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Filosofia e Psicoanalisi

Filosofia e Psicoanalisi

Antologia

Autore/i: Freud Sigmund

Editore: La Nuova Italia

introduzione, commento e cura di Sergio Moravia.

pp. XLIV-280, Firenze

Nel 1899 venne pubblicata in tedesco “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud: nasceva la psicoanalisi. Da allora nulla sarebbe più stato uguale a prima: grazie al lavoro di Freud, infatti, cambiò radicalmente il modo in cui l’uomo si rapporta con il mondo e con se stesso. La psicoanalisi apriva agli insondabili misteri racchiusi nella mente dell’uomo. Se fino a oggi, però, accostarsi a Freud pareva un’impresa assai ardua (anche solo per la straordinaria quantità di scritti), adesso grazie alla selezione operata da Sergio Moravia, chiunque può cominciare il suo cammino. “Filosofia e psicoanalisi” è infatti un’ampia antologia di scritti di Freud, offerti al lettore per consentirgli un più agevole e fruttuoso approccio al padre della psicoanalisi: un volume in cui i percorsi di lettura, intersecandosi in una fitta rete interdisciplinare, attestano la grande, innovatrice ricchezza dell’immagine freudiana dell’uomo. Attraverso l’apparato delle note e la vasta introduzione (corredata da un’aggiornata bibliografia), Sergio Moravia da un lato dimostra la complessità del sapere di Freud, dall’altro quanto esso contenga ed esplichi un’attenta e complessa serie di tesi filosofiche.

I Messaggi della Speranza

I Messaggi della Speranza

Un ponte tra genitori e figli: un dialogo d’amore tra «aldiqua» e «aldilà»

Autore/i: Giovetti Paola

Editore: Edizioni Mediterranee

premessa e introduzione dell’autrice.

pp. 200, 16 tavv. b/n f.t., Roma

Questo è un libro particolare, che l’Autrice ha scritto con mano lieve e che racconta storie delicate e personali: storie di genitori che hanno perduto i loro figli e per vie misteriose li hanno ritrovati, storie fatte di piccole vicende, di «segni» percepibili col cuore e udibili con l’amore, di contatti che sembravano impossibili e invece sono stati stabiliti, di speranze ritrovate, di inaspettati «ritorni».
Perdere un figlio è forse l‘esperienza più atroce che possa capitare, ma le vicende qui narrate sono piene di speranza, perché i figli sono ritornati, hanno confortato e rassicurato.
I loro genitori, hanno fatto loro capire che se erano morti in così giovane età c’era un motivo, hanno parlato della loro attuale felice condizione. Soprattutto, hanno spiegato e dimostrato che il legame d’amore non si è interrotto, e che tra la dimensione terrena e quella ultraterrena non c’è separazione vera: c’è un diaframma sottile che può essere superato con la volontà di ricerca e la fede.
Da distrutti e disperati che erano, questi genitori sono divenuti persone serene, avendo acquisito la certezza che i loro ragazzi sono vivi, attivi e felici. Sono lontani, è vero, e non è possibile vederli né abbracciarli; tuttavia la certezza che ci sarà un giorno un nuovo incontro, una nuova occasione di stare insieme è sufficiente a dar pace a chi credeva di averla per sempre perduta.
Le vicende raccolte in questo libro mostrano che non esiste separazione tra chi sembra essersene andato e chi è rimasto, e che l’esistenza terrena è solo un’esperienza necessaria ad acquisire certe conoscenze: la vita vera è altrove.

Paola Giovetti, nata a Firenze, risiede a Modena. Ha svolto attività di insegnamento, coltivando contemporaneamente il suo interesse per la parapsicologia. Da alcuni anni si dedica esclusivamente alla ricerca e alla divulgazione in questo campo. E autrice di numerose inchieste, da cui ha tratto vari libri: «Qualcuno è tornato» (Armenia, 1981), «Arte medianica» (Edizioni Mediterranee, 1984). «Viaggi senza corpo» (Armenia, 1984), «Medium, veggenti e guaritori» (Rizzoli, 1984), «I guaritori di campagna» (Edizioni Mediterranee, 1984), «Inchiesta sul Paradiso» (Rizzoli, 1986), «Dizionario del Mistero» (Edizioni Mediterranee, 1987). Ha curato per le Edizioni Mediterranee i volumi: «AA.VV. Parapsicologia e sopravvivenza – AA.VV La Medianità – AA.VV. I Fenomeni Paranormali». È redattrice di «Luce e Ombra», la più antica rivista italiana di parapsicologia e svolge anche su riviste a larga diffusione (in particolare «La Domenica del Corriere») la sua attività giornalistica. Ha partecipato a programmi radiofonici e televisivi e a numerosi congressi, sia in Italia che all’estero; ha curato il programma televisivo «Mister O». Collabora al mensile «Astra».

Peyote

Peyote

Autore/i: Marriott Alice; Rachlin Carol

Editore: Erre Emme Edizioni

introduzione di Nando Minnella.

pp. 144, Pomezia (Roma)

«La radice diabolica», «la chiave per la porta dell’illusione», «la pianta sacramentale»… sono alcuni dei nomi con cui è conosciuta la Lophophora williamsii, il peyotl degli Aztechi, il peyote, l’allucinogeno reso celebre da tanta letteratura e cinematografia contemporanea. Cerimonia religiosa, strumento di coesione della comunità indiana, arma di resistenza all’assimilazione istituzionale, il peiotismo è stato in primo luogo un rito, un percorso mitologico produttore di autoconsapevolezza per i nativi americani. Dalla forma organizzata (la Native American Church) alle varie espressioni culturali (sciamanesimo, pittura, musica, artigianato), questo viaggio guidato nel mondo del peyote ci offre una occasione preziosa per riflettere ancora una volta sul valore relativo di riti e simboli legati al mondo della religione.

