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Libri dalla categoria Mass-Media

Violenza e Tabù

Violenza e Tabù

Percorsi filosofici di confine

Autore/i: Türcke Christoph

Editore: Garzanti Editore

introduzione di Cesare Cases, traduzione dal tedesco di Umberto Colla.

pp. 144, Milano

«Il rifiuto di ogni violenza è soltanto la sua ipocrita approvazione. Ciò non significa tuttavia che sia giusta la sua approvazione esplicita. Piuttosto, la maturità spirituale si deve far valere distruggendo l’illusione dell’assenza di violenza e distinguendo invece nel modo più coscienzioso tra violenza legittima e illegittima. Questo è oltremodo difficile, poiché la violenza è divenuta più che mai inafferrabile: nelle sue forme più sottili come in quelle manifestamente devastanti»: è questo il piglio, deciso e pungente, con cui Christoph Türcke affronta, in Violenza e tabù, una serie di questioni filosofiche, smascherando luoghi comuni e rassicuranti banalità, dimostrando come tante nobili battaglie finiscano in realtà per perpetuare ciò che vorrebbero distruggere.
Muovendosi con aggressiva sicurezza tra filosofia e psicologia, politica e teologia, sociologia e diritto, Türcke affonda il suo bisturi polemico in aree apparentemente lontane: dalla questione tedesca (e annesse tesi «revisioniste» su Hitler e Stalin) all’ecumenismo della buona volontà ecologista, dalle prediche sul rispetto per la vita alla Albert Schweitzer al dibattito sul rapporto tra spirito e natura nel conflitto tra i sessi, con scorribande su matriarcato e femminismo; dalla teoria junghiana degli archetipi al rapporto tra Freud e la religione.
A unificare questi scritti è in primo luogo la provocatoria radicalità delle posizioni, raggiunte con argomentazioni sempre lucide e acute; e soprattutto un bersaglio comune, querulo e invadente, soffocante e stucchevole. Perché, come nota Cesare Cases nella sua introduzione, «anche da noi la chiacchiera oscura l’orizzonte come gli uccelli di Hitchcock; i filosofi, quando non giustificano direttamente la guerra, riversano sui lettori il loro squallido ottimismo verbale e le loro elucubrazioni etiche derise da Türcke. Su questi lettori, i suoi saggi non potranno non avere un effetto demistificante e corroborante».

Christoph Türcke è nato nel 1948, ha studiato filosofia e teologia a Francoforte e insegnato teologia evangelica a Lüneburg e filosofia a Kassel. Attualmente è professore all’università di San Paolo del Brasile. Tra le sue opere, Zum ideologiekritischen Potential der Theologie (Sul potenziale ideologico critico della teologia, 1979, 1990); il saggio Il colpo di genio di Lutero: la razionalizzazione della magia, pubblicato con uno scritto di Friedrich Wilhelm Pohl sotto il titolo Heilige Hure Vernunft (Santa puttana ragione, 1983); Vermittlnng als Gott. Metaphysische Grillen und theologische Mucken didaktisierter Wissenschaft (La mediazione come Dio. Grilli metafisici e capricci teologici di una scienza didattizzata, 1986); Die neue Geschaftigkeit (La nuova alacrità, 1989) e Der tolle Mensch.
Nietzsche und der Wahnsinn der Vernunft (Il folle. Nietzsche e la demenza della ragione, 1989).

Viaggio in India

Viaggio in India

(«Aus Indien»)

Autore/i: Hesse Hermann

Editore: SugarCo Edizioni

prefazione dell’editore, traduzione di Franca Barda.

pp. VI-122, Milano

Resoconto di alcuni mesi di viaggio (dal settembre all’inverno del 1911) trascorsi da Hesse nel lontano Oriente e precisamente nella Malesia occidentale, a Sumatra e nell’isola di Ceylon, quest’opera, pur nei limiti di un rapido anche se lucido e intelligente ritratto dei paesi visitati, contiene già, nelle sue pieghe, quelle Indie minori, quel fantasma dell’Oriente mitico, «casa e gioventù dell’anima e unione di ogni tempo», che tanto peso avrebbe avuto sul suo futuro sviluppo di narratore e, attraverso i suoi romanzi, sui giovani delle ultime generazioni che lo hanno oggi imprevedibilmente riscoperto.

Hermann Hesse (1877-1962) è considerato, con Thomas Mann, uno dei maggiori scrittori di lingua tedesca di questo secolo. Tra le numerose opere tradotte in italiano ricordiamo: Demian, Il lupo della steppa, Siddharta. Pubblicati dalla SugarCo nella collana Tasco: Amicizia, Viaggio in India, Pellegrinaggio d’autunno, Francesco d’Assisi, False vocazioni (riuniti anche nel volume La stagione della giovinezza), Hermann Lauscher, L’azzurra lontananza, Fragilità, Tempo di fieno, La promessa, Racconti indiani, Da un’altra stella. Nel 1946 gli fu attribuito il premio Nobel per la letteratura.

