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Il Contratto Sociale o Principi di Diritto Politico

Il Contratto Sociale o Principi di Diritto Politico

Titolo originale: Du Contrat Social ou Principes du Droit Politique

Autore/i: Rousseau Jean-Jacques

Editore: Rizzoli

introduzione di Roberto guiducci, traduzione e note di Gianluigi Barni, in copertina: Cariatide disegnata da J.-J. Lequeu nel 1789, simboleggiante un aristocratico «emigrato» in catene.

pp. 168, ill. b/n, Milano

L’uomo è nato libero, ma in ogni luogo egli è in catene. Anche chi si crede padrone degli altri, non cessa tuttavia d’essere più schiavo di loro. Come mai è avvenuto questo cambiamento? Lo ignoro. Che cosa può renderlo legittimo? Credo di poter risolvere questo problema. Se io prendessi in considerazione solo la forza e le conseguenze che ne derivano, direi: «Fintanto che un popolo è obbligato a obbedire e obbedisce, agisce bene; ma non appena può scuotere il giogo e lo scuote, agisce ancor meglio, perché ricuperando la libertà in base al medesimo diritto con cui gli era stata tolta, o esso è legittimato a riprendersela o nessuno lo era mai stato a togliergliela». L’ordine sociale è certamente un sacro diritto che serve da base a tutti gli altri; tuttavia questo diritto non deriva assolutamente dalla natura, è dunque fondato su accordi.
Si tratta di sapere quali sono questi accordi.
(J.-J. Rousseau)

L’Inventore di Sogni

L’Inventore di Sogni

Titolo originale: The Daydreamer

Autore/i: McEwan Ian

Editore: Einaudi Ragazzi

traduzione di Susanna Basso, illustrazioni di Anthony Browne.

pp. 168, numerose illustrazioni a colori, Torino

Peter è un bambino fantasioso, distratto e sognatore, che per sfuggire alla noia di una famiglia affettuosa e un po’ soffocante immagina avvenimenti straordinari, storie magiche e paradossali: dà vita alle bambole della sorella; cambia la propria pelle con quella del gatto di casa in modo da assumerne per qualche tempo l’identità; si sostituisce al cugino piccolo e torna alla prima infanzia… Cosa succederà? La risposta è ancora una volta di Peter che con geniale, ironica simpatia saprà uscire da ogni situazione imbarazzante…

Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershot, in Inghilterra. Durante la sua infanzia ha seguito il padre (ufficiale dell’esercito) nei suoi spostamenti per lavoro in Estremo Oriente, in Germania e in Nord Africa. Tornato in Inghilterra con la famiglia, ha proseguito gli studi e si è laureato in Letteratura inglese presso l’Università del Sussex. È autore di numerosi romanzi e racconti per adulti, di sceneggiature e di narrativa per ragazzi. Le sue opere hanno vinto importanti premi internazionali. Nel 2008 “The Times” l’ha incluso tra i 50 scrittori inglesi più importanti del secondo dopoguerra. Molti suoi libri sono best seller e da alcuni sono stati tratti dei film. Nel nostro catalogo: il best seller L’inventore di sogni.

Storia di un Carisma – Maria Oliva Bonaldo del Corpo Mistico Fondatrice delle Figlie della Chiesa (1893-1976)

Storia di un Carisma – Maria Oliva Bonaldo del Corpo Mistico Fondatrice delle Figlie della Chiesa (1893-1976)

Autore/i: Garofalo Salvatore

Editore: Città Nuova Editrice

presentazione di p. Valentino Macca ocd.

pp. 264, Roma

Questa «Storia di un carisma» nuovo nella letteratura agiografica rappresenta qualcosa . Non si tratta, infatti della biografia e delle virtù di un personaggio esemplare ma delle vicende di un carisma, di un dono dello Spirito che prima ha capovolta e poi dominata una vita, facendosi strada tra mille ostacoli e contrasti fino a raggiungere vette una tragedia spirituale.
La destinataria del carisma è anima grande del nostro tempo, ricca di qualità umane, che ha accolto con gioia il dono di Dio e ha sofferto un lungo martirio fin quando è stata riconosciuta l’autenticità della sua ispirazione, dalla quale è nata e vive una nuova Congregazione religiosa singolarmente intonata al clima del Concilio Vaticano II, il cui scopo dichiarato è stato far conoscere, amare e vivere nella sua profondità e nelle sue molteplici implicazioni il mistero della Chiesa «sacramento universale di salvezza».
Un esempio eloquente delle imprevedibili vie della grazia, delle risorse della fede, dell’audacia della speranza, della potenza dell’amore e della fecondità della sofferenza per assecondare il dono di Dio e farlo evangelicamente fruttificare nella Chiesa e nel mondo.
Una gioiosa e dolorosa avventura dello spirito, che ha il fascino senza rivali del mistero.

