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Libri dalla categoria Mentalità

L’Arte della Ricchezza – Se non sei Ricco è perchè Nessuno te lo ha Insegnato

L’Arte della Ricchezza – Se non sei Ricco è perchè Nessuno te lo ha Insegnato

I nostri soldi devono lavorare per noi, non noi per loro

Autore/i: Bardolla Alfio; Croce Alessandra

Editore: Sperling & Kupfer Editori

pp. 212, Milano

“Pianifica il tuo futuro perché quello è il posto
dove andrai a vivere.”

Vuoi smettere di dipendere dallo stipendio, acquisire la mentalità dei ricchi, sviluppare conoscenze che nessuno ti ha mai insegnato e che faranno la differenza nel rapporto che hai con il denaro in tutte le sue forme?
Diventare ricchi si può ed è facile. Pensare al denaro e imparare a gestirlo è più semplice di quel che si pensa, liberarsi dall’assillo dei debiti imparando la differenza fra debiti buoni e debiti cattivi è possibile, ma per farlo è necessario modificare il tuo punto di vista.
Con un linguaggio essenziale ed efficace, caratterizzato dalla chiarezza con cui vengono trattati anche gli argomenti più difficili, L’arte della ricchezza ti accompagna attraverso un viaggio alla scoperta delle abitudini che influenzano così tanto tutti i tuoi risultati legati al denaro.
In questo volume scopri come crearlo, gestirlo e proteggerlo e, soprattutto, imparerai come fare in modo che siano i tuoi soldi a lavorare per te e non te per loro.
Una volta cambiato orientamento, potrai insegnare anche alla tua famiglia a modificare l’approccio con il denaro, e calcolare il Quoziente d’Intelligenza Finanziaria personale sarà un gioco che… ti renderà ricco.

Alfio Bardolla nasce nel 1972 a Chiavenna. Fonda la sua prima società a 19 anni e si laurea in Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative presso l’Università Cattolica di Milano.
All’età di soli 33 anni è considerato uno dei massimi esperti nel campo dello sviluppo personale in Italia.
Trainer ufficiale della Society of Neuro Linguistic Programming, ha studiato con tutti gli esperti mondiali di questa disciplina, tra cui Richard Bandler, John Grinder, Anthony Robbins, Robert Dilts, John La Valle, David Gordon e tanti altri.
Migliaia di persone hanno già frequentato i corsi Bardolla in crescita personale, in comunicazione, e sugli investimenti finanziari e immobiliari.
In Italia è l’unico financial coach che guida i suoi clienti a pianificare e conseguire i propri obiettivi finanziari, per aiutarli a raggiungere nel tempo l’indipendenza e la libertà finanziaria: è questo il concetto di Wellness FinanziarioTM che viene proposto per la prima volta sul mercato italiano.
Alfio Bardolla ha applicato personalmente i concetti di gestione del denaro, diventando un investitore nel settore immobiliare e nel trading di opzioni, e raggiungendo, giovanissimo, l’indipendenza finanziaria.

Alessandra Croce è nata a Milano, dove ha compiuto gli studi in campo umanistico. Dopo anni di esperienza come imprenditrice, nel 2005 incontra Alfìo Bardolla e inizia a collaborare attivamente al suo fianco nella società di formazione e in campo immobiliare. Perfeziona la sua formazione diventando Master PNL e studiando con i maggiori esperti mondiali di crescita personale e finanziaria.

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Ringraziamenti
Prefazione

Parte prima – Il denaro e la ricchezza

  • Che cos’è il denaro?
  • Che cos’è la ricchezza?
  • Le caratteristiche dei milionari
  • Che cosa ti darà il diventare ricco
  • Decidi la tua definizione di ricchezza
  • 100% responsabile della tua vita
  • Il tuo sistema operativo
  • Riprogramma il termostato della tua ricchezza
  • I sogni
  • La legge delle entrate
  • Gli italiani e la ricchezza
  • Le donne, i figli e il benessere finanziario

Parte seconda – La paura

  • Come agisci quando provi paura
  • Gestire la paura con l’azione
  • Parlare a se stessi quando si ha paura
  • Associazione e dissociazione
  • Paura del successo
  • Paura del cambiamento
  • Paura di perdere l’autostima
  • Strategia per eliminare l’ansia e la paura
  • La biochimica della paura e dell’avidità

Parte terza – I debiti

  • Che cosa sono i debiti?
  • Debiti buoni, debiti cattivi
  • Le cause del debito
  • La vergogna, la paura, nascondere il problema
  • Chiudo l’azienda
  • Liberati dai debiti

Parte quarta – Il risparmio, gli investimenti

  • Perché risparmiare è un consiglio obsoleto
  • Perché imprenditori e professionisti devono imparare a investire e perché ogni investitore deve creare un’azienda
  • Cashflow vs capitai gain


Conclusione – Conoscenze specialistiche e la formula del successo

Bibliografia
Gli autori
Per proseguire il tuo viaggio

Il Tocco di Mida – Perché Alcuni Imprenditori Diventano Ricchi e Altri No

Il Tocco di Mida – Perché Alcuni Imprenditori Diventano Ricchi e Altri No

Titolo originale: Midas Touch

Autore/i: Trump Donald J.; Kiyosaki Robert T.

Editore: Piero Gribaudi Editori

seconda edizione, presentazione di Mark Burnett, traduzione di Gloria Romagnoli.

pp. 272, illustrazioni in bianco e nero, Milano

In un mondo colpito dalla forte disoccupazione e con un’economia che ha bisogno di recuperare nuovi posti di lavoro, chi non desidera una soluzione veloce? Molti pensano al governo, ma sta diventando ovvio che i governi non possono creare del vero lavoro. La verità che pochi conoscono è che solo un gruppo di persone può riportare il nostro mondo alla prosperità: gli imprenditori, ma soprattutto gli imprenditori con il Tocco di Mida.

Gli imprenditori che creano più posti di lavoro, più prosperità per più persone, sono quelli che vincono.

Sono gli imprenditori con il Tocco di Mida!

Stai pensando di iniziare una tua attività? Ce l’hai già e la vuoi far crescere? Allora, prima di sprecare dell’altro tempo, dell’altro denaro, devi – per te stesso, per la tua famiglia e per il mondo – scoprire i cinque punti del Tocco di Mida:

  • Forza di carattere
  • Focalizzazione (F.O.C.U.S.)
  • Marchio
  • Relazioni
  • Le piccole cose che contano

Ci sono migliaia di libri sul business. Questo libro è per gli imprenditori. Due degli imprenditori più influenti del mondo insegnano quello che i libri sul business non fanno.

“Diventare imprenditori non è uno sforzo di gruppo e non può essere realizzato da un comitato. Ci vuole la focalizzazione del singolo. Le storie di Donald e di Robert spiegano come siano diventati quello che sono e come arrivino sempre dove vogliono andare. Un’ottima lettura”. (Mark Burnett, creatore di The Apprentice)

Donald J. Trump, imprenditore newyorkese, diplomato alla Wharton School of Finance, è CEO della società immobiliare di lusso Trump Organization e gigante dei media, oltre che star dello show televisivo The Apprentice. È uno degli uomini più ricchi e famosi al mondo.

