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Libri dalla categoria Tradizioni

Enciclopedia delle Vitamine e dei Minerali

Enciclopedia delle Vitamine e dei Minerali

Autore/i: Hendler Sheldon Saul

Editore: Tecniche Nuove

traduzione dall’inglese di Loretta Colosio, revisione di Maria Teresa Besana.

pp. 482, Milano

L’opera del dottor Sheldon Saul Hendler è la più completa, autorevole e aggiornata guida all’uso degli integratori alimentari che sia mai stata pubblicata finora.
Dalla vitamina A allo zinco, dall’olio di pesce al ginseng, tratta più di duecento tra vitamine, minerali, aminoacidi, erbe medicinali e altri integratori di cui riporta le proprietà terapeutiche dimostrate separandole da quelle ipotizzate, ma mai verificate o addirittura confutate, i possibili effetti positivi e negativi, le dosi consigliate e le fonti migliori per ottenere i risultati desiderati.
Il dottor Handler indica anche, sulla base dei risultati della ricerca medica recente, quali integratori aggiungere alla propria dieta per abbassare il tasso di colesterolo, rafforzare il sistema immunitario, combattere i tumori, alleviare il dolore, favorire la perdita di peso, mantenersi in forma. Con un indice che riporta anche sintomi e disturbi per facilitarne la consultazione, l’Enciclopedia è senza dubbio uno strumento prezioso per chiunque voglia sapere come conservare la propria salute usando gli integratori alimentari.

Sheldon Saul Hendler si è laureato in biochimica alla Columbia Universitiy e in medicina alla University of California, San Diego, dove insegna. È consulente per l’alimentazione del Comitato Olimpico statunitense e dell’American Association of Retired Persons.

Gnòsi delle Fànfole

Gnòsi delle Fànfole

Autore/i: Maraini Fosco

Editore: Baldini&Castoldi

prefazione e commento di Maro Marcellini.

pp. 96, Milano

«Sarebbe opportuno, anzi direi sarebbe addirittura canonico, presentarsi con un piccolo preambolo teorico. Signori, potrei dire, eccovi alcuni esperimenti di poesia metasemantica.
«Ora mi spiegherò.
«Per millenni il procedimento principe seguito nella formazione e nell’arricchimento del patrimonio linguistico è stato questo: dinanzi a cose, eventi, emozioni, pensieri nuovi, o ritenuti tali, trovare suoni che dessero loro foneticamente corpo e vita, che li rendessero moneta del discorso. A tale intento, in genere, servivano suoni che già venivano impiegati per significati consimili. Inventi per esempio il cannocchiale e sommi canna con occhiale, vuoi esprimere il concetto di non-iniziato, ignorante, prendi pro (davanti, fuori) e fanum (tempio) producendo profano (“colui ch’è fuori dalle sacre cose”), talvolta serve il nome d’una persona (siluetta, besciamella), tal altra il nome d’un luogo (pistola, baionetta); una particolare febbre se viene dall’oriente si chiama asiatica, se dall’occidente spagnola, e via dicendo. L’intera scienza etimologica è lì a nostra disposizione per tali istruttive ricerche.
«Nella poesia, o meglio nel linguaggio metasemantico, avviene proprio il contrario. Proponi dei suoni e attendi che il tuo patrimonio d’esperienze interiori, magari il tuo subconscio, dia loro significati, valori emotivi, profondità e bellezze. È dunque la parola come musica e come scintilla.» (Fosco Maraini)

«La mia passione per la poesia metasemantica (come la chiama il suo autore) nacque alcuni anni fa quando per la prima volta ebbi occasione di ascoltare un poemetto intitolato Il lonfo recitato da un amico pittore, durante una festa per non ricordo cosa. Rimasi subito colpito da quei versi, da quei suoni, da quelle strane parole che mi punzecchiavano la fantasia. Dopo aver insistito per alcune repliche, m’informai per scoprire dove avrei potuto trovare pubblicata quella insolita – e allo stesso tempo deliziosa – opera poetica. Ma la mia ricerca finì prima ancora di cominciare: l’amico possedeva un’anonima fotocopia di quei versi e non ricordava chi glieli avesse dati né – tantomeno – sapeva chi ne fosse l’autore. Dovevo accontentarmi di fotocopiare a mia volta quel foglio un po’ spiegazzato, nient’altro era possibile. Feci una copia di quella pagina e la riposi tra le carte che ancora conservo nel cassetto “personale” della scrivania di casa. In seguito rilessi tante quei versi che li imparai a memoria e, come faceva l’amico artista, mi divertii a recitarli durante le serate tra amici. Passarono alcuni anni – tre o quattro – quando un pomeriggio, sfogliando una rivista d’architettura nell’anticamera del mio avvocato, mi ritrovai sotto agli occhi Il lonfo. Stavolta la poesia era stampata nella sua versione originale e con tanto di firma del poeta: Fosco Maraini. Con buona pace dell’avvocato (è un amico) sequestrai la rivista e mi misi alla ricerca dell’autore di quella che ormai consideravo la “mia” poesia. E fui fortunato: il “poeta”, pur girando il mondo in lungo e in largo per i suoi studi, abitava nella mia stessa città, a Firenze. Era rintracciabile, qualche volta, nella sua casa vicino al Poggio Imperiale. Lo chiamai per telefono e mi venne fissato un appuntamento.» (Maro Marcellini)

Fosco Maraini è nato a Firenze nel 1912. Scrittore, antropologo, etnologo, è stato ricercatore a Oxford e nelle Università di Sapporo e Kyoto.
Ha insegnato lingua e letteratura giapponese all’Università di Firenze.
Nel 1998 ha vinto il Premio Nonino.
Ha scritto libri di successo quali Segreto Tibet e Ore giapponesi Nel 1999 ha debuttato nella narrativa con il romanzo autobiografico Case, amori, universi, finalista al Premio Strega.

Maro Marcellini è nato a Chiusi (Siena) nel 1946. Sceneggiatore, umorista, autore di testi per il varietà televisivo e per il cabaret. I suoi libri(*) sono stati pubblicati da Sperling&Kupfer, Feltrinelli, Baldini&Castoldi, Mondadori, Rizzoli, Bompiani, Longanesi, Adelphi e da molti altri editori.
(*) i libri che possiede.

