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Problemi Fondamentali di Neurolinguistica

Problemi Fondamentali di Neurolinguistica

Titolo originale: Osnovnyee problemy nejrolingvistiki

Autore/i: Lurija Aleksandr R.

Editore: Armando Armando Editore

introduzione all’edizione italiana e note di G. Cossu, premessa all’edizione italiana e prefazione dell’autore, traduzione di Giuseppe Cossu e Anna Miazzi.

pp. 336, nn. figure b/n, Roma

Lo studio della patologia del linguaggio costituisce uno strumento essenziale per l’analisi dei meccanismi cerebrali che mediano l’attività verbale più in generale per l’analisi dei rapporti tra mente e cervello. In questi ultimi anni le ricerche sul linguaggio hanno indiscutibilmente compiuto progressi considerevoli. Tuttavia, l’affinamento degli strumenti teonico-metodologici, consentendo una conoscenza più puntuale dell’organizzazione strutturale e funzionale del linguaggio, ha evidenziato un divario stridente tra la complessità del materiale empirico ed i modelli specifici delle singole discipline interessate.
La neurolinguistica nasce appunto dall’esigenza di superare tale dissonanza, che non appare risolvibile nell’ambito di quegli specifici sistemi concettuali, e rappresenta un produttivo punto di convergenza tra discipline profondamente diverse quali la neurologia, la linguistica e la psicologia.
Il libro di Lurija costituisce un contributo fondamentale per tutte le «neuroscienze» in quanto, nell’analisi del linguaggio, tende a ricomporre la dicotomia derivante dalla simultanea bidimensionalità, biologica e sociale, di tutte le funzioni psichiche complesse ed in modo specifico della funzione verbale.
L’impostazione di Lurija, che contrariamente a quanto spesso si legge nella divulgazione scientifica italiana, non si rifa alla teoria pavloviana dei riflessi condizionati, bensì a quella storico-culturale, fondata da Vygotskij, tende a mediare l’organizzazione dei «sistemi funzionali» cerebrali, con i modelli della linguistica strutturalista, delle grammatiche generativo-trasformazionale e semanticistiche.
Alcune fondamentali dicotomie linguistiche (sintagmatico paradigmatico), mutuate dall’analisi di Jakobson, costituiscono non solo un criterio nosografico per le afasie, ma un fondamento differenziale nell’organizzazione funzionale delle strutture cerebrali (anteriore-posteriore) che mediano l’attività verbale.
Il libro, che è il primo contributo Organico sulla neurolinguistica pubblicato in Italia, contiene infine numerose ipotesi stimolanti per la ricerca futura e costituisce una pietra miliare nel cammino verso la soluzione dell’enigma scientifico più intricato e affascinante: il cervello dell’uomo (G.C.).

A. R. Lurisa (1902-1977), Del grande psicologo sovietico, ormai notissimo in Italia, ricordiamo soltanto alcune opere fondamentali: Le funzioni corticali superiori dell’uomo, Giunti, Firenze 1967; Neuropsicologia e neurolinguistica, Ed. Riuniti, Roma 1976; La storia sociale dei processi cognitivi, Giunti, Firenze 1977; Come lavora il cervello, Il Mulino, Bologna 1977; Neuropsicologia della memoria, Armando, Roma (di prossima pubblicazione).

Leggende e Racconti Popolari della Sardegna

Leggende e Racconti Popolari della Sardegna

Storie tenebrose e personaggi fantastici, brandelli di antiche religioni e miti sorti all’ombra dei nuraghi, l’eroismo d’Eleonora d’Arborea e l’orgoglio di un’isola nelle tradizioni di una terra erede di molteplici culture mediterranee

Autore/i: Turchi Dolores

Editore: Newton Compton Editori

sesta edizione, introduzione dell’autore.

pp. 352, numerose illustrazioni in bianco e nero, Roma

La Sardegna narra, attraverso le sue leggende, un mondo arcaico e suggestivo di complicate e affascinanti contaminazioni storico-culturali. Nei racconti popolari si incontrano demoni, tracce di miti, residui di un’antica religione, relitti di riti iniziatici del mondo agropastorale e personaggi leggendari. Gli érchitos, ad esempio: uomini condannati a trasformarsi nella notte in buoi che annunciano la morte; le sùrbiles: donne-vampiro che si tramutano in insetti per succhiare il sangue dei neonati; le janas: fate luminose che tessono le loro stoffe su telai d’oro. E molti altri ancora. Un patrimonio della tradizione orale e scritta che merita di essere ancora raccontato.

• La vendetta della sùrbile • Le fate • La leggenda della Pazzia • La rosa di Gerico • La felce maschio • Il geronticidio • Perda Liana • Sorammala e la vecchia • Il diavolo bambino • Il tesoro del castello di Burgos • I sei briganti • Aristana • Il golfo degli Angeli • La pietrificazione di uomini e donne • Le leggende di Eleonora d’Arborea • La bella di Sanluri • La tomba vuota • Il ballo dei morti • Il marito lumacone • Il diavolo e san Martino • La grotta dell’orco

…e tante altre storie magiche dall’isola più misteriosa e affascinante del Mediterraneo

Dolores Turchi, studiosa di tradizioni popolari, vive a Oliena (NU). Ha fondato e diretto per oltre vent’anni il semestrale di cultura «Sardegna mediterranea» e collabora con giornali e riviste stranieri. Con la Newton Compton ha pubblicato Le tradizioni popolari della Sardegna; Leggende e racconti popolari della Sardegna; Samugheo; Maschere, miti e feste della Sardegna; Lo sciamanesimo in Sardegna, I carnevali e le maschere popolari della Sardegna e ha curato Tradizioni popolari di Sardegna di Grazia Deledda.

