Libri dalla categoria Ricerca Scientifica
L’Essenza del Jainismo
La storia・Il pensiero・Le fiabe
Autore/i: Virchand Gandhi
Editore: Editori Riuniti
introduzione di Claudia Pastorino, prefazione di Nagin J. Shah, cura e traduzione di Claudia Pastorino e Massimo Tettamanti.
pp. 176, nn. fotografie b/n f.t., Roma
Il termine jaina o jina significa “vittorioso” e designa colui che abbia vinto sugli attaccamenti, sulle avversioni, sull’egoismo, sul materialismo, sulle passioni. Il jainismo è una dottrina spirituale ateista, che non presuppone, cioè, l’esistenza di un dio né di più dèi creatori dell’universo.
(Dall’Introduzione di Claudia Pastorino).
Il jainismo – che ha avuto origine in India nel VI secolo a.C. ad opera di Mahavira e che ha annoverato tra i suoi principali seguaci il Mahatma Gandhi – è considerato una «religione laica» o la «religione dei senza Dio», perché per il jainista o jaina non è necessario credere in nessun Dio in particolare, anzi può dirsi jainista anche il cristiano o il musulmano, purché osservi una condotta vigile e retta. Più che il rapporto credente-Dio cui siamo abituati a pensare, infatti, il jainismo prevede una serie di precetti e di norme di condotta improntate alla nonviolenza, il cui più importante principio si riassume in «Vivi e lascia vivere». L’interesse nei confronti del jainismo è oggi sempre più diffuso anche perché la dottrina jainista è depositaria di un messaggio vicino ai più rigorosi movimenti ambientalisti, pacifisti e animalisti e, soprattutto, non ha nessuna possibilità di degradazione fanatica: il fanatico jainista, tutt’al più, respira sempre con una benda sulla bocca e beve solo acqua filtrata, per non togliere la vita al più piccolo dei microrganismi.
Virchand Gandhi (1864-1901), amico e collaboratore del Mahatma Gandhi, è stato uno dei più eminenti e attivi esponenti del jainismo. Studioso e docente dei sistemi filosofici indiani, fu rappresentante della comunità jainista presso il Parlamento mondiale delle religioni di Chicago.
Il Libro dei Mille Savi
8000 Massime – Pensieri – Aforismi – Paradossi. Di tutti i tempi e di tutti i paesi, accompagnati dal testo originale e dalla citazione delle fonti
Autore/i: Palazzi Fernando; Spaventa Filippi Silvio
Editore: Editore Ulrico Hoepli
seconda ristampa della seconda edizione con l’aggiunta di circa altri mille aforismi, prefazione degli autori.
pp. 1096, Milano
Il volume è una raccolta di oltre 8000 citazioni di massime, pensieri, aforismi, paradossi di tutti i tempi e tutti i paesi. Secondo un criterio alfabetico sono raggruppati per categorie, da abitudine a volubilità, l’essenza della saggezza antica e moderna con citazioni, note e meno note, di autori come Dante, Bacone, Balzac, Boccaccio, Byron, Carducci, Santa Caterina, Chamfort, Cicerone, Confucio, Diderot, Euripide, Flaubert, Foscolo, Galileo, Goethe, Guiccardini, Hugo, Kant, La Rochefoucauld, Leonardo, Leopardi, Machiavelli, Manzoni, Marco Aurelio, Mazzini, Moliere, Montaigne, Montesquieu, Nietzsche, Orazio, Ovidio, Pascal, Petrarca, Plutarco, Quintiliano, Renard, Rousseau, Ruskin, Schiller, Schopenhauer, Seneca, Shakespeare, Stendhal, Swift, Tacito, Tolstoj, Voltaire, Wilde. Di ogni autore in lingua straniera viene offerta anche la versione in originale. Completa l’opera un indice degli autori e un indice delle materie.
Fernando Palazzi (1884-1962), lessicografo ed enciclopedista di cultura universale, operò in una varietà di campi: linguistica, saggistica, critica militante (Resto del Carlino e Corriere della Sera), narrativa, traduzione, editoria scolastica, letteratura per l’infanzia, testi enciclopedici, organizzazione di raccolte e collane editoriali. Il suo nome si lega in particolare ai dizionari della lingua italiana: Il Novissimo Palazzi, Il mio Primo Palazzi e Il Piccolo Palazzi (nuova ed. Hoepli, 2006) e alla celebre collana di letteratura per ragazzi La scala d’oro.
Silvio Spaventa Filippi (1871-1931), giornalista, scrittore, traduttore, si occupò soprattutto di umorismo. Nel 1908 fondò Il Corriere dei Piccoli, il più importante giornale italiano dedicato all’infanzia, che diresse fino alla morte.
Reincarnazione
Autore/i: Papus
Editore: Faenza Editrice
pp. 218, illustrazioni b/n, Faenza
Sommario:
- Che cos’è la morte, per il filosofo?
- La reincarnazione
- La reincarnazione dei principi astrali
- Reincarnazione del principio spirituale
- Ritorno verso la materia
- La vita sociale e la reincarnazione
- Il linguaggio degli spiriti
- Gli inviati del padre
- Reincarnazione e religioni
- Evoluzioni nella reincarnazione
- Trasmigrazione delle anime beatitudine finale
- Krishnaismo e Buddismo
- La reincarnazione umana
- La reincarnazione e l’esoterismo ebraico
- La reincarnazione e la trasmigrazione delle anime
- Nel Tibet
- Appendice: a proposito della reincarnazione
- La valle di Josaphat
La Natura delle Cose Viventi
Saggio di biologia teorica
Autore/i: Black Stephen
Editore: Ubaldini Editore
traduzione di Pier Giorgio Terzi.
pp. 128, Roma
Un’affascinante ipotesi sull’origine dell’informazione biologica conduce l’autore a suggerire nuove prospettive sull’origine della vita e sul rapporto mente-corpo.
