Libri dalla categoria Magna Grecia
Dialogo dei Massimi Sistemi
Autore/i: Landolfi Tommaso
Editore: Rizzoli
pp. 160, Milano
Perché Maria Giuseppa, «una cosa liscia, senza fianchi e senza petto», è morta per Giacomo, giovane blasfemo? E che cosa nasconde il sogno di sangue di Rosalba, «fanciulletta di forse dodici forse tredici anni»? Misteri landolfiani, aberrazioni, sub- e surrealtà. E già affiorano, in questi racconti cui Landolfi affidò, nel 1937, il proprio esordio letterario, le ossessioni che ne costelleranno tutta l’opera. Opera unica fin dal suo sbocciare, se si pensa che il primo racconto letto dallo scrittore a un amico (e qui incluso) descrive «la straziante morte di un topo e il suo folle funerale». Con Landolfi siamo subito di fronte a testi giocati sul filo della realtà, che anzi hanno già valicato il crinale verso un mondo altro, dove l’autore palesa la sua lunare ironia, nonché l’inclinazione costante a esplorare la faccia velata e paradossale delle cose e dell’uomo. Non a caso Landolfi è discepolo dei grandi maestri dell’Ottocento: gli amatissimi Gogol’ e Dostoevskij, ma anche Edgar Allan Poe. E a quest’ultimo rimanda forse la tensione che percorre le pagine dei sette racconti qui riuniti.
Il Mar delle Blatte
Autore/i: Landolfi Tommaso
Editore: Rizzoli
pp. 128, Milano
Mille libri di avventure ci hanno narrato del giovane eroe che arditamente parte, forte soltanto della propria fede in un alto destino, alla conquista di terre e amori impervi e lontani. Ma immaginiamo che l’eroe sia un qualunque ragazzo turbato da vendicative insicurezze, guardiamolo trascinare verso un mare nero perché interamente coperto di blatte un padre reso imbelle e una fanciulla sadicamente abbandonata a un fantasioso quanto riprovevole oltraggio – ed eccoci penetrati, attraverso il racconto che dà titolo al volume, nell’universo surreale e letterariamente blasfemo di cui Landolfi regge con accanita destrezza le fila, sino a quel memorabile tour de force che è la descrizione dettagliata degli amori fra un minuscolo verme e l’eroina Lucrezia.
È un gioco lieve e perverso, che si rinnova, ogni volta inventando nuovi percorsi e nuovi bersagli, in tutti i testi di questa raccolta di racconti, specialmente celebrata fra quelle del primo Landolfi. Vi incontriamo molte delle vene tipiche dell’autore: dalla vocazione parodica che si esercita, non senza divertimento, sul terreno dell’orrore alla lettura in chiave paradossale dell’ottusa frenesia di chi vive in situazioni soffocanti e chiuse; e, ancora, il gusto dell’intelligenza pura che si scatena in ironiche acrobazie concettuali e stilistiche.
Manuale di Bibliofilia
Autore/i: Bandini Buti Antonio
Editore: U. Mursia Editore
prefazione dell’autore.
pp. 320, 50 illustrazioni b/n, XVI tavole b/n f.t., Milano
Antonio Bandini Buti ha saputo dare a quest’opera (che esce postuma, affiancandosi al suo Manuale di Filatelia edito in questa stessa collana) quella leggerezza di esposizione che ne fa, oltre che un manuale pratico, anche un libro di piacevole e stuzzicante lettura. Se la competenza dell’autore, infatti, offre elementi interessanti agli esperti della materia ed ai neofiti, l’amore per il libro che traspare da queste pagine è tale che avvince e conquista il lettore. È un amore fatto di piccole cose, dalla notizia erudita alla nota tecnica, dall’illuminante aneddoto all’esperienza personale, al consiglio pratico della persona in diuturna comunione con i suoi libri. Ci si dispiega cosi, variopinto ed appassionante, con una concisa ma sempre puntuale panoramica, la storia del libro nel mondo, dall’antichità ai nostri giorni, colta nei suoi momenti più salienti, rivissuta nei suoi protagonisti e nelle sue conquiste tecniche. Seguono cenni sulla rilegatura, sul restauro, sul modo di sistemare i libri nella casa e di organizzare una biblioteca privata ecc.
La parte più importante è senza dubbio quella che tratta del libro antico, che insegna a riconoscere un raro, un pregiato o un ricercato per le sue particolari caratteristiche.
Completano il volume alcune informazioni ausiliari per il ricercatore od il bibliofilo: un lessico bibliografico, un elenco delle abbreviazioni usate nei repertori bibliografici e un elenco in quattro lingue dei termini bibliografici più comuni.
Prefazione
I – I precursori del libro
II- L’origine della stampa a caratteri mobili
III – Il libro dal Cinquecento al Novecento
IV – Cenni sulla tecnica della stampa
V – La legatura
VI – I nemici del libro
VII – Il restauro
VIII – Il libro raro e pregiato
IX – L’amore del libro
X – Il galateo del libro
XI – Il libro nella casa
XII – Le biblioteche pubbliche
XIII – Il commercio librario
XIV – Le fonti bibliografiche
XV – Curiosità bibliografiche.
XVI – Massime e pensieri sul libro
– Bibliografia
– Appendici
Indice delle illustrazioni
Indice dei nomi
Talmùd Babilonese – Trattato delle Benedizioni
Ordine «Semenze» – Trattato «Benedizioni»
Autore/i: Anonimo
Editore: Editori Laterza
prima edizione, prefazione e cura di Eugenio Zolli, introduzione di Sofia Cavalletti.
pp. LII-444, Bari
La Mishnàh, ossia il corpus juris ebraico formatosi fra il I e il III secolo dopo Cristo, fu nei secoli successivi oggetto di studi, discussioni e commenti tanto nelle accademie talmudiche di Palestina che in quelle di Babilonia. Ne nacquero due redazioni diverse del Talmùd, quella palestinese, che si ritiene conclusa al principio del V secolo ed è opera mancante di unità e di organicità, e quella babilonese, alla quale la comunità ebraica di Babilonia dovette il suo prestigio e la sua autorità in tutto il mondo giudaico. Del Talmùd babilonese pubblichiamo nel presente volume il «Trattato delle benedizioni».