I Segreti della Strega

I Segreti della Strega

Incantesimi d’amore e potere – Scongiuri, orazioni, ricette magiche

Autore/i: Annuphys

Editore: Hermes Edizioni

introduzione dell’autrice.

pp. 136, 8 tavv. b/n f.t., Roma

Dietro il nome di Annuphys si cela una moderna strega romana che ha dedicato e sta dedicando la sua vita alle Arti magiche. Il suo intento è quello di portare avanti una tradizione della magia, con i suoi rituali operativi tramandati attraverso i secoli, mai spinta all’eccesso del malefico, ma alla ricerca di soluzioni benefiche. Quindi, una strega “bianca”, che riporta le immagini della “donna della luna”: le antiche streghe celtiche. La vera strega lunare non è malvagia, perché usa i suoi doppi poteri (nero e bianco) essenzialmente per fini positivi. In questo libro Annuphys ripercorre alcuni emblematici eventi della sua vita e traccia la strada per chi aspira a diventare strega, svelando misteri, rituali segreti inediti, ricette e formule magiche. Tra gli argomenti trattati: la difesa magica, luoghi magici, divinità delle streghe, orazioni e scongiuri, antiche e moderne ricette magiche, amuleti e talismani, l’oracolo del grande serpente.

Scipione Africano

Scipione Africano

Il vincitore di Annibale

Autore/i: Liddell Hart Basil H.

Editore: Rizzoli

prima edizione, edizione italiana a cura di Ovidio Dallera, introduzione dell’autore, traduzione di Gianni Montanari.

pp. 280, nn. tavv. b/n f.t., nn. cartine e ill. b/n, Milano

«Per il fatto che egli fu l’uomo più illustre fra quasi tutti quelli che vissero prima di lui, tutti cercano di sapere chi egli fu e da quali particolari doti naturali egli mosse per compiere tali e tante imprese.» Così Polibio, nelle sue Storie, inizia a raccontare le imprese di Scipione. Attingendo soprattutto a Polibio e a Tito Livio, il grande storico militare Sir Basil Liddell Hart ricostruisce le straordinarie gesta di quello che si può considerare il primo grande generale romano.
Nel 210 a.C., in un momento cruciale della Seconda guerra punica contro Cartagine, viene inviato in Spagna a comandare le legioni romane il venticinquenne Publio Cornelio Scipione. La scelta non avviene senza contrasti: colto, intelligente, animato da una religiosa fiducia in se stesso, ammiratore della cultura greca che tanto allarma i circoli tradizionalisti, il giovane comandante non aveva ancora l’età per essere eletto console. Di lui il Senato diffidava profondamente perché , non a torto, avvertiva che quest’uomo abituato a vincere aveva innate le doti del capo e del condottiero, capace magari, con l’appoggio popolare, di porsi al di sopra delle leggi e delle tradizioni. L’esempio di Annibale, che aveva per tanti anni condotto una politica del tutto personale, aveva fatto scuola, suscitando in campo romano un personaggio degno del suo grande rivale punico.
In Spagna Scipione riesce, con grande senso politico, ad attirarsi le simpatie e l’appoggio di molti capi iberici. Modifica la tattica tradizionalistica dei comandi romani, facendo combattere le legioni in formazioni meno serrate e più elastiche.
Da lui la fanteria riceve in dotazione il gladius ibericus, la spada a due fili, di ferro rigido, lunga 60 cm., analoga a quella dei Celtiberi, con la quale i legionari romani conquisteranno il mondo. Inizia prendendo la città di Cartagena, poi sconfigge a Becula Asdrubale Barca, fratello di Annibale. Quindi distrugge ad Ilipa due armate cartaginesi e, tornato a Roma, forte dell’appoggio popolare, ottiene il consolato e la Sicilia come provincia. Da lì avrebbe attuato il suo grande disegno di portare la guerra in Africa, così da costringere Annibale a lasciare l’Italia. Sbarca in Africa a Utica e riporta, con l’aiuto della cavalleria di Masinissa, una grande vittoria ai Campi Magni. Genialmente ha intuito che la cavalleria romana, carica di prestigio per la sua composizione sociale, non è adatta alle nuove strategie, e si serve abilmente della cavalleria numìda. A Zama, nella grande battaglia capolavoro che pose fine alla seconda guerra punica, sarà la cavalleria a prendere alle spalle i veterani di Annibale, spianando la via al trionfo di Scipione.
L’uomo al quale Annibale rinfacciava che «tutto gli fosse sempre riuscito secondo i suoi desideri» subirà il crudele destino riassunto dalla celebre frase «Ingrata patria non avrai le mie ossa». Quasi a simboleggiare, nota Liddell Hart, che raggiunto un tale prestigio si può solo essere oggetto dell’accanimento degli avversari, sempre desiderosi della rovina di chi è stato il più grande.

Sir Basil Liddell Hart nacque a Parigi nel 1895 e studiò al St. Paul’s e Corpus Christi College, Cambridge, dove era lettore di storia allo scoppio della Prima guerra mondiale. Fu comandante di compagnia nel Yorkshire Light Infantry e combatté sulla Somme. finita la guerra gli fu commissionato di riscrivere il Manuale per l’addestramento della fanteria, iniziando così una prestigiosa carriera che lo porterà a diventare il massimo esperto militare inglese fra le due guerre. Di lui Rommel disse nel 1942 che gli inglesi avrebbero evitato molte sconfitte se avessero fatto più attenzione ai suoi insegnamenti sull’uso strategico dei carri armati.
Fra le sue opere, La prima guerra mondiale 1914-1918, Rizzoli 1968 e Storia di una sconfitta, Rizzoli 1971.
È morto nel gennaio del 1970.

