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Le Basi Documentarie della Storia Antica

Le Basi Documentarie della Storia Antica

Autore/i: Crawford Michael; Gabba Emilio; Millar Fergus; Snodgrass Anthony

Editore: Società Editrice Il Mulino

introduzione di Michael Crawford, traduzione di Cesare Saletti.

pp. 256, ill. b/n, Bologna

Ogni volta che uno storico esercita il suo «mestiere» deve per prima cosa occuparsi delle fonti che ha a disposizione e che costituiscono per così dire le strutture portanti delle sue teorie e interpretazioni. Se per la storia contemporanea il problema è quello della selezione fra le numerosissime possibilità che gli sono offerte, la situazione si capovolge quando si va indietro nel tempo e il problema diventa invece quello di utilizzare tutti i frammenti che il passato ci ha trasmesso. Allora ogni «testo», sia esso l’opera di uno storico antico o una lirica, una moneta o una iscrizione, la traccia di una città scomparsa o un reperto archeologico, costituiscono, confrontandosi e integrandosi, fonti per la storia antica.
Quali sono queste fonti e come debbano essere usate è ciò che vuole spiegare anche al lettore non specialista questo libro, in quattro capitoli, ciascuno dei quali scritto da uno dei massimi esperti della disciplina.

Michael Crawford, che ha coordinato il volume ed è autore del capitolo sulla «Numismatica», è professore di Studi classici all’Università di Cambridge. Già noto al pubblico italiano per un suo importante libro, «La moneta in Grecia e a Roma» (Laterza, 1982), ha pubblicato con Il Mulino il volume «Roma nell’età Repubblicana».

Emilio Gabba, che si è occupato del capitolo «Letteratura», è professore di Storia antica nella Facoltà di Lettere dell’Università di Pavia. E autore fra l’altro di «Appiano e la storia delle guerre civili», «Esercito e società nella tarda Repubblica Romana», «Le rivolte militari romane dal IV secolo a.C. ad Augusto».

Fergus Millar, cui si deve il capitolo «Epigrafia», è docente di Storia antica alla University College di Londra. E autore di un importante volume «Emperor in the Roman World».

Anthony Snodgrass, che ha scritto il capitolo «Archeologia», è professore di Archeologia classica all’Università di Cambridge. E autore di «Archaeology and the Rise of the Greek State» e «Dark Age of Greece, an Archaeological Survey of the 11th-8th Centuries BC.».

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Introduzione, di Michael Crawford. – I. Letteratura, di Emilio Gabba. – II. Epigrafia, di Fergus Millar. – III. Archeologia, di Anthony Snodgrass. – IV. Numismatica, di Michael Crawford.

Stereogramma

Stereogramma

Autore/i: Matassa Lorenzo

Editore: Edizioni Novecento

prefazione di Gian Carlo Caselli.

pp. 224, Palermo

Stereogramma è un viaggio fantastico nel mare aperto della verità. Una navigazione divertita tra ragione e fantasia, caso e necessità, ordine e anarchia, obbligo e libertà.
L’investigazione per risolvere un accadimento criminoso incredibile si traduce in un percorso, sempre in bilico, tra le passioni umane e l’insondabile parte ombrosa di noi stessi.

Da Mandarino a Compagno

Da Mandarino a Compagno

Autore/i: Yang Xianyi

Editore: Nuova ERI – Edizioni Rai Radiotelevisione Italiana

unica edizione, prefazione di Wang Mingliu, traduzione di Paola Fiore.

pp. 296, Torino

Da mandarino a compagno è un libro atteso. L’autore, Yang Xianyi, il più noto esperto e traduttore di lingua cinese, scrive la sua autobiografia, un avvenimento per la comunità internazionale legata alla Cina, un regalo prezioso per tutti i lettori, fornendoci un documento unico di vita nella Cina di questo secolo, illuminazione del sinuoso cammino del più popoloso paese del mondo, prima e dopo la tragedia di Tien An Men.
Nella vita di Yang Xianyi impressionano l’assenza di rancore e la forza convincente della verità, come se dalla fusione tra il mandarino e il compagno «fosse nato un gentiluomo, liberato dalle colpe ataviche del primo e dal ribollente empito di rivincita del secondo». La Nuova Eri è orgogliosa di possederne l’esclusiva mondiale.

Yang Xianyi è nato a Tianjin, la vecchia Tientsin, il 10 gennaio 1915, rampollo di una famiglia di banchieri e alti funzionari dell’amministrazione imperiale. È stato uno dei primi cinesi a laurearsi a Oxford in letteratura occidentale classica, rientrando in Cina all’inizio della Seconda Guerra Mondiale per aiutare il suo paese aggredito dal Giappone. Con la moglie inglese, Gladys Taylor, ha insegnato inglese dal 1940 al 1950 in diverse università del Sud della Cina e ha guidato a Nanchino il comitato del Fronte Democratico Unito durante la guerra civile. Chiamato a Pechino ha fondato e diretto la rivista di «Letteratura Cinese», traducendo dal cinese classico e dai contemporanei le maggiori opere di letteratura e poesia; autore di saggi, critico e giornalista, è conosciuto dai sinologi di tutto il mondo, in particolare per il capolavoro della letteratura cinese Il sogno della camera rossa, tradotto insieme alla moglie Gladys. Iscritto al partito comunista ne è uscito dopo i fatti di Tien An Men, restando membro della Conferenza Politica Consultiva del Popolo.

La Calma

La Calma

“La quiete del saggio non è semplice inerzia: egli è quieto perchè accoglie tutti.”

Autore/i: Chuang Tzu

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione e cura di Claudio Lamparelli, traduzione di Fausto Tomassini.

pp. 136, Milano

Il prezioso insegnamento di uno dei grandi padri della cultura e del pensiero cinesi. Fondatore, nel IV secolo a.C., della filosofia taoista.
Come conquistare la calma dello spirito, mantenere un mondo di pace e recuperare l’armonia cosmica oltre la superficie dei conflitti.
Storie divertenti, dialoghi paradossali, favole e sentenze in un capolavoro letterario di ironia e arguzia che arriva dritto al cuore e alla mente dei lettori.

