Libri dalla categoria Storia Moderna e Contemporanea
Splendori e Miserie del Gioco del Calcio
Titolo originale: El fútbol a sol y sombra
Autore/i: Galeano Eduardo
Editore: Sperling & Kupfer Editori
nuova edizione aggiornata, traduzione di Pier Paolo Marchetti.
pp. XIII-290, illustrazioni b/n, Milano
Come la maggior parte dei sudamericani, anche Eduardo Galeano sognava, da bambino, di diventare un grande calciatore e la fama conquistata come scrittore non l’ha guarito dal rimpianto di essere stato «il peggior scarpone » mai comparso sui campetti del suo Paese. La passione, però, è rimasta intatta: non potendola esprimere con i piedi, si è rassegnato a farlo con la penna. Questi racconti, ricordi e appunti, aggiornati fino agli ultimi anni, sono la celebrazione del mondo che gira intorno al pallone, dei suoi protagonisti di ieri e di oggi: i tifosi in eterno pellegrinaggio verso lo stadio; Pelé esultante per il suo millesimo gol al Maracaná; il portiere che, con un solo errore, perde il campionato; Maradona che, con due gol inflitti all’Inghilterra, di cui uno di mano, vendica l’orgoglio argentino ferito a morte alle Malvine. Galeano non nasconde gli aspetti meno luminosi di uno sport che è anche un lucroso affare. Tuttavia, come accade agli innamorati, le irrimediabili miserie non diminuiscono, al suo sguardo, lo splendore di questo gioco, che è festa per gli occhi dello spettatore e allegria delle gambe che sfidano la palla. Fenomeno sorprendente, che ha il potere di avvicinare le sensibilità più diverse, soffocare la ragione e riunire sotto la stessa bandiera uomini in lotta fra loro. Come quando gioca la nazionale e, come per magia, «si ferma il respiro del Paese, tacciono i politici, i cantori e i ciarlatani da fiera, gli amanti frenano i loro amori e le mosche interrompono il volo».
Eduardo Galeano(1940-2015), nato a Montevideo, in Uruguay, tra il 1973, anno del colpo di stato militare, e il 1985 ha vissuto in esilio in Argentina e in Spagna. Giornalista, saggista e scrittore, ha ricevuto premi prestigiosi, fra i quali l’American Book Award dell’università di Washington e il premio Dagerman in Svezia. In Italia gli sono stati conferiti i premi Marenostrum e Pellegrino Artusi per la Solidarietà, e in Spagna il premio Vázquez Montalbán del Fútbol Club Barcelona. È stato il primo scrittore a ottenere il Cultural Freedom Prize della Fondazione Lannan. Nel 2008 è stato nominato Cittadino Illustre del Mercosur. Delle sue opere, tradotte in varie lingue, Sperling & Kupfer ha pubblicato Le vene aperte dell’America Latina, Giorni e notti d’amore e di guerra, A testa in giù, Le labbra del tempo, Il libro degli abbracci, Parole in cammino, Specchi, I figli dei giorni e Splendori e miserie del gioco del calcio.
Il Romanzo di Kheops – Il Testamento degli Dèi
Titolo originale: La loi du désert
Autore/i: Jacq Christian
Editore: Club degli Editori
traduzione di Patricia Chendi.
pp. 430, 1 cartina b/n f.t., Milano
“Una piramide è profanata. Il presagio più temuto sta per avverarsi. Un giovane giudice lotta perchè l’insegnamento di Ramses non venga distrutto dall’aviditò e dalla violanaz degli uomini.”
Come un faro il regno di Ramses illuminava il mondo quando la maestosa piramide di Cheope vegliava sull’Egitto e la Sfinge, gigante scolpito nel calcare, custodiva i segreti dell’Universo. Ora, soltanto Ramses, messaggero della luce, può entrare nei suoi labirinti ci pietra per rendere omaggio una volta all’anno al suo glorioso antenato. Ma in una notte senza luna la grande piramide viene violata… Sinistre leggende raccontano che sciagure e calamita sconvolgeranno la vita di tutti. Chi ha osato profanare il sarcofago con il favoloso tesoro? Chi ha rubato il leggendario Libro della Legge, simbolo della legittimità del faraone? Sara compito del giovane giudice Pazair scopririo. Al suo fianco Neferet, la guaritrice dotata di magici poteri destinata a diventare sua moglie, il fiero nubiano Kem e l’amico fedele Suti. Insieme lotteranno perché l’insegnamento di Ramses non venga distrutto dall’avidità e dalla violenza degli uomini.
Christian Jaca, egittologo, saggista e romanziere, ha conosciuto uno straordinario successo di vendita in Francia e in Italia con i suoi romanzi del ciclo di Ramses. Con L’Egitto dei grandi faraoni ha vinto il premio Maisons de la Presse dell’Academie Française.
Della Stupidità – Hominibus Insipientibus
Titolo originale: Über die Dummheit – Ursachen und Wirkungen der intellektuellen Minderleistung des Menschen
Autore/i: Geyer Horst
Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani
prefazione dell’autore, traduzione di Guido Gentili.
pp. 384, Milano
La stupidita è stata in ogni tempo argomento di riso o di osservazione, ma quasi sempre all’osservazione manca la grazia del riso e a questo la precisione scientifica. Le due attitudini si sono felicemente fuse in questo saggio di Horst Geyer che ha avuto la fortuna di essere tradotto e letto in tutte le lingue.
Psichiatra e genetista di fama mondiale, A. esamina il problema della stupidita dal punto di vista credobiologico, psichiatrico e «somatopsichico» illuminando attraverso ampie indagini comparative e argute digressioni filosofiche, le diverse forme di stupidita: quelle che derivano da mancanza d’intelligenza, quelle che si accompagnano a una normale intelligenza e quelle che si verificano per eccesso d’intelligenza. La stupidita si profila cosi come un fenomeno generale dell’umanità e addirittura un fattore favorevole alla conservazione della specie, al contrario di quanto avviene tra gli animali, dove gli esemplari stupidi vengono subito eliminati.
Con garbato umorismo ma senza uscire mai dai binari della scienza, lo scrittore trae da queste conclusioni il corollario che la stupidita è una potenza mondiale e che ai poveri di spirito non appartiene solo il regno dei cieli ma anche quello della terra.
L’ ampiezza della strumentazione scientifica e culturale e la scintillante ironia, fanno di questo saggio una lettura affascinante non solo per il lettore colto, ma anche per lo specialista che vi troverà novità di informazione.
Prefazione
Introduzione
PARTE PRIMA
IL COMPORTAMENTO STUPIDO DERIVANTE DA INTELLIGENZA INFERIORE
- Capitolo I – Che cosa è la mancanza d’intelligenza
- Capitolo II – La stupidita e i suoi possibili rimedi
- Capitolo III – Prevenzione della stupidità o istupidimento del popolo?
PARTE SECONDA
IL COMPORTAMENTO STUPIDO DELLE PERSONE DI INTELLIGENZA NORMALE
- Capitolo IV – La persona vitale
- Capitolo V – L’intelligenza offuscata da moventi affettivi
- Capitolo VI – L’impazzimento dell’umanità
PARTE TERZA
IL COMPORTAMENTO STUPIDO DERIVANTE DA INTELLIGENZA SUPERIORE
- Capitolo VII – Elogio della stupidità
- Capitolo VIII – Stupidità e carattere
- Capitolo IX – I vantaggi della stupidità
Aforismi, punti essenziali e conclusione
Appendice scientifica
In luogo dell’epilogo
Indice delle opere citate
Psicologia del Successo – Come e perchè Certi Uomini e Donne Sanno Arrivare dove Vogliono
Autore/i: Sforzini Paolo
Editore: De Vecchi Editore
prefazione di Franco Fornari.
pp. 354, illustrazioni b/n, Milano
Dalla prefazione di Franco Fornari:
«Questo libro di Sforzini affronta, secondo un modello di accurata informazione scientifica e di divulgazione ad alto livello, un tema riguardante uno degli aspetti più tipici della nostra vita sociale: la psicologia e la patologia del successo.
Poichè viviamo in un tipo di civiltà fondato essenzialmente sulla competizione, il problema del successo sembra secondario alla struttura fondamentalmente competitiva della nostra società, anche se il problema del successo, assunto in modo positivo o negativo, ha sempre costituito uno dei temi di riflessione generale sulla condizione umana. Inserito però nella nostra cultura competitiva il successo ha acquistato in modo sempre più specifico il significato di rituale o, più precisamente, di rituale di valore: si parla infatti di “consacrazione” di un successo o di “decretare” un successo, ecc. Compiuto o decretato in rapporto a una performance non comune, il rituale del successo si collega ad alcune regole del gioco e alla situazione di vittoria in una gara. Il problema del successo sembrerebbe cioè a prima vista un problema aristocratico di minoranza, in quanto in una gara hanno importanza solo i primi arrivati, ma in realtà la stessa gara è nella nostra cultura largamente ritualizzata, coinvolge attori (vincenti e perdenti), spettatori e finisce quindi per implicare tutti.[…]»
Prefazione
Parte prima
ASPETTI PSICOLOGICI DEL SUCCESSO
- Il successo come mito sociale e come scopo dell’uomo
- Riuscita, predominio, dipendenza nel mondo animale
- Società e personalità nel successo umano
- Esaminiamo la “riuscita” e il “successo”
- La persona di successo come modello comunicativo
- La ricerca del successo nel bambino
- Il successo nella vita del fanciullo e dell’adolescente
- Il successo nell’eta adulta
- I mezzi fisici sono importanti?