Il Gioco dei Buzios – La Divinazione nel Candomblé Brasiliano

Il Gioco dei Buzios – La Divinazione nel Candomblé Brasiliano

Autore/i: Barba Bruno

Editore: Xenia Edizioni

premessa dell’autore, disegni di Monica Gobbi, le illustrazioni degli odus sono di Pedro Rafael.

pp. 188, nn. illustrazioni b/n, Milano

Conoscere il proprio destino, il proprio futuro, il volere delle entità che reggono la nostra vita è sempre stata un’aspirazione dell’uomo. Il Candomblé brasiliano, la religione portata nel Nuovo Mondo dagli schiavi africani e trasformatasi dopo l’incontro con il Cattolicesimo dei conquistatori portoghesi, si propone di svelare i misteri della vita, di rispondere alle domande che l’uomo si pone e di fronte alle quali si smarrisce. Il gioco dei búzìos è la divinazione del Candomblé: gettando 16 conchiglie consacrate, il pai de santo, il sacerdote, decifra i misteri della persona che gli sta davanti e che è in una situazione di sofferenza fisica o psicologica.
Secondo il disporsi di queste conchiglie gli orixás, le divinità del Candomblé – che hanno pregi e difetti umani – parlano e raccontano storie mitiche, indicando cammini o risoluzioni diverse per ogni problema. Di tutti i rituali del complesso sistema simbolico del Candomblé, la divinazione compiuta con i búzios è il più importante, perché milioni di persone’ ne sono attratte: di fronte alle conchiglie e al sacerdote che le manipola trovano infatti un conforto e una speranza che sarebbe impossibile trovare altrove.

Bruno Barba, laureato in Lettere con una ricerca di campo a San Paolo del Brasile sul tema dei culti afro-brasiliani, è cultore della materia in Etnologia all’Università di Genova.
Ha collaborato come free lance per varie testate e attualmente è redattore del magazine Soprattutto.

Curare il Mal di Testa con le Piante

Curare il Mal di Testa con le Piante

E con un’alimentazione idonea

Autore/i: Huibers Jaap

Editore: Hermes Edizioni

traduzione di Nadine Pennington de Jongh

pp. 80, nn. illustrazioni b/n, Roma

La natura, come tutti sanno, è una fonte di salute non soltanto efficacissima, ma soprattutto innocua. Infatti le cure naturali, e quelle con le piante in particolare, non producono in nessun caso effetti negativi o collaterali, come avviene invece per la maggior parte dei farmaci.
È importante che tutti sappiano che il mal di testa può essere guarito.
Anche molte forme inspiegabili e irriducibili possono essere efficacemente trattate con le piante. Questo libro spiega come e perché.
Molte persone vedono la propria vita completamente sconvolta da periodiche e ricorrenti cefalee: ebbene, dopo aver letto questo libro, esse non ricorreranno più al solito e spesso inutile calmante, ma si affideranno alla Natura, la quale potrà fare molto di più per ristabilire il loro equilibrio psicofisico.

Toccare le Nuvole – Fra le Twin Towers, i Miei Ricordi di Funambolo

Toccare le Nuvole – Fra le Twin Towers, i Miei Ricordi di Funambolo

Titolo originale: To Reach the Clouds

Autore/i: Petit Philippe

Editore: TEA – Tascabili degli Editori Associati

traduzione Danilo Bramati, collana: TEA Saggistica.

pp. 256, ill. in b/n n.t., Milano

«Fu Phillpe Petit che unì le Twin Towers, in un atto d’estasi e bellezza. Adesso che un atto di terrore le ha distrutte, questo libro le riunisce e le resuscita, disobbedendo alla gravità» (Werner Herzog)

«È bello ricordare quel mattino del 1974, quando un giovane fece a New York un omaggio di stupefacente, indelebile bellezza» (Paul Auster)

La mattina del 7 agosto del 1974, centomila newyorkesi si fermarono in strada per guardare estasiati un uomo che camminava su un filo che aveva teso clandestinamente fra le torri gemelle del World Trade Center. Quel puntino che passeggiando e danzando nell’aria a 412 metri da terra attraversò otto volte il cielo fra i due edifici non ancora inaugurati era Philippe Petit, un ventiquattrenne funambolo francese. Questo libro è il racconto appassionante di un’impresa divenuta leggendaria: dalla progettazione meticolosa, con frustrazioni, problemi e infinite difficoltà, al reclutamento dei complici ’ una variopinta combriccola di amici più o meno affidabili, fino alle perlustrazioni segrete nelle torri ancora in costruzione. La prosa sorprendente di Petit, euforica e senz’altro funambolica, i suoi schizzi e le fotografie scattate dai suoi amici fanno di questo libro un filo prodigiosamente sospeso tra la terra e il cielo, da percorrere con leggerezza, «disobbedendo alla gravità». Ora che le torri non ci sono più, la traversata di quest’uomo indocile, geniale e romantico è diventata un simbolo. Il filo e la danza di Philippe Petit riempiono quel vuoto con un messaggio di speranza.

