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Quando l’Europa è Diventata Cristiana (312-394) – Costantino, la Conversione, l’Impero

Quando l’Europa è Diventata Cristiana (312-394) – Costantino, la Conversione, l’Impero

Titolo originale: Quand notre monde est devenu chrétien (312-394)

Autore/i: Veyne Paul

Editore: Garzanti Editore

traduzione dal francese di Emanuele Lana, collana: Collezione storica, in sovraccoperta: Battesimo di Costantino, Roma, SS. Quattro Coronati, Cappella di San Silvestro.

pp. 208, Milano

La conversione di Costantino al cristianesimo è uno degli avvenimenti decisivi della storia mondiale. Poco prima, nel 309 e nel 311, due feroci persecuzioni avevano provocato migliaia di vittime tra i seguaci del nuovo culto. All’epoca solo una piccola percentuale degli abitanti dell’immenso impero era di religione cristiana. Ottant’anni dopo il paganesimo sarebbe stato vietato, scomparendo per sempre dalla storia.
Paul Veyne, uno dei massimi studiosi dell’antichità, individua le ragioni di quella svolta epocale: le cause storiche, che affondano le radici nella situazione politica dell’impero romano; ma anche le motivazioni personali, radicate nella psicologia di un sovrano che si riteneva il salvatore dell’umanità e che fu dunque in grado di compiere un gesto di straordinaria audacia.
Quando l’Europa è diventata cristiana ricostruisce la cornice di quella rivoluzione politica, culturale e religiosa, e ne analizza le conseguenze. La cristianizzazione dell’impero seguì un cammino tortuoso, che portò finalmente alla sintesi tra due sistemi di valori, cambiando profondamente sia la romanità sia la Chiesa, che convertì milioni di persone senza fare martiri. Ma quel processo lasciò anche cicatrici profonde: l’antisemitismo cristiano iniziò proprio allora a sedimentare i suoi veleni. Senza dimenticare che quegli eventi così lontani nel tempo riverberano ancora nel dibattito politico, come conferma la discussione sulle radici cristiane dell’Europa. Veyne ci offre così una riflessione documentata e a tratti provocatoria sul rapporto tra ideologia e religione, tra monoteismo e psicologia, tra storia e politica.

«Ho scritto questo libro contro me stesso. Sono totalmente miscredente e fra tutte le religioni quella che sopporto meno è proprio il cristianesimo. Ma da storico ho dovuto sforzarmi di non prendere partito né pro né contro. La cosa più difficile è stato capire cosa si ha nel cuore e nell’animo quando si è cristiani.» (Paul Veyne)

«Paul Veyne è un grande irregolare della storiografia francese, di quelli che scrivono divinamente… Il suo è un libro magnifico che si legge come un romanzo.» Marina Valensise, (Il Foglio)

«È un ritemprante percorso spirituale, anticonformista, appassionante, che rende il lettore più intelligente.» (Le Vif/L’Express)

«Il libro di Paul Veyne non è soltanto un libro di storia erudito e solido, è anche una miniera di profonde riflessioni sulla nostra civiltà.» (Le Figaro Littéraire)

Paul Veyne (Aix-en-Provence, 1930), storico e archeologo, è considerato il massimo esperto dell’antica Roma. Membro della École française de Rome, fino al 1998 ha ricoperto la cattedra di Storia romana al Collège de France, di cui attualmente è professore onorario. Vive a Bédoin, nella Valchiusa. Tra le sue numerose opere, le più recenti sono: La società romana (Laterza, 2004); I greci hanno creduto ai loro miti? (Il Mulino, 2005); La vita privata nell’impero romano (Laterza, 2006) e L’impero greco-romano. Le radici del mondo globale (Rizzoli, 2007).

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