- L’attitudine al successo
- Idea e impegno dell’Io, sviluppo e ruoli della persona
- Bisogni, interessi, esigenze in rapporto al successo
- Soddisfazione del bisogno
- Motivazione al successo
- I valori come guida al successo
- Senso di realtà, autostima, immagine del Sé
- Le direttive generali della persona
- Livello di aspirazione e successo
- Come l’immaginazione favorisce il successo
- Pensiero originale e pensiero creativo
- Pensiero negativo e suggestione
- Influenza degli errori e degli insuccessi
- La situazione di conflitto ed il suo superamento
- Esame del problema e soluzione
- Sistematicità, coerenza, elasticità, tempestività
- Resistenza al timore ed alla frustrazione, perseveranza
- Attitudini, temperamenti e personalità di successo
- Interessi e significati
- Le scelte fondamentali
- Il lavoro, il sacrificio di sé e l’entusiasmo
- Programma e pianificazione
- Il linguaggio e la comunicazione
- La competizione sociale
- Rapporti tra la persona e il suo gruppo
- Lo stress selettivo, il leader
- Aspetti e problemi della leadership
- Come si attua la selezione dei capi?
- Scelta e addestramento dei capi
Parte seconda
PATOLOGIA DEL SUCCESSO
- Il comportamento socialmente anormale
- Insuccesso e successo della personalità sociopatica
- Aspetti psicopatologici del successo
- Identificazione, proiezione, compensazione, razionalizzazione
- Sentimento di inferiorità e successo
- La patologia da conflitto e l’insuccesso
- La frustrazione da insuccesso
- L’ansia, conseguenza e causa di insuccesso
- La repressione nell’insuccesso
- Fissazione e regressione, la “ritirata”
- La stanchezza cronica e l’insuccesso
- L’insuccesso nel ritardo evolutivo
- L’insuccesso nel deterioramento della personalità
- Aspetti clinici della “malattia da insuccesso”
- Il trattamento della “malattia da insuccesso”
Parte terza
IL SUCCESSO COME REALIZZAZIONE EMPIRICA
- I problemi dell’autorganizzazione sul piano sociale
- Bisogni e condizioni organiche
- Rapporti familiari e sociali
- Attività e problemi di lavoro
- Il bisogno di successo e le altre esigenze della persona
- Riposo, rilassamento, gioco, svago, hobbies
- Miglioramento e valorizzazione della persona
- Impegno concentrato su un’area o diffuso su più aree?
- “Conosci te stesso”
- Meditare e riflettere
- Apprendere a concentrarsi
- Liberarsi dalle inibizioni
- Non essere troppo impulsivi
- Saper rinnovare sé stessi
- Fiducia in sé e negli altri
- Il veleno dell’autodeprezzamento e dell’autocommiserazione
- Il coraggio è un ingrediente necessario
- Saper rinunciare, saper resistere alle tentazioni
- Non covare rancori e desiderio di vendetta
- Cercate di rimanere “in forma”
- Vivete il vostro presente
- Mettere a profitto le proprie capacità
- Fare lavorare meglio la mente
- Fare leva sulle emozioni favorevoli e sugli interessi autentici
- Suscitare entusiasmo in sé, nel gruppo, nella gente
- Creare una comunicazione naturale schietta e amichevole
- Non basta l’intelligenza occorre essere forti ed accorti
- Siate moderati e concilianti nelle discussioni
- Cercate di rendervi graditi e simpatici
- Coltivate la vostra popolarità
- Sappiate trattare con le donne
- Le vie del successo negli affari
- Il successo nell’amore e nel matrimonio
- Il successo come risultante di fattori diversi
- Successo, valori morali, felicità
La Politica dell’Esperienza – Seguito da l’Uccello del Paradiso
Esiste per caso qualcosa come un uomo normale? imparate a conoscere la vostra pazzia, le vostre nevrosi, e le camicie di forza che la società v’impone! Noi che siamo ancora vivi per metà e abitiamo nel cuore alterato di un capitalismo decrepito, possiamo fare di meglio che riflettere lo sfacelo che è fuori e dentro di noi, e che cantare le nostre tristi canzoni di sconfitta?
Autore/i: Laing Ronald D.
Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore
terza edizione italiana, introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese Aldo Tagliaferri, collana: Feltrinelli UE (Universale Economica) n° 561, titolo originale: The Politics of Experience e The Bird of Paradise, copertina di Silvio Coppola.
pp. 192, Milano
Questo è un libro difficilissimo da presentare, è un libro scritto da uno psichiatra, da un uomo politicamente impegnato, da un poeta, da un individuo angosciato e insieme tutt’altro che disposto a vivere nell’angoscia, è un libro scritto all’insegna di questa convinzione: il terribile è già accaduto.
E si veda l’inizio: “Pochi libri possono salvarsi al giorno d’oggi. Del nero su di una tela, del silenzio su uno schermo, un foglio di carta bianco e vuoto, sono forse praticabili; il nesso tra verità e realtà sociale è debole; siamo circondati da pseudo-eventi con i quali ci conciliamo attraverso una falsa consapevolezza, che si adatta a considerarli veri e reali, e persino belli. Nella società degli uomini la verità ormai non consiste tanto in ciò che le cose sono, quanto in ciò che esse non sono. Al lume dell’esiliata verità le nostre realtà sociali appaiono decisamente brutte e la bellezza è quasi impossibile se non è menzogna.
Che fare? Noi che siamo ancora vivi per metà e abitiamo nel cuore, dal ritmo spesso alterato, di un decrepito capitalismo, possiamo fare qualcosa di meglio che riflettere lo sfacelo che è fuori e dentro di noi, e cantare le nostre tristi e amare canzoni di disinganno e di sconfitta?”
Partendo dalla convinzione che non esiste un uomo normale, nel tentativo di fornire una risposta valida alle proprie numerose ed allarmanti domande, Laing, autore di un libro famoso, L’io diviso, analizza le “camicie di forza” che la società borghese impone all’individuo, la distruzione delle “potenzialità umane”, la costrizione, la privazione, la scissione, in rapporto con tutte queste sempre più stringenti aberrazioni sociali, il luogo della “pazzia”, della droga, dell’impulso alla libertà…”Schizofrenico”, egli dice, potrebbe essere semplicemente colui che non è riuscito a sopprimere i suoi istinti normali per conformarsi a una società anormale…
Introduzione
- L’esperienza e le persone
- L’esperienza psicoterapeutica
- La mistificazione dell’esperienza
- Noi e loro
- L’esperienza schizofrenica
- L’esperienza trascendentale
- Un viaggio di dieci giorni
L’Uccello del Paradiso
Tessere o non Tessere – I Comici e la Censura Fascista
Autore/i: Fano Nicola
Editore: Liberal Libri
pp. 162, Firenze
A partire dalla documentazione fino a oggi seppellita negli archivi di Stato, questo libro ripercorre la storia della censura fascista alle prese con i testi del Varietà e dell’Avanspettacolo italiani, negli anni che vanno dal 1931 al 1943. Da Angelo Cecchelin ad Aldo Fabrizi, da Enzo Turco ai fratelli De Filippo, da Guglielmo Inglese, autore dei testi di Totò, a Nuto Navarrini, viene ricostruita la storia del nostro teatro comico popolare e, con essa, la vita quotidiana dell’Italia di quel tempo. Il risultato non è privo di sorprese. Scopriamo un Aldo Fabrizi che nei suoi copioni tra il ’35 e il ’37, alcuni mai rappresentati, anticipa il neorealismo. Scopriamo testi inediti dei De Filippo e di Totò. E facciamo anche conoscenza con il personaggio-chiave della censura teatrale fascista, Leopoldo Zurlo, e con il mondo di tabù, di idiosincrasie, di costrizione ma anche di risposta creativa alla costrizione medesima, che in quegli anni coinvolse i mostri sacri della comicità italiana.
- Riassunto delle puntate precedenti (sulla comicità)
- Scena e moschetto (sulla nascita della censura)
- Un comico a rischio (su Angelo Cecchelin)
- Comicità politicamente corretta (su Enzo turco e Guglielmo Inglese)
- L’invenzione del neorealismo (su Aldo Fabrizi)
- Come si diventa comici (sui De Filippo a San Remo nel 1933)
- La censura e il sesso (sul guardare e sul desiderare)
- Vivere! (sulla quotidianità celata)
- Fascisti, antifascisti (sui casi cronici, clamorosi o clinici)
- La guerra (sulla gente che voleva ridere)
Bibliografia
Indice dei nomi
La Scienza Vestita di Fiaba – Biancaneve, Cenerentola e Cappuccetto Rosso nelle Parti di Lune, Metalli e Fiori
Nove commedie per voci bianche e due indovinelli
Autore/i: Sermonti Giuseppe
Editore: Di Renzo Editore
introduzione dell’autore, copertina e illustrazioni di Marianna Mengarelli.
pp. 96, nn. illustrazioni a colori, Roma
Le fiabe di magia raccontano (senza sembrare) le leggi della scienza e della tecnica. In queste nove commediole per ragazzi, da leggersi in tre ad un tavolo, sono i personaggi stessi delle antiche fiabe a rivelare i loro segreti. Biancaneve si scopre argento, Cenerentola zolfo, Cappuccetto Rosso mercurio. Tutte e tre sono fasi di luna e ognuna ha il suo fiore. In due appendici si recitano, come indovinelli, le misteriose storie di un nanetto che viene dal bosco e di una piccola pasticcera che nel bosco finisce. I testi si propongono come letture scolastiche o casalinghe, con o senza pubblico. Non richiedono conoscenza scientifica e, alla fine, ne lasciano un po’.
