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Libri dalla categoria Superstizioni

L’Amore Perduto e la Teoria dei Quanti – Romanzo

L’Amore Perduto e la Teoria dei Quanti – Romanzo

Titolo originale: Mobius Dick

Autore/i: Crumey Andrew

Editore: Ponte alle Grazie

traduzione di Stefano Beretta.

pp. 272, Milano

«In breve è fantastico». (Jonathan Cole)

John Ringer, di professione fisico, riceve sul suo telefonino un misterioso messaggio che sembra provenire da un’amante morta da anni. Decide di mettersi sulle tracce dell’amore perduto e i paradossi della meccanica quantistica lo mettono di fronte al suo destino: un intricato percorso di amnesie, coincidenze inspiegabili, telepatie, ricordi ingannatori. Cosa accadrebbe se tutte le alternative possibili di questo mondo dovessero o potessero essere realizzate?
Ecco un romanzo avvincente e pieno di sorprese, dove le vite di molti personaggi del passato affiorano e si intrecciano: Herman Melville, Friedrich Nietzsche, Erwin Schrödinger, Robert Schumann. E il techno-thriller si fa anche fantasy storico, romanzo filosofico e farsa.
Se non esiste più un’unica verità, è però possibile seguire il percorso senza tempo di un’intuizione capace di attraversare e legare matematica, fisica, letteratura e musica. Questa, d’altro canto, è la cifra stilistica di Crumey, un approccio trasversale ai saperi.
Un’immaginazione e una scrittura intelligenti, che rendono avventurosa e appassionante la sfida culturale più ardua: la distruzione di tutte le certezze.

Strada Bianca per i Monti del Cielo – Vagabondo sulla Via della Seta

Strada Bianca per i Monti del Cielo – Vagabondo sulla Via della Seta

Autore/i: Biondi Mario

Editore: Ponte alle Grazie

introduzione dell’autore.

pp. 288, ill. b/n, Milano

Noi europei siamo una popolazione stanziale ma amiamo i viaggi in un modo viscerale e profondissimo. Conserviamo in qualche angolo nascosto della nostra anima una vocazione al nomadismo anche se non sempre siamo capaci di farla venire alla luce. Mario Biondi, l’autore di queste straordinarie avventure di viaggio, quell’ancestrale desiderio di vagabondare sul globo l’ha coltivato per tutta la vita. Questo libro è la summa dei suoi viaggi sulla Via della Seta, dall’Italia alla Cina, la strada che fu percorsa da Marco Polo, che unisce l’Occidente all’Oriente, che attraversa i luoghi in cui la nostra civiltà è nata e poi fiorita: Palmira, Petra, Tabriz, Isfahan, Shiraz, Hormuz, Bukhara e Samarcanda, il Turkestan cinese, il deserto del Taklamakan. Anche noi torniamo a essere nomadi in queste pagine, tra questi popoli, beviamo il latte di giumenta tra le yurte, annusiamo gli aromi di mercati e alpeggi, mangiamo polvere sulle molte strade bianche che vengono percorse insieme a questo viaggiatore incantato, innamorato di queste terre piene di fascino, raffinato occidentale che cerca e rispetta la diversità, grande risorsa del genere umano.

Mario Biondi è nato nel 1939 a Milano, dove vive. Laureatosi in economia politica presso l’Università Bocconi di Milano, ha lavorato, dapprima nell’industria e successivamente nell’editoria, come direttore dell’ufficio stampa. Si è inoltre da sempre occupato attivamente di narrativa angloamericana, sia come recensore, per i più importanti quotidiani e periodici italiani, sia soprattutto come traduttore, firmando le traduzioni di opere, tra gli altri, di Bernard Malamud, William Golding, Isaac B. Singer, Wole Soyinka, Ann Tyler, John Updike, Irvine Welsh, Edith Wharton.
Nel 1973 ha pubblicato un volume di poesie, Per rompere qualcosa; altre poesie sono apparse sull’Almanacco dello Specchio Mondadori 1976 e in varie pubblicazioni letterarie o antologiche. Nel 1985 ha vinto il premio Campiello con Gli occhi di una donna. Tra i suoi molti titoli ricordiamo: Un amore innocente (Rizzoli, 1988) e Crudele amore (Rizzoli, 1990).

La Mia Famiglia e Altri Animali

La Mia Famiglia e Altri Animali

Autore/i: Durrell Gerald

Editore: Adelphi Edizioni

traduzione di Adriana Motti, in copertina: Pablo Picasso, Les pigeons, II (1957), Collection Jacqueline Picasso.

