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Libri dalla categoria Subconscio

La Condizione Umana

La Condizione Umana

Titolo originale: La Condition Humaine

Autore/i: Malraux André

Editore: Bompiani

quinta edizione, introduzione di Renata Pisu, traduzione di A. R. Ferrarin, in copertina: Henri Cartier-Bresson, Shanghai (1949).

pp. 312, Milano

La condizione umana, Premio Goncourt 1933, è un grande romanzo (celebratissimo da Trotsky, Gide ed Hemingway) sulla tragedia della Rivoluzione cinese del 1927, una lucida analisi dell’epica dell’azione. La rivoluzione diviene qui simbolo di libertà, di fraternità umana, di palingenesi del mondo. I tre protagonisti – il samurai Kyo (che incarna l’eroismo come disciplina), il terrorista Cen (che interpreta l’eroismo come vocazione) e il libertario Katov (che vive l’eroismo come riscatto sociale) – guidano la rivolta comunista per la liberazione di Shangai prima dell’arrivo di Chiang Kai-shek alla testa delle truppe del Kuomintang: ma il patto Chiang-Stalin (ratificato passivamente dal Comintern) sottrae loro la vittoria e li condanna al massacro. Siamo in una Cina urbana, cosmopolita, popolata di avventurieri, esaltati romantici e cospiratori eroici: la rivoluzione è qui un’esplosione di atteggiamenti volontaristici estremi e di sfide metafisiche che non rifiutano la morte come metamorfosi.

André Malraux, (Parigi 1901 – Créteil 1976). Dopo una missione archeologica in Oriente pubblicò il saggio La tentazione dell’Occidente (1926) e i due romanzi I conquistatori (1928) e La condizione umana (1933, premio Goncourt, disponibile nei Classici contemporanei Bompiani, 2018), accomunati dal tema della libertà umana che si esprime unicamente nell’azione individuale: ne deriva un’estetica del mistero e dell’eterno, che privilegia la sensibilità artistica sulle diverse forme di sopravvivenza. Tra le altre sue opere: La via dei re (1930), Antimémoires (1967).

Scritti sull’Esoterismo Islamico e il Taoismo

Scritti sull’Esoterismo Islamico e il Taoismo

Titolo originale: Aperçus sur l’Ésotérisme Islamique et le Taoïsme

Autore/i: Guénon René

Editore: Adelphi Edizioni

prefazione di Roger Maridort, traduzione di Lorenzo Pellizzi.

pp. 160, Milano

Nell’ultima parte della sua vita René Guénon si ritirò al Cairo, come convertito all’Islam. Quanto egli ha scritto su questa tradizione assume perciò nella sua opera un significato peculiare. E tanto più quanto ha scritto sul Sufismo, che per Guénon non è certo una setta accanto ad altre, ma il cuore esoterico dell’Islam. Del tutto opposta nel modo di manifestarsi, ma orientata verso le stesse verità iniziatiche, la tradizione cinese, di cui qui si esamina la polarità Taoismo-Confucianesimo. Un importante testo intitolato Creazione e manifestazione tocca poi un punto estremamente delicato e complesso nella dottrina delle Religioni del Libro (Giudaismo, Cristianesimo, Islamismo): in che senso l’idea di creazione appartiene in modo specifico al loro ambito, e qual è il significato della «creazione dal nulla»? Densi e trasparenti, questi testi, redatti fra gli anni Trenta e la morte dell’autore ma raccolti in volume solo nel 1973, ci permettono di accedere ad alcune elaborazioni fra le meno conosciute e le più significative di Guénon.

I Re Magi di Benozzo a Palazzo Medici

I Re Magi di Benozzo a Palazzo Medici

Autore/i: Cardini Franco

Editore: Mandragora

prefazione di Cristina Acidini Luchinat, con un saggio di Lucia Ricciardi.

pp. 96, riccamente illustrato a colori, Firenze

«La Cappella dei Magi in Palazzo Medici Riccardi è uno di quei luoghi d’Italia (molti, ma non moltissimi) in cui la storia e le arti sembrano addensarsi, fino a raggiungere un grado assolutamente eccezionale di testimonianza del passato. E per giunta, di un tratto di passato straordinariamente celebrato, amato e indagato fino a diventare un mito: l’età del Rinascimento in Firenze, al tempo dei Medici. (…)

