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L’Unica Nostra Arma è la Pace – Il Coraggio di Costruire un Mondo Senza Conflitti

L’Unica Nostra Arma è la Pace – Il Coraggio di Costruire un Mondo Senza Conflitti

Titolo originale: Creating True Peace

Autore/i: Thich Nhat Hanh

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

traduzione di Diana Petech.

pp. 216, Milano

L’unica nostra arma è la pace è forse lo scritto più importante di Thich Nhat Hanh, un libro in cui è possibile trovare la risposta alla crisi di violenza del mondo contemporaneo. In quest’opera il celebre monaco buddhista offre al nostro tormentato presente non solo la sua profonda saggezza, ma anche e soprattutto il conforto di un’esperienza concreta: racconta infatti come, anche durante le guerre che hanno sconvolto il Vietnam, il maestro e i suoi discepoli siano riusciti a vivere mantenendo la pace interiore. Con la consueta, affascinante mescolanza di pratiche meditative e consigli di vita quotidiana, Thich Nhat Hanh indica la via per un pensiero e un comportamento nonviolento; affida a queste pagine la sua lezione più preziosa e duratura, spiegando come ciascuno di noi può scoprire il potere di creare pace in se stesso, nelle relazioni affettive, lavorative, familiari e nel mondo.

Thich Nhat Hanh, monaco buddhista e attivista pacifista, nato in Vietnam nel 1926, è stato perseguitato ed esiliato per trent’anni. Attualmente vive in Francia, a Plum Village, a capo di una comunità di monaci e laici, dove insegna l’”arte della consapevolezza”. Oltre ad aver scritto circa cento libri di poesia, di narrativa e di filosofia, nel 1967 fu candidato da Martin Luther King jr per il premio Nobel per la pace.

Il Mistero della Tomba Vuota – Storia e Archeologia della Morte, Sepoltura e Risurrezione di Cristo

Il Mistero della Tomba Vuota – Storia e Archeologia della Morte, Sepoltura e Risurrezione di Cristo

Titolo originale: The Weekend that Changed the World

Autore/i: Walker Peter

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

presentazione di Michael Green, prefazione e introduzione dell’autore, traduzionedall’inglese di Aldo Audisio.

pp. 246, nn. illusrazioni b/n, nn. tavole a colori e b/n f.t., Milano

Come è andata nel dettaglio la storia dei tre giorni che hanno cambiato il volto della storia mondiale? Che cosa possiamo stabilire, dal punto di vista storico, del luogo e della data dell’ultima cena, del processo religioso e del processo politico cui fu sottoposto Gesù di Nazaret, delle reali motivazioni che portarono alla sua condanna, delle torture che dovette subire? E chi fu veramente il responsabile della sua uccisione, il potere politico romano oppure il potere religioso ebraico? Come avveniva l’esecuzione capitale mediante crocifissione? Come e perché morivano i condannati?
Nell’affrontare queste questioni, l’autore concentra la sua attenzione soprattutto sul luogo della sepoltura: che prove ci sono dell’autenticità del Santo Sepolcro? Come spiegare la sua posizione all’interno di Gerusalemme, quando il Nuovo Testamento afferma invece che Gesù fu sepolto fuori le mura della città? Non è più attendibile individuare l’effettivo sepolcro di Gesù nella cosiddetta Tomba del Giardino, scoperta dal generale Gordon alla fine dell’Ottocento? Ma che cosa dice la ricerca archeologica in ordine alla sua datazione?
Peter Walker risponde a tutti questi interrogativi in modo equilibrato e puntuale, adducendo tutte le prove a favore dell’una o dell’altra ipotesi, senza una tesi preconcetta da dimostrare ma con il massimo rispetto della verità storica e con un amore autentico verso la persona e il messaggio di Cristo. Il libro è arricchito da un notevole apparato di cartine, di disegni e di fotografie, molto utili per seguire fin nei minimi dettagli questa brillante esposizione del Weekend that Changed the World, come recita il titolo originale inglese.
Fra coloro che hanno scritto degli eventi che vanno dal Venerdì Santo alla Pasqua, alcuni sono docenti universitari, altri archeologi, altri insegnanti, altri semplicemente fedeli appassionati. Peter Walker si distingue perché possiede tutte e quattro le caratteristiche: è professore universitario di esegesi del Nuovo Testamento a Oxford, è uno dei più eminenti esperti di archeologia e topografia della Gerusalemme antica, è un docente affascinante con grandi doti di comunicatore, ed è un credente entusiasta nella persona e l’opera di Gesù Cristo. Oltre a questo, è anche guida turistica specializzata alla Terrasanta. I diritti di traduzione di questo suo libro sono già stati venduti anche in Germania, Olanda e Stati Uniti.

Letture sulla Meccanica delle Murature Storiche

Letture sulla Meccanica delle Murature Storiche

Autore/i: Giuffré Antonino

Editore: Edito in proprio

pp. 84, nn. tavv. b/n f.t.

Questo volume contiene gli appunti delle lezioni svolte presso la facoltà di Architettura sul tema di una visione meccanica dell’architettura storica. E proprio le esigenze del corso in parte giustificano il testo affrettato e non completo. Le considerazioni che vengono qui presentate contengono in embrione una linea di ricerca tendente a individuare gli aspetti statici fondamentali della struttura muraria, tali da poter essere controllati con rigore scientifico. Come è naturale essa prende le mosse dalla osservazione diretta e dalla rilettura dei testi storici, ma sia l’una che l’altra si sono dimostrate più ardue del previsto. Apprendere il linguaggio degli antichi costruttori richiede sofisticata altalena tra le immersione storica nel loro tempo e l’uso di tutto il bagaglio scientifico che gli studi moderni forniscono. Operazioni che richiedono studio e maturazione ben oltre il livello fin qui raggiunto.Il testo ha quindi il limite dell’improvvisazione, forse anche il sapore di un’esplorazione in regioni desuete; può, se il lettore si lascia prendere, stimolare un personale approfondimento.

