Libreria Editrice OssidianeLibreria Editrice Ossidiane

Libri dalla categoria Korea

La Gnosi e il Mondo

La Gnosi e il Mondo

Raccolta di testi gnostici

Autore/i: Autori vari

Editore: TEA – Tascabili degli Editori Associati

introduzione e cura di Luigi Moraldi.

pp. 128, Milano

L’ambizioso progetto di conoscenza del mondo, dell’uomo e della salvezza, espresso con miti singolarmente eloquenti nei tre fondamentali trattati dello gnosticismo: l’Apocrifo di Giovanni, la Natura degli Arconti e l’Origine del Mondo.

Chuang-Tzu

Chuang-Tzu

Autore/i: Autori vari

Editore: TEA – Tascabili degli Editori Associati

a cura di Fausto Tomassini, introduzione di Lionello Lanciotti.

pp. 296, Milano

Uno dei tre fondamentali testi taoisti.
Dall’antintellettualismo di Chuang-tzu nasce quello che può considerarsi il libro più profondo di tutta la produzione filosofica cinese classica: «Che la sapienza si arresti a ciò che non può sapere è il culmine».

Induismo e Buddismo

Induismo e Buddismo

Autore/i: Coomaraswamy Ananda K.

Editore: Rusconi

avvertenza e introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Ubaldo Zalino.

pp. 184, Milano

Spesso, in questi ultimi tempi, l’induismo e il buddismo sono stati presentati in modo illegittimo da molti «orientalisti» che ne hanno deformato i lineamenti. Questo libro di Ananda K. Coomaraswamy restaura la verità su tali argomenti ed è una introduzione indispensabile allo studio corretto delle religioni indiane. Coomaraswamy nacque a Colombo, nel 1877, da un giurista di origine indiana e da una inglese. Compì gli studi in Inghilterra, dedicandosi dapprima alle» discipline scientifiche. Nel 1903 fu nominato direttore delle ricerche mineralogiche nell’isola di Ceylon. Dopo aver cercato inutilmente di creare un movimento per la costituzione di un insegnamento nazionale in India, si dedicò allo studio dell’arte indiana. Nel 1911 divenne direttore della sezione artistica degli United Provinces Exhibits ad Allahabad. Durante la prima guerra mondiale fu chiamato al Museum of Fine Arts di Boston, dove rimase fino all’ultimo occupandosi della sezione di arte islamica e medio-orientale. Si preparava a rientrare in India quando la morte lo colse improvvisamente, il 9 settembre 1947. La sua vastissima produzione comprende una quarantina di libri e parecchie centinaia di saggi pubblicati su riviste americane, indiane ed europee, ed è dedicata soprattutto all’interpretazione simbolica dell’arte buddista: non è possibile infatti occuparsi di arte orientale senza porsi il problema del «senso» delle sue forme; e per risolverlo occorre conoscere i miti e le Scritture. Conoscitore del pensiero di René Guénon, sostenne la tesi di una verità tradizionale unica, confortato dai risultati stessi delle sue ricerche. Tra i molti argomenti che trattò nelle sue opere rivestono una particolare importanza la lotta fra dèi e titani, l’Albero rovesciato e quello del Sé e della trasmigrazione. Quest’ultimo argomento gli fornì lo spunto per proporre il vero, originario insegnamento del buddismo che era stato snaturato dagli orientalisti. Induismo e buddismo (1943), che viene considerato il testamento spirituale di Coomaraswamy, riunisce le più importanti conclusioni delle sue ricerche.

Psicologia dell’Inconscio

Psicologia dell’Inconscio

Autore/i: Jung Carl Gustav

Editore: Bollati Boringhieri Editore

introduzione di Mario Trevi, prefazioni dell’autore, traduzione di Silvano Daniele.

