbe così insensato da morire senza aver fatto almeno il giro della propria prigione?”), per i numerosi spostamenti dell’autrice, per la sua stanchezza, per la sua malattia e per quella terribile dell’amato Jerry, che ne hanno largamente ostacolato lo sviluppo, si è distaccato molto dal progetto iniziale, limitandosi infatti a una serie di note e saggi dedicati prevalentemente al Giappone, visitato alla fine del 1982.
Il volume, benché alla morte dell’autrice avvenuta nel 1987, sia rimasto incompiuto e talvolta frammentario, riveste un interesse particolare agli occhi del lettore fedele della prima scrittrice che sia stata accolta tra gli Accademici di Francia, per gli squarci biografici che appaiono in margine alle osservazioni sui paesaggi attraversati e per le pagine limpidissime che descrivono luoghi, personaggi e fenomeni culturali del mondo nipponico, cui sono dedicati ben dieci testi dei quattordici costituenti Il giro della prigione.
Viaggi nello spazio e viaggi nel tempo quelli descritti, in bilico tra il resoconto e la riflessione, da Marguerite Yourcenar, indomita “pellegrina” intellettuale che viaggia per conoscere, conoscersi, ricordare. Un viaggio da un oceano all’altro, da una cultura a un’altra, per vedere, capire, raccontare con la consueta abilità, con l’incanto di una scrittura purissima.
E anche un invito appassionato al viaggio, vitale necessità per l’uomo di sentirsi altrove, straordinario mezzo di arricchimento interiore che non si può rifiutare.

Nata a Bruxelles nel 1903 da padre francese e madre belga, Marguerite de Crayencour ha esordito nel mondo letterario nel 1921 con lo pseudonimo di Marguerite Yourcenar, quasi anagramma del suo vero nome. Pur viaggiando e soggiornando in Europa e in Oriente, ha trascorso gran parte della sua vita negli Stati Uniti, nell’isola di Mount Desert, dove si è spenta il 17 dicembre 1987. Di Marguerite Yourcenar, oltre a un volume nella collezione “Classici” che include tutta l’opera narrativa, Bompiani ha pubblicato Fuochi, Con beneficio d’inventario, Mishima o La visione del vuoto, Ad occhi aperti, Tutto il teatro e I doni di Alcippe.
Attualmente è in preparazione un secondo volume nei “Classici” che completerà l’opera omnia dell’unica autrice mai eletta tra gli “Immortali” dell’Académie Française.

Il Gioioso Mendicante

Il Gioioso Mendicante

Vita di Francesco D’Assisi

Autore/i: de Wohl Louis

Editore: Rizzoli

traduzione di Elena Cantoni.

pp. 400, Milano

Nei primi anni del Duecento, in una Assisi ai margini dell’Impero e al centro di questioni politiche e commerciali, Francesco Bernardone fa una scelta destinata a cambiare la storia della Chiesa: figlio di un ricco mercante di stoffe e protagonista di una gioventù agiata, decide di abbandonare tutti i suoi averi e di vivere senza nulla al servizio degli ultimi, fondando un ordine monastico basato sulle regole di fraternità, umiltà e povertà. In una narrazione avvincente e suggestiva, Louis de Wohl – autore diventato di culto grazie alla sua capacità di rendere appieno la dimensione storica e umana delle vite dei santi – ripercorre la straordinaria vita di san Francesco e dipinge un vivido ritratto dell’epoca e dei suoi protagonisti, da Federico Barbarossa a santa Chiara, dal sultano Al Kamil a papa Innocenzo III, restituendoci la passione e la generosità di un uomo che scelse di lasciare tutto per vivere nel segno dell’amore per il prossimo.

Louis de Wohl (1903-1961), tedesco di padre ungherese e madre austriaca, dopo essere fuggito dalla Germania hitleriana nel 1935, prestò servizio come capitano nell’esercito britannico durante la Seconda guerra mondiale. In BUR sono pubblicate le biografie di Giovanni d’Austria (L’ultimo crociato), di san Tommaso d’Aquino (La liberazione del gigante), di santa Caterina da Siena (La mia natura è il fuoco), di Elena madre dell’imperatore Costantino (L’albero della vita). I suoi romanzi sono tradotti in dodici lingue.