pp. 356, Milano

«Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro»: con queste parole, dove già traspare la sua accattivante ironia, Gerald Durrell presenta questo libro, uno dei più universalmente amati che siano comparsi in Inghilterra negli ultimi anni. Non sono soltanto memorie, né soltanto osservazioni di storia naturale, sembra avvertirci discretamente Durrell – e aspetta che il lettore si inoltri nel libro perché scopra da solo che cosa è veramente: la storia di un Paradiso Terrestre, e di un ragazzo che vi scorrazza instancabile, curioso di scoprire la vita (che per lui, futuro illustre zoologo, è soprattutto la natura e gli animali), passando anche attraverso avventure, tensioni, turbamenti, tutti però stemperati in una atmosfera di tale felicità che il lettore ne viene fin dalle prime pagine contagiato.
«Gerald Durrell non corrisponde a quello che generalmente si intende per scrittore comico, ma possiede un’abilità assolutamente straordinaria nel far ridere la gente» scrisse qualche tempo fa il «Times Literary Supplement». Di fatto le vicende della famiglia del piccolo Durrell, in quel luogo di delizie che deve essere stato la Corfù degli anni prima della guerra, sono in certo modo naturalmente e irresistibilmente comiche e provocano nel lettore, senza bisogno di ricorrere a complicate macchinazioni, un piacevole stato di cronica ilarità. La simpaticissima madre, che cucina profumate verdure e guida la sua piccola tribù col piglio di una avventuriera, il fratello Lawrence, poi diventato famoso scrittore, qui ritratto con raffinata malizia nella sua fase di giovane poeta che vuol fare pesare goffamente sugli altri il macigno del suo genio, la sorella con i suoi languori amorosi, infine il protagonista stesso, che trasforma la sua casa in una specie di arca di Noè e scopre giorno per giorno la vita affascinante delle testuggini e delle mantidi, dei ragni e delle gazze: tutti questi esseri, ai quali si aggiungono gli strani personaggi incontrati nell’isola, da Yani il pastore a un bizzarro naturalista di provincia, gareggiano, nelle variegate sfumature del loro comportamento e nella vivezza della loro presenza, con la lussureggiante vita animale e vegetale che Durrell ci descrive con l’occhio al tempo stesso del bambino e dello scienziato, ed entrano nel paesaggio incantato dell’isola con tale leggerezza che alla fine ci allontaniamo da questo libro con nostalgia, come dopo aver visitato una sola meravigliosa famiglia, formata solo in parte da esseri umani e per il resto da innumerevoli piante e animali: una famiglia disordinata e rissosa, ma – caso quasi inaudito – una vera famiglia felice.
La mia famiglia e altri animali è apparso per la prima volta nel 1956.

Il Viaggio e l’Ammutinamento del « Bounty » 1787-1790

Il Viaggio e l’Ammutinamento del « Bounty » 1787-1790

Contiene: Il processo per l’ammutinamento del Bounty, 1792 – Appendice al processo, 1794 – Risposta di William Bligh, 1794

Autore/i: Bligh William; Autori vari

Editore: Longanesi & C.

unica edizione, premessa e cura di Franco Marenco, traduzione di Aina Pavolini Taylor, titolo originale: A voyage to the South Sea in H.M.S. Bounty, including an account of the mutiny on board the said ship.

pp. 436, 14 tavole b/n f.t., 4 cartine b/n di cui una ripiegata, Milano

Ecco ricostruito, nei suoi documenti principali, il «dossier» del Bounty. Per la prima volta il lettore italiano può accostarsi direttamente a uno dei più famosi episodi marinareschi di tutti i tempi attraverso gli scritti stessi dei suoi protagonisti. Il viaggio del Bounty cominciò a Londra nel 1787, e finì tre anni dopo sugli scogli dell’isola di Pitcairn. L’equipaggio, ridotto a nove disperati fuorilegge, diede la nave alle fiamme, per recidere ogni vincolo con la società. Fra questi due momenti, i fatti ormai leggendari: il lungo viaggio attraverso gli oceani, la permanenza nella favolosa Tahiti, la partenza fra i pianti degli indigeni, l’ammutinamento in alto mare, la cacciata del capitano Bligh dalla nave, e il tremendo, incredibile viaggio di quasi quattromila miglia che egli compì con pochi fedeli sulla lancia di bordo. Si troveranno in questo volume: 1) la relazione ufficiale del viaggio pubblicata da Bligh nel 1792, con il principale atto d’accusa contro gli ammutinati, e la descrizione deH’allucinante traversata del Pacifico; 2) il verbale del processo per Corte Marziale a carico degli ammutinati ricondotti in patria; 3) la difesa degli ammutinati pubblicata dal fratello del loro capo Fletcher Christian; 4) la «risposta» di Bligh. L’introduzione passa in rassegna le varie interpretazioni che sono state date dai fatti, dai contemporanei ai giorni nostri, e le mode intellettuali che hanno contribuito a creare il grande mito del Bounty.

Felice per quello che Sei – Confessioni di una Buddista Emotiva

Felice per quello che Sei – Confessioni di una Buddista Emotiva

Autore/i: Campo Rossana

Editore: Giulio Perrone Editore

pp. 112, Roma

«Quando mi hanno proposto di scrivere un libro sul Buddismo la prima sensazione è stata una grande gioia. Subito dopo sono arrivati tutti i dubbi. Come potevo io, una narratrice di storie, raccontare un pensiero così vasto e profondo come il Buddismo? Forse potevo basarmi su testi già scritti da altri, oppure raccontare la mia esperienza, quello che credo di avere compreso nei miei sedici anni di pratica? Potevo tirare dentro tutte le storie ascoltate dai praticanti, o riflettere su cosa significa per me essere buddista, il posto che questa disciplina occupa nella mia vita? Forse, mi sono detta, un punto di partenza potrebbe essere questo, provare a raccontare cos’è il Buddismo a chi non ne sa niente partendo dalla mia storia e da quella di tanti amici che hanno trasformato le loro sofferenze e inadeguatezze grazie all’incontro con la pratica e il pensiero buddista. Ecco, per me forse questa è la maniera più diretta e sincera di offrire ai miei lettori un’occasione di avvicinarsi alla grande saggezza del Budda per trovare la felicità dentro la propria vita. Spero di incoraggiare chi mi leggerà, e chiedo scusa da subito per tutti i miei limiti e le mie approssimazioni!» (Rossana Campo)

