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Libri dalla categoria Teletrasporto

Ecologia al Gabinetto

Ecologia al Gabinetto

Come ridurre l’inquinamento degli scarichi sanitari con l’uso di tecnologie semplici e… sedersi sul water con la coscienza «pulita»

Autore/i: Barberi Marco

Editore: Macro Edizioni – Associazione AAM Terranuova

prefazione di Giovanni Damiani, redazione di Emilia COsta.

pp. 110, nn. ill. b/n, Preggio (PG) -Scarperia (FI)

Questo libro di Marco Barberi tratta apparentemente di servizi igienici, ma di fatto affronta questioni di respiro molto più ampio e che investono da una parte il nostro rapporto con l’acqua, e dall’altra con i rifiuti organici.
Un rapporto consumistico, dissipatorio e altamente energivoro, che non lascia tempo al singolo di soffermarsi sulle sue immediate responsabilità legate all’attuale stato di degrado ambientale e di dissesto fisico-molecolare delle acque. Nella descrizione accurata delle soluzioni adottate in varie parti del mondo nel compostaggio dei rifiuti metabolici, si possono annoverare soluzioni pragmatiche e utili in molteplici occasioni; tuttavia, il messaggio che traspare da queste pagine stimolanti, è la necessità di considerare globalmente il nostro atteggiamento rispetto allo smaltimento dei rifiuti organici mediante cacciata d’acqua: la politica della centralizzazione degli scarichi in mega-depuratori a forte assorbimento energetico si è infatti rivelata sostanzialmente fallimentare. Ecco allora che le soluzioni qui proposte assumono delle valenze ideali in una moltitudine di casi e di situazioni, dove la pubblica amministrazione non fornisce, o fornisce in maniera inidonea, interventi risolutivi.
I rifiuti organici sono una risorsa quando vengono compostati e la loro ricchezza viene ricondotta alla terra per chiudere un cerchio, e così è anche per l’acqua, il cui risparmio e rispetto nell’uso che ne facciamo ci lega indelebilmente al nostro possibile futuro.
Questo testo è il risultato di una collaborazione editoriale tra l’Associazione AAM Terra Nuova e la Cooperativa e centro di documentazione MACRO.
Il proposito è di divulgare fatti, esperienze e problematiche della cultura alternativa di oggi, e offrire indicazioni concrete per stili di vita protesi alla ricerca di un rapporto armonioso tra uomo e natura. Inoltre, il senso di queste coedizioni è dare un tangibile esempio delle potenzialità che vi sono, tra persone e organismi mossi da obiettivi comuni, di lavorare e costruire insieme un futuro senza ipoteche.

Il Cavaliere della Rosa

Il Cavaliere della Rosa

Autore/i: von Hofmannsthal Hugo

Editore: Adelphi Edizioni

edizione con testo a fronte, a cura di Franco Serpa.

pp. 300, Milano

Nella vicenda mirabilmente complessa e armoniosa dei rapporti fra Hofmannsthal e Strauss il vertice della perfezione si tocca con Il cavaliere della rosa, opera dove il librettista e il compositore gareggiano strenuamente in felicità poetica. L’incantevole leggerezza della storia («Lei è Da Ponte e Scribe in una sola persona» scriveva Strauss, entusiasta, a Hofmannsthal) va insieme con quella molteplicità delle risonanze che è propria di tutta l’arte di Hofmannsthal. Non solo: si può dire che nel Cavaliere della rosa si cristallizzi l’immagine di una città ideale, quale Hofmannsthal elaborò sulla base di ciò che la sua Vienna era e soprattutto era stata. Ma tutto questo nel segno di un’arte dell’allusione impalpabile e affidandosi pienamente al dettaglio, senza alcuna sottolineatura esortativa. La trama può essere intesa (e da alcuni fu fraintesa) come quella di un’operetta. Eppure, fra l’ambigua seduzione del cavaliere della rosa e l’autunnale malinconia della Marescialla ciò che si dispiega è una geometria metafisica: «sono gruppi di fronte a gruppi, i congiunti sono separati, i separati congiunti. Tutti appartengono l’uno all’altro, e ciò che di loro è il meglio si trova tra l’uno e l’altro: ed è istantaneo ed eterno, e qui è il luogo della musica» (Hofmannsthal).

Museo Diego Rivera – Anahuacalli

Museo Diego Rivera – Anahuacalli

Autore/i: Autori vari

Editore: Miguel Galas

pp. 112, nn. ill. b/n e colori, México

Desde los años treinta, Diego Rivera y Frida Kahlo abrigaron la idea de heredar al pueblo de México dos museos. El primero, el Anahuacalli, resguarda las más de 50 mil piezas prehispánicas que el maestro coleccionó a lo largo de su vida.
El segundo -llamado La Casa Azul-, donde vivió Frida Kahlo, alberga obra y objetos de su universo. Sobre todo, conserva mucho del ambiente en el que ella vivió.
En 1955, Rivera formó un fideicomiso con el Banco de México para administrar y vigilar el cumplimiento de las disposiciones relativas a los dos museos.
A la muerte del artista, el Anahuacalli se encontraba en construcción. Su hija, Ruth Rivera, y el arquitecto Juan O’Gorman supervisaron la conclusión arquitectónica del museo y, gracias a la generosidad de Dolores Olmedo, éste se concluyó en 1963 y se inauguró en 1964.