Shakespeare – Tutte le Opere

Shakespeare – Tutte le Opere

Autore/i: Shakespeare William

Editore: Sansoni Editore

avvertenza dell’editore, introduzione e cura di Mario Praz.

pp. XXI-1368, Firenze

Dall’avvertenza dell’editore:
«Questa edizione di Tutte le opere di William Shakespeare presenta nuovamente, nell’occasione del quarto centenario shakespeariano, la fortunata versione del Teatro (pubblicata nei tre volumi della nostra Collezione dei Grandi Classici Stranieri) che il pubblico italiano ben conosce ed apprezza da anni e alla quale sotto la direzione di Mario Praz collaborarono illustri scrittori e anglisti, e traduttori tra i più agguerriti.
La novità della presente edizione non consiste soltanto nell’aver riunito in un unico volume le opere drammatiche accuratamente rilette alla luce delle più recenti acquisizioni della critica shakespeariana, ma anche nell’aver dato, insieme, tutta la produzione non drammatica (Sonetti, Poemetti e altre poesie) in pregevoli versioni poetiche. […]»

Maometto il Conquistatore e il Suo Tempo

Maometto il Conquistatore e il Suo Tempo

Titolo originale: Mehmed der Eroberer und seine Zeit. Weltenstürmer einer Zeitenwende

Autore/i: Babinger Franz

Editore: Giulio Einaudi Editore

seconda edizione riveduta, con una presentazione di Delio Cantimori, prefazioni dell’autore, traduzione di Evelina Polacco.

pp. XXXIII-594, numerose tavole a colori e bianco e nero fuori testo, 1 cartina ripiegata b/n f.t., Torino

La figura di Maometto II (1430-1481), che l’ammirazione del suo popolo esaltò con l’epiteto di Fatih, «il Conquistatore», è di centrale importanza nella storia dell’ultimo Medioevo cristiano, e in particolare degli stati italiani del tempo.
A soli due anni dalla sua ascesa al trono, Maometto II conquistava nel 1453 Costantinopoli e via via, perfezionando il formidabile strumento di guerra ottomano, la Grecia, l’Albania, la Serbia, la Bosnia, l’Erzegovina, invadendo l’Ungheria, spingendo le sue avanguardie nel cuore del Friuli e sulle coste delle Puglie.
Per trent’anni quest’uomo di statura storica davvero eccezionale, che seppe dare al suo impero un’organizzazione di governo capace di durare sino al secolo XIX, fu l’incubo di papi e imperatori, principi e repubbliche. La storia delle sue imprese e delle sue conquiste rappresenta uno dei momenti più drammatici per la storia europea: quello in cui il continente, debole e diviso, senti pesare su di sé una minaccia quasi mortale e fu sul punto di soggiacere a un avversario la cui politica di potenza aveva saputo crearsi strumenti politici e militari di una efficienza allora mai vista.
Un personaggio e un’epoca, dunque, che esigevano l’impegno di uno storico della levatura di Franz Babinger. Professore all’Università di Monaco, insigne orientalista ed esperto indagatore di archivi italiani e occidentali, Babinger (recentemente scomparso) ha saputo muoversi con autorevole padronanza tra le fonti ottomane e quelle europee. Al suo apparire nel 1953 questa sua opera, di cui presentiamo la nuova edizione, si impose per la ricchezza della documentazione, l’ampiezza della visione storica, la chiarezza del racconto.
Il volume segue passo passo la carriera del «Conquistatore», dalla sua nascita in Adrianopoli (figlio di Murad II e di un’ignota schiava cristiana), attraverso la lunga serie delle imprese sino alla morte improvvisa a poco più di cinquant’anni, ricreando efficacemente l’atmosfera del tempo, e dando un compiuto quadro del mondo ottomano, nella molteplicità dei suoi aspetti politici, militari, economici, religiosi, culturali e artistici; fondendo insomma in organica sintesi biografia e storia.

Franz Babinger (1891-1967) nacque a Weiden, in Baviera. Professore all’Università di Monaco, e autore di numerosi lavori sulle origini dell’Impero ottomano, e sui suoi rapporti con gli stati cristiani del Rinascimento, tra cui spiccano suleiman der Grosse (1923) e Die Geschichtschreiber der Osmanen und ihre Werke (1927).

Profumi per Te

Profumi per Te

Titolo originale: «Il est des parfums…»

Autore/i: Sagan Françoise; Hanoteau Guillaume

Editore: Rizzoli

prima edizione, traduzione e note di Augusto Donaudy.

pp. 228, nn. illustrazioni b/n, Milano

Divertente ed esauriente, documentato è spregiudicato, «Profumi per te» è la storia non soltanto dei profumi – di tutti i profumi: dall’incenso e dalla mirra dell’antichità orientale all’Eau de Cologne di Jean-Marie Farina, a Femme di Rochas, a Signoricci di Ricci è via dicendo – ma anche del senso degli odori, «il più inoffensivo dei Piaceri». Si rivela così, e non è uno dei pregi minori di questo libro, il divenire dell’olfatto (involuzione, secondo alcuni autorevoli pareri), strettamente legato alle esigenze di vita, ai fattori ambientali, economici o sociali che siano. Per i nostri più remoti antenati la preda eta una belva, per Edoardo VII d’Inghilterra una qualche grande cocotte della Belle èpoque. Ma una storia dei profumi, s’intende, non può prescindere dalla storia dei profumieri-sarti o sarti-profumieri, e basterebbe per tutti l’esempio di Coco Chanel, celebre forse più per il suo N˚ 5 che per la sua “linea magra”, i cui grandi “nasi”, questi spesso così ignoti “maestri-compositori’, han dato e continuano a dar vita a una delle più fiorenti industrie di Francia (e non soltanto di Francia). Ecco, pertanto, una galleria di ritratti Magistralmente tracciati in punta di penna da Guillaume Hanoteau, storico è giornalista; ed ecco così le considerazioni pensose e argute, briose e talora amare, di Francoise Sagan, incomparabile nell’esprimerci, con la sottigliezza e la levita che le sono proprie, il significato di un profumo o, meglio, dramma o gioia, della memoria di un profumo: da quello d’un fuoco di legna a quello racchiuso in un flacone di Guerlain o di Coty, di Patou o di Lanvin. Ma non è tutto: di molte altre sorprese e rivelazioni è ricco questo libro serio e avvincente, inebriante come un campo di gelsomini (il più caro dei fiori, lo sapevate?) all’alba.