pp. 192, Torino

Nella Psicologia dell’inconscio, la cui prima stesura è del 1916, sono chiaramente delineati per la prima volta i temi fondamentali del pensiero di C. G. Jung. Qui si trovano i primi accenni alla teoria dei tipi psicologici e le prime formulazioni dei concetti essenziali della psicologia analitica: inconscio personale e inconscio collettivo, Animus e Anima, l’Ombra e gli archetipi. Da ciò deriva la costante attualità di quest’opera, testimoniata dalle numerose edizioni e dai molteplici aggiornamenti che l’autore vi apportò in un arco di tempo che ha visto la nascita delle opere maggiori dello studioso svizzero.
Dopo un primo capitolo dedicato alla “nuova scienza”, la psicoanalisi, Jung espone sinteticamente i risultati delle ricerche di Freud sull’origine delle nevrosi e la dottrina della volontà di potenza enunciata da Adler, esaminando poi uno stesso caso clinico alla luce delle due opposte teorie. Eros e Volontà di potenza – è il pensiero di Jung – sono entrambi principi attivi nella psiche del paziente, e come tali chiavi interpretative di grande importanza. Il valore primario o addirittura esclusivo che vi attribuiscono rispettivamente Freud e Adler è però ingiustificato. L’oggettività della psiche può trovare delle spiegazioni nei princìpi sopra ricordati; ma, se mai, la psiche è per definizione soggettività, cioè qualcosa di più complesso.
Da quest’ultimo punto di vista, il dato di cui occorre tener conto è piuttosto l’esperienza vitale delle generazioni che ci hanno preceduto in millenni di evoluzione della specie, esperienza che a noi si trasmette nel cosiddetto “inconscio collettivo”. La nostra personalità si realizza in pieno solo se riusciamo a riconciliarci con l’inconscio che è in noi. Come infatti Jung non manca di sottolineare, “l’inconscio è negativo e pericoloso soltanto perché noi siamo disgiunti e quindi in contrasto con esso”.

I Tarocchi

I Tarocchi

Come leggerli, come interpretarli, come meditarli

Autore/i: Mattiuzzi Antonia Olivia

Editore: Rizzoli

prefazione dell’autrice, disegni di Agata Benedetti.

pp. 272, nn. ill. b/n, Milano

«Perché si consultano i Tarocchi?» Bisognerebbe chiedersi: «Perché si ricorre alla divinazione?». Alla prima domanda si può rispondere: «Perché i Tarocchi sono un mazzo di carte, un libro a pagine staccate, che racchiudono tutte le possibili verità della vita dell’uomo. Saperli interpretare e uno studio affascinante e inesauribile; ogni giorno si può scoprire nei 78 Arcani qualcosa che non si era rivelato prima». Ricorrere alla divinazione, quindi, è un tentativo di decifrare il presente più che il futuro. Il consultante vuole capire se stesso e la realtà che lo circonda. Vuole sapere se il suo amore è corrisposto; come può difendersi dalle insidie; se concluderà un affare; se la sua salute o quella delle persone care e buona.
In questo libro, Antonia Olivia Mattiuzzi, ha raccolto, con un’attenta e minuziosa ricerca, tutti i possibili significati divinatori contenuti nei 22 Arcani Maggiori e nei 56 Arcani Minori e tutte le possibili analogie con altri metodi divinatori, compresi i significati dei numeri. Un manuale di chiara lettura e di agevole consultazione, in cui l’autrice guida con semplicità il lettore alla ricerca delle risposte che egli chiede sul proprio destino, attraverso quelle straordinarie immagini che sono i Tarocchi.

Antonia Olivia Mattiuzzi è una studiosa di astrologia e appassionata ricercatrice di antichi metodi divinatori. Ha pubblicato un libro sulla divinazione cinese «I King» (1982). Collabora con la rivista «Bella». Vive e lavora a Milano.

Maestri di Umanità

Maestri di Umanità

Teologia e letteratura in Thomas Mann, Hermann Hesse, Heinrich Böll

Autore/i: Küng Hans

Editore: Rizzoli

prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Giovanni Moretto.