Robert T. Kiyosaki autore di “Padre Ricco, Padre Povero” – il bestseller internazionale che è stato al primo posto della classifica del New York Times per oltre sei anni – è un investitore, imprenditore ed educatore statunitense.
Tutti i suoi bestseller sono dedicati alla ricchezza e all’istruzione finanziaria.
Egli, praticamente da solo, ha sfidato e cambiato il modo in cui decine di milioni di persone in tutto il mondo pensano al denaro.
Ama infarcire le sue pubblicazioni di episodi autobiografici. Celebre è il racconto di come, a seguito del fallimento di una sua azienda, fu costretto a vivere per mesi sul sedile posteriore della sua Toyota.
Come blogger, la sua rubrica “Perché i ricchi diventano sempre più ricchi” è una delle pagine più consultate di Yahoo Finanza.
Attualmente, alterna l’attività di scrittore e conferenziere con quella di investitore, in particolare nel campo delle commodity e delle valute.
Ha lanciato la carriera della moglie Kim, il cui libro “Rich Woman” è diventato un best seller e libro cardine dell’educazione finanziaria al femminile.
Kiyosaki racconta che la sua crescita finanziaria è stata possibile grazie alle intuizioni che ha avuto stando a contatto con suo padre e col padre di un suo carissimo amico.
Il primo era una persona colta, di sani principi e lavorava come funzionario statale; il padre del suo amico invece, nonostante avesse soltanto la terza media, riuscì a creare un business molto proficuo, contando sulle sue forze e soprattutto sulle sue capacità imprenditoriali.
Nonostante uno avesse le competenze, l’altro aveva maggiore spirito d’iniziativa e coraggio nell’assumersi responsabilità e rischi.
Suo padre lasciò pochissimo in eredità poiché aveva avuto problemi finanziari prima di morire, il padre del suo amico invece diventò uno dei più ricchi uomini d’affari delle Hawai.
Nel libro “Padre Ricco, Padre Povero”, Kiyosaki approfondisce questo argomento, proprio per motivare i suoi lettori e ascoltatori ad essere tenaci, per far capire che tutto è possibile se c’è volontà e se si crede in sé stessi.
Gli insegnamenti di Kiyosaki puntano sull’educazione finanziaria, in modo che le persone si sentano spronate a sviluppare ed affinare la capacità di individuare le opportunità d’investimento, sia dal punto di vista della formazione che a livello economico. Grazie al suo acume e all’esperienza imprenditoriale, cominciata con la sua prima azienda (Ripper), nonostante i vari ostacoli e fallimenti, Kiyosaki è riuscito rialzarsi ogni volta e a crescere sempre di più.
La chiave del successo risiede nella capacità di affrontare un percorso ad ostacoli fatto di tanti piccoli passi da compiere con costanza. Tra le altre cose è necessario:
pensare positivamente al proprio obiettivo, senza farsi sopraffare da troppe preoccupazioni; affrontare i momenti di crisi e le perdite, trarre insegnamento da esse per adeguare di conseguenza le azioni successive; ampliare la propria esperienza; investire sempre, con oculatezza e lungimiranza, affinché il denaro non sia soggetto alle svalutazioni monetarie.
I libri di Kiyosaki, insomma, hanno sempre una componente motivazionale che si mescola ad una serie di consigli pratici. Si tratta dunque di testi utilissimi, la cui lettura è consigliata a tutti.

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Prefazione – Sognatore… o imprenditore?

Introduzione – Gli imprenditori sono diversi

Capitolo 1

  • Il pollice
  • La forza di carattere

Capitolo 2

  • L’indice
  • La focalizzazione (F.O.C.U.S.)

Capitolo 3

  • Il medio
  • Il marchio

Capitolo 4

  • L’anulare
  • Le relazioni

Capitolo 5

  • Il mignolo
  • Le piccole cose che contano

L’Altro Mediterraneo – Antologia di Scrittori Arabi del Novecento

L’Altro Mediterraneo – Antologia di Scrittori Arabi del Novecento

Autore/i: Autori vari

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

a cura di Valentina Colombo, collana: Oscar Classici Moderni n° 196.

pp. 290, Milano

Un’antologia di racconti inediti che presenta al lettore italiano l’aspetto più innovativo della letteratura araba contemporanea, dall’Egitto al Medio Oriente: dai classici del Novecento, come il Premio Nobel Naghib Mahfuz e il libanese Mikhail Nu’aima, senza dimenticare le autrici e gli autori delle nuove generazioni, ciascuno introdotto da una breve scheda. Voci che affrontano gli argomenti più disparati, spesso scottanti, come la questione del velo, il dialogo tra culture, la situazione palestinese, la condizione femminile, restituendo un ritratto a tutto tondo della società arabo-musulmana di oggi.

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L’altro Mediterraneo. Il Mediterraneo dell’altro di Valentina Colombo

  • Il velo (Mustafa Lutfi al-Manfaluti)
  • Il martire (Tawfiq al-Hakim)
  • Naghiyya bint al-Fiqi (Mahmud Taìmur)
  • La tempesta (Khalil Gibran)
  • Abu Batta (Mikhail Nuaima)
  • Il paradiso dei bambini (Nagib Mahfuz)
  • Lo sguardo (Yusuf Idris)
  • La promessa (Abd al-Salam al-Ugiaili)
  • Se tu fossi un cavallo… (Ghassan Kanafani)
  • Il migrante che non è migrato (Izz al-Din al-Madani)
  • Una donna a tua disposizione (Ihsan Abd al-Quddus)
  • Il forno (Fuad Takarli)
  • Sorveglianza (Gamal al Ghitani)
  • Lettere che non arriveranno mai (Edwar al-Kharrat)
  • Oblio (Nawal al-Saadawi)
  • Il deserto (Emily Nasrallah)
  • Un giorno di vacanza (Hannan Al-Shaikh)
  • La profezia (Ibrahim al-Kuni)
  • Ma… (Baha Tahir)
  • Vecchie imbarcazioni (Ibrahim Abd al-Magid)
  • Desidero la luce del giorno (Liana Badr)
  • Attenzione! (Amin Ba Giunaid)
  • Storia andalusa (Daisy al-Amir)
  • Pagine di un’antica terrazza (Hasan Dawud)

Il Frate l’Ordine lo Scudo – L’Avventurosa Vita di San Francesco di Paola

Il Frate l’Ordine lo Scudo – L’Avventurosa Vita di San Francesco di Paola

Romanzo storico

Autore/i: Salerno Daniele

Editore: Falco Editore

presentazione padre Rocco Benvenuto – Correttore Provinciale Ordine dei Minimi Santuario di Paola.

pp. 370, ill. in b/n n.t., Cosenza

Quella che state per leggere è una storia vera avvenuta tra l’Italia e la Francia nel corso del XV e XVI secolo, in quel periodo di tempo che ha caratterizzato il passaggio tra il Medioevo e il Rinascimento. Lo scenario è quello di una Europa dilaniata da mille guerre e infinite battaglie tra Stati e Signorie, con alle porte una possibile invasione da parte dell’Islam. In mezzo si combattono Papi e antipapi, tra eresie e simonie, amanti e figli illegittimi, con il recente ritorno a Roma della Santa Sede Apostolica dopo la cattività Avignonese. Il popolo impotente osserva lo scempio, vessato senza pietà da Duchi e Baroni. Nell’aria si sente la necessità di un riformatore che stia dalla parte dei poveri, capace di riaffermare gli antichi valori Cristiani, difendendo i diseredati dalle angherie e dai soprusi dei potenti.

Daniele Salerno, giornalista (La Stampa), Dottore in giurisprudenza e professore in discipline Giuridico Economiche. È presidente del Comitato Internazionale Storico-Scientifico per gli studi su San Rocco e sulla storia medioevale della quale si occupa da sempre con grande passione.

L’Editore ringrazia l’Ordine dei Minimi, in particolare padre Francesco Marinelli, Correttore Generale e padre Rocco Benvenuto, Correttore Provinciale presso il Santuario di Paola.

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Presentazione

  • Da una grotta inizia l’incredibile avventura
  • La vendetta dei suoi nemici
  • Il Re, il Papa e il giudizio finale

Conclusioni
Nota dell’autore
Indice delle immagini

Un Lampo di Vacuità – Il Sutra del «Cuore della Saggezza»

Un Lampo di Vacuità – Il Sutra del «Cuore della Saggezza»

Autore/i: Rimpoche Rabten Ghesce

Editore: Libreria Editrice Psiche

con profilo storico critico su: Il Vuoto dei Fisici di Edmondo Turci, collana: I Grandi Maestri, in copertina: Ghesce Rabten Rimpoche.

pp. 112, ill. in b/n n.t., Torino

L’unità dell’essere, intuizione che traspare in ogni manifestazione del mondo visibile, è possibile raggiungerla solo se si supera il processo intellettuale, attraverso un percorso di meditazioni in grado di produrre il Vuoto di sé: questo l’insegnamento del Sutra del cuore della saggezza. In parallelo, un saggio epistemologico di Edmondo Turci sul concetto di materia e di vuoto nella fisica occidentale (da Galileo a Newton, da Mach a Einstein a Gödel).