Il Libro Verde

Il Libro Verde

Autore/i: Moammar el Gheddafi

Editore: Centro Internazionale Ricerche e Studi sul Libro Verde

pp. 176, Tripoli

Prima parte:
La soluzione del problema della democrazia «Il potere del popolo»

Seconda parte:
Soluzione del problema economico «Il socialismo»

Terza parte:
Base sociale della «Terza Teoria Universale»

Fascino e Mistero della Magia Bianca

Fascino e Mistero della Magia Bianca

Conoscerla, praticarla, dominarla

Autore/i: D’Arcadia Alberto

Editore: Edizioni Acanthus

unica edizione, introduzione dell’autore, disegni di Massimo Facchini.

pp. 160, nn. ill. b/n, Milano

La Magia e ovunque: ogni individuo ha dentro di sé arcane forze sconosciute e poteri latenti che possono essere sviluppati con idoneo studio e pratica costante. Partendo da questa semplice constatazione, l’uomo può a suo piacimento influenzare gli avvenimenti e modificare le circostanze che costituiscono la trama della sua vita.
Protagonista di questo volume è la parte della Magia elementare definita Bianca – in quanto volta al bene e all’autorealizzazione – nella sua forma più popolare, che non abbisogna di tutto il vasto apparato esteriore necessario per la celebrazione dei riti evocatori propri dell’Alta Magia ma che, tuttavia, è fondata sui principi universali della disciplina magica.
Fra gli argomenti trattati, avvincenti anche per il neofita, la costruzione e l’uso della Bacchetta Magica (prezioso strumento e valido rimedio contro molti disturbi fisici e psichici), la fabbricazione di talismani, pentacoli, sigilli planetari personalizzati e sacchetti di erbe magiche adatti a ogni segno zodiacale.
Capitoli estremamente interessanti sono inoltre dedicati ai magici poteri della mente, dello sguardo e della parola, agli esercizi per rafforzarli, alla magia delle pietre e dei profumi e al magnetismo, quella preziosa forza che contribuisce ad aumentare il fascino personale offrendo quella “carica” irresistibile capace di trasmettere a chi si vuole conquistare le sensazioni più intense.

Storia dell’Amore in Cina

Storia dell’Amore in Cina

Autore/i: Leed Cristina

Editore: S. E. A. – Società Editoriale Attualità

pp. 160, ill. b/n, Milano

Sommario:

  • Quando comandavano le donne
  • Il gioco delle nuvole e della pioggia
  • Confuciani di giorno, taoisti di notte
  • I magnifici «tartarugoni»
  • Le libere donne
  • Il sex-appeal del piede
  • I puritani al contrattacco
  • Un europeo grida allo scandalo
  • Le «signorine» vanno a scuola

Dalla Parte delle Streghe

Dalla Parte delle Streghe

Autore/i: De Angelis Vanna

Editore: Edizioni Piemme

pp. 352, Casale Monferrato (AL)

«Tutto quello che conosco l’ho appreso dalle streghe». (Paracelso, medico e naturalista, 1493-1541)

Molto prima che la Santa Inquisizione, che sulle trame del Maligno la sapeva lunga, stabilisse con illuminata sentenza che tutto ciò che non è di Dio appartiene a Satana, condannando al tormento eterno chiunque stesse sospettosamente nel mezzo, molto prima di tutto questo… esistevano le fate. Erano donne sapienti a cui la natura aveva schiuso i suoi segreti e che con fiori e piante sapevano curare come i medici uomini. A volte anche meglio. Come la guaritrice scozzese Bessie Dunlop, vissuta nella metà del Cinquecento, grande conoscitrice di rimedi naturali e soprannaturali, ostetrica, veggente, in costante contatto con gli spiriti. Ma per il tribunale ecclesiastico che la mandò al rogo, Bessie era semplicemente una strega. Un’anima perduta in combutta con il demonio.
Dal piacevole intreccio di narrazione e ricostruzione storica, tra riti, saperi e pratiche di guarigione, rivivono i tempi della Grande Dea della Natura e quelli, oscuri, in cui non esistette peccato peggiore che essere donna. Tempi in cui la distanza tra genio e magia era breve quanto quella fra corda e impiccato. O fra legna e rogo.

Vanna de Angelis vive a Milano. Ha pubblicato, tra l’altro, Amazzoni, Le Streghe (vincitore del Premio Iglesias), Eunuchi e Il libro nero della caccia alle streghe, tutti per Piemme. Tra i suoi romanzi ricordiamo L’avventuriera e Il caso Francesca.

