Libri dalla categoria Esorcismo
L’Astrologia e l’Avvenire del Mondo
Autore/i: Barbault André
Editore: Xenia Edizioni
traduzione di Stefano Birion e Maria Grazia Piana Comini.
pp. 212, nn. ill. b/n, Milano
L’astrologia mondiale si basa sui transiti dei pianeti per prevedere il futuro del mondo e i fatti epocali destinati a verificarsi nella storia dell’umanità. Essa concepisce il destino della Terra come governato da un immenso orologio le cui sfere sono i pianeti. Ma non è facile leggere le ore su un quadrante così complesso: molte indicazioni sono ambigue e perciò molti eventi rimarranno sempre imprevedibili. Vi sono stati in questo campo trionfi e sconfitte: se, da un lato, gli astrologi non riuscirono a prevedere lo scoppio della seconda guerra mondiale, dall’altro fu lo stesso Barbault, l’autore di questo libro, a prevedere con ben 34 anni di anticipo il crollo del comunismo. Per colmare queste lacune egli offre alcune indicazioni scientifiche che permetteranno all’astrologia mondiale di diventare sempre più credibile ed efficace.
Il libro è perciò una testimonianza d’eccezione sull’avventura dell’astrologia mondiale, fra luci e ombre, gratificazioni e amarezze, sempre rievocate con lucida razionalità. Con uno stile estremamente vivo, l’autore analizza le opere degli astrologi medievali, a cui si devono i principi generali dell’astrologia mondiale, e su queste basi esamina con rigore scientifico e ricchezza di materiali l’attuale situazione europea e il futuro politico e sociale del mondo. Il libro si conclude con un ampio sguardo su ciò che ci aspetta nei prossimi decenni senza i cupi allarmismi o i facili ottimismi, che sono invece consueti in campo astrologico.
Cristina Belgiojoso
Autore/i: Archer Brombert Beth
Editore: dall’Oglio Editore
introduzione dell’autrice, traduzione dall’inglese di Hilia Brinis.
pp. 484, nn. tavv. b/n f.t., Milano
In questa importante biografia rivive una delle più straordinarie e celebrate personalità del diciannovesimo secolo, la principessa Cristina Belgioioso. Di grande bellezza, sposata giovanissima a un principe scialacquatore, a vent’anni abbandonò il marito e fuggi a Parigi, dove arrivò senza un soldo nel 1831, riuscendo peraltro in pochi mesi a catturare l’immaginazione di artisti, poeti e uomini politici.
Donna fatale, emissaria di capi di Stato, abile sostenitrice di idee e cause, la principessa divenne presto simbolo di indipendenza femminile e politica rivoluzionaria. La sua bellezza, il suo spirito, la sua penna, la sua generosità affascinarono alcuni degli uomini più illustri del suo tempo, e le valsero al tempo stesso l’inimicizia di rivali gelose e corteggiatori delusi. Il suo salone era un punto d’incontro per le principali personalità di quell’epoca romantica. Nonostante soffrisse di disturbi cronici, divenne un’intrepida viaggiatrice, una brillante giornalista, un’artista affermata. Patrocinò la causa dell’unità d’Italia davanti a sovrani e ministri, organizzò un’assistenza ospedaliera durante l’assedio di Roma (cinque anni prima che Florence Nightingale si assumesse un compito analogo nella guerra di Crimea), scrisse ampiamente di politica, storia e teologia. Fu un’ardente femminista (suscitando scandalo ai suoi tempi al pari della sua grande contemporanea George Sand), facendo in modo di condurre una vita libera, innalzando la propria figlia illegittima ai più alti onori sociali, riuscendo al tempo stesso a mantenere la sua dignità di principessa e di donna.
In questa biografia di rilievo di Beth Archer Brombert, Cristina appare e riappare nei molteplici specchi della sua personale visione e di quella dei suoi contemporanei. I capitoli dedicati ai giganti del suo tempo rivelano come apparve agli occhi di Balzac e Henry James (che la prese a modello nei suoi romanzi, al pari di Disraeli e e Gautier, tra gli altri), Lafayette e Liszt (che l’amò profondamente), Heine e Musset (che la idolatrò ). Le loro lettere, virtualmente sconosciute, aiutano a ricreare quest’esistenza straordinaria. Facendo rivivere il clima politico e culturale dell’Europa post-napoleonica, l’autrice ci offre il primo, completo ritratto di questa donna affascinante di grande bellezza, forte personalità e notevole originalità di mente e spirito, conosciuta ai suoi contemporanei e nel suo secolo come la «Musa romantica».
Beth Archer Brombert, vissuta in Francia e in Italia, risiede ora a Princeton nel New Jersey con il marito e due figli.