Diego María de la Concepción Juan Nepomuceno Estanislao de la Rivera y Barrientos Acosta y Rodríguez, mejor conocido como Diego Rivera, nació el 8 de diciembre de 1886 en Guanajuato, Guanajuato. José Carlos María, su hermano gemelo, murió al año y medio. Sus padres fueron don Diego Rivera, maestro rural y editor de un periódico de tendencia liberal, y doña Pilar Barrientos, dedicada al cuidado de su hogar. En 1892 la familia se trasladó a la Ciudad de México, donde viviría de forma permanente.
Considerado uno de los grandes artistas en el ámbito mundial, Rivera ingresó en la Academia de San Carlos a los diez años de edad. De inmediato, sus dotes artísticas asombraron a sus maestros. En 1907, a raíz de su primera exposición individual, el gobierno de Veracruz le otorgó una beca de estudios con la que viajó a España. En 1908 Rivera se instaló en París. Al año siguiente conoció a la pintora rusa Angelina Beloff, quien se convirtió en su primera esposa.
En 1910 Diego volvió a México, donde pasó una temporada e inauguró una muestra individual. Luego regresó a París. Entre 1913 y 1917 Rivera creó un importante número de obras cubistas. También explora otros estilos pictóricos. En 1915 nació su hijo Diego, quien sobrevive pocos meses; tiempo después Angelina y Rivera se divorciaron. En 1921 hizo un decisivo viaje a Italia, donde absorbió las enseñanzas de los maestros antiguos, de cuya obra realizó estudios que lo llevaron a idear su propio estilo.
A mediados de ese año, Rivera volvió a México y se integró al programa cultural del gobierno encabezado por el ministro de Educación, José Vasconcelos. El programa buscaba impulsar las riquezas culturales de México. En 1922 Rivera se casó con Lupe Marín, con quien procreó dos hijas. Se divorciaron en 1928.
Con el tema La creación, en 1922, Rivera ejecutó en la Escuela Nacional Preparatoria (Anfiteatro Bolívar) su primer mural. Le seguirán 15 más, realizados en México y Estados Unidos, como el polémico El hombre en la encrucijada (1933), realizado para el Rockefeller Center de Nueva York y destruido en breve por figurar en él un retrato de Lenin. Sin embargo, el Anahuacalli alberga los bocetos originales.
Junto con su célebre compañera Frida Kahlo, con quien se casó en 1929, Rivera lleva una intensa vida político-cultural. En 1944 pintó su afamado cuadro Desnudo con alcatraces. Con una magna exposición en el Palacio de Bellas Artes, en 1949 fue homenajeado por sus 50 años de labor artística.
En julio de 1954 falleció Frida. Con el deseo de mantener viva su memoria, Rivera decidió crear el Museo Frida Kahlo. En 1955 le diagnosticaron cáncer al muralista. Pese a su enfermedad, él trabaja con vigor. Según su propio diseño, y apoyado por el arquitecto Juan O’Gorman, se concentra en la construcción del Anahuacalli.
En 1956 Diego Rivera cumplió 70 años, por lo que se le rindió un gran homenaje nacional e internacional. De su obra destacan su magna producción mural, sus más de tres mil cuadros, los centenares de dibujos, obras gráficas e ilustraciones, así como su rico legado de escritos. El 24 de noviembre de 1957 falleció en su casa de San Ángel Inn (Museo Casa Estudio Diego Rivera). Está sepultado en la Rotonda de las Personas Ilustres, Panteón Civil de Dolores, Ciudad de México. (Texto: Ingrid Suckaer.)

Abbé Pierre

Abbé Pierre

I poveri sono speranza

Autore/i: Coutaz Lucie

Editore: E.M.I.

traduzione di Gianni Gualanduzzi.

pp. 160, nn. foto b/n f.t., Bologna

«Se Dio esiste è quello che tu fai», gli disse un giorno un miscredente che cominciava a «vedere».
I cenciaioli-costruttori, i poveri che ritrovano dignità e coraggio nell’amore per gli altri, i ricchi provocati nel loro egoismo, i cristiani impegnati a rendere credibile il loro Dio in un mondo di sofferenza, i giovani chiamati a farsi carico dell’ingiustizia in ogni parte della terra: questo vuol dire Abbé Pierre.
E tutto è cominciato quando il prete-deputato chiese ad un ex-forzato. fallito suicida, di «aiutarlo ad aiutare».

Lucie Coutaz che fu vicina all’Abbé Pierre fin dai giorni della Resistenza francese rende con efficacia la figura di uno degli uomini più significativi del nostro tempo.

L’Uomo di Pechino

L’Uomo di Pechino

Un “giallo vero” antropologico: la storia della scoperta e della scomparsa di reperti fossili di inestimabile valore scientifico

Autore/i: Shapiro Harry L.

Editore: SugarCo Edizioni

prefazione dell’autore, traduzione dall’inglese di Maria Gallone.

pp. 208, nn. tavv. b/n f.t., Milano

In questo libro – ad un tempo racconto poliziesco-antropologico ed esposizione illuminante dell’evoluzione umana e della graduale ricostruzione della storia dell’uomo – il dottor Harry L. Shapiro narra della straordinaria scoperta dei resti fossili dell’Uomo di Pechino, della loro successiva scomparsa e del mistero che attualmente avvolge la loro sorte. Scoperti in una cava abbandonata nei pressi di Pechino e identificati nel 1926, rivoluzionarono la teoria dell’evoluzione dell’uomo, provocando sensazione e controversie a non finire negli ambienti scientifici. Benché fossero custoditi gelosamente, sparirono alcuni anni più tardi, quando furono spediti negli Stati Uniti con i bagagli di un gruppo di marines in partenza dalla Cina dopo l’occupazione giapponese.
La loro ricerca ha coinvolto i governi degli USA, della Repubblica popolare cinese, della Cina nazionalista e del Giappone. Furono mobilitati l’FBI, il Dipartimento di Stato americano, dozzine di istituti culturali e centinaia di persone tra studiosi e avventurieri. Investigatori professionisti e dilettanti hanno seguito le tracce dei resti del sinantropo nei luoghi più incredibili, da un capo all’altro del mondo, fin sulla sommità dell’Empire State Building a New York.
A tutt’oggi, i fossili sono accanitamente cercati dagli scienziati di tutto il mondo e «fanno notizia» ogni qual volta ne vengono segnalate le tracce in un punto o nell’altro del globo.