Dalla conclusione del restauro, e dalle pubblicazioni che ne seguirono (sia indipendenti, sia nell’ambito delle manifestazioni laurenziane), sono passati quasi dieci anni, ed è ora quanto mai opportuno che il succo di quegli scritti sia distillato da Franco Cardini, autore di tanti illuminanti studi sul Medioevo e Rinascimento fiorentino nonché sulla cappella, in una sintesi cui il testo finale di Lucia Ricciardi aggiunge informazioni utili a orientarsi nella fitta selva di immagini araldiche, simboliche e allegoriche collegate alla famiglia Medici. (…)

Se è vero – noi ci crediamo – che ogni antica testimonianza della creatività umana porta il segno della propria unicità e irripetibilità, è a maggior ragione unica e irripetibile la Cappella dei Magi, dove l’arte, la fede, la cultura e il potere si sono alleati in una congiuntura eccezionale di circostanze, per donare al mondo un capolavoro di capacità evocativa senza uguali. Dalle pareti della cappella, nel riverbero degli apparati preziosi che le incorniciano, le pitture di Benozzo coniugano il passato remoto della Natività e dei Magi con il presente della Firenze quattrocentesca, presentandoci il ritratto collettivo, affascinante e ancora misterioso, di una casata prima inter pares nella società del suo tempo: i Medici all’apogeo della pienezza familiare e della ricchezza nel felice anno 1459, dall’anziano Cosimo al figlio primogenito Piero, ai nipotini Lorenzo e Giuliano, con i consanguinei, gli alleati, gli ospiti illustri. Ammessi tra quelle memorie, ancora tanto vivide ed espressive dopo più di cinque secoli, compianmo ogni volta un breve viaggio a ritroso nel tempo, che ci arricchisce e ci emoziona.»

(Dalla prefazione di Cristina Acidini Luchinat, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure.)

La Metafisica Orientale

La Metafisica Orientale

Titolo originale: La Métaphysique Orientale

Autore/i: Guénon René

Editore: Luni Editrice

traduzione a cura di Pietro Nutrizio, in copertina: Il monosillabo sacro sanscrito OM.

pp. 56, Milano

La Metafisica Orientale è il testo dell’unica conferenza pubblica tenuta dall’Autore alla Sorbona di Parigi nel 1925. In questo scritto Réne Guénon sintetizza con ineguagliata padronanza dell’argomento le nozioni che sulla metafisica esporrà nel corso della sua opera in tutti i loro sviluppi e possibili applicazioni. Ma perché metafisica «orientale», quando la metafisica, come dice la parola stessa, non può che essere essenzialmente universale?
Perché la vera idea di «metafisica», nel suo senso tradizionale, si è andata in Occidente oscurando, nei tempi moderni, fino a perdersi pressoché completamente, e perché la sua essenza e le implicazioni metodologiche al suo accesso si possono ritrovare, all’ora attuale – in tutta la loro purezza -, esposte soltanto più nelle dottrine contenute nei testi sacri d’Oriente e nei loro commentari autorizzati.
In queste pagine il lettore scopre che esiste un tipo di conoscenza, certa e definitiva, che prescinde, trascendendole, dalle opinioni degli individui, siano pur esse di natura filosofica o «scientifica»; conoscenza il cui veicolo è una facoltà superiore alla stessa ragione umana e i cui modi di espressione sono costituiti dalle diverse forme tradizionali dell’umanità, a partire dai tempi più antichi.
Scopre che il fondamento di ogni vera civiltà sono i princìpi intemporali e immutabili in cui la metafisica consiste e che dànno vita a tali forme, le quali sole, in quanto forme, possono variare secondo i luoghi e i tempi. Scopre anche che l’intellettualità in senso proprio è costituita dall’assimilazione di questi princìpi.
In queste poche pagine il lettore trova così la chiave di tutte le civiltà tradizionali, o «normali», e la ragione dei problemi che travagliano l’Occidente attuale, a-tradizionale per la sua propria scelta.