pp. 240, Milano

«I letterati, gli artisti in genere, possono essere i sismografi delle scosse, manifeste o nascoste, che interessano una società»: così Hans Küng inizia la sua appassionata e illuminante riflessione sulla letteratura dal punto di vista della teologia.
Per questa lucida e costruttiva analisi, ha scelto di parlarci di tre grandi scrittori di lingua tedesca – tre premi Nobel: Thomas Mann, Hermann Hesse, Heinrich Böll – che, in anni e circostanze differenti, hanno avvertito con particolare sensibilità gli interrogativi che il nostro secolo ha posto all’umanità: «Come hanno concepito e interpretato la crisi della modernità europea? Quale fu la loro diagnosi e la loro terapia?
Come queste si sono riflesse nella loro vita e nella loro opera letteraria?».
Per Küng, conoscere il ruolo della letteratura e degli scrittori nell’universo spirituale contemporaneo è indispensabile per chiunque creda che il cristianesimo costituisca una sfida spirituale al proprio tempo.
Il dialogo tra cristianesimo e cultura rivela, in questa prospettiva, una traccia affascinante e feconda: Mann, Hesse e Böll hanno saputo infatti superare le loro personali tradizioni religiose (rispettivamente il protestantesimo secolarizzato, il pietismo e il cattolicesimo) e il loro contesto istituzionale, per risalire alle radici dell’umanesimo europeo e delle grandi religioni universali. Nell’arte come nella vita, questi tre grandi scrittori si sono dunque fatti portavoce della nostra comune responsabilità – individuale e collettiva – di fronte alla storia, alle sue tragedie e alle sue speranze.
Ancora un volta, Küng riesce a cogliere e interpretare l’emergere di una nuova sensibilità religiosa, ecumenica e continuamente arricchita dal confronto con il presente. Allargando i confini della teologia, interroga le coscienze di tutti noi – credenti e non credenti – e lancia la sua scommessa sul futuro della chiesa e della cultura del ventesimo secolo.

Hans Küng è nato nel 1928 a Sursee, in Svizzera. Dal 1960 insegna all’università di Tubinga. Tra le sue numerose opere teologiche, dedicate alla riflessione critica sul cattolicesimo, ricordiamo: La giustificazione (1957), Riforma della chiesa e unità dei cristiani (1960), La chiesa (1967), Infallibile? (1970), Incarnazione di Dio (1970), Essere cristiani (1974), Dio esiste? (1978), Vita eterna? (1982), Teologia in cammino (1987).

Manava Dharmasastra

Manava Dharmasastra

Raccolta delle leggi di Manu – Il libro religioso dell’India primitiva

Autore/i: Anonimo

Editore: Editrice Atanòr

testo riveduto, con una premessa e un glossario sanscrito di Angelo Moretta.

pp. 272, Roma

Il testo sacro più venerato e vetusto dell’India, ove si parla della creazione, del rinnovarsi dei mondi e della trasmutazione delle anime, con l’esposizione delle regole di vita per l’astinenza, la purificazione e i doveri dell’anacoreta e dell’asceta.

Ogni civiltà ha il suo codice morale prima ancora d’esser formulato per iscritto; il Codice di Hamurabi, il Vecchio Testamento, Le Leggi di Manu, le Regole di Confucio, il Tao di Laotze, il Diritto Romano e il Codice di Napoleone. Sono tutti e in complesso lo specchio fedele dei modi di vita e di pensiero della propria società, dei “complessi” psicologici e degli ordinamenti che hanno come sottofondo la loro filosofia particolare. Ma nel caso dell’India, è inutile ricercare la precisa data storica e le origini libresche d’un testo come Le Leggi di Manu: la sua cultura fondata per intero sulla trasmissione orale renderebbe arduo, se non impossibile, il compito di seguire attraverso il succedersi di centinaia di generazioni i commenti e i sottocommenti ramificantisi all’infinito. Gli antichi Dharma-sutra hanno senz’altro alle sorgenti i quattro Veda, come si scorge dal magnifico poema. Il Purusha Sukta in cui già sono riuniti i basilari concetti dell’induismo. E se la storia, anche in occidente, sprofonda nel mito, noi ora sappiamo quanto sotto quelle vesti si nasconda una realtà più complessa ancora; ciò vale in maggior modo per le produzioni della tradizione indiana che sin dall’inizio impostò i suoi valori umani su una concezione spirituale dell’esistenza, valori perfino oggi ostici alla nostra comprensione intellettuale.