Nato in Francia, Philippe Petit ha scoperto la magia e la prestidigitazione quando era ancora un bambino e ha mosso i primi passi sul filo a sedici anni. Autodidatta, si è fatto espellere da cinque scuole. Ha imparato a cavalcare, a tirare di scherma, ad arrampicarsi, a disegnare; si intende anche di falegnameria (ha costruito, tutto da solo, un granaio sulle Catskill Mountains utilizzando la tecnica e gli attrezzi dei carpentieri del Diciottesimo secolo) e ha studiato persino l’arte della tauromachia. È sui marciapiedi di Parigi che è diventato un artista di strada, dando vita a quel personaggio folle, brillante e silenzioso con cui ancora oggi intrattiene il suo pubblico. Da oltre trent’anni ormai vive a New York ed è Artist-in-Residence presso la cattedrale di Saint John the Divine, la più grande chiesa gotica del mondo. La sua decennale attività di funambolo conta oltre ottanta esibizioni in tutto il mondo, tra cui la più celebre, al centro di un libro, Toccare le nuvole, che nel 2008 ha ispirato un documentario (Man on Wire per la regia di James Marsh), è stata quella tra le Torri gemelle del World Trade Center nel 1974.

Storia della Scienza Alchimica

Storia della Scienza Alchimica

…Ciò che il volgo chiama miracoli è solo la capacità dei sapienti di operare sulla materia…

Autore/i: Jollivet-Castellot François

Editore: Edizioni del Graal

ristampa anastatica, introduzione di Giuliano Kremmerz, traduzione di Pietro Bornia.

pp. 144, Roma

Jollivet – Castellot, fondatore all’inizio del nostro secolo della Société alchimique de France, può ritenersi uno dei più seri e competenti cultori moderni dell’alchimia. In questo testo ci offre una visione d’insieme dell’esegesi storica dell’arte ermetica. Partendo da Ermete, attraverso una sottile analisi, ricollega in un’unica trama la sapienza tradizionale degli antichi Cinesi, degli Egizi, dei Caldei, degli Esseni, dei Druidi, fino all’alchimia araba, che l’Islam coltivò nella propria sfera esoterica trasmettendo in Occidente, a coloro che ne erano qualificati, la sapienza che, alla caduta dell’impero romano, l’oscura superstizione proveniente dalla Galilea aveva occultato. L’autore, attraverso la descrizione dei più illustri esponenti della scienza alchimica, dà un orientamento a chi si appresta a comprendere cos’è realmente l’alchimia. Inoltre ci dà una serie di dati relativi agli scritti dei singoli alchimisti, che permetteranno di approfondire l’argomento svolgendo un lavoro sistematico.

Bartabas – Il Cavaliere del Vento

Bartabas – Il Cavaliere del Vento

La vera storia dell’uomo che parla ai cavalli

Autore/i: Garcin Jérôme

Editore: Sperling & Kupfer Editori

traduzione di Claudia Lionetti, foto di Antonio Politano, titolo originale: Bartabas, roman.

pp. XII-212, nn. tavv. a colori f.t., Milano

Bartabas è il creatore di Zingaro, il teatro equestre più grande e famoso del mondo. I suoi spettacoli, che riconciliano sul palcoscenico purosangue dagli occhi blu e danzatori esotici, cortei di oche ammaestrate e cantori di antiche melodie tibetane, sorprendono e incantano le platee da oltre vent’anni. Dietro quel soprannome così evocativo – «un po’ Barabba, un po’ Barbablù» – non si nasconde solo l’artista geniale e provocatorio già diventato un mito, ma anche l’uomo che, giorno dopo giorno, ha sfidato se stesso per dare vita ai margini della società a un mondo virtuale in cui si pratica un’arte totale. In questa biografia, che è anche il racconto affettuoso di un’amicizia lunga una vita, la prosa lirica e suggestiva di Jérôme Garcin ci restituisce i mille volti e le contraddizioni di Bartabas: clown irriverente sulla scena, burbero addestratore fuori, nomade sedotto dalla sedentarietà, filosofo ossessionato dall’idea dell’effimero, sacerdote di una nuova «arte sacra» che unisce il fascino del buddismo alla perfezione delle evoluzioni equestri. In un carosello di ritratti che rievocano le atmosfere dei film di Fellini, la storia di un moderno don Chisciotte, che ha deciso di restare in silenzio ad ascoltare i cavalli per scoprire la «bellezza inumana di un mondo precedente al passaggio degli uomini» e farla rivivere.

