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Libri dalla categoria Oriente

I Misteri di Istanbul

I Misteri di Istanbul

Autore/i: Scognamillo Giovanni

Editore: Edizioni il Torchio

prefazione di Gabriele La Porta, introduzione dell’autore.

pp. 128, numerose illustrazioni b/n, Roma

La storia segreta di una città millenaria a metà strada tra Oriente e Occidente, il cui fascino ha sempre attirato maghi e viaggiatori, spie e veggenti, occultisti e avventurieri, da Casanova a Cagliostro,
da Agatha Christie a Gurdjieff.

Giovanni Scognamillo è nato Istanbul nel 1929, città dove vive e lavora Storico del cinema, scrittore, giornalista, è autore di oltre venti volumi, tra cui: Le porte dell’orrore. Introduzione alla letteratura fantastica; Memorie di un levantino; Dracula mito perenne; quest’ultimo in corso di pubblicazione per i tipi de “La bottega delle meraviglie”.

Chi Comanda in America

Chi Comanda in America

Autore/i: Blondet Maurizio

Editore: Effedieffe Edizioni

pp. 188, Milano

Questo libro è il logico sviluppo di “11 settembre colpo di stato in U.S.A.”, in cui si ipotizza lo scenario non di un attentato, ma di un putsch. Si analizzano qui chi sono i componenti principali dell’establishment USA. Con questi “consiglieri strategici” privati e filo-israeliani, compaiono generali e ammiragli che presiedono i consigli d’amministrazione delle grandi fabbriche di armamento a contratto per il Pentagono, il cosiddetto complesso militare-industriale. Nel JINSA (Jewish Institute for National Security Affairs) si annodano le volontà politiche convergenti, l’abitudine alla segretezza, l’ideologia guerrafondaia, la disponibilità di mercenari tecnologicamente all’avanguardia e – soprattutto – tecnologie militari top secret che possono trasformare un Boeing di linea in un proiettile volante teleguidato, solo modificando il software del pilota automatico. Insomma, le competenze necessarie per attuare gli eventi dell’11 settembre e realizzare, dietro la maschera dell’attentato “arabo”, un colpo di Stato.

Schiavi o Bambini? – Storie di Prostituzione Infantile e Turismo Sessuale in Asia

Schiavi o Bambini? – Storie di Prostituzione Infantile e Turismo Sessuale in Asia

Titolo originale: The Child and the Tourist

Autore/i: O’Grady Ron

Editore: EGA – Edizioni Gruppo Abele

introduzione dell’autore, traduzione di Claudia Paggi.

pp. 112, Torino

Un’inchiesta sulla prostituzione infantile in Asia, sulla schiavitù di migliaia di bambini venduti soprattutto ai «turisti» di passaggio, spesso persone comuni che nel loro paese vivono esistenze apparentemente rispettabili.
Un fenomeno drammatico, dai contorni inquietanti, di cui non è facile parlare e scrivere senza scivolare nel sensazionalismo a tinte forti. Ma sono comunque storie da raccontare, perché il silenzio non è un’alternativa. «Si deve sapere di questi bambini e si deve smascherare il male nascosto fra le pieghe della nostra società» (dall’Introduzione).

Questo libro fa parte delle iniziative promosse da ECPAT-Italia nell’ambito della Campagna internazionale contro la prostituzione infantile legata al turismo sessuale.

I Germogli in Cucina

I Germogli in Cucina

Un Piccolo Orto in Casa, Ricco di Sapore e Salute. Come Coltivarli E Come Utilizzarli

Autore/i: Mantellini Roberta; Bavicchi Dario

Editore: Tecniche Nuove

introduzione degli autori.

pp. 128, illustrazioni b/n, Milano

I germogli dei legumi, dei cereali e di molti altri semi, sono una fonte preziosa di vitamine, sali minerali e sostanze vitali, rappresentano infatti il momento più energetico della pianta.
Sono semplici da fare, occupano poco spazio e possono costituire l’ingrediente per gustose insalate ma anche per ricette più complesse. Sono il modo migliore per tenere in casa un piccolo orto ricco di alimenti nutrienti e freschissimi. Partendo da sementi biologiche, utilizzando unicamente l’acqua e la luce, e con un’attesa che in genere varia da 2 a 7 giorni a seconda della specie, si può essere sicuri al 100 % di che cosa si porta in tavola.
Il libro spiega come scegliere i semi, come trattarli per ottenere i germogli, perché sono così salutari e che cosa contengono, specie per specie. Inoltre suggerisce come utilizzarli in gustose ricette e come abbinarli sia nel germogliatore, sia nel piatto.

L’Ultimo Kaiser – Vita di Guglielmo II Imperatore di Germania

L’Ultimo Kaiser – Vita di Guglielmo II Imperatore di Germania

Titolo originale: The Last Kaiser. A Biography of William II German Emperor and King of Prussia

Autore/i: Whittle Tyler

Editore: U. Mursia Editore

traduzione dall’inglese di Gabrio Forti, in sovracoperta: stampa della fine del XIX secolo riproducente Guglielmo II in una posa caratteristica (foto G. Costa)

pp. 480, 31 illustrazioni b/n f.t., 1 cartina b/n, Milano

La discussa figura dell’ultimo imperatore del Secondo Reich tedesco in una biografia obiettiva e illuminante.