Avere o Essere?

Avere o Essere?

Autore/i: Fromm Erich

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prefazione dell’autore, traduzione di Francesco Saba Sardi.

pp. 300, Milano

La modalità esistenziale dell’avere, incentrata sulla brama di possesso di oggetti e di potere, sull’egoismo, lo spreco, l’avidità e la violenza – opposta alla modalità esistenziale dell’essere, basata sull’amore, la gioia di condividere, l’attività autenticamente produttiva e creativa, della quale hanno parlato i grandi maestri di vita e di pensiero, da Gesù a Buddha, da Tomaso d’Aquino a Spinoza e Maestro Eckhart, a Marx e Albert Schweitzer -, domina nel mondo contemporaneo, e sta portando l’umanità alla catastrofe.
La grande illusione che il progresso industriale e tecnologico illimitato portasse la felicità per tutti, attraverso la soddisfazione di tutti i desideri, e ristabilisse la pace sociale e l’armonia dell’uomo con la natura, è ormai incontestabilmente fallita. L’uomo contemporaneo è diventato un ingranaggio dell’immensa macchina burocratica, alienato, manipolato dall’industria, dai mass media, dai governi, esposto a pericoli ecologici e al rischio di conflitti nucleari, psicologicamente depresso, isolato, angosciato, preda di impulsi distruttivi.
Partendo da un’acuta e lucidissima analisi dei mali universali della nostra epoca, Erich Fromm delinea in quest’opera una nuova etica, e la possibilità di un diverso atteggiamento dell’Uomo nuovo verso la natura e la società.

Erich Fromm (Francoforte 1900 – Locarno 1980) ha studiato alle università di Heidelberg e di Monaco e all’Istituto di psicoanalisi di Berlino. Con Adorno, Horkheimer, Marcuse e altri ha lavorato nell’ambito dell’Institut für Sozialforschung di Francoforte. È vissuto negli Stati Uniti dal 1934; ha insegnato alla Columbia, Michigan e Yale University, oltre che all’Università nazionale del Messico. Fra le sue opere L’arte di amare (1963), Fuga dalla libertà (1963), La crisi della psicoanalisi (1971), Anatomia della distruttività umana (1975), Avere o essere? (1977), Grandezza e limiti del pensiero di Freud (1979), La disobbedienza (1982), L’amore per la vita (1984).

Breve Storia dei Giubilei

Breve Storia dei Giubilei

(1300-2000)

Autore/i: Cattabiani Alfredo

Editore: Bompiani

pp. 288, Milano

Che cos’è il giubileo? Com’è nato? Qual è il fondamento teologico delle indulgenze? Chi sono stati i protagonisti dei giubilei?
A queste e altre domande risponde esaurientemente il saggio di Alfredo Cattabiani, che narra la storia degli anni santi dal 1300, quando Bonifacio VIII ne indisse il primo, fino a quello del Duemila sul quale presenta e commenta i documenti più significativi di Giovanni Paolo II. Ma non si limita soltanto a ricostruirne le vicende e a raccontare avvenimenti esemplari o riprovevoli: inquadra ogni giubileo nell’epoca in cui si svolge, delineando la personalità del papa o dei papi che ne sono stati protagonisti, e narra sinteticamente anche la storia della Chiesa con le sue luci e ombre.
Contemporaneamente scorrono di fronte a noi le immagini di Roma, delle sue tante miserie e grandezze, che ne hanno costellato la storia fino al nostro secolo. Infine Cattabiani descrive e spiega l’origine e il significato delle pratiche devozionali e delle cerimonie che sono nate o si sono sviluppate grazie ai giubilei: dall’esposizione del Volto Santo o delle Teste dei santi Pietro e Paolo alla processione del Crocifisso miracoloso di San Marcello, dalla Visita delle Sette Chiese alle Quarantore, dalla pratica del Rosario alla consacrazione cristiana degli obelischi egizi, dal culto del Sacro Cuore di Gesù a quello di Cristo Re; e si sofferma anche sul dogma della Assunzione in cielo di Maria che fu proclamato durante l’anno santo del 1950.
Sicché il saggio di Cattabiani, che si legge con interesse grazie alla mancanza di pregiudizi ideologici e allo stile cristallino che sa appassionare il lettore, è una guida preziosa per capire meglio la storia degli anni santi. E grazie all’ultimo capitolo dedicato all’insegnamento giubilare di Giovanni Paolo Il, offre anche una guida per vivere l’anno santo nella sua più autentica spiritualità.

Alfredo Cattabiani, già direttore editoriale di alcune case editrici, ha ideato e condotto molti programmi su Radio Rai. Collabora a varie testate giornalistiche. Studioso di storia delle religioni, di simbolismo e di tradizioni popolari, ha pubblicato varie opere fra cui: Calendario (1988), Santi d’Italia (1993), Lunario (1994), Bestiario segreto (1995), Florario (1996), Planetario (1998).

