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Libri dalla categoria Corruzione

Venezia e il Suo Estuario – Guida Storica Artistica

Venezia e il Suo Estuario – Guida Storica Artistica

Autore/i: Lorenzetti Giulio

Editore: Edizioni LINT

presentazione di Nereo Vianello.

pp. 1000, numerose illustrazioni in bianco e nero, Trieste

Sicuramente la più “classica” e completa fra le guide di Venezia e del suo estuario. Molto datata, la prima delle numerosissime edizioni e ristampe, risale infatti al 1926, ma sempre presente tra gli scaffali delle librerie.

Zigeuner Tarot – Tarocchi

Zigeuner Tarot – Tarocchi

Kartenspiel

Autore/i: Wegmüller Walter

Editore: Sphinx Verlag

78 Karte – 78 Cards – 78 carte, Basel

Wie Du die Wahrheit in Dir selber hast, findest Du sie auch in diesen Karten. Die 78 Tarotkarten enthalten die zeitlosen Bilder und Symbole der ewigen Gesetze des Universums. Sie sind der Spiegel des ewigen Lebens- und Weltenspiels, in dem Du Vergangenheit, Gegenwart und Zukunft erblickst.

(Come hai la verità in te stesso, puoi trovarla anche in queste carte. Le 78 carte dei tarocchi contengono immagini e simboli senza tempo delle leggi eterne dell’universo. Sono lo specchio dell’eterno gioco della vita e del mondo, in cui vedi passato, presente e futuro.)

Due Passi tra le Stelle – Come Riconoscere Costellazioni, Stelle e Pianeti in ogni Stagione dell’Anno

Due Passi tra le Stelle – Come Riconoscere Costellazioni, Stelle e Pianeti in ogni Stagione dell’Anno

Titolo originale: A Walk through the Heavens

Autore/i: Heifetz Milton D.; Tirion Wil

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione dell’autore, illustrazioni di Wil Tirion.

pp. 142, nn. illustrazioni b/n, Milano

Che stella è, lassù? E quel punto di luce così intensa, è un pianeta? Come distinguere un astro da un satellite artificiale? Dov’è il Grande Carro? Quante curiosità sorgono osservando un limpido cielo stellato… Ecco un libro semplice e chiaro che, letteralmente, ci prende per mano e ci accompagna a fare… due passi tra le stelle. Le pratiche indicazioni dell’autore, scienziato di fama mondiale “prestato” all’astronomia, ci insegnano a riconoscere le costellazioni del cielo boreale e le stelle che le compongono. Inoltre Heifetz, con la sua prosa limpida e accattivante, racconta gli appassionanti miti e le leggende nati migliaia di anni fa per spiegare l’origine e la bellezza delle costellazioni, dai dodici segni dello Zodiaco alla Chioma di Berenice.

Milton D. Heifetz, neurochirurgo di fama internazionale e attualmente opera al Los Angeles Country General Hospital e al Mount Sinai Medical Center. Impegnato sul fronte della bioetica, è docente di Neurochirurgia all’università della California del Sud e di Bioetica alla Harvard Medical School. Straordinario appassionato di astronomia, con questo libro ha riscosso un grande successo internazionale.

Wil Tirion, uno dei massimi cartografi celesti viventi, ha illustrato numerosi atlanti astronomici, volumi scientifici e divulgativi, tra cui The Cambridge Guide to Stars and Planets (1997), The Cambridge Star Atlas (2001) e The Monthly Sky Guide (2003).

Guida Tecnica e Pratica di Astrologia Scientifica

Guida Tecnica e Pratica di Astrologia Scientifica

Come si esegue l’oroscopo – Elementi di interpretazione guida ai transiti – Come scoprire le affinità sentimentali di coppia

Autore/i: Pederzani Bononcini Luciana; Frisari Massimo

Editore: Edizioni Luigi Parma

prefazione di Piero Cassoli, introduzione degli autori.

pp. 276, nn. illustrazioni b/n e a colori, Bologna

Dall’introduzione:

«In ogni tempo e luogo la possibilità di viscere in anticipo ciò che il futuro riserva all’uomo ha spinto persone di ogni ceto ed estrazione sociale verso quelle quelle scienze e religioni, più o meno divinatorie, che le varie epoche hanno portato in auge.
Lo studio del volo degli uccelli e te osservazioni delle viscere degli animali uccisi erano oggetto di predizioni ai tempi dell’antica Roma; le sedute spiritiche attuate allo scopo di aprire una porta nel mondo dell’occulto sono una moda che ebbe il suo massimo fulgore nell’ottocento e che ancora oggi trova molti adepti. Per non parlare dei fondi di caffè o dei tarocchi, stesi dall’abile mano della cartomante.
Dare giudizi su queste varie manifestazioni del desiderio dell’uomo di conoscere il proprio domani non è compito nostro, tanto più che riteniamo non possano essere discusse su un piano diverso da quello della fede che anima coloro che credono e che, cid che € pi importante, desiderano credere. Ciò che è certo tuttavia è che tutte queste materie si sottraggono irrimediabilmente ad ogni possibilità di dimostrazione scientifica e che, per gli scettici, sono tanto più difficili da avallare quanto più ostentano sicurezza sull’assoluta veridicità dei fenomeni divinatori o paranormali che vanno predicando.
La moderna astrologia, oggetto della trattazione che seguirà, non sfugge alla legge dell’indimostrabilità poiché, non essendo scienza esatta, bensì di osservazione, non può fare altro che verificare certi fenomeni e trarne delle tendenze generali. In questi suoi limiti, tuttavia, la scienza astrologica finisce per trovare una specie di forza poiché, lungi dal pretendere di essere divinatoria, si accontenta di dire che «gli astri» influenzano il carattere dell’uomo e gli conferiscono tendenze, difetti e qualità che possono condurre alla «buona sorte» come a quella cattiva e che possono essere modificati attraverso l’opera dell’umana volontà e della divina provvidenza. Salva dunque la libertà spirituale dell’individuo, l’astrologia, a ben guardare, finisce di non essere meno scientifica della scienza psicologica anch’essa empirica, incapace di fotografare un inconscio o di fare una radiografia dell’animo di coloro che vi si affidano. […]»

Luciana Pederzani Bononcini storia del Circolo di Parapsicologia di Bologna e appassionata cultrice di scienze psichiche ed esoteriche si è dedicata, negli ultimi vent’anni, in particolare all’Astrologie, della quale può vantare una conoscenza particolarmente approfondita.
La sua notevole preparazione e la straordinaria abilita di cui ha dato prova nell’interpretare i dati oroscopici le hanno consentito di crearsi una solida reputazione di esperta in materia astrologica.
Oggi presenta questo volume che, pur non essendo l’unica sua pubblicazione, è la prima che tratta esclusivamente di Astrologia

Massimo Frisari nato a Bologna nel 1950, è certamente – tra i cultori di astrologia del nostro Paese uno dei più seri e preparati. Si è fatto conoscere al grande pubblico grazie ai suoi riuscitissimi servizi divulgativi
apparsi nelle più diffuse riviste di occultismo («Il Giornale dei Misteri», «Gli Arcani «L’Astrologico») ma ha saputo anche farsi apprezzare dagli astrologi più eruditi per la sua collaborazione alla rivista di astrologia tecnica «Linguaggio Astrale», e per le brillanti conferenze.
Riveste la carica di Consigliere, nel Centro Italiano di Astrologia, l’unico e benemerito Centro in Italia, che si batta da anni per divulgare una sana e seria Astrologia.