Robespierre Politico e Mistico

Robespierre Politico e Mistico

Titolo originale: Robespierre Politique et Mystique

Autore/i: Guillemin Henri

Editore: Garzanti Editore

introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Tuckery Capra.

pp. 432, Milano

Il saggio di Guillemin, ormai considerato un classico della storiografia francese, è dedicato a un grande e controverso protagonista della storia moderna: Robespierre, il rivoluzionario più intransigente, l’artefice del Terrore. Il punto di forza di questa biografia, basata sulla rigorosa ricostruzione dei discorsi, degli scritti, dei gesti di una carriera che si identifica col cammino stesso della Rivoluzione, è l’originale interpretazione della figura di Robespierre: il freddo uomo politico, nemico di ogni compromesso, dialettico avversario dell’illuminismo ateo e materialista, era in realtà animato da un’ardente fede religiosa, quasi mistica. In questa luce la sua lotta per la giustizia sociale, e persino la festa dell’Essere Supremo, istituita l’8 giugno 1794, acquistano un nuovo, radicale significato.

Henri Guillemin (1903-1992), direttore degli studi francesi all’Università del Cairo (1936-1938), poi professore ordinario di letteratura francese all’Università di Bordeaux, è stato consigliere culturale all’Ambasciata francese a Berna e professore straordinario all’Università di Ginevra.

Pensieri e Altri Scritti di e su Pascal

Pensieri e Altri Scritti di e su Pascal

Questi frammenti sono una cosa viva d’un uomo vivo; niente affatto erudizione o filosofia di perdigiorni: appartengono all’anima di Pascal.

Autore/i: Pascal Blaise

Editore: Edizioni Paoline

prefazione di Gennaro Auletta.

pp. 504, Cinisello Balsamo

Brandelli d’anima, i Pensieri di Pascal; pagine di confessioni e non coacervo di sillogismi; illuminazioni rapide e non discorsi filati di filosofica saggezza; più spesso vangate nel sodo per smuovere il terreno irto di cardi e di sterpi d’una inveterata albagia razionalista; talvolta informi crisalidi cui basta un’aria di tepore primaverile per mutarsi in svolazzanti e iridate farfalle, e quasi sempre grido d’un’anima, ora triste della «tristezza di non essere santi» (Bloy), ora gioiosa della letizia del cristiano in grazia. Nei Pensieri ognuno si può ritrovare, purché possieda la stessa sincerità di Pascal. Ma soprattutto ognuno può udire, come lui e con lui, nella vigile coscienza di sé e del proprio destino, le parole dell’Eterno Pellegrino che da secoli batte senza sosta alla porta di tutti i cuori: «Tu non mi cercheresti se non mi avessi già trovato».

In questa edizione:

  • Vita di Pascal, della sorella Gilberte Périer
  • Memorie sulla vita di Pascal, della nipote Margherite Périer
  • Della malattia e della morte di Pascal, del p. Beurrier
  • Il testamento di Pascal
  • L’Epitaffio sulla tomba di Pascal
  • I Pensieri di Pascal
  • Concordanze fra le principali edizioni dei «Pensieri»
  • Indice analitico di tutti i «Pensieri»

Blaise Pascal, nato a Clermont il 9 giugno 1623, morto a Parigi, trentanovenne, il 19 agosto 1662. Riportiamo aH’interno del volume una dettagliata cronologia della vita e delle opere di Pascal e una biografia scritta dalla sorella Gilberte Périer.

La Pillola della Felicità – Il Prozac Contro la Depressione: come un Farmaco può Cambiare la Nostra Vita

La Pillola della Felicità – Il Prozac Contro la Depressione: come un Farmaco può Cambiare la Nostra Vita

Titolo originale: Listening to Prozac

Autore/i: Kramer Peter D.

Editore: Sansoni Editore

unica edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Isabella Blum.

pp. 432, Firenze

«Il potere di trasformazione del Prozac ricordava quello di una guida spirituale o di una terapia di gruppo: generalmente i miei pazienti dicevano che il Prozac insegnava loro qualcosa su se stessi.»

Può una semplice pillola fare di un introverso una persona socievole, di una ragazza timida una donna sicura di sé, di un maniaco perfezionista un uomo tollerante? Sembra incredibile. Eppure questi sono gli effetti osservati del Prozac, il farmaco più straordinario della storia della psichiatria. Non è il tipico «farmaco tuttofare» da prescrivere come rimedio generico a chi soffre di depressione lieve, non aiuta solo a superare i periodi di crisi, non cura la malattia: trasforma la personalità.
A guidarci in questo mondo nuovo e sorprendente è Peter Kramer, lo psichiatra che, con La pillola della felicità, si è rivelato non solo un ricercatore brillante, ma anche un autore di best-seller: il libro ha venduto negli Stati Uniti seicentomila copie ed e stato accolto in tutto il mondo come l’annuncio di una vera e propria rivoluzione nel campo della psichiatria. Perché il mutamento di prospettiva sperimentato dai pazienti è così radicale che Kramer ha coniato per definirlo una nuova espressione: «Ascoltare il Prozac» come si ascolta una persona, una guida spirituale che permette di valutare il proprio rapporto con la realtà e di modificarlo. Peter Kramer scrive con la partecipazione del medico e con l’attenzione del ricercatore scientifico: illustra le storie personali dei suoi pazienti – Tess, che è «depressa da sempre»; Julia, che prende il Prozac perché «non sa più chi è»; Sam, che da quando lo prende «si sente più che bene» – interpretandone il quadro con gli strumenti della psicologia, della psicoanalisi, della farmacologia, ma facendo anche riferimento all’etologia, alla letteratura, e soprattutto all’etica medica.
La duplice natura – biochimica e sociale – della depressione diventa così il punto di partenza di un’analisi appassionata e coinvolgente, che illumina con competenza anche gli aspetti umani di quella che potrebbe essere una svolta fondamentale della farmacologia moderna.