Il Talmùd, che è ancora oggi in gran parte alla base della vita religiosa dell’ebreo osservante, presenta un contenuto non soltanto strettamente normativo ma anche narrativo ed offre quindi abbondante materiale storico, mitico, aneddotico, geografico del più grande interesse. Dalle sue pagine possiamo ricostruire qual’era la vita di ogni giorno degli ebrei nei primi secoli dell’era cristiana, le loro pratiche di pietà, i loro riti pubblici, le loro cognizioni scientifiche, mediche, linguistiche, ecc.
Di somma importanza sono le abbondantissime notizie teologiche, che ci informano sui concetti che gli ebrei dell’epoca avevano intorno a Dio, agli angeli e ai demoni, intorno alla vita futura, all’escatologia, al messianesimo, all’elezione del popolo d’Israele e ai suoi rapporti con le genti.
Condannato da Giustiniano nel 553 e proibito ripetute volte nel Medio Evo, lo studio del Talmùd fu difeso da Reuchlin e da Erasmo. Il Bomberg, sotto la protezione papale, ne fece a Venezia un’edizione nel 1523, ma trent’anni dopo si tornava a bruciare il Talmùd nelle piazze e lo si includeva nell’Indice dei libri proibiti. Solo in tempi più recenti si è fatta strada durevolmente la convinzione che lo studio del Talmùd e della letteratura rabbinica è assai utile anche al fine di una migliore conoscenza dell’ambiente in cui sorse il cristianesimo.
PREFAZIONE
INTRODUZIONE – La letteratura talmudica
§ 1 Scribi e Farisei
§ 2 La Legge e la tradizione
§ 3 Notizie sioriche sugli Ebrei dal 70 d. C. alla chiusura del periodo talmudico
§ 4 La Mishnàh
§ 5 Gli «ordini» della Mishnàh
§ 6 Il Talmùd
§ 7 Le regole ermeneutiche
§ 8 I commenti al Talmùd
§ 9 La storia del Talmùd
TALMÙD BABILONESE
I Da quando (Me-êmathàj)
II Stava leggendo (Hajâh qôré)
III Uno il cui morto (Mî she-mêthô)
IV La preghiera mattutina (Tephillàth ha-shâliar)
V Non si sta in atteggiamento di preghiera (Ên ômedîm)
VI Che benedizione si dice (Késad mebhârekhîn)
VII Tre che hanno mangiato assieme (Shelôshâh she-âkhelû)
VIII Queste sono le cose (Ellû debhârîm)
IX Chi vede (Hâ-rôèh)
INDICE ANALITICO
L’Italia Avanti il Dominio dei Romani
La presente edizione riproduce l’edizione pubblicata in Milano per i tipi di Giovanni Silvestri nel 1826
Autore/i: Micali Giuseppe
Editore: Messaggerie Pontremolesi
cura e premessa di Sergio Musitelli.
pp. XXXVIII-526, Milano
Il trionfo di Roma, la indiscutibile maestosa grandezza della sua civiltà, la meravigliosa potenza e la strabiliante durata dalla Monarchia alla Repubblica e dalla Repubblica all’Impero, quello che il grande storico Livio affermava sembrare più opera degli Dèi che di uomini mortali, ha posto generalmente in ombra tutte le civiltà italiche preromane, che pure avevano raggiunto livelli altissimi e delle quali Roma assorbì più di quanto in generale si pensi o si possa credere.
Gli stessi Romani – e non certo i più umili, ma i più dotti quali Varrone, Cicerone, Plinio e persino i grandi poeti quali Virgilio e Orazio – apertamente riconoscevano il debito enorme che Roma aveva contratto con gli Aschi, gli Umbri, i Liguri, gli Etruschi, con tutte, insomma, le grandi civiltà preromane. E spesso, esse sono indicate come modello di dignità umana e civile. Il libro di Micali – un classico consente anche al lettore non specializzato di avvicinare queste civiltà delle quali l’Autore fornisce un quadro vivace e pittoricamente affascinante, senza nulla concedere al romanzesco e poggiando saldamente sulla documentazione storica e archeologica di cui disponeva. Una lettura suggestiva che ci fa ritrovare le nostre radici più profonde e ci invita a rimeditare anche la storia di Roma sotto una prospettiva diversa da quella che emerge dalla corrente letteratura manualistica.
Disegno Storico del Medio Evo
Autore/i: Ciccotti Ettore
Editore: Casa Editrice Giuseppe Principato
introduzione dell’autore.
pp. 552, Messina
Dall’introduzione dell’autore:
1. Importanza storica, caratteri e funzione dell’Impero romano.“:
«L’Impero romano, formatosi in seguito alla grande conquista che i Romani avevano fatta di tanta parte del mondo conosciuto, aveva, pure attraverso i varii ed inevitabili mali di una conquista violenta e a scopo di dominio, adempiuta una funzione di grande importanza storica.
La riunione sotto un solo regime di tanti paesi, spesso reciprocamente estranei o avversi, aveva, in quel momento della storia e in quelle condizioni di vita, messo un termine ai conflitti, talora permanenti, di quelli che erano prima Stati sovrani e indipendenti. Aveva indotto un diffuso stato di pace che era riuscito fecondo sovratutto tra il primo e il secondo secolo dell’era volgare. Aveva agevolati gli scambi con la costruzione di strade e la possibilità di mezzi di comunicazione. Aveva realizzata una relativa sicurezza generale. Aveva resa più facile la diffusione e l’utilizzazione di tutto quanto, sotto l’aspetto materiale e morale, la civiltà antica aveva potuto produrre nell’una o nell’altra regione; e aveva determinate anche condizioni propizie all’aumento della popolazione.
