Libri dalla categoria Mithraismo
Les Vitraux Légendaires de Chartres – Des Recits en Images
Autore/i: Deremble Jean-Paul; Manhes Colette
Editore: Desclée de Brouwer
preface de Michel Pastoureau.
pp. 192, interamente e riccamente illustrato a colori, Parigi
«Une étude entièrement nouvelle pour ces “monstres sacrés” et prolifiques (41 récits et 1 100 tableaux) que sont les verrières basses de Chartres. Leur réussite est totale.» (Michel Pastoureau)
Les vitraux de la cathédrale e Chartres sortent de l’obscurité ou l’usure du temps les avaient plongés. Aujourd’hui restaurées, les verrières livrent lignes et couleurs avec un éclat nouveau qui en permet une lecture claire. Au-delà du premier regard – un pur miroitement de lumières et de formes – ces vitraux doivent être lus comme des récits qui instruisent et enchantent. En marge de recherches historiques ou archéologiques, le présent ouvrage sur Les vitraux légendaires de Chartres propose une analyse de la structure et de l’organisation de récits en images que le Moyen Age goûtait particulièrement. Tel est le pari audacieux d’une étude littéraire qui veut rendre compte du génie narratif des imagiers médiévaux.
Claudel, dans Œil, décrit la force de ces murs qui parlent : Car cela n’est pas en repos! Cela vit et cela palpite, cela dort et cela rutile, éclair ou braise, rubis, émeraude et cobalt… Toutes ces couleurs ensemble, tous ces points divers, tout cela ne reste pas immobile, tout cela chauffe et chante, et du seul fait de sa variété produit un prodigieux ramage… J’ai l’impression que cette instabilité du feuillage mystique, sans parler de la changeante inclinaison de la journée et de l’incessante modification de notre ciel français, n’est pas seulement l’effet du babil des couleurs divisées, de la variété des tons, mais de celles des tensions. Le verre oppose à la lumière une résistance et une résistance diverse suivant le pigment dont il est imprégné. Il transforme l’instant en durée.
Colette Manhes, ancienne élève de l’École normale supérieure, agrégée de lettres classiques et licenciée en théologie, est chargée de recherches au CNRS.
Jean-Paul Deremble, docteur en littérature comparée, habilité au doctorat de théologie, est assistant à l’Université Paris XII.
Proverbi Romaneschi
Autore/i: Cibotto G. A.; Del Drago G.
Editore: Aldo Martello Editore
introduzione di G. A. Cibotto, nota degli autori.
pp. XIII-118, numerose illustrazioni a colori e b/n, Milano
Sommario:
Introduzione
- Agricoltura – Raccolti – Animali
- Amore – Donna – Matrimonio
- Colore locale – Costumi – Abitudini – Riti
- Meteorologia
- Malattie – Morte – Medicine
- Povertà – Ricchezza – Commercio
- Religione – Preti – Devozione
- Tavola – Cibi – Vino
- Vari
Bibliografia
Maometto in Europa • Arabi e Turchi in Occidente 622-1922
Autore/i: Carretto Giacomo E.; Lo Jacono Claudio; Ventura Alberto
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
a cura di Francesco Gabrieli.
pp. 280, interamente e riccamente illustrato a colori e b/n, Milano
Maometto in Europa: all’estremo sudoccidentale dell’Europa una rupe protesa nel Mediterraneo, Gibilterra, il monte di Tariq, ricorda nel nome il primo berbero musulmano che mise piede nel continente. All’estremità orientale gli arabi avevano già attaccato Costantinopoli, il cuore dell’Impero erede di Roma, invano (e altre volte ritenteranno). Poi ci saranno l’occupazione e la lunga permanenza nella Spagna, la puntata offensiva nel centro della Francia fino al campo di Poitiers, la conquista della Sicilia, le scorrerie nella penisola italiana fino alle porte di Roma stessa. Più tardi, nuova «ala marciante dell’Islàm», i turchi dilagheranno nell’Europa orientale: in Grecia, nei Balcani, in Ungheria, cancellata l’ultima vestigia – Costantinopoli – dell’impero bizantino, fallendo l’assedio di Vienna, rifluendo ma pur tenendo ancora un lembo a occidente del Bosforo con Istanbul, la città di Costantino, ed Edirne, la città di Adriano. Su questo complesso sfondo storico il tema del libro è quindi, come scrive uno degli autori, Francesco Gabrieli, « i tempi e i modi con cui la religione d’Arabia, e i popoli che l’accolsero e trasmisero, vennero a contatto con questa parte del mondo » che sarà l’Europa, « cosa essi vi apportarono, come si insediarono e in parte acculturarono sul suo suolo; quali furono i risultati di questo incontro-scontro fra genti diverse e prima dell’Islàm lontanissime tra loro ». L’incontro fu più lungo e fecondo nella penisola iberica dove si svolse un « grandioso fenomeno di mediazione culturale » prezioso per la civiltà europea nei secoli della sua formazione, ma i particolari del quadro, sul vasto teatro dell’Europa mediterranea e orientale, nel lungo arco dei secoli, nelle splendide vestigia artistiche e civili come nelle insospettate sopravvivenze, sono sorprendenti e stimolanti.