Il Vero Volto di Padre Pio – Vivo Oltre la Morte

Il Vero Volto di Padre Pio – Vivo Oltre la Morte

Titolo originale: Le vrai visage du padre Pio. Vie et survie

Autore/i: Winowska Maria

Editore: Edizioni Paoline

prefazione dell’autrice, traduzione dal francese di M. Mazzotti.

pp. 208, numerose fotografie b/n f.t., Cinisello Balsamo

Sulla copertina della prima edizione italiana (1956) di questa biografia, nella quale lo stesso padre Pio si è riconosciuto, campeggiava la scritta: «Al centro di un piccolo paese, sperduto nella desolata campagna del Gargano, c’è una chiesa, un altare, un confessionale, c’è un uomo che soffre, prega, confessa, che è “preda dei peccatori” dal mattino alla sera. Non un essere “mummificato” ma vivo, umanissimo, vicinissimo agli uomini perché vicinissimo al Cristo e alla sua passione. Col suo volto aperto e bonario, con la sua arguzia e la sua semplicità francescana, attira a sé gli uomini senza averli cercati; poi, questi uomini, li avvicina a Cristo rigenerandoli alla vita di lui».
Padre Pio morì il 23 settembre 1968. Le copertine delle edizioni successive alla diciassettesima, ampiamente riveduta e aggiornata, recavano un altro «strillo»: «A San Giovanni Rotondo c’è una tomba dove riposano le stanche ossa di un uomo che ha pregato, confessato, che ha pagato con la sofferenza il prezzo delle anime. Ma padre Pio non è morto: la sua opera continua… ».

Maria Winowska, di origine polacca, è scrittrice francese. Diplomata in filosofia e in lingue orientali, si è specializzata in studi biografici, nei quali cerca di cogliere l’anima profonda di figure eroiche e quel «nome nuovo» che svela il senso della loro vocazione unica e irripetibile.

Il Secondo Messia – I Templari, la Sindone e il Grande Segreto della Massoneria

Il Secondo Messia – I Templari, la Sindone e il Grande Segreto della Massoneria

Titolo originale: The second Messiah

Autore/i: Knight Cristopher; Lomas Robert

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Daniela Ferrari, collana: I Grandi Misteri.

pp. 308, nn. illustrazioni b/n, Milano

…Chi è l’uomo della Sindone? La sorprendente risposta a un grande mistero della storia in un libro che è un’avventura…

La Sacra Sindone è autentica? Per quasi sette secoli e mezzo un semplice sudario è stato venerato come una reliquia perché si riteneva che raffigurasse l’immagine del Cristo crocifisso, finché nel 1988 non si è scoperto, grazie agli esami di radiocarbonio, che il telo non poteva essere stato tessuto prima del 1260. Nuove prove stabiliscono ora in maniera definitiva che non si tratta di un falso, ma nemmeno dell’immagine di Gesù Cristo. Facendo ricorso ai più moderni metodi scientifici, Christoper Knight e Robert Lomas, gli autori del best seller La chiave di Hiram, sono riusciti a individuare con precisione dove, quando e da chi è stato prodotto il lenzuolo della Sindone. La storia, che si può definire epica, di questo insolito manufatto inizia con la crocifissione di Gesù e con il conseguente occultamento dei suoi insegnamenti segreti. Dopo la distruzione della Chiesa di Gerusalemme e il massacro della nazione ebraica nel 70d.C., alcuni sacerdoti sopravvissuti si diressero alla volta dell’Europa in attesa del momento adatto per il ritorno, profetizzato nel Vangelo di Giovanni. Esattamente mille anni dopo, i loro discendenti rientrarono nella città santa, determinati a rivendicare la propria antica eredità e a formare un nuovo ordine di sacerdoti: i Templari. Rinvenute sotto le macerie del santuario le dottrine perdute, costoro elaborarono un complicato gioco di tarocchi, pervaso di significati criptici volti a proteggere il loro arcano culto. Ma questo segreto non poteva essere tenuto nascosto a lungo: nel 1307 i Templari vennero arrestati. Il loro ultimo leader fu inchiodato a una porta di legno nel corso di una bizzarra parodia della crocifissione di Gesù e l’immagine della sua sofferenza finì per materializzarsi lentamente sul lenzuolo in cui era stato avvolto. Tutto ciò avveniva proprio all’epoca in cui la morte nera devastava l’Europa e la Chiesa raggiungeva il più basso livello di popolarità mai registrato nella sua storia: il desiderio di un nuovo salvatore cominciava a ossessionare le menti dei fedeli… Il secondo messia non solo risolve l’enigma della Sacra Sindone, ma spiega un mistero ben più profondo, rivelando al lettore in che modo possa essere messa in stretto collegamento con Gesù. Finora i custodi di questo grande segreto hanno tentato di nasconderlo al mondo, e persino ai loro confratelli, con tutti i mezzi possibili. Un errore, però, li ha traditi, una prova che non sono riusciti a eliminare…riposta nei riti abbandonati della massoneria.

Christopher Knight (1950), grafico pubblicitario, si è sempre occupato di scienza del comportamento e di storia delle religioni. È diventato massone nel 1976.

