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Libri dalla categoria Civiltà Antidiluviane

Figlie del Dolore

Figlie del Dolore

Titolo originale: Desert Children

Autore/i: Dirie Waris

Editore: Garzanti Editore

traduzione dall’inglese di Stefania Cherchi.

pp. 256, Milano

La mutilazione genitale femminile non viene praticata solo in qualche remoto villaggio dell’Africa subsahariana: è ormai diffusa anche nelle più moderne metropoli europee. Non esistono statistiche affidabili, ma potrebbero essere centinaia di migliaia – forse mezzo milione – le donne che hanno subito questa tortura e che vivono nel nostro continente. Si calcola che in questi anni siano state mutilate – probabilmente nei loro paesi d’origine – circa 4000 bambine e ragazze residenti in Italia.
Da anni Waris Dirie si dedica con tutte le sue forze alla battaglia contro la MGF. Con la giornalista Corinna Millborn ha realizzato una approfondita e sconvolgente inchiesta in diversi paesi europei e ci racconta il suo viaggio nell’orrore con tutta la rabbia e la forza, la solidarietà e la lucidità, della sua esperienza personale. Dà voce alle donne e alla loro testimonianza, e rende conto anche del dibattito sulla legge per la prevenzione e il divieto della MGF, approvata in Italia nel dicembre 2005.
Figlie del dolore è la denuncia di una tortura che colpisce milioni di donne, ragazze e bambine. È un grido di rabbia e di libertà. È l’appello che una donna lancia alle altre donne affinché questa barbarie inaccettabile finisca al più presto. «Oggi so che le vittime hanno bisogno d’aiuto – dell’aiuto di tutti noi. Io sono pronta. Il mio viaggio è finito, ma la mia missione è solo all’inizio.»

Waris Dirie è nata in Somalia, in mezzo al deserto. Dopo aver subito bambina la terribile mutilazione genitale femminile, si è ribellata. È fuggita di casa, si è trasferita a Londra ed è diventata una delle modelle più richieste del mondo. Ha due figli e vive a New York. È il portavoce ufficiale di Face to Face, la campagna internazionale dell’ONU contro le mutilazioni genitali femminili. Con Garzanti ha pubblicato: Fiore del deserto, Alba nel deserto, Figlie del dolore, Lettera a mia madre.

L’Audiovisione – Suono e Immagini nel Cinema

L’Audiovisione – Suono e Immagini nel Cinema

Titolo originale: L’audio-vision. Son et image au cinéma

Autore/i: Chion Michel

Editore: Lindau

introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Dario Buzzolan.

pp. 208, numerose tavole b/n f.t., Torino

«I film, la televisione e i media audiovisivi in generale non si rivolgono soltanto all’occhio. Essi suscitano nel loro spettatore – nel loro “audio-spettatore” – una specifica disposizione percettiva, disposizione che, nel presente lavoro, proponiamo di chiamare audiovisione. Un’attività, questa, che non è mai stata considerata nella sua novità: si continua a parlare di “vedere” un film o una trasmissione, trascurando la modificazione introdotta dalla colonna audio. Oppure ci si accontenta di uno schema aggiuntivo. Assistere a uno spettacolo audiovisivo consisterebbe insomma nel vedere delle immagini più sentire dei suoni, e ciascuna delle due percezioni resterebbe saggiamente circoscritta al proprio ambito. Scopo di questo libro è mostrare come in realtà, nella combinazione audiovisiva, una percezione influenzi l’altra e la trasformi: non si “vede” la stessa cosa quando si sente; non si “sente” la stessa cosa quando si vede. […] La presente opera è al tempo stesso teorica e pratica, in quanto, descrivendo e formulando il rapporto audiovisivo come contratto (vale a dire come il contrario di un rapporto naturale che rimandi a un’armonia preesistente tra le percezioni), essa delinea un metodo di osservazione e di analisi suscettibile di essere applicato ai film, alle trasmissioni televisive, ai video.» (M. C.)

Michel Chion, nato a Creil in Francia nel 1947, è critico, compositore, regista di film e video, teorico dell’ascolto e dell’audiovisione. Molti suoi saggi sono apparsi sulle pagine dei «Cahiers du Cinéma». Attualmente vive e lavora a Parigi.

La Pensabilità del Mondo – Filosofia e Governanza Globale

La Pensabilità del Mondo – Filosofia e Governanza Globale

Autore/i: Maffettone Sebastiano

Editore: Il Saggiatore

prefazione dell’autore.

pp. 320, Milano

Convivenza tra popoli di culture diverse, diritti umani, pace e guerra, ragione pubblica, natura dell’identità, sostenibilità, rapporto tra morale e capitalismo, futuro della genetica e dell’intelligenza artificiale. Questi sono i temi intorno ai quali si concepisce, si discute e si esercita la «governanza globale». Con gli strumenti della filosofia politica, Sebastiano Maffettone prova a «pensare un mondo» che di fatto non esiste ancora. Partendo dal presupposto che libertà, uguaglianza e identità siano nozioni chiave non riducibili una all’altra, un’etica pubblica delle relazioni internazionali poggia sul concetto di «integrazione pluralistica». Ribaltando le tesi neocon che propongono un modello unico che dal centro si impone alla periferia, l’«integrazione pluralistica» auspica una convergenza plausibile di diritti, opportunità e democrazia a partire dalle diverse culture. Scritto con rigore analitico e semplicità stilistica, La pensabili del mondo affronta problemi essenziali nel dibattito politico e culturale di questi anni.