All’Ombra di Kali

All’Ombra di Kali

Autore/i: Guiducci Armanda

Editore: Rizzoli

seconda edizione.

pp. 184, Milano

La condizione femminile è vasta come il mondo. Ma quasi ovunque è possibile udire il suono sordo di una sopraffazione che confina la donna in destini secondari.
Questo libro capta il risuonare di questo tam-tam sul tamburo gigantesco dell’Asia. Eppure non sono diversi i problemi: altre enormi masse di lavoro femminile ingoiate dalla fatica domestica e da una dedizione sacrificale all’uomo (vedremo come si è arrivati a un sacrificio ben reale e crudele, il rogo per le vedove); la soffocazione, precoce e spietata, della sessualità femminile (con la piaga del matrimonio delle bambine); la grande muraglia della famiglia (e, in più, la morsa della casta); la scarsità di modelli di vita alternativi: o «sposa di dio» o monaca o «santa» nell’ascesi o prostituta. In Oriente i miti maschilisti hanno finito per assegnare la sfera della femminilità a una dea impura e terribile. La dea Kali incombe sull’esistenza della donna: in Bali, per imprigionarla in nette forme di Male o, nel Nepal, per sfrenarla in vertiginose fughe nel delirio.
Abbraccia i continenti un dolore-donna, sotto il cui segno fu scritto «La mela e il serpente». Proiettare ora sullo schermo immenso dell’Asia, ci riappaiono, amplificate e talora stravolte, infelicità e difficoltà femminili profondamente rassomiglianti alle nostre.
Wayang, la ragazza di Bali protagonista di Il mondo di Wayang o le tacite spose indiane che si affollano sullo sfondo di La Dea vivente ci sono ben più sorelle, nella supposta «imperfezione» del loro esistere, di quanto distanza, credenze, costumi farebbero pensare. Anche su di esse cade l’ombra del mito della negatività femminile – l’ombra tremenda di Kali.

Armanda Guiducci dal ’50 in poi direttrice o redattrice di «Ragionamenti», «Arguments», «Opinione», «Passato e Presente», «Tempi Moderni», collaboratrice di numerose riviste fra cui «Cultura e realtà» di Pavese, ha scritto: La domenica della rivoluzione (Lerici, 1961); Poesie per un uomo, (Mondadori, 1965; Premio Cittadella); Dallo zdanovismo allo strutturalismo (Feltrinelli, 1967); Il mito Pavese (Vallecchi, 1967; Premio Pisa); Pavese (Mursia, 1972 e 1974); La mela e il serpente (Rizzoli, 1974, 1976, 1977; traduzione francese: La Pomme et le Serpent, Gallimard, 1976; traduzione spagnola La manzana y la serpiente, Moguer, 1976); Due donne da buttare (Rizzoli, 1976, 1978; traduzione tedesca Beruf: Hausfrau. Beruf: Dirne, Rogner & Bernhard, 1978); La donna non è gente (Rizzoli, 1977).

L’Oltretomba dei Pagani – Volume Primo

L’Oltretomba dei Pagani – Volume Primo

Titolo originale: Le Credenze d’Oltretomba

Autore/i: Pascal Carlo

Editore: Alkaest

nota introduttiva di Pietro Fenili.

pp. 202, Genova

Dal capitolo I.: Il fato mortale
«Studiare la concezione della morte presso un uomo, una tribù, un popolo, significa in gran parte studiare la concezione della vita. I due termini sono inscindibili; e i due pensieri procedono uniformi, salvochè quello della morte ha qualche cosa di più sacro, di più profondo, di più solenne. Lo spettacolo della morte rese primamente attonite le menti umane, le richiamò ad una riflessione accorata, ad una meditazione intensa; risvegliò nel fondo dell’anima tutti gli affetti e tutti i ricordi, diffuse dinanzi alla mente le tenebre del mistero. Con quale cruccio, con quale impazienza si voleva a qualunque costo rievocare la vita spenta, e con qual cupo terrore si doveva assistere al dissolvimento del corpo! Che cosa era dunque la vita? Ed una pari sorte aspettava tutti? E dove era andato quel soffio, quell’energia vitale? Tutto un mondo di pensieri, di sentimenti, di affetti si dischiudeva e dava nuove forme ed atteggiamenti ad ogni manifestazione dello spirito.[…]»

Apologia di un Matematico

Apologia di un Matematico

Titolo originale: «A Mathematician’s Apology»

Autore/i: Hardy Godfrey

Editore: Garzanti Editore

presentazione di Edoardo Vesentini, prefazione di Charles P. Snow, traduzione di Luisa Saraval.

pp. 112, Milano

«L’Apologia di un matematico è, insieme con i Taccuini di Henry James, la descrizione più riuscita di cosa significhi essere un “artista creativo”.»

