Libri dalla categoria Dottrine Orientali
Il Signore del Profondo – Jung e il Ventesimo Secolo
Titolo originale: Lord of the Underworld. Jung and the Twentieth Century
Autore/i: Wilson Colin
Editore: Editrice Atanòr
introduzione dell’autore, traduzione di Anna Cavalieri.
pp. 160, Roma
Carl Gustav Jung (1875-1961) è una delle figure embrionali del nostro secolo.
Pensatore originale e di enorme influenza, fu per qualche tempo il principale discepolo di Freud, ma divenne sempre più critico dell’importanza data da Freud alle tendenze sessuali represse e dopo la pubblicazione del suo testo “Simboli di Trasformazione”, nel 1912, ruppe infine del tutto con la psicoanalisi di Freud per sviluppare la sua tecnica di “psicologia analitica”.
Il lavoro clinico di Jung e – forse più importante – la sua esperienza di fenomeni così detti occulti, lo portarono a formulare e descrivere alcuni concetti chiave che ora sono generalmente accettati, inclusa la teoria degli archetipi, che egli definì come “componenti psichici arcaici” che sono entrati nella psiche individuale senza una linea diretta di tradizione: l’inconscio collettivo, la sincronicità e l’idea di “immaginazione attiva” – una tecnica di sogno cosciente in cui liberiamo i poteri di produrre immagini della mente subcosciente.
Con scorrevolezza caratteristica, Colin WILSON intesse una narrativa biografica affascinante con una analisi penetrante delle idee di Jung, offrendo una chiara, leggibile introduzione per il non addetto, alla vita e al lavoro dell’uomo che – forse più di ogni altro – ha rivelato al ventesimo secolo il potenziale trasformatore della coscienza umana.
Colin Wilson, nato a Leicester nel 1931, ha acquistato fama internazionale dopo la pubblicazione del suo primo libro, The Outsider, nel 1956. Da allora ha scritto un numero impressionante e vastamente acclamato di libri, compreso The Occult, (1971) e Mysteries (1978). Vive in Cornovaglia. Di altrettanto grande interesse: Gurdjieff: la guerra contro il sonno della coscienza.
L’influenza di Gurdjieff come insegnante e teorico psicologico e consolidata e la sua opera da pioniere nel liberare il potenziale della coscienza umana è qui analizzata con abilità e chiarezza, offrendo un’introduzione a Gurdjieff al lettore in generale.
Altri libri di Colin Wilson:
- Il castello di Frankenstein
- Introduzione ai misteri del nuovo esistenzialismo
- Nuovi sentieri nella psicologia dell’occulto
- Origini dell’impulso sessuale
- L’estraneo
- Caccia a Wilhelm Reich
- Strani poteri
- Gurdjieff: la guerra contro il sonno della coscienza
Occhi nella Notte
Autore/i: Eimi Yamada
Editore: Marsilio Editori
prima edizione, traduzione di Giuliana Carli.
pp. 128, Venezia
Yamada Eimi, giovane, bella, intelligente, ha fatto scandalo in Giappone esordendo con questo romanzo nell’85.
Occhi nella notte ha venduto mezzo milione di copie, certo non solo per l’eco pruriginosa dell’etichetta di romanzo erotico che gli è stata data, ma soprattutto perché a parlare di sesso è stata una donna, capace di farlo senza inibizioni, con originalità e sfumature di tenerezza.
Occhi nella notte è la narrazione del legame appassionato fra Kim, una giovane giapponese, e Spoon, un militare americano di colore che ha disertato.
Tokyo e soprattutto il suo «popolo della notte» fanno da sfondo a questo amore, del quale gli aspetti trasgressivi e le differenze culturali non fanno che esaltare il profondo coinvolgimento fisico e sentimentale. Man mano la trasgressività si assottiglia lasciando prevalere sentimenti intensi e schietti.
Yamada dopo il successo .è riuscita ad attirare l’attenzione dei critici anche sulle sue qualità di scrittrice.
La classicità della sua prosa, nonostante il multilinguismo, è evidente, ma soprattutto (e qui è forse l’elemento in cui l’erotismo di questa scrittrice perde superficialità, e ci regala una dimensione vera di scrittura) è la lucidità dello sguardo, una nettezza, una calda razionalità emotiva – sconosciuta perlopiù ai suoi coetanei occidentali -, che colpisce profondamente il lettore e dà a temi conosciuti uno smalto vivificante.
Yamada Eimi, nata a Tokyo nel 1959, ha studiato letteratura giapponese alla Meiji University.
Nell’85 pubblica il suo primo libro – Occhi nella notte – che le vale il Premio Bungei, e dal quale è stato tratto un film. Ha pubblicato fino a oggi, a un ritmo vorticoso, 27 tra romanzi e novelle.
La Vita di Buddha
Nei testi del Canone Pali
Autore/i: Anonimo
Editore: Xenia Edizioni
a cura di Vittorio Cucchi, introduzione di Gabriele Burrini.
pp. 178, 1 cartina b/n, Milano
Nella Foresta di Bambù a lui donata da Bimbisâra, re del Magadha, il Buddha è circondato da una folla di monaci e di novizi che lo interrogano sulla sua vita, i suoi maestri, la sua lotta interiore. Con parole che invitano alla calma della contemplazione l’Illuminato narra la predizione fatta alla sua nascita dal veggente Asita, la prima meditazione sotto l’albero della melarosa, l’abbandono della reggia a 29 anni e i sette giorni e le sette notti trascorse sotto l’Albero dell’Illuminazione.
Sono presenti i grandi discepoli Mahâkassapa, Sâriputta, Moggallana, il fedele Ananda, che con il Beato hanno condiviso circa quarant’anni di predicazione itinerante lungo il Gange e nel nord-est indiano. E il Buddha rammenta il primo Sermone di Benares, il proprio ritorno in patria per convertire la sua gente, ma anche l’odio del cugino Devadatta, il Giuda buddhista, e del principe Ajatasattu. Mentre l’Illuminato descrive le meraviglie di una lunga vita dedita alla meditazione, gli uditori sono rapiti nel chiarore del Nirvana.
Vittorio Cucchi è un giovane studioso di antropologia e di storia delle religioni.
