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Leggende Celtiche

Leggende Celtiche

Il cavallo dal manto arruffato ed altri episodi
della leggenda di Fionn

Autore/i: Young Ella

Editore: Edizioni della Terra di Mezzo

traduzione dall’inglese di Margherita Rossi.

pp. 200, Milano

Un giovane uomo incontra nella notte il Re dei lupi, e con lui sancisce un patto di eterna amicizia: il ragazzo, destinato a diventare il capo del Clan dei Bassa, vivendo la sua infanzia nei boschi di querce dell’Irlanda, ha imparato da un’anziana Donna di conoscenza molti segreti della sua magia, e soprattutto la capacità di mettersi in sintonia con la natura incontaminata di quei tempi primordiali…
Comincia così la storia con cui Ella Young ci porta ancora una volta, dopo “Le meravigliose leggende celtiche”, nel passato mitico di un mondo incentrato sugli antichi simboli celtici, rinarrato con il linguaggio delle fiabe e delle leggende. In questo volume l’Autrice racconta di come, in tale terra splendida e selvaggia, esistesse, tanti, tanti anni fa, un popolo forte e valoroso, saggio e generoso: i Fianna.
Essi erano anche paragonabili ad un ordine cavalleresco, per certi versi simile a ciò che sarebbero stati anche i cavalieri della Tavola Rotonda di Re Artù.
I requisiti per poter entrare nella Confraternita dei Fianna erano molto rigorosi: chi ambiva a farvi parte doveva superare prove di iniziazione in cui avrebbe dimostrato di avere, oltre che abilità guerriera e coraggio, anche capacità poetiche e musicali. Infatti in questi eroi la virtù guerriera doveva accompagnarsi alla sensibilità dei Bardi ed alla conoscenza dei Druidi.Il loro ultimo e più grande capo fu Finn Mac Cumhaill, ovvero proprio il ragazzo che compare all’inizio della storia, destinato a divenire un grande eroe dai poteri soprannaturali ed a guidare i suoi guerrieri contro gli stranieri che avrebbero minacciato il Regno d’Irlanda, cioè forse proprio contro i rappresentanti delle forze violente ed oscure che avrebbero dato vita al mondo moderno.
Un ciclo di leggende che attraversano il tempo, e attraverso cui l’Autrice ci fa cogliere il modo d’essere di epoche in cui il mito era realtà, e la realtà era mito…

Ella Young nacque in Irlanda il 26 dicembre 1867 nel piccolo villaggio di Fenagh nella contea di Antrim ove visse fino al 1880, anno in cui la sua famiglia si trasferì a Rathmines nell’Irlanda del Sud.
Si laureò in scienze politiche presso l’Università di Dublino. Come molti altri giovani universitari di quel tempo sentì il richiamo della tradizione irlandese ed approfondì il suo interesse sulle leggende riguardanti il mondo fatato, recandosi per più mesi all’anno nell’ovest dell’Irlanda, dove imparò il gaelico ed ascoltò i racconti di persone che “avevano udito la musica delle Fate e che con esse avevano danzato”.
Simpatizzò con il movimento rivoluzionario irlandese, il Sinn Féin, ed essendo stata indagata dalla polizia, si rifugiò nella contea di Connemara, da dove venne a sapere dell’uccisione di molti dei suoi amici. Ritornò a Dublino nel 1919 ed ivi rimase per la durata della Guerra Civile.
Nel 1925 partì per gli Stati Uniti con un permesso di lavoro come lettrice universitaria, attività che svolse inizialmente nell’Est del paese e successivamente in molti colleges americani, fino a trasferirsi a Los Angeles ove accettò un incarico presso la University of California, come lettrice di mitologia e letteratura celtica.
Ella Young non si sposò e visse gli ultimi anni della sua vita in tranquillità e solitudine, scrivendo libri, occupandosi di giardinaggio ed accudendo ai suoi gatti, fino a quando morì nel 1956.
The Tangle-Coated Horse non fu il suo unico lavoro, Ella Young scrisse anche: Poetry, 1906; The Coming of Lugh, 1909; Celtic Wonder Tales, 1910 The Rose of Heaven, 1918; The Weird of Fionavar, 1922; The Wonder-Smith and His Son, 1927; The Unicorn with Silver Shoes, 1932; Flowering Dusk, 1945.

Breve Storia della Musica

Breve Storia della Musica

La limpida sintesi di due millenni di storia musicale, modello insuperabile di rigore critico nella semplicità dell’esposizione.

Autore/i: Mila Massimo

Editore: Giulio Einaudi Editore

in copertina: G. Nazario, Écriture musicale.

pp. 496, Torino

Per la sua praticità e per la sua agevole lettura questa Storia della musica si è conquistata un posto di rilievo nella cultura italiana contemporanea e ha ampiamente contribuito alla diffusione e conoscenza della musica negli ambienti dei non specialisti. A contraddistinguere quest’opera di Mila è la freschezza delle impressioni personali sulle quali è fondata. Suo obiettivo è di rendere contemporanea tutta la musica: ravvisare gli elementi di attualità del canto gregoriano non meno che della musica elettronica, di Monteverdi come di Strawinsky. Scopo di questa Storia è di ascoltare ciò che la musica ha detto all’uomo nel corso dei secoli, individuando il contributo che essa ha recato alla civiltà. Sono perciò evitate, anzi ignorate, sia minuzie biografiche, sia «problemi» formali. Oltre a un ampio aggiornamento, che porta l’esame della musica contemporanea fino ai giorni nostri, la revisione e le aggiunte di questa nuova edizione consistono nell’allargamento dell’esperienza d’ascolto in nome di un ideale di storiografia musicale fondata sulla spontaneità del gusto e sullo sviluppo della sensibilità artistica.