Roman Polanski

Roman Polanski

Autore/i: Polanski Roman

Editore: Bompiani

prima edizione, traduzione dall’inglese di Gabriella Ernesti.

pp. 476, nn. tavv. b/n f.t., Milano

L’ombra sinistra di un efferato assassinio, con il cadavere della stupenda Sharon Tate straziato dai colpi dei seguaci del satanico Manson, una vita agitata fin dall’infanzia trascorsa tra retate naziste e fili spinati, una straordinaria curiosità erotica, un mondo di celluloide in cui si sciolgono miliardi di dollari, bambole stupefacenti, fiumi di alcool e fumi di droghe… sono pietanza e contorno di questo romanzo in prima persona in cui uno dei più discussi registi cinematografici del nostro tempo si compiace di mostrarsi più che narrarsi in tutta la sua nudità di uomo senza ritegni, senza pudori e senza colpe, personaggio prima di tutto, persuasivo e accattivante, ligio alla sua smania di recitare, di confondere realtà e fantasia. Roman Polanski ha scritto e diretto film violenti e conturbanti, ha sempre optato per soluzioni difficili, ha sempre ottenuto quello che ha voluto: eppure la sua vita è contrassegnata da equivoci, delusioni, amarezze, lotte, inquietudini, elementi che riversa in questa invereconda autobiografia con la violenza che gli è consueta. Ma più che la sua vita, quello che queste pagine ci rivelano è un mondo incredibilmente dilaniato come quello del cinema, dove sfilano personaggi famosi, votati alla celebrità, ma dove, più che mai, tutto pare costruito sulla sabbia, tra labili contorni morali; un mondo dove tutto è in dubbio, dove calcolo e improvvisazione si intersecano e si incrostano, dove è persino difficile guardarsi in faccia l’un l’altro. Autobiografia o romanzo, non ha più neppure importanza: si tratta sempre di un thriller, di uno spietato gioco di intrighi, tra il piccante, l’ironico e il perverso, un clima in cui la genialità di Polanski sembra trovare tutta la sua forza per esplodere.

Roman Polanski è nato a Parigi nel 1933.
Ebreo polacco, sfuggito fortunosamente ai campi di sterminio nazisti, ha studiato regia alla scuola statale di cinema di Lodz. Dopo aver ottenuto vari riconoscimenti con cortometraggi, ha esordito nel lungometraggio nel 1962 con Il coltello nell’acqua. Repulsion (1965), Cul-de-sac (1966), Per favore non mordermi sul collo (1967) lo consacrano regista di fama internazionale, ancor prima del grande successo di Rosemary’s Baby (1968). Abbandonata la Polonia, è ormai diviso tra Hollywood e Parigi. Altri film importanti sono Macbeth (1971), Che? (1972), Chinatown (1974), Tess (1978).

Le Passioni nella Cina Imperiale

Le Passioni nella Cina Imperiale

Autore/i: Santangelo Paolo

Editore: Marsilio Editori

introduzione dell’autore.

pp. 340, Venezia

Le passioni e le emozioni rimangono per molti aspetti un mistero poiché risultano difficilmente analizzabili e quantificabili: l’esperienza soggettiva è infatti unica e irripetibile se non attraverso l’intuizione artistica e certi processi analogici. Eppure le passioni sono centrali per la comprensione del comportamento umano, sia per quanto riguarda l’individuo e la sua «vita privata», sia perla società e i suoi valori collettivi e costituiscono una sorta di energia che si riflette sulla visione del mondo, sulla solidarietà e la conflittualità, sull’organizzazione e sull’autorità.
Sono all’origine dei grandi imperi e ne determinano il crollo, sono conseguenza e reazione di moti dell’animo e causa di ulteriori sentimenti.
In questo duplice aspetto di stimolo e di pericolo anche nella cultura cinese, pur con le peculiarità che questo libro sottolinea, divengono a buon diritto uno dei temi ricorrenti di ogni scrittore e la linfa principale della sua ispirazione.

Paolo Santangelo, professore di storia della Cina presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, è responsabile della rivista di storia e cultura cinese «Ming Qing yanjiu» ed è autore di numerose pubblicazioni, fra cui Confucio e le scuole confuciane. La via della saggezza (1986), Il «peccato» in Cina (1991), Emozioni e desideri in Cina (1992), Il meraviglioso discorso della fanciulla pura (1993), Gelosia nella Cina imperiale (1996). Ha pubblicato, assieme a Mario Sabattini Storia della Cina (1986) e Il pennello di lacca. La narrativa cinese dalla dinastia Ming ai giorni nostri (1997). Per Marsilio ha curato la traduzione di Dong Yue, Il sogno dello scimmiotto (1992).

I Persuasori Occulti

I Persuasori Occulti

I persuasori occulti, gli specialisti di una nuova scienza – la «psicanalisi del consumatore» – che determinano le scelte di milioni di persone

Autore/i: Packard Vance

Editore: Giulio Einaudi Editore

traduzione di Carlo Fruttero.

