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Luisa Bàccara – La Musicista che Visse per d’Annunzio e gli Sacrificò Tutto, anche l’Onore

Luisa Bàccara – La Musicista che Visse per d’Annunzio e gli Sacrificò Tutto, anche l’Onore

Autore/i: Federici Antonella

Editore: Neri Pozza Editore

unica edizione, con un testo di d’Annunzio, in copertina: xilografia di Adolfo de Carolis.

pp. 136, 24 illustrazioni b/n f.t., Vicenza

Smikrà, l’aveva soprannominata lui. Piccolo lo chiamava lei. Erano nomi di quelli che si danno nel mezzo di un’intimità e di una tenerezza che poi, quando sono passate, non fa più piacere ricordare, che ci fanno sentire deboli, e stupidi.
Poi le cose cambiano, con quello strazio che comportano, con il silenzio che subentra su quel versante e le poche cose che diventano, orribilmente, l’esistenza di ogni giorno, quella che Gabriele ha rifiutato fino alla morte, quella che lei cercava disperatamente.
Lui era fuori dai canoni, non voleva accettare convenzioni. Non gli è mai importato che una donna fosse già moglie o madre, gli importava di vivere nella vita quelle sensazioni che, quasi sempre, all’interno della coppia, si perdono appena subentra l’abitudine.
Luisa era una donna disposta a vivere per un uomo solo; fu una compagna che a costo di qualunque umiliazione rimase dove «credeva» che fosse il suo posto.
Lo sdoppiamento Luisa-Smikrà interessava solo d’Annunzio. Luisa era la donna che restava a casa, Smikrà era la realizzazione dei sensi di lui.
Smikrà non è mai stata interessante per nessuno, tanto che l’hanno dimenticata; lo è stata per lui fintanto che così l’ha chiamata. Ritrova adesso il suo posto in un libro che parla delle abitudini di ogni giorno e dei fatti che seguitarono il loro tormento al di là dell’amore e dei nomignoli.
Il ricordo di Luisa Bàccara, con l’inedito carteggio qui riportato, consente uno sguardo privato su d’Annunzio. Dai telegrammi di lui emerge tutta quella dolcezza che non gli si volle mai riconoscere; dagli scritti di lei un’indomabile gelosia, la disperazione per la paura di perdere lo scopo della vita.
Perché ho scritto questa storia? Perché io sto spudoratamente, malgrado tutto e anche in questa occasione, dalla parte di lui. E siccome questo pezzetto di storia mancava, ho preferito scriverlo ricordando quello che d’Annunzio ha creato. Volevo si capissero le ragioni di lei, ma anche quelle di lui, perché la ragione non sta mai da una parte sola. Chi non sa più di storie d’amore troverà in sé solo un po’ di commozione per questa storia di Luisa Bàccara, e forse irritazione per quei nomignoli; chi ancora crede nell’amore… Non lo so.
(A.FED.)

Antonella Federici nata a Brescia il 1952 risiede a Treviso. Giornalista professionista dal 1980, è stata cronista di nera e giudiziaria per 15 anni. Attualmente lavora per il Gazzettino alla redazione Cultura e spettacoli. Cura la pagina dei libri e si occupa anche di cinema, teatro, lirica e televisione.

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