Libreria Editrice OssidianeLibreria Editrice Ossidiane

La Civiltà del Rinascimento in Italia

La Civiltà del Rinascimento in Italia

Autore/i: Burckhardt Jacob

Editore: Newton Compton Editori

edizione integrale, introduzione di Ludovico Gatto, traduzione riveduta e aggiornata di Domenico Valbusa.

pp. 416, Roma

«Splendido fiore sbocciato in mezzo al deserto»: così Burckhardt definisce il Rinascimento italiano, preso a modello di vita politica e culturale. Profondamente critico nei confronti del proprio tempo, del progresso, dell’ottimismo e delle orgogliose certezze borghesi di cui aveva intuito l’intima fragilità, Burckhardt orienta la propria ricerca verso quest’epoca, considerata in continuo e vitale rinnovamento. Sebbene possa apparire discutibile l’affermazione della maturità e della pienezza storica, in senso moderno, raggiunte dallo Stato rinascimentale, la comprensione reale dello spirito del periodo rende comunque l’interpretazione di Burckhardt straordinariamente organica, e conserva ancora oggi il suo valore. La chiarezza dell’esposizione, l’ampiezza della ricerca e l’unitarietà con cui viene rappresentata ne hanno decretato l’enorme successo.

«Già forse di per sé i contorni ideali di una data epoca culturale si presentano diversamente all’occhio di ciascun osservatore: quando poi si tratti per giunta di una civiltà che, quale madre immediata, continua ad influire sulla nostra, riesce quasi impossibile evitare che ad ogni tratto non si inserisca il sentimento e il giudizio soggettivo tanto di chi scrive, quanto di chi legge.»

Jacob Burckhardt nacque a Basilea nel 1818, da una famiglia legata da lungo tempo alla Comunità protestante della città renana. Studiò teologia, storia, filosofia e storia dell’arte. Fu spesso in Italia e, conteso da diverse università per la sua eccezionale erudizione, accettò l’ordinariato a Basilea nel 1858. Insegnò fino al 1893 e morì nel 1897.

Ludovico Gatto, professore emerito di Storia medievale presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Roma la Sapienza, è autore, fra l’altro, di L’atelier del medievista, Viaggio intorno al concetto di Medioevo. Con la Newton Compton ha pubblicato: La grande storia del Medioevo, Le grandi donne del Medioevo, Storia di Roma nel Medioevo, Gli imperi del Medioevo e Il Medioevo giorno per giorno.

Massaggio Tradizionale Cinese

Massaggio Tradizionale Cinese

Terapeutica, massaggio dei tessuti, manipolazioni articolari, vertebrali e viscerali

Autore/i: Deydier-Bastide Michel

Editore: Edizioni Mediterranee

pp. 288, 80 fotografie e 32 disegni, Roma

Pur facendo parte dei metodi terapeutici della Medicina Tradizionale Cinese, il massaggio costituisce allo stesso tempo una disciplina autonoma che permette di trattare un gran numero di disturbi e sofferenze. Ha un’efficacia notevolissima: mira a ripristinare la mobilità, a ridurre le tensioni dei tessuti, a migliorare la circolazione dell’energia e dei liquidi. Le sue indicazioni nell’ambito della medicina interna sono assai numerose, e vanno ben oltre i problemi articolari.
Dalla terapia traumatica fino ai trattamenti pediatrici, passando peri disturbi funzionali digestivi o respiratori, la cura dello stress e dei dolori, l’accompagnamento del passaggio dalla vita alla morte, la preparazione degli sportivi e delle donne in stato interessante, il trattamento complementare di alcune importanti malattie, la medicina manuale cinese propone sempre a chi soffre una soluzione umana ed efficace.
Quest’opera, insieme analitica e sintetica, presenta gli elementi essenziali della medicina manuale tradizionale cinese. È concepita per accompagnare e completare la pratica di colui che deve comprendere e aiutare, avendo come unico strumento le proprie mani.

Michel Deydier-Bastide è stato allievo del Professor Lo Chi Kwong. Grazie ai suoi insegnamenti, ha ottenuto un dottorato all’Università di medicina di Hong Kong. Per diversi anni ha operato il trattamento del dolore mediante l’agopuntura e attualmente dirige il Collegio di Medicina Orientale di Montpellier, dove esercita anche la Medicina Tradizionale Cinese.

Il Settimo Senso – Un Nuovo e Rivoluzionario Approccio Terapeutico

Il Settimo Senso – Un Nuovo e Rivoluzionario Approccio Terapeutico

Autore/i: Butto Nader

Editore: Edizioni Mediterranee

pp. 184, 70 illustrazioni di cui 42 a colori, Roma

In quest’opera, l’Autore cerca di realizzare una fusione fra diversi aspetti della vita umana che variano dalla psicologia fino al corpo fisico, passando attraverso lo stato spirituale-energetico. Molti anni di pratica medica, infatti, gli hanno consentito di acquisire una profonda conoscenza nell’ambito del corpo energetico, e di comprendere più precisamente la differenza fra mente e anima e fra anima e spirito. Da dove proviene l’energia che ci anima? Che caratteristiche ha? Quale rapporto ha con il corpo fisico e come lo influenza? Da dove viene il nostro spirito e dove va dopo la morte? Qual è il suo rapporto con lo spirito universale (Dio)? Per poter rispondere a queste domande e a tante altre ha cominciato a studiare l’energia cosmica e le sue caratteristiche in maniera del tutto scientifica, ispirandosi a Wilhelm Reich, e ha poi aggiunto alcune sue esperienze cliniche usando il “settimo senso” come mezzo di approfondimento della vera essenza dell’essere umano. Nel trattare questo argomento, è imprescindibile la comprensione del passaggio e della trasformazione dell’energia in materia e viceversa, attraverso lo studio della fisica quantistica. Nader Butto ha quindi elaborato un modello energetico dinamico-funzionale relativamente semplice, il quale chiarisce finalmente diverse leggi fisiche universali che dirigono la nostra vita a livello fisico, mentale e spirituale. La legge delle polarità è una di queste leggi, che ci permette di capire il modo di interazione fra gli esseri umani. Il contenuto energetico dei poli è molto importante e determinante del livello di vitalità generale, perché essi sono come il generatore che fornisce la forza motrice dell’energia vitale in tutto il corpo lungo i meridiani. Il rapporto fra il tipo di malattia, l’organo colpito e il conflitto specifico che ha causato la malattia è quello che offre un maggior interesse clinico-pratico e presenta un enorme potenziale nella applicazione a livello terapeutico e a scopo preventivo. Attraverso le tecniche di “lavaggio energetico” e di “regressione energetica” e mediante l’uso della percezione energetica con il “settimo senso” è possibile stabilire il rapporto transtemporale fra il conflitto psicologico, il blocco energetico e la manifestazione dei sintomi. Guarire un ammalato non significa solo applicargli certe tecniche: questo non ha alcun senso senza la pazienza, l’affetto e l’Amore verso il prossimo e verso l’Universo intero. La sola tecnica, senza l’anima umana, ci trasformerebbe in macchine, cosa che ancora non siamo.