Santi, Demoni, Giocatori

Santi, Demoni, Giocatori

Una etnografia delle pratiche di salute mentale

Autore/i: Minelli Massimiliano

Editore: Argo

nota e introduzione dell’autore.

pp. 320, Lecce

A trent’anni dalla legge 180 di riforma psichiatrica, sono molteplici in Italia le esperienze avanzate e le proposte innovative nella prassi della psichiatria territoriale. In tali esperienze assumono spesso importanza le iniziative di operatori, utenti, familiari e gruppi di cittadini che investono numerose pratiche della vita quotidiana e dell’agire collettivo. Attraverso una etnografia delle pratiche quotidiane del Centro di salute mentale di Gubbio (Umbria), in questo libro vengono presi in esame i rapporti di potere, l’attivazione delle reti sociali e i processi di cambiamento nella psichiatria comunitaria. In tale cornice due questioni hanno particolare rilevanza. La prima riguarda il sapere incorporato nei gesti che ogni giorno sono giocati negli spazi terapeutici e riabilitativi. La seconda ha a che vedere con il significato politico di tale sapere, quando viene scambiato nella sfera pubblica. In questo spazio dialogico e trasformativo sono interrogate criticamente le relazioni di cura ed emergono nuovi processi di cambiamento.

Il «Vizio Assurdo»

Il «Vizio Assurdo»

Storia di Cesare Pavese

Autore/i: Lajolo Davide

Editore: Il Saggiatore

introduzione dell’autore.

pp. 384, 32 fotografie b/n f.t., Milano

A quasi quindici anni dalla morte, Pavese continua ad allargare e approfondire il suo ascendente. È l’autore interrogato con più curiosità dai giovani; è quello in cui gli stranieri, specie gli americani, cercano una spiegazione della recente storia d’Italia, in ciò che essa ha di più contrastato e segreto.
È anche lo scrittore che ha vissuto il travaglio della propria generazione col più inquietante, doloroso amalgama di lucidità e di istinto, di passività e di iniziativa. Ma oltre che un’opera, Pavese è un destino con un punto cieco: alla fine, il suo «valere alla penna», come egli diceva, non servì a riscattarlo dal «vizio assurdo», cioè dalla tentazione suicida, coltivata fin dall’adolescenza. Questo epilogo stoico e atroce ha distorto, e continua a distorcere, molti giudizi su di lui e la ricostruzione stessa di quella vicenda d’uomo, che ha fruttato alla moderna letteratura italiana alcuni dei suoi libri più belli. Una biografia che mettesse in chiaro la verità era dovuta a Pavese. Davide Lajolo, l’amico a cui egli diede, nei suoi ultimi anni, la più piena confidenza, si è assunto questo compito. Il libro è l’assoluzione umana a chi ha tradito il compito di vivere: un’assoluzione piena, fraterna, ma senza esosa pietà. Perfino il Diario di Pavese è contraddetto da questa cronaca senza reticenze. «Non sono uomo da biografia» egli disse un giorno a Lajolo. «L’unica cosa che lascerò sono pochi libri… Certamente il meglio, perché io sono una vigna, ma con dentro troppo letame.» In questa biografia, oltre il racconto e l’interpretazione fedele che l’Autore ci dà dei fatti, dei pensieri, dei sentimenti. è ancora Pavese che parla: da lettere, documenti, testi fin qui ignorati. Oltre ad essere il libro più rivelatore e più orientativo sull’uomo e lo scrittore, questo Vizio assurdo è, ancora, un insperato messaggio di Cesare Pavese.

Davide Lajolo è nato nel 1912 a Vinchio d’Asti, a poca distanza da S. Stefano Belbo, dove nel 1908 era nato Pavese. Alcune affinità di conterranei aiutarono dunque i due uomini a capirsi. Ma Lajolo proveniva da strade molto diverse da quelle del suo futuro amico. Praticamente, aveva fatto undici anni di guerra, come ufficiale di fanteria, prima di diventare il partigiano «Ulisse», comandante di quella divisione «Garibaldi Monferrato» che operò dal 1945 al 1945 tra Alba e Asti. Pavese ne apprendeva le azioni da Serralunga di Casale, dove si era rifugiato.
All’indomani della Liberazione, Ulisse fu chiamato all’«Unità» di Torino in qualità di caporedattore: negli uffici del giornale andò a cercarlo Pavese. Nel 1946 ebbe la direzione dell’«Unità» di Milano, che tenne per dieci anni. Dal 1958 è deputato al Parlamento. Ha collaborato a numerose riviste letterarie e politiche, pubblicato libri di liriche, curato, in collaborazione con Ungaretti, l’antologia dei Poeti di Saint-Vincent.
Ha avuto molta fortuna, anche all’estero, un suo diario-racconto: Classe 1912. Il «Vizio assurdo», dopo aver ottenuto il «Premio Crotone», è uscito in francese e in tedesco e sta per uscire in inglese e cecoslovacco.
Come Il «Vizio assurdo» è nato dai successivi incontri con Pavese, così, dall’avventuroso incontro con Francesco Scotti, è nato l’ultimo libro di Lajolo, Il «voltagabbana», inquieta, quasi espiatoria autobiografia, edita dal Saggiatore nel 1963 e giunta ormai alla terza edizione.

Il Posseduto

Il Posseduto

Il soprannaturale, l’occulto e i fili segreti dell’inconscio legano appassionatamente la bellissima Annie Deane, morta da più di un secolo, a un uomo che non può liberarsi da lei. La presenza materiale e malefica di questa creatura sconfigge anche la scienza.

Autore/i: Adleman Robert H.