La Nube del Telaio – Ragione e Irrazionalità tra Oriente e Occidente

La Nube del Telaio – Ragione e Irrazionalità tra Oriente e Occidente

Autore/i: Zolla Elémire

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

seconda edizione.

pp. 150, Milano

«Chi per lode dica “razionale”, per maledizione “irrazionale”, chi sputi con disprezzo “pazzo” o “folle” sento che è avvolto e ottenebrato dall’alito della sopraffazione. I gesti all’apparenza dementi mi spingono semmai nei meandri della storia, nelle complicazioni della nomenclatura, nell’incertezza d’ogni sistema, nella molteplicità delle logiche (aristotelica, ebraica, buddhista). Alla fine risulta sbriciolato l’istinto di condanna. È un vigoroso istinto, tuttavia, e abilissimo nella difesa; lancia un grido d’allarme, al sentirsi vacillare, intimando di non scuotere la moralità, la sanità con una rinuncia al sistema di contrapposizioni duali su cui, dice, l’universo si regge.»
La dualità ragione-irrazionalità, che da sempre attanaglia l’Occidente, ha prodotto innumerevoli danni; il più grave è forse l’incapacità per l’uomo di varcare le frontiere della sua individualità per entrare in contatto con l’essere che lo fonda. Esperienza che gli è invece concessa nelle civiltà orientali, dove con facilità può oltrepassare la contrapposizione per giungere alla dimensione della triadicità, massimo principio di conoscenza in India, in Cina e in Giappone. La concezione orientale si esprime in una poesia di Kabīr: «Liberatevi da virtù e peccati / perchè se avete virtù, quando le avrete finite ci saranno virtù, / entrambi, peccati e virtù, diventando la causa di nascita e morte. / Liberandovi di virtù e peccati / vi liberate dal dolore e dal piacere. / Diventate liberi sia dalla nascita che dalla morte».
Alla ricerca di un possibile equilibrio che stemperi l’opposizione, Elémire Zolla, uno dei massimi conoscitori delle filosofie orientali, ci conduce in un affascinante itinerario che, partendo dalla genesi del concetto di razionalità e del suo contrario, si snoda attraverso epoche e culture diverse – dall’antica Cina all’India dei VEda, dall’Israele della Bibbia alla Grecia classica, dal Medioevo cristiano all’illuminismo e all’età della scienza – mettendo a confronto civiltà e strutture di pensiero radicalmente differenti.
Nella Nube del telaio l’autore indica una via per evadere dalla prigione razionalistica, facendo notare i limiti del raziocinio aristotelico dualistico e mostrando le risorse e le prospettive offerte dall’ermeneutica ebraica e dalla logica buddhista e indù. Soltanto annullando la nostra individualità e accogliendo in noi la vita animale, vegetale e persino minerale, potremmo forse trovare una nuova esistenza aperta alla quiete.

Elémire Zolla (Torino 1926) ha insegnato Letteratura anglo-americana all’università La Sapienza di Roma. È uno dei massimi conoscitori mondiali delle filosofie orientali, in particolare dell’induismo e del buddhismo, oltre che delle tradizioni esoteriche in genere. Collabora alle pagine culturali del «Corriere della Sera». Tra le sue opere ricordiamo: Aure (Marsilio 1988), Archetipi (Marsilio 1990), Verità segrete esposte in evidenza (Marsilio 1990), Uscite dal mondo (Adelphi 1992), Lo stupore infantile (Adelphi 1994) e Le tre vie (Adephi 1995).

Il Detective dei Miracoli – Una Straordinaria Indagine su Visioni, Prodigi e Profezie

Il Detective dei Miracoli – Una Straordinaria Indagine su Visioni, Prodigi e Profezie

Titolo originale: The Miracle Detective

Autore/i: Sullivan Randall

Editore: Edizioni Piemme

traduzione di Annalisa Carena.

pp. 430, Casale Monferrato (AL)

«Uno dei libri più interesanti che siano stati scritti su questo argomento. Affascinerà sia i credenti che i laici».
(Publishers Weekly)

Un’indagine lungo otto anni per investigare su apparizioni, visioni, manifestazioni sovrannaturali, profezie, prodigi, mistici, veggenti. Dall’Oregon a Lourdes, da Medjugorie all’Arizona, da Fatima a Roma, da Guadalupe alla Pennsylvania. Una straordinaria inchiesta giornalistica tra scienza e fede. Il viaggio spirituale di uno scettico che si apre al mistero.

Randall Sullivan giornalista, lavora per «Men’s Journal» e «Rolling Stone». Ha pubblicato anche The price of experience e Labyrinth.

Shock Economy – L’Ascesa del Capitalismo dei Disastri

Shock Economy – L’Ascesa del Capitalismo dei Disastri

Titolo originale: The Shock Doctrine

Autore/i: Klein Naomi

Editore: Rizzoli

prima edizione, traduzione Ilaria Katerinov, collana: 24/7.

pp. 624, Milano

…«Siamo finalmente riusciti a ripulire il sistema delle case popolari a New Orleans» ha dichiarato un parlamentare repubblicano dopo l’uragano Katrina. «Non sapevamo come fare, ma Dio l’ha fatto per noi»…

Che cosa hanno in comune l’Iraq dopo l’invasione americana, lo Sri Lanka post-tsunami, New Orleans dopo l’uragano Katrina, le dottrine liberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati dalla CIA negli anni Cinquanta? L’idea che sia utile fare tabula rasa per costruire da zero una mente, un tessuto sociale, un’utopia: quella del fondamentalismo capitalista del libero mercato. Naomi Klein – l’autrice di No logo, uno dei testi più influenti degli ultimi anni – smonta il mito del trionfo pacifico e democratico dell’economia di mercato. Infatti solo uno shock – provocato da un cataclisma naturale o dalla violenza intenzionale della guerra, del terrorismo, della tortura – può trasformare il “politicamente impossibile” in “politicamente inevitabile”. Sono parole del guru dell’ultraliberismo, Milton Friedman, che i suoi zelanti discepoli hanno messo in pratica con sconcertante abilita. Così, ad esempio, il trauma dell’11 Settembre ha permesso a Bush di appaltare ad aziende private la sicurezza interna e la guerra all’estero, e la ricostruzione dopo l’uragano ha cancellato in un attimo le case popolari e le scuole pubbliche di New Orleans. Shock Economy è un agghiacciante e argomentato atto d’accusa contro un capitalismo di conquista che sfrutta cinicamente i disastri (a vantaggio di pochi) e ne produce in proprio di ancora peggiori.