Giuseppe Sermonti, biologo romano, ha operato a Roma come genetista di microorganismi, raggiungendo notorietà internazionale. Ha poi tenuto cattedra a Palermo e a Perugia. Convinto che la scienza si possa narrare come fiaba, ha svolto alcune leggi scientifiche in forma di fiaba, ed ha scoperto la scienza nelle fiabe di magia. È autore di testi ed articoli scientifici e di saggi sulla scienza degli antichi. Tra le sue opere più recenti, Il Mito della Grande Madre (Mimesis, Milano 2002), Scienziati nella Tempesta (Di Renzo, Roma 2003), Le Forme della Vita (Sodalitium, Torino 2003), La Danza delle Silfidi (La Finestra, Trento 2004).
Introduzione
- Biancaneve e la luna
- Bianca come l’argento
- Fiore di giglio
- La luna cenerentola
- Odore di zolfo
- Zucca zuccona
- Il cappuccio della luna
- Sublimato di mercurio
- Attenti al papavero
Appendici
Il nanetto del bosco
Atto I
Atto II
Atto III
Piccola nota mitologica
La strega pasticcera
Atto I
Atto II
Piccola nota
Il Brainworking – La direzione intellettuale • La formazione dell’imprenditore • La ristrutturazione delle aziende
Autore/i: Verdiglione Armando
Editore: Spirali Edizioni
nota dell’autore, in copertina: opera di Alekseij Vasil’evic.
pp. 544, Milano
Le proprie convinzioni, magari ritenute naturali, si frappongono alla riuscita dell’impresa. Quali idee nuove intervengono operando per la soddisfazione del progetto e del programma? Quali dispositivi di forza e di direzione si rivolgono al capitale intellettuale, dissipando paure, pregiudizi e superstizioni, che, altrimenti, conducono a scelte obbligate e rovinose?
Il colloquio con l’imprenditore risponde a un dispositivo, che esige la direzione intellettuale: e nessun elemento dell’esperienza è escluso; anzi, s’integra in un processo imprenditoriale e finanziario dai risultati efficaci e qualificanti.
Estratto del libro:
«Qualcosa si scrive nelle conferenze. Qualcosa resta dall’ascolto. Qualcosa addirittura si comunica? Che siano lezioni è un’ipotesi, affidata anche alla traduzione, alla trasmissione e alla trasposizione. In quel che si dice, si fa e si scrive dimora il non detto, il non fatto, il non scritto. E l’adiacenza risulta essenziale all’intellettualità della rete sintattica, della tela frastica e del tessuto pragmatico: la materia della parola è la dimensione imprescindibile tanto dell’intertesto quanto dell’ipertesto.»
Armando Verdiglione, inventore della cifrematica, psicanalista, imprenditore e scienziato, ha pubblicato moltissimi articoli ed è autore di numerosi libri, tra cui La mia industria, Rizzoli 1983 e Manifesto del secondo rinascimento, Rizzoli 1983 entrambi ristampati per Spirali. Con Spirali ha pubblicato tra gli altri: La peste, 1980; Dio, 1983; Il giardino dell’automa, 1984; Processo alla parola, 1986; Lettera all’eccellentissima corte di appello, 1987; Quale accusa?, 1987; L’albero di san Vittore, 1989; La congiura degli idioti, 1992; Leonardo da Vinci, 1993; Niccolò Machiavelli, 1994; La famiglia, l’impresa, la finanza, il capitalismo intellettuale, 2002; Artisti, 2003; Il Brainworking. La direzione intellettuale. La formazione dell’imprenditore. La ristrutturazione delle aziende, 2003. Le seconde edizioni della Dissidenza freudiana e della Psicanalisi questa mia avventura sono uscite da Spirali nel 1997. Nel 2004 ha pubblicato, sempre per Spirali, La rivoluzione cifrematica e il Manifesto di cifrematica.
Nota
- Il brainworking della nostra vita
- L’allegria
- L’oralità. L’altro modo della scrittura
- Il transfert e la finanza
- La firma
- Come governare l’Italia
- Lo stato
- Dio
- L’idea, il progetto, il programma
- La giustizia, il diritto, la scrittura civile
- L’esercito e la guerra
- Dall’influenza alla comunicazione
- La ragione
- La frontiera e il limite del tempo
- L’intelligenza
- L’amministrazione, la scrittura finanziaria, la riuscita
- Technology brain
- Il brainworker e il capitale intellettuale dell’impresa
- Finance brainworker
- La materia dell’infinito e della finanza
- La telecomunicazione
- Intellectual banking
- La diplomazia
- Worthy web
- Phronis
- Direction brainworker
- Italbrain
- Nausbrain
- La borsa, il cervello, internet
- Il cervello, l’Italia e le elezioni americane
- Come vivere in sicurezza e in salute?
- Mediacifratica
- L’accesso, l’intertesto, l’ipertesto
- Le donne, le imprese e il capitalismo intellettuale
- Paradise brainworker
- Interdigitalia
- Digital communication
- Brainworking e clinica dell’impresa
- Brainworking e capitalismo intellettuale
- Come la vita diviene intellettuale
- Come riuscire vivendo
- La comunicazione finanziaria
- Il bello della vita
- Eurobrainworkers
- Il patto come dispositivo della riuscita
- I dispositivi di direzione
- L’antiglobal, l’antiamericano, l’antisemita
- Quali dispositivi dopo l’11 settembre?
- Lo stato, la politica, la finanza
- Il globale è intellettuale
- La cifra della civiltà
- La finanza e la salute secondo l’occorrenza
- Il viaggio del pianeta dopo l’11 settembre
- I dispositivi, il progetto, il programma
- Oltre il principio della pace nelle case, nelle imprese, nella politica internazionale
- La legge, l’etica, la clinica
- Il profitto di vita
- In materia di finanza
Manuale dell’Anticristo
Autore/i: Cimatti Pietro
Editore: ECIG – Edizioni Culturali Internazionali Genova
prima edizione, prefazione dell’autore, collana: Nuova Atlantide, in copertina: Michael Pacher, «S. Wolfango e il Diavolo».
pp. 216, Genova
Settembre 1888: Nietzsche scrive L’Anticristo e decreta quell’anno, l’ultimo della sua lucidità, l’anno zero di un epoca nuova, come conseguenza alla cosiddetta «morte di dio». Questo Manuale rilancia cento anni dopo quel discorso ancora inattuale, ancora eluso eluso come l’imperdonabile sconvenienza di un pazzo geniale, ma fa questo da una prospettiva ribaltata, provocatoriamente «cristologica».
L’apporto di inedite «rivelazioni» sapienzali, sul vero inizio e sulla vera storia di questo bimillennio cristiano, conduce l’autore a definire un «romanzo collettivo» quello che l’umanità occidentale ha finora vissuto: un romanzo ideato e scritto da una teologia del fantastico e dell’assurdo che ha i giorni contati: «Mille e non più mille».
Con i modi inusitati e impertinenti di un «giallo esoterico», Manuale dell’anticristo indaga gli oscuri rapporti tra la religione e il crimine, tra l’io e dio, tra dio e satana, tra i miti del cielo e gli orrori della terra, tra gli dei popolari e le caste sacerdotali che li governano, tra le sacre scritture e i poteri profani, tra Cristo e l’anticristo.
Questo diario inattuale di un «profeta del presente» propone l’annuncio (e la data) del ritorno umano del Cristo, alle soglie dell’Acquario, e della fine di un mondo, sciogliendo così l’antico rebus dell’Apocalisse di Giovanni.
Pietro Cimatti, poeta e saggista, vive a Roma. Ha pubblicato, oltre ad opere di critica a letteraria (Oscure trame, 1980) e di costume, dieci libri di poesia (tra cui Stanze sulla Polveriera, Milano 1978, Premio Fregene e premio Internazionale Netzsche). Conduce da anni per la R.A.I. programmi in diretta su temi letterari, di attualità e di indagine nel paranormale.
Prefazione
- Perché e come le religioni
- Le formepensiero dell’io
- Dio e diavolo
- Il romanzo Gesù-Cristo
- La congiura sacerdotale
- Il ritorno del Cristo
- I segreti della sindone
- Il simbolo negli evangeli
- La maledizione delle chiese
- La favola Maria
- Teoria e pratica dell’anticristo
- Utilità e fine delle religioni
Arte e Sinistra in Europa dalla Rivoluzione Francese al 1968
Titolo originale: Social Radicalism and the Arts – Western Europe – A Cultural History from the French Revolutin to 1968
Autore/i: Egbert Donald Drew
Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore
prima edizione, premessa di Clinton Rossiter, prefazione e introduzione dell’autore, traduzione dall’americano di Mautizio Vitta.
pp. 840, 122 illustrazioni nel testo b/n, Milano
“L’uomo forma… secondo le leggi della bellezza.” Quest’affermazione di Marx suggerisce l’argomento di questo libro: un’indagine sui rapporti intercorrenti tra l’arte e il comunismo e le altre forme di radicalismo sociale. In tutto il corso del testo, le marxiane “leggi della bellezza” e i loro effetti sull’arte e la sua storia vengono messi a confronto con le teorie artistiche delle correnti radicali rivali, come l’anarchica, e con quelle degli “utopisti” socialisti e comunisti predecessori di Marx.