Trattato della Reintegrazione degli Esseri
Nelle loro primitive proprietà virtù e potenza spirituali e divine
Autore/i: De Pasqually Martinez
Editore: Editrice Amenothes
traduzione di C. M. Aceti, presentazione di Francesco Brunelli.
pp. 216, ill. b/n, Genova
Il «Trattato sulla reintegrazione degli esseri» che l’Ordine Martinista Antico e Tradizionale e la Editrice «Amenothes» hanno l’onore di pubblicare, è la prima edizione in lingua italiana della dottrina segreta data da Martinez de Pasqually ai suoi Eletti Cohen dell’Universo. Non andiamo errati se crediamo che ciò rappresenti un avvenimento nel campo della cultura esoterica ed anche di quella filosoficà in Italia, che sino ad oggi era priva di tale documento peraltro difficilmente reperibile per moltissimi anni anche in lingua francese.
Il «Trattato» compilato da Martinez, rivisto qua e là dal suo discepolo Louis Claude de Saint-Martin, veniva dato solo per farne copia manoscritta e non fu stampato che nel 1899 cento e più anni dopo la morte del Maestro, per opera di René Philipon da un manoscritto in possesso di Jacques Matter nipote di Rodolfo de Salunann, Eletto Cohen, Gran Professo dell’Ordine dei Cavalieri Benificenti della Città Santa con il nome di Eques ab Hedera, ed amico di Louis Claude de Saint-Martin.
Solo nel 1972 il «Trattato» fu riedito in Canadà in una edizione privata riservata ai membri degli Ordini Martinisti. Nel 1974 presso le «Editions Traditionnelles» viene nuovamente stampata, riproducendola integralmente, l’edizione del 1899 ed infine in occasione del bicentenario della morte di Martinez viene pubblicata una nuova edizione curata da Robert Amadou in due versioni l’una che è rigorosamente identica a quella del 1899 proveniente dal manoscritto Matter, l’altra proveniente dal manoscritto Kloss. Perché le due versioni? L’Amadou scrive: «Queste due versioni esprimono frase per frase le stesse idee, ma sono esposte assai differenternente. E’ come se due persone avessero voluto dire la stessa cosa, ma sistematicamente si sono serviti di parole e di giri di frasi dissimili. Una versione è massonizzante … infatti essa usa la parola uomo, là dove prima usa la parola massone …. ». Al giorno d’oggi sono conosciuti solo cinque manoscritti del «Trattato». Essi sono il ricordato «Matter» verosimilmente bruciato con altri importanti documenti dai tedeschi durante l’occupazione della Francia nella seconda guerra mondiale ed il «Kloss» conservato nella Biblioteca del Grande Oriente d’Olanda.
Presentazione
Leggenda della figura di Martinez De Pasqually
Glossario
Indice analitico
I Compagni della Ierofania
Movimenti culturali e metafisici nella Parigi Martinista fra XIX° e XX° secolo con aggiunta di testi storici rari sulla storia del Martinismo
Autore/i: Michelet Victor-Émile
Editore: Firenzelibri
introduzione, traduzione e note di Ovidio La Pera.
pp. 226, Reggello (FI)
Ierofania vuol dire “manifestazione del sacro”, da Hiéros “sacro” e phanein, “manifestare”. Da Hiéros proviene anche la parola Ierofante, che era il sacerdote di Demetra nei Misteri Eleusini. Nei “Compagni della Ierofania” vi è una preziosa testimonianza di un periodo storico in cui il pensiero filosofico riprendeva le vie della tradizione dopo l’illuminismo, che aveva rigettato le scorie temporali di ciò che era ormai decaduto, degenerato e morto. “I Compagni della Ierofania” furono i protagonisti di una rivoluzione, vale a dire di un ritorno alle origini, ad un punto di partenza tradizionale, in cui materia e spirito non sono termini antitetici, ma espressioni unitarie della vita dell’umanità. L’autore, Victor-Emile Michelet, (1861-1938), eletto anche Gran Maestro nel 1932 dell’Ordine Martinista, fu una presenza costante e preminente, nel “milieu” di ermetisti, magisti, letterati e poeti, ed un testimone del Rosaire des Mages che produsse, in poco tempo, una fioritura di Ordini che esplorarono e praticarono branche particolari, ma affini, alla Rosa+Croce. Egli descrive gli avvenimenti, gli aneddoti i personaggi nella loro realtà umana, nelle piccole eccentricità, nella quotidianità delle emozioni e negli errori cui nessuno può sfuggire, consolandoci così nella nostra secondarietà e minorità di epigoni e di seguaci della loro stessa via spirituale. Così, questo libro dalla lettura rasserenante e gradevole, apparentemente lontano dalla gravezza di un saggio filosofico, acquista valori di profondità di pensiero iniziatico e di segnacolo vero verso il perseguimento di una via spirituale.
Il volume è stato ulteriormente arricchito con la pubblicazione di testi rari ed introvabili sulla storia del Martinismo – scritti dai protagonisti stessi – e che produrranno una maggior comprensione dei movimenti metafisici che caratterizzarono la fine del XIX° secolo e l’inizio del XX°.
La loro lettura e meditazione saranno inoltre utili a rintracciare le radici degli attuali movimenti neospirituali, spesso degenerati e lontani dalla loro origine.
