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Libri dalla categoria Mappe e Cartografie

La Natura e i Suoi Simboli – Piante, Fiori e Animali

La Natura e i Suoi Simboli – Piante, Fiori e Animali

Autore/i: Impelluso Lucia

Editore: Electa

introduzione dell’autrice.

pp. 384, interamente e riccamente illustrato a colori, Milano

Cosa significa quel grappolo di ciliegie rosse che tiene in mano una Madonna di Tiziano? Come mai Van Dyck si ritrae accanto a un girasole? Che valore ha l’ermellino che Leonardo dipinge tra le braccia di una nobildonna? Questo volume risponde a queste e altre domande sull’icononografia della natura, offrendo una sintesi per la comprensione del simbolismo naturale dell’arte.

Il Meraviglioso

Il Meraviglioso

Autore/i: Mariotti Pietro

Editore: SEI – Società Editrice Internazionale

quarta edizione arricchita di nuovi fatti e di più recenti notizie della scienza

pp. 236, Torino

Sommario:

A proposito d’una critica

  • Capitolo I. – Telepatia
  • Capitolo II. – Apparizioni Strane
  • Capitolo III. – Uomini d’Eccezione
  • Capitolo IV. – Ipnotismo
  • Capitolo V. – Natura dell’Ipnotismo
  • Capitolo VI. – Medianismo
  • Capitolo VII. – Spiritismo ed Intervento Demoniaco
  • Capitolo VIII. – Natura del Medianismo
  • Capitolo IX. – Scoperte Mirabili?!
  • Capitolo X. – Fenomeni d’Intelligenza
  • Capitolo XI. – La Morte Apparente
  • Capitolo XII. – Studio Rapido della Morte Apparente e sulla Vitalità delle Membra Distaccate dal Corpo
  • Capitolo XIII. – Un Giudizio Pratico
  • Capitolo XIV. – Miracolo e scienza
  • Capitolo XV. – Maria Lebranchu e E. Zola
  • Capitolo XVI. – L’Estasi e l’Isterismo
  • Capitolo XVII. – Teosofia
  • Capitolo XVIII. Abitabilità degli Astri
  • Capitolo XIX. Esseri Invisibili

Appendice

  • Capitolo I. – Grave e Giusta Preoccupazione
  • Capitolo II. – Cure da Usarsi ai Recentemente Spirati
  • Capitolo III. – Cure Spirituali

Archeologia e Linguaggio

Archeologia e Linguaggio

Titolo originale: Archaeology and Language. The Puzzle of Indo-European Origins

Autore/i: Renfrew Colin

Editore: Editori Laterza

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Frances Pinnock, in sovracoperta: testa bronzea, dal cimitero celtico di Aylesford (Kent), I sec. d.C.

pp. VIII-376, 14 tavole in bianco e nero f.t., numerose illustrazioni b/n, Bari

Che cosa può dire l’archeologia sulle origini del linguaggio?
Colin Renfrew affronta in maniera assolutamente nuova il problema e, sulla base della documentazione archeologica, conclude che alcune forme di una lingua indo-europea erano già parlate in diversi luoghi dell’Europa e dell’Asia occidentale alcuni millenni prima di quando si sia finora creduto.

Colin Renfrew ha studiato scienze naturali e archeologia al St. John’s College di Cambridge e ha diretto diversi importanti scavi archeologici. Insegna attualmente archeologia a Cambridge. Tra le sue opere: «Problems in European Prehistory» (1979); «Approaches to Social Archaeology» (1984); e, tradotto nel 1987 per i nostri tipi col titolo «L’Europa della preistoria», «Before Civilization. The Radio-carbon Revolution and Prehistoric Europe» (1979).

Modelli di Interazione

Modelli di Interazione

Titoli originali: Interaction Ritual – Strategic interaction

Autore/i: Goffman Erving

Editore: Società Editrice Il Mulino

introduzione di Pier Paolo Giglioli «Self e Interazione nella Sociologia di Erving Goffman», traduzione di Dina Cabrini, Alberto Evangelisti e Vittorio Mortara.

pp. XL-492, Bologna

Questo volume raccoglie una serie di saggi che, nel loro insieme, offrono un quadro d’assieme estremamente significativo del l’opera di Goffman. I «pretesti» per questi saggi possono apparire i più disparati e fra i meno rilevanti per l’analisi sociologica fondamentale: in realtà sono «cruciali» quanto pochi altri, se ci si mette nella prospettiva dell’autore. Le case da giuoco, gli interrogatori di polizia, lo spionaggio, gli ospedali psichiatrici, le corride, le rapine, i ricevimenti e i congressi, sono i temi dei saggi qui raccolti, le situazioni a cui l’autore fa riferimento, lì punto di contatto tra tutte queste situazioni e, al tempo stesso, la prospettiva unificante dell’opera è costituito dal l’interazione, cioè da quel «piccolo modello» che si viene a creare quando più soggetti sono alla presenza reciproca gli uni degli altri. La sottostante, continua polemica con la prospettiva psichiatrica e con le tendenze ad analizzare il comportamento ancora in termini di comunicazione, aggiunge un notevole interesse scientifico a un’opera di grande originalità, ricca di notazioni, curiosa e basata su una osservazione attenta dei riti e dei miti che sono alla base della moderna cultura americana e, più in generale, della cultura occidentale.