Ma, per la natura stessa delle cose umane, ovunque stranamente s’intessono il bene ed il male, e dall’uno sorge talora automaticamente l’altro, e ne deriva anche il degenerare delle istituzioni. Per la tutela sempre più urgente di un così vasto dominio e per i bisogni sempre più complicati della sua amministrazione, crescevano i funzionari e si convertivano sempre più in una intricata e costosissima burocrazia, cioè in un ordinamento amministrativo idropico, inceppante e reso ognora più torpido dall’introduzione e l’ossevanza di formalità anche vane.
Tutto per mantenere un paese o una classe dominante, dove lo sperpero era in ragion diretta della facilità con cui avveniva l’appropriazione delle ricchezze prodotte da altri.[…]»
Trance Formation of America
Una storia vera sul sistema della C.I.A. per controllare la mente umana
Autore/i: O’Brien Cathy; Phillips Mark
Editore: Macro Edizioni
pp. 448, nn. illustrazioni b/n, Diegaro di Cesena (FC)
È l’autobiografia circostanziata di una vittima del segretissimo programma di controllo mentale del Governo degli Stati Uniti d’America, che la CIA ha chiamato in codice programma MKUltra. Cathy O’Brien, forse unica testimone sopravvissuta, è riuscita a riacquistare pienamente le proprie facoltà mentali, dopo essere stata sottratta di nascosto – l’8 Febbraio 1998 – alla sua “schiavitù mentale” dall’agente, interno alla stessa organizzazione, Mark Phillips – che qui ci introduce la testimonianza di Cathy.
Insieme hanno anche intrapreso procedimenti legali penali per ottenere giustizia: ogni tentativo è stato bloccato da “ragioni di sicurezza nazionale”. La loro azione continuerà, essendo stata a suo tempo coinvolta anche la figlia di Cathy, Kelly O’Brien. La loro speranza di giustizia si basa sul fatto che l’Atto della Sicurezza Nazionale del 1947 è incostituzionale, e chi vi ricorre compie un “abuso criminale”.
Tra inganni, stupri, riciclaggio di denaro sporco, traffico di droga e “imprese” del genere, questa storia può dare l’impressione di essere un esasperato thriller internazionale. Luoghi e persone citate (incluse copie di documenti ufficiali) sono però noti a tutti e il racconto viene testimoniato da due persone che sono ancora impegnate a trovare riscontri e ascolto alla loro denuncia: si tratta di azioni che rientrano in piani freddamente programmati per dominare il pianeta attraverso tecniche più potenti delle bombe, perché aggrediscono la mente degli uomini e ne annientano la volontà.
Avvertenza ai lettori – Questo libro contiene riferimenti espliciti ad atti sessuali e descrizioni delle parti anatomiche dei personaggi che hanno perpetrato abusi e torture alle vittime di questo racconto impressionante. Gli Autori hanno ritenuto che i “dettagli” servissero a convalidare i fatti, che sono stati riportati anche a competenti autorità di indagine. Il 95° Congresso USA istituì una commissione apposita il 3 Agosto 1977. Rimasta senza esiti.
Un Sole nel Labirinto
Storia e leggenda di Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero
Autore/i: Capecelatro Giuliano
Editore: Il Saggiatore
pp. 224, Milano
“Il principe conosce la scienza chimica e la fisica. È un uomo al passo con i tempi, chi si sogna di negarlo’? Eppure la sua figura ha qualcosa di sfuggente, di ambiguo; mentre nel mondo trionfano le scienze sperimentali, paladine di un sapere democratico, intelligibile, aperto a tutti gli uomini, lui ha piuttosto l”aria di un vecchio alchimista. ’Di uno stregone!’ fa da imperioso contraltare la voce dei vicoli.”
1770. Una domenica di luglio un bizzarro spettacolo si presenta agli occhi degli abitanti di Napoli, nobili e plebei: una carrozza, trainata da quattro cavalli, si immerge nelle acque e attraversa il golfo da un capo all’altro, galleggiando sui flutti. Lo stupore e la meraviglia degli spettatori durano il tempo di conoscere l’autore del prodigio: Raimondo de Sangro. È un’altra delle sue invenzioni.
Ma chi è Raimondo de Sangro, principe di Sansevero? Attorno a questa figura si affollano le dicerie più disparate. I nobili suoi pari lo conoscono come un uomo potente, dalle amicizie altolocate, che è stato un favorito di re Carlo di Borbone e intrattiene buoni rapporti con suo figlio Ferdinando IV. Per la Chiesa, e in particolare per i gesuiti, è al peggio un nemico giurato e, al meglio, un personaggio quanto meno sospetto: si mormora dei suoi trascorsi nella massoneria napoletana e di certe sue idee religiose non proprio ortodosse. Per i pochi che lo conoscono bene è un uomo di ingegno e di vasta cultura, anche se talvolta la sua fantasia vola un po’ a briglia sciolta e si lascia affascinare dall’idea dell’immortalità. Ma il popolo che abita i vicoli non ha dubbi: si tratta di uno stregone in combutta con le potenze infernali, come spiegare altrimenti le strane luci e i rumori che provengono di notte dal suo palazzo, le voci incontrollate di esperimenti blasfemi che passano di bocca in bocca per tutta Napoli? Giuliano Capecelatro ha raccolto con sapienza tutti i fili che portano a questo strano personaggio, e ha provato a riannodarli. Ne è nata una biografia unica e particolare, in cui ai documenti ufficiali si affiancano le voci popolari e le opinioni di amici e nemici. Così, il principe di Sansevero, da personaggio storico, si trasforma lentamente in una figura romanzesca, in un mito che accompagna la città partenopea dal XVIII secolo a oggi.