Mata Hari
Autore/i: Grillandi Massimo
Editore: Rusconi
prima edizione, in sovraccoperta: Fotografia di Mata Hari, scattata nel 1912 a Milano in occasione della sua esibizione alla Scala. Milano, Museo del Teatro alla Scala (Foto Alberto Serafino, Milano).
pp. 324, numerose tavole in bianco e nero fuori testo, Milano
I fucili, con le baionette inastate, si levano, i tamburi rullano, una tromba suona; sullo sfondo a sinistra i dodici zuavi con le tuniche azzurre che formano il plotone di esecuzione stanno allineati, paralleli alle tre file di cavalleggeri. È quello un omaggio alla giustizia maestosa e severa, un inno alla Francia immortale, implacabile nella propria difesa. Mata Hari ama invece credere che quella gloria sia per lei, che sia quello il trionfo per il suo saper così bene morire. Nel suo cuore, la tragica apoteosi riporta certo altre glorie altri trionfi, quando alla fine degli spettacoli appariva sul palcoscenico e gli applausi scrosciavano. Ella è sensibile a tale omaggio supremo e avanza con l’aria solenne che a tutto ciò si addice: è nella sua mente eccitata una compagnia d’onore quella e non un bieco apparato di morte; e Mata sfila con lenta maestà, volge anzi il capo a salutare condegnamente la truppa: ella fissa quei visi impassibili, irrigiditi dall’emozione e dalla disciplina, e quasi senza volerlo cerca di cogliere, nei loro occhi, un lampo di simpatia, un palpito di solidarietà… il timore svanisce alla carezza fiera e soave di quella falsa gloria. È dolce ed esaltante morire al cospetto di tanti soldati valorosi!
La vita di Margaretha Geertruida Zelle, nota a tutti come Mata Hari, costituisce sino a oggi il più appassionante e tragico dei romanzi. Massimo Grillandi, l’autore della Contessa di Castiglione, racconta qui le vicende incredibili della donna più bella e più corteggiata del suo tempo, colei che ha dominato le scene mondane della Belle Epoque: una vita intensa, colorata e drammatica.
La tenera e tragica figura di Mata Hari esce da questo libro dotata di una nuova attendibilità sia storica sia umana. Bellissima, affascinante, desiderata ai limiti dell’incredibile, colei che, come ha scritto un poeta, << con la sua danza faceva fremere il mondo » fu davvero la regina senza corona di quell’universo futile e affascinante, crudele e drammatico in cui, con la complicità dei politici e dei diplomatici, dei grandi viveurs e delle donne di labile virtù, maturarono eventi terrificanti. Amica e amante di uomini che hanno fatto la Storia, creatrice di eleganze e di stile, perdutamente amata e altrettanto perdutamente odiata, mistificatrice e sincera, spia di alto rango coinvolta in un gioco mortale, Mata Hari è stata una delle eroine e delle vittime dell’Europa dell’inizio del secolo.
Chiamata a vivere al centro di un periodo dorato e affascinante, votata alla gloria effimera della bellezza e degli amori, portatrice di un’arte che ha estasiato milioni di uomini, simbolo e mito del piacere e della seduzione, del tradimento e della perfidia, Mata Hari si è trovata a vivere al centro di una tragica coincidenza storica. Nel cuore di un’Europa dilaniata dagli orrori della prima guerra mondiale, in una Francia stremata e atterrita da un’ecatombe senza precedenti, immersa in un fiume di sangue, di crudeltà e di eroismo, ma anche di tradimenti e di rivolta, al cospetto di gesti sublimi o vili, come spesso accade nella storia degli uomini, una donna ha dovuto essere immolata sull’altare del fanatismo più esasperato e doloroso. Questa donna, come dimostra il romanzo biografico di Grillandi, ha scontato, impavida davanti al plotone di esecuzione, non solo le proprie colpe – quelle vere e quelle che le sono state attribuite (pesa sul suo destino un tragico segreto di Stato non ancora chiarito) – ma anche quelle di una generazione chiamata a risolvere i propri problemi nella violenza e nell’odio. Tutto ciò emerge, in una prosa limpida ed elegante, densa di succhi e di soprassalti emotivi e poetici, narrativamente avvincente, in questo romanzo “vero”, che consegna alla nostra fantasia, tra passioni ed eleganze, spionaggio e crudeltà, eroismi e abiezioni, una figura di donna entrata, con la dolce fierezza del suo mistero, fra i grandi miti contemporanei.
Massimo Grillandi è nato a Forlì e vive a Roma. È autore di opere di poesia, di narrativa e di saggistica letteraria e storica. Presso Rusconi ha pubblicato il romanzo storico Andreina (1981) e i romanzi biografici La contessa di Castiglione (1978, Premio Bancarella 1979), Rasputin (1979), La Bella Otero (1980).
Teoria dell’Individuo Assoluto
Autore/i: Evola Julius
Editore: Edizioni Mediterranee
nuova edizione riveduta, presentazione dell’editore, premessa dell’autore.
pp. 264, Roma
Il libro che ora ristampiamo rientra nel gruppo delle opere a carattere propriamente filosofico, speculativo, scritte da Julius Evola. In esso, le tesi della corrente chiamata di «idealismo trascendentale» vengono riprese, integrate e portate fino alle ultime conseguenze, in una teoria dell‘individuo Assoluto, che va a sostituire quella di un astratto «soggetto gnoseologico», centro di una semplice teoria del conoscere. In connessione con ciò, l’accento si sposta sul problema dell‘azione, per cui l’essenza dell’indagine si può riassumere nel detto che nella filosofica moderna dell‘imminenza si esprime la riflessione giunta a riconoscere la propria insufficienza e la necessità di una azione assoluta partente dall’interno. Il problema della libertà viene fatto oggetto di una particolare analisi, e costantemente viene sottolineato tutto ciò che ha un carattere «esistenziale».
L’Autore spesso ha presentato le idee da lui difese come quelle di un «idealismo magico», però avendo cura di distinguerlo nettamente dall’idealismo magico a carattere romantico e liricizzante già professato da Novalis. Offre uno speciale interesse la critica immanente, svolta in tale contesto, delle posizioni dell’idealismo astratto, nel quale rientrano quelle dell’attualismo del Gentile e di altri epigoni velleitari della grande tradizione dell’idealismo classico tedesco, nei quali troppo spesso le corrispondenti idee hanno finito con lo assumere forme svuotate e disanimate.
Il Libro del Risveglio
Detti, Intuizioni, Poemi che Indicano la Vera Sorgente della Vita
Autore/i: Isabella di Soragna
Editore: Silva Editore
pp. 264, Parma
Ancora un libro sulla spiritualità? Vorremmo che fosse quello definitivo, che butterete via dopo averlo letto, assieme a tutti gli altri, per farne un falò. Questo libro è dedicato a tutti coloro che si sono resi conto di aver girato a vuoto nel dedalo di una ricerca spirituale che li elude invece di ravvicinarli alla meta. Tutti i saggi di qualunque cultura o razza che hanno oltrepassato qualunque credo religioso – dicono unanimi: Svegliati, ciò che cerchi con tanta passione, è semplicemente colui che sta cercando.- Disperatamente, senza sosta e per tutta la vita cerchiamo l’Amore, la Libertà, l’Unione, attraverso il sentiero sbagliato dei concetti che continuano ad illuderci. In realtà tutto ciò è già in noi, e ha un solo nome: consapevolezza.