L’opera si prefigge l’intento di costituire una fonte documentaria per la storia culturale del radicalismo moderno visto attraverso la storia dell’arte. In pari tempo, essa rintraccia i motivi di quel distacco degli artisti d’avanguardia dai sistemi sociali dominanti nell’epoca moderna, che li ha portati in cosi gran numero ad accostarsi al radicalismo, spesso di tipo apertamente politico.
Ci troviamo dunque di fronte a una storia dell’arte vista da un’angolazione sostanzialmente nuova: quella dell’influenza ricevuta – o esercitata – dalle concezioni sociali rispetto alle teorie, alle azioni, alle creazioni di quell’irriducibile individualista che è l’artista, visto come individuo eccezionale in seno alla società.
Il libro è anche un’affascinante rassegna di personaggi maggiori e minori del mondo dell’arte in senso lato, con la loro alienazione dalla società e i loro suggerimenti per trasformarla.
Premessa
Prefazione
Introduzione
I vari tipi di radicalismo moderno, loro origini e implicazioni per l’arte
- Il problemaDemocrazia, mecenatismo e organismo sociale
- Rivoluzione, progresso e dimensione storica
- Socialismo e comunismo
- Anarchismo
- Radicalismo
- “Sinistra” radicale e “destra” radicale
- Liberalismo e conservatorismo
- La politica e gli artisti
Parte prima
Marx, Engels, e la teoria marxiana dell’arte
Capitolo primo
Marx ed Engels di fronte all’arte
- Arte e marxismo
- La vita di Marx e Engels e l’arte
- Marx, Engels e le arti visive
- Marx ed Engels sulla letteratura
Capitolo secondo
Le teorie di Marx ed Engels in rapporto all’arte
- Il sistema filosofico di Marx
- Gli apporti di Marx: arte e materialismo
- Gli apporti di Marx: arte e organicismo
- Gli apporti di Marx: la dialettica, l’organismo sociale e l’arte
- Gli apporti di Marx: la lotta di classe e l’arte
- Marxismo, verità, propaganda e arte
- La diffusione del marxismo rispetto ad altre forme di radicalismo
Parte seconda
La Francia e la Svizzera
Capitolo terzo
Il socialismo utopistico francese e i suoi rapporti con gli artisti e le arti
- Il retroterra dell’utopismo francese
- Saint-Simon e l’idea dell’avanguardia
- I discepoli di Saint-Simon e l’arte
- Fourier, i suoi discepoli e l’arte
- Cabet, gli icariani e l’arte
- Utopismo e romanticismo; bohème e “l’arte per l’arte,” il sansimonismo, il socialismo cristiano e l’arte
- Il sansimonismo, Comte, Marx e l’arte
- Utopismo: conclusioni
Capitolo quarto
Altri artisti e critici radicali in Francia dalla Restaurazione alla Comune di Parigi
- Liberalismo e repubblicanesimo rivoluzionario: Goya in Spagna; Géricault, Scheffer, 180. Il repubblicanesimo rivoluzionario e la “Libertà” di Delacroix
- Repubblicanesimo rivoluzionario: il critico Planche; Daumier e la scuola di Barbizon, 192
- La repubblica nel periodo 1848-51 e l’arte: Chenavard
- Napoleone III e il radicalismo sociale e artistico
- Courbet e altri esponenti del realismo sociale
- L’anarchismo di Proudhon e di Courbet
- S. Thoré e la critica d’arte radicale
- La Comune: Courbet e gli altri artisti
Capitolo quinto
Dalla Comune di Parigi alla prima guerra mondiale: 1871- 1918
- Il significato della Comune per il radicalismo francese
- Viollet-le-Duc, repubblicano di sinistra
- Il movimento sociale cattolico e i suoi influssi sull’arte
- L’anarchismo: Bakunin e l’arte
- L’anarchismo: Kropotkin e l’arte
- Il marxismo: Guesde e l’arte
- Radicalismo e “realtà”: l’impressionismo, il naturalismo in letteratura, la fotografia,
- I neoimpressionisti, i simbolisti e l’anarchismo
- La crisi della concezione artistica della realtà
- Anarchismo e critica d’arte
- Il socialismo: Jaurès e le arti
- Gli artisti e il caso Dreyfus
- Il radicalismo sociale di Van Gogh, i sintetisti, i Nabis e i Fauves
- L’individualismo artistico e il radicalismo (soprattutto anarchico)
- La rinascita del socialismo utopistico: l’architettura di Tony Garnier
- L’anarco-sindacalismo: Pelloutier, Sorci e l’arte
- Futurismo e anarco-sindacolismo
- L’Abbaye de Créteil e gli inizi del cubismo
Capitolo sesto
Dalla prima guerra mondiale al 1968
- La rivoluzione bolscevica e gli artisti d’avanguardia
- Gli artisti dall’anarchismo al comunismo
- Dada: apolitici e comunisti
- Il surrealismo e la politica della sinistra fino al 1934
- L’arte e il ’Fronte popolare fino alla guerra civile spagnola
- L’arte e il Fronte popolare dall’inizio della guerra civile spagnola al patto nazisovietico
- L’arte dal patto nazi-sovietico alla Resistenza
- Picasso, da anarchico a comunista
- Picasso e altri artisti comunisti del dopoguerra: Pignon, Fougeron, Léger, Taslickij,
- Picasso e la “pace”
- Picasso, Léger ecc. e le polemiche su astrattismo e realismo socialista
- La Nouvelle Gauche e l’arte
- Tinguely, Shóffer, Vasarely, la Nouvelle tendence e la nuova avanguardia
Parte terza
L’Inghilterra
Capitolo settimo
Il socialismo utopistico inglese, il radicalismo filosofico e le loro ripercussioni sugli artisti e le arti
- Owen e Benthan
- Goldwin e la sua influenza su Owen, Coleridge, Shelley, il Leight Hunf’s Circle ecc.,
- Le comunità di Owen e il suo Movimento del lavoro
Capitolo ottavo
Altri artisti e aitici radicali in Inghilterra dai “Signs of the Times” di Carlyle alla morte di William Morris: 1829-1896
- Carlyle e Mill
- Carlyle, il cartismo e il sansimonismo
- Carlyle, Coleridge e l’organicismo
- Carlyle, l’arte e l’artigianato
- L’urbanistica e il peso della tradizione fourierista e owenita
- Ruskin e il socialismo cristiano
- Ruskin, la “fedeltà alla natura” e il revival gotico
- Ruskin e la Comune di Parigi
- Morris: dal liberalismo radicale al socialismo marxiano
- Amici e conoscenze radicali di Morris: gli Aveling, Bax, Kropotkin, la signora Besant ecc.
- Amicizie e conoscenze radicali di Morris e Kropotkin: Wilde, Grane, Cokerell,Carpenter ecc.
- Morris e i fabiani
- Le teorie di Morris sull’arte e la società
- Morris, il movimento delle Arts and Crafts e l’architettura
- Morris e i preraffaelliti
- Il preraffaellitismo e il radicalismo di Ford Madox Brown
- Il preraffaellitismo e “l’arte per l’arte”: Whistler e l’anarchismo di Wilde e Mallarmé,
- “L’arte per l’arte” e la riduzione delle forme all’essenziale, all’astratto o al realistico-funzionale: Mackmurdo
Capitolo nono
L’influenza del pensiero di William Morris
- Gli ultimi discepoli di Morris: Lucien Pissarro, Gill, Ashbee ecc.Il fabianesimo e l’arte
- Il movimento delle città-giardino: Howard, Penty, Parker e Unwin
- Le New Towns e l’eredità delle città-giardino
- Da Morris al comunismo sovietico: Sylvia Pankhurst, Clough Williams-Ellis
Capitolo decimo
L’influenza del comunismo sovietico: 1917-1968
- Arte e comunismo negli anni Venti
- Arte e comunismo negli anni Trenta
- L’Artists International Association prima della guerra civile spagnola
- L’Artists International Association dallo scoppio della guerra civile spagnola al 1939, L’Artists International Association e i contatti con l’esteroL’Artists International Association e l’EustonRoadSchool
- Artisti e critici della “Left Review”: Boswell, Holland, Fitton; Blunt
- Comunismo, anarchismo e surrealismo
- Mass-Observation
- Il LeftBook Club e la sua influenza sull’arte
- Pubblicazioni e attività teatrali di sinistra
- L’Artists Refugee Committee e John Heartfield
- Monaco, la seconda guerra mondiale e JamesBoswell nel dopoguerra
- L’Artists International Association durante il secondo conflitto mondiale e nel dopoguerra
- I comunisti e le arti nel dopoguerra
- Il declino dell’influenza del comunismo nell’arte del dopoguerra: Paul Hogarth, Betty Rea, la Kifchen Sink School ecc.