L’Ultima Veggente di Fatima – I Miei Colloqui con Suor Lucia

L’Ultima Veggente di Fatima – I Miei Colloqui con Suor Lucia

Autore/i: Bertone Tarcisio; De Carli Giuseppe

Editore: Rizzoli

presentazione di Papa Benedetto XVI, introduzione dell’autore.

pp. 196, Milano

Una conversazione storica quella fra suor Lucia, l’ultima dei tre pastorelli di Fatima, e il cardinale Tarcisio Bertone, che ha raccolto per volontà di Papa Wojtyla la sua testimonianza definitiva. Nel loro dialogo si dipana, per intero e dalla viva voce della protagonista, la vicenda dell’evento miracoloso che segnò il Novecento: le apparizioni, le profezie sulla guerra e sul destino della Russia, il lungo enigma del “Terzo segreto” svelato da Giovanni Paolo II nel 2000, le teorie sul “Quarto segreto” che dipingono scenari apocalittici e insinuano colpevoli silenzi. Al di là di ogni polemica e sensazionalismo, rivivono in queste pagine l’esperienza del divino incontrata dai tre pastorelli, la “grammatica celeste” dell’annuncio mariano, la figura e la personalità di una carmelitana “tenace, caparbia, esuberante”, spina nel fianco dei Papi del XX secolo ma traboccante di fervore spirituale. La ricostruzione degli eventi è affiancata da una rigorosa ricognizione dei documenti, che riporta le pagine autografe di suor Lucia e l’interpretazione teologica dell’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, il cardinale Joseph Ratzinger.
All’esperienza umana e mistica di Lucia il cardinale Bertone intreccia una riflessione profonda sulla ricerca di Dio nei tempi moderni, sui santuari mariani come “fortezze invincibili della fede”. E si addentra nel pontificato di Benedetto XVI: la tempesta mediatica dopo il discorso di Ratisbona, lo stupefacente viaggio in Turchia. Il messaggio di Fatima non ha perso di attualità, se a distanza di novant’anni l’Occidente ancora vacilla sul bordo di un abisso di indifferenza e relativismo, incapace di affrontare le sfide poste da religioni e civiltà diverse. La testimonianza di suor Lucia invita a meditare ancora sull’ammonizione e sulla promessa della Signora di Fatima: “Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace”.

Tarcisio Bertone è nato a Romano Canavese (TO) il 1 dicembre 1934. Salesiano, è stato Rettore Magnifico dell’Università Pontificia Salesiana. Nel 1991 è nominato arcivescovo metropolita di Vercelli, nel 1995 Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, nel 2002 arcivescovo metropolita di Genova; il 21 ottobre dello stesso anno Papa Giovanni Paolo II lo crea cardinale. Dal 15 settembre 2006 è il Segretario di Stato Vaticano scelto da Papa Benedetto XVI. Camerlengo di Santa Romana Chiesa dal 4 aprile 2007.

Giuseppe De Carli è nato a Milano. Vaticanista del Tg1, ha seguito per diciannove anni il pontificato di Giovanni Paolo II. Dal 2003 è responsabile della Struttura Rai-Vaticano. I suoi ultimi libri sono Il grande Giubileo. Immagini e parole (Libreria Editrice Vaticana 2001, tradotto in cinque lingue); Eminenza, mi permette? (Piemme 2004) e Fare la verità nella carità. Da Joseph Ratzinger a Benedetto XVI (Ares 2005). È stato consulente per la fiction Rai Papa Luciani, il sorriso di Dio.

Medjugorje • Il Cammino Del Cuore – Credo Senza Aver Visto

Medjugorje • Il Cammino Del Cuore – Credo Senza Aver Visto

Medjugorje: non occorre il miracolo per confermare la fede

Autore/i: Cammilleri Rino

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, premessa dell’autore.

pp. 242, Milano

Tutto a Medjugorje risulta eccezionale: la durata del fenomeno delle apparizioni, le numerose guarigioni, l’interesse dei media. E, più di ogni altra cosa, l’eco suscitata nel mondo, eco che nel giro di un trentennio ha trasformato questo piccolo e sconosciuto villaggio dell’ex Iugoslavia nella meta di un milione di pellegrini l’anno. Ma cosa spinge i fedeli a intraprendere il viaggio verso una località così remota? Che cosa li induce a percorrere la dura salita del Podbrdo o quella ancora più ardua del Kri¿evac, talvolta persino scalzi? E, al ritorno, cosa rimane loro del cammino spirituale compiuto? Rino Cammilleri ci aiuta a comprendere questa profonda esperienza di fede offrendoci il resoconto di due pellegrinaggi che ha compiuto nel villaggio bosniaco, il primo nel 1990, sull’onda di una crisi esistenziale, e il secondo nel 2011, ricco di una sofferta maturità conquistata nel tempo. Due viaggi, quelli di Cammilleri, compiuti a distanza di un ventennio, durante il quale molte cose sono cambiate. È cambiato il clima politico dopo la caduta del muro di Berlino, la disgregazione della Iugoslavia e la fine della guerra fredda; è cambiato il villaggio, cresciuto e ormai incentrato sull’accoglienza dei pellegrini; sono cambiati i veggenti, diventati oggi degli adulti che vivono una vita quasi «normale». Le aspettative dell’autore stesso, conscio che, come dice Matteo nel Vangelo, «molti sono i chiamati, pochi gli eletti», sono cambiate e sono oggi più pacate, più sommesse. Quella che non è cambiata è l’intensità della sua esperienza religiosa. Come per la stragrande maggioranza dei pellegrini, che in lui immediatamente si riconosceranno, anche per Cammilleri i viaggi a Medjugorje non sono stati caratterizzati da fenomeni soprannaturali. Eppure, in qualche modo, «da Medjugorje nessuno se ne torna a casa a mani vuote»; in fondo, «la guarigione del cuore conta più di quella del corpo, perché è per l’eternità». Per i credenti, infatti, quei viaggi sono percorsi spirituali che si risolvono quasi sempre in una semplice ma profonda conferma della fede, percorsi che condensano in un gesto l’espressione dell’intenso desiderio dell’uomo di comunicare con Dio.

Il Re Bomba – Ferdinando II, il Borbone di Napoli che per Primo Lottò Contro l’Unità d’Italia

Il Re Bomba – Ferdinando II, il Borbone di Napoli che per Primo Lottò Contro l’Unità d’Italia

Storia e contraddizioni di un sovrano che fu al tempo stesso illiberale e modernizzatore, represse i moti indipendentisti e concesse la costituzione

Autore/i: Campolieti Giuseppe

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione.

