Libreria Editrice OssidianeLibreria Editrice Ossidiane

Il Plesso Solare • Porta sulla Realtà Spirituale

Il Plesso Solare • Porta sulla Realtà Spirituale

Autore/i: T. Q. Dumont; Towne Elizabeth

Editore: Edizioni L’Età dell’Acquario

introduzione e illustrazione in copertina di Bernardino del Boca, traduzione di Elda Barrel e Sandra Gullotta.

pp. 72, illustrazioni b/n, Bresci Grignasco (NO)

Il plesso solare, che corrisponde al quarto chakra, è un miracoloso agente fra noi e il Dio che è in noi, in tutti gli altri e in tutte le cose. Esso vibra in modo da dividersi in dieci ondulazioni petali, ed il suo compito sul piano fisico, è quello di sviluppare. I sentimenti e le emozioni. Il colore predominante di questo chakra è un insieme di toni brillanti e opachi del rosso. Quando il plesso solare viene coscientemente o inconsciamente risvegliato sul piano fisico-eterico, l’individuo inizia a percepire gli influssi astrali, inizialmente in vago, ma poi in mondo sempre più preciso così che, anche senza comprenderne il perché, sente che un luogo è piacevole, ed un’altro no, che una persona è amica ed un’altra è nemica, anche se esteriormente non lo dimostra.
È il plesso solare che ci permette di aprirci alla realtà spirituale, e di aprire in noi “la via del cuore”.

La Rondine Fuggita dal Paradiso

La Rondine Fuggita dal Paradiso

Titolo originale: Ivi, c’est le paradis

Autore/i: Kang Hyok

Editore: Edizioni Piemme

prima edizione, partecipazione e premessa di Philippe Grangereau, traduzione di Maria Teresa Crisci.

pp. 208, Monferrato (AL)

«Questa è davvero una piccola gemma. Ha la forza autentica dei veri racconti e il candore, lo spirito ribelle e l’indomita speranza che solo un ragazzino sa manifestare.» (The Mail on Sunday)

«Un libro doppiamente affascinante: ci racconta ciò che non possiamo, che non dobbiamo sapere suuno dei luoghi più isolati e repressivi del mondo, la Corea del Nord, l’ultimo “paradiso in Terra”, e lo fa con tutta la freschezza dello sguardo di un ragazzo.»
(The Times)

Chyok vive nel villaggio di Unsong, in Corea del Nord. È un ragazzino sveglio e Vivace, un piccolo scavezzacollo che fa la vita di tutti i suoi coetanei: va a scuola, canta le canzoncine della propaganda di regime, viene obbligato a presenziare alle esecuzioni pubbliche, lavora, assiste alle più maniacali forme di repressione, viene punito per ogni cosa, anche per la sua passione per il disegno. Eppure non ce dubbio, quello che l’onnipresente Kim-Il-Sung, «Il Cervello Perfetto», «Il Sole», ha creato per loro e «Il Paradiso»: lo ripete senza sosta la radio, bloccata sui programmi di Radio Pyongyang, lo ripetono a scuola i maestri e gli altoparlanti nelle piazze. Intanto, Hyok fa la fame. La sua classe si è dimezzata a causa della mortalità da denutrizione. Si mangia quello che si può e più spesso quello che non si dovrebbe: corteccia di pino bollita, erba, funghi tossici, a volte ratti. Il Paradiso ormai trabocca di «rondini», di bambini che cercano per terra briciole e chicchi di riso. Fino al giorno in cui, con la sua famiglia, Hyok non decide di scappare. Via, lungo il confine, verso un mondo sconosciuto che gli avevano insegnato a temere e disprezzare, in fuga dal Paradiso. Per conquistarsi quel che resta dell’infanzia. Per trovare davvero una vita.

Hyok Kang è nato a Unsong, in Corea del Nord, il 20 aprile 1986.
Nel 1998 è scappato con i suoi genitori in Cina, attraversando le acque gelate del fiume Tumen. Ha vissuto in Manciuria, nascondendosi dalla polizia impegnata in una caccia senza quartiere ai clandestini nordcoreani. Dopo una lunga e pericolosa fuga attraverso il Vietnam, il Laos, la Cambogia e la Thailandia, ha raggiunto la Corea del Sud.
La rondine fuggita dal paradiso è stato pubblicato con grande successo in USA, Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Giappone, Canada e Australia.

Gurdjieff – Vita ed Opere di un Uomo Straordinario

Gurdjieff – Vita ed Opere di un Uomo Straordinario

Autore/i: Maggi Luigi

Editore: Edizioni Crisalide

prima edizione, prefazione di Giampiero Cara.

pp. 248, Spigo Saturnia (LT)

Vi sono libri che si prestano ad essere letti da cima a fondo, altri che richiedono solo di essere sfogliati o leggiucchiati, Oppure consultati, questo nuovo libro su Gurdjieff pretende di essere… divorato. G.I. Gurdjieff (1866? – 1949), maestro spirituale dalla personalità multiforme e sconcertante, emissario della Fratellanza Sarmoung con il compito di seminare una nuova civiltà planetaria per il terzo Millennio, sintesi dell’incontro tra Oriente e Occidente, ha affidato ad un libro, I racconti di Belzebù al suo piccolo nipote, l’eredità e la continuità del suo insegnamento, diventando scrittore “professionista” per lasciare ai posteri un prezioso talismano il “diamante grezzo” accuratamente nascosto tra le righe.
Il suo insegnamento, le cui fonti possono essere rinvenute nella tradizione esoterica di religioni quali il Cristianesimo, il Buddhismo e l’Islamismo, è rivolto a tutti senza distinzione e poggia sulla consapevolezza che il pianeta Terra rischia la catastrofe e così l’uomo, che ne sfrutta le risorse. La crisi si manifesta in modo particolarmente evidente nei problemi della sovrappopolazione e delle guerre, due fenomeni, legati alla nascita e alla morte, che raramente vengono messi in relazione fra loro.