Nader Butto, nato a Nazareth (Israele), si è laureato in medicina a Torino nel 1983, si è specializzato in cardiologia in Israele. Dal 1995 ha seguito per dieci mesi in Francia uno stage di cardiologia invasiva, in particolare cardiologia angioplastica coronaria; nei due mesi successivi ha frequentato a Milano il centro Columbus per completare la sua preparazione nella ultrasuoni intracoronarica. Nel 1998 è stato a Phoenix (Arizona U.S.A.) per la specializzazione in angioplastica carotidea. Attualmente lavora nel reparto di cardiologia al Centro Medico Rabin a Petah Tikva (Israele) come cardiologo specialista in angioplastica coronaria. Attraverso una lunga ricerca dell’anima umana ha sviluppato un suo personale metodo, “Dynamic Energy” che integra medicina convenzionale con delle discipline millenarie orientali basate sul modello energetico ed aggiunge l’aspetto psicologico come radice delle alterazioni patologiche fisiche. Su questo argomento tiene conferenze e seminari in Spagna, Germania, Italia, Israele.

L’Impero del Mitra

L’Impero del Mitra

I briganti siciliani del dopoguerra

Autore/i: Nicolosi Salvatore

Editore: Bonanno Editore

prefazione Roberto Gervaso.

pp. 582, 113 illustrazioni b/n f.t., Acireale

Questa è la storia, mai fatta sin’oggi, dell’altro brigantaggio postbellico, il brigantaggio del centro e dell’est della Sicilia, che fu coevo di quello di Giuliano ma ne fu profondamente diverso. Altri banditi, meno noti di quel celeberrimo esemplare, e taluni anzi del tutto sconosciuti, ne sono i protagonisti: ma più sanguinari e dissennati, rozzi e solitari; non un esercito bensì piuttosto una torma discorde di “artigiani del crimine” (come li definisce nella prefazione Roberto Gervaso), ognuno con propri connotati e propria personalità che lo differenziavano dai colleghi. Il campionario che ne risulta è sorprendentemente svariato.
C’è il guerriero Rosario Avila, che dichiarò “lotta eterna ai carabinieri” e ne eliminò undici; il tozzo e fierissimo Giuseppe Dottore, che dal comunismo militante passò alla “macchia”; il forsennato Vincenzo Stimoli, che andava ad ammazzare i suoi nemici nel centro del paese e sotto gli occhi di tutti; il bellissimo e giovanissimo Alfio Pellegriti, trucidato a tradimento nel sonno; il capostipite Giuseppe Russo, maestro di tanti altri in quel reame di montagna; Antonino Molano, il contadino che sterminò una famiglia, che volle possedere tutte le donne che incontrava e che morì per mano di un gregario; Agatino Ciadamidaro, il vetusto patriarca delle mani pulite, che una sola volta usò il mitra, e lo usò contro se stesso, nell’ultimo e unico conflitto, per non consegnarsi vivo ai carabinieri; Salvatore Fuselli, bandito di città , nel quartiere della malavita a Catania. furono costoro i fuoriclasse di quell’epoca cruenta; ma accanto a loro e dietro a loro operarono centinaia di altri scellerati. La loro carriera si sarebbe conclusa in un cimitero, come per i personaggi della “Sponn River Anthology”, o in un carcere. E fu sempre una breve carriera: in quegli anni, fra il 1944 e il 1948, in cui la lotta al banditismo si combattè con risolutezza e ad armi pari, i fatti dimostrarono un principio oggi troppo spesso dimenticato o anche capovolto: che “il delitto non rende”.

Salvatore Nicolosi, capocronista del quotidiano ” La Sicilia”, è uno specialista in materia di brigantaggio siciliano, l’unico giornalista che abbia seguito fra il 1944 e il 1948, da “inviato”, tutte quelle vicende. Sulla base della sua straordinaria esperienza (conobbe personalmente decine di banditi, oltrechè, sulla sponda opposta, numerosi uomini della Legge) e di una documentazione quantomai abbondante e accurata egli fa in questo volume il racconto di quegli anni tormentosi, con vivacità di cronista e scrupolo di storico.

Visualizza indice

Prefazione

  • Banditi e briganti
  • Russo il precursore
  • Stimoli, la “iena di Adrano”
  • Gli allievi di Stimoli
  • Spitaleri, il bandito leale
  • Antonio Molano, erotomane e sanguinario
  • La banda dei Niscemesi
  • Singolari leggende intorno al “ladro Dottore”
  • Fuselli & C., banditi in città

Epitaffio
Ringraziamenti

La Psicologia Sociale dell’Industria

La Psicologia Sociale dell’Industria

Democrazia o autoritarismo nelle fabbriche?

Autore/i: Brown James A. C.

Editore: Il Saggiatore

prefazione di C.A. Mace, introduzione dell’autore, traduzione di Liliana Bonini, titolo dell’opera originale: The social psychology of industry, collana: «I Gabbiani» 87.

pp. 384, Milano

La prima rivoluzione industriale fa parte ormai della storia e la seconda (l’automazione) è in corso. Ciò ha trasformato la nostra società. Tutti i problemi relativi alla vita e al lavoro nelle grandi fabbriche o nelle grandi aziende, un tempo trascurati, vengono ora studiati attentamente. L’esatta considerazione e l’appropriata soluzione di questi problemi non hanno solo un peso economico ma anche un valore umano, sociale politico. Economie di tipo capitalistico e economie di stato conoscono il fenomeno dell’assenteismo: perché gli operai si assentono? James A.C. Brown espone in quest’opera ormai classica le idee e le teorie fondamentali che stanno alla base della psicologia del lavoro, teorie che interessano dirigenti, lavoratori e sindacalisti.

James A.C. Brown nacque a Edimburgo nel 1911 e morì a Londra nel 1965. Studiò medicina e psichiatria, interessandosi sempre più da vicino dei rapporti tra individuo e società e soprattutto tra individuo e società industriale. Il libro che presentiamo fu il frutto di ricerche teoriche ma anche di esperienze dirette. Per diversi anni fu direttore dell’Institute of Social Psychiatry. Altre sue opere importanti sono: Freud e i postfreudiani, The Distressed Mind e Techniques of Persuasion.