Il ruolo essenziale dell’informazione nella chimica della vita è attualmente la base di gran parte della teoria biologica. Stando al cosiddetto “dogma centrale” della biologia molecolare, questa informazione proviene dalla struttura molecolare dell’acido desossiribonucleico, la doppia elica del DNA. La domanda cruciale per cui Black, cerca di abbozzare una risposta è: “Qual è la fonte originaria dell’informazione?”.
Per non aver posto questa domanda, o per non esser riusciti a trovare una risposta, i biologi molecolari hanno reintrodotto un quasi-vitalismo nella biologia teorica.
Allora è necessario postulare, come sembrano fare le teorie attuali, che il DNA è la radice prima dell’informazione, qualcosa come “In principio Dio creò il DNA”? O c’è in realtà una sorgente di informazione al di là dei limiti della doppia elica?” S. Black sostiene che tale sorgente esiste, ed è la forma della materia al livello molecolare.
Passo per passo, in uno stile agile e brillante, Black costruisce la sua ipotesi basandosi sulla teoria dell’informazione applicata alla genetica, all’enzimologia e all’immunologia, e su altre discipline biologiche; egli quindi mostra che la teoria della natura della vita che discende da quell’ipotesi può spiegare altresì la natura della mente.
A questo scopo utilizza come dati probanti fenomeni della medicina psicosomatica, altrimenti inesplicabili, su cui egli stesso ha lavorato sperimentalmente per quasi vent’anni.
Stephen Black, dottore in medicina, ha lavorato nel settore Human Physiology al Medical Research Council e in seguito è stato direttore della Psychophysiological Research Unit presso la Nuflield Foundation. I risultati del suo lavoro sperimentale sono stati ampiamente pubblicati sulla stampa scientifica e medica. Ha scritto Mind and Body e Man and Motor Cars.
Gli Errori dello Storicismo
Nell’economia politica tedesca
Autore/i: Menger Carl
Editore: Rusconi
prima edizione, premessa di Sergio Ricossa, cura e traduzione dal tedesco di Dario Antiseri, in sovraccoperta: fine del montaggio della Statua della Libertà a New York, incisione tratta da «L’Illustration Journal Universel», 1880.
pp. 128, Milano
Gli errori della storicismo di Carl Menger segnano uno dei punti più alti nella storia del Methodenstreit sulle scienze sociali e, simultaneamente, rappresentano una pietra miliare nello sviluppo della teoria generale della conoscenza scientifica.
Ma c’è di più, poiché, come sottolinea Sergio Ricossa nell’Introduzione a questa prima edizione italiana del lavoro di Menger, la controversia tra Carl Menger e Gustav Schmoller coinvolgeva (e coinvolge) ulteriori questioni di primaria importanza, legate alla contrapposizione tra l’individuo e il collettivo: «L’individualismo metodologico di Menger poneva l’accento sul comportamento del singolo, libero di fronte alle sue scelte economiche, mentre per Schmoller l’individuo spariva ingoiato dalla collettività di cui bisognava fare la storia e scoprire ad ogni costo le leggi statistiche, macroeconomiche, di comportamento». Insomma, alle differenze di metodo corrispondevano (e corrispondono) differenze politiche. E difatti, prosegue Ricossa, «riconoscere il primato dell’individuo portava verso il liberalismo; al contrario fissare l’attenzione sulla collettività organica spingeva verso qualche forma di socialismo».
Carl Menger (nato a Neu Sadec, in Galizia, nel 1840 e morto a Vienna nel 1921) è una delle figure intellettuali più prestigiose del pensiero europeo a cavallo tra i due secoli. Fondatore della “Scuola austriaca di economia”, pubblica i suoi Principi di economia politica nel 1871. Nel 1876 viene nominato tutore del principe ereditario Rudolf, il quale porrà fine ai propri giorni il 30 gennaio del 1889 nella capanna di caccia di Meyerling. Dal 1871 al 1903 Menger è professore di Economia politica all’Università di Vienna. Le sue Ricerche sul metodo delle scienze sociali escono nel 1883. E nello stesso anno Gustav Schmoller dà alle stampe una pesante recensione del lavoro metodologico di Menger. La risposta di Menger, decisa e sferzante, non si fece attendere. Gli errori dello storicismo apparvero nel 1884. Quella che qui presentiamo è la prima edizione italiana del libro di Menger.
Storia dell’Architettura Europea
Autore/i: Pevsner Nikolaus
Editore: Editori Laterza
terza edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Enrica Labò.
pp. 436, CVIII illustrazioni b/n, Bari
All’inizio del secolo, sotto la pressione del Movimento Moderno saltavan, nella pratica e nella teoria dell’architettura, gli schemi che catalogavano le forme costruttive secondo famiglie stilistiche, in una specie di immobile storia naturale. Messi in crisi d’un colpo i tradizionali paradigmi, rimaneva scoperta l’esigenza da cui erano nati i manuali tipologici della cultura positivistica di cinquant’anni fa. Proprio la capacità di colmare questo vuoto, e il linguaggio preciso, la preparazione filologica e l’acuta percezione dei problemi moderni hanno rapidamente fatto della Storia del Pevsner un classico di gran livello e straordinario successo: sette edizioni in Inghilterra, tre in Italia, e traduzioni in Germania, Spagna, Olanda, Giappone.