Luigi Maggi, laureato in filosofia presso la Statale di Milano e in psicologia presso la University of North America di San Diego, California, è al suo secondo libro su Gurdjieff. Nel 1980 aveva infatti pubblicato Gurdjieff, le tecniche e la conoscenza di sé.
È autore inoltre de La musica rock e il nuovo piano di coscienza e di Cuore di piombo. In qualità di presidente del Gruppo Teosofico Psicosintesi pubblica Dovere Partkdolg, serie di quaderni teosofici che vogliono essere testimonianza di un lavoro psicologico finalizzato più alla conoscenza dello spirito individuale nella sua manifestazione triadica che alla terapia.

I Principi dell’Enneagramma

I Principi dell’Enneagramma

Titolo originale: The Enneagram

Autore/i: Webb Karen

Editore: Armenia Editore

ringraziamenti e premessa di Helen Palmer, copertina di Cathy Felstead.

pp. 192, nn. illustrazioni b/n, Milano

Enneagramma illustra i principi basilari di un’antichissima e misteriosa tecnica elaborata per penetrare nei segreti dell’animo umano. Attraverso lo studio dei nove archetipi è infatti possibile comprendere la personalità di ognuno di noi, collegandola alla dimensione spirituale. Il volume presenta i seguenti argomenti:

  • le caratteristiche dei nove tipi
  • il funzionamento del sistema
  • come comprendere i diversi aspetti della nostra responsabilità
  • come scoprire il nostro vero potenziale realizzando lee nostre aspirazioni
  • come migliorare e sviluppare le nostre relazioni
Karen Webb, considerata uno dei maggiori esperti nel campo, tiene corsi e seminari sull’enneagramma ed è consulente di diverse grandi società.

Immagini di una Razza che Scompare

Immagini di una Razza che Scompare

Titolo originale: «Edward Sheriff Curtis: Visions of a Vanishing Race»

Autore/i: Curtis Edward Sheriff

Editore: U. Mursia Editore

testi di Florence Curtis Graybill e Victor Boesen, introduzione di Harold Curtis, allestimento fotografico di Jean-Antony du Lac, traduzione dall’americano di Piero Pieroni.

pp. 126, interamente e riccamente illustrato in bianco e nero, Milano

Negli anni compresi tra il 1904 e il 1930 Edward Sheriff Curtis (1868-1952), uno dei più grandi fotografi americani, andò alla ricerca delle tribù indiane in via di estinzione animato da una incrollabile tenacia e da una profonda passione. Consacrò la propria esistenza all’impegno di fissare attraverso l’obiettivo volti e costumi degli indiani d’America prima che a opera dell’uomo bianco diventassero mero ricordo. Curtis fotografò i suoi soggetti muovendo dai deserti del South West per spingersi sino ai banchi di ghiaccio dell’Artico, registrando così, attraverso le immagini e la parola Scritta, i costumi e la cultura di oltre ottanta tribù: un’impresa ardua e monumentale.

Per questo volume, Florence, la figlia di Curtis, ha selezionato oltre 175 documenti fotografici e ha collaborato strettamente con Victor Boesen al fine di offrire un documento dettagliato sulla vita e sull’ opera del padre.
L’edizione risulta ulteriormente arricchita da un ricordo di Curtis scritto dal figlio Harold. Tutto ciò fa di questo volume un’opera che rimanda nel contempo all’alba dell’arte fotografica e al tramonto di un popolo grande e fiero.

La fotografia della copertina è di Edward Sheriff Curtis. La grafica della copertina è di Lisa De Francis.
Le illustrazioni del retro: «Chinle Rug, 1935 circa». Da The Navajo Weaving Tradition (1985) di Alice Kaufman e Christopher Selser (per gentile concessione della casa editrice E.P. Dutton di New York), 1988 Houghton Mifflin Company.

The Ten Bamboo Studio – A Chinese Masterpiece

The Ten Bamboo Studio – A Chinese Masterpiece

Followed by Plates from the Kaempfer Series and Perfect Harmony – Selection of classical Chinese texts

Autore/i: Autori vari

Editore: Crescent Books

presentation and commentary by Joseph Vedlich, translation by Peter J. Tallon.

pp. 124, rich illustrated in colour, New York

This book contains reproductions, with commentaries, of plates from a treatise of Chinese painting first published in 1619 and which always been considered as a classic in China.
These plates have often been reproduced in the West, but very rarely in color; the color transparencies used in our edition were made specially for us by the British Museum.

In addition the book contains some outstandingly beautiful plates from the Kaempfer Series, a famous collection of ancient Chinese lithographic masterpieces, also provided by the British Museum, as well as the complete reproduction of a work entitled Perfect Harmony (Musée Guimet des Arts d’Orient, Paris), which has never been reproduced before.
Most of the plates include a short poem in Chinese characters, for which a translation is of course provided. The reproductions are accompanied by quotations from Confucius, Meng T’Seu, etc.

Butō – La Nuova Danza Giapponese

Butō – La Nuova Danza Giapponese

Autore/i: Autori vari

Editore: E&A – Editori Associati

saggio introduttivo di Maria Pia D’Orazi, coordinamento di Anna Maria Sorbo, collana Il Fondaco dei Teatri n° 5 – Collana a cura di Roberto Ciancarelli, Clelia Falletti, Luciano Mariti, Elena Tamburini.

pp. 272, ill. in b/n f.t., Roma

… Esistono tre tipi di danzatori: in primo luogo coloro che considerano la danza una specie di esercizio ginnico, fatto di arabeschi impersonali ed aggraziati; poi coloro che, con la concentrazione della mente, conducono il corpo a seguire il ritmo di una particolare emozione esprimendo una sensazione o un’esperienza ricordata. Infine ci sono quelli che trasformano il corpo in un fluido luminoso e lo consegnano all’ispirazione dell’anima. Allora la carne diventa luminosa e trasparente…(Isadora Duncan)

… Come l’acqua, il legno, la pietra o il vento, come parte della natura il corpo è libero e primitivo. Lasciato alla necessità dei suoi impulsi può ritrovare una condizione di innocenza in cui la risposta all’ambiente non è ancora inquinata dalle abitudini e dai comportamenti acquisiti, una risposta attraverso la quale diventa visibile una sorta di paesaggio originario immanente, che precede ogni costituirsi di senso e si offre nella sua ingenuità: il nikutai, il corpo di carne… (dall’introduzione)

Imparare a danzare non significa mettere in posizione un braccio o una gamba. Parlare del Butō vuol dire cercare di materializzare tutto ciò che il corpo ha assimilato spontaneamente nel corso degli anni, i gesti e i comportamenti osservati e vissuti che dopo aver seguito il loro effimero ciclo di vita tornano a rinascere nell’eterno fiore dell’arte. Il Butō si confonde con la vita e come la vita è ambivalente e misterioso.