Un Principe nel Deserto – Leone Caetani nel Sinai e nel Sahara. I diari, le Lettere, le Fotografie (1888-1890)
Autore/i: Sagaria Rossi Valentina
Editore: Bardi Editore
prima edizione, presentazione di Mario Liverani, premessa dell’autore, collana: Accademia Nazionale dei Lincei – Fondazione Leone Caetani n° 28, in copertina: Julius Kossak, L’emiro Rzewuski nel deserto arabo (acquerello su carta 1871).
pp. 564, nn. ill. in b/n f.t., Roma
…Tanto era il fascino di quel misterioso infinito, che conduceva dritto ed uniforme per inesplorate regioni nel cuore dell’Africa, che non dubitai nemmeno un istante d’azzardare la mia sorte in esso…
Un principe del deserto, Leone Caetani nel Sinai (1889) e nel Sahara (1891) è una monografia dedicata ai documenti di viaggio inediti di Leone Caetani in Egitto-Sinai e nel Sahara algerino da lui visitati quando aveva diciannove e ventidue anni. L’edizione critica, condotta con criteri scientifici, dei due diari di viaggio, delle lettere e delle fotografie costituisce una testimonianza inedita e di valore da un punto di vista della storiografia di viaggio di fine Ottocento e da quello della scoperta dell’Oriente islamico. Attraverso lo spoglio di centinaia di documenti inediti, la pubblicazione dei suoi diari, delle lettere e delle fotografie di viaggio si è data voce per la prima volta ai diversi aspetti di un intellettuale sui generis, mai indagato sotto il profilo biografico, inseriti nel contesto culturale, storico e letterario dei récits de voyage nel Vicino Oriente dell’epoca. Arabi e turchi, berberi tuareg e arabi beduini, sedentari e nomadi, spesso descritti come binomi antietici, hanno rappresentato la popolazione locale incontrata da Caetani, insieme alla quale egli ha affinato la lingua araba, appreso i fondamenti della turca, mangiato e dormito en plein air nel deserto, sofferto la sete e smarrito il cammino tra i laghi salati del Sahara orientale.
Valentina Sagaria Rossi è arabista, filologa e codicologa. Ph.D in Linguistica semitica, ha insegnato Lingua e letteratura araba presso l’Università di Pisa e l’Orientale di Napoli. Dal 1990 è curatrice responsabile della Biblioteca orientalistica della fondazione Leone Caetani all’Accademia Nazionale dei Lincei. Tra le sue monografie segnaliamo: Il Kitāb al-amțāl (Libro dei proverbi) di Abū ’l-Šayh al-Ișbahānī (Napoli, IUO, 2002); L’Archivio Leone Caetani all’Accademia Nazionale dei Lincei, con Paola Ghione (Roma, L’Erma di Bretschneider, 2004); I manoscritti in caratteri arabi, con Francois Déroche (Roma, Viella, 2012).
Presentazione
Premessa
Sigle
Mobiliora nobiliora
- Leone viaggiatore
- Leone orientale
- Leone diarista e scrittore di lettere
I diari di pietra e di sabbia
- Leone e il true travel account
- Deserto e nostalgia dell’ignoto
- Sinai e Sahara: i diari, le lettere, le fotografie
- Un’avventura nello stile: la “lingua” in viaggio
Ars peregrinandi e ars narrandi ai tempi di Caetani
- Egitto e Algeria: geografie di viaggio
- Viaggiatori sulle rotte di Caetani, tra storia, mito e cliché
- Mitografie tra ars e tekné
I documenti: i diari, le lettere, le fotografie
- Criteri di edizione
1. I diari
- Abbozzo di introduzione
- Nel deserto del Sinai (Arabia Petrea)
- Sahara
2. Le lettere
3. Le fotografie
- Nel deserto del Sinai
- Sahara
Strumenti di viaggio
- Le agende di viaggio: Grecia-Egitto (1888-1889) – Algeria (1890)
- Le carte geografiche e gli itinerari nel Sinai e nel Sahara algerino
- L’indice dei nomi dei diari Nel deserto del Sinai e Sahara
Jung il Profeta Ariano – Origini di un Movimento Carismatico
Titolo originale: The Jung Cult
Autore/i: Noll Richard
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione, ringraziamenti e introduzione dell’autore, traduzione Massimo Parizzi, collana: Saggi Mondadori,in sovraccoperta: Carl Gustav Jung, ritratto nel 1904.
pp. 352, ill. in b/n n.t., Milano
…Jung, il profeta e maestro esclusivo. I suoi allievi, insospettabili sacerdoti. Origini, dottrine e liturgie di una scuola psicanalitica trasformatasi in una religione personale…
Jung non fu solo il fondatore di una dottrina e di una terapia psicanalitica, ma l’autentico profeta di una religione incentrata sul culto carismatico della propria persona. Di questa Chiesa segreta, che prometteva, attraverso l’analisi, l’esperienza del mistero e del trascendente, fu il maestro e sacerdote unico per più di trent’anni, sostituito, dopo la morte, da una casta esclusiva di allievi. Analizzando il panorama storico ed intellettuale della Germania di fine Ottocento, l’autore giunge alla conclusione che alcune idee centrali della psicologia analitica junghiana, come l’”inconscio collettivo” e la teoria degli archetipi, affondano le loro radici tanto nelle scienze naturali e negli insegnamenti del darwinismo sociale quanto nell’occultismo e nel neopaganesimo tardottocenteschi. e che la rottura di Jung con Freud nel 1912 non rappresenta uno scisma all’interno del movimento psicoanalitico, bensì la fondazione di una nuova religione che offriva una rinascita (la cosidetta individuazione) secondo riti di iniziazione che hanno sorprendenti affinità con quelli degli antichi culti misterici. Molti di questi temi e simboli saranno fatti propri e usati dai nazionalsocialisti, tanto da essere identificati con il nazismo. Per evitare tale errore, insiste Noll, occorre chiaramente distinguere le dottrine junghiane dal movimento nazionalsocialista. Jung, il profeta ariano è destinato a riaccendere anche in Italia la discussione intorno a una delle figura più interessanti e controverse della cultura di questo secolo.
Richard Noll, psicologo, insegna Storia della scienza all’Università di Harward. Con questo libro ha vinto nel 1994 il Best Book in Psychology Award. Nel 1997 ha pubblicato The Aryan Christ.