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  • Il profumo «fine secolo»
  • Tre innovatori: Jacques Rouché, François Coty, Paul Poiret
  • Il N˚ 5 di Chanel
  • Da Arpège a Joy
  • I sarti invadono la profumeria
  • Gli anni Dior
  • La virilità e i profumi
  • Il profumo alle prese con l’economia
  • Avvenire
  • Ringraziamenti
  • Bibliografia
  • Indice dei profumi citati

Biblioteca e Bibliotecario

Biblioteca e Bibliotecario

Autore/i: Barberi Francesco

Editore: Cappelli Editore

pp. VII-370, Bologna

In Italia vi è oggi una situazione paradossale: generale disinteresse per il servizio e l’organizzazione bibliotecaria; diffusa tendenza al collezionismo librario, scarso amore per la lettura. La circostanza che le biblioteche settecentesche sopravvivessero e fossero rese pubbliche nell’Ottocento e che numerose altre, anche in centri modesti, se ne costituissero per lasciti privati o iniziativa di Comuni, significò, infatti, ben poco per la diffusione della cultura. La penetrazione del libro nelle masse avviene nella misura in cui la biblioteca raggiunge gli agglomerati più piccoli e riesce ad aggiornarsi di continuo, studiando insieme quegli accorgimenti atti a valorizzarne le più latenti risorse. Si discute tanto delle deficienze della scuola italiana; ma esse non sono neanche paragonabili a quelle del servizio di pubblica lettura, se si pensa che la dove esiste un edificio scolastico dovrebbe sorgere anche quello della biblioteca: così è, infatti, nei paesi di moderna democrazia. Una società democratica che voglia sul serio (e non è democratica se non lo vuole) offrire a tutti i cittadini i mezzi per elevarsi intellettualmente, deve creare non solo le scuole, ma anche le biblioteche pubbliche.
Il fine benemerito di portare un contributo alla conoscenza, al di fuori del chiuso ambito professionale, della situazione qual’è e dei problemi connessi alla sua trasformazione in quella che invece dovrebbe essere, ha spinto Francesco Barberi a riunire in questo volume, con lievissimi ritocchi formali, alcuni suoi scritti di bibliotecomia pubblicati negli ultimi venti anni: articoli di rivista per la maggior parte, conversazioni, relazioni a congressi.
Gli scritti sono ordinati, nei limiti del possibile, secondo l’affinità del contenuto anziché secondo la successione cronologica; ma la stessa origine occasionale esclude ogni pretesa di sistematicità, rispecchiando piuttosto una varia esperienza professionale, frequente nel bibliotecario italiano, soprattutto statale. E tuttavia si può affermare che acutezza di analisi e profondità di pensiero rendono vivi tutti gli aspetti storici, sociologici, tecnici della materia portando con estrema chiarezza il duplice problema biblioteca-bibliotecario in primissimo piano.

Vita e Visioni del Profeta Nostradamus

Vita e Visioni del Profeta Nostradamus

Alchimista e visionario, guaritore e astrologo. 1503-1566: Michel de Notredame, vagabondo perseguitato dall’Inquisizione, guarì la peste e predisse il futuro con miracolosa precisione. Tutte le sue profezie

Autore/i: Böckl Manfred

Editore: Edizioni Piemme

prima edizione, prologo dell’autore, traduzione di Annalisa Rizzati Vertovez, titolo originale: Nostradamus Der Prophet. Leben und Visionen.

pp. 360, Casale Monferrato (AL)

Il volume ricostruisce con taglio storico-divulgativo le incredibili vicende di Michel de Notredame: vissuto in Francia nel 1503-1566, fu un vagabondo e un alchimista perseguitato dell’Inquisizione, poi studiò medicina e curò la peste; divenne ricco e famoso per la sua straordinaria capacità di prevedere il futuro. Nel libro viene riportato anche il testo completo delle Centurie, l’opera in cui Nostradamus fa le sue profezie.
Il 14 dicembre 1503, a mezzogiorno, sotto il segno dell’Arciere, nasceva a Saint-Rémy, in Provenza, nella famiglia di un ricco notaio di origine ebraica, Michel de Notredame, universalmente conosciuto con il nome di Nostradamus. Dopo aver stupito con la sua mente prodigiosa il nonno Jean, medico del re di Navarra, suo primo insegnante di latino, greco ed ebraico, di matematica e di astronomia, il giovane Michel studente di medicina a Montpellier seppe curare e guarire dalla peste il cardinale Claremont e il Gran Maestro dei Cavalieri di Rodi. Ma la precoce gloria fu condita da feroci invidie e violente persecuzioni da parte dell’Inquisizione: mentre già si manifestavano le sue straordinarie capacità di prevedere il futuro, Nostradamus andò peregrino tra l’Europa e l’Oriente per lunghi anni, finché si stabilì a Salon dove visse con la moglie e figli. La notte del venerdì Santo del 1554, a Salon, Nostradamus iniziò la stesura delle Centurie, la raccolta completa delle sue profezie con le vicende dell’umanità nei secoli futuri; Chavigny, il suo giovane segretario, ricorda l’entusiasmo del maestro ogni mattina, mentre scendeva le scale del suo studio con gli occhi ancora carichi per l’euforia della trance profetica vissuta durante le ore di veglia notturna. Continuò a scrivere i suoi presagi fino alla notte del 2 luglio 1566 quando, come aveva egli stesso previsto e preannunciato, concluse la sua esistenza terrena.

Manfred Böckl cultore di storia medievale e rinascimentale, ha condotto le sue ricerche in diversi archivi, interessandosi in particolare di personaggi e vicende trascurate dalla storiografia ufficiale.

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Prologo

Danza macabra (1513-1528)

  • La torre di Jaune
  • Avignone
  • Inverno sui Pirenei
  • Montpellier
  • Le processioni dei flagellanti

Montségur (1529-1546)

  • La croce di rose
  • Scalinger
  • La voce delle dieci sfere
  • Esclarmonde
  • La visione del papa
  • Il crollo
  • La visione dell’Islam

Il profeta di Salon (1546-1566)

  • Tessier
  • Lo scanno di bronzo
  • Il morso dei serpenti
  • La visione delle stelle
  • I frutti di Aix

Epilogo

Appendice: le centurie di Nostradamus

  • Prima centuria
  • Seconda centuria
  • Terza centuria
  • Quarta centuria
  • Quinta centuria
  • Sesta centuria
  • Settima centuria
  • Ottava centuria
  • Nona centuria
  • Decima centuria

Nel Grembo del Buddha

Nel Grembo del Buddha

Un viaggio spirituale nella sofferenza dell’Aids e oltre per imparare a vivere con amore

Autore/i: Harrison Gavin

Editore: Sensibili alle Foglie

1° ristampa, a cura di Roberto Mander, prefazione di Corrado Pensa, traduzione di Laura Bisogniero, titolo originale: In the lap of the Buddha.

pp. 304, Dogliani (Cn)