pp. 458, Milano

Ferdinando II di Borbone, passato alla storia come «re Bomba» per la dura repressione dei moti del 1848, è uno dei personaggi di maggior fascino e interesse della sua dinastia, per la continua tensione che ne caratterizzò il governo e per i tratti romanzeschi che ne colorarono l’esistenza. Nato nel 1810, dopo l’infanzia trascorsa a Palermo, dove i Borboni erano in esilio in seguito all’ascesa di Napoleone, e il ritorno a Napoli (che segnò, nel 1817, la nascita del regno delle Due Sicilie), salì al trono all’età di vent’anni, dimostrando subito di aver ereditato dal nonno, Ferdinando I, il «re Lazzarone», la capacità di farsi amare dal popolo, ma anche di possedere una singolare vocazione militare, preferendo indossare l’alta uniforme piuttosto che vestire abiti borghesi. Fu sempre geloso dell’indipendenza del proprio regno, si adoperò nel tenace tentativo di guidarlo verso una modernizzazione economica, e nel 1848, con la ripresa dei moti liberali, fu il primo sovrano italiano a concedere una costituzione. Tuttavia a questi suoi atteggiamenti «moderati» vanno contrapposti quelli mostrati nella resistenza ai movimenti democratici e alle rivolte nelle diverse province, in particolare al moto indipendentista siciliano, contro cui scatenò una dura repressione che portò al bombardamento di Messina durato ben cinque giorni. In queste pagine Giuseppe Campolieti, dopo Il re Lazzarone, ci accompagna con spirito di narratore attraverso le vicende pubbliche e private dei trent’anni di governo di Ferdinando, descrivendo, oltre alla figura del sovrano, la vita di corte e i suoi numerosi protagonisti: la regina madre, Isabella di Spagna, insaziabile «divoratrice» di uomini; la prima moglie, Maria Cristina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I, figura soave, «venerabile» della chiesa, adorata dal popolo e artefice di presunti miracoli post mortem; il fratello Carlo, principe di Capua, innamoratosi della bella irlandese Penelope Smith, e con lei fuggito per amore. Sullo sfondo di una pagina storica drammatica, una biografia affascinante, che aggiunge un nuovo tassello all’opera di ricostruzione storica, scevra di pregiudizi, del dominio borbonico sul Mezzogiorno italiano.

Giuseppe Campolieti, giornalista, narratore e saggista, ha pubblicato, fra l’altro, il romanzo Maternale (1980) e le biografie Caterina Cornaro (1987), Masaniello (1989), Marin Saliero. Il doge decapitato (1995) e Il re Lazzarone (Mondadori 1999).

Nessun Uomo è un Maestro

Nessun Uomo è un Maestro

Titolo originale: Call No Man Master

Autore/i: Collin-Smith Joyce

Editore: Edizioni Spazio Interiore

introduzione di Colin Wilson, traduzione di Mariavittoria Spina.

pp. 288, Roma

Già Pitagora diceva: «Non chiamatemi Maestro. Anche io sono uno studente. Non chiamate nessun uomo Maestro. Il Maestro è in voi stessi». Eppure, ogni ricercatore spirituale parte, soprattutto all’inizio del proprio viaggio, alla speranzosa ricerca di un guru che sappia indicargli la strada e a cui obbedire silenziosamente, o di una dottrina dentro la quale chiudersi come si fa, in genere, con le religioni. Joyce Collin-Smith, astrologa e tarologa britannica nota in tutto il mondo, ha cercato per gran parte della propria vita un Maestro e una corrente esoterica che potessero rispondere alle sue domande, scoprendo ogni volta il lato oscuro o ridicolo che si cela dietro agli uomini realizzati o ai movimenti spirituali. Da questi incontri è nato Nessun uomo è un Maestro, racconto sincero e dissacrante intorno allepiù influenti dottrine esoteriche del Novecento e ai maggiori guru e maestri di Oriente e Occidente, ma soprattutto un invito a imboccare una Via propria, perché la lotta del singolo aspirante è in se stessa la Via e alla fine conduce alle proprie risposte.

«In tempi recenti ho lentamente maturato l’idea che i mezzi per svilupparsi ed evolvere risiedano da qualche parte dentro al proprio sé e che non dovremmo dimenticare questo fatto nemmeno per un momento. Difatti ci potrebbero essere dei maestri che hanno molte più conoscenze e che in qualunque tempo hanno svolto delle opere di pregio nel mondo; ma ciascuno richiede un prezzo. E ogni prezzo che include vendere una parte della propria libertà di crescere naturalmente per aprire i propri centri di consapevolezza a lungo termine si dimostrerà troppo alto».

Joyce Collin-Smith (1919-2010), tra le principali astrologhe britanniche, nonché affermata scrittrice e insegnante spirituale, ha trascorso la sua vita a contatto con celebri maestri del xx secolo. Si avvicinò alle materie esoteriche negli anni ‘30 attraverso lo studio degli scritti di Rudolf Steiner, per poi praticare la tecnica dell’ascolto di Dio con Frank Buchman, fondatore del Gruppo di Oxford e di Riarmo Morale. In seguito apprese le idee della Quarta Via, introdotta nel Lavoro dal cognato e stretto collaboratore di Ouspensky Rodney Collin, autore de Le Influenze Celesti, che seguì nella sua comunità in Messico. Trascorso un periodo con Pak Subuh, il mistico indonesiano fondatore del Subud, si dedicò per anni agli insegnamenti di Maharishi Mahesh Yogi, dal quale fu iniziata personalmente alla pratica della meditazione trascendentale. Nessun uomo è un Maestro e il romanzo The Pathless Land (2003) contengono l’essenza del suo lavoro e della sua esperienza.

Riaccendi il Desiderio – Riscoprire la Bellezza e la Forza della Libido

Riaccendi il Desiderio – Riscoprire la Bellezza e la Forza della Libido

Titolo originale: Reclaiming Desire

Autore/i: Goldstein Andrew; Brandon Marianne

Editore: Sperling & Kupfer Editori

prefazione di Chiara Simonelli, introduzione degli autori, traduzione di Daniela Viezzer.

pp. XVIII-334, Milano

C’è ma non si dice. Ne soffre il 40 per cento della popolazione femminile occidentale, ma se ne parla ancora pochissimo. È il nuovo tabù della società opulenta: il calo del desiderio sessuale femminile. Se ieri non si poteva accettare che le donne vivessero liberamente il sesso, oggi non si può ammettere il contrario. La pubblicità e la cultura imperante le vorrebbero sempre sexy, piccanti, desiderose di prestazioni da record. Ma se la voglia fa cilecca, se ci si sente spossate solo all’idea? È un problema di relazione con il partner o con se stesse, un blocco psicologico, uno squilibrio ormonale, una patologia fisica, pura e semplice stanchezza? A chi rivolgersi, a un medico del corpo (il ginecologo) o a un medico dell’anima (lo psicologo)? È una malattia, una fase della vita, il segnale di qualcosa che non va? Questo manuale rassicurante e ricco di informazioni cerca di districare con delicatezza i mille fili della questione, dagli aspetti clinici ai risvolti emotivi, intellettuali e spirituali, che si intrecciano in modo fittissimo. Un libro approfondito e molto equilibrato, che ha un pregio raro: quello di andare oltre la superficie delle cose, libero da posizioni preconcette, pregiudizi o ideologizzazioni forzate.