Lessico dei Simboli Medievali
Autore/i: Beigbeder Olivier
Editore: Editoriale Jaca Book
prefazione dell’autore, fotografie di Zodiaque, traduzione di Elio Robberto.
pp. 308, 155 tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Milano
All’interno della serie di volumi di sintesi sulla civiltà medievale e sull’arte romanica che la esprime, questo testo si colloca quale ideale prosecuzione e complemento de «I simboli del medioevo». Laddove quello rappresentava una introduzione di ampio respiro a guardare il mondo e le cose con gli occhi di un uomo del medioevo, quest’opera tenta un approccio più organico alla materia sterminata della simbologia medievale, attraverso la forma del Lessico, ordinato per ampie voci alfabetiche ricche di riferimenti reciproci, con un ricchissimo corredo di illustrazioni e disegni.
L’impresa non è delle più facili: nel mondo dei simboli occorre infatti rassegnarsi a non possedere altro che delle prove relative, e a non disporre mai di sicurezze assolute; ogni pretesa in tal senso non rispetterebbe uno dei tratti fondamentali del simbolo stesso: l’ambiguità, la possibilità di essere letto in modi diversi, spesso opposti.
Il lettore non troverà qui un repertorio completo delle figurazioni simboliche del medioevo, ma la ricchezza di stimoli interpretativi che questo testo offre e davvero fuori dell’ordinario, e chiama il lettore a verificarli nell’esame delle opere romaniche a lui più familiari, imparando da questo «gioco» un modo diverso di guardare l’arte medievale e di comprenderne la ricchezza.
Il Mercante di Prato
Francesco Di Marco Datini
Autore/i: Origo Iris
Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani
prefazione di Luigi Einaudi, traduzione di Nina Ruffini.
pp. 336, 25 tavv. a colori e b/n f.t., Milano
Iris Origo narra la vita e i fatti dell’uomo Datini, del mercante Francesco di Marco Datini, al quale Prato riconoscente ha eretto un bel monumento nella sua piazza principale: l’uomo Datini quale vien fuori dai suoi ricordi, dalla sua corrispondenza, avido di guadagno, deliberato ad arricchire, non mai contento della fortuna accumulata, che sarebbe grande anche ai tempi nostri, sospettoso dei fattori, commessi, servitori, mezzadri.
«Pochi libri di storia vera, seria, non romanzata, reggono, per attitudine ad ammaestrare sui tempi e sugli uomini ed a costringere ad andare sino alla fine quasi fosse un gran romanzo, al paragone di questo, che per il solo“ merito di amare le vecchie carte ed i libri ben costrutti, ho l’onore di presentare al pubblico italiano.» (Luigi Einaudi)
Prefazione
Nota dell’Autore
Nota alla traduzione
Introduzione
PARTE PRIMA
LA MERCATURA
- Avignone
- Prato e l’Arte della Lana
- I Fondaci
- Le Compagnie Mercantili
- Il Guadagno
PARTE SECONDA
LA VITA DOMESTICA
- La Vita Coniugale
- La Famiglia
- L’Amico di Famiglia
- La Casa
- La Villa
- Quadernacci e Ricordanze
- La Mensa e i Ricettari
- Le Mode
- La Fine
Appendici
Fonti e Bibliografia
Note
Indice dei nomi e delle materie principali
Riflessioni sul Buddhismo
Importanza per gli Occidentali della dottrina e dei metodi del Buddhismo
Autore/i: Lama Anagarika Govinda
Editore: Edizioni Mediterranee
prefazione di Advayavajra, introduzione dell’autore, traduzione di Stefania Bonarelli.
pp. 256, 8 disegni b/n, Roma
Un’opera di straordinaria chiarezza che illumina sui principi e sulla pratica del buddhismo originario.
Lama Anagarika Govinda è penetrato nei segreti della sapienza dell’Estremo Oriente e nella tradizione meditative del buddhismo come nessun altro studioso occidentale. Le sue opere sulla teoria e sulla pratica del buddhismo hanno contribuito pertanto in maniera sostanziale a far conoscere e a diffondere in Occidente questa “religione senza dogmi”. In questo libro egli espone la sintesi delle sue esperienze sulla via buddhista della libertà, da lui non solo studiata, ma percorsa anche personalmente in maniera esemplare. E proprio attingendo alla sua esperienza personale, egli evidenzia il ruolo che il buddhismo può avere per il pensiero e per l’autorealizzazione di quanti appartengono alla cultura occidentale. Da queste pagine appare chiaro il motivo per il quale gli scienziati occidentali si richiamano sempre più frequentemente alla filosofia, alla cosmologia e alla metafisica del buddhismo, di cui la scienza moderna risente sempre più fortemente l’influsso. Il libro è caratterizzato da convincente scientificità, da notevole forza espressiva e da una sapienza conseguita nel corso di una intera vita attiva e contemplativa allo stesso tempo. Ne emerge uno spirito che esprime con grande comprensione e responsabile umanità, anche laddove l’autore dissente da cristallizzazioni dogmatiche, sia pure sostenute da tradizioni di antica data.
