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UR – La Storia

UR – La Storia

Autore/i: Gigliuto Giovanni

Editore: Libreria Editrice Torre

seconda edizione, prefazione dell’autore, in copertina: J. W. Whaterhouse, Boreas.

pp. 86, Catania

Dalla Prefazione:
«Queste pagine, scritte da un anonimo autore, sono arrivate fino a me forse per caso.
Ero andato, qualche tempo fa, a curiosare in un caratteristico mercato romano con uno spirito puramente turistico. Girovagavo tra le bancarelle dei pataccari, quando m’imbattei in un vecchio venditore di libri. Un uomo molto magro, forse troppo vecchio, con uno sguardo molto vivo, lucido, sembrava non si curasse dei suoi potenziali clienti. La sua era una piccola bancarella con molti volumi, alcuni dei quali molto vecchi.
Appena mi avvicinai il suo viso s’illuminò. Stranamente, mi invitò a guardare la sua merce e subito mi propose un volume. Era uno strano libro, molto vecchio, grande, con i quattro angoli di copertina in metallo, il tutto chiuso da un lucchetto arrugginito. Il titolo del volume era egualmente strano: Ur – La Storia, la qual cosa mi colpì. Era la storia dei Caldei o cos’altro? Glielo chiesi. Sorridendo mi disse che non lo sapeva affatto, ch’era venuto in possesso del libro da poco tempo e quindi non aveva potuto punto leggerlo. Del resto, come avrebbe fatto? Era ancora chiuso dal lucchetto e non ne aveva mai posseduto la chiave…
Mi sembrò tutto surreale. Comunque accettai di comprarlo. Strano il libro, strano il suo venditore. Senza contrattare, pagai il prezzo richiestomi e me ne andai.
Arrivato a casa, la prima cosa che feci fu quella di procurarmi una pinza per forzare quel lucchetto arrugginito. Appena lo toccai con la mano si aprì con uno scatto inconsueto per la sua apparente vetustà: pensai subito che quel vecchio me l’aveva proprio fatta!
Aperto il libro constatai, con viva meraviglia mista a delusione, che era formato da tante cartelle dentro le quali si trovavano, ben piegati, dei fogli. Erano vergati a mano, una scrittura sobria, molto ben curata. Il risguardo di copertina recava una scritta, sempre colla stessa grafia:
La firma era illeggibile e anche il luogo, ma la data era ben chiara: 5 ottobre 1803.
Incominciai a leggere quei fogli prima con una velocità incredibile, poi lo rilessi più volte lentamente, molto lentamente…
Posso dire solo ora, dopo molto tempo (tanto) che la mia vita è cambiata. Ma non vi dirò di più perché ogni esperienza è incomunicabile, è un segreto…»

Giovanni Gigliuto, Università degli Studi di Catania, Facoltà di Giurisprudenza, Dipartimento di scienze giuridiche.

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Argomenti: Alchimia, Esoterismo,

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