Aelita

Aelita

Autore/i: Tolstoj Aleksej

Editore: Editori Riuniti

seconda edizione, traduzione di Emanuela Guercetti, collana: Universale Economica n° 40 – Narrativa.

pp. 140, Roma

Unione Sovietica. Subito dopo la fine della guerra civile, il solitario ma geniale ingegnere Los’ decide di costruire un razzo per raggiungere il Pianeta Rosso. L’uomo, però, non ha intenzione di imbarcarsi da solo in questo primo e pericoloso viaggio spaziale. Pertanto, appende per le vie di Pietrogrado degli annunci per cercare qualcuno disposto ad accompagnarlo in questa rischiosa missione interplanetaria. A rispondere alla chiamata è il militare veterano dell’Armata Rossa Gusev, oramai ritirato a causa del sopirsi degli spargimenti di sangue in conseguenza alla fine della Rivoluzione. I due partono quindi a bordo della navicella a forma di uovo ideata da Los’ e riescono ad approdare su Marte, dove vengono in contatto con gli abitanti del pianeta. La civiltà marziana, costituita da esseri simili ai terrestri – nonostante siano di statura leggermente più bassa e con un colore della pelle blu cinereo – è intelligente e avanzata dal punto di vista tecnologico. Tuttavia, è presente un grosso divario sociale fra la classe dominante e quella lavoratrice, reminiscenza delle prime fasi di quel capitalismo che imperava sulla Terra prima della Rivoluzione. Da qui una serie di avvenimenti sconvolgerà la vita dei due astronauti russi…

Aelita è stata indubbiamente un’opera importante, anche per il film che ne scaturì, per molti addirittura superiore al romanzo. La trasposizione cinematografica di Aelita è opera del regista Jakov Protazanov, che ricevette dalla casa di produzione Mezrabpom-Rus l’incarico di realizzare un colossal vendibile anche all’estero. Girato nel 1924 ma ambientato nel 1921, ha uno svolgimento diverso rispetto al libro, molto più rivoluzionario per l’epoca. I costumi sono dell’artista Alexandra Exter e ispirati al futurismo, il cubismo e il suprematismo…

Aleksej Nikolaevič Tolstoj (1882-1945) esordì come poeta simbolista per poi affermarsi come narratore e commediografo. Rifugiatosi a Parigi dopo la rivoluzione, tornò in patria nel 1923, proseguendo la propria attività letteraria con drammi, romanzi fantascientifici..

Sans Papier – Ontologia dell’Attualità

Sans Papier – Ontologia dell’Attualità

Autore/i: Ferraris Maurizio

Editore: Castelvecchi Editore

prima edizione, collana: Le Navi n° 52.

pp. 240, ill. in b/n f.t., Roma

…Se Platone ha condannato la scrittura, cosa non avrebbe detto dei documenti e dei portafogli, delle carte di credito e dei biglietti elettronici… Senza carta ma non senza scrittura…

Migrazione, globalizzazione, intercettazione: che cosa hanno in comune i tre fatti fondamentali del mondo contemporaneo? L’essere senza carta, ma non senza scrittura. In che senso? Il sans papiers, al plurale, il senza carte, il senza casta, il prototipo del nomade, è in questo libro, il punto di partenza per una originale teoria del documento, di ciò che trasforma la nuda vita, la vita alla mercé di tutti, in una vita vestita, protetta dalle carte. O comunque dalla scrittura. Perché sans papier, alla lettera e al singolare, significa che oggi, e per la prima volta in tanti secoli, le registrazioni non avvengono più, esclusivamente, su carta. Eppure si assiste a una esplosione di scrittura senza carta che, ben più degli aerei, sta alla base della globalizzazione. E della intercettazione. Anche a non avere carte, basta avere un telefonino ed eccoci tracciati, rintracciati, intercettati. Terzo senso, dunque, del sans papier, la crescente minaccia della privacy che viene dal mondo, per così dire, della tracciatura. Sans papier è dunque il nocciolo politico e ontologico del nostro mondo, e indica un problema che abbisogna forse di una Magna Charta.

Maurizio Ferraris insegna Filosofia Teoretica all’Università di Torino, dove dirige il Centro Interuniversitario di Ontologia Teorica e Applicata. Ha scritto più di trenta libri tra cui: Goodbye Kant! Cosa resta oggi della Critica della ragion pura, Bompiani (2004); Jackie Derrida. Ritratto a memoria, Bollati Boringhieri (2006).

Poesia dell’Islam

Poesia dell’Islam

«L’ordito del prodotto islamico classico è inconfondibile, così nelle belle lettere come in arte» (Gianroberto Scarcia). La prima antologia completa di poesia islamica dal VII al XVIII secolo.