Più parole di quante solitamente si pensi – e con la parola spesso anche la cosa – sono mutui dall’arabo (algebra, divano, bailamme, alamaro, gazzarra, camicia, azzurro, per esempio); e molti elementi anche della cultura materiale, il riso, l’albicocca, il cotone, la carta o l’uva sultanina; e immaginari personaggi vivi nella realtà fantastica (Ali Baba operoso ladrone, i viaggi favolosi del marinaio Sindibad, Aladino con la sua lampada e il genio, l’astuta Sherazade infaticabile tabulatrice) possono essere il casuale stimolo che inducono a riflettere sulla grandiosa pagina storica della presenza islamica in Europa, dell’«incontro-scontro fra genti diverse e prima dell’Islàm lontanissime fra loro» (Francesco Gabrieli), delle conseguenze che ne derivarono. È il tema di questo libro. In un’epoca in cui le genti che poi avrebbero potuto dirsi europei costruivano dolorosamente la propria identità culturale, l’Islàm era un prodigioso universo ricco, dinamico, colto, civile. La biblioteca di Cordova andalusa contava i volumi a centinaia di migliaia quando la maggior parte dei potenti dell’Europa era analfabeta e la Vaticana contava poche decine di manoscritti; più tardi il matematico pisano Fibonacci scriverà d’esser stato istruito «nell’abbaco» e di aver conosciuto Euclide e i matematici arabi viaggiando «per cagion di commercio» nel Mediterraneo islamico. In termini generalissimi l’Islàm ha avuto la funzione di conservare, elaborare e trasmettere il patrimonio culturale dell’antichità o almeno parte cospicua di esso, di rimescolare e trasportare elementi culturali su un’area che andava dai mari della Cina all’Atlantico. Delle conquiste si sa: gli arabi in Spagna e in Sicilia, più tardi i turchi nei Balcani, da Costantinopoli a Vienna, lasciando nel riflusso minoranze musulmane e il caffè alla turca; ma anche nello “scontro” vi sono episodi (gli arabi sulle Alpi, i turchi in Friuli) che riaffiorando dagli archivi possono sorprendere. I termini dell’ “incontro” tuttavia sono certamente di più fruttuosa ricognizione, per tanto che la consapevolezza del passato aiuti l’attuale essere nel mondo.
Francesco Gabrieli già professore di lingua e letteratura araba nell’Università di Roma, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e di varie accademie del mondo arabo, si è occupato principalmente di letteratura araba e persiana e di storia dell’antico e moderno Islàm.
Giacomo E. Carretto redattore della rivista Oriente Moderno e curatore del settore turcologico dell’Istituto per l’Oriente, di Roma, si occupa della storia della cultura in area ottomana. Ha pubblicato studi su riviste specializzate e due volumi presso l’Università di Venezia (Saggi su Mes’ale. Un’avanguardia letteraria turca del 1928 e Hars-Kultùr. Nascita di una cultura nazionale).
Claudio Lo Jacono docente di storia e istituzioni musulmane presso l’Università di Cagliari, ha pubblicato lavori di storia del mondo arabo, tra cui un volume sulla storia dei partiti politici iracheni, e di diritto musulmani. È redattore della rivista Oriente Moderno.
Alberto Ventura è bibliotecario presso l’Istituto per l’Oriente di Roma. Oltre ai lavori bibliografici, si occupa essenzialmente di islamistica, con particolare riguardo al pensiero classico del mondo musulmano.
Il Popolo del Sole
Titolo originale: El Pueblo del Sol
Autore/i: Caso Alfonso
Editore: Il Saggiatore
prima edizione, premessa dell’autore, disegni di Miguel Covarrubias, traduzione di Dario Puccini.
pp. 136, numerose illustrazioni a colori, Milano
Le culture indigene dell’America precolombiana e preispanica hanno sempre più vivamente sollecitato la nostra attenzione, da quando i nuovi indirizzi dell’etnologia, della storia delle religioni, della psicologia del profondo consentono una lettura più rivelatrice dei monumenti e dei documenti di civiltà in qualche modo remote; e soprattutto promettono di darci, visibile attraverso strati della storia umana rimasti finora estranei, quella più conscia immagine dell’uomo che andiamo incessantemente cercando negli strati inafferrabili della nostra psiche. Che l’America precolombiana fosse depositaria di alcuni di quei segreti era presentito dai miti dell’Atlantide. Gli studi odierni sull’Antica America operano una risurrezione dell’Atlantide, fanno varcare alla nostra cognizione dell’uomo quelle colonne d’Èrcole che nemmeno il viaggio di Colombo era riuscito a violare. Non per niente Il Saggiatore ha dedicato a quel mondo parecchi dei suoi libri: dalla fantasmagorica Arte Precolombiana, al Perù delle «Silerchie», a Quetzalcoatl, il serpente piumato dell’«Uomo e Mito», ad Antica America del «Marcopolo». Il Popolo del Sole arricchisce la serie con una affascinante iniziazione alla cultura azteca. Col titolo La religión de los aztecos, Alfonso Caso l’aveva pubblicato nel 1936, per poi rifonderlo sotto il nuovo e più ampio titolo nell’edizione del 1953, qui tradotta. Effettivamente, l’indagine descrittiva e interpretativa si allarga dalla sfera religiosa alla complessiva visione della vita, nonché alla morale e alla filosofia di quello che volle chiamarsi il «popolo del Sole», quanto dire un popolo che la divinità aveva eletto a testimoniarla tra gli uomini. Un’idea, dunque, che dall’Antica America sembra fare eco a una concezione del tutto analoga, a cui è toccata la parte drammatica di protagonista nello sviluppo delle nostre religioni. Ma, oltre che infondere questo senso sacrale di festa come ripetizione di un evento solenne, il libro di Alfonso Caso è una festa anche come celebrazione: per l’intelligente e veloce eleganza del testo, per lo splendore delle immagini illustrative, di cui si penetra il significato senza che se ne menomi l’arcana forza di apparizione.