Robert Lomas (1947), ingegnere, studia da tempo la stona della scienza. Iniziato alla massoneria nel 1986, si è guadagnato una notevole popolarità grazie a una serie di seminari sulla storia massonica. Insieme a Christopher Knight ha pubblicato La chiave di Hiram (Mondadori 1997).

Il Gigante delle Storie – Un Gigante, un Castello Fatato e una Storia per Salvare il Mondo

Il Gigante delle Storie – Un Gigante, un Castello Fatato e una Storia per Salvare il Mondo

Titolo originale: The Story Giant

Autore/i: Patten Brian

Editore: Edizioni Corbaccio

prima edizione, traduzione di Elena Campominosi, collana: Narratori Corbaccio.

pp. 210, ill. in b/n n.t., Milano

…Aveva tessuto intorno al castello un’illusione di ruderi che lo nascondevano alla vista dei mortali. Visto dalla brughiera appariva a chiunque come un intrico di antiche pietre e di alti muri senza tetto ricoperti di edera e licheni. Il Gigante delle Storie era praticamente invisibile, e la sua voce veniva spesso scambiata per il vento che spazzava le pietre in rovina. Era come il Gigante delle Storie voleva, come era sempre stato. Aveva creato illusione dopo illusione, mescolando realtà e fantasia finché non erano divenute tutt’uno. Il Gigante delle Storie non aveva avuto infanzia, e tuttavia si nutriva delle storie che l’umanità aveva narrato e sognato a partire dalla propria infanzia. Lui ne era il custode, e il suo castello il deposito…

C’era una volta un Gigante che aveva passato la vita a cercare tutte le storie del mondo. Le aveva raccolte tutte tranne una, che cercava ormai da millenni. Se non fosse riuscito a trovarla il castello sarebbe crollato e lui stesso sarebbe morto, ma soprattutto il mondo avrebbe perso tutte le storie. E così il gigante decise di attirare durante il sonno quattro bambini da diverse parti del mondo affinché, nel corso di una notte, raccontino le storie che conoscono e le leggende della loro terra, nel tentativo di trovare quella mancante. Liam racconterà storie inglesi e australiane, Betts leggende americane. Hassan le molte storie africane e mediorientali che ha sentito nel corso della sua infanzia e Rani quelle della sua eredità indiana. Ci sarà anche la storia che il Gigante non conosce? Mentre la notte scorre e le storie si susseguono una dietro l’altra, i bambini impareranno qualcosa sia sulla natura delle storie che su loro stessi.

Brian Patten è nato a Liverpool nel 1946. È uno dei maggiori poeti europei contemporanei. Le sue opere sono state tradotte in molte lingue. È anche noto per i suoi libri per bambini e romanzi.

La Sindrome di Stendhal

La Sindrome di Stendhal

Autore/i: Magherini Graziella

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

premesse e introduzione dell’autrice, in copertina: Jiři Kolář, Le due “Stars”, 1974.

pp. 194, Milano

Anche di bellezza ci si può ammalare. Anche il Bello, come aveva ben visto Freud, reca con sé un elemento perturbante che può mettere a rischio le nostre fragili o meno fragili facoltà fenomenologiche.
Graziella Magherini, psichiatra e psicoanalista a Firenze, ha studiato per anni i casi dei turisti che, aggirandosi per una città d’arte fra le più celebri del mondo, hanno riportato turbamenti così forti da dover ricorrere alle cure specialistiche. Ma la malattia del Bello (che Graziella Magherini ha classificato con una denominazione ormai entrata nel lessico comune: “Sindrome di Stendhal”) è una malattia antica e anche illustri turisti, come lo stesso Stendhal, che ne patirono gli effetti, la annotarono nei loro diari.
Nel corso delle crisi vengono ripresentificate, attraverso l’esperienza del soggetto, storie che animano vicende profonde della realtà psichica e riattivano la vitalità della sfera simbolica personale. Il viaggio, con le sue soste nelle città sognate, diventa così anche un’occasione di conoscenza di sé.

Graziella Magherini, psichiatra e psicoanalista di formazione freudiana, è membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e docente nella Scuola di specializzazione in Psichiatria dell’Università di Firenze. Fra i suoi lavori più noti: Sul confine. Scritti e dipinti da un ospedale psichiatrico (con Gianfranco Zeloni, 1964); Salute mentale e territorio (in collaborazione con altri, 1977); Psicoanalisi e istituzioni (1978); Quel maledetto cielo (1984); L’isola delle Stinche. I percorsi della follia a Firenze nei secoli XIV-XVII (in collaborazione con Vittorio Biotti, 1992). Ha scritto inoltre saggi su Freud, Tozzi, Gadda, Kafka.
La sindrome di Stendhal (che qui presentiamo in una versione ampliata e aggiornata) è stato tradotto in francese e spagnolo.