Naomi Klein è l’autrice di No logo, bestseller internazionale tradotto in 28 lingue. Ha una rubrica sul Guardian e su The Nation Nel 2003 ha pubblicato una raccolta di articoli, Recinti e finestre. Nel 2004 ha realizzato con il regista Avi Lewis The Take, un documentario sull’occupazione delle fabbriche in Argentina, presentato a Venezia e premiato al festival dell’American Film Institute di Los Angeles.

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Introduzione

Parte I: Due dottor shock. Ricerca e sviluppo

  • La camera di tortura. Ewen Cameron, la Cia e il maniacale sforzo di cancellare e rifare la mente umana
  • L’altro dottor Shock. Milton Friedman e la ricerca di un laboratorio laissez-faire

Parte II: Il primo test. Le doglie del parto

  • Stati di shock. La sanguinaria nascita della controrivoluzione
  • Colpo di spugna. Il terrore al lavoro
  • Assolutamente non correlate. Come un’ideologia è stata ripulita dai suoi crimini

Parte III: Sopravvivere alla democrazia. Bombe fatte di leggi

  • Salvati da una guerra. Il thatcherismo e i suoi utili nemici
  • Il nuovo dottor Shock. La guerra economica rimpiazza la dittatura
  • La crisi funziona. L’immagine pubblica della shockterapia

Parte IV: Lost in transition. Mentre piangevamo, mentre tremavamo, mentre danzavamo

  • Sbattere la porta in faccia alla storia. Una crisi in Polonia, un massacro in Cina
  • Democrazia nata in catene. La libertà vigilata del Sudafrica
  • Falò di una giovane democrazia. La Russia sceglie “l’opzione Pinochet”
  • L’identità capitalista. La Russia e la nuova era del mercato barbaro
  • Lascia che bruci. Il saccheggio dell’Asia e “la caduta di un secondo muro di Berlino”

Parte V: Tempi scioccanti. Ascesa del capitalismo dei disastri

  • La shockterapia negli Stati Uniti. La bolla della sicurezza interna
  • Uno Stato corporativo. Dal governo alle aziende

Parte VI: Iraq, al punto di partenza. Ipershock

  • Cancellare l’Iraq. In cerca di un “modello” per il Medioriente
  • Ritorno di fiamma ideologico. Un disastro molto capitalista
  • Al punto di partenza. Dalla tabula rasa alla terra bruciata

Parte VII: La Zona verde mobile. Zone cuscinetto e mura antiesplosione

  • Tabula rasa in spiaggia. “Il secondo tsunami”
  • Apartheid del disastro. Un mondo di zone verdi e zone rosse
  • Perdere l’incentivo alla pace. Israele come monito

Conclusione
Ringraziamenti
Note
Indice dei nomi

Tende – Architettura dei Nomadi

Tende – Architettura dei Nomadi

Titolo originale: Tents. Architecture of the Nomads

Autore/i: Faegre Torvald

Editore: Dedalo libri

introduzione e illustrazioni dell’autore, traduzione Marisa Giannuzzi Bruno, collana: Il Politecnico n°12 – collana diretta da Vittorio Chiaia.

pp. 144, nn. ill. in b/n n.t., Bari

… La stupefacente varietà dei metodi costruttivi e la ricchezza tipologica delle tende dei popoli nomadi, di cui sono qui analizzate storia e caratteristiche, ci trasmettono idee, soluzioni e prototipi utilizzabili ancora oggi, nel nostro moderno modo di abitare…

Le tende sono tra le forme più antiche di architettura popolare. I popoli che le usano le costruiscono impiegando materiali naturali adattati a particolari condizioni ambientali. Questo libro, ampiamente corredato di illustrazioni, descrive il design dei principali tipi di tenda usati nel mondo dai popoli nomadi. Dai tipi degli Indiani d’America, alle tende siberiane, alla tenda nera del Medio Oriente, Torvald Faegre percorre un larghissimo itinerario che mostra la stupefacente ricchezza e varietà dei metodi costruttivi e di uso delle tende nomadi. Costruire da sempre in un armonico rapporto con l’ambiente che le circonda, le tende forniscono utili prototipi per il nostro moderno modo di abitare. Non a caso la tesi di Faegre è che gli elementi di design delle tende possono essere facilmente adattati a strutture permanenti. Dalla loro antichissima storia le tende ci trasmettono idee valide ancora oggi.

Torvald Faegre è uno specialista di carpenteria noto per le sue ricerche sulle abitazioni dei popoli nomadi. Ha realizzato le illustrazioni per i progetti di tre yurt (tende tipiche delle popolazioni turkmene, kirghise, mongole) pubblicati da William Coperthwaite, e ha costruito lo yurt in cui ha vissuto nel Wisconsin e nel New Hampshire. Attualmente lavora al restauro di alcuni vecchi edifici di Chicago.

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Introduzione

  • La tenda nera
  • La tenda medio-orientale di stuoia e pelle
  • Lo yurt
  • Le tende siberiane
  • Le tende lapponi
  • La tenda Inuit
  • Le tende della taiga nordamericana
  • Il tipi

Fonti
Bibliografia

Nascita di Immagini – E Altri Scritti su Religione, Storia, Ragione

Nascita di Immagini – E Altri Scritti su Religione, Storia, Ragione

Titolo originale: Religions, Historie, Raison

Autore/i: Vernant Jean-Pierre

Editore: Il Saggiatore

prima edizione, premessa di Mario Vegetti, traduzione Angela Montagna, collana: L’Arco n° 4.

pp. 156, Milano

… Sono i greci ad averci inventati. In particolare definendo un tipo di vita collettiva, un tipo di atteggiamento religioso e anche una forma di pensiero, di intelligenza, di tecniche intellettuali, di cui siamo in gran parte loro debitori. La storia d’Occidente comincia con loro… (Jean-Pierre Vernant)

Con i suoi studi di storia e antropologia delle religioni. Jean-Pierre Vernant ha trasformato in profondità la nostra rappresentazione del mondo antico: letteratura, filosofia, strutture della mentalità collettiva illuminano il ruolo del mito, ricevendone al tempo stesso nuovo significato. I saggi raccolti in questo volume non solo presentano una sintesi della sua lunga ricerca, ma anticipano anche i risultati degli sviluppi più recenti, in un’indagine affascinante sulle forme dell’immagine e dell’immaginazione presso i Greci.