Harry L. Shapiro è nato e cresciuto a Boston. Ha studiato ad Harvard e a Yale. Nel 1923 ha ottenuto una borsa di studio per compiere ricerche genetiche sui discendenti degli ammutinati della nave inglese «Bounty». Ha raccolto il risultato dei suoi studi nel volume The Pitcairn islanders. Ha insegnato alla Columbia University. Attualmente si occupa di antropologia presso il Museo di Storia naturale a New York.

La Tela del Ragno – Il Delitto Moro

La Tela del Ragno – Il Delitto Moro

Autore/i: Flamigni Sergio

Editore: Edizioni Associate

prima edizione, introduzione di Luciano Violante.

pp. 304, ill. b/n, Roma

A dieci anni dall’assassinio di Moro ancora troppi sono gli interrogativi e i dubbi che devono avere una risposta.
Le false informazioni fornite da molti dei personaggi coinvolti in quella vicenda sono Valse finora a depistare le indagini e a rendere intricato l’accertamento della verità. Riempire i vuoti significa adesso fare chiarezza anche sulle complicità all’interno degli apparati dello Stato e sui Sostenitori indiretti dell’operazione Moro.

Sergio Flamigni è stato parlamentare del Pci dal 1968 al 1987 e ha fatto parte della Commissione antimafia, della Commissione d’inchiesta sul caso Moro e di quella sulla loggia massonica P2.

Come Interpretare un’Opera d’Arte

Come Interpretare un’Opera d’Arte

Titolo originale: Why Exhibit Works of Arts? (rist.: Christian and Oriental Philosophy of Art)

Autore/i: Coomaraswamy Ananda K.

Editore: Rusconi

introduzione e traduzione di Grazia Marchianò, collana: Problemi Attuali, in sovraccoperta: Kriśna nella sua manifestazione cosmica, gouache su carta, Rajasthan, sec. XVIII (collezione Ajit Mookerjee, Amburgo).

pp. 162, Milano

Nei tempi antichi, l’arte era un modo di vita. Nell’epoca moderna, invece, si è trasformata in esercizio formale, oppure in moda, speculazione commerciale, feticismo. Le cause del declino sono il filo conduttore di Come interpretare un’opera d’arte. Capitolo dopo capitolo sulla linea di un pensiero appassionato e rigoroso, spesso implacabile, Ananda K. Coomaraswamy sviluppa un organico sistema di filosofia estetica che si richiama ai modelli classici dell’Occidente e alla millenaria tradizione delle arti “native” dell’Oriente. Coomaraswamy approfondisce con impressionante coerenza il discorso sul significato dell’arte intesa come “manufatto”, tirocinio pratico, lavoro utile. L’attuale eclisse, secondo Coomaraswamy, è legata alla scomparsa dell’”operatore” che, libero e responsabile, creava per un bisogno vitale, in un perfetto equilibrio tra fascino e necessità, appagamento estetico e funzionalità. Per confermare la tesi, Coomaraswamy parte da un dato incontrovertibile: nessuno dei popoli primitivi ha mai rinunciato all’arte, ma ha sempre dato vita a una miriade di opere – graffiti, pitture rupestri, statuette votive – nelle quali si rispecchiava la natura metafisica della realtà. In una società “seria”, afferma Coomaraswamy, l’arte è la perenne espressione del sacro. Al valore metafisico dell’arte, infatti, si ispirano i nove saggi del volume, ognuno dei quali risponde a una domanda precisa. A che serve l’arte? Perché nella società contemporanea l’arte è diventata “superstizione”? Esiste un confine fra “arte popolare” e “arte raffinata”? Come nasce il “culto del genio”? Perché esporre nei musei le opere d’arte? Il pensiero di Coomaraswamy ha sempre sollevato consensi ed entusiasmi, ma anche polemiche e un senso di irritazione per i suoi toni severi, talvolta impietosi. I saggi di Come interpretare un’opera d’arte, in realtà, non muovono critiche all’arte occidentale. Ananda K. Coomaraswamy si limita a esprimere la speranza che, superata la sterilità della produzione industriale, la cultura artistica possa trasformarsi in strumento di mediazione fra bellezza e verità, amore e conoscenza.

Ananda K. Coomaraswamy (1877-1947) è stato, con Renè Guènon, il più acuto e profondo indagatore del sostrato comune, simbolico e dottrinario, delle grandi tradizioni spirituali, nonchè impareggiabile conoscitore dell’arte orientale tradizionale. Nato a Colombo da madre inglese e padre tamil, trascorse l’infanzia e l’adolescenza in Inghilterra e visse in seguito in India e negli Stati Uniti. Uomo di vastissima cultura, autore di un gran numero di libri divenuti presto di culto, ha illuminato con i suoi studi i fondamenti della concezione indiana dell’arte, ma anche di quella dell’Occidente medievale.

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Introduzione

  • Percé esporre le opere d’arte?
  • Verità e universalità della filosofia cristiana e orientale dell’arte
  • L’arte è una superstizione o un modo di vita?

Poscritto: nota alla recensione di Richard Florsheim a questo saggio

  • A che cosa serve l’arte?
  • Bellezza e verità
  • La natura dell’arte medioevale
  • La concezione tradizione del ritratto ideale
  • La natura del “folclore” e dell’”arte popolare”
  • La bellezza della matematica. Recensione

Il Maggiolino – La Storia Mai Raccontata della Piccola Volkswagen, dalla Germania degli Anni Trenta al Duemila

Il Maggiolino – La Storia Mai Raccontata della Piccola Volkswagen, dalla Germania degli Anni Trenta al Duemila

Autore/i: Pasi Alessandro

Editore: Marsilio Editori

copia autografata dell’autore, in copertina: riproduzione del primo dépliant di vendita della Volkswagen del 1939.

