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Selezione di volumi

Nella Luce della Verità – 3 Volumi

Nella Luce della Verità – 3 Volumi

Messaggio del Gral

Autore/i: Abd-ru-shin

Editore: Alexander Bernhardt Editore

vol. 1 pp. 228, vol. 2 pp. 448, vol. 3 pp. 480, Vomperberg – Tirol

Questo libro porterà in molti ambienti inquietudine: esso pone ogni singolo individuo di fronte ad una scelta decisiva per la sua esistenza. Perché questo Messaggio suona come una fanfara nel cuore del tempo attuale, senza riguardo, duro e spietato nella logica del suo sviluppo concettuale. Le domande non risolte dell’esistenza umana vi avranno risposta piena e chiara. Le conoscenze portate da questo libro sono di tale potenza che il lettore libero da preconcetti viene costretto alla riflessione, all’esame e spinto sulla via del progresso.
Molti che finora hanno vissuto alla giornata, lasciando che le cose seguissero il loro corso, forse credendo di non poter cambiare nulla, si possono spaventare. Potrebbe venire loro l’orrore di quanto hanno omesso, di quanto pare perduto ormai. Ma Chi porta in sé una sola scintilla di buona volontà sarà guidato per mezzo di questo Messaggio fino alla lieta conoscenza di vie nuove e chiare attraverso l’intero Creato. L’uomo sperimenta, stupito, quale enorme importanza ha la sua esistenza in questa Creazione, e quale potere ha a sua disposizione che, noncurante, non ha mai avvertito, e la cui efficacia distruttrice si rivolgerà contro lui stesso quando non l’ha usato e diretto verso il Bene.
A chi non avrà timore di sollevare il velo che ancora gli copre i grandi misteri della Vita, questo libro porterà, come nessun altro, vantaggio e giovamento in abbondanza. Sarà per lui il Messaggio vivente del Gral.

Il nome civile di Abd-ru-shin è Oskar Ernst Bernhardt. Nacque il 18 Aprile 1875 a Bischofswerda/Sachsen. Dopo un’istruzione commerciale Abd-ru-shin cominciò presto la sua attività di scrittore. Questa lo condusse più volte all’estero. Nel 1915 fu internato in Inghilterra. Rilasciato nel 1919, si recò a Dresda, più tardi in Baviera, e nel 1924 cominciò a scrivere i primi discorsi del Messaggio del Gral. Nel 1928 si stabilì a Vomperberg nel Tirolo, dove scrisse l’opera «Nella Luce della Verità» Messaggio del Gral. Espulso dall’Austria nel 1938 dai nazisti, morì a Kipsdorf/Sachsen il 6 Dicembre 1941. La sua scienza viva non è dottrina terrena. Egli attinge dalle fonti più pure e più alte. Come ogni opera permette di farsi un’idea dell’autore che in essa si rivela, così la personalità di Abd-ru-shin deve conoscersi dalla sua opera.

I Miracoli dell’Eucarestia

I Miracoli dell’Eucarestia

Autore/i: Broccati Stradella Angiola

Editore: G. B. Paravia & C.

presentazione dell’autrice.

pp. VII-128, nn. tavv. a colori e b/n f.t., Torino

Sommario:

Ringraziamento
Presentazione

Per restare sempre con noi
San Tarcisio
Il miracolo di Roma
Il sangue prodigioso di Santa Maria in Vado
Santa Chiara e i Saraceni
Il miracolo della mula di Sant’Antonio
La Firenze dei miracoli
Il miracolo di Bolsena
La Beata Imelda Lambertini
Il Sacro Corporale di Bagno
Il miracolo della Sorghe
Il miracolo di Torino
Il miracolo del Monte dei Cappuccini di Torino
Il miracolo di Faverney
Il miracolo del 1822 presso la Sacra Famiglia di Bordeaux
L’Ostia miracolosa della Réunion
Alzati e cammina
In Siena: un miracolo che continua
Gesù vivo in noi

Bibliografia

La Bibbia di Rajneesh

La Bibbia di Rajneesh

«Apri gli occhi. È mattino. La notte è finita.»

Autore/i: Osho Rajneesh

Editore: Bompiani

introduzione di Mahasattva Swami Krishna Prem, traduzione di Swami Anand Videha.

pp. IX-386, Milano

La Bibbia di Rajneesh non è un testo sacro né una sacra scrittura. È solo un invito aperto, rivolto a tutti, a dissetarsi alle acque di un fiume che scorre in libertà, nutrito dalla forza di verità dalla quale sgorga. La Bibbia di Rajneesh è comunicazione pura, attraverso cui il Maestro – come intrattenendosi con la sua gente – ha parlato della propria religione e ne ha svelato i segreti. Mai Osho era stato tanto diretto: in queste conversazioni ha analizzato una religione dopo l’altra, sezionando e purificando ogni pensiero e ogni culto, fino ad annunciare l’arrivo di una nuova èra in cui l’uomo contemporaneo potrà finalmente essere libero. Le tecniche di meditazione e i riferimenti alla psicologia proposti sono il corrispettivo pratico del suo messaggio di consapevolezza ed emancipazione.

Osho Raineesh (11/12/1931 – 19/01/1990) ha sempre vissuto in libertà, fuori da ogni contesto socio-culturale.
All’età di ventun anni egli visse “l’illuminazione” cioè “l’erompere dell’individuo fuori da ogni mappa mentale, nel libero e infinito territorio della realtà del vivente”.
Da allora ho dedicato la sua vita all’evoluzione della consapevolezza. Le opere tradotte in italiano sono più di cinquanta; presso Bompiani: Il Libro dei Segreti, La Grande Sfida, Tantra, La Dottrina Suprema.