Jean-Pierre Vernant è stato uno storico della filosofia, storico delle religioni e antropologo francese. Studioso dell’età classica, si è occupato in modo particolare della mitologia greca.

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Premessa

  • Religione greca, religioni antiche
  • Storia e struttura nella religione romana arcaica
  • Linguaggio religioso e verità
  • Storia e psicologia
  • Morale, storia e società
  • Categorie dell’agente e dell’azione nell’antica Grecia
  • Ragione di ieri, ragione di oggi
  • Nascita di immagini
  • Immagine e imitazione
  • L’immagine come sembianza
  • Dall’apparizione all’apparenza
  • L’apparire
  • Demiurgia e imitazione
  • Le immagini parlate
  • La phantasia
  • La mimetica nella tradizione orale
  • Imitazione e divenire sensibile
  • La svalutazione dell’immagine
  • L’essere e l’apparire
  • Buona e cattiva imitazione
  • Osservazioni finali

Le Strade di Polvere

Le Strade di Polvere

Autore/i: Loy Rosetta

Editore: Giulio Einaudi Editore

collana: Supercoralli, in sovraccoperta: Les maisons Cabassud di Camille Corot, 1835-40.

pp. 252, Torino

L’amore, la guerra, i bambini, la morte. Il tempo dei desideri che si consumano, dei balli, delle stagioni, della gioventù, il tempo crudele e magico di tutto ciò che non lascia traccia. La storia di una famiglia monferrina, dalla fine dell’età napoleonica ai primi anni dell’Italia Unita.

Rosetta Loy è nata e vive a Roma. Presso Einaudi ha pubblicato La bicicletta (1974, Premio Viareggio opera prima), La porta dell’acqua (1976), Le strade di polvere (1987, Premio Campiello e Viareggio), La parola ebreo (1997, Premio Fregene e Rapallo-Carige), Ahi, Paloma (2000), Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria (2004, Premio Bagutta) e Forse (2016). Per la collana «Scrittori tradotti da scrittori» di Einaudi ha tradotto Dominique di Fromentin e La principessa di Clèves di Madame de La Fayette. Ha inoltre pubblicato, presso altri editori, L’estate di Letuqué (Rizzoli 1982), All’insaputa della notte (Garzanti 1984), Sogni d’inverno (Mondadori 1992), Cioccolata da Hanselmann (Rizzoli 1995).

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  • Il Pidrèn
  • I cosacchi
  • Gavriel e Luìs
  • Le mele rusnent
  • Braida
  • Il dragone Junot
  • Il violino del Giai
  • Epilogo

Viaggi

Viaggi

Titolo originale: Travels

Autore/i: Crichton Michael

Editore: Garzanti Editore

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Caterina Ranchetti.

pp. 448, Milano

Rassicurato dalle sue abitudini sedentarie, portato a ridurre l’esperienza a una rete di idee, opinioni, dati astratti, l’uomo occidentale sta perdendo ogni giorno di più il senso della concretezza del vivere. Ha rinunciato da tempo alla dimensione dell’avventura, e si sta precludendo anche i contatti più elementari con il mondo che lo circonda. Gli abitanti delle moderne metropoli non riescono nemmeno a vedere le stelle di notte, ed è facile per loro perdere un orientamento che non è soltanto spaziale, ma investe il senso profondo della vita. Per Michel Crichton, l’autore di libri fortunatissimi come
Andromeda, Congo e Sfera, viaggiare significa anzitutto poter tornare a fare esperienze dirette, conoscersi di più, mettersi alla prova, cioé cercare di superare i propri limiti e le proprie paure. Ecco dunque Crichton in mezzo a un branco di squali nel mare di Tahiti, tra gli aborigeni della Nuova Guinea, o gli elefanti e i gorilla dell’Africa; o ancora, nel deserto americano, quasi una soglia attraverso la quale ci si può addentrare nei territori dell’esperienza parapsicologica.
Crichton sa bene che ogni viaggio esteriore è un completamento di quello psichico che dobbiamo compiere all’interno di noi stessi. Tra le pagine più belle del volume andranno ricordate quelle dedicate agli anni di apprendistato alla Harvard Medical School, in cui lo scrittore racconta con tocchi incisivi la propria esperienza di medico, ed espone le sue considerazioni sulla professione e sul rapporto con i pazienti. Uomo di scienza, Crichton non rinuncia ad avvicinarsi a dimensioni spirituali che, ad onta di ogni scetticismo e di ogni ironia, continuano a tentare l’uomo di oggi. Ed è proprio questa continua tensione tra avventura esterna e viaggio interiore a garantire l’interesse del volume.

Michael Crichton, nato a Chicago nel 1942, ha frequentato lo Harvard College e la Harvard Medical School, e ha lavorato come ricercatore presso il Salk Institute di La Jolla, in California. Abbandonata la carriera medica, ha firmato una serie di romanzi di grande successo Internazionale, tra cui in edizione Garzanti Andromeda, Il terminale uomo, La grande rapina al treno, Mangiatori di morte, Congo e Sfera. E inoltre autore di un volume saggistico, La vita elettronica, anch’esso tradotto da Garzanti. Come regista ha diretto Il mondo dei robot, Coma profondo e la versione cinematografica de La grande rapina al treno.

Il Padiglione d’Oro – Romanzo

Il Padiglione d’Oro – Romanzo

Titolo originale: Kinkakuji

Autore/i: Mishima Yukio

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

terza edizione, traduzione dal giapponese di Mario Teti, collana: I Narratori.

pp. 256, Milano

Non c’è recensore, in Giappone e fuori, che, cercando parentele o fonti d’ispirazione per questo capolavoro della letteratura giapponese moderna, non abbia fatto il nome di Dostoevskij. Incominciarono i giapponesi: per quanto la cosa possa apparire sorprendente, la voga di Dostoevskij aveva raggiunto nell’immediato dopoguerra un’ampiezza senza precedenti e nel triennio 1947-50 Delitto e castigo era stato uno dei più clamorosi best-seller della storia dell’editoria nipponica. È appunto nel 1950 che avvenne il fatto che ispirò a Mishima questo Padiglione d’oro, che è del 1958: un giovane accolito buddista, deforme e balbuziente, dà fuoco a uno dei maggiori monumenti dell’arte giapponese, il padiglione di un celebre santuario di Kyoto, il Kinkakuji, il quattrocentesco tempio zen. La storia di questo clamoroso gesto è raccontata da Mishima con aderenza alla cronaca, ma in modo da assegnare un senso simbolico ossia problematico all’azione del piromane. La chiave dell’ossessione di Mizoguchi, Mishima la ricerca in quell’attesa quasi magica della grande distruzione che rappresenta il tema profondo di tutta la prima parte del libro fino al giorno della sconfitta bellica del Giappone. La calata agli inferi si svolge sul tema di straordinarie, attonite rievocazioni di memorie dell’infanzia. Il tema della bellezza suprema del padiglione affonda le sue radici in un’ossessione infantile esorcizzata dallo storpio Mizoguchi con un atto che trova giustificazione anche nella dottrina buddista della morte al mondo e della cancellazione del bello in quanto pura apparenza.
Dostoevskij diventa un punto di riferimento possibile ma lontano: al di là del motivo della redenzione attraverso il male, al di là delle motivazioni per così dire freudiane e delle implicazioni sociali (gli echi dell’apocalisse bellica), prorompe quel culto dell’assoluto cui le tradizioni zen forniscono raffinati supporti logici e psicologici.

