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Il Sepolcro degli Ultimi Dei

Il Sepolcro degli Ultimi Dei

Da Atlantide alle piramidi, nuove rivelazioni sulla genesi della nostra civiltà

Autore/i: Collins Andrew

Editore: Sperling & Kupfer Editori

traduzione di Bruno Amato.

pp. X-276, nn. tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Milano

La Grande Piramide di Giza, una delle meraviglie architettoniche del mondo, non è stata costruita nel 2500 a.C., come gli egittologi hanno sempre sostenuto, bensì quasi diecimila anni prima da una civiltà avanzatissima, depositaria di una scienza e di un sapere straordinari.
E questa l’affascinante teoria da cui parte Andrew Collins per illustrare, in una sensazionale ricostruzione, non solo l’origine di questa stirpe superiore, gli dei Anziani, ma anche l’elevato livello culturale e tecnologico che permetteva loro di sollevare enormi blocchi di pietra, tagliare lastre di granito e praticare fori nella roccia cinquecento volte più velocemente di quanto non riescano gli attrezzi moderni.
Ma chi erano questi maestri, autori di tanta perfezione? Utilizzando i dati più aggiornati e le scoperte archeologiche più recenti, Collins percorre un itinerario elettrizzante tra i misteri nascosti nei templi e nei monumenti delle fertili valli dell’alto Eufrate e della Turchia orientale, la biblica terra dell’Eden.
Quale segreto è celato nei sotterranei della Sfinge? Che legame esiste tra la leggendaria «Sala dei documenti» e le camere della Grande Piramide? E perché c’è tanto riserbo intorno agli scavi archeologici sotto la piana di Giza?
Corredato da illustrazioni e da un interessante inserto fotografico, un volume denso di rimandi, dati e notizie sorprendenti che collegano in una fitta trama eventi di ere e continenti diversi. Un quadro intrigante, che appassiona, lasciando affiorare inedite rivelazioni sulla genesi della nostra civiltà.

Sotto le sabbie di Giza, in Egitto, giace la risposta all’enigma della Grande Piramide, costruita con una tecnica sorprendente, rimasta incomprensibile e insuperata.

Come fecero gli antichi egizi a sviluppare competenze così avanzate?

Qual è il mistero custodito da millenni nelle camere segrete dei sotterranei della Sfinge?

Esiste un collegamento tra le costruzioni ciclopiche del Sud America e quelle dell’Egitto e del Medio Oriente?

Autore del clamoroso Gli ultimi dei, edito con successo da Sperling & Kupfer, Andrew Collins ha pubblicato diversi libri sul tema del psychic questing, un termine che egli usa per definire il suo personale e particolare tipo di sciamanismo urbano. Vive nell’Essex, in Gran Bretagna.

Le Porte di Atlantide

Le Porte di Atlantide

Alle origini di una civiltà perduta

Autore/i: Collins Andrew

Editore: Sperling & Kupfer Editori

prefazione di David Rohl, traduzione di Gioia Guerzoni.

pp. 362, nn. tavv. b/n f.t., Milano

Atlantide, l’isola che non c’è per antonomasia, culla sommersa di tutte le civiltà, sarebbe realmente esistita e l’Oceano ne conserverebbe tuttora tracce inconfutabili, accessibili ai moderni strumenti dell’archeologia marina. Della misteriosa esistenza di questo regno evolutissimo, scomparso 10.500 anni fa, parla per primo Platone raccontando che quello greco era un popolo fanciullo rispetto a un altro di cui gli egizi conservavano documentazione scritta. Sono i cartografie i grandi navigatori del XV secolo, Colombo in testa, a riaprire il dibattito organizzando spedizioni alla ricerca di Antilia, l’isola leggendaria sulla rotta del Nuovo Mondo che secondo alcuni potrebbe identificarsi nelle Grandi e Piccole Antille, smentendo quanti la vorrebbero sepolta nel Mediterraneo.
Reinterpretando analogie, ritrovamenti e concomitanze, l’autore giunge a conclusioni sconvolgenti: quell’oscura «isola di fronte a un continente, più grande della Libia e dell’Asia messe insieme», avrebbe ora una latitudine e una longitudine e il suo ritrovamento permetterebbe di andare a ritroso nel tempo e di chiarire molti degli enigmi della Storia ipotizzando contatti, circolazione di sapere, merci e uomini, in una parola l’anello mancante tra le civiltà del Mediterraneo e quelle del continente sudamericano. I segreti sono tanti e la ricerca è soltanto agli inizi: perché l’esistenza di un subcontinente sommerso consentirebbe di capire le impressionanti analogie tra mondi diversi, tra il calendario egizio e maya di 365 giorni per esempio, la comune pratica dell’imbalsamazione, certe manifatture simili. Ricco di particolari inediti e di convincenti argomentazioni, corredato da un interessante inserto fotografico, un viaggio affascinante nelle profondità degli abissi, per saperne di più su fenici, romani, le grandi civiltà precolombiane fino a Stonehenge e alle dinastie cinesi, che promette di entusiasmare gli appassionati della materia.

Andrew Collins, studioso di civiltà antiche e appassionato cultore di storia, è autore di diversi saggi sul tema dello psychic questing, un termine che egli usa per definire il suo personale tipo di sciamanismo urbano.
Per Sperling & Kupfer ha pubblicato con grande successo Gli ultimi dei e Il sepolcro degli ultimi dei. Vive in Gran Bretagna, nella contea dell’Essex.

Yoga per la Terza Età

Yoga per la Terza Età

Uno yoga anche per chi non è più agile: esercizi per mantenere la salute in ogni età della vita.

Autore/i: Demolière Solange

Editore: Red Edizioni

traduzione di Andrea Caizzi dall’originale francese, fotografie e disegni dell’autrice ed i suoi allievi, grafica Paolo Giomo.

pp. 80, nn. illustrazioni e fotografie b/n, Como

L’autrice è una vivace ottantenne che nella sua vita ha avuto esperienze di infermiera, di cantante, d’insegnante di psicodramma e tecniche di rilassamento, e infine di yoga.
Gli scogli da evitare nella terza età, essa dice, sono tanto la rassegnazione prematura davanti ai segni dell’invecchiamento, quanto la preoccupazione eccessiva per la salute.
C’è allora da chiedersi: che cosa fare? Quali attenzioni e cure prestare a noi stesi?
La risposta che l’autrice ci fornisce è: lo yoga.
Non però lo yoga “acrobatico” con la sua dura disciplina fisica, ma uno yoga essenziale, basato sulla respirazione e la concentrazione; yoga davvero alla portata di tutti coloro che vogliono dedicarsi alla conoscenza di sé ed al raggiungimento dell’armonia tra mente e corpo.

