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La Saga dell’Alchimia

La Saga dell’Alchimia

Autore/i: Bangrazi Alfio

Editore: Edizioni Paracelso

pp. 64, nn. illustrazioni e foto a colori, Roma

Indice:

  • Il Tribolato
  • Il Drago
  • Acqua e Fuoco
  • L’Unus
  • Il Quadrilobato
  • La Mela
  • L’Ouroboros
  • La Falce di Luna
  • Il Cigno Trafitto
  • La Sirena
  • Il Salvadanaio
  • SPQR
  • La Semina
  • La Torre
  • Il Primo Quarto di Luna
  • Il Pazzo
  • La Stella Maris
  • L’Albero Divelto
  • Il Labirinto
  • La Scimmia
  • Il Comandamento
  • Il Logoro
  • Il Doppio Fuoco
  • I Tre Costituenti
  • Il Pesce Ermetico
  • I Serpenti Avvinghiati
  • Il Lapin

Aldilà Gioioso Risveglio

Aldilà Gioioso Risveglio

Esperienze dall’invisibile

Autore/i: Alvisi Gabriella

Editore: Editoriale Nuova

prefazione di Jean Prieur, introduzione dell’autrice.

pp. 288, Milano

Attraverso la «metafonia», Gabriella Alvisi ha stabilito un «ponte vivente» tra l’Aldilà e la nostra dimensione, captando sui suoi nastri le «voci dei viventi di ieri». Queste esperienze, condotte in anni di ricerche, testimoniano le ragioni della speranza: al termine del cammino terreno, ci attende un gioioso risveglio. L’Altrove metafisico non è un mondo separato, ma una presenza scientificamente dimostrabile, in grado di comunicare con noi. Le «voci trascendenti» in contatto con Gabriella Alvisi sono spiriti dolci, buoni, affettuosi. Parlano di luce e di amore, incidono canti, intessono un dialogo. Tra i suoi invisibili amici, oltre alla figlia Roberta, ci sono personaggi noti, come papa Luciani o Maurizio Arena, o sconosciuti, come l’«entità pope» e tanti, tanti altri. Tutto è documentato con uno studio attento, che si basa su prove rigorose e sull’uso di strumenti sofisticati. Questo libro costituisce un viaggio appassionante. Perché il mistero non è soltanto l’inconoscibile. È fascino.

Le ricerche che Gabriella Alvisi conduce da anni si propongono di dimostrare la certezza della sopravvivenza ultraterrena. Per questo, ha compiuto studi interdisciplinari, in campo religioso, etnologico, sociologico, psicologico e parapsicologico. E tra le massime autorità nel campo della metafonia. Autrice di libri di largo successo, Le voci dei viventi di ieri e Il libro della speranza, ha collaborato a riviste specializzate, ha tenuto conferenze – alcune delle quali date alle stampe – in numerose città d’Italia, in Messico e negli Stati Uniti; è tra i fondatori del Gsam, il «Gruppo sperimentale di audizione metafonica», che ha sede a Udine.
Le sue numerose apparizioni televisive hanno fatto di lei un vero e proprio «personaggio».

Gabriella Alvisi è da lunghi anni studiosa di metafonia.
La piuma d’oro riprodotta in copertina è un simbolico sostegno alla sua attività di ricerca: l’ha infatti ricevuta da un’entità-guida fisica del medium del «Cerchio 77» di Firenze.

Come Leggere Paperino

Come Leggere Paperino

Ideologia e politica nel mondo di Disney

Autore/i: Dorfman Ariel; Mattelart Armand

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

prima edizione italiana, commento al libro di Héctor Schmucler, traduzione dallo spagnolo di Gianni Guadalupi.

pp. 184, nn. illustrazioni b/n, Milano

L’idea borghese del lavoro intellettuale come non produttivo insiste da un lato nel mantenere la dicotomia consacrata dalla divisione sociale del lavoro, dall’altro nell’emarginarlo dai conflitti che scoppiano necessariamente nella produzione di beni materiali. Apparentemente ci sono territori dell’umano in cui la lotta di classe non esiste. Per esempio, negli attributi assegnati all’infanzia: purezza, ingenuità. Come leggere Paperino dimostra il contrario: nulla sfugge all’ideologia. Nulla, quindi, sfugge alla lotta di classe. Il libro tende a smascherare i meccanismi con cui l’ideologia borghese si riproduce attraverso i personaggi di Disney. L’analisi indaga sulla struttura dei fumetti, mostra l’universo di doppi significati in essi nascosti, che svolgono un ruolo fondamentale per la comprensione del messaggio. Paperino è la metafora del pensiero borghese che penetra insensibilmente nei bambini attraverso tutti i canali di formazione della struttura mentale. È la manifestazione simbolica di una cultura che incentra tutti i suoi significati sull’oro e lo rende innocente staccandolo dalla sua funzione sociale. Qui il denaro non appare come elemento di rapporto tra il capitalista e la società, passibile quindi di ingiustizie. L’ansia di denaro di Paperone è solo una perversione individuale. Sulla stessa linea, tutti i personaggi disneyani emergono come individualità psicologiche e non come prodotti di rapporti sociali. Accanto all’avaro esistono l’inventore, i cattivi, i buoni. Sono comportamenti astratti e non funzioni concrete di una realtà sociale.Siamo ormai lontani dall’aneddoto Disney: siamo nel campo della politica. Non per nulla la stampa mondiale si è largamente interessata a questo libro. “France Soir”, dedicandovi un articolo, lo ha intitolato a tutta pagina “Paperino contro Allende” e l’Associated Press, parlandone istericamente, ne ha citato questa frase: “Finché la sua figura sorridente passeggerà innocentemente per le strade del nostro paese, finché Paperino sarà potere e rappresentazione collettiva, l’imperialismo e la borghesia potranno dormire sonni tranquilli.”

Ariel Dorfman, critico letterario, e nato in Cile nel 1942. Si occupa particolarmente di letteratura per l’infanzia. Il suo ultimo libro s’intitola Imaginación y violencia en America.

Armand Mattelart, sociologo, è nato in Belgio nel 1936 e risiede in Cile dal 1962. Ha scritto molti libri sull’imperialismo culturale nei paesi sottosviluppati e sul mass media. La sua opera più recente è Comunicación masiva y revolución socialista. Entrambi sono professori all’Università del Cile.

Il Canto del Silbaco

Il Canto del Silbaco

Massacro in Amazzonia

Autore/i: Meunier Jacques; Savarin Anne-Marie

Editore: Arnaldo Bolla Editore

traduzione dal francese di Dino Bolla.

pp. 244, Torino

Sono soltanto più di un milione (alcuni di cono 400.000, altri 2.000.000) e cercano di sopravvivere alla men peggio. Cacciati come bestie selvagge dai conquistatori spagnoli e portoghesi, sfruttati dai grandi proprietari terrieri, dai baroni del caucciù o, più semplicemente, dai piccoli commercianti, la loro condanna sembra ormai scontata. […] Jacques Meunier e Anne-Marie Savarin si sono proposti di raccontare la storia tragica e tuttora in svolgimento di questo continente. […] Nonostante le condizioni di sopravvivenza divengano di giorno in giorno più precarie, questi primitivi rivelano un senso sociale e un equilibrio da far invidia ai nostri formicai urbani. […] Gli autori sono rigorosi: la loro vita merita rispetto quanto la nostra. Forse c’è ancora una piccola speranza di far capire al mondo, e specialmente ai governi dei paesi interessati, che bisogna riconoscere il diritto di vivere anche a coloro che vengon considerati «selvaggi». Non facendone delle scorie umane condannate alle baracche di periferia e alla mendicità, ma lasciandoli vivere liberamente al ritmo che è loro proprio.