Editore: Longanesi & C.

nota dell’autore, traduzione dall’originale inglese di Bruno Oddera.

pp. 248, Milano

Sam Brown, regista di Hollywood, decide di fare un film sulla storia di Annie Deane, una bella maestra di scuola catturata e violentata da un indiano nell’800.
L’interesse del regista si muta quasi subito in una strana ossessione: è convinto che la ragazza, morta cento anni prima, lo visiti notte dopo notte per impossessarsi non solo della sua mente, ma anche del suo corpo in modo completo.
Brown si innamora così della ragazza, ma queste visite sono semplicemente sogni, oppure si tratta di un caso di «possesso»? Il regista si rivolge a un amico, John Sans Arc, scrittore che si interessa al soprannaturale. Appena Sans Arc esamina la storia di Annie, si accorge che è più complessa di quanto appariva dalla lettura della sceneggiatura del film. Risulta da vecchi documenti che Annie non è stata semplicemente una giovane innocente prigioniera degli indiani: chi l’ha conosciuta ha conosciuto allo stesso tempo la disperazione e la sfortuna. Questo influsso malefico sembra continuare ora nella sua supposta e misteriosa reincarnazione. Il romanzo non solo contiene una storia affascinante, ma ogni avvenimento della sua rapida trama è legato alle varie ricerche svolte in tutto il mondo sul comportamento umano durante il sonno, sulle apparizioni, la precognizione, la retrocognizione, i poltergeist, le percezioni extra sensoriali, la chiaroveggenza, la psicocinesi, la rabdomanzia, la guarigione con la fede, la proiezione astrale. Rappresenta, così, un tentativo di comunicazione tra i ciechi credenti nell’occulto e l’evidenza che la scienza comincia a accumulare per dimostrare come molto del cosiddetto «folclore soprannaturale» sia basato su esistenti, anche se difficilmente identificabili, leggi fisiche o biochimiche. In appendice, infatti, l’autore spiega le proprie teorie e offre una spiegazione degli avvenimenti narrati.

Pio XII – Il Privilegio di Servirlo

Pio XII – Il Privilegio di Servirlo

Le memorie della suora al servizio di Papa Pacelli per mezzo secolo

Autore/i: Lehnert Pascalina

Editore: Rusconi

introduzione dell’autrice, traduzione dal tedesco di Marola Guarducci.

pp. 256, nn. fotografie b/n f.t., Milano

Pascalina Lehnert, o «Suor Pasqualina» come da decenni è conosciuta dagli italiani, nacque a Ehersbtrg, nei pressi di Monaco di Baviera, settima di dodici figli. Suo padre era un impiegato postale. La vocazione religiosa dalla giovane Pascalina è precocissima. Dopo il noviziato vuole andare in missione in Africa ma la Grande Guerra cambia il corso della sua vita. Nel 1918, Suor Pascalina viene chiamata alla Nunziatura di Monaco al servizio del Nunzio Pacelli. Per vent’anni rimane a fianco del Cardinale Segretario di Stato fino al conclave del marzo 1939. E dopo servì il Papa Pio XII con la stessa devozione, con l’identica riservatezza. Accanto al Pontefice, Suor Pascalina ha vissuto gli eventi più importanti e drammatici del nostro secolo, e in questo libro rievoca la sua straordinaria esperienza.
Suor Pasqualina è morta a Vienna nel 1983, all’età di 89 anni.

Logica

Logica

Autore/i: Dalla Chiara Scabia Maria Luisa

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione dell’autrice, in copertina: Varvara Stepanova, Tessuto stampato con disegni geometrici, 1920.

pp. 132, Milano

Scienza autonoma, la logica contemporanea rifiuta il tradizionale compito di una rappresentazione ideale della realtà, assegnandosi quello della produzione del rigore del proprio discorso. Per questo la crisi del sapere odierno è tra l’altro crisi dell’idea di logica. Questo evento recente è qui delineato nelle sue vie più e meno note come premessa a una nuova formulazione del rapporto tra logica e sapere.
L’opera è una ricostruzione sintetica dei vari sistemi basilari, dall’antichità classica, al Medio Evo, all’età moderna per passare poi alla trattazione delle ultimissime logiche, dette polivalenti.

Maria Luisa Dalla Chiara Scabia, nata a Pola, si è specializzata in logica e filosofia della scienza con E. Casari e L. Geymonat.
Docente di Logica nell’Università di Firenze, ha pubblicato tra l’altro: «Modelli sintattici e semantici delle teorie elementari», 1968; «Problemi di formalizzazione delle teorie» in «La Scuola in Azione», 1969;»«Istanti e individui nelle logiche temporali» in «Rivista di Filosofia», 1973; in collaborazione: «A Logical Analysis of Physical Theories» in «Nuovo Cimento», 1973.

Tra Oriente e Occidente

Tra Oriente e Occidente

Arte, miti, riti e religioni a confronto

Autore/i: Campbell Joseph

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

traduzione di Emma Manzoni.

pp. 176, Milano

«Ciò che un tempo separava un sistema dall’altro sta diventando sempre meno importante e meno facile da definire. Ciò che sta acquistando sempre più importanza è la necessità di imparare a vedere attraverso tutte le differenze quei temi comuni che sono sempre esistiti e sono tuttora presenti fra noi.»

Cosa unisce e cosa divide l’Oriente dall’Occidente? In questo saggio Joseph Campbell ci invita a seguirlo in un dialogo stimolante e fecondo tra due diverse concezioni della vita. Dai temi mitologici nati con la comparsa dell’uomo e rimasti costanti nella storia, alla religione, l’arte e i riti, lo studioso americano mette in luce le differenze e i tratti comuni delle civiltà orientale ed occidentale con uno stile diretto e immediato che cattura il lettore.

L’americano Joseph Campbell (1904-1987) è riconosciuto come uno dei massimi esperti mondiali di mitologia e del pensiero religioso. Ha scritto una serie di saggi che, attraverso il racconto diretto dei vari miti, conferma e avvalora la tesi dell’unità della specie umana, non solo nella sua storia biologica, ma anche in quella spirituale.
In Oscar Mondadori sono stati pubblicati: Mitologia primitiva, Mitologia orientale, Mitologia occidentale, Mitologia creativa, Il racconto del mito.