Un grande matematico del nostro secolo scrive una dichiarazione d’amore per la disciplina a cui ha dedicato la vita. Libro di culto per tutti i matematici, l’Apologia è intessuta di humour, logica e malinconia: anche quando l’autore sembra conversare di cricket o di scacchi, della giovinezza o della vecchiaia, o quando «racconta» un teorema, il lettore viene sempre reso magicamente partecipe dell’intimo piacere che solo la creazione può dare.

Godfrey Harold Hardy (1887-1966), è uno dei massimi matematici del Novecento. Specialista in teoria dei numeri, ha collaborato per tutta la vita con J. Littlewood, con il quale ha pubblicato la maggior parte dei suoi lavori.

Odisseo – Il Ritorno della Personalità all’Anima

Odisseo – Il Ritorno della Personalità all’Anima

Una lettura esoterica e nuova dell’Odissea.

Autore/i: Pisciuneri Vincenzo

Editore: Edizioni Synthesis

introduzione dell’editore, le cartine nel testo sono tratte dall’Odissea, Ed. Lattes.

pp. 112, nn. illustrazioni b/n, Pinasca (TO)

Omero ci racconta, molto prima del Cristo, la parabola del «Figliuol Prodigo», che dopo aver razzolato in mezzo ai porci (la guerra di Troia) si decide a tornare a Casa dalla propria Anima (Penelope).
L’autore ci spiega in modo dettagliato il significato esoterico delle prove che il discepolo-Ulisse deve superare per ritrovare il proprio Sé.

Vincenzo Pisciuneri è un ingegnere teosofo ed un esoterista cresciuto spiritualmente attraverso gli scritti di H.P. Blavatsky e diA.A. Bailey. Profondo conoscitore ed interprete dei miti e dei misteri del passato, ha riscoperto l’antica funzione del mithos: un velo che nasconde Io splendore della Luce.

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Introduzione

NÒSTOI, I RITORNI
Il ciclo dell’Iliade
Odisseo il Pensatore

LE MITICHE VICENDE DI ODISSEO
Il Figlio della Luce, l’Eroe Solare
Uomini e maiali

LE DODICI PROVE

La Prima Prova
Allontanamento dalla meta

La Seconda Prova

La Terza Prova
Campana Buddhista
Il Mistero del dolcissimo vino
La nave di Dioniso con l’albero dai sette frutti
La caverna di Polifemo
Il tronco d’ulivo
Il signor Nessuno

La Quarta Prova

La Quinta Prova
La stretta apertura
I due sentieri
Bes armato di fronte al candidato

La Sesta Prova
La bevanda dell’oblio
Circe e Odisseo

La Settima Prova

Ulisse sulle acque dell’oblio
L’Ade e i suoi Abitanti
L’evocazione degli eidolon
Latte, Miele, Farina e Vino
Evocazioni tramite il sangue
Il mistero delle due morti
Gli stadi post mortem
L’oscura profezia di Tiresia

L’Ottava Prova
Il canto delle Sirene
Le rocce cozzanti
Scilla e Cariddi
L’Isola del Sole
La completa perdita dei poteri personali

La Nona Prova
Calipso
Simbolismo della tessitura
Il simbolismo del ragno
Le dee dai riccioli belli
Odisseo e Argo carpentieri

La Decima Prova
Il velo di Leucotea
Nausicaa
La nube protettiva
I Feaci simili agli dei
La nave guidata dal pensiero

L’Undicesima Prova
La grotta d’Itaca
L’antro o la caverna cosmica
Le Ninfe Naiadi
Stoffe color porpora
Il miele e il piacere sessuale
Le due porte della caverna
Il risveglio
L’ulivo
La perdita dei capelli e l’invecchiamento
Il recinto dei maiali
La quercia e la ghianda
Il maiale di cinque anni
Argo

La Dodicesima Prova
L’aquila
Le Porte dei Sogni d’avorio e di corno
Il corno
L’Ascia sacra
L’ascia bipenne
L’arco e le frecce di Ulisse
Penelope con arco e frecce
Il suono della lira e della rondine
Ulisse scaglia la freccia
L’uccisione dei Proci
Il Naos, il Talamo dell’ulivo
Il sacro naos

Democrazia Senza Partiti – Fini e Fine della Politica

Democrazia Senza Partiti – Fini e Fine della Politica

Titolo originale: Democrazia Senza Partiti. Per una Economia e Politica Comunitaria

Autore/i: Olivetti Adriano

Editore: Edizioni di Comunità

nota dell’editore, presentazione di Stefano Rodotà, collana: Humana Civilitas.

pp. 80, Roma

Presentato da Stefano Rodotà, questo scritto del 1949 auspica il riconoscimento di un’identità comune tra politica, tecnica e valori spirituali, per restituire alla politica una dimensione veramente collettiva e umana.

“Questo scritto è una difesa appassionata di una dignità che la politica non può abbandonare, e che trova il suo alimento in grandi idealità, in passioni profonde, in opportunità concrete, perché la persona riesca a esprimersi pienamente come cittadino” (dalla presentazione di Stefano Rodotà.)