Lama Anagarika Govinda è nato in Germania nel 1898. Dopo aver studiato filosofia, arte e archeologia in Europa, il suo interesse per il Buddhismo Pali e per la vita monastica lo condusse a Ceylon e in Birmania, ma alla fine si stabilì in India, dove per molti anni è vissuto ai piedi dell’Himalaya diventando membro dell’Ordine Buddhista Tibetano.
Oltre il Senso del Luogo
L’impatto dei media elettronici sul comportamento sociale
Autore/i: Meyrowitz Joshua
Editore: Baskerville
prefazione dell’autore, traduzione di Nadia Gabi.
pp. 602, Bologna
Come si è modificata nell’uomo moderno l’idea dello spazio dopo l’apparizione dei media?
Come percepiamo la realtà del luogo in cui siamo, se possiamo azzerarla così facilmente? Che cosa è qui? Che cosa è lontano?
Le nuove tecnologie hanno annullato in molte circostanze l’esistenza dello spazio fisico: la radio, il telefono, la televisione, il fax hanno cancellato le distanze e, anche nelle relazioni interpersonali, lo spazio è spesso percepito come inesistente. La nostra mappa delle relazioni spaziali si e modificata, tanto che ci risulta più facile parlare con un amico a New York rispetto al signore della porta accanto. Il libro di Meyrowitz è un testo fondamentale sulla comunicazione di massa che ha travalicato gli ambiti specialistici ed è diventato argomento di discussione sui giornali e sulla stampa periodica.
Nel 1986 quest’opera ha vinto il premio della Broadcast Education Association come miglior testo sulla comunicazione e la stampa americana ha paragonato l’importanza del lavoro di Meyrowitz alle ricerche di Marshall McLuhan.
“C’è abbastanza materiale in questo libro per porre, giustamente, Meyrowitz sullo stesso scaffale – e sullo stesso piano – di Marshall McLuhan… Le applicazioni della tesi fondamentale dell’autore sono pressoché universali… La sua teoria chiarisce tanto e tanto facilmente”. (The Philadelphia Inquirer)
“Quasi ogni paragrafo contiene una frase illuminante, una nuova angolazione, un esempio, un’intuizione”. (Whole Earth Review)
Joshua Meyrowitz è docente di Comunicazione all’Università del New Hampshire.
Totem e Tabù
1913
Autore/i: Freud Sigmund
Editore: Fratelli Melita Editori
premessa e prefazione dell’autore.
pp. 176, La Spezia
«….L’uomo primitivo è in un certo senso nostro contemporaneo; ancora oggi esistono uomini che noi consideriamo molto vicini ai primitivi – molto più vicini, comunque, di quanto lo siamo noi – e nei quali scorgiamo gli eredi diretti e i rappresentanti dei nostri predecessori. È così che noi consideriamo i popoli cosiddetti selvaggi e semiselvaggi, la cui vita psichica riveste per noi un interesse particolare, se ammettiamo che si possa intenderla come uno stadio anteriore e ancora indivisibile dalla nostra stessa evoluzione. Se si accettano questi presupposti, un esame comparato della psicologia dei popoli primitivi, come la concepisce l’etnologia, e della psicologia del nevrotico come la concepiamo noi mediante la psicoanalisi, dovrà segnalare non poche concordanze, e permetterci di osservare in una nuova luce fenomeni che già conosciamo.»
I saggi antropologici dei cosiddetti anni della maturità che si collocano tra gli interventi capitali del maestro relativi ai nuovi campi dell’incursione analitica.
Sigmund Freud (1856-1939) pubblica nel 1899 L’interpretazione dei sogni, l’opera che svela i meccanismi di funzionamento dell’inconscio: è la nascita della psicoanalisi, di cui gli scritti della maturità innalzeranno l’edificio dottrinale. L’edizione delle sue Opere è apparsa presso Bollati Boringhieri a cura di Cesare L. Musatti (12 voll. 1966-1980).
Premessa
Nota biobibliografica
TOTEM E TABÙ
Alcune concordanze nella vita psichica dei selvaggi e dei nevrotici (1913)
Prefazione
- L’orrore dell’incesto
- Il tabù e l’ambivalenza dei Sentimenti
- Animismo, magia e onnipotenza dei pensieri
- Il ritorno del totemismo nell’infanzia
La Cina
Tremila anni di civiltà
Autore/i: Schreiber Hermann
Editore: Garzanti Editore
prima edizione.