«La storia dell’architettura è anzitutto storia dell’uomo che modella lo spazio»: il compito dello storico è per Pevsner quello di organizzare in un discorso unitario, in una «storia», gli ideali, le forme concrete e lo sviluppo dell’arte di modellare lo spazio, il risultato è l’esposizione di un ciclo culturale unitario e definito: quello della cultura architettonica europea, che comincia nei secoli dell’alto Medioevo e, attraverso il Gotico il Manierismo il Barocco, si conclude ai nostri giorni, quando quella cultura sbocca in un ambito più ampio che unisce ormai tutti i paesi del mondo. Ricostruiti i lineamenti della tradizione architettonica europea, l’Autore dimostra poi la storicità della moderna architettura, rintracciando nella rivoluzione industriale e nel mutato rapporto tra architettura e società la linea di sviluppo da cui sono partiti Gropius. Le Corbusier, Wright, i costruttori delle fabbriche, delle case, delle città della nostra civiltà di ferro e cemento. Pevsner non si preoccupa di descrivere il maggior numero di edifici; egli analizza invece a fondo un numero limitato. anche se assai notevole, di esempi intorno ai quali sistema monumenti e figure minori in una trattazione viva, e che spesso felicemente congiunge la cronaca alla storia. Una sintesi magistrale diventa così anche una guida sicura a leggere e valutare quella tra le espressioni artistiche che reca più evidente il segno delle idee, della tecnica e della storia civile degli uomini.
Nikolaus Pevsner, nato nel 1902, si è addottorato in Storia dell’arte e architettura nel 1924 a Lipsia ed è ora ordinario di questa materia al Birkbeck College presso l’università di Londra dopo aver avuto diversi incarichi a Monaco, Berlino, Francoforte.
E stato fin dalla fondazione direttore della Pelican History of Art and Architecture. È membro del comitato direttivo della più importante rivista inglese di architettura, la «Architectural Review», e va pubblicando una preziosa guida architettonica dell’inghilterra in volumi tascabili, venduti a basso prezzo perché a forte tiratura; è insomma, anche nell’editoria oltre che nella critica, una delle personalità più autorevoli dell’Inghilterra.
Dopo la sua esperienza giovanile nelle pinacoteche, da cui uscì un magistrale volume sulla pittura manieristica e barocca in italia (italian Painting of Mannerism and Baroque, 1928), gli interessi di Pevsner si concentrarono sull’architettura. Il libro sui Pionieri del Movimento Moderno, da William Morris a Walter Groplus (1936) tradotto anche in ltalia, gli dette notorietà internazionale e rimane ancora oggi uno dei testi fondamentali nella letteratura sull’architettura moderna.
Altre sue pubblicazioni riguardano l’arte industriale [An Enquiry into Industrial Art in England), la scultura barocca (German Baroque Sculpture), l’arte inglese (High Victorian Design e The Englishness of English Art).
Nikolaus Pevsner vive ad Hampstead.
La Coscienza dell’Atomo
Serie di conferenze tenute nella città di New York
Autore/i: Bailey Alice A.
Editore: Fratelli Bocca Editori
prima edizione, prefazione dell’autrice, traduzione di Olga Batà.
pp. 164, Roma
Le conferenze che io qui vi presento, sono state tenute in New York lo scorso inverno. Lo scopo di queste conferenze fu di esporre le testimonianze della scienza riguardanti il rapporto che esiste tra materia e coscienza e dì condurre gli uditori ad osservare l’identica manifestazione di questo rapporto e di certe leggi basilari manifestantisi nei successivi e sempre più alti gradi dell’essere e portarli così alla comprensione della universalità del processo di evoluzione e della sua realtà.
Lo scopo fu pure quello di interessarli alla natura dell’espandersi di stati di coscienza e allo estendersi di quella vita verso la quale tutta l’umanità sta evolvendosi.
Queste conferenze serviranno d’introduzione ad uno studio più dettagliato ed all’applicazione delle leggi della vita e dello sviluppo umano, generalmente incluse nel termine: «Occultismo».
Troverete in questa serie di conferenze molte ripetizioni, poiché in ognuna di esse v’è un breve riassunto della precedente. Siccome ad ogni conferenza erano presenti sempre nuovi venuti, trovai opportuno, ogni volta, di presentare un riassunto del già esposto. Un maggior vantaggio ne derivò poiché si fissarono meglio nella mente degli uditori certi concetti basilari (nuovi per molti di essi) che li aiutarono ad afferrare prontamente l’ulteriore svolgimento del tema. Presentando queste conferenze in un libro si è creduto necessario riprodurle completamente.
Coloro che sono studenti della Saggezza esoterica seguiranno l’argomento senza difficoltà. Coloro che per la prima volta s’interessano del soggetto qui svolto, dalle ripetizioni occasionali dei punti fondamentali, saranno aiutati ad una più chiara e solida comprensione, per questa classe di lettori, il libro è stato stampato.
Dizionario di Sessuologia
Biologia • Medicina • Sociologia • Diritto • Psicologia • Etnologia – 1700 voci – Bibliografia
Autore/i: Beigel Hugo G.
Editore: Sugar Editore
avvertenza dell’autore, traduzione di Ercole Ferrario.
pp. 480, Milano
Negli ultimi sessant’anni, l’atteggiamento generale verso i problemi della sessualità ha subìto un profondo cambiamento. È certo esagerato parlare di completa libertà sessuale o anche solo di un atteggiamento razionale verso tale libertà; è però indubbio che le scienze biologiche e sociali non sono più ostacolate come lo erano nel XIX secolo, da pregiudizi e tabù.
Sfortunatamente, le nozioni accumulate attraverso questi sforzi scientifici non sono ancora divenute di dominio generale. I tabù eliminati dal campo delle conoscenze scientifiche, sono ancora operanti al livello della comunicazione di massa e della scuola.
L’ignoranza sessuale è pericolosa. Una parte notevole dei conflitti, delle delusioni e delle insoddisfazioni può trovare rimedio o prevenzione attraverso una comprensione delle varie componenti di quell’amalgama psico-fisiologica che è la vita sessuale.
Proprio per questa ragione, il professor Beigel, uno dei più importanti sessuologi americani, ha raccolto in questo Dizionario, in cui il rigore scientifico si unisce alla chiarezza, i dati essenziali sugli aspetti biologici, psicologici, sociologici, medici e legali della sessualità nella seconda metà del XX secolo.