Autore/i: Autori vari

Editore: Sellerio Editore

introduzione e cura di Gianroberto Scarcia, collana: La memoria n. 599, in copertina: miniatura di al-Wâsitî, 1237.

pp. 332, Palermo

«L’ordito del prodotto islamico classico è inconfondibile, così nelle belle lettere come in arte. Dal comune Ombelico del Mondo, anche in quei lidi dove l’onda mediterranea pare travolta dalla marea oceanica e il palmeto par inghiottito dalla giungla, il plettro islamico che dà voce alle corde è sempre in qualche modo inconfondibile». In un momento in cui di Islam si parla moltissimo, avendo perduto ogni buona conoscenza di esso e quasi ogni fraterno contatto, la scelta di questa prima antologia completa di poesia islamica (cioè beduina, araba, iranica, indiana, turca, dal VII secolo al XVIII) è necessaria e fortemente voluta. Pur vivendo un’epoca ormai postislamica, come postcristiana è la nostra (lo spiega il professor Scarcia, curatore del volume), essa intende restituire il senso della diversità e insieme il senso della comune origine presentando il panorama vastissimo di mille anni di visioni poetiche. Da Platone la comune origine. La diversità, in due diverse versioni della stessa illusione, la realtà. Per l’Islam è la definitiva impossibilità di conoscere ogni senso e disegno, la distanza radicale inavvicinabile tra il creatore e la creatura, e l’antirealismo che di tutto questo è figlio. Da cui la trasformazione dell’arte in quell’ardente, variopinta, enigmatica, voluttuosa, instancabile tessitura del sogno che Borges amava tanto. E questa antologia, che presenta tutti i più grandi poeti accompagnando ciascuno con una breve introduzione biobibliografica, facendo chiarezza anche dei miti e delle false immagini creati da un orientalismo occidentale di maniera, è classicamente borgesiana.

Componimenti di: Kumayl Ibn Ziyād, Qutayla. Hassān ibn Thābit, Jamīl, Akhtal, Jarīr, Kuthayyir, Dhū’l-Rumma, Walīd ibn Yazīd, Rābi‘a al-‘Adawiyya, al-Sayyd al-Himyarī, Bashshār ibn Burd, ‘Ulayya bint al-Mahdī, Abū’l-‘Atāhiya, Abū Nuwās, Husayn al-Dahhāk, al-‘Abbās ibn al-Ahnaf. Ibrāhīm al-Nazzām, Abū’l Haytham Khālid ibn Yazīd al-Kātib, ‘Abdallāh ibn al-‘Abbās ibn al-Fadl ibn al-Rabī‘, Abū Tammām, al-Buhturī, Ibn al-Mu‘tazz, al-Mutanabbī, Abū’l-’Alā al- Ma‘arrī, Ibn Hamdīs, ‘Abd al-Rahmān ibn Abī’l-‘Abbās al-  Kātib, IbnZaydūn, Abū Muhammad ibn Sufyān, Ibn al-Haddād, Ibn Khafāja, Ibn ‘Arabī, Ibn Zamrak, ‘Umar ibn al-Fārid, Rūdakī, Daqīqī, Farrukhī,Manūchihrī, Gurgānī, Asadī, Nāsir-i Khusraw, Mas‘ūd-i Sa‘d, Sanā’ī, Nizāmī, ’Attār, Kamāl Isfahānī, Rūmī, ‘Irāqī, Yunus Emre, Kaigusuz Sultān, Khwārazmi, Hāfiz, Nasīmī, Jāmī, Sultān Husayn Bayqara, Nawā’ī, ’Ali Harīrī, Ahmad Nishānī, Fuzūlī, Bāqī, Ghālib, Qawsī, ‘Ali Mihrī ‘Arab, Gāzī Gīray, Lisānī, Mullā Wajhī, Sā’ib, Ahmad Khānī, Khushhāl Khān, Hātif Isfahānī, Nazīr Akbarābādī, Bīdil.

The Story of the Stupa

The Story of the Stupa

Autore/i: Longhurst Albert Henry

Editore: Asian Educational Services

pp. 54, 43 tavole in b/n f.t., New Delhi

The commonest kind of ancient sepulchre found in Southern India and the Deccan is the tumulus, the prototype of the Buddhist stupa or tomb. These tumuli are low circular mounds of earth surrounded by a ring of big boulders firmly planted in the ground to keep the tumulus in position and to mark the sacred spot. The chief purpose for which stupas were erected by the Buddhists was to serve as monuments enclosing relics of the Buddha, or of Buddhist saints, which were placed in a reliquary enclosed in a stone coffer, over which the stupa was built. Through this book the author traces and studies the evolution of the Stūpa as a religious symbol.