pp. 320, 41 tavv. a colori e b/n f.t., 7 cartine b/n, Milano
Che la civiltà cinese sia rimasta sostanzialmente immobile e uguale a se stessa per un lungo arco di secoli, e sino agli sconvolgimenti recenti, è una favola in gran parte alimentata proprio da noi occidentali; è vero, tuttavia, che essa si distingue dalle altre grandi civiltà storiche per un corso più lento e uniforme, povero di fratture violente e di sommovimenti improvvisi. Per questo è forse più facile descriverla nei suoi elementi durevoli, e quasi abbracciarla in un solo sguardo, dalla preistoria a Mao Tse-tung, come fa Hermann Schreiber in questo volume. La Cina conobbe la carta, la stampa e la polvere da sparo prima dell’occidente, ma queste realtà, che altrove si sarebbero dimostrate capaci di operare trasformazioni irresistibili, sembrano sfiorarla appena, senza lasciare un segno profondo; fu patria di pensatori e scrittori incomparabili, come Confucio e Lao-tze, e tuttavia le idee di questi grandi, più che ad agitarne e ad accelerarne il corso della storia, sembrano congiurare nel placarlo e nel renderlo stabile; infatti la Cina, nonostante fosse un grande stato centralizzato e burocratico, non tese mai veramente a espandersi oltre i confini dell’universo cinese. Immensa, isolata e autosufficiente, sostenuta da un’etica comune, ma non da una comune religione come la intenderemmo noi, la Cina tradizionale costituisce un enigma storico, di cui Schreiber interroga le figure salienti: i contadini, impegnati dalla preistoria a oggi nella vasta impresa organizzata di canalizzazione delle acque e di irrigazione dei terreni; gli artigiani, capaci di opere di una raffinatezza senza uguali; i maestri, i sapienti e i letterati; gli imperatori, i generali, i funzionari; i poeti, alcuni dei quali fra i massimi di tutti i tempi e, non potevano mancare, i ribelli.
Hermann Schreiber, viennese, è autore di romanzi e di opere di divulgazione. Nel 1968 il Presidente della Repubblica Austriaca gli ha conferito il titolo di dottore honoris causa. Il suo libro Gli unni, pubblicato in questa stessa collana, è stato un bestseller internazionale.
Una premessa sulle omissioni
I
Preistoria e protostoria (fino al 221 a.C.)
Il Fiume Giallo
Prìncipi e maestri
Un reperto a tre piedi
I veloci Chou
I saggi erranti
I Regni Combattenti
II
L’era dei grandi imperatori (221 a.C.-1368 d.C.)
La scoperta dell’Occidente
La seta e la morale
Eunuchi e « turbanti gialli »
Tre regni, tre religioni
L’imperatore e il poeta
Chang-An, la città ridotta alla fame
I mongoli: ovvero la politica della porta aperta
III
Le dinastie Ming e Manciù (1368-1911)
Gli imperatori Ming e i khan Manciù
« Fiori di susino nel vaso d’oro »
L’epoca delle società segrete
IV
La lunga marcia verso una nuova epoca (dal 1912 a oggi)
Le tappe della rivoluzione
Il cammino della grande armonia
Epilogo: un modello cinese?
Appendici
Indicazioni bibliografiche
Appendice bibliografica
Tabella cronologica
Indice analitico
Massaggio Zonale
Nei piedi vi sono le corrispondenze di tutti gli organi interni del nostro corpo; il massaggio di particolari zone è una piacevole ed efficace terapia
Autore/i: Erede Clara Bianca
Editore: Red Edizioni
disegni di Paolo Giomo, fotografie di Maurizio Rosenberg Colorni.
pp. 128, nn. ill. e foto b/n, Como
Il massaggio zonale è basato sui principi della riflessologia (come è stata sviluppata negli Stati Uniti all’inizio del secolo), secondo la quale particolari zone della superficie del corpo sono collegate (per via riflessa) ai vari organi interni, anche se molto distanti.
Conoscendo la mappa delle zone localizzate nel piede, con un massaggio su queste si agisce sull’energia bloccata che provoca disarmonia (malattia) nell’organo corrispondente, ristabilendo l’equilibrio (salute).
Anche questo metodo fa parte di antiche terapie usate decine di secoli la in Cina e in India, che i paesi occidentali vanno riscoprendo in un tentativo di uscire dalle pastoie limitanti di una medicina riduttivista, impersonale e tecnologizzata.
Con la presentazione di questo metodo, viene offerto il risultato di un’affascinante, ricerca, nella speranza di aggiungere un gradino alla scala che conduce all’autosufficienza.
Perchè si Vive
Una chiara visione delle vere ragioni per le quali l’uomo esiste e vive
Autore/i: Glissenti Giuseppe
Editore: Casa Editrice Meb
prefazione di Marco Todeschini.
pp. 250, Padova
Una visione sconvolgente delle vere ragioni per le quali l’universo esiste e vive. Non è la proposta di una teoria nuova; al di là delle concezioni filosofiche e religiose ci troviamo piuttosto di fronte alla conclusione fredda e logica che balza evidente dal confronto delle realtà tangibili, delle intuizioni intellettuali dei grandi pensatori, delle scritture sacre d’ogni religione.
Questo libro è stato scritto per coloro che si chiedono perché si vive, epperciò non indulge a speranze illusorie; esso mette di fronte a certezze irrevocabili che la psicobiofisica, la scienza unitaria, almeno sul piano fisico conferma sperimentalmente.
L’autore, bresciano, espone il suo pensiero con stile scarno ed essenziale, proprio della sua gente, e riesce a far leggere la sua opera con diletto, pur se la materia che tratta è terribilmente seria.
Lo Straordinario Potere dei Nostri Sensi
Guida all’uso – Le neuroscienze hanno scoperto i nostri superpoteri
Autore/i: Rosenblum Lawrence D.