Visualizza indice

Introduzione di Mahasattva Swami Krishna Prem

  • Il Silenzio, la forza del nulla interiore
  • Non seguitemi, perché io stesso sono perso
  • Esiste l’Essenza divina, ma non esiste alcun Dio
  • L’oppio chiamato religione
  • Essere religioso significa essere ribelle
  • I cosiddetti testi sacri non sono altro che pornografia religiosa
  • Dalla Croce a Jonestown
  • Volontà di potenza: il cancro dell’anima
  • Essere al mondo non basta per essere vivi
  • La tua infanzia: un’educazione a una schiavitù psicologica
  • È vero: io vi insegno ad essere egoisti
  • Ora vivi, più tardi pregherai
  • Religioni usa e getta vendute in magazzini di seconda mano
  • Io sono uno gnostico
  • La mafia dell’anima: i preti e i politici
  • Dio è la più grande finzione mai esistita
  • L’inganno immacolato
  • Il matrimonio: la bara dell’amore
  • La meditazione: la scienza della consapevolezza
  • Non puoi “produrre” l’Illuminazione
  • L’Illuminazione: la sola via che conduce a casa
  • La teologia: una giungla di menzogne
  • L’unico modo per tradirmi è non essere voi stessi
  • La chiave aurea: la psicologia dell’essere
  • Contro le religioni, a favore della religione
  • Le tue azioni non mi preoccupano, io mi curo della tua consapevolezza
  • La religione è l’ultimo lusso

Un maestro. Nota biografica di Swami Anand Videha

Per approfondire

Critica dell’Inautentico

Critica dell’Inautentico

Il pensiero Europeo

Autore/i: Petruzzellis Nicola

Editore: Giannini Editore

premessa dell’autore.

pp. XII-572, Napoli

Dalla premessa dell’autore:
«Le idee conducono la storia, ma le idee possono essere vere o false ed anche le idee vere passano spesso attraverso il filtro delle passioni umane. Anche l’idea più luminosa, riflettendosi in un animo incolto o mediocre, può essere occasione di monomanie e di follie sanguinarie. Le idee false poi sono istinti travestiti, che nella loro irruenza alterano il ritmo dell’ordinato vivere civile. Ne segue la connessione e l’azione reciproca tra pensiero e costume.
Nella prima parte di questo volume sono raccolti alcuni saggi, che affrontano una problematica filosofica fortemente incidente sul costume. Nella seconda parte, invece, trattiamo di idee correnti, nate spesso dalla deformazione o dall’esasperazione di una tematica scaturiente dalla matrice del pensiero contemporaneo, a sua volta sollecitato da alcune esigenze non sempre giuste e limpide.
Estendo a tutta la raccolta il titolo di un saggio in qualche maniera emblematico, perchè l’inautentico dilaga in ogni campo. Lo slogan sostituisce il pensiero in atto, soffocando alla radice l’autentica pensiero critico, che è anzitutto consapevolezza della complessità del reale. Le parole stesse sono snaturate e piegate ad esprimere significati spari spesso contrari a quelli originari, ingenerando confusioni e reazioni a catena.
Noi non presumiamo di cambiare il mondo con un libro, ma adempiamo serenamente il dovere che per chi professa filosofia è più rigoroso e perentorio di quanto non lo sia per ogni uomo: quello di dire la verità, per sgradita che possa essere ad orecchie tutt’altro che caste.»

Sociologia della Creatività Scientifica

Sociologia della Creatività Scientifica

Il genio non è misurabile: ma la curva di sviluppo della produttività scientifica è determinabile con metodi matematico-statistici.

Autore/i: De Solla Price D.J.

Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani

prefazione all’edizione italiana di G. B. Zorzoli, traduzione di Roberta Rambelli.

pp. 144, nn. figure b/n, Milano

Il titolo che l’autore aveva dato inizialmente a questa raccolta di conferenze (pronunciate per le Pegram Lectures al Brookhaven National Laboratory, nel 1962) era “Piccola Scienza, Grande Scienza”. L’argomento sul quale egli intrattiene il lettore è quello di una “mutazione”, alla quale lo sviluppo sociale, politico e industriale dei vari paesi sta sottomettendo la nozione stessa di ricerca scientifica.

C’era una volta la Piccola Scienza: un uomo solo, nel suo laboratorio, con qualche sovvenzione da parte di un mecenate o di una organizzazione, inventava, produceva, scopriva, in una parola “creava” la scienza. Questa Piccola Scienza era quella dei tempi di Galileo ed era quella di venti o trent’anni fa. Poi si è avuto l’avvento della Grande Scienza: teams di ricerca, gruppi collettivi, finanziati in base a stanziamenti astronomici, lavorano oggi a creare un cambiamento delle condizioni planetarie. Con quale ritmo? In quale proporzione rispetto alla attività degli uomini della Piccola Scienza?
De Solla Price studia in questo libro le leggi di crescita esponenziale della creatività scientifica: egli ritiene che si possa misurare quantitativamente, avvalendosi delle scienze statistiche, il tasso di incremento di creatività scientifica nel mondo moderno, le possibili flessioni della crescita, le prospettive – sovente inaspettate – per il futuro.

L’autore non pensa che il “genio” sia una quantità misurabile; ma sa che la genialità individuale, in una società industriale, è sottomessa all’interazione di fattori multipli, la politica internazionale, i fenomeni finanziari, la rapidità e l’intensificarsi dei processi di comunicazione. Cosi, anziché soffermarsi sul valore scientifico delle scoperte singole, egli traccia un panorama, una mappa della forma e del volume della produttività scientifica odierna, passata, futura, e delle leggi che la governano. La scienza diventa cosi oggetto di misurazione e de Solla Price sviluppa un calcolo scientifico del potere creativo (considerato sui grandi numeri), del talento, dell’incremento saggistico nei campi specializzati. I movimenti dell’ingegno studiati come gli spostamenti di grandi masse umane o le collisioni di molecole di gas; un tentativo in apparenza pedante e mortificante, ma che in realtà ci fa toccare con mano le condizioni oggettive e i determinismi sociali a cui sono sottomesse le creazioni che troppo disinvoltamente chiamiamo soltanto “spirituali”.
E l’autore ci guida, in questa ispezione statistica sui destini dell’intelligenza, con uno stile scintillante e serrato, mascherando sotto le tabelle numeriche (ma fondandolo su di esse) il suo interesse per il futuro del pensiero.

Sociologia

Sociologia

Autore/i: Bottomore Thomas B.