pp. 216, Venezia

Pochi sanno che i disegni del Maggiolino furono schizzati direttamente da Hitler durante una riunione segreta all’Hotel Kaiserhof di Berlino, nel 1934.
E che l’auto avrebbe dovuto motorizzare il terzo Reich e permettere ai contadini tedeschi delle future (ed eventuali) colonie russe di arrivare a Berlino in poche ore. Eppure il più grande progetto automobilistico di questo secolo stava lì, raccontato dove nessuno l’aveva cercato, sepolto tra le migliaia di pagine dei diari di Albert Speer, l’architetto del Fuhrer, ministro degli armamenti del Reich.
Nasce da lì il progetto della macchina del popolo, un progetto vincente, tanto da aver superato la guerra, la sconfitta di un regime, e da essere diventato un mito così radicato nell’immaginario popolare che persino la Walt Disney lo scelse come protagonista di un notissimo film, campione d’incassi.
Del Maggiolino, nel libro, si racconta tutto: dalla posa della prima pietra della città-fabbrica di Wolfsburg, all’abnegazione degli operai italiani che nascosero i macchinari per salvarli dai russi nel ’45, dalle diecimila auto prodotte nel ’46 al milione del ’65, quando, proprio grazie al Maggiolino la Volkswagen sconfisse i giganti Ford e Renault, fino agli innumerevoli modelli prodotti dalla nascita ai giorni nostri.
Il “Maggiolino” è un libro unico, dove la storia di un’automobile diventa storia del costume e della vita quotidiana degli ultimi cinquant’anni, all’ombra di eventi che hanno cambiato il mondo.

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Introduzione

IL MAGGIOLINO

  • I. – L’auto del popolo
  • II. – L’auto di Hitler
  • III. – L’auto della Wehrmacht
  • IV. – Il processo a Porsche
  • V. – Il miracolo tedesco
  • VI. – La primavera italiana
  • VII. – Trasfigurazione di un oggetto

Consigli per chi vuole acquistare un Maggiolino
Come mantenere al meglio il vostro Maggiolino
Le principali modifiche del Maggiolino
Note
Bibliografia essenziale

La Mente allo Specchio

La Mente allo Specchio

Antologia del buddhismo Ch’an

Autore/i: Autori vari

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione, traduzione e cura di Leonardo Vittorio Arena.

pp. 210, Milano

La mente allo specchio presenta sette opere fondamentali della dottrina Ch’an, la scuola buddhista cinese, composte tutte durante la dinastia T’ang (618-907 d.C.), epoca di grande fioritura culturale e filosofica. Si tratta dei testi più antichi del Ch’an, in cui è già possibile rintracciare in nuce tutti gli elementi che ne caratterizzeranno l’evoluzione successiva. Attraverso la traduzione, condotta direttamente sugli originali cinesi, e il commento ai brani, Leonardo Vittorio Arena ci conduce alla scoperta degli aspetti nodali di un pensiero antirazionale e antispeculativo che, sospendendo il dualismo tipico della filosofia occidentale, permette alla mente di «contemplare allo specchio la propria nudità». Solo così sarà possibile uscire dalle pastoie del linguaggio e della logica comuni, che tutto pretendono di nominare e classificare, e contemplare la realtà. E solo così si potrà attingere agli insegnamenti più profondi del buddhismo e raggiungere la suprema condizione dell’illuminazione.

Leonardo Vittorio Arena insegna Filosofie dell’Estremo Oriente all’Università di Urbino. impartisce una tecnica di meditazione su spunti buddhisti e sufi.
Per Mondadori ha pubblicato: Samurai (2002) e Kamikaze (2003).

Antonio da Padova

Antonio da Padova

Autore/i: Scandaletti Paolo

Editore: Rusconi

prima edizione.

pp. 218, nn. tavv. a colori f.t., Milano

È abbastanza sorprendente che alla diffusa popolarità di sant’Antonio da Padova (1195-1231) si contrapponga generalmente una scarsa conoscenza del personaggio storico. Che tipo era Antonio? Quali pensieri e interessi lo muovevano e quali scelte determinanti ha effettuato, quali le vittorie e le sconfitte da mettere nel conto? La sua figura assume rilievo nella suggestiva cornice medioevale europea così ricca di eventi e di fermenti; in essa spiccano personaggi di grande rilievo come Federico II di Svevia e papa Gregorio IX, accanto ai quali la figura di Antonio sembra distinguersi per la singolare ed appassionante vicenda umana.
Di origine nobile e di formazione agostiniana, egli si fa frate minore e, in contrasto con Francesco, apre all’ordine la via della cultura e degli studi teologici, combatte a modo suo l’eresia e l’usura, scrive due libri che Dante legge e tiene in gran conto, sviluppa un intenso rapporto con le università di Bologna, Tolosa, Montpellier, Padova, collabora coi benedettini e i domenicani, attacca i vescovi e i preti che danno scandalo, è ritroso a frequentare la curia romana. Muore a 36 anni, suscitando una lotta armata per il possesso della sua salma. Dalla ricomposizione dell’Antonio storico dell’intellettuale curioso e aggiornato, del docente e dello scrittore ricercato dai dotti, del predicatore che infiamma la folla, e quindi dalla rivisitazione critica dell’uomo e dello studioso, emerge sorprendentemente un personaggio ignorato o per lo meno pregiudizievolmente trascurato nelle sue caratteristiche. Questa nuova biografia, rigorosa e di accattivante lettura, senza nulla togliere all’immagine tradizionale che di Antonio mantengono i devoti, offre un ritratto a tutto tondo rivelatore di aspetti inediti e originali della sua personalità.
Paolo Scandaletti ha inserito attentamente questa “storia” nello spaccato suggestivo dell’epoca medioevale cercando anche di spiegare come e perché questo frate lusitano abbia scelto Padova come città del cuore e quale recondito rapporto si sia instaurato con essa. Egli ha indagato con fervido impegno sul fenomeno antoniano e sui suoi sorprendenti sviluppi, sulle testimonianze di altri santi, di papi e di grandi artisti (come Donatello e Tiziano) e ha allargato l’indagine agli aspetti che in qualche modo sono stati influenzati dalla grande personalità del santo. Ne risulta una lettura avvincente, un”contributo nuovo e originale agli studi su sant’Antonio da Padova.