L’ideogramma di copertina, che significa Butō, è stato disegnato da Masaki Iwana

In quarta di copertina: Kazuo Ōno, Ammirando l’Argentina.

Visualizza indice

Introduzione: L’ingenuità della carne. La ricerca di autenticità nella danza butō giapponese – Maria Pia D’Orazi

I Danzatori. Parole e immagini

Tatsumi Hijikata

  • La mia danza è nata dalla melma
  • Un’intervista
  • Uomo, una volta morto, tieniti pronto a strisciare indietro!

Kazuo Ōno

  • Kazuo Ōno non fa il pendolare
  • L’anima danza indossando l’universo
  • Kazuo Ōno e la danza dell’anima
  • Che cos’è una lezione?
  • Prova di scena
  • Un invito di Gesù
  • Il tram galleggiante
  • Il testamento di mia madre
  • Il mio incontro con l’Argentina
  • Mar Morto Valzer Viennese e Spettri: testo dello spettacolo
  • Mar Morto
  • I morti cominciano a correre
  • Come nasce Suiren
  • Fiore, uccello, vento e luna

Mitsutaka Ishii

  • La danza del nulla
  • L’Europa e il Butō

Min Tanaka

  • Il grado zero della danza
  • Agricoltore-Danzatore o Danzatore-Agricoltore
  • Io sono un’avanguardia che striscia per terra
  • La mia danza intende porre delle domande
  • Stai dalla mia parte!

Natsuyuki Nakanishi

  • Il poeta dell’oscurità
  • Al lavoro con Hijikata per un manifesto
  • Vernice rosa

Eiko Hosoe

  • Il Kamaitachi

Kazuko Shiraishi

  • Il mago del Butō
  • l’anima che trovò la pace nel cielo

Yoko Ashikawa

  • Il mio lavoro con Hijikata

Akaji Maro

  • La forma del caos

Ushio Amagatsu

  • Kinkan Shonen
  • La distanza fra l’immagine e la danza

Isamu Ōsuka

  • Una tigre nelle budella

Ebisu Tōri

  • La configurazione del terreno

Anzu Furukawa

  • Il cuculo

Natsu Nakajima

  • La prima allieva
  • Sonno e reincarnazione

Ko Murobushi

  • Ai Amour

Carlotta Ikeda

  • Il linguaggio della Sfinge

Masaki Iwana

  • Il Butō non esiste e non è mai esistito in nessun luogo
  • Invito al Butō
  • La via del Butō
  • Il mistero dell’origine
  • Il Butō bianco
  • Butō: un vettore spezzato dai nostri denti
  • Il miraggio
  • Come nasce uno spettacolo
  • Immagini per danzare

Barae

  • Ritratto di una rosa
  • Note

Indice delle illustrazioni

Un Giorno in Settembre – Monaco 1972, un Massacro alle Olimpiadi

Un Giorno in Settembre – Monaco 1972, un Massacro alle Olimpiadi

Titolo originale: The story of the 1972 Munich Olympics massacre, a government cover-up and a covert revenge mission

Autore/i: Reeve Simon

Editore: Bompiani

prima edizione, prefazione di Giorgio Bocca, introduzione dell’autore, traduzione Olimpia Gargano, collana: Bompiani Overlook.

pp. 332, ill. in b/n f.t., Milano

… Erano stati annunciati come i “Giochi della Pace e della Gioia”. Ma il mattino del 5 settembre 1972, un piccolo commando composto da figure indistinte arrivò ai margini del villaggio olimpico di Monaco…

È il 5 settembre 1972. Un commando armato di palestinesi fa irruzione negli appartamenti del villaggio olimpico di Monaco e sequestra undici atleti israeliani. L’operazione terroristica si trasforma in un bagno di sangue che getta una luce agghiacciante sulle Olimpiadi che avrebbero dovuto segnare la riconciliazione della Germania con il resto del mondo dopo la seconda guerra mondiale. In questo libro, Simon Reeve rivela i retroscena segreti di quella tragedia, le responsabilità della polizia tedesca, l’orrore del peso di manovre politiche sulla vita di persone comuni. Un documento coraggioso, una denuncia civile e accorata, un pesante atto d’accusa che a quasi trent’anni di distanza smaschera colpevoli e responsabili fino ad ora rimasti nell’ombra.

Simon Reeve, firma del Time e di numerosi saggi sul terrorismo, un libro che affronta il dramma degli undici atleti israeliani uccisi a Monaco da un commando palestinese nel 1972. I retroscena del massacro e le responsabilità della polizia tedesca in un’indagine che è anche un atto di accusa per quanto accadde in occasione di quelle tragiche Olimpiadi. Ha pubblicato per Bompiani I nuovi sciacalli. Osama bin Laden e le strategie del terrorismo (2001).

Visualizza indice

Prefazione
Introduzione

  • L’assalto
  • Settembre Nero
  • Trattative
  • Operazione Raggio di Sole
  • L’inganno
  • Fürstenfeldbruck
  • Festeggiamenti a champagne
  • Comincia il lutto
  • Operazione Vendetta di Dio
  • Operazione Primavera di Giovinezza
  • Il Principe Rosso
  • La copertura
  • I sopravvissuti

Note
Bibliografia
Ringraziamenti
Indice delle illustrazioni
Indice dei nomi

Moro: Lettere dal Carcere delle Brigate Rosse • 9 maggio ’78 – 9 maggio ’98

Moro: Lettere dal Carcere delle Brigate Rosse • 9 maggio ’78 – 9 maggio ’98

Supplemento: I Documenti de Il Tempo

Autore/i: Moro Aldo

Editore: Editrice Romana

a cura di Giuseppe Sanzotta, Tiziano Carmellini, introduzione di Gian Paolo Cresci (Direttore de Il Tempo).