Guglielmo II di Germania, il nipote preferito della regina Vittoria, divenne a soli ventinove anni il terzo imperatore del Secondo Reich e il capo di uno dei più progrediti e potenti Stati d’Europa. Durante il suo regno la Germania conquistò numerose colonie e godette di una prosperità commerciale eccezionale; eppure con la Grande Guerra e la Rivoluzione del 1918 tutto ciò fu perduto nel volgere di pochi anni e Guglielmo fu costretto ad andare in esilio.
La figura e l’operato del Kaiser sono sempre stati oggetto di giudizi assai contrastanti: con il presente volume, invece, l’autore si è impegnato a fondo nel tentativo di offrire un quadro obiettivo di questo enigmatico monarca ed è riuscito a darci di lui un giudizio il più possibile aggiornato e documentato. Dall’opera emerge così il ritratto attentamente disegnato di un sovrano ipersensibile, con molti pregi e molti difetti, legato strettamente alla costituzione di quel Secondo Reich che fu un compromesso tra un governo assolutista, e un governo democratico e che il padre di Guglielmo addirittura definì un «caos genialmente studiato e reso reale».
L’autore non si abbandona a rivelazioni scandalistiche, ma non nasconde peraltro alcuna notizia anche «scottante». Più di qualsiasi altro biografo precedente egli di molte informazioni sulla giovinezza e sul background familiare del Kaiser, descrive il dramma del breve regno di suo padre e il successivo rigido trattamento subito ad opera della madre e fornisce interessanti profili delle numerose persone che lo influenzarono, lo servirono o giocarono una parte rilevante nella sua vita. Whittle analizza inoltre in modo chiaro e accurato le varie situazioni politiche che andarono sviluppandosi nel lungo periodo compreso fra la caduta del principe di Bismarck e la fine della prima guerra mondiale.

Tyler Whittle è un autore «poliedrico» che ha saputo portare il suo valido contributo in molti campi dello scibile, dalla letteratura alla scienza. Laureato a Cambridge, si è dedicato a scrivere non solo opere storiche, ma anche di narrativa, di critica letteraria e persino di botanica. Per diversi anni è stato collaboratore della radio e della televisione britanniche. Di argomento storico ha al suo attivo diverse biografie romanzate su Riccardo III, la regina Vittoria e Edoardo VII.

La Loro Africa – Vita tra i Masai

La Loro Africa – Vita tra i Masai

Titolo originale: Maasai Days

Autore/i: Bentsen Cheryl

Editore: Sperling & Kupfer Editori

unica edizione, traduzione di Lucio Trevisan, fotografie dell’autrice.

pp. 302, numerose fotografie b/n f.t., Milano

«Del loro passato i Masai conoscono soltanto ciò che viene tramandato di generazione in generazione. Non esistono documenti o manufatti antichi. Una migrazione di gente di lingua masai dovrebbe essere partita dalla regione del Nilo prima del sedicesimo secolo. Verso il 1650 i Masai erano già insediati nell’attuale Kenya centrale. La storia orale della tribù inizia con il racconto mitico della sua fuga da un cratere scuro e profondo. Costruita una scala, uomini, donne, bambini, vacche, capre, pecore e scimmie cominciarono ad arrampicarsi. Ma la scala si spezzò, lasciando indietro metà della gente e degli animab. Quelli usciti per primi all’aperto erano i “veri” Masai, che vivevano soltanto dell’allevamento di bestiame.»

I Masai sono forse la tribù africana più studiata e fotografata. Guerrieri estremamente coraggiosi, cacciatori di leoni e mandriani, hanno saputo rimanere identici a loro stessi nel corso dei secoli. Alti e fieri, sono stati protagonisti di pagine indimenticabili firmate da autori quali Karen Blixen, Ernest Hemingway, Evelyn Waugh, per citarne solo alcuni. Se per costoro, però, essi costituivano un popolo, Cheryl Bentsen – autrice di questa bellissima opera – è invece andata a conoscerli uno per uno. Rimasta in Kenya dal 1980 al 1986 al seguito del marito giornalista, la Bentsen ha accumulato un’affascinante esperienza su questa gente straordinaria. Dall’incontro casuale con un autostoppista a un villaggio masai nelle pianure della Rift Valley il passo per entrare in contatto con loro è stato breve per lei. Là si è infatti imbattuta in due giovanissimi abitanti, Joseph e Noah, che parlavano inglese e sognavano una vita nuova a Nairobi, ma al contempo non rinunciavano alla circoncisione con il tradizionale rito tribale. Poi ha incontrato anche i loro genitori e fratelli, nonché l’insegnante e numerose, singolari figure: Nanta, che, sfuggita alle percosse del marito, sognava di aprire una bottega di chincaglieria; Dickson, lo studente che aspirava alla laurea ma si rammaricava di non trovare il tempo per cacciare il leone insieme con i compagni; Mary, il cui desiderio di insegnare era frustrato da un consorte troppo geloso; Semoi, vergognoso della sua dipendenza dall’alcol… Durante la permanenza della scrittrice molti eventi hanno segnato lietamente o, più spesso, drammaticamente l’esistenza dei Masai, che tuttavia sono riusciti a non smarrire la loro identità culturale ed etnica. All’autrice va il merito di averne tracciato un ritratto sincero, accurato e commovente, che è insieme preziosa testimonianza sull’Africa odierna e vivace, smagliante cronaca di vita vissuta.

Cheryl Bentsen è nata a Cranston, nel Rhode Island, e si è laureata in giornalismo alla New York University. Dal 1973 al 1976 ha lavorato nella redazione sportiva del Los Angeles Times, prima donna nella storia di quel giornale. I suoi articoli sono stati pubblicati su numerosi quotidiani e riviste americane. Attualmente vive con il marito a Varsavia.

Sua Affezionata Maimie – Lettere di una Giovane Prostituta (1910-1915)

Sua Affezionata Maimie – Lettere di una Giovane Prostituta (1910-1915)

Raccolte da R. Rosen e S. Davidson e presentate da A. Del Bo Boffino

Autore/i: Pinzer Maimie

Editore: Editori Riuniti

unica edizione, introduzione di Anna Del Bo Boffino, traduzione di Maria Buitoni Duca, titolo originale: The Maimie Papers, in copertina: cartolina stampata in litografia di Henri Meunjer.

pp. 368, illustrazione b/n f.t., Roma

Durante i primi anni del secolo, una giovane prostituta americana, Maimie Pinzer, avvia una fitta corrispondenza con la propria benefattrice, signora dell’alta società di Boston. Le lettere assumono ben presto il tono della confidenza: Maimie racconta la sua storia, trascrivendo, come in un diario intimo, turbamenti ed emozioni, difficoltà e progetti. «Niente memorie di maîtresses più o meno famose o di celebri cortigiane», scrive nella prefazione Anna Del Bo Boffino. «Questa è una donna che va e viene dalla prostituzione, alternandola a lunghi periodi di lavoro, a un matrimonio, ad anni di impegno sociale, a un secondo matrimonio. E siccome il racconto è autentico, destinato solamente a un’interlocutrice discreta e comprensiva, sappiamo di trovarci di fronte, forse per la prima volta, a una testimonianza che dà voce ai silenzi di milioni di donne.»