Adriano Olivetti. (1901-1960) È una delle figure più singolari del Novecento. Imprenditore, intellettuale e politico, il suo progetto di riforma sociale in senso comunitario è oggi riconosciuto come un modello di sostenibilità ancora d’avanguardia.

L’Aldilà dell’Uomo : Nelle Civiltà Babilonese, Egizia, Greca, Latina, Ebraica, Cristiana e Musulmana

L’Aldilà dell’Uomo : Nelle Civiltà Babilonese, Egizia, Greca, Latina, Ebraica, Cristiana e Musulmana

Con il testo dell’Apocalisse di Paolo

Autore/i: Moraldi Luigi

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, prefazione dell’autore.

pp. 270, Milano

Consentiva, con chiarezza, seguendo un’idea affascinante nel suo estremo nitore, Luigi Moraldi ci prende per mano fin dalle prime pagine per invitarci a guardare con occhi antichi al mondo che attende gli uomini dopo la morte.
Forse da sempre, per certo da quando ne abbiamo testimonianza, i nostri lontani predecessori hanno cercato di ancorare l’insicurezza e la fragilità delle loro vite alle certezze di un aldilà.
Hanno creduto che quei valori che essi amavano e che la vita distorceva o deludeva potessero trovare piena realizzazione in un altro mondo.
O invece hanno pensato che, nel bene e nel male, la vita fosse il valore supremo e hanno immaginato che «dopo» potessero esistere solo il lamento e lo strazio per la sua perdita.
Ogni civiltà, ogni religione si è guardata in questo specchio.
E c’è davvero da stupirsi della estrema varietà delle immagini riflesse, così come della cura, del realismo con cui in ognuna sono stati definiti i particolari più minuti.
Quasi che dandosi un traguardo e una meta li si volesse arricchire di tutto il senso della propria esistenza.
Solo uno studioso della perizia di Moraldi, reduce da anni di lavoro sui più antico testi cristiani, ebraici e gnostici, poteva affrontare senza sgomento una simile traversata, dall’Epopea di Ghilgamesh ai Testi dei Sarcofagi, da Omero a Platone a Virgilio, dall’Antico Testamento al Libro della Scala, fino a un testo recondito straordinario come l’Apocalisse di Paolo.
L’ha saputa compiere con tocco leggero e sicuro, esente da ogni tecnicismo, come si conviene quando si vuol far partecipare ogni lettore di un grande tesoro della nostra cultura.

Luigi Moraldi insegna Letteratura cristiana antica e Lingue semitiche comparate e filologia semitica all’Università di Pavia. Tra le sue opere più importanti segnaliamo: Apocrifi del Nuovo Testamento (2 voll.), Torino 1971; Detti Segreti di Gesù, Milano 1975; Manoscritti di Qumrân (II ed.); Torino 1985, Testi gnostici, Torino 1982; Vangeli gnostici, Milano 1984.

Uomini e Destini

Uomini e Destini

Titolo originale: Menschen und Schicksale

Autore/i: Zweig Stefan

Editore: Edizioni Frassinelli

prefazione e traduzione di Cinzia Romani.

pp. XI-252, Milano

In un volume appassionante, Stefan Zweig si accosta alia vicenda terrena di alcuni personaggi – famosissimi e meno noli – liberandoli dalla maschera che la Storia ha loro applicato a seguilo di errate interpretazioni, leggende, fraintendimenti. Filtrati dalla lucida capacità introspettiva e dalla pietas dell’autore, i capitoli del volume si traducono in gradevolissimi, intensi cammei. In essi Zweig s’impegna, con serena equanimità e con un briciolo di ironia, a restituire a una realtà assai più umana e prosaica, talora sanguigna e vibrante, individui avvolti in un’aura di intangibilità. Figure ormai entrate nel mito vengono dunque riportate a una dimensione più autentica e accessibile. Si scopre quindi che Paul Verlaine non ha mai voluto consapevolmente rappresentare il primo bohémien della letteratura borghese; Beatrice Cenci non corrisponde all’esangue martire dipinta da Guido Reni; l’America non si chiama così per volontà, o merito, di Amerigo Vespucci. E, ancora, la mirabile precisione dello scrittore austriaco ricostruisce le ultime ore di un Nietzsche obnubilato dalla pazzia e accudito dalla pia madre, dopo aver subito l’umiliazione del manicomio – «il più grande genio del secolo viene messo in cella» oppure rievoca un Proust non più ospite raffinato e snob dei salotti mondani, ma «frammento d’uomo, consunto e febbricitante» che osserva e prende appunti sulla sua stessa agonia. Uomini illustri e singolari destini rivivono attraverso una rievocazione nitida e partecipe, priva dell’acrimonia di chi addita le inesattezze storiche e animata, al contrario, dal desiderio di ricollocare nella giusta prospettiva e conoscere più a fondo i tratti salienti di alcuni importanti protagonisti della cultura occidentale.