Visualizza indice

Prefazione
Introduzione

  • Retrospettiva storica
  • La natura umana e la società
  • Il lavoro di Elton Mayo
  • L’organizzazione formale dell’industria
  • L’organizzazione effettiva della fabbrica
  • Atteggiamenti e sondaggi di opinione
  • Il lavoro, la sua natura, le sue condizioni e la sua motivazione
  • Leaders e leadership
  • La frustrazione

Sommario e conclusioni

Unità ・ Identità ・ Causalità

Unità ・ Identità ・ Causalità

Una introduzione allo studio della percezione

Autore/i: Bozzi Paolo

Editore: Cappelli Editore

unica edizione, prefazione di Fabio Metelli, introduzione dell’autore.

pp. 428, nn. figure b/n, Bologna

Dalla prefazione di Fabio Metelli:
«Il mondo della percezione e il nostro mondo, il mondo delle cose e degli uomini con cui abbiamo direttamente a che fare, tanto, diverso dal mondo astratto della fisica e delle scienze naturali in generale. Studiare la percezione significa esplorare sistematicamente questo mondo delle apparenze, mettere in luce le condizioni che ne determinano le varie proprietà e i diversi aspetti.
Tale studio costituisce uno dei più importanti capitoli della Psicologia. Infatti la conoscenza del mondo fenomenico è una premessa necessaria per lo studio della condotta, che la maggioranza degli Psicologi considera l’oggetto della psicologia. Senza la conoscenza dell’ambiente in cui ogni essere vivente, uomo o animale, agisce, l’applicazione della più raffinata metodologia allo studio della condotta è vana.
Benché conti non pochi cultori appassionati, non si può dire che tale campo di studi sia propriamente popolare, nemmeno tra gli stessi psicologi. Forse perché è un tema che appare estraneo a quella capacita di capire gli altri e di prevedere ed influenzare le loro azioni, che costituisce la nozione di psicologia propria del senso comune, la quale probabilmente ha contribuito a dirigere verso la psicologia scientifica coloro che vi si sono dedicati e sta tuttora al fondo delle loro aspirazioni. È forse anche per una particolare difficoltà propria di questo campo di studi. Nel campo della Percezione è altrettanto difficile «vedere» i problemi quanto risolverli.[…]» (Fabio Metelli)

Paolo Bozzi (1930-2003), psicologo sperimentale formatosi a Trieste con Gaetano Kanizsa, dopo aver insegnato psicologia presso le università di Padova e di Trento, è stato fino al 1999 professore ordinario di Metodologia delle scienze del comportamento alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste. Musicologo, padre della “fisica ingenua”, allievo di Rodolfo Lipizer per il violino, ha pubblicato Unità, Identità, Causalità (Cappelli 1969), Fenomenologia sperimentale (Il Mulino 1989), Fisica ingenua (Garzanti 1990), Experimenta in visu (Guerini 1993), Vedere come (Guerini 1998) oltre che Rodolfo Lipizer nei miei ricordi (Studio Tesi 1997).

Visualizza indice

Prefazione (F. Metelli)
Nota

CAPITOLO I. – L’unità come problema per la psicologia
1. Introduzione
2. Critica all’interpretazione empirica del concetto di numero
3. Critica all’interpretazione empirica del concetto di unità
4. L’unità come fatto empirico
5. Osservazioni di Aristotile sulle strutture unitarie
6. La critica di Hume: le sensazioni elementari
7. Uno schema psico-fisico
8. Helmholtz

CAPITOLO II. – L’unità come problema per la psicologia (continuazione)
1. Alcune proposte della teoria della gestalt
2. Unità e omogeneità
3. Vicinanza e somiglianza
4. Destino comune e impostazione obbiettiva
5. Direzione e chiusura
6. La pregnanza
7. L’esperienza
8. Gli esperimenti di Gottschaldt
9. Il «tutto» e le «parti»
10. «Parti» e «frammenti»
11. La quantità come qualità
12. La percezione della molteplicità

Sommario dei Capitoli I e II

CAPITOLO III. – L’identità
1. Introduzione
2. Identità e mutamento
3. L’identità come proprietà degli oggetti
4. Il punto di vista elementaristico (HUME)
5. Russell e Quine
6. L’identicità
7. Identità e identicità
8. Identità e movimento
9. Gli esperimenti di von Schiller

CAPITOLO IV. – L’identità (continuazione)
L’identità nelle strutture: gli esperimenti di Ternus
Identità e permanenza. La «presenza amodale
Le unificazioni «amodali»
Il «passare dietro»
Apparire e sparire. Nascita e annullamento
Una ricercai di A. C. Sampaio
L’effetto «tunnel»
L’identità. come dato e l’identità come giudizio

Sommario dei capitoli III e IV

CAPITOLO V. – La causalità
1. Introduzione
2. Evento e rapporto
3. Causalità e implicazione
4. L’espressione probabilistica di connessioni causali
5. Esistono «fatti» causali?
6. Alcune tesi di Aristotile
7. Sesto Empirico
8. La critica di Hume
9. Maine de Biran
10. Bergson e Sommer
11. L’interpretazione di Dunker
12. L’interpretazione di Koffka
13. La teoria di Kòhler
14. Un’interpretazione «storica» della causalità

CAPITOLO VI. – La causalità (continuazione)
1. La percezione della causalità
2. Il «lancio» e lo «spingimento»
3. Le condizioni del «lancio»: gli oggetti
4. Il «raggio d’azione»
5. La percezione della forza
6. Le proprietà degli oggetti
7. Le condizioni del lancio: spazio, tempo, moto
8. La velocità dei mobili. Le traiettorie
9. La struttura generale del «lancio»
10. Lo «spingimento»
11. La «trazione»
12. L’ampliamento del moto
13. La base fenomenologica dei concetti fisici
14. La causalità qualitativa
15. Nuove ricerche nel territorio della causalità
16. Discussioni intorno alle tesi di Michotte. Causalità ed espressività
17. Sulla teoria generale della causalità (Nota)

Sommario dei Capitoli V e VI

Indice degli esperimenti
Indice degli argomenti discussi
Indice delle illustrazioni
Indice dei nomi

Il Training Autogeno ・ Metodo di Autodistensione da Concentrazione Psichica ・ 2 Volumi

Il Training Autogeno ・ Metodo di Autodistensione da Concentrazione Psichica ・ 2 Volumi

Volume I : Esercizi Inferiori – Volume II : Esercizi Superiori. Teoria del metodo

Autore/i: Schultz J. H.

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

seconda edizione basata sulla 12ª edizione tedesca riveduta e ampliata, prefazione all’edizione italiana di Cornelio Fazio, presentazione dell’autore, prefazione all’edizione originale dell’autore, traduzione dal tedesco di Giuseppe Crosa.

vol. 1 pp. XXIII-336, vol. 2 pp. 337-642, Milano

Questo volume, pubblicato per la prima volta nel 1932 e che ha raggiunto in Germania nel 1976 la quindicesima edizione, presenta una tecnica psicoterapeutica semplice, rapida, facilmente accessibile al paziente e tale da offrire al terapeuta una guida, dei criteri Validi, dei sistemi di riferimento suoi quali impostare il contatto con il paziente stesso.
Con il sistematico e preciso allenamento agli esercizi di questa tecnica di autodistensione psichica e somatica è possibile smorzare, risolvere, eliminare sintomi disturbanti, mobilizzare attitudini interiori che non riuscivano a realizzarsi spontaneamente, smantellare resistenze che impedivano il ristabilirsi di equilibri funzionali alterati, trasferire dinamismi positivi negli strati più profondi della personalità, decondizionare situazioni patologiche anche da tempo stabilizzate.
Il training autogeno non è però soltanto un metodo psicoterapeutico che permette di realizzare risultati terapeutici indiscutibili, ma anche un’impostazione teorica che consente un tentativo per il superamento di quello che Freud chiamava il “muro della biologia.” Con il training autogeno il rapporto psiche-soma è colto direttamente in atto nelle sue supponibili correlazioni funzionali; con esso è forse possibile trovare i punti di contatto tra il mondo dei conflitti e il soma.