La Donna dalla Coda d’Argento

La Donna dalla Coda d’Argento

Un viaggio fra i «curanderos» delle Ande alla scoperta di un modo più autentico di essere donna – Una guida spirituale in forma di romanzo

Autore/i: Huarache Mamani Hernán

Editore: Bruno Mondadori Editori

traduzione di Laura Maria Bianco e Simona Parise, in sovraccoperta: «bagnante di Tehuantepéc» 1923, Diego Rivera Messico.

pp. 408, Milano

Le avventure che vive Lara, l’eroina di questo libro, sono […] qualcosa che molte donne hanno sperimentato, in silenzio e con pazienza.” (Hernan Huarache Mamani)

Lara è una donna in crisi. Il marito l’ha abbandonata improvvisamente per una più giovane di lei. Disperata, lascia Milano e, su consiglio di un amico, parte per il Perù. A contatto con una cultura e un ambiente tanto differenti dai suoi, impara a scoprire se stessa, diventando forte, indipendente, femminile e saggia. Tata Sabino e Mama Maru, i suoi maestri curanderos, la guidano in un percorso iniziatico che la porterà a superare prove che prima pensava impossibili: domare e cavalcare animali selvaggi, andare in cerca di visioni nella foresta amazzonica, tuffarsi in lagune gelate, attraversare ponti sospesi sull’abisso, conoscere la sessualità sacra. Fino a scoprire e fare proprio un modo sconosciuto e più autentico di essere donna. L’antica cultura andina, contrariamente a quella occidentale, è fortemente orientata al femminile; sostiene che il primo essere umano comparso sulla terra era una donna e ha come divinità principale Pachamama, la dea natura. Un modo completamente diverso dunque di intendere la società, il matrimonio, il sesso. Di queste tradizioni Inca, spazzate via dai conquistadores, dalla Chiesa e dai mass media, Hernán Huarache Mamani è un depositario prezioso e un agguerrito e affascinante divulgatore. Questo suo nuovo libro è una storia avvincente e densa di insegnamenti, dai riferimenti allo stesso tempo esotici e familiari, mistici eppure quotidiani. Una guida spirituale in forma di romanzo capace di rivelare prospettive illuminanti sulla vita di coppia e sulla femminilità.

Hernán Huarache Mamani è un indio nato a Chivay, un villaggio della Cordigliera delle Ande. Laureato in Economia e Agraria, è un sacerdote, ultimo erede di un’antica generazione di curanderos andini. Da anni lavora a un progetto di conservazione della cultura del suo paese e gira l’Europa per diffondere la sua conoscenza spirituale attraverso seminari, conferenze, interventi in università e cerimonie religiose. E l’ideatore dell’Università della Vita e della Pace, una proposta che appare per la prima volta nel suo precedente libro La profezia della curandera. Per rendere concreta la sua idea, nel settembre del 2001 fa nascere ad Arequipa, in Perù, la Fondazione Mamani. In Italia ha pubblicato I curanderos delle Ande (Riza Psicosomatica, 1985), Negli occhi dello sciamano (Piemme, 1998) e La profezia della curandera (Piemme, 2001).

La Storia dei Poveri

La Storia dei Poveri

Pauperismo e assistenza nell’età moderna

Autore/i: Autori vari

Editore: Edizioni Studium

premessa e cura di Alberto Monticone, testi di: R. Morozzo della Rocca, A. Fava, P. Baldelli Celozzi, R. Ago, V. Ferretti, A. Monticone.

pp. IX-304, Roma

Prima della rivoluzione industriale, i cui effetti si fecero sentire sui poveri all’inizio dell’Ottocento, la povertà in Europa appariva connessa con le strutture portanti dell’economia, quale fenomeno interessante gli strati più deboli della società e prodotto dell’-assenza di difese contro ricorrenti congiunture negative (economiche, alimentari, sanitarie, belliche). Tra Cinque e Ottocento i poveri hanno costituito uno dei nodi politici costanti e più difficili da districare per tutti i governi degli stati europei. .
Questo libro delinea le caratteristiche in cui il problema della povertà è avvertito da parte delle culture e delle società dell’Europa in età preindustriale, mentre offre esempi di intervento dei governi e di regolamentazione dei diversi aspetti del pauperismo.
All’inizio dell’età moderna affiora una visione contrastante della figura del povero, che perdurerà anche nei secoli successivi: ad esso sono riservate considerazioni caritatevoli, oppure ispirate a paura e a disprezzo. Di fronte all’entità crescente del fenomeno del pauperismo, alla concezione medievale del povero caro a Cristo si sostituisce via via il principio di rieducazione del povero e la preoccupazione della prevenzione della mendicità. Si afferma pertanto in maniera sempre più netta la necessità di un’organizzazione pubblica dell’assistenza e dell’intervento del potere politico per governare la povertà.
Tuttavia, anche quando nascono iniziative di rilievo promosse dagli stati, come la costituzione di grandi ospizi pubblici, una regolamentazione integrale del fenomeno non sembra raggiungibile, per gli stessi limiti dello stato, per lo scollamento tra singoli provvedimenti e legislazione complessiva, tra ideologia e risorse finanziarie, tra direttive politiche ed efficacia amministrativa, per la resistenza che incontrano molte misure adottate, che hanno spesso carattere repressiva Al tempo stesso persistono strutture che non hanno riferimento al potere statale, che non si ispirano ad un concetto di povero con contorni puramente negativi, e che tendono a lenire la povertà con spirito- cristiano.
Affrontare la storia dei poveri è studiare la storia moderna da un’ottica particolare, che diventa essenziale per lo studio della vita quotidiana e della mentalità.

Insegnaci a Superare la Nostra Pazzia

Insegnaci a Superare la Nostra Pazzia

Autore/i: Ōe Kenzaburō

Editore: Garzanti Editore

traduzione dal giapponese di Nicoletta Spadavecchia, in copertina Soga Shōhaku «Drago» inchiostro su tela, Museum of Fine Arts, Boston.

pp. 206, Milano

Insegnaci a superare la nostra pazzia raccoglie quattro romanzi brevi con venature autobiografiche di Kenzaburō Ōe, unanimemente considerato uno dei massimi scrittori giapponesi del secolo. Nel Giorno in cui lui mi asciugherà le lacrime un uomo alla vigilia della morte rievoca la propria infanzia e il dramma che divise la sua famiglia nel 1945: il padre era un convinto sostenitore dell’autorità imperiale, la madre era invece figlia di un discusso personaggio, accusato di lesa maestà. L’animale di allevamento, ambientato durante la seconda guerra mondiale e vissuto attraverso lo sguardo di un bambino, descrive la cattura di un soldato americano, un nero, e l’evoluzione del suo rapporto con gli abitanti del villaggio che lo ospita. Il testo che dà il titolo alla raccolta ripercorre gli sforzi di un padre per entrare in contatto con il figlio mentalmente menomato. Aghwee il mostro celeste è infine una ironica e fantascientifica variazione sul rapporto tra realtà e allucinazione.
Kenzaburō Ōe affronta nella maniera più diretta, lucida e incisiva temi come la follia, la crudeltà dell’uomo sull’uomo, l’angoscia di fronte a una realtà invivibile e inaccettabile. Utilizzando un’ampia gamma stilistica, che va dal grottesco al favolistico al realistico, riesce a dar corpo alle proprie ossessioni con violenza espressionistica, in un serrato confronto con i propri fantasmi e i propri tormenti, costruendo racconti dove nulla è scontato e la scrittura procede per scatti e continue sorprese. Narratore spietato – anche se dotato di un puntuale umorismo – Kenzaburō Ōe sfida e mette alla prova la sensibilità e i nervi del lettore, fino al limite della sopportabilità.

Kenzaburō Ōe è nato nel 1935 nell’isola dello Shikoku, nel sud-ovest del Giappone. A ventidue anni ha vinto il premio Akugatawa per il racconto Animale d’allevamento. Nel 1989 ha vinto il Premio Europalia, nel 1993 il Premio Mondello, nel 1994 il Premio Nobel per la letteratura.Tra le sue opere Garzanti ha attualmente in catalogo i romanzi Il grido silenzioso, Un’esperienza personale e Gli anni della nostalgia.

Depressione e Sentimenti

Depressione e Sentimenti

L’incapacità di essere felici

Autore/i: Salvo Anna

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione dell’autrice, in sovraccoperta «Giovane donna in verde» James William Glackens.

pp. 234, Milano

«C’è una specie di orco dentro di me che sa sempre come dovrei essere e che non e mai contento.»