« …Stefan Zweig di diritto appartiene alla schiera degli umanisti dediti al genere biografico per conoscenza diretta dei personaggi, di volta in volta restituiti a un presente non solo letterario, e in forza d’una profonda empatia per il dolore dei moderni. Diversamente dai numerosi biografi che finiscono con l’identificarsi in pieno coi protagonisti dei loro racconti, perdendone di vista l’identità peculiare, in una sovrapposizione inutile e fuorviante, l’autore Viennese lascia parlare i suoi personali maestri come soltanto un vero maieuta sa fare, un naturale promotore dei talenti altrui, o anche degli abbandoni, delle cadute di tono. Non a caso Stefan Zweig e […] lo scrittore che introdusse la psicanalisi nella letteratura… » (dalla Prefazione di Cinzia Romani)

Stefan Zweig nasce a Vienna nel 1881. Figlio di un industrial ebreo, riceve una raffinata formazione culturale, arricchita da viaggi in tutta Europa. Alio scoppio della prima guerra mondiale, assume una posizione di neutralità e l’ascesa del nazionalismo lo induce a trasferirsi a Londra. Durante un soggiorno in Sudamerica, nel 1942, si toglie la vita assieme alia giovane moglie. La sua produzione letteraria annovera poesie, racconti, romanzi, testi teatrali, biografie, saggi critici e un’opera autobiografica.

Uomini e Dio

Uomini e Dio

Titolo originale: Mensen en God

Autore/i: van der Meer Pieter

Editore: Edizioni Paoline

traduzione di Carlo M. Richelmy.

pp. 416, Alba

Van der Meer – nicciano, socialista anarchico scaricatore di porto, amico di Stravinsky, di Picasso, di Maritain e di Bloy, frate, Scrittore sconcertante ma pieno di fascino – e morto a 90 anni il 16 dicembre 1970. Le Edizioni Paoline hanno pubblicato tutte le sue opere migliori – sette – tra cui Uomini e Dio alla 7 ed. Convertito dopo una giovinezza scettica, il suo ritorno alia fede fu segnato – in netto contrasto con quel suo giovanile scetticismo dall’ansia di superare le inquietudini; dal desiderio di una completa certezza: lo avevano impressionato queste parole di Leon Bloy: «Amico mio, se non sei nella Chiesa sei nell’error». Uomini e Dio narra gli avvenimenti della vita di van der Meer nell’arco di tempo che va dal 1911 al 1935. Vita durissima, segnata dei molti colpi da cui puo essere trafitta – nella gioia e nel dolore – l’esistenza di un uomo: due figli morti, la figlia in convento tra le monache di clausura, egli stesso e la moglie – ottenute le debite dispense – in due diversi monasteri, poi una «riunione» insperata nel mondo e una nuova febbrile attività di editore e di scrittore… E attorno a lui l’intelligenza della Francia di quel quarto di secolo: musici quali Satie, pittori quali Picasso e Rouault, letterati quali Bloy, Cocteau, Erembourg, Du Bos, filosofi quali Maritain; e santi, avventurieri e politicanti; avvenimenti quali il Fascismo e l’Action Frangaise, la vita di ieri e di oggi, il periodo più difficile della storia d’Europa. Per l’uomo che vive di fede e sa proiettare la propria personale avventura nell’incommensurabile moto delle galassie, che la beatificante mano di Dio guida verso spiagge misteriose, anche il dolore e la sofferenza acquistano significato: amore e luce di incomparabile violenza, gioco eterno e terribile, sconcertante e insondabile. E già quaggiù, nel deserto talvolta arido dei sentimenti, lo spirito attento può cogliere i segni di quella Presenza invisibile. Una Presenza che si manifesta attraverso la sofferenza, l’arte, la contemplazione.

Un Nuovo Mondo – Riconosci il Vero Senso della Tua Vita

Un Nuovo Mondo – Riconosci il Vero Senso della Tua Vita

Titolo originale: A New Earth. Awakening to Your Life’s Purpose

Autore/i: Tolle Eckhart

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

traduzione e introduzione di Stella e Marina Borruso.

pp. 262, Milano

Eckhart Tolle rappresenta la sintesi perfetta fra millenni di saggezza e il sentire contemporaneo, condensando chiaramente nelle sue pagine gli insegnamenti dei grandi della storia del pensiero, da Buddha a Gesù, ma anche Shakespeare e i Rolling Stones. Il suo messaggio è semplice e rivoluzionario: basta spegnere il rumore di fondo che affolla di pensieri la nostra mente per abbracciare il presente liberi dell’ingombro del nostro ego. È proprio il modello egocentrico di pensiero, l’eccessiva importanza data al nostro io, uno dei maggiori nemici. Da lì deriva quel senso costante di insufficienza, di mancanza che deve essere in qualche modo colmata.
Se invece si vive nel momento, ci si accorge che le cose positive iniziano ad accadere da sole, e se tutti lasciano da parte il proprio ego e si risvegliano verso una nuova consapevolezza, ecco che un nuovo mondo, davvero migliore e pieno di amore, diventa magicamente possibile.

Come Fare Cose con le Parole

Come Fare Cose con le Parole

Titolo originale: How to Do Things with Words

Autore/i: Austin John L.