Massimo Mila (1910 – 1988) è stato professore incaricato nell’Università di Torino, dove fondò l’Istituto di Storia della Musica. Bocciato nel concorso nazionale per titoli a una cattedra ordinaria, fu accademico di Santa Cecilia e accademico delle Scienze. Nel 1986 ottenne il Premio internazionale dei Lincei per la critica e la poesia. Collaboratore di riviste e giornali, è stato critico musicale de «La Stampa». Presso Einaudi ha pubblicato: L’esperienza musicale e l’estetica (1950 e 2001), Gli eroi del Chomolungma (1954), Cronache musicali 1955-1959 (1959), Breve storia della musica (1963), Maderna musicista europeo (1976), Lettura della Nona Sinfonia (1977), Lettura delle «Nozze di Figaro» (1979), L’arte di Verdi (1980), Compagno Strawinsky (1983), Lettura del Don Giovanni di Mozart (1988), Lettura del Flauto magico (1989), Scritti di montagna (1992), Brahms e Wagner (1994), Scritti civili (1995), L’arte di Béla Bartók, Guillaume Dufay (1997), Argomenti strettamente famigliari: Lettere dal carcere 1935-1940 (1999), Mozart. Saggi 1941-1987 (2006), I quartetti di Mozart (2009) e Le sinfonie di Mozart.

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I. La musica greca. II. Il canto gregoriano. III. Monodia profana medievale. IV. Gli inizi della polifonia. V. Il Quattrocento. VI. Rinascimento, riforma e controriforma. VII. La musica strumentale del Cinque e Seicento. VIII. Le origini del melodramma e la vocalità del Seicento. IX. L’opera e la musica vocale in Europa nel secolo XVII. X. Bach e Händel. XI. L’opera seria e l’opera comica settecentesca. XII. Il concerto strumentale e la musica violinistica. XIII. L’apogeo del clavicembalo e la nascita del pianoforte. XIV. Haydn e Morzart. XV. Ludwig van Beethoven (1770-1827). XVI. Il romanticismo. XVII. L’ottocento musicale italiano. XVIII. L’opera francese nell’Ottocento. XIX. Il tardo romanticismo tedesco. XX. Le scuole nazionali. XXI. La musica contemporanea fuori d’Italia. XXII. La musica contemporanea in Italia. Indice dei nomi.

Timeo

Timeo

Autore/i: Platone

Editore: Rizzoli

testo greco a fronte, introduzione, traduzione e note di Francesco Fronterotta, in copertina: rappresentazione dell’universo tratta da un manoscritto del Timeo (XI secolo), Biblioteca Laurenziana, Firenze.

pp. 440, Milano

Il Timeo, che fa parte degli ultimi dialoghi composti da Platone, espone in un ampio racconto in forma di mito le origini dell’intero universo, dei pianeti, della Terra e della vita umana, animale e vegetale. Attraverso l’ipotesi di un demiurgo, vero e proprio artigiano del cosmo, che riproduce nel materiale a sua disposizione l’ordine e la disposizione dei perfetti modelli ideali, Platone giunge a fornire una rappresentazione della costituzione del tutto che, pur con i suoi molteplici limiti, i suoi arcaismi e le sue evidenti aporie, ha goduto di un’enorme fortuna nella tradizione filosofica posteriore. Nonostante le critiche sollevate già da Aristotele contro la cosmologia del Timeo, l’immagine platonica del mondo, concepito come un vivente «totale» e «compiuto», dotato di anima e corpo, ha continuato per secoli ad affascinare l’immaginario e a stimolare la riflessione dei suoi lettori. Questa nuova traduzione fornisce gli strumenti necessari, linguistici, filosofici e bibliografici, per avvicinarsi a un’opera che fin dall’antichità è stata oggetto di discussioni senza fine, suscitando le interpretazioni più diverse e contrastanti.

Francesco Fronterotta insegna Storia della filosofia antica presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Lecce. Si occupa soprattutto di Platone e del dibattito suscitato dalle sue dottrine nell’ambito dell’Accademia. Oltre a numerosi saggi e articoli, ha scritto: Guida alla lettura dei Parmenide di Platone (Roma-Bari 1998) e METHEXIS. La teoria platonica delle idee e la partecipazione delle cose empiriche (Pisa 2001). Ha curato, con Giuseppe Cambiano, una traduzione del Parmenide (Roma-Bari 1998) e partecipa a una nuova traduzione francese delle Enneadi di Plotino (I vol., Parigi 2002; II vol., Parigi 2003).

Il Contributo dell’Africa al Pensiero Umano

Il Contributo dell’Africa al Pensiero Umano

Autore/i: Guernier Eugène

Editore: Sansoni Editore

traduzione di Simona Attanasio.

pp. 304, nn. tavv. b/n f.t., Firenze

Proprio nel momento in cui l’Africa sta risorgendo e si inserisce sempre più attivamente nel mondo politico internazionale, i problemi sollevati dalla conoscenza del passato culturale del Continente Nero rivestono una importanza fondamentale. Per questi motivi l’opera di Eugène Guernier, professore all’Institut d’Etudes Politiques dell’Università di Parigi su n contributo dell’Africa al pensiero umano si colloca nella prospettiva nuova posta dalla rivendicazione culturale delle èlites africane odierne che hanno avuto sul piano intellettuale, clamorose manifestazioni. L’Africa, Continente a lungo ritenuto senza storia, potrebbe rivelarsi, secondo le più recenti teorie ed i più aggiornati studi la culla della civiltà. In questa nuova cornice, l’esame degli apporti originali delle civiltà sudanesi, delle civiltà egizie e delle civiltà berbere può costituire una prima soddisfacente impostazione dei molteplici interrogativi sollevati dall’esame del contributo dell’Africa alla storia del mondo. Dall’arte alle scienze, dalla musica alla sociologia, dalla filosofia alla politica, il prof. Guernier riesce a tracciare un quadro sintetico ma completo di quanto appare oggi di sicura origine africana. Dopo la rivoluzione politica costituzionale e l’imminente trasformazione sociale ed economica, il Continente africano inizia la propria ricognizione culturale e su questa via, questo libro costituisce indubbiamente una tappa fondamentale.