Davide Lazzaretti

Davide Lazzaretti

Un delitto di stato

Autore/i: Gremmo Roberto

Editore: Storia Ribelle

pp. 160, Biella

Nei primi decenni della debole ed incerta Italia unita irrompe nel mondo “altro” dei ceti popolari la straordinaria figura di un profeta, un Messia che si proclama «Cristo in seconda venuta» ed annuncia tempi nuovi di Giustizia e Liberazione. Si chiama Davide Lazzaretti e nell’Amiata dove è nato e predica, raccoglie le speranze di centinaia di contadini che lo seguono mentre annuncia gli ultimi tempi sventolando una bandiera rossa ed inneggiando alla Repubblica, perfetta incarnazione del Regno di Dio, Lazzaretti viene ucciso il 18 agosto 1878 mentre capeggia una pacifica processione, davanti a una folla impietrita, un carabiniere gli spara in piena fronte. Questo libro analizza per la prima volta le modalità e rivela i retroscena torbidi ed oscuri di quell’uccisione, un vero e proprio omicidio premeditato.
Dallo studio delle più dimenticate carte d’archivio, risulta che l’esecuzione non avvenne per caso ma fu “programmata” perché le classi dirigenti dell’epoca temevano che la predicazione di Lazzaretti potesse allargarsi, portando i ceti contadini ad una ribellione aperta proprio mentre si moltiplicavano le congiure di Mazziniani, Massoni ed Anarchici.
E si scopre che l’esecutore materiale, il carabiniere Pellegrini venne poi ucciso a coltellate in circostanze poco chiare, mentre il suo diretto superiore, De Luca si rivelò un’arnese di Questura pronto a tutto, agli ordini del regista occulto della repressione: il prefetto Berti diventato col tempo capo dei primi “Servizi Segreti” italiani.
Alle spalle degli esecutori, l’ombra sinistra dell’intera classe politica unitaria e “liberale”, sempre ostile alle classi oppresse e pronta a fermare la loro protesta con la “maniera forte”, Decisa, come nel caso di Lazzaretti, a fare ricorso in modo spietato al delitto politico.

L’Io Legato e la Libertà

L’Io Legato e la Libertà

Autore/i: Perrotti Nicola

Editore: Casa Editrice Astrolabio

prefazione di Francesco Corrao, introduzione di Paolo Perrotti.

pp. 416, Roma

I condizionamenti della coscienza, la suggestione, l’aggressività, l’ansia, la responsabilità, la depersonalizzazione, l’Eros, i tabù sessuali, la gelosia nevrotica: sono questi i principali temi nel pensiero di uno dei fondatori della psicoanalisi in Italia.

Nicola Perrotti è stato uno dei pionieri degli studi psicoanalitici in Italia.
Fondò con Edoardo Weiss, Cesare Musatti ed Emilio Servadio, la Società Psicoanalitica Italiana.
Medico, scienziato, uomo politico, Perrotti s’impegnò nella lotta per l’affermazione del pensiero di Freud con lo stesso entusiasmo che metteva nell’opposizione al fascismo e nella Resistenza.
Intelletto lucido, laico, aperto a tutte le conquiste scientifiche del nostro secolo, e nello stesso tempo spirito sensibilissimo alle sofferenze umane, fisiche e psichiche, egli esercitò sempre la professione medica con valentia e dedizione, affiancandola al trattamento psicoanalitico dei pazienti nevrotici e dedicando una parte del suo tempo anche all’impegno politico.
Di questi molteplici interessi sono frutto gli scritti che qui si riproducono, concepiti in un arco di tempo che va dai primi entusiasmi giovanili fino alla piena maturità e originalità di pensiero che fece di Perrotti un’autorità riconosciuta in Italia e all’estero per i suoi contributi alla teoria psicoanalitica.
Gli studi sulla suggestione, sull’aggressività, sull’ansia, sulla responsabilità, sulla depersonalizzazione, sulla teoria degli istinti, sul linguaggio della musica, sono attualissimi.
Una famosa polemica con Guido De Ruggiero ci fa rivivere il clima della forte opposizione alla psicoanalisi da parte della filosofia idealistica, mentre trapela da tutti gli scritti giovanili quale ostacolo la nuova teoria incontrasse nella Chiesa Cattolica, che vedeva nell’inconscio una nuova forma presa da Satana.
Ritroviamo in questi saggi, con la freschezza delle cose originarie, ciò che poi è stato rimasticato, bene o male, dalla cultura italiana: la psicologia dello sportivo, dell’uomo moderno, dell’automobilista, la paura del comunismo, i tabù sessuali, la gelosia nevrotica.
La «rigofobia», o paura del freddo, sembra simboleggiare tutte le piccole manie, le idee ossessive, le ansie dell’uomo contemporaneo.

Nicola Perrotti (1897-1970) nacque a Penne, in Abruzzo. Si laureò all’Università di Roma nel 1921. Fu uno dei fondatori, nel 1932, della 80cietà Psicoanalitica Italiana. Collaborò alla Rivista italiana di psicoanalisi diretta da Edoardo Weiss e alla rivista Il Saggiatore, entrambe soppresse dal regime fascista.
Nel periodo della Resistenza ebbe un’intensa attività politica e contribuì a ricostituire clandestinamente il Partito Socialista Italiano. Nel dopoguerra s’intensificò la sua partecipazione alla comunità scientifica internazionale per il progresso degli studi psicoanalitici.
Nel 1948 fondò la rivista Psiche, particolarmente dedicata alla psicopatologia della vita quotidiana. Nel 1952 fondò l’Istituto di Psicoanalisi di Roma, dove si formò un’insigne scuola di analisti.

Le Età nel Caos

Le Età nel Caos

Per la prima volta vengono ricostruiti i seicento anni perduti della storia antica.