Alfonso Caso è nato nel 1896 a Città del Messico da una famiglia ormai illustre nella cultura della sua nazione. Il fratello maggiore Antonio, con la sua attività di filosofo, ha validamente promosso il formarsi di una corrente messicana di pensiero contemporaneo. Da parte sua, egli si è valso di una solida preparazione di antropologo, di etnologo e di archeologo per indagare, con aggiornata perizia scientifica e con Pintuito di chi è nato sui luoghi, la cultura e le civiltà indigene della propria terra. I suoi studi, i suoi scavi a Mitla e quelli a Oaxaca, che l’hanno condotto alla scoperta delle Tombe di Monte Alban, gli hanno fruttato una cospicua produzione e lo hanno designato a posti di guida nella sua specialità. £ stato a capo del Museo Nazionale di Città di Messico, dell’Istituto Nazionale di Antropologia e di Storia, della Scuola Nazionale Preparatoria, è stato rettore della Università Nazionale. L’Istituto Nazionale Indi-genista è, si può dire, una sua creazione. Dirige la Revista Mexicana de Estudios Antropológicos, dopo di avere assolto lo stesso compito al Boletin Bibliogràfico de Antropologia Americana. Tra i molti suoi lavori, oltre i resoconti degli scavi da lui compiuti, vanno ricordati quello sulla Cultura mixteca y zapoteca (1936), sull’arte preispanica in Venti secoli di arte messicana (1949), sull’Indigenismo (1957) e, per l’apertura di orizzonti di cui è indizio, il saggio sui contributi della cultura indigena messicana alla cultura mondiale (in Mexico y la Cultura, 1946). Nel 1946 gli è stato conferito il Premio Viking Fund della Wenner Gren Foundation.
L’Impero e il Vuoto – Conversazioni con David Barsamian
Titolo originale: The Checkbook and the Cruise Missile
Autore/i: Roy Arundhati
Editore: Ugo Guanda Editore
introduzione di Naomi Klein, traduzione di Federica Oddera.
pp. 160, Parma
«In India e in tutto il mondo i nostri margini di libertà si stanno riducendo a una velocità spaventosa» denuncia Arundhati Roy. L’autrice del Dio delle piccole cose ha già messo le sue doti di narratrice al servizio della democrazia e dei diritti umani. Ora, nelle conversazioni con David Barsamian qui raccolte, smaschera gli schemi del potere globalizzato e ci obbliga a riflettere e a prendere una posizione. Perché Arundhati Roy non si accontenta di sventolare bandiere. La sua è una nuova forma di attivismo politico: quella di una cittadina indiana che non solo arriva al cuore dell’impero, ma parla «da schiava che pretende di criticare il suo sovrano». Che parli dell’asservimento al potere dei media occidentali, dl terrorismo internazionale o delle corrotte politiche di privatizzazione in India, Arundhati Roy dimostra tutta la sua capacità di «visualizzare la struttura invisibile dell’impero odierno», come scrive Naomi Klein nell’introduzione. Ma in queste pagine la narratrice indiana parla anche di sé, della sua vicenda umana e famigliare segnata dall’assenza della figura paterna, e poi degli studi, dei viaggi, del successo mondiale dei suoi libri. Ne esce così il fulmineo ritratto di una protagonista della letteratura contemporanea, diventata icona del movimento contro la guerra e per i diritti civili.
Il Segreto Viaggio di Dietrich Taufriegel – Il Sogno di Abramo
Autore/i: Siracusa Marzio
Editore: Edizioni Polistampa
pp. 276, Firenze
Sul lungomare nordafricano due uomini si raccontano e ci raccontano la repulsa del protagonista, l’antropologo Dietrich Taufriegel, a vedere l’immagine delle cose, ma anche la fuga dalla missione dell’amico prete Heilmitt perché “nel tempo dell’arricchimento soccorrere è intollerabile”. Le loro verità ultime innescano il lavacro teologico sognato da Heilmitt, l’uccisione di Isacco da parte di Abramo, ossia la disubbidienza e la cesura estrema col divino, tali da imporre l’esaurimento del presente fare. Perché l’uccisione di Isacco, biblico ascendente di Gesù, mira a interrompere l’inferno eucaristico che slegato dal divino e calato nella materia dona all’uomo la potenza per trasformarla. L’uccisione di Isacco decide la fine della condanna al costruire infinito e al suo infinito rinvio in altro costruire. Ne è preludio la folgorante intuizione di Taufriegel, che brucia l’alfa e l’omega di ogni storia umana: “quando le cose sapranno tutto di noi non le vedremo più”. Ma l’approdo del segreto viaggio di Taufriegel è segnato dalla terribile eredità lasciata da Heilmitt, e pure dall’obbligo di cercare un’apertura vitale, perché “se tutto è coinvolto nel pensiero che spazio ci resta nel gioco biologico?”. Una mutazione s’impone, per la quale però mancano l’intelligenza e il vettore.
Nella Germania chiusa tra la finzione solare della svastica, la ricostruzione e gli anni Settanta invasi dalle cose, Il segreto viaggio di Dietrich Taufriegel è romanzo di formazione che tenta il racconto del pensiero critico contro l’insistenza a difendere l’immagine e l’idea di un’umanità che non esiste più.
La narrativa di Marzio Siracusa (Firenze, 1943) si avvale della reinterpretazione dei fondamenti delle tecnoscienze profilando il loro materiale esaurimento. Attento alle intersezioni antropologiche tra storia delle tecnoscienze e esiti della religiosità occidentale, in numerose interventi su «Nuovi Argomenti», «Paragone», «Antologia Vieusseux» ecc. ha sempre affrontato la prosa e la poesia del Novecento, come gli essenziali snodi culturali del presente, nell’ottica della conclusione di un’epoca della conoscenza. L’obiettivo di vincere il nostro tempo storico ostruito da un’eterna attualità, ma evitando nel contempo la ricaduta antimoderna, convince Siracusa della necessità di coltivare e addentrarsi in un’idea di mito materiale estraneo alle favole degli antichi sul numinoso, come pure alle mitologie e al loro uso politico.
Il Regno dei Lupi – Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco
Titolo originale: A Clash of Kings – Book Two of A Song of Ice and Fire
Autore/i: Martin George R. R.
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
traduzione di Sergio Altieri.
pp. 528, Milano
Nel cielo dei Sette Regni, travolti da una guerra devastatrice, compare una cometa dal sinistro colore di sangue. E’ l’ennesimo segno di immani catastrofi che si stanno preparando? L’estate dell’abbondanza sembra ormai definitivamente passata e ben quattro condottieri si contendono ferocemente il Trono di Spade. Intanto al di là del mare caldo l’orgogliosa principessa in esilio Daenerys Targaryen è pronta a rischiare tutto per la corona che le appartiene di diritto. Solo per lei, forse, la cometa di sangue non è un presagio di tragedia ma l’araldo della riscossa… Ambientato in una terra di magia e violenza, ma anche di eroismo e passione, Il Regno dei Lupi è il terzo romanzo della saga “le cronache del Ghiaccio e del Fuoco”.