Estranei

Estranei

Romanzo

Autore/i: Yamada Taichi

Editore: Casa Editrice Nord

traduzione dall’edizione americana di Anna Martini.

pp. 224, Milano

Hideo Harada è un uomo di mezz’età, divorziato, con un figlio che non vede quasi mai e un lavoro – scrivere sceneggiature per la televisione – che stenta a decollare. Per di più, vive nel suo ufficio, in una grande e asettica palazzina nei pressi di una trafficata strada statale di Tokyo.
Così, per sfuggire allo squallore e alla solitudine della propria esistenza, il giorno del suo compleanno Hideo decide di recarsi ad Asakusa, il quartiere della sua infanzia, dove a dodici anni aveva perduto entrambi i genitori, investiti da un’auto. Ma, quando entra in un teatro, tra il pubblico nota un individuo straordinariamente somigliante al padre. L’uomo lo invita a seguirlo a casa sua, dove lo aspetta la moglie: anche lei è identica alla madre morta…
Hideo trascorre con i due una serata sconcertante e meravigliosa, e questo gli dà la forza di riprendere a lavorare con rinnovata energia. Gli incontri si susseguono, e sono una fonte di gioia e serenità, eppure… Hideo appare agli occhi dei suoi amici sempre più pallido e smunto, come se un male oscuro lo stesse consumando. La persona più angosciata di tutti è Kei – una vicina di casa con la quale Hideo ha intrecciato una relazione sentimentale -, che, una volta scoperto il suo segreto, gli consiglia di interrompere quelle visite, perché è evidente che lo stanno distruggendo.
Ma anche Kei nasconde una verità inquietante…
Riecheggiando lo stile di Paul Auster e le atmosfere di Haruki Murakami, Estranei è un romanzo commovente sul potere della memoria e sulla difficoltà di instaurare un rapporto autentico e sincero con gli altri.

Taichi Yamada è uno dei più famosi e rispettati scrittori giapponesi contemporanei. Nato a Tokyo nel 1934, dopo gli studi entra a far parte della casa di produzione Shochiku, per la quale scrive numerosi film e serie televisive di successo. Da anni lavora come freelance e ogni suo lavoro viene premiato con i riconoscimenti più importanti del panorama cinematografico giapponese, tra i quali si ricordano il Ministry of Culture New Talent Prize, il Prime Minister’s Prize, un Japanese Academy Award e numerosi Japan Television Awards. Anche in ambito letterario le sue opere hanno riscosso un enorme successo in patria, lo dimostra il fatto che il suo primo romanzo tradotto in Italia, Estranei (Nord, 2005), è stato insignito del prestigioso Yamamoto Shugoro Prize for Literature. Attualmente vive a Kawasaki con la moglie e i tre figli.

Il Sole – Le Soleil – Tarocchi di Marsiglia

Il Sole – Le Soleil – Tarocchi di Marsiglia

TAROT – L’esperienza del simbolo

Autore/i: Verdini Stefano

Editore: Libreria Editrice Ossidiane

xilografia a due colori, 14×25,5 cm., tiratura 2 esemplari.

Roma

«Il lavoro è ispirato ai Tarocchi di Marsiglia, la matrice xilografia è stata preparata per la mostra collettiva “TAROT – L’esperienza del simbolo” presso la Stamperia del Tevere di Roma.
Per la presente stampa è stata creata una seconda matrice per poter stampare in due colori, la tiratura di questa serie è di 2 esemplari.»

misure: 14×25,5 cm
tecnica: xilografia a due colori.

Stefano Verdini si occupa di arti e mestieri tradizionali e artigianali, di tecnologia, di energia in tutte le sue manifestazioni, di problemi ambientali ed ecologici. Tra le sue ricerche e i suoi interessi c’è la decifrazione di quanto va oltre la realtà fenomenica, da ricondursi sia all’effetto di energie telluriche e cosmiche sia all’azione intenzionale dell’uomo.

Esposizioni, seminari, corsi e workshop:

  • 2015 – “Vele di Carta“, workshop di Carta a Mano, Galleria Parione9, Roma.
  • 2016 – “TAROT – L’esperienza del simbolo”, collettiva, Stamperia del Tevere, Roma. – “L’Arte dei Sigilli Giapponesi“, workshop, Galleria Parione9, Roma.

La Nascita dello Zen in Occidente

La Nascita dello Zen in Occidente

Autore/i: Kapleau Philip

Editore: Ubaldini Editore

prefazione dell’autore, traduzione di Nazareno Ilari.

pp. 280, Roma

Un libro basato sull’esperienza personale, oltre che su un’eccezionale conoscenza storica dello Zen. Degno compagno dei Tre Pilastri dello Zen, è uno dei più importanti contributi alla comprensione dello Zen nel mondo occidentale.

Il primo libro di Kapleau, I tre pilastri della Zen, è diventato in pochi anni un best seller, è unanimemente ritenuto la migliore se non l’unica introduzione allo Zen per gli occidentali ed è stato la via che allo Zen ha condotto migliaia di persone. Dopo la pubblicazione dei Tre Pilastri, nel 1966, Kapleau ha fondato a Rochester un centro Zen di cui è stato ed è tuttora la guida e il direttore spirituale. Qui Kapleau ha tenuto a centinaia di studenti conferenze, seminari e ritiri, ed è sull’esperienza fatta in più di un decennio di ammaestramento come pure sulle conferenze tenute in quasi tutta l’America e in Europa, che si basa questo suo secondo libro.
La Nascita della Zen in Occidente si apre con una sezione contenente dialoghi tratti dai seminari: «Come si fa per trovare il proprio maestro?», «Zen e psicoterapia», «Zen e Yoga» e «Che cos’è il satori?» sono tra i principali argomenti affrontati.
La seconda parte, dedicata alla pratica, comprende discorsi di incoraggiamento e commenti del Roshi durante un periodo di una settimana di ritiro e addestramento a Rochester.
Vi sono anche resoconti di persone che hanno raggiunto l’illuminazione durante questo genere di ritiri. La terza parte, «Pratica religiosa», presenta alcune versioni di testi tradizionali zen e alcuni dialoghi che rivelano l’importanza della pratica religiosa nell’addestramento spirituale.
L’ultima parte tratta del ruolo morale e della responsabilità sociale nello Zen, concludendo con una discussione sull’aborto, il suicidio, l’eutanasia e la guerra.
Scrive Kapleau nella sua Prefazione al libro: «Benché la letteratura sullo Zen nelle varie lingue europee sia molto estesa, il Buddhismo Zen resta ancora per molti una misteriosa religione orientale. Speriamo che lo Zen qui descritto, essendo stato filtrato attraverso l’esperienza di un maestro occidentale nel corso dei suoi incontri con studenti occidentali, possa parlare direttamente agli uomini e alle donne del nostro tempo con l’accento familiare che è proprio dell’epoca e della cultura in cui viviamo».