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Introduzione

I. – UN NUOVO MONDO
Come si può essere indiani?

  • Il mito del buon selvaggio
  • La leggenda del Silbaco
  • Il mito del cattivo selvaggio

L’inferno verde della letteratura

  • Un grande giardino botanico
  • Piranha! Piranha!
  • Il boa e l’arcobaleno
  • Il curato: un’arma chimica
  • Come ridurre una testa
  • Noi, gringos

L’Amazzonia, da Orellana a Brasilia

  • Le grandi scoperte Bandeiras e bandeirantes
  • Le tribolazioni d’una signora
  • Morire in Amazzonia
  • I merciaiuoli
  • Città amazzoniche
  • Brasilia, «il sogno di cemento

I giorni del caucciù

  • La corsa al nuovo oro
  • Il «seringueiro»
  • Un capitalismo primitivo
  • I Baroni del caucciù
  • Le prime disillusioni
  • Ford in Amazzonia
  • La ferrovia Madeira-Mamoré
  • Piccolo diario della «Mad Mary»
  • Questa fu la triste epopea del caucciù

II – INDIANI
Le conquiste primitive

  • Uomini venuti dall’Asia
  • 18.000, 20.000 0 25.000 anni
  • Gli unici veri uomini
  • Le grandi famiglie
  • L’avventura indiana
  • Variazioni sul fuoco

La guerra le donne e la pace

  • Più vicini alla natura…
  • L’amore indiano
  • …e le donne calarono dal cielo…
  • La covata: uno psicodramma
  • Un capo per la pace
  • Quando la guerra è un rito
  • L’antropofagia
  • Il ruolo dello sciamano

Incivilirli a farne dei reietti?

  • I figli di Colombo
  • Tristi creoli
  • Indiani disindianizzati
  • I doni avvelenati
  • Penombra e quiete
  • Leggi per gli Indiani

L’Amazzonia del genocidio

  • L’albero che uccide
  • Storia di Rosario De Campos moglie d’un seringueiro boliviano
  • Uccidere un Indiano non è uccidere
  • Le malattie al servizio dei coloni
  • «Pionieri» contro «primitivi»
  • Cronaca del «Servizio Protezione Indiani» ovvero: storia d’una impotenza
  • Lo Statuto dell’Indiano
  • Salvate gli Indiani!

 

III. – IL CANTO DEL SILBACO
Brani di un diario di viaggio

  • Ayahuasca: l’L.S.D. della giungla
  • L’uomo nella laguna
  • Dalla droga alle ceneri
  • Il mito della testa tagliata
  • Un’altra storia di testa tagliata

La conquista oggi di Stefano Varese

La Politica dell’Esperienza e l’Uccello del Paradiso

La Politica dell’Esperienza e l’Uccello del Paradiso

Autore/i: Laing Ronald D.

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

prima edizione italiana, traduzione di Aldo Tagliaferri.

pp. 192, Milano

Questo è un libro difficilissimo da presentare, è un libro scritto da uno psichiatra, da un uomo politicamente impegnato, da un poeta, da un individuo angosciato e insieme tutt’altro che disposto a vivere nell’angoscia, è un libro scritto all’insegna di questa convinzione: Il Terribile è Già Accaduto.
Partendo dalla convinzione che Non Esiste un Uomo Normale, nel tentativo di fornire una risposta valida alle proprie numerose ed allarmanti domande, Laing, autore di un libro famoso, “The Divided Self”, analizza le “camicie di forza” che la società borghese impone all’individuo, la distruzione delle “potenzialità umane”, la costrizione, la privazione, la scissione e, in rapporto con tutte queste sempre più stringenti aberrazioni sociali, il luogo della “pazzia”, della droga, dell’impulso alla libertà… “Schizofrenico”, egli dice, “potrebbe essere semplicemente colui che non è riuscito a sopprimere i suoi istinti normali per conformarsi ad una società normale…”

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Introduzione

La politica dell’esperienza

  1. L’esperienza e le persone
  2. L’esperienza psicoterapeutica
  3. La mistificazione dell’esperienza
  4. Noi e loro
  5. L’esperienza schizofrenica
  6. L’esperienza trascendentale
  7. Un viaggio di dieci giorni

L’uccello del paradiso

I Mistici dell’Islam – Antologia del Sufismo

I Mistici dell’Islam – Antologia del Sufismo

Autore/i: Autori vari

Editore: Ugo Guanda Editore

cura e introduzione di Eva De Vitray-Meyerovich.

pp. 392, Parma

« Il sufi è colui che nei due mondi non vede altro che Allah », dice Abu Bakr Shibli di Bagdad; « L’uomo di Dio è un oceano senza limiti, e senza nubi fa piovere perle, … possiede cento lune e firmamenti », gli fa eco Rumi, il grande poeta persiano, uno dei geni più eccelsi della spiritualità universale: è a loro, ai sufi, che dobbiamo chiedere l’essenza della mistica islamica, l’appassionato insegnamento di un’esperienza spirituale abbagliante, ai limiti dell’ineffabile. E sono i sufi che si rivolgono a noi, in immagini vertiginose, nella ricca scelta dei loro testi curata da Eva de Vitray-Meyerovitch. La studiosa, una delle massime autorità mondiali nel campo dell’islamistica, ha raccolto secondo alcuni temi portanti una materia di straordinaria ricchezza, che come un prisma dalle mille facce rimanda infiniti, luminosissimi raggi. Accanto alle opere dei Maestri (Ibn al-’Arabi, Ghazali, Jami, Nizami e numerosi altri), il lettore potrà scoprire un antico patrimonio di leggende e poemi, frutto prezioso della saggezza dei popoli. Scandite nelle lingue più svariate (dall’arabo al persiano al serbo-croato) e sparse in un vasto arco temporale (dall’ottavo al ventesimo secolo), queste parole ispirate ci rivelano, oltre la complessità, un potente orientamento unitario, riflesso, del resto, di quell’unicità divina che dell’islamismo costituisce il fondamento primo. Tracciata sulla stretta osservanza del Corano e delle pratiche rituali, ma solcata da una vena di forte esoterismo, la « Via » del sufi è il lungo cammino dell’anima umana verso la perfezione spirituale: dal noviziato in una confraternita all’iniziazione, fino alle tappe graduali dell’unione a Dio. La ricchezza di pensiero è varietà di forme letterarie; i testi sufici si articolano in parole argute, in dissertazioni incalzanti e in versi sublimi, che rappresentano il vertice della poesia araba e persiana, e in cui il misticismo si esprime nel linguaggio sensuale della lirica amorosa. Apprezzare e capire queste creazioni significa intendere le ragioni più intime di un’intera civiltà.

Eva de Vitray-Meyerovitch ha dedicato suffisso e alla civiltà islamica un’intensa attività di ricerca. Oltre che di importanti saggi critici, è autrice di numerose traduzioni in francese: Le live du Dedans e le Des mystiques, da Rûmî; Maître et discolpe da Sultân Walad. Di Iqbal, infine, ha tradotto Ricostruire la pensée religiose de l’Islam, Le live de Rternité, Le message de l’Orient e La métaphysique en Perse. In italiano è stato finora tradotto il suo saggio La Mecca e Medina. Le città del profeta (Mondadori Milano, 1981).

La Cabalà e i Quattro Mondi della Guarigione

La Cabalà e i Quattro Mondi della Guarigione

Autore/i: Abravanel Daniela

Editore: Mamash Edizioni Ebraiche

prima edizione, note dell’autore, presentazione di Rav Prof. Giuseppe Laras, prefazione di Rav Roberto della Rocca, introduzione ed epilogo dell’autrice.

pp. 256, nn. illustrazioni a colori, Milano

Il medico cura, non solo facendo riferimento alla medicina ma, ulteriormente, comprendendo l’importanza di liberare il paziente dalle forze spirituali e psicologiche che causano la malattia (Maimonide).
“Esiste una tradizione terapeutica ebraica che pochi conoscono ma che è assolutamente moderna e universale. E se è vero che ciascuno di noi ha un lavoro da portare a termine, beh allora il mio forse è quello di fare conoscere a tutti e divulgare questa tradizione di studio e di guarigione fisica e spirituale. Perché, come diceva il grande filosofo ebreo livornese Elia Benamozegh, «l’ebraismo non è solo una religione, una politica, una letteratura, una legislazione ma è una scienza, una cura del corpo e dello spirito, è prevenzione e conoscenza delle malattie»”. (Daniela Abravanel)