Editore: Società Editrice Il Mulino

introduzione all’edizione italiana di Alessandro Pizzorno, prefazione dell’autore, traduzione di Ada Cavazzano e Giordano Sivini.

pp. XIII-446, Bologna

La sociologia, nonostante le grosse polemiche che ancora sussistono al riguardo, può oggi considerarsi un campo di studio specifico e distinto, con propri modelli e con approcci e metodi di ricerca sempre più raffinati. L’autore del presente volume, che vuole essere una guida ai problemi e alla ormai vasta letteratura della disciplina, parte dagli antecedenti storico-intellettuali della sociologia per delineare i problemi teorici e metodologici che hanno accompagnato il sorgere di questa disciplina, la sua collocazione fra le scienze sociali e la sua giustificazione «scientifica». Bottomore presenta e discute criticamente i principali concetti che fanno parte del corpo teoretico della sociologia, dedicando ampio spazio ai problemi della struttura e del mutamento sociale oltre che nelle società avanzate, nei paesi in via di sviluppo. L’autore affronta cosi i punti focali di alcuni dei principali problemi sociali del momento, il contrasto fra nazioni «opulente» e nazioni «proletarie», il trasferimento di aspirazioni e movimenti rivoluzionari dai paesi industrializzati a quelli in via di sviluppo, l’emergere di nuove forme di dominio, rimanendo sempre fedele al concetto originario che ispirò l’opera dei classici: considerare la vita sociale come un tutto e tenere sempre presente il sistema delle relazioni sociali che si ramificano nel tempo e nello spazio entro il quale ogni azione umana si pone.

Thomas B. Bottomore è nato a Nottingham nel 1920 e ha studiato economia, storia economica e sociologia alla London School of Economics. Fra il 1951 e il 1952 è stato Fellow alla Rockefeller Foundation presso l’Università di Parigi, e, fino al 1964, lettore di Sociologia alla London School of Economics. In seguito ha insegnato alla Simon Frazer University di Vancouver ed attualmente insegna sociologia all’Università del Sussex, a Brighton. È redattore dell’«Archives Européennes de Sociologie» per l’Inghilterra e collabora alle più importanti riviste internazionali di sociologia. Svolge anche una vivace attività di pubblicista. È autore di importanti volumi, fra cui «Classes in Modern Society» (1965), «Elites and Society» (1964) e «Critics of Society» (1967). Ha curato, insieme con Maximilien Rubel, la raccolta «Karl Marx Selected Writings in Sociology and Social Philosophy» (1956) e «Karl Marx Early Writings» (1963).

Io Vivo, Affinchè l’Umanità Possa Continuare a Vivere

Io Vivo, Affinchè l’Umanità Possa Continuare a Vivere

Una breve biografia di Bruno Gröning

Autore/i: Häusler Grete; Eich Thomas

Editore: Circolo degli Amici di Bruno Gröning

seconda edizione completamente rielaborata.

pp. 160, ill. a colori e b/n, nn. fotografie b/n, Thalmassing/Germania

Dall’introduzione:
«Bruno Gröning era uno dei personaggi più noti del dopoguerra tedesco. Nel 1949 diecimila uomini affluirono ai suoi luoghi d’azione. Avvennero innumerevoli guarigioni: paralitici, ciechi e muti Vennero guariti. I bisognosi di aiuto accorsero da tutto il mondo. Sono avvenute delle scene, che ai nostri tempi non si sono mai viste. Ancora oggi i testimoni dell’epoca hanno le lacrime agli occhi quando raccontano gli avvenimenti di allora.[…]»

Fenomenologia della Percezione

Fenomenologia della Percezione

Autore/i: Merleau-Ponty Maurice

Editore: Il Saggiatore

terza edizione, premessa dell’autore, traduzione, nota e appendice bibliografica a cura di Andrea Bonomi.

pp. 608, Milano

Quest’opera rappresenta un momento essenziale negli sviluppi della fenomenologia e dell’esistenzialismo, non meno che una premessa alle più recenti scienze dell’uomo. Ad essa Merleau-Ponty attese dal 1939 al 1945, terminato il libro sulla Struttura del comportamento.
Là il problema era stato di delineare, sulla base della psicologia e della filosofia moderne, il rapporto tra l’organismo che percepisce e il suo ambiente. Qui il compito diventa più radicale, perché si tratta di «restituire» il mondo della percezione, di risalire al «terreno» che fonda ogni sapere. Occorre pertanto, e in primo luogo, mettere tra parentesi i pregiudizi del pensiero «oggettivo», neutralizzare le affermazioni dogmatiche che fanno della percezione il risultato dell’azione meccanica delle cose sul corpo, oppure il prodotto di una coscienza costituente. Non esistono meccanismi prestabiliti: la mutua relazione del fisiologico e dello psicologico, che l’empirismo e l’intellettualismo non hanno saputo spiegare, si chiarisce solo attraverso l’analisi della nostra corporeità, è comprensibile solo alla luce dell’essere-al-mondo globale dell’uomo. Di tali proposizioni, si vedano gli sviluppi in questo libro che tra l’altro dà, della fenomenologia di Husserl, una interpretazione subito destinata a dimostrarsi tra le più produttive. In una nota in margine al capitolo sulla sessualità, è posto anche il problema dei rapporti fra esistenzialismo e marxismo, resi oggi più che mai attuali da opere di grande risonanza. Questa traduzione italiana è corredata di una appendice bibliografica, utile agli «addetti ai lavori» come ai lettori che vogliano introdursi in una delle grandi, indispensabili correnti del pensiero contemporaneo.