Chanel – Una Vita da Favola

Chanel – Una Vita da Favola

Autore/i: Signorini Alfonso

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, prologo dell’autore.

pp. 228, numerose tavole b/n f.t., Milano

Quella Coco Chanel che il mondo eleggerà regina del gusto, musa della bellezza, consacrata da successi assoluti, è la protagonista di un’epopea drammatica che vince e lotta contro le brutalità di un mondo, di un secolo.
Curiosità innata, paura divorante che t’insegue, ti fa correre. Un desiderio di grazia e bellezza capaci di sanare un’infanzia e un’adolescenza sfigurate dalla tristezza. Signorini legge nelle pupille accese di questa ragazzina inquieta tutte le intenzioni future di Coco, il brivido d’ansia che la piccola Gabrielle sente sulla pelle, il fuoco segreto che le brucia dentro. Anche la scrittura è pervasa da queste percezioni. Sensualità e passione senza respiro, le stesse che Coco mette nei suoi abiti, nei cappelli, nelle fragranze inconfondibili del suo profumo.
Ma vediamo anche una Gabrielle sorridente, vezzosa, cantare al Café Chantant quel “Chi ha visto Coco al Trocadero”, che le regala il “primo boccone di successo” e quel celebre nome di battesimo artistico: Coco.
Orgoglio, tenacia, ambizione, sguardo verso orizzonti lontani, il talento di Coco comincia a farsi strada. La sartina di campagna dalle idee “fin troppo spavalde”, la graziosa fanciulla travestita da maschietto, incontra Boy Capel, ed è subito emozione. Boy irrompe nei giorni infelici di Coco. La aiuta a trovare la strada, la guarisce dalla sfiducia. Nasce Coco Chanel. La Coco che trionfa nel mondo della moda, con le sue creazioni piene di fantasia e di charme. La Coco dai guadagni sontuosi e dalle frequentazioni famose, Stravinskij, Cocteau, Picasso. E ancora, la Coco visionaria, forse velleitaria, che nel clima torbido del fine guerra giunge a immaginare e proporre una pace negoziata tra Parigi e Berlino. Questo libro racconta un talento straordinario, nato senza privilegi, alle prese con le sue sfide, aspirazioni, drammi familiari, tragedie epocali. Una vita, quella di Coco, di Gabrielle, in cui Signorini si insinua con abilità e garbo, fino a coglierne tratti umorali, sentimenti profondi, creatività travolgente.

Alfonso Signorini si è laureato in Filologia Medioevale all’Università Cattolica di Milano. È direttore di “Chi”. Con Mondadori ha pubblicato: Il Signorini (2006), Troppo fiera, troppo fragile. Il romanzo della Callas (2007), Chanel. Una vita da favola (2009), Marilyn. Vivere e morire d’amore (2010) e Amore, folle amore (2013) e L’altra parte di me (2014).

Si Può Curare – La Mia Storia di Oncologa Malata di Cancro

Si Può Curare – La Mia Storia di Oncologa Malata di Cancro

Si può guarire? Forse. Ma di sicuro si può curare. Il segreto è tutto qui.

Autore/i: Ménard Sylvie; Vozza Lisa

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione.

pp. 186, Milano

Sylvie Ménard è una delle più importanti ricercatrici nel campo della lotta contro il cancro: conosce perfettamente la malattia nelle sue numerose, insidiose forme; ha passato una vita tra laboratori e convegni internazionali, cercando di avanzare sulla strada di una cura; ed è direttore del reparto di oncologia sperimentale dell’Istituto Nazionale Tumori quando, il 26 aprile del 2005, le viene diagnosticato un mieloma multiplo.
Come per tutti, la prima reazione è di paura, smarrimento, disperazione. Come tutti, Sylvie conosce il dramma di dover dare la cattiva notizia ai propri cari e agli amici. Come per tutti, inizia l’itinerario di esami, chemioterapie, ricoveri con il quale la medicina tenta di allungare la vita ai malati di questo terribile male. E, da medico, Sylvie sa cosa la aspetta, conosce le alternative e le possibilità, è in grado meglio di ogni altro di compiere le difficili scelte sulle terapie, i luoghi di cura, gli specialisti da consultare.
Quello che Sylvie ancora non sa, ma che imparerà nei mesi che seguono, è che l’orrore di sapersi malata ha un’altra faccia, fatta della capacità di gioire della propria buona salute finché c’è, della voglia di vivere fino in fondo e con ottimismo il tempo che resta, del cambiamento radicale di sensibilità e di opinione rispetto a temi come il diritto dei malati a una vita degna, il testamento biologico, l’eutanasia.
Attraverso il racconto intimo delle difficoltà di una donna di fronte alla malattia, si snoda allora la riflessione di una scienziata fra le più competenti nel campo della ricerca contro il cancro, con lo scopo di aiutare tutti i pazienti, e chi con loro vive e soffre, ad affrontare il loro dramma, e d spiegare ai medici e ai ricercatori cosa significa stare dalla parte del malato.
E se la prima vita di Sylvie Ménard è finita il giorno della diagnosi, ora una nuova è cominciata, perché, se anche dal mieloma non potrà mai guarire, Sylvie non rinuncia a curarsi, a coltivare il proprio giardino, a sorridere.

Sylvie Ménard ha lavorato per più di trent’’anni all’’Istituto Nazionale dei Tumori, di cui ha diretto il dipartimento di oncologia sperimentale. Attualmente lavora con l’’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc) e partecipa al comitato per la umanizzazione della medicina istituito presso il ministero della Salute.

Il Velo Impalpabile – Discorsi su Il Giardino Cintato della Verità di Hakim Sanai

Il Velo Impalpabile – Discorsi su Il Giardino Cintato della Verità di Hakim Sanai

Autore/i: Osho Rajneesh

Editore: Urra

prefazione di Swami Anand Videha, traduzione di Giovanna Andreis.

pp. XIV-178, Milano

Proseguono in questo libro i commenti di Osho all’Hadiqa, il Giardino cintato della verità, poema del mistico sufi Hakim Sanai.