“(Pag. 33) Nella concezione ebraica, il corpo non è la “prigione” dello spirito ma la sua merkavà, il “cocchio” meraviglioso grazie al quale l’anima fa la sua esperienza del mondo. Attraverso i sensi del corpo, l’uomo può arrivare a odorare, gioire, gustare, sentire, amare la creazione nella consapevolezza che tutto è Dio e che Dio è tutto. È con la voce che può intonare meravigliose lodi al Signore; sono le gambe che esplorano i movimenti della libertà e della danza sacra; sono le mani a permettergli di operare il bene, di abbracciare i propri cari e scrivere opere di sapienza.
D’altro canto il corpo è, per la tradizione ebraica, anche lo specchio di tutte le contraddizioni dell’anima, degli squilibri affettivi, relazionali e spirituali dell’uomo. Nel corpo si inscrive il dialogo tra uomo e Dio, come suggerito dal versetto di Giobbe: “Dalla mia carne avrò una visione di Dio”. Addirittura, re David afferma nei Salmi: “Il tuo insegnamento è nelle mie viscere”, alludendo ai richiami e ai segnali divini che si riflettono immancabilmente sul corpo dell’essere umano, soprattutto se egli è sensibile e spiritualmente evoluto.
La dialettica tra Luce e Contenitore (ad esempio, tra anima e corpo) è un concetto basilare della Cabalà e descrive il rapporto di interdipendenza tra la solidità e la capienza del Contenitore e la quantità di Luce che esso può efficacemente contenere.
A partire da questo rapporto dialettico, l’ebraismo attribuisce un’attenzione particolare ai bisogni del corpo, il Contenitore della Luce divina per eccellenza, come testimonia l’uso dell’avverbio “molto” (meòd) con il quale la Bibbia sottolinea l’importanza di prendersi cura della propria salute, nel precetto: “Vi prenderete molta cura del vostro corpo”. Per secoli, i maestri dell’ebraismo hanno compilato trattati e composto normative con lo scopo di guidare gli ebrei nell’adempiere il comandamento “vi prenderete molta cura della vostra nèfesh”, termine non a caso usato dalla tradizione ebraica per alludere sia al corpo che all’anima.[…]”

“(Pag. 85) Se il primo livello di guarigione è associato alla Terra e al nutrimento fisico, il secondo dipende dal nutrimento affettivo ed è associato all’elemento Acqua. L’Acqua, con la sua capacità di adattarsi alla forma dei suoi contenitori, è il modello che dovremmo prendere ad esempio in questo processo di trasformazione e di miglior gestione del nostro mondo affettivo. In questo capitolo tratteremo dunque del vissuto emotivo, delle nostre “acque interiori”, al fine di risanare le nostre relazioni e, con esse, la nostra vita e la nostra salute. Per farlo, ci faremo ispirare dall’archetipo dell’Acqua che, come scrive Paolo Consigli, è “sempre pronta a cambiare, a adattarsi, a creare, a trasformarsi […] Racchiude al suo interno il segreto dell’intelligenza, che è la capacità di avere un comportamento flessibile e innovativo”.
Il quinto comandamento del decalogo, Onora tuo padre e tua madre affinché si prolunghino i tuoi giorni sulla terra, manifesta chiaramente l’importanza di instaurare rapporti affettivi positivi per poter aspirare ad avere una vita sana e longeva. L’ignoranza di tale precetto, da parte di una società nella quale spesso gli anziani genitori non solo non sono rispettati ma vengono abbandonati o affidati agli ospizi, è forse una delle cause della mancanza di ‘salute’ della civiltà occidentale.
La tradizione orale contiene migliaia di pagine riguardanti le strategie per assolvere questo difficilissimo precetto senza venir meno all’osservanza dell’altro fondamentale comandamento: “l’uomo quindi lascerà suo padre e sua madre; si unirà a sua moglie e diventeranno un’unica creatura”. Il versetto biblico che mette in relazione la salute con un corretto rapporto relazionale con l’ambiente che ci circonda (l’onorare i genitori affinché si prolunghino i nostri giorni sulla terra), è solo il più noto di una serie di consigli della tradizione ebraica volti a farci instaurare vincoli di rispetto e di cooperazione finalizzati al mantenimento dell’armonia e della salute.[…]”

“(Pag. 121) Il terzo livello di guarigione, associato al Mondo mentale, è connesso al superamento, sia nell’ambito personale che in quello sociale, di tutte le credenze, illusioni, razionalizzazioni e giustificazioni che ci proteggono dal cambiamento. Il Mondo delle Idee, secondo la Cabalà, è infatti un mondo tutt’altro che astratto: esso è chiamato Olàm ha brià, che letteralmente significa Mondo della Creazione.
L’affermazione del Baal Shem Tov “pensa bene e sarà bene” trova oggi riscontri nei risultati delle ricerche della fisica e della psicologia energetica che hanno convalidato la teoria del “pensiero che crea”.
Il ruolo della consapevolezza del malato nel processo di guarigione fu sottolineato anche da Maimonide il quale sosteneva la decisiva importanza della scelta, da parte del paziente, dei pensieri che lo avrebbero portato ad “allearsi con il medico oppure con la malattia”. Questa espressione è associabile, nel lessico corrente, a quel rischioso fenomeno di “identificazione con la diagnosi”. Per questo, alcuni medici (ancora troppo pochi) riflettono a lungo prima di comunicare diagnosi e prognosi che, pur dovendo essere rese note ai familiari, in certi casi dovrebbero restare “riservate” (per quei pazienti particolarmente vulnerabili alla suggestione). La maggioranza dei medici, purtroppo, non sempre ha una sufficiente conoscenza del mondo psichico dei propri pazienti e spesso corre il rischio di trasformare la diagnosi in una sentenza ineluttabile.
Maimonide aveva compreso il ruolo fondamentale del pensiero e del mantenimento di stati di coscienza sereni nel processo di guarigione: “Il medico dovrebbe pensare che ogni malato ha un cuore oppresso e quindi dovrebbe allontanare da lui i moti dell’anima che conducono all’ansietà […] non dovrebbe dare la precedenza a nulla prima di aver migliorato lo stato della psiche rimovendo tutti i movimenti estremi dell’anima […]. Si dovrebbe rafforzare l’energia vitale con strumenti musicali raccontando al paziente storie allegre che dilatino il suo cuore e lo facciano sorridere insieme ai suoi amici. […] Il medico non dovrebbe pretendere che la sua arte medica e la sua conoscenza possano mettere da parte i moti dell’anima”.[…]”

Daniela Abravanel, è laureata in Lettere e Filosofia e in Counseling and Family Therapy.
Ha viaggiato a lungo alla ricerca di soluzioni e interrogativi.
Incontra nello Yucatan (Messico) un curando maya ultra centenario di cui diviene allieva, sua prima guida spirituale.
Torna a studiare in Europa, sotto la guida del rabbino Habad, per poi trasferirsi in terra d’Israele e approfondire lo studio della Cabala alla ricerca delle proprie radici.
Da Don Izhak Abravanel e Rabbi Shimon Labi viene aiutata a vivere con pienezza l’ebraismo e grazie ai quali viene accolta nelle accademie religiose più prestigiose.
Rav Leon Ashkenazi, Rav Shmuel Eliahu, Rav Adin Steinsaltz, Rav Tidhar Elon, Rav Izhak Ginzburg, l’accolgono poi come discepola.
Nel suo successivo insegnamento attraverso corsi e seminari, Daniela Abravanel aiuta a realizzare un percorso nel magico mondo della mistica ebraica rendendo più accessibili i profondi insegnamenti della tradizione biblica, tanto in campo teoretico che in quello sperimentale.
Di questa antica ma sempre attualissima sapienza, prende in esame la profonda visione del mondo e le tecniche per il raggiungimento del benessere fisico e spirituale.
I suoi corsi sono finalizzati a rendere accessibili le conoscenze dell’ebraismo per una più facile e migliore interpretazione del testo biblico. Tratta di Cabalà e meditazione, strategie di guarigione, preghiera, canto, lettura dei salmi in lingua originale e movimenti di danza ispirati alle posizioni di preghiera dei profeti, studio e pratica dell’alfabeto e della calligrafia ebraica.
Durante i suoi seminari offre inoltre la possibilità di sperimentare la ricchezza spirituale dello shabat: l’esperienza del cibo che cura anima e corpo, la profondità del riposo e della meditazione, la gioia del canto e della danza.
Daniela Abravanel è anche attiva nella promozione del dialogo tra ebraismo e cristianesimo, si impegna a recuperare il filo conduttore capace di riavvicinare in maniera autentica le due tradizioni.