Giuliano Capecelatro (Napoli 1947), è stato per molti anni inviato dell’Unità. Per il Saggiatore ha pubblicato insieme a Franco Zaina La banda del Viminale (1996), indagine sul delitto Matteotti, e Un sole nel labirinto (2000), la biografia romanzata di Raimondo de Sangro principe di Sansevero.
Il Conte di Saint-Germain
L’iniziato immortale – Storia e leggenda
Autore/i: Chacornac Paul
Editore: Edizioni Mediterranee
edizione italiana a cura con introduzione di Gianfranco De Turris, premessa dell’autore, traduzione dal francese di Pasquale Faccia.
pp. 248, illustrazioni b/n, Roma
Alchimista, immortale, massone, esponente degli Illuminati di Baviera, cabbalista, maestro di Cagliostro, creatore dell’elisir di giovinezza o di lunga vita, colui che fabbricava l’oro e poteva diventare invisibile, allo stesso tempo amico di Luigi XV e di Maria Antonietta e finanziatore della Rivoluzione francese, uno dei capi della Rosa-Croce, inviato della Grande Fratellanza (o Loggia) Bianca, quindi capo spirituale dei Teosofi: questo il ritratto noto del leggendario conte di Saint-Germain, la cui esistenza storica è stata spesso messa in discussione. La minuziosissima biografia di Paul Chacornac dimostra, in base alle testimonianze dirette e ai documenti d’archivio dell’epoca, che Saint-Germain esistette realmente: ne ricostruisce così le rocambolesche vicende nella seconda metà del XVII secolo, proponendo una identificazione storica del personaggio e trasformandosi alla fine in un’analisi simbolico-tradizionale della sua figura che, lungi dall’essere solamente quella di “un ricco gentiluomo cosmopolita, sapiente e artista”, è un simbolo oscillante fra Storia e Metastoria, le cui suggestioni sono giunte fino a noi.
Paul Chacornac (1884-1964) fu l’editore di Le Voile d’Isis che nel 1936 mutò il proprio nome in Études Traditionnelles, la celebre rivista sulle cui pagine René Guénon pubblicò numerosi articoli e che sopravvisse fino al 1991. Appassionato di astrologia e di alchimia, viste entrambe sempre sotto il profilo tradizionale, alle quali dedicò personali studi, Paul Chacomac stampò e diresse dal 1933 anche la rivista Astrologie e curò l’edizione francese delle Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz. Scrisse diversi altri libri di un certo interesse, come Les Frères de la Chevalerie du Temple e Les constellations et les étoiles fixes d’après la Tradition, nonché alcune importanti biografie, oltre alla presente: Eliphas Lévi, rénovateur de l’occultisme en France; Grandeur et adversité de Jean Trithème; Un disciple des Rose-Croix: Michael Maier, médicin, philosophe, hermétiste e soprattutto Vie simple de René Guénon.
Secondo Natura
La bisessualità nel mondo antico
Autore/i: Cantarella Eva
Editore: Rizzoli
premessa dell’autrice, in copertina: pittura murale dalla Tomba del tuffatore, Paestum, Museo.
pp. 322, Milano
Secondo o contro natura? Per i greci e per i romani i rapporti omosessuali, largamente diffusi, erano parte della cultura. Beninteso se si trattava di rapporto tra persone di sesso maschile. La donna che amava altre donne era una figura minacciosa e perversa, nel migliore dei casi pateticamente caricaturale.
Eva Cantarella in questo libro che è stato tradotto in molte lingue ricostruisce il quadro complesso di questa cultura, analizzando i testi giuridici, le testimonianze dei poeti, i documenti della vita quotidiana e le riflessioni di storici, filosofi e medici. Al di là delle differenze, peraltro rimarchevoli, tra il rituale educativo della pederastia greca e l’omosessualità di stupro della più antica cultura romana, appare in tutta la sua evidenza che sia i greci sia i romani erano bisessuali.
Alla distinzione eterosessualità-omosessualità, che a partire dal cristianesimo diventerà il solo criterio applicato per stabilire la naturalità o meno dei rapporti, greci e romani anteponevano quella attività-passività, e consideravano «contro natura», in un uomo, solo l’assunzione del ruolo sessualmente passivo in età adulta.
Eva Cantarella insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano. Tra i suoi libri: «Introduzione al diritto materno di J.J. Bachofen», Roma, 1983; «Tacita Muta. La donna nella città antica», Roma, 1985; «I Supplizi capitali in Grecia e a Roma», Milano 1991; «L’ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell’antichità greca e romana», 3ᵃ ed. Milano, 1995.
Storia del Pene e la Demoralizzazione dell’Occidente
Genealogia della morale borghese
Autore/i: Aron Jean-Paul; Kempf Roger
Editore: Sansoni Editore
prefazione all’edizione italiana di Alessandro Fontana, prologo degli autori, traduzione di Davide Bigalli.
pp. XXI-232, Firenze
Una ricerca genealogica sulle origini della morale sessuale contemporanea, condotta tra gli archivi pedagogici, medici e giudiziari dell’Ottocento. Storici del costume borghese, Aron e Kempf mostrano come, a partire dalla fine del Settecento, ci sia stata una vera e propria “glaciazione” repressiva del sesso, diretta principalmente contro i suoi usi “anormali” e affidata alle cure dei medici, dei giudici e degli educatori. Si è trattato di una sistematica “macchinazione” contro il corpo, perseguita così integralmente che ancor oggi il nome stesso dell’organo maschile ha diritto di circolazione, anche nel discorso scientifico , solo perché, divenuto “fallo”, ha assunto la rassicurante astrazione dei simboli. Protagonista di questa repressione la borghesia dell’ex Terzo Stato, uscita trionfante dalla sua rivoluzione e presto lanciata alla conquista del mondo. Intenta a costruire l’edificio delle propria rispettabilità in opposizione alla decadente e corrotta aristocrazia, la nuova classe sociale avversa tutto ciò che è sperpero, disordine, sregolatezza: e nulla è più sregolato e indocile della pura sessualità, che infrange l’ordine morale e mina il morale dei popoli… Un’appassionante ricerca nelle cronache del vissuto, che spiega la nascita e la concatenazione di concetti e comportamenti che, sostengono Aron e Kempf, sono tutt’oggi alla base del nostro comune reale.