Il Dizionario comprende millesettecento voci, collegate tra loro da un semplice sistema di riferimenti. Una bibliografia completa rimanda il lettore ai testi essenziali per l’approfondimento di ogni questione relativa alla sessualità.
La vendita del Dizionario è limitata agli adulti.
Vita e Governo degli Ordini Religiosi
Autore/i: Moulin Léo
Editore: Ferro Edizioni
preambolo dell’autore, traduzione dal francese di Bianca Starace.
pp. 320, illustrazioni b/n, Milano
Gli Ordini religiosi esistono da secoli: da sette, da dieci e persino da sedici secoli. Quale il segreto della loro longevità? Quale il segreto della loro sorprendente vitalità? Sono frutto di una rigida pianificazione stabilita dalle gerarchie, o invece dell’iniziativa individuale?
I Benedettini, ad esempio, sono passati dalla più assoluta autonomia abbaziale a diverse forme di soprabbazialità: quella di Cluny, accentratrice, e quella di Citeaux, meno rigida. Come e perché?
Che i religiosi abbiano costruito l’Europa è un fatto che non è stato messo in luce in maniera adeguata: gli usi e le istituzioni europee non sarebbero ciò che sono senza di loro, senza la loro prodigiosa assistenza tecnica, che si assicurava una propria accumulazione primitiva, precapitalista. Quali sono state le linee di questa evoluzione? Ecco alcune delle domande – a proposito di un mondo aperto e misterioso insieme – alle quali risponde in questo libro uno storico libero da ogni preoccupazione apologetica, ma estremamente interessato in questi problemi, ch’egli studia da più di vent’anni e che presenta al pubblico in una nuova luce, con rispetto delle convinzioni altrui. Il lettore, credente o non credente, per addentrarsi nel mondo vivente dei religiosi non potrebbe trovare guida migliore del sociologo Léo Moulin, che ha rapporti di studio e ormai d’amicizia con la Grande-Chartreuse, con la Curia generalizia dei Gesuiti a Roma, con i Benedettini e i Trappisti. Il prof. Le Bras, l’eminente sociologo della religione, ha detto una volta che Léo Moulin è un maestro qualificato della scienza politica – qui applicata con originale ricerca agli Ordini religiosi.
«Gli stessi religiosi mediterebbero con frutto questo libro, che mette in luce le costanti di una effettiva vitalità riconosciuta dalla storia ». (P. A. Hamman, La Table Ronde)
«Uno studio magistralmente condotto». (P. Ch. Monsch, La Croix)
Nato a Bruxelles nel 1906, Léo Moulin compì gli studi all’Università di Bologna, ottenendo la laurea in lettere con una tesi su Le pessimisme dans l’oeuvre d’Anatole France.
Laureatosi nel 1940 in filologia classica all’Università di Bruxelles e quindi in scienze politiche, militò nelle file del socialismo a fianco di Paul-Henri Spaak, dopo aver trascorso tredici mesi nelle carceri di Regina Coeli, a Roma, per antifascismo attivo.
Terminata la guerra, fu nominato segretario generale e relatore del gruppo di terminologia delle scienze sociali all’U.N.E.S.C.O.
Dopo aver insegnato storia per quindici anni, venne nominato professore al Collegio d’Europa, a Bruges, ove attualmente tiene corsi di sociologia.
Consigliere principale del Consiglio degli studi economici della Caisse bénévole d’épargne et de retraite de Belgique, Moulin è anche redattore capo di «Res publica», rivista dell’Istituto belga di scienze politiche. Egli collabora inoltre a numerosi periodici francesi ed esteri e partecipa ai lavori del Centro Europeo della Cultura, a Ginevra.
Della vasta produzione di Léo Moulin vanno particolarmente ricordate le seguenti pubblicazioni: De Robespierre à Lénine, Du traité de Versailles à l’Europe d’aujourd’hui, Syllabus des temps modernes, Socialism of the West (premio del Left Book Club), La società di domani nell’Europa d’oggi (scritta appositamente perla Collana «Europa Una»).
Le Origini dell’Uomo
Autore/i: Leonardi Evelino
Editore: Edizioni Corbaccio
introduzione dell’autore.
pp. 392, nn. tavole b/n f.t., Milano
Sommario:
Introduzione
I. – La primitività dell’abitato umano – Le Terremare del Nord Italia – I Trulli del Sud – Le Lestre Pontine del Centro – Rogo o sepoltura – Disfacimento spontaneo o mummificazione
II. – Le kune degli uomini – Il Cirkio – Le leggende di Circe – L’ultimo fiume di Esiodo e l’oceano di Omero
III. – Paleogeografia del Cirkio – Le prime tribù – I Lakoni – I Tarakoni – I Palaskoni – Gli Arakoni – Gli Aborikoni
IV. – Migrazioni – Il Tarocco – Pape satan, pape satan aleppe – Il gran carro del cielo e il carro dell’uomo – Astrofisica mitologica
V. – Il mito di Troia – Enea – La preistoria Italica e la sopraffazione Greca – L’idioma pelasgico-albanese – I Gitani e gli egiziani
VI. – Amucle – Tindaro e i suoi figli – Castore e Polluce, Elena e Klitennestra – Laokoonte e il disastro di Troia – Il Cavallo di Legno
VII. – I Centauri e le antiche istorie – I Kantharva dei Veda – Le leggende pagane e quelle cristiane – Kaesar
VIII. – La prima patria degli uomini – Il linguaggio dei simboli – Le vicende geologiche dell’Italia
IX. – Le fonti omeriche nelle leggende egizie – Il Faraone e il Tarakone – L’oracolo di Dodona