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Note dell’editore
Presentazione di Rav prof. Giuseppe Laras
Presentazione di Rav Roberto Della Rocca
Introduzione

I livello: ELEMENTO TERRA
Consigli pratici per il ripristino del benessere fisico
Alimentazione Il digiuno
Il mantenimento di un ritmo equilibrato tra sonno e veglia, riposo e lavoro
Movimento ed esercizio fisico
Respirazione e ossigenazione
I piedi nella guarigione
La casa: rifugio dell’anima e del corpo
Elevazione e sacralizzazione della sessualità
Trasformare il piacere fisico in beatitudine
Cibo e beatitudine

II livello: ELEMENTO ACQUA
Il ruolo delle relazioni nella salute
Il token ha midòt, la riparazione delle emozioni
La carità, antidoto alla malattia
La saggezza del cuore
Vivere con il Cuore
L’Esodo dall’Egitto: dall’energia del Fegato a quella del Cuore
Il ruolo della donna nella Redenzione
Sessualità, maternità e bagno rituale
L’anima gemella
La cerimonia del Bar Mitzvà
L’iniziazione di una giovane ebrea
La luna e il femminile. Rosh Hòdesh[…]
L’Esilio e la redenzione della Shehinà

III livello: ELEMENTO ARIA
Guarigione come completezza
Condizionamenti delle incarnazioni passate
La guarigione come capacità di reinterpretare gli eventi
Il sistema terapeutico del Baal Shem Tov
La riparazione delle emozioni: trasformare i nemici in amici
I due livelli di evoluzione
La guarigione dell’umanità. Il distacco Dall’ideologia dominante
I Sette Precetti dei Figli di Noè

IV: ELEMENTO FUOCO:
Il fuoco sacro della preghiera
Il corpo nella preghiera
La danza sacra
Ricerca della trascendenza
La trascendenza attraverso la musica
La musica dei figli dei fiori
L’espanzione della consapevolezza tramite l’uso sacro delle sostanze inebrianti
Il tempio di Gerusalemme e il Katòret
Sogni e guarigione
Liberazione da entità negative responsabili della malattia
Meditazione e contemplazione della natura
Shabàt e la sacralità del tempo
Il riposo di Dio
Il fuoco alchilico

Epilogo
Biografia
Bibliografia
Glossario

La Saga di Gilgamesh

La Saga di Gilgamesh

Autore/i: Pettinato Giovanni

Editore: Rusconi

seconda edizione, con la collaborazione di Silvia Maria Chiodi e Giuseppe Del Monte, premessa e introduzione dell’autore.

pp. 432, Milano

Gilgamesh è il più antico poema epico-eroico che si  conosca, anteriore ai poemi indiani e ai poemi omerici, con i quali regge il confronto per forza espressiva e intensità tematica, o addirittura li supera per la “modernità” con cui esplora i perenni interrogativi sul sul significato della Vita e sul perché della morte. Questo libro è una novità assoluta per il lettore italiano, poiché per la prima volta l’Epopea di Gilgamesh è tradotta integralmente dall’originale cuneiforme; è una novità  internazionale poiché per la prima volta l’intero ciclo, o Saga, di Gilgamesh – dalle redazioni antichissime in sumerico (2.000 C.) a quelle babilonesi (500 a.C.) – viene riunito a confronto in un unico volume.
Un’edizione esemplare per rigore scientifico e per chiarezza, che esalta la rigorosa drammaticità delle avventure del mitico re numerico, alla quale hanno collaborato la dott.ssa Silvia Maria Chiodi, che ha redatto il terzo capitolo dell’Introduzione e l’Indice dei nomi, e il Prof. Giuseppe Del Monte, docente di Storia orientale antica all’Università di Pisa, che ha tradotto l’Epopea ittita.

Giovanni Pettinato, nato a Troina (Enna) nel 1934, è docente di Assirologia all’Università La Sapienza di Roma e di Eblaitologia all’Università di Heidelberg. Con Rusconi Libri ha pubblicato Semiramide (1985), Ebla. Nuovi orizzonti della Storia (1986), Babilonia (1988) e I Sumeri (1992).

Storia dell’Harem

Storia dell’Harem

Autore/i: Mandel Gabriele

Editore: Rusconi

prima edizione, premessa dell’autore, in sovracoperta: «miniatura tratta dall’album di Ahmed I» 1603-1617 Istàmbul, Topkapë Sarayë Muzesi.

pp. 252, nn. fotografie e 1 cartina b/n f.t., cartine b/n, Milano

Fra tutti gli Harem della Storia – in Cina, a Bisanzio, fra i Sasanidi – quello musulmano di Istànbul fu certamente il più importante, e sicuramente il più noto. Modello di vita d’arte e di potere, cuore del vasto Impero ottomano e luogo in cui si legarono e si sciolsero le sorti storiche dell’Asia, dell’Africa… e dell’Europa fra XV e XVIII secolo, gli Orientalisti ne descrissero il fascino, i Simbolisti ne fantasticarono i piaceri, i politicanti europei ne esecrarono gli intrighi.
L’Harem di Istànbul trova qui finalmente il suo vero volto storico, la sorprendente realtà d’un imperio delle «Regine madri» che fece tremare la Cristianità e impose le proprie ragioni perfino nell’Islàm stesso.

Harem, ed è subito sogno d’un oriente fascinoso e sensuale, denso di misteri e di tragedie. Lungo il corso dei secoli l’Europa ha favoleggiato degli harem musulmani, primo fra tutti, ed esempio supremo di tutti, quello di Istànbul, il più noto ed il più importante. Centro del potere del vasto Impero turco, qui vennero recitati i drammi della storia da personaggi – le «Regine madri» – la cui volontà fu spesso legge per tre continenti (Asia, Africa, Europa), e i cui capricci a volte costarono loro la vita, ai loro figli la prigione, all’Impero ottomano la catastrofe.
Signori assoluti di questo vasto impero, i sultani (a cominciare da Osman I, fondatore della dinastia ottomana) non di rado sposarono donne straniere non musulmane, sino a che Maometto II il Conquistatore troncò la pratica dei matrimoni e istituì l’harem imperiale popolato di schiave di varie nazionalità, fra le quali il sultano sceglieva le proprie donne e le favorite. In tale popolazione femminile emerse la validè, la madre del successore del sultano che l’aveva preferita. Oltre che gestire tutti i movimenti dell’harem, essa assumeva la reggenza quando suo figlio succedeva al trono ancora bambino sicché, fino a quando egli non compiva i dodici anni, la validè era pressoché arbitra del governo dell’Impero. Nell’harem vivevano pure tutti i figli che il sultano aveva dalle sue donne; qui essi potevano essere confinati, praticamente prigionieri, nel kafes, la «gabbia» dorata che doveva renderli innocui nei confronti del fratello o del fratellastro regnante.
L’harem, «luogo proibito, sacro, inviolabile », fu una realtà non spiegabile in se stessa al di fuori di una lunga successione ed evoluzione di eventi che sostanziarono la storia dei Turchi Ottomani, e neppure al di fuori della tradizione islamica della casa e della famiglia. Luogo di lusso e di agi, talvolta anche di dissolutezze, sicuramente, mai però da giustificare le fantasiose invenzioni di antichi viaggiatori e di nostri cineasti. Ma soprattutto centro di potere – di suggerimento, di persuasione -, di educazione al potere e anche di clamorosi scontri in talune occasioni di successione al trono.
Di tutta questa complessa realtà Gabriele Mandel è esperto interprete in questo libro che, fra l’altro, offre un’ esclusiva, una vera gemma: l’elenco completo delle validè, delle donne e dei figli dei sultani ottomani.

Gabriele Mandel, ha ricevuto la laurea Honoris Causa in Scienze islamiche dall’Università Statale di Konya (Turchia). Direttore dell’Istituto di Storia d’Arre all’Università IULM di Milano, docente di Psicologia alla SSIT di Milano, già direttore della Facoltà di Psicologia dell’Università europea UET di Bruxelles e docente al Politecnico di Torino. Artista versatile, l’European Who’s Who lo cita come «il più importante ceramista islamico contemporaneo». Espositore alla Biennale di Venezia, ha tenuto mostre personali al Museo de Arte di San Paolo del Brasile, al Museo Dolmabahçe di Istànbul, al Museo nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano, al Museo della Ceramica di Lodi, ai Musei d’Arte moderna di Konya, Ankara, Nuova Delhi, Tokyo, eccetera. Autore di numerosissimi volumi, questo è il secondo pubblicato da Rusconi Libri, dopo Il Corano senza segreti (1991).