pp. 280, Torino

La pubblicità può essere definita un «quinto potere» che si è impadronito della vita contemporanea. Suggestionare il consumatore è il primo compito dell’industria standardizzata che ha per motto: «Noi non vendiamo prodotti, compriamo clienti».
Una nuova tecnica pubblicitaria, basata sulla psicanalisi, ha invaso l’America negli ultimi anni. Il libro di Vance Packard (che insegna giornalismo all’Università di New York), ci rivela attraverso una serie di aneddoti sorprendenti le innumerevoli applicazioni della nuova scienza, la «psicanalisi del consumatore».
Dalla donna che va a far la spesa al bambino che guarda la televisione, dall’eletto-re nella cabina di voto all’automobilista che si ferma al chiosco di benzina, tutti i settori in cui si esercita il «libero arbitrio» dell’uomo moderno sono- sempre più controllati da invisibili esperti, «manipolatori di simboli» e «analisti motivazionali», che hanno fatto tesoro delle lezioni di Freud e di Pavlov.
«Il capitalismo è morto. Viva il consumatismo». Questo neologismo, coniato- da un esponente dell’industria americana che l’autore cita, spiega che cosa sia successo: alta produzione, alti salari, e alto consumo sono i tre vertici del triangolo vizioso che sta mutando il volto e il carattere dell’America. Fare assorbire dal mercato interno l’enorme produzione dell’industria dei beni di consumo è diventato il grande problema nazionale: e d’altra parte, l’automazione, la standardizzazione dei processi produttivi, ha dato luogo a quella che viene definita una << crisi di differenziazione»; sostanzialmente, cioè, tutte le varie marche, di whisky, di pneumatici, di benzina, si equivalgono. In una situazione del genere è evidente che il consumatore (il suo comportamento, le sue abitudini, le sue preferenze) diventa in un certo senso l’arbitro dell’intera vita economica: studiarlo, analizzarlo, e poi, a sua insaputa, condizionare i suoi acquisti, e dal 19 50 il primo compito della pubblicità americana.
Tra gli esempi raccolti e ordinati da Packard, molti sono di una comicità irresistibile, né si può negare che questa gigantesca «caccia al cliente» abbia i suoi aspetti non solo pittoreschi ma anche positivi. Tuttavia, l’opera dei «persuasori», dei tecnici della pubblicità, delle human e public relations, e dei numerosi scienziati e professori universitari che con essi collaborano, giustifica, nel suo complesso, un certo allarme. «Il materiale sul quale lavoriamo è la sostanza stessa di cui è fatta la mente umana», afferma orgogliosamente uno dei nuovi maghi della propaganda. È quindi inevitabile che, dal settore strettamente commerciale, essi siano tentati di sconfinare in altri campi assai meno leciti: in campo politico, in campo sindacale, perfino in campo religioso. E certi casi limite, come il villaggio residenziale in Florida che offre in affitto, insieme alla casa completamente ammobiliata, anche una cerchia di amici, o le campagne pubblicitarie che speculano sul «complesso di Edipo», sul narcisismo, sul sesso, o su vergogne e debolezze di natura intima, sono considerati da Packard come indizi di una tendenza molto pericolosa.
I persuasori occulti è stato in America un best-seller e in Italia è giunto alla sesta edizione.

Di Vance Packard sono usciti in questa collana altri volumi: I cacciatori di prestigio: quella complessa e mutevole «etichetta» che ci impone di rincorrere eternamente tutto ciò che (automobili, abitazioni, abiti, cibi, amici, ecc.) possa contribuire a elevarci socialmente; Gli arrampicatori aziendali in cui egli punta la sua lente sulla lotta per il successo all’interno delle grandi aziende; La società nuda sul condizionamento, sui controlli soffocanti con cui l’apparato burocratico impedisce ad ognuno di noi di avere una vita privata; ed è imminente La babele del sesso, una colossale inchiesta sul comportamento sessuale nella società contemporanea.

Oltre il Confine della Persona

Oltre il Confine della Persona

Autore/i: Montefoschi Silvia

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

prima edizione, premessa dell’autrice.

pp. 168, Milano

Quale valore reale ha la psicoanalisi nel destino storico dell’umanità? Silvia Mont, che già nel precedente libro L’uno e l’altro. Interdipendenza e intersoggettività nel rapporto psicoanalitico pubblicato in questa stessa collana, aveva cercato di elaborare un modello di teoria psicoanalitica che teneva conto dei dati della conoscenza dialettica della realtà, si impegna“ ora a dimostrare come in questo particolare momento la psicoanalisi possa ancora costituire un vero e proprio messaggio di salvazione per l’uomo contemporaneo. Per realizzare una nuova pratica umanistica e sociale della psicoanalisi, è però necessario, secondo l’autrice, che questa si rivolga a trasformare la qualità della vita. Per Silvia Montefoschi il potere trasformativo è strettamente inerente al metodo psicoanalitico.
L’attenzione della psicoanalisi al soggetto coincide con una particolare concezione dell’uomo; l’uomo studiato dalla psicoanalisi non va considerato solo nello sforzo che egli deve compiere di prendere distanza dalla propria oggettualità, ma come individuo che insieme ad altri individui crea una realtà specificamente umana, la realtà sociale.
E appunto questo processo che libera nell’individuo la coscienza dei bisogni di soggettività e di socialità che oggi in effetti si avanzano anche al di fuori dell’ambito psicoanalitico e che, secondo l’autrice, costituiscono i due momenti trasformativi essenziali del procedere storico dell’umanità.
Silvia Montefoschi tiene a dimostrare che non è il metodo psicoanalitico a promuovere la trasformazione, viceversa esso scaturisce dalla elaborazione teorica di una dinamica che già si dà spontaneamente.
Come il processo di realizzazione del Sé, che Jung teorizza come guarigione psichica, è, secondo Jung stesso, un processo spontaneo che il terapeuta ha soltanto il compito di favorire, allo stesso modo, secondo l’autrice, il processo trasformativo che porta l’individuo al recupero della dimensione sociale è un movimento spontaneo che l’analista ha il compito di liberare: esso si presenta come un passaggio essenziale, in questo momento storico, alla realizzazione del Sé individuale. La problematica che il , paziente porta oggi in analisi esprime in maniera inequivocabile la sofferenza per l’alienazione che è insieme forza di ribellione.

Silvia Montefoschi, medico e psicoanalista, è nata a Roma nel 1926. Si è presto orientata verso la psicologia del profondo ad orientamento junghiano e nel 1952 inizia la sua analisi personale con Ernst Bernhard. Membro della Società internazionale di psicologia analitica e membro fondatore dell’Associazione italiana di psicologia analitica, ha lavorato nel Centro studi di psicoterapia clinica di Milano, promosso da Pier Francesco Galli.
Intorno al 1970 è uscita spontaneamente dall’Associazione italiana di psicologia analitica e dalla Società internazionale per coerenza alla sua linea di pensiero circa l’incompatibilità delle strutture gerarchiche istituzionalizzate con lo sviluppo della personalità dell’analista. Recentemente l’autrice, in coerenza con l’attuale visione dell’importanza del sociale nello sviluppo individuale, ha diversamente orientato la propria pratica di diffusione del messaggio psicoanalitico. Pur persuasa che «il più efficace ambito creativo resta il rapporto duale, Montefoschi oggi è impegnata con un gruppo di analisti per un ulteriore approfondimento e una verifica di questa prospettiva teorica e clinica.