Né Cristo né Marx

Né Cristo né Marx

Dalla seconda rivoluzione americana alla seconda rivoluzione mondiale

Autore/i: Revel Jean-François

Editore: Rizzoli

con un intervento di Mary McCarthy e una replica dell’autore, traduzione di Lydia Magliano.

pp. 264, Milano

Se si farà, la nuova rivoluzione mondiale – la seconda, dopo quella francese – potrà avvenire soltanto negli Stati Uniti dove in pratica è già cominciata: questa è la tesi sconcertante, sostenuta da Jean-Francois Revel in Ne’ Cristo ne’ Marx, che fin dal suo apparire ha scatenato vivacissime reazioni in Francia e in America tanto da indurre una giornalista e scrittrice famosa come Mary McCarthy a scrivere, in brillante polemica con l’autore, un articolo pubblicato in appendice a questo volume insieme alla replica di Revel. America culla della rivoluzione: è una tesi sorprendente, perché gli Stati Uniti sono sempre stati considerati il paese conservatore per eccellenza. Oggi però, proprio come la Francia verso il 1780, essi si rivelano il paese più aperto alle spinte innovatrici, il serbatoio in cui ribollono tutti i conflitti e tutte le possibilità rivoluzionarie della nostra epoca.
L’America, sostiene Revel, sta creando un modello rivoluzionario per gli altri paesi, il primo che non sia l’imitazione di rivoluzioni precedenti: infatti i conflitti razziali, la contestazione, il ”dissent” globale sono nati ed esplosi in America, per poi diramarsi in molti altri paesi.
Tuttavia non sarà una rivoluzione di tipo marxista, poiché, secondo Revel, il concetto di lotta di classe del secolo scorso va rielaborato, né di tipo misticheggiante, a cui paiono ispirarsi certe reazioni come quella hippy, dato che l’anelito rivoluzionario nasce ora dalla scoperta delle capacità liberatrici dell’informazione, che, proprio negli Stati Uniti, ha raggiunto il massimo grado di diffusione e tale da condizionare lo sviluppo stesso della società.

Jean-François Revel è nato a Marsiglia nel 1924. Ha studiato a l’Ecole Normale Supérieure e si è laureato in filosofia. E stato professore in Messico (1950-52), a firenze (1953-57) e poi in Francia fino al 1962. Ha scritto varie opere tra cui A che servono i filosofi ?, La cabale des dévòts e il famosissimo Per un’altra Italia.
Ha diretto le pagine culturali de L’Observateur (1960-63) e dal 1966 cura le pagine letterarie de L’Express. È sposato e ha tre bambini.

I Mondi di Alastor – Tre Appassionanti Romanzi Ambientati nei Mondi della Galassia di Alastor

I Mondi di Alastor – Tre Appassionanti Romanzi Ambientati nei Mondi della Galassia di Alastor

Titoli originali: Trullion: Alastor 2262 • Marune: Alastor 933 • Wyst: Alastor 1716

Autore/i: Vance Jack

Editore: Casa Editrice Nord

traduzioni di Roberta Rambelli e Rita Botter Pierangeli, collana: Tascabili Nord Fantasy e Fantascienza Omnibus n° 18, copertina di Paul Lehr.

pp. 606, Milano

…Quante volte abbiamo sognato di mondi lontani e di alieni dalle sembianze indescrivibili, senza minimamente riuscire a tradurre in parole quello che la nostra immaginazione ci suggeriva? Se noi non ci siamo mai riusciti ne è stato però capace John Holbrook Vance, più conosciuto come Jack Vance. Lo scrittore californiano ha dato forma a tutti quei mondi e a tutti quegli alieni che vivevano solamente nei nostri sogni; nessuno come lui è stato capace di descrivere, nelle sue opere, quei luoghi e personaggi meravigliosi e strani che noi, poveri lettori, riuscivamo solamente a pensare, senza essere capaci di dare loro forma e farli apparire accessibili e vivi…

L’ammasso di Alastor è un gruppo stellare collocato ai margini della Galassia, composto di trentamila stelle e tremila pianeti abitati. I mondi di alastor sono uniti da un linguaggio e da una storia comuni, e sono retti dal Connatic: un sovrano che governa per mezzo della sua preponderante marina spaziale – il Whelm – ma che ama soprattutto travestirsi da persona comune e scendere tra la folla per accertarsi in prima persona delle condizioni dei suoi sudditi. I tre romanzi del ciclo di Alastor, riuniti in questo omnibus, presentano altrettante appassionanti avventure in un universo dall’elaborata ambientazione come ci possiamo aspettare da un libro di Vance.

Jack Vance ha scritto oltre sessanta libri, la maggior parte dei quali inseriti in un ciclo: forse i più notevoli sono i quattro libri del Ciclo della Terra morente, oggetto di molte imitazioni; i cinque romanzi del Ciclo dei Principi Demoni; i quattro romanzi del Ciclo di Tschai; la trilogia di Durdane; quella del Ammasso di Alastor; i due libri del Ciclo del Grande Pianeta e la trilogia di Lyonesse. Molti dei cicli di fantascienza di Vance appartengono ad una visione del futuro chiamata Distesa Gaeana, situata nella storia futura, tuttavia le connessioni non sono necessarie per la comprensione di ogni serie individuale sebbene permettano a Vance di utilizzare in una serie dei riferimenti a protagonisti di altre serie, come Navarth, il poeta pazzo, o di citare in altri romanzi libri immaginari, come l’enciclopedia in più volumi Vitadel Baron Bodissey.

Il Labirinto della Solitudine

Il Labirinto della Solitudine

Titolo originale: El Laberinto de la Soledad

Autore/i: Paz Octavio

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione di Franco Mogni, traduzione Alfonzo D’Agostino, collana: Saggi di Letteratura, in copertina: Octavio Paz nel 1989.

pp. 266, Milano

Il labirinto della solitudine, nell’ambito saggistico, è certamente l’opera più nota ed emblematica di Octavio Paz. Nelle sue pagine l’autore affronta i temi che gli sono più congeniali: il se stesso e l’altro, la “messicanità” e la non “messicanità”, la razionalità e l’intuizione, l’essere uomo o donna…E sono questi (e altri) i poli dialettici fra cui Octavio Paz tesse la sua analisi-confessione in una appassionata discesa agli inferi labirintici della storia messicana, per affiorare alla superficie desolante della condizione umana contemporanea, individuale e collettiva. Un’opera policroma, che coniuga antropologia e filosofia della storia, saggio e poesia, in una scrittura affascinante, sostanziata da un grande spessore intellettuale e innervata da una strenua tensione morale. Un libro che ormai appartiene di diritto al grande saggismo letterario del nostro secolo.