L’apice della sofferenza Gavin lo raggiunse nel 1989, da lui stesso definito l’anno più difficile della sua vita. Infatti, nel luglio di quell’anno, egli si trovò davanti a una diagnosi di AIDS. E, poco dopo, ancora durante un ritiro lungo, emerse, non meno terrificante, il ricordo di abusi sessuali subiti nel corso della sua infanzia. Gli anni successivi sono un intreccio di malattie e disagi fisici connessi con la sua sindrome e, insieme, sono anni di lavoro strenuo su tutta la rabbia e la paura che, affiorate nel 1980, erano adesso esplose.
Le pagine e i capitoli di questo libro dedicati alla paura e alla rabbia testimoniano con grande efficacia della quantità e della qualità di tale lavoro. I due temi suonati con abbandono e maestria da Gavin sono i temi classici del Dharma: amore e saggezza: “Ho scoperto che è vitale entrare in contatto con il disagio in virtù di una consapevolezza che sia perdonante, accettante e infusa di amore. Ad ogni livello di dolore che tocco, esploro la possibilità di trovare uno spazio che sia in grado di abbracciare e circondare il dolore. Cosicché io non sono più sopraffatto o alla mercé di quanto succede ma, piuttosto, divento attivo partecipante di ciò che accade”. (dalla prefazione di Corrado Pensa)

Gli Obelischi di Roma

Gli Obelischi di Roma

Autore/i: Mercati Michele

Editore: Cappelli Editore

l’introduzione all’opera del Mercati è di Gianfranco Cantelli, che ha curato anche il testo, desunto dall’edizione romana del 1589, di cui la presente è l’unica ristampa.

pp. 336, numerose illustrazioni e tavole in bianco e nero fuori testo, Bologna

Nei cinque anni del pontificato di Sisto V (1585-1590) l’architetto Domenico Fontana ebbe la possibilità di intervenire profondamente sul tessuto urbanistico di Roma. Era stato incaricato dal Pontefice di ristrutturare la città in modo che anche dal punto di vista urbanistico e architettonico essa manifestasse quello che di fatto era, o almeno voleva essere: la sede di un grande stato temporale e nello stesso tempo il centro di un universale potere spirituale, non soltanto religioso, ma anche culturale, erede legittimo, a un tempo, sia della tradizione cristiana sia di tutta la tradizione civile ed artistica dell’umanità. In questo grandioso progetto di ristrutturazione urbanistica, occupa un ruolo di grande rilievo la restaurazione e l’erezione, sulle piazze principali della città, degli obelischi che, trasportati dall’Egitto a Roma ai tempi dell’impero romano, erano rimasti sepolti sotto le rovine e spezzati in più punti.
Oltre alle difficoltà tecniche dell’impresa e al fascino estetico degli obelischi, una motivazione culturale di fondo ne rivelava la centralità emblematica all’interno del complesso progetto fontaniano. Gli obelischi non erano semplici colonne o resti della civiltà greca o romana, ma testimoniavano l’esistenza di una civiltà assai più antica di quella grecoromana, e che, nella prospettiva storica degli uomini del Rinascimento, di quelle civiltà stava a fondamento, avendone profondamente informato la religione e, soprattutto, il pensiero filosofico e scientifico. Inoltre i geroglifici scolpiti sugli obelischi rappresentavano una sapienza enigmatica e indecifrabile, fonte – secondo voci autorevoli del periodo classico e rinascimentale – del pensiero pitagorico e platonico.
Non è difficile quindi immaginare la complessità e la vastità dell’argomento da trattare, e quindi la difficoltà dell’impresa, quando il pontefice affidò a Michele Mercati l’incarico di illustrare che cosa fossero stati e che cosa rappresentassero gli obelischi nella storia dell’umanità. Il Mercati, eminente scienziato e medico, ma anche uomo di vasta cultura umanistica e profondo conoscitore di letteratura e filosofia, riuscì perfettamente all’altezza dell’impresa, lasciandoci un trattato ampio e articolato, in cui meravigliosamente si fondono il rigore tecnico e la capacità di potenti sintesi culturali. La descrizione degli obelischi penetra a poco a poco nell’essenza dell’oggetto descritto fino a interrogarsi, l’autore, sul senso del geroglifico, del simbolo, del linguaggio.
Mentre con uno stile efficace e chiarissimo affronta il problema storico, tecnico e architettonico degli obelischi, l’autore svolge un’inchiesta sui segni misteriosi di una grande civiltà scomparsa, confronta i dati superstiti con i documenti che giungono dal continente americano appena scoperto, fino a entrare nel nucleo delle ipotesi sulla genesi del linguaggio e sul significato conoscitivo del mito. Un’opera di straordinario valore letterario e culturale ci riporta quindi nel fuoco di un grande momento storico, di un alto interrogarsi e di una forse irripetuta fedeltà alla conoscenza e alla scrittura.

Michele Mercati nacque nel 1541 a S. Miniato e morì a Roma nel 1593. Laureatosi in «filosofia e medicina» si recò poco più che ventenne a Roma, dove, durante la peste del 1566, si distinse per capacità e abnegazione. Per assecondare i suoi interessi verso la ricerca pura, il papa Pio V gli offrì la direzione dell’orto botanico vaticano. Da quel momento poté vivere a contatto diretto con l’ambiente culturale più vivo dell’Europa del XVI secolo.
Nel 1576 pubblicò L’Istruttione sopra lo peste. Aggiuntevi tre altre Istruttioni sopra i veleni occultamente ministrati, Podagra e Paralisi. Per incarico del papa Sisto V fece un lungo viaggio diplomatico in Polonia, durante il quale scrisse De gli obelischi di Roma. Rientrato in Italia si dedicò al completamento della Metallotheca, ma la morte lo colse prima che la descrizione delle pietre della sua raccolta fosse completa.

L’Etica del Bushidō – Introduzione alla Tradizione Guerriera Giapponese

L’Etica del Bushidō – Introduzione alla Tradizione Guerriera Giapponese

Autore/i: Polia Mario

Editore: Il Cerchio Iniziative Editoriali

nuova edizione, prefazione di Taiten F. Guareschi, introduzioni dell’autore, calligrafie della M. Ykuyo Toba Chiba.

pp. 152, numerose calligrafie in bianco e nero, Rimini

Il mondo delle arti marziali giapponesi affascina da sempre milioni di europei, soprattutto per quanto concerne il suo aspetto interiore e spirituale.
Questa nuova edizione, ripensata ed arricchita, del celebre saggio di Mario Polia – scritto da un europeo per gli europei – riesce ad entrare in maniera diretta e chiara nel mondo spirituale del Bushido, la Via del Guerriero giapponese, nelle sue relazioni col buddhismo Zen e con le grandi tradizioni guerriere dell’Oriente antico, delineandone le caratteristiche spirituali e culturali dal Giappone medievale fino all’ultimo conflitto mondiale.
Un’occasione unica per scoprire le radici profonde di un mondo che non manca di colpire ed interessare chiunque.