pp. 82, ill. in b/n, Roma

… Interrompiamo le trasmissioni per una drammatica notizia che ha dell’incredibile e che, anche se non ha avuto finora una conferma ufficiale, purtroppo sembra sia vera. Il Presidente della Democrazia cristiana, l’On. Aldo Moro è stato rapito poco fa a Roma da un “commando” di terroristi… Con queste parole, alle 9,25 del 16 marzo 1978, un’edizione straordinaria del GR2 annuncia al paese il rapimento di Aldo Moro e il massacro della sua scorta. Cominciano così quei terribili 55 giorni di angoscia e di passione, che si concluderanno il 9 maggio nel barbaro assassinio del Presidente della Democrazia cristiana…

Visualizza indice

Introduzione

  • I documenti delle BR
  • Le lettere di Moro
  • L’annuncio della morte di Moro
  • I personaggi

Roma Barocca

Roma Barocca

Autore/i: Wiedmann Gerhard

Editore: Editoriale Jaca Book

prima edizione.

pp. 322, nn. ill., Milano

Culla del linguaggio barocco, a partire dalla fine del ’500, Roma ospita per oltre centocinquant’anni alcuni dei più grandi maestri del periodo, da Bernini, Pietro da Cortona e Borromini fino agli epigoni che introdurranno forme rococò e poi neoclassiche lungo il ’700.
Le grandi committenze, con il cantiere per eccellenza della Basilica di San Pietro, e lo stimolo alle maggiori imprese del periodo, dipendono in gran parte dalla gara ambiziosa dei pontefici che, soprattutto nell’occasione degli Anni Santi, mirano a mostrare Roma in una veste anche artisticamente all’avanguardia.
Il volume, rara sintesi di un periodo eccezionalmente produttivo, affronta ogni monumento scelto come un microcosmo in cui si riflette la multiforme varietà del genio barocco romano.

Storia degli Armeni

Storia degli Armeni

Autore/i: Buzand P’awstos

Editore: Mimesis Edizioni

introduzione e cura di Gabriella Uluhohian, note di Marco Bais, traduzione di Marco Bais e Loris Dina Nocetti.

pp. 240, 1 cartina geografica, Milano

La Storia degli Armeni, che la tradizione attribuisce al cronista armeno del V sec. d.C. P’awstos Buzand (Fausto di Bisanzio), rappresenta, come un grande affresco, poco più di cinquant’anni di storia compresi tra il 330 e il 387 d.C. Si tratta di una serie di avvenimenti tumultuosi che vedono come protagonista l’Armenia cristiana dei re arsacidi in lotta contro l’eterna rivale, la Persia sassanide. Dal gioco delle alleanze e tradimenti che coinvolgono i principi armeni, a volte ribelli, e i potenti di altre regioni, dal Caucaso alla Persia, mentre sullo sfondo campeggia la potenza di Bisanzio, emerge sempre e comunque l’aspetto profondamente umano dei personaggi. Oltre che per la ricchezza delle informazioni sul piano militare, politico, religioso e sociale di tutta l’area interessata per questo periodo, di cui costituisce unica fonte, l’opera ha un suo particolare fascino per lo stile epico e il gusto della narrazione che contraddistinguono il suo autore e lo rendono uno dei più originali della letteratura armena.

Gabriella Uluhogian è docente di Lingua e letteratura armena presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna. I suoi interessi, di tipo filologico-linguistico, vertono principalmente sulla letteratura armena classica e sulle traduzioni in armeno di testi greci classici e patristici; ha curato l’edizione critica delle Regole di San Basilio di Cesarea.
La traduzione del testo è di Marco Bais, che si sta adottorando in Armenistica, e di Loris Dina Nocetti, laureanda in Lingua e letteratura armena.

Dall’Altra Parte – Tre Grandi Medici si Ammalano Gravemente e Raccontano la Loro Storia. La Paura, la Sofferenza, la Lotta per Sopravvivere. E la Proposta per Rifare una Sanità che Curi Davvero

Dall’Altra Parte – Tre Grandi Medici si Ammalano Gravemente e Raccontano la Loro Storia. La Paura, la Sofferenza, la Lotta per Sopravvivere. E la Proposta per Rifare una Sanità che Curi Davvero

Autore/i: Bartoccioni Sandro; Bonadonna Gianni; Sartori Francesco

Editore: Rizzoli

a cura di Paolo Barnard.

pp. 256, Milano

La medicina oggi può e deve togliermi il dolore,; se non lo fa, io mi ucciderò, ma non sarà un suicidio, sarà un’omissione di soccorso. (Profesor Sandro Bartoccioni, cardiochirurgo)

Ho conosciuto la paura dei miei ammalati e ora so cosa provava Don Rodrigo… il suo terrore di essere gettato ai montati. (Dottor Gianni Bonadonna, presidente Fondazione Michelangelo, Istituito Tumori di Milano)

Oggi, quando faccio ambulatorio, ne esco distrutto perché mi rivivo nelle storie dei miei ammalati. (Professor Francesco Sartori, direttore Dipart. Di Scienze chirurgiche toraciche e vascolari Università di Padova)

Chi meglio del medico ammalato ci può dire come andrebbe ripensato l’universo salute? In queste pagine tre grandi clinici italiani di fama internazionale raccontano il loro salto di ruolo da curanti a curati. Le storie sono raccontate in prima persona con rara schiettezza, fra autoironia e tragedia, in un’altalena di rivelazioni e denunce talvolta scioccanti contro l’attuale organizzazione della Sanità, ormai controllata dai politici e troppo lontana dal dolore dei malati.
L’idea è rivoluzionaria, dirompente: creare una Consulta nazionale composta da grandi medici seriamente ammalati che raccolga i suggerimenti di centinaia di loro colleghi, anch’essi affetti da patologie gravi, per stilare una grande riforma della Sanità. Iniziando dal Decalogo che i tre autori hanno scritto per una medicina rimodellata a partire dalle sofferenza dei pazienti, non dagli interessi dei politici.
Provarci si può. Sarebbe la prima volta in Italia e forse nel mondo.
Paolo Barnard, giornalista, ha fatto importanti inchieste per la trasmissione Report e attualmente collabora con Rai Educational.

Fuochi

Fuochi

Titolo originale: Feux

Autore/i: Yourcenar Marguerite

Editore: Bompiani

traduzione di Maria Luisa Spaziani.

pp. XIV-112, Milano

Con una prosa tesa e ornata, Fuochi è un’opera “assolutamente ardente”, un libro sulla passione d’amore, sulla sua esorcizzazione, glorificazione e trascendenza.