Editore: Casa Editrice Marietti

introduzione e cura di Carlo Penco e Marina Sbisà, refazione alla I ed. originale di J.O. Urmson, prefazione alla II ed. originale di Marina Sbisà e J.O. Urmson, traduzione di Carla Villata.

pp. 176, Bologna

Insieme al Tractatus e alle Ricerche filosofiche di Wittgenstein, Come fare cose con le parole è uno dei testi che hanno maggiormente influenzato la filosofia del linguaggio nel Novecento. Ricco di forza polemica e di intuizioni geniali, il lavoro di Austin ha segnato una svolta dalla concezione del linguaggio inteso come descrizione del mondo a quella del linguaggio come azione. La sua teoria costituisce ancora oggi uno strumento di classificazione e comprensione non solo per filosofi e linguisti, ma anche per gli studiosi di tante discipline: dalla giurisprudenza all’intelligenza artificiale, dalla sociologia alla teoria della letteratura.

John Langshaw Austin (1911-1960) è il più rappresentativo tra i filosofi analitici di Oxford. Formatosi sui testi di Aristotele, è stato tra i maggiori esponenti della cosiddetta «filosofia del linguaggio ordinario», corrente di pensiero nata tra gli anni ’30 e ’40 del Novecento, che ha autonomamente sviluppato idee analoghe a quelle diffuse da Wittgenstein a Cambridge nello stesso periodo.

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Introduzione di Carlo Penco e Marina Sbisà

Bibliografia

Scritti di J. L. Austin

Nota alla traduzione di Carla Villata


Come fare cose con le parole

Prefazione alla I ed. originale

Prefazione alla II ed. originale

  • Lezione I: Performativi e Constativi
  • Lezione II: Condizioni per la felicità dei performativi
  • Lezione III: Infelicità: colpi a vuoto
  • Lezione IV: Infelicità: abusi
  • Lezione V: Criteri possibili per i performativi
  • Lezione VI: Performativi espliciti
  • Lezione VII: Verbi performativi espliciti
  • Lezione VIII: Atti locutori, illocutori e perlocutori
  • Lezione IX: Distinzioni tra atti illocutori e perlocutori
  • Lezione X: «Nel dire…» vs. «Col dire…»
  • Lezione XI: Asserzioni, performativi e forza illocutoria
  • Lezione XII: Classi di forza illocutoria

Appendice

Indice analitico

Note sull’autore

Don Luigi Orione e Padre Pio da Pietrelcina

Don Luigi Orione e Padre Pio da Pietrelcina

Nel decennio della tormenta: 1923-1933 – Fatti e documenti

Autore/i: Peloso Flavio

Editore: Editoriale Jaca Book

presentazione di Andrea Maria Erba, postfazione di Bartolomeo Sorge.

pp. 192, Milano

«I santi sono la risposta della Provvidenza alle crisi della Chiesa e dell’umanità. Non nascono mai per caso, ma ognuno di essi è latore di un messaggio da parte di Dio…
È avvenuto così anche con don Orione e il padre Pio. I documenti inediti, che ora vedono la luce grazie al prezioso lavoro di don Flavio Peloso, dimostrano che Dio li ha pensati insieme. Il cosiddetto decennio della tormenta (1923-1933), che mise a dura prova le virtù eroiche del frate di Pietrelcina, fu l’occasione provvidenziale perché le strade di don Orione e del padre Pio si incrociassero, e i due santi religiosi insegnassero insieme – con la testimonianza della loro vita – come si ama e si serve la Chiesa. È questo il ‘messaggio’ che essi oggi trasmettono, da parte di Dio, alla Chiesa del terzo millennio…
I documenti finora inediti dell’”Archivio Don Orione” non solo aiutano a ricostruire il retroscena di alcune vicende significative, ma soprattutto rivelano la fede straordinaria e l’amore per la Chiesa con cui esse furono vissute dai due protagonisti». (dalla Postfazione di Bartolomeo Sorge)

Flavio Peloso è nato a Lonigo (Vicenza), nel 1952. È religioso della Piccola Opera della Divina Provvidenza fondata dal beato Luigi Orione. Ordinato sacerdote nel 1979, ba conseguito il dottorato in Liturgia al Pontificio Istituto Sant’Anselmo di Roma. Si è occupato di pastorale giovanile, di formazione dei religiosi e dei laici. Ha scritto diversi articoli di liturgia, di storia e spiritualità orionina.
Tra i libri pubblicati segnaliamo: Santi e santità dopo il Concilio Vaticano II.
Studio teologico-liturgico delle orazioni proprie dei nuovi Beati @ Santi (Bibliotheca Ephemerides Liturgicae, 1991); Frate Ave Maria. Lettere dall’eremo (Piemme, 1996); Don Orione. Intervista verità (San Paolo, 1997); Don Orione, un vero spirito ecumenico (Deboniane, 1997).