Mario Polia (Roma 1947), archeologo, antropologo culturale, storico delle religioni. Ricercatore dal 197 1 sulle Ande nord-peruviane nel campo dell’archeologia e dello studio dello sciamanesimo andino è Responsabile dei programmi di ricerca demo-antropologica per il Comune di Leonessa (Rieti) del quale dirige il Museo Civico. Fra i suoi campi di studio Vi sono le saghe arturiane, la religione romana arcaica, le religioni germaniche, le religioni orientali. Per IL CERCHIO ha pubblicato, fra gli altri, Imperivm. Origine e funzione del potere regale nella Roma arcaica (2002), Il seme e la pienezza. Cristianesimo e altre religioni (2003), Le rune e gli dèi del Nord (2005) e Il Mistero imperiale del Graal (2007).

Preghiere dal Silenzio

Preghiere dal Silenzio

«La preghiera non è tanto un argomento di cui parlare quanto un mistero di grazia da sperimentare».

Autore/i: Canopi Anna Maria

Editore: Edizioni Piemme

unica edizioni, presentazione di Mons. Aldo Del Monte, in sovraccoperta: Il chiostro dell’Abbazia dei Benedettini Cistercensi a Piona (Como).

pp. 182, Casale Monferrato (AL)

Questo libro nasce da un’esperienza intensa di preghiera e di contemplazione. Si tratta di una sorta di viaggio alla scoperta dei “segreti della vita orante”.
Madre Canopi, monaca di clausura benedettina, esalta il silenzio come una delle dimensioni più preziose della vita spirituale. Il silenzio è il luogo in cui riusciamo a percepire più nitidamente la voce di Dio, a sentire nell’intimo l’ineffabilità della sua presenza e il calore della sua compagnia.
Agli uomini di oggi, immersi nella “civiltà del rumore”, giunge dunque un invito: ritagliare nella giornata uno spazio di quiete e di solitudine per ritrovare se stessi, ma soprattutto per lasciarsi trovare da Dio.
La forza di questo invito è tutta contenuta nelle preghiere che sigillano il volume, preghiere di straordinaria potenza lirica e spirituale, preghiere nate nel silenzio del chiostro che aiutano a immergersi nel silenzio del cuore.

Anna Maria Canopi È badessa del Monastero Benedettino “Mater Ecclesiae” che si trova sull’isola di San Giulio (NO).
Ha collaborato all’edizione della Bibbia CEI e alle edizioni dei nuovi Messali e Lezionari, dando ampi contributi per vari sussidi di catechesi e riviste di formazione religiosa. Presso Piemme ha pubblicato: Liturgia del silenzio (1996), Il segreto del chiostro (1996), Patì per noi (1999), Ecco tua madre (1999), Voglio cercare l’Amato del mio cuore (2000), Lettera a Edith (2000).

Avanzi di Balera – Storia e Storie del Mondo del Ballo

Avanzi di Balera – Storia e Storie del Mondo del Ballo

Autore/i: Benelli Beatrice

Editore: Società Editrice Il Mulino

premessa dell’autrice.

pp. 232, Bologna

Il ballo, i suoi luoghi e i suoi riti come perfetta metafora dell’esistenza umana. Perchè quando si entra in una sala da ballo, sia pure in quel breve arco di tempo e in quel luogo circoscritto, ci si esibisce, ci si confronta, ci si mette alla prova, cercando di brillare e di dare il meglio di sé, senza rivelarsi troppo e subito, in una sorta di manipolazione giocosa e innocua. Quello che conta è mantenere tutto su un piano di sostanziale non-compromissione, consentendo tuttavia a sé e agli altri lo spunto per una prosecuzione. Si impara molto in balera; si impara a conoscere se stessi, a fidarsi e a diffidare, a osservare e a essere osservati, a osare e a ritrarsi al momento giusto. Tra descrizioni di ambienti, considerazioni e ricordi personali, consigli per l’uso, chi non frequenta più i locali da ballo ritroverà in queste divertenti pagine un’atmosfera amata; chi dal ballo è incuriosito troverà una spinta briosa per muovere i suoi primi passi.

Beatrice Benelli insegna Psicologia dello sviluppo del linguaggio e della comunicazione nella Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova. Tra le sue pubblicazioni: “Lo sviluppo dei concetti nel bambino. Quando Fido diventa un animale” (Giunti, 1989). Con il Mulino ha pubblicato: “Avanzi di balera. Storia e storie del mondo del ballo” (2001).

I Ragazzi di Satana – La Setta delle “Bestie”: alla Scoperta di un’Italia Sconosciuta

I Ragazzi di Satana – La Setta delle “Bestie”: alla Scoperta di un’Italia Sconosciuta

Autore/i: Offeddu Luigi; Sansa Ferruccio

Editore: Rizzoli

con un saggio di Vittorino Andreoli «Bestie con il sorriso d’un adolescente».

pp. 304, Milano

Se non vogliamo credere che i ragazzi di Satana siano delle incarnazioni del Male, e noi certo non lo crediamo, allora per capire questo fenomeno bisogna entrare dentro il Bene e il Male che domina un dato momento storico e una società. (Vittorino Andreoli)

Toccava a me perché io ero stato fidanzato dieci anni con Mariangela, avevamo vissuto insieme. Durante i riti ci eravamo persino scambiati il sangue. Ci eravamo tagliati i polsi, lo avevamo fatto colare in una brocca, il suo sangue e il mio insieme, poi l’avevamo bevuto… L’ultimatum fissato da Sapone stava per scadere e poi… poi quella sera era una notte di luna piena…

Morti terribili e misteriose, suicidi, canzoni maledette, famiglie insospettabili. La vicenda delle “Bestie di Satana” è iniziata nel 1998, in Lombardia, e ancora continua. Sette giovani sono finiti in carcere con accuse da ergastolo. Un pezzo di Italia sazia, apparentemente tranquilla, in realtà ossessionata dal proprio vuoto. Ma vi sono altre morti mai spiegate, altri riti che coinvolgono ambienti inimmaginabili. Solo il cinquanta per cento di questa vicenda è stato reso pubblico. II resto ce lo rivelano i due autori che più di tutti hanno seguito da vicino l’inchiesta, e per questo hanno avuto accesso alle fonti più riservate. Il loro è un racconto rigorosamente e tragicamente autentico, in cui ogni parola è stata documentata.