Nato a Göttingen nel 1884. J. H. Schultz iniziò gli studi di medicina nella città natale, proseguendoli poi a Breslavia e a Losanna. Fu allievo dell’ipnotista Vogt e si occupò all’inizio dal secolo del movimento psicoanalitico, da cui poi si distacco per realizzare una propria tecnica personale. Docente di neurologia e psichiatria nel 1919, fu incaricato dell’insegnamento della psicologia medica a Dresda. Schultz fu uno dei pionieri della formazione psicoterapeutica del medico con il volume “Trattamento psicologico dell’ammalato” del 1929. Dal 1936 al 1945 Schultz fu presidente dell’Istituto germanico per le ricerche psicologiche e per la psicoterapia di Berlino. Lasciato tale incarico, continuò la propria missione di docente terapeuta, fino alla morte avvenuta il 19 settembre 1970.

Visualizza indice

Volume Primo:

Prefazione all’edizione italiana
Presentazione dell’opera di J.H. Schultz
Prefazione alla prima edizione tedesca
Prefazione all’undicesima edizione tedesca

Capitolo Primo
Evoluzione storica, significato e scopi del metodo

Capitolo Secondo
Svolgimento Abituale

1. L’Atteggiamento somatico durante gli esercizi
2. La chiusura degli occhi
3. L’atteggiamento psicologico di calma
4. Esercizio dell’esperienza della pesantezza
5. Esercizio del calore
6. Esercizi complementari del “training autogeno”
a) Esercizio del cuore
b) Esercizio del respiro
c) Esercizio del plesso solare
d) Esercizio della fronte
7. Riassunto

Capitolo Terzo:
Possibilità del ciclo inferiore

1. Nei soggetti normali
a) Autosedazione (smorzamento della risonanza emotiva)
b) Ricupero di energie
c) Catalessia
d) Modificazioni del vissuto cenestesico
e) Regolazione vasomotoria
f) Modificazioni delle capacità mnemoniche
g) Formulazioni di proponimenti
h) Introspezione e presa di coscienza di sé

2. In patologia
a) Alterazioni funzionali generali
b) Alterazioni neurofunzionali specifiche

Capitolo Quarto
Inconvenienti e difficoltà nello svolgimento degli esercizi inferiori

Volume Secondo:
Presentazione

A) Esercizi Superiori

Capitolo Quinto
Tecnica e possibilità del ciclo superiore

Capitolo Sesto
Considerazioni generali sulla tecnica e sull’impiego del metodo

B) Considerazioni teoriche sul metodo

Capitolo Settimo
Controlli sperimentali

Capitolo Ottavo
Tentativo di una interpretazione teorica del metodo

C) Metodologie affini

Capitolo Nono
Esempi dimetodologie trattate dall’etnologia e dalla psicologia religiosa

Capitolo Decimo
Ipnosi e Suggestione

Capitolo Undicesimo
Lo Yoga

Capitolo Dodicesimo
Rilassamento progressivo secondo Edmund Jacobs

D) Rapporti generali del metodo

Capitolo Tredicesimo
Training autogeno, Psicoterapia e teoria delle Nevrosi

Capitolo Quattordicesimo
Training autogeno, Ginnastica e Pedagogia

Appendice
Questionario “Pesantezza”
Questionario “Callore”
Questionario “Indagini particolari”
Indice per argomenti
Indice dei nomi

Lo Zen e l’Arte della Spada

Lo Zen e l’Arte della Spada

Titolo originale: The unfettered mind

Autore/i: Takuan Sōhō

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

premessa e introduzione dell’autore, traduzione di Paola Gonella.

pp. 128, Milano

Per gli occidentali la spada è un’arma, uno strumento offensivo e di espressione della potenza individuale. Nulla di più lontano rispetto alla concezione zen, per cui essa è simbolo di potere e purezza, di virtù, di onore e di autorità divina; sapersi destreggiare con la spada, fermarsi a contemplarla e a lucidarla sono azioni che entrano a far parte integrante dell’esercizio spirituale. In questi scritti di un grande maestro di spiritualità qual è il monaco zen Takuan Sōhō, presentati dallo studioso di cultura e arte giapponese William Scott Wilson, è custodito il segreto dello “spirito della spada” giapponese.

Visualizza indice

Premessa
Introduzione

La Testimonianza Segreta della Saggezza Immutabile

I. L’infermità nel permanere nell’ignoranza
II. La saggezza invariabile di tutti i Buddha
III. Lo spazio in cui nemmeno un capello può entrare
IV. L’azione della scintilla e del sasso
V. Dove si pone la mente
VI. La Mente Corretta e la Mente Confusa
VII. La Mente-che-è-qualcosa e la Mente della Non-Mente
VIII. Metti una zucca nell’acqua, affondala e vedrai che ruotando tornerà a galla
IX. Plasmati una mente che non abbia luoghi «di stallo»
X. Alla ricerca della mente perduta
XI. Lancia una palla nella corrente e non si fermerà
XII. Segna il confine tra prima e dopo
XIII. La pioggia arde il cielo, il fuoco purifica le nuvole

Il Tintinnio Cristallino delle Gemme

Gli Annali della Spada Taia

Bibliografia

La Preghiera dell’Uomo – Antologia delle Preghiere di Tutti i Tempi e di Tutti i Popoli

La Preghiera dell’Uomo – Antologia delle Preghiere di Tutti i Tempi e di Tutti i Popoli

Autore/i: Di Nola Alfonso M.

Editore: Ugo Guanda Editore

premessa, traduzione e commento di Alfonso M. Di Nola.

pp. 688, 36 tavole b/n f.t., Parma

I primitivi, gli aztechi, i maya, l’Egitto, gli Assiro-babilonesi, gli Ebrei, il vedismo, l’induismo, il buddismo, il lamaismo, lo scinto, il confucianesimo, il tao, la Grecia e Roma, i culti misterici, magici e astrologici, l’Islam e il Cristianesimo.
Uomini e dei nelle più vive testimonianze della storia religiosa – dalle elementari suggestioni dell’esorcismo primitivo al fulgore delle religioni superiori – dall’invocazione esquimese al Gran Castoro agli inni vedici e ai salmi.
Le emozioni elementari del mondo magico e religioso, l’horror sacro e il sentimento della meraviglia cosmica, le intuizioni dell’infinito e dell’eternità e, insieme, la sete del divino, la confidente speranza e il caritatevole abbandono in Dio, attraverso l’inesorabile fluire delle religioni positive nel tempo della storia, hanno segnato la loro testimonianza più valida e commossa nella preghiera.
Ecco perché questa raccolta – nella quale Di Nola con amorosa pazienza ha riesumato testi antichissimi e suggestivi ora per documentare riti singolari, curiosi e dimenticati, ora per ripresentare voci di autentica altissima poesia – è destinata insieme allo specialista e all’uomo di cultura: ché l’uno saprà ricostruirvi quasi una storia delle religioni «per fontes» l’altro potrà fermare, nella varietà. dei testi, i ritmi del dialogo che da sempre la creatura ha aperto con Dio.