Mille Sentenze Indiane

Mille Sentenze Indiane

Autore/i: Autori vari

Editore: Sansoni Editore

scelte e tradotte dai testi originali, con introduzione e note a cura di Paolo Emilio Pavolini.

pp. XXXIII-156, Firenze

Dall’introduzione di Paolo Emilio Pavolini:
«Le mille sentenze che qui si offrono tradotte, e delle quali potrebbe andar superba qualsiasi delle più gloriose letterature antiche e moderne, non sono che una piccolissima parte della sterminata poesia gnomica dell’India. Le due raccolte citate per prime nell’Elenco bibliografico, ne contengono rispettivamente 7613 e 10240; aggiungendovi quelle ricavate da altri testi, sono non meno di diciannovemila, in cifra tonda, le sentenze da me lette per sceglierne il migliaio, che mi parve necessario a dare un’idea non inadeguata di questa meravigliosa fioritura. La quale, germogliante già nell’antichissimo periodo vedico, riempie di una lussureggiante vegetazione le due grandi epopee nazionali, Mahâbhârata e Râmâyana e colorisce e profuma le scene dei drammi, le favole e le novelle, persino i trattati del giure e della scienza, sinchè vien raccolta e bellamente ordinata nei giardini e nelle serre delle antologie.[…]»

Curarsi con le Acque

Curarsi con le Acque

L’efficacia terapeutica delle acque minerali per tutte le affezioni e tutte le esigenze dell’organismo: le stazioni termali – i bagni – i fanghi – le inalazioni

Autore/i: Bocconi Giannantonio

Editore: Rizzoli

introduzione dell’autore.

pp. 232, ill. b/n, Milano

L’autore, direttore di un noto centro termale e docente di idrologia medica, spiega in questo libro:

  • cosa sono le acque minerali, come vengono classificate e la differenza tra quelle imbottigliate e quelle che si bevono alla fonte;
  • le varie forme di somministrazione: bibite, bagni, docce, inalazioni, fanghi;
  • l’azione benefica di ciascun tipo di acqua minerale;
  • quali sono le indicazioni generali delle cure termali e quali le controindicazioni;
  • come curarsi in caso di: colica renale, gotta, dolori articolari, fratture, mal di fegato, difficoltà digestive, stitichezza, tosse, asma, sordità, malattie della pelle, anemia, ipertensione e disturbi vascolari, sterilità femminile, disturbi del sistema nervoso, senescenza;
  • come valersi delle assicurazioni sociali.

Il volume è inoltre corredato:

  • di un dizionario terapeutico in cui per ogni malattia viene indicata l’acqua consigliata e le stazioni termali adatte;
  • di un dizionario di tutte le stazioni termali italiane in cui è indicato come ci si arriva, quali sono le sorgenti, le indicazioni terapeutiche, la stagione di cura, la ricettività alberghiera, le gite nei dintorni.

La Timidezza

La Timidezza

Autore/i: Chauchard Paul

Editore: Sansoni Editore

pp. 244, ill. b/n, Firenze

Che cosa sono la timidezza e la volontà? Sono caratteristiche psicologiche legate all’ambiente sociale. Siamo timidi perché ci sono gli altri, né possiamo esercitare la volontà senza gli altri. Ma se la volontà è il motore dell’attività, la timidezza ne è il freno. Si può, si deve esercitare la propria volontà. Si può, si deve lottare contro la propria timidezza. Questo libro ne fornisce tutti i mezzi pratici ed efficaci.

Astrologia e Vita Quotidiana – Come Usare l’Astrologia nella Vita di Tutti i Giorni

Astrologia e Vita Quotidiana – Come Usare l’Astrologia nella Vita di Tutti i Giorni

Autore/i: Alberti Lucia

Editore: Sugar Editore

in copertina: La cascade di Magritte.

pp. 224, Milano

L’astrologia non è una scienza difficile da usare. Non è necessario salire strette scale, entrare in antri fumosi dove l’astrologo attende circondato dagli strumenti del suo potere occulto. Nella vita di tutti i giorni, molti problemi possono essere risolti e tanti guai evitati ricorrendo ai consigli e ai dettami deM’astrologia. Questo libro, diviso in voci, può essere consultato in modo semplice e chiaro: e l’astrologa che parla da queste pagine è Lucia Alberti, nata a Vienna, patria dell’astrologia e dell’occultismo.
Lucia Alberti ha fatto per anni previsioni tutte realizzate sul quotidiano romano «Paese Sera», nella rubrica Lettere alla Strega: si sono rivolti a lei personaggi della letteratura, dello spettacolo e dello sport. Su «Grazia» Lucia Alberti ha una rubrica astrologica; ed ha pubblicato Amore e Zodiaco e I segni e l’amore, oltre a un Calendario astrologico che esce dal 1967.
Lucia Alberti ritiene che lo sviluppo moderno della antica tradizione astrologica fa sì che l’astrologia si ponga oggi come sistema, dunque come informazione: e questo libro pone quindi le regole della astrologia alla portata di tutti, come mezzo di uso quotidiano che aiuta a conoscerci, ad agire e a vivere bene.