Gli Indoeuropei

Gli Indoeuropei

Origini e migrazioni

Autore/i: Romualdi Adriano

Editore: Edizioni di Ar

nota introduttiva di Giovanni Monastra, premessa dell’autore.

pp. 240, Padova

Sommario:

Nota introduttiva

IL PROBLEMA INDOEUROPEO
Premessa
I – Il problema indoeuropeo dal punto di vista filologico e etnologico
II – L’età neolitica: origini e prime migrazioni indoeuropee
III – L’età del bronzo e l’età del ferro: la formazione delle nazionalità indoeuropee
IV – Il problema indoeuropeo e l’antropologia
V – Gli Indoeuropei e la razza nordica
Conclusione

LA CULTURA DELLE ANFORE GLOBULARI E DELLA CERAMICA A CORDICELLA
LE ORIGINI DEI LATINI
Le affinità europee della lingua latina
Il vocabolario settentrionale del latino
Latino e germanico
La cultura dei campi d’urne e lo indogermanisches Restvolk
I campi d’urne in Italia
I Colli Albani e Roma

FRANZ ALTHEIM E LE ORIGINI DI ROMA
I «campi d’urne» in Italia
Il contributo di Giacomo Devoto
Le incisioni rupestri della Svezia e della Valcamonica
Le iscrizioni latine della Valcamonica
La migrazione illirica e la «Dorische Wanderung» in Italia
Dalle incisioni scandinave al geometrico greco
Fisionomia stilistica e contenuto culturale

Popol Vuh

Popol Vuh

Il libro sacro dei Quiché

Autore/i: Anonimo

Editore: TEA – Tascabili degli Editori Associati

introduzione e cura di Tullio Tentori.

pp. 166, Milano

Il racconto della creazione del mondo, le leggende e le tradizioni dei discendenti degli antichi Maya. Un documento straordinario e un libro affascinante.

Sesso Magico nell’Africa Nera

Sesso Magico nell’Africa Nera

Autore/i: de Rachewiltz Boris

Editore: Manilo Basaia Editore

prefazione dell’autore.

pp. 112, Roma

Sesso magico nell’Africa nera è il frutto di lunghe ricerche che l’autore ha condotto in loco. Le tematiche vengono suddivise in due settori in cui cadono i riti sessuali: quelli che caratterizzano la vita di un particolare gruppo etnico quali la nascita, la pubertà il matrimonio, ecc., che seguono un filone tradizionale in armonia coi ritmi della natura, e quelli, avvolti nel massimo segreto, che hanno determinate finalità iniziatiche e di affiliazione a sette, talvolta con riflessi anche politici. Qui si rompono le regole della Natura, ricreando un «Caos» dal quale si evocano le potenze ctoniche ed infere, sovvertendo ogni legge ed ogni morale. Lo studio di queste” varie manifestazioni è fondamentale per chiunque voglia comprendere la dicotomia presente nelle culture negro-africane che, pur avendo assimilato elementi delle civiltà colonizzatrici «occidentali», tentano in parte di rigettarle, facendo appello alle proprie concezioni ancestrali. Dai risultati che proverranno da tale frizione dipende molto del futuro del Continente Nero.

Boris de Rachewiltz. Docente di Egittologia e di Archeo-Etnologia, ha insegnato in Università di più Paesi e collabora con l’Institut Fondaméntal de I’Afrique Noire. Ha diretto importanti missioni archeologiche ed etnologiche in Medio Oriente ed in Africa ed è autore di oltre 25 opere in più lingue. E stato introdotto nel campo della etnografia comparata, particolarmente dei Bela, i «Caucasoidi d’Africa, dal proprio Maestro, il Prof. L. Keimer di cui fu assistente al Cairo sino alla sua morte. La «Field Foundation» ha patrocinato una sua importante missione tra tale gruppo pubblicandone i risultati nella «World Book Encyclopedia». Boris de Rachewiltz è entrato in contatto con gli aspetti meno noti delle culture medio—orientali e africane ed e stato ammesso a partecipare a cerimonie e rituali con cui gli «extra moenia» possono assai difficilmente venire in contatto.

La Sapienza Greca – II

La Sapienza Greca – II

Epimenide – Ferecide – Talete – Anassimandro – Anassimene – Onomacrito • Teofrasto «Opinioni dei fisici I»

Autore/i: Colli Giorgio

Editore: Adelphi Edizioni

introduzione dell’autore.

pp. 360, Milano

Ai testi riguardanti l’arcaica sapienza collettiva di Dioniso e di Apollo seguono, in questo secondo volume, le testimonianze dirette e indirette dei primi sapienti, dei primi uomini cioè che abbiano lasciato una traccia individuale della loro eccellenza conoscitiva. Si tratta anzitutto di Epimenide e Ferecide, due personaggi apollinei: il primo, un divinatore del futuro e del passato, uno sciamano che ha sperimentato – dicono i testi – un sonno di cinquantasette anni, un uomo religioso che ha purificato la città di Atene dalle maledizioni divine, un poeta che gareggia con Orfeo nell’intessere i miti sugli dèi; il secondo, presunto maestro di Pitagora e primo prosatore enigmatico che attraverso l’immagine delle «sacre nozze» fra la Terra e Zeus ci dà la cifra, irta di simboli, per un’interpretazione metafisica del mondo. Seguono le testimonianze su Talete, Anassimandro e Anassimene, i cosiddetti Jonici.