Philip Kapleau, nato nel 1912, ha avuto una vita varia e intensa.
Cronista giudiziario, fu a Norimberga a seguire il “Processo” e poi in Giappone, dove conobbe il Buddhismo. Dopo anni di studio e addestramento raggiunse l’illuminazione. Attualmente è direttore del Centro Zen di Rochester da lui fondato. Il suo primo libro, I tre pilastri della Zen, è già apparso in traduzione italiana in questa collana.

Il Significato della Felicità

Il Significato della Felicità

La ricerca della libertà dello spirito nella psicologia moderna e nella saggezza dell’oriente

Autore/i: Watts Alan W.

Editore: Ubaldini Editore

prefazioni e introduzione dell’autore, traduzione dalla seconda edizione di Giuseppe Sardelli.

pp. 188, ill. b/n, Roma

Quali soluzioni offrono il pensiero orientale e quello occidentale all’eterno problema della felicità umana?

“I libri che parlano della felicità sono generalmente di due tipi. Ci sono quelli che ci dicono come diventare felici cambiando le nostre condizioni e quelli che ci dicono come diventare felici cambiando noi stessi. Dopo di che, se tali libri non sono pura filosofia, passano, gli uni e gli altri, a dare consigli pratici quanto ai modi e ai mezzi con cui si può raggiungere la felicità, descrivendo una tecnica spirituale, psicologica o materiale per ottenere il risultato desiderato.
Questo libro non rientra in nessuna di queste due categorie, poiché il suo autore crede che la felicità, la felicità più profonda, trascenda la sfera di qualunque tecnica esistente sotto il sole. Sebbene affermi che questo libro è strettamente pratico, non vi si nomina una sola cosa che si possa fare per diventare felici”.

Alan W. Watts, recentemente scomparso, è largamente noto nel mondo anglosassone e anche in Italia sono apparse traduzioni di suoi libri. Anche se la sua solida formazione filosofica è d’impronta nettamente occidentale, e del miglior timbro, egli ha preso largamente in prestito dalle metafisiche asiatiche, soprattutto dal buddhismo e dal taoismo, pur riconoscendo che le loro forme di pensiero sono difficilmente assimilabili dall’anima occidentale.

Astrazione e Simbolismo nell’Ornamentazione

Astrazione e Simbolismo nell’Ornamentazione

Autore/i: Sacchetti Alfredo

Editore: Edito in proprio

estratto da «Rivista di Etnografia», Vol. XVI, Napoli, 1962.

pp. 52, nn. tavv. b/n f.t., Napoli

Questo studio dell’autore, già Direttore dell’Istituto di Antropologia Generale della Università di Napoli e fondatore dell’Istituto de Investigaciones Demogenéticas de la Universidad Nacional de Cordoba (R.A.), è un saggio di interpretazione nuova ed originale dell’astrazione e del simbolismo nell’ornamentazione.
Prendendo spunto dall’artigianato sardo pone l’accento sul valore psicologico di questi aspetti dell’attività estetica umana e ne stabilisce la genesi più arcaica. È un contributo scientifico e di ricerca critica che definisce, inoltre, un quadro delle possibili omologie psico-estetiche nel messaggio dell’arte ornamentale.

Com’è l’Aldilà

Com’è l’Aldilà

Dalle esperienze degli enti disincarnati – Grandi personaggi del passato narrano la loro «vita oltre la vita»

Autore/i: Magister

Editore: Luigi Reverdito Editore

premessa, introduzione e cura di Ettore Cipollato.

pp. 160, Trento

L’opera ha come autore un’entità disincarnata, «Magister», appartenente ad un piano esistenziale diverso dal nostro e svincolata dalle passioni terrene. Il libro desta immediato interesse in chiunque creda in una vita oltre la vita sia per l’argomento che per il modo inconsueto di affrontarlo. La curiosità per l’ignoto e arguta disponibilità per un sapere alternativo sempre e comunque «ai confini del possibile» hanno consentito al coordinatore Ettore Cipollato di realizzare con le «comunicazioni» di Magister un volume originale e di piacevole lettura nel vasto panorama della letteratura medianica.

Ettore Cipollato è nato nel 1922 da una famiglia patrizia-veneziana. E approdato agli studi del paranormale armato di curiosità, costanza, passione per la ricerca. Ebbe i primi contatti con il mondo dell’invisibile in seno ad un gruppo di professionisti ne] 1954. In seguito formò, insieme alla moglie, un gruppo di ricerca autonomo: «L’Arca».
Dopo lo studio delle verità trascendentali della vita al di qua e al di là della «barriera morte» Cipollato, con il suo gruppo, s’interessa anche di «archeologia medianica».

Eros Indiano

Eros Indiano

Autore/i: Bussagli Mario

Editore: Bulzoni Editore

pp. 112, 48 foto e tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Roma

Un libro sull’Eros dell’India? Sì, certo! Ma un libro che non vuole sottolineare soltanto le tecniche erotiche e gli aspetti più sconcertanti di una sensualità divenuta leggendaria (anche per il fatto di non essere facilmente avvicinabile dagli occidentali, soprattutto nelle sue modulazioni più intense e sincere) come spesso accade in opere similari. Perché al di là delle tecniche erotiche, al di là della trattatistica sistematica che esamina freddamente le sorgenti del piacere, l’India di ieri e, in parte, quella di oggi possono di nuovo insegnare, agli occidentali smarriti, che esiste anche l’Amore, la dedizione completa, la lealtà e la confidenza reciproca di esseri che, unendosi, sfidano – insieme – la vita e la morte.