L’unica rivoluzione possibile è assumersi l’intera responsabilità: “Io sono la causa della mia sofferenza. Di conseguenza posso essere la causa della mia beatitudine”.
Questa affermazione riassume in sé l’essenza della ricerca del Vero, del sufismo e dello Zen. La religione essenziale implica assumersi l’intera responsabilità di qualsiasi cosa si è. In quel caso, immediatamente affiora un’intuizione: “Se io sono responsabile della mia sofferenza, allora la cosa è semplice: la posso abbandonare. È una mia scelta; ragion per cui posso non sceglierla più”.
Un mistico Sufi visse restando sempre felice. Per settant’anni la gente lo aveva osservato, e non l’aveva mai visto triste. Per cui un giorno gli fu chiesto: “Qual è il segreto della tua felicità?”. Rispose: “Non esiste alcun segreto. Ogni mattina, quando mi sveglio, medito per cinque minuti e dico a me stesso: ‘Ascolta, adesso hai due possibilità: puoi essere infelice, oppure puoi essere estatico. Scegli!’ e scelgo sempre di essere estatico”.
Tutte le alternative sono aperte. Scegli di essere estatico. In questo caso, ci sono persone che riescono a esserlo anche quando sono messe in prigione, mentre ci sono persone che restano infelici anche quando vivono in palazzi di marmo. Dipende tutto da te. (dal capitolo 6)

Osho (1931-1990) è una fonte di ispirazione per milioni di persone nel mondo alla ricerca di un nuovo equilibrio esistenziale in risonanza con le inquietudini e le sfide della vita moderna. La sua proposta per uno stile di vita consapevole integra le perenni e immortali intuizioni della spiritualità orientale con le moderne comprensioni della psicologia e della scienza. Tra i suoi libri: Pioggia a ciel sereno, La mente che mente, La saggezza dell’innocenza, L’avventura della verità, Cogli l’attimo, Una risata vi risveglierà, Scolpire l’immenso.

Il Padre dei Leoni – L’Incredibile Storia dello Zoo di Mosul Sotto l’Occupazione dell’Isis

Il Padre dei Leoni – L’Incredibile Storia dello Zoo di Mosul Sotto l’Occupazione dell’Isis

Titolo originale: Father of Lions

Autore/i: Callaghan Louise

Editore: Ponte alle Grazie

nota dell’autrice, traduzione di Sara Sedehi.

pp. 384, Milano

Siamo nel nord dell’Iraq tra il 2014 e il 2017. Lo Stato islamico, uno dei regimi più brutali e sanguinari della storia recente, è al potere nella città di Mosul: i «traditori» vengono uccisi, i libri bruciati, le donne oppresse. Ma, ed è un fatto che ha del miracoloso, in un parco sul lato orientale del Tigri, uno zoo è rimasto aperto.
Il Padre dei leoni è la storia dello zoo di Mosul e della sua sopravvivenza (all’Isis e non solo) sotto la guida di Abu Laith. Anche se il suo vero nome è Imad, tutti lo hanno sempre chiamato con quel soprannome: Abu Laith, «Padre dei leoni». E sarà grazie ai suoi sforzi che gli animali sopravvivranno non solo a due anni di occupazione dell’Isis, ma all’inedia e ai bombardamenti delle forze di liberazione. Sì, perché quando gli animali cominceranno a non avere più nulla da mangiare, Abu Laith e la sua famiglia faranno la fame per tenerli in vita, raccogliendo il cibo avanzato nel quartiere; fino a quando, in un ultimo ed eroico sforzo…
Louise Callaghan, giornalista esperta di Medio Oriente, ha scritto un libro emozionante e al contempo straniante, tramato da un’ironia e persino da un umorismo del tutto particolare. Ma forse l’aspetto più interessante di questa storia è che è vera. Vero il personaggio, indimenticabile, di Abu Laith, vera la sua famiglia, veri tutti gli animali dello zoo e gli altri personaggi che costellano questo libro: che, parlando di animali, insegna a conservare la propria umanità in mezzo alla barbarie.

Louise Callaghan è la corrispondente del Sunday Times per il Medio Oriente. È stata nominata «nuova giornalista dell’anno» nel 2017 e ha vinto il premio Marie Colvin per il giornalismo britannico nel 2018. Nella motivazione del premio si legge: «L’opera di Louise Callaghan lotta per arrivare alla verità su quanto avviene sul campo nella Siria occupata dai ribelli […]. Ha testimoniato crimini che i governi e i gruppi armati avrebbero preferito tenere nascosti». La rivista Forbes l’ha inserita tra le trenta persone sotto i trent’anni più influenti nel settore dei media.

La Natura dello Spazio e del Tempo

La Natura dello Spazio e del Tempo

Titolo originale: The Nature of Space and Time

Autore/i: Hawking Stephen; Penrose Roger

Editore: Sansoni Editore

prima edizione, premessa di Michael Atiyah, traduzione di Libero Sosio.

pp. 176, numerose illustrazioni b/n, Firenze

Einstein ha affermato una volta che la cosa più incomprensibile dell’universo è il fatto che esso sia comprensibile. Aveva ragione? La teoria dei quanti e la teoria della relatività – due fra le più affascinanti costruzioni della mente umana – possono essere combinate in un modello generale di spiegazione del mondo? Il concetto di quanti e il concetto di cosmo sono compatibili? Perchè il tempo va avanti e non indietro? A domande così importanti due grandi scienziati come Stephen Hawking e Roger Penrose danno risposte diverse. Questo libro rispecchia i termini del loro affascinante confronto intellettuale riprendendo i testi di un memorabile ciclo di «lezioni a quattro mani» tenuto al Newton Institute for Mathematical Sciences dell’Università di Cambridge. E al termine delle rispettive sezioni, la registrazione del dibattito finale permetterà al lettore di penetrare le intelligenze e i metodi di analisi di due fra le più formidabili menti del nostro secolo, da anni impegnate a «capire l’incomprensibile».

Stephen Hawking occupa la cattedra lucasiana di matematica a Cambridge. È considerato il maggior cosmologo vivente, ed è noto al grande pubblico come autore di Dal big bang ai buchi neri, che è fra i massimi bestseller scientifici degli ultimi anni. Rizzoli ha anche pubblicato il suo Buchi neri e universi neonati.

Roger Penrose insegna matematica all’Università di Oxford. Ha lavorato con Hawking sulla teoria dei buchi neri. È autore della Mente nuova dell’imperatore e di Ombre della mente, entrambi pubblicati in Italia da Rizzoli.