Ringraziamenti
Introduzione
Parte prima: Il contesto storico di Carl Gustav Jung
Il problema dello Jung storico
- Culto e carismatico
- La ricerca dello Jung storico
Fin de sècle
- La teologia protestante tedesca e il rifiuto del mito cristiano
- Le bensphilosophie
Freud, Haeckel e Jung. Naturphilosophie, biologia evoluzionistica e rigenerazione secolare
- Freud e la psicanalisi
- Haeckel, Ostwald e la religione monistica
- L’inconscio haeckeliano di Jung (1909-1912)
- La creazione del dio marxista
- Il sogno nietzschiano e l’elitismo spirituale
Occultismo fin de siècle e promesse di rinascita
- Spiritismo
- Helena Blavatsky e la teosofia
- Wagner e wagnerismo
Utopismo völkisch e culto del sole
- La giustificazione scientifica del culto del sole: mitologia e filologia comparativa nel XIX secolo
- Adoratori del sole nell’Europa tedesca
- Bodenbeschaffenheit: misticismo völkisch del paesaggio
- Neopagani in Svizzera
- Neopagani ad Ascona e al Burghölzli
Wandlungen und SYmbole der Libido. Il misticismo solare come scienza
- Sincretismo
- Wandlungen come scienza
- Wandlungen come misticismo solare
- Misticismo contro cristianesimo, cioé ariani contro semiti
- Gli ebrei non hanno questa immagine
- Le fonti völkisch delle Wandlungen
- Una pianta straniera
- La psicologia junghiana come culto solare
Parte seconda: Preludio a un culto. Cronologia e biografia
Spiriti, immagini della memoria e smania di mistero, 1895-1907
Otto Gross, nietzschianesimo e neopaganismo matriarcale
- L’abbandono della teoria della degenerazione
- L’arrivo di Gross al Burghölzli
- Il mio gemello
Le Madri! Madri!…Come suona strano!. Johann Jacob Bachofen, Otto Gross, Stefan George e Jung
- Matriarcato e poligamia
- Bachofen
- L’eroe, la discesa alle madri e la rinascita
Scavi visionari nell’inconscio collettivo, 1909-1915
L’inconscio collettivo, il Dio dentro di sé e le rune di Wotan
- La struttura dell’inconscio
- La funzione transcendente
- Adattamento, individuazione, collettività
- L’iniziazione di Herman Hesse ai misteri di Wotan
- Il viaggio al centro della terra
- La stella o il sole quale dio dentro di sé
- Jung e George re della Germania segreta
Parte terza: Il culto di Jung
- Culto junghiano e redenzione
- Nietzschianesimo pseudo-liberatorio
- La collettività analitica come utopismo völkisch
- La razza dominatrice dei superuomini individuati
- Individuazione come redenzione dalla degenerazione
- 1917-1919: un ritorno alla Naturphilosophie romantica
- Perché non abbiamo saputo prima queste cose su Jung?
La chiesa segreta. La trasmissione dell’autorità carismatica
- La Bayreuth degli junghiani: Küsnacht-Zurigo dagli anni Venti agli anni Cinquanta
- La trasformazione del culto di Jung in pratica quotidiana
- Lo junghismo come religione personale
- Il movimento junghiano e il neopaganesimo contemporaneo
- La fede del futuro?
Note
Indice dei nomi
Il Magico nella Cultura Antica
Titolo originale: Arcana Mundi. Magic and the Occult in the Greek and Roman Worlds
Autore/i: Luck Georg
Editore: U. Mursia Editore
prima edizione, premessa dell’autore, traduzione Agata Rapisardi, revisione di Cinzia Mascheroni, collana: Storia e Documenti n° 136, in sovraccoperta: La flagellata e la baccante, Villa dei Misteri, Pompei.
pp. 448, Milano
Magia, miracoli, demonologia, divinazione, astrologia, alchimia erano, per i Greci e i Romani, gli arcana mundi, i segreti dell’universo. Con questo saggio Georg Luck offre la prima esaustiva raccolta di testi documentali sulle scienze occulte e introduce alla magia così come essa veniva praticata nel mondo greco-romano. «Per lungo tempo gli aspetti più oscuri e strani della vita quotidiana a Roma e ad Atene sono stati completamente ignorati: in molti casi essi parevano contrastare con gli stereotipi della grandezza di Roma e della gloria della Grecia. Tuttavia non è giusto continuare a idealizzare i Greci e il loro “genio artistico” o i Romani e il loro “sobrio realismo” negando che magia, stregoneria, demoni e spettri giocavano una parte importante nella loro realtà.» Convinto che la miglior via per lo studio delle scienze occulte nell’antichità sia l’analisi dei testi antichi, Luck ha raccolto oltre 120 documenti, risalenti dall’VIII secolo a.C. al IV d.C., che riportano osservazioni e testimonianze di poeti, storici e filosofi sulla magia e testi su incantesimi e pratiche occulte usati da coloro che la praticavano. Tutti i documenti sono preceduti da testi introduttivi, molti di essi sono messi a disposizione del grande pubblico per la prima volta. Ciascuno dei sei capitoli dedicati alle principali branche dell’occultismo nella prima parte si propone di guidare il lettore nella collocazione storica dei testi presentati; grande attenzione è inoltre riservata alle moderne teorie sui fenomeni parapsicologici. Il volume attirerà l’interesse di coloro che sono affascinati dal mondo classico, offrendo una visione insolita e assai avvincente del mondo greco-romano.
Georg Luck ( 1926 – 2013), era un classicista svizzero noto per i suoi studi su credenze e pratiche magiche nel mondo classico.Per oltre vent’anni è stato professore alla Johns Hopkins Univerity di Baltimora, nel Maryland.
Premessa
Capitolo I: Magia
- Introduzione
- Religione e magia
- La magia come scienza
- Nigidio Figulo e Plinio il Vecchio
- Gli sciamani
- Gesù di Nazareth, Simon Mago e Apollonio di Tiana
- I filosofi e la magia
- La voce dello scetticismo: Luciano di Samosata
- Tipi di pratiche magiche
- Panorama storico
- Gnosi ed ermetismo
- La magia, il diritto e la Chiesa
- Letteratura e realtà
- Note
Capitolo II: Miracoli
- Introduzione
- Note
Capitolo III: Demonologia
- Introduzione
- Demoni e spiriti maligni
- Spiriti di defunti
- Eroi e culto degli eroi
- Fantasmi e apparizioni
- Il daimonion di Socrate. Spiriti protettori
- Platonisti, cristiani e scettici sui demoni
- Note
Capitolo IV: Divinazione
- Introduzione
- Sogni
- Oracoli
- Ascesa e caduta degli oracoli
- Ornitomanzia
- La disciplina etrusca
- Altre tecniche divinatorie
- Note
Capitolo V: Astrologia
- Introduzione
- I cristiani e l’astrologia
- Le stelle e la fede nel destino
- Osservazioni sulla tecnica astrologica
- L’antica letteratura astrologica
- Note
Capitolo VI: Alchimia
- Introduzione
- L’aspetto chimico
- L’aspetto mistico
- Rappresentazioni superate
- Note
Bibliografia
Indice delle fonti
Indice analitico
Romanza Parigina – Carte di un Disperso
Titolo originale: Pariser Romanze – papiere eines Verschollenen
Autore/i: Hessel Franz
Editore: Adelphi Edizioni
traduzione di Enrico Arosio, Fabula 103, in copertina: Pierre bonnard, L’indolente (1899).