Mario Bussagli. Nato a Siena il 23 settembre 1917 è professore ordinario di Storia dell’arte dell’India e dell’Asia centrale nell’Università di Roma. Attualmente Direttore dell’Istituto di Studi dell’India e dell’Asia Orientale e della Scuola Orientale di Perfezionamento nella Facoltà di Lettere dello Ateneo romano, ha al suo attivo oltre cento pubblicazioni scientifiche di carattere artistico, storico, filologico. Basterà ricordare: Profili dell’India antica e moderna, ERI 1959; La Peinture de l’Asie centrale, Skira, Genève, 1963; Che cosa ha detto veramente il Buddha, Roma, Astrolabio 1968; Oriente e Occidente (con M. Deneuve), SADEA, Firenze 1970; Culture e Civilità dell’Asia centrale, ERI 1970; Asia centrale e mondo dei nomadi, in «Storia Universale dei Popoli e delle Civiltà», vol. XX, UTET, Torino 1970. Five thousand years of Indian Art (in collaborazione con Calembur Sivaramamurti), New York, Abrams, 1971. Già direttore della sezione orientale dell’«Enciclopedia Universale dell’Arte» edita dall’Istituto per la Collaborazione Culturale e direttore di ricerca del CNR. ed è membro della Commissione italiana dell’UNESCO. Ha svolto notevole attività divulgativa su quotidiani e riviste, attraverso documentari cinematografici (Arpa e Sitar. Inserti orientali nella pittura senese ed umbra del XIV e XV sec., prodotto dall’Istituto Luce, regista Enzo Trovatelli, vinse la Targa del Leon d’Oro di Venezia) e televisivi («India» in 9 puntate con Folco Quilici) nonché attraverso il 30 programma della RAI.
Attualmente ha in preparazione studi sull’architettura indiana, sull’immagine del Buddha in Asia centrale (per l’U.N.E.S.C.O.), sull’evoluzione figurativa dell’India (editore M. Bulzoni).

Visualizza indice
  • L’età della gran madre: Premesse per la fase storica
  • Il valore della donna
  • Valore dell’atto sessuale
  • L’amore come una delle belle arti
  • La tecnica sessuale
  • Conclusione

L’Evoluzione Interiore dell’Uomo

L’Evoluzione Interiore dell’Uomo

Introduzione alla psicologia di Gurdjieff

Autore/i: Ouspensky Peter Demianovich

Editore: Edizioni Mediterranee

la presente edizione è stata tradotta dall’edizione francese sotto la direzione di Henri Thomasson.

pp. 128, ill. b/n, Roma

Questo libro è costituito da cinque conferenze scritte da Ouspensky e destinate a essere lette in Russia, poi a Londra e a New York, a coloro che erano interessati alle idee di Gurdjieff. Partendo dall’idea fondamentale che l’uomo non è un essere compiuto, Ouspensky studia l’uomo così com’è, dal punto di vista di ciò che può divenire, precisando le condizioni e gli sforzi necessari al suo sviluppo interiore. Nella sua introduzione, così l’Autore si esprime a proposito del contenuto di quest’opera: «…So che non è cosa facile riconoscere di ascoltare cose nuove. Siamo talmente abituati ai vecchi ritornelli, alla solita musica, che da molto tempo abbiamo disimparato a sperare e persino a credere, che possa esistere qualcosa di nuovo. Solitamente, quando ascoltiamo delle idee nuove, le scambiamo per vecchie oppure pensiamo che possono essere spiegate e interpretate servendoci delle idee vecchie. È vero che è un compito difficile riconoscere la possibilità e la necessità di idee veramente nuove; questo richiede – col tempo – una revisione di tutti i valori correnti. Non posso garantire che fin dall’inizio troverete qui delle idee nuove, di cui non avete mai sentito parlare. Ma se siete pazienti, ben presto comincerete a notarle. E vi auguro, allora, di non lasciarvele sfuggire e di stare attenti a non interpretarle alla vecchia maniera».

Ouspensky Peter Demianovich nacque a Mosca nel 1878. I suoi libri “Tertium Organum” (pubblicato nella presente collana) e “A New Model of the Universe” rivelarono la sua grandezza come matematico e pensatore e il suo vivo interesse per i problemi dell’esistenza umana. Dopo l’incontro con Gurdjieff nel 1915, concentrò il suo interesse sullo studio pratico dei metodi per lo sviluppo della consapevolezza, com’è esposto in “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” e “La Quarta via”.

Bestie, Uomini, Dei

Bestie, Uomini, Dei

Autore/i: Ossendowski Ferdinand Antoni

Editore: Edizioni Mediterranee

prefazione di Julius Evola, edizione italiana a cura di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco.

pp. 352, Roma

Un’opera di grande interesse, che unisce agli elementi di carattere storico e autobiografico una quantità di nozioni e scoperte direttamente legate al misterioso mondo dell’Oriente.
Nel tempo in cui l’autore errò fuggiasco per quelle lontane e deserte regioni, poté, per primo tra gli occidentali, venire a conoscenza di segreti iniziatici, storici e religiosi che con tanta maestria narrativa descrive in queste pagine. In un crescendo irresistibile, l’opera si conclude con alcune gravi ed importanti rivelazioni.