Luigi Offeddu è inviato speciale del “Corriere della Sera”. Ha pubblicato con Marsilio La sfida dell’acciaio (1984); con Boroli, Questa America (2004) e, nel 2005, Storia del bene, Storia del male e Prodigi quotidiani, con Edoardo Boncinelli. Per Bur, nel 2005, ha scritto insieme con Ferruccio Sansa I ragazzi di Satana.

Ferruccio Sansa è inviato del “Secolo XIX”. È stato giornalista del “Messaggero” e di “Repubblica”. Collabora a “Micromega”. Oltre a I ragazzi di Satana (Bur 2005) ha pubblicato la raccolta di racconti Se ci fossimo parlati (De Ferrari & Devega, premio Teramo 2001).

La Cuoca e il Mangia-Uomini • Sui Rapporti tra Stato Marxismo e Campi di Concentramento

La Cuoca e il Mangia-Uomini • Sui Rapporti tra Stato Marxismo e Campi di Concentramento

Titolo originale: La cousinère et le mangeur d’hommes

Autore/i: Glucksmann André

Editore: Edizioni L’Erba Voglio

introduzione dell’autore, traduzione di Sciana Contri.

pp. 240, Milano

C’è una battuta fin troppo citata di Marx: «io non sono marxista». Anche di Stalin, per ragioni diverse, i marxisti occidentali tendono spesso a dire che non era un errante per definizione…
Possiamo continuare ad accontentarci di questo?
Non siamo forse continuamente costretti, dalla allucinante realtà dei campi e dei manicomi, da questo immenso errore/orrore, a porci questioni ben più sconvolgenti? Se il nesso teoria-pratica è centrale per il marxismo, non siamo forse costretti a porre in questione il marxismo stesso, il leninismo stesso, come espressioni storicamente incarnate di una «rivoluzione dall’altro» che si è tradotta, anche, nell’universo concentrazionario del Gulag?

André Glucksmann, già noto in Italia per il «Discorso della guerra», 1969 e «Fascismo: il vecchio e il nuovo», 1974, ha detto di questo libro che, nelle «voci plebee» provenienti dall’est, nel grido della «cuoca» di fronte alla macchina mangia-uomini, ha colto gli stessi accenti della contestazione intrapresa nel ’68 in Occidente. E nello stesso spirito, e contro gli anatemi «preventivi» risuonati così rumorosamente in Italia, che le edizioni «L’erba voglio» decidono oggi di pubblicarlo.

Lo Spirito Americano – Visioni di una Nuova Cultura d’Impresa

Lo Spirito Americano – Visioni di una Nuova Cultura d’Impresa

Titolo originale: American Spirit

Autore/i: Miller Lawrence M.

Editore: Sperling & Kupfer Editori

ringraziamenti e introduzione dell’autore, traduzione di Luca Tomasi.

pp. 242, Milano

Lo spirito americano è un testo rivoluzionario che fornisce ai manager e al dirigenti d’oggi gli strumenti necessari per creare una nuova cultura aziendale, tale da consentire al mondo degli affari di adeguarsi con successo e profitto alle esigenze del futuro e permettere agli uomini e alle organizzazioni di conquistare e mantenere il necessario vantaggio competitivo. Lawrence M. Miller – top manager consulente di grandi società quali American Express, Continental Can, R.J. Reynolds, 3M, Honeywell e Exxon – attinge alla sua lunga e solida esperienza per definire gli otto «valori-base» che si possono applicare al management di tutte le organizzazioni al fine di ottenere un alto tasso di innovazione e di produttività; inoltre presenta un modello dettagliato, basato sulle tattiche e le strategie, per implementare tali valori. Analizzando ogni tappa del processo l’autore mostra esattamente come comunicare gli scopi dell’azienda e stabilire una gerarchia di obiettivi motivanti; provocare stati di «insoddisfazione creativa» per stimolare la ricerca dell’eccellenza; sostituire il «modello militare» di comando con decisioni consensuali; promuovere un interesse comune, al di la delle distinzioni di livello; ricollegare i compensi al rendimento (invece che alla carica o alla qualifica); utilizzare più diffusamente i risultati delle ricerche e le statistiche; sviluppare un atteggiamento di confidenza; incrementare il principio dell’integrità. Mettendo radicalmente in discussione l’attuale stile del management, Lo spirito americano introduce una filosofia aziendale più vitale e produttiva, tesa ad assicurare l’impegno della forza lavoro e la fiducia delle generazioni future.

Mr Nice – L’Autobiografia del Professore di Oxford Divenuto uno dei Massimi Trafficanti di Hashish

Mr Nice – L’Autobiografia del Professore di Oxford Divenuto uno dei Massimi Trafficanti di Hashish

Titolo originale: Mr Nice

Autore/i: Howard Marks

Editore: Edizioni Socrates

introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Carla Dolazza.

pp. 512, nn. fotografie b/n, Roma

«Ho bisogno di un passaporto, Don, di uno che sia a prova di qualsiasi controllo». «Puoi prendere il mio. Non ne avrò bisogno, ma c’è un problema».
«Quale?» «Ho appena scontato dodici anni di condanna all’ergastolo per omicidio».
I condannati per omicidio, vengono considerati una minaccia solo nei confronti dei singoli individui piuttosto che per l’intera società. Quest’ultima definizione, infatti, era riservata solo agli spacciatori e ai terroristi. «Ti darò mille dollari», dissi, «qualche altro biglietto da cento di tanto in tanto, quando avrò bisogno di altri documenti».
«E il migliore affare che mi sia stato offerto».
«Come ti chiami di cognome, Don?» gli chiesi. Nel passato sono stato incasinato con cognomi terribili. «Niss».
«Come si scrive!» «N-I-C-E, proprio come la città della Costa Azzurra».
Come Don pronunciasse il suo cognome era affar suo: io lo avrei pronunciato in maniera diversa. Stavo per diventare Mr Nice.