X. – Giano e gli Dei italici – Saturno e l’età dell’oro – L’età del ferro – Set ed Osiride
XI. – Gli Ariani – L’anima e la mentalità dei primitivi – La scienza del linguaggio – La formazione delle prime parole – Il simbolismo anatomico
XII. – Le Cosmogonie primitive – Il viaggio di Ulisse – Paleogeografia e Paleo-etnologia Omerica – I Lestrikoni – I Lotofagi – I Galatofagi – Gli Aetiopi – I Faiaki – I Cimmeri
XIII. – Le razze umane – I Lidi – I Mesi – Gli Iperborei
XIV. – Atlante-Posidone – Adamo ed Eva – Polifemo – Il Vulcano del Circeo – Le mura ciclopiche – Lo Scuotiterra – La Nave di sasso
XV. – Gli Argonauti – Il vello d’oro’ – Il grande oracolo – Il Ramo d’Oro e il viaggio di Enea all’Ade
XVI. – La parola di luce – Ermete – La Grande Tradizione – Prometeo e il fuoco celeste – I primi simboli grafici – Il simbolismo religioso dell’albero e la colonna di Amucle – Apollo lo sbucciato
XVII. – Le Esperidi – I pomi d’oro – La Grande Hesperia – La Magna Grecia – Il mito di Ercole -.Le Trakinie di Sofocle – Ausonia Opica – Aetalia – La camicia di Nesso – La Dea Nera – Il simbolismo della malaria
XVIII. – I misteri Mitriaci – Cabirici – Eleusini – Il padre, la madre, il figlio – Il sole, la terra, l’uomo – Il Divino Fanciullo – Tages e il Tempio di Ansur
XIX. – Le origini della lingua italiana – I dialetti antichi – Il Pelasgo-Albanese – L’Umbro e il Latino – L’Osko e l’Etrusco – L’idioma primitivo – Saggio sulla origine del linguaggio – Fisiologia del linguaggio – Il sesso dei vocaboli – Le Amazzoni
XX. – La favola atlantica – La tesi nordica – La tesi americana – La tesi francese – La tesi africana di Froebenius – La mostra tesi italiana
XXI. – Le cronologie – Il problema delle origini – Il simbolismo preantico
XXII. – Le colonne d’Ercole – Le trombe del Sole – Il periplo di Hannone – Il Pisko di Terracina – La fonte del Sole – L’oracolo di Ammone
XXIII. – Ai confini del mondo – L’uccello favoloso – La Colomba biblica, la C0lomba rossa, La Colomba di Dodona, il Cigno scuro dei Veda, la Sparviera, l’Araba Fenice, l’Airone della Tula
XXIV. – L’origine dell’uomo – Evoluzione o involuzione? – La caduta degli Angeli -I Giganti
XXV. – Nuovi punti di vista della Paleontologia e della Geologia – L’età della terra secondo la chimica e la matematica – La Titanomachia – Il Tartaro – I quattro fratelli – Il superstite di Kronos – Atlante – L’asse spirituale del mondo – Il Polo impassibile
XXVI. – Le Aurore Boreali – IAV=IA(n)V – Il primo grafico e la prima parola – La genealogia degli Dei – Le pietre
XXVII. – Ultima linea rerum – Il mondo primordiale e la fisica dei colloidi – La ‘ pietrificazione – Il salto nel
buio
XXVIII. – Pontifax – Il Monte del Leone – Il Pisko di Terracina – Lusus naturae – Il Megacero – La grande gelata del Circeo
Indice delle illustrazioni
La Rivolta dei T’ai-P’ing
(1851-1864) – Prologo della rivoluzione cinese
Autore/i: Reclus Jacques
Editore: Editori Riuniti
prefazione di Jean Chesneaux, traduzione di Ugo Bartesaghi.
pp. 288, Roma
Nella vecchia Cina confuciana i T’ai-p’ing introducono un fattore eversivo: una dottrina di ispirazione cristiano-protestantica che, con l’accentuazione dell’originario messaggio di fraternità e di uguaglianza, attrae le plebi contadine portandole a una ribellione totale e travolgente contro il vecchio ordine sociale e contro la dominazione che vi si è sovrapposta. Giunta la ribellione al culmine del suo successo con la conquista di Nanchino, il quadro si sposta sullo sforzo intrapreso dai dirigenti della vecchia società confuciana per organizzare la reazione e la repressione. Rivalità e lotte intestine, errori strategici e tattici, cedimenti di ideali e di costumi nel campo dei T’ai-p’ing, preparano la fase del loro indebolimento e del loro Crollo, a determinare il quale interviene anche l’appoggio sempre più aperto e militarmente consistente delle potenze occidentali, Francia e Inghilterra, alla reazione imperiale.
Leggende della Sierra della Costa e delle Foreste dell’Ecuador
Parola di Fiaba n° 40
Autore/i: Autori vari
Editore: Parola di Fiaba Editore
prima edizione, prefazione e cura Lorenzo Bersezio e Maria Augusta Pèrez.
pp. 200, Padova
L’origine delle leggende, delle fiabe e del mito in epoca precedente la conquista spagnola; i cambiamenti avvenuti nei testi e nelle fonti d’ispirazione durante l’epoca intermedia caratterizzata dall’uso di ayahuasca e delle ultime modificazioni, successive alla conquista spagnola: uno scrigno ricco di straordinarie narrazioni fantastiche.
Gli autori – Maria Augusta Pérez, equadoregna e Lorenzo Bersezio, da sempre studioso di leggende dell’Ecuador – hanno ritenuto necessario, data l’enorme diversità delle fiabe a seconda dei luoghi, di dividerle in: fiabe della selva, fiabe della sierra e fiabe della costa.
Parola di Fiaba: In questa collana sono raccolte fiabe e leggende che la fantasia dei vari popoli ha creato, elaborato e consegnato alla tradizione. Esse costituiscono un inestimabile patrimonio di tutti.