Yukio Mishima, considerato uno dei massimi scrittori giapponesi, nasce a Tokyo nel 1925 e muore suicida nel 1970. Feltrinelli ha pubblicato le sue opere di maggior successo: La voce delle onde (1961), Il padiglione d’oro (1962), Dopo il banchetto (1964), Confessioni di una maschera (1969), Trastulli di animali (1983), Lezioni spirituali per giovani Samurai (1990), La foresta in fiore (1991), Musica (1993), la tetralogia Il mare della fertilità, con Neve di primavera (2009), A briglia sciolta (2010), Il Tempio dell’alba (2011) e La decomposizione dell’angelo (2012), Colori proibiti (2009), Il sapore della gloria (2010), La scuola della carne (2013) e, nella collana digitale Zoom, Diario di preghiere (2013). Feltrinelli ha inoltre pubblicato Le ultime parole di Mishima, una doppia intervista di due celebri critici letterari giapponesi, Furubayashi Takashi e Hideo Kobayashi (2001).

I Leoni d’Argouges

I Leoni d’Argouges

Titolo originale: Les lions diffamés

Autore/i: Naudin Pierre

Editore: Sonzogno

prima edizione, traduzione di Riccardo Mainardi, in copertina: illustrazione di Margherita Camorali.

pp. 578, 1 illustrazione b/n f.t., Milano

Vigliacchi.
Impostori.
Mio padre non è un traditore.
Si è battuto col coraggio di una tigre quando all’Ecluse scorrevano fiumi di sangue e gli inglesi avevano la meglio. Se qualcuno tradì, non fu mio padre. Gli stendardi d’Argouges sono nel fango.
I leoni d’Argouges patiscono pubblica infamia.
Ma questo disonore che vorreste far ricadere sul nostro capo ricadrà invece sul vostro. Voi siete i traditori. Voi i vili. Voi i bugiardi. Voi i pavidi. C’e un uomo tra voi? No, se nessuno leverà la voce e la mano a far cessare quest’orrore. Gente senza onore, che condanna un innocente.
Padre mio, abbiate fiducia. Laverò quest’onta. Alzate la testa con orgoglio, padre. Giacché non c’é nulla di cui dobbiate arrossire, e la calunnia insozza chi la fa, non chi la subisce.
Un giorno sarete orgoglioso di vostro figlio Ogier, padre mio. Sarò degno di voi. Sono solo un ragazzo, è vero. Ho tredici anni appena e posso soltanto ingoiare lacrime amare mentre le insegne d’Argouges sono trascinate nella polvere.
Gli uomini sono qui, raccolti attorno al palco dell’infamia. Almeno, parrebbero uomini, se non fosse per quella luce nei loro occhi, la luce della paura, che fa preferire una comoda menzogna a una pericolosa verità.
Laggiù, le donne. Le intravedo con le loro cuffie colorate alle finestre del castello. Anche loro assistono a questa atrocità.
Ma crescerò, padre. Diventerò un cavaliere. Conoscerò il mestiere delle armi. Conoscerò la guerra e farò paura. Conoscerò l’amore e sarà il mio cuore a tremare. Sarò condottiero e uomo di corte, saprò maneggiare la spada davanti al nemico e la viola davanti all’amata. Vivrò mille avventure in questa Francia crudele e gentile popolata da guerrieri in armatura e dame use all’amor cortese.
Sarà come una favola splendida d’amore e di guerra, tale da far invidia agli eroi di Omero; e a ogni parola, a ogni verso che aggiungerò alla mia chanson de geste, i leoni d’Argouges risorgeranno fieri dalla polvere, su, in alto, sempre più in alto, ad agitare nel vento le loro folte criniere d’oro.

Nato nel 1923, Pierre Naudin ha esercitato diversi mestieri praticando tra l’altro lo sport a livello agonistico. Appassionato studioso del Medioevo, ha dedicato cinque anni alle ricerche necessarie per la stesura di I leoni d’Argouges, suo nono romanzo. Paragonato dalla critica entusiasta a Jack London per il senso dell’avventuroso, ma anche a John Steinbeck per la forte tensione drammatica che sa imprimere al racconto, Naudin si è riconfermato con questo romanzo cavalleresco dagli accenti epici uno scrittore di forte temperamento capace di comunicare con immediatezza al lettore tutto il fascino di un’epoca favolosa e lontana.

Profumo di Ghiaccio

Profumo di Ghiaccio

Titolo originale: Kooritsuita Kaori

Autore/i: Yoko Ogawa

Editore: Il Saggiatore

traduzione di Paola Scrolavezza.

pp. 224, Milano

Ryoko, una giovane giornalista, vuole scoprire le ragioni del suicidio del suo compagno.
L’uomo in un laboratorio di profumi creava fragranze conturbanti grazie a un’incomparabile memoria olfattiva e a uno spiccato talento matematico. Gli unici indizi da cui partire sono le frasi enigmatiche trovate in un floppy-disk e l’ultimo profumo, «Fonte del ricordo», creato da Hiroyuki appositamente per lei.
Inizia un viaggio a ritroso nel tempo, dalla casa natale del ragazzo fino a Praga, per ricomporre le tessere di un enigma misterioso. Perché Hiroyuki le ha nascosto la verità? Perché non le ha rivelato il suo passato di genio della matematica? Qual é il rapporto tra l’uomo timido e riservato che lei amava e il ragazzo prodigio che pattinava divinamente davanti a un pubblico di fan entusiasti?
Ryoko cerca corrispondenze tra due ritratti: quello che la memoria degli altri gradualmente le restituisce e quello che affiora dai propri ricordi, rinnovando i momenti più preziosi del loro amore.
Con una scrittura analitica, tagliente e di- staccata, Yoko Ogawa avvolge i suoi personaggi in un universo di legami invisibili e misteriosi, dove – come succede nella grande tradizione letteraria giapponese – i destini sono già scritti nei nomi, come il «freddo» nell’ideogramma di Ryoko, In una ambivalenza tra piano reale e immaginario, inconscio e vissuti concerti, Profumo di ghiaccio raggiunge il cuore dei lettori, per dare espressione all’indicibile dolore del vivere. Li conduce nelle profondità delle passioni più intime, dove solo la magia della poesia può arrivare.