La Storia di Rita

La Storia di Rita

Storia di una lotta spirituale di una terribile malattia e di un miracolo, un racconto autobiografico che si legge come un romanzo

Autore/i: Klaus Rita

Editore: Neri Pozza Editore

prefazione di padre Renè Laurentin, traduzione di Massimo Ciani e Loretta Hilmes con la revisione di Paola Goggia, titolo originale di Rita’s Story.

pp. 320, Vicenza

La notte del 18 giugno 1986, Rita Klaus, costretta su una sedia a rotelle dalla sclerosi multipla, fu guarita miracolosamente. Ma questa è solo la fine della storia…

Cresciuta nello Iowa, in una famiglia cattolica, Rita McLaughlin desiderò intensamente, fin da piccola, farsi suora.
Nel 1955, all’età di quindici anni, le fu concesso di entrare in convento, dove avrebbe trascorso i tredici anni più felici della sua vita. Nel 1960 fu colpita dalla sclerosi multipla che aggredì progressivamente il suo sistema nervoso centrale, la rese zoppa e la obbligò, nel 1967, ad abbandonare l’ordine.
Poco dopo, la malattia sembrò entrare in una fase di remissione e scomparire; tanto che Rita, uscita dall’incubo, si innamorò, si sposò ed ebbe tre bambine. La malattia, però, ritornò in modo permanente e devastante undici anni dopo, sconvolgendo la vita affettiva e familiare di Rita e trasformando il suo amore per Dio in odio. Ma l’amore di Dio per lei non era cambiato… E il racconto autobiografico di questa vita sorprendente, paradossale ed emotivamente intensa si conclude con un miracolo. L’esame dei documenti clinici del caso di Rita induce a considerare la sua guarigione come uno dei sette più notevoli miracoli attribuiti all’intercessione di Nostra Signora di Medjugorje.

Visualizza indice

Prefazione di padre Renè Laurentin

  1. “Tutta tua”
  2. Porta del Paradiso
  3. I ragazzi di McLaughlin
  4. Persa, e ritrovata
  5. Tasselli sottosopra
  6. Essere santa
  7. Casa, dolce casa
  8. Un ambiente dignitoso
  9. A casa
  10. La Via Crucis
  11. Un giorno nella vita
  12. Il velo bianco
  13. Il velo nero
  14. Suor Mary Raphael
  15. Equilibrio
  16. Massena
  17. Vaya con Dios
  18. Sclerosi multipla
  19. A pezzi
  20. La parte più dura
  21. Addio, Mary Raphael
  22. Maryville
  23. Mars
  24. Ron
  25. Timmy
  26. Il grande passo
  27. Con un pò d’aiuto
  28. Tutto peggiora
  29. Il fondo
  30. Abbracciata da Dio
  31. Tutto migliora
  32. La festa di santa Giuliana
  33. Dopo la guarigione

Appendice

Di Profilo

Di Profilo

Titolo originale: “De perfil”

Autore/i: Agustín José

Editore: Il Saggiatore

prima edizione, traduzione di Gianni Guadalupi e Marcello Ravoni.

pp. 374, Milano

“Di profilo”: espressione della vitalità di una gioventù ferocemente ironica che, nei primi contatti col mondo universitario, in tiranniche relazioni amorose e coi miti della moda, porta il peso della crisi del proprio ambiente familiare. Qualcuno invita il suo migliore amico a fuggire di casa, mentre altri vivono avventure diverse o passano attraverso feste rumorose, il vino, la cultura, la lettura di volgari riviste pornografiche e il sottomondo delle domestiche, in cui non si sa che cosa sia peggio, se cacciare o essere cacciati. Però, forse, è il linguaggio il principale protagonista di questa moderna opera picaresca, in cui l’autore, egli stesso uscito dagli strati sociali in cui fa vivere i suoi personaggi, satireggia l’idioma convenzionale, impegnato in un dinamico e mordace tentativo di rinnovamento stilistico.