Peter D. Kramer, dopo aver compiuto studi di storia e di letteratura all’Università di Harvard e all’University College di Londra, si è laureato in medicina ad Harvard. È docente presso la Brown University e svolge l’attività professionale di psichiatra a Providence. Collaboratore di numerose riviste scientifiche, tiene una rubrica mensile sullo «Psychiatric Times» ed è autore del volume Moments of Engagement: Intimate Psychoterapy in a Technological Age.

Riscoperta dell’Uomo

Riscoperta dell’Uomo

Dal mito all’antropologia critica

Autore/i: Autori vari

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

premessa e cura di Fernando Vittorino Joannes, introduzione di Nando Fabro.

pp. 288, Milano

Le idee e le dottrine più nobili possono essere fallaci e tradire le aspettative umane. Possono addirittura diventare strumenti di sopraffazione che si ritorcono contro l’uomo.
Punto di partenza, dimensione essenziale di ogni realtà sono la dignità e l’unicità di ogni essere umano.

Preromanticismo Italiano

Preromanticismo Italiano

Autore/i: Binni Walter

Editore: Editori Laterza

premessa dell’autore.

pp. 328, Bari

La classica sistemazione storica di Walter Binni, che porta luce sul complessi fermenti germinali del romanticismo italiano; delimita una zona ricca di tensioni culminante nella grande esperienza alfieriana; rinnova la definizione critica di molte personalità maggiori e minori del secondo Settecento: Parini, Varano, Bettinelli, i fratelli Verri, Baretti, Cesarotti, Bertola, Pindemonte, Alfieri.

Walter Binni (Perugia 1913) insegna letteratura italiana all’università di Roma. Tra i suoi lavori più importanti vanno almeno ricordati La poetica del decadentismo (1936), Poetica, critica e storia letteraria (1963), e i contributi critici alla conoscenza di Ariosto, Alfieri, Foscolo, Leopardi, Carducci, De Sanctis e di vari autori contemporanei.

La Notte del Lupo

La Notte del Lupo

Autore/i: Vassalli Sebastiano

Editore: Baldini&Castoldi

pp. 192, Milano

«A volte, quando i muri delle case imbiancate a calce erano così luminosi nel riverbero del sole che non si poteva guardarli, Giuda di Quériot provava una sensazione nuova e strana, di camminare e di respirare dentro a un sogno; e si rendeva conto che nel centro di quel sogno c’era Yoshua. Se Yoshua avesse cessato di vivere, intorno a lui tutto si sarebbe dissolto. Gli asini avrebbero smesso di ragliare, Maria di Magdala non sarebbe più venuta a incontrarlo nel canneto, il sole si sarebbe oscurato e anche il villaggio di Cafarnao, anche il Mare di Galilea sarebbero scomparsi…»

Somiglia alla storia delle storie, questa che Sebastiano Vassalli racconta del povero Yoshua, sembrerebbe quindi un’ennesima riscrittura di colui che ha segnato il mondo occidentale in due epoche distinte, di cui il prima e il dopo non sempre hanno riscontri convincenti, poiché, al di là di una speranza riposta fuori dell’esistenza, dolori e ingiustizie persistono, identico è il male.
Yoshua, figlio di un Dio probabile o incarnazione prima del puro folle di tutte le fiabe, vive una vita che si conclude nel sangue e nell’orrore, non dissimile dalle molte che lo scrittore ha già narrato, come se ogni vita scontasse la pena che spetta al mito. Ma, nel romanzo, il capitolo dell’arresto del protagonista si apre con una considerazione sul sogno che svela al lettore la possibilità di interpretazioni diverse, dentro quella storia nata tra umili personaggi, i trucioli della falegnameria, l’odore del pesce, la fame, la stanchezza delle strade, la prigione e la morte violenta, oltraggiosa.
Se tutta la vita è sogno, un sogno eterno e continuo, gli uomini illusi e grotteschi che seguono le promesse di un incerto Messia o applaudono il Papa che benedice dalla camionetta, appartengono alla stessa illusione di chi crocifigge o spara. E la notte del lupo altro non è simbolicamente che questo urlo della storia, che si ripete uguale e variato, una lesione del male che soltanto chi racconta e racconta può credere di curare, come Sheherazade rinvia l’esecuzione. Così Vassalli affianca al protagonista il suo speculare avversario, un “Giuda calunniato ma perverso, perché il male non è che un bene rovesciato, e dalla cronaca si sposta nella leggenda e parte per un’avventura tutta sua attraverso metamorfosi e salti temporali, durante i quali il lettore si accorga che l’avvincente narrazione può anche contenere una morale implicita, quasi idealistica: quella di non credere alla realtà esterna e ai miti imposti, ma piuttosto alle nostre tortuose infantili follie.

