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Martin Heidegger libri, bibliografia, biografia

Martin Heidegger nacque in una famiglia di classe povera il 26 settembre 1889 a Baden, Germania.

La chiesa per cui suo padre Friedrich lavorava come sagrestano pagò per lui i costi di frequenza dell’Università di Friburgo, dove sviluppò un interesse per la filosofia.
Nel 1923, Heidegger iniziò a lavorare come professore di filosofia presso l’Università di Marburg, in Germania; molti dei suoi studenti divennero conosciuti filosofi, tra di essi Leo Strauss, Jacob Klein e Hannah Arendt. Sviluppò lì il pensiero centrale della sua filosofia, che era il problema del senso dell’essere. La sua opera più nota, Sein und Zeit (Essere e tempo), fu pubblicata nel 1927. Nel 1928, fu nominato professore di filosofia presso la sua alma mater, l’Università di Friburgo, dove avrebbe lavorato per il resto della sua vita.

La straordinaria risonanza avuta da “Essere e Tempo” può apparire a prima vista sorprendente soprattutto se si pensa a quello che è propriamente il suo tema: riprendere quel problema della molteplicità dei sensi dell’essere che era già stato avvertito e impostato da Aristotele e dal pensiero greco, e che poi era stato sempre più relegato, in quanto “metafisica”, nell’oblio o nell’insignificanza. Tuttavia la peculiarità di quest’opera e il fatto che, anche contro le intenzioni del suo autore, sia stata intesa come un manifesto della filosofia dell’esistenza si spiegano in quanto la ripresa del problema dell’essere passa necessariamente attraverso lo studio di quell’ente che è l’uomo.

Nel 1933 fu eletto rettore dell’università di Friburgo, ma già nell’anno seguente si dimise da rettore e si distaccò completamente dalla vita politica dedicandosi esclusivamente all’insegnamento, -per diversi anni condurrà un’esistenza appartata e riprenderà l’insegnamento solo nel 1952-.
Di questo periodo è la conferenza romana del 1936 su Hölderlin und das Wesen der Dichtung, pubblicata nel 1937, a cui seguirono nel 1942 il saggio su Platons Lehre von der Wahrheit, nel 1943 Vom Wesen der Wahrheit e infine, nel 1944, Erläuterungen zu Hölderlins Dichtung.

Dal 1945 al 1951 gli fu vietato l’insegnamento dalle potenze occupanti e di questo periodo è l’importante Brief über den Humanismus (1946), dove prende le distanze dalle interpretazioni esistenzialistiche del suo pensiero e annuncia la “svolta” del pensiero in direzione del linguaggio come “dimora dell’essere”; molto importante pure la raccolta di saggi Holzwege (1950), in particolare per la concezione dell’arte come intrinseco accadere della verità e, quindi, per una concezione della verità diversa tanto dai modelli formali e scientificizzanti quanto dalle concezioni proprie delle forme correnti di storicismo.

Nel 1951 H. poté riprendere l’attività di docente (dal 1952 come professore emerito) tenendo corsi e seminari all’univ. di Friburgo e pubblicò una nutrita serie di scritti: nel 1953, l’Einführung in die Metaphysik, che riproduce il testo di lezioni tenute nel 1935; nel 1954, Vorträge und Aufsätze e Was heisst Denken?; nel 1956, Zur Seinsfrage; nel 1957, Der Satz vom Grund e Identität und Differenz; nel 1959, Unterwegs zur Sprache, l’opera forse più importante per le interpretazioni ermeneutiche della filosofia heideggeriana; nel 1961, Nietzsche, due importanti volumi che riprendono corsi universitari degli anni Trenta e Quaranta e che hanno avuto un ruolo determinante soprattutto in Francia e in Italia per la ripresa del problema del nichilismo in rapporto agli sviluppi della metafisica e della tecnica come “destino” dell’Occidente; nel 1962, Die Frage nach dem Ding e nel 1963, Kants These über das Sein; nel 1970, Phänomenologie und Theologie e nel 1971, Schellings Abhandlung vom Wesen der Freiheit, dove sono riprese le lezioni del 1936 sullo stesso tema. Dal 1975 è in corso l’edizione completa delle opere di Heidegger.