L’Argilla per la Nostra Salute

L’Argilla per la Nostra Salute

Dizionario delle cure naturali associate all’argilla – 140 malattie da curare con l’argilla. Come usarla per la salute e la bellezza.

Autore/i: Passebecq André

Editore: Musumeci Editore

presentazione dell’editore, prefazione di Raymond Lautié, premessa dell’autore.

pp. 132, nn. ill. b/n, Aosta

Le virtù terapeutiche dell’argilla (per uso sia esterno sia interno) sono oggigiorno incontestabili. Essa è però variamente esaltata o criticata, e utilizzata a volte senza idonea competenza. Era dunque necessario puntualizzarne l’interesse e le possibilità di impiego nel campo dell’igiene e della medicina naturale, come pure nel settore dell’estetica.
L’autore, che è un esperto di vasta e consolidata fama nel campo della naturopatia, ha riassunto in questa guida il frutto di 30 anni di esperienze positive in questo settore. Egli mette in guardia contro certe pretese e affermate proprietà ’miracolose’ dell’argilla, ma ne evidenzia l’incontrovertibile interesse per la cura di numerosi disturbi organici.
Quale vero esperto (e insegnante), non si è limitato a una mera descrizione (molto completa d’altronde) dei possibili impieghi. Con molta capacità di sintesi, egli menziona, per circa 140 affezioni tra le più comuni, ordinate alfabeticamente, le cause fondamentali, le regole di igiene alimentare da seguire, le eventuali controindicazioni e, soprattutto, l’assieme delle cure naturali integrative da aggiungere affinchè l’argilla sia veramente efficace: magnesioterapia, aromaterapia, idroterapia, ecc..
Cosi concepito, questo libro si presenta come un vero Dizionario di Naturoterapia, pratico, chiaro e preciso, e tale da permettere una soluzione rapida di innumerevoli problemi di salute.
Tenetelo dunque sempre a portata di mano; diventerà il vostro Vade Mecum di naturopatia.

Seppellite il Mio Cuore a Wounded Knee

Seppellite il Mio Cuore a Wounded Knee

Autore/i: Brown Dee

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

traduzione di Furio Belfiore.

pp. 480, Milano

1860-1890: é il trentennio della “soluzione finale” per il problema indiano, che approda alla distruzione della cultura e della civiltà dei pellerossa. In questo periodo nascono tutti i grandi miti del West, un’epopea a esclusivo beneficio degli uomini bianchi. I racconti dei commercianti di pellicce, dei missionari, dei cercatori d’oro, delle Giacche Blu, degli avventurieri, dei costruttori di ferrovie e di città stendono una fitta coltre che nasconde la versione indiana sulla conquista del West. I pellerossa costituivano l’antistoria, l’ostacolo al trionfo della nuova civiltà; per di più non sapevano scrivere nella lingua dei bianchi. Eppure la loro fievole voce non é andata perduta del tutto: alcuni ricordi hanno resistito al tempo in virtù della tradizione orale o per mezzo delle pittografie; dai verbali degli incontri ufficiali é possibile desumere illuminanti testimonianze; nelle rarissime interviste raccolte da giornalisti sono reperibili suggestive ricostruzioni di celebri e sanguinosi avvenimenti; e da sperdute pubblicazioni dell’epoca l’opinione dei pellerossa è potuta giungere fino a noi. Dee Brown ha fatto solo la sua parte di storico: la raccolta delle fonti, l’esame critico, la stesura della narrazione. Per la prima volta a parlare sono i pellerossa, dai grandi capi agli oscuri guerrieri; narrano come venne distrutto un popolo e il mondo in cui viveva.

Foglie Cadute

Foglie Cadute

Autore/i: Yen Mah Adeline

Editore: Longanesi & C.

nota dell’autrice, traduzione dall’inglese di Elena Campominosi.

pp. 324, 12 foto b/n f.t., Milano

’Wu mei’, cioè ’quinta figlia minore’: fredda, quasi spietata, la definizione cinese del ’rango’ che Adeline Yen Mah occupa all’interno della propria famiglia traccia il suo destino fin dall’infanzia. Nel 1937, a Tianjin, in Cina, essere una ’wu mei’ significa anzitutto sottomissione assoluta alla volontà dei genitori e dei fratelli maggiori e annullamento di qualsiasi interesse personale. Ma non solo: poichè la madre di Adeline è morta dandola alla luce, è alla seconda moglie del padre, la bellissima franco-cinese Jeanne, che Adeline deve rispetto e obbedienza, ricevendone in cambio un trattamento tanto crudele quanto ingiustificato. Così mentre il padre (un uomo d’affari così ricco da essersi guadagnato la fama di riuscire a “tramutare il ferro in oro”) e l’affascinante matrigna vivono nel lusso, tra feste e ricevimenti mondani, Adeline viene esclusa da qualsiasi attività familiare, incessantemente rimproverata e punita, costretta a subire continue umiliazioni. Nella solitudine del secondo piano della sua casa di Shanghai, quello destinato agli ’inquilini di seconda classe’, l’unico conforto della ragazzina sono l’affetto della dolcissima zia Baba, le parole del saggio nonno Ye Ye e l’ardente desiderio di sfuggire a quella prigione, di andare a studiare in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, là dove soffia il vento della libertà. Ed è proprio sulle ali di quel desiderio che Adeline, dopo anni di sofferenze e di lotte, dopo aver conosciuto addirittura l’abbandono in un orfanotrofio ed essere stata testimone, con profondo sconcerto, delle metamorfosi del proprio Paese, riesce faticosamente a raggiungere l’indipendenza. Il suo viaggio, però, è ben lungi dall’essersi concluso: la forza dei legami familiari, la speranza di ricevere almeno un piccolo segno di quell’amore tante volte invocato e mai ottenuto la trascineranno ancora verso il padre e i fratelli e persino verso l’implacabile matrigna.