Dalla premessa di Alfonso M. Di Nola:
“I testi che compongono questa raccolta rappresentano una esauriente tipologia di uno dei fenomeni centrali della vita religiosa e, insieme, un contributo all’indagine storico-religiosa, secondo una formula chiaramente espressa dal Deissmann, per il quale, nel campo di tale indagine, non vi sono fonti più istruttive delle preghiere e delle testimonianze sulla preghiera. Esse caratterizzano una religione, un’epoca religiosa, un uomo religioso più efficacemente che la mitologia, la leggenda, il dogma, la morale o la teologia, concetto che il Sabatier riconfermava, considerando la storia della preghiera come la sostanziale storia dello sviluppo religioso dell’umanità.
Oltre l’indicato valore documentario, la presente raccolta – la prima del genere dopo quelle circoscritte alla preghiera del monachesimo indiano del Neumann, al buddhismo arcaico del Rhys Davids, alla religione assirobabilonese dello Zimmern e del Gressmann e dopo le varie raccolte di preghiere cristiane -, pur prevalentemente limitata ai confini della preghiera liturgica, con la intenzionale esclusione delle alte voci della preghiera personale aliturgica, custodisce i suggestivi ritmi di un eterno dialogo tra l’uomo e Dio, tra la creatura inchiodata al suo spazio e al suo tempo e le energie cosmiche, dalle più elementari forme nelle quali questo dialogo si è espresso fino alle più complesse esperienze della religiosità. Così che, scorrendo i testi che seguono, rimarremo sempre come sospesi ai limiti di quell’infinito mistero del quale la creatura si sente circondata, quando sente se stesso, il suo destino e il suo dramma in rapporto all’universo spaziotempo, nel quale sentimento sembra essere in nuce tutta la esperienza religiosa.
E riconosceremo costantemente codesta nucleare sostanza del fatto religioso, quale che sia la forma nella quale la preghiera ha trovato la sua espressione storica, l’ingenuo desolato grido del primitivo, invocante protezione contro il fulmine o Cibo per i suoi piccoli, ancora saturo della poeticità e della sublimità che il Vico ritrovava negli uomini che furono al principio del mondo, o il complesso testo di una liturgia shinto o la fiduciosa attesa del provvidente intervento del Padre, che pervade la pre- ghiera neotestamentaria.
Questo duplice valore – documentario e poetico – giustifica una raccolta come questa, che può, perciò, accompagnare, quale proficuo ausilio di fonti, la lettura e lo studio dei saggi che alla preghiera hanno dedicato, tra gli altri, lo Heiler, il Segond, il Puglisi, il Lehmann, il Jammes, il Beck, lo Strong, i quali saggi difettano appunto di una esemplificazione documentaria sufficientemente atta a convalidare le linee di una teoria generale della preghiera e delle particolari teorie degli autori. Né si esclude che questa raccolta, indipendentemente da tale funzione ausiliaria, costituisca essa medesima una storia della preghiera per fontes, e cioè un itinerario documentato attraverso la selva delle religioni positive considerate nel loro momento di preghiera, fermate nell’attimo nel quale divengono colloquio con Dio.[…]” (Alfonso M. Di Nola)

La Polemica sul Medioevo

La Polemica sul Medioevo

Autore/i: Falco Giorgio

Editore: Guida Editori

introduzione di Fulvio Tessitore, prefazione dell’autore.

pp. 384, Napoli

Giorgio Falco (1888-1966), già ordinario di Storia Medioevale e moderna nelle università. di Genova e Torino, è considerato uno dei maggiori storici italiani del Novecento. Alunno di Pietro Fedele a Torino, risentì l’influenza di Benedetto Croce, ripensandone gli insegnamenti con autonomia critica. Le sue opere più importanti, oltre le numerose edizioni di testi medievali e le ampie ricerche dedicate ai comuni medievali della Campagna e della Marittima, sono La polemica sul Medio Evo (Torino, 1933); La Santa Romana Repubblica (I ed., Napoli, 1942 sotto lo pseudonimo di G. Fornaseri); Albori d’Europa (Roma, 1947); Pagine sparse di storia e di vita (Milano – Napoli, 1960); In margine alla vita e alla storia (pubblicato postumo a Milano nel 1969). La polemica sul Medio Evo è uno dei più illustri documenti di quella che può definirsi la storia delle idee di scuola italiana.
Il libro ricostruisce la concezione che del Medio Evo come epoca storica ebbe la coscienza storiografica europea dal ’500 all’800. I capitoli più importanti sono quelli dedicati a Voltaire, Robertson, Gibbon, Condorcet, cioè ai grandi storici illuministi. Per tal via il libro si inserisce, con una posizione di particolare rilievo, nella discussione sulla storicità, antistoricità o astoricità dell’Illuminismo. Si può ben dire che, dopo il libro del Falco, il problema fu posto su nuove, più solide basi, così che la ricerca è degna di stare accanto alle più insigni ricostruzioni della storiografia illuministica, da Dilthey a Cassirer, a Meinecke.

Visualizza indice

Introduzione di Fulvio Tessitore

Prefazione

  • I. – Formazione e dissoluzione degli schemi teologici
  • II. – La storiografia italiana del ’400 e del ’500
  • III. – Sentimento patrio e medio evo nella storiografia tedesca prima della riforma
  • IV. – La visione protestante del medio evo
  • V. – La storiografia accademica del Seicento e lo schema periodico del medio evo
  • VI. – La condanna illuministica nell’«Essai sur les maurs» del Voltaire
  • VII. – La cultura del medio evo nell’«Esquisse» del Condorcet
  • VIII. – La politica del medio evo europeo nella visione di G. Robertson
  • IX. – La crisi del medio evo illuministico nella «Decline and Fall» di E. Gibbon
  • X. – I grandi quadri della storia gibboniana
  • XI. – Medio evo e metodo storico nella storiogafin academic: di J. C. Gatterer e A. L. Schlözer
  • XII. – La rivalutazione del medio evo in G. Von Müller
  • XIII. – Lo storicismo cattolico di Federico Schlegel
  • XIV. – Conclusione

Ginnastiche Dolci

Ginnastiche Dolci

L’antiginnastica: storia e tecniche di un metodo basato sulla distensione; l’uso di movimenti liberi e coscienti riconcilia il corpo con le proprie leggi.

Autore/i: Houareau Maria-José

Editore: Red Edizioni

traduzione dal francese di Andrea Caizzi, disegni di Agnès Molnar e Yanné Emmer, titolo originale: Toutes les gymnastiques douces.

pp. 224, nn. illustrazioni b/n, Como

La ginnastica dolce, o “antiginnastica”, si differenzia da quella tradizionale per un aspetto essenziale, e precisamente perchè lo sforzo vi è bandito, sostituito da movimenti coscienti del corpo basati sulla sensazione e la distensione.
Questo metodo, che è anche arte di vita, esplora molto sottilmente il sistema muscolare nella sua integrità, stimolando il funzionamento dei muscoli che non vengono mai sollecitati, né nella vita corrente né in alcuno sport.
I disturbi e i malesseri che con troppa facilità vengono attribuiti alla fatica o a cause esterne, certo non si manifesterebbero se fosse data al corpo la possibilità di funzionare correttamente, cioè di agire al massimo delle proprie potenzialità.
La ginnastica dolce, tecnica multiforme che si serve degli apporti di molte discipline (dalla danza al mimo, dalla recitazione allo yoga, dall’atletismo all’espressione corporea…) è un cammino verso la riconciliazione del corpo con le proprie leggi.