George R.R. Martin (Bayonne, New Jersey, 1948) è l’autore delle celebri “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”. Sceneggiatore per il cinema e la televisione, ha pubblicato racconti e romanzi di fantascienza, vincendo numerosi premi, tra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus. Mondadori ha pubblicato tutti i libri delle “Cronache” compreso il recente prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La Principessa e la Regina (contenuto in La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois, 2015), e il volume Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade (2014, con Linda Antonsson e Elio M. García Jr.), le raccolte di racconti Le Torri di Cenere (2007) e I re di sabbia (2008), il romanzo Il Pianeta dei Venti (2012, con Lisa Tuttle), i due volumi di racconti I Canti del Sogno (2015) e la serie di romanzi a mosaico da lui coordinata Wild Cards.
“Ciao!” … e Poi? – La Psicologia del Destino Umano
Titolo originale: What do you say after you say hello?
Autore/i: Berne Eric
Editore: Bompiani
prefazione e introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Roberto Spinola e Laura Bruno.
pp. 284, Milano
Il titolo sembra un indovinello, un gioco, uno dei tanti proposti in questo libro. Eric Berne, nella parte del terapeuta, attraverso i giochi che noi tutti conosciamo ci insegna a liberarci da ciò che limita la nostra piena espressività, utilizzando l’analisi transazionale da lui ideata che suddivide l’io nei tre stati di Genitore, Adulto, Bambino e con un insieme di transazioni esplicative dei rapporti tra due o più persone. Berne inserisce le regole dei giochi in un sistema più ampio che comprende l’intero arco dell’esistenza dell’individuo: dal “gioco”, resoconto di un “motto di spirito”, al “copione”, modello ereditato dai genitori nella prima infanzia sotto forma di ordini e insegnamenti. Il gioco, se costrittivo, impedisce di giocare e il copione, inteso come modello del destino umano, se negativo impedisce di vivere; ma sia dal gioco, sia dal copione, ci si può liberare e grazie all’analisi transazionale ogni individuo può opporre alla programmazione parentale un piano di vita autonomo.
Eric Berne (1910-1970), medico e psicoterapeuta, è noto in America e in Europa come colui che ha dato origine e sviluppo all’analisi transazionale. Tra le sue opere pubblicate da Bompiani: La mente in azione, A che gioco giochiamo e Fare l’amore.
Strutture e Processi Cognitivi della Motivazione e della Personalità
Titolo originale: The Cognitive Structures and Processes of Human Motivation and Personality
Autore/i: Hamilton Vernon
Editore: Società Editrice Il Mulino
unica edizione, traduzione di Vanda Lucia Zammuner.
pp. 512, illustrazioni b/n, Bologna
La riformulazione dei concetti e dei problemi della personalità e della motivazione secondo le categorie proprie della teoria cognitivista apre su queste tradizionali aree dell’analisi psicologica prospettive straordinariamente feconde e innovative. Proprio in tale lettura consiste l’originalità teorica di questo volume, che analizza la motivazione, la personalità e i processi di socializzazione secondo un modello «cognitivo-semantico», centrato sull’analisi delle strutture cognitive. Di esse è possibile mettere a fuoco l’organizzazione, lo sviluppo, i «linguaggi», per far luce sulle strategie comportamentali individuali e sull’organizzazione degli scopi. Nella seconda parte del volume, l’autore ben mette in luce tutte le potenzialità teoriche e applicative del modello proposto, affrontando alcuni dei problemi più classici della psicologia generale. Si passa cosi da una riconsiderazione critica delle teorie psicodinamiche a una ridefinizione, sulla base di verifiche sperimentali, dei concetti di ansia e di vulnerabilità allo stress, per concludere con una nuova interpretazione del problema del conflitto sociale.
Vernon Hamilton insegna Psicologia nell’Università di Reading.
Prefazione.
Parte prima: Introduzione.
- I. Scopi e giustificazioni.
- II. Stato applicativo delle teorie attuali.
Parte seconda: Verso un nuovo modello.
- III. Un’introduzione ai concetti di struttura e processo cognitivi.
- IV. Memoria e rappresentazione della conoscenza.
- V. Determinanti sociali delle strutture cognitive.
- VI. La rappresentazione cognitivo-semantica della motivazione e della personalità.
Parte terza: Applicazioni retrospettive e future del modello.
- VII. Alcune implicazioni per alcuni dei modelli correnti.
- VIII. Un modello cognitivo-semantico dell’ansia.
- IX. Le strutture e i processi cognitivi della vulnerabilità allo stress.
- X. Implicazioni per il ruolo dell’intelligenza e per il conflitto sociale.
Riferimenti bibliografici.
A. Schaff e L. Althusser – Umanesimo o Antiumanesimo Marxista?
Autore/i: Grimaldi Domenico
Editore: Editrice Futura
unica edizione.
pp. 212, L’Aquila
Sommario:
Nota Introduttiva
- I – Concezione unitaria del pensiero di Marx
- II – La polemica sulla VI tesi di Marx su Feuerbach
- III – L’uomo artefice delia storia?
- IV – Rottura epistemologica e lettura sintomale
- V – Ideologia e antiumanesimo teorico
- VI – La storia come processo senza soggetto
- VII – Umanesimo o antiumanesimo marxista?
Storia – Nascita dell’Inghilterra
Titolo originale: A History of the English-Speaking Peoples
Autore/i: Churchill Winston S.