Storia del Buddhismo

Storia del Buddhismo

Autore/i: Autori vari

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

a cura di Henri-Charles Puech, introduzione di Giuseppe Tucci, traduzione di Maria Novella Pierini.

pp. 428, 1 cartina b/n, Milano

Il buddhismo: una religione antica che ha ricoperto un ruolo primario nella vicenda sociale e culturale dell’umanità e la cui vitalità si ripropone oggi, con rinnovato vigore, nell’incontro con la civiltà occidentale. Questo credo ha dominato per secoli aree vastissime, dall’India al Tibet, dalla Cina al Giappone, dalla Corea al Sud-Est asiatico e in ognuno di tali paesi il messaggio della salvezza individuale predicata dal Buddha e le corrispondenti pratiche religiose hanno assunto caratteristiche peculiari. Questo volume raccoglie l’enorme patrimonio del pensiero buddhista attraverso una serie di capitoli dedicati ognuno alle caratteristiche che il fenomeno ha assunto nei diversi paesi. Un capitolo conclusivo è dedicato alla storia dei rapporti tra buddhismo e cultura occidentale.

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Introduzione di Giuseppe Tucci

  • Il Buddhismo indiano di André Bareau
  • Il Buddhismo tibetano di Anne Marie Blondeau
  • Il Buddhismo cinese di Paul Demiéville
  • Il Buddhismo giapponese di Gaston Renondeau e Bernard Frank
  • Il Buddhismo a Ceylon e nel Sud-Est asiatico di André Bareau
  • Il Buddhismo vietnamita di Pierre-Bernard Lafont
  • Il Buddhismo in Occidente di Mauro Bergonzi

I Celti

I Celti

Autore/i: Powell T. G. E.

Editore: Il Saggiatore

premessa dell’autore, traduzione di Berto Renna.

pp. 278, 79 fotografie b/n, 25 disegni b/n, 9 carte geografiche b/n, Milano

I Celti furono i primi Europei degni di questo nome che crearono una grande civiltà nella zona temperata a nord delle Alpi. Stanziato già in epoca preistorica tra il Mare del Nord, il Reno e il Danubio, questo popolo di artisti e di guerrieri, di sacerdoti e di predoni, si sparse poi per buona parte del nostro continente. Per la loro intelligenza e aggressività si fecero conoscere fin dagli inizi della storia, pur rimanendo, per molti aspetti della loro cultura, fortemente legati alle manifestazioni più vitali della vita contadina nei remoti villaggi sparsi nelle radure delle immense foreste dell’Europa centrale o abbarbicati su colline fortificate e inaccessibili. Furono ben noti, in pace e in guerra, ai Greci e ai Romani. I risultati da loro raggiunti nell’economia rurale e nell’organizzazione sociale hanno lasciato tracce durature, alcune delle quali giunte fino ai nostri giorni. I loro idiomi e le antichissime tradizioni si mantennero pressoché intatti nelle isole poste ai bordi nordoccidentali del territorio da loro un tempo occupato, e queste fonti, insieme alle descrizioni degli autori classici, e alle prove fornite dall’archeologia, contribuiscono a gettar luce sull’antica vita dell’Europa.
E sotto questo aspetto che i Celti vengono esaminati in questo libro, che parte da un’accurata analisi dell’antica nazione barbara, per passare alle relazioni commerciali che essi ebbero con Greci ed Etruschi, dal sorgere della cultura di La Tène alle più tarde manifestazioni artistiche, rimaste, poi, retaggio dell’arte medioevale; dalle invasioni in Italia, in Spagna, in Asia Minore, alla conquista romana.
Importantissime sono le notizie e i dati raccolti sulla loro religione, sulle antiche feste dei clan, sui riti celebrati dai druidi nelle foreste presso gli alberi sacri: nessuno, prima d’ora, aveva così diffusamente indagato su tale popolo e sulla sua civiltà. L’immagine dei Celti che ci viene così presentata, è quanto mai viva e contribuisce a rendere meno oscuri molti periodi della storia antica, di grande importanza per la successione delle culture in Europa.

T. G. E. Powell è uno studioso anglo-irlandese nato a Dublino ed educato in Inghilterra. A Cambridge studiò archeologia, storia e lingue antiche delle Isole Britanniche.
Per completare i suoi studi di preistoria e archeologia ha viaggiato molto nei paesi dell’Europa occidentale, in Africa e in India, e ha, quindi, diretto importanti scavi in Irlanda e Gran Bretagna.
Membro di numerose società scientifiche, vice-presidente della Società di Preistoria e membro corrispondente dell’Istituto Archeologico Germanico, ha rivolto in questi ultimi anni la sua attività e le sue ricerche allo studio dei ritrovamenti di origine celtica in tutta Europa, dando per la prima volta un’opera compiuta e generale di sintesi storica e culturale sui Celti.
E oggi preside della facoltà di archeologia preistorica dell’Università di Liverpool.

Sopravviviamo dopo la Morte?

Sopravviviamo dopo la Morte?

Nuovi esperimenti sul fenomeno delle «voci»

Autore/i: Raudive Konstantin

Editore: Corrado Tedeschi Editore

prefazione di Igor Istómin.