pp. 100, Milano
Per le strade di Parigi, “la città più carnale che ci sia”, passeggiano instancabilmente un mite flâneur (ma la sua mitezza è un’insidiosa forma di seduzione) e una bionda diciannovenne tedesca, che dovrebbe migliorare il suo francese. Lotte vuole scoprire la “vera vita” della città, e il suo accompagnatore non chiede di meglio che iniziarla. Parigi sta vivendo un ultimo momento di inconsapevole felicità, poco prima che scoppi la Grande Guerra. E il flâneur la osserva come se già stesse per inabissarsi. Così comincia una storia su cui paradossalmente sappiamo oggi più di quanto sapesse il suo autore nel 1920. Il flâneur è infatti Franz Hessel, che sarà Jules in Jules et Jim di Henri-Pierre Roché, il grande amico a cui la Romanza parigina viene raccontata in forma di lettera, quasi per invitarlo a innamorarsi anche lui di Lotte. E Lotte – quella Helen Grund che diventerà la moglie di Hessel e l’amante di Roché – sara Kathe in Jules e Jim.
Ma le complicate geometrie sentimentali della vicenda non si sono ancora delienate: siamo sulla soglia, in un vagabondaggio malinconico e vibrante nel regno del possibile, immersi nelle sue variegate tentazioni. E la prosa ha risonanze che anticipano quelle dell’altro grande amico di Hessel, dell’altro irriducibile flâneur: Walter Benjamin.
Un versante dell’opera di Franz Hessel (1880-1941), quello delle prose brevi, è quanto di più affine a certi testi di Walter Benjamin (come Infanzia berlinese). Insieme a Benjamin, fra l’altro, Hessel tradusse parti della Recherche di Proust: apparso nel 1920, Romanza parigina fa parte di una trilogia in corso di pubblicazione presso Adelphi.
Cagliostro
Titolo originale: Cagliostro
Autore/i: Brunet Philippe
Editore: Rusconi
prima edizione, traduzione di Gabriella Ernesti, in sovraccoperta: Giuseppe Balsamo, conosciuto come il conte Cagliostro, in un ritratto di Le Gay (1778), conservato nel castello di Versailles (Foto Alinari/Giraudon).
pp. 384, Milano
Un uomo in fuga da se stesso: così Philippe Brunet tratteggia la figura di Alessandro Cagliostro, l’«avventuriero» che strabiliò le moltitudini con le sue miracolose guarigioni e affascinò le Corti d’Europa con gli spettacolari esperimenti di alchimia. Uomo senza pace, Cagliostro non ebbe mai una dimora fissa né una patria sicura. Calunniatori e denigratori videro in lui l’eretico, il massone, l’Anticristo, l’emissario a Roma dei rivoluzionari francesi. La Santa Inquisizione lo condannò «senza speranza di grazia».
Con Cagliostro, un’opera di profonda ricerca storiografica, Brunet ristabilisce la verità sul «Mago Merlino del ’700».
Ormai da due secoli, cronisti e romanzieri definiscono il conte Cagliostro come uno stregone-mago, un truffatore, un falsario. E falsario, scrive Brunet, lo fu sicuramente, tanto da rinunciare al proprio nome, Giuseppe Balsamo, per inventarsi una inesistente nobiltà. Tuttavia, scienziato e illusionista, arrogante e generoso, Cagliostro diede il meglio di sé curando i malati, poveri o ricchi, senza mai richiedere compensi.
Dalla biografia di Brunet esce un’immagine grandiosa del personaggio: Cagliostro si manifesta in modo così sorprendente da lasciare senza fiato per l’universalità dei suoi interessi. Erborista, disegnatore, cabalista, negromante e creatore di mirabolanti scenografie per il Rito egizio, il «mago» fu l’unica personalità, nel Secolo dei Lumi, capace di offrire al mondo quel «senso del meraviglioso» senza il quale, suggerisce Brunet, l’uomo non sarebbe che una creatura senz’anima.
Philippe Brunet, francese, è scrittore e studioso di storia. Ha pubblicato il saggio Torquemada et l’Inquisitz’on ed è coautore del romanzo Le Vampire de Düsseldorf.
Autobiografia di un Fisico
Titolo originale: My Life. Recollections of a Nobel Laureate
Autore/i: Born Max
Editore: Editori Riuniti
introduzione di Edoardo Amaldi, traduzione di Paolo Camiz.
pp. 436, Roma
Questa non è solo un’autobiografia scientifica. Il ritratto che Max Born ci offre di se stesso va oltre il profilo dell’uomo di scienza, che pure è stato tra i maggiori del nostro secolo. Di lui veniamo a sapere tutto ciò che occorre per accostarsi alle teorie che gli valsero il premio Nobel, ma anche i tratti di una normale vita borghese nella quale si intrecciavano le influenze dell’ambiente intellettuale e commerciale. Il tono è quello di una rievocazione piana e distesa che ci accompagna per le varie fasi della carriera dello studente, del docente, dello scienziato, nelle università tedesche e inglesi, negli anni delle persecuzioni naziste, alle quali l’ebreo Max Born ebbe la fortuna di sopravvivere, e nel dopoguerra, quando egli tornò in Germania e seppe dare un contributo di idee e di iniziative ai movimenti pacifisti.
È la lunga e operosa vita di un uomo di genio, del quale si ricorda la profonda umanità, la vastità degli interessi culturali, l’acutezza dei giudizi sulle persone, sulle vicende politiche, sull’educazione, sulla storia.
Max Born (1882-1970) divenne negli anni Venti uno dei principali fisici teorici tedeschi. In particolare si deve a Born, insieme a Heisenberg e Jordan, una delle formulazioni della meccanica quantistica, la cosiddetta meccanica delle matrici. Collaborò intensamente con Einstein e diede contributi importanti alla fisica atomica e molecolare, che gli valsero il premio Nobel nel 1954. Con l’avvento del nazismo si trasferì in Inghilterra e diventò cittadino britannico. Rifiutò sempre di collaborare alle ricerche per lo sviluppo delle armi nucleari e fu uno dei fondatori del movimento Pugwash per il disarmo internazionale.