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  • The Umbrella as a Symbol of Religious Sovereignty
  • The Evolution of the Stūpa
  • Kerala Architecture
  • Himalayan Architecture

Immagini e Simboli – Saggi sul Simbolismo Magico-Religioso

Immagini e Simboli – Saggi sul Simbolismo Magico-Religioso

Titolo originale: Images et Symboles. Essai sur le Symbolisme Magico-Religeux

Autore/i: Eliade Mircea

Editore: TEA – Tascabili degli Editori Associati

prefazione di Georges Dumézil, premessa dell’autore, traduzione di Massimo Giacometti.

pp. 160, Milano

«Oggi si comincia a capire che il simbolo, il mito, l’immagine appartengono alla sostanza della vita spirituale, che è possibile mascherarli, degradarli, ma che non li si estirperà mai.» (Mircea Eliade)

Sull’Erotica Mistica Indiana e Altri Scritti – Il Gioco Erotico come Veicolo Verso il Nirvana

Sull’Erotica Mistica Indiana e Altri Scritti – Il Gioco Erotico come Veicolo Verso il Nirvana

Titolo originale: Sur l’Érotique Mystique Indienne

Autore/i: Eliade Mircea

Editore: Bollati Boringhieri Editore

prima edizione, postfazione e traduzione di Guido Brivio Gabutti Di Bestagno.

pp. 104, Torino

“Nuda, ogni donna incarna la Natura (…). La si dovrà dunque contemplare con la stessa ammirazione e lo stesso distacco che si pone nel considerare l’impenetrabile mistero della Natura, il suo potere infinito di creazione”. Così inizia il breve saggio di Eliade che dà il titolo al volumetto. Un contributo di grande suggestione sul cerimoniale sessuale di origine yogico-tantrica rimasto vivo in più di una scuola buddhista o visnuita, dove il gioco erotico svolge il ruolo di un veicolo verso il Nirvana, l’esperienza paradossale della Unità che realizza la condizione divina. Altrettanto appassionante è il testo su Borabudur, il celebre tempio buddhista dell’isola di Giava di cui Eliade analizza il simbolismo cosmico. Più precisamente, il tempio o stupa è un corpo simbolico di Buddha e perciò il fedele sperimenta il buddhismo visitandolo, apprendendolo come se recitasse le parole di Buddha o meditasse su di esse. Corpo mistico, il tempio è insieme monumento funerario e rappresentazione simbolica dell’universo. A questi due studi che rinviano ai contributi maggiori dello storico delle religioni si accompagna una testimonianza autobiografica: il ricordo appena velato di nostalgia del primo soggiorno in India, dal 1928 al 1931, che avrebbe marcato la vita o l’opera dell’autore, allora poco più che ventenne.

Immagini della Donna nel Medioevo

Immagini della Donna nel Medioevo

Titolo originale: Visages de Femmes au Moyen Âge

Autore/i: Pernoud Régine

Editore: Editoriale Jaca Book

prima edizione italiana, traduzione dal francese di Giorgio Cavalli, collana: Le Fondamenta.

pp. 264, con 178 pagine a colori, Milano

La donna medievale presenzia in modo rilevante a tutte le attività di città e campagna, quale mercante e quale contadina, assumendo per la prima volta nella storia un ruolo di rilievo. Di questa mentalità Régine Pernoud ci documenta l’eco nell’arte.

Storia Artistica del Medioevo

Storia Artistica del Medioevo

Titolo originale: Histoire Artistique de l’Europe. Le Moyen Âge

Autore/i: Duby Georges

Editore: Editori Laterza

traduzione di Giorgia Viano Marogna, in sovracoperta: Ambrogio Lorenzetti, «Allegoria del Buon Governo», part. Siena, Palazzo Pubblico.

pp. 136, numerose illustrazioni a colori, Bari

Nel racconto affascinante di Georges Duby l’arte come specchio della società medievale.

Georges Duby (1919-1996), uno dei più grandi storici del Medioevo, ha insegnato per oltre vent’anni al Collège de France. Con Michelle Perrot ha diretto i cinque volumi sulla Storia delle donne in Occidente e ha curato Immagini delle donne. Con Philippe Ariès ha curato i volumi della Vita privata.