Erving Goffman è nato in Canada nel 1922, e ha studiato alle Università di Toronto e di Chicago, conseguendo presso quest’ultima il dottorato in sociologia nel 1953. Recatosi nelle Isole Shetland per condurvi una ricerca sulla struttura sociale, le indagini che effettivamente vi svolse lo condussero verso la tematica assai più ampia e ardua della logica e della strategia dei rapporti interattivi tra persone. Rientrato negli Stati Uniti svolse ricerche sulle organizzazioni totali, i cui risultati sono stati già pubblicati in Italia («Asylums»). Dopo aver insegnato presso l’Università di California, a Berkeley, Goffman occupa ora una cattedra presso l’Università di Pennsylvania. Oltre ad «Asylums», edito da Einaudi nel 1968, sono apparse in lingua italiana altre due opere molto importanti di Goffman: «La vita quotidiana come rappresentazione» (Bologna, Il Mulino, 1969) e «Stigma» (Bari, Laterza, 1970).

Tutti i Racconti Fantastici – 3 Volumi in Cofanetto

Tutti i Racconti Fantastici – 3 Volumi in Cofanetto

L’Anello di Toth – Il Capitano della Stella Polare – Il Vampiro del Sussex

Autore/i: Conan Doyle Arthur

Editore: Fanucci Editore

introduzione di Gianni Pilo, traduzioni di Gianni Pilo, Daniela Galdo, Marta Simonetti, Claudio De Nardi, revisione della traduzione di Gianni Pilo.

vol. 1 pp. 256, vol. 2 pp. 224, vol. 3 pp. 240, Roma

…L’autore, anche se è conosciuto in tutto il mondo per i suoi romanzi e racconti inseriti nel ciclo di Sherlock Holmes, è stato sempre attratto dal fantastico e dal misterioso, a tal punto che la sua produzione letteraria è per buona metà indirizzata in tal senso. Di personalità indubbiamente poliedrica, Arthur Conan Doyle ci offre una figura sicuramente assai più complessa di quanto non sia considerata oggi. Ed è proprio nell’ottica di una sua rivoluzione nel settore della narrativa fantastica che proponiamo questi racconti…

Titoli originali: The Maracot Deep and Other Tales – The Captain of the Polestar and Other Tales – The Adventure of the Sussex Vampire.

La Società Riflessa – Saggi di Sociosemiotica

La Società Riflessa – Saggi di Sociosemiotica

Titolo originale: La Société Réfléchie

Autore/i: Landowski Eric

Editore: Meltemi Editore

prima edizione, traduzione di Marcello La Matina (parte prima e seconda) – Roberto Pellerey (parte terza), Collana Semosfera n° 8 – collana diretta da Gian Paolo Caprettini e Guido Ferraro.

pp. 288, ill. in b/n n.t., Roma

La tesi sostenuta da uno dei più autorevoli semiologi francesi è estremamente chiara: nessuna comunicazione (del diritto, della scienza, della politica, ecc.) può riflettere puramente e semplicemente la realtà sociale. Il motivo è semplice: comunicando la realtà sociale, scrivendone, la si costruisce. Ma per il semiotico – al di là delle parole che la compongono e al di qua delle idee che esprime – la comunicazione è prima di tutto azione: è, cioé, il codice che pretende di farci agire, e che, allo stesso tempo, vorrebbe regolare le nostre azioni. Landowski applica questa tesi a differenti registri della comunicazione: della stampa, della pubblicità, del diritto e della politica. Le strategie di persuasione messe in campo, gli effetti della rappresentazione che vi si snodano, e i simulacri che vi si costituiscono, sono in questo testo oggetto di riflessione teorica e di analisi concrete.

Eric Landowski, direttore di ricerca al CNRS (Fondazione nazionale di scienze politiche) è redattore capo della Revue internationale de sémiotique juridique, e dirige il Centro di Ricerca di Socio-semiotica di San Paolo del Brasile.

Il Culto della Donna nella Tradizione Indiana

Il Culto della Donna nella Tradizione Indiana

Autore/i: Schwarz Arturo

Editore: Editori Laterza

introduzione dell’autore, fotografie di Paolo Rosselli, in sovracoperta: Divinità femminile propiziatrice, Memorial Chorten, 1974, Thimphu, Bhutan.

pp. XII-400, riccamente illustrato a colori e b/n, Bari

Il ruolo della donna nello sviluppo della civiltà indiana, un libro illuminante e provocatorio basato su una rigorosa indagine interdisciplinare condotta su fonti archeologiche antropologiche e letterarie del sub continente indiano.

Arturo Schwarz (Alessandria d’Egitto, 1924), laureato in Scienze naturali a Oxford e in Filosofia alla Sorbona, è stato libraio e editore. Ora divide il suo tempo tra l’insegnamento, la scrittura, la poesia e l’impegno politico. Tra i massimi esperti di Cabbalà e alchimia, su questi temi ha pubblicato vari saggi, tra i quali, con Garzanti, Cabbalà e Alchimia (2004). Ai temi dell’amore e del culto del femminile ha dedicato, tra gli altri, L’arte dell’amore in India e Nepal: la dimensione alchemica del mito di Shiva (1980), Il culto della donna nella tradizione indiana (1983) e Introduzione all’alchimia indiana (1984). Ha insegnato in varie università americane, in Israele e alla Sorbona di Parigi.