pp. 472, ill. b/n, Firenze

A poco più di due anni dalla sua scomparsa, esce questo nuovo libro di Konstantin Raudive che si riallaccia al celebre «Voci dall’aldilà» pubblicato in questa stessa collana nel 1973. In esso furono descritti per la prima volta i risultati, obiettivi e probanti, dell’indagine scientifica sulle voci incise sul nastro magnetico, dando così luogo a molteplici discussioni e suscitando in particolare le polemiche dei filosofi nel campo della parapsicologia scientifica.
Con l’aiuto di esperti in diversi campi, si esaminò il fenomeno «Raudive» sotto tutti i punti di vista. Parapsicologi, fisici, ingegneri, teologi, scrittori musicisti, che con la loro indagine lo esaminarono a fondo.
Giunsero alla conclusione che il fenomeno delle voci e di origine obbiettiva deve essere definito come extra-umano.
L’esistenza reale di queste strane voci, oggi non può più essere messa in dubbio, anche se le opinioni sulla loro origine differiscono e sono contrastanti. Il pregio di questo nuovo libro consiste nel fatto che Raudive è riuscito ad esporre obbiettivamente i vari punti di vista, tanto che questa seconda opera, più che una continuazione della prima (che consapevolmente si limitò ad una rigorosa documentazione) si può dire del tutto nuova per la chiarezza delle diverse teorie presentate attraverso l’ordinata esposizione dei risultati dei numerosi esperimenti condotti negli ultimi anni.
In approfonditi commenti si cerca il procedimento per una spiegazione del contenuto delle testimonianze, convalidando così anche l’ipotesi per cui le «voci» provengono da un mondo dell’aldilà, che potrebbe essere una specie di dimora dei defunti.
A conclusione delle deduzioni sull’indagine da lui effettuata, Raudive traccia un parallelo il cui contenuto si riassume brevemente: nessuna cosa esiste da sè, nè il mondo nè l’uomo.
In realtà egli costringe ad un giudizio, o meglio al convincimento che esiste un mondo dell’aldilà. Il bisogno dell’uomo di essere in relazione con un Essere superiore è giustificato dal suo proprio esistere. Il fenomeno delle voci presenta anche un’impensata e obbiettiva para-realtà che sinora vive nel nostro pensiero soltanto come un ricordo.
Nella seconda parte del libro sono descritte le esperienze sulle «voci» effettuate da esperti di sette nazioni e, oltre alle loro opinioni, vengono date anche indicazioni tecniche. (Giulio Brunner)

Francesco Architetto di Dio

Francesco Architetto di Dio

L’edificazione dell’Ordine dei minori e i suoi primi insegnamenti

Autore/i: Mistretta Maria Beatrice

Editore: Città Nuova Editrice

pp. 288, ill. b/n e a colori, Roma

In una forma semplice ed essenziale e secondo un modo vivo e diretto, l’A. offre una sintetica visione della vita di S. Francesco d’Assisi, architetto della più alta impresa spirituale del Tardo Medioevo.
Dopo una premessa sulle forme di vita monastica nel Medioevo e sulla costruzione delle abbazie, il libro richiama le condizioni ambientali della vita assisana fra il XII e il XIII secolo e narra la giovinezza di Francesco, la sua «chiamata» alla vita spirituale, la «rivelazione» dei compiti che il Creatore gli affida. Segue la trattazione delle origini e della diffusione dell’Ordine, con i problemi relativi all’inserimento di una comunità di migliaia di frati nella società e nella Chiesa.
Qui il libro aggiunge, con un ampliamento nuovo del tema, altre due parti riguardanti gli insediamenti francescani, argomento finora solo parzialmente esplorato: dalla vita itinerante al carattere dei primi «luoghi» francescani; dalle prime piccole chiese e modesti conventi, alle grandi sedi con chiese monumentali.
Il volume si chiude con due capitoli titolati alla «Roccaforte della povertà» e cioè al monastero di S. Damiano, all’Ordine delle clarisse c specialmente alla luminosa figura di S. Chiara.
La storia umana e superumana di Francesco, la sua eredità spirituale e morale e le vicende che l’hanno trasformata nel tempo, emergono dal libro in un disegno sintetico ed agile, incisivo e sicuro.
Vibra in queste pagine un’intensa ed insieme composta partecipazione a quei fatti, nel senso profondo del loro significato, che, scavalcando di colpo il distacco storico fra quel passato e il nostro presente, si richiama direttamente agli eventi nella loro immediata attualità, quasi fossero ancora oggi vivi e pregnanti di fronte a noi. Per questo le fonti originarie e dirette assumono qui un peso diverso ed una valenza più forte, e la forma letteraria, immediatamente ispirata a quel sentimento della vita e dell’essere, aderisce del tutto ai valori di contenuto; così che erudizione ed agiografia, filologia e informazione, risultano superati in una visione spirituale così ferma e viva da fare di quest’opera un libro esemplare, necessario, inconfondibile: un libro vero.

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Presentazione (R. Bonelli)
Sigle e abbreviazioni
Premessa sull’architettura monastica
I. LA VITA MONASTICA E LE GRANDI ABBAZIE
1. Origini della vita monastica. «Laura», eremo, cenobio, abbazia
2. Diffusione del monachesimo in Occidente. S. Benedetto e la sua Regola
3. Le grandi abbazie e i monaci «magistri»
4. Importanza sociale del monachesimo
Parte I
Storia francescana delle origini
II. FRANCESCO «ARCHITETTO DI DIO»
1. Le trasformazioni sociali del secolo XII
2. Il «fiore» dei giovani di Assisi
3. La chiamata
4. La conversione
5. L’architetto di Dio
6. La rivelazione
7. «Perché a te … »
III. LE ORIGINI DEI FRATI MINORI
1. «Il Signore mi donò dei frati … »
2. «Questa è la vita del Vangelo di Gesù Cristo … »
3. Nasce l’Ordine dei frati minori
4. Presenza dei benedettini nelle origini francescane
5. Originalità del carisma di Francesco
IV. LA DIFFUSIONE DELL’ORDINE
1. «Il Signore moltiplicherà la sua famiglia»
2. Il capitolo dei frati
3. Le missioni in tutto il mondo
4. La prima crisi dell’Ordine
5. Le due Regole
6. Il vertice della contemplazione
7. Le laudi della vita e della morte
Parte II
Primitivi insediamenti dei frati
V. LA VITA ITINERANTE
1. Come forestieri e pellegrini
2. «Vivono secondo la forma della chiesa primitiva …»
3. La Regola degli eremi
VI. I PRIMI «LUOGHI» DEI FRATI
1. Il processo di insediamento in dimore stabili
2. I primi luoghi in Italia
3. L’insediamento in Europa
Parte III
La chiesa e il convento nell’architettura francescana
VII LE GRANDI CHIESE FRANCESCANE DEL SEC. XIII
1. Francesco «restauratore» di chiese
2. La basilica di S. Francesco in Assisi
3. Le grandi chiese del secolo XIII
VIII. IL PROBLEMA DEL CONVENTO NELLA EVOLUZIONE DELL’ORDINE
1. « Il nostro chiostro è il mondo!»
2. Il problema dei conventi
3. I grandi conventi urbani
4. S. Bonaventura e le prime norme in materia edilizia
5. I romitori e i piccoli conventi
Parte IV
La roccaforte della povertà
IX. CHIARA, PIANTICELLA DI FRANCESCO
1. «Come fiore di primavera …»
2. La primogenita dei Poveri
3. La diffusione dell’Ordine di S. Chiara
X. IL PRIMO MONASTERO DELLE CLARISSE: S. DAMIANO IN ASSISI
1. La visione profetica
2. Il restauro di Francesco
Bibliografia
Indice delle illustrazioni