La Sapienza Greca – I

La Sapienza Greca – I

Dioniso – Apollo – Eleusi – Orfeo – Museo – Iperborei – Enigma

Autore/i: Colli Giorgio

Editore: Adelphi Edizioni

introduzione dell’autore.

pp. 480, Milano

«Colli ha voluto offrire parole antiche colme di significati antichi, da accogliere nella loro purezza, senza accomodamenti alle nostre fiabe storicistiche: egli ammette verso di esse il distacco ma non l’indulgenza. La Sapienza che in questo volume si rivela è un’illuminazione estatica, una folgorazione che verrà chiamata Dioniso o Apollo, che sarà largita dalla liturgia eleusina o orfica, non importa; le distinzioni troppo rigide non si confanno a questo modo di apparizioni divine e di gesti sacri, dove Dioniso e Apollo si possono scambiare le parti» (Elémire Zolla).

«Che cos’è la sapienza? È la conoscenza garantita dagli dèi, dall’enigma folgorante, dall’estasi misterica, dalla dialettica allusiva, non da una retorica del discorso. Questa sapienza ha dominato la civiltà orale della Grecia arcaica … Da tale tradizione di pensiero vivente, Colli fa discendere quella che comunemente è definita la filosofia presocratica» (Alfredo Giuliani).

Surrealismo e Sessualità

Surrealismo e Sessualità

Autore/i: Gauthier Xavière

Editore: Sugar Editore

prefazione di Mario Perazzi, traduzione dal francese di Alda Traversi.

pp. 290, nn. tavv. b/n f.t., Milano

Xavière Gauthier analizza con intelligenza critica l’atteggiamento dei surrealisti nei confronti della sessualità: indicando nella «contraddizione» fra l’amore in cerca di un oggetto totale e illusorio, incarnato dalla donna, e un desiderio originariamente votato a qualunque cosa possa soddisfarlo – ivi compreso anche ciò che lo mantiene a livello di desiderio e quindi non lo soddisfa – l’autrice ha messo il dito su tutta una serie di altre contraddizioni ed ha intuito l’atteggiamento originale dei surrealisti. Perché la forza dei surrealisti è proprio nell’aver permesso alle contraddizioni di manifestarsi, invece che mascherarle, e nella rinuncia ad una soluzione.
Ma cosa significano, visti da vicino, il mito della «donna unica» di André Breton e quello della «donna cento teste» di Max Ernst, quello della «donna bambina», della «strega», della «bambola», della «donna fiore»?
È vero, come dice la Gauthier, che la sacralizzazione della donna e il fascino straordinario, anche se ambivalente, che emana da essa, non rivelerebbero null’altro che il bisogno del possesso, il bisogno insomma di «trasformare l’essere nell’avere»? È l’ambiguità del mondo dei fantasmi dove regna la donna, regina della potenza sessuale, nella sua inquietante estraneità.
Il poeta surrealista non riconoscerebbe alla donna tanti poteri e funzioni se non per strumentalizzarla: «Se la donna può essere tutto – osserva Xavière Gauthier – ciò significa chiaramente che essa in realtà non è nulla, fuori del cervello dell’uomo».
I surrealisti cercano di incontrare l’inconscio, piuttosto che di assoggettarlo, venerandone la potenza e mimandone i meccanismi: lo stesso fanno di fronte alla perversione sessuale. La perversione surrealista non è sottomissione al corpo, ma tende a sessualizzare il linguaggio per farne un sostituto del corpo. Sono le parole a fare l’amore. E d’altra parte: «Qualsiasi scoperta che muti la natura, la destinazione di un oggetto o di un fenomeno – ha scritto Breton – costituisce un fatto surrealista».