Capitolo undicesimo
Il radicalismo della moderna critica d’arte inglese e la nascita della New Left
- Le origini della critica d’arte radicale del Novecento
- Roger Fry
- Wyndham Lewis
- Herbert Read
- Christopher Caudwell
- Francis Klingender
- Frederick Antal
- Arnold Hauser
- John Kerger
- La New Left
Parte quarta
La Germania e altri paesi europei (Olanda, Belgio, Scandinavia, Austria, Italia)
Capitolo dodicesimo
Artisti e critici radicali in Germania ecc. dall’inizio dell’Ottocento alla fine della prima guerra mondiale: 1825-1918
- Germania: il retroterra dell’Ottocento
- La socialdemocrazia tedesca e la teoria dell’arte
- Il socialismo tedesco e le teorie di “William Morris
- Il radicalismo tedesco e austriaco, il realismo e il funzionalismo dal 1848 in poi: Menzely Strauss, Wagner, Semper, W.
- Olanda: Berlage, W.
- Belgio: il retroterra radicale
- Belgio: “Les XX” (Khnopff; Ensor e la sua influenza su Toorop)
- Belgio: il partito laburista e la teoria dell’arte
- Belgio: l’Art Nouveau (Horta, Van de Velde) e la sua diffusione in Spagna e in Austria,
- Belgio: altri artisti con inclinazioni sociali (Meunier e Masereel)
- Norvegia: Munck e le origini dell’espressionismo tedesco
Capitolo tredicesimo
Dalla prima guerra mondiale al 1968
- Germania: il retroterra del radicalismo sociale e artistico nel primo dopoguerra
- Il socialismo cristiano tedesco e la teoria dell’arte: Tillich
- Grafici tedeschi di sinistra: Koliwitz, Ziile, Grosz
- Dada e comunismo a Berlino e a Colonia: Huelsen-bech, Heartfield, Grosz, ecc.; Baargeld, 627
- Dada, il comunismo e il teatro a Merlino: Piscator
- Die ne uè Sachiichkeit e il radicalismo sociale: Otto Dix
- Musica e radicalismo sociale: Weill, Eisler e i drammi in musica di Bertolt Brecht
- La collaborazione fra radicali: la Novembergruppe
- Il Bauhaus: Gropius, Mies, Feininger, Klee, Kandinskij, Schlemmer
- Il Bauhaus: il suo retroterra e il suo spirito, artistico e sociale
- Il Bauhaus: il radicalismo sociale di Hannes Meyer rispetto a Gropius e Mies
- Il Bauhaus e l’International Style
- Il Bauhaus: i suoi principi in relazione allo sviluppo dell’edilizia
- Il Bauhaus: Moholy-Nagy, il costruttivismo e De Stijl
- Hitler e gli artisti tedeschi esuli in Occidente e in Oriente
- Le due Germanie dopo la seconda guerra mondiale: il realismo socialista e la Nuova Sinistra
- Italia: il comunismo e i gruppi artistici radicali
- Italia: Renato Guttuso
- La Nuova Sinistra e la rinascita della tradizione del Bauhaus in Europa
- Il nuovo estraniamento dell’avanguardia sul continente europeo
Conclusione
L’artista estraniato, il nonconformismo e l’avanguardia
- La tradizione rivoluzionaria e le caratteristiche nazionali
- Dal radicalismo rivoluzionario ali’acccttazione ufficiale dell’avanguardia
- I rapporti fra gli artisti radicali e i critici e gli storici radicali
- Il temperamento dell’artista e la sua scelta radicale
- Radicalismo e mezzi artistici
- L’artista radicale e l’ideologia
- L’artista radicale e il suo soggetto
- Il distacco degli artisti occidentali dal realismo socialista
- I legami politici degli artisti e la qualità delle opere
- Perché studiare i legami politici e sociali degli artisti?
- La fine del tradizionale estraniamento sociale nell’arte e del concetto di avanguardia
Note
Indice analitico
Indice delle illustrazioni
Storia del Pensiero Sociologico
II. – I Classici
Autore/i: Autori vari
Editore: Società Editrice Il Mulino
cura e introduzione di Alberto Izzo.
pp. 480, Bologna
Questo è il secondo volume di una storia del pensiero sociologico attraverso i testi essenziali dei maggiori protagonisti, concepita in tre volumi (Le ongini, I classici, I contemporanei) che, oltre ad essere uno studio intrinseco delle diverse scuole e teorie sociologiche sviluppatesi dal 700 ad oggi. costituisce un tentativo di collegare dialetticamente tali Scuole e teorie con il loro contesto storico, sociale ed economico. In questo volume, sulla sociologia del periodo classico, il problema dell’ambito e dei metodi della nuova scienza diventa centrale. Ad esso si accompagna un interesse preminente per i problemi della società industriale, della divisione del lavoro con le sue conseguenze umane, e del genere di razionalità che può imporsi in tale società. Costante rimane l’intento metodologico-politico di contrapporsi al marxismo e di rifiutarne i fondamenti, pur accettandone alcune categorie interpretative, dopo averle inquadrate in schemi di riferimento teorico del tutto diversi.
Alberto Izzo è docente di sociologia presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Roma. Si è occupato prevalentemente di sociologia della conoscenza e di storia della sociologia. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo, oltre agli altri due volumi di questa antologia: «Sociologia della conoscenza» (1966) e «Ricerca di una sociologia critica» (1975).
Introduzione, di Alberto Izzo
PARTE PRIMA: MARXISMO, FILOSOFIA DELLA VITA E SOCIOLOGIA FORMALISTICA: TÖNNIES, SIMMEL
Introduzione
I. Ferdinand Tönnies
- La distinzione fra comunità e società
- Concetto e caratteristiche della comunità
- L’economia nella comunità
- Concetto e caratteristiche della società
- La società borghese
- Proprietari dei mezzi di produzione e «forza lavoro»
- I due tipi di volontà: volontà essenziale e volontà arbitraria
- Il passaggio dalla comunità alla società
II. Georg Simmel
- La metropoli e la vita mentale
- Il problema della sociologia
PARTE SECONDA: LA SOCIOLOGIA DI MAX WEBER
Introduzione
I. Max Weber
- La scienza e i giudizi di valore
- La critica al materialismo storico e al positivismo classico
- Il concetto di cultura e la relazione della conoscenza delle realtà empirica con i «valori»
- I caratteri del capitalismo occidentale
- Gli sviluppi del capitalismo occidentale e i suoi rapporti con il puritanesimo
- La secolarizzazione del principio e la pluralità dei fattori alle origini del capitalismo
- La «avalutativita»
- I fondamenti della sociologia «comprendente»
- Potenza e potere
- I tipi del potere
- Il potere carismatico
- La razionalità formale del capitalismo
- I partiti politici
- Ceti e classi
- La scienza come professione
PARTE TERZA: GLI SVILUPPI DEL POSITIVISMO IN FRANCIA: EMILE DURKHEIM
Introduzione
I. Emile Durkheim
- Solidarietà meccanica e solidarietà organica
- La divisione anomica del lavoro
- La divisione coercitiva del lavoro
- La corporazione come rimedio all’anomia
- Le caratteristiche del fatto sociale
- Distinzione fra normale e patologico
- L’elemento sociale del suicidio
- Il suicidio egoistico
- Il suicidio altruistico
- I suicidio anomico
- Suicidio e divorzio
- Le origini religiose della società
- Il carattere sociale delle Categorie conoscitive
PARTE QUARTA: LE TEORIE DEGLI « ELITISTI »: MOSCA, PARETO, MICHELS
Introduzione
I. Gaetano Mosca
- La teoria della classe politica
II. Vilfredo Pareto
- Il metodo logico-sperimentale della sociologia
- Azioni logiche e azioni non logiche
- Le teorie pseudoscientifiche
- I residui
- Le derivazioni
- La circolazione delle «élites»
- La società come sistema di elementi di equilibrio
- L’uso della forza nella società
III. Roberto Michels
- La necessita dell’organizzazione
- Organizzazione e specializzazione
- Lotta e organizzazione
PARTE QUINTA: L’EREDITA DI MARX E DI WEBER NEL PENSIERO DI LUKÁCS E DI MANNHEIM
Introduzione
I. Gyérgy Lukdcs
- Il problema della coscienza di classe
- Il problema della reificazione
- Scienza e reificazione
- Il punto di vista del proletariato
II. Karl Mannheim
- Il problema della sociologia della conoscenza
- La sociologia della conoscenza e la teoria dell’ideologia
- Concezione particolare e concezione totale dell’ideologia
- Ideologia e utopia
- Classi e altre unita sociali
- Il problema sociologico degli intellettuali
- Relativismo e relazionismo
- Razionalità «sostanziale» e razionalità «funzionale»
- Libertà e pianificazione
PARTE SESTA: LE ORIGINI DELLA «SOCIOLOGIA CRITICA» NORD-AMERICANA: THORSTEIN VEBLEN
Introduzione
I. Thorstein Veblen
- Proprietà privata ed emulazione
- Il consumo vistoso
- Onorabilità finanziaria e senso del bello
- Attività finanziaria e attività industriale
- Critica della cultura accademica e umanistica
PARTE SETTIMA: LE ORIGINI DELL’«INTERAZIONISMO SIMBOLICO»: GEORGE HERBERT MEAD
Introduzione
I. George Herbert Mead
- Il simbolo significativo
- Il «Sé» e le sue origini sociali
- Le istituzioni
Notizie sugli autori
Indicazioni bibliografiche per ulteriori approfondimenti
I 7 Segreti per una Lunga Giovinezza – Il Miracolo della Rigenerazione Cellulare
Titolo originale: Dr. Perricone’s Secrets To Beauty, Health, and Longevity
Autore/i: Perricone Nicholas
Editore: Sperling & Kupfer Editori
introduzione dell’autore, traduzione di Daniela Piccini e Paola Reverso.