Josè Agustín è nato a Guadalajara (Messico) nel 1944.
Ha pubblicato:

La Tumba (1964)
De Perfil (1966)
Abolición de la propiedad (1966)
Inventando que sueño (1968)
El rey se acerca a su templo (1977)
Ciudades Desiertas (1982)
Dos horas de sol
La panza del Tepozteco
Se esta haciendo tarde
El rey se acerca a su templo
Vida con mi viuda (2004)
Armablanca (2006)

Guida alla Conoscenza degli Uomini

Guida alla Conoscenza degli Uomini

Tipologia caratterologica

Autore/i: Diana Roberto

Editore: Edizioni Paoline

introduzione dell’autore.

pp. 208, Roma

Chi caccia il cervo senza guardacaccia, non fa che smarrirsi nel bosco», dice lo I King. Proporsi di conoscere gli uomini e non avere un metro, una misura, è possibile? Il presente libro ci dice decisamente di no e ci fornisce strumenti di studio appropriati, cioè termini, definizioni, osservazioni comparative, perché la nostra comprensione dell’uomo si estenda dall’idea astratta di uomo a quella concreta, reale, irrepetibile dello «hic homo». A differenza di altri manuali di caratterologia, non vengono illustrate qui, in ordine storico, le dottrine dei vari autori né viene presa posizione, con una critica diretta, per l’una o per l’altra. Si segue invece una via propria, originale, anche se non nuova nella sostanza. Lentamente il lettore viene condotto all’acquisizione di una trama, in cui tutto ciò che di più sicuro è stato fin qui rilevato nonchè le stesse esperienze del lettore, possono trovare la loro giusta posizione. Così il libro, che a prima vista può apparire teorico o troppo erudito, diviene utilissimo nella pratica, sia essa pedagogica o psicologica o pastorale. Non si sottolineerà mai abbastanza che gli uomini devono essere trattati secondo la loro reale misura, non secondo schemi generali. Bisogna evitare la standardizzazione e bisogna evitare la superficialità. Il libro che si oppone alla prima per la sua sostanza, si oppone alla seconda per il suo stile. La concettosità infatti della esposizione costringerà il lettore ad un’applicazione laboriosa e ad una lettura ripetuta. Ma tutto ciò non sarà che di vantaggio per lui e, si può credere, anche per gli altri, che non sopportano di essere esaminati e giudicati senza ponderazione.

Ma Liberaci dal Male

Ma Liberaci dal Male

Suggerimenti pratici per la preghiera di liberazione

Autore/i: Il leone di Giuda e l’agnello immolato

Editore: Edizioni Rem

sintesi presentata dal dr. Philippe Madre, traduzione italiana a cura della Comunità Maria di Monte Argentario, i sottotitoli in corsivo sono della traduzione italiana.

pp. 168, Roma

Le Lion de Juda et l’Agneau Immolé, nel cui ambito è nato questo libro, è una comunità cattolica francese che da molti anni ormai conduce una esperienza di vita contemplativa, aperta sia alle persone non sposate, sia alle coppie di coniugi, con o senza figli.
Radicata nell’adorazione e nella liturgia, la comunità opera in diversi campi.
Così, nel 1977 ha creato il Gruppo medico san Luca, composto di una comunità terapeutica e di un centro medico convenzionato, ove agiscono, in coordinata complementarietà, specialisti di vari settori. Una équipe – composta di alcuni medici, uno psichiatra, uno psicologo, un logopedista ed alcune infermiere – approfondisce le possibili interazioni tra la dimensione spirituale, anche inconscia, dell’uomo e la sua dimensione psicosomatica. Si tenta così di mettere in luce alcune tra le innumerevoli ricchezze della antropologia biblica e tradizionale, e la loro incidenza sul mondo della patologia. Responsabile della comunità terapeutica è il dr. Philippe Madre.
Questo libro tratta del delicato problema della liberazione, di cui occorre stabilire i limiti con una diagnosi acuta e prudente. È «un documento. frutto di esperienza personale e comunitaria, terapeutica e carismatica, che affronta un campo immenso e un po’ dimenticato, malgrado la grande tradizione della Chiesa» (p. de Monléon).
La realtà del Maligno, che la Chiesa afferma e sostiene sin dalle sue origini, deve essere oggi affrontata in modo più scientifico, affinché l’uomo possa venir guarito nel suo essere totale.