Autore/i: Velikovsky Immanuel

Editore: Profondo Rosso

prefazione e introduzione dell’autore, edizione italiana e traduzione integrale dall’inglese a cura di Luigi Cozzi, con l’amichevole collaborazione di Barbara Tolfa.

pp. 284, illustrazioni b/n, Roma

Immanuel Velikovsky (1895-1979), che lo storico della scienza Federico Di Trocchio ha definito “un genio incompreso”, è stato un grande amico personale di Albert Einstein e ha scritto con “Le età nel Caos” uno dei libri più venduti e rivoluzionari degli ultimi decenni, nel quale con un’enorme quantità di citazioni, di dati e di raffronti archeologici si dimostra come parti della storia dell’Egitto faraonico e dell’antico regno di Israele siano state sfalsate per sbaglio di ben cinque secoli nelle ricostruzioni effettuate fin qui.
Molto tempo prima e molto meglio della recente “New Chronology” (Nuova Cronologia) redatta dall’archeologo David Rohl in “Il Testamento Perduto” e “La Genesi Aveva ragione”, Immanuel Velikovsky ci ha spiegato perché all’incirca 580 anni mancano nelle cronologie correnti del “Vecchio Testamento” mentre sei secoli in più, sei secoli che in realtà non sono mai esistiti, sono stati erroneamente aggiunti alla storia dell’Antico Egitto…

Ideografia – Segni, Simboli e Immagini

Ideografia – Segni, Simboli e Immagini

Corso avanzato di grafica professionale

Autore/i: White Jan V.

Editore: Editiemme

traduzione di Lucia Antoniazzi.

pp. 192, riccamente e interamente illustrato b/n, Milano

Due parole sulla gente di lettere e la grafica
“Gli editori sono immancabilmente sovraccarichi di lavoro, a corto di mano d’opera, senza finanziamenti, e assolutamente in ritardo. E questa è semplicemente una parte della definizione di «editore». Ma, seriamente parlando, gli editori di qualsiasi tipo di pubblicazione – rivista, quotidiano, libro, bollettino d’informazione, organo aziendale, carissimo o a prezzi popolari, semplice o sofisticato – sono anche fondamentalmente dei letterati.
Per molti di loro l’impostazione grafica delle loro pubblicazioni è qualcosa di secondario, un di più, qualcosa che bisogna accettare a malincuore come una seccatura inevitabile, necessaria per abbellire la pagina. L’editore può essere un italianista coi fiocchi oppure un ingegnere attratto dalla rivista in base alla sua specializzazione, o anche un letterato con velleità giornalistiche, che considera le immagini come un semplice corollario, o infine un uomo qualunque che si è imbattutto in una casa editrice. In quanto tali, tutti diventano degli esperti quando si tratta di capire di che cosa parla una determinata storia, di coglierne i contenuti e di calibrarne l’impatto sui lettori. Sono qualificati fondamentalmente per giudicare tutto questo.
Sanno anche quello che vogliono in termini di progetto, quando ce l’hanno sotto mano da vedere. Eppure il più delle volte sono incapaci di combinare le varie componenti: ovvero di dar forma (di «progettare») a quelle preziose parole. Sono in grave imbarazzo perché devono trattare con quello che temono in quanto «Grafica». Così scaricano tutte le responsabilità sulla «sezione artistica» (o su un’altra struttura che in qualche modo possa fornire un «aiuto artistico»), oppure, se sono tipi da «fai da te», con ogni probabilità rimandano la faccenda il più a lungo possibile.
Molti si sentono ostacolati da queste carenze; si vergognano di non avere familiarità con il gergo tecnico e ammettono con disappunto di non saper disegnare una linea diritta (che sembra essere la scusa tipica per non provarci).
Molti sono così scioccamente inibiti che non riescono a vedere la semplice verità: il novantanove per cento di quello che viene definito «arte» o «design» in campo editoriale non è niente di più che buon senso, comune buon senso. È semplicemente l’espressione grafica del contenuto di una storia. Consiste semplicemente nel prendere un mazzo di pensieri e dar loro una forma visibile con un carattere particolare, con un’immagine illustrativa di qualche tipo, e nell’assemblare in una pagina questi elementi. Il progetto editoriale non è una tecnica esoterica. Non ci sono parole d’ordine o strette di mano convenzionali come per entrare in una setta segreta. L’impostazione grafica di una pagina è soltanto una fase del processo editoriale.
Tutto ciò di cui avrebbero bisogno gli editori e di elasticizzare il loro punto di vista, fino a includervi quella dimensione particolare che le loro storie acquistano quando si tramutano da manoscritti in carta stampata. È ovvio che ci dev’essere una relazione naturale tra il filo logico e cronologico di una storia e la sua visualizzazione; e la relazione dev’essere chiara, semplice e congruente. Funziona soltanto quando è editorialmente logica. E la logica è un’altra parola del senso comune, un oggetto di cui la gente di lettere fa largo uso.”

Il Cattolicismo Rosso

Il Cattolicismo Rosso

Un libro che Paolo vi deve aver letto quando era giovane

Autore/i: Prezzolini Giuseppe

Editore: Longanesi & C.

prefazione alla seconda edizione dell’autore.

pp. 336, Milano

Abbiamo ristampato il testo (ma senza le note e la bibliografia) del Cattolicismo rosso di Giuseppe Prezzolini che fu pubblicato a Napoli nel 1908 per cura dell’editore Riccardo Ricciardi, perchè ci è parso che quest’operetta sia d’interesse per tutti coloro che seguono lo svolgimento del Concilio Ecumenico inaugurato da Papa Giovanni XXIII e continuato da Papa Paolo VI. Infatti anche oggi, fuori e dentro del Concilio Ecumenico, si sentono esprimere le stesse o simili istanze di modernità della Chiesa Cattolica, che nei primi anni del secolo nostro furono care a un gruppo di credenti. Il Cattolicismo rosso del Prezzolini fu il primo ed imparziale scritto d’insieme (tale apparve allora nel giudizio di Giovanni Amendola) su questo movimento che, nello stesso anno (1908) venne colpito dalla scomunica di Pio X nella Enciclica Pascendi. Il libro, nella sua parte centrale, è infatti una precisa esposizione dei propositi e delle domande dei «modernisti», distinti nelle loro categorie, di coloro che volevano una Chiesa più mistica in una filosofia che riconoscesse un Dio immanente nell’azione umana, una Chiesa più d’accordo con i dotti che accettasse la critica storica della Bibbia, e finalmente una Chiesa che non fosse alleata della classe capitalistica ma invece facesse causa comune col socialismo. Per la prima volta si trovaron esposte le dottrine del Loisy, del von Hügel, del Tyrrel, del Laberthonnière, del Blondel, del Bonaiuti del Minocchi, del Murri in modo chiaro e comprensibile, sopra fonti allora in buona parte difficilmente accessibili. Oltre questa parte centrale espositiva, il libro contiene una introduzione ed una conclusione, questa imperniata sopra il «brillante paradosso» dell’opposizione fra idea cristiana e forma cattolica, che sono in contrasto ma fra loro vitalmente legate. Crediamo che nella discussione che si è aperta con il pontificato di Papa Giovanni XXIII questo libro possa apportare, non delle soluzioni, ma degli elementi di discussione e di ricerca. La prima edizione fu di poche centinaia di copie e rapidamente si esaurì. È probabile che Papa Paolo VI debba averla letta in gioventù, come fu letta da molti cattolici d’allora, commossi dal movimento modernista.