Sebastiano Vassalli è nato a Genova e vive in Piemonte. Tra i suoi romanzi più recenti (tutti pubblicati da Einaudi) ricordiamo La notte della cometa, L’ora del mondo, La chimera, Marco e Mattia, Il Cigno, 3012 e Cuore di pietra.

Esperimento con l’India

Esperimento con l’India

Autore/i: Manganelli Giorgio

Editore: Adelphi Edizioni

a cura di Ebe Flamini.

pp. 110, Milano

Manganelli è inquieto, sull’aereo che lo porta per la prima volta verso l’India, questa «casa madre dell’Assoluto» – inquieto come tutti noi, perché l’India è stata e continua a essere lo shock per eccellenza, fisico e metafisico. Perciò chiamerà queste pagine «esperimento con l’India»: perché l’India toglie al viaggiatore la sua naturale sovranità e distanza. Così ogni «esperimento con l’India» è innanzitutto un esperimento con se stessi, un consegnarsi al «deposito dei sogni, l’unico luogo dove esistono ancora gli dèi, ma come delegati di un Dio sprofondato in sé medesimo, e contemporaneamente incarnato dovunque, un luogo di templi e di lebbrosi, dal quale il sorriso di Buddha o di Śiva non sono mai stati cancellati, morbidi e incomprensibili, estatici e mortali».
Viaggiatore tardivo e magistrale, Manganelli seppe mettere la sua prosa, cresciuta nello spazio sigillato della mente, alla prova del mondo, illuminandolo con una naturalezza e una leggerezza sconcertanti. Questo viaggio in India avvenne nel 1975: l’autore ne scrisse subito il resoconto, che qui appare per la prima volta in forma di libro.

Goddess – La Dea

Goddess – La Dea

Titolo originale: Goddess

Autore/i: Victor Barbara

Editore: Sperling & Kupfer Editori

prima edizione, ringraziamenti e nota dell’autrice, traduzione Fabio Paracchini, collana: Nuoviritmi collana diretta da Massimo Cotto.

pp. 384, ill. a colori e in b/n f.t., Milano

Barbara Victor propone una biografia di Madonna, nota rockstar la cui carriera è giunta quasi al trentesimo anno d’età. Un viaggio nell’anima della cantante, tra i suoi capricci e le sue magiche intuizioni, i suoi scandali e le trasformazioni, che non tardano a diventare moda. La favola appassionante di una material girl che continua ad aver voglia di stupire, come cantante ma anche come moglie e come madre.Quello che ti sembra di possedere, quando compri uno dei suoi album, non è solo la sua musica provocatoria o struggente, non sono i testi che parlano di religione e bisessualità, di amore, maternità e morte. Quello che lei ti illude di possedere è lei stessa: capricciosa, calcolatrice, sensuale, pragmatica…«Più che sogni, Madonna ha obiettivi», scrive l’autrice, una giornalista che ha seguito la star negli ultimi dodici anni. Documentatissima e corredata da uno splendido inserto fotografico a colori, una biografia che traccia l’anima della material girl più famosa del mondo.

Barbara Victor, americana, è una giornalista che ha coperto a lungo l’area mediorientale, scrivendo per testate come Life Magazine, Elle e The International Herald Tribune. Attualmente collabora con Politique Internationale, Madame Figaro e la BFM Radio.

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Ringraziamenti
Nota dellautrice

  • Don’t Cry For Me Argentina
  • Who’s That Girl?
  • Lucky Star
  • Material Girl
  • Blond Ambition
  • Epilogo

Fonti

Quando la Vita ti Viene a Trovare – Lucrezio, Seneca e Noi

Quando la Vita ti Viene a Trovare – Lucrezio, Seneca e Noi

Autore/i: Dionigi Ivano

Editore: Editori Laterza

prima edizione, prologo dell’autore, collana: I Robinson/Letture.

pp. 134, Bari

…Per una meravigliosa e tremenda ambiguità linguistica, la morte e la vita sono iscritte nella stessa parola bios: bíos è vita, bíos è arco. Noi siamo così un cerchio incompiuto, imperfetto, un arco, in cui inizio e fine non coincidono…