Octavio Paz, poeta e saggista, è nato a Città del Messico nel 1914. Dopo aver partecipato alla guerra civile spagnola tra le file dei repubblicani, si trasferì a Parigi, dove condivise le esperienze del movimento surrealista. Entrato in diplomazia nel 1945, lavorò in Giappone, in Francia e soprattutto, come ambasciatore, in Italia. Nel 1968 si dimise per protesta contro un massacro di studenti messicani operato dalla polizia governativa. In seguito si è dedicato all’insegnamento presso università inglesi e americane. Nel 1990 gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura. Ha pubblicato numerose raccolte poetiche, tra cui: Luna Silvestre (1933), Raìz del hombre (1937), Piedra de sol (1957), Salamandra (1962), Ladera este (1969), Vuelta (1976). In traduzione italiana (con testo a fronte) Vento cardinale e altre poesie (Mondadori, 1984). Tra le opere di saggistica ricordiamo: El arco y la lira (1956), Puertas al campo (1966), Conjunciones y disjunciones (1969), Posdata (1970), El ogro filantrópico (1979).

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Introduzione

  • Il pachuco e altri eccessi
  • Maschere messicane
  • Ognissanti, giorno di morti
  • I figli della Malinche
  • Conquista e colonia
  • Dall’Indipendenza alla Rivoluzione
  • L’”intellighenzia” messicana
  • I giorni nostri

Appendice: La dialettica della solitudine

Psicologia Sociale – 2 Volumi

Psicologia Sociale – 2 Volumi

Titolo originale: Social Psychology

Autore/i: Brown Roger

Editore: Giulio Einaudi Editore

prefazione e ringraziamenti dell’autore, traduzione di Lucio Ristori, collana: Nuova Biblioteca Scientifica Einaudi n° 66.

vol. 1 pp. XXII-518, vol. 2 pp. 519-954, ill. in b/n, Torino

…In questo libro ho trattato più argomenti di quanti sia mai riuscito a includerne in un singolo semestre di psicologia sociale. Saltuariamente ho trattato ciascuno di essi ma non mi è mai capitato di trattarli tutti insieme in un singolo corso. I capitoli sono abbastanza indipendenti gli uni dagli altri in modo che un eventuale insegnante possa scegliere quello che desidera e omettere gli altri…

Roger W. Brown è stato professore di psicologia sociale all’Università di Harvard dal 1962 al 1994. Oggi Brown è riconosciuto come il fondatore della psicolinguistica dello sviluppo e come un pioniere nello studio di come i bambini acquisiscono il linguaggio. Brown arrivò per la prima volta ad Harvard nel 1952 come insegnante di psicologia sociale. Dal 1953 al 1957 prestò servizio come assistente professore di psicologia sociale, mentre avviava la sua rivoluzionaria indagine sull’acquisizione del linguaggio, iniziando con un documento teorico su come i bambini scoprono il significato delle parole. Il primo libro di Brown, Words and Things, fu pubblicato nel 1957. Divertente e perspicace, il libro esaminava ciò che all’epoca si conosceva sul linguaggio, compresi i primi studi moderni sulla relazione tra linguaggio e pensiero. Words and Things è ancora in stampa oggi. Dopo aver insegnato al MIT per cinque anni, Brown tornò ad Harvard come professore di psicologia sociale nel 1962. Iniziò quindi a documentare l’acquisizione del linguaggio nei bambini registrando e trascrivendo il loro discorso in via di sviluppo. Questo innovativo studio longitudinale si è concentrato su tre bambini, gli ormai famosi Adamo, Eva e Sarah. Decine di scoperte fondamentali sulle fasi del corso temporale dello sviluppo del linguaggio hanno avuto origine da quel progetto e gli studenti laureati coinvolti nel progetto sono stati figure importanti nel campo per decenni. Nel 1973 le scoperte di Brown furono pubblicate in First Language: The Early Stages. Il libro è stato citato in oltre 700 pubblicazioni scientifiche. Gli interessi di Brown variavano ampiamente. I suoi libri Social Psychology (1965) e Social Psychology The Second Edition (1985), sebbene commercializzati come libri di testo, erano sintesi argute e originali.

Verso la Scintilla – Dal Tempo all’Eterno

Verso la Scintilla – Dal Tempo all’Eterno

Autore/i: Cerchio Medianico Kappa

Editore: Edizioni Mediterranee

presentazione di Romualdo D’Alessandro, prefazione di Paola Giovetti, testimonianza di Vitaliano Bilotta, dedica al lettore e introduzione di «La Guida Psichica».

pp. 208, Roma

…Mi ha fatto particolarmente piacere ritrovare nei messaggi del Cerchio Kappa il tono, l’impostazione e lo stile di quelli del Cerchio Firenze 77: una continuità che non è stata ricercata dai componenti il gruppo, ma voluta da chi invia i messaggi, e che si esprime anche in quell’intervenire delle ’Entità’ nella struttura stessa del libro, modificando e sostituendo certe cose, come già avveniva a Firenze”. Questo libro mi raccomanda all’attenzione degli interessati alla fenomenologia medianica e alla ricerca spirituale in genere. Per la chiarezza espositiva, la limpida suddivisione in capitoli, la scelta graduale delle comunicazioni, esso è adatto anche a chi per la prima volta si avvicina a questi temi; chi invece già ne è esperto, troverà in questo volume un utile ampliamento delle proprie conoscenze e un ulteriore stimolo a continuare le proprie ricerche…(dalla prefazione di Paola Giovetti)

Per la prima volta in quest’opera le entità spirituali fanno cenno in maniera esplicita ad un grande progetto spiritico, che collega e unisce tra loro tutte le autentiche manifestazioni del mondo spirituale che dal Kardec in poi sono avvenute e avvengono tuttora allo scopo di portare luce e verità nell’intimo di ogni uomo. Esso ha il senso di un vero e proprio manifesto dello spiritismo. In tale prospettiva vanno visti e rimeditati i vari fenomeni e le molteplici comunicazioni che in questi decenni si sono susseguiti, in un crescendo sempre più ampio, che è pervenuto, quale sua massima e più attuale espressione, all’insegnamento del Cerchio Firenze 77.