Notturno Indiano

Notturno Indiano

«Questo libro, oltre che un’insonnia, è un viaggio. L’insonnia appartiene a chi ha scritto il libro, il viaggio a chi lo fece».

Autore/i: Tabucchi Antonio

Editore: Sellerio Editore

collana: La memoria n. 93, in copertina: miniatura su pergamena di Behzad, XV secolo (particolare).

pp. 120, Palermo

Un’ipotesi dell’autore – una giustificazione per un modo di raccontare così allusivo – è che questo libro potrebbe servire da guida per un amante di percorsi incongrui. E vi è certo dell’incongruo in questa ricerca di un amico disperso, ombra di un passato segnato – s’indovina – da una qualche definitiva rottura; in quest’India conosciuta solo nelle camere d’albergo, negli ospedali, e che pure balugina attraverso i colloqui essenziali con profeti incontrati sui pullman, con gesuiti portoghesi, con gnostici di una società teosofica. Ma è un’incongruità che dall’esplicitarsi di suggerimenti, da concomitanze che si rivelano necessarie, si riordina a metodo. È il lato notturno e occulto delle cose il tema di Notturno indiano.

La Via dell’Incenso – In Viaggio Attraverso l’Arabia alla Riscoperta di una delle più Antiche Vie Commerciali del Mondo

La Via dell’Incenso – In Viaggio Attraverso l’Arabia alla Riscoperta di una delle più Antiche Vie Commerciali del Mondo

Autore/i: Boccazzi Cino

Editore: Neri Pozza Editore

pp. 116, 1 cartina b/n f.t., numerose fotografie b/n f.t., Vicenza

«Cino Boccazzi appartiene alla categoria, sempre più rara, dei grandi viaggiatori, degli esploratori delle regioni desertiche che hanno saputo narrarci di prima mano il mondo dei luoghi silenzi, delle rade oasi, delle genti ignare della nostra “civiltà” e di quelle che l’hanno respinta per rimanere a contatto con una natura incontaminata dai secoli e dai millenni» (Sabatino Moscati)

Microcosmo – Dagli Organismi Primordiali all’Uomo: un’Evoluzione di Quattro Miliardi di Anni

Microcosmo – Dagli Organismi Primordiali all’Uomo: un’Evoluzione di Quattro Miliardi di Anni

Titolo originale: Microcosmos

Autore/i: Margulis Lynn; Sagan Dorian

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, premessa di Thomas Lewis, ringraziamenti e introduzione degli autori, traduzione di Lucia Maldacea, collana: Saggi.

pp. 314, nn. ill. in b/n, Milano

…”Intelligenza e tecnologia non ci appartengono in modo specifico, ma sono di tutti i viventi, e forse sopravviveranno alla nostra specie in forme del futuro che vanno al di là della nostra limitata immaginazione”…

Se noi “esseri superiori” fossimo così stolti da autodistruggerci con una guerra o una catastrofe ecologica, il “microcosmo” che ci circonda sarebbe pronto a espandersi e a modificare se stesso e il resto del mondo senza di noi, come ha già fatto in passato. I veri protagonisti della saga della vita sulla Terra da circa quattro miliardi di anni, infatti, sono loro: i microbi o i batteri. Veri piccoli alchimisti, hanno “inventato” tutti i sistemi chimici essenziali per la vita e la sua trasformazione: hanno immesso l’ossigeno nell’atmosfera, hanno costruito enormi strutture rocciose che hanno modificato la faccia del nostro pianeta, e, grazie ai complessi processi della simbiosi, sono stati i principali artefici della nostra comparsa sulla Terra. Nove su dieci delle cellule che costituiscono il corpo umano sono batteri, discendenti dai batteri che nuotavano nei mari primordiali miliardi di anni or sono. Quindi non possiamo affermare di esserceli lasciati indietro nella scala evolutiva: grazie al loro costante e rapido adattamento alle condizioni ambientali sono presenti ovunque nella biosfera ed esercitano la loro azione su ogni pianta e su ogni animale. Dunque secondo Lynn Margulis e Dorion Sagan, che in questo insolito saggio riscrivono la storia della vita sul Pianeta, non siamo i padroni assoluti della natura né il punto più alto dell’evoluzione. Alla luce della loro nuova e affascinante teoria le autrici assegnano all’uomo il suo giusto posto in natura, analizzano le cognizioni correnti sul nostro passato e le prospettive sul nostro futuro. E, smontato il concetto di competizione fra le specie e di sopravvivenza del “più forte”, propongono una visione originale secondo cui la vita non si sarebbe affermata attraverso la lotta e la competizione bensì attraverso la coabitazione, la mutua dipendenza, la “solidarietà” fra i vari organismi viventi.