Il Golem

Il Golem

Dalla magia nasce una creatura

Autore/i: Meyrink Gustav

Editore: Bompiani

prefazione di Ugo Volli, traduzione di Carlo Mainoldi.

pp. 270, Milano

Un uomo scambia il suo cappello, nel Duomo di Praga, con quello di un certo Athanasius Pernath, e rivive come in un sogno l’esistenza di costui. A questo inizio casuale si aggancia la vicenda del Golem, il robot avanti lettera, cui una parola infilata tra i denti conferisce una vita provvisoria, ma tanto più violenta perché in lui si concentra una forza che ha solo poche ore per scatenarsi. Quest’esplosione di forze nel mondo segreto e malato in cui si muovono i personaggi di Meyrink, crea una tensione e insieme un incanto che caricano di nuovi significati l’antica leggenda praghese legata al nome di Rabbi Loew. Con questa sua prima opera, lo scrittore Gustav Meyrink, nato a Vienna nel 1868, conobbe subito uno straordinario successo. Pubblicò in seguito altri romanzi, tra cui L’angelo della finestra occidentale, tutti ispirati alle scienze magiche e esoteriche.

Gustav Meyrink (Vienna 1868 – Starnberg 1932) conobbe con questo suo romanzo d’esordio, pubblicato nel 1915, uno straordinario successo. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo Il volto verde, La notte di Valpurga e L’angelo della finestra d’occidente.

In Mano a Satana

In Mano a Satana

Cinque vite possedute dal demonio

Autore/i: Martin Malachi

Editore: Club Italiano dei Lettori

traduzione di Giorgio Cuzzelli.

pp. 576, Milano

Che cosa accade quando un essere umano viene posseduto da Satana?
Che tipo di uomo è l’esorcista, colui che ha il coraggio di offrirsi quale ostaggio al demonio per liberare l’invasato? Quali sono, in realtà, le torture fisiche e mentali che un esorcista deve prepararsi a subire? L’autore, un coltissimo ex gesuita particolarmente esperto in materia teologica, ha personalmente intervistato i protagonisti di cinque esorcismi praticati recentemente in America e ha raccolto del materiale sconvolgente e autentico sullo svolgimento dei terribili riti. Minuto per minuto, i particolari di ogni esorcismo vengono riprodotti in base alle registrazioni effettuate mentre gli esorcismi erano in corso. Il lettore viene così coinvolto nell’eterna lotta tra il Bene e il Male nella quale le due forze tremende si palesano in tutta la loro potenza. Il primo caso esaminato è quello di una giovane donna il cui spirito maligno, Il Sorridente, si cela dietro il sorriso disarmante di lei. Nel secondo episodio la vittima dell’operato diabolico è addirittura un sacerdote, mentre nel terzo il diavolo Seduttore viola orribilmente il corpo dell’esorcista in un’atmosfera da incubo. Il penultimo esorcismo è volto contro un demone «familiare» chiamato zio Ponto, e l’ultimo è ambientato nel mondo della parapsicologia. Il libro inizia con un prontuario dell’esorcismo che rivela ogni risvolto del terribile rito e si chiude con un manuale della possessione, brillante disamina teologica della realtà del Bene e del Male nel mondo d’oggi. In appendice un’accurata traduzione dal latino del rito romano-cattolico dell’esorcismo completa il panorama sulla realtà della possessione diabolica offerto da questo libro eccezionale, terrificante, un libro che lascia con il fiato sospeso.

Sermoni Tedeschi

Sermoni Tedeschi

Autore/i: Maestro Eckhart

Editore: Adelphi Edizioni

introduzione e cura di Marco Vannini.