Ghesce Rabten Rimpoce, nasce in un piccolo paese della Regione Orientale del Tibet (1920 circa): il Kham. Figlio di contadini, volge le spalle già da bambino alla terra natale ed entra nel monastero locale come novizio. Più grandicello si incammina da solo verso la capitale Lhasa per frequentare la più grande Università monastica del tempo: Seraje. Diventa uno studente amato ed apprezzato, riconosciuto come il più capace di tutto il collegio. Nel 1967, S.S. il Dalai Lama lo nomina suo consigliere Spirituale. Successivamente Sua Santità lo incarica di venire in Occidente per diffondere l’insegnamento del Buddha. Fonda a Rikon in Svizzera, una comunità e a Mont Peleroin il centro (per alti studi filosofici) Thorpa Chöeling. In Italia fonda: GhePel Ling (1975) a Milano, ed il Maitri (1980) a Torino. Muore nel suo centro in Svizzera il 23 febbraio del 1986.

Edmondo Turci, dopo la laurea in Ingegneria diventa responsabile di numerosi progetti per lo spazio e nel 1970 riceve dal ministro della ricerca scientifica Rubinacci una premiazione per il contributo innovativo delle sue ricerche. E’ monaco fin dal 1993 con il nome di Thubten Rinchen. Dal 10 dicembre ’06 è stato ammesso al Monastero di Gaden Jangtse con il nome di Lobsang Sanghye, ricevendo così il nome dall’Abate Lobsang Tsepel. Dirige il Centro Studi Maitri “Onlus” dal 1993 a Torino e affiliati. Nel ’08 gli è stato conferito il premio Torino Libera-Valdo Fusi C. Pannunzio per la carriera scientifica e per l’impegno in difesa del Tibet e della sua cultura.

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Parte I

Introduzione

  • Il testo del Cuore della Saggezza
  • Commento al Cuore della Saggezza
  • Commento finale del Commentatore e alcune domande e risposte rivolte dagli studenti a Ghesce

Parte II

  • Il vuoto dei fisici nel suo sviluppo storico
  • Le filodofie del Caos e della notte
  • L’alba della fisica riconosce il vuoto a suo fondamento
  • L’idea del vuoto nella fisica Galileiana
  • Le dimensioni del vuoto nella fisica moderna: i campi fisici
  • Lo spazio-tempo
  • La vuota geometria dello spazio-tempo nei collassi della materia

Monet – Luce e Colori dell’Impressionismo

Monet – Luce e Colori dell’Impressionismo

Titolo originale: Monet “un oeil…mais, bon Dieu, quel oeil!”

Autore/i: Gache-Patin Sylvie

Editore: Electa / Gallimard

edizione italiana a cura di Martine Buysschaert, traduzione di Emma De Fiesole.

pp. 176, numerose illustrazioni e fotografie b/n e colori, Trieste

Impressione, Levar del sole: il quadro esposto da Monet nel 1874 è all’origine del nome della nuova pittura “impressionista”. Gli impressionisti, quei  “malati della retina” che scatenano i sarcasmi della critica, sconvolgono il mondo della pittura con il loro nuovo modo di guardare. Monet – più di ogni altro – frammenta pennellate e colori per tradurre le vibrazioni della luce, teso a cogliere l’incessante e cangiante trascorrere del tempo e delle stagioni. Il suo percorso lo porta alla serie di Ninfee, in cui, quasi cieco, prelude all’astrattismo. Un occhio prodigioso il suo, uno sguardo straordinario. La storia di una vita “immensamente” lunga. La storia di un luogo, Giverny, dove Monet reinventa la natura senza distinguere senso e intelletto.

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  • I. – LE HAVRE E LA FORMAZIONE
  • II. – ARGENTEUIL E L’IMPRESSIONISMO
  • III. – PARIGI E LA MODERNITÀ
  • IV. – LA SENNA E LA SVOLTA
  • V. – GIVERNY E I VIAGGI
  • VI. – DA LONDRA A VENEZIA: LE SERIE
  • VII. – IL GIARDINO E LE NINFEE

TESTIMONIANZE E DOCUMENTI
Una lezione per l’Avanguardia
Monet racconta Monet
Giverny, adorata Giverny…
Arte, orto e fornelli
Monet, Boudin, Pisarro e gli altri…
Terrazza sul mare a Sainte-Adresse
La rivoluzione delle cattedrali
L’universo delle ninfee
La fortuna critica
Cent’anni in mostra

APPARATI
Quadro cronologico
Dizionario dei personaggi
Indice delle illustrazioni
Indice analitico
Bibliografia

Ore Giapponesi

Ore Giapponesi

Un panorama del Giappone, attraverso gli occhi di un acuto e attento studioso di costumi, storia, politica e cultura, con una raccolta di fotografie.

Autore/i: Maraini Fosco

Editore: Edizioni Corbaccio

nuova edizione, prefazione e fotografie dell’autore, con un saggio di Giorgio Amitrano.

pp. 530, riccamente illustrato a colori e b/n, Milano

«Ore Giapponesi è un libro magistrale» (Claudio Magris)

Per molti aspetti il Giappone di oggi somiglia alla Svizzera: due paesi nei quali tutto, dai treni alle poste, dagli alberghi ai negozi, dalle fabbriche, alle banche, alle università, funziona come un’orologeria mirabilmente oliata, che non conosce inceppi. Resta solo una grossa differenza: che la Svizzera non offre misteri, mentre il Giappone è misteriosissimo. In un certo senso il Giappone guerreseo e aggressivo degli anni Trenta e Quaranta era abbastanza trasparente e comprensibile; ma i giapponesi dei giorni nostri, i quali, dopo essere rimasti stesi a terra nel ’45, finiscono in meno di mezzo secolo per costruire una delle maggiori potenze industriali, commerciali e finanziarie del globo, pur non vantando il possesso di vasti territori né avendo a disposizione materie prime – ecco qualcosa che sfiora l’enigma, che ha sapore di magia e di occulto! Soprattutto quando vediamo che gli artefici della straordinaria cavalcata ci si presentano in genere come individui anonimi, confusi nella folla con fare spesso impacciato. Cosa li anima? Quali sono i loro segreti? Come conoscerli davvero? Come capirli? Maraini ha avuto la fortuna di poter seguire dal di dentro mezzo secolo di vita giapponese. Nel 1938 ottenne una borsa di studio che lo condusse a Hokkaido, al nord del paese, dove fece ricerche antropologiche sugli Ainu. Passato poi a Kyoto quale lettore di italiano, nel 1943 venne internato con la famiglia come antifascista. Il 15 agosto del ’45 ascoltò alla radio il famoso discorso di Hiro Hito, col quale si annunciava la resa, e nei mesi seguenti vide un Giappone completamente distrutto, materialmente e moralmente ridotto a zero, occupato dagli americani.
L’asse portante del libro è costituito dal racconto di una lunga e lenta peregrinazione attraverso il Giappone, effettuata in macchina a metà degli anni Cinquanta, in compagnia di giapponesi e di stranieri. Visitiamo Tokyo, Kamakura, Ise, Nara, Kyoto, conosciamo Bamba, gli Uriu, i Miyazawa, Tamako, Somi, Giorgio, Jane e tanti altri personaggi impegnati in un continuo dialogo est-ovest, che conduce a volte verso reciproche comprensioni, e a volte si arresta dinanzi a invisibili, forse invalicabili, confini di pensiero. Il racconto procede su molteplici piani. Innanzitutto vi è quello immediato definito dalle vicende quotidiane di viaggio; a questo si intrecciano numerosi riferimenti ai tempi lontani della guerra, con chiarimenti di fondo collegati alla storia politica, religiosa, letteraria, artistica del Giappone e con illustrazioni di costumi, pregiudizi, superstizioni, aspetti del carattere nazionale.
Incarichi di vario genere hanno continuamente ricondotto l’autore in Giappone, dove, tra l’altro, ha trascorso metà del 1988 e dove è stato insignito nel 1986, per le sue ricerche e i suoi studi, del prestigioso premio Japan Foundation. Le pagine di questo volume possono offrire, insieme alla ricca dotazione iconografica, numerosi spunti per meglio comprendere il «mistero Giappone».