Antonio non faceva politica; ma la sua lotta alle sopraffazioni e alle ingiustizie, mossa da intenti religiosi, serviva anche a ricomporre il tessuto sociale, frantumato dal mito del far denaro: un’”arte” che presto aveva sbarazzato il vivere civile da regole e scrupoli e riservato la maggiore considerazione ai più abili e spregiudicati. Per molti, quella di Antonio è stata una testimonianza scomoda, un termine di paragone piuttosto imbarazzante. In lui parole e vita scorrevano con naturalezza sul medesimo binario, prediche e scelte formavano un tutt’uno compatto e coerente. Così, proiettato nella storia per mano di Dio, vi portò un certo scompiglio, ma riuscì come pochi a sprigionare negli uomini anche la fede e l’amore, portando molti dalla sua parte, quella del messaggio evangelico. Dalle bolle pontificie del 1231 e del 1232, emanate per esaltarne la santità e proporne il culto, tutto ciò appare già decisamente nitido e spiega i motivi per i quali, oltre ogni consuetudine e dandone garanzia personale ai cardinali titubanti, Gregorio IX lo pose sugli altari in soli undici mesi. E quanto il papa avesse ragione è provato dal “fenomeno antoniano”, innescatosi subito dopo la morte e cresciuto per sette Secoli e mezzo, sino a fare oggi di Antonio il santo più venerato del mondo.

Paolo Scandaletti, padovano di nascita e romano d’adozione, è giornalista di mestiere e scrittore per passione. Ha iniziato la professione per la via maestra della cronaca a «L’Avvenire d’Italia», è passato poi a «Il Gazzettino» per il quale ha viaggiato in Italia e in vari paesi del mondo. Ha realizzato inchieste sui partiti e le forze sociali, specializzandosi infine nel commento politico.
Ha pubblicato: Veneto ottanta (1972), Le tentazioni del compromesso (1976) col quale è stato finalista al Premio Estense, La fine del compromesso (1979) e Un papa dalla Polonia con Bogumil Lewandowsky e Blazej Kruszylowicz (1979).

La Voce degli Angeli

La Voce degli Angeli

57 modi per chiamare un angelo nella tua vita

Autore/i: Keller Joyce

Editore: Armenia Editore

introduzione dell’autrice, traduzione di Franco Ossola.

pp. 192, ill. b/n, Milano

La voce degli angeli è destinato a tutti coloro che sono interessati a entrare in contatto con le creature celesti per invocarne l’aiuto e la guida. Il volume offre decine di esempi su come propiziare l’intervento degli angeli che hanno il potere di stimolare e persino di cambiare in maniera radicale il corso dell’esistenza. L’autrice propone un metodo per affrontare qualunque situazione:

  • come trovare l’anima gemella;
  • come accrescere la prosperità;
  • come rimanere giovani;
  • come guarire se stessi;
  • come comunicare con i propri cari scomparsi.

I Sogni

I Sogni

Risposte di oggi alle domande di domani

Autore/i: Cayce Edgar; Thurston Mark

Editore: Edizioni Mediterranee

presentazione di Charles Thomas Cayce, introduzione di Mark Thurston, traduzione dall’inglese di Marika Melandri.

pp. 240, Roma

In questo libro Mark Thurston si spinge al di là della semplice interpretazione dei sogni, per offrire al lettore una guida affascinante e ricca di suggerimenti sul significato dei simboli, sulla corrispondenza tra sogni e vita quotidiana, e su come riuscire a ricordarli. L’Autore svela la saggezza misteriosa dei sogni, risorsa unica nel loro genere per aiutare l’uomo a prepararsi agli eventi futuri, a superare gli ostacoli e a crescere personalmente e spiritualmente. Una serie di esercizi pratici e un utilissimo dizionario sulla simbologia dei sogni di Edgar Cayce facilitano una migliore comprensione e una più vasta interpretazione dei sogni.

Edgar Cayce, nato nel Kentucky (U.S.A.) nel 1877 e morto nel 1945, è considerato uno dei più grandi medium e guaritori dei nostri tempi. Durante le sue particolari trance medianiche, egli ha eseguito oltre 14.000 consultazioni ed analisi, dando anche consigli di tipo medico-empirico, oggi raccolte presso la A.R.E. (Association for Research and Enlightenment) a Virginia Beach, (U.S.A).
Circa 8.000 delle sue «letture» hanno carattere medico e psicologico; le altre rispondono a questioni storiche, scientifiche, esoteriche, archeologiche, politiche e sociali.
Esse sono state oggi raccolte e possono essere consultate presso la A.R.E.

Mark Thurston, insegnante, scrittore e collaboratore dell’A.R.E. (Association for Research and Enlightenment) fondata nel 1931 a Virginia Beach (U.S.A.) da Edgar Cayce. Esperto psicologo e consulente personale e professionale, ha condotto numerosi seminari negli Stati Uniti e nel Canada.

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Presentazione di Charles Thomas Cayce

Introduzione

Prima Parte

CHE COS’E UN SOGNO?