La Sacra Bibbia

La Sacra Bibbia

3 Volumi

Autore/i: Anonimo

Editore: Casa Editrice Marietti

tradotto dai testi originali e commentato, introduzione e cura di Salvatore Garofalo, premessa degli editori.

vol. 1 pp. 1232, vol. 2 pp. 1308, vol. 3 pp. 872, ricco apparato di numerose tavv. a colori f.t., Torino

Dalla premessa degli editori:
Le versioni della Bibbia dagli originali da parte della Scuola Biblica di Gerusalemme e di E. Dhorme costituiscono i primi tentativi di presentare al pubblico colto, in uno o pochi volumi, il testo sacro in lingua moderna senza l’ingombro degli apparati critici e con un commento, anche se limitato, che dia la possibilità di capire e di gustare il messaggio di Dio all’umanità.
Anche l’Italia si è voluta inserire in questo ordine di idee: la traduzione che viene offerta in questi tre volumi è il frutto della collaborazione di molti Autori e ha richiesto un lungo lavoro da parte della Direzione per dare una certa uniformità a tante penne e a tante voci che hanno tentato di interpretare la parola divina. Lo scopo di questi volumi è stato quello di rendere in italiano anche il sapore della lingua originale: si è cercato – per quanto è stato possibile – di essere fedeli non soltanto alle parole, ma anche al periodo e allo spirito. Anche i nomi di persone e di luoghi – meno i casi che sono ormai passati nell’uso comune italiano – non sono stati resi secondo la versione greca o quella latina, ma secondo l’originale. Purtroppo la lingua italiana ignora certi suoni: poichè nel programma sono banditi i segni diacritici si è cercato di sostituirli con forme equivalenti, che sono ormai comuni nel mondo biblico internazionale.

Yoga Pratici

Yoga Pratici

Karma-yoga, Bhakti-yoga, Raja-yoga

Autore/i: Swami Vivekananda

Editore: Ubaldini Editore

prefazione all’edizione italiana di Swâmi Nityabhodananda, traduzione integrale autorizzata di Augusta Mattioli e Giulio Cogni.

pp. 240, Roma

Swami Vivekananda, il grande e nobile spirito, amato in Oriente e in Occidente come colui che ha ringiovanito l’Induismo e predicato le sue eterne verità, nacque il 12 gennaio 1863 da famiglia aristocratica di casta Kshatriya. Il suo nome era Narendranath (Narendra), e Datta il nome della famiglia, nota a Calcutta per la ricchezza, lo slancio filantropico, la cultura e l’indipendenza di spirito.
Negli anni della prima giovinezza, Narendra si compiacque di manifestare un certo materialismo, e parve più incline a coltivare il vigore fisico che la meditazione. Ma l’incontro con Ramakrishna fu la sua «via di Damasco ». Dalle ceneri del giovane Narendra nasceva rigenerato il profeta Vivekananda che in una breve e folgorante esistenza compiva un’opera imperitura. A 39 anni, il 4 luglio 1902, Vivekananda muore in un’intensa meditazione.
In quest’anno in cui ricorre il centenario della nascita, le opere del Maestro vengono per la prima volta presentate in Italia in una degna edizione, e i suoi fecondi insegnamenti sono raccolti con organico criterio nei due libri: «Jnana Yoga» (lo Yoga della conoscenza) e «Gli Yoga pratici» (Bhakti-Yoga, Karma-Yoga, RajaYoga).
L’approccio a queste opere recherà grande sorpresa a più di un lettore, fuorviato finora dalle reiterate manomissioni a cui è stata sottoposta una dottrina che si è creduto di poter apprendere e divulgare in modo approssimativo e facilone.
Sentiamo ciò che dice in proposito Romain Rolland, che di Vivekananda e Ramakrishna è il miglior biografo: «Il nome Yoga e stato compromesso in Occidente da tutti i ciarlatani e imbroglioni che ne hanno fatto un uso degradante. Poiché questi metodi mentali, fondati su una geniale psico-fisiologia, la cui sperimentazione è stata proseguita per secoli, assicurano a colui che li assimila una padronanza spirituale che necessariamente gli comunica (senza nulla di misterioso) potenti mezzi di azione (uno spirito sano e pieno è la leva di Archimede: trovategli il punto di appoggio e solleverà il mondo), è proprio su quei mezzi – reali o supposti – che si è logorato il pragmatismo interessato di migliaia di gonzi.
«I veri yoga vedantici, come li espone nei suoi trattati Vivekananda, sono una disciplina dello spirito così come l’hanno ricercata i nostri filosofi occidentali, al fine di incamminarsi, per la via diretta,,verso la verità. E questa via diretta, esattamente come in Occidente, è quella della esperienza e della ragione». (Romain Rolland.)