Maurice Merleau-Ponty (n. a Rochefort-sur-Mer nel 1908, m. a Parigi nel 1961). Dopo gli studi all’École Normale Supérieure, insegnò filosofia in vari licei di provincia (1931-33), poi tenne un incarico all’École Normale fino al momento del richiamo per la seconda guerra mondiale. Durante l’occupazione tedesca, che lo vide militante della Resistenza, insegnò al Liceo Carnot di Parigi, quindi sostitui Sartre al Liceo Condorcet. Successivamente, fu professore all’Università di Lione, ordinario di psicologia pedagogica alla Sorbonne e alla Normale e infine, dal 1952, titolare di filosofia al Collège de France. Questa ultima nomina non passò senza discussioni: si riconosceva in Merleau-Ponty il pensatore e il combattente contro il nazismo, ma gli si contestavano le idee esistenzialistiche, le posizioni «atee» e soprattutto gli indirizzi ideologici (dimostrati anche dall’amicizia con Sartre e la de Beauvoir) ancora ostici a tanta parte del mondo accademico (e non accademico) francese.
Merleau-Ponty partecipò sin dalla fondazione al comitato direttivo della rivista «Temps modernes»; mai suoi rapporti con Sartre non tardarono a mutarsi in una nobile, appassionata, polemica «concordia discorde». Opere principali, oltre le già ricordate: Eloge de la philosophie (Parigi 1953; trad. it. Elogio della filosofia a cura di Enzo Paci, Torino 1958); Les rélations avec autrui chez l’enfant («Le relazioni con l’altro nel bambino», ivi 1953); Les sciences de l’homme et la phénoménologie: 1. Les problèmes des sciences de l’homme selon Husserl («Le scienze dell’uomo e la fenomenologia: 1. I problemi delle scienze dell’uomo secondo Husserl ivi 1953); Les aventures de la dialectique («Le avventure della dialettica», ivi 1955). Di Merleau-Ponty il Saggiatore ha già pubblicato Senso e non senso e Segni.

Israele

Israele

Un Popolo un Paese

Autore/i: Buber Martin

Editore: Garzanti Editore

prima edizione, prefazione e introduzione dell’autore, traduzione dal tedesco di Paolo Gonnelli.

pp. 232, Milano

Martin Buber, autore di questo libro, è la più eminente personalità dell’ebraismo moderno, professore all’Università di Francoforte sul Meno fino al 1933 e poi dal 1938 all’Università di Gerusalemme, l’uomo che rappresenta la coscienza religiosa del nuovo Stato ebraico.
Partendo dalle più antiche testimonianze bibliche al Talmud, al libro dello Zohar e ai testi cassidiei, l’autore giunge fino al sorgere e al delinearsi del moderno pensiero sionistico, illustrando i tentativi da un lato di inserirlo nelle moderne correnti di pensiero (liberalismo, socialismo, idea di nazione), e dall’altro di realizzarlo praticamente in uno «Stato d’Israele». In tutto il corso dell’opera due sono i motivi fondamentali che si ripropongono all’attenzione del lettore: il popolo di Israele ha una sua missione da compiere in seno all’umanità; Israele non può adempiere questa missione se non in stretto rapporto con la sua Terra, la Palestina.
Ed è a questo rapporto reciproco fra un popolo eletto ed una terra eletta che è dedicata la parte più ampia ed appassionata dell’opera. La Terra non rappresenta un «oggetto morto, passivo, ma il socio attivo e vivente» di una collaborazione che sola permetterà la realizzazione della grande missione del popolo ebraico.
È un libro, questo del Buber, che soddisfa un’esigenza di informazione viva in chiunque, dopo le tragiche vicende degli Ebrei nell’ultimo conflitto e di fronte all’esperienza dello Stato di Israele, abbia interesse a comprendere i motivi ideali degli avvenimenti cui assiste.

Miti e Simboli Politici

Miti e Simboli Politici

Autore/i: Pelayo Manuel García

Editore: Borla

prima edizione, premessa e introduzione dell’autore, traduzione dal castigliano di Lucio D’Arcangelo.

pp. 224, Torino

L’immagine mitica ha avuto un’importanza eccezionale nella politica del nostro tempo. Per questo la scienza politica deve accogliere fra i suoi compiti lo studio dei simboli come forma di espressione di una coscienza mitica e come componenti, in grado più o meno intenso ed esteso, dell’unità politica e della sua tensione.
L’applicazione in questo campo di categorie che non procedono dal pensiero razionale, rappresenta una novità interessante e feconda, poiché insegnano a rendersi conto di influenze e suggestioni che vengono per lo più subite passivamente.
Manuel García Pelayo, uno dei maggiori studiosi di questi problemi, propone in questo libro una serie di analisi di simboli che mostrano la permanenza, attraverso tempi, culture e sistemi politici diversi, di un mito: «il reame felice» e questo, nelle sue varie espressioni, ci offre la chiave per «leggere» la storia antica e presente.

Manuel García Pelayo nacque in Spagna, a Corrales in provincia di Zamora, nel 1909. Seguì corsi universitari a Madrid, Vienna e Berlino. Dal 1958 fu Professore in molte Università ispano-americane, attualmente è direttore dell’Istituto di Studi politici alla Università Centrale del Venezuela.

Sogno, Ipnosi e Suggestione

Sogno, Ipnosi e Suggestione

Il mondo dell’inconscio, i fenomeni parapsicologici, le allucinazioni, la medicina psicosomatica, la narcoanalisi, l’ipnotismo in terapia nelle interpretazioni delle moderne teorie psicologiche

Autore/i: Parenti Francesco; Fiorenzola Francesco

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

premessa e cenni introduttivi degli autori, copertina di Silvio Coppola.

pp. 132, Milano

Una esauriente rassegna delle moderne interpretazioni di zone e funzioni della mente umana – e dei fenomeni fisiopsichici ad esse collegati – che solo di recente, e superando una notevole diffidenza, sono state acquisite all’indagine scientifica. Gli esperimenti di Mesmer e di Charcot, le teorie di Freud, Adler, Jung, l’interpretazione dei sogni come mezzo diagnostico, l’ipnosi e le sue pratiche applicazioni; e inoltre, i fenomeni che rientrano nell’ancor fluido campo della parapsicologia conquistato di giorno in giorno, almeno in parte, alla scienza grazie al coraggio di insigni studiosi quali Crookes, Richet, Lombroso.

Francesco Parenti e Francesco Fiorenzola, entrambi medici, si occupano da molti anni di studi di storia della medicina e della psicologia. Hanno pubblicato, in collaborazione, Medicina e magia nell’antico Oriente. Francesco Parenti è autore inoltre di Dal mito alla psicoanalisi e Medicina nei popoli primitivi.