1. La saggezza misteriosa dei sogni

2. L’anatomia di un sogno

3. Come ricordare i sogni

Seconda Parte

L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI

4. L’approccio all’interpretazione dei sogni

5. Come riassumere il contenuto del sogno

6. La corrispondenza tra sogno e vita quotidiana

7. Il significato dei simboli

Terza Parte

SOGNI PSICHICI E SPIRITUALI

8. La realtà delle esperienze oniriche

9. Sogni di potere: lucidità, viaggio astrale, ed esperienze fuori dal corpo

10. L’ESP e i messaggi-guida contenuti nei sogni

Quarta Parte

DIZIONARIO

Dizionario dei simboli onirici di Edgar Cayce

Bibliografia

Le Confessioni

Le Confessioni

Autore/i: Agostino d’Ippona

Editore: Edizioni Piemme

introduzione e commento di Hans Urs Von Balthasar, traduzione di Guido Sommavilla.

pp. 368, Casale Monferrato (AL)

Questa edizione delle Confessioni offre al lettore una nuova traduzione italiana del capolavoro di sant’Agostino, corredata da alcuni ausilii alla lettura curati dal grande teologo svizzero Hans Urs von Balthasar, il quale delinea con straordinaria efficacia la figura di Agostino e conduce per mano il lettore alla comprensione della sua grande opera:

  • l’introduzione dà la chiave di lettura del testo in rapporto ai temi fondamentali e alle altre opere di Agostino;
  • le note esplicative informano con precisione e sinteticità su personaggi, concetti e problemi, affinché anche il lettore non specialista penetri a fondo nell’argomento;
  • la suddivisione in capitoli e paragrafi con i relativi titoli e sottotitoli permette di orientarsi con facilità nell’universo agostiniano;
  • l’indice tematico e dei nomi è uno strumento utilissimo per rintracciare un determinato passo o per una consultazione relativa agli argomenti dell’opera.

La nuova traduzione italiana, preparata da padre Guido Sommavilla S.J.
sulla base del testo latino nell’edizione critica di F. Skutella, si presenta limpida e di immediata comprensione, pur cercando di conservare tutta la esuberante ricchezza del linguaggio originario di sant’Agostino.

«L’opera se ne sta sola e senza confronti non soltanto tra gli altri numerosi libri di Agostino, ma nel suo tempo, anzi nella letteratura universale.
Con le Confessioni nasce qualcosa di totalmente nuovo che si tradisce già nel titolo: una lunga preghiera che intende essere una lode (confessio) di Dio, unitamente a una confessione vera è propria (sempre confessio) della propria esistenza passata, traviata e rientrata sulla via di Dio, del suo stato attuale e delle Sue radici nei fondamenti della creazione e nel grembo della Chiesa.
Se qui il pensiero appare in ultima analisi come un dialogo di preghiera con la suprema verità, e tutta la propria esistenza fino ai suoi presupposti ultimi viene messa a nudo in questa preghiera davanti a Dio e agli uomini, è giusto denominare l’opera come “esistenziale” in senso cristiano: la via a Dio di Agostino e la sua riflessione al riguardo ne sono il doppio aspetto indivisibile.
Ma questa riflessione si compie di continuo sotto la luce di Dio che penetra nel suo autore: non lui informa Dio su di sé, ma si fa informare da Dio. Anche là dove l’autore si abbandona a brulicanti riflessioni su domande abissali – da dove il male? che cosa è il tempo? quali i fondamenti della creazione? – egli non cambia: la riflessione viene interrotta da sempre nuove preghiere, da invocazioni di luce, e la luce discende da Dio, per lo più mediata dalla biblica parola di Dio. In tal modo l’antica parola confessio viene ripresa in un senso totalmente nuovo». (Hans Urs von Balthasar)

Risposta alla Bibbia di Mosca

Risposta alla Bibbia di Mosca

Autore/i: Wurmbrand Richard

Editore: Edizioni Paoline

introduzione dell’autore, versione integrale dal francese di Giovanni M. Chiesa.

pp. 240, Roma

In ogni parte del mondo dove gli uomini sanno scrivere esiste un Libro sacro: Bibbia, Corano, Veda… Anche il mondo comunista si è dato una Bibbia. Si chiama Manuale dell’ateo, è stato redatto da un gruppo di professori dell’Accademia delle Scienze di Mosca, qui pubblicato per la prima volta nel 1961, tradotto e diffuso in varie lingue nei paesi socialisti. Scopo principale del manuale dei senza Dio è naturalmente quello di dimostrare che Dio non esiste: per tentarci, gli accademici moscoviti hanno dato fondo a tutto il loro sapere, attaccando la religione, e specialmente il cristianesimo, sul piano delle discipline storiche, delle Scienze naturali e della speculazione fflosofica.
Questa enciclopedia (quasi settecento pagine) dell’ateismo sovietico non aveva ancora ricevuto una risposta adeguata.
Richard Wurmbrand, con la sua Risposta alla Bibbia di Mosca, assolve il compito nel miglior modo possibile, seguendo pazientemente, passo dopo passo, il ragionamento degli avversari, confutandolo minuziosamente, e riproponendo, di volta in volta, l’esatta prospettiva indicata dalla storia, dalle scienze, dalla fede.
Benché il libro del Wurmbrand affronti le più grosse e fondamentali questioni dell’esistenza umana, l’argomentazione si mantiene costantemente chiara e semplice, alla portata di tutti; l’esposizione si snoda in forma brillante, spesso ironica, ricorrendo talvolta anche alle barzellette, quando si rivelano necessarie per far capire meglio il senso dei problemi sul tappeto.

Richard Wurmbrand, nato in Romania nel 1909, ateo lui stesso fino all’età di trent’anni, convertitosi al cristianesimo, è stato vittima sia delle persecuzioni naziste, sia di quelle comuniste, durate queste ultime quattordici anni, fino all’espulsione dal proprio paese nel 1965.
Esponente tra i più noti del dissenso anti-sovietico, il Wurmbrand esercita ora il ministero di pastore protestante, è fondatore e animatore dell’associazione “Gesù per il mondo comunista” (chiamata anche “Associazione evangelica per la Chiesa del silenzio”), ha pubblicato opere di successo, tradotte in molte lingue, tra cui ad es., Mio caro diavolo. Ipotesi demonologiche su Marx e sul marxismo (Edizioni Paoline, 1979).