Editore: Bollati Boringhieri Editore
prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Francesca Gerla.
pp. 464, Torino
Ricerche recentissime hanno dimostrato che i nostri sensi funzionano insieme, condividono effetti percettivi, si influenzano l’un l’altro, compensano reciprocamente le eventuali deficienze, al punto che il nostro cervello non ha interesse a sapere se al momento reclutiamo questa o quell’area sensoriale: l’essenziale è orientarci nel mondo. Ogni giorno siamo dunque in grado di udire e annusare le forme, toccare le parole, vedere gli oggetti con la lingua, assaggiare gli odori. Possiamo permetterci il lusso dell’autocoscienza proprio perché appena sotto la sua soglia agisce un retaggio evolutivo che ci fa muovere con la sicurezza dei pipistrelli, fiutare il prossimo come i cani, utilizzare il tatto per procura alla stregua dei ragni. Lawrence D. Rosenblum ci svela a noi stessi attraverso una sarabanda trascinante di esperienze quotidiane e di casi non comuni, ed è bravissimo nel ricondurre sia le prime sia i secondi alla stessa origine nei meccanismi basilari della percezione implicita. Essi hanno del miracoloso non solo quando si attivano nei ciechi che vanno in mountain bike, giocano a baseball o dipingono, ma anche ogni volta che si traducono nei gesti apparentemente banali di cercare le chiavi in tasca o mangiare delle patatine, e nei comportamenti più coinvolgenti quali la scelta del partner. Nessun gesto umano è troppo arduo o elementare per i magnifici cinque e per il loro sodalizio multisensoriale: grazie a Rosenblum adesso ne abbiamo le prove.
«Dopo aver letto questo libro avvincente, vi sorprenderà tutto quello che i vostri sensi sono in grado di fare». (New Scientist Magazine)
Lawrence D. Rosenblum insegna Psicologia alla University of California (Riverside) e vive a Los Angeles. Le sue ricerche sulla lettura delle labbra e sull’integrazione multimodale sono state sostenute dalla National Science Foundation e dal National Institute of Health, e quelle sull’avvisamento acustico delle automobili ibride dalla National Federation of the Blind. È coautore di una cinquantina di articoli specialistici sulla percezione.
Grazia e Grinta
La malattia mortale come situazione di crescita
Autore/i: Wilber Ken
Editore: Cittadella Editrice
seconda edizione, presentazione di Sandro Spinsanti, traduzione di Anna Rita Vignati.
pp. 494, 2 foto b/n, Assisi
Ken Wilber è noto come pioniere e divulgatore carismatico di quell’indirizzo della psicologia umanistica che studia le forme della coscienza, ovvero la dimensione transpersonale dell’uomo. Con «Grazia e grinta», il più personale e sofferto dei suoi libri, ci fa partecipare alla crescita della coscienza legata a cinque anni di lotta contro il cancro, annuriciatosi nella giovane moglie Treya all’indomani delle nozze.Treya e Ken Wilber si oppongono al male con tutte le risorse della medicina e della psicologia, con la meditazione e le terapie alternative, con il legame d’amore che stringe la coppia e con la solidarietà della famiglia e degli amici.
Conosceranno anche la devastazione che questa lotta comporta, sia in colei che la conduce come malata, sia in chi è chiamato a diventare la figura di supporto.
Alla fine Treya s’arrenderà al male. Ma senza essere sconfitta. La morte sarà piuttosto assunta nella sua coscienza, diventando una tappa della crescita transpersonale tanto di colei che la subisce, quanto di colui che l’ha accompagnata in questo cammino.
L’approccio classico alla morte proposto dalla philosophia perennis acquista così una insospettata attualità nell’epoca della medicina tecnologica.
I Tarocchi e la Cartomanzia
Dalla lettura all’interpretazione, alla divinazione
Autore/i: Le Scouézec Gwen
Editore: I libri di Gulliver
pp. 192, nn. ill. b/n, Roma
Uno degli aspetti più spettacolari dell’occasione divinatoria, scrutata e rivelata per tramite di archetipi universali, attraverso la pratica delle carte.
Arte mantica tra le più moderne – nasce come tale alla fine del secolo xv – la cartomanzia si ricollega tuttavia alla divinazione mediante dadi o aliossi, d’origine infinitamente più remota nei tempi: ne risulta una disciplina antica eppure attuale, certamente legata – tramite rapporti analogici essenziali – alle esigenze simboliche più nascoste dell’essere.
Analisi dell’inconscio e magia bianca sembrano così fondersi in una tecnica la cui risoluzione è in gran parte legata alle capacità intuitive dell’esperto come del neofita: entrambi troveranno nella trattazione dell’argomento (approfondita, ma – ove necessario – didattica) tutti gli elementi per un’interpretazione non convenzionale di quelle realtà che troppo spesso si sottraggono ad una rigida investigazione scientifica.
I Sumeri
Autore/i: Uhlig Helmut
Editore: Garzanti Editore
prima edizione, traduzione dal tedesco di Gianni Pilone Colombo.
pp. 288, 26 tavv. b/n f.t., 6 disegni b/n, Milano
I sumeri crearono, intorno al 2800 a.C., la prima grande civiltà dell’umanità in Mesopotamia, fra il Tigri e l’Eufrate.