Il Sesso in Ufficio

Il Sesso in Ufficio

Titolo originale: Sex and the Office

Autore/i: Brown Helen Gurley

Editore: Sugar Editore

unica edizione, traduzione di Margherita Gasparetto.

pp. 368, Milano

Un manuale che strizza l’occhio al lettore con spirito malizioso e frizzante, scoprendo i segreti più gelosi delle ragazze che lavorano! Un libro impertinente, ricco d’umori piccanti, che dà modo agli uomini di conoscere la mentalità e il comportamento delle donne in ufficio!

Ed ecco un breve ventaglio di ghiotti argomenti:

  • Come amare il proprio capo, imperativo per ogni ragazza che voglia una vita d’ufficio ricca ed intensa
  • Come essere una ragazza di successo
  • Come sapersi districare in un luogo dove le cose più importanti sono i soldi e i big del mondo degli affari
  • Come vestirsi muoversi agire parlare truccarsi per sedurre i colleghi d’ufficio
  • Come cucinare per rendere più piccanti gli incontri all’ora di pranzo
  • Tattica bellica per riuscire sempre a trarsi d’impaccio nelle situazioni più scabrose
  • Come i viaggi d’affari possono dimostrarsi essenziali per i rapporti sexy

E infine, a mo’ di esempio:
Tre deliziose storielle d’alcova.
Come si può vedere sin d’ora il materiale promette bene e c’è da tener presente che queste indicazioni non sono che una piccola goccia in un mare di cose interessanti.

Helen Gurley Brown, fortunatissima autrice del bestseller Sex and the single girl ha sperimentato nella sua intensa vita di lavoro (18 uffici diversi) tutti i consigli elargiti e i segreti svelati in questo spassosissimo libro. Attualmente vive col marito a New York e collabora regolarmente a numerosi giornali e a diversi programmi della radio e della televisione americana.

Il Libro di Enoch

Il Libro di Enoch

Autore/i: Pincherle Mario

Editore: Faenza Editrice

introduzione dell’autore.

pp. 408, Faenza

Sommario:

Nota critico-storica
Introduzione

IL PRIMO LIBRO DI ENOCH
(Enoch 1 – Enoch Etiopico)

  • Prologo
  • Parte prima (C.c. 6-36) «Il libro degli angeli»
  • Parte seconda (C.c. 37-71) «Il libro delle parabole»
  • Parte terza (C.c. 72- 82) «Il libro astronomico»
  • Parte quarta (C.c. 83- 90) «Il libro delle visioni»
  • Parte quinta (C.c. 91-105) «Il libro delle esortazioni»
  • Epilogo (C.c. 106-108) «Frammento del libro di Noè»

IL SECONDO LIBRO DI ENOCH
(Enoch 2 – Enoch Slavo)

  • Parte prima: (C.c. 1-35) «La creazione»
  • Parte seconda: (C.c. 36-68) «Il ritorno sulla terra»

IL TERZO LIBRO DI ENOCH
(Frammenti ebraici e greci)

  • Nota critica
  • Introduzione al testo
  • Libro di Enoch di R. Ishmael Ben Elisha

Al Capone – La Vita e il Mondo del Re dei Gangster

Al Capone – La Vita e il Mondo del Re dei Gangster

Titolo originale: Al Capone

Autore/i: Kobler John

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, traduzione di Lia Volpatti.

pp. 528, 42 illustrazioni b/n fuori testo, Milano

Al Capone: il manager della malavita, il primo gangster che agì con mentalità da businessman, in una società ad alto sviluppo industriale. Come fu possibile la spettacolare ascesa del piccolo teppista di New York che, trasferitosi a Chicago, diventò in breve tempo il braccio destro e poi il concorrente dei più temuti notabili della malavita locale, e infine il «pericolo pubblico numero uno», capo indiscusso di una corporation del crimine che stendeva i suoi tentacoli su tutta la nazione? In questa straordinaria rievocazione biografica, John Kobler risponde all’interrogativo tracciando innanzi tutto un quadro del tumultuoso scenario urbano degli Stati Uniti negli anni Venti, un paese dove s’intrecciavano ed esplodevano, con intensità fino allora sconosciuta, gli elementi di una travolgente e contraddittoria trasformazione economica: sconcertanti fenomeni di mobilità sociale, ricchezze improvvise e improvvisate, enorme allargamento dell’area dei consumi accompagnato da scarse possibilità d’acquisto per vasti strati della popolazione, rapida e incontrollata crescita delle metropoli, legami tenebrosi tra affarismo, amministrazione pubblica, potere politico e un equivoco mondo ai margini della legge. Tra un ambiente sociale e un costume politico che, con le loro debolezze e imperfezioni, consentono larghe possibilità d’iniziativa criminale, Al Capone trova tanto spazio da incarnare il simbolo del delitto organizzato. Seguendolo passo passo nella sua singolare scalata sociale, il libro di Kobler disegna un penetrante ritratto di un uomo e di una società: l’inquieta protervia del «re dei gangster» e la corrotta inefficienza della macchina della giustizia; il torvo clan di «gorilla» che lo proteggeva fisicamente e gli avvocati della malavita che rendevano giuridicamente inattaccabile la sua brutale intraprendenza; il suo vanitoso comportamento mondano e le celebrità dello sport, del cinema e del teatro che lo compiacevano; la rete d’influenze e di omertà, ottenute e conservate con la violenza, di é cui il «pericolo pubblico numero uno» disponeva e i vantaggi che ne traevano gli uomini dell’alta finanza e della politica che si onoravano della sua amicizia. È l’immagine di un potente quella che emerge dagli annali della delinquenza nordamericana ripercorsi da Kobler, e la storia della sua vita getta luce su come si articola il potere (criminale) in una società di grandi masse.