La Guerriera Gentile

La Guerriera Gentile

Una donna in lotta contro il regime cinese

Autore/i: Kadeer Rebiya

Editore: Edizioni Corbaccio

con Alexandra Cavelius, prologo dell’autrice, postfazione di Alexandra Cavelius, traduzione dall’originale tedesco di Leonella Basiglini.

pp. 396, nn. fotografie a colori f.t., Milano

«Voglio essere madre di tutti gli Uiguri, la medicina che lenisce le loro sofferenze. Il fazzoletto che asciuga le loro lacrime, il tetto che li protegge dalla pioggia.»

Rebiya Kadeer, cinese di etnia uigura, si batte da anni per rivendicare i diritti più elementari del suo popolo perseguitato dal governo di Pechino.
Privata dei suoi beni, imprigionata, minacciata nei suoi affetti più profondi – il marito e i figli – ha deciso di non tacere e di continuare nonostante tutto a combattere la sua guerra pacifica con le armi della parola e dell’esempio.

Rebiya Kadeer, la più nota dissidente della Cina, si racconta in questo libro che è un’autobiografia e una fotografia lucida e impietosa di un regime spietato. Ha assistito al fallimento disastroso del grande balzo in avanti, ha subito la rivoluzione culturale, con la famiglia di etnia uigura e religione musulmana è stata cacciata più volte dalla propria terra e più volte ha dovuto ricominciare tutto daccapo. Da semplice lavandaia è diventata imprenditrice e miliardaria: è stata a lungo il simbolo della donna emancipata nella Cina convertita ai neocapitalismo e ha partecipato alla Quarta conferenza mondiale sulle donne dell’ONU di Pechino nel 1995. Ma da quando si è rifiutata di dissociarsi dalle parole del marito, dissidente ed esule negli Stati Uniti, Rebiya Kadeer è stata sottoposta a una feroce persecuzione e i suoi undici figli hanno subito ritorsioni e rappresaglie. Imprigionata, ha trascorso in carcere cinque anni, fino al 2005, quando è stata rilasciata in seguito a un accordo con gli Stati Uniti, dove attualmente risiede insieme al marito e a sei figli, e da dove continua a tenere alta l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani da parte della Cina. Candidata tre volte al premio Nobel, nel 2004 ha ricevuto il premio Rafto per i diritti umani.

Nata nel 1948 tra i monti dell’Altay, nell’ex Turkestan orientale (l’attuale Xinjiang cinese), Rebiya Kadeer lotta da sempre per il riconoscimento dei diritti civili del popolo uiguro in Cina. Dal marzo 2005 vive in esilio negli Stati Uniti insieme al marito e a sei dei suoi undici figli. Da qui conduce una lotta appassionata in difesa dei suoi connazionali e raccoglie prove per trascinare davanti al Tribunale internazionale i responsabili di esecuzioni e arresti arbitrari in Cina.

Il Libro dei Medium

Il Libro dei Medium

Autore/i: Kardec Allan

Editore: Edizioni Mediterranee

introduzione dell’autore.

pp. 400, Roma

Dopo aver esposto nel Libro degli Spiriti la parte filosofica della dottrina spiritica, Allan Kardec ne enuncia in questo volume la parte pratica. Il suo sottotitolo è infatti: Guida dei Medium e degli evocatori, contenente l’insegnamento speciale degli spiriti su tutti i generi di manifestazioni, i mezzi di comunicazione con il mondo invisibile, lo sviluppo della medianità, le difficoltà che si possono incontrare nella pratica dello spiritismo. Il libro si rivolge non solo ai medium ma a tutti coloro che si interessano di spiritismo, poiché tutti posseggono qualità medianiche, e in quest’opera sono indicati i mezzi per portarle alla luce.

Allan Kardec (1804-1869) animatore entusiasta e instancabile della filosofia spiritualista e della pratica spiritica, dedicò tutto se stesso e gran parte della vita allo spiritismo. In pochi anni raccolse intorno a sé migliaia di seguaci: da allora lo spiritismo si è diffuso ovunque e i testi di Kardec su quest’argomento sono oggi i più venduti in tutto il mondo. Le Edizioni Mediterranee hanno pubblicato in Italia la sua opera completa: Il libro degli spiriti, Il libro dei medium, Le rivelazioni degli spiriti (2 voll.), Il Vangelo secondo gli spiriti (2 voll.), Il mondo degli spiriti, La possessione, Le manifestazioni spiritiche, Medium e fenomeni medianici e Opere postume.

Shiva

Shiva

Autore/i: Barazer-Billoret Marie-Luce; Dagens Bruno

Editore: Éditions Gallimard

nouvelle édition, préface de Jean-Claude Carrière.

pp. 116, ill., sous couverture illustrée, Paris

Élevé par ses fidèles à la tête du panthéon indien, Shiva y domine Vishnou, Brahmâ et la multitude des dieux de l’Inde. Dieu suprême, tout à la fois créateur, préservateur et destructeur de l’Univers, Shiva aux trois yeux, aux cinq têtes, aux cinq paires de bras et aux mille noms est représenté par un symbole phallique – le Linga – ou par des images multiformes. Son anatomie souvent fantastique rappelle les nombreuses fables dont il est le héros : criminel, rédempteur, renonçant, enseignant, bienveillant, vainqueur et parfait danseur. Partout en Inde son culte anime temples et lieux saints ; prêtres, sâdhus ou simples laïcs, puissants ou pauvres, y expriment leur dévotion à Shiva ou viennent par milliers en pèlerinage se placer sous sa protection.