Guida Ginecologica

Guida Ginecologica

Titolo originale: «Everywoman: a gynaecological guide for life»

Autore/i: Llewellin-Jones Derek

Editore: Sansoni Editore

presentazione di Franco Gasparri, premessa dell’autore.

pp. 326, 60 ill. b/n, Firenze

Questa «guida» – che nell’edizione originale inglese ha il titolo Everywoman – è realmente destinata a tutte le donne, perché in termini chiari, semplici, accompagnati da disegni di estrema evidenza, insegna alla donna tutto quello che deve sapere sulla sua conformazione anatomica, sulla parte biologica della sua vita sessuale,, sulla prevenzione della maternità: dal pessario alla pillola, al procurato aborto, problemi religiosi e sociali sui quali l’Autore non si sofferma né esprime altro giudizio che quello rigidamente professionale; gran parte dell’opera è poi dedicata alla gestazione, all’igiene della gestante e alla sua alimentazione, al parto (con un capitolo particolare dedicato al parto . Indolore) e all’allattamento. Il volume si conclude con una descrizione «di ciò che può capitare ad una donna»: ossia le malattie e disfunzioni tipicamente femminili, e la loro prevenzione e i finalmente, con una «sdrammatizzante», descrizione della menopausa, che, dice l’Autore, «non è la fine della vita».
Il particolare pregio di questo volume è la pacata semplicità della sua esposìzione. Senza indulgere nell’humor riesce a dare i suoi insegnamenti senza mai salire in cattedra, con un discorso «di tutti i giorni» che si legge volentieri.

L’Immaginazione

L’Immaginazione

Titolo originale: L’imagination

Autore/i: Bernis Jeanne

Editore: Edizioni Mediterranee

traduzione di Ermengarda Marchello.

pp. 120, Roma

L’immaginazione è la facoltà dello spirito atta a produrre immagini, sia come semplice riproduzione delle sensazioni in assenza dell’oggetto che le ha provocate, sia come libera creazione della fantasia. Mentre la prima è in relazione diretta con le nostre percezioni, l’altra comporta l’affrancamento dal mondo sensibile. Tale distinzione persisterà nella posizione assegnata all’immaginazione dai vari sistemi filosofici nella formazione della conoscenza. L’immagine sarà talvolta una copia fedele della sensazione, profondamente dipendente dal corpo ma già suscettibile di nascere attraverso un’azione della volontà sul cervello, e talaltra come una specie di trasposizione della sensazione in una realtà che non è il mondo dei sensi, ma di questo conserva i rapporti di situazioni e di qualità. Solo con Kant l’immaginazione si è liberata del tentativo empirico di ricondurla alle sue modeste origini percettive, diventando il ponte gettato tra la materia e la forma della conoscenza, e, nello stesso tempo, la sorgente di una materia non sottomessa alla sintesi dell’intendimento. Contemporaneamente alle fasi attraversate nel campo della conoscenza, l’immaginazione ha sperimentato varie vicissitudini anche come fonte ispiratrice dell’arte. Scuole e tecniche si sono di volta in volta sforzate di rendere fedelmente gli aspetti della natura e le emozioni individuali attraverso le immagini sonore, i colori, le parole. Si presentiva che l’arte fosse non una copia, ma una trasfigurazione e non esiste genio che sia rimasto estraneo a questa profonda esigenza: evadere dall’universo sensibile e sostituirgli un universo umano Un volume del più grande interesse per la chiara e sintetica esposizione di una fondamentale facoltà dell’intelligenza e del pensiero umano.

Tre Saggi sulla Teoria della Sessualità

Tre Saggi sulla Teoria della Sessualità

Autore/i: Freud Sigmund

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

traduzione di G. L. Douglas Scotti.

pp. 208, Milano

«Tutta una generazione deve sempre la propria libertà esteriore alla libertà interiore d’un uomo singolo; ogni nuova scienza ha inizio sempre con un primo scienziato che ha reso cosciente a tutti gli altri un dato problema.» Queste parole di Stefan Zweig ben s’adattano a Sigmund Freud e alla sua opera innovatrice. I tre «contributi» qui raccolti, pubblicati per la prima volta nel 1905, costituiscono uno dei cardini della teoria psicanalitica e nello stesso tempo uno dei punti più discussi. Il primo di essi – «Le aberrazioni sessuali» – dopo un’analisi approfondita dei pervertimenti dell’istinto, ne esamina le cause nei soggetti nevrotici, individuandole in un arresto eccessivamente precoce dello sviluppo affettivo. Ma soprattutto importante è lo studio sulla «Sessualità infantile», che al suo apparire suscitò addirittura scandalo. Freud, rifacendosi alla propria esperienza psicanalitica, vi sostiene l’importanza delle fasi sessuali nel lattante e vi svolge la teoria del mutamento dell’oggetto sessuale in rapporto all’età. Nel terzo saggio, infine, a logica conclusione del discorso, si esaminano le trasformazioni e le possibili deviazioni sessuali della pubertà.