Maria-José Houareau ha una lunga pratica di differenti forme di danza e delle tecniche corporee dolci. Laureata in psicologia, incominciò a studiare danza classica a Parigi, ma allo stesso tempo iniziò ad esplorare altre vie: scopre la danza moderna, la danza indiana, l’hatha yoga e soprattutto incontra Ellé Foster, poi Muriel Jaër, con la quale lavora da più di quindici anni. Il suo interesse per le ginnastiche dolci l’ha spinta ad approfondire i vari aspetti tecnici e storici; questo libro è frutto di tale lavoro di ricerca, forse la più ampia documentazione sino ad oggi realizzata in materia.

Gli Uomini e le Masse

Gli Uomini e le Masse

Saggio di ricerca su atteggiamenti di vita e di lavoro in una grande città industriale

Autore/i: Diena Leone

Editore: Giulio Einaudi Editore

prefazione di Mario Melino.

pp. 250, Torino

«Il problema del tempo libero è da tempo oggetto di studio e di dibattito in moltissimi ambienti, economici, culturali, politici, in Italia ed all’estero.
Una vera e propria inchiesta sociologica, condotta con rigore di metodo e con approfondimento di contenuto, tuttavia non era stata ancora compiuta.
Non a caso sono stati scelti come luogo di ricerca Milano, e come soggetto di studio i giovani operai; perché è evidente che l’interesse maggiore consiste nel modo di formazione dei fenomeni di massa, proprio là dove più avanzate siano le condizioni della tecnica moderna e della civiltà meccanica.
Tra le occupazioni di tempo libero l’aspetto che più turba sia lo studioso sia il profano è il timore che i moderni mezzi di comunicazione (radio, televisione, cinema) e la standardizzazione del lavoro e della vita quotidiana forzino il sorgere di uomini acquiescenti e spiritualmente poveri, e perciò destinati al. più piatto conformismo.
La presente inchiesta, condotta con metodo originale, smentisce in gran parte quelle apprensioni. I giovani operai milanesi dimostrano una sorprendente capacità di reazione ed una non comune forza di volontà di fronte alle difficoltà del mondo moderno.
Donde traggono questo rifiuto di lasciarsi travolgere dagli ingranaggi della grande città industriale? Lo studio propone una tipologia di personalità ricche e dinamiche che lottano per migliorare se stesse e la loro situazione.[…]»

Salute e Magia Attraverso i Secoli

Salute e Magia Attraverso i Secoli

Autore/i: Lorìa Emilio

Editore: Piccina Nuova Libraria

presentazione di Rosalio Josè e Cardinale Castillo Lara (Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano).

pp. XIII-798, nn. illustrazioni b/n, Padova

Il filo conduttore del libro è certamente la testimonianza che, nella sua istintiva aspirazione alla sanità, di fronte all’impotenza, talvolta, della scienza, l’uomo ha sempre finito per confidare nell’aiuto divino. Confidenza attestata, come l’Autore ampiamente dimostrerà, dalle mitologie di tutti  popoli, dall’antico Testamento, dai Vangeli infine e dalla venerazione, dopo Cristo, ai molti Santi stimati taumaturghi e protettori dei singoli ammalati. Testimonianza convalidata da fonti storiche, citazioni letterarie, reperti archeologici e soprattutto da abbondante iconografia laboriosamente reperita ed elencata con appassionato studio dall’Autore.
Miracolo, più spesso, è divenuto sinonimo di guarigione prodigiosa. L’Autore si è limitato, allo studio di soli sette Santi protettori (Anna, Apollonia, Biagio, Camillo, Lucia, Cosma e Damiano) dei quali riporta le notizie più rare e peregrine su toponomastica e folclore, usanze e credenze, rappresentanze e ricorrenze, tradizioni, cerimonie e festività, raffigurazioni e attribuzioni tutte autenticate – le più note come le più ignote – da fonti, testi e precisi riferimenti a tempi e luoghi. Su “S. Camillo de Lellis” l’Autore si sofferma per ben centocinquanta pagine: anche perché l’agiografia offre al Lorìa l’occasione di fare ampio esame (e rettifica) delle diverse ipotesi diagnostiche della ferita di cui soffrì il santo. Ne meravigli che autore di tanta erudita ricerca sia un medico dentista anziché uno storico: perché molto spesso. attraverso i secoli, medicina s’è accompagnata a cultura; ma soprattutto perché Lorìa e nato a Petilia – l’antica Petelia – in terra di Magnagrecia ove la cultura si assimilava fin col dialetto.
Quest’opera scritta da uomo di scienza e pervasa di lede e vuole essere un implicito riconoscimento che la dove cessa la fiducia nell’opera della scienza, istintivamente l’uomo attinge alla fede nell’aiuto divino: nel miracolo appunto.
“Non ho né argento, né oro; ma ti do quello che ho nel nome di Gesù Cristo Nazareno alzati e cammina” disse Pietro allo storpio dalla nascita. E da quella prima guarigione operata da un Santo, i miracoli dei Santi protettori in medicina si perpetuano ancora. Il progresso scientifico, anche in medicina, ha di certo ridimensionato di molto la credenza dell’intervento divino in molte guarigioni, “resta però” riconosce l’Autore “il ricordo del santo protettore… coll’aggravarsi della malattia o… di fronte ai mali incurabili ed inguaribili”.
Ed è anche l’intramontabile “ricordo del Santo protettore” un aspetto – neanche il minore, in questo nostro tempo di fede obliata o negletta – dell’attualità del libro del Lorìa.
(Antonio Carvelli)

Visualizza indice

Presentazione
Salve al Lettore

Capitolo 1
La devozione per “iprotettori” è tradizione pagana?
Bibliografia

Capitolo 2
S. Anna
Iconografia
Bibliografia

Capitolo 3
S. Apollonia
Iconografia
Bibliografia

Capitolo 4
S. Biagio
Iconografia
Bibliografia

Capitolo 5
S. Lucia
Iconografia
Bibliografia

Capitolo 6
Ss. Cosma e Damiano
Iconografia
Bibliografia

Capitolo 7
S. Camillo
Iconografia
Bibliografia

Capitolo 8
Martirologio
Bibliografia

Capitolo 9
Santità
Bibliografia

Capitolo 10
Medicina, Stregoneria, Magia, Santimonia
Bibliografia

Capitolo 11
Sistema ospedaliero
Bibliografia

Capitolo 12
Esculapio
Iconografia
Bibliografia

Capitolo 13
Guarigioni operate dal Cristo

Abbreviazioni
Elenco autori
Indice analitico
Indice delle illustrazioni

Guida di Roma

Guida di Roma

Autore/i: Brengola Paola

Editore: Editori Laterza

in copertina: disegno di Pasquale di Zio.

pp. 384, con illustrazioni, Bari

24 itinerari per la visita della città.
6 itinerari storici: La città antica, Roma cristiana e medievale, Il Rinascimento romano, La città barocca, Il Settecento, La città moderna.
Ostia antica.
Tivoli e i Castelli.
Musei e gallerie.
Vita quotidiana di ieri e di oggi.
Feste e tradizioni.
Negozi e curiosità.
Parchi e giardini.
La cucina romana.
Il Tevere.
Trasporti e parcheggi.
Che cosa far fare ai bambini.
Serate tradizionali e serate alternative.
Tutti i consigli utili a chi arriva in macchina, in treno, in aereo.