Indianistes et sanskritistes, Marie-Luce Barazer-Billoret et Bruno Dagens sont spécialistes du shivaïsme.

Non Puoi Piantare un Chiodo nel Cielo

Non Puoi Piantare un Chiodo nel Cielo

Gli insegnamenti di un maestro zen

Autore/i: Lin-chi

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prefazione e cura di Fabrizio Rondolino.

pp.132, Milano

Il maestro cinese Lin-chi è rimasto celebre per il suo metodo di insegnamento diretto, per le sue parole schiette, essenziali, vigorose fino ad apparire crude, a sfiorare l’insulto e la bestemmia. Parole che spronano ancora oggi sulla via della conoscenza e della consapevolezza. Una meta che non coincide con alcuna dottrina.
Anzi, il suo insegnamento e da questo punto di vista radicale: «Non c’è Buddha, non ci sono esseri viventi, non c’è il passato nessuna pratica religiosa, nessuna illuminazione, niente da conquistare, niente da perdere Ciò che conta è questo momento presente Se riesci a vedere le cose in questo modo, sei davvero un uomo che ha lasciato questo mondo, libero di spendere diecimila monete d’oro ogni giorno». Prendere questo momento presente come la realtà, chinarsi su di esso con lo stupore e la gioia di chi osserva da vicino il fiorire di un prato: questo è il cuore del messaggio del maestro, qui presentato da Fabrizio Rondolino, che ne offre una versione semplice ma rigorosa, una lettura piacevole e ispirante per tutti.

Lin-chi (Nanhua, Cina settentrionale, inizio IX sec. – 866), entrato in monastero da ragazzo, a vent’anni intraprende un lungo viaggio, di maestro in maestro, che lo porterà da Huang-po Hsi-yun. Dopo averne seguito gli insegnamenti per tre anni arriva da un altro maestro, Ta-yü, presso il quale raggiunge l’illuminazione. Nell’85l si sposta in un tempio di cui adotta il nome (Lin-chì, appunto) e fonda una scuola destinata a un grande successo, dalla quale è poi derivato lo Zen Rinzai in Giappone.

Lezioni di Astrologia – La Natura dei Transiti

Lezioni di Astrologia – La Natura dei Transiti

Volume quarto

Autore/i: Morpurgo Lisa

Editore: Longanesi & C.

premessa dell’autrice.

pp. 184, Milano

La natura dei transiti è l’ultimo e definitivo volume di una serie di lezioni di astrologia iniziata con La natura delle case e continuata con La natura dei pianeti e La natura dei segni. Questa serie è il complemento naturale della famosissima Introduzione all’astrologia, testo ormai indispensabile per chiunque si avvicini a quest’antica scienza, o già la pratichi.
Il volume può essere letto e consultato indipendentemente dagli altri; tuttavia ha in essi un supporto utilissimo in quanto la lettura dei transiti non può prescindere da una conoscenza profonda della natura delle case, dei pianeti e dei segni. Anzi, si presenta come la conclusione logica e inevitabile della lettura del tema natale. A differenza di altri astrologi moderni, affascinati dall’idea di uno scoop previsionale (tipo l’annuncio della fine di qualche eminente personaggio politico), l’Autrice è del parere che la brama di certezze oracolari possa risultare assai nociva sia a chi le esprime sia a chi vi fa ricorso. «Non esistono», essa scrive, «’chiavi di lettura’ infallibili, poiché il tessuto dei transiti planetari è come il tessuto della nostra stessa vita, velato dalla limitata conoscenza che ciascuno di noi ha di sé e degli altri.» Ma aggiunge: «Il trascorrere del tempo, e l’incessante trascorrere degli astri sul nostro tema natale, può essere fonte di esperienze cognitive di altissimo valore, e individuarle con la maggior chiarezza è stato lo scopo di questo libro».

Lisa Morpurgo Bordoni è nata a Soncino in provincia di Cremona, si è laureata in lettere all’università statale (allora regia) di Milano, conosce quattro lingue e cominciò a tradurre giovanissima, soprattutto dall’inglese e dall’americano. Fu appunto la traduzione, dal francese questa volta, di un volume sull’astrologia di François-Régis Bastide a risvegliare un interesse che ben presto divenne accanita passione. Per molti anni responsabile dell’ufficio diritti esteri di una casa editrice, era anche amica personale di molti grandi scrittori che le fornirono un materiale di osservazione eccezionale. «Le mie prime cavie», essa dice, «furono Montale, Buzzati, Piovene, Gabriel Garcia Márquez, Mario Vargas Llosa e molti molti altri.» Alcuni tra costoro la incoraggiarono a scrivere Introduzione all’astrologia anche perché in un primo romanzo pubblicato nel 1968, Madame andata e ritorno, aveva rivelato uno stile chiaro e brillante, e la capacità di immaginare situazioni al confine tra il quotidiano e il. surreale su un sottile filo di ironia. Il suo secondo romanzo, Macbarath, pubblicato nel 1975, è già una traduzione in chiave fantascientifica delle sue scoperte zodiacali, di quel problema del Tempo e della riproduzione dell’universo che troverà espressione completa nel Convitato di pietra pubblicato nel 1979. Segue nel 1988 La noia di Priapo. Nel 1983 è apparso il primo di una serie di volumi di astrologia interpretativa: Lezioni di astrologia. La natura delle case; nel 1986 il secondo: La natura dei pianeti; nel 1989 il terzo: La natura dei segni. Oggi la serie è completa.