Studioso di storia della criminalità, John Kobler è uno dei più quotati «crime reporter» degli Stati Uniti. Vive a New York e ha anche scritto una biografia di Henry Luce.

Cattivi Capi, Cattivi Colleghi – Come Difendersi dal Mobbing e dal Nuovo « Capitalismo Selvaggio »

Cattivi Capi, Cattivi Colleghi – Come Difendersi dal Mobbing e dal Nuovo « Capitalismo Selvaggio »

Autore/i: Gilioli Alessandro; Gilioli Renato

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

pp. 174, Milano

Loredana, amministratrice scolastica, colpita da sanzione disciplinare perché pretendeva di far risparmiare il suo istituto.

Maria Luisa, archivista di una tv privata, bollata come iettatrice per la sua diversità religiosa.

Michele, medico internista, declassato a funzioni burocratiche perché contrario a «gonfiare» le prescrizioni di analisi.

Dodici milioni di europei sono vittime di persecuzioni sul luogo di lavoro. Colpa dei capi? Dei colleghi? Di superiori ragioni di bilancio? Di particolari sensibilità individuali?

Può accadere al primo impiego o dopo trent’anni di onorata carriera; può succedere perché si è timidi o perché si è troppo brillanti, perché si è rigorosi o perché si parla con accento diverso. E molto spesso il motivo scatenante è la fusione tra due imprese o qualche superiore problema di bilancio.
Il lavoro, allora, diventa un incubo e le vessazioni da parte di capi e colleghi una regola. L’aggressione può iniziare con una serie di allusioni, sguardi, battute, episodi che sembrano casuali e scollegati. Poi l’attacco si fa sempre più chiaro e chi lo subisce non sa bene come comportarsi: resistere pazientemente, ribellarsi, rivolgersi a un terapeuta o a un avvocato.
I casi sempre più frequenti di dirigenti, impiegati, operai obbligati a ricoprire posizioni inadeguate o dequalificanti, ma anche di dipendenti cui vengono affidate mansioni di responsabilità con l’intento di metterli a disagio incentivandone le dimissioni, esprimono una tendenza tipica della società postindustriale, una forma di violenza psicologica legata a una nuova fase dell’economia mondiale e all’affermarsi di un liberismo dal «volto inumano» che dimentica di proteggere non solo i più deboli, ma a volte anche i migliori. Il fenomeno ha un nome, mobbing, che ci riporta direttamente alla logica del branco e alla nostra primitiva barbarie: in etologia, infatti, indica l’accerchiamento minaccioso che un gruppo di animali mette in atto nei confronti di un simile per escluderlo dalla comunità. E soprattutto negli ultimi anni il mobbing è letteralmente esploso anche in Italia dove interessa, secondo le stime più recenti, oltre un milione di individui.
In Cattivi capi, cattivi colleghi Alessandro e Renato Gilioli – affermato giornalista l’uno, massimo esperto italiano dell’argomento l’altro – raccontano le storie di uomini e donne che hanno vissuto in prima persona l’esperienza della vessazione sul luogo lavoro: il dirigente tenuto a digiuno di informazioni per essere rigettato sul mercato come una scatola vuota; l’impiegata statale precipitata in un clan maschile la cui moneta di scambio è il turpiloquio; il giovane fattorino sottoposto a superlavoro e poi privato di qualsiasi mansione… Ognuno con la sua personalità, le sue fragilità e le sue insospettabili risorse. Storie esemplari attraverso cui vengono prese in esame le ragioni economiche e sociali del mobbing, gli effetti che ha sul singolo e sulla collettività e le vie d’uscita che possono essere percorse di volta in volta per combatterlo.

Alessandro Gilioli (Milano 1962) è laureato in filosofia. Giornalista professionista, ha lavorato alla «Domenica del Corriere», a «Sette», al «Giornale» di Montanelli e all’«Europeo»; è stato direttore di «Class» e di «Gulliver». Attualmente è direttore editoriale alla De Ago – Rizzoli Periodici. Nel 1994 ha pubblicato il libro inchiesta Forza Italia: la storia, gli uomini e i misteri (Arnoldi).

Renato Gilioli (Milano 1936), neuropsichiatra, ha fondato e dirige il Centro per il disadattamento lavorativo della Clinica del lavoro di Milano e collabora con l’Organizzazione mondiale della sanità. Da oltre vent anni si occupa di problemi di socialità in ambiente aziendale ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche sul tenia. Ha organizzato diversi convegni sul mobbing in tutta Italia.

I Faraoni di Milano – La Favolosa Italia degli Affari

I Faraoni di Milano – La Favolosa Italia degli Affari

Autore/i: Ori Angiolo Silvio

Editore: Edizioni Settedidenari

unica edizione, premessa dell’autore.

pp. XIX-574, Bologna

«I maggiori guasti verranno al nostro paese dai ricchi e dagli uomini d’affari che messe le mani sul pubblico potere e sugli istituti di esso, in grazia solo del loro danaro, potranno ridurci ad un nuovo servaggio più duro di quella schiavitù cui re e principi avevano costretto i loro popoli.»
(Samuel Johnson, Lettere a Macpherson, 1775)

Falco di Maggio – Fra Leggenda e Storia il Mondo Magico e Cavalleresco nell’Inghilterra dei Tempi di Re Artù e della Tavola Rotonda

Falco di Maggio – Fra Leggenda e Storia il Mondo Magico e Cavalleresco nell’Inghilterra dei Tempi di Re Artù e della Tavola Rotonda