«È come se per me non esistesse il tempo; quando sto male ritrovo sempre gli stessi pensieri, gli stessi motivi di sofferenza, la stessa, identica incapacità di andare avanti.»
«Mi sento come chi non ha saputo adeguarsi a quello che gli altri si aspettano… Dovunque io vada, ho l’impressione di essere il tredicesimo ospite a un pranzo.» Quanti di noi non hanno mai sentito simili dichiarazioni? Quanti non le hanno fatte almeno una volta in prima persona? Il male di vivere e l’inadeguatezza a sopportarne il peso, il terrore del fallimento in ogni campo (nel lavoro, nei rapporti sociali e sentimentali), l’incapacità di essere sempre felici come la società vorrebbe imporci sono sensazioni che di frequente sfociano nella depressione.
All’improvviso ci sembrano distanti le cose del mondo, niente più vale la pena e, inaspettato, appare il desiderio di assentarsi, scomparire.
Attraverso l’esame di alcuni interessanti casi clinici, Anna Salvo risale alle origini della depressione e la esamina nelle sue diverse manifestazioni proprie di ciascuna età della vita: dall’infanzia in cui nasce il senso di colpa verso i genitori, all’adolescenza in cui è forte l’ansia per i cambiamenti della crescita, all’età adulta in cui il «male oscuro» compromette anche i rapporti sociali e sentimentali. E, naturalmente, per la donna approfondisce le fasi della gravidanza, della maternità e del passaggio alla menopausa.
Depressione e sentimenti non si rivolge solo a quanti non vedono spiragli al «buio» interiore, ma anche ai molti che vivono impotenti il dramma di non riuscire ad aiutarli, che non sanno come reagire al circolo vizioso tra richiesta e rifiuto di soccorso che caratterizza l’atteggiamento del depresso. In queste pagine il lettore non troverà una risposta definitiva ma alcuni importanti suggerimenti per formulare la propria risposta, per comprendere i sentimenti depressivi e trasformarli in occasioni di crescita.

Anna Salvo è nata a Sarzana (La Spezia).
Vive e lavora a Cosenza. Psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, collabora con il dipartimento di Sociologia dell’Università degli studi della Calabria. Per «il manifesto» si è occupata di temi di psicologia clinica. Ha contribuito a Verso il luogo delle origini (La Tartaruga, 1992) e Psicoanalisi al femminile (Laterza, 1992).

La Riabilitazione Cognitiva Assistita da Computers

La Riabilitazione Cognitiva Assistita da Computers

Autore/i: Autori vari

Editore: Marrapese Editore

presentazione di Cornelio Fazio.

pp. 408, nn. illustrazioni b/n, Roma

Sommario:

Prefazione
Introduzione

Programmi, risultati

  • S. GIAQUINTOLa riabilitazione cognitiva assistita da computers: possibilità operative
  • F. ANGELERIAttività elettrica cerebrale e computer: prospettive per la riabilitazione delle funzioni cognitive
  • G. DOLCE, A. GENTILOMOPrincipi del training neuropsicologico
  • S. GIAQUINTO, G. NOLFESul recupero del rallentamento cognitivo
  • D. CUCINOTTA, G. GODOLI, A. ANGELINIIl training computerizzato nell’anziano
  • C. CALTAGIRONE, U. NOCENTINI, E. TROISILa riabilitazione del neglect con l’impiego di computers
  • F. PISARRILa sindrome di negligenza (neglect)
  • S. GIAQUINTO, C. de MONTIS, S. NERI, M. PARADISI, F. PISARRITentativo di riabilitazione dell’eminegligenza
  • L. SALTUARI, R. FORMISANO, F. GERSTENBRANDLa riabilitazione della sindrome apallica post-traumatica
  • R. LUCIOLIIntervento cognitivo ludico per il cervello con l’ausilio del computer
  • S. GIAQUINTO, C. IMPROTA, G.L. VISCOIl «Pattern Recognition»: un obiettivo di recupero in pazienti cerebrolesi
  • S. CALABRESE, G. MEGNATecnologia digitale audio computerizzata: proposte per nuovi spunti riabilitativi
  • L. LUGESCHIUna introduzione ai programmi di riabilitazione computer assistita dei disordini della percezione visiva e della memoria del neuroleso
  • S.H. CURRYUn programma di riabilitazione cognitiva con microcomputer per i superstiti di gravi traumi cranici

Basi biologiche di funzione e di recupero

  • G. MACCHI, M. MOLINARINeuroplasticità: dati sperimentali ed ipotesi cliniche
  • S.R. BUTLERMeccanismi neurali per la riabilitazione
  • F. CONTILe basi anatomiche della memoria
  • J.F. MARSHALLMeccanismi neurali di plasticità e recupero dal danno cerebrale: relazione coni disturbi attentivi
  • V. MAHARAJANAspetti cellulari e molecolari della memoria Matematica
  • F. MARCIANOAnatomia e fisiologia di un computer
  • G. NOLFELa statistica nell’evoluzione di un training cognitivo
  • F. VENTRIGLIAModellistica matematica dei sistemi neurali. Il modello cinetico

Giudizi

  • P. POLA Informatica medica: il calcolatore come strumento di lavoro per il medico
  • A. FREDDII nuovi schiavi
  • M. CALVANIRiabilitazione cognitiva con il computer: contrasto o appoggio alla neurofarmacologia?
  • M.M. FORMICARiabilitazione cognitiva: facilitare la costruzione della Realtà o di una Realtà

Indice analitico

La Fine della Sofferenza – Il Buddha nel Mondo

La Fine della Sofferenza – Il Buddha nel Mondo

Titolo originale : An End to Suffering

Autore/i: Mishra Pankaj

Editore: Ugo Guanda Editore

prologo dell’autore, traduzione di Federica Oddera, disegno e grafica in copertina di Guido Scarabottolo.

pp. 384, Parma

In un momento di inquietudine, se non addirittura di crisi, con tante domande che gli si affollano nella mente, Pankaj Mishra parte da un piccolo villaggio dell’Himalaya sulle tracce del Buddha e di un pensiero che per secoli ha influenzato generazioni di uomini e donne, gente comune e grandi figure della civiltà occidentale. E durante il suo percorso, Mishra si accorge che quello dell’Illuminato è un insegnamento straordinariamente attuale, si rende conto con sorpresa che questa grande figura spirituale vissuta 2500 anni fa può parlare al cuore di chi vive nel mondo odierno. Nel suo pensiero infatti non solo si possono trovare le risposte al nostro senso di disagio e di alienazione, ma anche la via per porre fine a una sofferenza più profonda, all’umana reazione di fronte al lutto, alla malattia, alla morte. Passando dalle strade di un’India in cui il passato è una presenza costante, alle convulse arterie metropolitane di Londra e alle affollate vie di San Francisco, Mishra ravvisa nelle società contemporanee un denominatore comune: lo smarrimento dell’uomo di fronte alla sofferenza. Un malessere che, secondo l’insegnamento dell’Illuminato, si può vincere combattendo le nostre pulsioni. Da viaggio che allarga sempre più le proprie coordinate, quello di Mishra diventa un profondo cammino interiore, un cammino che può intraprendere chiunque sia colpito dall’esperienza del disagio e del dolore.

«Mishra sa spogliare la storia del Buddha di tutta la sua ingannevole mitologia e ci propone invece un uomo dei tempi passati che è stato capace di scoprire la verità sulla fine delle sofferenze umane, una verità che appare straordinariamente moderna.» (The Washington Post)

Pankaj Mishra è nato in India nel 1969 e vive fra Nuova Delhi e Simla. Collabora alla «New York Review of Books», al «Times Literary Supplement» e a diversi giornali indiani. Guanda ha pubblicato il romanzo I romantici e Pollo al burro a Ludhiana, viaggio nell’India delle piccole città.