pp. XI-308, Milano
Ci ha aiutato a sconfiggere le rughe con un approccio rivoluzionario che tutte le ricerche più recenti hanno confermato e che migliaia di persone continuano a seguire perché… funziona! Il dottor Nicholas Perricone, il dermatologo esperto di antinvecchiamento più famoso degli Stati Uniti, con questo libro ha messo a punto un programma antinfiammatorio completo basato su una visione olistica dell’individuo. Sette passi per restare giovani a lungo, ridurre la massa grassa e migliorare il proprio aspetto e la propria pelle grazie alla rigenerazione cellulare, prendendosi davvero cura di sé. Con queste nuove cognizioni si può costruire una strategia alimentare e uno stile di vita veramente efficaci per rivitalizzare un organismo debilitato, far ringiovanire addirittura le cellule cerebrali, incrementando la memoria, l’attenzione e l’umore, migliorare la vita sessuale e ridurre il rischio di malattie. Un programma focalizzato sui risultati ma fondato su conferme scientifiche innovative, corredato con esercizi da compiere anche se si hanno a disposizione poco spazio e poco tempo, con suggerimenti di integratori, liste della spesa ragionate, ricette veloci e gustose e consigli pratici per massimizzare il nostro potenziale fisico e mentale sin da adesso. Insomma, che cosa aspettiamo per stare meglio?
Vuoi ricaricare il tuo corpo di energia, benessere e bellezza?
I sette segreti del dottor Perricone ti permetteranno di:
- stimolare il metabolismo
- rivitalizzare a livello cellulare il cervello, le ossa, i muscoli, la pelle
- ridurre la massa grassa
- rallentare e contrastare l’invecchiamento
- potenziare il sistema immunitario e prevenire molte malattie
- controllare lo stress per ottenere benefici fisici e mentali e ridare salute all’organismo
- ripristinare l’equilibrio, l’unita e l’armonia fra la mente e il corpo.
Nicholas Perricone, laureato in Dermatologia all’Universita del Michigan, dove attualmente insegna, ha ottenuto la prestigiosa certificazione dell’Associazione americana dei dermatologi. È membro di numerose istituzioni nazionali e accademiche, come l’Associazione americana per la ricerca dermatologica e l’Accademia delle Scienze di New York, ed è considerato il padre della teoria infiammatoria dell’invecchiamento, argomento su cui ha scritto numerosi saggi scientifici. Per Sperling & Kupfer ha pubblicato Una pelle senza età, La conquista della bellezza e La ricetta della giovinezza.
Ringraziamenti
Introduzione
- Il ringiovanimento cellulare
- Magri per la vita
- Dare un sostegno alla nostra struttura di sostegno
- La nostra pelle
- Una vita sessuale sana e duratura
- Invertire il processo di invecchiamento attraverso l’esercizio fisico
- Ridurre lo stress per allungare la vita
Appendice – La cucina antietà
- Menu e ricette
Risorse
Bibliografia
Indice delle ricette
Sorpreso a Pensare per Immagini – Sciascia e le Arti Visive
Autore/i: Rizzarelli Maria
Editore: Edizioni ETS
premessa dell’autore.
pp. 272, nn. tavv. a colori e b/n f.t., Pisa
I corpus delle opere di Leonardo Sciascia può presentarsi li lettore come una camera delle meraviglie in cui trovano posto frammenti ecfrastici, citazioni di quadri, di foto, di film, quasi che l’inchiostro cerchi la complicità dei linguaggi visivi per rappresentare il recto e il verso del mondo, Oltre al fitto catalogo di immagini evocate dentro i testi, la propensione di Sciascia alla visualizza si declina anche attraverso la scelta accurata delle copertine, la collaborazione con fotografi e artisti, la collezione di stampe e opere d’arte, attivi- ta queste vissute con appassionato “dilettantismo” ma capaci di produrre esiti di straordinaria modernità (si pensi ai tanti volumi fotografici di Scianna, Leone, Sellerio, glossati dalla sua penna; alle mostre e ai cataloghi di pittori amici del calibro di Guttuso, Guccione, Caruso; ai commenti per i documentari sulla Sicilia girati da Ferrara, Mingozzi, Quilici). La pittura, la fotografia e il cinema sono per lo scrittore una soglia possibile, un varco per l’immaginazione e una testimonianza per la storia e la memoria. Questo libro indaga i diversi livelli di ibridazione fra parole e immagini presenti nella produzione di Sciascia e restituisce cosi un ritratto a tutto tondo di un autore profondamente legato alle sue radici geografiche e culturali, ma pronto a confrontarsi con i segni luminosi e ambigui della contemporaneità.
Maria rizzarelli insegna Letteratura contemporanea e arte visive e Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Catania. Si è occupata di vari autori del Novecento (Ginzburg, Pasolini, Vittorini, Sciascia, Consolo, Bufalino, Buzzati e Morante) con particolare attenzione alle forme di ibridazione fra generi e linguaggi diversi. Ha curato la ristampa anastatica dell’edizione illustrata di Conversazione in Sicilia con le fotografie di Luigi Crocenzi (Rizzoli, 2007). Dirige, insieme a Stafania Rimini, «Arabeschi. Tra le sue pubblicazioni: Gli arabeschi della memoria. Grandi virtù e piccole querelles nei saggi di Natalia Ginzburg (CUECM, 2004); Sguardi dall’opaco. Saggi su Calvino e la visibilità (Bonanno, 2008).
PREMESSA
PRIMA PARTE
A IMMAGINE E SOIMIGLIANZA
I. FRA INGANNI E TENTAZIONI DELLO SGUARDO
- Falsi d’autore
- Gli occhiali del diavolo
- Delitto con spettatore
- Quadri viventi
- Corteggiando la morte
2. TO THE HAPPY FEW
- Gallerie
- La funzione Stendhal
- Equivalenze
- Amateur d’estampes
3. UNA MATERIA CHE E MEMORIA
- La forma dello spirito
- Le città e la memoria
- Palermo infelicissima
PARTE SECONDA
UN’ARTE SENZA MUSA
1. NOTE A MARGINE
- Fotografie che dicono tutto
- Images a la sauvette
- Libri con figure
2. UBI CONSISTAM
- Fotografare l’invisibile
- Faccende pirandelliane
- Lampeggianti antologie
- Quella specie di morte che è un ritratto
- Come un oracolo
3. RACCONTI E FOTOGRAFIE
- Nel lampo di una fotografia
- A ciascuno la sua luce
- Come in uno specchio
PARTE TERZA
E VENNE IL CINEMATOGRAFO
1. OCCHI LUCIDI E CUORE FERMO
- Voice over
- Sopravvivenze
2. IL CINEMA A MEMORIA
- Amarcord
- L’alfabeto delle stelle
- Nella caverna di Platone
Bibliografia
Indice dei nomi
Sufismo e Islam – L’Importanza della Donna nella Mistica
Autore/i: Mancini Tamara
Editore: La Caravella Editrice
prima edizione, introduzione dell’autrice.
pp. 182, Viterbo
Il Sufismo è una dottrina unica nel suo genere, non rappresenta solo il rispetto per la predicazione, ma è un mezzo raffinato per arrivare a Dio; è un supporto spirituale fornito alle masse, un fenomeno complesso, un’esperienza mistica caratterizzata dalla meditazione, dalle rinunce, dal digiuno. Impegno e perseveranza contraddistinguono i Sufi, il cui scopo ultimo è imbattersi nella Conoscenza, nell’amore e nella bellezza divina. L’autrice ripercorre la storia della mistica islamica, dall’origine fino agli sviluppi più recenti, prendendo in particolare considerazione la figura femminile, citando mistiche come Fatima An-Nisaburya e Rabi’a Al Adawija detta anche Rabi’a di Basra; donne umili e profonde che fanno di questo testo un libro per le donne, una voce che grida contro la misoginia islamica, si pone a sostegno dell’integrazione e a condanna dell’etnocentrismo e della generalizzazione a tutti i costi. Di questi aspetti il libro vuole essere un’introduzione, un punto di riferimento per chi voglia conoscere dal punto di vista storico e religioso questo fenomeno di cui oggi si parla con sempre maggiore interesse.
Tamara Mancini, laureata in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma, si è dedicata con attenzione allo studio delle religioni, su tutte quella islamica, della quale ha analizzato gli aspetti storici, politici e religiosi volgendosi alla scoperta del Sufismo, dei testi mistici e della spiritualità interreligiosa.
Sufismo e Islam è la sua prima pubblicazione.