Viaggio in Giordania

Viaggio in Giordania

Titolo originale: Travels in Syria and Holy Land

Autore/i: Burckhardt Johann Ludwig

Editore: Cierre Edizioni

a cura di Luigi Marino, presentazione Suleiman Farajat, prefazione di Giampaolo Calchi Novari, traduzione dall’inglese di Francesco Brunelli, collana: Lontananze.

pp. 248, illustrazioni a colori e b/n, Verona

J. L. Burckhardt è svizzero ma la sua cultura è quella che circola nell’Europa del suo tempo – i primi decenni dell’Ottocento – tutta rivolta a esplorare e conoscere le aree strategiche del mondo, sulle quali le potenze europee, con la Gran Bretagna in testa, puntano gli occhi. Egli percorre le vie del Vicino Oriente, tra Siria e la Palestina, deciso poi a spingersi in Africa. È attratto dal deserto purificatore, dai beduini (in questo è padre di Lawrence d’Arabia) e dalle meraviglie archeologiche della regione, dove visita e descrive per la prima volta l’affascinante Petra. Il suo libro Travels in Syria and the Holy Land è un classico della letteratura da viaggio.

I topomini e i nomi comuni in lingua araba appaiono nel testo così come li ha trascritti il Burckhardt. Lo stesso vale per le iscrizioni greche e latine che, presentando numerose ambiguità, si è ritenuto di non dover tradurre.

Johann Ludwig Burckhardt, nato a Losanna nel 1784, compì i suoi viaggi nel Vicino Oriente fra il 1810 e il 1816 per conto dell’African Association, fondata in Inghilterra sul finire del Settecento per promuovere l’esplorazione delle aree interne dell’Africa e della zona di Suez. I suoi scritti e le sue relazioni di viaggio, pubblicati dopo la sua morte, avvenuta al Cairo nel 1817, sono riconosciuti come uno dei primi e principali contributi alla moderna conoscenza del mondo arabo.

Note in seconda di copertina, una carta seicentesca dei paesi arabi, con la Palestina e la Siria, che comprendeva allora l’attuale territorio della Giordania, la quale, come stato moderno nasce solo nel 1921.

Visualizza indice

Presentazione

Tra deserti, beduini e città morte

Viaggio in giordania

  • I. – Boszra e l’altopiano dell’Haouran
  • II. – Djerash
  • III. – Da Szalt a Amman
  • IV. – Amman e Medaba
  • V. – Kerek e il Mar Morto
  • VI. – Tafyle
  • VII. – Da Petra al Cairo

Nella Giordania di oggi

  • I. – Rivisitando gli itinerari di Burckhardt
  • II. – Le identificazioni storiche delle località della Giordania visitate da Burckhardt
  • III. – Il quadro storico-politico attuale

Bibliografia

Psicoanalisi dell’Incubo

Psicoanalisi dell’Incubo

Titolo originale: On the Nightmare

Autore/i: Jones Ernest

Editore: Newton Compton Editori

unica edizione, prefazioni dell’autore, traduzione di Gianna Tornabuoni.

pp. 336, Roma

Studioso attento e misurato, tenace difensore dell’ortodossia psicoanalitica e biografo insuperato di Sigmund Freud, E. Jones è meno conosciuto in Italia di quanto meriterebbe. Questo libro presenta i risultati di una «ricerca rigorosa, fondata su prove tratte dalla psichiatria, dalla storia, dalla letteratura e dalla mitologia. Molti oggetti di superstizione dominanti nel Medioevo, ai quali ancora oggi non pochi danno credito, sono qui analizzati nelle loro relazioni con l’incubo e con altre immagini oniriche, mentre si vanno individuando i meccanismi mentali che hanno presieduto alla loro formazione.
«Afferrare appieno il significato dell’incubo – scrive Jones – determina conseguenze scientifiche e sociali che possono essere definite di estrema gravità: quel che viene messo in discussione è «infatti il significato stesso della religione. In questo libro ho esposto i motivi per cui uno studio approfondito dell’incubo e delle relative credenze non può fare a meno di giungere alla conclusione che la religione sia, nella sua essenza, uno dei mezzi – finora probabilmente il più valido – per aiutare l’umanità a sopportare il peso della colpa e della paura che ciascuno eredita nel suo Inconscio dai più profondi turbamenti della vita mentale: il conflitto primordiale relativo all’incesto».

Incubi, Succubi, Vampiri, Diavoli, Lupi mannari e Streghe, creature inquietanti che hanno turbato i sonni degli uomini nel corso dei secoli, interpretati come creazioni simboliche della mente legate a profonde rimozioni, a desideri e paure sessuali.

Il Libro delle Opere Divine

Il Libro delle Opere Divine

Autore/i: Ildegarda di Bingen

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

terza edizione, a cura di Marta Cristiani e Michela Pereira, con un saggio introduttivo di Marta Cristiani, traduzione di Michela Pereira, in copertina: Ildegarda di Bingen allo scrittoio, Miniatura, ms 1942, f. 38r (part.) Lucca, Biblioteca Statale.

pp. CLXXII-1330, Milano

Del «Liber divinorum operum», ultima opera della trilogia profetica di Ildegarda di Bingen e sintesi definitiva del suo pensiero, si presenta qui la prima traduzione italiana. Essa è la prima traduzione integrale condotta sul testo dell’edizione critica, pubblicata nel 1996 a cura di Albert Derolez e Peter Dronke (vol. XCII del «Corpus Christianorum, Continuatio Mediaevalis»), e riprodotto a fronte per gentile concessione dell’editore Brepols. Nel tradurre si sono tenuti presenti due aspetti: la stratificazione compositiva e il carattere profetico del Liber divinorum operum. Il ms. di Gent permette di ricostruire tutti i passaggi della composizione, dalle tavolette su cui Ildegarda scriveva, fino all’ultima revisione e alla suddivisione in capitula.

Ildegarda di Bingen, straordinaria e modernissima figura di donna, nacque non lontano da Magonza nel 1098 e negli stessi luoghi morì ottantenne in fama di santità nel 1179. Fin da piccola ebbe visioni mistiche che consistevano nel vedere con gli occhi interiori, in perfetta normalità, senza fenomeni di esaltazione corporea o psichica, scene vivacemente colorate, che la voce di Dio le spiegava.
Nel 1138 la voce le comandò di scrivere quello che vedeva e udiva. Nacquero così le sue tre grandi opere profetiche: il Liber Scivias, il Liber vitae meritorum e il Liber divinorum operum.
Viaggiò molto visitando monasteri dove era chiamata a predicare e a mettere a frutto singolari capacità di consigliera spirituale, grazie alle sue doti di comprensione psicologica.