Il Buddhismo e l’Arte della Psicoterapia

Il Buddhismo e l’Arte della Psicoterapia

Titolo originale: Yungu Shinrigaku to Bukkyō

Autore/i: Kawai Hayao

Editore: Moretti & Vitali Editori

prima edizione, a cura di Antonietta Donfrancesco, traduzione dal giapponese di Marco Montanari.

pp. 164, Bergamo

Occidente e Oriente possono davvero inte­grarsi? Hayao Kawai è convinto di no: per lui ciascuna delle due culture avrebbe trop­po da perdere. Tuttavia è possibile realizza­re un ponte che le ponga in dialogo, con­sentendo loro di conoscersi con reciproco vantaggio. Come è accaduto a lui, che ha acquisito la sua competenza psicoterapeu­tica in Occidente, scoprendo nello stesso tempo il proprio essere buddhista.
«Io, un orientale, ho imparato moltissi­mo dalla psicologia junghiana. La mia espe­rienza personale è il racconto di come un giapponese sia diventato un analista junghiano e di come abbia lentamente capito quanto il buddhismo lo influenzasse. Penso che conoscere questo possa essere utile non solo al lettore giapponese, ma anche a quel­lo occidentale».
Gradualmente, Kawai avvicina il lettore al suo metodo di lavoro e, riconoscendo le radici buddhiste della propria cultura, pro­pone immagini e storie della tradizione buddhista, introducendo il lettore ai prin­cìpi base di questa religione.
Alla fine, si arriva alla domanda fonda­mentale sottintesa in tutto il testo, quella la cui risposta giustifica l’impossibilità di inte­grazione tra Oriente e Occidente: “Cosa è l’Io?”, la visuale proposta rivela e spiega la discontinuità decisiva fra psicologia orien­tale e psicologia occidentale.

Nato nel 1928, Hayao Kawai, si è laureato in Psicologia all’Università di Kyoto. Dopo aver completato nel 1959 gli studi in Psicologia Clinica presso l’Università di Los Angeles, si è specializzato in psicoterapia presso l’Instituto C.G.Jung di Zurigo. Tornato in Giappone, è stato il primo analista junghiano e successivamente formatore di psicoterapeuti. Ha insegnato per oltre venti anni Psicologia Clinica presso l’Università di Kyoto. Nel periodo 2002-2006 è stato Direttore Generale della Agency for Cultural Affair (Bunkacho). Ha scritto e pubblicato oltre cinquanta libri e numerosi articoli, tradotti in più lingue. Tra le sue opere più importanti, oltre il presente testo ora pubblicato anche in Italia, c’è anche Myoe yume o ikiru (Mioe: una vita di sogni) del 1987 che gli è valso il premio Shincho Gakugei. Attualmente vive e lavora tra Nara, Kyoto e Tokyo.

La Simulazione Visiva – Inganno, Finzione, Poesia, Computer Graphics

La Simulazione Visiva – Inganno, Finzione, Poesia, Computer Graphics

Autore/i: Bettetini Gianfranco

Editore: Bompiani

introduzione dell’autore.

pp. 170, illustrazioni b/n, Milano

Parole come “verità”, “falsità”, “credibilità”, “verosimiglianza”, “attendibilità” – termini squisitamente filosofici – sono ormai sulla bocca e nelle orecchie di tutti; manifestazioni e tematiche che fino a pochi anni fa, erano limitate nell’ambito della ricerca colta o dell’accademia, oggi dilagano ovunque: dal salotto all’ambiente del mezzo di trasporto, dalla conversazione privata al dibattito pubblico e agli stessi testi dei “media”.
Questo libro – il cui sottotitolo è “Inganno, finzione, poesia, Computer Graphics” – è dedicato al concetto di “simulazione”; uno fra i più ambigui tra quelli prodotti dalla plurimillenaria attività di astrazione dell’uomo. “Simulare” significa non solo imitare, rappresentare, riprodurre, ma anche fingere, ingannare, mentire. L’arte della “simulazione” comporta non solo l’abilità esecutiva del ritratto, della statua, della ambientazione scenografica, della rappresentazione dell’idea, ma anche quella dell’imbroglio, dello stratagemma.
L’avvento della Computer Graphics ha permesso di ridurre ogni immagine ad algoritmi pronti per entrare nel programma di un calcolatore o, comunque di trasformarla in un modello simulabile matematicamente mediante le macchine più sofisticate, appartenenti all’ambito della cosiddetta Intelligenza Artificiale.

Gianfranco Bettetini, ha insegnato nelle Università di Milano, Genova, Bologna e Roma è stato titolare della cattedra di Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa presso l’Università Cattolica di Milano, dove è anche Direttore dell’Istituto di Scienze della Comunicazione e dello spettacolo. È Direttore Scientifico dell’Istituto «A. Gemelli – C. Musatti» per i problemi della comunicazione ed è stato Segretario Generale dell’associazione Internazionale di Studi Semiotici (lass). Studioso di semiotiche audiovisive e delle pratiche semiotiche nell’ambito delle comunicazioni di massa, ha pubblicato diversi libri e saggi tradotti in molte lingue e ha svolto anche un’intensa attività di sceneggiatura e regia televisive, teatrali e cinematografiche. Fra le sue ultime pubblicazioni, sono particolarmente significative: La conversazione audiovisiva (Milano, 1984, 1988, 1993); Il segno dell’informatica (Milano, 1987); Semiotica della comunicazione d’impresa (Milano, 1993); Le nuove tecnologie della comunicazione (a cura di, con E Colombo, Milano, 1993).