Di dove provenissero, nessuno lo sa.
Scavi condotti nella valle dell’Indo accennano a paralleli fra la civiltà sumerica e le civiltà protostoriche del subcontinente indiano. Unica cosa certa è che, a differenza dei popoli loro succeduti nel Vicino Oriente, i sumeri non erano semiti. Dalle genti semitiche degli accadi, dei babilonesi e degli assiri, essi si distinguono soprattutto per uno scarso interesse alle conquiste militari. Il loro contributo alla storia universale non consiste nella fondazione di un grande impero, né i loro principi si vantano di aver sottomesso un gran numero di popoli o di aver esteso il proprio dominio in ogni direzione.
I sumeri immigrati in Mesopotamia arginano i fiumi, ne convogliano le acque nei campi per mezzo di canali, innalzano i primi grandi templi e inventano, contemporaneamente agli egizi, la scrittura. Essi «inventano» inoltre quasi tutti i temi e i motivi dell’arte e della poesia seguente, dell’Asia Anteriore (Epopea di Gilgamesh). Originale è pure il loro ordinamento sociale; la terra e i suoi frutti appartengono a dio: il re, suo sommo sacerdote, non è che l’amministratore e il legittimo distributore di tutti i beni. La concezione del dio Tammuz, che muore e risorge, si riflette per millenni in quelle di molte religioni.
Il paese di Sumer (nell’odierno Iraq) è stato riscoperto solo agli inizi del nostro secolo. Helmut Uhlig narra le avventure degli scavi e illustra, sulla base dei sensazionali ritrovamenti, come si sia formata a poco a poco l’attuale immagine dei sumeri. Col procedere della ricerca archeologica otteniamo così un’immagine precisa del popolo degli albori della storia.
Il testo è illustrato da tavole e cartine.
Nato a Chemnitz nel 1922, Helmut Uhlig ha studiato storia, letteratura e storia dell’arte.
Collaboratore di vari giornali e riviste, dirige una università popolare e un istituto d’arte a Berlino Ovest.
Dell’Amore Immortale
Autore/i: Scaligero Massimo
Editore: Edizioni Tilopa
pp. 320, Roma
Trama dell’opera, la più significativa forse di Massimo Scaligero, è il darsi del ritmo secondo la propria spontaneità metafisica, il cui volitivo accoglimento, per il lettore, comincia già a esserne l’esperienza. L’argomento sboccia così come forma del ritmo che via via lo trama, sicché forma e contenuto divengono, l’uno per l’altro, reciprocità sonora: il consueto schema della forma a determinarsi per il contenuto, secondo l’ordine di necessità proprio all’intellettualità meccanica, è superato dalla sorgività intuitiva dissipante l’antico dualismo.
L’«Amore Immortale» non è l’oggetto della trattazione, bensì il soggetto. Sperimenta se stesso come fluire della Forza che silenziosamente si dona in chi sappia ad essa coscientemente aprirsi.
L’opera si svolge secondo il triplice orientamento del pensare, del sentire e del volere e le correlative tecniche liberatrici, essenzialmente tutte riconducibili alla segreta sintesi del puro percepire come soglia dell’Amore.
- Del Volere che ama
- L’essere dell’Amore
- La Luce della forma
- Il giuoco di Luce delle tenebre. La brama
- Non senso e senso della voluttà
- Rattenimento e liberazione imaginativa
- L’asse di Luce. La saggezza spinale
- Le forze della meditazione
- Del pensiero folgorante
- Le forme della paura: le metafisiche morte
- Resurrezione del sentire. La vita della Luce
- La calma
Appendice n. 1
Appendice n. 2
Corso di Ipnosi in 13 Lezioni
Come trasformarsi in abili ipnotisti utilizzando l’esperienza diretta di molti che già lo sono divenuti – Come imparare l’auto-ipnosi ed ottenere il meglio di Sé
Autore/i: Airaudi Oberto
Editore: Casa Editrice Meb
prefazione dell’autore.
pp. 192, ill. b/n, Padova
Questo libro nasce dalle «tesi d’ipnosi» di decine di allievi dei corsi tenuti dall’autore, corrette ed ampliate dall’insegnante stesso. Si è avuta cura di utilizzare le intuizioni e le esperienze dirette degli ipnotisti, al fine di risolvere quei punti, particolarmente importanti, che spesso «mettono in difficoltà» gli allievi. Troverete cosi un testo facile da seguire ma completo, un vero e proprio «maestro in casa» che vi dirà tutto quanto è veramente utile per divenire ipnotisti.
Oberto Airaudi è nato a Balangero (Torino) il 29 maggio 1950.
Già da bambino comincia a mostrare insolite capacità che coltiva per molti anni. Innumerevoli sono gli episodi, riportati da vari settimanali, che lo riguardano e nei quali si manifestano i suoi «poteri paranormali».