La straordinaria risonanza avuta da “Essere e Tempo” può apparire a prima vista sorprendente soprattutto se si pensa a quello che è propriamente il suo tema: riprendere quel problema della molteplicità dei sensi dell’essere che era già stato avvertito e impostato da Aristotele e dal pensiero greco, e che poi era stato sempre più relegato, in quanto “metafisica”, nell’oblio o nell’insignificanza. Tuttavia la peculiarità di quest’opera e il fatto che, anche contro le intenzioni del suo autore, sia stata intesa come un manifesto della filosofia dell’esistenza si spiegano in quanto la ripresa del problema dell’essere passa necessariamente attraverso lo studio di quell’ente che è l’uomo.

L’ontologia quindi deve necessariamente prendere le mosse dall'”analitica esistenziale”, ossia dallo studio dei modi in cui l'”esserci” si rapporta all’essere, a differenza della tradizione, dove spesso la metafisica è intesa come sforzo di trascendere la finitezza, per H. metafisica e finitezza sono inscindibili. L’uomo infatti “esiste” storicamente e temporalmente non perché vive “nel” tempo o in una storia che lo condiziona dall’esterno.

Attraverso l’analitica esistenziale si giunge così non solo a comprendere come decisivo per l’ontologia il rapporto tra essere e tempo, ma anche a gettare nuova luce sull’intera storia della metafisica e a scoprirne i limiti.
Come espressione adeguata della verità viene quindi considerata la proposizione o, meglio, quelle forme di proposizione e di giudizio che siano conformi alle regole della logica, mentre soltanto nell’arte e nel linguaggio permane ancora traccia e sentore del significato originario della verità, occultato dalla metafisica. A sua volta la metafisica non va intesa come una semplice dottrina o una semplice parte della filosofia, bensì come qualcosa che ha permeato e permea in modo decisivo l’intera civiltà occidentale.
Di qui l’importanza del confronto con Nietzsche che, secondo H., sta in un certo senso al culmine dello sviluppo della metafisica.
Egli fu considerato il maggior esponente dell’esistenzialismo ontologico e fenomenologico.
Morì a Friburgo in Brisgovia il 26 Maggio 1976.

Pensiero e Poesia, Heidegger Martin, Armando Armando Editore, 1977 - libro - dettaglio
Interpretazioni Fenomenologiche di Aristotele - Introduzione alla Ricerca Fenomenologica, Heidegger Martin, Guida Editori, 1990 - libro - dettaglio
Logica e Linguaggio, Heidegger Martin, Christian Marinotti Edizioni, 2008 - libro - dettaglio
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Che cos'è la Verità?, Heidegger Martin, Christian Marinotti Edizioni, 2011 - libro - dettaglio
Essere e Tempo, Heidegger Martin, Longanesi & C., 1990 - libro - dettaglio
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Che Cosa Significa Pensare? - 2 Volumi, Heidegger Martin, SugarCo Edizioni, 1978 - libro - dettaglio
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Introduzione alla Filosofia, Heidegger Martin, Bompiani, 2010 - libro - dettaglio
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Metafisica e Nichilismo, Heidegger Martin, Il Melangolo, 2006 - libro - dettaglio
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I Problemi Fondamentali della Fenomenologia, Heidegger Martin, Il Melangolo, 1999 - libro - dettaglio
Concetti Fondamentali della Metafisica, Heidegger Martin, Il Melangolo, 1999 - libro - dettaglio
Principi Metafisici della Logica, Heidegger Martin, Il Melangolo, 2000 - libro - dettaglio
Nietzsche, Heidegger Martin, Adelphi Edizioni, 1994 - libro - dettaglio