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione, prefazione dell’autore, unica traduzione autorizzata dall’inglese di Bruno Maffei.
pp. 452, 32 illustrazioni, 7 cartine e 3 tavole genealogiche b/n f.t., Milano
La “Storia” di Winston Churchill è un’opera che riunisce in sé una duplice qualità: se è da un lato strumento efficiente di indagine e di ricerca condotte con i rigorosi criteri dello storico, d’altro canto è anche il prodotto delle meditazioni e delle esperienze fatte sul vivo tessuto della storia da un grande uomo politico. Per questa sua particolare configurazione possiamo indicarla come opera unica nel suo genere. Raramente nel passato i reggitori dei destini umani si sono cimentati in opere di interpretazione del passato, forse perché fin troppo consapevoli delle grandi difficoltà che si oppongono alla funzione del governare. Questa la singolarità e il pregio della ricostruzione churchilliana, nella quale echeggiano temi e atteggiamenti di classica e lapidaria potenza, in ritmo alterno con la grandezza e l’impetuosità dell’animo e delle passioni dell’autore. La lotta disperata della regina Baodicea, il crollo della dominazione romana, il tumultuoso periodo delle invasioni, i Vichinghi, e poi il primo costituirsi della Nazione britannica, e le fiere e terribili figure dei re e delle regine: Alfredo il Grande, Riccardo Cuor di Leone, Eleonora d’Aquitania, Edoardo IV, la Guerra delle Due Rose…; cosi tornano davanti alla mente e alla fantasia del lettore i famosi personaggi e i tragici eventi delle tragedie di Shakespeare, in un’opera che è degno coronamento della vita di colui che ne è autore.
L’Omicidio di Tutankhamon – Una Storia Vera
Titolo originale: The Murder of Tutankhamen
Autore/i: Brier Bob
Editore: Edizioni Corbaccio
introduzione dell’autore, traduzione dall’americano di Lucia Corradini.
pp. 288, numerose tavole b/n f.t., Milano
Un mistero antichissimo. Un crimine che la storia ha voluto dimenticare.
- La radiografia del cranio di Tutankhamon indica una morte violenta. Si trattò di incidente o di omicidio?
- Perché la tomba di Tutankhamon è così piccola e insignificante, era forse destinata a qualcun altro?
- Diversi membri della famiglia del faraone morirono nello stesso periodo. Fu una coincidenza?
- Perché dopo la morte di Tutankhamon la vedova scrisse al re Ittita chiedendogli di inviare uno dei suoi figli a sposarla e affermando, tra l’altro: «Non permetterò mai che uno dei miei servi diventi mio marito!…Ho paura!» Chi era il servo? E perché la regina aveva paura?
- Chi uccise il principe Ittita durante il viaggio verso l’Egitto?
- Chi ordinò di cancellare da tutti i templi e i monumenti, e quindi in pratica dalla storia, il nome di Tutankhamon?
Oggi, grazie all’impiego delle tecniche di indagine più moderne applicate all’analisi di documenti e reperti antichissimi, l’egittologo Bob Brier denuncia il crimine e nel dare risposta a queste domande traccia un vivido ritratto del tumultuoso mondo dell’antico Egitto e del suo giovane faraone.
Fino alla scoperta della sua tomba nel 1922, nessuno si era reso conto dell’importanza di Tutankhamon nella storia dell’antico Egitto. Il giovane faraone visse durante un periodo molto turbolento della storia del regno. Dilaniata dalla rivoluzione, la società egizia era in balia delle lotte religiose e degli intrighi politici di ministri ambiziosi e senza scrupoli che complottavano per aumentare il proprio potere, considerato anche il fatto che Tutankhamon e la sua regina non riuscivano ad avere un erede. Fu questa situazione di instabilità che secondo l’autore portò all’omicidio del sovrano. Con l’abilità di un grande detective e facendo ricorso alle sue conoscenze di storico, Brier ci illustra in dettaglio le prove ottenute dall’esame dei resti mummificati del faraone e di altri reperti grazie all’impiego della tecnologia più recente, e ci guida con naturalezza e grande vivacità narrativa verso la «spiegazione più ragionevole» dell’omicidio di Tutankhamon e l’identificazione dell’assassino.
Un libro acuto e ampiamente documentato e, allo stesso tempo, il racconto affascinante e avvincente di
una storia vera.
Bob Brier, professore di filosofia al C.W. Post campus della Long Island University, è specializzato in paleopatologia ed è uno degli egittologi più stimati degli Stati Uniti. Autore di diversi libri è stato anche conduttore di una popolare serie televisiva intitolata The Great Egyptians.
Gli Spiriti Africani Parlano – Viaggio tra le Sangoma Sudafricane
Titolo originale: African Spirits Speak
Autore/i: Arden Nicky
Editore: Xenia Edizioni
traduzione di Kerman Licchiello.
pp. 252, Milano
Nei giorni più bui della violenza razziale, Nicky Arden scappa dal nativo Sudafrica per gli Stati Uniti, cercando di lasciarsi alle spalle l’odio e costruendo un muro di tempo e distanza tra sé e la sua anima africana. Ventidue anni dopo, un’esperienza di risveglio spirituale nel deserto californiano la induce a cercare lo spirito della terra di nascita e di intraprendere un lungo ma felice viaggio alla ricerca del suo vero io e della sua eredità. Un incontro profetico con una donna di medicina nera la spinge ad accettare due anni di faticoso apprendistato per diventare sangoma: che – in Africa – è guaritrice, indovina e psicologa: un’esperta di medicina tradizionale a cui si rivolge soprattutto la popolazione di colore. Ambientata nel periodo della transizione politica dall’Apartheid, questa è la commuovente storia di un’esule bianca che scende a patti con la storia del suo paese, del suo felice risveglio spirituale e della sua rinascita emotiva come africana e come guaritrice.
Il Cavallo Morente – Trent’Anni di Radiotelevisione Italiana
Autore/i: Chiarenza Franco
Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani
prima edizione, premessa dell’autore, in copertina: disegno di Tullio Pericoli.
pp. 288, Milano
Davanti all’ingresso della sede della RAI, a Roma, troneggia una grande statua in bronzo di Francesco Messina: il cavallo morente, simbolo delle antiche comunicazioni umane che soccombono di fronte alle nuove tecnologie.