Un Uomo che Chiamano Clochard – Quando l’Escluso Diventa l’Eletto
«Ci sono libri che cambiano chi legge. Sono rari. Questo è uno di quelli.» (Jean-Claude Didelot)
Autore/i: Collard Michel; Gambiez Colette
Editore: Edizioni Lavoro
introduzione degli autori, traduzione di Mario Bertin e Roberto Cincotta, titolo originale: Quand l’exclu devient l’élu.
pp. 388, Roma
Stendere la mano a chi passa, cercare il cibo nei bidoni della spazzatura, dormire sui marciapiedi e nei corridoi della metropolitana…, questa è la sorte tragica dei senzacasa nella nostra società opulenta.
Colette e Michel, che di questa società facevano parte, si sono uniti ai più poveri, non per aiutarli, come si fa di solito, ma per tracciare assieme a loro un cammino nuovo.
Da sedici anni lui, da sette lei, rispondendo al richiamo evangelico, con una scelta di sapore francescano, condividono giorno e notte la vita dei clochards.
A mani nude, nella miseria più assoluta, non fanno altro che lasciarsi accogliere dai più poveri in una presenza amichevole e fraterna. È il mondo alla rovescia.
Sono loro gli autori di questo libro, nel quale raccontano l’esistenza drammatica e le aspirazioni più profonde dei loro compagni.
Uno sconvolgente libro-testimonianza che si rivolge a tutti. Un libro che può cambiare l’esistenza.
Michel Collard, 52 anni, entra molto giovane nei francescani. Scopre il mondo della grande miseria, grazie a un’associazione di volontariato, nella quale resta per cinque anni. Nel 1983 decide di condividere la vita dei senzacasa nella sua interezza. Nel 1992, dopo aver lasciato l’ordine francescano, prosegue il suo cammino con Colette, diventata nel frattempo sua moglie.
Colette Gambiez, 41 anni, dopo aver esercitato per nove anni la professione di infermiera, fonda la comunità Magdala a favore dei senzacasa. Nel 1992 conosce Michel e, dopo aver abbandonato tutto, si unisce a lui per condividere la vita dei più poveri.
Storia della Camera da Letto – Il Riposo e l’Amore nei Secoli
Titolo originale: Ethnologie de la Chambre à Coucher
Autore/i: Dibie Pascal
Editore: Rusconi
traduzione dal francese di Anna Silva, in sovraccoperta: Linverno (1967) di Domenico Gnoli (foto EM.R.).
pp. 304, numerose tavole a colori e bianco e nero fuori testo, illustrazioni in bianco e nero, Milano
«Dormire è un’arte e la camera da letto un luogo di cultura»: lo afferma l’etnologo Pascal Dibie, autore di questo libro straordinario, unico al mondo. Dormire non è soltanto una necessità fisiologica, ma è anche piacere, tenerezza, gioia suprema. Non a caso gli antichi Greci dedicarono alla camera da letto due divinità: il dolce Hipnos, il Sonno che fa dimenticare ai mortali ogni dolore, e il malizioso Eros, figlio di Afrodite.
Nella camera da letto, afferma Dibie, gli esseri umani possono esprimersi integralmente, spogli di abiti e nudi di infingimenti. Quando l’individuo chiude la porta della sua camera, si isola in un limbo personale che lo farà rinascere dopo il transfert del sogno e delle immagini irreali.
Ma questo luogo destinato alla privacy diventa rivelatore delle diverse forme di civiltà umana. L’uomo di Neanderthal cerca nella grotta una difesa contro i pericoli, ma anche una tregua alle ansie della giornata. Il gineceo assiro-babilonese riflette il senso della centralità regale. Il cubiculum dei Romani è il cuore della casa dove il cittadino non si limita a dormire, ma lavora, mangia, riceve. I «letti collettivi» dell’età merovingia sono la cornice di una moralità sospesa fra paganesimo e umiliazione carnale. Le alcove rinascimentali brillano nel gusto per l’arte e l’eleganza. E poi la camera dell’Ottocento borghese: uno spazio pieno di mobili, suppellettili, ninnoli e stampe, esibizione di lusso privato e potere pubblico.
Nella Storia della camera da letto, Dibie dà vita e immagine alle fogge, agli usi, alle metamorfosi e perfino alle eccentricità di questo luogo «sacro» all’individuo. Inoltre ci parla delle consuetudini erotiche dei vari popoli, e ci illustra i diversi tipi di letto, dal lussurioso sofà al lieve tatami giapponese.
Nel suo lungo viaggio dentro la camera da letto, Pascal Dibie scopre una serie di significati a quella misteriosa pausa chiamata «sonno» alla quale tutti dedichiamo un terzo della nostra vita. Ciò che importa, suggerisce l’autore, è non consumare invano quella pausa, ma imparare ad applicare bene le naturalissime arti di Hipnos , e di Eros.
Pascal Dibie, studioso di etnologia, insegna presso l’Università Parigi VII. Direttore di collane editoriali, ha pubblicato diverse opere, fra cui il saggio Villaggio ritrovato (1979). E anche autore di un romanzo.
Complottario – Storie dall’Ombra per non Dormire
Per chi non si accontenta delle verità ufficiali, della realtà, delle certezze, della Storia per come appare.
Autore/i: Verrengia Enzo
Editore: Avagliano Editore
pp. 304, Roma
Esistono dei padroni segreti del mondo, che tirano le fila di tutte le cose? Ma davvero gli extraterrestri sono già atterrati e le prove sono nascoste in quella base del Nevada detta Area 51? Fu solo Oswald che sparò a Kennedy? Il Watergate fu solo un tentativo di spiare il Partito democratico? È possibile che le prossime guerre siano combattute da soldati-robot e da individui geneticamente modificati, capaci di imprese da supereroi? Hitler aveva l’ama definitiva? Quali insolite pieghe si trovano nelle vite di Ian Fleming e Jules Verne? Cos’ha provocato l’estinzione dei dinosauri? Un meteorite precipiterà sulla Terra entro i prossimi trent’anni? La geografia del pianeta è tutta rivelata o rimangono i luoghi del mistero? A che scopo un nobile del Cinquecento costruì un giardino popolato di statue deformi? Domande già in se stesse sconcertanti, che non evocano risposte risolutive bensì ulteriori suggestioni e ipotesi improbabili. In Complottario si individuano certe questioni in sospeso. Non solo gli enigmi più ricorrenti. Molte vicende sembrano partire da premesse scontate, poi invece prendono svolte inattese. L’ombra dell’incertezza si allunga su questo itinerario, equamente diviso tra gli elementi concreti della ricerca e le suggestioni dell’immaginario.