Echi d’Altrove

Echi d’Altrove

La ricerca dell’aldilà

Autore/i: Cariglia Bianchi Fulvia

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione dell’autrice.

pp. 254, Milano

Fin dall’alba dei tempi l’uomo ha tentato di comunicare con l’aldilà: è una propensione naturale, che va oltre l’ambito della fede, come ci dimostrano numerose testimonianze archeologiche, storiche e letterarie. Prescindendo da ogni pregiudizio di carattere religioso o culturale, Echi d’altrove vuole essere un excursus completo e documentato sulle modalità con cui, attraverso i secoli, gli uomini hanno cercato un contatto con il mondo ultraterreno: dall’antico culto dei morti all’esperienza sciamanica, dagli ottocenteschi tavolini a tre gambe al “channeler” dell’odierna New Age, fino alla transcomunicazione, ovvero l’agognato contatto ottenuto grazie agli strumenti della moderna tecnologia (magnetofoni, radio, video, fax, telefoni e computer). La descrizione e l’analisi dei comportamenti sociali nei confronti della ricerca dell’aldilà è poi affiancata da un ricco patrimonio di aneddoti curiosi e dalla rievocazione delle passioni spiritiste di personalità ”insospettabili”, da Gabriele d’Annunzio ai coniugi Curie a Cesare Lombroso, fino all’esperienza medianica vissuta al tempo del sequestro Moro e coinvolta nelle successive indagini.

Fulvia Cariglio Bianchi, laureata in sociologia, giornalista e psicologa, ha diretta «Il Giornale dei Misteri» e condotto seminari all’Università di Firenze; è autrice di trasmissioni radiofoniche RAI e relatrice in numerosi congressi. Nella collezione Oscar ha pubblicato Territori oltre la vita, ricerca sui fenomeni di pre-morte corredata di una vasta aneddotica.

Nel Cuore di Atlantide

Nel Cuore di Atlantide

La vita quotidiana e la vita dello spirito nel continente perduto

Autore/i: Andrews Shirley

Editore: Edizione CDE

prefazione e introduzione dell’autrice, traduzione di Simona Fontana.

pp. 260, ill. b/n, Milano

Parte I: L’alba di Atlantide
Parte I: L’età d’oro (20.000 a.C. – 10.000 a.C.)
Parte I: La distruzione e i nuovi inizi

Le Libere Donne di Magliano

Le Libere Donne di Magliano

«La pazzia è davvero una malattia? Non è una delle misteriose e divine manifestazioni dell’uomo?»

Autore/i: Tobino Mario

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

in copertina: Pablo Picasso, «Figure sulla spiaggia», (part.), Venezia.

pp. 160, Milano

A Magliano, nell’ospedale psichiatrico, le donne sono libere: una libertà dolorosa, d’accordo, con i confini di tutti i manicomi; ma dove lo slancio della fantasia, il pungolo della contrizione, la manifestazione del desiderio sessuale, l’esplosione dell’urlo che provochi scalpore, l’autolesione che viene dal substrato masochistico di tanta parte dell’umanità, la malignità e la furbizia tipica della femmina d’ogni specie, sono rappresentati da Mario Tobino, testimone armato dalla scienza dello specialista e dalla serena pietas del cristiano, con un linguaggio estremamente essenziale e concreto, di cui ogni parola corrisponde alla necessita dell’inusitato racconto. Le libere donne di Magliano ha suscitato una vera e propria emozione in Italia e nei Paesi in cui é stato tradotto perché rappresenta l’esempio unico di un’umanità che conferma i suoi terribili silenzi e le sue innumerevoli follie.

Attentati Anarchici dell’Ottocento

Attentati Anarchici dell’Ottocento

Autore/i: Feldbauer Sergio

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

unica edizione, prefazione dell’utore, illustrazioni di Flavio Costantini.

pp. 80, nn. illustrazioni a colori, Milano

«Dal filo delle rivendicazioni di un proletariato sempre più insoddisfatto si diramano, nell’Ottocento, i gesti disperati degli anarchici. L’anarchia, nata come ala estrema del socialismo, e via via sempre più staccatasi da quello, entrava allora sulla scena politica tra l’eco dei colpi di pistola e lo scoppio violento delle bombe. Pur se isolati, persino nello stesso movimento anarchico, che in sé non è individualista, questi gesti contribuiranno, a loro modo, a sconvolgere la struttura politica di un’Europa tormentata dalle guerre e da condizioni sociali ed economiche che chiedevano a gran voce una risoluzione permanente, un radicale cambiamento più che un debole palliativo.
Inoltre, questi gesti contribuirono a formare intorno alla bandiera rossa e nera, la bandiera anarchica, quell’aureola che trae dal «bel gesto» i contorni per disegnare la figura, un po’ fosca per alcuni, un po’ romantica per altri, dell’anarchico che leva il pugnale contro i potenti di tutto il mondo.
Così si è voluto tornare indietro nel passato e sfogliare le pagine ingiallite dei quotidiani d’allora, per ritrovare quei gesti non più velati dall’aureola, bensì vivi nelle parole del cronista che li descrive. È un po’ sfatare una leggenda – quella appunto del gesto romantico – così come una memoria in fondo dissacrante – quella del gesto gratuito e senza risultato – mostrando invece come né l’uno né l’altro atteggiamento siano adeguati alla realtà storica.
Per far questo ci si è immersi nella mentalità del cronista e si è ricostruito un ambiente, una situazione storica, un humus sociale e politico, scegliendo dei molti gesti anarchici dell’Ottocento proprio quelli che Servissero maggiormente allo scopo.