Fosco Maraini, Antropologo, orientalista, scrittore, viaggiatore, fotografo e alpinista. Partito nel 1938 in Giappone come ricercatore all’Università di Sapporo, ha poi insegnato Lingua e Letteratura Giapponese all’Università di Firenze e a Oxford. Tra le sue numerose opere, segnaliamo Dren Giong. Appunti di un viaggio nell’lmàlaia (1939, Vallecchi; ripubblicato nel 2012 da Corbaccio), Segreto Tibet (1951, ripubblicato nel 2006 da Corbaccio), Ore giapponesi, (1957, lo ripubblica Corbaccio nel 2008), L’isola delle pescatrici (1960), Gasherbrum 4, Baltoro, Karakorum (1960), Paropamiso (1963), Le Fànfole (1966), Esotico inverso (1970), Gnòsi delle fànfole (1978), Giappone e Corea (1978), L’Agape celeste, i riti di consacrazione del sovrano giapponese (1995, ripubblicato da Luni Editrice nel 2014), Il Nuvolario. Principii di Nubignosia (1995), Gli ultimi pagani (1997, ripubblicato da BUR nel 2001), Case, amori, universi (autobiografia romanzata, Mondadori, 1999), Giappone Mandala (Mondadori Electa, 2006), Pellegrino in Asia. Opere scelte, (Meridiano Mondadori, a cura di Franco Marcoaldi,2007). Del 2014 è Love Holidays. Quaderni d’amore e di viaggi (con Topazia Alliata, Rizzoli). La figlia Dacia pubblica nel 2007 per Mondadori Il gioco dell’universo – dialoghi immaginari tra un padre e una figlia, ricostruendo la storia della famiglia attraverso i taccuini del padre.

Filosofia e Teologia nel Futuro dell’Europa

Filosofia e Teologia nel Futuro dell’Europa

Atti del Quinto Colloquio su Filosofia e Religione (Macerata 24-27 Ottobre 1990)

Autore/i: Autori vari

Editore: Casa Editrice Marietti

a cura di Giovanni Ferretti.

pp. 284, Genova

Sommario:

G. FERRETTI, Filosofia e teologia nel futuro dell’Europa

LA SITUAZIONE STORICO-SPECULATIVA IN EUROPA
J. B. METZ, Spirito dell’Europa – spirito del cristianesimo
– Momenti della discussione
H. J. ADRIAANSE, Il rapimento dell’Europa e la teologia
J. GREISCH, L’’Europa ipocrita
J. P. COLL, Condizioni dell’apporto di filosofia e teologia al progresso dell’Europa
G. COLOMBO, Teologia e filosofia. Le vicende di un rapporto difficile

CATEGORIE E TEMI DELL’INCONTRO
C. GEFFRÉ, Dall’ermeneutica filosofica all’ermeneutica teologica
J. MACQUARRIE, Antropologie filosofiche e teologiche
A. RIGOBELLO, Ermeneutica della differenza
X. TILLIETTE, Dalla teologia alla filosofia
R. PANIKKAR, Filosofia e teologia: una distinzione superata
O. BAYER, Il giudizio finale come problema di filosofia della religione
E. SALMANN, Mistica e illuminismo – affinità e contrasto
U. PERONE, Sum ergo Deus est: il finito di fronte all’infinito
U. KERN, La conoscenza come conoscenza di Dio. Aspetti epistemologici della teoria dell’intelletto di Meister Eckhart

Tavola rotonda finale

L’Arte di Ricordare Tutto

L’Arte di Ricordare Tutto

Titolo originale: Moonwolking with Eistein

Autore/i: Foer Joshua

Editore: Longanesi & C.

traduzione di Elisabetta Valdré.

pp. 348, Milano

Quaranta giorni. È il tempo che ciascuno di noi spreca in media ogni anno per rimediare a ciò che dimentica: per andare a recuperare il cellulare lasciato chissà dove, per cercare le chiavi di casa o per rintracciare informazioni importanti. Joshua Foer rientrava a pieno titolo in questa media, ma dopo un anno di allenamento si è ritrovato alla finale del Campionato statunitense della memoria. Dunque la memoria si può davvero migliorare, chiunque può riuscire a imparare 1528 numeri a caso in un’ora e ricordarseli tutti, come il pluricampione del mondo Ben Pridmore. Ripercorrendo la storia della mnemotecnica dall’antica Grecia ai giorni nostri e illustrando metodi concreti grazie ai quali possiamo tenere a mente le informazioni che ci interessano, Joshua Foer ci dimostra che “in ognuno di noi si nasconde un piccolo Rain Man”. Che la memoria è un dono che tutti possediamo ma di cui spessissimo ignoriamo le potenzialità.
«Che cosa ha significato per l’individuo e per la società» si chiede Foer «il passaggio da una cultura fondata sulla memoria interna a una cultura basata sulle memorie immagazzinate al di fuori del cervello?» A queste e a molte altre domande cerca di rispondere il saggio di Joshua For, che ha suscitato un grande interesse nella stampa e nel pubblico degli Stati Uniti.

Joshua Foer, giornalista, ha collaborato con National Geographic, Esquire, The New York Times, The Washington Post e Slate.
L’arte di ricordare tutto
è stato ai primi posti delle classifiche americane.

L’Arte Cinese – 2 Volumi

L’Arte Cinese – 2 Volumi

Titolo originale: Chinese Art

Autore/i: Willetts William

Editore: Sansoni Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Piero Corradini e Laura Messeri, Piccole Storie Illustrate 109 – 110 – 111 – 112.

vol. 1 pp. XXXI-494, vol. 2 pp. 495-994, numerose tavole in bianco e nero fuori testo, numerose illustrazioni in bianco e nero, Firenze

L’autore, autorevolissimo specialista in questo campo di Studi, allievo del Prof. Perceval Yetts, uno studioso di fama mondiale di archeologia cinese, si è proposto in quest’opera di mettere in relazione le tradizionali forme artistiche della Cina con le condizioni sociali, politiche e tecnologiche fra cui esse sorsero. A ciascuna forma artistica è dedicato espressamente un capitolo, dove essa viene esaminata sullo sfondo di quella peculiare epoca storica nel corso della quale raggiunse, per un motivo o per l’altro, uno stadio particolarmente caratteristico del suo sviluppo.

Volume primo
Questo primo volume si apre con un’analisi dell’ambiente geografico della società cinese e della sua preistoria. Seguono poi un capitolo dedicato alle giade, collocate nel contesto del tardo neolitico cinese, e uno sull’arte dei bronzi rituali, che coprono l’eta delle due prime dinastie storiche, gli Shang-Yin e i Chou.
Le lacche e le sete, caratteristiche espressioni entrambe dell’arte cinese, sono descritte nella cornice della dinastia Han e delle relazioni commerciali con l’Oriente romano.
Il volume si conclude con l’esame dei problemi relativi alla scultura buddista durante il periodo delle sue più vitali realizzazioni artistiche, la sesta dinastia e il primo mezzo secolo circa della dinastia T’ang.
Pertanto quest’opera, per l’ampiezza dell’orizzonte su cui essa spazia e per il solido impianto cronologico, si presenta come un’organica storia delle manifestazioni artistiche attraverso cui s’è espressa la civiltà quadrimillenaria della Cina.