Quest’opera, pubblicata per la prima volta in Polonia nel 1922, ebbe una traduzione inglese nel 1923, una francese nel 1924 ed una italiana nel 1925, suscitando molte reazioni, positive e negative, a causa del suo contenuto. L’importanza dell’opera, infatti, è tutta nella grande messe di notizie inedite che essa espone, con un’ottica storicamente oggettiva, in quanto il suo autore, il polacco Ferdinand Antoni Ossendowski (1871-1945) è un chimico-fisico, cioè uno scienziato abituato a guardare alla sostanza degli avvenimenti. Bestie, Uomini, Dèi è un’opera dai molteplici aspetti: è un affascinante libro di viaggi; è una testimonianza agghiacciante della vocazione al genocidio del comunismo sin dalle sue origini e delle ultime lotte anti-bolsceviche condotte nel 1920-1921 agli estremi confini dello sterminato Impero russo, in Mongolia, è la biografia di un personaggio ignorato e inquietante come il barone generale Ungern; è la rivelazione in Occidente, del “mistero dei misteri”: il “Re del Mondo”. Fu questo libro che ispirò a René Guénon il suo Roi du Monde (nel 1924 come saggio su rivista, nel 1927 ampliato a libro), un contributo decisivo allo studio del “centro iniziatico”, denominato “Agartha”. Avventura, politica, guerra, misticismo; viaggi attraverso pianure gelate; le battaglie fra mongoli, russi e cinesi; gli intrighi politici di tre diplomazie; la figura allucinata del barone Ungern; il mistero dell’Agartha; la profezia del Re del Mondo; le visioni dei Lama; le leggende e le realtà di un popolo diverso da tutti gli altri; le cavalcate e le meditazioni; le sorti future del mondo e la guerra locale; Ossendowski ha saputo descrivere tutto questo, assieme alla sua vicenda personale, con uno stile avvincente, che rende indimenticabili fatti e personaggi di un passato solo apparentemente lontano da noi.

Ferdinand Antoni Ossendowski (Vitebsk, 1871 – Zólwin, 1945) polacco, chimico-fisico, scrittore e giornalista, si distinse in opere e lavori scientifici, pubblicando una quindicina di libri di interesse generale sia in polacco che in russo. Consulente scientifico del Consiglio Superiore della Marina, fece parte del Ministero delle Finanze e dell’Agricoltura del governo della Siberia. Nel 1905 presiedette il governo rivoluzionario dell’Estremo Oriente che proclamava l’indipendenza della Siberia Orientale dalla Russia. Arrestato dopo il fallimento della rivoluzione, fu condannato a morte ma la pena gli fu commutata in due anni di carcere. Nel 1922 fu consulente tecnico per gli affari dell’Estremo Oriente presso l’Ambasciata di Polonia e, in seguito, professore alla scuola di Guerra di Varsavia.

L’Eredità Messianica

L’Eredità Messianica

Dai primi cristiani al Priorato di Sion e ai giorni nostri, la storia dell’intreccio tra fede e potere

Autore/i: Baigent Michael; Leigh Richard; Lincoln Henry

Editore: Marco Tropea Editore

introduzione degli autori, postfazione di Giorgio Galli, traduzione di Vittorio Curtoni.

pp. 368, Milano

Secondo Baigent, Leigh e Lincoln la fine del millennio si avvicina in un clima di ansia e inquietudine simile a quello che accompagnò la vita terrena di Gesù. Allora la speranza di un progresso morale dell‘umanità si legava all’attesa di un capo rivoluzionario. Ma l’intreccio di religione e politica caratterizza il mondo occidentale anche in questa fine secolo, in cui misteriosi gruppi di potere cementati da un ideale spirituale sono segretamente all‘opera nella nostra società. Un‘indagine accurata e coinvolgente come un thriller getta luce su alcune tra le più arcane vicende dell’eterno connubio tra fede e potere.

“Con questo libro si torna a parlare del primo cristianesimo e del Priorato di Sion… Gesù Cristo sarebbe stato in sostanza un capo corrente, un Messia, cioè un re.” (Il Giornale)

Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln hanno scritto uno tra i grandi best seller di questi anni, Il Santo Graal. Michael Baigent e Richard Leigh sono anche gli autori di Il mistero del Mar Morto.

Introduzione all’Egittologia

Introduzione all’Egittologia

La nascita e lo sviluppo dell’egittologia come disciplina scientifica.

Autore/i: Pernigotti Sergio

Editore: Società Editrice Il Mulino

prefazione dell’autore.

pp. 176, Bologna

L’interesse per l’antico Egitto da parte della cultura europea ha conosciuto fasi alterne. In alcuni momenti ha dato luogo a veri e propri fenomeni di “egittomania” e a immagini distorte, scientificamente imprecise, di quel mondo. Pensato per un corso universitario di base, questo volume rende conto delle vicende che hanno portato alla scoperta e riscoperta della civiltà egiziana antica, facendo il punto sullo stato delle nostre conoscenze e indicando le questioni ancora aperte. Nell’analizzare la nascita e l’evoluzione dell’egittologia, l’autore ripercorre le tappe che hanno portato alla decifrazione dei geroglifici, fa la storia delle grandi spedizioni in Egitto, descrivendo le avvincenti scoperte archeologiche antiche e moderne grazie alle quali sono venuti alla luce importanti testimonianze e documenti di quella civiltà.

Sergio Pernigotti insegna Egittologia nella Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Bologna, ed è direttore del Dipartimento di Archeologia. Con Mario Capasso, dirige la Missione archeologica congiunta delle Università di Lecce e Bologna a Bakchias e a Soknopaiou Nesos in Egitto.

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Prefazione. – Avvertenze e abbreviazioni. – Cronologia. – Parte prima: Gli studi sull’Egitto dall’antichità ai nostri giorni. – I. La nascita dell’egittologia: dall’antichità alla decifrazione dei geroglifici. – II. La conoscenza dell’antico Egitto dopo la decifrazione. – III. Storia della ricerca. – Parte seconda: Lo stato attuale della ricerca. – IV. Archeologia e storia dell’arte. – V. Storia, regni, religione. – VI. Letteratura. – Bibliografia. – Indici.