Dal 1878, si è ripercorso a tappe, da viaggiatori più che da studiosi, da giornalisti curiosi più che da critici impegnati, la lunga via che porta agli inizi del nostro secolo. Ecco allora Guglielmo I, Alfonso XII e Umberto I, ecco Alessandro I, Sadi Carnot, Elisabetta d’Austria, ecco, infine, proprio al chiudersi del secolo, ancora Umberto I, questa volta colpito senza scampo dalla mano anarchica.
Non si è voluto quindi fare con questo volumetto una rapida cronistoria di ogni gesto anarchico dell’Ottocento, ma piuttosto, dopo una scelta attenta, una cronaca approfondita dei più importanti attentati che ancor oggi, nelle canzoni e nell’iconografia ufficiale, sono ricordati con la voce roca del vecchio anarchico legato al mito del pugnale, o con la sicura condanna di chi non crede che i figli nascano dalla terra che si è lavorata.
Accanto alla voce scritta, infine, una voce poetica e realistica allo stesso tempo, quella di Flavio Costantini, che, nei colori vivaci e contrastanti, nei tratti incisivi dei volti e delle mani, nella minuzia dei particolari, porta il suo discorso di pittore degli anarchici.»

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PREFAZIONE

1878 – GUGLIELMO 1, ALFONSO XII UMBERTO I

  • Due colpi di pistola contro Guglielmo I
  • Emilio Enrico Massimiliano Hödel
  • «Di imperatori non abbiamo bisogno»
  • Un fucile caricato a mitraglia
  • Il presunto complotto
  • Le conseguenze politiche dei due attentati
  • Dalla Germania alla Spagna
  • L’Italia di Umberto I
  • Il viaggio dei sovrani
  • «Cairoli, salvi il re!»
  • Il cuoco di Salvia
  • La poesia di Casa Savoia

1881 – ALESSANDRO II

  • Riforme e repressioni
  • Dalla pistola di Karakazoff alla dinamite di Khalturin
  • Due bombe sul Canale Caterina
  • L’appassionata difesa di Sofia Perowskaja

1894 – SADI CARNOT

  • Un buon presidente
  • L’attentato
  • Un pugnale da cinque franchi
  • Una ghigliottina a Lione

1898 – ELISABETTA D’AUSTRIA

  • «Voilà les Italiens»
  • Elisabetta, imperatrice d’Austria
  • Il viaggio a Ginevra
  • «Luigi Lucheni, parigino»
  • Il processo

1900  – UMBERTO I

  • Un’Italia che si ribella
  • La rivoluzione stroncata sul nascere
  • Il tessitore di Paterson
  • «In nome di Umberto I»

Dizionario dei Rimedi Floreali – Salute e Benessere con i Fiori di Bach

Dizionario dei Rimedi Floreali – Salute e Benessere con i Fiori di Bach

Autore/i: Hyne Jones T.W.

Editore: Macro Edizioni

introduzione dell’editore, prefazione e traduzione di Flavio Meroali.

pp. 64, San Martino di Sarsina (FO)

La terapia con i fiori di Bach sta suscitando grande interesse: agisce in profondità, ma con grande naturalezza e delicatezza.
Questo dizionario descrive gli stati d’animo, negativi e positivi, associati ai 38 rimedi fondamentali scoperti da E. Bach nel corso dei suoi studi e utilizzati in seguito per trattare i diversi tipi di malattia che incontrò nella sua attività di medico. I risultati confermano pienamente le sue convinzioni: nelle piante e nei fiori sono contenuti gli elementi necessari all’uomo per ritrovare la salute.
Evidenziando le manifestazioni positive e negative legate ad ogni fiore sarà facile al lettore riconoscere il rimedio che può aiutarlo nel proprio cammino verso la guarigione.

Solidarietà, Egoismo – Buone Azioni, Movimenti Incerti, Nuovi Conflitti

Solidarietà, Egoismo – Buone Azioni, Movimenti Incerti, Nuovi Conflitti

Autore/i: Manconi Luigi

Editore: Società Editrice Il Mulino

premessa dell’autore.

pp. 208, Bologna

Che cosa collega l’associazione dei parenti delle vittime di Ustica alla Caritas? Che cosa c’è di comune tra la vertenza «per i diritti alla Fiat» e quella contro la speculazione edilizia in Val d’Orcia? E ancora: si possono esaminare, congiuntamente, organismi come «le Mamme contro la‘ droga» e il Coordinamento radicale antiproibizionista? Il volume analizza queste, e altre aggregazioni, per individuare ciò che unisce i sistemi di azione adottati da soggetti che risultano di difficile definizione e di incerta identità. Soggetti oscillanti tra la fisionomia propria dei movimenti sociali e quella propria dei gruppi di pressione e degli organismi attivi nel campo della comunicazione (network, reti di informazione, emittenti). Soggetti che agiscono come medium e come lobby e che operano in un ambiente sociale attraversato da vertenze, controversie, conflitti: spesso poco visibili, talvolta molto efficaci. E un ambiente che registra il passaggio dei movimenti solidaristici degli anni ’60 e ’70 a quelli egoistici degli anni ’80. Egoistici non perché corporativi, ma perché concentrati sull’ego (inteso in senso psicologico e sociale, temporale e culturale) e sulla dimensione propria e locale; e perché interessati, in primo luogo, all’autosufficienza e all’autovalorizzazione. E tuttavia – spesso – movimenti conflittuali, razionali, intelligenti.

Luigi Manconi, ricercatore di sociologia nell’Università di Palermo, ha scritto saggi sulla violenza collettiva, sui comportamenti elettorali, sulla leadership democristiana. Ha pubblicato, con Laura Balbo, «I razzismi possibili» (Feltrinelli 1990). Editorialista de «La Stampa», collabora a «L’Espresso» e a «Linea d’Ombra».