Dopo trent’anni di speranze e di illusioni, anche la RAI, nata dalle ceneri dell’EIAR, appariva ormai morente come il simbolico cavallo; incapace di rappresentare le diverse componenti della società italiana, ridotta a strumento di regime, appesantita da oneri sproporzionati, il principale organo pubblico di informazione e di comunicazione giungeva, nel 1975, alle soglie della tanto discussa riforma.
Ma come si è giunti a questa riforma? Che cosa è successo in trent’anni di gestione democristiana? Come è passato l’ente radiotelevisivo di Stato attraverso gli avvenimenti politici e le massicce trasformazioni sociali che hanno scosso il nostro paese?
Questo libro ripercorre appunto la storia della RAI, dalla sua istituzione alla riforma, attraverso gli avvenimenti politici, i personaggi, i documenti, tenendo conto soprattutto di ciò che non trapelava attraverso i microfoni o non traspariva al di qua del video. Una storia vista dalla parte delle stanze dei bottoni, dove prendono corpo intrighi e scelte di potere.
La televisione è stata uno strumento importante di trasformazione della società italiana; non si può generalizzare la sua storia in un giudizio sommariamente negativo o trionfalisticamente positivo. Questo libro vuole essere un contributo sereno e obiettivo all’analisi di certe scelte compiute dal potere politico e dei riflessi che tali scelte hanno avuto sul comportamento sociale e culturale di milioni di italiani.
Franco Chiarenza è nato a Catania nel 1934. Entrato alla RAI con Gianni Granzotto, fu vicedirettore della sede siciliana della RAI; si occupò successivamente dei programmi scolastici e di studi sui rapporti tra scuola e televisione; dal 1976 è caporedattore nel giornale radio della terza rete.
Il Kennediano
Autore/i: Fiore Ilario
Editore: Lerici Editori
unica edizione.
pp. 320, Milano
Questo romanzo è ambientato a Washington, nello spazio di trentasei ore, nei giorni dei festeggiamenti per l’elezione del Presidente Kennedy. Sono due giornate particolari, l’atmosfera eccitata sottolinea un evento determinante per la storia degli Stati Uniti. Sono momenti di tensione internazionale, il Paese chiede una speranza e una tranquillità per l’avvenire, la fine del terrore di una guerra totale. Tutto è legato alla personalità e alla volontà del nuovo eletto. La gente sente di avere forse l’ultima carta da giocare per la sopravvivenza dell’intera nazione. A lui, al Presidente giovane, si chiede di interpretare queste speranze. Forse mai elezione e battaglia politica presidenza hanno significato tanto non solo per gli Stati Uniti ma per il mondo intero. Questa drammatica elezione, cosi essenziale e decisiva, ha coinvolto con le sue istanze la vita privata di cinque personaggi che si ritrovano insieme a Washington la sera dei festeggiamenti, in una tormenta di neve di dimensioni polari. Le inquietudini e le incertezze interiori dei protagonisti hanno perduto, in un certo senso, il loro carattere di problemi personali una volta inseriti in un ambiente e in un momento storicamente fondamentali ed estremi. Nello stesso tempo, queste inquietudini e incertezze riflettono una più vasta esigenza morale. È la novità dell’impostazione data dal nuovo Presidente, rappresentante di una nuova generazione con ambizioni più precise e maggior orgoglio. Sembra quasi che lo sconvolgimento della coscienza in personaggi secondari rispetto alla Storia, preluda alle difficoltà di un processo storico inattuabile senza gravi scosse e drammatiche interruzioni.
Ilario Fiore, corrispondente da oltre sei anni, è nato ad Asti nel 1925. Ha alla Resistenza e dopo guerra partecipato ha studiato all’Università di Torino. Si quindi dedicato al giornalismo e ha p calo volumi sulla rivoluzione ungherese l’Algeria. Nel 1962 ha pubblicato presso la nostra casa una documentata storia del gangsterismo in America intitolata Coprifuoco a Chicago.
I Racconti della Rustica
Autore/i: Manes Sabina
Editore: Guaraldi Editore
unica edizione, con una nota di Glauco Carloni.
pp. 144, numerose tavole a colori, Rimini
Una giovane, laureatasi con una tesi sui bambini ritardati e i metodi di recupero, si trova ad insegnare nelle borgate romane in cui il disadattamento infantile è provocato da ben precise cause socioeconomiche. Verifica subito l’insicurezza dei test psicologici costituiti ad uso e consumo di una società capitalistica. Applica il test proiettivo. Ascoltiamola: «Suggerii ai miei alunni di scrivere la storia di un uomo, una donna e un bambino. In queste storie l’identificazione col soggetto e i propri genitori risultava chiara e immediata.» «Ma pian piano i bambini sentirono la necessità di uscire fuori da questo schema preformato e cominciarono a scrivere storie, favole, racconti. Ed in genere, proprio quei bambini che avevano più problemi e maggiori difficoltà di adattamento erano quelli che più volentieri scrivevano per comunicare con me.» «Il loro modo di comunicare è simbolico, ma quasi sempre molto chiaramente essi mi parlano dei loro desideri, delle loro paure, della vita che essi vivono, di ciò che vogliono che io faccia per loro». Questo libro raccoglie appunto queste storie e i disegni che le accompagnano. Il documento che presentiamo ci pesa sul cuore: i Miserabili di Victor Hugo sono personaggi letterari e floreali al confronto. Questi che qui scrivono sono bimbi che vivono il nostro tempo, o meglio che muoiono nel nostro tempo: un tempo da cancellare al più presto.