I Fenomeni del Paranormale

I Fenomeni del Paranormale

Conoscere la parapsicologia

Autore/i: Giovetti Paola

Editore: Edizioni Paoline

presentazione di Antonio M. Gentili, premessa e introduzione dell’autrice.

pp. 240, nn. tavole a colori e b/n f.t., Cinisello Balsamo (Milano)

Questo libro intende presentare in maniera semplice e chiara una tematica che oggi incontra sempre maggior interesse e che è quindi opportuno conoscere, almeno nelle linee essenziali. L’uomo ha sempre avvertito il fascino del mistero e fin dai tempi più lontani ha fatto esperienza dei fenomeni «paranormali», come oggi Ii definiamo. La moderna cultura scientista e positivista non ha certo rinunciato a ciò che appare ignoto e straordinario, anzi ne avverte maggiormente il richiamo e ne affronta lo studio con serietà e metodo, dedicandogli anche cattedre universitarie.
Questo libro di Paola Giovetti presenta il mondo del paranormale attraverso una documentazione rigorosa e appassionante, mettendo in luce la dilatazione di orizzonti e di coscienza che i fenomeni psichici possono offrire: essi infatti ci aiutano a scoprire la faccia nascosta dell’animo umano, a individuare il nostro potenziale inesplorata e, smentendo per loro natura la visione materialistica della vita, inducono ad alzare gli occhi verso l’alto.

Paola Giovetti, nata a Firenze, risiede a Modena col marito e i due figli. È laureata in lettere, e dopo aver insegnato per alcuni anni si dedica ora a tempo pieno all’attività di giornalista, scrittrice e traduttrice. I suoi interessi sono soprattutto rivolti ai temi religiosi e di confine. Ha scritto una decina di libri, tra cui Arte medianica, Mediterranee 1982: Qualcuno è tornato, Armenia 1981 e 1984; Inchiesta sul paradiso, Rizzoli 1986; I messaggi della speranza, Mediterranee 1987; I misteri intorno a noi, Rizzoli 1988; Teresa Neumann, Edizioni Paoline 1990.

L’Interprete Briccone

L’Interprete Briccone

Ovvero lo strano destino di Wangrin

Autore/i: Amadu Hampaté Bâ

Editore: Edizioni Lavoro

introduzione di Liana Nissim, nota dell’autore, traduzione di Leonella Prato Caruso.

pp. XIX-328, Roma

Un mosaico straordinario che racchiude tutto il mondo dell’Africa tradizionale. Un romanzo insolito, ricco di riferimenti culturali, sociali e religiosi in cui si mescolano sapientemente generi narrativi diversi. Attraverso divertenti ed esilaranti avventure, Amadu Hampaté Bâ narra la storia di Wangrin, personaggio mitico, eroe leggendario che, grazie alla sua intelligenza, alla sua astuzia, al suo coraggio, ma anche alla sua sfacciataggine e al suo scarso senso morale, riesce a prendersi gioco di tutti i ricchi e i potenti, siano essi i bianchi, amministratori dell’imperante colonialismo francese o i neri, depositari del potere tradizionale. Eroe leggendario e picaro insolente, Wangrin insegna innanzitutto a sorridere e a ridere: «Riderò degli uomini e delle cose, riderò di coloro che non sanno ridere né far ridere, perché chi non ride è malato o malvagio. E io non sono né questo né quello».

Amadu Hampaté Bâ, filosofo, linguista, scrittore e poeta, è tra le personalità di maggior spicco della letteratura africana. Nato nel 1901 a Bandiagara in Mali e morto nel 1991, apparteneva a una nobile famiglia di capi tradizionali. Dopo aver studiato nelle scuole francesi e coraniche, venne assunto all’Istituto Fondamentale dell’Africa Nera dove iniziò la sua monumentale opera di ricerca etnologica, raccogliendo per anni documenti e testimonianze della cultura orale africana. Ha lasciato una vasta produzione di opere sulla cultura religiosa tradizionale e musulmana del Mali e varie raccolte di racconti. L’interprete briccone, suo unico romanzo, pubblicato nel 1973, ha vinto nel 1974 il Grand Prix litteraire de l’Afrique Noire.

Maometto

Maometto

Vita del Profeta

Autore/i: Armstrong Karen

Editore: Il Saggiatore

prefazione dell’autrice, traduzione di Gianmaria Pastore.

pp. 352, 1 cartina b/n, Milano

Nel sesto secolo dell’era cristiana, il mondo arabo viveva l’attesa di una nuova rivelazione che inaugurasse un grande rinnovamento spirituale e sociale. La speranza era diffusa soprattutto tra gli avversari più fieri dei culti pagani, quegli uomini che, sebbene non ebrei né cristiani, professavano la fede nel Dio di Abramo. Tra loro, Maometto era uno degli spiriti più ardenti e devoti. Mai, tuttavia, avrebbe immaginato di essere chiamato ad annunciare il patto tra Dio e gli uomini, di essere acclamato come il Profeta. Karen Armstrong, studiosa di storia delle religioni di fama mondiale, racconta la vita di Maometto anzitutto come quella di uomo del suo tempo. Un orfano che si guadagna da vivere facendo il pastore e poi il mercante al seguito di carovane che attraversano il deserto alla volta della Siria; che non sa leggere né scrivere e non si ritiene all’altezza dei misteri sacri. Ma la sua storia è soprattutto quella di una missione eccezionale che inizia quando, durante un periodo di ritiro sul monte Hira, un angelo inviato da Allah lo cinge nel suo abbraccio e fa di lui il Messaggero. Fino al termine dei suoi giorni, Allah lo illuminerà costantemente con la propria parola che dopo la morte di Maometto diventerà il Corano svelandogli la natura delle cose ultime e sostenendolo nella lotta per l’affermazione della nuova fede. Il mercante della Mecca diventa così predicatore, legislatore e condottiero, e lega il proprio destino alle sorti della nazione araba. Sotto la sua guida, quella comunità ancora divisa supererà le rivalità tribali e sarà unita nel suo nome, entrando da protagonista nella storia universale.
La figura di Maometto e la spiritualità musulmana sono a tal punto intrecciate che è impossibile separare la vicenda personale dal suo significato storico. Inevitabilmente, quindi, questa vita del Profeta prende corpo sullo sfondo della società e della cultura araba del tempo, del rapporto tra l’Islam e le altre religioni monoteiste. E il significato del suo insegnamento, da secoli fonte di ispirazione per milioni di fedeli, assume tutto il suo valore alla luce della civiltà che ha fondato, che per Armstrong è radicata nei valori della solidarietà, dell’uguaglianza e della pace.

“Per il suo popolo, Maometto fu quello che furono gli eroi del mondo antico. Come Prometeo rubò il fuoco agli dèi per illuminare la vita degli uomini, varcò nuovi confini dell’esperienza, affrontò pericoli immensi e offrì alla sua gente un dono che ne trasformò l’esistenza.”