Anti-Utopia • Huxley – Orwell – Burgess

Anti-Utopia • Huxley – Orwell – Burgess

Autore/i: Manferlotti Stefano

Editore: Sellerio Editore

collana: Prisma n° 70, in copertina: disegno di Paul Flora (particolare). Collezione privata, Palermo.

pp. 160, Palermo

Stefano Manferlotti, professore emerito di letteratura inglese, ha insegnato presso l’Università di Napoli Federico II. A Orwell ha dedicato due volumi (George Orwell, La Nuova Italia 1979; Anti-utopia. Huxley Orwell Burgess, Sellerio 1984) e una decina di saggi apparsi in riviste o in volumi collettanei. Ha anche tradotto il più noto romanzo di Orwell, 1984 (I Meridiani Mondadori 2000, riproposto negli Oscar Mondadori). A questi studi vanno aggiunte numerose pubblicazioni che investono ampi settori della letteratura inglese, dal teatro del Rinascimento al romanzo dell’Ottocento alla narrativa modernista e postmoderna.

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Parte prima

Il futuro dietro la nuca

La famiglia delle distopie

  • Avi e discendenti
  • Un caso di cannibalismo letterario: L’antiutopia divora l’utopia
  • Se una notte d’inverno un viaggiatore
  • Una gabbia andò in cerca di un uccello
  • Il sorriso deforme
  • Nell’anno 632 dell’era Ford
  • Tredici colpi per George Orwell
  • It’s Sapiens to be Homo

Parte seconda

La biblioteca nascosta

  • Il libro come mondo
  • Brutti tempi per la lirica
  • L’intellettuale, la scimmia e la scienza
  • La piaga di Filottete
  • Il miglior filologo è il re
  • Burgess, the Conjurer

Shakespeare, Newspeak, Nadsat: Linguaggi vecchio/nuovi per mondi impredicabili

  • Huxley: Gesù, Poukong e l’utopia pavloniana
  • Shakespeare nel nirvana chimico
  • Esilio e morte della letteratura
  • Orwell: Parola e follia in Ninetee Eighty-Four
  • Come un giorno d’aprile
  • Il pozzo di Babele
  • Burgess: Autoritratto di un criminale da giovane: A Clockwork Orange
  • I libertà vigilata
  • La maschera è il volto

Appendice A: A. Huxley: Brave New World
Appendice B: G. Orwell: Nineteen Eighty-Four
Appendice C: A. Burgess: The Wanting Seed
Bibliografia
Indice dei nomi

Origini della Scrittura – Genealogie di un’Invenzione

Origini della Scrittura – Genealogie di un’Invenzione

Autore/i: Autori vari

Editore: Bruno Mondadori Editori

a cura di Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti, traduzioni Marco Di Sario (3,14), Maria Gregorio (12), Andrea Sansò (Introduzione, 1,2,4,5,6,7,8,11), collana: Sintesi.

pp. 292, ill. in b/n, Milano

…L’origine della scrittura è vista non come un semplice evento concentrato nello spazio e nel tempo – la Mesopotamia del 3200 a.C. – bensì come un processo ben più dilatato e articolato, che ha alcune delle sue radici più significative in tempi antecedenti e in spazi adiacenti (nel Paleolitico e nel Neolitico, in Anatolia, Siria, Palestina, a Creta e persino nei Balcani) e che poi si diffonderà per tutto il mondo, conoscendo continue innovazioni, estensioni, rivoluzioni. E’ proprio in questo momento storico che nascono gli orizzonti, simbolici e materiali, di una storia che per molti versi è ancora la nostra. Il caos urbano, la crisi ambientale, la parcellizzazione delle conoscenze, i conflitti spirituali, le forme del potere e della partecipazione politica su cui oggi tutti ci interroghiamo affondano una parte delle loro radici profonde proprio in questa transizione solo apparentemente remota. Di questa storia planetaria, l’invenzione della scrittura alfabetica (tra i fenici e i greci), quella della moneta e – oggi – quella delle modalità di comunicazione in rete sono altrettante soglie decisive per il presente e per il futuro della specie umana…

Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti, tra i protagonisti europei del pensiero della complessità, hanno raccolto in questo libro il contributo dei maggiori esperti internazionali del campo.

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Presentazione. Le molte invenzioni della scrittura di Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti

Introduzione. La scrittura: società e individuo (J. Goody)

La preistoria della scrittura

  • L’arte preistorica e i fondamenti cognitivi della scrittura (S. Mithen)
  • Modelli di civiltà a confronto nel mondo antico: la diversità funzionale degli antichi sistemi di scrittura (H. Haarmann)
  • Dalla contabilità alla letteratura (D. Schmandt-Besserat)
  • Scrivere in cuneiforme: l’origine burocratica della scrittura in Babilonia (J.S. Cooper)

La costruzione dell’alfabeto e la nascita della moneta

  • Scrittura, monetizzazione e rete informatica: invenzioni degli antichi, invenzioni dei moderni (C. Herrenschmidt)
  • Il commercio marittimo fenicio come veicolo di mutamenti culturali (G. Markoe)
  • La nascita della burocrazia egea (L. Godart)
  • Le origini dell’alfabeto, la sua diffusione in Occidente e la nascita della scrittura araba (J.F. Healey)

Dinamica dei sistemi convenzionali

  • Ideogrammi cinesi e dintorni: sistemi di scrittura nell’Estremo Oriente e nel sud-est asiatico (E. Banfi)
  • Il mondo, la mappa, il labirinto (F. Farinelli)
  • La notazione numerica e l’astrazione concettuale (J.S. Pettersson)
  • Lectio divina. La lectio nel mondo antico e tardo antico (I.Illich)
  • Il ritmo nel testo (G. Scalia)
  • L’uomo “letterizzato” (D. de Kerckhove)

Postfazione: La costruzione della scrittura: condizioni e percorsi (P. Bassi e A. Pilati)