Sabina Manes , psicologa e psicoterapeuta infantile, ha fondato ed è presidente dell’Associazione culturale J.L. Moreno. Ha ideato e condotto per il Dipartimento Scuola educazione della Rai numerose trasmissioni radiofoniche e televisive tra cui Psicologia dell’infanzia, Il bambino e la psicoanalisi, l’altro bambino, La biblioteca di Alice . Ha pubblicato: I racconti della Rustica (Guaraldi, 1973), Leggere per fare (Giunti, 1977), Lavoro minorile (Savelli, 1977), L’altro bambino (Eri, 1981), La mamma è una farfalla, papà un delfino (Mondadori, 1994), L’intelligenza: istruzioni ed avvertenze per l’uso del cervello (Minerva, 2000). Per la FrancoAngeli ha ideato e curato: 83 giochi psicologici per la conduzione dei gruppi (1998) e 68 nuovi giochi psicologici per la conduzione dei gruppi (1999).
La Sfida della Eternità
Autore/i: Magliocco Vito
Editore: Edizioni Sipiel
unica edizione.
pp. 216, Milano
Copernico e Galileo • scienza e religione • credere non credere • vita eterna • infallibilità • messaggio divino • Einstein: “dio non gioca ai dadi” • e il caso? • la vita un assurdo? • 300 scienziati e premi nobel in convegno a Roma • il mio regno non è di questo mondo • l’universo si espande • e dove va? • e l’inizio? • Brahma Vishnu Shiva Buddha Krishna e Gesù • maya l’insondabile incantatrice che regge il gioco cosmico • e Abramo e Mosè?…
Quasi cinque miliardi di persone popolano la Terra e sei miliardi nel 2000. Discendenti dei primi e rari uomini dispersi nei vasti spazi con l’ignoto, la paura della notte, l’urlo del vento, dei tuoni, l’ansia che il sole più non sorgesse. Una voce risuonava sulla soglia di una caverna, e ci sembra di riudirla attraverso migliaia di ère. L’antenato, gli occhi al cielo fitto di stelle come gettate dalla mano di un seminatore, e nel fondo della sua coscienza cominciava a formulare il pensiero, la Grande domanda: «Chi sono?». Ed il mondo divenne magico, si popolò di dèi che si integravano nella natura, nelle cose, nelle piante, salivano e scendevano dal cielo, intervenivano nelle vicende degli uomini. Sciamani, stregoni, pastori, lama, sacerdoti, messia, profeti, vescovi, papi, rabbini, bonzi, brahmani, ulema e muezzin. Tutto l’Universo per il destino dell’uomo, ordinato, retto da leggi immutabili.
La grande rivolta della Scienza, ed oggi, con le scoperte e le invenzioni stupefacenti, passati dalle grotte ai grattacieli, le automobili, gli aerei, l’atomo, i voli interplanetari, la Grande domanda rimane. Che cosa ci sta a fare l’umanità nell’infinito di tempo e di spazio di cui ci rendiamo sempre più conto con le continue scoperte?
Un caso senza destino? Un destino con uno scopo? Quale la reale posizione degli uomini in quella che, in definitiva, è la sfida uomo-eternità?
Tema appassionante, sviluppato in modo originale. Libro per credenti e non credenti, per i dubbiosi, per quelli che hanno tutte le certezze.
Austria e Italia
Titolo originale: Österreich und Italien. Ein Bilaterales Geschichtsbuch
Autore/i: Furlani Silvio; Wandruszka Adam
Editore: Cappelli Editore
presentazione di Amadou Mahtar M’Bow, prefazione di Franco Valsecchi, introduzione degli autori, traduzione di Adam Wandruszka e Wanda Peroni Bauer.
pp. 236, Bologna
Fra l’Italia e l’Austria è rimasto, a lungo, il solco del passato: l’eredità di un secolo di storia che ha visto i due paesi a fronte, nonostante la parentesi della Triplice, dal Risorgimento alla prima guerra mondiale. La caduta dell’impero asburgico non valse a cancellare gli antichi rancori: la eco delle polemiche d’un tempo non si era spenta, si era convertita in un seguito di luoghi comuni, ribaditi e consacrati dall’educazione e dalla scuola, ai quali si conformava l’opinione corrente.
L’atmosfera, ora, è mutata: l’evoluzione degli ultimi anni ha attutito, insieme ai contrasti dei presente, i ricordi del passato. Al di qua e al di là della frontiera si sono moltiplicati, come per germinazione spontanea, i contatti, soprattutto nel campo della cultura. Le terre di confine si vanno mutando da punti di scontro in punti d’incontro; la disputa si va convertendo in dialogo.
Questo volume, che affronta le vicende secolari dei due popoli con nuovi strumenti storiografici, vuole appunto favorire il processo di comprensione in atto, correggendo le tradizionali interpretazioni nazionalistiche, fonte irrazionale di tanti contrasti.
L’Amore di Dio
Con un saggio di Augusto Del Noce su «Simone Weil, interprete del mondo di oggi»
Autore/i: Weil Simone
Editore: Borla
prima edizione, saggio introduttivo di Augusto Del Noce, nota dell’Editore, traduzione di Giulia Bissaca e di Alfredo Cattabiani, titolo originale: Pensé sans Ordre Concernant l’Amour de Dieu.
pp. 232, Torino
I saggi di Simone Weil raccolti in questo libro appartengono all’ultimo periodo della sua vita e ci rivelano l’animo della scrittrice, le sue preoccupazioni, le sue meditazioni mistiche.
I temi centrali del suo pensiero più maturo sono trattati compiutamente: cioè la critica del progressismo e della desacralizzazione nel mondo contemporaneo, la ricerca ecumenica, la riflessione acuta e profonda sull’amore di Dio, su Cristo, sulla Croce e sull’infelicità umana.
Simone Weil si rivolge anche alla Chiesa ponendole una serie di domande e di obiezioni, quelle stesse che le hanno impedito di chiedere pubblicamente il battesimo, anche se è evidente che ricevette, al termine della vita, il battesimo di desiderio.
Augusto Del Noce ha premesso a questa raccolta un ampio saggio introduttivo su «Simone Weil, interprete del mondo di oggi» in cui sottolinea da un lato i limiti teologici del suo pensiero, dovuti alla compresenza di due motivi, uno gnostico e l’altro cristiano, dall’altro il suo valore come diagnosi della crisi della cultura e della società tecnologica, e come rivendicazione del primato della verità sulla prassi. Del Noce sottolinea «il carattere profetico delle sue vedute nei riguardi del destino dell’Europa, del processo irreversibile del laicismo verso lo scientismo e il sociologismo, del neomodernismo, della presente situazione morale».