Antropologia della Scrittura

Antropologia della Scrittura

Autore/i: Cardona Giorgio Raimondo

Editore: Loescher Editore

introduzione dell’autore, in copertina: donna namdhari in pellegrinaggio al santuario himalayano di Gangotri; sul viso e sul sārī è ripetuto ininterrottamente il nome dell’eroe divino Rāma.

pp. 242, nn. ill. b/n, Torino

Per molto tempo la scrittura è stata considerata una grande invenzione tecnica e nulla più; di qui un suo studio soprattutto storico, dedicato a origini, diffusione, modificazione dei principali sistemi grafici. Ma la scrittura è anche, e soprattutto, un luogo privilegiato della produzione ideologica e simbolica delle società; il suo dar forma tangibile alle effimere sequenze della parola non è l’unica sua funzione. Al contrario, a un esame più ampio, essa si rivela, proprio nella sua forma concreta di tracciato, incisione, campitura di colore, uno tra i più potenti strumenti di conoscenza e manipolazione della realtà, di governo e selezione della società. Osservati in culture e tempi diversi, gli aspetti conoscitivi, sociali, magici, sacrali della scrittura sono qui esaminati e giustapposti perché infine emerga, attraverso la varietà e la differenza, la sostanziale identità che li regola.

Giorgio Raimondo Cardona (1943-1988), è stato ordinario di glottologia nell’Università di Roma La Sapienza, occupandosi in particolare dei rapporti tra lingua e cultura e dei fenomeni del contatto linguistico (vedi presso queste edizioni l’Introduzione alla sociolinguistica, 1987); complementare a questa Antropologia della scrittura è la sua Storia universale della scrittura (Milano 1986).

Il Libro del Principio e della sua Azione – Tao-tê-ching

Il Libro del Principio e della sua Azione – Tao-tê-ching

Autore/i: Lao-Tze

Editore: Edizioni Mediterranee

nuova presentazione commentata con uno studio sul taoismo, a cura di Julius Evola.

pp. 208, Roma

Il Tao-tê-ching di Lao-tze è uno dei principali testi tradizionali dell’Estremo Oriente. Esso contiene una particolare riformulazione dell’antica dottrina del Tao – il Principio, la «Via» – in termini sia di metafisica, sia di presentazione di un ideale umano superiore (l’«Uomo Reale»).
Si sa che la lingua cinese è ideografica, per cui già per questo i termini ammettono diverse interpretazioni. Ciò vale ancor di più pel testo di Lao-tze, dato il carattere ellittico e spesso «ermetico» delle sue massime. Così nelle scuole taoiste il grado di maturità di un discepolo veniva misurato in base ai significati sempre più profondi che egli aveva misurato in base ai significati sempre più profondi che egli aveva saputo via via cogliere studiando il testo e meditando. Nel presentarlo al pubblico italiano in una nuova edizione, J. Evola si è tenuto al livello interpretativo più alto, utilizzando anche, nel commento, citazioni delle opere dei principali Padri del taoismo – Lieh-tze e Chuang-tze – per un inquadramento più completo, mentre nello studio introduttivo ha indicato lo spirito e gli aspetti essenziali del taoismo in genere tradizione, questa, che ha anche avuto interessanti sviluppi iniziatici e operativi (si confronti ad esempio il testo Il mistero del Fiore d’Oro, pubblicato in questa stessa collana). Si potrà vedere, fra l’altro, quale è il senso vero della nota dottrina del wu-wei, del «non agire» (come «agire senza agire», cioè agire sottilmente), ridotta, da non pochi traduttori, alle norme di un banale, passivo quietismo.
Con essa, anche diversi altri insegnamenti sono stati messi sotto la giusta luce, per cui il lettore potrà orientarsi in modo adeguato per utilizzare nella sua pluridimensionalità questo testo fondamentale, unico nel suo genere.
Non è stata trascurata la presa di visione delle principali traduzioni esistenti, in varie lingue, in un quadro comparativo e per uno scrupolo scientifico. Però la distanza qualitativa rispetto ad esse di quella qui presentata è stata riconosciuta anche da ambienti autorevoli.

Coscienza – La Ricerca della Verità

Coscienza – La Ricerca della Verità

Autore/i: Ouspensky Peter Demianovich

Editore: Edizioni Mediterranee

introduzione di Merrily E. Taylor, traduzione di Palmiero Perugini.

pp. 160, 4 disegni b/n, Roma

Ouspensky era un maestro della parola, sia parlata, sia scritta. Era un insegnante, soprattutto, e i cinque lavori riuniti in questo libro sono il frutto dell’opera di un uomo che non si limitava a scrivere – avendo anzi scarsa fiducia nella parola scritta come mezzo principale per giungere alla Verità -, ma trasmetteva direttamente il suo insegnamento, secondo i canoni tradizionali della scuola iniziatica. Gli studi e le ricerche di Ouspensky si concentrarono sempre su quegli aspetti del sapere e della conoscenza che fossero al di sopra e al di fuori dei campi tradizionali, essendo egli dell’opinione che i professori uccidono la scienza, così come i preti uccidono la religione. Ouspensky sosteneva infatti l’importanza del lavoro su se stessi nell’ambito di un gruppo o di una scuola, con lo scopo di un risveglio del proprio io, mediante la tecnica dell’”autoricordo”. Il risultato era il conseguimento di una coscienza oggettiva che conduceva spontaneamente al sapere esoterico. In questo libro sono raccolti gli insegnamenti e le conferenze tenute da Ouspensky in diversi anni. Si tratta di cinque saggi brevi relativi ai seguenti argomenti: Memoria, Personalità apparente, Autovolontà, Sentimenti negativi, Note sul lavoro. Di particolare importanza l’ultimo saggio per quanti decidessero di intraprendere il “lavoro” su se stessi.

Peter Demianovich Ouspensky nacque a Mosca nel 1878. I suoi libri “Tertium Organum” (pubblicato nella presente collana) e “A New Model of the Universe” rivelarono la sua grandezza come matematico e pensatore e il suo vivo interesse per i problemi dell’esistenza umana. Dopo l’incontro con Gurdjieff nel 1915, concentrò il suo interesse sullo studio pratico dei metodi per lo sviluppo della consapevolezza, com’è esposto in “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” e “La Quarta via”.