43 nomi falsi, 89 linee telefoniche, 25 società di copertura… Signore e signori, ecco a voi Howard Marks, in arte Mr. Nice, l’uomo più ricercato della Gran Bretagna, il professore di fisica che ha trafficato tonnellate di hashish per milioni di dollari.
In un’autobiografia all’insegna di uno humour tutto britannico, l’esilarante storia di un turbolento studente di provincia che riesce ad approdare a Oxford e a laurearsi, per poi vivere fino in fondo la filosofia «sex, drugs and rock’n’roll» degli anni Sessanta, nella Londra capitale delle culture alternative.
Reclutato dai servizi segreti britannici, tiene contatti con IRA, la CIA, la mafia e le triadi asiatiche, senza che il suo fascino e i suoi ideali non violenti vengano meno. Catturato infine dalla DEA, dopo una caccia all’uomo in 14 paesi, viene estradato negli USA.
Da questa autobiografia (bestseller da dieci anni per le nostre Edizioni) è stato tratto l’omonimo film, regia di Bernard Rose, con Rhys Ifans, nel ruolo di Howard Marks, e Chloè Savigny, in quello della moglie Judy.

Howard Marks è nato a Kenfig Hill, nel Galles, il 13 agosto del 1945.
Insegnante di fisica a Oxford, abbandona la carriera accademica per dedicarsi al traffico di hashish.
Scontati sette anni nel durissimo penitenziario statunitense di Terre Haute, torna in Inghilterra e grazie al successo di Mr Nice (un milione di copie) è ricco e famoso.

L’Autobiografia di Babbo Natale – È Nato in Turchia, ha 1700 Anni, ha Sposato una Zingara. La Sua Bontà lo ha Reso Immortale

L’Autobiografia di Babbo Natale – È Nato in Turchia, ha 1700 Anni, ha Sposato una Zingara. La Sua Bontà lo ha Reso Immortale

Titolo originale: The Autobiography of Santa Claus. It’s Better to Give

Autore/i: Guinn Jeff

Editore: Edizioni Piemme

prima edizione, prefazione e introduzione dell’autore, illustrazioni di Dorit Rabinovitch, disegni di David Sims, traduzione di Susanna Bini.

pp. 288, nn. ill. in b/n n.t., Casale Monferrato (AL)

…Avete ragione a credere in me. Oh so che qualche volta è dura. Ci sono sempre persone impazienti di dirvi che Babbo Natale non esiste, che sono solo una storia inventata tanto tempo fa e tirata in ballo ad ogni Natale. Suppongo che dovrei essere arrabbiato, invece mi dispiace per loro. Vi siete mai accorti che sono sempre le persone infelici a mettere in dubbio ciò in cui credono le persone felici? Questa almeno è stata la mia considerazione, e ritengo di essere stato in giro abbastanza per saperlo…

Nicolao (vero nome di Babbo Natale) nacque in Medio Oriente, in un paese chiamato Licia, da genitori facoltosi che morirono quando egli era ancora giovane. Nicolao era generoso con tutti, divideva le sue ricchezze con i bisognosi. La sua unica certezza era: è meglio dare che ricevere. L’amore e la generosità fanno davvero miracoli: un giorno Nicolao si accorge che grazie alla sua irresistibile generosità ha smesso di invecchiare, riesce a viaggiare velocissimo e acquista progressivamente altre straordinarie capacità che gli permettono di distribuire doni e regali a tutti i bambini buoni del mondo. Nicolao, ormai conosciuto come Babbo Natale, diviene dunque immortale e nel corso dei secoli recluta una potente squadra di assistenti e aiutanti: da Attila a Re Artù, da san Francesco d’Assisi a Benjamin Franklin, oltre naturalmente a Laila , la sua simpatica moglie. Aiutato da tanti amici Babbo Natale diffonde in tutto il mondo il messaggio natalizio di bontà e amore con la tradizione meravigliosa e magica dei regali. Solo le guerre, le discordie, le liti, la cattiveria possono indebolire Babbo Natale e impedirgli di compiere la sua missione. Anche tu puoi saltare sulla slitta di Babbo Natale per un viaggio magico attraverso i secoli: per la prima volta in assoluto, Babbo Natale narra in prima persona la sua vita e la sua leggenda in un racconto che renderà ancora più stupenda la notte di Natale.

Jeff Guinn ha collaborato con Babbo Natale a scrivere la sua biografia. È giornalista, vive a Fort Worth, in Texas. Insegna giornalismo alla Texas Christian University e ha scritto diversi libri.

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Prefazione
Introduzione

  • Primissimi ricordi
  • Nicolao vescovo
  • Partenza
  • Perché il calendario cambiò
  • La magia ha inizio
  • Felix ed io
  • Dal legno ritroviamo la nostra fortuna
  • L’arrivo di Laila
  • In viaggio con Attila
  • Artù di Britannia
  • I secoli bui e il raggio di luce
  • Regaliamo giocattoli
  • L’uomo che cambiò il Natale
  • Polvere pirica, comignoli e calzini
  • A corte con Cristoforo Colombo
  • La leggenda di san Nicolao
  • Tempi duri nel Nuovo Mondo
  • Riunione in America
  • Diedrich Knickerbocker e “Notte Santa”
  • Le renne volano, e volo anch’io
  • Canto di Natale
  • Si, Virginia, Santa Claus esiste
  • Theodore Roosevelt e la nostra casa al Polo Nord
  • Buon Natale a tutti
  • La ricetta preferita di Babbo Natale

Ringraziamenti

Stanze e Sonetti della Morte

Stanze e Sonetti della Morte

Autore/i: De Sponde Jean

Editore: Giulio Einaudi Editore

testo inglese a fronte, traduzione di Alessandra Ginzburb, collezione di poesia 76.

pp. 76, Torino

Alla luce di questa impostazione, soprattutto le Stances appaiono come un disperato tentativo dell’Io di liberarsi del corpo. Ma il corpo è solo negato e non vinto; anzi, proprio in quanto negato intellettualmente finisce per essere riaffermato nel momento stesso della condanna.
L’attualità di Sponde ci pare risieda in quest’intima contraddizione, in questo ardore e rigore di fede calvinista, tradito dalla debolezza del corpo».

Jean De Sponde (1557-1595) umanista e poeta francese. Di famiglia protestante, abiurò per seguire le sorti di Enrico IV e ne ebbe la carica di luogotenente generale della Rochelle. L’esistenza dissipata e i debiti lo portarono presto a una miserevole morte nella più nera indigenza. Pubblicò edizioni di Omero, di Esiodo e della Logica di Aristotele. Le sue poesie suggestive ed eloquenti (26 sonetti d’amore e 12 sonetti sulla morte, oltre a stanze, canzoni e due raccolte di componimenti religiosi: Meditazioni sui salmi, Méditations sur les psaumes, e Poemi cristiani, Poèmes chrestiens, 1588), a lungo dimenticate dalla critica, occupano oggi un posto di rilievo nella poesia barocca francese.