Titolo originale: Hawk of May

Autore/i: Bradshaw Gillian

Editore: SugarCo Edizioni

unica edizione, nota dell’autrice, traduzione di Fabio Vasarri.

pp. 296, Milano

Ambientato in un periodo storico – quello magico di re Artù e dei suoi cavalieri – dove fatti realmente avvenuti e la favola si confondono, questo libro (vincitore del premio Hopwood per la narrativa presso l’università di Michigan) trasporta il lettore nei secoli bui del primo medioevo inglese quando i romani avevano, da poco, abbandonato l’isola e lotte fratricide insanguinavano l’Inghilterra. Eroe del romanzo è il giovane Gwalchmai, nipote di Artù e figlio della regina Morgawse, una perfida maga capace di ogni trucco. Costretto a vivere fra l’esercizio brutale delle armi e le diaboliche trame della madre, Gwalchmai sceglierà, alla fine, la sua via: una ricerca difficile e pericolosa della propria identità che lo porterà lontano dal regno delle tenebre e, dopo mille avventure, davanti al trono di re Artù a cui giurerà eterna fedeltà di cavaliere. Facendo rivivere lo stesso materiale romanzesco di tradizioni favolose e di mirabili imprese cavalleresche trattato dai cronisti medievali nei cicli anglo-normanno e bretone dei vari Robert Wace e Chrétien de Troyes, sempre senza perdere di vista, per quanto lo consentano le fonti e le esigenze dell’intreccio, un’accurata ambientazione storica, Gillian Bradshaw è riuscita nell’intento di rendere credibile e quindi narrativamente godibile un mondo remoto e soffuso di magica leggenda che, oggi più che mai, continua ad affascinarci.

Gillian Bradshaw è nata negli Stati Uniti ma risiede in Inghilterra. Laureata a Cambridge in lettere antiche, ha scritto vari romanzi storici tra i quali Il faro di Alessandria pubblicato in questa stessa collana.

Vietate le Sedie – Racconti

Vietate le Sedie – Racconti

Titolo originale: Cadeiras Proibidas

Autore/i: Brandão Ignácio de Loyola

Editore: Casa Editrice Marietti

unica edizione, introduzione e traduzione di Rita Desti.

pp. XII-162, Casale Monferrato (AL)

Con la pubblicazione in italiano del romanzo Zero (Feltrinelli 1974), tradotto direttamente dall’originale inedito, Loyola Brandao si è imposto prepotentemente all’attenzione internazionale percorrendo a ritroso il cammino della notorietà e scavalcando le proibizioni della censura patria grazie al prestigio conquistato all’estero. Oggi Loyola Brandão è definitivamente consacrato anche in Brasile come uno degli scrittori di maggiore udienza, interprete nei modi del romanzo della violenza urbana, della disumanizzazione di un mondo incattivito ed eccessivo, lontanissimo dal mondo pittoresco e profumato di folclore cui la letteratura latino-americana di esportazione ci aveva in parte abituato.
Nato nella provinciale Araraquara e presto fagocitato dalla megalopoli (Sao Paolo) dove ha esercitato a lungo il mestiere di giornalista, Loyola Brandao ha saputo tradurre in strutture narrative mozzafiato la visione di un mondo allucinato e onirico popolato da sciagurati picari travolti dalla ferocia. Questo Vietate le sedie, brevi racconti dal sapore di apologo pubblicati inizialmente sulle colonne di un quotidiano paulista di alta tiratura, è però qualcosa di più . di una rappresentazione della conturbante realtà metropolitana del Sud America; parabola e metafora dell’esistenza, costituisce una meditazione sulla condizione dell’uomo moderno. (Antonio Tabucchi)

Ignácio de Loyola Brandão è nato ad Araraquara nel 1936. Ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti, Depois do Sol, nel 1963; ad essa hanno fatto seguito, nel 1968, il romanzo Bebel que a Cidade Comeu e, nel 1969, i tre racconti riuniti in un volume sotto il titolo Pega Ele, Silêncio. Dopo la pubblicazione di Zero, nel 1974, sono usciti nel 1976 il romanzo Dentes ao Sol e la prima edizione dei racconti Cadeiras proibidas (2ª ed 1979); nel 1978 racconto per ragazzi Cães Danados, il reportage narrativo Cuba de Fidel. Viagem à Ilha Proibida, e infine nel 1981 l’ultimo, apocalittico romanzo Não Verás País Nenhum. Attualmente Brandão divide la sua vita fra il Brasile e Germania Federale dove sta attendendo alla stesura di un nuovo romanzo.

Memorie

Memorie

Titolo originale: Vospominanija

Autore/i: Sacharov Andrej

Editore: SugarCo Edizioni

unica edizione, traduzione dal russo di Elena Gori Corti.