I Ching – 64 Carte degli Esagrammi e 8 Carte dei Trigrammi

I Ching – 64 Carte degli Esagrammi e 8 Carte dei Trigrammi

Una guida pratica all’interpretazione dell’antico oracolo cinese

Autore/i: Gill Richard; Clark Anthony

Editore: Armenia Editore

introduzione degli autori, traduzione di Cristina Paris.

pp. 160, nn. illustrazioni b/n + 72 carte a colori, Milano

Moderna e accurata interpretazione dell’antico I Ching, l’autorevole testo della tradizione cinese utilizzato come oracolo da oltre tre millenni, questo volume è stato concepito per risolvere i luoghi oscuri e incerti del libro sacro e rendere la lettura divinatoria semplice ma, al contempo, ricca e approfondita. Mentre le precedenti versioni dell’I Ching risultano ai più incomprensibili per la loro complessità e il continuo ricorso a immagini e metafore tipiche della cultura cinese, estranee al lettore occidentale, questa edizione illustra i significati dei Trigrammi (le immagini emblematiche della natura) e delle 64 carte che rappresentano gli Esagrammi (le varie combinazioni dei simboli fondamentali) in modo sistematico e organico, con un linguaggio piano e accessibile anche alla moderna sensibilità occidentale. Molto più che uno strumento per conoscere il futuro, l’I Ching, in questa preziosa combinazione di carte e manuale, si rivelerà un consigliere saggio e insostituibile, un amico sincero e fidato cui ricorrere quando, posti dinanzi a una scelta, ci sentiamo confusi e smarriti.

Shardana – I Popoli del Mare

Shardana – I Popoli del Mare

Autore/i: Melis Leonardo

Editore: PTM Editrice

premessa dell’autore.

pp. 192, nn. fotografie e illustrazioni b/n, Mogoro

Leonardo Melis, nato a Setzu, il più piccolo Comune della provincia di Cagliari, uno dei paesi più antichi della Sardegna (Setzu = Se Etzu = l’Antico) ai piedi della Jara.
Ideatore del romanzo “Shardana”, scritto dall’amico Vittorio Melis. Da sempre appassionato di storia antica e, naturalmente, di storia della Sardegna. Promotore, negli anni ottanta, della Legge sulla Bandiera Sarda, presentata in Consiglio Regionale dall’amico Salvatore Bonesu. Ha dedicato trent’anni alla ricerca sui Shardana  e i Popoli del Mare, viaggiando continuamente dalla Sardegna all’Egitto, alla Francia, la Corsica, l’Italia, la Spagna, l’Inghilterra… sulla traccia lasciata dalla Tribù Perduta di Dan. Raccogliendo documenti, nomi, tradizioni, usi e costumi inerenti una Cultura comune, che riporta regolarmente ai mitici Sher-dan, i Principi di Dan!

Abbiamo scelto il personaggio che, a parer nostro, più simboleggia la misteriosa figura dell’eroe eponimo dei Sardi: Sandan (Sardan, Antas, Sharden, Shardana, Sradus, Sardo). Il bronzetto, la cui copia originale conservata nel Museo Archeologico di Cagliari, fu rinvenuto nel Santuario federale di Abini (SS).

Akenaton, un faraone particolare una delegazione di Shardana in Egitto. I Testi Egizi (gli scritti di Wilbour, il papiro di Harris, il papiro di Salire III, il poema di Pentaur…), i bassorilievi di Luxor, Karnak e Medineth Abu e i bronzetti sardi testimonianza dell’amicizia di Ramses II con i guerrieri Shardana… La Mitologia Greca (i Tespiadi o Eraclidi condotti da Jolao in Sardegna), i poemi di Omero, le notizie degli antichi cronisti (Erodoto, Tito Livio, Pausania, Diodoro Siculo, Plutarco, Festo, Strabone ecc.)… L’Arca e il Tempio di Salomone opera della “Gente di Dan” (Sher-Dan). La localizzazione delle Terre del Nord da parte dei Tratta de Danan, antiche raffigurazioni in bronzo di guerrieri e fantastiche navi oceaniche. Nuraghes sardi come le piramidi di Giza. La scoperta del Favoloso Continente Tirrenide, contemporaneo di Atlantide L’Esodo di un popolo guidato da un principe egizio e scordato da mercenari Shardana e Tjeker, la vita di questo principe raccontata da Sigmund Freud, la Tribù perduta di Dan. Il coinvolgimento dei Shardana (con i Tjekker, i Likku e altri popoli  del Mare) nella Guerra di Troia. Tutto è diventato un immenso mosaico raffigurante uno scenario sorprendente, che ribalta la concezione avuta finora della Storia, con dei protagonisti già antichi per gli Antichi: I Popoli del Mare, dominatori incontrastati del Mondo Antico per un intero millennio.

L’Alfabeto Arabo

L’Alfabeto Arabo

Stili, varianti, adattamenti calligrafici

Autore/i: Mandel Khân Gabriele

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione dell’autore.

pp. 180, nn. illustrazioni a colori e b/n, Milano

Il fascino del mondo islamico attraverso la scrittura: l’alfabeto, i segni, le applicazioni calligrafiche dall’antichità ai nostri giorni forniscono un panorama ampio ed esauriente di una cultura e di una civiltà.

«Leggi, nel nome del Signore che ha creato l’essere umano da un grumo di sangue. Leggi!, perché il Signore, il Nobilissimo, ha insegnato con il calamo». Così recita il primo versetto del Corano, esaltando insieme il calamo, penna di canna con cui si scrive l’alfabeto arabo, e la lettura, che è fonte di ogni sapere e di ogni cammino evolutivo, scientifico o spirituale.
Da qui una cultura del libro che fu tra le più impegnate, e un amore per la scrittura che fece della calligrafia islamica un’arte nobilissima, superiore quasi alla stessa pittura; arte che può essere apprezzata appieno se la si intende piuttosto come una musica, e che come la Musica ha le sue regole di composizione, di ritmo, di armonia e contrappunto per il godimento dell’occhio esercitato del fruitore e per la sua passione estetica.
Questo libro ci guida alla scoperta di un alfabeto che coincide quindi con un mondo nel quale la scrittura risulta intimamente legata all’identità di Dio e ai doni che Dio ha elargito alle sue creature terrene. La vitalità della scrittura araba lungo il corso dei secoli ne è testimonianza completa.

Vicario generale per l’Italia della Confraternita dei Sufi Jerrahi-Halveti, Gabriele Mandel si occupa da anni dell’arte e della cultura dell’Islam. Ha ricevuto la laurea Honoris Causa in Scienze islamiche dall’Università statale di Konya (Turchia) ed è membro dell’Accademia islamica di Cambridge.
Sui temi della storia e della cultura islamica ha scritto e pubblicato importanti opere, tra le quali Il Corano senza segreti; I novantanove Nomi di Dio nel Corano; Storia del Sufismo; Maometto, breviario; Storia dell’Harem; La saggezza dei Sufi; Le parabole del Corano. All’attività teorica ha affiancato quella figurativa come incisore, calligrafo e ceramista.
L’European Who’s Who 1988 lo cita come “il più importante ceramista islamico contemporaneo“.