Yoko Ogawa, nata nel 1962 nella Prefettura di Okayama, ha studiato a Tokyo, laureandosi in Arte e letteratura. È considerata una tra le più importanti scrittrici giapponesi contemporanee. Le sue numerose opere sono state pubblicate in Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti, Taiwan e Cina. In Italia sono usciti Hotel Iris (il Saggiatore Tascabili, 2009), La Casa della luce (il Saggiatore, 2006), vincitore del premio Akutagawa nel 1990, L’anulare (Adelphi, 2007), La formula del professore (il Saggiatore, 2008) e Una perfetta stanza di ospedale (Adelphi, 2009).

I Maschi – La Psicologia degli Uomini • Un Viaggio tra Figli, Padri, Mariti e Amanti

I Maschi – La Psicologia degli Uomini • Un Viaggio tra Figli, Padri, Mariti e Amanti

Autore/i: De Camillis Stefano

Editore: Edup – Edizioni dell’Università Popolare

nuova edizione completamente rinnovata, introduzione dell’autore.

pp. 192, Roma

Cosa cercano gli uomini in una donna? Come mai il sesso è di così cruciale importanza? Chi è un dongiovanni e chi, invece, un casanova? Perché molti cercano le prostitute? Cosa succede ad un uomo quando diventa padre? Quali sono le fantasie erotiche degli uomini? Quale rapporto c’è tra queste e la pornografia? Come mai è così importante il rapporto con la mamma? Chi è e cosa fa l’uomo geloso? Che rapporto hanno gli uomini con le emozioni? Come mai, a volte, gli uomini scappano? È meglio il corteggiatore playboy, il ragazzo Peter Pan, o il tipo problematico? Cosa fanno gli uomini nella crisi di mezza età? Insomma, che differenza c’è tra gli uomini e le donne?

Stefano De Camillis, è psicologo e psicoterapeuta sistemico. Insegna psicologia presso l’Università Popolare di Roma, dove dirige anche il Centro di consulenza psicologica. Perla EDUP ha pubblicato Uscire indenni dalla terza età (1994), La conduzione della classe (1997), Piccolo dizionario della comunicazione interpersonale (1999), Dreamwork, lavorare con i sogni (2001). È inoltre autore di: Immagini della famiglia (Roma 1992), I giovani adulti (Roma 1999), Il linguaggio dei sogni (Roma 2004).

Terrore Infinito – La Questione Palestinese dalla Guerra del Golfo all’Intifada

Terrore Infinito – La Questione Palestinese dalla Guerra del Golfo all’Intifada

Autore/i: Chomsky Noam

Editore: Edizioni Dedalo

introduzione di Serena Marcenò e Salvo Vaccaro, trduzione di Serena Marcenò, capitolo VII tradotto da Salvo Vaccaro.

pp. 432, Bari

Questa raccolta di testi di Noam Chomsky, inediti in Italia, ripercorre un decennio di attenzione continua del politologo e linguista americano sui problemi mediorientali. Articoli, saggi e conferenze testimoniano non soltanto una continuità d’analisi, scevra dalle suggestioni propagandistiche e dai facili entusiasmi, ma anche una specifica lucidità di comprensione della complessità degli eventi il cui intrico rappresenta una sfida per l’ordine e la sicurezza dell’intero bacino mediterraneo. Muovendo dall’instaurazione del Nuovo ordine mondiale all’indomani della guerra del Golfo (1991), e transitando attraverso l’esame degli accordi di Oslo I e II (1993-95), Chomsky prende in considerazione le fondatezze delle speranze di pace affidate a politiche confliggenti con quella tensione diffusa sia nel mondo arabo che in quello israeliano, e occidentale più in generale. In tal senso denuncia il ruolo per niente mediatore degli Usa, la cui politica integra la questione palestinese in una più raffinata strategia di dominio globale che vede nei governi israeliani, con lievi sfumature secondo il colore politico, il «gendarme periferico», fedele alla stessa superpotenza. L’Intifada scoppiata nel 2000 e la recente escalation tesa allo sterminio «sempiterno» del problema palestinese viene colta in tutta la sua drammaticità, spiegando come la fragilità intrinseca degli accordi di pace abbia dilazionato nel tempo un conflitto inserito a tutto tondo e non casualmente nella nuova èra aperta dopo l’11 settembre con la campagna di terrorismo statuale contro le formazioni terroristiche e gli «stati fuorilegge».

Noam Chomsky (1928) è il più noto linguista vivente. Lavora presso il Department of Philosophy & Linguistics del MIT. Sin dagli anni Sessanta si è accreditato come tra gli analisti più lucidi e radicali della politica mondiale e delle sue ingiustizie. Tra i suoi ultimi lavori, Il nuovo militarismo umanitario (Trieste 2000), Egemonia americana e «stati fuorilegge» (Bari 2001), 11 settembre. Le ragioni di chi? (Milano 2001).

L’89 e certamente uno spartiacque epocale. All’euforia di una unificazione planetaria della Storia umana è, tuttavia, lentamente subentrata una sensazione di impotenza e di ansia. Ogni voce dissonante sembra sommersa da un rumore di fondo pervasivo e insistente, che impedisce di distinguere. Anche la produzione di libri si inserisce in questa atmosfera irreale. Il mondo sembra omologarsi ad un’immensa borsa finanziaria, concentrata su tabelle che segnalano quotazioni, sigle, cifre.

L’epilogo della pretesa “moderna” di controllare l’esperienza, la vita e la natura e la trasformazione dell’accadere quotidiano in una specie di allucinazione dove si e perso il senso del limite e il confine fra immaginario e reale. Bisogna allora guardare se ci sono crepe, lacerazioni che lasciano intravedere un ulteriore spazio mentale. E necessario sostenere la ricerca di nuovi percorsi, e l’ambizione a pensare il futuro.

La collana si propone di promuovere diverse “letture critiche” del mondo contemporaneo per tentare di decifrare la trama dei processi in atto e fornire stimoli a chi si interroga sul senso del nostro presente. Il carattere “globale” delle trasformazioni impone una visione ampia dall’analisi, che non si limiti ai saperi specialistici e che, a partire dalle specialità locali, faccia emergere tutto ciò che resiste all’omologazione universale. Per questa ragione, sebbene si rivolga ad un pubblico essenzialmente italiano, la collana intende avere una dimensione internazionale, essenzialmente europea, ma con un’attenzione anche alla società statunitense, le cui trasformazioni anticipano sempre più quelle del Vecchio Continente.