“Uno dei libri più intelligenti su Maometto e l’Islam, rispettoso senza essere riverente, completo e approfondito ma soprattutto piacevole da leggere.”  (The Economist)

“Una biografia gradevole e appassionante.” (Publishers Weekly)

“Un viaggio nella Mecca e nella Medina tra il VI e il VII secolo, un’immersione nella vita delle tribù arabe che la profezia di Maometto unì in una sola nazione.” (The Sunday Times)

Karen Armstrong, scrittrice e giornalista, è stata suora per sette anni. Smesso il velo nel 1969, si è laureata a Oxford in letteratura moderna e ha insegnato alla London University. Attualmente è docente al Leo Baeck College for the Study of Judaism and the Training of Rabbies and Teachers. Tra le sue opere pubblicate in Italia, ricordiamo: Storia di Dio (Marsilio, 1998), Gerusalemme (Mondadori, 1999), L’Islam, Buddha (Rizzoli, 2001, 2002). Nel 2002 il Saggiatore ha pubblicato In nome di Dio.

Guida all’Arguzia Erotica nei Proverbi

Guida all’Arguzia Erotica nei Proverbi

Autore/i: Pecori Giampaolo

Editore: Sugar Editore

introduzione dell’autore, in copertina: Bronzino: Venere, Cupido, la Follia e il Tempo, (1545).

pp. 376, Milano

«Invano è l’eremo, invano il Nirvana, invano sta il chiostro. Mettevano i monaci antichi le scolte armate attorno alle mura dei conventi: ma Venere ride e penetra. E il Beato Angelico da le toglie i volti soavi.
Crollano i conventi dei trappisti e dei buddisti quando tu appari; crollano i sistemi dei filosofi quando tu ridi.» (Alfredo Panzini)

Tutte le raccolte di proverbi sono state viziate fino a oggi da un peccato originale: quello di ignorare l’erotismo, quell’enorme centro di interessi che esso rappresenta per l’uomo. Ma i proverbi non possono astrarsi dalla vita sessuale, e infatti non lo fanno. Ne hanno solo paura, quel timore reverenziale che si prova per ciò che ci interessa troppo, e che è necessario avvicinare con cautela per non correre il rischio di mancare di cogliere il meglio. La strada scelta è allora quella della metafora complessa, del paraeufemismo, dell’ineffabile ammiccamento, che ci sorprende nell’impressione e lascia nell’aria una piacevole perplessità.
Il proverbio nasce dalla saggezza popolare. Vi si esprime il desiderio di fermare, in una sintesi breve e acuta, alcune «massime» cristallizzatesi nell’esperienza della vita. I proverbi erotici in particolare, la cui sorte e la cui forma variano nelle epoche a seconda del clima sociale e religioso, traendo spunto dal comportamento sessuale degli individui, sono di una immediatezza e di una incisività che muovono non solo al riso ma, spesso, anche alla riflessione.

Giampaolo Pecori, nato a Firenze, è studioso di edonismo linguistico del Cinquecento, e sta curando in particolare il rilancio del suo massimo esponente: Antonio Vignali di Buonagiunta.

La Diagnosi Psicoanalitica

La Diagnosi Psicoanalitica

Struttura della personalità e processo clinico

Autore/i: McWilliams Nancy

Editore: Casa Editrice Astrolabio

cura e introduzione all’edizione italiana di Lucio Sarno e Vincenzo Caretti, prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Giovanni Baldaccini e Luciana Riommi Baldaccini.

pp. 432, Roma

Un testo di cui da tempo si sentiva la necessità, che fin dall’inizio rende accessibili ai, professionisti la teoria psicoanalitica della personalità e le sue implicazioni per la pratica, familiarizzandoli con le categorie diagnostiche e la terminologia oggi corrente.

Momento cruciale di ogni terapia, il processo diagnostico è indispensabile per mettere a fuoco il problema del paziente e orientare il trattamento, ma la diagnosi stessa va attentamente modificata col procedere dell’analisi, via via che si rivelano condizioni sottostanti. Il concetto di diagnosi, così come si è andato evolvendo, va oggi ben al di là della primitiva funzione di sola classificazione del sintomo manifesto, giacché diagnosi significa anzitutto comprendere e valutare la condizione del paziente, i suoi sintomi e le sue dinamiche mentali ma anche saper mantenere un difficile equilibrio tra l’empatia e il distacco professionale.
Sono passati più di vent’anni da quando apparve un’opera di questo genere, e allora non si erano ancora diffusi concetti oggi significativi quali: sindrome borderline, patologia narcisistica, disturbi dissociativi e personalità autodistruttive.
Rispondendo al bisogno di un testo che consenta un chiaro accesso a quel retaggio concettuale che gli psicoanalisti danno per scontato, l’autrice presenta, descrive e spiega i principali tipi di carattere clinicamente importanti e suggerisce come un apprezzamento della struttura della personalità individuale del paziente debba influenzare lo sguardo del terapeuta e il suo stile di intervento.
Evitando il gergo complicato che spesso tiene lontano proprio chi vorrebbe imparare, Nancy McWilliams scrive in uno stile limpido e personale che rende accessibile la teoria e la pratica psicodinamica. Numerosi esempi clinici sono presentati con uno spirito, una semplicità e una partecipazione che infondono vita ai concetti astratti.
Di vasta, globale portata, il libro sarà apprezzato tanto dagli studenti quanto dai professionisti. I lettori di orientamento psicodinamico vi troveranno un’eccellente introduzione al pensiero diagnostico psicoanalitico. Per coloro che si identificano in altre prospettive, incrementerà la conoscenza psicoanalitica, aiutando a comprendere meglio gli approcci dei colleghi orientati clinicamente.

Nancy McWilliams insegna teoria e terapia psicoanalitica alla State University del New Jersey ed è didatta presso l’Institute for Psychoanalysis and Psychotherapy del New Jersey. Ha pubblicato numerosi scritti sul femminismo, sulla differenza tra i sessi, e sulle psicopatologie contemporanee.

Lucio Sarno è professore ordinario di Psicologia Clinica presso il dipartimento di psicologia dell’Università di Palermo. Psicoanalista e membro didatta della S.P.I.

Vincenzo Caretti è professore associato di Psicopatologia dello Sviluppo presso il dipartimento di psicologia dell’Università di Palermo, psicoanalista e membro ordinario dell’A.I.P.A.

Pazzi d’Amore

Pazzi d’Amore

L’amore come malattia mentale

Autore/i: Tallis Frank

Editore: Il Saggiatore

prefazione dell’autore, traduzione di Pietro Formenton.

pp. 318, Milano

Sono pazzo di te, ho perso la testa, se mi lasci la mia vita non ha più senso… non sono soltanto modi di dire. Perché l’amore è follia. I sintomi sono inequivocabili: esaltazione alternata ad apatia come in uno stato maniaco depressivo, agitazione simile a quella degli attacchi di panico, e poi tachicardia, insonnia, sudori, inappetenza, perdita di concentrazione, impulsi incontrollabili, rituali superstiziosi (m’ama, non m’ama).
Per Frank Tallis, psicologo clinico che ha avuto in cura molti pazienti depressi, ossessivi o ansiosi, ma in realtà semplicemente innamorati, il mal d’amore può essere considerato a tutti gli effetti un disturbo psicofisico meritevole di uno studio scientifico. Anche se, incredibilmente, psicologia e medicina tendono a non occuparsene. Ma non è stato sempre così.
La diagnosi di mal d’amore, infatti, vanta una lunga tradizione ed è stata utilizzata in campo medico almeno fino al Seicento: dagli scritti di Galeno fino all’Anatomia della malinconia di Robert Burton, passando per la scienza medievale islamica, l’amore passionale è stato interpretato come uno stato patologico a cui cercare di porre rimedio.
Anche se spesso chi ne soffre dice di non voler e non poter guarire, come testimoniano da secoli poesie e canzoni.
L’amore, infatti, è la nostra occasione di flirtare con la follia, e non vogliamo rinunciarvi. Ma perché mai l’evoluzione ci avrebbe destinati all’esperienza della malattia mentale?
Con un approccio che mescola considerazioni filosofiche a teorie biologiche e psicologiche, Frank Tallis dimostra come l’irrazionalità della passione amorosa sia funzionale alla sopravvivenza della specie.
Anche il colpo di fulmine, la gelosia, l’ossessione, l’idealizzazione del partner, la dipendenza affettiva trovano una spiegazione convincente e scientificamente fondata. Ma per quanto tempo si può essere pazzi d’amore? E cosa succede, dopo?