Lynn Margulis è docente di Biologia all’Università di Boston e membro della National Academy of Sciences. La sua attività di ricercatrice si è polarizzata soprattutto su studi relativi alla simbiosi. È autrice di numerosi volumi fra cui The Origin of the Eukaryotic Cell, Symbiosis in Cell Evolution, Early Life, Five Kingdoms (con K. V. Schwartz).

Dorion Sagan, divulgatrice scientifica, ha scritto con L. Margulis numerosi articoli e il recente The Origin of Sex.

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Premessa
Introduzione: il microcosmo
Il microcosmo in espansione: un’anticipazione figurata

  • Al di fuori del cosmo
  • L’animazione della materia
  • Il linguaggio della natura
  • L’ingresso nel microcosmo
  • Il sesso e lo scambio genetico a livello planetario
  • L’olocausto provocato dall’ossigeno
  • Un nuovo tipo di cellula
  • Vivere insieme
  • Il cervello simbiotico
  • L’enigma del sesso
  • Gli ultimi a sbocciare: piante e animali
  • L’uomo egocentrico
  • Il supercosmo futuro

Note
Glossario
Indice analitico

Marilyn Monroe – Tesori e Ricordi della Diva che Incantò il Mondo

Marilyn Monroe – Tesori e Ricordi della Diva che Incantò il Mondo

Titolo originale: The Marilyn Monroe Treasures

Autore/i: Glatzer Jenna

Editore: White Star

adattamento Elisabetta Gargagli, traduzione Daniele Ballarini.

pp. 178, nn. ill. a colori e in b/n, Vercelli

Marilyn Monroe: il suo mito supera di gran lunga il pur apprezzato talento artistico di un’attrice sicuramente fuori dal comune, un “sogno proibito” per milioni di appassionati di cinema e modello per l’intero mondo femminile a cavallo degli anni ’50 e ’60, il fascino che emanava dal grande schermo e dalle copertine in carta patinata ha contribuito a farne un sex symbol fuori da ogni tempo; la fragilità che ha contraddistinto la sua esistenza, per molti versi tumultuosa e culminata in una morte tanto prematura quanto misteriosa, l’ha resa una vera e propria icona della cultura pop. Tutto questo, e molto di più, è contenuto in questo volume che racconta la storia di una certa Norma Jeane Mortenson, poi diventata Norma Jeane Baker, che nel 1945 passa dal suo lavoro come ispettrice di paracaduti alla carriera di modella e poi di attrice cambiando ancora nome e vita. Il libro riporta parole della stessa Marilyn, tratte da interviste, e citate da intimi conoscenti e amici nonché riproduzioni di documenti originali e moltissime immagini inedite sia a colori che in bianco e nero.
Grazie all’ineffabile combinazione di innocenza fanciullesca, conturbante sex appeal e ammaliante presenza scenica, Marilyn ha incarnato un’immagine di stile, bellezza e fascino ineguagliato. Questo volume contiene una brillante narrazione biografica e una straordinaria collezione fotografica, e presenta diverse immagini inedite e alcuni cimeli mai pubblicati, compresa la rosa dipinta dalla diva stessa ad acquerello e regalata al presidente John F.Kennedy in occasione del suo compleanno. Una splendida raccolta di immagini esclusive tratte dalla vita di una delle stelle più amate del cinema, una testimonianza unica su una storia che ha fatto epoca, un’opera che non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato.

Jenna Glatzer è l’autrice di Céline Dion: For Keeps (2005), la biografia autorizzata dalla celebre cantante. Ha scritto centinaia di articoli per giornali e riviste, pubblica scritti on-line e contribuisce alla redazione del Writer’s Digest. Vive a New York.