Per una meravigliosa e tremenda ambiguità linguistica, la morte e la vita sono iscritte nella stessa parola bios: bíos è vita, biós è arco. Noi siamo così un cerchio incompiuto, imperfetto, un arco, in cui inizio e fine non coincidono.
Solitari restare a riva a osservare le tempeste della vita o salire a bordo senza troppo curarci dei compagni di viaggio? Seguire le leggi del cosmo o le leggi dell’io? Scegliere la politicao l’antipolitica? Il negotium o l’otium? Credere o capire di fronte a Dio e alla morte? Seguire la lezione dei padri o la rivoluzione dei figli? Basta volgere lo sguardo al mondo classico di Atene e Roma per trovare i nostri più naturali interlocutori, coloro che ci hanno preceduti nelle nostre stesse domande. Lucrezio e Seneca hanno fatto il controcanto al presente ponendosi le domande ultime. Non importa quali risposte abbiano dato, importa invece la loro allergia al pensiero unico, tanto da averci prospettato concezioni diverse e rivali del mondo. Importa il coraggio di sperimentare, in solitudine e in autonomia, cosa significa sopportare la verità quando la vita ti viene a trovare. A loro dobbiamo rivolgerci per ricordarci come eravamo e come potremmo essere.

Ivano Dionigi (Pesaro, 20 febbraio 1948) è un latinista, accademico e rettore italiano. Professore ordinario di letteratura latina, è stato Magnifico Rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna dal 2009 al 2015; è membro dell’Accademia delle Scienze di Bologna e del Centro Studi Ciceroniani. Il 10 novembre 2012 viene nominato da Benedetto XVI presidente della neonata Pontificia Accademia di Latinità. Negli anni i suoi studi si sono orientati soprattutto su Lucrezio e su Seneca, sul rapporto tra Cristiani e Pagani, sulla fortuna dei Classici nella cultura e tradizione italiana ed europea. Tra volumi, saggi e articoli, è titolare di oltre un centinaio di pubblicazioni.

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Prologo: Finis

Parte prima

I. – La vita ideale

  • La domanda delle domande
  • La vita attiva
  • La vita contemplativa
  • L’otium militante
  • Via dalla pazza folla
  • Contro la democrazia

II. – La felicità

  • Un’assenza più che una presenza
  • Rimuovi ciò che ti turba
  • Vivi secondo natura
  • Un’altra idea di felicità

III. – Stare o andare

  • Per quanto tu possa camminare
  • Cambiare l’animo, non il clima
  • L’esplorazione del mondo
  • L’esplorazione di secondo

IV. – Apparenza e realtà

  • Dalle tenebre alla luce
  • Il progresso, la lingua e il potere
  • L’illusione dell’amore
  • La paura della morte

Parte seconda

  • Intermezzo: La prima volta
  • Dialogo tra Lucrezio e Seneca

Note

Il Giorno del Perdono

Il Giorno del Perdono

Autore/i: Valverde José María

Editore: Edizioni Empiria

testo originale a fronte, introduzione e cura di Francesco Tentori Montaldo, premessa dell’autore, volume dipinto a mano e numerato, nostro esemplare 8/100.

pp. 68, Roma

Dalla premessa dell’autore:
“Che cosa potrei dire in questa occasione poesia? Borges, in una delle boutades che forse resteranno come il meglio di lui, disse una volta:  – So ben poco di me; non so neanche la data della mia morte. Il poeta non può essere critico della propria opera, perché
non la può «leggere», in quanto si trova dentro di essa.
Avrò raggiunto in qualche poesia quel «non so che» che può far durare i versi nella memoria? Confido, se non altro, che la mia opera poetica – non più di 250 pagine, scritte nello spazio di oltre quarant’anni — non sia troppo noiosa, grazie alla circostanza d’essermi fatto guidare da ciò che la vita mi presentava sotto una luce mutevole, guardando a un orizzonte sempre più vasto e complesso, e seguendo il filo d’una riflessione che forse s’è andata facendo sempre meno puramente lirica e sempre più morale e intellettuale.[…]”

In copertina: particolare del paliotto dell’arcangelo Michele. Museo de Arte de Cataluña, fine sec. XII, foto di G. Caprilli.

Lezioni di Voce – Come Parlare per Essere Ascoltati

Lezioni di Voce – Come Parlare per Essere Ascoltati

Titolo originale: The Dance of Connection

Autore/i: Lerner Harriet

Editore: Edizioni Corbaccio

traduzione di Maria Barbara Piccioli, prologo dell’autrice.

pp. 256, Milano

In Lezioni di voce l’autrice ci mostra come trovare la nostra vera voce con le persone che ci importano di più e quindi come «mettere a posto le cose» e come guarire i contrasti più dolorosi. Vengono analizzati alcuni dei problemi più difficili che dobbiamo affrontare con le persone che ci feriscono: «Qual è la mossa chiave per trasformare una conversazione?», «Come possiamo ritrovare la nostra voce quando ci sentiamo rifiutati o tagliati fuori?», «Che cosa possiamo fare quando il nostro interlocutore ci aggredisce con critiche, atteggiamenti negativi, richieste, comportamenti irresponsabili?» Attraverso esempi di vita vissuta questo libro mette ognuno di noi nelle condizioni di comprendere come ci sentiamo, come intendiamo esprimerci e che cosa vogliamo ottenere parlando dei nostri sentimenti. Andando al di là delle «tecniche di comunicazione» ci offre delle innovative «lezioni di voce» attraverso le quali aumentare concretamente le probabilità di essere ascoltati e di tenere aperta la via del dialogo, nonostante la presenza di emozioni conflittuali e complesse, di incomprensioni e di silenzi.
Come dice l’autrice: «Sono le nostre conversazioni a inventarci… Il modo in cui usiamo la nostra voce determina la qualità dei nostri rapporti, chi siamo nel mondo e quello che il mondo è e potrebbe diventare. È evidente, quindi, che la posta in gioco è alta».