“Nato da una crisi passionale, Fuochi, si presenta come una raccolta di poesie d’amore, o, se si preferisce, come una serie di prose liriche collegate fra loro sulla base di una certa nozione dell’amore. Come tale, opera non ha bisogno di commenti, in quanto !amore totale, imponendosi alla vittima come malattia e insieme Come vocazione, è da sempre una realtà dell’esperienza e un tema fra i più visitati della letteratura. Si può tutt’al più ricordare che ogni amore vissuto, come quello che ha dato origine al libro, si fa e poi si disfa all’interno di una determinata situazione, grazie a un complesso miscuglio di sentimenti e di circostanze che in un romanzo formerebbero la trama stessa della vicenda mentre in una poesia sono il punto di partenza del canto.” (Dalla Prefazione dell’autrice)

Marguerite de Crayencour, nata a Bruxelles nel 1903 da padre francese e madre belga, ha esordito nel mondo letterario nel 1921 con lo pseudonimo di Marguerite Yourcenar, quasi un anagramma del suo nome. Pur viaggiando e soggiornando in Europa e in Oriente, ha trascorse gran parte della sua vita negli Stati Uniti, nell’isola di Mount Desert, dove si è spenta il 17 dicembre 1987. Della sua vasta opera letteraria ricordiamo: Alexis o il trattato della lotta vana (1929), Moneta del sogno (1934), Il colpo di grazia (1939), Memorie di Adriano (1951) L’opera al nero (1968), Care memorie (1974), Archivi del Nord (1977). Le Opere Complete di Marguerite Yourcenar sono pubblicate in due volumi net nuovi Classic: Bompiani.

La Ragazza di Vajont

La Ragazza di Vajont

«Quanto passato puoi portanrti dentro?»

Autore/i: Avoledo Tullio

Editore: Giulio Einaudi Editore

pp. 314, Millano

Il protagonista di questo romanzo si aggira fra le macerie di un mondo in rovina, devastato da una violenta pulizia etnica accaduta da qualche parte nel tempo e del cui orrore s’intravede solo la coda.
Una lunga cicatrice gli attraversa il petto, e una memoria difettosa gli impedisce di mettere ordine nei suoi ricordi e nel suo passato, creando un continuo e imprevedibile cortocircuito tra verità e finzione.
Intorno a lui una realtà slittata, altra, eppure simile alla nostra, dove non esistono i telefoni cellulari, l’uomo non ha mai camminato sulla Luna e l’Africa è diventata un grande deserto radioattivo.
Immerso nel silenzio della neve sorge Vajont: un paese nuovo, costruito per accogliere gli sfollati della tragedia della diga, e diventato negli anni ricettacolo di «una fauna di sradicati, di gente senza casa e senza nazione che capitava lì e lì si fermava, come barche senza timone trascinate dalla marea».
Le giornate del protagonista sembrano ripetersi uguali da sempre: le visite all’ospedale per una terapia che forse è la radice stessa del suo male, la passione per l’aeromodellismo, le chiacchiere con l’unico, ombroso amico che gli è rimasto, lo Storpio.
Fino a quando un pomeriggio, sulla corriera che lo porta all’ospedale, alla fermata di Vajont sale una giovane ragazza. «Ho in mente un volto, e il modo in cui la luce rende bella la sua pelle. Un ciuffo di capelli biondi le vela lo sguardo. Così gli occhi sembrano guardarti da lontano, dalle profondità di qualcosa». È l’inizio di un amore impossibile, e al tempo stesso il momento della verità: «la memoria fa male», e niente potrà mai cancellare ciò che lui ha fatto. Perché se la realtà sembra vacillare, se è meglio guardarsi le spalle ogni volta che si esce di casa, la colpa è anche sua.
«Quando la ragazza di Vajont aprì la portiera il freddo invase l’auto, ma poi lei saltò svelta dentro, il sedile di pelle la accolse, e l’interno fu di nuovo caldo e pieno di vita, tanta vita da sembrare impossibile».

Tullio Avoledo è nato nel 1957 a Valvasone, in Friuli. Vive a Pordenone, dove lavora presso l’ufficio legale di una banca. Ha pubblicato tre romanzi per Sironi Editore: L’elencotelefonico di Atlantide (2003), Mare di Bering (2003), Lo stato dell’unione (2005). I primi due titoli sono disponibili nei Tascabili Einaudi. Presso Einaudi sono inoltre usciti i romanzi Tre sono le cose misteriose (2005, premio Super Grinzane Cavour 2006) e Breve storia di lunghi tradimenti (2007).

L’Eco della Pioggia

L’Eco della Pioggia

Titolo originale: Zai xiyu zhong huhan

Autore/i: Yu Hua

Editore: Donzelli Editore

introduzione dell’autore, traduzione dal cinese di Nicoletta Pesaro, grafica di copertina di Simona Zanini.

pp. 288, Roma

«Il bambino che io ero comincio a temere in modo inesplicabile l’oscurità della notte. Ho riportato alla memoria quella sera pervasa da una sottile pioggia fluttuante: m’ero già addormentato; mi avevano poggiato sul letto come si fa con un giocattolo. Il ticchettio dell’acqua sulle grondaie esaltava il silenzio; il sonno si era a gradi impadronito di me. Deve essere stato nel momento in cui calmo e fiducioso mi abbandonavo al sonno che mi apparve una strada remota e tranquilla. Da lontano si senti una donna che chiamava con voce di pianto. Quella voce roca che risuonò improvvisamente, spezzando l’incomparabile silenzio di prima, pervase di brividi l’infanzia che rivive adesso nella mia memoria».