Il Mistero della Tomba di Cristo – L’Unico Libro Mai Pubblicato sulla Vera Storia della Tomba di Cristo dalle Origini ai Giorni Nostri

Il Mistero della Tomba di Cristo – L’Unico Libro Mai Pubblicato sulla Vera Storia della Tomba di Cristo dalle Origini ai Giorni Nostri

«Uno studio definitivo sulla tomba di Cristo» Oxford University Gazette

Autore/i: Biddle Martin

Editore: Newton Compton Editori

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Lucilla Rodinò, collana: I volti della storia, titolo originale: The tomb of Christ.

pp. 192, numerose tavole a colori f.t., numerose illustrazioni b/n, Roma

Cosa sappiamo della tomba di Cristo, della sua forma e della struttura originaria, nonché delle costruzioni in cui è stata inserita successivamente? Ci si domanda innanzitutto se sia autentica, se sia la stessa in cui il corpo di Gesù venne deposto la sera della crocifissione. Giace nella cosiddetta “edicola” – il cui aspetto attuale risale al restauro del 1809-1810 – all’interno della chiesa del Santo Sepolcro, nel cuore di Gerusalemme, visitata ogni giorno da migliaia di pellegrini.
Per oltre dieci anni Martin Biddle ha condotto indagini archeologiche su di essa, le prime in assoluto così dettagliate e approfondite. Registrando scrupolosamente in tre dimensioni, usando sofisticate tecniche di fotogrammetria, Biddle è riuscito a rilevare particolari fino ad oggi inediti, che ci illustra in queste straordinarie pagine.
Dopo una breve descrizione delle analisi archeologiche, il libro ricostruisce la storia della tomba attraverso duemila anni, dai tempi della costruzione della prima edicola da parte di Costantino fino ai giorni nostri. A tale scopo esamina tutte le rappresentazioni della tomba dal V secolo in poi, e tutte le prove dei vari cambiamenti strutturali dell’edicola: sculture d’avorio, vasi di argento e vetro, anelli, mosaici, incensieri, scritture.
Vengono prese in considerazione anche tutte le testimonianze scritte, spesso contraddittorie, oggi a nostra disposizione.
Lo studio di Biddle è l’unico finora dedicato esclusivamente all’argomento.

Splendore e Apogeo dell’Islam – VIII-XI Secolo

Splendore e Apogeo dell’Islam – VIII-XI Secolo

Uno dei grandi temi della storia universale: l’emergere del mondo islamico

Autore/i: Lombard Maurice

Editore: Rizzoli

traduzione di Elena Bona, titolo originale: L’Islam dans sa première grandeur (VIIIᵉ-XIᵉ siècle), in sovraccoperta: Banda su cammello ad una parata di testa, miniaturista Yahya Mahmud al-Wasiti.

pp. 280, Milano

Per un singolare destino l’Occidente paga oggi lo scotto di secoli di pregiudizi anti-islamici, sco prendo, sotto rincalzare degli avvenimenti, il grande vuoto culturale che ci priva degli strumenti per conoscere l’immensa area della civiltà musulmana, una delle più vaste unità geografiche della terra, che comprende genti di diversissima estrazione etnica.
Le radici dell’unità culturale e religiosa di popoli così diversi vanno ricercate nella storia prima dell’Islam, in quello che Maurice Lombard, 1 autore di questa importante opera storica, chiama ”il momento islamico della storia universale , tra l’VIII e l’XI secolo. Maurice Lombard divide il mondo musulmano in tre aree geografiche: regione degli istmi, Iran e Asia Centrale, Occidente musulmano. In ognuna di queste aree analizza le trasformazioni provocate dalla penetrazione islamica, mettendo in rilievo gli effetti vivificatori e stimolanti che essa ebbe sulle società preesistenti, eredi dei grandi popoli della Meso-potamia, della valle del Nilo, dell’Indo, dei greci e dei romani. Lo sviluppo di una civiltà urbana e mercantile, che darà luogo a centri di raffinatissima elaborazione intellettuale, avrà come effetto, attraverso l’estendersi dei rapporti commerciali, di investire anche l’Europa continentale, allora vero e proprio mondo sottosviluppato, ponendo così le premesse di quel risveglio economico e culturale che a partire dall’anno mille riporterà in Occidente il baricentro della civiltà. L’autore, attraverso lo studio dell’Islam in tutte le sue componenti, e soprattutto attraverso l’analisi delle strutture economiche, porta così alla luce gli elementi basilari della potenza del mondo musulmano nel momento della sua massima espansione. Ma la sua tesi, scientificamente prestigiosa, è di più largo respiro: quella fioritura, dispiegatasi dai confini occidentali dell’India fino alla penisola iberica, costituisce una tappa essenziale dell’integrazione fra Oriente e Occidente, fra Europa Asia e Africa dopo la frattura provocata dal crollo dell’Impero Romano. Attraverso quest’opera di Maurice Lombard, è finalmente possibile compiere quell’indispensabile viaggio attraverso quello sconfinato luogo di incontro di razze, tradizioni ed esperienze che fu l’Islam all’epoca del suo splendore.

Maurice Lombard, già professore all’École Pratique des Hautes Études e a la École Normale Supériore, è stato un esponente di grande rilievo di quell’indirizzo storico che fa capo a Fernand Braudel. Al centro della sua elaborazione teorica vi è stata la concezione dell’opera storiografica non come narrazione di eventi, ma come analisi della società in un determinato momento storico. Come è noto questa tesi modernissima è al centro di un grande dibattito fra gli storici del nostro tempo.