Harriet Lerner è conosciuta in tutto il mondo come esperta di psicologia femminile e di rapporti familiari. Psicologa clinica e psicoterapeuta, è anche conferenziera, consulente e organizzatrice di seminari. Da Corbaccio sono usciti La danza della rabbia, La danza dell’intimità, e Essere madre.

Il Comunismo e la Guerra

Il Comunismo e la Guerra

Autore/i: Negri Antonio

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

unica edizione, in copertina: una maschera del Bread and Puppet Theater.

pp. 144, Milano

“Teoricamente la sintesi fra lavoro e politica, cioè fra movimento del valore d’uso e costituzione di classe operaia, cioè fra tendenza al rifiuto del lavoro e processo di estinzione dello Stato, non sembra che debba svilupparsi dentro le difficoltà radicali che la tradizione dei classici e l’esperienza reale del socialismo residuavano. La normatività comunista si sviluppa invece in maniera puntualmente legata alla particolarità del movimento del soggetto proletario. Lo sviluppo della particolarità alla generalità del comando deve darsi all’interno del processo di autovalorizzizione, deve darsi come processo costitutivo. Il comando proletario è una movenza di quella logica della guerra che costituisce la stessa realtà del soggetto. La normatività non è un elemento scisso, distinto dell’istituzionalità proletaria. Né si tratta, a questo punto, di risolvere il problema appiattendolo sull’unità di diversi aspetti, quasi che le due funzioni non fossero comunque differenti. Il problema può dirsi risolto quando la normatività è costruita come comportamento della socialità del lavoro vivo, nella misura stessa in cui questo si pone, si forma, si costruisce come soggetto, come indipendenza, come separazione. La logica della guerra va insistita come logica ricompositiva ed immediatamente normativa”.

Antonio Negri è ordinario di Dottrina dello Stato all’Università di Padova, dove fa parte del Collettivo di Scienze Politiche. Ha pubblicato alcuni saggi di storia del pensiero politico e di critica marxista delle istituzioni, tra cui, da Feltrinelli: Descartes politico o della ragionevole ideologia, 1970; Crisi dello Stato-piano, 1974; Proletari e stato, 1976; Il dominio e il sabotaggio, 1977; La forma stato, 1977; Marx oltre Marx, 1979; e, come coautore, Operai e stato, 1972; Crisi e organizzazione operaia, 1974. Fino al momento della sua carcerazione avvenuta il 7 aprile 1979 ha insegnato anche all’Università di Parigi e alla Scuola Normale superiore di Rue d’Ulm (Parigi).

Amore e Odio

Amore e Odio

Titolo originale: Zur Phänomenologie und Theorie der Sympathiegefühle und von Liebe und Hass

Autore/i: Scheler Max

Editore: SugarCo Edizioni

unica edizione, traduzione, prefazione e cura di Andrea Zhok, premessa dell’autore, in copertina: Viso erettile, olio di Victor Brauner, 1962.

pp. 168, Milano

Già collocato da Lukács nell’inferno de «La distruzione della ragione» insieme con gli altri pensatori «irrazionalisti» (leggi Nietzsche, Dilthey, Simmel, Spengler, Heidegger, Jaspers ecc.), Scheler si pose il compito, dopo il suo incontro con la fenomenologia di Husserl, di affrontare con il metodo fenomenologico il problema dell’etica. Per Scheler il vero contenuto dell’etica sono i valori, che, assoluti ed eterni, possono essere colti solo intuitivamente. Nell’opera che qui presentiamo, Scheler cerca di definire, nella prospettiva di questa teoria, il fondamento unitario dei valori che egli individua nell’amore alla cui nozione è attribuito il compito di mostrare il punto di contatto tra lo spirito e la corporeità. In un ulteriore approfondimento teorico vengono analizzati, fenomenologicamente, i rapporti tra esseri umani e valori. Come soggetti o come individui gli esseri viventi sono certo capaci di simpatia o pietà, ma solo come «persone», come unità di atti intenzionali, sono in grado di apprendere i valori a cominciare dall’amore.

Max Scheler (Monaco 1874-Francoforte 1928), allievo di Dilthey e di Simmel, fortemente influenzato da Nietzsche e poi da Husserl, pose alla base della sua speculazione filosofica il problema dell’etica e dei valori. Tra le sue opere ricordiamo Il formalismo dell’etica e l’etica materiale dei valori (1916), Le forme del sapere e la società (1926), La posizione dell’uomo nel cosmo (1927).