Enzo Verrengia ha scritto per la radio, la televisione, il teatro e i fumetti, firmando alcuni albi della serie Martin Mystère. Suoi racconti e saggi sono apparsi su “Urania”, “Segretissimo” e “Robot”. Collabora a diverse testate e traduce dall’inglese. Ha pubblicato: Tow Tow Tow (2000), La notte degli stramurti viventi (2001) e, per Avagliano, Divora il prossimo tuo (2004).
La Magia e il Potere – L’Esoterismo nella Politica Occidentale
Autore/i: Galli Giorgio
Editore: Lindau
premessa e introduzione dell’autore.
pp. 432, Torino
Il rapporto tra cultura politica e cultura esoterica non è stato spezzato dalla rivoluzione scientifica del XIX secolo. Esso, in realtà, riappare a sprazzi, in singoli paesi e in situazioni specifiche, sino ai nostri giorni, dove ancora brillano lampi di esoterismo, sia a livello teorico sia nella pratica politica. In questo testo, frutto di anni di studio, Giorgio Galli coglie alcuni di quei momenti: nella riflessione di Hobbes e di Weber, nelle oscillazioni in Francia tra rivoluzione e reazione, nell’Inghilterra vittoriana, nella Romania di Codreanu. E ancora: oltre Oceano, negli Stati Uniti come in Argentina, in Italia negli anni del fascismo e in quelli di Prodi, per finire con la Russia del bolscevismo e di Gorbaciov.
Un’avventura tra storia, scienze occulte e paranormale, dall’alchimia alla perestrojka, dall’astrologia alla politica.
Giorgio Galli, politologo e docente italiano, ha insegnato Storia delle Dottrine Politiche presso l’Università degli Studi di Milano. È stato consulente della Commissione stragi negli anni 1994-95 e ha lavorato presso numerose testate come giornalista e saggista, presso «Panorama» e «Linus».
Tra le sue numerose opere ricordiamo: Il decennio Moro-Berlinguer. Una rilettura attuale (2006), Enrico Mattei: petrolio e complotto italiano (2005), Piombo rosso. La storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 a oggi (2005), I partiti politici italiani (1943-2004).
Lo Scambio Clinico – La Teoria dei Sistemi Motivazionali e i Nuovi Principi della Tecnica Psicoanalitica
Autore/i: Lichtenberg Joseph D.; Lachmann Frank M.; Fosshage James L.
Editore: Raffaello Cortina Editore
prima edizione, introduzione degli autori, collana: Psicoanalisi e Ricerca collana diretta da Massimo Ammaniti e Nino Dazzi.
pp. 298, Milano
A 100 anni dalla nascita della psicoanalisi, gli autori ridisegnano i principi di una nuova tecnica che, integrando i dati della psicologia del Sé con quelli dell’infant research, permetta una comprensione del Sé come centro di esperienza e di motivazione. Sulla base di un ricchissimo materiale clinico, essi dimostrano inoltre come la nuova tecnica porti a una riconcettualizzazione dello scambio clinico fra terapeuta e paziente e costruiscono un manuale di tecnica psicoanalitica di estrema ampiezza e vivacità.
James L. Fosshage è direttore del National Institute for the Psychotherapies.
Frank M. Lachmann insegna al New York University Postdoctoral Program in Psychotherapy and Psychoanaliysis. Nelle nostre ediioni ha pubblicato Lo scambio clinico (con J. Lichtenberg e J.L. Fossahage, 2000), Infant Research e trattamento degli adulti (con B. Beebe, 2003) e Le origini dell’attaccamento (con B. Beebe, 2015).
Joseph D. Lichtenberg è professore di Psichiatria alla Georgetown University. nelle nostre edizioni ha pubblicato Psicoanalisi e sistemi motivazionali (1995), Lo scambio clinico (con J. Fosshage, F.M. Lachmann, 2000) e Mestiere e ispirazione (2008).
Ringraziamenti (Joseph D. Lichtenberg)
Introduzione
- Sintesi del caso ed effetti delle esperienze vissute su Sé e sui sistemi motivazionali della paziente
- Scambio clinico: 1983, 1985, 1987, 1989, 1990
- Dieci principi tecnici
- Esperienze affettive. Il filo d’oro nello scambio clinico
- I transfert. Come li comprendiamo e come li utilizziamo
- I sogni. La speciale opportunità di esplorazione offerta dall’attività mentale durante il sonno
- Sessualità, sentimenti affettuosi ed erotizzazione. Implicazioni per il trattamento dell’abuso sessuale
- Modi di azione terapeutica e come i nostri principi tecnici
- Le nostre risposte ad alcune difficili questioni
Bibliografia
Indice analitico
Manuale di Ayurveda – La Medicina Tradizionale Indiana
Titolo originale: A Handbook of Ayurveda
Autore/i: Dash Bhagwan Vaidya; Junius M. Manfred Acarya
Editore: Edizioni Mediterranee
prefazione all’edizione italiana di Piero Fenili, traduzione di Stefania Bonarelli.
pp. 176, ill. in b/n, Roma
Questo manuale è un importante e fondamentale testo dedicato all’apprendimento della medicina ayurvedica, un manuale che può essere usato, con grande profitto, sia dallo studente, dal medico generico e dallo specialista, sia dal semplice appassionato. Scritto espressamente per servire da testo nel corso di ayurveda che si tiene presso la Australian School of Ayurveda di Adelaide, questo splendido manuale è ricco di illustrazioni, diagrammi, disegni, incisioni e tabelle, che forniscono al lettore la visione delle risorse con cui la natura sa alleviare le sofferenze del genere umano. Ayurveda è un termine sanscrito formato da ayus (vita), e veda (conoscenza, o scienza). Quindi l’ayurveda è la scienza della vita, la conoscenza della vita o un sistema di vita basato sulla conoscenza. Allo stesso tempo, essa è anche un sistema medico, cioè un metodo che sistematizza ed applica le conoscenze sullo stato di salute e lo stato di malattia, sugli stati di equilibrio e di squilibrio degli esseri viventi; che indica come si possono correggere gli squilibri e come si può conservare l’equilibrio. L’ayurveda viene generalmente considerato un metodo terapeutico, ma occorre precisare che esso comprende tutti gli aspetti del benessere degli esseri viventi, quello fisico, quello psichico e quello spirituale, essendo l’ayus, o vita, fatta di corpo, organi dei sensi, mente e anima. Secondo l’ayurveda, la salute non è solo assenza di malessere, di malattia, ma uno stato di continuo benessere e appagamento, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale. Un antico testo definisce l’ayurveda “la disciplina grazie alla quale è possibile distinguere i modi di vita sani e felici da quelli malsani ed infelici, grazie alla quale è possibile sapere cosa giova e cosa nuoce alla salute e alla felicità, e conoscere la vera natura della vita”. Essa pertanto presiede non soltanto al perfetto funzionamento dei nostri sistemi ed organi, della nostra psiche e del nostro spirito, ma anche al rapporto di felice convivenza con tutte le creature.