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Introduzione

  • L’uso del calamo
  • Le lettere dell’alfabeto
  • Le lettere suppletive
  • Stili, varianti, adattamenti calligrafici
  • Glossario essenziale
  • Bibliografia essenziale

Indice tematico

Yoga per i Cristiani

Yoga per i Cristiani

Autore/i: Déchanet Jean-Marie

Editore: Edizioni San Paolo

prefazione dell’autore, traduzione dalla terza edizione francese di Piera Belletti Zagni.

pp. 232, nn. ill. b/n, Cinisello Balsamo (Milano)

L’Autore del presente libro – un monaco benedettino – intende mettere al servizio della vita cristiana alcune tecniche yoga che possono avere un ruolo positivo nel togliere certi ostacoli all’azione del soprannaturale. Non si tratta perciò di accettare una filosofia immanentistica, ma non bisogna nemmeno pensare che gli esercizi proposti si riducano al tentativo di instaurare un nuovo tipo di ginnastica. Gli sport sono orientati verso l’azione esteriore, ma in occidente non possediamo un metodo che faccia del corpo un buono strumento di vita contemplativa. Questo è lo scopo di padre Déchanet. «Ci permettiamo di insistere – scrive P. Régamey in Vie Spirituelle – nel consigliare a chiunque diriga dei giovani di prendere in seria considerazione l’apporto di questo monaco… Le pratiche indicate sono efficaci nei confronti di una quantità di difetti contro cui oggi si è normalmente impotenti… Adolescenti, giovani, uomini e donne, che si alleneranno secondo questo metodo, non avranno problemi di salute generale, sentiranno aumentare la loro capacità lavorativa, addolcirsi e fortificarsi il loro carattere, diminuire le necessità di sonno; la castità sarà loro più agevole e più lucida la vita di preghiera, più dominata, più lieta… Ben di rado un servizio così efficace e di maggiore importanza è stato reso – per quanto riguarda il corpo – a coloro che vivono secondo lo spirito…».

Riflesso Terapie

Riflesso Terapie

L’interpretazione unitaria di terapie orientali e occidentali

Autore/i: Gleditsch Jochen M.

Editore: Red Edizioni

consulenza scientifica per la traduzione italiana del dottor Franco Caspani e del dottor Paolo Cataldi, traduzione di Donatella Besana dall’originale tedesco.

pp. 224, nn. illustrazioni a colori e b/n, Como

La moderna neurofisiologia conosce da tempo, e ha studiato, quel “misterioso” fenomeno per cui un intervento (pressione, puntura, calore, stimolo elettrico…) su una zona particolare del corpo provoca effetti su altre zone che con essa non hanno evidenti rapporti anatomici.
È in questo modo che la riflessologia, cioè lo studio delle zone riflessotene (o riflesse), si è emancipato da quelle interpretazioni pregiudiziali che la volevano oggetto di una forma di pensiero magico, primitivo, o frutto della suggestione psichica.
Facendo propria la massima di Paracelso secondo cui «ciò che non è a portata di mano è da cercare e raccogliere», l’autore di questo libro si è posto l’obiettivo di mettere in luce i tratti comuni di natura riflessologica che legano discipline mediche apparentemente lontanissime tra loro, nello spazio come nel tempo. Egli è partito dall’analisi dei sistemi dell’agopuntura cinese e delle somatotopie (cioè le proiezioni dell’anatomia umana su specifiche zone del corpo) per individuare sorprendenti e feconde analogie con le diverse teorie della medicina occidentale. Ha cioè posto a confronto i quadri funzionali dell’agopuntura cinese, le entità di Paracelso, le somatotopie dell’orecchio, della lingua, del piede, del naso, i concetti della fisiologia sensoriale e le funzioni psicologiche di
C. G. Jung. Ne risultano cinque “principi guida funzionali”, vere e proprie chiavi, teoriche ma anche operative, di una medicina che, oltre ogni tendenza alla specializzazione, è principalmente visione d’insieme dell’essere umano.

La Filosofia in Trentadue Favole

La Filosofia in Trentadue Favole

Autore/i: Bencivenga Ermanno

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

pp. 90, Milano

Nel mondo immaginato da Bencivenga in questi brevi racconti, gli oggetti si ribellano, le macchine non si rompono mai, le scuole insegnano cose false, ma non è un mondo alla rovescia. Incontriamo gemelli costretti a scambiarsi un’unica faccia, uomini con tre gambe che non vedono la luna, ma non siamo nel paese delle meraviglie. Per illustrarci i temi-chiave su cui la filosofia da sempre si interroga, il filosofo Bencivenga sceglie il linguaggio delle favole, ma nel suo universo la magia è negli occhi di chi guarda, nella continua meraviglia di chi osserva le cose con l’innocenza di un bambino, di chi gioca a chiedersi «perchè» sapendo che ogni risposta è sempre una nuova domanda. Ed è proprio dallo stupore, dall’incantamento che nasce ogni riflessione filosofica.

Neurofisiologia dell’Illuminazione

Neurofisiologia dell’Illuminazione

Come la Meditazione Trascendentale e il programma MT Sidhi possono trasformare la fisiologia del corpo umano

Autore/i: Wallace Robert Keith

Editore: Tecniche Nuove

introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Elisabeth Ornaghi, revisione di Ernesto Iannaccone.

pp. XI-292, nn. illustrazioni b/n, Milano

Per migliaia di anni l’umanità ha cercato di sapere di più sulla natura della coscienza umana e sulle sue potenzialità. Quest’opera esauriente ed estremamente stimolante, basata su una ricca documentazione, racconta la storia dell’esplorazione della coscienza compiuta con moderni strumenti scientifici.
La tesi di Wallace è che lo stadio più elevato dello sviluppo umano – l’illuminazione – sia accessibile a ognuno, grazie alla Meditazione Trascendentale di Maharishi (MT) e alle tecniche MT Sidhi. L’autore spiega come l’illuminazione, considerata finora come un fenomeno “mistico”, un ideale astratto e persino irraggiungibile, sia invece un’esperienza reale, misurabile e in grado di fornire notevoli benefici pratici.
Sulla scorta di numerosi dati sperimentali, Wallace dimostra come l’illuminazione abbia una base scientifica e fisiologica e possa venire raggiunta naturalmente quando le funzioni del sistema si perfezionano. L’autore passa in rassegna le più recenti ricerche scientifiche, dalle quali risulta che, grazie alla pratica della Meditazione Trascendentale, è possibile migliorare le condizioni di salute fisiche e mentali (rallentando anche l’invecchiamento biologico).

Robert Keith Wallace è presidente della Maharishi Vedic University di Washington e membro del consiglio direttivo della Maharishi International University di Fairfield, Iowa, USA.
Presso la MIU è professore di fisiologia, dirige il Dipartimento di fisiologia e scienze biologiche, ed è condirettore dei programmi di dottorato in neuroscienze e fisiologia.
Laureato in fisiologia presso la University of California di Los Angeles nel 1970, ha svolto attività di ricerca presso la Harvard Medical School. È autore di numerose pubblicazioni in prestigiose riviste scientifiche, fra cui Science, The America Journal of Physiology e Scientific American; prosegue la propria attività di ricerca sulla fisiologia degli stati superiori di coscienza e sull’applicazione dei metodi dell’Ayurveda Maharishi alla promozione della salute e della longevità.

DHEA – L’Ormone Naturale che…

DHEA – L’Ormone Naturale che…

Aiuta a prevenire le malattie – Migliora l’umore e la memoria – Accresce la libido e le energie – Favorisce la longevità • Dall’autore del libro «Melatonina»

Autore/i: Sahelian Ray

Editore: Tecniche Nuove

prefazione e introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Clara Carnevali e Frank L. Rossi, titolo originale: Dhea A Practical Guide.

pp. XI-140, Milano

Quanti di noi vorrebbero far tornare indietro l’orologio del tempo e bloccare gli effetti devastanti dell’invecchiamento? Diversi ricercatori sostengono di aver trovato il modo per farlo. Il deidroandrosterone (DHEA), un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, viene sintetizzato industrialmente estraendo da un tipo di patata dolce uno sterolo che viene poi sottoposto a vari processi di conversione in laboratorio. Il Dhea viene descritto come una vera e propria “fonte di eterna giovinezza”, più o meno come la melatonina, un neuro-ormone di cui si parla molto in questo periodo. I ricercatori sostengono che il Dhea è un mezzo efficace per accrescere la libido, aumentare le proprie energie, migliorare l’umore, potenziare la memoria e rafforzare il sistema immunitario. Inoltre, questo ormone faciliterebbe la perdita di peso e aumenterebbe la massa muscolare.
Il Dhea viene anche usato nel trattamento delle malattie autoimmuni, del cancro, delle malattie cardiache e dell’osteoporosi. In questo libro, come nel bestseller Melatonina – Il sonnifero naturale, il dottor Ray Sahelian sostiene che il problema più complesso è che chiunque pensi di assumere questo ormone dovrebbe saperne di più prima di iniziare il trattamento. Per questo, l’autore ci propone delle risposte dirette riguardanti i benefici e le limitazioni di questo integratore importante.