Astrologia Arcaica
Autore/i: Kinauer Saltarini Helene
Editore: Casa Editrice Bietti
introduzione dell’autrice.
pp. 152, nn. illustrazioni b/n, Roma
Sommario:
Introduzione
I CAPITOLO
Che cosa è la Pentalogia
I principi dei pianeti
L’uomo è una stella
Corrispondenza dei rispettivi pianeti nel corpo umano
II CAPITOLO
Valore esoterico dei numeri
III CAPITOLO
Interpretazione dei pianeti e del loro simbolo nonché la loro corrispondenza con l’uomo
IV CAPITOLO
Come si calcola il tipo fondamentale ed il pentagramma statico e dinamico
Il doppio Pentagramma
L’anello progressivo
V CAPITOLO
Gli aspetti
I Trigoni
Le linee armoniche
VI CAPITOLO
Evoluzione dell’uomo individuale
Il numero individuale
Pentagramma statico-dinamico del numero individuale del 1° esempio
Pentagramma del raggio del numero individuale del 1° esempio
Pentagramma del numero complementare
Il numero individuale del 2° esempio
Pentagramma statico e dinamico del numero individuale del 2° esempio
Pentagramma del Raggio del numero individuale del 2° esempio
VII CAPITOLO
Il ritmo tridimensionale – 1° esempio
Ritmo tridimensionale del 2° esempio
VIII CAPITOLO
Analisi di un 3° esempio
IX CAPITOLO
Interpretazione del Tema di Louis Pasteur
X CAPITOLO
Il Pentagramma del tipo mutevole – 1° esempio
Il Pentagramma del tipo mutevole – 2° esempio
Il Pentagramma del tipo mutevole – 3° esempio
XI CAPITOLO
Interpretazione del Tema di Nikolaus Lenau
XII CAPITOLO
Esempio completo di una interpretazione di un Tema individuale
XIII CAPITOLO
I principi fondamentali
L’Architettura dell’Umanesimo
Autore/i: Tafuri Manfredo
Editore: Editori Laterza
seconda edizione, introduzione dell’autore.
pp. 416, nn. illustrazioni b/n, Bari
Dalla rivoluzione teorica e tecnologica del Brunelleschi alla crisi manieristica, dalla grande fioritura delle città italiane del ’400 alla urbanistica “coloniale” di Buenos Aires, Bogotà, Manila, l’Umanesimo architettonico viene qui ricostruito nel suo sviluppo storico, nei momenti costitutivi dell’architettura come disciplina, e nelle sue dimensioni mondiali.
Vicende storiche e definizioni tematiche si intrecciano in questo volume offrendo uno strumento di studio e una sintesi “orientata”.
Manfredo Tafuri (Roma 1935) si è laureato in architettura nel 1960. Si è dedicato esclusivamente alla storia e alla Critica, analizzando i temi della formazione e dello sviluppo dell’arte e dell’architettura come “istituzioni” e come “avanguardie ideologiche”. Dal ’68 insegna storia dell’architettura presso l’Istituto universitario di Venezia. Fra le sue pubblicazioni recenti: Teorie e storia dell’architettura (Bari 1970), Jacopo Sansovino e l’architettura del ’500 a Venezia (Padova 1969).
La Comunicazione Non-Verbale
Autore/i: Autori vari
Editore: Editori Laterza
introduzione di Tullio De Mauro, premessa e introduzione generale di Robert A. Hinde, traduzione di Raffaele Simone.
pp. 576, nn. illustrazioni b/n, Bari
Tra le forme di comunicazione, quella verbale ha suscitato finora l’interesse maggiore se non addirittura esclusivo; solo negli ultimi anni si è venuto sottolineando quanto importante e vasta sia l’area della comunicazione non-verbale.
Questo libro, al quale hanno portato specifici contributi biologi, etologi, zoologi, linguisti, antropologi, critici d’arte, è stato organicamente ordinato da R. A. Hinde al fine di offrire, nella forma forse fino ad oggi più sistematica, i risultati acquisiti nei vari campi di ricerca. Il confronto tra la comunicazione umana e quella animale, la comunicazione vocale negli uccelli, le informazioni ricavabili delle esibizioni dei mammiferi, la comunicazione non-verbale nel bambino, nel malato di mente, e la sua importanza nel teatro e nell’arte, sono solo alcuni fra gli argomenti di questa trattazione. Per la sua completezza e varietà essa consente quindi per un verso una lettura in chiave interdisciplinare e per l’altro permette un primo approccio panoramico al problema della comunicazione non-verbale.
Nell’Introduzione all’edizione italiana, Tullio De Mauro allarga ulteriormente l’orizzonte tematico del libro. Per trovare una nuova, più precisa definizione delle loro caratteristiche specifiche, egli mette a confronto il linguaggio verbale e i linguaggi della comunicazione non-verbale.
Miracoli con il Pranic Haeling
L’antica arte di guarire con le mani
Autore/i: Choa Kok Sui
Editore: Macro Edizioni
prefazione di Eric B. Robins, introduzione Choa Kok Sui, traduzione di Francesca Sanpaoli.
pp. 352, nn. illustrazioni b/n e illustrazioni a colori f.t., Diegaro di Cesena (FC)
Il prana può essere utilizzato come strumento di guarigione energetica: bilancia, armonizza e trasforma i processi energetici del corpo in maniera immediata ed estremamente potente. Ciò è possibile grazie al Pranic Healing, spiegato in questo libro da Master Choa Kok Sui.
Prana è un termine Sanscrito che significa forza vitale.
Master Choa Kok Sui, ingegnere chimico, uomo d’affari di grande successo, autore e Maestro di fama internazionale è conosciuto in tutto i mondo da un vasto pubblico. Ha studiato e sperimentato personalmente per oltre vent’anni i principi esoterici e esoterici di guarigione e di meditazione. I suoi volumi sono stati tradotti in 17 diverse lingue e i suoi insegnamenti sono diffusi in oltre 30 paesi. Master Choa ha fondato l’Institute for Inner Studies e la World Pranic Healing Foundation a Manila.