Volume secondo
Questo secondo volume si apre con un capitolo dedicato alla ceramica della dinastia T’ang, in cui sono classificate le principali forme della ceramica dell’epoca e ne è studiata l’origine in relazione con i contatti culturali tra ’impero cosmopolita dei T’ang e il vicino Medio Oriente. Le raffinate arti della pittura e della calligrafia sono poi collocate sullo sfondo delle dinastie Sung e Yüan, mentre una particolare attenzione è dedicata allo studio dei materiali e delle tecniche a cui ricorsero i pittori cinesi,. alla natura dell’immagine che essi rielaborarono, agli sviluppi della pittura paesaggistica, di fiori e di uccelli.
Il libro si conclude con un esame degli aspetti generali e particolari dell’architettura, che è forse la manifestazione più coerentemente tradizionale dell’arte cinese, i cui resti risalgono prevalentemente all’epoca Ming e Ch’ing.
Pertanto quest’opera, per l’ampiezza dell’orizzonte su cui essa spazia e per il solido impianto cronologico, si presenta una organica storia delle manifestazioni artistiche attraverso cui si è espressa la civiltà quadrimillenaria della Cina.

Il Dominio della Vita

Il Dominio della Vita

Aborto, eutanasia e libertà individuale

Autore/i: Dworkin Ronald

Editore: Edizioni di Comunità

unica edizione, a cura di Sebastiano Maffettone, traduzione di Carla Bagnoli.

pp. 360, Milano

Ronald Dworkin è tra i più importanti filosofi del diritto in attività. Americano, insegna a Oxford (nella cattedra che fu di Herbert Hart) e a New York. Negli ultimi anni i suoi scritti hanno rinnovato profondamente la tradizione della filosofia analitica del diritto e della politica, nell’ottica di un liberalismo basato sui diritti individuali. In Il dominio della vita egli mette la consueta perizia tecnica al servizio di temi scottanti e controversi quali l’aborto e l’eutanasia. Pur non rinunciando alla sua classica posizione liberale, che comunque appare qui fortemente rinnovata, Dworkin cerca evidentemente una mediazione con posizioni alternative, come lo sono molte di quelle religiose. La mediazione è trovata nella…difesa del valore intrinseco della vita, che accomunerebbe i liberali e i loro avversari teorici, chiamati «conservatori» (come d’abitudine nella tradizione anglosassone). Difficile dire se una soluzione di questo tipo sia in grado di accontentare tutti o non finisca per provocare reazioni critiche da ambo le parti. Sicuro è, invece, l’interesse intellettuale che le tesi di Dworkin susciteranno non solo nello specialista, ma in chiunque voglia farsi un’opinione personale meditata sui problemi morali che caratterizzano inizio e fine della vita.
Il libro è diviso in tre parti. Nella prima, Dworkin critica la retorica degli antiabortisti e degli abortisti, in nome del valore impersonale e intrinseco della vita. Nella seconda discute gli aspetti più tipicamente costituzionali in materia di aborto. Nella terza, infine, affronta la questione della morte e dell’eutanasia, adoperando un’originale distinzione tra autonomia della persona, suoi migliori interessi e dignità dell’esistenza. In tutte e tre le parti abbondano le novità teoriche e, di conseguenza, non mancano passaggi controversi. L’idea stessa di sacralità della vita, che è al cuore del libro e funge da ponte tra l’etica e il diritto costituzionale, non mancherà di trovare resistenze intellettuali ed emotive. Mi sembra, però, che, indipendentemente dal proprio grado di accordo con l’autore, Il dominio della vita costituisca un brillante esempio di come la filosofia possa contribuire a migliorare la nostra intelligenza delle questioni pubbliche più rilevanti e controverse.

Ronald Dworkin tiene i suoi corsi all’università di New York e a Oxford. Tra i suoi lavori tradotti in italiano ricordiamo I diritti presi sul serio, L’impero del diritto e Questioni di principio.

Medioevo Inquieto – Storia delle Donne dall’VIII al XV Secolo d.C.

Medioevo Inquieto – Storia delle Donne dall’VIII al XV Secolo d.C.

Autore/i: Guiducci Armanda

Editore: Sansoni Editore

prima edizione, collana: Sansoni Saggi, in sovraccoperta: Cidippe scrive all’amante Aconzio, Miniatura..

pp. 322, Firenze

… Saggio, racconto, saga senza fine, alla ricerca delle tessere dell’universo femminile…

Armanda Guiducci continua la sua opera di scavo nella grande “storia sommersa” delle donne, iniziata con Perdute nella storia. Partendo dal punto in cui si era concluso il volume precedente, qui ripercorre l’inquietudine di un “femminile” che trova in una società nuovamente in espansione le occasioni per palesare la propria esistenza. Sono le donne arabe degli harem di Spagna a imporsi per prime con la loro abilità di artiste, trovatrici, calligrafe e bibliotecarie; sono loro che impongono ai califfi un amore nuovo, fatto di amicizia e di intelligenza. Poi le provenzali, anch’esse portatrici di poesia e di “amor cortese”; le castellane, che governano i feudi nelle lunghe assenze dei mariti crociati; le cittadine, partecipi della febbre economica dei secoli della rinascita; infine le mistiche, che trasferirono in Cristo le energie fisiche e intellettuali che la società comprimeva.

Armanda Guiducci dal ’50 al ’60 è stata collaboratrice di numerose riviste tra cui Cultura e realtà di Cesare Pavese. Medioevo inquieto continua la ricerca iniziata con Perdute nella storia (Sansoni 1989).

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Verso l’Anno Mille

  • Le donne del “manso”
  • Tra magia e religione
  • L’universo delle elette
  • La donna e la città
  • Trotula, sanatrix salernitana

La laica e la monaca

  • La nobile Dhouda
  • Rosvita, monaca di Gandersheim

Il confronto con la diversità

  • La cultura dell’harem
  • Una nuova forma di sensualità
  • Sospese tra due mondi

Una storiografia alla corte di Bisanzio

  • Contro la barbarie dei crociati

Il femminile e l’esotico

  • La nuova castellana
  • Rappresentatività e decisionalità

La regina dalle due corone

  • “Corti” d’amore
  • Una spregiudicata Sponsor Woman della cultura cortese

Passione e costrizione

  • Da automa a persona

La Sibilla del Reno

  • Una profetessa medievale
  • La forza delle visioni
  • Verso la medicina moderna
  • Un sofferto abbandono
  • La propaganda di Dio

Poetesse d’amore: le trovatrici provenzali

  • L’amor cortese: un nuovo stile dell’interiorità
  • Uguaglianza in amore: una sfida possibile?
  • Il coraggio del desiderio
  • Il “bel amics”
  • I paesaggi dell’interiorità
  • La serietà del sentimento
  • La prima controcultura femminile della storia

Udite, signori, cosa dice Maria

  • Il linguaggio del quotidiano
  • La “vedova” dei crociati
  • In difesa della donna

Una inquieta pietà

  • Scintille di eresia
  • Predicatrici itineranti
  • Morire sulle cataste ardenti
  • L’eresia del libero spirito
  • Un anno di svolta
  • Il bisogno di riscatto nella predicazione di Guillelma
  • La comunità delle beghine
  • Tra religiosità e laicismo

Il mistico Eros

  • Le visioni di Mectchild
  • Hadewijch, la baccante cristiana
  • Poesia e desiderio

Eretica e recidiva

  • I sette gradi dell’estasi
  • Margherita e Mastro Eckart
  • Bloemardinne, fra eresia e santità

La Donzella fiorentina

  • Compiuta Donzella: la poesia come sfida
  • A la stagion che ’l mondo foglia e fiora

Tra passione e santità

  • Margery di Kemp

Una veneziana alla corte di Francia

  • Gli “anni ruggenti” di Christine
  • Il trionfo della carnalità borghese
  • Una femminista ante litteram
  • Dal Medioevo al Rinascimento

Conclusioni
Bibliografia

La Vita e le Lettere di Tofu Roshi

La Vita e le Lettere di Tofu Roshi

Titolo originale: The life and letters of Tofu Roshi

Autore/i: Ichi Su Moon Susan

Editore: Casa Editrice Astrolabio

prima edizione, prefazione di Gahan Wilson, introduzione dell’autore, traduzione Gianpaolo Fiorentini, fotografie di Marc Landau e Sandy De Lissovoy, collana: Civiltà dell’Oriente.

pp. 128, ill. in b/n, Roma

Zen è essenzialmente vedere le cose così come sono, e se qualcosa fa ridere, allora ridere è Zen, ridere di se stessi innanzitutto e magari anche del maestro. È questo lo spirito in cui Susan Moon, nella sua affettuosa satira dei centri zen americani, invita a non prendere troppo sul serio. Crani rasati e zazen, regole monastiche e tonache nere, ricordando che la Via del Buddha è esattamente la via quotidiana, fatta magari di dentisti e lavanderie a gettone, di gatti inguaribilmente carnivori e di figli restii alla cucina macrobiotica.