Rapporto dal Purgatorio

Rapporto dal Purgatorio

Autore/i: Anonimo

Editore: Edizioni San Paolo

seconda edizione, prefazione di monsignor Henri Brincard, introduzione e nota dell’autore, traduzione dal francese di Edmondo Coccia.

pp. 182, Cinisello Balsamo (Milano)

II Purgatorio è un capitolo difficile e problematico della dottrina sull’aldilà. AI termine della vita – lo sappiamo bene – la morte interrompe il rapporto con il tempo che passa e il giudizio di Dio introduce nell’eternità, i giusti nel paradiso della sua presenza, i malvagi nell’inferno della sua assenza. Ma nella logica dei novissimi, la fede inserisce una specie di «escatologia intermedia», uno spazio misterioso ma reale nel quale la misericordia perdonante di Dio sospende le scadenze ineludibili dell’eternità e concede alle anime di purificarsi da ogni residuo di peccato. Purgatorio significa appunto (dal latino purgare) questa possibilità di purificazione interiore. La Bibbia non usa il termine Purgatorio, ma loda la preghiera e il sacrificio per i defunti «perché sia cancellato il loro peccato,  e siano assolti dai loro peccati» (cfr. 2Mac 12,39), e san Paolo ammette che «ci si potrà salvare come attraverso il fuoco» (1Cor 3,12-5). Molte spiegazioni, più o meno fantasiose, sono fiorite intorno a questa semplice verità, e – in mancanza di precisi riferimenti biblici – la pietà popolare interpretata dall’arte pittorica e da una predicazione troppo rigorista, hanno rappresentato il Purgatorio come un carcere «delle anime dimenticate». Questo Rapporto interpreta la tradizione spirituale, mistica e teologica, di santi come Veronica Giuliani, Caterina da Genova, Tommaso d’Aquino, e illustra la dottrina cristiana del Purgatorio attraverso una serie di «visioni» affidate come ingenue meditazioni apocrife alla serena valutazione del lettore. Il Purgatorio non è un mito; è una realtà da meditare nella fede: «Possiamo ricavarne più consolazione che apprensione» (card. Journet).

Architettura e Socialismo

Architettura e Socialismo

Sette saggi

Autore/i: Morris William

Editore: Editori Laterza

unica edizione, introduzione e cura di Mario Manieri-Elia.

pp. LV-192, nn. tavole b/n f.t., Bari

«La principale passione della mia vita era ed è tuttora l’odio per la civiltà moderna». Questo ha scritto Morris (qui ritratto in una caricatura insieme al suo grande amico e fedele collaboratore Burne Jones), perché il suo socialismo nasce dalla convinzione che «all’arte compete di stabilire il vero ideale per una vita piena e ragionevole, nella quale la percezione e la creazione della bellezza vengano considerate necessarie per l’uomo come il suo pane quotidiano.»

Grande è stata l’importanza di William Morris nella cultura europea, eppure il pensiero di questo geniale artista è assai poco conosciuto in Italia, ed è evidentemente una grande lacuna. Rispetto a Ruskin e agli altri «utopisti», Morris compì un decisivo passo avanti rendendosi conto delle connessioni necessarie tra l’impegno sociale legato al rinnovamento dell’arte, ed un atteggiamento politico altrettanto aperto e intransigente. Egli concepì l’architettura come «l’insieme delle modifiche e delle trasformazioni operate sulla superficie terrestre in vista delle necessità umane».
Morris parte dai fatti, dalla decadenza del gusto in piena epoca vittoriana, dalla congestione delle città strozzate dalla speculazione, dalla rovina del paesaggio, dall’avvilimento delle condizioni di vita degli uomini, per giungere al suo «socialismo» e al nuovo concetto di architettura.
Nonostante accolga alcune delle contraddizioni della cultura del suo tempo, Morris rientra di diritto nella linea ideologica del Movimento Moderno. I suoi continuatori non avranno difficoltà a superare il suo equivoco anti-industriale e a tradurre il suo ammonimento morale e metodologico in una linea di concreto rinnovamento.

William Morris nasce il 24 marzo del 1834 presso Londra, a Walthamstow, contea dell’Essex; è il primogenito di un’agiata famiglia della media borghesia priva di particolari interessi culturali e, a quanto risulta, di antenati illustri; e una certa agiatezza, nonostante le difficoltà finanziarie incontrate nella sua attività pratica, non lo abbandonerà mai nella vita. Avviato alla carriera ecclesiastica, studia a Oxford, dove è al centro di un gruppo di giovani, tra i quali Burne Jones, che leggono Ruskin, e discutono di arte e architettura più che di problemi teologici. Morris rinuncia presto ai progetti iniziali e decide di rivolgersi all’architettura. «Operaio d’arte in pittura, scultura, arredamento e vetrate» si dedica per anni, insieme a Jones e Rossetti alla «decorazione della casa». Il suo atélier segna un’epoca, ma il suo versatile ingegno lo porta ad occuparsi di cento altre cose : scrive poesie, produce vetrate di chiese gotiche e infine si dedica al campo in cui, in piena età vittoriana, realizza i suoi maggiori exploits: le carte da parati. Disegna chintzes, inventa nuovi sistemi per lo stampaggio, teorizza sui rapporti fra le figure, i segni, i motivi delle sue realizzazioni. Nel 1890 Morris è una celebrità, anche per le innovazioni da lui introdotte nell’arte grafica e tipografica.
Muore nel 1896.

Tecnica della Camera Oscura

Tecnica della Camera Oscura

… i segreti del famoso fotografo americano …

Autore/i: Feininger Andreas

Editore: Cesco Ciapanna Editore

seconda edizione aggiornata.

pp. 308, nn. illustrazioni e fotografie b/n, Roma

Tecnica della Camera Oscura è stato scritto da uno dei più noti maestri di tecnica fotografica: Andreas Feininger.
Feininger, nato in Europa da genitori americani, ha lavorato come architetto in Francia e in Svezia. Trasferitosi in America divenne parte integrante dello staff fotografico della prestigiosa rivista Life. È uno dei maggiori e dei più conosciuti divulgatori della fotografia: i suoi libri costituiscono l’ABC per migliaia di fotografi.
Grazie al suo stringato linguaggio pratico e comprensibile a tutti questo volume costituisce un prezioso aiuto sia per i principianti, per il trattamento punto per punto di ogni operazione, sia per i più esperti, per il gran numero delle minute informazioni derivanti dalla sua lunga esperienza professionale.
Tecnica della Camera Oscura tratta minuziosamente le tecniche di sviluppo e stampa di un negativo per arrivare alla produzione di una fotografia perfetta, più un’ampia trattazione delle elaborazioni in camera oscura. Il tutto corredato da moltissime illustrazioni, grafici, disegni e tabelle di riferimento.