Lo Spirito dell’Arte Indiana

Lo Spirito dell’Arte Indiana

Titolo originale: Originalité de l’Art Indien

Autore/i: Delahoutre Michel

Editore: Editoriale Jaca Book

prima edizione, prefazione all’edizione italiana di A.L. Dallapiccola, prefazione all’edizione francese di C. Tarot, introduzione dell’autore, traduzione di Alberto Pelissero, in copertina: Testa di Buddha, arte greco-buddhista, ca. primo secolo.

pp. 160, 16 tavole in b/n f.t., Milano

Per entrare nello spirito dell’arte indiana il lettore europeo, la cui formazione estetica si radica principalmente nella tradizione greco-latina, deve innanzitutto apprendere un linguaggio. Questo non è fatto di parole, ma di forme, di regole, di scelte estetiche e di misteriose corrispondenze con la natura e il cosmo.
L’arte indiana ha privilegiato la forma umana, ma trasfigurandola per permettere di esprimere la grandezza e la profondità degli esseri raffigurati: dèi, grandi spiriti, Buddha e Jaina.
L’originalità dell’arte indiana si scopre poco a poco grazie alla frequentazione delle opere e insieme grazie ad una riflessione sul divino, il sacro, lo spirituale, l’eterno e l’effimero.
Dopo avere lungamente cercato e meditato, Michel Delahoutre propone in questo libro una via d’accesso alla spiritualità e all’estetica dell’arte indiana.

Michel Delahoutre è nato nel 1923 nel Nord della Francia. Alla fine dei suoi studi liceali, nel 1939, scopre con ammirazione che l’arte indiana classica utilizza un linguaggio plastico assai elaborato e insieme assai semplice per esprimere il mistico e lo spirituale. Decide allora di consacrare la sua vita allo studio di tale linguaggio. Dopo aver compiuto studi di filosofia, teologia, indianistica e stona dell’arte, nel corso di un viaggio in India egli incomincia a ricercare le radia estetiche di questa arte seguendo l’antica tradizione di Samudra. Alla Sorbona, a Parigi, sotto la direzione del professor Jean Boisselier, discute una tesi sul valore iconografico dei lakṣaṇa (tratti fisici caratteristici attribuiti al Buddha in quanto Mahāpuruṣa, Grand’Uomo). Ha insegnato per vent’anni induismo e arte indiana all’Istituto di Scienza e e Teologia delle Religioni (Institut Catholique di Parigi), ed è stato il coordinatore della redazione della terza edizione del Dictionnaire des Religions diretto da P. Poupard (PUF, Paris 1993). Tutti i suoi sforzi sono oggi diretti a partecipare al grande pubblico la gioia delle sue scoperte.

Le Inquietudini di Shanti Andía

Le Inquietudini di Shanti Andía

Titolo originale: Las Inquietudes de Shanti Andía

Autore/i: Baroja Pío

Editore: Lerici Editori

unica edizione, traduzione di Ileana Acuti.

pp. 436, Milano

Il protagonista di Las inquietudes de Shanti Andía (1911), nella sua vecchiaia disincantata, mette insieme i frammenti di un diario scritto in diversi momenti della sua vita. Grazie ad esso veniamo a conoscenza della sua infanzia nel paesino basco di Lúzaro, della sua giovinezza sognante nei pressi di Cadice, delle sue avventure e disavventure come capitano di fregata e soprattutto della fascinazione per lo zio Juan de Aguirre, discendente da antichi marinai baschi e vero eroe del romanzo, la cui vita avventurosa è costellata di peripezie pittoresche. Consapevole di aver sprecato la propria vita, Shanti Andía mostra una nostalgia immensa per il mare di una volta, solcato da uomini carichi di virilità e desiderio d’avventura, sempre in conflitto con la società convenzionale. Come in altre delle sue opere, Pío Baroja (1872-1956), che si ispirò ai ricordi della sua famiglia, in questo romanzo bello e appassionante coniuga magistralmente l’azione con gli slanci lirici e intimi.

Pío Baroja y Nessi (San Sebastián, 28 dicembre 1872 – Madrid, 30 ottobre 1956) fu uno dei principali rappresentanti della «generazione del 98», così chiamata per l’impatto che ebbe sui suoi membri la perdita delle ultime colonie spagnole (il «disastro del 98») sottoforma di dolorosa presa di coscienza della decadenza nella quale andò sprofondando il paese. Dentro quel gruppo, Baroja spicca come il più esimio romanziere, con una produzione orientata verso tematiche esistenziali e sociali, per quanto sia anche apprezzato per un altro aspetto della sua opera: la narrativa d’azione e d’avventura. Fu un grande viaggiatore; i libri e i viaggi furono le sue grandi passioni, tanto da poter dire che siano state le uniche. Baroja fu uno degli scrittori che conobbe meglio la Spagna del suo tempo, come dimostrato dai suoi romanzi, raggruppati – un po’ arbitrariamente – in nove trilogie e due tetrologie, nonostante in alcune di esse sia difficile distinguere elementi comuni.