Questo libro, in cui si incontrano simbolicamente Simone Weil e Augusto Del Noce, è un documento essenziale per orientarsi nell’attuale dibattito, in seno al cattolicesimo, sulla secolarizzazione, sulla società tecnologica, sulla necessità della metafisica tradizionale nella riflessione teologica e sull’ecumenismo.
Simone Weil nacque a Parigi nel 1909. Allieva del filosofo Alain dal 1925 al 1928, subì profondamente l’influenza del maestro. A ventidue anni ottenne la laurea in filosofia. Insegnò fino al 1934 nei licei di Le Puy, Auxerre, Roanne. Temperamento mistico e rivoluzionario, abbandonò l’insegnamento lavorando come semplice operaia nelle officine. Questa esperienza scosse per sempre la sua salute. Intanto cominciò a pubblicare i suoi primi articoli su «Révolution prolétarienne», «Critique sociale», «Nouveaux Cahiers» e infine sui «Cahiers du Sud».
La guerra civile spagnola la spinse ad arruolarsi con lo schieramento antifascista.
Nel 1940 lasciò Parigi per Marsiglia dove ripeté la sua esperienza di operaia. Nel 1942 si trasferì a New York, ma, presa dai rimorsi per essersi sottratta al rischio delle persecuzioni, tornò in Europa stabilendosi a Londra nella speranza di partecipare più attivamente alla resistenza. Morì in sanatorio ad Ashford nel 1943, sfinita dagli stenti.
Le sue opere sono state pubblicate postume. Il suo pensiero religioso, vicino al cristianesimo e nello stesso tempo nutrito della tradizione greca e orientale, è uno dei più fecondi di oggi ed ha assunto per le nuove generazioni europee un interesse profondo. Anche la sua critica, da un lato al totalitarismo nelle sue varie manifestazioni, dall’altro alle ideologie marxiste e progressiste, è ricca di intuizioni feconde.
Da un’Isola all’Altra – Il pensiero Utopico nella Narrativa Inglese da Thomas More ad Aldous Huxley
Autore/i: Corrado Adriana
Editore: Edizioni Scientifiche Italiane
unica edizione, premessa dell’autrice.
pp. 192, Napoli
Se è vero che le utopie sono sostanzialmente le uniche risposte possibili, in ambito strettamente terreno, alla inesauribile speranza dell’uomo di superare i propri angusti e troppo imperfetti limiti storici, e tendere alla perfezione, non si può non sottolineare quanto provvisori, limitati, persino opprimenti e statici, e quindi di per sè contrari alla legge del divenire, siano i paradisi terrestri, i giardini dell’Eden, le utopie proposte al lettore dagli scrittori utopisti nel corso dei secoli. Nonostante l’insistenza su alcuni principi fondamentali che tutti i modelli utopici hanno in comune, come la necessità di abolire la proprietà privata ed il riconoscimento dell’uguaglianza degli uomini e dei cittadini, si possono individuare due distinti filoni nelle utopie narrative inglesi. L’un filone, quello iniziato da More, vuole dare al cittadino uguaglianza di beni materiali ma garantiti dalla presenza di uno stato forte e, mentre mostra fiducia nel progresso scientifico, si chiude di fatto al nuovo, in difesa della stabilità interna. Il secondo filone va connotandosi, invece, verso la fine del Settecento e chiarendosi nell’Ottocento quando, mentre si insiste da parte di tutti sulla fondamentale esigenza di uguaglianza tra cittadini, d’altra parte solo in pochi si fa chiara l’idea che eguaglianza non deve voler dire appiattimento, livellamento tra esseri umani ed anzi si accentua la necessità di non mortificare ogni forma di individualismo e difendere l’identità personale. Le utopie appartenenti a questo secondo filone hanno riscosso poco successo, ed avuto scarso seguito, proprio perchè non forniscono modelli definiti, codificati e sottolineano, invece, costantemente l’aspirazione alla libertà e la necessità di lasciare vivere e potenziare l’arte ed il bello, altrettanto vitali per l’esistenza umana quanto i beni materiali. William Godwin è il vero padre di questo secondo filone con il suo modello anarchico di convivenza civile, che resta ancora oggi la sola utopia proponibile, con la duplice valenza di nowhere perfetto ma irrealizzabile. E proprio perchè irrealizzabile ancor più valido come modello.
Adriana Corrado è docente di Lingua e Letteratura Inglese alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’istituto Universitario Orientale di Napoli. E autrice di numerosi saggi sulla cultura inglese del Settecento, su autori come Burke, Addison, Godwin, scrittori di opere utopiche, oltre a lavori critici di più ampio respiro, quali i Precursori di Robtnson Crusoe e Lemuel Gulliver (1976), Il femminismo nelle prime commedie di George Bernard Shaw (1978), A proposito del romanzo gotico (1979) e William Godwin illuminista romantico (1984).
Premessa
- I. Il problema di definire
a) – Origini del pensiero utopico
b) – Cosa è un’utopia
c) – Limiti dell’utopia
d) – Quali utopie e perché - II. La stasi come utopia:
La Repubblica di Platone - III. La stabilità sociale come utopia:
Utopia di Thomas More - IV. – La scienza come utopia:
New Atlantis di Francis Bacon - V. – L’armonia sociale come utopia:
Le Memoirs di Simon Berington - VI. – L’anarchia come utopia:
Imogen: A Posterai Romance di William Godwin - VII. – La bellezza come utopia:
News from Nowhere di William Morris - VIII. – La distopia come utopia:
Nineteen Eigbty-Four di George Orwell - IX. Il misticimo come utopia:
Island di Aldous Huxley
Conclusione
Bibliografia
Indice dei nomi