I Manuali

I Manuali

Elementi di Fisica – Elementi di Teologia – I Testi Magico-Teurgici – Marino di Neapoli: Vita di Proclo

Autore/i: Proclo Licio Diadoco

Editore: Rusconi

prima edizione, traduzione, prefazioni, note e indici di Chiara Faraggiana di Sarzana, saggio introduttivo di Giovanni Reale, opera curata dal Centro di Ricerche di Metafisica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

pp. CCXXIII-356, Milano

Proclo è un filosofo antico oggi in primo piano: è in atto, infatti, una vera e propria Proclo-renaissance, con contributi che provengono da vari paesi, soprattutto dalla Francia, dove sono in corso di pubblicazione edizioni critiche e traduzioni dei capolavori del filosofo e studi critici e interpretativi condotti ad un livello in passato mai raggiunto. Il volume che presentiamo, oltre che inserirsi in questa grande rinascita, intende anche celebrare il quindicesimo centenario della morte di Proclo, avvenuta nel 485.
Per questi motivi si è voluto presentare, oltre agli Elementi di teologia (già tradotti in italiano, ma in un’edizione ormai introvabile), altre quattro opere, indispensabili per comprendere la nuova immagine di Proclo che oggi si sta ricostruendo.
Gli Elementi di teologia sono l’opera che ha maggiormente influenzato il pensiero occidentale medievale – si trovano alcuni spunti perfino in Dante – anche perché sono circolati sotto forma di parziali estratti con il titolo De causis e sotto il falso nome di Aristotele; solo all’epoca di san Tommaso, in Occidente, vennero ricuperate la totalità dell’opera e l’identità dell’autore. Ma anche in età rinascimentale e in epoca moderna l’opera è stata il punto di riferimento principale dei lettori di Proclo, perché costituisce un eccellente compendio, in forma geometrica, della metafisica neoplatonica nella sua ultima fase.
Anche gli Elementi di fisica sono un compendio in forma geometrica: questa volta, però, delle teorie aristoteliche sul movimento, e proprio perché tali ebbero notevole diffusione. Quest’opera serve a dare un’idea perfetta del modo in cui Proclo recepisce le acquisizioni più cospicue del capolavoro aristotelico, intese come un avvio ai più profondi e impegnativi problemi metafisici.
I «testi magico-teurgici» che presentiamo tutti insieme per la prima volta, a livello nazionale e internazionale, sono costituiti da un cospicuo “torso” pervenutoci dell’Arte ieratica, già tradotta e resa celebre da Marsilio Ficino, e da grossi estratti dalla Filosofia caldaica, trasmessici da Proclo, oltre che da un Inno (il IV) che era circolato con una falsa intitolazione, e che di recente è stato ricuperato alla tematica caldaica. Senza la componente magico-teurgico-caldaica non si comprenderebbe, se non dimezzandola drasticamente, la vera immagine di Proclo.
La Vita di Proclo di Marino – il cui vero titolo è Proclo o della beatitudine – completa il quadro, fornendo una serie di elementi preziosi, che non si potrebbero ricavare da nessun’altra parte.
Giovanni Reale, nell’ampio saggio introduttivo, mette a frutto tutti i complessi studi da lui fatti sul Neoplatonismo, su Proclo e sul suo tempo, soprattutto per la composizione del IV volume della sua Storia della filosofia antica. Chiara Faraggiana, nella traduzione delle opere e ne in apparati, trae profitto dalla sua esperienza alla scuola di Agostino Pertusi che, editore egli stesso dei commentari di Proclo a Esiodo, ha avviato i discepoli, oltre che allo studio del filosofo, a un nuovo tipo critico di traduzione del suo linguaggio.
Questo volume si pone come un punto di riferimento indispensabile per chiunque intenda leggere e comprendere il pensiero di Proclo, grande filosofo dell’età tardo-antica.

Caos

Caos

La nascita di una nuova scienza

Autore/i: Gleick James

Editore: Sansoni Editore

prologo dell’autore, traduzione di Libero Sosio.

pp. 352, nn. ill. b/n, Firenze

Una goccia che si spande nell’acqua, le fluttuazioni delle popolazioni animali, i ritmi della fibrillazione cardiaca, la Grande Macchia Rossa di Giove, le oscillazioni dei prezzi, gli errori del computer. Sono fenomeni apparentemente assai diversi, con un solo tratto in comune: per la scienza tradizionale appartengono al mondo dell’imprevedibile, al «caos». Ma da due decenni gli scienziati stanno scoprendo che dietro il «caos» c’è un ordine nascosto, che dà origine a fenomeni complessi a partire da regole semplici. Gleick racconta la nascita e l’evoluzione della «scienza del caos» seguendone le tappe attraverso i ritratti dei suoi protagonisti. Ed in questo percorso appassionante riesce a suggerire un diverso modo di osservare il mondo.