pp. 932, numerose fotografie b/n f.t., Milano

Pioniere della fisica, padre della bomba H sovietica, premio Nobel per la Pace 1975, Andrej Sacharov è stato una delle maggiori figure del XX secolo. Ha rinunciato a tutti i privilegi che gli derivavano dalle posizioni di prestigio raggiunte quale fisico per assumere il ruolo di leader del movimento dei dissidenti sovietici e della lotta in favore dei diritti umani per la quale è diventato famoso in tutto il mondo. Secondo molti, è a lui che va attribuito il merito dei cambiamenti che hanno sconvolto la geografia socio-politica dell’Unione Sovietica e dell’Europa dell’Est. In questa sua autobiografia, completata poco prima della morte avvenuta nel dicembre del 1989, Sacharov ricostruisce in prima persona la vita straordinaria di un uomo il cui nome è destinato a restare nella memoria delle generazioni future. Nato da una famiglia della borghesia intellettuale di Mosca, Sacharov è cresciuto fisicamente e culturalmente durante i primi travagliati decenni del regime comunista. Rievoca qui il lavoro che svolse in una fabbrica di munizioni durante la seconda guerra mondiale e come nel 1945 abbia cominciato gli studi superiori di fisica che alla fine lo avrebbero portato a far parte del programma di sviluppo della bomba all’idrogeno. Sacharov ci fornisce l’inedito, fascinoso resoconto degli sforzi compiuti per vincere la corsa alla bomba H (la sua narrazione getta nuova luce sulla questione ancora controversa di chi abbia costruito per primo la bomba) e una descrizione dei personaggi coinvolti nel progetto come il suo maestro, il premio Nobel Igor Tamm, e il capo della polizia segreta di Stalin, Lavrenti Berija. Descrive l’«impianto», la Los Alamos sovietica, dove ha passato diciotto anni della sua vita, ci parla di scienza raccontandoci al tempo stesso la tragedia umana.
Eletto all’Accademia delle Scienze a soli trentadue anni, Sacharov ne divenne un influente membro. Spiega la trasformazione interiore cui andò incontro e perché abbia cominciato a dubitare dell’affidabilità del governo entrato in possesso della nuova e terribile arma di distruzione. Rivela le drammatiche prove di forza che sostenne con Nikita Chruščev, i suoi tentativi di influenzare le autorità, l’ostracismo cui venne sottoposto dalla comunità scientifica sovietica e le vessazioni, che divennero un evento quasi quotidiano, subite ad opera di responsabili di governo.
Rimasto vedovo della prima moglie, Sacharov conobbe Elena Bonner e qui racconta le circostanze in cui si sviluppò un’eccezionale relazione tra due individualità differenti ma consacrate alla medesima causa e al loro meraviglioso, reciproco amore. Rievoca con dovizia di particolari i suoi continui scontri con i leader sovietici su questioni di politica interna ed esterna; le azioni compiute in favore delle vittime della persecuzione politica; ì tentativi del governo di ridurlo al silenzio e di gettare discredito su di lui e su sua moglie. Nei primi anni Ottanta denunciò Tinvaslone dell’Afghanistan e la vivacità della sua narrativa ci consente di rivivere il momento in cui venne prelevato in una strada di Mosca dal Kgb ed esiliato a Gor’kij, dove rimase relegato per sette anni. Alla fine, nel dicembre del 1986, giunse un’inaspettata telefonata da parte di Michail Gorbačev e Sacharov ed Elena Bonner poterono tornare a Mosca, finalmente liberi.

Il Libro dei Sogni – Oltre 5000 Voci per Interpretare i Sogni

Il Libro dei Sogni – Oltre 5000 Voci per Interpretare i Sogni

Autore/i: Kolosimo Caterina

Editore: Sonzogno

a cura di Claudia Azzola, introduzione di Maurizio Costanzo.

pp. 544, Milano

Capire i propri sogni, svelarne i misteriosi messaggi: è possibile, con questo libro. È il primo manuale che raccoglie le più avanzate tesi interpretative del nostro secolo ponendole a confronto con le tradizioni popolari e magiche, in un discorso finalmente completo che abbraccia e sintetizza il sapere antico e nuovo. Dall’A alla Z un viaggio affascinante attraverso gli elementi e le situazioni oniriche più frequenti: non responsi sibillini, ma chiare indicazioni e validi suggerimenti che vogliono essere di stimolo a dialogare con le visioni notturne, dunque con la parte più nascosta di noi stessi. È in questo senso che va letta la prima parte introduttiva, che espone brevemente le più accreditate teorie degli studiosi che si sono occupati del mondo onirico, fino alle più recenti, impensate applicazioni: è possibile “controllare” il sogno, “entrare” nelle visioni notturne? E perché è utile farlo? Drammatico, enigmatico, immaginifico, grandioso, spettacolare, il nostro personale “teatro della notte” è anche gioioso, ludico, e ci invita ad abbandonarci alle intuizioni irrazionali: un aspetto che Il libro dei sogni non ha tralasciato, riservando la parte finale ai numeri da giocare al lotto. Buona fortuna!

Caterina Kolosimo, giornalista, scrittrice, conduttrice televisiva, si è specializzata nei settori attinenti alla psicologia, in particolare nell’interpretazione dei sogni. Ha avuto come grande maestro il marito Peter Kolosimo. Da anni cura rubriche sull’interpretazione dei sogni per importanti periodici. Ha già pubblicato alcuni libri di notevole successo e, sempre in campo onirico, svolge un’intensa attività televisiva. Vive e lavora a Roma e Milano.

La Curva dei Silenzi – Il Caso Senna

La Curva dei Silenzi – Il Caso Senna

Autore/i: Santoro Nicola

Editore: Di Renzo Editore

unica edizione, prefazione di Daniele Azzolini.

pp. 256, numerose tavole a colori f.t., Roma

Che libro potrebbe mai uscirne da un processo… una cronaca giudiziaria? Un diario? Un resoconto minuzioso, magari un po’ noioso? Nicola Santoro ne ha fatto un romanzo. Dunque, egli ha compiuto una piccola impresa, o forse una grande impresa, non sta a noi misurarla in centimetri. Sappiamo solo che non era facile, e non soltanto perché i processi, nudi e crudi quali sono, poco si prestano a palpitare e a coinvolgere, tantomeno a innalzarci sopra gli stessi fatti, per indurci a osservare cose e persone, modi di fare e di essere con l’ampiezza del quadro d’assieme, che è appunto la forza del romanzo in sé. I processi, si sa, procedono alla ricerca di minuzie, edificano sui piccoli particolari, un mattone alla volta, la ricerca della verità è primaria; mentre il romanzo vive di emozioni, e la verità non è sempre il fine da perseguire. Semmai le sue contraddizioni, e il gioco vitale che essa svolge su di noi.
Di più, il processo che Santoro ha trasformato in romanzo tratta di sport, di un grande personaggio dello sport, Ayrton Senna. E questo rende tutto ancora più complesso, e di difficile abbordaggio. È materia incandescente quella che scivola tra le pagine de “la Curva dei Silenzi”, perché è ancora viva e forse lo resterà per sempre. Così come lo stesso Ayrton è vivo nel ricordo di tutti e lo resterà per sempre. Ma dite: non è lo sport già così simile a un romanzo? E non lo sono ugualmente i suoi protagonisti? Dunque, come si fa a scrivere un romanzo di un romanzo, a dare spessore, e magari raccontare daccapo personaggi di cui tutti sanno e sui quali ognuno di noi ha un parere preciso, talvolta incrollabile?
Ecco la duplice difficoltà in cui si destreggia con grande abilità Santoro: trasformare in racconto la materia dura del processo, renderla malleabile, presentabile, comprensibile: ridare calore e colore a personaggi che nelle pieghe della mera cronaca giudiziaria divengono sbiaditi e collaterali; e insieme, modellare il romanzo dello sport, quello conosciuto da tutti, quello recitato a memoria dagli appassionati, fino a farlo diventare parte integrante di un romanzo ancora più vasto, dove alia fine tutto si somma acquistando la dimensione di un affresco. Quello sulla vita di un uomo speciale, che faceva un mestiere speciale, sulla cui morte si è svolto un processo “lungo, difficile, tecnico, che era già in discussione prima di cominciare”. Un uomo che apparteneva a tutti, ma meno di tutti a se stesso.