L’Insicurezza – La Paura di Vivere nel Nostro Tempo

L’Insicurezza – La Paura di Vivere nel Nostro Tempo

Autore/i: Valcarenghi Marina

Editore: Bruno Mondadori Editori

prima edizione, introduzione dell’autore, collana: Sintesi.

pp. 200, Milano

Si accentua nel nostro tempo una forma di insicurezza collettiva indotta dalla situazione pericolosa, violenta e incontrollabile in cui si trova una società globale allo sbando, sotto la guida di élite politiche e finanziarie in grave crisi maniacale. Da questa insicurezza, sempre più evidente, hanno origine disagi nel comportamento individuale e collettivo che vale la pena di indagare. La paura delle responsabilità della vita adulta, l’ansia di controllo sulla realtà circostante. La diffidenza verso il prossimo, i rituali ossessivi come garanzia scaramantica, l’angoscia senza apparente motivo, la rimozione della morte, gli attacchi di panico, il culto ridotto a idolatria, il distacco dagli istinti, la violenza senza movente e certe disperate fasi depressive sono solo alcuni diffusi segnali che l’inconscio ci invia per aiutarci a riconoscere la gravità della situazione collettiva. Cambiare forse si può ancora, ma per una trasformazione sociale sembra necessario tenere conto anche di che cosa vuol dire, dal punto di vista psicologico, quello che sta succedendo a ognuno di noi e nel mondo intero.

Marina Valcarenghi, psicoterapeuta e psicoanalista, è docente di Psicologia clinica e di Psicologia degli aggregati sociali e presidente della scuola di specialità in Psicoterapia LI.S.T.A. di Milano e dell’associazione VIOLA per lo studio e la psicoterapia della violenza. Tra le sue pubblicazioni: I manicomi criminali (Mazzotta, Milano 1975); Nel nome del padre (Tranchida, Milano 1987); Psicoanalisi e politica (con G. Galli, L. Gentili, LeG, Milano 1992); Relazioni (Tranchida, Milano 19994); Signori della Corte (Re Nudo, Siena 2000). Per Bruno Mondadori ha pubblicato L’aggressività femminile (2003); “Ho paura di me”. Il comportamento sessuale violento (2007); L’amore difficile. Relazioni al tempo dell’insicurezza (2009) e Mamma non farmi male. Ombre della maternità (2011).

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Introduzione
Il comportamento giuridicamente sanzionato e l’etica professionale
La Pedofilia

  • La pedofilia nel corso del tempo
  • Che cos’è la pedofilia
  • L’atteggiamento soggettivo
  • L’assenza di denominatore comune
  • La pedofilia affettiva
  • La pedofilia violenta
  • La pedofilia incestuosa
  • La pedofilia esibizionista
  • La pedofilia immaginaria
  • La pedofilia femminile
  • Le cause della pedofilia

La violenza sessuale

  • La forza della tradizione
  • La violenza sessuale tollerata
  • La violenza sessuale e l’istinto
  • L’atteggiamento soggettivo
  • Lo stupro abituale
  • Lo stupro occasionale
  • Lo stupro a carattere eccezionale
  • La cultura misogina e l’educazione al sentimento

Indice dei nomi

“Ho Paura di Me” – Il Comportamento Sessuale Violento

“Ho Paura di Me” – Il Comportamento Sessuale Violento

Autore/i: Valcarenghi Marina

Editore: Bruno Mondadori Editori

prima edizione, introduzione dell’autore, collana: Sintesi.

pp. 194, Milano

Che cosa pensano di se stessi i pedofili e gli stupratori? Quali sono le loro storie e come sono diventati sessualmente violenti? Esistono differenze psicologiche e di pericolosità sociale oppure i cosiddetti sex offender sono tutti uguali? E ancora: si tratta di una patologia dell istinto o di una devianza psicosociale? Analizzando il comportamento sessuale violento, Marina Valcarenghi cerca di rispondere a questi delicati interrogativi riflettendo sulla possibilità di far acquisire ai responsabili una nuova consapevolezza di sé, che distingua la persona dal reato e trasformi la paura di se stessi in una prospettiva di guarigione. A emergere è un’analisi attenta e consapevole dell’intreccio fra disturbo psicologico e responsabilità morale, del modo in cui la legge e il costume hanno considerato negli anni la pedofilia e lo stupro, delle possibili vie di intervento sociale e dei problemi psicologici e deontologici cui il terapeuta deve far fronte. Un libro che affronta un tema scottante e di grande attualità, che accanto a considerazioni teoriche riporta colloqui, sogni, vicende di casi terapeutici particolari seguiti nel corso di una pluriennale attività di psicoterapia con sex offender, con donne e uomini vittime di abusi e, soprattutto, attraverso una pionieristica esperienza con i detenuti sessualmente violenti di un carcere italiano.

Marina Valcarenghi, psicoterapeuta e psicoanalista, è docente di Psicologia clinica e di Psicologia degli aggregati sociali e presidente della scuola di specialità in Psicoterapia LI.S.T.A. di Milano e dell’associazione VIOLA per lo studio e la psicoterapia della violenza. Tra le sue pubblicazioni: I manicomi criminali (Mazzotta, Milano 1975); Nel nome del padre (Tranchida, Milano 1987); Psicoanalisi e politica (con G. Galli, L. Gentili, LeG, Milano 1992); Relazioni (Tranchida, Milano 19994); Signori della Corte (Re Nudo, Siena 2000). Per Bruno Mondadori ha pubblicato L’aggressività femminile (2003); L’insicurezza. La paura di vivere nel nostro tempo (2005); L’amore difficile. Relazioni al tempo dell’insicurezza (2009) e Mamma non farmi male. Ombre della maternità (2011).