Carlomagno – Un Padre della Patria Europea

Carlomagno – Un Padre della Patria Europea

Autore/i: Cardini Franco

Editore: Rusconi

introduzione dell’autore.

pp. 192, Milano

Chi fu davvero Carlomagno?
Il re dei franchi uscito da um giovane dinastia di avventurieri che raccolse e fece fruttare la complessa eredità del suo casato? Un “cavaliere di ferro” fortunosamente asceso fino a un ambiguo trono imperiale, inventato apposta per lui? Un capo barbaro abbastanza megalomane (e/o lungimirante) da osar trattare da pari a pari con gli imperatori bizantini e con i califfi di Baghdad? Un geniale riformatore politico, fondatore di un nuovo ordine istituzionale e giuridico?
Un semianalfabeta innamorato della cultura e del sapere? Un cinico e violento padre-padrone della sua famiglia e del suo regno, l’eredità del quale poco gli sopravvisse? O uno statista geniale, fondatore d’una nuova realtà – l’Europa moderna – che negli anni del suo regno vide una lunga, laboriosa gestazione?
Carlo ha riempito di sé la storia, la leggenda, il mito, eppure non tutto pare sia stato detto. Franco Cardini, in queste pagine, traccia dell’imperatore franco una biografia fortemente radicata nei fatti. Eccellente guerriero e abile politico, Carlo proietta la sua ombra fino ai nostri giorni. Già ai contemporanei, che gli tributarono l’appellativo di magnus, egli apparve come il degno capo della società occidentale, romano-germanica e cristiana. La sua figura e il suo tempo, infatti, stanno in un certo senso proprio sulla soglia di quel Medioevo dal quale l’Europa e la coscienza europea hanno finito a poco a poco con l’emergere.
Se il secolo XXI sarà quello della trasformazione della Comunità in Unione, dovremo tornare a riflettere sul personaggio secondo una dimensione nuova, anche critica, per salutare in lui – oltre gli equivoci e le celebrazioni retoriche – un padre della patria.

Franco Cardini insegna storia medievale all’Università di Firenze e ha insegnato in alcuni grandi atenei d’Europa, d’America e d’Asia. Fra i suoi libri, Alle radici della cavalleria medievale (1981) e Quell’amica festa crudele (1985). È attualmente membro del Consiglio d’amministrazione di Cinecittà Holding e del Comitato scientifico del Salone del Libro di Torino. Presiede le Associazioni culturali “Europe Near East Centre”, “Identità Europea” e “Firenze Europa”. È elzevirista di «Il Giornale», «Avvenire», «Il Tempo», «La Nazione», «La Gazzetta del Mezzogiorno».

I Super Ricchi

I Super Ricchi

Una nuova categoria sociale nell’analisi dell’autore de «I Persuasori Occulti»

Autore/i: Packard Vance

Editore: Bompiani

traduzione di Andrea D’Anna, titolo originale: The Ultra Rich.

pp. 368, Milano

Che significa essere multicentomilionari, miliardari, o multimiliardari, in dollari? Come ci si sente? Come si gestisce la propria vita? Come si maneggiano i propri soldi? Che cosa si fa per gli altri?
E che significa una tale accumulazione di ricchezza nelle mani di un ristretto numero di privati per una nazione in generale, per la sua vita economica? Che succede quando più di un terzo della ricchezza di un paese è monopolizzato dall’uno per cento della popolazione? È un fatto moralmente e razionalmente giustificabile? È ammissibile in una società autenticamente democratica?
Vance Packard rivolge la sua attenzione a coloro che hanno beneficiato di strategie persuasive e arrampicatorie arricchendosi a dismisura. Per la sua indagine, oltre ad attingere a una vasta esperienza e a un’approfondita ricerca, si è documentato recandosi da un capo all’altro degli Stati Uniti a intervistare una trentina di uomini e donne che si collocano nella categoria dei superricchi, cioè delle persone scandalosamente ricche. Capitale medio: 330 milioni di dollari.
Il quadro che ne emerge è per molti versi stupefacente. Per esempio, se l’entità della ricchezza di questi nababbi da il capogiro all’uomo comune, neppure loro stessi riescono ad afferrarla psicologicamente. Anche per loro il troppo è troppo. Nell’impossibilità materiale di spendere una parte apprezzabile del loro capitale in un ulteriore soddisfacimento di bisogni o desideri, la maggior parte si accontenta di un treno di vita ben al di sotto dei loro mezzi, in certi casi decisamente modesto. La loro principale soddisfazione consiste nel processo dell’accumulazione in sé, nell’acquisizione del prestigio e del potere, spesso con sistemi discutibili o disonesti, e nell’architettare inghippi per aggirare il fisco. Gli intrighi, le faide familiari, I colpi di mano, le rivolte di palazzo scatenate dall’avidità fine a se stessa di alcuni di questi magnati fanno apparire edulcorate le vicende televisive di Dallas.
La rassegna dei superricchi si chiude con un colloquio con un imprenditore che dimostra il proprio senso di responsabilità sociale invocando drastici interventi che ridimensionino le concentrazioni di capitale. Packard propone, oltre all’instaurazione di una tassa patrimoniale, una misura radicale come l’imposizione di un “tetto” alla ricchezza individuale, oltre il quale il capitale in eccesso debba essere speso per la comunità.
Le conclusioni di Packard si estendono dall’American way of life all’intera società occidentale e suggeriscono soluzioni valide anche per la realtà di casa nostra, per i nostri problemi nazionali di concentrazione di ricchezza e di potere.