Master Choa rivela in questo straordinario libro, i segreti della guarigione pratica, un tempo gelosamente custoditi da antichi maestri. Il suo metodo di insegnamento semplice, esperto nella Terapia Energetica. Con questo libro imparerete a percepire l’Energia, le auree e i chakra e, soprattutto, a manipolare il grana a fini terapeutici. I risultati saranno spesso veri e propri miracoli, miracoli con il Pranic Healing.
Ecco alcuni tra i più interessanti temi trattati:
La percezione dell’Energia pratica
Gli 11 chakra maggiori
La legge del Karma
Le regole fondamentali della terapia pratica
Come evitare il contagio eterico in terapia
Tecniche pratiche di terapia pratica
Terapia di comando
Autoguarigione
Invocazioni e Terapia con Energia Divina
Prefazione
Introduzione
La natura del Pranic Healing
La natura del Corpo Energetico
Pranic Healing elementare
Pranic Healing intermedio
Autoguarigione pratica e guarigione pranica invocativi
Guarigione pranica a distanza
Testimonianze
Meditazione sui cuori gemelli
Appendici
Corsi sulle scienze interiori
Centri ed organizzazioni di Pranic Healing
Letture raccomandate
Indica Analitico
L’Alce Sacro
I miti della natura degli Indiani Pueblo
Autore/i: Tyler Hamilton A.
Editore: Rusconi
prima edizione, premessa dell’autore, traduzione dall’inglese di Grazia Maria Griffini.
pp. 316, Milano
Nella redazione degli Indiani Pueblo, il Grande Alce è l’animale sacro per eccellenza. Altro e poderoso, fornito di imponenti corna, l’alce viene considerato come il «massimo protettore» della caccia al quale affidarsi per impetrarne la benevolenza. Tuttavia, come documenta Hamilton A. Tylor in questa sua profonda analisi, presso i Pueblo ogni creatura è sacra in quanto appartenente a un medesimo «palpito vitale». Al grandioso pantheon dei Pueblo assurge anche il bisonte, esotericamente unito all’adorazione del Sole, assieme al cervo, apportatore della pioggia estiva, e al tasso, che si associa all’inverno, ai fuochi, alla medicina. In una variegata scala di valori, diventano animali-dèi anche l’orso, il puma, il coyote, l’umile coniglio e l’agile antilope, alla quale è concesso ritornare alla vita dopo essere stata uccisa dai cacciatori. Secondo la concezione cosmica dei Pueblo, la vita non si esaurisce nella sfera biologica, ma si espande anche nei fenomeni del soprannaturale. Con l’Alce sacro, Tylor compie una esplorazione globale dell’universo animistico pueblo dove ogni essere vivente ha una sua precisa collocazione e dove gli animali deificati sono in grado di plasmare il destino degli uomini. Sulla scorta dei racconti orali e dei reperti archeologici, Tylor esaminai trasparenza il pensiero religioso di un gruppo etnico che è sicuramente il più evoluto nell’area tra Arizona e il Nuovo Messico. Sorretti da una fervida cultura non scientifica e da un forte potere immaginativo, i Pueblo hanno delineato un’inesauribile gamma di leggende che – come opportunamente sottolinea l’autore de L’alce sacro – ha sorprendenti analogie con i miti del mondo classico mediterraneo.
Hamilton A. Tylor, nato in California, ha frequentato l’Università di Berkeley. Profondo studioso degli Indiani Pueblo, si è interessato in modo particolare alle loro usanze e al modo con il quale hanno definito la loro posizione nel mondo. Tylor è autore di altre opere su questo gruppo di pellerossa, fra cui Pueblo Gods and Myths.
Antonin Artaud – Il Teatro e il Ritorno alle Origini
Un approccio antropologico
Autore/i: Borie Monique
Editore: Nuova Alfa Editoriale
unica edizione, prefazione all’edizione italiana di Ferdinando Taviani, traduzione di Michela Scolaro. titolo originale: Antonin Artaud – Le théàtre et le retour aux sources.
pp. XXXIX-306, Bologna
Da questo lavoro, di grande originalità d’approccio, emerge un diverso Antonin Artaud, che non è più il “pazzo” o il “letterato”, punti estremi dell’agiografia artaudiana, bensì un antropologo che si dedica all’esplorazione approfondita delle “fonti”: fonti immaginarie o, piuttosto, fonti dell’immaginario, “mondi perduti” come le Galapagos della leggenda, fonti storiche (Roma e la Siria di Eliogabalo), i miti delle origini e, infine, territori reali come quello dei Tarahumaras.
Il pensiero degli etnologi diviene uno sfondo particolarmente adatto per lasciar emergere le tracce di quei nudi viaggi che nell’adesione al teatro realizzano la possibilità di non aderire a dottrine.
Artaud appare sullo sfondo della letteratura etnologica e dell’antropologia culturale come un poeta nel senso serio della parola: uno specialista della precisione, un fabbro della lingua e dei concetti. Non un fantasioso inventore di metafore, non un visionario, non un sognatore ad occhi aperti oppure – come si dice per indorare la pillola – un utopista. Non un profeta invaso e scosso dal suo dio.
Questo saggio di Monique Borie, pubblicato in Francia nella prestigiosa collana Bibliothèque des Idées delle edizioni Gallimard, costituisce uno dei punti più alti della saggistica artaudiana, restituendo all’opera dell’autore de Il Teatro e il suo Doppio una coerenza e una profondità che la “leggenda” e le polemiche del passato hanno spesso impedito di cogliere.
Monique Borie, docente all’Institut d’Etudes Théatrales de la Sorbonne Nouvelle, ha dedicato la maggior parte della sua attività di ricerca al teatro contemporaneo, studiato con gli strumenti delle scienze umane e in particolare dell’antropologia. Interessata al rapporto tra le grandi esperienze teatrali degli anni sessanta e il pensiero mitico, ha pubblicato presso le edizioni Nizet Mythe et théatre, une quéte impossible?, oltre a studi su Grotowski, il Living Theatre e P. Brook.