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  • Chiusa in se stessa (1926-1943)
  • Sognando la fama (1943-1948)
  • Una collezione di benefattori (1949-1951)
  • Destinata al successo (1951)
  • Ascesa alla popolarità (1951-1952)
  • Io sono la bionda (1952-1954)
  • Nel bozzolo (1954-1955)
  • Tutti abbiamo paura (1956-1962)
  • Incompleta (1962)

Filmografia
Notizie sull’autrice
Ringraziamenti
Referenze fotografiche

Mehndi – Tatuaggi con l’Henné

Mehndi – Tatuaggi con l’Henné

Titolo originale: «Mehndi: The Timeless Art of Henna Painting»

Autore/i: Roome Loretta

Editore: Pan Libri – Armenia Editore

unica edizione, introduzione dell’autrice, traduzione di Elisa Villa.

pp. 192, numerose fotografie a colori f.t., numerose illustrazioni b/n, Milano

L’arte di tatuare con la polvere di henné, definita mehndi nella lingua hindi, da secoli viene impiegata in India, in Africa e in Medio Oriente come strumento per decorare il corpo e come forma di espressione creativa.
In questo libro, Loretta Roome:

  • ripercorre la storia di quest’antica tecnica, riscoprendo il significato dei disegni e delle figure tradizionali e rivelando il valore spirituale, rituale ed erotico delle decorazioni;
  • esamina in dettaglio i diversi motivi realizzabili con l’henné, spiegando su quali parti del corpo è possibile applicarli;
  • illustra come predisporre la pelle a ricevere il tatuaggio, come preparare la pasta d’henné e come applicarla correttamente perchè le decorazioni, sebbene destinate a scomparire, siano intense e durature;
  • mostra, grazie a meravigliose fotografie, quali splendide creazioni possano valorizzare la bellezza femminile, conferendole un fascino esotico di grande suggestione e una forte carica seduttiva.

Una Vita Tutta per Sè

Una Vita Tutta per Sè

Autore/i: Field Joanna

Editore: La Tartaruga Edizioni

prefazione dell’autrice, traduzione di Ritva Raitsalo.

pp. 200, ill. b/n, Milano

Questo libro documenta l’esperienza di una donna che negli anni 1920-30, partendo da una sensazione di disagio, di frustrazione, di fallimento della propria vita, decide di iniziare una personalissima ricerca nei labirinti della mente, per diventare cosciente e riappropriarsi della propria esistenza, per viverla da persona completa, adulta, felice.
Ignorando di proposito ogni schema psicoanalitico, Joanna Field si basa sull’analisi delle proprie sensazioni, usa la tecnica del diario e delle libere associazioni, per iniziare questo viaggio dentro di sé. Come in una terra inesplorata, si trova a combattere paure irrazionali, draghi misteriosi e anche a scoprire momenti di pienezza e di felicità. A conclusione di questa autoanalisi, Joanna Field arriva al problema della bisessualità psichica: l’atteggiamento maschile razionale finalistico e l’atteggiamento femminile intuitivo passivo fine a se stesso. Soltanto attraverso la comprensione e l’equilibrio di questa bipolarità psichica si può raggiungere la pienezza. Con questa intuizione ricca di conseguenze inesplorate, si conclude la ricerca di Joanna Field, che non vuole essere una teorizzazione ma semplicemente offrire i dati di una esperienza personale. In questo modo la sua ricerca acquista valore anche per gli altri.

Il Materialismo Dialettico

Il Materialismo Dialettico

Autore/i: Lefebvre Henri

Editore: Giulio Einaudi Editore

traduzione di Aldo Natoli.

pp. 140, Torino

Sommario:

Capitolo primo – La contraddizione dialettica
Critica della dialettica hegeliana – Il materialismo storico – Il materialismo dialettico – Unità della dottrina.

Capitolo secondo – La produzione dell’uomo
Analisi del prodotto – Le attività d’integrazione – Settore dominato e settore non-dominato – Il determinismo fisico – Il determinismo sociale – L’uomo totale – Verso il contenuto totale.

Carrel et Zola Devant le Miracle a Lourdes

Carrel et Zola Devant le Miracle a Lourdes

Autore/i: Cassagnard Chanoine J.-M.

Editore: Editions de l’Œuvre de la Grotte

edition nouvelle, lettre-préface de Théas.

pp. 204, tavv. b/n f.t., Lourdes

Résumé:
«Les Apparitions de Lourdes ont fait l’objet de nombreux écrits. Le présent ouvrage, après avoir rappelé au lecteur ce que l’on entend par “miracle”, présente l’originalité d’opposer deux théories : celle du Docteur Alexis Carrel, prix Nobel de physiologie et de chirurgie physiologique, à l’origine agnostique et qui devint un catholique militant après avoir assisté à ce qu’il considéra comme un miracle, et celle d’Émile Zola, sceptique convaincu…»