Mosè il Profeta di Israele

Mosè il Profeta di Israele

Romanzo

Autore/i: Messadié Gerald

Editore: Rizzoli

prima edizione, premessa dell’autore, traduzione di Antonella Viale e Agostino Loi.

pp. 360, Milano

Lasciati gli splendori del regno d’Egitto, gli ebrei si accingono ad attraversare il deserto diretti alla Terra Promessa, la meravigliosa terra di Canaan. È l’inizio dell’Esodo, un’impresa titanica che cambierà il volto della storia.
Guidato da Mosè, “stella del destino”, e dal Signore di Abramo, il Dio più grande di tutti, un intero popolo quasi trentamila persone – fugge verso un avvenire libero e prospero: lontano dai lavori forzati e dalle umiliazioni, lontano dal servizio a quel re folle – Ramses – che non cessa di costruire edifici per la propria gloria.
Ma il viaggio è irto di difficoltà. Bisogna organizzare e nutrire quell’immensa folla affamata. Bisogna attraversare il Mare dei Giunchi, un’infida distesa d’acqua che in presenza di condizioni atmosferiche avverse potrebbe risultare fatale. E bisogna affrettarsi perché il faraone, che pur si è convinto a lasciarli partire, potrebbe cambiare opinione e lanciare il suo esercito all’inseguimento.
Un’impresa forse impossibile anche per il giovane e forte Mosè, l’uomo cui il Dio di Abramo ha parlato dopo ben quattro secoli di silenzio.
Ma il Signore protegge il suo popolo e compie straordinari prodigi. Dopo che i flutti hanno sommerso l’armata egiziana arrestandone l’avanzata, provvidenziali escrescenze bianche spuntate sui cespugli di tamerice – la manna contribuiscono a placare la fame di quella folla sterminata e irrequieta in cui sembra spesso attecchire il germe della rivolta. Infine su un’alta montagna, durante una tempesta di fuoco e di pioggia, Dio fa sentire a Mosè la propria voce: “Io sono Colui che è”.
Mentre Mosè si accinge a portare a termine la sua impresa impossibile, condurre il suo popolo nella Terra Promessa, una moltitudine di personaggi si muove sullo sfondo di questo grande romanzo corale, fra cui le leggendarie figure di Aronne, il fratello tormentato di Mosè; Miriam, la sorella turbata da visioni profetiche; Giosuè, l’organizzatore del primo esercito d’Israele; Sefora, l’unica, amatissima sposa dell’eroe, la donna grazie alla quale egli può fare la volontà di Dio.
Nessuno come Gerald Messadié ha saputo ricostruire con altrettanta vivacità, autenticità e immediatezza questo capitolo della Bibbia, la più grande e appassionata storia di tutti i tempi, rendendola viva e palpitante agli occhi del lettore di oggi.

Gerald Messadié romanziere fecondo, saggista, spirito curioso del mondo e delle culture, ha scritto fra l’altro L’uomo che divenne Dio. Dalla sua esperienza come redattore di una rivista scientifica ha tratto il gusto e la passione per l’indagine storica. Mosè, il profeta d’Israele è il volume conclusivo della grande saga iniziata con Mosè, il principe d’Egitto (Rizzoli).

Verso il Vero Amore – Come Liberarsi dalla Dipendenza Affettiva e Imparare ad Amare in Modo Maturo

Verso il Vero Amore – Come Liberarsi dalla Dipendenza Affettiva e Imparare ad Amare in Modo Maturo

Titolo originale: Vers l’amour vrai. Se libérer de la dépendance affective

Autore/i: Labonté Marie Lise

Editore: Edizioni Corbaccio

prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione Simona Lari.

pp. 272, Milano

…L’avete attesa con impazienza, credevate di averla finalmente conquistata, però adesso siete a un punto cruciale e vi ponete mille domande: è la persona giusta per me? Mi ama davvero? Quanto durerà ancora? E non riuscite a prendere una decisione. Verso il vero amore vi porterà a conoscere l’universo dei sentimenti e a trovare le risposte a tutti gli interrogativi che sorgono durante una relazione amorosa. E a scoprire un modo di amare e di essere felici attraverso la conoscenza della vostra personalità. Dedicato a tutti quelli che credono nell’amore…

Le situazioni in cui l’amore si manifesta nei suoi aspetti critici sono varie e numerose e ciascuna di esse racconta una storia particolare. Quella del nostro condizionamento affettivo. Esso fa parte della nostra vita, ma riconoscerlo e imparare a guardarlo con distacco ci permette di capire come essere indipendenti dai modelli che ci hanno accompagnato sin dalla nascita e ci rende liberi di amare con maggior consapevolezza poiché il modo in cui siamo stati amati influenza il modo in cui ameremo. Ciò che Marie Lise Labonté si propone in questo libro è fornirci le indicazioni utili a decifrare le nostre ferite, quelle che ci impediscono di amare veramente perché abbiamo paura di essere abbandonati, rifiutati o traditi. Per ogni fase della vita esistono infatti momenti particolarmente importanti, in cui veniamo plasmati nello sviluppo della personalità e il cui mancato riconoscimento può indurci in una trappola da cui non riusciamo a trovare facilmente la via d’uscita. È per questo che, divenuti adulti, riproduciamo soprattutto i due modelli che ci hanno influenzato: l’amore fusionale, in cui si continua a cercare quel legame che non si è riusciti a realizzare da bambini, e amore caratteriale, nato dall’odio e dal risentimento che ostacola gli slanci d’amore spontanei. Riflettere su noi stessi e individuare i condizionamenti di cui siamo stati oggetto in queste fasi è il modo migliore per raggiungere il vero l’amore, quello creativo che ci riporta a noi stessi.