Il Libro dei Misteri e delle Potenze Ignote

Il Libro dei Misteri e delle Potenze Ignote

Antologia di fenomeni parapsichici

Autore/i: Moufang Wilhelm

Editore: Editore Ulrico Hoepli

prefazioni e versione italiana a cura di Nicola Sementovsky-Kurilo.

pp. XVI-400, 24 tavole b/n f.t., Milano

La disciplina parapsicologica, affermandosi con crescente autorevolezza nei suoi metodi d’indagine e arricchendosi man mano di materiale sperimentale sempre più persuasivo, è giunta ormai al punto da non poter più lasciare indifferenti nemmeno i più inveterati fra i razionalisti e gli scettici. Ed è forse uno dei meriti dell’opera di Wilhelm Moufang di offrire un’ottima occasione proprio agli uomini di studio e di pensiero fossilizzati in schemi senza vita di rivedere il loro atteggiamento giacchè ha il pregio non solo di esporre i fatti con la massima oggettività, ma anche di vagliare con prudente riserva e sempre vigile senso critico il materiale che ne costituisce l’oggetto di trattazione.

Il libro di Wilhelm Moufang uscito in Germania col titolo Magier, Mächte und Mysterien. Handbuch übersinnlicher Vorgänge und deren Deutung non ambisce tuttavia al rango di un trattato scientifico completo in materia di parapsicologia. Nel definirlo Handbuch ossia Manuale, l’autore intendeva in primo luogo sottolinearne il carattere di raccolta di fatti suffragati da un’ampia documentazione ed interpretati con richiami a pareri di autorevoli esperti di studi parapsichici, ciò che a sua volta giustifica il titolo della versione italiana Il libro dei Misteri e delle Potenze Ignote.

Wilhelm Moufang si presenta ai propri lettori come guida attraverso un mondo sconosciuto e in certo qual modo li invita a seguirlo nel suo viaggio che, nelle svariate esperienze che offre, a volte desta nell’autore stesso sorpresa e meraviglia. Così egli di quando in quando si vede costretto a fermarsi per una breve meditazione su fatti che finora non hanno trovato una spiegazione convincente nelle opinioni di coloro ch’egli, valendosi della loro indiscussa competenza, chiama a pronunciarsi su fatti ormai determinati nella loro essenziale natura dai risultati della ricerca parapsicologica. Ma anche i più straordinari, e diciamolo pure inverosimili fenomeni, vengono riferiti con caute riserve, e se l’autore nell’uno o nell’altro caso incerto o poco evidente crede di poter avanzare un’ipotesi interpretativa propria, lo fa con la modestia del vero ricercatore della verità. È questo senza dubbio un atteggiamento che si risolve a tutto vantaggio della sua opera tanto più ch’egli non si perde mai in vane ed astruse considerazioni teoriche, non pretende di essere uno «specialista», si dà piuttosto come testimone sensibile delle esperienze altrui, come relatore sinceramente affascinato da quanto egli stesso ha potuto sapere o imparare. Ciononostante la sua opera è scevra d’ogni prevenzione e lontana da ogni forma di apologia. Data questa sua particolare indole di un racconto vivo e multicolore, in nessuna parte appesantito da divagazioni astratte, il libro di Wilhelm Moufang non può non svegliare l’interesse di una vasta cerchia di persone. Ha trovato infatti molte migliaia di lettori in Germania e contemporaneamente alla presente versione italiana, vedrà un’edizione francese.
L’accesso alla complessa materia viene reso appunto facile dallo stile semplice ed immediato che l’autore ha preferito all’esposizione troppo arida e schematica che contraddistingue la maggioranza dei trattati scientifici. D’altra parte però Wilhelm Moufang apre nuovi orizzonti a quanti ai nostri giorni o sono del tutto digiuni di problemi di parapsicologia, o in un modo o nell’altro hanno avuto conoscenza di fatti isolati di natura extrasensoriale rimanendone profondamente impressionati e desiderosi di ampliare le proprie cognizioni sull’argomento.

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L’uomo un essere radiante

Guarigioni meravigliose

Presentimenti visioni e chiaroveggenza

Figure misteriose

Tavoli semoventi e levitazioni

Le potenze demoniache dell’uomo

Vicende miracolose nella vita dei santi

Potenze occulte luminose e tenebrose

Spiriti e fantasmi

Stregoni, fachiri e maghi

Il Massacro – Movimenti e Storia del Militarismo

Il Massacro – Movimenti e Storia del Militarismo

Autore/i: Saba Sardi Francesco

Editore: Sugar Editore

unica edizione, premessa dell’autore.

pp. 468, 16 tavole b/n f.t., Milano

Mancava completamente in Italia una storia del militarismo, e a questo vuoto su un argomento tanto importante rimedia ora Saba Sardi con un libro che non è forse arrischiato classificare come uno dei migliori saggi pubblicati in questo dopoguerra. Saba Sardi, a cui si deve Sesso e mito, una storia della letteratura erotica, arrivata in breve alla seconda edizione, ha preso in esame il militarismo e i suoi moventi non dal punto di vista tradizionale, e cioè facendo una storia «militare» e delle teoretiche militariste, ma piuttosto secondo i moduli di una accurata indagine psicologica, sui motivi appunto psicologici e i complessi sado-masochistici di massa, che hanno favorito da parte delle classi dirigenti lo sfruttamento di determinate forme di esaltazione collettiva.
Nella prima parte, «Il silenzio dei carnefici», si esaminano, riferendoli alla situazione tedesca del periodo bellico come ad un ideale campo d’indagine, i metodi e i sistemi di mobilitazione e di inquadramento, quel complesso di norme e di prassi che costituisce il militarismo. Nel secondo saggio, «Cos’è la guerra», si dà una definizione dello scontro armato, quale risulta da un confronto tra i regolamenti di conti dei primitivi e quelli delle nazioni civili. Nella terza parte infine, «La parte del guerriero», Saba Sardi traccia una storia del militarismo moderno, dall’invenzione delle armi da fuoco ad oggi.
Raramente, riteniamo, un libro è stato più utile, per coloro che reagiscono alle intolleranze organizzate e, per ripetere le parole di Henry Miller in Il veterano alcoolizzato, si battono per quella «rivoluzione del cuore» che vedrà il mondo nuovo, non più retto da rapporti di forza.