Nicola Santoro è nato a Roma il 2/10/1971. Attratto sin da giovanissimo dai motori.
A vent’anni ha iniziato a collaborare con la Redazione Motori del quotidiano romano “Paese Sera”, dove ha ricoperto anche l’incarico di inviato per la Formula Uno, e dal 1991 è iscritto all’elenco pubblicisti dell’albo dei giornalisti.
Laureatosi in giurisprudenza all’Università di Roma “La Sapienza”, procuratore abilitato, alterna l’attività forense ad un’intensa attività pubblicistica.
Nel 1997 è stato inviato al Processo Senna per conto della rivista specializzata Rombo Auto & Sport, quotidiani e network radiofonici privati.

Il Sangue dei Gracchi • Roma II Secolo a.C. – Passioni, Intrighi e Speranze di una Rivoluzione Perduta

Il Sangue dei Gracchi • Roma II Secolo a.C. – Passioni, Intrighi e Speranze di una Rivoluzione Perduta

Autore/i: Canali Luca

Editore: Edizioni Piemme

prima edizione, con la collaborazione di Maria Pellegrini, premessa dell’autore.

pp. 192, Casale Monferrato (AL)

Una città nata da due omicidi, uno stupro, sistematiche razzie e da una popolazione prevalentemente costituita da fuggiaschi, vagabondi e ladri di strada, non avrebbe potuto non avere impressi nel proprio DNA caratteri di violenza. E infatti così è stato. Come è noto, la storia non si può rifare con i se e con i ma, tuttavia, esplorare possibili alternative può servire almeno a delineare scenari diversi. Che corso avrebbe avuto la storia dell’Occidente se Annibale, dopo aver sterminato cinquantamila legionari, avesse devastato Roma, come gli consigliava il comandante della sua cavalleria? E cosa sarebbe accaduto se Cesare non avesse licenziato la sua scorta qualche giorno prima delle fatali Idi di Marzo? Domande interessanti e difficili. È certo, invece, che la tragica fine di Tiberio e Gaio Gracco non sarebbe avvenuta se Roma non avesse privato i piccoli agricoltori delle loro terre per farne rudi soldati alla conquista dell’Italia intera, della Spagna e del vicino Oriente. Quelle campagne, ormai spopolate, divennero preda di ricchi latifondisti, mentre gli antichi proprietari, dopo la vittoria, furono trasformati in disoccupati o nullafacenti cronici. Fu la ’rivoluzione’ dei Gracchi a opporsi a questo arbitrio. Se si fosse realizzata, Roma non sarebbe stata invasa da migliaia di sottoproletari affamati, e non avrebbe conosciuto una lunga, sanguinosa epoca di guerre civili. I fratelli Gracchi sarebbero stati gli eroi di un mondo diverso. Invece, divennero due illustri vittime di Stato.

Luca Canali, (Roma 1923), dopo un lungo impegno politico, si è dedicato all’attività letteraria e didattica. Ha insegnato fino al 1981 nell’università di Roma e di Pisa. È stato redattore e condirettore de “Il Contemporaneo” e ha collaborato con “Paragone”, “Il Verri”, “Nuovi Argomenti”.
Fra le numerose opere di saggistica ricordiamo: Personalità e stile di Cesare, I volti di Eros; Vita, sesso, morte nella letteratura italiana; Potere e consenso nella Roma di Augusto. Ha molto tradotto, tra gli altri, Lucrezio, Virgilio per intero, Odi ed Epodi di Orazio, Farsaglia di Lucano, Satyricon di Petronio. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia: La deriva; Il naufragio; Toccata e fuga; Zapping. Anche romanzi e racconti, fra cui: La Resistenza impura; Autobiografia di un baro; Il sorriso di Giulia; Spezzare l’assedio; Segreti; Diverse solitudini; Diario segreto di Giulio Cesare; Nei pleniluni sereni (finalista al Premio Strega); Pietà per le spie. Recentemente ha pubblicato Memorie di un libertino depresso; Controstoria di Roma; Intervista a cinque fantasmi. Con la Piemme il romanzo L’uomo che non stava al gioco (1988). Con l’Editore Scheiwiller è in uscita il libro in versi Bordeline.

Il Gioco dei Potenti – Grandezze e Debolezze, Stile e Mancanza di Stile di quelli che Contano

Il Gioco dei Potenti – Grandezze e Debolezze, Stile e Mancanza di Stile di quelli che Contano

Autore/i: Ottone Piero

Editore: Longanesi & C.

introduzione dell’autore.

pp. 424, Milano

«Vivono, come gli aristocratici di un tempo, in maniera diversa dai comuni mortali; tengono la loro corte nelle ville di Cape Cod o della Foresta Nera, o in palazzi di città, massicci, opulenti, inaccessibili… La loro potenza è il denaro.»