Marie Lise Labonté, psicoterapeuta, è autrice di numerosi libri. Colpita da una malattia incurabile è riuscita a guarire elaborando un metodo basato sull’interazione tra corpo e spirito. Da questa esperienza di guarigione è nato il metodo con cui da anni cura i suoi pazienti. Tra le sue opere: Au coeur de notre corps. Se libérer de nos cuirasses; Le déclic. Transformer la douleur qui détruit en douleur qui guérit.

Il Lato Oscuro – Un Grande Psichiatra Racconta Nove Storie Italiane di Crimini e Follia

Il Lato Oscuro – Un Grande Psichiatra Racconta Nove Storie Italiane di Crimini e Follia

Autore/i: Andreoli Vittorino

Editore: Rizzoli

prima edizione, introduzione dell’autore.

pp. 322, Milano

…Tra normalità e follia, un viaggio  alle radici della violenza…

Vittorino Andreoli torna a sondare le complesse dinamiche che inducono un uomo a dare la morte, anche a persone a lui care. E lo fa offrendo al lettore altri casi giudiziari in cui come perito psichiatrico, ha aiutato i magistrati a meglio comprendere chi dovevano giudicare. I fatti di cronaca, interpretati alla luce della biografia e del ritratto psicologico dell’omicida, oltre che del contesto sociale in cui sono accaduti, vengono chiariti, ma mai giustificati, nelle loro cause più autentiche. e cosi prendono forma storie in cui la violenza giunge inaspettata a stravolgere una tranquilla quotidianità. Storie di fallimenti e di grandiosità delirante, come quella di Michele Profeta che uccide due volte per ribadire la sua onnipotenza; di degrado e avidità, come quella di Eugenio Michelotto che accoltella il padre e la matrigna per non perdere l’eredità; di frustazione e inadeguatezza come quella di Marisa Pasini che lascia scivolare in un canale il figlio di tre anni perché incapace di accettarlo nelle sue menomazioni; di disadattamento, come quella di Mariano Molon che per non perdere il posto di lavoro spara ai suoi colleghi durante una riunione. Con un taglio del tutto originale, poi, vengono affrontati i casi di due grandi killer italiani del nostro tempo. Il primo è quello di Donato Bilancia, responsabile della morte di diciassette persone, che in lettere e appunti scritti durante l’indagine psichiatrica ripercorre con la propria voce un’esistenza vissuta al limite. Il secondo è quello del presunto Mostro di Firenze, Pietro Pacciani, la cui personalità viene ricostruita a partire dall’analisi dei suoi disegni. In un’epoca in cui i delitti sono ridotti a mero spettacolo invadendo televisioni e giornali, Andreoli sceglie di non fermarsi alla superficie nel posare il suo occhio esperto sulle intricate profondità dell’animo umano, si propone di raccontare ogni storia, che è unica e irripetibile nella sua concretezza, nel rispetto dei suoi protagonisti. Solo così si può cercare di restituire un senso al dolore e ridare dignità alla disperazione.

Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, è stato direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona – Soave ed è membro della New York Academy of Sciences.
Tra le decine di saggi pubblicati per Rizzoli:  Le nostre paure (2011), Elogio dell’errore (2012, con Giancarlo Provasi), Il denaro in testa (2012).

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Introduzione

  • Marisa Pasini
  • Donato Bilancia
  • Paolo Pasimeni
  • Eugenio Michelotto
  • Michele Profeta
  • Riccardo
  • FRanca Maria Bauso
  • Mariano Molon
  • Pietro Pacciani

Il Cristo dell’Islam – Scritti Mistici

Il Cristo dell’Islam – Scritti Mistici

Autore/i: Al-Ḥisayn Ibn Manṣūr Al-Ḥallāj

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione e cura di Alberto Ventura.

pp. 172, ill. b/n, Milano

La Baghdad dei califfi, celebre per le scintillanti storie delle Mille e una notte, nell’anno 922 fu teatro di una sanguinosa tragedia: il processo e la messa a morte di Al-Ḥisayn Ibn Manṣūr Al-Ḥallāj. Personaggio straordinario e complesso, al-Ḥallāj può essere considerato non solo uno dei massimi mistici dell’Islam, ma anche uno dei suoi pensatori più sublimi. Ammirato per la sua eloquenza, per l’infaticabile ascesi, per i miracoli sbalorditivi, fu odiato da tutti coloro che vedevano nella sua predicazione una minaccia all’ordine costituito. Fu per questo che funzionari di corte e dottori della legge, scandalizzati dal suo proclama «Io sono il Vero», si adoperarono affinché il califfo ne sentenziasse la morte.
Al-Ḥallāj fu crocifisso al termine di un supplizio particolarmente crudele. Anche nella morte, quindi continuò a incarnare il modello di Gesù, che aveva segnato tutta la sua esperienza spirituale. Il Cristo di cui seguì le tracce è quello del Corano e della tradizione islamica, per molti aspetti diverso da quello che i cristiani hanno imparato a conoscere, ma per i musulmani la somiglianza tra le due figure è tanto intensa da portarli a considerare al-Ḥallāj un vero e proprio «Cristo dell’Islam».
In questo volume il lettore italiano potrà trovare, riuniti per la prima volta, tutti gli scritti sicuramente attribuibili a al-Ḥallāj: un Canzoniere, che raccoglie le sue splendide mistiche; Il Libro dei Ṭawāsīn, opera sfavillante di intuizioni sul mistero dell’identità tra l’uomo e Dio; e, infine, i Detti ispirati, sentenze in cui Dio parla agli uomini per indicare loro la via dello spirito.