Principi e Pratica della Radioestesia

Principi e Pratica della Radioestesia

Titolo originale: Principes et pratique de radiesthesie

Autore/i: Abate Mermet

Editore: Casa Editrice Astrolabio

prefazione dell’autore, traduzione italiana condotta sulla versione inglese accresciuta di Mark Clement (Principles and practice of radiesthesia) di Pietro Negri.

pp. 200, illustrazioni in bianco e nero, Roma

L’opera più autorevole sulla radioestesia, scritta da uno dei più notevoli radioestesisti d’Europa che studiò e sviluppò la naturale sensibilità dell’organismo alle radiazioni e ai campi di forza, applicando la propria scienza con riconosciuto successo alla scoperta di oro, acqua, malattie e persone scomparse, nonché alla soluzione di numerosi altri problemi.

La radioestesia può essere definita sensibilità alle radiazioni, alle quali tutti, senza eccezione, sono sensibili.
Mentre la rabdomanzia è limitata alla ricerca di acqua o di minerali nascosti per mezzo di una bacchetta da rabdomante o di pendolo, la radioestesia comprende l’intero settore delle radiazioni provenienti da qualsiasi fonte, viva o inerte che sia.
L’autore di questo libro ebbe la soddisfazione di essere acclamato durante la sua vita “Re dei rabdomanti”, non solo in Francia ma in tutto il continente europeo. Fu uno di quei rari profeti che ottennero il riconoscimento in patria. Ovunque andasse, lasciava un’impressione indimenticabile, non solo grazie agli stupefacenti risultati pratici da lui conseguiti, ma anche per la sua inesauribile buona volontà di aiutare coloro che avevano bisogno di cose come l’acqua o il carbone, nonché coloro che soffrivano per la scomparsa di parenti, che egli invariabilmente rintracciava. E tutto questo lo fece con una modestia che rasentava la santità. Fu davvero un prete che aveva trovato la sua vera vocazione.
Gente di ogni specie e condizione lo consultava da ogni parte del mondo, e nessuno ricorreva mai a lui inutilmente: quasi sempre l’Abate Mermet forniva la risposta finale e autentica, senza preoccuparsi di alcun compenso in denaro.

Alois Mermet, detto l’Abate Mermet, nacque nel 1886 in località Delières nei pressi di Annecy (Alta Savoia), da antica famiglia savoiarda. Fin dal 1900 fu parroco in diverse località della Svizzera francese, in particolare a Val-de-Ruz (1904-1916), dove costruì la chiesa e la canonica di Cernier.
Ha conseguito vasta fama come rabdomante e prospettore riportando successi notevoli a partire dal 1893, l’anno della grande siccità. Ha pubblicato Les sources et les sourcièrs e nel 1932 un libro intitolato Comment j’opère pour découvrir de près et à distance les corps cachés, eau, or, argent, cuivre, charbon, pétrole, gaz, ainsi que malaclies et disparus. Creatore della “diagnosi medica per mezzo del pendolo” e della “teleradioestesia” o prospezione a distanza, che egli applicava già verso il 1908-1910, sembra che abbia scoperto leggi fino a ora sconosciute.

San Pietroburgo – Da Pùškin a Bródskij, Storia di una Capitale Culturale

San Pietroburgo – Da Pùškin a Bródskij, Storia di una Capitale Culturale

La storia favolosa e drammatica della «capitale del nord» e degli artisti che la resero grande

Autore/i: Volkov Solomon

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

terza edizione, premessa dell’autore, traduzione di Bruno Osimo, titolo originale: St. Petersburg. A Cultural History.

pp. 556, numerose tavole in bianco e nero fuori testo, Milano

Fondata nel 1703 da Pietro il Grande, San Pietroburgo, la «Venezia del Nord», fu ritenuta per molto tempo la realizzazione del sogno folle di un autocrate.
«Finestra» russa sull’Occidente, per circa trecento anni questa magnifica città è riuscita a sopravvivere agli innumerevoli tentativi di distruzione compiuti dalla natura e dall’uomo: inondazioni, incendi, carestie, epidemie, e poi la guerra civile, il Grande Terrore staliniano, fino agli epici novecento giorni in cui fu cinta inutilmente d’assedio dall’esercito hitleriano. Diventata Pietrogrado, quindi Leningrado, in onore di vecchi e nuovi zar, è tornata a chiamarsi San Pietroburgo nel 1991, dopo il crollo di quel regime che aveva cercato con ogni mezzo di sfigurarne l’identità «cosmopolita» e di cancellarne la memoria. Eppure, nel corso del tempo, l’ex capitale imperiale ha sempre conservato – insieme ai monumenti, ai fastosi edifici, al felice e singolare connubio architettonico di barocco e neoclassicismo – la sua natura di città «schizofrenica», divisa tra Europa e Oriente, specchio delle contraddizioni della Russia moderna.
Considerata da Pùškin, Gógol’ e Dostoévskij il luogo spettrale in cui si consuma l’anonimo, talora tragico destino degli abitanti delle metropoli, oltre che il simbolo degli insanabili conflitti dell’impero russo, all’inizio del Novecento la «capitale del Nord», con il declino della monarchia e la fioritura delle attività intellettuali e artistiche diviene centro di sperimentazione e d’avanguardia, un immenso teatro che mette in scena la storia d’amore in versi di Blok e di Anna Achmàtova, le ardite coreografie di Djàgilev e i preziosi ceselli di Benuà, sulle note innovatrici di Prokóf’ev e Stravìnskij.
Attraverso i ritratti di Achmàtova e Bródskij, Chagall e Malévič, Nizìnskij e Balančìn, Glazunóv e Šostakóvič, e di molti altri artisti che l’abitarono e che l’autore ha conosciuto di persona, Solomón Vólkov, musicista e saggista, traccia in queste pagine la prima completa «biografia» culturale di una delle più belle, seducenti e raffinate città del mondo.

Solomón Vólkov (1944), musicista e saggista russo, è stato direttore artistico del Laboratorio sperimentale di Opera da Camera a Leningrado. Emigrato nel 1976 negli Stati Uniti, ha pubblicato Balanchine’s Tschaikovsky. Interviews with George Balanchine (1985), Yuri Lyubimov in America (1992), Conversations with Joseph Brodsky (1998). È inoltre il curatore di Testimonianza. Le memorie di Dmitrij Šostakóvič (Mondadori 1979) e From Russia to the West. The Musical Memoirs and Reminiscences Of Nathan Milstein (1990). Attualmente vive e lavora a New York.