Il giovane Sun Guanglin riannoda i fili della propria esistenza, e fa in modo che i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza riportino alla luce le storie tragiche e spassose della sua famiglia, ma anche degli amici e dei compaesani. Con un ritmo cadenzato come lo scorrere del fiume, che fa al tempo stesso da sfondo e da personaggio del romanzo, assistiamo alle sue prime esperienze: la scoperta della sessualità, la gioia e il tormento dell’amicizia, la solitudine del mondo degli adulti. Tutti tratti comuni sia alla generazione dei vecchi che a quella dei bambini.
L’eco della pioggia è un romanzo di formazione, ma anche un romanzo corale, che racconta drammi e miserie, vizi e sentimenti di una comunità contadina della Cina di questo secolo. Il contesto storico sociale è analogo a quello dell’altro grande romanzo, Vivere!, che ha reso Yu Sua famoso presso il pubblico italiano. Ma in questo caso la narrazione distinte e definisce i punti di vista delle diverse età della vita che si susseguono. L’altalena dei ricordi rievoca le vicissitudini di tre diverse generazioni: quella del narratore-protagonista, e cioè di bambini e adolescenti inquieti, divisi tra il desiderio e la paura di crescere, vittime dell’abbandono fisico morale degli adulti; quella dei padri, figure venerate e temute, trascinate via dalle proprie debolezze e dai propri peccati in un continuo tradimento nei confronti dei figli; e quella dei vecchi, eroi del passato al tramonto, con i quali solo la morte e i morti – o a modo loro i bambini – instaurano un dialogo: vecchi sprofondati nella malinconia a volte ridicola della loro inutilità.
Ma la tenace malinconia della memoria non sortisce l’effetto di una desolata tristezza: al contrario, essa si anima continuamente di briose e ironiche fiammate, nello stile a volte grottesco a volte infantilmente scherzoso che caratteristica l’epica contadina di Yu Sua. Come il buffo scenario che fa da contorno al concepimento del protagonista, o l’episodio del vecchio nonno caparbio, che creduto morto spalanca gli occhi tra il terrore degli astanti. Apre il racconto un grido di donna, che giunge alle orecchie del. Protagonista bambino filtrato dallo spessore deformante di una pioggia sottilissima e pungente. Quel grido, che non ha ricevuto risposta, percorri tutte le pagine a seguire e resterà nelle orecchie del lettore, segno di una mirabile, spasmodica tensione narrativa.

Yu Hua è nato nel Zhejiang, in un villaggio della Cina meridionale, nel 1960. Figlio di un medico di campagna, dopo essersi occupato di medicina si è dedicato interamente alla narrativa. È considerato uno dei più importanti scrittori cinesi della nuova generazione. Il suo romanzo Vivere!, pubblicato nel 1997 da Donzelli, ha vinto il super-premio Grinzane Cavour per la letteratura straniera 1998. Di Yu Hua, in Italia, è stata anche pubblicata, col titolo Torture, una raccolta di racconti (Torino 1997).

Il Mare Conteso – La Corsa all’Appropriazione degli Oceani

Il Mare Conteso – La Corsa all’Appropriazione degli Oceani

Titolo originale: La mer confisquée

Autore/i: Chouraqui Gilles

Editore: Città Nuova Editrice

introduzione dell’autore, traduzione dal francese a cura della Redazione di Città Nuova Editrice.

pp. 224, 1 cartina e figure b/n, Roma

Dopo la conquista dei mari come vie di navigazione e di trasporto, avvenuta nel secolo scorso, oggi il mondo vive una seconda conquista dei mari come fonte di ricchezza da sfruttare: materie prime e scorte alimentari che decideranno lo stesso futuro dell’umanità in termini di sopravvivenza.

Queste ricchezze sommerse spiegano perchè gli Stati costieri estendano vieppiù le loro frontiere marittime: il mare – definito nel ’70 solennemente dall’ONU «patrimonio comune dell’umanità» – si è in tal modo già assottigliato di un terzo. Tale movimento di appropriazioni nazionali comporta altresì il moltiplicarsi di conflitti locali fra Stati limitrofi e aggrava il conflitto Nord-Sud. Infatti, i Paesi industrializzati, colpiti dalla crisi energetica e bisognosi in crescendo di materie prime, dotati di alto potenziale tecnologico e finanziario, si sono lanciati allo sfruttamento dei fondali marini; i Paesi del Terzo Mondo reclamano un regime d’internazionalizzazione con un’Autorità propria. Un compromesso, dopo complessi e pluriennali negoziati legati alla «Conferenza del mare», appare ancora lontano. L’Autore, uno specialista di problemi marittimi, sensibilizza in modo semplice e chiaro sull’importante problema.

Dancing into Darkness – Butoh, Zen, and Japan

Dancing into Darkness – Butoh, Zen, and Japan

Autore/i: Fraleigh Horton Sondra

Editore: University of Pittsburgh Press

Dance Books

pp. 274, nn. ill. in b/n n.t., Pittsburgh

…cross boundaries, just as butoh anticipates a growing global amalgamation. “Butoh is not an aesthetic movement grafted onto Western dance, ” Fraleigh concludes, “and Western dance may be more Eastern than we have been able to see…

Dancing into Darkness is Sondra Horton Fraleigh’s chronological diary of her deepening understanding of and appreciation for this art form, as she moves from a position of aesthetic response as an audience member to that of assimilation as a student. As a student of Zen and butoh, Fraleigh witnesses her own artistic and personal transformation through essays, poems, interviews, and reflections spanning twelve years of study, much of it in Japan. Numerous performance photographs and original calligraphy by Fraleigh’s Zen teacher Shodo Akane illuminate her words.
The pieces of Dancing Into Darkness cross boundaries, just as butoh anticipates a growing global amalgamation. “Butoh is not an aesthetic movement grafted onto Western dance,” Fraleigh concludes, “and Western dance may be more Eastern than we have been able to see.”

«Fraleigh’s wide-ranging text is a kaleidoscope of her butoh and Zen experiences that blend with notes on Buthoh’s origins… Yet this is not a surface account, but a carefully crafted record from an American dance academic… There is a dream-time quality about the writing itself with cultural, personal and historical all inter-linked.» (Dance Now)

«For many, even in Japan where it originated, butoh is still not a particularly easy form of dance to understand and appreciate. Horton’s cross-cultural point of view in Dancing into Darkness provides welcome insight.» (Dance International)

«Should inspire anyone interested in the active feminine voice… It has a niche beyond the dancer-reader, to those drawn to Japan, to cultural anthropology, and to cross-culturalism.» (Janice LaPointe-Crump,Texas Woman’s University)

«Through examining the “other,” one learns about one’s own culture, values, and aesthetics… Sondra’s book allows us to do this, because of her subject, remarkable insights, and captivating writing style.» (Joan Laage, Artistic Director of Dappin’ Butoh – Seattle)

Sondra Horton Fraleigh chairs the Department of Dance at the State University of New York, Brockport. She is the author of Dance and the Lived Body and co-editor (with Penelope Hanstein) of Researching Dance: Evolving Modes of Inquiry. Her articles have been published in texts on dance and movement, philosophy, and cognitive development. She has been a guest teacher of dance and somatic therapy in America, Japan, England, and Norway. She has served as president of the Congress of Research in Dance and is a Faculty Exchange Scholar for the State University of New York. Her innovative choreography has been seen on tour in America, Germany, and Japan, where she has also been a visiting scholar at several universities.