Le Aree del Piacere

Le Aree del Piacere

Una guida scientifica alle sorgenti della felicità

Autore/i: Campbell Herbert James

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

unica edizione, prefazione e introduzione dell’autore.

pp. 318, Milano

Nel mobile quadro dell’evoluzione ciò che principalmente distingue ogni essere animale è la ricerca del piacere: ma in questa ricerca, l’uomo che pur occupa il vertice della gerarchia animale non mette interamente a frutto i vantaggi della sua enorme superiorità. Con gli occhi, le orecchie, la pelle, le papille gustative e i muscoli, ogni momento milioni di uomini si comportano in modo complicato o ipocrita per far ciò che i pesci e i coccodrilli, per esempio, fanno con la più genuina semplicità. Gran parte della specie umana indossa vestiti, adopera coltello e forchetta, usa linguaggi complessi e sofisticati, ma non utilizza appieno le sue straordinarie capacità cerebrali, limitandosi a cercare il piacere in modi «subumani», con un investimento di energie mentali poco più elevato di quello proprio degli animali inferiori. Alla luce dei risultati oggi raggiunti dalla neurofisiologia e dalla scienza del comportamento è possibile stabilire su basi di consapevolezza e orientare verso scopi veramente umani la naturale ricerca del piacere? E la domanda centrale a cui questo libro vuol dare risposta. Nella lenta ascesa dell’individuo dall’embrione alle forme più sviluppate di maturità, il cervello si rivela un organo dei più complessi, capace di ospitare meccanismi di elaborazione superiori di circa un milione di volte a quelli del centro spaziale di Houston. Da questa prodigiosa fonte di energie, che non tutti gli uomini sanno sfruttare, si dipartono tutte le forze motrici della psicologia e del comportamento. Se la struttura del cervello umano non è ancora interamente nota nelle sue possibilità d’impiego, in base al funzionamento delle sue parti finora note già si possono ricavare gli elementi di una vera e propria scienza del piacere. Già sappiamo infatti come e perché l’uomo persegue il piacere erotico e quello artistico, quello agonistico e quello intellettuale, che cosa rende un sentimento sublime o negativo, da quali spinte cerebrali nascono le tendenze che si materializzano poi nella pornografia o nella moda per gli oroscopi, nel conformismo o nello spirito di rivolta. Di qui le indicazioni che questo libro fornisce per «programmare» la felicità, per utilizzare nel modo più puro gli impulsi profondi dell’essere, per umanizzare l’«animalità» connaturata a tanti aspetti della ricerca del piacere.

Herbert James Campbell e nato a Londra nel 1925.
Fisiologo e psichiatra, ha lavorato presso l’Università di Londra, il Collège de France di Parigi, l’Istituto Max Planck per gli studi sul cervello di Francoforte. Ha già pubblicato diverse opere di alta specializzazione, e questo è il suo primo libro divulgativo.

Una Donna al Giorno

Una Donna al Giorno

Autore/i: Comisso Giovanni

Editore: Neri Pozza Editore

presentazione di Gian Antonio Cibotto.

pp. 96, Milano

Apparso nel 1949 per i tipi della Longanesi, Una donna al giorno è un vivacissimo racconto di avventure erotiche vissute in margine all’esperienza tragica della guerra, che nessun recensore, allora, giudicò degno di attenzione. Soltanto Roberto Rossellini se ne interessò pensando di trarne un film.. Ma il libro scomparve subito dalle librerie perché condannato per oscenità e sequestrato.
L’autore dichiarato in copertina era un certo Gigetto Figallo, pseudonimo di Luigi Pavanello, il fido segretario di Giovanni Comisso.
In realtà il Figallo – un nome che sapeva lontano un miglio di invenzione scherzosa – era solo l’autore delle avventure picaresche e del racconto orale che ne aveva fatto a Comisso.
Ma il libro che da esse ne scaturì, così come oggi lo leggiamo nella sua intatta freschezza creativa, e solo di Giovanni Comisso. Il quale non ha fatto a tempo a rivendicarne pubblicamente la paternità.
Esiste per altro una dichiarazione congiunta di Comisso e di Pavanello, depositata presso un notaio di Venezia, che riconosce allo scrittore trevigiano la titolarità dell’opera.
E tempo dunque che Una donna al giorno figuri a pieno titolo tra le opere di Comisso, e che gli estimatori dello scrittore accolgano nella schiera dei suoi personaggi più singolari il giovane soldato italiano protagonista di questo romanzo e la galleria di donne – molte le tedesche – che riescono a sopravvivere alla tragicità della vita quotidiana tuffandosi nel lago del piacere-amore.
Alcuni volti sono scorciati di maniera, però «quello di Vuagia – ha scritto Gian Antonio Cibotto – è tratteggiato con delicata finezza, all’insegna di un dolore che spicca con grande risalto nella temperie apocalittica che sembra aver rubato agli uomini, in fuga da un paese all’altro, ogni barlume di fiducia in se stessi e nel domani».

Giovanni Comisso nasce a Treviso nel 1895 e lì muore nel 1969. Viaggia attraverso l’Africa, l’Asia e l’Europa come corrispondente di importanti giornali («Gazzetta del popolo», «Stampa», «Corriere della Sera»). Il suo primo volume di prosa è del 1925, Il porto dell’amore. La sua vasta produzione narrativa comprende libri di viaggi, romanzi e saggi tra cui Questa è Parigi, Il delitto di Fausto Diamante, Storia di un patrimonio, Più che l’amore, I due compagni, L’italiano errante per l’Italia, Amori d’Oriente, Gioco d’infanzia. Di Comisso Neri Pozza pubblicò Agenti segreti di Venezia, Gente di Mare, Al Sud, Storia di un patrimonio, Una donna al giorno.

Navi in Bottiglia – Tutti i Segreti per Costruire in Bottiglia i più Bei Velieri d’Epoca

Navi in Bottiglia – Tutti i Segreti per Costruire in Bottiglia i più Bei Velieri d’Epoca

Titolo originale: Ships in Bottles

Autore/i: Berchem F.R.