pp. 288, Milano

Contemporaneo di Dante, Meister Eckhart divise la sua vita fra la predicazione e l’insegnamento della teologia, di cui fu magister a Parigi. Come per Dante, si può dire che la sua opera abbia avuto una funzione fondatrice in rapporto a una lingua. È appunto nei suoi sermoni in volgare che la lingua tedesca appare per la prima volta innervata dai termini della speculazione metafisica, che ritroveremo sino a Hegel e a Heidegger. Si può dire che tutta la grande filosofia tedesca, a partire dal Rinascimento, persegua un continuo e più o meno occulto dialogo con Eckhart. Ma in lui la potenza della riflessione si offre quasi come un dono della sua sovrabbondante vocazione religiosa. Con una naturalezza che non finisce di stupire, Eckhart illumina nei suoi Sermoni le immagini elementari, quelle che appartengono all’esperienza anche del più umile tra i suoi ascoltatori, e insieme le collega e articola senza perdere nulla della sua tensione speculativa. È propria di Eckhart, come dei più grandi mistici, la massima concretezza, la virtù di seguire la vita e la crescita delle immagini con l’amorosità di un giardiniere. Ed è propria di Eckhart anche l’audacia del «distacco», la capacità di guidare la teologia negativa verso la vertigine del nulla, con un gesto radicale che ricorda certi testi buddhisti. Allora lo slancio estatico si spinge sino all’estremo desiderio di liberarsi da Dio: «Perciò preghiamo Dio di diventare liberi da Dio, e di concepire e godere eternamente la verità là dove l’angelo e la mosca e l’anima sono uguali: là dove stavo e volevo quello che ero, ed ero quel che volevo».

Gli Dèi dei Germani

Gli Dèi dei Germani

Saggio sulla formazione della religione scandinava

Autore/i: Dumézil Georges

Editore: Adelphi Edizioni

prefazione dell’autore, traduzione di Bianca Candian.

pp. 156, Milano

Questo libro non ci offre soltanto un prezioso quadro di una delle mitologie più affascinanti e relativamente meno conosciute, pur essendo a noi vicina: la mitologia nordica. In esso il grande studioso francese ha dato una delle più convincenti applicazioni della sua famosa teoria della tripartizione funzionale, teoria che ha avuto un ruolo radicalmente innovatore nello studio delle antiche religioni indoeuropee, paragonabile a quello delle Strutture elementari della parentela di Lévi-Strauss in rapporto agli studi sulla parentela. Gli intricati conflitti fra gli Asi e i Vani, le due grandi famiglie divine che abitano il pantheon nordico, vengono così ricondotti a una necessità strutturale e l’ambiguo significato di molte divinità viene illuminato dal confronto con le divinità funzionalmente corrispondenti in altre religioni indoeuropee. Attraverso l’analisi delle varie forme di sovranità, quali si manifestano nelle figure divine, vediamo così delinearsi il profilo di una civiltà intera, e possiamo osservare da vicino l’origine e il fondamento di certe costanti – dal senso della fatalità a quello della fedeltà tribale, all’onore guerresco, alla magia nefasta -, che continueranno poi a riverberare nel corso di tutta la storia germanica.

Sistema dell’Idealismo Trascendentale

Sistema dell’Idealismo Trascendentale

Testo integrale

Autore/i: Schelling Friedrich Wilhelm Joseph

Editore: Rusconi

testo tedesco a fronte, introduzione, traduzione, note, apparati e cura di Guido Boffi.

pp. 624, Milano

«Fine marzo 1800»: così data la prefazione del Sistema dell ’idealismo trascendentale, opera con cui Schelling giunge a una prima “sintesi” della sua problematica teoretica composta di filosofia dell’io e filosofia della natura. La prima è la speculazione che, muovendo dall’elemento soggettivo del sapere, l’io appunto, si pone come fine la spiegazione dell’oggettivo; la seconda, viceversa, e l’indagine che muove dall’oggettivo per giungere al soggettivo. Il sistema di tutto il sapere, cioè il sapere che articola l’insopprimibile opposizione e complementarietà di questi due itinerari filosofici, è appunto l’«idealismo trascendentale», nel cui svolgimento viene ripercorsa per «epoche» la «storia dell’autocoscienza». Solo mantenendo l’antitetico concorso, l’unione e la reciprocità di filosofia trascendentale e filosofia della natura il filosofo può cogliere il fondamento ultimo dell’armonia di soggettivo e oggettivo, quell’«assolutamente Identico» di cui si vieta la rappresentazione nei termini di un essere sostanziale o personale. La filosofia abbisogna però dell’arte, «chiave di volta del sistema», per comunicare l’unione e l’identità originarie di «soggettivo» e «oggettivo» al di fuori dell’astrattezza riflessiva dei propri concetti. L’«intuizione estetica» coglie infatti nell’opera artistica, seppure istantaneamente e imprevedibilmente, quel fondamento ontologico in cui “spirituale” e “naturale” sono l’Uno-Tutto originario. Ecco perché il Sistema si chiude solo dopo aver posto i capisaldi di un’autentica «filosofia dell’arte». Un’opera che costituisce una pietra miliare per la comprensione dell’Idealismo.
La presente edizione è curata da Guido Boffi, studioso della filosofia classica tedesca. La sua introduzione ricostruisce il contesto storico-filosofico del Romanticismo di Jena, entro il cui alveo il Sistema venne concepito, e traccia una sintesi dell’itinerario speculativo dell’opera. Le essenziali note al testo esplicitano i riferimenti assunti e discussi dal discorso schellinghiano, assecondate dalle parole chiave che focalizzano i termini propri delle argomentazioni. La bibliografia propone titoli mirati alla comprensione e all’interpretazione dell’intero Sistema o di alcuni suoi motivi privilegiati. Il testo tedesco a fronte della traduzione è quello a cura di H.D. Brandt e P. Miiller, stabilito sulla base della prima edizione dell’opera (1800).