Jean-Paul Aron, docente a Parigi all’École des hautes études en sciences sociales, è epistemologo e storico, oltre che. autore di romanzi, saggi critici e opere teatrali. Un Suo libro su La Francia a tavola dall’Ottocento alla Belle Epoque è stato recentemente pubblicato da Einaudi.
Roger Kempf, etnologo della letteratura, è professore al Politecnico di Zurigo. Nelle sue diverse opere si è occupato del corpo e dei costumi nel campo della produzione storica e letteraria.
Alessandro Fontana, autore della prefazione all’edizione italiana, lavora all’École normale supérieure di Parigi. Ha curato edizioni italiane delle opere di Michel Foucault e di Gilles Deleuze e collaborato all’«Encièlopedia» e alla «Storia d’Italia» Einaudi.
L’Astrologia del Gatto
Autore/i: Daniels Mary
Editore: Sonzogno
introduzione dell’autrice, disegni di Kenji Sumura.
pp. 96, nn. illustrazioni b/n, Milano
Convivere con un gatto, si sa, non è un’impresa facile; ma diventa difficilissima quando si ignori il “segno” del felino. Può succedere, così, di cadere in spiacevoli equivoci; di offrire, per esempio, melone e granoturco, i cibi preferiti dal Toro, al gatto dei Gemelli, o di scacciare dalla vasca da bagno l’Acquario, la cui sola aspirazione e farsi un bel pisolino lì dentro. Questo libro vi insegna a evitare simili imperdonabili errori: cosa particolarmente importante poiché, come ci svela il buddismo, il gatto è l’ultima incarnazione dello spirito prima dello stadio umano. Se il nostro gatto è un Ariete, poniamo, divorato dalla brama del potere, ce lo potremmo ritrovare davanti nei panni del presidente di una multinazionale…
Mary Daniels, giornalista e scrittrice, e autrice tra l’altro di un libro su uno dei gatti più celebri del mondo, Morris. Vive con la figlia a Chicago, dove “abbiamo come padrona una stupenda gatta dell’isola di Mann, bianca e nera, di nome Mamma Orso”.
L’edizione italiana dell’Astrologia del gatto è illustrata dai disegni originali di Kenji Sumura, un artista giapponese che da anni vive e opera nel nostro paese.
Esercizio del Corpo-Soggetto
Per un cammino interiore
Autore/i: Von Dürckheim Karlfried
Editore: Edizioni Appunti di Viaggio
prefazione e traduzione dal tedesco di Barbara Boghich.
pp. 94-II, nn. foto b/n, Roma
Quando si parla di esercizi corporei di solito ci si riferisce solo allo sport competitivo. Esso serve al rafforzamento fisico e alla salute. I suoi risultati vengono valutati con misure che si possono esprimere in numeri.
Una cosa completamente diversa sono gli esercizi del corpo-soggetto, che non hanno come meta risultati misurabili, ma una crescita sul cammino interiore. Per avviare questo cammino attraverso l’esercizio corporeo si deve chiaramente distinguere fra il “corpo che si ha” e il “corpo-soggetto che si è”.
Il corpo che abbiamo viene visto dall’uomo come un oggetto che deve servirgli da strumento e che viene considerato in un certo contrasto nei confronti dell’anima e dello spirito. Esercitandolo si favorisce la forza fisica, la salute e la bellezza.
Invece, il corpo-soggetto che si è si può definire come l’unità dei gesti in cui l’uomo si esprime e si manifesta, fallisce o si realizza come spirito e anima, cioè come persona. La coscienza legata a questo corpo-soggetto riguarda la permeabilità alla sua Essenza e richiede trasparenza alla trascendenza immanente in noi.
Karlfried conte Dürckheim, nato nel 1896 a Monaco, partecipa alla prima guerra mondiale del 1914-18. Studia filosofia e psicologia a Monaco e Kiel. Nel 1923 dottorato in filosofia; dal 1925 al 1932 assistente all’Istituto Psicologico dell’Università di Lipsia. Nel 1930 abilitazione in filosofia, nel 1932 professore di psicologia all’Accademia Pedagogica e docente all’Università di Kiel. Dal 1937 fino alla fine della guerra si trova in Giappone. Incontro con il Buddismo Zen. Dal 1948, insieme alla dottoressa Maria Hippius, organizza e guida il Centro di Incontro e di Formazione di Psicologia Esistenziale, scuola di terapia iniziatica a Todtmoos-Rütte (Foresta Nera). È stato spesso definito come il grande saggio della Foresta Nera. Ciò che si conosce meno è che fu un testimone della nostra epoca. Muore nel 1988.