Orrore nel West End
Secondo quaderno delle memorie inedite del Dr. Watson, il fedele assistente di sherlock Holmes, pubblicate a cura di Nicholas Meyer
Autore/i: Meyer Nicholas
Editore: Rizzoli
prima edizione, premessa e introduzione dell’autore, traduzione di Attilio Veraldi, collana: La Scala, titolo originale: The West End Horror.
pp. 192, Milano
Nel 1976 i lettori furono affascinati dall’incontro di Sherlock Holmes con Sigmund Freud nel romanzo La soluzione sette per cento, uno dei più grandi best-sellers dell’anno. Adesso nell’Orrore nel West End, Nicholas Meyer porta alla luce altri episodi finora sconosciuti sula carriera del famoso detective Sherlock Holmes – episodi narrati esemplarmente dal suo fedele assistente Dr. John H. Watson.
Nel 1895, nell’elegante quartiere di Londra “West end”, viene trovato ucciso nel suo appartamento il critico teatrale Jonathan McCarthy; qualcuno lo ha assassinato piantandogli un tagliacarte a forma di pugnale nel petto; queste almeno sono le apparenze; ma chi è l’autore del crimine? Un amico dell’ucciso, il commediografo Bernard Shaw, si reca da Holmes e da watson, ai quali propone di svolgere un’indagine al fine di scoprire l’autore di quel fatto di sangue.
Holmes accetta l’incarico, e nel corso dell’investigazione frequenta l’ambiente teatrale londinese; e, oltre ad approfondire la sua amicizia con Bernard Shaw, col quale ama parlare di letteratura, d’arte e di musica, stringe amicizia con Oscar Wilde e con Bram Stoker autore di Dracula; Scotland Yard crede per un istante che quest’ultimo non sia estraneo all’assassinio, ma certe apparenze non traggono in inganno anche Holmes, per il quale la faccenda è elementare: a Londra c’è un maniaco che si diverte smodatamente tutto qui.
Nicholas Meyer, il giovane autore di questo libro e de La soluzione sette per cento (Rizzoli 1976), ha cominciato a scrivere e a dilettarsi di cinematografia sin dall’infanzia. Dopo essersi occupato di teatro e aver partecipato alla realizzazione del film Love Story, si trasferì a Holliwood e in pochi anni alcuni suoi soggetti sono stati portati sullo schermo. Vive nei pressi di Los Angeles.
Premessa
Introduzione
- Sherlock Holmes casalingo
- Indagini su invito
- Il fatto di South Crescent
- Un uomo chiamato Bunthorne
- L’uomo di vita
- Il secondo assassinio
- Aggressione
- Mama, il granchio e altri
- Sullivan
- L’uomo dagli occhi castani
- Teorie e accuse
- Il Parso e Porkpie Lane
- Il medico scomparso
- Orrore nel West End
- Jack Point
Epilogo
Ringraziamenti
Titina De Filippo – Vita di una Donna di Teatro
Autore/i: Carloni Augusto
Editore: Rusconi
prima edizione, in copertina: foto di Titina De Filippo.
pp. 222, 24 foto b/n, Milano
Titina De Filippo, vita di una donna di teatro, non vuole essere solo la storia di una grande attrice, interprete prestigiosa di celebri commedie come Filumena Marturano, ma anche la storia di una “donna”, con le sue ansie, le sue preoccupazioni, i suoi momenti di gioia e di sconforto. Molti brani del libro sono tratti da un diario che Titina scriveva ed aggiornava puntualmente, brani del tutto inediti perchè l’attrice non intendeva pubblicare questi suoi pensieri. Le sue parole, riportate fedelmente, assumono maggior valore proprio perchè erano destinate a rimanere nel chiuso di un cassetto.
Titina, insieme ai fratelli Eduardo e Peppino, costituì un sodalizio artistico che negli anni Trenta raccolse strepitosi successi su tutti i palcoscenici d’Italia. Di carattere generoso, accomodante, comprensiva, non aveva mai tentato di emergere sui due fratelli, accontentandosi di svolgere con amorevole diligenza un ruolo di affettuosa mediazione smorzando rancori, piccole liti ed inevitabili incomprensioni che nascevano tra i due artisti. Sul palcoscenico riusciva a completarli equilibrando i toni amari di Eduardo con la comicità di Peppino. Poi la guerra, il divorzio artistico tra i due fratelli dopo una lite che nemmeno l’abilità di Titina era riuscita a far rientrare. Andò in compagnia con Eduardo e non fu una scelta facile. Titina era molto legata a tutti e due. Decisero per lei le circostanze. Con Eduardo ebbe la sua prima vera affermazione personale nella parte di donna Amalia, in Napoli milionaria. Era il 1945. Due anni dopo con Filumena Marturano raggiunse il culmine della sua carriera artistica. Ma il successo, il vero successo, quello che ogni attore sogna durante tutta la sua carriera e che raramente arriva, durò solo tre o quattro anni per Titina. Poi si ammalò e dovette lasciare il teatro. Il successo inseguito tutta la vita era arrivato troppo tardi.
Augusto Carloni è nato a Napoli il 20 maggio 1923. giornalista parlamentare svolge il suo lavoro a Montecitorio. Collaboratore di numerosi giornali e periodici è stato anche per molti anni commentatore politico del GRI. Presidente della Stampa Parlamentare dal 1978 al 1980 ha dedicato gran parte della sua attività professionale al giornalismo politico. Ha pubblicato un romanzo, Gli impuri, che ebbe un ottimo successo di critica.
Figlio unico di Titina De Filippo, ha ottenuto nel 1982 il premio Antonio De Curtis (Totò) per una raccolta di poesie scritte dalla madre e da lui curata. Non ha seguito la strada del teatro come hanno fatto Luca e Luigi, figli di Eduardo e di Peppino, ma ha avuto importanti esperienze nel campo cinematografico, nell’immediato dopoguerra, come aiuto regista di personaggi di notevole valore come Fellini, Lattuada, Rossellini con il quale ha girato numerosi film e, tra gli altri, Stromboli con Ingrid Bergman. Autore anche di documentari di successo come Le maschere nella Commedia dell’Arte, le Opere di Vincenzo Gemito, La vita di S. Francesco. Lasciò il cinema nel 1954 per dedicarsi completamente al giornalismo.
Zio Cardellino
Romanzo
Autore/i: De Crescenzo Luciano
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione, prefazione dell’autore.
pp. 156, Milano
Luca Perrella è un napoletano che vive a Milano, è sposato, non ha figli, si è laureato in chimica e lavora come dirigente in una grande multinazionale. Un bel giorno, mentre è a rapporto con il suo diretto superiore, emette un suono molto simile al cinguettio di un uccello. Che cosa gli è successo? È impazzito? Ha deciso di prendere in giro il suo capo o veramente si sta trasformando in una specie di volatile? E come reagirà a questa metamorfosi la grande multinazionale? E quali traumi subirà il suo ambiente familiare, borghese e conservatore, nell’accorgersi di avere in casa un parente che cinguetta come un cardellino? Queste le domande e le situazioni che hanno scatenato la fantasia e l’umorismo di Luciano De Crescenzo, fortunato autore di Così parlò Bellavista, qui al suo primo romanzo. Lo spunto è straordinario e surreale, ma la maniera in cui viene svolto ci coinvolge in profondità, anche perchè nessuno come De Crescenzo conosce cosi bene la vita di ufficio, i matrimoni falliti, i disagi, i sentimenti dei più.
Zio Cardellino è un libro agrodolce, che fa ridere, sorridere e pensare, e che lascerà molti nell’attesa, un po’ spaventata, di due ali che spuntino, e li portino via, lontani da tutto.
Luciano De Crescenzo è nato a Napoli nella prima meta del secolo ventesimo (per quanto riguarda l’anno di nascita, non possiamo essere più precisi, essendo stato richiesto in proposito il silenzio stampa). Ama definirsi «ex-ingegnere» e sostiene di aver praticato la professione presso la IBM ITALIA fino a raggiungere la qualifica di dirigente. Molti dubbi sussistono sul fatto che si sia mai potuto laureare in ingegneria, e questo non tanto per le capacità intellettive, che potremmo anche definire normali, quanto per il carattere allegro e l’assoluta mancanza di puntualità. Nel 1977, contro il parere unanime dei parenti e degli amici tutti, lascia volontariamente il «posto sicuro» e si tuffa nel mondo corrotto della letteratura e dello spettacolo. Nel giro di soli tre anni diventa autore di successo – (Così parlò Bellavista, Raffaele, La Napoli di Bellavista), sceneggiatore di film (La Mazzetta, Il Pap’occhio), collaboratore presso alcuni giornali e presentatore televisivo. Chi gli vuole male lo chiama «umorista».
Il Libro Antico
Autore/i: Baldacchini Lorenzo
Editore: Carocci Editore
nuova edizione aggiornata, introduzione dell’autore.
pp. 176, nn. figure b/n, Roma
I libri antichi non sono semplici contenitori di testi, ma testimoni complessi di attività intellettuali, manuali, commerciali, politiche, religiose, che attendono ancora, per molti versi, di essere interrogati. Questa edizione completamente rinnovata e aggiornata ripropone un titolo pubblicato per la prima volta nel 1982. Si tratta di un lavoro dedicato espressamente al libro nel periodo della stampa manuale, dall’invenzione di Gutenberg alle trasformazioni seguite alla rivoluzione industriale dell’Ottocento, prodromo di quella rivoluzione dei media tuttora in atto. Non vuole essere un manuale di storia del libro, ma si propone di offrire un’introduzione, di taglio agile, alle tecniche di produzione, ai materiali impiegati, all’organizzazione del lavoro, alle tipologie e soprattutto ai problemi che i libri antichi pongono oggi a chi deve occuparsene: per descriverli, conservarli, tutelarli, valorizzarli. Si tratta dunque di un libro rivolto soprattutto a bibliotecari e ricercatori che si occupano di edizioni antiche, ma anche indirizzato agli studenti dei corsi di Conservazione dei Beni culturali sorti negli ultimi anni in Italia.