Il Concetto di Filosofia Prima e l’Unità della Metafisica di Aristotele

Il Concetto di Filosofia Prima e l’Unità della Metafisica di Aristotele

prefazione e avvertenze dell’autore.

Autore/i: Reale Giovanni

Editore: Vita e Pensiero

quarta edizione, con traduzione integrale e commentario della «Metafisica» di Teofrasto.

pp. XXIV-478, Milano

Pubblicato originariamente nel 1961, questo saggio è il più importante contributo di Giovanni Reale sulla “Metafisica” di Aristotele, accanto alla sua traduzione con commentario, pubblicata in questa stessa collana. La tesi del libro è che il capolavoro dello Stagirita sulla “filosofia prima” abbia una unità teoretica di fondo: il punto di partenza è la critica del cosiddetto paradigma storico-genetico di interpretazione del testo aristotelico, un metodo proposto agli inizi del Novecento da Werner Jaeger, secondo il quale la “Metafisica” non avrebbe né unità letteraria né unità concettuale, ma rispecchierebbe l’evoluzione del pensiero di Aristotele; questi avrebbe nutrito interessi teologici da giovane, ancora allievo dell’Accademia platonica; avrebbe maturato un genuino interesse ontologico da adulto, con la fondazione del Peripato; e, infine, si sarebbe spostato su questioni esclusivamente scientifiche da vecchio. Reale accetta la tesi della non-unitarietà letteraria, giacché Aristotele non ha scritto un libro con il titolo “Metafisica”, che è stato dato da Andronico di Rodi all’insieme dei libri pubblicati “dopo la Fisica”; dimostra tuttavia la profonda unità concettuale di questi scritti di filosofia prima, mettendo in luce come Jaeger, nella sua tesi, sia condizionato dalla filosofia positivista e dalla teoria generale dell’evoluzione della cultura secondo le tre tappe di teologia-metafisica-scienza. L’unità teoretica della metafisica di Aristotele, nella lettura di Reale, ruota intorno a quattro significati collegati e dipendenti l’uno dall’altro: “aitiologia”, ossia scienza delle cause prime; “ontologia”, ossia scienza dell’essere in quanto essere; “ousiologia”, ossia scienza della sostanza, che è il principale significato dell’essere; e, infine, “teologia”, ossia scienza di Dio, che è anche definito come “prima sostanza”, oltre che Motore immobile e Pensiero di pensiero.

L’Universo della Parapsicologia

L’Universo della Parapsicologia

I fatti, gli esperimenti, le teorie dei maggiori esperti mondiali

Autore/i: Wolman Benjamin B.

Editore: Armenia Editore

con la collaborazione di Laura A. Dale, Gertrude R. Schmeidler e Montague Ullman, prefazione di Emilio Servadio, introduzione di Howard M. Zimmerman, traduzione di Ugo Dèttore.

pp. 1088, nn. figure b/n, Milano

Alla parapsicologia venne riconosciuto un ruolo ufficiale tra le varie scienze quando, circa dodici anni fa, la Parapsychological Association divenne un’affiliata dell’American Association for the Advancement of Science. Fino a questo momento, comunque, non erano ancora stati fatti studi approfonditi e particolari sull’argomento e sull’importanza che i fenomeni psichici hanno nella vita dell’uomo. Questo volume viene certamente a colmare una lacuna in questo campo. Gli autori, trentadue importanti e validi esperti, hanno raccolto dati e materiale.
Dopo una panoramica di carattere storico sui fenomeni paranormali e sulle ricerche effettuate, il volume illustra gli esami sulle facoltà psichiche che attualmente si attuano in laboratorio e le ricerche sui casi spontanei. Molti sono i fenomeni presentati e presi in esame: percezione extrasensoriale, psicocinesi, poltergeist, e altri aspetti fisici paranormali. Altri argomenti molto interessanti che nel libro vengono ampiamente trattati sono l’influenza che i fattori psicologici esercitano sui fenomeni psichici e l’applicazione della tecnologia più avanzata nella ricerca parapsicologica; sono state considerate con attenzione anche le prove di varie forme di vita dopo la morte.
Descrivendo i tentativi che si stanno facendo per dare alla parapsicologia una sua propria struttura di analisi, il volume affronta le varie teorie che attualmente stanno alla base della ricerca in campo psichico. Vengono considerate anche le possibili applicazioni della parapsicologia nel campo della medicina, della biologia, della fisica, dell’antropologia. Di grande interesse sono infine i risultati delle ricerche effettuate nell’Unione Sovietica. Un glossario con i termini relativi alla parapsicologia completa il volume, ed è un valido ausilio per una migliore comprensione dell’argomento.
Questo libro incontrerà senza dubbio il favore di quanti sono interessati ad approfondire la conoscenza dell’uomo e della realtà: psicologi, psichiatri, antropologi, filosofi e teologi; ed è indispensabile per chi voglia studiare i fenomeni parapsicologici.

Benjamin B. Wolman. È professore di psicologia al Doctoral Program nella Clinical Psychology dell’Università di Long Island. È stato preside dell’Istituto di Psicoanalisi Applicata, professore al Post Doctoral Program in Psychology dell’Adelphi University, conferenziere di psichiatria all’Albert Einstein College of Medicine. Ha scritto 18 libri e più di 180 saggi sulla psicologia e la psicanalisi, e ha curato numerosi volumi perle scuole. È Redattore capo dell’«lnternational Encyclopedia of Psychiatry, Psychology, Psychoanalysis and Neurology».

Laura A. Dale. È ricercatrice associata dell’American Society tor Psychical Research ed è redattrice del «Joumal and Proceedings» dell’American Society lor Psychical Research.