Dietro la Maschera

Dietro la Maschera

Le vite segrete degli ossessionati dal cibo

Autore/i: Walkenstein Eileen

Editore: Melusina Editrice

nota dell’autore, traduzione di Luciana Polidoro.

pp. 328, ill. b/n, Roma

Il problema del grasso e dell’ingrassamento è, e lo è da molto tempo, un problema particolarmente sentito. È ormai universalmente riconosciuto ed accettato che tale fenomeno non solo riguarda eccessi alimentari dovuti alla “gola”, ma nasconde un più ampio disturbo di origine psicologica. L’obesità e la bulimia, inoltre, sono problemi propri delle società più evolute e con maggior benessere sociale come la nostra. Su tale argomento sono stati pubblicati recentemente alcuni testi specialistici di grande interesse. Ma ciò che distingue questo libro della Walkenstein dagli altri è il modo di trattare il problema: rigorosamente scientifico, ma con stile e linguaggio accessibile a tutti.
Un libro perciò indirizzato ed offerto non solo al ristretto pubblico degli “addetti ai lavori”, ma per chiunque soffra ed abbia il problema del chilo in più, per tutti coloro che malgrado sforzi inauditi e diete ferree, siano incomprensibilmente rimasti grassi, o lo siano ridiventati subito dopo la dieta.
Il testo della Walkenstein, esponendo in modo particolarmente vivace le vite di alcuni pazienti da lei trattati, invia un messaggio non solo alla razionalità del lettore ed alla sua capacità di apprendere nuove teorie e tecniche terapeutiche, ma principalmente alla sua emotività, facendolo partecipare ed identificare nei personaggi descritti, aiutandolo perciò a gettare le basi per una propria terapia.

Eileen Walkenstein, medico psichiatra, è membro dell’Accademia Americana di Psicoterapia. Ha condotto, numerosi seminari a New York, Parigi, Londra e in Italia. Negli anni settanta tenne un corso di perfezionamento per psicoterapeuti a Firenze dove per la prima volta sviluppò il suo concetto di nucleo: concetto che riveste un ruolo determinante in questo libro.
Ha creato e dirige il Teatro degli Ossessionati che ha presentato a New York, Napoli e Roma. Guida esperienze di creatività e poesia per artisti ed ha ideato una serie televisiva su persone ossessionate dal cibo, trasmessa sui canali nazionali americani. Vive e lavora a Wyncote in Pensylvania.
È autrice dei libri: Beyond the Couch (1972), Shrunk to Fit (1975), Your Inner Therapist (1983). Che, insieme all’edizione originale del presente Fat Chance, hanno riscosso grande successo ed ottime critiche sia nell’ambiente scientifico che nel pubblico americano.

Il Principe delle Tenebre

Il Principe delle Tenebre

Il male radicale e il potere del bene nella storia

Autore/i: Russell Jeffrey Burton

Editore: Edizione CDE

prefazione dell’autore, traduzione di Fernando Cezzi.

pp. 288, nn. tavv. a colori e b/n f.t., Milano

Sommario:

Prefazione

  • I. Il male
  • II. Il Diavolo nel mondo
  • III. Il Signore buono e il Diavolo
  • IV. Cristo e il potere del male
  • V. Satana e l’eresia
  • VI. Dualismo e deserto
  • VII. La visione cristiana classica
  • VIII. Il Lucifero popolare e l’élite
  • IX. Scolastici poeti e drammaturghi
  • X. Nominalisti mistici e streghe
  • XI. Il Diavolo e i riformatori
  • XII. Alto su di un trono di condizione regale
  • XIII. La disintegrazione dell’inferno
  • XIV. Dalle fantasie romantiche al nichilismo
  • XVI. L’integrazione del male
  • XVI. Auschwitz e Hiroshima
  • XVII. Il significato del male

Appendice
Indice analitico

Jeffrey B. Russell insegna nell’Università della California a Santa Barbara. Tra le sue opere, per i nostri tipi, ricordiamo: Il Diavolo nel mondo moderno (1988), Il Diavolo nel mondo antico (1989), Il principe delle tenebre (1990), Storia del paradiso (1996).

1545

1545

Gli ultimi giorni del Rinascimento

Autore/i: Forcellino Antonio

Editore: Editori Laterza

prima edizione.

pp. 262, nn. tavv. a colori e b/n f.t., Bari

È la fine del settembre 1545 quando Tiziano arriva a Roma. La lascerà un anno più tardi, e per allora la città non sarà più la stessa e anche il Rinascimento avrà perso il suo splendore. Ma per il momento, la Roma di cui racconta Antonio Forcellino è davvero la Città Eterna: misteriosa, avvolgente e sospesa nel tempo, luogo nevralgico di potere, di gelosie private e di pubblici intrighi. La percorrono personaggi formidabili: ambigui uomini di Chiesa come monsignor Della Casa, splendidi mecenati come Paolo III, donne dalla bellezza leggendaria come Giulia Farnese. E infine loro, gli artisti. Tiziano, Michelangelo e gli altri, semidei risplendenti nell’esercizio della propria arte, e al tempo stesso niente più che esseri umani, capaci come chiunque altro di meschinità e grandezze. In queste pagine li osserviamo lavorare, affannarsi, creare, blandire, o semplicemente annullarsi nell’ebbrezza del Bello. Nello spazio ristretto del recinto cittadino, la loro opera si intreccia al respiro della corte papale e si trasforma in realtà: quella di una civiltà all’apice della propria dissipatezza e munificenza, ritratta l’attimo prima di cadere sotto la falce della Controriforma e della storia.