Nozze in Cielo – Romanzo

Nozze in Cielo – Romanzo

Titolo originale: Nunta în cer

Autore/i: Eliade Mircea

Editore: Editoriale Jaca Book

prefazione di Roberto Mussapi, traduzione di Mariano Baffi.

pp. 218, Milano

Due uomini in età ormai avanzata si trovano insieme in un rifugio di montagna, dove aspettano l’alba per dare inizio ad una partita di caccia. Per ingannare l’intesa, ognuno di essi narra un episodio amoroso della sua ormai lontana giovinezza.
Al centro dei due racconti. due misteriose figure di donne – Ileana e Lena – che ad un tratto scompaiono dalla vita dei due uomini, quasi dissolvendosi nel nulla: l’una perchè non sa rassegnarsi ad una maternità che le viene negata in nome delle esigenze della creazione artistica; l’altra proprio per sfuggire ad una maternità che si pretenderebbe imporle in nome della comune morale.
I due racconti sono ambientati nella buona società rumena del periodo immediatamente successivo al primo conflitto mondiale, nel quale l’Autore ha vissuto i primi anni della sua giovinezza, periodo che ha lasciato tracce profonde nel modo di vivere, caratterizzato da una sfrenata corsa al piacere, anche quando la soddisfazione di questo viene a sconvolgere le più elementari leggi della morale comune.
L’Autore ha immaginato che i fatti esposti dal primo narratore siano posteriori di sette-otto anni agli avvenimenti che formano oggetto della seconda narrazione, ma ne sono quasi il logico epilogo. Nelle figure delle due protagoniste femminili i due racconti si legano e si collegano, lasciando però al lettore il saper concatenare gli avvenimenti e trarne le conseguenze.

Mircea Eliade
Nato a Bucarest nel 1907, ha vissuto in India dal 1928 al 1932. Ha insegnato filosofia all’Università di Bucarest dal 1933 al 1940. Addetto culturale a Londra e poi a Lisbona, nel 1945 viene nominato professore presso l’École des Hautes Études a Parigi. Ha insegnato alla Sorbona e in diverse università europee. Dal 1957 è stato titolare della cattedra di Storia delle religioni dell’Università di Chicago dove nel 1985 è stata istituita la cattedra «Mircea Eliade» a lui dedicata. Autore di numerosissime, fondamentali opere scientifiche, di romanzi e memorialistica, è stato il direttore della Encyclopedia of Religions, pubblicata postuma da McMillan, New York nel 1987 e attualmente in corso di pubblicazione presso la Jaca Book. Èmorto a Chicago il 22 aprile 1986.

L’Economia delle Esperienze – Oltre il Servizio

L’Economia delle Esperienze – Oltre il Servizio

Titolo originale: The Experience Economy. Work is Theatre – Every Business a Stage

Autore/i: Pine II B. Joseph; Gilmore James H.

Editore: Etas Edizioni

introduzione di Silvio Rubbia, anteprima degli autori, traduzione dall’inglese di Anila Scott-Monkhouse.

pp. XXI-282, nn. fig. b/n, Milano

“Coinvolgere emotivamente il consumatore: l’attività economica come spettacolo.”

Perché si è disposti a pagare dieci volte tanto il suo normale prezzo una tazza di caffè bevuta al Caffè Florian di Venezia? Che cosa viene considerato di reale valore dai clienti? Perché si è disposti a pagare lo stesso bene o servizio a prezzi notevolmente diversi, quando è consumato in una diversa cornice? Perché, infine, come affermano gli autori, “il lavoro è teatro e ogni business è un palcoscenico”? A tali quesiti rispondono Pine e Gilmore, sostenendo che nella Nuova Economia la semplice produzione di beni e servizi non è più sufficiente: sono invece le “esperienze” offerte al cliente a costituire il fondamento della creazione di valore. L’esperienza cui si riferiscono gli autori è un qualsiasi evento memorabile che impegni sul piano personale il consumatore nell’atto stesso del consumo. L’esperienza associata alla soddisfazione di un bisogno non è in sé una novità assoluta: l’approccio nuovo e veramente rivoluzionario di quest’opera sta nell’averla considerata nella sua dimensione economica e identificata con un prezzo; si scoprirà così che sono proprio le esperienze a realizzare la personalizzazione del prodotto e quindi a farne aumentare la desiderabilità. Nella sua stimolante introduzione, Silvio Rubbia approfondisce ulteriormente il concetto dell’attività economica come creazione di esperienze, coniando l’espressione “economia della situazione” e proponendo un’interpretazione originale e innovativa delle sfide che la Nuova Economia pone agli imprenditori del nostro Paese.

B. Joseph Pine II e James H. Gilmore sono i fondatori di Strategic Horizons LLP, una società dedicata a sviluppare la concezione e la progettazione di nuove attività imprenditoriali e a dare supporto ai manager nell’assumere una visione del mondo più creativa e innovativa.

Silvio Rubbia è socio fondatore e Presidente di Gramma. Ingegnere nucleare ed MBA a Pittsburgh, svolge attività di consulenza in strategia e gestione competitiva d’impresa per importanti aziende private e pubbliche, italiane e multinazionali.

Laser e Maser – Caratteristiche e Applicazioni

Laser e Maser – Caratteristiche e Applicazioni

Titolo originale: Masers and Lasers

Autore/i: Brotherton Manfred

Editore: Etas Kompass

seconda edizione italiana aggiornata, con aggiornamento di Mario Corti, prefazione di C. H. Townes, introduzione dell’autore, traduzione dall’americano di Franco Napoli.

pp. 148, nn. illustrazioni b/n, Milano

Soltanto poco più di dieci anni fa venne preparato, alla Columbia University il primo dispositivo “maser”; ancora più recente è la prima realizzazione del “laser”.
Ma questi nuovi eccezionali ritrovati dalla tecnica sono già usciti dal campo della ricerca pura, e sono già in fase avanzata di studio e di realizzazione numerose applicazioni sperimentali.
Le applicazioni vanno dalle comunicazioni alle ricerche e lavorazioni specializzate sui materiali, dalla biologia e la medicina (microchirurgia), alla tecnica delle misure subatomiche, alla spettroscopia e alle reazioni chimiche non ultima la verifica della distanza Terra-Luna con il riflettore lasciato sul satellite dagli astronauti americani, che ha il compito di riflettere i raggi inviati da un laser in una semplice e chiara esposizione, l’Autore di questo volume fa il punto sugli sviluppi in questo campo dal 1954 al 1964. L’aggiornamento di Mario Corti del CISE ci porta sino ai giorni nostri.
L’opera è accessibile anche ai non iniziati, in quanto affronta gradualmente le difficoltà dell’argomento risolvendole in una forma piana quasi del tutto priva di formalismi matematici – ma nello stesso tempo non suscettibile di alcuna critica dal punto di vista del rigore scientifico. Ne è una garanzia la prefazione del premio Nobel C.H. Townes, che costruì il primo apparecchio funzionante a raggi maser.