«Perché gli uomini si innamorano più spesso delle donne? Perché le donne tendono a sviluppare una maggiore dipendenza dall’amore rispetto agli uomini? Perché le pene d’amore sono così dolorose? E perché è così difficile che l’amore travolgente e appassionato duri a lungo?»

«Un vasto lavoro di ricerca che evidenzia la natura ossessiva e il potenziale distruttivo di ogni storia d’amore.» (Publishers Weekly)

«Pazzi d’amore spiega in modo intrigante come l’evoluzione ci ha predisposto alla passione, un campo minato dal punto di vista emotivo che è anche una componente essenziale della nostra umanità.» (Library Journal)

«Il fascino di questo libro è nella capacità di intrecciare molti approcci diversi al tema dell’amore. Con la sua prosa densa ma sempre brillante, Frank Tallis si dimostra competente e saggio senza pretendere di conoscere tutte le risposte.» (The Telegraph)

Frank Tallis, psicologo clinico e neuroscienziato, ha insegnato presso il King’s College e l’Institute of Psychiatry di Londra ed è uno fra i maggiori esperti britannici in fatto di disturbi ossessivi. È autore di saggi e di due romanzi. Nel 1999 ha ricevuto il Weiters’ Award britannico. Per il Saggiatore è uscita nel 2003 la sua Breve storia dell’inconscio.

Il Grande Vangelo di Giovanni – Volume 2

Il Grande Vangelo di Giovanni – Volume 2

Il Signore riconsegna all’umanità la versione integrale del Vangelo.

Autore/i: Lorber Jakob

Editore: Casa Editrice «Gesù La Nuova Rivelazione»

traduzione di S. Piacentini.

pp. 556, Sant’Omobono Terme (BG)

L’opera più voluminosa della Nuova Rivelazione è il Grande Vangelo di Giovanni, in cui viene riferito integralmente tutto quello che Gesù disse durante i suoi tre anni di insegnamento e di peregrinazioni sulla Terra. Sono stati anni di intensissima attività, ricchissimi di opere, dalle più umili e quotidiane alle più sublimi e divine, che sono state omesse dai Vangeli.
Il Signore, tramite Jakob Lorber, ha voluto restituire all’umanità di quest’epoca la versione integrale del periodo più straordinario della vita di Cristo. Ben 7.000 pagine sono state necessarie per ricreare lo scenario in cui Dio, agendo da uomo, Si offre come il modello vivente che tutti gli uomini sono chiamati ad imitare. Accanto alle descrizioni della vita pubblica di Cristo nei suoi ultimi tre anni, vengono rivelati dalla Voce di Dio i più importanti misteri sulla Creazione, rendendoli comprensibili agli uomini. Vengono date risposte convincenti a quei temi su cui l’uomo da sempre si è affannosamente interrogato: la libertà, il destino, la sofferenza, il male, i castighi, la morte, l’Aldilà.
Ciò che caratterizza quest’opera è il Progetto d’amore di Dio che ha in serbo, per chi Lo riconosce come Padre, un destino meraviglioso: quello di diventare figlio Suo e creatore come Lui. Alla base della storia d’amore che Dio vuole iniziare con gli uomini c’è la Sua decisione di circondarsi di esseri viventi – consapevoli e indipendenti – e vivere gioiosamente con loro.
Grazie al Grande Vangelo di Giovanni, il “gioiello” dell’opera, l’uomo viene invaso da un senso di serenità e scopre che la Parola divina ha il potere di cambiargli completamente la vita. Ora sa di aver trovato la Via giusta, e può cominciare a sorridere e ad assaporare la gioia di vivere: una nuova vita in un mondo dove ci si vuole veramente bene, ci si aiuta l’un l’altro e si vive in un reciproco “scambio d’amore” con il proprio Dio, quel Padre che da tanto tempo aspetta di abbracciare quei figli che Lo hanno finalmente riconosciuto.

Jakob Lorber nacque il 22 luglio 1800 a Kanischa, nella Stiria inferiore (Austria) da una famiglia di contadini. Lorber passò i primi anni della sua infanzia partecipando ai lavori della campagna. Da ragazzine manifestò un grande desiderio di istruirsi e una particolare predilezione per la musica. Si applicò dunque negli studi e nella musica, diventando maestro elementare, insegnante di pedagogia e maestro di violino. Il suo impulso verso una cultura spirituale superiore lo portò alla lettura delle opere di Kerner, Stilling, Swedenborg, Bòhme, Tennhardt e Kerning.
Dopo aver vissuto molti anni guadagnandosi da vivere con lavori provvisori di supplente, di maestro privato in una famiglia benestante, suonando l’organo in una chiesa o dando lezioni private di violino, Lorber era comunque sempre alla ricerca di una posizione stabile. Non riuscendo però a trovare un posto di insegnante presso una scuola superiore, che avrebbe garantito la sicurezza del suo avvenire, Lorber decise di dedicarsi totalmente alla musica; divenne un ottimo violinista ed ebbe l’onore di conoscere il celebre Paganini, che gli diede anche alcune lezioni di perfezionamento. La sua fama crebbe: tenne un concerto alla Scala di Milano e a quarantanni ottenne l’importante incarico di maestro di cappella al Teatro di Trieste. Lorber accettò con gioia e prese tutte le disposizioni per la partenza, ma la sua vita, all’improvviso, prese una direzione completamente diversa.
Il 15 marzo 1840, alle ore 6 del mattino, sentì risuonare una voce nel cuore che gli disse: «Alzati, prendi la penna e scrivi!».
Egli ubbidì subito a questa misteriosa chiamata, prese la penna in mano e trascrisse parola per parola quanto gli veniva dettato interiormente. Questo era l’inizio dell’opera “II Governo della Famiglia di Dio” ovvero “Storia della creazione primordiale del mondo spirituale e materiale, nonché dei primi patriarchi”. E le prime frasi di questa Voce misteriosa dicevano:
«Chi vuol parlare con Me, quegli venga a Me, ed lo gli metterò la risposta nel cuore; tuttavia solo i puri, il cui cuore è pieno di umiltà, percepiranno il suono della Mia Voce. E chi preferisce Me al mondo intero, e Mi ama come una tenera sposa ama il suo sposo, con quello lo voglio camminare a braccetto. Egli Mi vedrà sempre come un fratello vede l’altro fratello, e come Io lo vedevo fin dall’eternità, prima ancora che egli fosse».
Dopo questo avvenimento, Lorber declinò l’offerta fattagli e da quel momento, nel corso di ventiquattro anni, fino alla sua morte, egli servì da zelante scrivano a questa misteriosa Voce, definendosi umilmente un servitore del Signore.
Lorber scriveva quasi ogni giorno già di buon mattino e faceva scorrere la penna con discreta velocità, senza fare una pausa per riflettere oppure per correggere un passo dello scritto.
Egli, oltre a sentire la Voce interiormente, aveva anche la visione figurativa di quanto udiva. A questo riguardo Lorber scrisse ad un amico:
«Quanto alla parola inferiore, posso dire che io percepisco la santissima Parola del Signore sempre nella regione del cuore come un pensiero chiarissimo, luminoso e puro, come parole espresse. Nessuno, per quanto possa essermi vicino, può percepire un qualcosa di una qualche voce. Per me, però, questa Voce di Grazia risuona più limpida di qualsiasi altro suono materiale, per quanto forte esso sia».
Dopo aver dedicato 24 anni della sua vita a mettere per iscritto la più importante opera mai comunicata all’umanità, si avvicinò anche per Lorber la fine della sua peregrinazione terrena. Il 24 agosto 1864 il servitore di Dio si addormentò dolcemente e il suo spirito fece ritorno a quel mondo superiore al quale già da lungo tempo apparteneva. La sua spoglia venne deposta nel cimitero di St. Leonhard presso Graz, dove una semplice lapide rammenta la missione dell’eletto servitore e “scrivano di Dio”.