Manfred M. Junius, è il direttore dell’Australian school of Ayurveda di Adelaide. Appassionato di musica e di indologia
Uno dei maggiori studiosi e dei più stimati medici ayurvedici in campo internazionale. Prima di scegliere l’Italia come sede per la diffusione dell’Ayurveda e per realizzare corsi di formazione per medici e paramedici, ha operato in molti paesi del mondo, sia come consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sia per motivi di studio e di ricerca. Consulente ayurvedico del Ministero della Sanità e del Benessere della Famiglia dell’India fino al 1982, ha dedicato tutta la vita alla ricerca e alla pratica della medicina indiana. Studioso di sanscrito, conduce da anni accurati studi sugli antichi testi ayurvedici andati perduti nel corso dei secoli, ma ancora rintracciabili attraverso fonti tibetane. La sua padronanza delle lingue tibetana, mongola, inglese, tedesca e francese gli ha consentito di far conoscere e apprezzare i suoi lavori in tutto il mondo.
In Italia la sua attività è promossa dall’Istituto Italiano di Ayurveda, con sede a Firenze, ma operante anche a Roma e in diverse altre città.
Sulle Mie Tracce
Titolo originale: Mir auf der Spur
Autore/i: von Rezzori Gregor
Editore: Ugo Guanda Editore
prima edizione, traduzione e cura di Andrea Landolfi, collana: Biblioteca Della Fenice, in copertina: Gregor von Rezzori ritratto di spalle.
pp. 320, Parma
Per la prima volta, in questo libro, Gregor von Rezzori racconta in maniera completa i suoi ricordi. La sua vita coincide in maniera sorprendente con il XX secolo. Nato cittadino austroungarico nel 1914 a Czernowitz, in Bucovina, una sorta di intercapedine politica tra la Mitteleuropa e i Balcani e che sarà in seguito divisa tra la Romania e l’Unione Sovietica, è stato per lungo tempo apolide prima di diventare cittadino austriaco, benché avesse già eletto l’Italia sua patria d’adozione. Attraversando i paesi e le culture Gregor von Rezzori riflette nel prisma di un’ironia ribelle gli avvenimenti che lo hanno portato in seguito a Vienna, Bucarest, Berlino, Amburgo fino a quell’angolo di Toscana dove la morte lo coglierà nel 1998. Come quello di Zweig e di Musil, lo sguardo che Rezzori porta sull’Europa nella quale ha vissuto tutti i grandi rivolgimenti lo innalza al rango di testimone del Ventesimo secolo. Spesso catapultato nelle situazioni più inverosimili, riesce a trovare il meglio in ogni circostanza, trasfigurando grazie al suo talento di scrittore un’esistenza segnata dall’esilio e dalla perdita dell’identità. Gregor von Rezzori è un narratore avventuroso, che tesse i fili sparsi della sua esistenza nella trama della storia, dando ai disordini politici un tocco familiare e tragicomico, che fa comprendere in maniera migliore di qualsiasi analisi le ambiguità di un secolo che non ha mai finito di interessarci, e se il reale qualche volta ci viene sottratto è per riemergere di nuovo reso più affascinante. Gregor von Rezzori attraversa il suo Novecento, gli orrori della storia, le miserie e le speranze proprie e altrui, i successi e le cadute, osservando ogni cosa (e prima di tutto se stesso) da una certa distanza, e rifiutando coraggiosamente, con piena naturalezza, di schierarsi dalla comoda parte dei “buoni” che hanno vinto sui “cattivi”.
Psicoanalisi dell’Adolescente
Titolo originale: Adolescents. Psychoanalytic Approach to Problems and Therapy
Autore/i: Autori vari
Editore: Armando Armando Editore
a cura di Sandor Lorand e Henry I. Schneer, traduzione di Ada Bencini Bariatti.
pp. 400, Roma
Questo volume costituisce il risultato organico della collaborazione di diciannove studiosi, esperti della psicologia degli adolescenti: David Beres – Leo A. Spiegel – Judith S. Kestenberg – Marjorie Harley – Selma H. Fraiberg – Sylvan Keiser – Peter Blos – Augusta Bonnard – Henry I. Schneer – Paul Kay – Melitta Sperling – Hyman Spotnitz – Sandor Lorand – Rhoda L. Lorand – Anita I. Bell – Simon Kwalwasser – Sidney L. Green – Solomon Machover – Warner Muensterberger.
Gli autori partono dall’assunto che l’adolescenza non sia semplicemente un periodo di transizione tra l’infanzia e l’età adulta, ma una fase di sviluppo distinta da caratteristiche specifiche e che inoltre richiede tecniche terapeutiche specializzate. In particolare gli autori indagano le difficoltà che sorgono nella formazione e nel carattere dell’adolescente allorché questi si trova di fronte agli eventi psicosessuali più importanti del proprio periodo di sviluppo, ai propri impulsi aggressivi ed alle pressioni che la società esercita su di lui. […]
Prefazione
- CAPITOLO PRIMO: Formazione del carattere di D. BERES
- CAPITOLO SECONDO: Identità e adolescenza di L. A. SPIEGEL
- CAPITOLO TERZO: Menarca di J. S. KESTENBERG
- CAPITOLO QUARTO: I conflitti legati alla masturbazione di M. HARLEY
- CAPITOLO QUINTO: Conflitti omosessuali di S. H. FRAIBERG
- CAPITOLO SESTO: L’esibizionista adolescente dI S. KEISER
- CAPITOLO SETTIMO: Delinquenza minorile di P. BLOS
- CAPITOLO OTTAVO: Il marinare la scuola e i piccoli furti associati al lutto di A. BONNARD
- CAPITOLO NONO: Il suicidio nell’adolescenza di H. I. SCHNEER e P. KAY
- CAPITOLO DECIMO: Disturbi psicosomatici di M. SPERLING
- CAPITOLO UNDICESIMO: Adolescenza e schizofrenia: problemi di diagnosi differenziale di H. SPOTNITZ
- CAPITOLO DODICESIMO: Terapia degli adolescenti di S. LORAND
- CAPITOLO TREDICESIMO: Terapia dei problemi di apprendimento di R. L. LORAND
- CAPITOLO QUATTORDICESIMO: Il ruolo dei genitori di A. I. BELL
- CAPITOLO QUINDICESIMO: La terapia negli istituti di S. KWALWASSER e S. L. GREEN
- CAPITOLO SEDICESIMO: Considerazioni diagnostiche e prognostiche negli esami psicologici di S. MACHOVER
- CAPITOLO DICIASSETTESIMO: L’adolescente nella società di W. MUENSTERBERGER
INDICE ANALITICO