Susan (Ichi Su) Moon vive con i suoi due figli a Berkeley, California, dove insegna, scrive e si sforza di vedere le cose così come sono. Ha frequentato il Centro Zen di Berkeley per molti anni ma non ha mai incontrato Tofu Roshi, sicché ha dovuto inventarlo.

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Prefazione
Introduzione

  • Come meditare: …Mi sembra di espirare più di quanto inspiro…
  • La forma e il rituale corretti:  …Mi era rimasto appiccicato sotto il calzino un pezzo di filo interdentale usato…
  • Trovare il proprio sentiero: …Non riesco a sistemarmi con un guru e a godere con lui le gioie dell’illuminazione…
  • Rimanere sul sentiero: …Come faccio a ottenere la cooperazione del mio io superiore e del mio io inferiore?…
  • I rapporti di coppia: …Passa il tempo a setacciare la cenere degli incensi per recuperare i mozziconi…
  • Gli impegni familiari: …Si può svolgere pienamente il ruolo di marito e di padre inchiodati nel loro completo?…
  • Problematiche filosofiche: …Perché c’è qualcosa, invece di non esserci niente?…

Appendice: Come smettere di migliorarsi
Glossario

Dzog-Chen – Lo Stato di Autoperfezione

Dzog-Chen – Lo Stato di Autoperfezione

Autore/i: Norbu Namkhai

Editore: Casa Editrice Astrolabio

prima edizione, introduzione e cura di Adriano Clemente, collana: Civiltà dell’Oriente.

pp. 104, ill. in b/n n.t., Roma

… Nella tradizione buddhista tibetana lo Dzog-chen figura come uno degli insegnamenti diretti più antichi; trasmesso e praticato in Tibet da lama appartenenti a tutte le scuole, ha mantenuto intatta nei secoli la sua purezza e autenticità…

Ecco un’eccellente esposizione di un insegnamento quasi sconosciuto in Occidente. lo Dzog-chen, un’antichissima dottrina sviluppatasi in Tibet nelle due principali tradizioni del Buddhismo tibetano e del Bon. Lo Dzog-chen non è patrimonio esclusivo di una scuola, né è un sistema religioso, è semplicemente una conoscenza che gli antichi maestri tibetani hanno trasmesso senza limiti di setta e di tradizione monastica. Lo Dzog-chen può essere meglio definito come conoscenza dello stato dell’esistenza, una chiave che può aprire la coscienza della persona, a qualsiasi classe sociale o religione appartenga. Al centro del sistema Dzog-chen sta la nozione della vera natura di ogni essere individuale: lo stato primordiale, libero dal karma e da ogni condizionamento del dualismo. L’illuminazione non è una condizione superiore che l’uomo può raggiungere attraverso faticose meditazioni o atti virtuosi; consiste piuttosto nella comprensione della dimensione originaria autoperfezionata che si rivela grazie al puro riconoscimento del proprio stato. Gli insegnamenti di Norbu ci offrono un’occasione eccezionale per entrare in contatto con una conoscenza di incomparabile valore sia per gli studiosi del mondo tibetano che per chiunque si interessi allo sviluppo spirituale. Nell’odierno risveglio di interesse per i metodi diretti di realizzazione, lo studio dello Dzog-chen ci apre una delle più celebri e misteriose vie dell’illuminazione.

Namkhai Norbu (1938-2018), nato a Derghe, nel Tibet orientale, è stato uno dei principali maestri di dzogchen contemporanei. Fu riconosciuto all’età di tre anni come la reincarnazione di un celebre maestro della tradizione dzogchen. Ricevette l’istruzione tradizionale di un Tulku, o lama reincarnato, che, oltre a studi accademici, comprendeva gli insegnamenti di vari grandi maestri con cui praticò per molti anni, prima che gli eventi politici rendessero necessaria la sua partenza per l’India. Qui conobbe Giuseppe Tucci che lo invitò a Roma per collaborare alle sua ricerche presso l’ISMEO (Istituto per il Medio e l’Estremo Oriente, l’attuale ISIAO). Si trasferì quindi in Italia dove contribuì attivamente alla nascita degli studi tibetani in occidente. Ha insegnato per oltre vent’anni Lingua e letteratura tibetana all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Negli ultimi anni si è dedicato esclusivamente alla diffusione dell’insegnamento dzogchen. Ha fondato la Comunità Dzogchen, rappresentata da diversi gar, o centri, in varie parti d’Europa, in America Latina, in Russia, in Australia e negli Stati Uniti. In Italia la Comunità Dzogchen è presente a Merigar, Arcidosso, in Toscana. Ha scritto diversi libri ma anche lavori e saggi sulla storia, l’astrologia e la medicina tibetana.

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Introduzione

Parte I

  • L’individuo: corpo, voce e mente
  • Le vie della rinuncia e della trasformazione
  • La via dell’autoliberazione
  • Il valore della trasmissione

Parte II: Il cuculo dello stato della presenza

  • I Sei versi del vajra
  • La base e il modo di vedere
  • La via e il modo di praticare
  • Il frutto e il modo di comportarsi

Bibliografia di Namkhai Norbu
Indice dei termini tibetani e sanscriti

Teoria del Corpo Amoroso – Per un’Erotica Solare

Teoria del Corpo Amoroso – Per un’Erotica Solare

Titolo originale: Théorie du Corps Amoureux. Pour une Érotique Solaire

Autore/i: Onfray Michel

Editore: Fazi Editore

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione Gregorio De Paola, collana: Le Terre/Pensiero n° 135, in copertina: Scena Erotica (circa 75-79 d.C.), Pompei, Casa del centenario.

pp. 205, Roma

… Onfray mette insieme gioia e utopia, l’idea che il piacere sia la nostra priorità e la rivolta contro il conformismo, il dogmatismo, l’alienazione: i migliori alleati del conservatorismo sociale…(da L’Hunanité)

Per farla finita con la monogamia, la fedeltà, la procreazione, la famiglia, il matrimonio e la connessa coabitazione, in questo libro Michel Onfray ridefinisce il desiderio come eccesso, il piacere come dispendio e propone una teoria del “contratto” basato solo sulla volontà di due liberi individui. Contro il modello cristiano che ancora oggi presiede alla definizione della relazione tra i sessi, Onfray propone una rilettura dei filosofi materialisti e “sensualisti” dell’Antichità greco-romana. All’ideale ascetico (pitagorico ed ebraico, platonico e cristiano), che implica il disprezzo del corpo, il rifiuto delle pulsioni e del piacere, la misoginia e lo strapotere del maschio, Onfray contrappone quello edonistico (cirenaico, cinico, epicureo), che riscopre la libertà amorosa e la carnalità “senza colpa” e inventa il celibato gioioso e l’uguaglianza libertina degli uomini e delle donne. Contro la mutilazione del corpo, ci invita a un’erotica solare interamente ancorata agli istinti vitali e rifiuta radicalmente le pulsioni di morte, proponendosi di rispondere alla domanda: come restare liberi nella relazione amorosa? A questo scopo, ci spinge a scristianizzare l’etica, a realizzare un femminismo libertino, a promuovere un eros leggero e ludico, a formulare una psicologia delle passioni che renda possibile l’arte di restare sé stessi nel rapporto con l’altro.