La Comunità Maria del Rinnovamento carismatico cattolico, che presenta il libro in lingua italiana, è sorta a Roma nell’autunno del 1976 ed è ormai estesa a molte città italiane. Si tratta di una realtà ecclesiale, cristocentrica, carismatica, mariana che offre a chi lo desidera l’aiuto per una costante conversione e crescita spirituale nella lode a Dio, nel rinnovamento interiore in Cristo Gesù, nella docilità all’azione dello Spirito, nell’obbedienza alla Chiesa. Suo organo è la rivista bimestrale ”Risuscitò” (via San Gallicano 7 – 00153 Roma). La comunità residenziale di Monte Argentario, che ha curato la traduzione del testo, opera ormai da alcuni anni nel ministero della liberazione, in un ambiente di lode perenne e di adorazione. Le molteplici esperienze fatte dalla Comunità Maria a Monte Argentario e altrove concordano fondamentalmente con quanto in questo libro è affermato, e ne confermano la validità.

L’Idea di Legge Naturale

L’Idea di Legge Naturale

Nella scienza e nella filosofia contemporanea

Autore/i: Boutroux Émile

Editore: La Nuova Italia

traduzione, introduzione e note di Francesco De Bartolomeis.

pp. XXI-162, Firenze

Sommario:

INTRODUZIONE:
1. Valore umanistico delle scienze
2. Significato dell’indagine della filosofia contemporanea sul valore delle scienze
3. A. Comte e il fallimento del materialismo
4. E. Boutroux e la critica del positivismo
5. Le condizioni della libertà umana
6. Necessità e libertà

L’IDEA DI LEGGE NATURALE
I. Il problema del significato delle leggi naturali
II. Le leggi logiche
III. Le leggi matematiche
IV. Le leggi meccaniche
IV. Le leggi meccaniche (continuazione)
VI. Le leggi fisiche
VII. Le leggi chimiche
VIII. Le leggi biologiche
IX. Le leggi biologiche (continuazione)
X. Le leggi biologiche (continuazione)
XI. Le leggi psicologiche
XII. Le leggi psicologiche (continuazione)
XIII. Le leggi sociologiche
XIV. Conclusione

I Dialoghi

I Dialoghi

Autore/i: Confucio

Editore: Rizzoli

introduzione di Pietro Citati, traduzione di Fausto Tomassini, in copertina: Dipinto cinese del 1685 tratto da «Portraits des Chinoìs célèbres» (B. N., Paris).

pp. 208, illustrazioni b/n, Milano

La giusta condotta di vita, il buon governo dello Stato: questa è l’essenza dell’insegnamento di Confucio, vissuto in un periodo d’anarchia e di corruzione che rendeva più vivo il desiderio di un’illuminata saggezza, fondata sulla carità e l’osservanza dei riti tramandati dai padri. il perfezionamento di sé, ottenuto attraverso la meditazione, lo studio («Studiare senza meditare è inutile, meditare senza studiare è pericoloso»), la misura, la carità, è il primo passo verso il perfezionamento universale: questa fede nell’efficacia dell’esempio, dell’azione virtuosa, rappresenta la differenza più profonda tra confucianesimo e taoismo. Dalle incantevoli pagine dei «Dialoghi», raccolti dai suoi discepoli, la leggendaria figura del maestro ci balza incontro viva e familiare, la sua voce pacata ci parla con infinita saggezza, ma anche con arguzia, con sfumata e delicata ironia, con varietà d’esempi e d’immagini: vicinissima a noi, venendo dalla lontananza dei secoli.

Storia Naturale dell’Aggressività

Storia Naturale dell’Aggressività

Atti del simposio tenuto al British Museum (Natural History), a Londra, dal 21 al 22 ottobre 1963.

Autore/i: Autori vari

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

prima edizione italiana, a cura di J.D. Carthy e F.J. Ebling, prefazione di Danilo Mainardi, traduzione dall’inglese di Raffaele Petrillo.

pp. 230, Milano

Il problema dell’aggressività come componente del comportamento animale e umano.
Gli atti dell’importante simposio scientifico tenutosi a Londra nell’ottobre 1963, che per partecipazione di studiosi e ampiezza e varietà di temi è entrato tra i titoli essenziali di una nuova scienza, l’etologia, cui in questi anni sempre più è spettato il compito di portare un suo specifico e originale contributo alla riformulazione delle questioni concernenti l’uomo inteso come essere naturale.