Il Dott. Ray Sahelian, laureato presso la Thomas Jefferson Medical School di Filadelfia, ha lavorato per anni presso il Montgomery Hospital di Norristown acquisendo una vasta esperienza in campo pediatrico, cardiologico, psichiatrico e chirurgico. Al dottor Sahelian, medico e autore di testi nel campo della medicina, viene riconosciuta la serietà con cui valuta i nutrienti e gli ormoni esaltati dai media. In America è ben noto per la sua presenza in programmi televisivi e perle interviste pubblicate sulle riviste di massima diffusione e su numerosi quotidiani in tutto il Nord America.
Il dottor Sahelian è editore di una pubblicazione periodica sulla melatonina e tiene conferenze a livello nazionale e internazionale sulla nutrizione, sul sonno e sull’equilibrio psico-fisico.

Guarire con le Mani

Guarire con le Mani

Autore/i: Marabini Ezio; Maioli Giorgio

Editore: Rizzoli

unica edizione.

pp. 168, nn. tavole e fotografie a colori e b/n f.t., Milano

Questo libro vi toglierà parecchie ansie: quelle che vi prendono al momento di ingerire un medicinale. Effetti secondari o collaterali, oscure formule chimiche, controindicazioni sibilline e preoccupanti, senza contare, poi, la spesa economica, destinata a crescere col sistema del ticket: ebbene tutto ciò può essere spazzato via di colpo. Come? Ricorrendo ad una “medicina naturale” che dietro il suo nome giocoforza misterioso (trattandosi di una definizione, scientifica) nasconde orizzonti di benessere in gran parte inesplorati. Questa medicina è la “chiroterapia riflessiva”: il medico che vi fa ricorso ottiene il risultato desiderato (cioè la rimozione del male) agendo con le mani su un determinato punto della colonna vertebrale. Provoca, cosi, un “segnale” che, attraverso i meridiani distribuiti lungo il tessuto periferico del sistema nervoso autonomo, produce un “fenomeno secondario positivo” nel punto desiderato. In parole povere, e la tecnica del biliardo: colpire l’ostacolo cercando sulla sponda il punto corrispondente all’angolo della traiettoria. in termini concreti, una larga diffusione della chiroterapia riflessiva cancellerebbe pericoli e sprechi: in Italia, infatti, si spendono ogni anno 30 miliardi per gli analgesici, 15 per i sonniferi, 25 per i cortisonici…

Ezio Marabini è nato a Bologna nel 1927. Ha cominciato a interessarsi di chiroterapia nel 1958, dopo essere entrato all’istituto Ortopedico Rizzoli come fisioterapista, e ha successivamente perfezionato la sua esperienza alle scuole di Parigi, Stoccolma e Copenaghen. Attualmente sta sperimentando interventi sulle ghiandole endocrine e per ottenere il rallentamento del processo degenerativo dei tessuti umani.

Giorgio Maioli è nato a Modena nel 1925 ed e giornalista professionista presso il “Resto del Carlino” a Bologna. E stato collaboratore del telegiornale della Rai e delle rubriche “Arti e Scienze” e “Cronache Italiane”. Ha scritto diversi libri di costume, di storia della gastronomia e un romanzo per ragazzi.

Teoria e Storia dell’Estetica

Teoria e Storia dell’Estetica

(Fondamenti e problematica dell’Arte)

Autore/i: Miele Franco

Editore: U. Mursia Editore

introduzione dell’autore.

pp. VIII-744, Milano

La Teoria e Storia dell’Estetica costituisce il frutto di circa dieci anni di studi, ricerche, meditazioni che hanno indotto Franco Miele a riproporre una discussione generale sull’arte, con lo scopo di mettere in luce le radici del processo creativo-formativo, le caratteristiche significanti ed i riflessi etici, sociali e religiosi di ogni produzione artistica nell’ambito di una «logica fantastica» e nel quadro di tutta la vita spirituale. L’esame delle diverse fasi che hanno caratterizzato la ricerca estetica, dall’antichità ai nostri giorni, gli ha cosi permesso di sottolineare i punti di contatto o di divergenza tra il pensiero antico e quello moderno. Su una prospettiva storico-critica, svolta alla luce di un nuovo «umanesimo razionalistico», il Miele viene cosi a delineare una vera e propria rassegna degli orientamenti caratteristici di scuole e movimenti, di singoli filosofi, scrittori ed artisti, dalla civiltà greco-romana all’avvento del messaggio cristiano, dal medioevo alla rinascenza al seicento, dall’illuminismo ai grandi dibattiti tra idealisti e romantici, dalle indagini di tipo positivista o sociologico alle ricerche formalistiche con le relative ramificazioni contemporanee, dal neo-idealismo allo spiritualismo al problematicismo, dalle aperture fenomenologiche ai contrastanti atteggiamenti dell’esistenzialismo, dall’analisi scientifica alle nuove teorie simboliste, semantiche, dell’informazione e cosi via, sino alle correnti più attuali.
L’Autore si e preoccupato di sistemare organicamente problemi e dottrine che dietro il profilo estetico investono tutta la storia del pensiero, in modo da offrire uno strumento di studio non solo agli specialisti, ai critici ed agli artisti, ma a chiunque voglia conoscere la sostanza degli indirizzi estetici di ieri dei oggi.
L’attività di Franco Miele è ben nota, oltre che nel settore strettamente artistico per la continua partecipazione a mostre in Italia e all’Estero e per i numerosi premi e riconoscimenti conseguiti con una pittura dagli spazi luminosi, anche sul piano della cultura per una molteplicità di interessi, che lo qualificano su un terreno di chiara formazione umanistica. Autore di alcune raccolte di poesie (Fuori dal tempo, 1949 e il primo nucleo de I canti del saraceno, 1960), in particolar modo è conosciuto nell’ambiente artistico per i libri editi nel 1958-’59, La polemica sull’astrattismo e Introduzione all’arte moderna, attraverso i quali ha coerentemente sostenuto un lineare indirizzo contro la provvisorietà delle mode e le troppo facili variazioni del gusto.

Titolare della cattedra di «Figura» all’Accademia di Belle Arti – Liceo Artistico di Roma, il Miele ha arrecato un prezioso contributo alla dialettica delle arti. Il pittore-critico non ha infatti mancato in diversi anni di attività di sostenere decisamente i suoi punti di vista in articoli e saggi su quotidiani e riviste specializzate ed in numerose conferenze tenute presso vari circoli di cultura in Italia e all’Estero.
Laureato in Filosofia, il Miele è stato anche collaboratore del Centro di Psicologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 1943 al 1946, effettuando studi sui « reattivi mentali» e sulla psicologia dei gruppi (folla e masse), studi pubblicati negli Archivi del Centro e nella Rivista Internazionale di Psicologia. Ma la riflessione filosofica è stata tuttavia sempre al centro dei suoi interessi artistici e culturali.
In riconoscimento dei particolari meriti artistici e culturali, a branco Miele è stato conferito il Premio della Cultura della Presidenza dei Consiglio.

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Avvertenza
Parte Prima
Teoria

Introduzione. IL PROBLEMA DELL’ARTE COME ETERNO PROBLEMA DEL FARSI COSCIENTE DELL’UOMO
Il risveglio della coscienza
Il senso della civiltà
Molteplicità degli atteggiamenti nell’unità dell’essere

Capitolo I. GLI INTERROGATIVI SULL’ARTE
Trascendenza del pensiero nell’immanenza della realtà come costituirsi della razionalità umana
Presenza continua del pensiero nella sfera delle sensazioni, delle emozioni, dei sentimenti

Capitolo II. RICONOSCIMENTO DELL’ESISTENZA DELL’OPERA D’ARTE
Originarietà e originalità dell’atto creativo-generativo e del conseguente processo formativo
Significato e valore
Fantasia e imaginazione

Capitolo III. IL CICLO DEL PROCESSO CREATIVO
Risoluzione della tematica nei significati e nei valori dell’opera creata

Capitolo IV. NATURA E ARTE
Le forme-informi e le forme-formate
Validità e dignità esclusive del «bello» artistico inteso come valido

Capitolo V. L’IN SÉ NEL CONCEPIMENTO DELL’ARTE
Conoscenza di ciò che è presupposto e dichiarato inizialmente inconoscibile

Capitolo VI. LO SPAZIO NELL’ARTE
Le modalità di definizione dello spazio
L’illusorietà del tempo
Le configurazioni degli spazi artistici