Atlante Ideologico

Atlante Ideologico

Autore/i: Ronchey Alberto

Editore: Garzanti Editore

pp. 376, Milano

Vent’anni di viaggi e ricerche, sette anni di successivi riepiloghi su culture e società e personaggi distanti fra loro hanno consentito all’autore di questo libro, che è uno dei più autorevoli giornalisti politici italiani, di tracciare una cronistoria visiva e «aperta», una mappa organica dei programmi e delle utopie del nostro tempo. Fra idee generali e realtà particolari, visioni dottrinarie ed esperienza quotidiana, imperativi dettati dall’alto e «duri fatti» che premono dal basso, il confronto è sempre aspro e multiforme. Nella nostra epoca lo esaspera il moltiplicarsi delle possibilità produttive e riproduttive dell’umanità da un lato, dei mezzi di comunicazione e diffusione delle idee dall’altro : ogni precetto ideologico si propaga e si scontra ben presto con la realtà oggettiva d’un mondo ove nelle aree più progredite cresce continuamente la disponibilità di beni e di servizi, mentre in quelle più arretrate cresce con ritmo preoccupante il numero degli esseri umani in lotta per la pura sopravvivenza. Oggetto della scienza politica sono gli uomini. Ma è difficile per gli uomini essere scienziati di se stessi : troppi sentimenti, speranze, utopie inceppano il meccanismo del loro argomentare. Più d’ogni altra, la scienza politica stenta a percorrere il cammino che deve portarla dallo stadio teologico a quello positivo attraverso quello metafisico. Eppure fin dal ’500, in Italia, Machiavelli era diventato scienziato dell’azione umana, insegnando quel che gli uomini fanno e non quello che dovrebbero fare, e su questo fondando l’autonomia della scienza politica. La lezione è stata progressivamente dimenticata per tre secoli; riaffiora necessariamente oggi che gli uomini sono troppo numerosi, la loro vita è troppo complessa e la loro tecnica troppo potente perché possano governarsi in modo artigianale. Morte dell’ideologia?

Arte d’Amare Araba – Raud Al Atir

Arte d’Amare Araba – Raud Al Atir

Autore/i: An-Nefzaui Mohammed

Editore: Edizioni Mediterranee

presentazione dell’editore, introduzione dell’autore.

pp. 160, Roma

Questo classico dell’erotismo arabo è un testo raro, scritto dallo sceicco Nefzaui, che appare per la prima volta nel mondo occidentale in edizione integrale.
Si tratta di un’opera curiosa e interessante, nella quale il lettore non mancherà di trovare un sapore genuino, proprio di un erotismo naturale e spontaneo.
Nelle sue pagine troviamo descrizioni ed episodi di grande vivacità, da cui emerge un quadro completo e dettagliato dell’arte d’amare dei popoli arabi, ricca di sfumature e variazioni.

L’Uomo di Nazareth

L’Uomo di Nazareth

Autore/i: Franzolin Ugo

Editore: Trevi Editore

pp. 88, Roma

L’Autore si muove nel racconto evangelico con affascinanti proposte interpretative. Giuda, Lazzaro, Maria stessa, sono osservati con intuizioni originali.
La loro vita a fianco del Messia, il loro ambiente, il tempo in cui si svolge la “storia sono rivissuti con rara capacità di scandaglio psicologico, con una valutazione precisa dei motivi storici e politici che opponevano Gesù alla casta sacerdotale del Tempio, corrotta e conformista e che avevano degradato Israele a una provincia dell’impero romano.
Amicizia, disegno politico, sovversione, predestinazione e misticismo sono i temi attorno ai quali Ugo Franzolin costruisce un vasto affresco della Palestina di Gesù, offrendo al lettore più che un’«altra» versione dei fatti, il loro risvolto umano, la traccia di quel canovaccio che il racconto evangelico non registra, ma che è sembrato all’Autore probabile e plausibile, in ogni caso vicino alla nostra idea di favola, che è tanta parte della trascendenza, e alla nostra’ predisposizione a fabbricare «nostre» interpretazioni.
Un libro condotto con una capacità narrativa ben nota a chi ha seguito altre prove impegnative di questo scrittore elegante ed essenziale.

Sulle Sponde del Nilo

Sulle Sponde del Nilo

L’avventura dell’archeologia in Egitto tra grandi scoperte e grandi saccheggi

Autore/i: Fagan Brian

Editore: Edizioni Corbaccio

prefazione e nota dell’autore, traduzione di Maria Elisabetta Craveri.

pp. 360, nn. ill. b/n, Milano

Da sempre l’Antico Egitto ha appassionato esploratori, turisti e “tomb raiders” di tutto il mondo. Che sia stato per la ricerca scientifica e storica, per vanità, o per semplice bramosia e avidità, da Erodoto a Howrad Carter – lo scopritore della tomba di Tutankhamon -, la civiltà egizia ha affascinato ampie schiere di studiosi, condottieri, ladri e avventurieri che per secoli si sono riversati nella Valle del Nilo in cerca di fama, gloria, ricchezza, potere, reperti di inestimabile valore destinati ai musei di mezzo mondo. In una ricostruzione agile ma minuziosa degli eventi e dei personaggi più importanti che hanno fondato – spesso ignari – l’archeologia moderna, Fagan ne restituisce il sapore del pionierismo, attraverso i suoi misteri, i suoi racconti, i suoi intrighi con la politica, le sue corse per arrivare per primi laddove nessun uomo aveva messo più piede da millenni. Ecco come ha avuto inizio l’egittologia, e Fagan ce ne fornisce un resoconto limpido e inaspettato.

Brian Fagan, archeologo inglese, è professore di Antropologia all’University of California di Santa Barbara e membro del Royal Anthropological institute e della New York Academy of Sciences. Ha scritto libri di archeologia e antropologia e ha pubblicato numerosi articoli su riviste specializzate.