J.D. CARTHY e F.J. EBLING Prologo ed epilogo – J. FISHER L’aggressività intraspecifica – D.I. WALLIS L’aggressività negli Insetti sociali – L. HARRISON MATTHEWS Il combattimento palese nei Mammiferi – K. LORENZ Il combattimento ritualizzato – K.R.L. HALL L’aggressività nelle società delle Scimmie antropomorfe e delle Scimmie cinomorfe – A. KLOPPER Precorrenze fisiologiche dell’aggressività – TH. VENESS Presentazione della memoria “L’ostilità nei piccoli gruppi” – C. DE MONCHAUX L’ostilità nei piccoli gruppi – D. HILL Aggressività e malattie mentali – J. LAVER L’abbigliamento come arma (l’aggressione sociale – D. FREEMAN L’aggressività umana in prospettiva antropologica – S. ANDRESKI Le origini della guerra – A. STORR Surrogati possibili della guerra – J. BURTON La natura dell’aggressività come si rivela nell’era atomica.

Wernher von Braun una Vita per lo Spazio

Wernher von Braun una Vita per lo Spazio

L’unica biografia scritta con la collaborazione di von Braun

Autore/i: Ruland Bernd

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

unica edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Massimo Conti.

pp. XVII-422, 41 ill. b/n f.t., Milano

I moduli lunari, o LEM, ci sono ormai divenuti oggetti familiari e consueti, se ne trovano in miniatura nei più modesti negozi di giocattoli e si mimetizzano in quel particolare tipo di «paesaggio» che ci da quasi per scontata ogni futura conquista umana. Eppure dietro di essi c’è l’avventura dello spazio, l’avventura per eccellenza di questi decenni, che è stata ed è, insieme, ricerca di mezzi bellici sempre più terribili e distruttivi, corsa affannosa delle maggiori potenze alla supremazia internazionale e anche spinta autentica a ricercare «oltre l’ignoto» le giustificazioni della scienza applicata. L’Apollo 11 e l’allunaggio perfetto del luglio ’69 hanno un retroterra preciso e datato. Vi si trovano una tecnologia avanzatissima nel settore dei razzi e dei propellenti, come quella germanica dei primi anni quaranta, e uno scienziato, Wernher von Braun, che sin da bambino – è il caso di dirlo – vuole tradurre in prove di laboratorio e in prototipi funzionanti le «fantasticherie» di un Verne o di un Oberth. Ce lo racconta, con straordinaria ricchezza di particolari, Bernd Ruland. Ragazzetto, von Braun spaventa con le sue automobiline a petardi borghesi e poliziotti nel Tiergarten di Berlino; e di lì a qualche lustro altri «aggeggi diabolici» da lui messi a punto terrorizzeranno a ben maggiore motivo le popolazioni dell’Inghilterra meridionale, i comandi alleati e i rispettivi servizi d’informazione – che non sanno darsi pace, questi ultimi, del segreto delle «armi segrete» di Hitler. Ma il centro vitale di Peenemünde, sul Baltico, dove sono situati i laboratori e le postazioni di lancio dei razzi stratosferici, verrà alla fine individuato dagli uomini di Duncan Sandys (il genero di Churchill che sarà poi più volte ministro) e dai partigiani polacchi. La RAF provvederà a conciarlo per le feste. I V2 non hanno sovvertito le sorti della guerra, però che mesi hanno vissuto Londra e dintorni! Occorre, a conflitto ultimato, mettere le mani su quegli uomini e su quel materiale. Scatta allora, da parte americana, la famosa Operazione Overcast, o ratto dei vonbrauniani in blocco. È la storia che conduce a Capo Kennedy e al Mare della Tranquillità. È la storia di un uomo, reso a tutto tondo e senza sbavature trionfalistiche, in un’opera biograficamente completa e lontana dai toni propri del ritratto d’occasione. Ed è anche la storia della realizzazione di un grande sogno, che lascia tuttavia ognuno di noi davanti all’inquietante interrogativo di sapere quali siano i veri scopi d’una scienza a servizio dell’uomo.