Prefazione di Barbara Boghich
I. IL LAVORO AL CORPO SOGGETTO
II. PRATICHE MEDITATIVE
Meditazioni e pratiche meditative
Esempi di esercizi meditativi
- L’esercizio del silenzio
- La linea retta
- L’esercizio della voce
- Meditare stando in piedi
- Stare seduti Zazen
- Kin-hin
Descrizione e istruzioni per il kin-hin
BIBLIOGRAFIA
Vincere il Dolore
“Voi potrete estirpare le radici della nascita e della morte senza mai più ricadere nella sofferenza”
Autore/i: Buddha Gotamo
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
introduzione e cura di Massimo Jevolella.
pp. 96, Milano
Dall’India di duemilacinquecento anni fa le parole poetiche e sapienti del principe Siddharta tramandate dai suoi discepoli.
Un messaggio universale per scoprire le vere radici del dolore e il sentiero che porta alla liberazione.
Una via praticabile da tutti, senza penitenze e macerazioni ascetiche, ma attraverso la rinuncia all’avidità, all’orgoglio e all’attaccamento al mondo materiale.
La riflessione sul dolore e sulla via per liberare l’uomo dalla sua schiavitù è il cuore del messaggio buddhista, il motore stesso della ricerca filosofica e spirituale di Siddharta. Questo volume raccoglie i più antichi scritti del buddhismo, ricavati direttamente dall’insegnamento del Maestro, in cui il Buddha riesce a penetrare l’essenza stessa del dolore, la sua origine, e insegna la via per liberarsene, spezzando la catena dell’apparentemente inesorabile sofferenza.
Il Dono di Dioniso
Il vino nella letteratura e nel mito in Grecia e a Roma
Autore/i: Della Bianca Luca; Beta Simone
Editore: Carocci Editore
introduzione degli autori.
pp. 212, Roma
Tra i vari temi che percorrono come un fil rouge tutta la cultura greca e latina, quello del vino è tra i più affascinanti. Dalla sua origine mitica, legata al dio che i Greci chiamavano Dioniso e i Romani Bacco o Libero, fino alle soglie del Medioevo, quando la ritualità cristiana prende definitivamente il sopravvento sui significati pagani, il vino è celebrato dai poeti e studiato dagli eruditi e in primo luogo è presenza costante durante le feste pubbliche, nei simposi greci e nelle cene romane. La grandezza del suo significato incide tanto sull’età più remota del mito quanto sulle ricerche degli scienziati, segnando fortemente soprattutto la lirica, l’epigramma e l’elegia, mentre il sapore della quotidianità è conservato dalla commedia e dagli aneddoti sui più forti bevitori.
Luca Della Bianca, fa pubblicato studi di letteratura, saggi e vari romanzi.
Simone Beta, insegna Filologia classica all’Università di Siena.
Introduzione
1. L’ospite
La favola di Icario
Divinità accolte
Il vino profumato del Centauro
Le stelle di Icario, Erigone e Maira
Le feste: i Vinalia
I nomi del vino e della vite
La miscela nel mito
2. La duplice natura del vino
Vinosus Homerus
Lo stordimento di Elpenore e l’accecamento di Polifemo
Centauromachia
Un altro accecamento: Orione e Oinopione
Le libagioni nei poemi omerici
I rifornimenti
Sacrifici di vino
La sovrabbondanza di Nonno
3. L’etica del vino
Il protosimposio di Omero
Sul legno della nave
Equilibrio e armonia
Il galateo di Teognide
Il simpota che ricorda e quello che non ricorda
La miscela
Il simposiarca e il còttabo
I brindisi
Le cene romane e i limiti estremi
Vino e verità
Ancora vino e verità
4. Il rimedio per gli affanni
La philoinía di Alceo
Vino lathik?d?´s, unico phármakon
Le Leggi
Colui che scioglie e libera
I canti dei bevitori d’acqua non hanno futuro
Nunc est bibendum
Il lathik?d?´s nelle Dionisiache
Le qualità
Il Falerno
5. Vino e creatività: il teatro
L’ispirazione e il ditirambo
Polifemo ubriaco
In breve
Indice
Recensioni
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La Letteratura Francescana – Bonaventura : la Perfezione Cristiana – Volume 3
Autore/i: Autori vari
Editore: Fondazione Lorenzo Valla / Arnoldo Mondadori Editore
testo latino a fronte, premessa e cura di Claudio Leonardi, commento di Daniele Solvi, traduzione dei testi di Roberto Gamberini e Daniele Solvi.
pp. CX-434, Milano
«Secondo l’esempio del beatissimo padre Francesco, anch’io, peccatore indegno in tutto, che viene dopo di lui come settimo ministro generale dei frati, mi affannavo nell’inseguire questa pace. Così, a trentatré anni dalla sua scomparsa, mi ritirai, per volere di Dio, sul monte della Verna, un luogo di quiete dove desideravo cercare la pace dello spirito. Là, riflettendo su alcune ascensioni della mente in Dio, tra gli altri casi mi si presentò alla memoria il miracolo che si era manifestato al beato Francesco in quello stesso luogo, cioè la visione del serafino alato in forma di Crocifisso. Meditando su quella visione, mi sembrò subito che essa rivelasse l’innalzamento in croce, durante la contemplazione, del nostro padre Francesco e la via per raggiungerlo.»
Inizia così, il celebre Itinerario della mente in Dio di Bonaventura da Bagnoregio. Un trattato esemplarmente breve di teologia mistica che costituisce una guida per mostrare come l’uomo possa innalzarsi fino a conoscere veramente Dio: e anzi a Dio possa unirsi. Ispirandosi a Dionigi pseudo-Areopagita e ad Agostino, e soprattutto alla vita e all’esperienza mistica di Francesco d’Assisi, e alla Passione di Cristo, Bonaventura disegna nel suo libro la perfezione cristiana: come un cammino attraverso sei illuminazioni che con Francesco e il serafino si aprono e si chiudono, e che alle sei ali di quell’essere celeste corrispondono. Affidato dalla madre a Francesco quando da bambino si era gravemente ammalato, e fattosi frate minore a ventisei anni, Bonaventura da Bagnoregio compose con l’Itinerario e la Legenda maior (che la Fondazione Valla pubblicherà nel prossimo volume della Letteratura francescana) i suoi capolavori. Fu uno dei maggiori intellettuali della seconda metà del Duecento: Dante lo colloca , insieme a Tommaso d’Aquino, suo collega nelle Scuole parigine, a capo delle corone di spiriti sapienti nel quarto Cielo del Paradiso.