Editore: Pan Libri – Armenia Editore

prefazione dell’autore, traduzione di Roberto Sorgo, collana: Pratica.

pp. 160, nn. ill. in b/n, Milano

Quante volte ci siamo trovati ad ammirare attoniti la miniatura particolareggiata di un veliero prigioniero di una bottiglia chiedendoci: «Ma com’è possibile creare riproduzioni così identiche all’originale e poi riuscire a farle entrare in una bottiglia?» Frederick Berchem, che realizza navi in miniatura da quarant’anni, dice di aver appreso l’arte da un vecchio capitano scozzese e spiega in questo maneggevole libretto come procedere alla creazione in scala ridotta dei più affascinanti velieri che hanno solcato i mari. Schemini dettagliati e disegni dai minuziosi particolari aiutano passo dopo passo coloro che desiderano cimentarsi in questo artistico passatempo che richiede pazienza e impegno ma dà risultati di grande soddisfazione. Navi in bottiglia è una guida unica e indispensabile che, svelando molti trucchi e mettendo in guardia i lettori dai possibili errori, trasforma in realtà il sogno di chi da tempo desiderava costruire questi estrosi soprammobili che mai finiscono di affascinare collezionisti e amanti del mondo marinaresco.

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Prefazione

Costruire una nave in bottiglia

  • Scelta del modello
  • La bottiglia
  • Scafo
  • Fori nello scafo
  • Bompresso
    a – Per rinforzare il bompresso
  • Alberatura
    a – Albero di trinchetto
  • Attrezzatura
    a – Attrezzatura di taglio
    b – Attrezzatura di boma di mezzana e del picco di randa
    c – Attrezzatura e sistemazione dei pennoni
    d – Attrezzatura dell’albero di mezzana
  • Velatura
  • Bandiere
  • Preparazione della bottiglia
  • Sistemazione della nave nella bottiglia
  • Accessori
    a – Casotti
    b – Scialuppe di salvataggio
    c – Nodo a turbante in tre parti
  • Piroscafo transatlantico
  • Nave cabotiera/passeggeri britannica
  • Nave mercantile francese: Mediterraneo, XVIII secolo
  • Nave baleniera attrezzata a brigantino a palo: 1890-1900
  • Il Nonsuch: Ketch del XVII secolo
  • Goletta con diverso metodo costruttivo

Bécon-les-Bruyères

Bécon-les-Bruyères

Titolo originale: Bécon-les-Bruyères

Autore/i: Bove Emmanuel

Editore: Il Melangolo

traduzione di Carlo Alberto Bonadies, in copertina: Maurice Utrillo, Place J.B. Clément, progetto grafico: Christoph Radl..

pp. 80, Genova

Pubblicato nel 1927, Bécon-les-Bruyères, terzo titolo di Emmanuel Bove, occupa un posto particolare nell’opera del grande scrittore francese. Dedicato a un sobborgo della periferia parigina, il libretto descrive una sorta di realtà minerale, rigorosamente priva di personaggi o azione drammatica. Vagando per le strade di questa moderna terra di nessuno, il narratore boviano, in un singolare impasto di ironia e poesia impersonale, consegna Bécon-les-Bruyères, anonima e quindi universale, ai grandi luoghi mitici della letteratura di ogni tempo.

Di Emmanuel Bove Il melangolo ha pubblicato Un padre e una figlia. Tra le sue opere in edizione italiana ricordiamo: Armand, Marietti, Genova 1989. Diario in inverno, Marietti, Genova 1990. I miei amici, Feltrinelli, Milano 1991. L’amore di Pierre Neuhart, Le Mani, Recco 1993.

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  • BÉCON-LES-BRUYÈRES

Nota editoriale

Ascoltare la Musica dell’Anima

Ascoltare la Musica dell’Anima

Autore/i: Gialâl ad-Dîn Rûmî

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione e cura di Massimo Jevolella.

pp. 96, Milano

«Come potresti diventare amaro, quando in realtà tu sei una miniera di dolcezze?» (Rumi)

Dalla Persia del Duecento i versi di infinita dolcezza del grande poeta mistico fondatore della confraternita dei “dervisci rotanti”. Un viaggio nelle profondità dell’animo, un messaggio di gioia, energia spirituale e artistica che ci mostra il volto di un Islam festoso, tollerante, teso verso la purezza assoluta. Parole colme di sacro entusiasmo, visioni e racconti che innalzano un’ode al divino e all’umanità tutta prospettando un mondo di pace senza conflitti di religione o civiltà.

La Voce delle Onde – Romanzo

La Voce delle Onde – Romanzo

Titolo originale: Shiosai

Autore/i: Mishima Yukio

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

sesta edizione, traduzione dall’americano di Liliana Frassati Sommavilla, titolo della traduzione americana di Meredith Watherby: The Sound of Waves, in copertina: disegno di Hideto Suzuki (elaborazione).

pp. 184, Milano

Senza mai chetarsi, ora infuriata ora implacabile, la voce delle onde ci accompagna durante tutta la lettura di questo romanzo. Si tratta di una storia d’amore che sulla sponda del mare nasce e si sviluppa, raggiungendo apici di toccante e poetica spontaneità e semplicità. La vita, fatta di coraggio e di sacrificio, di un povero villaggio di pescatori giapponesi è lo sfondo per le uscite sul mare in tempesta, la pesca delle perle e i convegni d’amore di due giovani protagonisti, Shinji e Hatsue, su al tempio di Yashiro, che dall’alto del monte domina l’Isola del canto – Uta-jima – come armoniosamente la chiamano i suoi abitanti.
Questo racconto, per la sua raffinata sensibilità, occupa un posto di rilievo nella vasta produzione di Yukio Mishima (1925-1970), uno dei maggiori esponenti della letteratura giapponese moderna; ricordiamo fra i suoi romanzi Il Padiglione d’oro, Dopo il banchetto, Confessioni di una maschera, Trastulli di animali, pubblicati con molto successo da Feltrinelli.