Nato a Dùsseldorf il 21 gennaio 1914, Bernd Ruland ha studiato a Linz e poi all’università di Colonia. Giornalista influente e «penna» molto apprezzata dallo stuolo dei suoi lettori, vanta anche una notevole attività di scrittore; senza avere trascurato le collaborazioni radiofoniche, ha firmato, dagl’inizi della carriera ad oggi, su numerosi giornali e riviste, fra cui la «Grüne Post», «Der Welt» e «Lies Mit». Ora è una delle colonne di «Bunte Illustrierte». Sposato, ha due figli.

La Grande Strategia dell’Impero Romano

La Grande Strategia dell’Impero Romano

L’apparato militare come forza di dissuasione – Dal I al III secolo d.C.

Autore/i: Luttwak Edward N.

Editore: Rizzoli

prima edizione, premessa di J.F. Gilliam, prefazione dell’autore, traduzione di Pierangela Diadori.

pp. 352, nn. tavv. b/n f.t., nn. cartine e ill. b/n, Milano

La tesi che Edward Luttwak, consigliere del Presidente Ronald Reagan, espone in questo libro, può essere riassunta nella constatazione che nel momento in cui la sicurezza di un grande organismo politico è in pericolo (l’allusione all’”impero” americano è chiara) diventa opportuno e di grande insegnamento tornare indietro a esaminare le strutture del più riuscito esperimento di governo sovrannazionale della storia, cioè l’impero romano. E questo allo scopo di ricercarne, come un nuovo Gibbon, le cause non solo dell’ascesa ma soprattutto del declino e della caduta. Come è noto Gibbon attribuiva queste cause al Cristianesimo e ad esso imputava la distruzione e il disfacimento di quello che anche Luttwak considera l’unico esempio di impero multirazziale e multinazionale che sia durato a lungo. Secondo Luttwak la chiave per intendere questa durata sta nell’uso dell’apparato militare come forza di dissuasione. Per la prima volta un moderno tecnico, uno “strategic defense analyst”, prende in esame il periodo dal I al III secolo d.C., all’incirca da Augusto a Diocleziano, per esaminare la “grande strategia dell’impero romano”. L’autore divide il periodo (ed il libro) in tre parti cui corrispondono le diverse strategie adottate.
Nella prima, corrispondente ad Augusto e alla dinastia Giulio-Claudia, i Romani si avvalsero di particolari rapporti (”clientelari” in senso latino) con re e tribù amiche (alleate o sottomesse), per garantire la sicurezza ai confini contro le incursioni dei barbari esterni all’impero. In questo periodo le mobilissime legioni romane stazionano solo nei punti di maggior pericolo (esterno 0 interno) come deterrente contro chi avesse voluto turbare la pax romana.
Nell’era dei Flavi e degli Antonini (70-180 d.C.) gli alleati vengono gradualmente esclusi e sostituiti direttamente dalle forze militari romane a guardia delle frontiere. Ciò implica un più statico perimetro di difesa strategica, un ruolo di minore mobilità delle legioni anche se con maggiori effetti di sicurezza per le provincie di frontiera.
Poiché nonostante tutto gli invasori diventavano sempre più forti, nella terza fase (180-305 d.C.) si dà per scontato che essi possano penetrare-in profondità, con gravi danni per gli abitanti, e si preferisce puntare su un sistema di fortificazioni e linee fortificate vicino ai confini, per rallentare la penetrazione e costituire una riserva di forze strategiche.
Ciascuna delle tre fasi strategiche e analizzata minutamente attraverso una profonda ricognizione dei problemi tecnici e di politica generale.
Una trentina di cartine e diagrammi aiutano a visualizzare le complesse analisi e le successive variazioni di impiego delle forze in campo, e contribuiscono a fare di questo libro un’opera unica mai apparsa in un campo finora riservato solo agli specialisti di storia romana.