Le Donne, i Cavallier, l’Arme, gli Amori
Viaggio per viali e sentieri della letteratura percorsi e ripercorsi a suo tempo fino agli esami e lungo i quali la memoria nostalgica e un pò ironica ama riandare
Autore/i: Due Anonimi
Editore: U. Mursia Editore
presentazione di Giuseppe Pontiggia, con la guida di Roberto Fedi.
pp. 238, illustrazioni b/n, Milano
Ci sono cose che resistono all’usura del tempo e della memoria. Come certi versi, martellanti o morbidi, che ogni tanto riaffiorano dal passato scolastico: “Nel mezzo del cammin di nostra vita…, Chiare, fresche e dolci acque…, Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori: che è poi il titolo di questo libro. Molti avranno sentito, chissà quante volte, la curiosità di andare più in là, di sapere o di ricordarsi meglio che cosa ci fosse dietro, senza però annoiarsi con il vecchio manuale di scuola finito chissà dove in soffitta, e senza essere presi per mano come bambini; anzi, se possibile, divertendosi un pò. Bene, questo libro è per loro. Che ci crediate o no, infatti, si può parlare di letteratura in modo rigoroso anche senza far morire di noia. Lo sappiamo che per decenni, generazioni di studenti, è stato fatto credere il contrario (e gli strumenti di dissuasione non mancavano: programmi di cemento armato, manuali micidiali, terminologie da iniziati, estetismi da svenimento…). Una congiura bella e buona, fatta apposta per lasciar fuori dalla festa gli intrusi.
In questo libro il lettore troverà il modo di soddisfare le sue curiosità, aiutando la memoria a dare un volto a quei fantasmi che si chiamano Dante, Petrarca, Boccaccio, Cecco Angiolieri, Poliziano, Lorenzo il Magnifico, Machiavelli, Ariosto; e ancora San Francesco, Jacopone da Todi, Sacchetti, Guinizzelli, i giullari anonimi… Come dire, le basi della nostra storia e della nostra cultura, di cui è giunto il momento di riappropriarsi leggendone le vicende come in un romanzo (e con qualche strizzata d’occhio un pò impertinente, diciamolo pure).[…]
A Ogni Morte di Papa
I Papi che ho conosciuto
Autore/i: Andreotti Giulio
Editore: Rizzoli
quarta edizione, introduzione dell’autore.
pp. 182, nn. illustrazioni b/n f.t., Milano
Giulio Andreotti è certamente uno scrittore che sa farsi leggere con piacere, per la vivacità dello stile, anche quando affronta severi temi storici, come quelli sulla vita di Pio IX e gli ultimi decenni dello Stato Pontificio, da lui trattati nella Sciarada di Papa Mastai e in Ore 13: il ministro deve morire.
Di ancor più gradevole lettura, se possibile, riuscirà quindi questo A ogni morte di Papa perchè qui “si tratta” spiega l’Autore di bozzetti vissuti nelle circostanze più diverse e raccontati in assoluta semplicità, con l’intento di contribuire alla cronaca di un secolo che ha già iniziato il suo quarto quarto”.
Una “cronaca” quindi, ma di interesse eccezionale, perchè eccezionale è il “cronista” e altrettanto eccezionale è la posizione da cui ha potuto osservare gli avvenimenti: prima come dirigente di Azione Cattolica, Presidente del Fuci e giornalista, poi come uomo politico, ministro e capo di governo italiano. Grazie a tali incarichi egli ha potuto conoscere da vicino sei Papi e molti personaggi, ecclesiastici e laici, italiani e stranieri che hanno operato nella Roma vaticana o con essa hanno avuto rapporti di carattere religioso, culturale, politico. Di questi ultimi Andreotti racconta particolari interessanti, aneddoti divertenti e inediti. Altri episodi su cui si sofferma altrettanto volentieri riguardano persone meno note e gente del popolo, perchè è attraverso di esse che egli può e vuole ricostruire il clima generale e il tessuto autentico di una città come Roma che, nelle vicende, più tristi che liete, di questi ultimi quarant’anni, ha trovato, spesso nei Papi, un sicuro punto di riferimento.
È naturale, quindi, che egli dedichi a questi ultimi la maggior parte delle sue annotazioni e riflessioni. Lo fa con mano discreta, da studioso attento a non esprimere valutazioni che precedano troppo presto un giudizio storico definitivo, ma anche da “cronista” sensibile che, pur nella diversità delle caratteristiche personali, ha apprezzato, dei “suoi” Papi, la costante comune della forte carica di umanità, della fedeltà alla missione ricevuta, del coraggio morale e fisico.
Questi alti contrassegni Andreotti li ritrova specialmente in alcuni momenti salienti dei vari pontificati: nella resistenza di Pio XI ai soprusi fascisti a danno dell’Azione Cattolica; nell’atteggiamento di Pio XII a difesa dei principi cristiani insidiati dall’ateismo e dal neopaganesimo; nell’impegno di Giovanni XXIII e di Paolo VI per la predisposizione e la realizzazione del Concilio; nei viaggi apostolici di Paolo VI; nello spiccato, anche se brevissimo impegno pastorale di Giovanni Paolo I; e infine nell’energica difesa da parte di Giovanni Paolo II dei valori, anche cristiani, della libertà e della dignità umane.
Dello stesso Autore: Concerto a sei voci, Edizioni La Bussola, 1946; Pranzo di magro per il Cardinale, Longanesi, 1954; De Gasperi e il suo tempo, Mondadori, 1965; La Sciarada di Papa Mastai, Rizzoli, 1967; I Minibigami, Rizzoli, 1971; Ore 13: Il ministro deve morire, Rizzoli, 1975; Ha fondato ed ha diretto la rivista “Concretezza”, edita dall’Editore Angelo Rizzoli.
Introduzione
1) Benedetto XV
2) Pio XI
3) Pio XII
4) Giovanni XXIII
5) Paolo VI
6) Giovanni Paolo I
7) Giovanni Paolo II