Il Singolo e la Comunità in Soren Kierkegaard

Il Singolo e la Comunità in Soren Kierkegaard

Autore/i: Calvi Guido

Editore: Ital – Edizioni Italiane

pp. 240, Roma

Sommario:

Cap. I – Il Singolo
1. Il singolo e la comunità
2. Il singolo e l’etica
3. L’individuo e il generale
4. Il momento

Cap. II – Dallo stato etico al rapporto tra il singolo e l’assoluto

Cap. III – Le categorie delle necessità e della possibilità nel concetto di storia in Hegel e Kierkegaard

Bibliografia
Bibliografia 1961-1970
Bibliografia 1971-1980

Tractatus Logico-Philosophicus e Quaderni 1914-1916

Tractatus Logico-Philosophicus e Quaderni 1914-1916

Autore/i: Wittgenstein Ludwig

Editore: Giulio Einaudi Editore

nota introduttiva, traduzione e cura di Amedeo G. Conte.

pp. XI-276, Torino

Un punto di partenza obbligato per chi intende percorrere il pensiero logico del secolo e inoltrarsi alla scoperta del filosofo che più seduce chi cerchi risposte a domande insoddisfatte, sul piano etico e su quello gnoseologico.

«Questo libro, forse, comprenderà solo colui che già a sua volta abbia pensato i pensieri ivi espressi – o, almeno, pensieri simili -. Esso non è, dunque, un manuale -. Conseguirebbe il suo fine se piacesse ad uno che lo legga e comprenda.
Il libro tratta i problemi filosofici e mostra – credo – che la formulazione di questi problemi si fonda sul fraintendimento della logica del nostro linguaggio. Tutto il senso del libro si potrebbe riassumere nelle parole: Quanto può dirsi, si può dir chiaro; e su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere».
Cosi inizia la prefazione di Wittgenstein al Tractatus che, edito nel 1918, costituisce, come è noto, l’unica opera filosofica che egli abbia pubblicato in vita. Il libro è un punto di partenza obbligato per chi intende percorrere il pensiero logico del secolo e inoltrarsi alla scoperta del filosofo che più attira l’attenzione di chi cerchi risposte a domande insoddisfatte, sul piano etico e su quello gnoseologico.
Questa edizione non solo consente la più chiara leggibilità del testo, ma si arricchisce altresí di alcuni elementi di particolare importanza quali i Quaderni del periodo corrispondente all’elaborazione del Tractatus (1914-16), alcune note sulla logica ed estratti di lettere a Bertrand Russell che arrivano sino al 1920.

Di Ludwig Wittgenstein (Vienna 1889 – Cambridge 1951), Einaudi ha pubblicato: Ricerche filosofiche; Osservazioni sopra i fondamenti della matematica; Osservazioni filosofiche; Della Certezza; Osservazioni sui colori; Libro blu e Libro marrone; Zettel.

Visualizza indice

Nota introduttiva di Amedeo G. Conte.

Tractatus logico-philosophicus.
Prefazione dell’autore.
Tractatus logico-philosophicus.

Quaderni 1914-1916.

Appendici.

I. Note sulla logica, settembre 1913.
2. Note dettate a G. E. Moore in Norvegia, aprile 1914.
3. Estratti da lettere di L. Wittgenstein a B. Russell, 1912-1920.

Bibliografia.

Indici.
Indice delle corrispondenze e concordanze tra Quaderni e Appendici ed il Tractatus logico-philosophicus.
Indice degli autori.