Indice dei nomi
Gli autori

Boomerang – Fascino di un’Arma Preistorica

Boomerang – Fascino di un’Arma Preistorica

Autore/i: Pignone Giacomo Augusto

Editore: Editoriale Olimpia

prefazione e introduzione dell’autore.

pp. 112, nn. ill. in b/n, Firenze

Boomerang: un pezzo di legno sapientemente incurvato e profilato, niente di più e niente di meno. Ma quanti di noi sono stati profondamente incuriositi da questa strana arma australiana, che, costruita e lanciata in un certo modo, è capace di eseguire traiettorie talvolta spettacolari, e di tornare, alla fine, vicino al lanciatore? In queste brevi pagine l’autore si propone di guidare passo passo il lettore alla scoperta dei “segreti” del boomerang, in modo da renderlo capace di costruirlo e lanciarlo con piena conoscenza di causa. Come minimo, il lettore scoprirà un bellissimo sport all’aria aperta: uno sport che associa l’intuito, la sagacia, l’abilità manuale della costruzione alla forza, alla souplesse, al “senso dell’aria” richiesti dal lancio. Ma forse scoprirà qualcosa di più, il boomerang è una specie di fossile che ci giunge dalla notte della preistoria, cioé dal nostro più lontano passato. Ed allora forse il lettore sensibile si accorgerà di non avere solo scoperto un affascinante sport, ma di aver realizzato un autentico contatto culturale.

Giacomo Augusto Pignone, Imperia 1933, laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino. Ricercatore e dirigente nei Centri di ricerca FIAT. Curioso di ogni aspetto della realtà, ha dedicato studi e pubblicazioni a molti argomenti: turbomacchine, balistica, meccanica e aerodinamica, fisica-acustica, motori da competizione. Si è interessato inoltre di storia locale, in particolare della Valle di Susa, a partire dal periodo neolitico fino ai giorni nostri.

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Prefazione
Introduzione

Che cos’è un boomerang

  • Un pò di aerodinamica: l’elica
  • Un pò di meccanica: il giroscopio
  • Meccanica del volo
  • Analisi di un volo

Qualche formula (per chi la desidera)

  • Energia
  • Forze verticali
  • Forze orizzontali – Momenti – Precessione
  • Carico alare – Carico sul disco
  • Diedro alare
  • Due utili graficirelativi alle elichea utorotanti

Costruzione

  • Attrezzatura
  • Materiali
  • Progetto
  • Lavorazione

Messa a punto in campo

Lanci

Organizziamo una gara

Appendice

  • I. Il boomerang da caccia
  • II. Le eliche a ritorno
  • III. Il disco dei Skhs (Chakram)
  • IV. Il bullroarer
  • V. Il propulsore

Bibliografia

Vita e Passione di un Gastronomo Cinese

Vita e Passione di un Gastronomo Cinese

Titolo originale: Meishijia

Autore/i: Wenfu Lu

Editore: Ugo Guanda Editore

prima edizione, traduzione e nota sull’autore di Cristina Pisciotta, collana: Narratori della Fenice, in copertina: Ramo d’albicocche. Stampa tratta da un manoscritto cinese del XVII secolo.

pp. 144, Parma

È la storia semi-surreale di un onesto e modesto cittadino incaricato di gestire un ristorante a Suzhou pur non provando alcun interesse verso il cibo e la cucina. L’antagonista, che si ritrova davanti per tutta la vita, oggetto di disprezzo ma anche compagno di sventura, è il ricco ghiottone Zhu Ziye: agli occhi del narrante è un parassita, che sfrutta la bravura della moglie in cucina. Alla fine, nel nuovo clima della modernizzazione, egli ricomparirà come “esperto gastronomo” e il protagonista dovrà accettarlo come collaboratore. La vena umoristica è un dono naturale di Lu Wenfu: le contraddizioni appaiono incomprensibili, i comportamenti umani assurdi, in un grande gioco dove domina il paradosso ed esplode la risata. Che a volte si spegne nel sorriso. Ecco in breve, la trama di un romanzo frizzante di un’ironia amara che si inserisce a buon diritto nella tradizione satirica degli scrittori “antiburocratici” insieme a Hašek, Bulgakov, Iskander. Un romanzo vissuto prima ancora che scritto, in cui il lettore avverte che ogni paradosso, ogni disavventura sono stati sperimentati in prima persona da un autore che a sua volta ha subito l’umiliazione della disgrazia politica ; un romanzo cesellato in una lingua composita, ricca di sorprese e che sa distendersi, come uno schizzo verista, in descrizioni minute e attente dei suoi luoghi e dei suoi personaggi. Con quest’opera Lu Wenfu ci spalanca le porte della Nuova Cina ammaestrandoci, se mai nutrissimo ancora qualche dubbio, che nei paesi del socialismo reale la vita non è facile neppure per i militanti più convinti e che le dittature sembrano fatte per rendere più difficile l’esistenza agli onesti. Al tempo stesso ci introduce al vario e ampio paesaggio culinario cinese, un aspetto inalterabile del costume che diventa qui la prospettiva attraverso la quale osservare e raccontare la realtà politica: una invenzione narrativa che costituisce il segno marcato dell’originalità di questo romanzo.

Lu Wenfu, nato nel 1928 è uno dei maggiori scrittori cinesi contemporanei. Vita e passione di un gastronomo cinese è stato oggetto di una fortunata riduzione cinematografica.

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  • Introduzione alla gastronomia
  • Com’è che c’entro anch’io
  • Un equivoco divertente
  • È l’ora della riscossa
  • Come passare indenni attraverso le macerie
  • Uomini e sapori
  • Zucche e simili
  • Di tutt’erba un fascio
  • Basta star lontani tre giorni
  • Da cliente a maestro
  • Due banchetti in un giorno solo: che fortuna!
  • Cioccolato

Nota sull’autore