Ma fu anche per quasi vent’anni ministro generale di un Ordine francescano in preda alle divisioni, e cardinale. Infaticabile organizzatore e uomo delle istituzioni, Bonaventura rimase sempre, come dimostrano i Sermoni e la Vitis mystica, un maestro: di perfezione cristiana.
Claudio Leonardi è stato uno dei maggiori studiosi del Medioevo in Europa: professore di letteratura latina medievale all’università di Firenze, ha fondato e diretto la Società Italiana per lo Studio del medioevo Latino e le Edizioni del Galluzzo. Oltre a un catalogo di codici vaticani latini, ha pubblicato studi sulla tradizione di Marziano Capella, sui concili ecumenici medievali, sul monachesimo e l’agiografia dell’Alto Medioevo, la profezia e la mistica del Tardo Medioevo. Ha curato l’edizione della Lettera d’oro di Gulielmo di St-Thierry (1982) e, con Giovanni Pozzi, Scrittrici mistiche italiane (1988). Con Gianni Baget Bozzo, ha scritto Homo dei. Racconto di un’esperienza mistica (2001). Ha pubblicato Medioevo Latino. La cultura dell’Europa cristiana (2004). Per la Fondazione Valla, ha curato il terzo, il quarto e il quinto volume del Cristo (1989-1991-1992), e i primi due volumi della Letteratura Francescana (2004-2005).
Roberto Gamberini ha curato la serie di repertori Bibliotheca Scriptorum Latinorum Medii Recentiorisque Aevi (2003-10), ha scritto saggi sulla poesia tra X e l’IX secolo e sulla tradizione manoscritta di testi maediolatini, ha pubblicato il Metrum Leonis di Leone di Vercelli (2002), Il Ruodlieb (2003) e la Visio Anselli (2008). Per la Fondazione Valla ha tradotto diverse opere agiografiche nel secondo volume della Letteratura francescana.
Daniele Solvi è ricercatore di letteratura latina medievale alla seconda Università di Napoli. Ha pubblicato l’Officina francescana (2005) e l’edizione critica dello Speculum perfectionis status fratris minoris (2006) . Si è occupato degli scritti e delle biografie di Francesco d’Assisi, e di altri testi agiografici medievali relativi a Ugo di Grenoble, Chiara d’Assisi e altre sante del Duecento, Giovanni della Verna, Margherita da Città di Castello, Celestino V, i predicatori dell’Osservanza. Ha pubblicato studi anche su testi inquisitoriali, profetici e mistici del Basso Medioevo. Sta preparando una serie di volumi su Le vite di san Bernardino da Siena. Per la Fondazione Valla ha curato il commento al primo e al secondo volume della Letteratura francescana.
Cervello & Emozioni
Come, dove, perchè nascono sensazioni e sentimenti
Autore/i: Jáuregui José Antonio
Editore: Pratiche Editrice
prefazione all’edizione italiana dell’autore, traduzione della prefazione di Stefania Cherchi, traduzione di Silvia Sichel.
pp. 320, figure b/n, Milano
Non esiste niente di più personale delle sensazioni o dei sentimenti. Anche un mal di denti e qualcosa di talmente nostro che non riusciamo a dividerlo con nessuno, nemmeno con la persona più vicina e più cara. Ma che cosa sono le sensazioni e i sentimenti?
Quale meccanismo fa scattare in noi il desiderio irresistibile di dissetarci, sfamarci, amare, ridere, piangere, camminare, dormire? La natura ha creato un ingegnoso sistema di ricompense e punizioni per indurci a svolgere tutti i compiti necessari al buon funzionamento del nostro corpo e alla conservazione del gruppo: un sistema emozionale “geneticamente” programmato per comunicare ciò che si deve e non si deve fare per mezzo di un “postino” speciale, il cervello, o per dirla con l’autore, il computer cerebrale, che trasmette informazioni in veste di stimoli emozionali.
Se dunque cervello ed emozioni sono legati a filo doppio, dobbiamo in ogni caso distinguere due realtà: quella del computer cerebrale e quella dell’io, il soggetto senziente.
Mentre il primo non può provare piacere o dolore, il secondo sperimenta un’infinita gamma di sensazioni e sentimenti, ma è di nuovo il primo a possedere, in una sorta di monopolio genetico, la chiave per aprire le porte delle sensazioni. Nessuna esclusa, tutte le nostre azioni obbediscono a quelle regole ferree che il computer cerebrale ci obbliga a rispettare. Del resto, se fossimo noi a detenere questo monopolio, elimineremmo dolori, angosce e frustrazioni azionando al loro posto sensazioni gratificanti. Ma allora, in questo panorama, che ne è della libertà dell’individuo? La ricerca del piacere si riduce all’appagamento di uno stimolo con cui il cervello ci assilla?
Cervello & emozioni risponde a queste e tante altre domande, sviluppando una teoria originale, sorprendente, che ci porterà a scoprire un mondo interiore inesplorato, a vedere noi stessi con uno sguardo nuovo, più consapevole.
“Leggendo Cervello & emozioni, mi sono sentito come un antico filosofo con una torcia in mano che illumina i cammini segreti verso la comprensione del mio cervello e dei suoi comportamenti: È stato come cercare me stesso, anzi, come se mi fossi già trovato. Dopo Groddeck, non ricordo altra opera che mi abbia – stimolato tanto.”