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1. Prologo: Venezia, 20 settembre 1544: Giovanni Della Casa scrive al cardinale Alessandro Farnese – 2. L’arrivo di Tiziano nella città dei papi – 3. Magnifico talento, miserabile vita – 4. Il beneficio ecclesiastico a tutti i costi – 5. Restituire la vita ad ogni cosa – 6. Grandi manovre alla corte dei Farnese – 7. Il papa e gli affari di famiglia – 8. Un concistoro di fuoco – 9. «Quant’ha Roma di mal, di biasimo e duolo» – 10. La divina provvidenza manda due gemelli, e maschi – 11. L’ora di Tiziano: sarà un ritratto a celebrare il trionfo – 12. Una cronaca inventata – 13. A pochi metri, nella Cappella Paolina, c’era Michelangelo – 14. Una gita in convento: le immagini di Michelangelo e le meditazioni di Vittoria – 15. L’errore di Vasari e altre contorte vicende – 16. Un capolavoro per sfidare Sisto – 17. Dalle chiavi alla croce – 18. Il «terribile» richiamo della fede – 19. Rivivere il martirio – 20. L’isolamento di Michelangelo – 21. Un «regista» a Palazzo della Cancelleria – 22. Vasari e la nuova maniera – 23. Un collaboratore zelante – 24. «Son tutte storie de’ fatti di Papa…» – 25. Dalla storia alla pantomima – 26. Se l’artista si chiude in un catalogo iconografico – 27. Epilogo – Appendice – Note – Referenze iconografiche – Indice dei nomi

La Civiltà della Valle dell’Indo

La Civiltà della Valle dell’Indo

Società urbanistica fra le più misteriose ed elevate, diede inizio cinque millenni or sono al sistema binario, al tantrismo, allo yoga

Autore/i: Mandel Gabriele

Editore: SugarCo Edizioni

unica edizione.

pp. 280, nn. tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Milano

Balzata d’improvviso sulla scena del mondo nel IV millennio a.C., spenta nel sangue quasi duemila anni dopo dall’immensa, barbarica invasione ariana, La civiltà della valle dell’Indo ci è nota da poco più di cinquant’anni e molti dei suoi aspetti sono tuttora avvolti nel più fitto mistero, benché sia stata la più grande di tutta l’antichità protostorica, per la vastità della superficie coperta e per l’alto grado di evoluzione sociale raggiunto. l manufatti ebbero una straordinaria unità stilistica su tutto il territorio; le grandi città avevano una rete di canalizzazioni urbane e di fognature; servizi igienici e pubblici paragonabili solo a quelli d’oggigiorno. | traffici commerciali dei vallindi andavano dall’Arabia all’Indocina e non è escluso che per le stesse vie si sia diffuso il loro pensiero filosofico e religioso, già altamente formato.
Nella Valle dell’Indo nacquero lo Yoga e il Tantrismo, in cui fu raggiunta una potenza di pensiero che sola potrebbe spiegare l’alto grado sociale di quel popolo, del quale non si possono ancora conoscere l’origine, la lingua, la storia. Misteri affascinanti, infatti, sono la scrittura – perfetta, ben formata, verosimilmente insegnata a tutto il popolo, ma per noi del tutto indecifrabile -, la mancanza di mura delle città, urbanisticamente dunque simili a quelle d’oggi in un tempo in cui le mura costituivano la difesa essenziale, la mancanza quasi assoluta di armi in un territorio che tuttavia contava molti animali feroci, quali la tigre e l’elefante selvatico.
L’A. non si limita ad esporci le teorie finora formulate, fornendoci gli elementi essenziali per comprenderle, ma tenta anche di chiarirne i misteri alla luce obbiettiva di un argomento per solito non accettato dall’archeologia ufficiale: l’evoluzione e la forza del pensiero yogico.

Il prof. Gabriele Mandel è ordinario di Archeologia all’Università del Lussemburgo; docente di Scienze Grafiche al Politecnico di Torino e direttore dell’Istituto Islamico di Archeologia Orientale. Membro e consigliere di Accademie e Associazioni culturali e archeologiche italiane e straniere (fra cui l’ASP); premio di Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Presidente della Repubblica; da autorevole studioso di archeologia ha promosso o organizzato numerose campagne di studio in paesi dell’Arabia, in Turchia e in India.
Dello stesso Autore: Il Regno di Saba, ultimo paradiso archeologico.
In copertina: Il cosidetto Prete re di Harappa.

I Racconti Fantastici di Liao

I Racconti Fantastici di Liao

2 Volumi

Autore/i: P’u Sung-Ling

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

seconda edizione aumentata e riveduta delle «Fiabe cinesi» (Mondadori, 1926) con premessa e note di Giovanni Di Giura, introduzione di Giuseppe Tucci, unica traduzione autorizzata dal cinese di Ludovico Nicola Di Giura.

vol. 1 pp. 944, vol. 2 pp. 945-1904, 32 tavv. a colori f.t., nn. disegni b/n, legatura in tessuto decorato, cofanetto in plexiglass, Milano

Tradotte in versione integrale da Nicola di Giura, queste sono le famose 435 fiabe cinesi che, scritte nel XVII secolo, videro la luce nel 1776, circa cinquant’anni dopo la morte dell’autore. P’u Sung-ling trae ispirazione dai raccontari del popolo, dal folklore ingenuo che seconda la paura delle folle, o ne esalta le speranze, o crea l’illusione di meravigliosi interventi; una fantastica coesistenza di realtà e di sogno, di uomini e di demoni, di vivi e di morti.
Il mondo nel quale egli si muove è privo di limiti: non ha barriere; è un mondo fluido dove nulla è irreparabile o impossibile. La stessa morte che scava con necessità assoluta un vuoto irrevocabile fra certezza e mistero, diventa nei racconti di P’u Sung-ling capricciosa e mutevole: restituisce alla terra le sue creature, di volta in volta scialbe o corporee e appassionate, da illudere e consumare i vivi. Aleggia su queste pagine lo spirito di Chuang-tze e dei grandi scrittori taoisti per i quali le vicende, le alternanze e le mutazioni nella vita e nella morte sono improvvise apparizioni nel gioco eterno e infinito del Tao.