Il Maschio in Estinzione

Il Maschio in Estinzione

Autore/i: Bandini Franco

Editore: Rusconi

unica edizione.

pp. 164, illustrazioni b/n, Milano

Franco Bandini è un giornalista. Già altri giornalisti italiani (da Piero Angela ad Emilio Sanna) hanno dimostrato, in questi ultimi anni, notevoli capacità di divulgazione scientifica. Il maschio in estinzione di Franco Bandini è, per materia, un saggio di demografia; per struttura, linguaggio ed analisi dei dati l’opera ha, però, caratteri socioantropologici inediti, che offrono materia di discussione anche a medici, sociologi, storici e ideologi (del movimento femminista in particolare).
In poco più di cento pagine, Il maschio in estinzione tratteggia i lineamenti stupefacenti di quella che è probabilmente l’unica vera rivoluzione sociale verificatasi nella nostra specie dall’alba dei tempi. Mentre nel Neolitico vi erano, su tre creature viventi, due maschi ed una sola femmina, oggi, attraverso una inattesa variazione, questo antichissimo e stabile rapporto si e bruscamente invertito: per cui nelle nazioni più avanzate si arriva ormai a contare più di dodici donne per ogni dieci uomini. E il numero relativo delle donne è destinato a crescere continuamente: già alla prossima generazione, moltissimi gruppi umani saranno arrivati alla proporzione di tre donne ogni due uomini, con imprevisti problemi di pianificazione e promozione umana. È già cominciato, in altre parole, quello che a buon diritto può essere chiamato l’«Impero della femmina», nel quale il maschio potrà essere posto in discussione sia come forza biologica, sia come reale importanza sociale. Questo strapotere numerico di una «sex ratio» che privilegia manifestamente le donne si tradurrà anche in potere politico femminista?

Franco Bandini, senese di nascita, milanese d’adozione, giornalista da trentatrè anni, inviato speciale in tutto il mondo dei maggiori quotidiani e settimanali italiani, autore di volumi storici e di costume di largo successo, collaboratore, tra l’altro, del «Corriere della Sera», di «L’Europeo», del «Tempo» e «Storia illustrata», ha pubblicato Petronio italiano (1956), Claretta (1960), Tecnica della sconfitta (1961), Il Piave mormorava (1965), Io c’ero (1966), Git italiani in Africa (1968), Vita e morte segreta di Mussolini (1978). Oggi Franco Bandini vive in Toscana: ha moglie e tre figli.

Grasso Amaro – L’Anoressia Mascherata • La Donna, Identità Negata e Ritrovata

Grasso Amaro – L’Anoressia Mascherata • La Donna, Identità Negata e Ritrovata

Autore/i: Gianantoni Manuela

Editore: Melusina Editrice

unica edizione, prefazione di Augusto Ermentini, in copertina: Otto Dix, Donna incinta (seduta), 1930, Stoccarda.

pp. 176, Roma

Sempre più di attualità, il problema dei disturbi alimentari viene riproposto in questo brillante libro della Gianantoni in una forma particolarmente originale e godibile. L’Autrice infatti propone nella prima parte del libro, come in un avvincente romanzo, l’esperienza, il vissuto, la profonda sofferenza umana di una donna che, per le sue vicende familiari e sentimentali ha vissuto l’orrenda esperienza della bulimia. L’Autrice rende, in questo modo, un caso clinico particolarmente vivo e interessante, riuscendo a trasmettere nel lettore le sensazioni più profonde ed intime del disagio, della conflittualità, della rabbia e della delusione vissuta da una donna che non può, malgrado la propria volontà, trattenersi dal mangiare e dal vanificare cosi tutti gli sforzi fatti, per settimane e mesi, nel tentativo di controllare il peso tramite diete, cure mediche, massaggi, digiuni.
La seconda parte del volume è composta da uno stimolante e documentato saggio in cui l’Autrice espone la sua interpretazione circa la bulimia e il sovrappeso, da lei definito “grasso amaro”, e le nuove metodologie terapeutiche per affrontare i disturbi alimentari psicogeni (psicoterapia breve e mirata, cromoterapia, light therapy, terapia con i cristalli).

Manuela Gianantoni e psicologa e psicoterapeuta. Ha collaborate con la Scuola Superiore di Formazione in Psicoterapia e Psicosomatica di Cremona come terapeuta didatta, ha lavorato nei Consultori Familiari di Reggio Emilia e attualmente svolge la sua attività come libera professionista ad Ostia Lido (Roma).

Opus Dei Segreta

Opus Dei Segreta

Frusta, cilicio e alta finanza. Per la prima volta parlano i testimoni. In collaborazione con Emanuela Provera e Amina Mazzali, già numerarie dell’Opus Dei.

Autore/i: Pinotti Ferruccio

Editore: Rizzoli

pp. 480, Milano

«Vivevo secondo uno schema rigido e soffocante. Tutto era regolato» (Emanuela Provera, nell’Opus Dei a 19 anni)

«Benedetta sia questa tua sottomissione.» (Josemaría Escrivá de Balaguer)

Le esperienze umane non si discutono. È proprio il senso di questo libro, che per la prima volta racconta le storie incredibili dei numerari e delle numerarie, i membri dell’Opus Dei, che sono usciti dall’Organizzazione. Il reclutamento, la pressione psicologica – soprattutto nei confronti dei giovani e delle donne – , l’uso del cilicio e della frusta (la cosiddetta “disciplina”), la rottura con le famiglie, la repressione sessuale, i libri “proibiti”, la gestione del denaro, la malattia. Storie vere: dall’Italia alla Spagna, l’Inghilterra, la Germania, gli Stati Uniti, il Sud America. Ferruccio Pinotti svela come si vive veramente dentro quella che è ormai riconosciuta come una delle più potenti e controverse organizzazioni della Chiesa di oggi.

Ferruccio Pinotti, giornalista e scrittore, ha pubblicato per BUR Poteri forti (2005), Opus Dei segreta (2006), Fratelli d’Italia (2007), Olocausto bianco (2008) e, con Luca Tescaroli, Colletti sporchi (2008). Con Udo Gümpel è autore di Berlusconi Zampanò (Random House, 2006).

Emanuela Provera e Amina Mazzali sono le prime ex numerarie italiane che hanno avuto il coraggio di raccontare la loro esperienza.

Soltanto una Vita

Soltanto una Vita

Autore/i: Lombardo Radice Laura; Ingrao Chiara

Editore: Baldini Castoldi Dalai Editore

premessa di Chiara Ingrao.

pp. 384, nn. fotografie b/n f.t., Milano

«Questo bilancio di come ho vissuto da comunista e da donna… dovrebbe includere troppe cose – piccole e grandi – che sono, alla fine, soltanto una vita, un pezzo di vita. Vita che non vorrei raccontare come un esempio, ma neppure buttar via come un percorso sbagliato, alla luce di una coscienza femminile – e politica – oggi più matura e diversa.»