Jose’ Saramago, premia Nobel per la letteratura 1998
“Cervello & emozioni ha richiamato la nostra attenzione per la singolarità della sua teoria, e il suo autore è uno dei pensatori europei più originali.”
Ilya Prigogine, premio Nobelper la chimica 1977
“Un libro fondamentale… Finalmente un autore che dimostra come i sentimenti siano la chiave della vita umana. La creatività è emozione.”
Heinrich Rohrer, premio Nobel per lafisim 1986
José Antonio Jáuregui (1941) si è laureato in scienze politiche e sociologia a Madrid, in filosofia a Roma, in antropologia sociale a Oxford. Ha insegnato a Los Angeles, Pamplona e Oxford. Attualmente è docente di antropologia sociale e cultura europea all’Università Complutense di Madrid. Tra i diversi libri che ha pubblicato, ricordiamo Las reglas deljuego: las tribus, Las reglas deljuego: los sexos, Dios hoy e Europa: tema y variaciones.
Gli Sciti
Autore/i: Schiltz Véronique
Editore: Electa / Gallimard
edizione italiana a cura di Martine Buysschaert, traduzione di Antonella Stefanelli.
pp. 176, riccamente illustrato a colori e b/n, Milano
“Uomini che non hanno né città né mura fortificate, ma portano con sé le proprie case e son tutti arcieri a cavallo…”: Erodoto narra di tribù vissute ai confini settentrionali del mondo ellenico. Fin dal I millennio a.C., nelle sconfinate steppe che si estendono dal Danubio ai monti Altai, emerge una grande civiltà di allevatori nomadi, amanti dell’oro e delle armi. L’impero degli sciti esce di scena nel IV secolo della nostra era, travolto da un turbinio di orde barbariche giunte dall’Asia orientale. Ma la memoria trova rifugio nei kurgan, le tombe a tumulo disseminate fra le Siberia e il Mar Nero. Risorge infine a San Pietroburgo, all’alba del secolo dei Lumi, quando ha inizio l’avventura dei pionieri dell’archeologia russa.
La Religione Greca
Autore/i: Bianchi Ugo
Editore: Utet
introduzione dell’autore, in copertina: Eracle, Atena e assemblea di eroi. Cratere a calice del pittore dei Niobidi, lato B (Parigi, Louvre).
pp. 328, nn. illustrazioni b/n, Torino
La religione greca si presenta come un complesso variamente composito che non deve la sua origine a un ben individuabile fondatore. Per intenderla bisogna anzitutto tener conto del suo carattere di religione etnica e della sua natura di religione «non fondata»: ciò implica un’estensione della ricerca dal fatto propriamente religioso e rituale al patrimonio culturale greco in generale. Nel presente volume mitologia, letteratura e filosofia sono quindi essenziali punti di riferimento e, nello stesso tempo, catalizzatori di un discorso sulla religione greca che assume il valore di un’originale ricognizione nel più vasto ambito della spiritualità e della cultura greca.
Ugo Bianchi e professore ordinario di Storia delle religioni nell’Università di Roma «La Sapienza», presidente della International Association tor the History of Religions e della Società Italiana di Storia delle religioni, dottore honoris causa delle Università di Lovanio e Uppsala. I suoi interessi di studioso riguardano i problemi generali e metodologici della Storia delle religioni, le religioni greca, ellenistica e romana, i culti misterici, l’orfismo, Io gnosticismo, il manicheismo, l’etnologia religioso.
Fra le sue pubblicazioni: Il dualismo religioso. Saggio storico ed etnologico, Roma 1983; Prometeo, Orfeo, Adamo. Tematiche religiose sul destino, il male, la salvezza, Roma 1976; Saggi di metodologia della storia delle religioni, Roma 1979; Problemi di storia delle religioni, Roma 1988.
L’Immaginazione Sociologica di C. W. Mills
Quaderni della «Rassegna Italiana di Sociologia»
Autore/i: Marsiglia Giorgio
Editore: Società Editrice Il Mulino
introduzione dell’autore.
pp. 152, Bologna
L’opera di C. Wright Mills è tra le più note e dibattute della sociologia contemporanea, anche al di fuori della cerchia ristretta degli specialisti, ed è ancor oggi efficace lo stimolo che essa produce in quanti si accostano allo studio della. società.
Il presente volume abbraccia praticamente tutta la produzione importante di questo polemico “outsider” della sociologia americana, dal saggi teorici giovanili e dalle prime ricerche alle grandi opere degli anni ’50 e agli ultimi provocanti scritti a sfondo politico. Seguendo il filo conduttore” costituito dalle idee di Mills sulla natura, i metodi, l’oggetto e la funzione della sociologia. così come emergono via via dai diversi scritti fino alla formulazione finale dell’“Immaginazione sociologica”, l’autore illustra e discute i contributi fondamentali del sociologo americano: l’analisi-denuncia delle tendenze strutturali dominanti in America [burocratizzazione, trasformazione e concentrazione del potere, apatia politica e massificazione del pubblico); la riformulazione dello schema elitista per l’analisi della struttura del potere; la riproposta del compito illuministico e umanistico della sociologia di fronte ai più urgenti problemi dell’epoca. Da questo esame emerge la figura di un Mills che non si limita ad indicare ai sociologi la strada dell’analisi strutturale, comparativa e storicamente orientata della società, ma si impegna nell’attuazione del proprio programma, sforzandosi di aderire continuamente all’esempio vitale dei classici.
Giorgio Marsiglia, nato a Sestri Levante nel 1943, è laureato in Scienze politiche. Oltre che a Mills. i suoi interessi si sono finora rivolti soprattutto ai problemi del potere locale e delle classi sociali. Attualmente è assistente di Sociologia nella Facoltà di Scienze politiche «C. Alfieri » di Firenze.