Gengis-Khan il Conquistatore del Mondo

Gengis-Khan il Conquistatore del Mondo

2 Volumi

Autore/i: ’Ala-ad-Din; ’Ata-Malik Juvaini

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione di Alessandro Bausani, traduzione dall’inglese di Gian Roberto Scarcia, controllata sull’originale persiano da Alessandro Bausani.

vol. 1 pp. 348, vol. 2 pp. 349-728, 48 tavv. a colori f.t., Milano

Questa è la storia di Gengis-Khan scritta da ’Ala-ad-Din ’Ata-Malik Juvaini, luogotenente e governatore di Hülegü-Khan, discendente del Conquistatore del Mondo e primo sovrano mongolo della Persia. La storia che Juvaini cominciò a redigere tra il 1251 e il 1253 fu considerata dai contemporanei e dagli storici arabi e persiani la fonte più autorevole sulle invasioni dei Mongoli. L’edizione italiana – accuratamente illustrata con riproduzioni delle miniature che ornano la Raccolta di Storie di Rashid-ad-Din, eseguita per ordine del Gran Mogol Akbar e portata a termine nel 1596 – rappresenta un contributo culturale specifico e offre un notevole esempio di presentazione di un testo medievale.
Vivo è tuttora l’interesse per la materia trattata: la storia della “maggior calamità che si sia abbattuta sul genere umano” e l’interpretazione della figura di Gengis-Khan “terrore delle genti”, divenuto nei secoli simbolo di forza distruttrice, strumento del volere divino e personificazione del perfetto condottiero.

«Il nostro autore è una tipica espressione della reazione della civiltà iranica, evoluta e sedentaria, all’invasione dei nomadi mongoli, i quali, nello spazio di qualche generazione, erano stati costretti a trasformarsi, sebbene non senza resistenze, da conquistatori in amministratori.
La “borghesia” persiana fornì questa nuova amministrazione di una classe burocratica. ’Ata-Malik Juvaini (1226-1283) apparteneva appunto a una vecchia famiglia di funzionari persiani, originaria della regione di Juvain nel Khorasan, che aveva servito i Khorazm Shah ed era poi passata al servizio dei Mongoli. Baha-ad-Din Juvaini era stato visir mongolo del Khorasan, suo figlio Shams-al-Din Muhammad Sahib-divan era stato un importante funzionario dei primi tre Il-Khan di Persia, per circa venti anni (1268-1284). Il fratello di quest’ultimo, lo storico, era stato negli stessi anni funzionario a Baghdad, dove si era dedicato ad opere di risanamento, necessarie dopo le gravi devastazioni apportate dai Mongoli. Il Ta’rikh-i-Jahan-Gusha-yi Juvaini fu portato a termine intorno al 1260. La prima parte contiene la storia dei Mongoli, dalle prime conquiste di Gengis-Khan alla morte di Güyük; la seconda parte è dedicata alla storia dei Khorazm Shah e dei funzionari mongoli in Iran fino al 1258; la terza, infine, è dedicata all’avvento di Möngke, alla spedizione di Hülegü in Iran, e alla storia degli Ismailiti di Alamut, compilata dall’autore, incaricato dall’Il-Khan di esaminare la biblioteca degli “Eretici”, sulla base di importanti fonti di prima mano a noi non pervenute.
Secondo una tradizione antica, largamente diffusa, non soltanto musulmana, l’opera dello storico è opera anzitutto letteraria e retorica: a tal regola non si sottrae Juvaini il cui Ta’rikh, inoltre, è viziato da troppe parzialità a favore dei Mongoli.
Tuttavia, il materiale di interesse obiettivamente storico in essa contenuto è folto e importante, e la partigianeria dell’autore è talmente trasparente, e cosi bene trapelano di fra le righe i suoi interessi personali di burocrate e di funzionario (fra l’altro, a quel che pare, morto improvvisamente di paralisi alla notizia della caduta in disgrazia della sua famiglia, e dell’incombente minaccia, sui membri di quella, di confische, imprigionamenti ed esecuzioni), che l’opera resta fondamentale, e di validissimo aiuto, per ogni valutazione spassionata di quel periodo storico». (Dall’Introduzione di Alessandro Bausani)

Alla Ricerca di Shangri-la

Alla Ricerca di Shangri-la

Sulle tracce della leggendaria valle tibetana dell’eterna giovinezza, della felicità terrena e dell’antica saggezza

Autore/i: Allen Charles

Editore: Newton Compton Editori

traduzione di Samira Coccon.

pp. 224, nn. tavv. a colori f.t., nn. ill. b/n, 2 cartine b/n f.t., Roma

Quattro viaggi nel Tibet alla scoperta di Shambala, la leggendaria valle abitata da lama saggi e felici. L’autore integra la complessa storia del Tibet con un divertente resoconto dei suoi viaggi e delle sue riflessioni. Tradizione e simbolismo Bon, avventure di re, indovini, sciamani e Dei…

Alla Scoperta del Tesoro di Priamo

Alla Scoperta del Tesoro di Priamo

Gli ori e gli argenti dell’antica Troia

Autore/i: Vandenberg Philipp

Editore: Edizioni Piemme

prima edizione, traduzione dal tedesco di Aldo Audisio.

pp. 408, Casale Monferrato (AL)

Spericolato e bugiardo, odioso e megalomane.
Heinrich Schliemann commerciante all’ingrosso dal fiuto infallibile scandalizzò l’archeologia con i suoi sensazionali ritrovamenti, sulle tracce di Omero (1822-1890).

In piedi sull’orlo della grande trincea che avrebbe dovuto raggiungere le fondazioni dell’antica Troia, Heinrich Schliemann declamava in greco versi di Omero davanti a un’ignara squadra di operai turchi. Contraddicendo studiosi e archeologi di fama, aveva identificato il luogo dell’antichissima città leggendo nell’”Iliade” il racconto della battaglia finale fra Achei e Troiani. Era stata l’infatuazione per Omero a farlo salire alla ribalta internazionale dell’archeologia, fra polemiche e durissimi attacchi, ma anche fra il consenso di coloro che gli riconoscevano l’intuito che già in passato l’aveva contraddistinto negli affari. In realtà Schliemann non scoprì l’epica Troia omerica, ed egli stesso dovette riconoscerlo, ma la fortuna, che lo aveva sempre assistito, anche questa volta lo premiò facendogli cadere fra le mani una quantità di ori e preziosi che d’istinto egli chiamò “tesoro di Priamo”.
Philipp Vandenberg, che non è nuovo all’argomento, definisce in questo libro la parte valida e quella caduca dell’attività archeologica di Heinrich Schliemann (1822-1890). Ma disegna pure la figura di un personaggio avvincente perfino nei molti lati antipatici del suo carattere. Schliemann aveva provveduto – in un numero incredibile di lettere e in una autobiografia – a lasciare di se stesso un quadro ideale. Vagliando documenti e testimonianze Vandenberg corregge opinioni tramandate, scava nell’animo del personaggio, scevera il vero dal falso, e con accattivante vigore narrativo fornisce la biografia più completa e attendibile, un ritratto critico a tutto tondo del fortunato archeologo.