Pittura Giapponese – Dal XV al XIX Secolo

Pittura Giapponese – Dal XV al XIX Secolo

Catalogo della mostra tenuta a Milano e Roma nel 1990

Autore/i: Autori vari

Editore: ET&B – Editrice di Travel & Business

unica edizione, edizione italiana a cura di Gian Carlo Calza, presentazione di Paolo Battistuzzi e Keiichi Takeuchi, saluti di Yasue Katori e Yosoji Kobayashi, prefazione di Kimio Nakayama, traduzione di Carolina Retta.

pp. 164, riccamente illustrato a colori con 102 tavole, Todi – Osimo (AN)

Sommario:

  • Paolo Battistuzzi e Keiichi Takeuchi, Presentazione
  • Yasue Katori, Saluto
  • Yosoji Kobayashi, Saluto
  • Kimio Nakayama, Prefazione
  • Isao Yamada, La pittura nel Giappone premoderno
  • Gian Carlo Calza, Linee della pittura giapponese nei secoli della formazione moderna
  • Cronologia
  • Avvertenze
  • Tavole
  • Notizie storico – artistiche delle opere
  • Glossario dei termini
  • Bibliografia

Foto a cura del Museo d’Arte Moderna della Prefettura di Gunma.

In copertina: Beltà femminile che guarda la luna.

Il Concetto di Cultura – I Fondamenti Teorici della Scienza Antropologica

Il Concetto di Cultura – I Fondamenti Teorici della Scienza Antropologica

Autore/i: Autori vari

Editore: Giulio Einaudi Editore

introduzione e cura di Pietro Rossi, avvertenza e traduzione di Daniele Pianciola.

pp. XXXI-340, Torino

In questo volume sono raccolti dieci testi (saggi o capitoli di opere) dedicati alla formulazione del concetto scientifico di cultura, ossia a quel concetto che la scienza antropologica è venuta elaborando a partire da Primitive Culture di Edward Burnett Tylor (1871) e che ha costituito, fin dall’inizio del secolo, il centro di riferimento dei più importanti indirizzi di ricerca antropologica. La storia del concetto scientifico di cultura coincide infatti, in larga misura, con lo sforzo dell’antropologia contemporanea – sia essa intesa come antropologia «sociale», secondo la tradizione britannica, oppure come antropologia «culturale», secondo l’impostazione prevalsa negli Stati Uniti – di definire la propria base teorica e di estendere il suo interesse al di là dello studio dei popoli primitivi, ai quali si era originariamente rivolta la sua attenzione. Attraverso il mutare delle formulazioni concettuali è possibile seguire il passaggio dallo schema storico-evolutivo dell’antropologia positivistica alla rivendicazione dell’individualità storica di ogni cultura, il tentativo di garantire l’autonomia della scienza antropologica nei confronti non soltanto delle discipline naturalistiche ma anche della psicologia e della sociologia, la polemica sul diffusionismo, l’elaborazione di una teoria funzionalistica, l’incontro con il relativismo sumneriano, infine la nuova impostazione dei rapporti tra antropologia e sociologia su base non piu oggettiva ma formale.

Testi di: Edward Burnett Tylor, Franz Boas, Robert H. Lowie, Alfred L. Kroeber, Bronislaw Malinowski, George Peter Murdock, Ralph Linton, David Bidney, Clyde Kluckhohn, Melville J. Herskovits.

Romanzi Medievali d’Amore e d’Avventura

Romanzi Medievali d’Amore e d’Avventura

Autore/i: Autori vari

Editore: Garzanti Editore

terza edizione, introduzione, note, traduzione dal francese e cura di Angela Bianchini, prefazione di Leo Spitzer, in copertina: La Tavola Rotonda, miniatura francese da un codice del XV secolo, Parigi, Bibliothèque Nationale (ms. franç. 116).

pp. LI-312, Milano

Appartengono alla coscienza letteraria europea senza tuttavia possedere connotati individuali: questi romanzi risalenti ai secoli XII e XIII sono a un tempo noti e sconosciuti. Della cosiddetta «materia di Bretagna» restano i temi immortali, i mondi fiabeschi, le imprese straordinarie che gli eroi affrontano con acume e coraggio, le figure fissate nei loro ruoli: la corte di Artù e i cavalieri della Tavola rotonda, la ricerca del Santo Graal, Perceval, Tristano e Isotta, Lancillotto e Ginevra. Ma dei primi creatori, di coloro che con tutta probabilità trasformarono le leggende in opere letterarie, si perde, in poco più d’un secolo, perfino la memoria.

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In questo volume:

Benoît de Sainte-More

  • Il romanzo di Troia

Chrétien de Troyes

  • Erec e Enide
  • Perceval il Gallese o Il racconto del Graal
  • La ricerca del Santo Graal
  • La morte di Re Artù

Beroldo

  • Il romanzo di Tristano
  • La follia di Tristano di Berna

Maria di Francia

  • I due amanti
  • Il lai dell’uccelletto
  • La Castellana del Vergy