Michel Onfray ha fondato nel 2002 l’Università Popolare di Caen, che dispensa corsi di filosofia a centinaia di persone di ogni età  e ceto sociale. Tra le sue opere ricordiamo: Trattato di ateologia (2005), Opus magnum contro Freud, Crepuscolo di un idolo (2011), Pensare l’islam (2016), Filosofia del viaggio (nuova edizione 2017) e i volumi della sua monumentale Controstoria della filosofia. Cosmos (2015) e Decadenza (2017) sono le due prime tappe della trilogia Breve enciclopedia del mondo; l’ultima sarà Saggezza.

Matisse – Uno Splendore Inaudito

Matisse – Uno Splendore Inaudito

Titolo originale: Matisse, une splendeur inouie

Autore/i: Girard Xavier

Editore: Electa / Gallimard

edizione italiana a cura di Martine Buysschaert, traduzione di Carlo Montrésor.

pp. 176, numerose illustrazioni e fotografie b/n e colori, Trieste

“La storia della mia vita è priva di eventi di rilievo: posso raccontarvela in due parole” scrive Matisse. L’artista nulla comunica delle sue preferenze, del suo carattere, delle sue scelte esistenziali. Molto invece ha da dire per analizzare  “l’opera d’arte” (non solo sua) e i processi creativi. Dall’Académie all’atelier di Gustave Moreau, dal Simbolismo al periodo fauve, dalla Gioia di vivere alla Danza, dalla Conversazione alle Odalische e infine a quell’ultimo “studio sinfonico” che è la cappella di Vence, Matisse combatte una gioiosa e vitale battaglia “con le forze pure  dei rossi, dei blu, dei gialli e dei verdi”.

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  • I. – GLI ANNI DELLO STUDIO
  • II. – LA  RICERCA E IL VIAGGIO
  • III. – IL SENTIMENTO DELLA TOTALITÀ
  • IV. – SINFONIE DI PURO COLORE
  • V. – L’ORIENTE RITROVATO
  • VI. – UNA PERFETTA UNITÀ

TESTIMONIANZE E DOCUMENTI
Inno alla gioia
Curriculum vitae
Vita quotidiana
A lezione da Matisse
L’amicizia con Picasso
I luoghi del dipingere
Sfogliando Matisse
La passione per l’Italia
La fortuna critica

APPARATI
Riferimenti iconografici
Indice delle illustrazioni
Indice analitico
Bibliografia

Il Rimedio nel Male

Il Rimedio nel Male

Critica e legittimazione dell’artificio nell’età dei lumi

Autore/i: Starobinski Jean

Editore: Giulio Einaudi Editore

unica edizione, avvertenza dell’autore, traduzione di Antonio Martinelli.

pp. 274, Torino

Questo volume costituisce un’ulteriore tappa nell’itinerario di ricerca di Starobinski. Lo studioso analizza qui il concetto di civiltà, così come si configura nel lessico francese del I 700. Posto così l’oggetto della sua indagine, egli lo «allontana» da noi, perché il nostro sguardo lo possa abbracciare meglio, e, facendoci ripercorrere le letture dei contemporanei degli illuministi da tempo al centro dei suoi interessi, egli ci presenta la Francia di quell’epoca attraverso la lente della distanza culturale (Usbek e la Persia di Montesquieu), intellettuale (gli «ingenui» di Voltaire) e di sensibilità (i corrispondenti di Rousseau): la «civiltà» francese è vista attraverso il filtro di altre «civiltà», un filtro che ha il potere di smascherare le ambiguità non visibili a occhio nudo.
Anche su questi autori del resto si conduce un’indagine eminentemente lessicale. Le suggestioni che derivano dalla «decostruzione» dei testi in questione, l’attenzione a quanto è nascosto «sotto le parole», conducono da un lato indietro nel tempo, a rintracciare in un passato più remoto antecedenti delle posizioni delineate nelle opere in esame, dall’altro inevitabilmente in avanti, a mettere a fuoco problemi non circoscrivibili nella Francia del 1700 e che toccano da vicino anche il lettore odierno.

Di Jean Starobinski, che insegna letteratura francese all’Università di Ginevra, questa casa editrice ha già pubblicato L’occhio vivente. Studi su Corneille, Racine, Rousseau, Stendhal, Freud (1975).

La Pista delle Ombre

La Pista delle Ombre

Classici dell’occulto di Jack London, W. B. Seabrook, Wilmon Menard e altri

Autore/i: Autori vari

Editore: Longanesi & C.

scelti e con introduzione di Kurt Singer, traduzione dall’inglese di Marisa Sughi e Tullio Dobner.

pp. 544, Milano

Questa raccolta di racconti, curata da un esperto di fama internazionale, traccia un quadro dei fenomeni occulti nei più diversi paesi del mondo. Dall’Inghilterra alle isole del Pacifico, da Pietroburgo a Bagdad, non c’è luogo che non abbia avuto fantasmi inquietanti, dimore segrete, presagi fatali. La storia di questi fenomeni, racchiusa in varie novelle di altissima suspense, viene qui narrata da autori eccellenti, come Jack London, W. B. Seabrook, Wilmon Menard e altri.

Kurt Singer, il curatore di questa antologia, ha incominciato giovanissimo a occuparsi di mistery stories e di fantascienza. Amico di scrittori famosissimi, fra cui Bradbury, Asimov, Derleth, Bloch e altri, la passione per il suspense l’ha portato a interessarsi a ogni aspetto di questo genere di narrativa: dalla fantascienza al gotico, dallo spionaggio al giallo. Oggi, a quasi settant’anni, conta al suo attivo diciannove antologie di racconti, raggruppati per filoni, che costituiscono una biblio’« teca unica per ampiezza di argomenti, fama degli autori (è stato Singer, tra l’altro, a far conoscere agli americani Borges, presentandolo come un raffinatissimo scrittore di fantascienza), originalità delle scelte.
La Longanesi & C., oltre al presente volume, ha pubblicato altre tre antologie a cura di Singer: I classici del sovrannaturale, Il ritorno dall’impossibile e Nel segno del mistero.

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I classici dell’occulto, Kurt SINGER
Introduzione, Kurt SINGER
La casa visitata dagli spettri, Edward George BULWER-LYTTON
Una diva salvata da messaggi occulti, Frank STEVENS
Il talismano »Ouanga«, William B. SEABROOK
Il gioiello mortale, Catherine RADZIWILL
La diligenza fantasma, Amelia B. EDWARDS
Fantasmi all’inferno, Pat SCHOLER
Il prezzo dell’invidia, Mark BARTHOLOMEUSZ
L’uomo che non fu possibile impiccare, Marcus KAVANAGH
La dama bianca degli Hohenzollern, Ida Clyde CLARKE
L’ombra e il lampo, Jack LONDON
Sulle orme di Svengali, Kurt SINGER
Steppe spettrali, Marina CAVCAVADZE
Notte di morte sull’atollo Pinaki, Wilmon MENARD
La strana esperienza di un editore, Kurt SINGER
La montagna dei seguaci del diavolo, William B. SEABROOK
Esperienze psichiche di persone famose, Ida Clyde CLARKE
Il promesso spettro, Washington IRVING
Magia e religione, Raymond BUCKLAND
La verità sul vodoo, Harry SAUBERLI
Ho camminato sul fuoco, Wilmon MENARD

Meccanica Vivente

Meccanica Vivente

Il cranio dei vertebrati dai pesci all’uomo

Autore/i: Leroi-Gourhan André

Editore: Editoriale Jaca Book

prima edizione, traduzione di Ruth Elisabeth Lenneberg Picotti.