Prova dell’Esistenza dei Dischi Volanti

Prova dell’Esistenza dei Dischi Volanti

Autore/i: Ribera Antonio; Farriols Rafael

Editore: Giovanni De Vecchi Editore

presentazione degli autori, traduzione di Marina Barberis.

pp. 272, nn. ill. b/n, Milano

Dalla presentazione degli autori:
«L’astronomo J. Allen Hynek (che fu consulente scientifico dell’organizzazione dell’Aviazione americana preposta allo studio degli oggetti non identificati) insistette spesso sul suo desiderio di trovarsi di fronte a un “caso perfetto”, chiaro, documentato, che non lasciasse ombra di dubbio sull’esistenza dei cosiddetti “dischi volanti”. Forse lo straordinario avvenimento che costituisce la materia di questo libro è il “caso perfetto” tanto auspicato dal dottor Allen Hynek; esso ebbe luogo in Spagna, precisamente a San José de Valderas, presso Madrid, e viene esaminato in questa sede unitamente al suo immediato antecedente: l’atterraggio di un oggetto non identificato ad Alucbe, località anch’essa vicina alla capitale spagnola.
Due ricercatori, Antonio Ribera e Rafael Farriols, hanno raccolto e coordinato la ricca e stupefacente documentazione di questo “caso perfetto”: dichiarazioni testuali di venti testimoni, impronte tangibili del passaggio delle navi visitatrici, fotografie di un oggetto non identificato in volo, scattate da due persone presenti all’inaudito fenomeno, analisi condotte nei laboratori dell’Istituto Nazionale di Tecnica Aerospaziale (INTA) su alcuni misteriosi tubi di metallo rinvenuti sul luogo del secondo atterraggio. Fino a oggi non era mai stata raccolta una documentazione così chiara, così completa, e dall’aspetto così attendibile[…]»

I Pirati dei Caraibi

I Pirati dei Caraibi

Le favolose gesta della filibusta nei mari dell’America Centrale

Autore/i: Butel Paul

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Adriana Pancaro Silvestri.

pp. 312, Milano

Fin dalla seconda metà del secolo XVII, l’Occidente è affascinato dalle audaci imprese dei filibustieri dei mari del Sud e dei Caraibi, tramandate dalle vivaci testimonianze dei francesi Oexmelin e Labat e degli inglesi Dampier e Wafer, le cui opere contano trai primi best sellers della storia dell’editoria.
Questo clamoroso successo viene confermato in seguito dalle opere di fantasia di Lesage, Voltaire, Stevenson, ecc. Paul Butel, avvalendosi di queste fonti ma soprattutto di una vasta documentazione sulla storia politica, sociale ed economica dell’area caraibica ci propone un quadro affascinante delle vicende internazionali che travagliano la zona delle «Antille spagnole» dalla tragedia del deterioramento della condizione indiana sino ai tempi dello sviluppo del sistema schiavista contro il quale sono insorti alcuni filosofi del secolo dei Lumi.
Ed ecco rievocate per noi le condizioni in cui si svolgevano i traffici dell’oro, dell’argento, delle perle, dei preziosi nella vasta area che si estendeva dalle piccole Antille fino all’istmo di Panama: commercio «a fil di spada», corruzione di funzionari spagnoli, contrabbando, atti di pirateria, scorrerie dei filibustieri sulla terraferma. Spiccano in questo contesto i racconti delle avventure dei più famosi Levrieri del Mare al servizio della regina Elisabetta (Oxenham, Francis Drake) , decisa a colpire al cuore la ricchezza economica di Filippo Il di Spagna; imprese continuate nel Seicento dagli avventurieri della Compagnia olandese delle Indie occidentali, e più tardi dai famigerati Fratelli della Costa devoti alla causa del Re Sole.
Ma la vostra curiosità di lettori sarà soddisfatta anche nei gustosi dettagli della vita quotidiana dei filibustieri e dei famosi «bucanieri» in tempo di pace come in tempo di «guerra di corsa»: quali erano i loro santuari?
Come organizzavano il loro lavoro? Secondo quale codice d’onore veniva regolata la società di questi emarginati? Quali erano le loro effettive risorse, a prescindere dalle leggende che parlano di tesori degni della caverna di Ali—Baba? Che tipo di rapporti intrattenevano con la popolazione indiana, con i piantatori di tabacco, e poi di canna da zucchero? A questi quesiti, Butel offre risposte sempre precise e fondate sullo studio metodico di documenti d’archivio finora poco divulgati.
Negli ultimi anni del secolo XVII, il ricordo delle imprese di grandi filibustieri, come quella di Henry Morgan a Panama, era ancora vivo in tutte le menti, ma i tempi ormai sono cambiati: gli Stati controllano sempre meglio l’area caraibica, e tollerano sempre meno l’esistenza delle repubbliche anarchiche della filibusta; inoltre, l’attività dominante diventa la piantagione della canna da zucchero, resa possibile dalla sistematizzazione della schiavitù dei negri.
Butel analizza dettagliatamente questa evoluzione politica ed economica, che corrisponde appunto al sorgere della leggenda della filibusta.

Paul Butel insegna storia moderna all’Università di Bordeaux III. Tra i suoi libri, Les négociants bordelais, l’Europe et les îles e, con J.P. Poussou, La vie quotidienne à Bordeaux au XVIII siècle.