Visualizza indice

Acknowledgments
Introduction: The Difference the Other Makes

  • Forgotten Garden: Natsu Nakajima’s Performance in Montreal
  • The Marble Bath: Ryokan in Takayama
  • My Mother: Kazuo Ohno’s Class in Yokohama
  • Shibui and the Sublime: Sankai Juku’s Performance in Toronto
  • My Mother’s Face: Natsu Nakajima’s Workshop in Toronto
  • Shards: Saburo Teshigawara’s Performance in Toronto
  • Empty Land: Natsu Nakajima’s Performance in New York
  • American Mother and Shinto: In Ohno Village
  • Liebe: Susanne Linke and Toru Iwashita
  • Beginner’s Body: Yoko Ashikawa’s Class in Tokyo
  • Tree: Min Tanaka’s Choreography in Tokyo
  • Amazing Grace: Kazuo Ohno’s Performance in Yokohama
  • Hot Spring: In Hakone Yumoto
  • The Waters of Life: Kazuo Ohno’s Workshop in Yokohama
  • How I Got the Name “Bright Road Friend”: With Zen Teacher Shodo Akane in Tsuchiura
  • The Existential Answer: Interview With Butoh Critic Nario Goda in Tokyo
  • Hokohtai, the Walking Body: Yoko Ashikawa’s Performance in New York
  • Dance and Zen, Kyolkiru: With Zen Teacher Shodo Akane in Tokyo
  • Prose and Haiku on Japan
  • Post-Butoh Chalk: Annamirl Van der Pluijm’s Performance in Montreal
  • Dust and Breath: Sankai Juku’s Performance in Toronto
  • The Hanging Body: Joan Laage’s Performance in Brockport, New York
  • Zen and Wabi-Sabi Taste: Setsuko Yamada’s Performance in Toronto
  • The Community Body: Akira Kasai and Yumiko Yoshioka

Notes
Selected Bibliography
Index

L’Uomo Oltre l’Uomo – Le Conseguenze della Rivoluzione Biotecnologica

L’Uomo Oltre l’Uomo – Le Conseguenze della Rivoluzione Biotecnologica

Titolo originale: Our Posthuman Future

Autore/i: Fukuyama Francis

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, premessa dell’autore, traduzione Guido Dalla Fontana, collana: Saggi.

pp. 348, Milano

… In un’epoca in cui i progressi della genetica e delle biotecnologie sembrano travolgere i tradizionali confini del concetto di “natura umana” un autorevole invito a riflettere sui destini dell’uomo, come specie e come individuo…

Nel 1989, sull’onda di clamorosi eventi quali la caduta del Muro di Berlino e il crollo del cosiddetto socialismo reale, Francis Fukuyama enunciò la tesi apparentemente paradossale, e destinata a diventare celebre, della “fine della storia”. In sintesi, poiché ogni tentativo di trovare un’alternativa politica alla democrazia liberale era fallito, il processo storico poteva dirsi concluso. Dieci anni più tardi, rivisitando criticamente il proprio assunto, l’economista americano, dopo aver riconosciuto al progresso scientifico il ruolo di forza trainante dello sviluppo sociale, giunse a una conclusione diversa: finché vi sarà scienza, non potrà non esserci storia. Oggi, infatti, alla luce delle più recenti scoperte della biologia e della genetica, Fukuyama si chiede quanto la capacità di modificare il comportamento umano possa influire sulla struttura e sul funzionamento del modello liberaldemocratico. In questo libro, per meglio definire i termini dell’attuale dibattito sull’argomento, l’autore ricostruisce la storia del concetto di natura umana: da Platone e Aristotele, secondo i quali l’agire dell’uomo è regolato dai principi di una morale naturale, fino agli utopisti e alle dittature contemporanee, che, per motivi ideologici, hanno tentato di rifondare l’identità dell’essere umano senza tener conto delle motivazioni e delle aspirazioni che lo caratterizzano come specie. Se la rivoluzione biotecnologica raggiungesse l’obiettivo di intervenire sulla “linea genetica” degli individui, manipolandone il DNA, accanto a indubbi benefici in termini di prevenzione di malattie o anomalie di carattere ereditario, potremmo doverci confrontare con imprevedibili e indesiderate alterazioni della personalità umana, che avrebbero fatali ricadute sul piano etico, politico e sociale. Da qui, sostiene Fukuyama, la necessità di provvedere a una regolamentazione della ricerca in questo settore, compito che non può essere svolto dagli scienziati stessi. Solo la teologia, la filosofia o la politica possono stabilire, o valutare, le finalità della scienza e della tecnologia che ne deriva. L’uomo oltre l’uomo rappresenta il riuscito tentativo, da parte di uno dei più stimati studiosi americani, di prefigurare un ventaglio di possibili scenari aperti dall’impatto che l’evoluzione della ricerca scientifica avrà sul fondamento teorico della democrazia liberale: la convinzione che tutti gli uomini sono, per natura, uguali.

Francis Fukuyama (Chicago 1952) insegna economia politica internazionale alla Johns Hopkins University. Membro del Council of Bioethics, organo della presidenza degli Stati Uniti. Tra le sue opere ricordiamo: La fine della storia e l’ultimo uomo (Rizzoli 1992); Fiducia (Rizzoli 1996); La grande distruzione. La natura umana e la ricostruzione di un nuovo ordine sociale (Baldini&Castoldi 1999).