Lorenzo Baldacchini è docente di Bibliologia e Biblioteconomia a Ravenna, sede distaccata della Facoltà di Conservazione dei Beni culturali di Bologna.
Introduzione
La produzione
Dal manoscritto alla stampa
- Una differenza relativamente visibile
- Un problema di prezzo
- Non dimentichiamo la politica
- La lettura e l’aspetto esteriore
I materiali
- La carta
- Il processo produttivo
- I caratteri
- L’inchiostro
- Il torchio
Il lavoro: gli uomini
- L’autore
- L’editore
- Il tipografo
- L’organizzazione del lavoro
Il consumo: lettori, biblioteche, librai
- Il lettore
- La biblioteca
- Il libraio
Lo spazio visivo
- Il frontespizio
- La marca
Il colophon
- Il foglio e il fascicolo
- I caratteri
- L’illustrazione
- La legatura
- Le parti della legatura
La descrizione
Edizione e dintorni
- Edizione
- Impressione
- Emissione
- Stato
Descrizione bibliografica analitica
- Trascrizione dei caratteri
- Trascrizio
- Note tipografiche
- Trascrizione semplificata
- Esempi di trascrizione
- Formato
- Formula della collazione
- Classificazione dei caratteri
Descrizione catalografica
- Libri antichi e computer
- Il libro antico nel Web
Conservazione e tutela
- Prevenzione
- Tutela
- Restauro
- Legislazione
Valorizzazione
Indice analitico
Cittadino d’Europa – 75 Anni di Storia Mondiale
Autobiografia
Autore/i: Monnet Jean
Editore: Rusconi
prima edizione italiana, traduzione dal francese di Elena Tessadri.
pp. 404, Milano
Settantacinque anni di storia mondiale nelle Memorie di Jean Monnet, uno dei creatori, con Adenauer, De Gasperi, Schuman, della Comunità europea.
«Jean Monnet ha svolto un ruolo di primo piano, sia come Ispiratore del piano Schuman, sia come presidente dell’Alta Autorità, sia come fondatore del Comitato d’azione per gli Stati Uniti d’Europa… Dopo aver consacrato il meglio di sè alla causa europea, egli merita che l’Europa gli renda un tributo particolare di riconoscenza e di ammirazione. Per questo motivo i capi di Stato e di Governo della Comunità europea, riuniti in consiglio europeo a Lussemburgo, hanno deciso di conferirgli il titolo di cittadino onorario d’Europa.»
A questo riconoscimento della Comunità europea, altri meno ufficiali ma non meno significativi si aggiungono; di lui l’economista Keynes disse che aveva, con la sua opera, abbreviato di un anno la Seconda Guerra Mondiale, e Kissinger scrisse: «Poche persone hanno avuto un ruolo importante come Monnet nella storia del mondo».
Nato in quella terra di Charente che produce ed esporta cognac, Jean Monnet ha la pazienza del coltivatore e lo spirito aperto del commerciante che non conosce provincialismi e nazionalismi. Portato dalle circostanze ad occuparsi degli affari politici mondiali, egli li affronta e li risolve con lo stesso spirito aperto con cui, prima, aveva risolto gli affari della ditta paterna: convinto che se gli uomini, anzichè combattersi, si unissero per risolvere i problemi comuni, potrebbero davvero «costruire la pace». Jean Monnet ha influito tenacecente sugli atteggiamenti e sulle scelte degli uomini politici di questo secolo, che ha visto due guerre mondiali, due dopoguerra drammatici e il cammino arduo di un’Europa comunitaria. Egli è stato, tra l’altro, l’ispiratore della cooperazione franco-britannica durante la guerra del 14-18, del Victory Program di Roosevelt e dell’alleanza tra Gran Bretagna e Stati Uniti, durante la Seconda Guerra Mondiale; poi, nel secondo dopoguerra, l’ideatore della CECA e della Comunità politica europea.
Parte Prima
SCACCO ALLA FORZA
1940: L’unione totale di fronte al pericolo
I limiti della cooperazione
Un solo Parlamento, un solo esercito
Ultimo tentativo a Bordeaux
Un’infanzia a Cognac
Una città spalancata sul mondo
I luoghi viaggi
1914. Viviani: «Bisogna tentare»
1914-1918: L’azione comune
Gli Executive interalleati
La guerra sottomarina a oltranza
Il pool dei trasporti
Una pace di organizzazione
La Società delle Nazioni
L’inizio di una speranza
«Alla luce dell’interesse generale…»
La Slesia e la Sarre: l’interesse comune
L’Austria: l’azione solidale
Una pace basata sull’uguaglianza
1923-1938: Da Cognac alla Polonia, dalla California alla Cina
Ritorno a Cognac
Lo zloty e il leu
Da San Francisco a Shanghai
1938-1940: Le armi dell’Alleanza
In missione da Roosevelt
Il Consiglio franco-britannico
Roosevelt: aeroplani per l’Europa
L’estremo tentativo
Proseguire la lotta
Washington, 1940-1943: «Il programma per la vittoria»
Uomini al servizio della libertà
L’arsenale delle democrazie
Una superiorità schiacciante
Algeri, 1943: L’unione dei francesi nella guerra
Una missione politica
Ristabilire le leggi della Repubblica
De Gaulle e Giraud
Il Comitato francese di Liberazione nazionale
Il ritorno alla pace
Il riconoscimento del Governo provvisorio
Immaginare la pace
La Francia si rinnova
Un metodo
Un impegno continuo
L’Europa si cerca
Il piano Marshall
Il limite delle capacita nazionali
Londra non risponde
La Germania si muove
Un’azione profonda, reale, immediata…
Le «impasse»
L’esito
La conferenza del piano Schuman
Inventare
Costruire
Nascita di due trattati
La difesa: un solo esercito
L’economia: regole comuni
La comunità all’opera
I pionieri della CECA
La grande prova e la ripresa
Il Comitato d’Azione per gli Stati Uniti d’Europa
Una forza morale, un potere politico
L’Euratom e il Mercato comune
L’unione politica
Verso la confederazione
Il Comitato prende posizione
La Gran Bretagna e la Comunità
L’Inghilterra, necessaria all’Europa
Prima candidatura
primo veto
L’Europa e gli Stati Uniti
Il discorso della Partnership
Le crisi e il riflusso
La fase della pazienza
Il ristagno
Cambia il contesto
Il Consiglio Europeo
Alle fonti del potere
Un inizio di di autorità europea
Le radici della Comunità
Appendice
Risoluzione dei capi di Stato e di Governo riuniti a Lussemburgo in Consiglio europeo l’1 e il 2 aprile 1976
L’Immaginazione nel Bambino
Titolo originale: The Work of the Imagination
Autore/i: Harris Paul L.
Editore: Raffaello Cortina Editore
prima edizione, edizione italiana a cura di Ottavia Albanese, traduzione di Carmen Marchetti.
pp. XVIII-310, Milano
Secondo una lunga tradizione intellettuale, in cui si ritrovano autori eterogenei come Freud e Piaget, la vita immaginativa nella prima infanzia sarebbe primitiva e disorganizzata. Paul Harris, uno dei più illustri psicologi dello sviluppo, si schiera contro questa tradizione, mostrando come la capacità di immaginare possibilità diverse dal reale contribuisca allo sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino; in particolare, l’autore illustra come la capacità di prendere in considerazione tali possibilità sia fondamentale per la formulazione di giudizi morali. Improntato all’interdisciplinarità, L’immaginazione nel bambino analizza una molteplicità di aspetti fondamentali dello sviluppo cognitivo che in genere vengono trattati separatamente. Un contributo di grande interesse per comprendere come il reale, l’immaginario e il magico si intreccino strettamente a costituire la natura stessa della cognizione umana.
Paul L. Harris, docente di Psicologia, si occupa di sviluppo cognitivo ed emotivo e di sviluppo dell’immaginazione. Dopo aver insegnato per più di vent’anni all’Università di Oxford, è attualmente professore all’Università di Harvard. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Il bambino e le emozioni (2000).
Prefazione (Ottavia Albanese)
Ringraziamenti
Introduzione
- Capitolo 1 – Bleuler a Weimar
- Capitolo 2 – Il gioco di finzione
- Capitolo 3 – Il gioco di ruolo
- Capitolo 4 – Immaginazione ed emozioni
- Capitolo 5 – Ragionamento, finzione e dialogo
- Capitolo 6 – Il pensiero controfattuale
- Capitolo 7 – Obblighi e violazioni
- Capitolo 8 – Oltre il possibile
- Capitolo 9 – Linguaggio e immaginazione
Bibliografia
Indice analitico
Indice dei nomi