Hitler e la Lancia del Destino – Il Potere Esoterico dell’Arma che Trafisse il Costato di Cristo

Hitler e la Lancia del Destino – Il Potere Esoterico dell’Arma che Trafisse il Costato di Cristo

Titolo originale: The Spear of Destiny

Autore/i: Ravenscroft Trevor

Editore: Edizioni Mediterranee

seconda edizione, traduzione di Roberta Rambelli.

pp. 376, nn. tavole b/n f.t., Roma

Da circa 2000 anni, cioè dal momento in cui penetrò nel fianco di Cristo, alla «Lancia del Destino» sono stati attribuiti straordinari poteri occulti. Questo libro ne riporta la leggenda e ne narra le vicende durante il declino dell’Impero Romano, il Medio Evo e il nostro secolo.
Racconta la storia della catena di uomini che possedettero la Lancia, da Erode il Grande a Carlo Martello, da Barbarossa agli Asburgo a Hitler, e il modo in cui essi cercarono di modificare il corso della storia brandendo i suoi occulti poteri per il Bene o per il Male.
Il capitolo finale descrive la battaglia fra Luce e Ombra, che si è svolta dietro i cambiamenti di scena del XX secolo, e per la prima volta, lo sviluppo occulto delle facoltà medianiche di Adolf Hitler viene descritto dettagliatamente, mostrando come egli perseguì i suoi scopi e la conquista del mondo tramite pratiche magiche.

Elogio delle Vagabonde – Erbe, Arbusti e Fiori alla Conquista del Mondo

Elogio delle Vagabonde – Erbe, Arbusti e Fiori alla Conquista del Mondo

Titolo originale: Éloge de Vagabondes. Herbes, Arbreset Fleurs à la Conquête du Monde
Sottotitolo

Autore/i: Gilles Clément

Editore: DeriveApprodi

prima edizione, prefazione all’edizione italiana di Andrea Di Salvo, traduzione di Patrizia Caporaso e Olga Zangrillo, collana: DeriveApprodi n° 87.

pp. 128, ill. a colori e in b/n f.t., Roma

Panace di Mantegazzi, porracchia sudamericana, fico d’India, papavero sonnifero, poligono del Giappone, erba della Pampa… trasportate dal vento, dagli animali o dalle suole delle scarpe, anche nelle nostre contrade le erbe vagabonde hanno conquistato, con coraggio e vitalità, giardini, scarpate e terreni incolti. Eppure, le erbe vagabonde non hanno buona nomea: le si chiama anche erbacce, piante selvatiche, piante infestanti e spesso si vieta loro un diritto all’esistenza. Piante nemiche, ma davvero così pericolose?
Gilles Clément, paesaggista francese e inventore del «giardino in movimento» nel quale coltiva felicemente queste piante dai nomi esotici, in questo libro sceglie di farne l’elogio. Di queste erbe racconta la storia, le origini, il modo in cui le ha incontrate. E spiega come l’uomo, i diserbanti, il cemento, i dissodamenti e le coltivazioni industriali abbiano permesso a queste piante randagie di insediarsi e crescere. Coniugando il talento del giardiniere a quello di scrittore, in nome della difesa della mescolanza planetaria, ci consegna un libro dove letteratura e botanica coesistono a difesa della diversità. Un libro che è insieme una filosofia del paesaggio, e della relazione tra uomo e piante, e un manuale per imparare ad amare anche le erbe senza fissa dimora.

… Le piante viaggiano. Soprattutto le erbe. Si spostano in silenzio, in balìa dei venti. Niente è possibile contro il vento. Se mietessimo le nuvole, resteremmo sorpresi di raccogliere imponderabili semi mischiati di loess, le polveri fertili. Già in cielo si disegnano paesaggi imprevedibili. Il caso organizza i dettagli, per la diffusione delle specie ricorre a ogni possibile vettore. Non c’è nulla che non sia adatto al trasporto: dalle correnti marine alle suole delle scarpe. Ma la gran parte del viaggio spetta agli animali. La natura prende in prestito gli uccelli consumatori di bacche, le formiche giardiniere, le docili pecore, sovversive, il cui vello racchiude campi e campi di sementi. E poi l’uomo. Animale tormentato in continuo movimento, libero scambiatore della diversità. L’evoluzione ha il suo tornaconto. La società no. Il minimo progetto di gestione cozza contro il calendario delle previsioni. Come ordinare, gerarchizzare, imporre, quando a ogni angolo spuntano possibilità? Come conservare il paesaggio, gestirne il dispendio se si trasforma col passare degli uragani? Quale schema tecnocratico applicare agli straripamenti della natura, alla sua violenza? Al cospetto dei venti e degli uccelli rimane il problema dei divieti. La natura creativa condanna il legislatore a rivedere i testi, a cercare parole rassicuranti. E se la assicurassimo contro la vita? Un simile progetto – la sicurezza a qualunque costo – trova alleati inattesi: i radicali dell’ecologia, i difensori della nostalgia. Nulla deve cambiare, ne va del nostro passato, dicono gli uni; nulla deve cambiare, ne va della diversità, dicono gli altri. Maledetto vagabondaggio! Il discorso va oltre. Diventa politico, mette insieme gli animi sulla necessità di sradicare le specie venute da altri luoghi. Cosa diventeremo se gli stranieri occupano le nostre terre? È questione di sopravvivenza. La scienza corre alla riscossa: l’ecologia, ostaggio dei suoi integralisti, serva da argomento. È qui che nasce l’impostura: i calcoli statistici, la levata dei censimenti portano a un genocidio tranquillo, planetario e legale. E al contempo si configura un’impostura di più larga scala: far passare per patrimonio il minimo carattere identitario – un sito, un paesaggio, un ecosistema – così da poterne spazzare via ciò che non sta lì a ribadirlo. In nome della diversità – tesoro da preservare per inconfessabili calcoli: non c’è forse da guadagnarci qualche soldino, qualche brevetto da registrare? – le energie si mobilitano contro l’intollerabile processo dell’evoluzione. Per cominciare, ce la prendiamo con gli esseri che con quel luogo non hanno niente a che fare. Soprattutto se lì sono felici. Anzitutto eliminare, poi si vedrà. Regolare, registrare, fissare le norme di un paesaggio, le quote di esistenza. Definire nemici, pestilenze o minacce gli esseri che osano valicare questi limiti. Istruire un processo, definire un protocollo d’azione: dichiarare guerra Questo libro si oppone a un atteggiamento ciecamente conservatore. Vede nella molteplicità degli incontri e nella diversità degli esseri altrettante ricchezze apportate al territorio. Io osservo la vita nella sua dinamica. Col suo normale tasso di amoralità. Non giudico, ma prendo le parti di quelle energie suscettibili di inventare situazioni nuove. Probabilmente a scapito del numero. Diversità di configurazioni contro diversità degli esseri. Una cosa non vieta l’altra. Elogio delle vagabonde si limita al giardino: al pianeta visto come tale. Al giardiniere, passeggero della Terra, mediatore privilegiato di matrimoni inattesi, attore diretto e indiretto del vagabondaggio, a sua volta vagabondo.