Il Libro del Consiglio di Zarathushtra

Il Libro del Consiglio di Zarathushtra

E altri testi – Compendio delle teorie zoroastriane

Autore/i: Zaehner R. C.

Editore: Ubaldini Editore

traduzione di Aldo Giuliani.

pp. 120, Roma

Una raccolta di testi fondamentali scelti da uno dei massimi orientalisti del nostro tempo allo scopo di fornire al lettore occidentale un quadro intelligibile delle principali dottrine degli zoroastriani.

Ecco una chiara ed erudita introduzione alle principali dottrine del dualismo zoroastriano presentate in gran parte nelle parole dei testi zoroastriani stessi.
Fine dell’autore, che è stato uno dei massimi orientalisti del nostro tempo, è dimostrare l’essenziale ragionevolezza del dualismo zoroastriano, il dualismo di uno spirito buono e uno cattivo, e mostrare cosa ciò significhi nella vita quotidiana e come sia filosoficamente giustificato. Zaehner ribadisce che questo dualismo è ben distinto da quello di tipo gnostico-manicheo, ben noto all’occidente.
Ci sono capitoli sulla cosmologia, sulla relazione dell’uomo con Dio, sulla natura della religione, sull’etica, su sacramenti e sacrifici, sul destino dell’anima alla morte e sull’escatologia.
Dove era possibile, Zaehner ha lasciato che i testi zoroastriani parlassero da soli, evitando di intromettere punti di vista suoi propri nella discussione dei testi.

R. C. Zaehner, nato da genitori svizzeri emigrati in Inghilterra, è stato bilingue (francese e inglese) fin dalla fanciullezza. Fu per tutta la vita un eccellente linguista. Dopo la scuola a Tonbridge proseguì gli studi a Oxford. Ha tenuto corsi di persiano alla Oxford University e per cinque anni ha lavorato all’ambasciata inglese in Iran. È stato Spalding Professor di religioni ed etica orientali alla Oxford University e membro dell’All Souls College dal 1952 alla sua morte nel 1974. In un altro suo libro, Hindu and Muslim Mysticism, sono raccolte le Jordan Lectures da lui tenute alla London University nel 1959.

Orione a Proposito dell’Antichità dei Veda

Orione a Proposito dell’Antichità dei Veda

Autore/i: Tilak Lokamanya Bâl Gangâdhar

Editore: ECIG – Edizioni Culturali Internazionali Genova

presentazione di Renato del Ponte, premessa, traduzione e commenti di Giuseppe Acerbi.

pp. 270, Genova

Scopo precipuo di quest’opera è dimostrare che gli antichi testi vedici sono chiaramente ed esattamente databili in base a citazioni astronomiche contenute nei Veda. «Nel mio Orione – afferma l’Autore in un suo scritto successivo – ho cercato di dimostrare che le convenzionali prove di datazione dei Poemi Vedici a non più di 2400 a.C. erano troppo vaghe ed incerte, mentre tutti i ragguagli astronomici contenuti nei testi vedici ci offrono datazioni degne di maggior fede. La composizione degli Inni Vedici, su tali basi astronomiche, si può far risalire a circa 4500 anni a. C. allorché l’equinozio di primavera cadeva nella costellazione di Mriga (Orione), mentre quella dei Bràhmana risale intorno al 2500, tempo in cui l’equinozio di primavera si era spostato nella costellazione di Krittikà (Pleiadi). Equinozi, solstizi, stagioni, posizioni degli astri, tempo dei riti religiosi, calendario, posizioni delle grandi costellazioni vengono minutamente analizzati e criticati assieme alle teorie e ai calcoli matematici di altri studiosi indù ed europei, al fine di raggiungere l’Ultima Thule dell’antichità Ariana.

Un brano:
“Il principale risultato della nostra ricerca dovrebbe essere evidente dal titolo stesso del saggio. L’alta antichità della civiltà egizia è ora generalmente ammessa. Ma gli studiosi ancora esitano a porre l’inizio della civiltà vedica più in là del 2400 a. C.. […] le tradizioni registrate nel Rigveda indicano indubbiamente un periodo non più tardo del 4000 a. C., quando il punto vernale si trovava in Orione, o, in altri termini, quando la Stella del Cane (il Cane, com’è chiamate nel Rigveda) dava inizio all’anno equinoziale. Molti dei testi vedici e delle leggende addotte a sostegno di questa conclusione sono state citate in conformità con essa e spiegate per la prima volta in modo razionale e comprensibile, gettando una luce significativa sulle leggende e sui riti delle opere sanscrite più tarde. Abbiamo tentato ulteriormente di mostrare come queste leggende siano straordinariamente confermate da leggende e tradizioni dell’Iran e della Grecia”.

Lokamanya Bâl Gangâdhar Tilak (1856-1920). Chiamato dai suoi compatrioti «Lokamanya» ossia «maestro onorato nel mondo intero», Tilak fu, per tutto l’arco della sua vita, lo strenuo paladino della liberazione dell’India dal dominio coloniale britannico. Animatore del Partito del Congresso, propugnatore della disobbedienza civile, fondatore di due giornali, il Kesari e il Marhatta, divulgatore instancabile della tradizione del suo popolo e tutore inflessibile dell’induismo, fu perseguitato e condannato per lunghi anni in un carcere birmano. Muore il 1° agosto 1920, giorno in cui Gandhi dava avvio alla sua prima operazione non-violenta, alla quale gli Inglesi risposero con il massacro di Amritsar. Le sue due opere principali sono: The arctic home in the Vedas del 1903 (trad. it. La dimora artica nei Veda, Ecig, 1986) e il presente Orion del 1893.

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Presentazione – Premessa del traduttore – Prefazione dell’Autore – Capitolo I. Introduzione – Capitolo II. Il Sacrificio ovverossia l’Anno – Capitolo III. Le Krittika – Capitolo IV. Agrahayana – Capitolo V. La Testa di Antilope – Capitolo VI. Orione e la sua cintura – Capitolo VII. I Ribhu e Vrishakapi – Capitolo VIII. Conclusione – Appendice. Agrayana e Orione