Visualizza indice

Premessa

Parte prima: Itinerari verso il futuro

  • Una storia di due distopie
  • Scienza del cervello
  • La neurofarmacologia e il controllo del comportamento
  • Il prolungamento della vita
  • Ingegneria genetica
  • Perché ci dovremmo preoccupare

Parte seconda: Esseri umani

  • Diritti umani
  • Natura umana
  • Dignità umana

Parte terza: Che fare

  • Il controllo politico delle biotecnologie
  • Le modalità odierne di regolamentazione delle biotecnologie
  • Politiche per il futuro

Note
Bibliografia
Indice dei nomi

Dove Comincia il Tempo – Alla Ricerca delle Sorgenti del Rio delle Amazzoni per Ritrovare Se Stessi

Dove Comincia il Tempo – Alla Ricerca delle Sorgenti del Rio delle Amazzoni per Ritrovare Se Stessi

Titolo originale: Amazon Beaming

Autore/i: Popescu Petru

Editore: Edizioni Corbaccio

prefazione di Loren McIntyre, nota dell’autore, traduzione Luciana Pugliese, collana: Exploits.

pp. 448, ill. in b/n, Milano

Nell’ottobre del 1969 Loren McIntyre, giornalista e fotografo del National Geographic, è in Amazzonia, incaricato dal giornale di fornire un servizio fotografico sulla sorgente del Rio delle Amazzoni. Ma McIntyre sente che la vera sorgente non è stata ancora individuata, quando la sua guida si ammala e lui si ritrova solo nel cuore della foresta amazzonica, è ben deciso a non rinunciare al tentativo di scoprirla. Costretto ad aggregarsi alla tribù dei mayoruna, i leggendari uomini-giaguaro, dovrà seguirli in una faticosa marcia di trasferimento; nel corso di questa forzata convivenza, incredulo sulle prima ma poi vinto dall’evidenza del fenomeno, si accorgerà di essere in contatto telepatico con il vecchio sciamano che è il capo della tribù. Apprenderà così, con questo inedito mezzo di comunicazione, che i mayoruna, in fuga dalle minacce del ventesimo secolo, vanno là dove comincia il tempo, e vedrà, in una sorta di misteriosa allucinazione, un paesaggio mai conosciuto eppure noto: è forse, questo, un messaggio della memoria tribale, di cui McIntyre sembra essere diventato partecipe? Ha inizio così una nuova avventura, pericolosa ma quanto mai esaltante, forse l’ultima delle grandi imprese esplorative del nostro pianeta. McIntyre non aveva mai rivelato a nessuno questa sua straordinaria esperienza: solo molto tempo dopo, nel 1987, ne parlò con Petru Popescu, che si trovava a Manaus, nel cuore della regione amazzonica. Popescu insistette perché l’esploratore gli consentisse di raccontarla. Nacque così questo libro, in cui Popescu ha saputo rendere, con straordinaria efficacia, l’avventura, l’enigma, lo straordinario arricchimento spirituale derivato dal contatto con uomini in profonda simbiosi con le forze della natura.

Petru Popescu, regista e sceneggiatore, lasciò la Romania e il brutale regime di Ceausescu per rifugiarsi in Occidente.

Visualizza indice

Nota dell’autore
Prefazione

La tribù invisibile

  • Sorvolando la foresta-oceano
  • Doni sulla sponda del fiume
  • Gli uomini-giaguaro
  • L’incontro
  • Il fragile mondo dell’uomo
  • Beiju
  • Il sogno
  • Intorno al volto del tempo
  • I testimoni
  • Ciò che era nel buio
  • Intorno al volto del tempo II
  • La caccia notturna
  • Nella foresta pluviale
  • Le cascate gemelle

Il rito

  • Bruciare il passato
  • Câmbio
  • Câmbio II
  • L’udienza
  • Breakfast all’alba dell’umanità
  • Le piogge
  • Salvo

La sorgente

  • Le Ande
  • La telefonata
  • Come nacque il nome del fiume
  • Una sorgente delle sorgenti
  • Saggezza e terrore
  • Ingresso nel sogno
  • Ingresso nel sogno II
  • Il pensiero dell’apacheta
  • Il lago
  • La sorgente

Epilogo

I Leoni sul Sagrato – Poesie

I Leoni sul Sagrato – Poesie

Autore/i: Sears Mariagloria

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione.

pp. 72, Milano

Le poesie qui raccolte rappresentano un limpido momento dell’esperienza sentimentale e umana di una giovane donna del nostro tempo. Il timbro di questi versi, ora dolci, ora amari e disperati, s’arpeggia su un’appassionata violenza di natura fisica che nello slancio lirico si purifica e si sostanzia di valori umani. Alcune di queste brevi poesie ricordano l’ultimo Pavese; alla luce di tale accostamento potremo forse comprendere meglio la materia sentimentale che dà vita alle liriche di Mariagloria Sears. Il temperamento vivissimo dell’autrice trova la sua più vera espressione nella forma poetica; la realtà quotidiana si trasfigura in fantastici accenti e in voci di canto che raggiungono talora una dolcezza commovente. E attraverso questo linguaggio squisitamente femminile che la Sears ricerca se stessa, la sua verità e il significato della propria vita.

Visualizza indice

PARTE PRIMA

  • Poiché dei mondi sognati
  • Il cantiere SUlle macerie
  • La città si lamenta
  • Domenica a Milano
  • L’albero di Natale
  • Jour aprés jour
  • Pioggia
  • Lydia
  • Genova lungomare
  • La vigna

PARTE SECONDA

  • Più tardi
  • È stato a veder vivere
  • I leoni sul sagrato
  • E il mare rompendosi immane
  • Confessione
  • Lunga notte d’estate, a cielo chiaro
  • Chansonette
  • L’attesa
  • Il fondo
  • Il figlio che mi cerca
  • Cerimonie
  • Al cimitero
  • Visita ad una tomba
  • Il ritorno del fratello
  • Le tue mani
  • La sete
  • La zolla
  • Settembre
  • Il sogno
  • Tu sei più forte, sei come un soldato
  • E quando te ne vai dalla mia casa
  • Vorrei che tu sentissi questo amore
  • Il mio cielo
  • E se non ci sarai
  • Quando i tuoi passi scenderan le scale

PARTE TERZA

  • Qualcosa che trema nel cuore
  • Il ballo
  • Hänsel e Gretel
  • San Martino
  • Abitudine
  • La sera
  • Amara solitudine
  • La domanda
  • L’infanzia
  • «Mutter, Mutter, ich gehe hinunter!»