Il Grande Vangelo di Giovanni – Volume 1

Il Grande Vangelo di Giovanni – Volume 1

Il Signore riconsegna all’umanità la versione integrale del Vangelo.

Autore/i: Lorber Jakob

Editore: Casa Editrice «Gesù La Nuova Rivelazione»

pp. 556, Sant’Omobono Terme (BG)

L’opera più voluminosa della Nuova Rivelazione è il Grande Vangelo di Giovanni, in cui viene riferito integralmente tutto quello che Gesù disse durante i suoi tre anni di insegnamento e di peregrinazioni sulla Terra. Sono stati anni di intensissima attività, ricchissimi di opere, dalle più umili e quotidiane alle più sublimi e divine, che sono state omesse dai Vangeli.
Il Signore, tramite Jakob Lorber, ha voluto restituire all’umanità di quest’epoca la versione integrale del periodo più straordinario della vita di Cristo. Ben 7.000 pagine sono state necessarie per ricreare lo scenario in cui Dio, agendo da uomo, Si offre come il modello vivente che tutti gli uomini sono chiamati ad imitare. Accanto alle descrizioni della vita pubblica di Cristo nei suoi ultimi tre anni, vengono rivelati dalla Voce di Dio i più importanti misteri sulla Creazione, rendendoli comprensibili agli uomini. Vengono date risposte convincenti a quei temi su cui l’uomo da sempre si è affannosamente interrogato: la libertà, il destino, la sofferenza, il male, i castighi, la morte, l’Aldilà.
Ciò che caratterizza quest’opera è il Progetto d’amore di Dio che ha in serbo, per chi Lo riconosce come Padre, un destino meraviglioso: quello di diventare figlio Suo e creatore come Lui. Alla base della storia d’amore che Dio vuole iniziare con gli uomini c’è la Sua decisione di circondarsi di esseri viventi – consapevoli e indipendenti – e vivere gioiosamente con loro.
Grazie al Grande Vangelo di Giovanni, il “gioiello” dell’opera, l’uomo viene invaso da un senso di serenità e scopre che la Parola divina ha il potere di cambiargli completamente la vita. Ora sa di aver trovato la Via giusta, e può cominciare a sorridere e ad assaporare la gioia di vivere: una nuova vita in un mondo dove ci si vuole veramente bene, ci si aiuta l’un l’altro e si vive in un reciproco “scambio d’amore” con il proprio Dio, quel Padre che da tanto tempo aspetta di abbracciare quei figli che Lo hanno finalmente riconosciuto.

Jakob Lorber nacque il 22 luglio 1800 a Kanischa, nella Stiria inferiore (Austria) da una famiglia di contadini. Lorber passò i primi anni della sua infanzia partecipando ai lavori della campagna. Da ragazzine manifestò un grande desiderio di istruirsi e una particolare predilezione per la musica. Si applicò dunque negli studi e nella musica, diventando maestro elementare, insegnante di pedagogia e maestro di violino. Il suo impulso verso una cultura spirituale superiore lo portò alla lettura delle opere di Kerner, Stilling, Swedenborg, Bòhme, Tennhardt e Kerning.
Dopo aver vissuto molti anni guadagnandosi da vivere con lavori provvisori di supplente, di maestro privato in una famiglia benestante, suonando l’organo in una chiesa o dando lezioni private di violino, Lorber era comunque sempre alla ricerca di una posizione stabile. Non riuscendo però a trovare un posto di insegnante presso una scuola superiore, che avrebbe garantito la sicurezza del suo avvenire, Lorber decise di dedicarsi totalmente alla musica; divenne un ottimo violinista ed ebbe l’onore di conoscere il celebre Paganini, che gli diede anche alcune lezioni di perfezionamento. La sua fama crebbe: tenne un concerto alla Scala di Milano e a quarantanni ottenne l’importante incarico di maestro di cappella al Teatro di Trieste. Lorber accettò con gioia e prese tutte le disposizioni per la partenza, ma la sua vita, all’improvviso, prese una direzione completamente diversa.
Il 15 marzo 1840, alle ore 6 del mattino, sentì risuonare una voce nel cuore che gli disse: «Alzati, prendi la penna e scrivi!».
Egli ubbidì subito a questa misteriosa chiamata, prese la penna in mano e trascrisse parola per parola quanto gli veniva dettato interiormente. Questo era l’inizio dell’opera “II Governo della Famiglia di Dio” ovvero “Storia della creazione primordiale del mondo spirituale e materiale, nonché dei primi patriarchi”. E le prime frasi di questa Voce misteriosa dicevano:
«Chi vuol parlare con Me, quegli venga a Me, ed lo gli metterò la risposta nel cuore; tuttavia solo i puri, il cui cuore è pieno di umiltà, percepiranno il suono della Mia Voce. E chi preferisce Me al mondo intero, e Mi ama come una tenera sposa ama il suo sposo, con quello lo voglio camminare a braccetto. Egli Mi vedrà sempre come un fratello vede l’altro fratello, e come Io lo vedevo fin dall’eternità, prima ancora che egli fosse».
Dopo questo avvenimento, Lorber declinò l’offerta fattagli e da quel momento, nel corso di ventiquattro anni, fino alla sua morte, egli servì da zelante scrivano a questa misteriosa Voce, definendosi umilmente un servitore del Signore.
Lorber scriveva quasi ogni giorno già di buon mattino e faceva scorrere la penna con discreta velocità, senza fare una pausa per riflettere oppure per correggere un passo dello scritto.
Egli, oltre a sentire la Voce interiormente, aveva anche la visione figurativa di quanto udiva. A questo riguardo Lorber scrisse ad un amico:
«Quanto alla parola inferiore, posso dire che io percepisco la santissima Parola del Signore sempre nella regione del cuore come un pensiero chiarissimo, luminoso e puro, come parole espresse. Nessuno, per quanto possa essermi vicino, può percepire un qualcosa di una qualche voce. Per me, però, questa Voce di Grazia risuona più limpida di qualsiasi altro suono materiale, per quanto forte esso sia».
Dopo aver dedicato 24 anni della sua vita a mettere per iscritto la più importante opera mai comunicata all’umanità, si avvicinò anche per Lorber la fine della sua peregrinazione terrena. Il 24 agosto 1864 il servitore di Dio si addormentò dolcemente e il suo spirito fece ritorno a quel mondo superiore al quale già da lungo tempo apparteneva. La sua spoglia venne deposta nel cimitero di St. Leonhard presso Graz, dove una semplice lapide rammenta la missione dell’eletto servitore e “scrivano di Dio”.