«Il nome “Yoga” è stato compromesso in Occidente da tutti i ciarlatani e imbroglioni che ne hanno fatto un uso degradante. I veri “yoga-vedantici”, come li espone nei suoi trattati Vivekananda, sono una disciplina dello spirito, così come l’hanno ricercata i nostri filosofi occidentali, al fine di incamminarsi, per la via diretta, verso la verità. E questa via diretta, esattamente come in Occidente, è quella della esperienza e della ragione». Romain Rolland.

Biocentrismo

Biocentrismo

L’universo, la coscienza. La nuova teoria del tutto

Autore/i: Lanza Robert; Berman Bob

Editore: Il Saggiatore

nota e introduzione degli autori, traduzione di Valentina Schettini.

pp. 224, ill. b/n, Milano

Il Novecento è stato il secolo della fisica. Le scoperte sull’atomo, le sue particelle e l’architettura del cosmo hanno prodotto la nostra concezione di universo e tutta la tecnologia che plasma la vita quotidiana. Eppure, proprio la fisica non è stata capace, e non lo è ancora, di rispondere alle antichissime domande dell’uomo, invocando come risolutiva quella teoria del tutto che ha a lungo inseguito e mai raggiunto. Che cosa c’era prima del Big Bang? Perché l’universo sembra costruito perfettamente su misura per l’uomo? E se chiudiamo gli occhi, l’universo esiste ancora? Esistono lo spazio e il tempo? Che cosa succede dopo la morte? Biocentrismo accoglie queste domande in una prospettiva inedita e affida alla biologia l’onere di far progredire le risposte: ciò che percepiamo come realtà non è che un prodotto della coscienza, scoperte scientifiche incluse. È la creatura biologica a modellare il racconto. Soltanto quando la materia diviene cosciente di sé e comincia a osservare l’esistente, l’universo intero muta la propria natura dallo stato indeterminato di probabilità – così come definito dalla teoria quantistica – a quello di misteriosa, concreta presenza: a partire dal fotone, dal petalo di una margherita, dal vento, per arrivare alle nebulose più remote. Robert Lanza – uno dei maggiori scienziati viventi, noto per le sue ricerche sulle cellule staminali – allestisce un’originale trattazione scientifica che ha la luce della semplicità e formula una teoria che colma un vuoto, oltraggiosa sia nei confronti della religione che della scienza. Una teoria che ha la necessaria e smisurata ambizione di porre la domanda: che cosa è l’universo?

Robert Lanza è professore presso la Wake Forest School of Medicine (North Carolina) e direttore scientifico della Ocata Therapeutics, dove si occupa di cellule staminali e clonazione. Ha all’attivo centinaia di pubblicazioni e di brevetti, ed è autore di una ventina di libri scientifici, tra cui Principles of Tissue Engineering e Handbook of Stem Cells. Nel 2005 ha ricevuto il Rave Award per la medicina da Wired, e nel 2014 è stato incluso fra le «100 persone più influenti del mondo» da Time.

Robert «Bob» Berman, astronomo e divulgatore scientifico, è autore di più di mille articoli, apparsi su riviste come Discover e Astronomy, di cui è anche editorialista fisso, ed è a capo della redazione di astronomia di The Old Farmer’s Almanac. È professore di astronomia al Marymount Manhattan College.

La Gabbia d’Oro

La Gabbia d’Oro

L’enigma dell’anoressia mentale

Autore/i: Bruch Hilde

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

prefazione dell’autore, traduzione dall’americano di Lotte Dann Treves.

pp. 168, Milano

La manifestazione principale della malattia è sconvolgente: l’inedia volontaria che conduce a perdite ponderali catastrofiche; la terapia difficile, la guarigione incerta; i meccanismi patogenetici della malattia non ancora definiti. Eppure, l’anoressia mentale – una malattia che in passato era assai rara – oggi affligge un numero sempre crescente di adolescenti.

Le vittime dell’anoressia sono, perlopiù, ragazze adolescenti o preadolescenti, figlie modello di “buona famiglia” che si sentono spesso imprigionate da mete irraggiungibili e aspettative irrealizzabili. Sembrano chiuse in una “gabbia d’oro” di privilegi nella quale sentono di non essere al proprio posto e di non poter sopravvivere. La manifestazione principale della malattia è sconvolgente e comporta perdite di peso catastrofiche; la terapia è difficile e la guarigione incerta; i meccanismi di formazione della patologia non sono ancora definiti. Eppure l’anoressia mentale, che in passato era assai rara, affligge un gran numero di adolescenti. Non si tratta semplicemente di perdita dell’appetito: la malattia consiste, piuttosto, nell’implacabile ricerca di una magrezza estrema, nonostante la fame, i dolori e le conseguenze a volta letali. Hilde Bruch, utilizzando numerosi esempi della propria casistica, disegna un quadro lucido delle cause, degli effetti e della possibile terapia che, per essere efficace, necessita di una diagnosi precoce. Il suo libro si rivolge a medici, psicologi, insegnanti e genitori, a tutti coloro che hanno la possibilità di osservare i soggetti adolescenti e di riconoscere i sintomi prima che le manifestazioni cliniche si consolidino.

Hilde Bruch (1904-1984), medico, professoressa emerita di psichiatria al Baylor College of Medicine di Houston, è considerata una delle massime autorità in campo mondiale negli studi sull’anoressia mentale. Ha scritto numerosissime pubblicazioni sulle anomalie del comportamento alimentare e alcune monografie sul tema. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo: Apprendere la psicoterapia (Boringhieri, 1979), La gabbia d’oro (Feltrinelli, 1983; UE, 2003), Anoressia: casi clinici (Cortina, 1988), Patologia del comportamento alimentare. Obesità, anoressia mentale e personalità (Feltrinelli, 1989).