Gertrude R. Schmeidler. È professoressa di psicologia al The City College della City University di New York. È vice presidente dell’American Society for Psychical Research, ed è stata due volte presidente della Parapsychological Association.

Montague Ullman. È direttore del Reparto di Parapsicologia e Psicofisica del Maimonides Medical Center di New York e membro di facoltà del Westchester Center tor the Study of Psycoanalysis and Psychotherapy. È presidente dell’American Society tor Psychical Research.

Il Libro dei Morti degli Antichi Egizi

Il Libro dei Morti degli Antichi Egizi

Papiri d’Ani, Hunefer, Anhaï

Autore/i: Anonimo

Editore: Fratelli Melita Editori

commento di Evelyn Rossiter, traduzione di Barbara Mascardi.

pp. 124, riccamente ed interamente illustrato a colori, La Spezia

Ecco totalmente riprodotte, per la prima volta in quadricromia, le figure del celebre papiro di Ani, completate dai papiri similari di Hunefer e di Anhaï, insieme chiamato comunemente, dopo 130 anni, Il Libro dei Morti.
Il papiro di Ani misura circa 24 metri di lunghezza. Quello di Hunefer è 5,50 metri e le litanie destinate ad Anhaï sono vicine ai 4 metri.
Tali raccolte d’invocazioni e di incanti magici erano situate nelle tombe, secondo un’abitudine che risale al XVII secolo a.C. circa. Si credeva, così facendo, di permettere ai defunti di trionfare sui pericoli dell’Aldilà, offrendo loro la possibilità di mutarsi con le potenti creature regnanti nell’universo dei morti. Per far ciò, insegnavano loro le formule che avrebbero aperto, ad una ad una, le porte dell’oltretomba.
È interessante notare come i papiri descrivano la felicità dei campi Elisi, in cui Ra conduceva i defunti nella sua celestiale crociera. I testi egizi non fanno nessun riferimento ad un’eventualità di soggiorno nell’inferno.
Il peso dell’anima – incarnata attraverso il muscolo cardiaco, principio vitale, per definizione era valutato secondo delle regole – ben precise di cui, purtroppo, non ne sappiamo niente. Nonostante ciò, abbiamo oggi un documento di grande importanza, specialmente per questi tempi. Il fascino per l’antichità egizia non è mai stato così intenso, ed i problemi della morte sono oggetto di esami e di riflessioni sempre rinnovati.

Zen e le Vie

Zen e le Vie

Autore/i: Leggett Trevor

Editore: Il Mutamento Pubblicazioni

prefazione dell’autore, tradotto e curato dalla Comunità Neodiana che dimora a Realpa, Terra d’Umbria.

pp. XIII-314, nn. illustrazioni b/n, Bologna

L’espressione dell’ispirazione Zen nelle attività di tutti i giorni come la scrittura o servire il tè, e nelle arti cavalleresche come la scherma, venne ad essere altamente considerata nella tradizione Giapponese. Alla fine alcune di esse furono praticate come addestramento spirituale in sè e per sè; furono poi chiamate “Vie”.
Questo libro include traduzioni di alcuni rari testi sullo Zen e le Vie. Una è un testo Zen del sedicesimo-secolo compilato dalle registrazioni del tempio Kamakura dei precedenti tre secoli, con resoconti delle primissime interrogazioni Zen in Giappone. Esso dà le vere “prove-domande” koan, a cui i discepoli erano tenuti a rispondere. Nel koan chiamato “Sermone”, per esempio, tra le prove vi sono: Come dareste un sermone ad un neonato di un mese? A qualcuno strepitante con pena nell’inferno? Ad un pirata straniero che non sa parlare la vostra lingua? A Maitreya nel cielo Tushita?
Sono tradotti estratti dai “rotoli segreti” di scherma, arco, Judo “è cosi via. Questi rotoli venivano dati in tempi feudali agli allievi, quando essi si laureavano alla accademia, e taluni di essi contengono profondi accenni psicologici e spirituali, ma in forma deliberatamente criptica. Non possono essere compresi senza lunga pratica in una Via e l’autore stesso poggia sull’esperienza di oltre quarant’anni – prima come studente poi come insegnante – della Via chiamata Judo, in cui egli detiene un ruolo di insegnante anziano (Sesto Dan) rilasciato dalle sedi centrali Kodokan, in Giappone.
Il testo è accompagnato da squisiti disegni “a tratto” ed immagini.

Trevor Leggett ha vissuto per parecchi anni in Giappone dove ha appreso Judo, lingua Giapponese e Buddhismo; nello Zen si addestrò al tempio Daitokuji in Kyoto. Primo straniero ad ottenere il Sesto Dan (grado di insegnante anziano) nel Judo, da Kodokan, detiene anche l’Ottavo Dan in Gran Bretagna, il più alto grado in questo paese. Trevor Leggett fu dal 1946 a] 1970 capo della BBC Japanese Service.
Di prossima pubblicazione in Italia per le stampe “Il Mutamento Pubblicazioni”: La Caverna della Tigre (testi Zen Giapponesi).

Le Parole della Spiritualità

Le Parole della Spiritualità

Per un lessico della vita interiore

Autore/i: Bianchi Enzo

Editore: Rizzoli

prologo dell’autore, in copertina: Pala di San Zaccaria. San Gerolamo (part.), Venezia, chiesa di San Zaccaria.

pp. 210, Milano

«Vita spirituale • Ascesi • Pazienza • Conversione • Attenzione • Ascolto • Meditazione • Lectio divina • Contemplazione • Preghiera • Silenzio • Castità • Obbedienza • Povertà • Speranza • Perdono • Umiltà • Conoscenza di sé • Solitudine • Comunicazione • Vecchiaia • Morte e fede • Gioia»

“Perché c’è una sorta di filo rosso che mi ha accompagnato in questo itinerario nella spiritualità cristiana ed è la convinzione che la nostra vita ha un senso e che a noi non spetta né inventarlo né determinarlo, ma semplicemente scoprirlo presente e attivo in noi e attorno a noi: riconosciutolo, ci reca in dono la libertà di accoglierlo” E. B.