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Introduzione

  • Il tempo della paura
  • Il bambino iperprotetto
  • L’adolescente inquieto
  • L’adulto ansioso
  • I nuovi idoli
  • La morte dimenticata
  • La nuova guerra
  • La crisi della gerarchia
  • L’energia nucleare
  • I confini incerti
  • La legge e il diritto
  • Il capitalismo trionfante
  • L’ombra del nostro tempo
  • Elogio dell’insicurezza

Indice dei nomi

L’Adattamento negli Animali

L’Adattamento negli Animali

Titolo originale: Animal Adaptation

Autore/i: Burnett Allison L.; Eisner Thomas

Editore: Zanichelli Editore

presentazione dell’edizione italiana di Giuseppe Sermonti, prefazione degli autori, traduzione di Roberta Ricci.

pp. 176, nn. ill. b/n, Bologna

L’adattamento degli organismi all’ambiente è il principio che permette di spiegare, partendo dalle funzioni biologiche fondamentali comuni a tutto il regno animale e attraverso il meccanismo dell’evoluzione, la multiforme varietà della specie animale. Si potrebbe dire dunque che, mentre il volume dedicato in questa serie a « Struttura e funzioni degli animali » cerca di individuare ciò che vi è di unitario dietro la varietà del mondo animale, questo volume invece cerca di spiegare come la soluzione degli stessi problemi biologici fondamentali abbia portato all’immensa varietà di specie animali che possiamo riconoscere nella natura attuale e in quella passata.

Lo Sparviero di Maheux

Lo Sparviero di Maheux

Romanzo

Autore/i: Carrière Jean

Editore: Rusconi

unica edizione, traduzione dal francese di Gabriella Sobrino, titolo originale: L’epervier de Maheux.

pp. 344, Milano

Quando l’anno scorso, qualche settimana prima del Goncourt, uno scrittore parigino mi consigliava di leggere Carrière, i suoi libri mi erano sconosciuti. Il suo primo romanzo, Retour à Uzès, era stato premiato dall’Académie Franose nel 1968, ma non ci avevo badato per un deplorevole pregiudizio nei confronti degli accademici di Quai Conti che in realtà sono attentissimi nel segnalare i giovani scrittori di talento.
Non fu certo una lettura deludente, era non soltanto uno dei migliori libri dell’anno, ma la rivelazione di un romanziere fuori del comune, felicemente libero dalle mode culturali del momento, radicato nella sua provincia meridionale, nel terroir, come i suoi maestri spirituali Faulkner e Giono.
Chi poteva immaginare che questo scrittore solitario, estraneo all’Establishment letterario e per di più pubblicato da un editore poco influente come Jean-Jacques Pauvert, vincesse di lì a poco il premio Goncourt?
Per scrivere Lo sparviero di Maheux Carrière si è ispirato a un fatto di cronaca: una famiglia misera, abbarbicata appassionatamente alla montagna e che non poteva sopportare la civiltà contemporanea. Il romanzo narra la storia di questa tragica sfida al buonsenso borghese e alle tentazioni della società del cosidetto benessere in una regione selvaggia e povera, le Cévennes, una catena di montagne della Francia meridionale, abitate dai discendenti degli ugonotti scampati ai massacri di tre secoli or sono. In una valle solitaria e spopolata sopravvive in una baita un’ultima famiglia: morto il padre, sceso il fratello a valle, la madre impazzita, la moglie fuggita per disperazione, Abel Reilhan rimane solo fino alla tragica morte, sfidando l’ingratitudine del cielo e della terra, intento a una visione simboleggiata da uno sparviero che volteggia sul suo capo, inafferrabile e irraggiungibile. Carrière, con uno stile aspro, pietroso e a tratti allucinato, racconta questa vicenda i cui protagonisti sono le Cévennes e Abel, personaggio biblico, martire e testimone di una condizione umana che assume i tratti del mito. Il romanzo è ben lontano infatti da una certa letteratura neoverista o strapaesana, la storia della famiglia Reilhan è in realtà una metafora che si coglie sin dalle prime pagine, nel linguaggio stesso che rimanda continuamente a una dimensione invisibile, quasi gravasse su ogni episodio una presenza ossessiva e sovrumana. A un giornalista che lo interrogava a questo proposito, Carrière spiegava qualche mese fa: «Lo sparviero di Maheux rappresenta il Vecchio Testamento. Dio resta l’Inafferrabile. Il mio protagonista, Abel Reilhan, è preso fra il Destino e la ricerca d’assoluto di cui ignora la presenza, è Giobbe o Giacobbe».
(Alfredo Cattabiani)

Jean Carrière è nato a Nìmes nel 1932, in una famiglia di musicisti. È sposato e abita con la moglie e i figli in una casa di campagna a venti chilometri da Nimes. Collabora attualmente con la radiotelevisione francese. Ha pubblicato: Retour à Uzès (Éditions de la Jeune Parque, Parigi 1968), romanzo premiato dall’Académie Française, e L’Epervier de Maheux (Jean-Jacques Pauvert, Parigi 1972), Prix Goncourt.