Capitolo VII. UNITÁ DELL’ARTE E MOLTEPLICITÁ DELLE MANIFESTAZIONI NELL’ARTE
Valore del linguaggio
Autonomia e limiti delle opere d’arte: libertà e disciplina nella «scelta» dell’artista
Differenziazioni tra le arti nel valore-significato della rappresentazione
Arti figurative
Architettura
Musica
Letteratura
Lo stile e l’artista

Capitolo VIII. SPIRITUALITÁ DELL’ARTE
Astrazione e realtà nella concretezza dell’arte
Valore contingente delle «classifiche» artistiche
Eticità dell’arte
Arte sacra e religiosità delle opere d’arte
Socialità dell’arte

Capitolo IX. PROBLEMI DEL GUSTO E DELLA TECNICA
Estetismo e forme decorative
Arte e tecnica
Forme di spettacolo «artistico»

Capitolo X. I PROTAGONISTI DELLA VITA ARTISTICA
Gli artisti minori e il genio
L’interprete e l’artista
L’artista e il critico

Capitolo XI. L’ARTE NELL’AMBITO DELLE ATTIVITÁ DEL PENSIERO
Coscienza dell’opera d’arte che è coscienza critica dell’arte
La logica dell’arte come uno dei momenti della vita dell’essere
La dialettica integrativa: dal momento dell’arte, della scienza, della religione al momento della riflessione critica
Ancora dell’estetica come filosofia

Capitolo XII. Conclusione
Razionalismo umanistico e nuovo umanesimo

Seconda parte
Storia

Premessa. Continuità dell’estetica

Capitolo XIII. LE ISTANZE FILOSOFICHE SULL’ARTE NEL MONDO GRECO-ROMANO
Le prime formulazioni sul concetto di bellezza presso le scuole presocratiche
Il relativismo sofistico
La critica socratica
I limiti della condanna platonica sul piano etico-metafisico
Il processo costitutivo del verosimile aristotelico
L’incontro tra la cultura greca e il mondo romano. Intellettualismo e formalismo nella fase ellenistico-alessandrina
Il bello e il bene nell’estetica di Plotino
Ultimi sviluppi delle correnti neoplatoniche. Supremazia delle scienze

Capitolo XIV. DEDUZIONI ESTETICHE DALLA DOTTRINA CRISTIANA
Travasamento dell’idea metafisica del ballo nel «fare» dell’artista
Le posizioni della pratistica
L’estetica agostiniana
Cultura ed enciclopedismo. Difesa delle imagini
Inizi e sviluppi delle discussioni scolastiche
Razionalismo tomistico
Significato dei primi annunci di un’autonomia formativa anche nell’ultima fase della scolastica

Capitolo XV. RIPENSAMENTO ESTETICO ED IMPEGNO CREATIVO NELL’UMANESIMO E NELLA RINASCENZA. DALLA PROTESTA INDIVIDUALISTICA DELLA RIFORMA AI NUOVI PRONUNCIAMENTI DELLA CONTRORIFORMA
Rivalutazione dell’uomo
Continuità tra Umanesimo e Rinascenza nell’ambito di una visione unitaria dei problemi artistici e filosofici
I richiami interimistici della Riforma
Spiritualismo naturalistico in Bruno e Campanella
Il nuovo senso critico

Capitolo XVI. DAL SEICENTO ALL’ILLUMINISMO
L’intellettualismo cartesiano
Spiritualismo cosmico
Empirismo critico
Ricerche sul sublime
Confluenza di razionalismo e di empirismo negli enciclopedisti francesi
Fondazione dell’estetica in Baumgarten e Vico
Riflessioni sugli ideali della bellezza
Teoria dei generi artistici e significato del linguaggio
Criticismo Kantiano

Capitolo XVII. ROMANTICISMO E IDEALISMO
Nuovi pronunciamenti nel contrasto tra sentimento e ragione
Soggettivismo estetico
La visione estetica di F.D.E. Schleiermacher
Storicismo e filosofia del linguaggio
Idealismo trascendentale
La fine dell’arte nell’idealismo hegeliano
Reazioni all’idealismo. Prospettive estetiche in Germania ed in Europa
Realismo antimetafisico
Epigoni dell’idealismo e del romanticismo
Il romanticismo in Francia, Inghilterra e Italia

Capitolo XVIII. ESTETICHE DEL CONTENUTO: PROCESSI SENSITIVO-EMOZIONALI E RIFERIMENTO STORICO-SOCIOLOGICI
Positivismo ed evoluzionismo
Parallelismo psicofisico e teoria dell’empatia
Intuizionismo e vitalismo
Dalla psicologia alla psicoanalisi
Limiti dello storicismo
Contraddizioni del materialismo dialettico

Capitolo XIX. ESTETICHE DELLA FORMA. TECNICHE E FARE DELL’ARTE
Relativismo delle forme
Pura visibilità
Pura udibilità
Schemi e classifiche
Dall’emozionalismo della forma al relativismo formativo
Skéuopoietica ed estetica gestalica
Pragmatismo e strumentassimo
Esempi di connubi formalisti estesi alla critica d’arte

Capitolo XX. NEOIDEALISMO – SPIRITUALISMO – PROBLEMATICISMO
Distinzioni crociane
Scetticismo e fede nella dialettica gentilizia
Influssi e sviluppi idealistici
Prospettive spiritualiste ed annunci della crisi esistenziale
Gli interrogativi del problematicismo

Capitolo XXI. SCIENZA DELL’ARTE
Separazione tra estetico e artistico
L’attività di coscienza nella fenomenologia
Tensione esistenziale
Estetismo esistenziale e ritorno alla natura

Capitolo XXII. NEOCRITICISMO – FILOSOFIA DELLA SCIENZA – NEOPOSITIVISMO – SCUOLE SEMANTICHE
Il problema del valore in sé. Le attività simboliche
Sopravvento del relativismo «scientista»
Forme di empirismo logico
Analisi linguistica – Semantica. Teoria dell’informazione

Capitolo XXIII. RISULTANZE DI UN ESAME
L’istanza fondamentale
Spiritualità e idealità nello sviluppo del pensiero estetico
Dalle tecniche della scienza alla filosofia come riaffermazione di un umanesimo razionalistico

Bibliografia di studi generali

Il Kybalion

Il Kybalion

Studio sulla Filosofia Ermetica dell’Antico Egitto e della Grecia

Autore/i: Tre Iniziati

Editore: Fratelli Bocca Editori

prefazione e cura di Remo Fedi, introduzione degli autori.

pp. 168, Milano

Questo piccolo saggio sulla “filosofia ermetica”, al quale gli anonimi autori hanno dato il nome di “Kybalion” (nome di cui si ignora l’esatto significato e che fu nella lontana antichità attribuito ad una raccolta di insegnamenti di Ermete Trismegisto), è soprattutto pregevole per chiarezza e semplicità espositiva. In quindici brevi capitoli gli autori espongono, con linguaggio conciso e preciso, i concetti che tanta parte ebbero nella formazione del pensiero pitagorico, a cui attinsero poi abbondantemente platonici e neo-platonici. Intento di quest’opera non è l’enunciazione di qualche particolare teoria o dottrina filosofica, ma piuttosto fornire ai ricercatori l’esposizione di quella parte della Verità, che servirà a conciliare le molte nozioni staccate di conoscenza occulta che essi possono aver acquisito in modo frammentario nel tempo. Infatti, spesso i principianti si trovano di fronte a dati che in apparenza si contrappongono e fanno sì che essi restino scoraggiati e smarriti. Nostro proposito non è già erigere un nuovo “tempio” del sapere, bensì porre nelle mani dei ricercatori del Vero una “chiave maestra” con la quale possano aprire le numerose porte interne del “Tempio del Mistero”, fino alla conoscenza suprema.

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Prefazione
Introduzione

I – La filosofia ermetica
II – I sette principii ermetici
III – Trasmutazione mentale
IV – Il Tutto
V – L’Universo mentale
VI – Il divino paradosso
VII – «Il Tutto» in tutto
VIII – I Piani di corrispondenza
IX – Vibrazione
X – Polarità
XI – Ritmo
XII – Causalità
XIII – Genere
XIV – Genere mentale
XV – Assiomi ermetici