Chiara Ingrao racconta la lunga esperienza di vita della madre, Laura Lombardo Radice, pubblicandone le lettere, gli articoli, le interviste, gli appunti. A ogni capitolo antepone un proprio «prologo», fatto di ricordi e di riflessioni, e fitto di echi di altre voci: un dialogo postumo fra due generazioni di donne che hanno tentato un percorso di libertà, per se stesse e per gli altri.
I toni e i temi sono molteplici, come le esperienze di Laura. Ci sono i drammi: la carcerazione del fratello, la morte di Giaime Pintor, l’occupazione nazista. C’è l’ironia, e la tenerezza: nelle poesie e nelle lettere a Pietro, o in buffe cronache di vita personale e familiare. C’è la passione umana, culturale e politica di un’insegnante che già negli anni ’50 anticipava le idee del ’68 e delle lotte di oggi, nel rapporto con gli studenti e con i contenuti del sapere. C’è, a più di settant’anni, l’esperienza del volontariato in carcere: non assistenza compassionevole, ma sfida politica radicale alla logica della repressione, dell’esclusione e della pena.
È in questa radicalità, ma anche in un tessuto intenso di rapporti umani, l’identità comunista di Laura: dagli anni della cospirazione e della resistenza antifascista ai conflitti aspri degli anni ’50; dal rapporto con il movimento studentesco e il femminismo alle riflessioni sul terrorismo e sulla pena di morte.
Temi e storie di ieri, ma non solo: le nostre radici, riflesse nel nostro futuro.

Lombardo Radice Laura, nata in una famiglia di pedagogisti innovativi alla vigilia della prima guerra mondiale, matura molto presto una coscienza antifascista, e negli anni ’40 ha un ruolo di primo piano nella Resistenza. Nel movimento di cospirazione incontra Pietro Ingrao, suo compagno di vita. Nel dopoguerra, Laura e Pietro si impegnano attivamente nella vita politica del PCI: lui ne diventa dirigente di primo piano, lei sceglie l’attività politica «di base». Insegnante appassionata, negli anni ’60 e ’70 Laura si impegna soprattutto sui temi della scuola e della cultura, e partecipa al movimento del ’68. Negli anni ’80, è insegnante volontaria nel carcere romano di Rebibbia. Negli ultimi anni, ha gravi problemi di salute; muore nel 2003, tre giorni dopo l’inizio della guerra in Iraq. Lascia cinque figli, nove nipoti e due pronipoti.

Ingrao Chiara, nata nel 1949, è sposata con Paolo Franco e ha due figlie, due figliocci e una nipotina. Di professione interprete, ha lavorato anche come sindacalista, programmista radio, parlamentare, consulente del ministro per le Pari opportunità. è impegnata nel femminismo sin dagli anni ’70, e nel pacifismo dagli anni ’80. Fondatrice dell’Associazione per la pace, ha contribuito alle prime iniziative comuni fra pacifisti israeliani e palestinesi, e al movimento contro la guerra in Iraq. Ha scritto: Né indifesa né in divisa (1987, con Lidia Menapace), e Salaam Shalom – Diario da Gerusalemme, Baghdad e altri conflitti (1993); nel 2001 ha curato, con Cristiana Scoppa, il volume Diritti e rovesci – I diritti umani dal punto di vista delle donne.

Sulla Tomba del Maiale Gonfiabile – Viaggio nel Cuore del Paraguay tra Dittatori, Gesuiti e Armadilli

Sulla Tomba del Maiale Gonfiabile – Viaggio nel Cuore del Paraguay tra Dittatori, Gesuiti e Armadilli

Titolo originale: At the Tomb of the Inflatable Pig

Autore/i: Gimlette John

Editore: Rizzoli

unica edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Roberta Zuppet.

pp. 414, 1 cartina b/n, Milano

È una storia di gesuiti spagnoli, eretici anabattisti e comunità utopistiche, ma anche di nazisti in fuga, cannibali e dittatori tanto stupidi e sessualmente depravati quanto longevi e feroci. È la storia del Paraguay, uno dei paesi più misteriosi e meno conosciuti del pianeta. John Gimlette ne ha conosciuto gli abitanti e studiato la storia, inseguendola per i quartieri della capitale Asunción, cercandone le tracce nei minuscoli villaggi fino al cuore dell”’inferno verde” del Chaco, che copre due terzi del paese. Il risultato è un libro che si inserisce a pieno titolo in quella grande tradizione della letteratura di viaggio britannica che ha avuto nel Chatwin di In Patagonia il massimo esponente, e da cui emerge un paese unico e misterioso: dalla popolazione che mescola indios guaraní a spagnoli, irlandesi, tedeschi, australiani, giapponesi e italiani, a una natura estrema e incontaminata dove prosperano giaguari, armadilli, zanzare, pesci preistorici e piranha. Dalle esperienze di viaggio e dai suoi incontri, Gimlette prende spunto per evocare l’atmosfera ora comica, più spesso tragica, ma sempre bizzarramente surreale del Paraguay: il più grande importatore di whisky al mondo, trasformato nella “terra delle donne” da una delle guerre più cruente che la storia ricordi, un paese i cui abitanti adorano lady Diana e i maialini gonfiabili giunti da oltreoceano, la patria d’elezione della sorella di Nietzsche e il rifugio dell’Angelo di Auschwitz Mengele, che ha avuto come “imperatrice” una concubina irlandesa e come passione nazionale la caccia ai tesori dell”’imperatore”, un paese in cui sono stati svolti i lavori pubblici più grandiosi dal tempo delle piramidi, e in cui corruzione e contrabbando sono pratiche di governo, ma anche dove si chiama Scotland Yard per investigare sull’assassinio del vicepresidente. Passando attraverso i grandi fatti della storia e i piccoli fatti della cronaca, Gimlette diverte e informa, descrive e racconta in maniera scintillante e ricca di humour le ossessioni, i capovolgimenti e le stranezze che fanno del Paraguay un paese autenticamente esotico, dove l’unico luogo introvabile è il luogo comune.

Nato nel 1963, John Gimlette ha attraversato l’Urss in treno a 17 anni, e da allora ha viaggiato in più di 60 nazioni. Vincitore di importanti premi per i reportage di viaggio – tra cui lo Shiva Naipaul Memorial Prize e il Wanderlust Travel Writing – scrive regolarmente per diversi periodici britannici: The Daily Telegraph, Wanderlust, Condé Nast Traveller, The Spectator e la sezione viaggi di The Guardian. Quando non è occupato a viaggiare in qualche remoto angolo del mondo, fa l’avvocato a Londra.