Tre Inglesi Pazzi

Tre Inglesi Pazzi

Autore/i: Astaldi Maria Luisa

Editore: Rizzoli

unica edizione.

pp. 336, Milano

Maria Luisa Astaldi, il cui Manzoni ieri e oggi è senza dubbio il più vivo e discusso dei libri usciti in occasione del centenario manzoniano, torna ora con questo volume ai suoi prediletti studi della letteratura e del costume inglesi. Sono tre ritratti di tre straordinari personaggi: il diacono Jonathan Swift, il dottor Samuel Johnson e il nababbo William Beckford, i quali lasciarono, specie i primi due, una forte impronta nella storia delle lettere e insieme il ricordo di una stravaganza che rasenta la pazzia o addirittura a quella si associa.
Si sa che, ancora negli anni tra le due guerre, gli inglesi avevano da noi reputazione di eccentrici. Ormai che i rapporti tra i due paesi sono così frequenti, e che ci siamo adeguati in gran parte al loro costume, questa reputazione è del tutto caduta. Ma il secolo che comincia colla regina Anna e finisce con la regina Vittoria, il secolo della ragione, delle scoperte meccaniche che danno l’avvio alla rivoluzione industriale, in cui la diarchia sociale nobili-plebe si spezza per il precipitoso prosperare della nuova classe borghese, fu veramente percorso da una vena di follia. È da vedersi se dipendeva dalle enormi quantità di birra e di gin che ingerivano (l’whisky era un’abitudine scozzese importata più tardi, attorno alla fine del 700), dai brutali sistemi di educazione o dalle intossicazioni provocate dai denti guasti, come ne ha indotto uno storico della odontoiatria che ha fissato la nascita della profilassi dentaria alla metà del secolo scorso.
La narrazione è estremamente stimolante, poggiata su testimonianze di contemporanei, cronache e carteggi; i personaggi che vi compaiono sono tutti storicamente accertati.

Maria Luisa Astaldi, nata a Tricesimo (in provincia di Udine) risiede a Roma, ed è libera docente di Lingua e Letteratura inglese presso quella Università. Dirige la rivista di cultura internazionale Ulisse da lei fondata nel 1947; nel 1949 si fece iniziatrice del Premio europeo Cortina Ulisse (unico del genere nel nostro paese) per la divulgazione scientifica. Di lei sono particolarmente noti, oltre i molti studi sulla letteratura e costume inglesi i due grossi volumi Tommaseo come era più recente Manzoni ieri e oggi in cui si cerca di valutare la persona e l’opera del Manzoni senza impacci celebrativi. Collabora attivamente a quotidiani e periodici.

La Spada del Contadino – Canti Popolari Cinesi dalle Guerre dell’Oppio a Oggi

La Spada del Contadino – Canti Popolari Cinesi dalle Guerre dell’Oppio a Oggi

Autore/i: Nebiolo Gino

Editore: Sansoni Editore

unica edizione, introduzione dell’autore.

pp. 304, Firenze

La storia della Cina è tutta percorsa dai lamenti dei contadini, dalle loro collere e dalle loro ribellioni: contro l’oppressione dei signori feudali e delle tasse, contro la schiavitù e la fame, contro l’esosità dei mercanti e degli usurai, contro la figura medesima dell’imperatore che, smessi i panni del buon padre, finisce per apparire come un tiranno.
Durante l’arco immenso di quattromila anni è sempre lo stesso contadino che soffre e lotta per la sopravvivenza, ma fino al secolo scorso la sua voce non ci è mai pervenuta direttamente, bensì sempre filtrata attraverso l’opera di “riscrittura” poetica compiuta dai letterati. E proprio per questo motivo la poesia cinese – pur toccando vertici ineguagliati di perfezione formale – non ha però mai assunto il carattere di poesia etica, civile o epica: i poemi descrivevano il popolo, ma al popolo non si rivolgevano. Soltanto in epoca relativamente recente – dopo il 1919 – si è tentato un recupero dei canti realmente “popolari”, quelli che solo la tradizione orale aveva mantenuto in vita – ancora intatti a distanza di secoli – nei più remoti angoli delle campagne. Nacquero allora le prime antologie, e il contadino cinese – di quei canti autore e protagonista – irruppe con prepotenza sulla scena. La vita di ogni giorno appariva infine in tutta la sua cruda realtà: non solo dura e faticosa, ma totalmente disperata, tale da racchiudere in sé i germi della rivolta. La Cina non aveva mai avuto una poesia epica “colta”, ma da quei canti sorgeva una nuova epica, la sola possibile: quella di chi, indifeso e oppresso come il contadino, può usare le uniche armi, l’unica spada, a lui concessa – la parola e il pensiero.