pp. 196, nn. tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Milano

Grande studioso di preistoria, etnologo, specialista di arti tradizionali e tecniche, Leroi-Gourhan ha formato più di una generazione di ricercatori e totalmente rinnovato non solo la nostra conoscenza del paleolitico, ma anche le tecniche dell’archeologia preistorica.
Come l’etnologo della preistoria e lo storico è arrivato, in questo libro, ad occuparsi dell’evoluzione del cranio dei vertebrati? Si è trattato della logica conseguenza di una preoccupazione. Partito dallo studio degli utensili Leroi-Gourhan si è trovato a doversi interessare alla mano e al cervello dell’uomo e dei suoi antenati. Non si è domandato se approfondiva questo interesse in quanto paleontologo, etnologo o studioso di preistoria. A una domanda del genere egli risponderebbe, come ha fatto: «È l’uomo a creare l’unità dei suoi diversi lavori».
In questo saggio dunque egli mostra il ruolo del cranio nell’equilibrio dello scheletro e s’interroga sull’origine del bipedismo – questa verticalizzazione di una rivoluzionarietà senza precedenti che ha liberato le nostre mani, affinato i nostri volti, contribuito allo sviluppo del nostro cervello. Diritto su quegli strani piedi con i pollici opponibili l’uomo si è messo al lavoro. Non è ancora l’uomo che ha preso troppo sul serio il fatto di essere «sapiens sapiens» ma è l’uomo che ha il gusto di fabbricare i suoi strumenti, dal quale Leroi-Gourhan ha appreso una lezione di saggezza che ci trasmette: quanto di umano ci sarebbe oggi se quegli esseri misteriosi che ci hanno preceduto non avessero avuto il gusto di vivere e di costruire al meglio i loro utensili? L’opera di Leroi-Gourhan è molto tecnica, inventiva e di una logica schiacciante e proponendola pur nei dettagli più «aridamente» anatomici vorremmo ricordare che il grande studioso dichiara di essersi sempre compiaciuto nel pensare che la prima vera «invenzione» dell’uomo deve essere stata l’humour, «senza questo sarebbe stata una miserabile creatura».

André Georges Leroi-Gourhan è nato il 25 agosto 1911 a Parigi. Diplomato in russo (1951) e in cinese (1935), dottore in lettere (1945) e in scienze (1954) ha operato una vera rivoluzione degli studi di preistoria, che ha sottoposto alla luce dell’antropologia fisica e dell’etnologia. Tra le funzioni da lui ricoperte nella sua lunga carriera ricordiamo le seguenti.
1940-1945: incaricato, poi capo della ricerca al Centre national de la Recherche scientifique.
1945-1955: professore alla facoltà di lettere di Lione (etnologia, preistoria).
1956-1968: professore alla facoltà di lettere e scienze umane di Parigi (etnologia generale e preistoria).
1969-1982: professore al Collège de France.
Membro del Consiglio superiore della Ricerca archeologica. Membro del Consiglio scientifico del Centro nazionale di Preistoria.
Dal 1945 al 1968 ha svolto numerose missioni nelle grotte decorate paleolitiche di Francia e Spagna, oltre che molti scavi in diverse località di Francia e lavori all’estero: in Giappone, Svizzera, Spagna, Grecia. Il suo scavo più recente di abitati magdaleniani si è concluso nell’81 nella località di Pincevent (Seine-et-Marne).
Tra le sue opere ricordiamo: L’homme et la matière. I. Evolution et technigues”. II. Milieu et technique; (Paris, Albin Michel, 1945, 1945); Le gette et la parole. 1. Technique et langage. II. la memoire et les rythmes (Paris, Albin Michel, 1964, 1969).

La Medicina in Roma Antica

La Medicina in Roma Antica

Il Liber Medicinalis di Quinto Sereno Sammonico

Autore/i: Quinto Sereno Sammonico

Editore: Utet

a cura di Cesare Ruffato.

pp. 126, tavv. a colori, Torino

Il Liber medicinalis di Quinto Sereno Sammonico non è solo una raccolta di curiosità prescientifiche, a questo aspetto si affianca infatti una altrettanto evidente tensione letteraria ispirata dal senso del meraviglioso. Così accanto al ricettario terapeutico e agli spunti magico-simbolici presenti nel Liber, prende voce una variopinta fantasia, naturalistica e non, che si esprime con notevole duttilità linguistica fatta di colta esibizione di parole e immagini.
Consona a questo spirito del testo è la traduzione di Cesare Ruffato, uomo di scienza e poeta, il quale compie scelte lessicali e stilistiche sofisticate atte a rendere le totalità allusive e ritmiche del testo poetico e prende spunto dal poemetto per tracciare un agile e puntuale profilo delle conoscenze mediche dei Romani.

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Introduzione, di Cesare Ruffato

Nota al testo

Liber medicinalis, di Quinto Sereno Sammonico

Prefazione

I. Terapia del capo

II. Terapia dell’ emicrania

III. Terapia antiforfora

IV. Per tingere i capelli

V. Terapia della ftiriasi

VI. Terapia del prurito, delle papule e delle rugosità

VII. Terapia del delirio e per liberare il cervello

VII. Terapia anticalvizie e per eliminare le aree alopeciche

IX. Terapia del raffreddore e delle perfrigerazioni

X. Terapia della lebbra

XI. Terapia delle alterazioni cutanee e facciali

XII. Terapia delle otopatie

XIII. Terapia del mal d’occhi

XIV. Terapia dentale e dell’alitosi

XV. Terapia dell’ugola, della gola e per il rilassamento cervicale

XVI. Terapia della tosse e dei rigurgiti di bile

XVII. Terapia gastrica e della digestione

XVIII. Bile, emesi e tisi

XIX. Terapia o contrazione mammaria

XX. Terapia del rigurgito di alimenti e di sangue

XXI. Terapia della patologia epatica e dei fianchi

XXII. Terapia delle splenopatie

XXIII. Terapia degli organi epigastrici

XXIV. Terapia delle lombalgie e dei reni

XXV. Terapia dei dolori di ventre

XXVI. Terapia dell’idropisia

XXVII. Terapia detensiva dell’intestino

XXVIII. Terapia del rilassamento intestinale e della dissenteria

XXIX. Terapia dell’elmintiasi e teniasi

XXX. Trattamento della colopatia

XXXI. Terapia della vescica e della litiasi vescicale

XXXII. Fecondazione e parto

XXXIII. Terapia di ogni tipo di emorragia e di quelle di origine genitale

XXXIV. Trattamento depilatorio per ogni genere di peli

XXXV. Terapia della patologia degli organi sessuali

XXXVI. Terapia della coxopatia e delle artropatie

XXXVII. Terapia della foruncolosi

XXXVIII. Terapia dell’antrace

XXXIX. Terapia del panus, degli ascessi e della scrofolosi

XL. Terapia del fuoco sacro

XLI. Terapia della gotta

XLII. Terapia delle lesioni da corpi metallici o da flagellazione

XLIII. Terapia delle ferite di qualsiasi natura

XLIV. Terapia del morso dell’uomo o della scimmia

XLV. Terapia dei morsi di serpenti e contro il veleno della vipera

XLVI. Terapia delle punture di scorpione e dei morsi del ragno e del toporagno

XLVII. Terapia del dolore improvviso, della febbre e dell’osteocopo

XLVIII. Terapia della febbre quartana

XLIX. Terapia della febbre terzana

L. Terapia della febbre quotidiana

LI. Terapia della febbre semiterzana

LII. Terapia delle fratture e delle lussazioni

LIII. Terapia della neurotmesi o della nevralgia

LIV. Per conciliare il sonno ai pazienti

LV. Terapia della letargia

LVI. Terapia della malattia comiziale (epilessia)

LVII. Terapia della malattia regale

LVIII. Terapia dei bambini molestati dalla dentizione o dalla strige

LIX. Terapia delle ustioni e delle lesioni da freddo

LX. Per cautelarsi dai veleni

LXI. Terapia dell’ avvelenamento

LXII. Terapia delle lesioni anche di dubbia natura

LXIII. Ablazione delle verruche

LXIV. Terapia emorroidaria