Un lessico della vita interiore deve iniziare da una rivisitazione dei nomi, dalle parole della fede e della preghiera. Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose, autorevole punto di riferimento nella cristianità di oggi, ha fatto della riflessione sulla Parola di Dio e del dialogo con il mondo laico il cuore del suo mandato evangelico.
Questo libro intende consegnare a credenti e non la speranza e la possibilità di una autentica vita spirituale attraverso un nuovo battesimo di parole, parole che dicano la realtà, aderiscano alla realtà e che sappiano creare e plasmare la realtà.
Alla ricerca insomma di una parola perla vita che, tratta dal vissuto quotidiano, possa fornirlo di un senso; una parola proveniente dall’esterno ma capace di scendere nelle profondità dell’essere; un evento esteriore capace di orientare l’interiorità di chi ascolta. “Dare il nome” alle cose significa compiere il primo passo per la loro conoscenza, la presa di possesso, l’acquisizione di una consapevolezza che al nome non si ferma. Come nelle autorevoli raccolte dei primi secoli del cristianesimo, queste pagine sono nate in risposta a sollecitazioni di fratelli, sorelle e ospiti della Comunità di Bose, e hanno assunto la forma scritta proponendosi di tessere un dialogo con un uditorio più vasto ma non meno interessato dentro e fuori la compagine ecclesiale.

Le voci (da Vita spirituale a Ascesi, Attenzione, Meditazione, Umiltà, Solitudine… fino a Gioia) sono ordinate non alfabeticamente né tematicamente, ma secondo un percorso fatto di rimandi e richiami, in cui un termine ne evoca un altro, lo spiega, lo riprende più avanti. Percorso non lineare, ricco di sorprese e di punti di vista differenti, alla ricerca di “un’irraggiungibile globalità di comprensione, come la farfalla che danza attorno al fuoco e finisce per conoscerlo solo gettandovisi dentro”.

Enzo Bianchi (Castel Boglione, Monferrato, 1943), fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose.
Direttore della rivista biblica “Parola, Spirito e Vita”, è autore di numerosi testi, tradotti in molte lingue, veri e propri long seller, sulla spiritualità cristiana e sulla grande tradizione della chiesa, scritti tenendo sempre conto del vasto e multiforme mondo di oggi. Collabora a “La Stampa”, “Avvenire” e “Luoghi dell’infinito”.
Tra i suoi libri ricordiamo: i commenti esegetici e spirituali, Adamo, dove sei? (1994), Pregare i Salmi (1997); i saggi, Pregare la Parola (1974, n.e. 1994), Lontano da chi? (1977), Il radicalismo cristiano (1980), Vivere la morte (1983, n.e. 1996), Giorno del Signore, giorno dell’uomo (1994), Da forestiero (1995), Altrimenti (1998); l’intervista a cura di Marco Guzzi, Ricominciare (1991, n.e. 1999) e le antologie, Il libro delle preghiere (1997), Un raggio della tua luce (1998).

Filosofia delle Parole e delle Cose

Filosofia delle Parole e delle Cose

Autore/i: Quadrelli Rodolfo

Editore: Rusconi

prima edizione, prefazione dell’autore.

pp. 168, Milano

Rodolfo Quadrelli è uno dei critici più acuti della dialettica dell’illuminismo e uno degli scrittori più idonei a offrire alternative a una cultura dominante ma debole, che pretende di essere la cultura tout court. In questo libro egli prosegue il severo discorso cominciato con Il linguaggio della poesia, che fissava il concetto di tradizione, distinguendolo da quello di storia («la tradizione è ciò che può non essere mai stato, ma che avrebbe potuto essere e che forse potrà ancora essere»), e contrapponeva ai maestri cui oggi più frequentemente si dà credito, perché più «influenti», altri maestri per altre scelte: da Dante a Manzoni, da Eliot alla Weil.
Quadrelli mostra come la filosofia oggi prevalente sia degradata, perché si identifica con le cose. Queste sono dense di filosofia implicita, che è naturalmente filosofia pratica, alla quale si deve chiedere sempre «dove vada a parare». Delle cose l’uomo crede di essere divenuto padrone, grazie soprattutto alla libera industria, promossa dal «libero pensiero»; in realtà ne è servo. L’Autore indica l’origine del fenomeno in filosofie insospettabili, che si definiscono volentieri «critiche»: in quelle di Cartesio, Hume, Kant, coloro che hanno ridotto il pensiero a soggettività. Le gazzette, che fanno mostra di accorgersi come certe decantate libertà abbiano portato alla negazione di Dio e del sacro, ne attribuiscono la causa al «materialismo dilagante», dimenticando che l’accusa va rivolta allo «spiritualismo» di tanti filosofi e artisti moderni: costoro, concentrati in interiore homine, hanno abbandonato il mondo, giudicato mera macchina, a coloro che infatti l’hanno empito di macchine. È urgente ora saper rinunciare alle cose, rinunciando prima alle parole; queste, ricondotte ai loro significati, consentiranno di ritrovare le cose in un diverso ordine.
Chi leggerà queste pagine si accorgerà che Quadrelli possiede una rara libertà di giudizio: l’opposto del «libero pensiero», sempre inteso come libertà di cedere alle cose e di farsi loro complice.
In questo libro è usata l’espressione «cattolicesimo di desiderio», né vi si trova altra professione di fede. Ma è difficile riferire questa formula a una confessione religiosa precisa, si piuttosto a una necessità di religione e a una necessità di ortodossia che non sa riconoscersi in alcuna ortodossia esistente.

Rodolfo Quadrelli è nato nel 1939 a Milano, dove vive e insegna. Ha pubblicato: Il linguaggio della poesia (Vallecchi, 1969). Ha curato: P.B. SHELLEY, Prosa e poesia (Dall’Oglio, 1963); T.S. ELIOT, I «Pensieri» di Pascal (in «Ethica», 1966); T.E. HULME, Meditazioni (Vallecchi, 1969); QUADRELLI, PRINCIPE, QUINZIO, PLEBE, I potenti della letteratura (Rusconi, 1970). Ha scritto l’Introduzione a: GIACOMO NOVENTA, Storia di una eresia (Rusconi, 1971).