Svolge l’attività di guaritore, ha fondato una scuola ove si applicano i suoi metodi curativi (gli studi della «Scuola Airaudi»), è presidente-fondatore del Centro di Ricerche Parapsicologiche ed Esoteriche Horus, che conta sedi in tutta Italia ed è oggi uno dei maggiori centri d’Europa.
Inoltre è uno dei fondatori della Comunità di Mamanhur, dove si applicano, esperimentano ed insegnano particolari filosofie di vita.
Da molti anni insegna ipnosi al centro Horus ed i suoi corsi sono affollatissimi (anche se la selezione è rigorosa) in quanto i metodi impiegati nell’insegnamento riescono a trasformare chiunque in un valido ipnotista.
Contro i Falsi Medici
Sette Autodifese
Autore/i: Paracelso
Editore: Editori Laterza
introduzione e cura di Massimo Luigi Bianchi.
pp. XLII-100, Bari
Un’autodifesa contro la corporazione di appartenenza che è anche una denuncia dell’incompetenza, della corruzione e della venalità della classe medica del Rinascimento.
Al di là delle gustose notazioni sugli usi del tempo, il libro ricapitola i princìpi fondamentali della medicina di Paracelso, consentendo un colpo d’occhio rapido ma complessivo sulle idee e la personalità di chi fu designato dai contemporanei come il «Lutero dei medici».
Theophrast von Hohenheim detto Paracelso (Einsiedeln 1493 – Salisburgo 1541), medico, naturalista e filosofo, insegnò medicina all’Università di Basilea, ma fu costretto, a causa dei contrasti con i colleghi e con i farmacisti, ad abbandonare la città. La sua opera è stata determinante nell’evoluzione del pensiero medico, particolarmente in Germania.
Introduzione di Massimo Luigi Bianchi – Prefazione al lettore del dottissimo signore Aureolus Theophrastus von Hohenheim, dottore in entrambe le medicine; Prima autodifesa riguardante l’invenzione di una nuova medicina da parte del dottor Theophrastus; Seconda autodifesa a proposito delle nuove malattie e dei nuovi nomi del predetto dottor Theophrastus; Terza autodifesa riguardo alla scrittura di nuove ricette; Quarta autodifesa riguardante le mie peregrinazioni; Quinta autodifesa sul rifiuto dei falsi medici e della loro compagnia; Sesta autodifesa a giustificazione dei suoi modi eccentrici e del suo carattere iracondo; Settima autodifesa come neppure io sappia, possa e sia capace di fare tutto ciò che a ciascuno è o sarebbe necessario; Epilogo
Il Sé Transpersonale – Psicologia e Meditazione Yoga-Vedānta
Il cammino dello sviluppo transpersonale nelle sue implicazioni con la consapevolezza, il benessere psicologico, l’eticità, nella testimonianza di un ricercatore
Autore/i: Boggio Gilot Laura
Editore: Edizioni Āśram Vidyā
prefazione dell’autrice.
pp. 232, Roma
Nell’aspirazione alla comprensione della totalità della vita, sia a livello macrocosmico che microcosmico, la psicologia transpersonale non si limita allo studio di ciò che è oggettivamente verificabile, ma si spinge anche alla considerazione delle realtà superiori esperibili solo soggettivamente e che pertanto, sfuggendo a ogni codificazione scientifica, sono state sinora collocate quasi esclusivamente nell’area della mistica e della metafisica. In quest’opera, nata da personali esperienze, l’autrice ha tracciato un modello del Sé e della psiche, unificando le conoscenze scientifiche e quelle del Vedānta, e ha proposto un percorso conoscitivo ai fini della comprensione della natura umana nella sua totalità.
Laura Boggio Gilot è psicologo clinico e psicoterapeuta. Dopo una personale esperienza di psicologia analitica, ha compiuto training didattico con la Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica della quale è socia ordinaria.
Studiosa di filosofia orientale, esponente dell’International Transpersonal Association, ha tenuto in Italia e negli Stati Uniti seminari e corsi di psicologia transpersonale, unificando le linee della tradizione scientifica occidentale con la tradizione filosofica orientale nello studio della psicoterapia e della coscienza. Nel 1988 sotto la sua presidenza è stata fondata a Roma l’Associazione Italiana di Psicologia Transpersonale (AIPT), membro della European Transpersonal Association (EUROTRAS) e della International Transpersonal (ITA). La prima iniziativa scientifica dell’AIPT, nell’ambito di uno specifico filone di ricerca della Psicologia transpersonale che è la “Scienza della Coscienza”, è stata la costituzione di un Istituto di Meditazione per la pratica, lo studio e l’insegnamento della Meditazione.
Nel marzo del 1992 l’AIPT ha organizzato, ad Assisi, il “Primo Congresso Italiano di Psicologia Transpersonale”. Ha pubblicato: Psicosintesi e Meditazione, Edizioni Mediterranee, Roma 1963; Uomo moderno e nevrosi, Edizioni Paoline, Roma 1980; Forma e sviluppo della coscienza, Edizioni Āśram Vidyā, Roma 1987, Assisi 1984 e Psicoterapia e Meditazione, Mondadori 1991.