Clément Gilles, paesaggista, scrittore, agronomo ed entomologo francese, ha progettato moltissimi giardini. In italiano sono state tradotte le seguenti opere: Manifesto del terzo paesaggio (Quodlibet, 2005), Nove giardini planetari (Publishing, 2007), Il giardiniere planetario (Publishing, 2008).

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Prefazione all’edizione italiana di Andrea Di Salvo

Alcune vagabonde

  • La panace di Mantegazzi
  • Verbasco e tasso barbasso
  • Le enotere
  • Il cardo asinino
  • Il ginestrone
  • Il finocchio
  • Il toccacielo
  • Il fico d’India
  • Il cocco
  • Il gittaione comune
  • L’ambrosia
  • La salicaria
  • Il lupino
  • L’acacia gigante
  • Le porracchie di Montevideo
  • L’erba della pampa
  • L’albero delle farfalle
  • Il poligono del Giappone
  • Il papavero da oppio o sonnifero
  • La lantana
  • La cosmea
  • La caulerpa
  • Le nigelle

Il pianeta, un paese senza bandiera

  • I residui
  • La “secondarizzazione”, stato di natura trasformata
  • La mescolanza planetaria (brassage)
  • Il continente teorico
  • La risposta dell’habitat
  • Il paesaggio oggetto
  • Ambiente: natura oggetto
  • La dinamica del vivente
  • Il giardino planetario
  • Elogio delle vagabonde

Bibliografia

Il Segreto

Il Segreto

Autore/i: Del Boca Bernardino

Editore: Edizioni L’Età dell’Acquario

in copertina: da un quadro dell’autore dal titolo Sampih nella grotta di Nawa Sangha, fotografia di Francesca De Col Tana.

pp. 224, nn. ill. in b/n n.t., Torino

… La materia è energia. Ogni uomo è soltanto un insieme di energie che rispondono alla sollecitazione invisibile di tante altre energie che lo legano a tutto il creato. La vibrazione dell’energia umana sta per subire un’accelerazione, ciò che porterà alla conquista di un nuovo piano di coscienza. Quest’espansione della coscienza, non soltanto umana, segna l’avvento dell’Età dell’Acquario. Tuttavia, ci dicono gli occultisti: “Le Sette Pelli ci avvolgono ancora…”, e per molti fra noi è ancora quasi impossibile percepire, o comprendere, gli infiniti fenomeni che preparano l’avvento di questa età. Ma basta usare la psicotematica, cioè abituarsi a vedere il lavoro dello spirito e non quello della mente, per intuire le “cose” che le parole non possono ancora descrivere…

Questo libro illustra una fase importante dello sviluppo della coscienza di un esoterista: la scoperta dell’uso del segreto nell’instabile equilibrio fra le energie yin e yang, quelle che creano tutte le illusioni nella nostra realtà tridimensionale. L’esoterista, come l’uomo di buon senso e di buona volontà, deve comprendere il gioco del segreto e imparare ad astenersi dall’usarlo se vuole conquistare la sua armonia interna e permettere così all’Anima di prendere il posto del personaggio. Questo libro prepara alla via del Servizio.

Bernardino Del Boca, antropologo ed esoterista, lavora per lo sviluppo del Nuovo Piano di Coscienza. Ha pubblicato vari libri ed è membro di varie organizzazioni internazionali tra cui: l’American Antropological Association, l’American Association of Physical Antropologist. È capo delegazione per l’Italia della World University di Tucson, Arizona. Scrive usando la psicotematica cioè la tematica dell’anima e non quella della mente.

I Giusti in Tempi Ingiusti

I Giusti in Tempi Ingiusti

Autore/i: Valori Giancarlo Elia

Editore: Rizzoli

prima edizione, prefazioni di Rita Levi Montalcini, Avi Pazner, Shimon Peres.

pp. 182, Milano

Il XX secolo è stato il secolo dei genocidi: dallo sterminio degli armeni all’Olocausto, dalla morte di milioni di uomini nei gulag staliniani alla Cambogia di Pol Pot alle pulizie etniche in Ruanda, Bosnia e Kosovo negli anni Novanta. Il XXI secolo, che si è aperto con la tragedia delle Twin Towers, è nato sotto il segno del terrorismo, della violenza, dello “scontro di civiltà”. Tuttavia, all’intolleranza e all’odio omicida, frutto di quel Male supremo che periodicamente si manifesta nella storia, si sono sempre opposti uomini e donne che, rischiando in prima persona, hanno agito a favore della dignità dell’uomo, in nome come ricorda Rita Levi Montalcini di quelle leggi morali che dovrebbero governare la vita umana.
Tra questi uomini e queste donne ci sono coloro che, durante le persecuzioni naziste, hanno salvato uno o molti ebrei dallo sterminio: i giusti in onore dei quali si pianta un albero sulla “Collina dei giusti” presso Gerusalemme e a cui Giancarlo Elia Valori ha dedicato il suo libro precedente, Un albero per una vita. Oggi, in questo nuovo saggio, Valori vuole estendere all’intera storia recente l’idea dei giusti e porta alla nostra attenzione coloro che anche nelle situazioni più difficili hanno saputo indicare, con la testimonianza della memoria, le vie della pace e della riconciliazione.
Questa “storiografia dei giusti” è rivoluzionaria, perché permette di scoprire una dimensione degli eventi parallela a quella ufficiale e di leggerli non solo in base a considerazioni politiche, giustificazioni ideologiche o interessi economici. Potrà offrire esempi positivi per sconfiggere i mostri del terrore e dell’odio (come l’antisemitismo che sta rialzando la testa in Europa); e tra gli esempi più limpidi offerti dall’autore c’è quello della vita, dell’opera e del pensiero di papa Giovanni Paolo II, paladino instancabile di una visione della storia basata sulla centralità dell’uomo.

Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane. Tra i suoi libri ricordiamo Il gigante David Ben Gurion tra mito e realtà (Rizzoli 1995) e Un albero per una vita (Rizzoli 2001).

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Presentazione di Rita Levi Montalcini
Premessa di Avi Pazner
Prefazione di Shimon Peres
Introduzione

  • I – La storia dei giusti
  • II – La cultura della testimonianza
  • III – Il ruolo dei giusti
  • IV – Tra guerra e pace
  • V – Antisemitismo in agguato
  • VI – Democrazia e fine della storia
  • VII – ulture alla ricerca di un dialogo
  • VIII – Democrazia e civiltà
  • IX – Per una prospettiva di pace
  • X – La pace transita per Gerusalemme