Edward Luttwak (Arad, Transilvania, 1942) è uno dei più qualificati e brillanti studiosi nordamericani di storia militare e di problemi strategici. Insegna alla Georgetown University e al Georgetown Center of Strategic and International Studies di Washington ed è consulente governativo per la Difesa. Oltre a Strategia del colpo di Stato, fra le sue opere più importanti vanno ricordate: Dictionary of Modem War, The Israeli Army (in collaborazione con Dan Horowitz), The Political Uses of Sea Power, Strategie Power, The Grand Strategy of Soviet Union: Essence of Strategy.

Dei Sei Punti Teosofici e Mysterium Pansophicum

Dei Sei Punti Teosofici e Mysterium Pansophicum

Autore/i: Böhme Jacob

Editore: Firenzelibri

introduzione, traduzione e note a cura di Ovidio La Pera.

pp. 158, Reggello (FI)

“Noi non abbiamo scritto quest’opera per gli animali irragionevoli che hanno esteriormente la forma d’uomo; ma che nella loro immagine, in ispirito, sono delle bestie cattive e selvagge, la qual cosa si manifesta e si presenta nelle loro proprietà: ma per le immagini di uomini per coloro che dall’immagine bestiale escono in un’immagine d’uomo, che appartengono al regno di Dio, e che vorrebbero sinceramente vivere e crescere nell’immagine dell’uomo, nel vero uomo, i quali sono spesso e fortemente trattenuti dalla vita opposta, e sono così posti in una via mista, e si tormentano per la generazione della vita santa.”

Così l’Autore presenta ai lettori questi suoi scritti, che Loius Claude de Saint-Martin tradusse in francese tra il 1794 ed il 1798 e che riveduti dal suo amico Gilbert, furono pubblicati dopo la sua morte nel 1807.
Il motivo per cui noi abbiamo tradotto questi testi dalla traduzione fatta dal Saint-Martin è che essi sono da considerarsi come facenti parte della sua Opera Omnia, e ciò per i molti aspetti che accomunano i due, in modo particolare per l’influenza esercitata su di lui dalla dottrina in essi espressa, e che lo portò a percorrere una via completamente diversa da quella praticata in gioventù. Tale via, esclusivamente interiore, doveva alfine permettere al divino di manifestarsi come scintilla nella sua interiorità; e i germi che quotidianamente si sviluppavano in lui erano il frutto della visione cristica del teosofo teutonico. Visione cristica, in grado di aprire a chi la sa cogliere, nuovi grandi orizzonti sui rapporti intercorrenti tra Dio, l’uomo e la natura.

Corso di Sanscrito

Corso di Sanscrito

Grammatica, esercizi, brani scelti, vocabolario

Autore/i: Della Casa Carlo

Editore: Edizioni Unicopoli

seconda edizione, nuova edizione riveduta e corretta dall’autore.

pp. 140, Milano

Il presente volumetto cerca di soddisfare un’esigenza ben precisa: aiutare chi vuole iniziare, anche senza una guida personale e continua, lo studio del sanscrito. Dallo scopo dichiaratamente propedeutico del libro dipendono la ricerca di chiarezza nell’esposizione, la semplificazione e la schematizzazione preferite per alcuni argomenti, l’uso non costante e certamente rapsodico della punteggiatura occidentale, introdotta talvolta per aiutare il lettore alle prime esperienze. (dalla premessa dell’autore)

I Fuochi di Oualata

I Fuochi di Oualata

1514 – 1537 : un uomo e il miraggio della libertà tra i Signori blu del deserto

Autore/i: Grampa Giampaolo

Editore: MEF – Firenze Libri

pp. 256, Firenze

La storia di Ahmed Wenam, bianco scampato all’alba del 1500 alla furia dei pirati saraceni, venduto schiavo, riscattato e di nuovo reso schiavo, prigioniero; e poi uomo di corte e di fiducia, infine libero a respirare se stesso e la vita nell’aria e nel tempo sospeso dell’oasi di Oualata. Un romanzo di sangue, infuocate passioni, schiavitù e orrori, storia e leggende, a contatto con un Islam ancestrale, violento e pure così ricco di saggia e fascinosa poesia.

Giampaolo Grampa vive a Busto Arsizio, in provincia di Varese.