L’Infanzia di Gesù

L’Infanzia di Gesù

La verità, non narrata nei Vangeli, sui primi straordinari dodici anni di vita di Gesù – Rivelazioni di Dio al Mistico Profeta Jakob Lorber

Autore/i: Lorber Jakob

Editore: Casa Editrice «Gesù La Nuova Rivelazione»

traduzione dall’originale tedesco.

pp. 558, Sant’Omobono Terme (BG)

Nei tempi antichi, quando la comunità cristiana era agli inizi, esisteva effettivamente un racconto della prima infanzia e della fanciullezza di Gesù; esso si trovava nel cosiddetto “Evangelium Jakobi minoris” o Vangelo di Giacomo. Questa narrazione, scritta da Giacomo, uno dei figli di Giuseppe, nel primo e nel secondo secolo circolava già fra le comunità cristiane dell’oriente e dell’occidente.
Tuttavia nel IV secolo, allorché le Scuole teologiche e i patriarchi di Alessandria e di Roma fissarono gli Scritti canonici, ossia quelli ad uso della Chiesa, Il Vangelo di Giacomo, a quel tempo già molto manipolato, fu dichiarato “di incerta origine” (apocrifo), e non fu accolto nel numero delle Sacre Scritture. Nei secoli successivi questo Vangelo cadde sempre più nell’oblio e infine andò totalmente perduto, ad eccezione di qualche frammento come ad esempio nella cosiddetta “Bibbia di Berlenburgo”.
Questa era la situazione relativa alle informazioni sull’infanzia di Gesù, finché un giorno, il 22 luglio 1843, il Signore rivelò al mistico tedesco Jakob Lorber che era giunto il tempo di restituire all’umanità lo scomparso Vangelo di Giacomo. Ebbe così origine una meravigliosa narrazione dell’infanzia di Gesù, e precisamente dal momento in cui Giuseppe accolse Maria presso di sé fino all’età di dodici anni del Fanciullo divino.
La concretizzazione del Piano di Dio in Gesù comincia a manifestarsi con eventi miracolosi che inducono anche i più irriducibili miscredenti a intuire il santo segreto della Sua Persona: l’Incarnazione della Divinità Stessa in un corpo umano, il confinamento dell’Infinito nel finito, l’autolimitazione del Creatore nella creatura. Lo scopo sublime di questa Umanizzazione del Divino è quello di fornire un esempio tangibile, imitabile da tutti, della possibilità offerta all’uomo di perfezionarsi sempre più, superando le tentazioni che gli rivelano le debolezze che incatenano il suo spirito.
Gesù Stesso dovette far fronte alle più forti tentazioni: Egli, a cui tutto apparteneva, dovette vivere nella povertà per umiliare l’orgoglio; Egli combattè la voglia di dominare obbedendo volenterosamente a uomini che al Suo confronto erano un puro nulla; Egli vinse il desiderio delle donne con il lavoro, con una parca alimentazione, con la preghiera e frequentando uomini savi.
Si assiste così, nel corso dei 300 capitoli, alla fedele trascrizione della prima fase della vita di Gesù, densa di occasioni per impartire insegnamenti preziosi agli uomini di ogni epoca. Ci auguriamo che il lettore senta questo libro come una irripetibile occasione di incontrarsi con Dio e di avere finalmente le risposte alle sue più profonde domande.

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Prologo del Signore

La nascita di Gesù nella grotta

La fuga in Egitto

A Ostracine

Cirenio da Giuseppe

Distruzione dei templi pagani a Ostracine

Buoni insegnamenti in casa di Giuseppe

Cirenio e Tullia

Arcangeli in casa di Giuseppe

Il festoso banchetto da Cirenio

Di nuovo in casa di Giuseppe

Gionata a casa di Giuseppe

Giuseppe e il naufrago Cirenio di Gionata

Rivelazioni profetiche di Gesù bambino

Fine dei miracoli pubblici di Gesù in Egitto

Una deputazione di Ostracine a casa di Giuseppe

Partenza di Cirenio e visita a Gionata

La sacra famiglia nella casa svaligiata

Ritorno della sacra famiglia a Nazareth

Miracoli del fanciullo Gesù di Nazareth

Gesù dodicenne nel tempio

La vita di Gesù dai dodici ai trent’anni

Yi King – Il Libro delle Mutazioni

Yi King – Il Libro delle Mutazioni

Autore/i: Anonimo

Editore: Casa Editrice Bianchi – Giovini

unica edizione, a cura di Nunzio Jàcono, avvertenza dell’editore.

pp. 300, illustrazioni b/n, Milano

Dall’avvertenza dell’editore:
Nel presentare al pubblico questo volume l’editore non ha inteso fare opera scientifica. Noi crediamo che per sceverare e interpretare un testo antico cinese non basterebbero tremila pagine, non basterebbe probabilmente la vita di un uomo, tanto intricati sono quegli scritti religiosi che si conoscono generalmente come «I sacri libri della Cina», una parte dei quali sono formati da Yi King.
Sulla base di testi rigorosamente scientifici abbiamo con questo volume voluto rendere accessibile al lettore un’usanza alla quale i cinesi ancor oggi sono fedeli. Dicono che Confucio stesso se ne servisse per chiedere consiglio o conforto.
Vi sono persone che fanno il tavolino, altri che si fanno leggere la mano, altri ancora che ricorrono alle carte come mezzo per sapere ciò che è di là da venire.
Poi vi è il pendolino della radioestesia. Si, la curiosità è molta. Il desiderio di conoscere il domani, di illuminare questo «dopo» impenetrabile, che ci sta innanzi, ha sempre accompagnato l’uomo.
Oggi presentiamo le tre monetine: ecco, tintinnano sei volte, si formano gli esagrammi e dalla lontananza del tempo e per noi dello spazio giunge il responso.» Un amico, e l’editore in questo caso specifico non può mettere in dubbio la parola di questa persona, data la sua competenza e la sua fraterna umanità, assicura che l’Yi King dice sempre la verità. Dalla lontananza del …tempo e dello spazio. (L’Editore)

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  • Avvertenze dell’Editore
  • Introduzione dell’I King
  • Come si consulta l’I King
  • I 64 segni dell’I King
  • Tavole dei segni
  • Testo per le interpretazioni

L’Aura et le Corps Immortel

L’Aura et le Corps Immortel

Autore/i: Prieur Jean

Editore: Éditions Robert Laffont

copie avec dédicace et autographe de l’auteur, introduction de l’auteur.

pp. 284, Paris

Il n’existait jusqu’à présent, aucun ouvrage d’ensemble sur le corps ultra-physique qui a été connu de tout temps par la tradition ésotérique universelle et méconnu par la science, la philosophie et la théologie occidentales de ces trois derniers siècles. Selon les civilisations, ce corps a reçu les noms les plus divers : corps subtil, astral, éthéré, lumineux, spirituel, métaphysique ; ces termes d’ailleurs ne sont pas synonymes. C’est le corps subtil qui est à la base de tous les phénomènes dits paranormaux et qui en donne une explication rationnelle. Apparitions, lévitations, manifestations post mortem, raps, poltergeist, apports, dédoublement, idéoplastie… s’organisent autour de ce dénominateur commun. Commun aux humains et aux animaux, aux incarnés et aux désincarnés, ce corps métaphysique a une forme, une substance, un poids, une couleur, une structure atomique. Il est comme la lumière, dont il porte parfois le nom de nature vibratoire et corpusculaire ; son rayonnement coloré est appelé aura. Il assure stabilité et permanence aux vivants de tous les règnes et, une fois de plus, nous constatons l’unité conceptuelle et physique du cosmos. Le livre de Jean Prieur est une sorte de grand voyage initiatique à travers les religions, les philosophies dissidentes, les traditions ésotériques et occultes des divers siècles et des diverses cultures.