Negli ultimi quarant’anni, la scena italiana è stata dominata da alcuni protagonisti che hanno controllato i veri centri di potere. I più importanti, i più interessanti sono Enrico Mattei ed Eugenio Cefis, per il settore pubblico; con un tragico epigono, Roberto Calvi, il quale – pur essendo presidente di una banca privata – ha svolto una parte notevole nel campo del «capitalismo di Stato»; e, nel settore privato, Gianni Agnelli e Leopoldo Pirelli, in rappresentanza di un capitalismo che era delle grandi famiglie e oggi si sta trasformando e frazionando, anche per la spinta di uomini come Carlo De Benedetti. Conosciamo le gesta di questi personaggi. Ma chi sono essi in realtà? Quali sono state di volta in volta le loro motivazioni? Quali traguardi cercavano di raggiungere? Per capirli, bisogna studiare la loro mentalità, seguire le loro vicende personali, sorprenderli nei momenti meno noti della loro esistenza, come fossero i protagonisti di un romanzo: solo in tal modo è possibile tracciare di ciascuno un ritratto. D’altra parte, perché il ritratto sia verosimile, bisogna che il personaggio sia presentato in movimento, mentre fa le cose, non staticamente come fosse un busto di marmo. E quindi ecco, per fare qualche esempio, la rievocazione della guerra delle «sette sorelle», la scalata alla Montedison, l’acquisto del Corriere della Sera e di altre testate; ecco lo stuolo degli amici, dei collaboratori, dei consiglieri, da Boldrini a Vanoni, da Cuccia a Romiti. E si scopre che, se è vero che tutti giocano, ciascuno si muove a modo suo, con i suoi problemi e i suoi guai: che talvolta diventano, purtroppo, i guai di tutti noi.

Piero Ottone è nato a Genova nel 1924. Giornalista dal 1945 al 1977 presso il Corriere Ligure, La Gazzetta del Popolo, il Corriere della Sera, Il Secolo XIX, ha diretto Il Secolo XIX e il Corriere della Sera. Attualmente rappresenta Mondadori nella proprietà de la Repubblica. Fra i suoi libri: Gli industriali si confessano (1965), Fanfani (1966), La nuova Russia (1967), De speri (1968), Intervista sul giornalismo italiano (1978), Come finirà (1979) e, in questa stessa collana, La scienza della miseria spiegata al popolo (1980), Giornale di bordo (1982) e Le regole del gioco (1984).

Trilogia del Ritorno • L’Amico Ritrovato – Un’Anima non Vile – Niente Resurrezioni, per Favore.

Trilogia del Ritorno • L’Amico Ritrovato – Un’Anima non Vile – Niente Resurrezioni, per Favore.

Titoli originale: Reunion – No Coward Soul – No Resurrection, Please

Autore/i: Uhlman Fred

Editore: Ugo Guanda Editore

introduzione di Arthur Koestler, traduzioni di Bruno Armando ed Elena Bona, in copertina: Autoritratto con carta d’identità ebraica, Felix Nussbaum (1943).

pp. 224, Parma

“Mi sentivo prima tedesco, poi ebreo”. In questa frase piena di rimpianto, più ancora che nel tema sconvolgente dell’Olocausto, è racchiuso il fascino dei tre romanzi brevi di Fred Uhlman. L’amico ritrovato, Un’anima non vile e Niente resurrezioni, per favore nascono dalla tragedia di chi, disperatamente innamorato della Germania e della sua cultura, se ne vide nel 1933 improvvisamente allontanato in nome di una motivazione aberrante come quella razziale. In L’amico ritrovato questa lacerazione coincide con la fine di una fortissima amicizia fiorita al liceo di Stoccarda tra due adolescenti: l’ebreo Hans Schwarz, figlio di ricchi borghesi, e il nobile Konradin von Hohenfels, per molti aspetti diversi, ma accomunati dall’amore per Goethe, Schiller, Hölderlin e la dolce campagna del Württemberg. Il nazismo travolge questo legame con la forza di un contagio che sembra colpire anche l’amico prediletto e condurlo al tradimento. La smentita verrà solo trent’anni dopo, imprevista e commovente, dalle righe di un vecchio album di scuola e dall’ultima lettera scritta ad Hans da Konradin, divenuto ufficiale della Wehrmacht e prossimo a essere giustiziato per aver preso parte alla congiura contro Hitler: una confessione che è anche l’appassionato tentativo di spiegare come un popolo intero possa precipitare nella barbarie, e risponde ai quesiti che L’amico ritrovato aveva lasciato aperti. Ma per Uhlman quanto è avvenuto non può essere archiviato nel segno consolatorio del ricordo giovanile, e forse proprio per questo la chiave dell’intera Trilogia va considerato Niente resurrezioni, per favore: il confronto, nella Germania opulenta del dopoguerra, fra l’ebreo emigrato Simon Elsas e i suoi vecchi compagni di scuola non garantirà la riconciliazione, ma suggellerà la ferita dell’animo, la reciproca incomprensione, la colpevole dimenticanza del passato. Nella Trilogia del ritorno, con una scrittura di grande sobrietà, Fred Uhlman ha così dettato la condanna di una delle pagine più agghiaccianti della nostra storia, creando tre gioielli di prosa che si illuminano vicendevolmente e riuscendo a trarre una musica semplice e malinconica dalla tragedia di un’intera civiltà.

Fred Uhlman nacque a Stoccarda nel 1901. Nel 1933 abbandonò la Germania per sfuggire al nazismo. Visse in Francia, Spagna e Inghilterra, dove lavorò come avvocato, affermandosi al tempo stesso con la sua attività di pittore. È morto a Londra nel 1985. Apprezzati pienamente solo dopo la sua scomparsa, i tre romanzi di Trilogia del ritorno sono stati al centro di uno dei più clamorosi casi letterari degli ultimi anni. Nel catalogo Guanda, anche Sotto i lampi e la luna e Marocco.