Libri dalla categoria Fitoterapia
Arte di Ascoltare e Mondi Possibili
Come si esce dalle cornici di cui siamo parte
Autore/i: Sclavi Marianella
Editore: Bruno Mondadori Editori
introduzione dell’autore.
pp. 352, ill. b/n, Milano
Le sette regole dell’arte di ascoltare:
- Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
- Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
- Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
- Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali, se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
- Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.
- Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
- Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sé.
Tutti noi, se la nostra vita non è completamente manicomiale, mettiamo in pratica esperienze di osservazione guidata dall’ascolto attivo. Lo scopo di questo libro è di renderci consapevoli di cosa facciamo quando ci riusciamo, in modo da permetterci di riflettere su queste dinamiche e darci la possibilità di metterle in atto sistematicamente e volontariamente ogni qualvolta lo riteniamo necessario.
Dersu Uzala
Il piccolo uomo delle grandi pianure
Autore/i: Arsen’ev Vladimir K.
Editore: U. Mursia Editore
con una documentazione sul film e sull’ambiente naturale e umano della tajga, traduzione dal russo di Costantino Di Paola e Sergio Leone.
pp. 256, Milano
Dersu Uzala è un diario di viaggio scritto dal capitano Arsen’ev,esploratore e geografo, durante una serie di viaggi nelle lontane e allora poco conosciute terre della Siberia. Nella prima di queste spedizioni conosce e fa amicizia con uno strano personaggio, Dersu Uzala, un uomo senza casa, senza famiglia, che vive tutto l’anno nella tajga.
Si stabilisce subito una affettuosa amicizia fra Dersu e il capitano; quest’ultimo propone al cacciatore di accompagnarlo lungo il viaggio. Dersu accetta, non finendo mai di stupire Arsen’ev per la sua abilità e soprattutto per la sua umanità, facendogli da maestro e da guida, salvandogli qualche volta la vita stessa.
È difficile qui raccontare le varie avventure e peripezie cui vanno incontro i protagonisti. Fa da sfondo ad esse, insieme all’amicizia fra Dersu e il capitano, la natura, selvaggia e pericolosa, ma tuttavia ricca di fascino, di bellezza e con essa le indimenticabili scene e descrizioni della tigre (Amba), dell’orso, della martora, dei salmoni, e di tanti altri animali e piante, per lo più sconosciuti ai profani. Ed insieme il fascino dell’uomo che lotta con questa natura, spesso poco generosa, la descrizione di elementi che infuriano, di splendidi tramonti…
Sogni Diurni
Autore/i: Vassilikos Vassilis
Editore: SugarCo Edizioni
traduzione dal greco di Francesco Màspero.
pp. 272, Milano
«Ci sono sogni che vengono messi in vendita al mercato, freschi o conservati, a prezzo d’occasione, sogni d’importazione o del luogo, esenti da tasse, fabbricati sul posto, che spuntano secondo la stagione come i frutti degli alberi, e ci sono invece sogni surgelati…». I sogni, una merce da buttare sul mercato? Tramite una banca, un giornale, una catena di distribuzione – vendere i sogni di ognuno al giusto prezzo – ma prima di tutto inventarli, disegnarli, dare loro lo spessore necessario; creare il circuito del sogno, rispettando le leggi del mercato o adattandolo a questo nuovo prodotto che conosce un successo… onirico.
I sogni hanno la loro storia, la Storia ha i suoi sogni, dai nomi gloriosi o modesti, dalle dimensioni appassionanti, erotiche, strane. In questi racconti Vassilikos, direttore d’orchestra di una musica diurna, ci insegna che si è ben lontani dal sognare soltanto di notte. I suoi eroi – re, governanti, tassisti, ebrei erranti, scrittori e uomini politici poco sedentari – inventano e raccontano la loro propria storia e, a un tempo, la storia greca; il loro sonno non è mai veramente tale. E, tuttavia, i sogni esistono.
Questo tentativo, questa continua ricerca di interpretare la realtà dell’uomo moderno è sempre presente nell’opera di Vassilikos, «in cui non viene mai meno l’impegno politico e la consapevolezza del destino della sua patria, continuamente sottoposta fin dagli anni della lotta per l’indipendenza ’al cinico gioco delle grandi potenze» (Francesco Maspero).
Vassilis Vassilikos, nato a Kavala nel 1933. è forse, tra i narratori greci del nostro tempo, quello più letto e conosciuto in Italia, grazie anche al film Z, l’orgia del potere tratto dal suo romanzo più famoso, Z, in cui l’autore racconta; con una tecnica che ricorda i romanzi-reportage di Truman Capote, l’assassinio del deputato Lambrakis. Durante il regime dei colonnelli ha vissuto in Francia; tornato in Grecia nel 1974, collabora a svariati giornali e continua la sua attività di scrittore. Tra le sue opere pubblicate in Italia ricordiamo: La foglia, il pozzo, l’angelicazione; Il greco errante; Fuori le mura; Diario di Z; L’arpione.
Il Debito del Vivente
Ascesi e capitalismo
Autore/i: Stimilli Elettra
Editore: Quodlibet
introduzione dell’autrice.
pp. 304, Macerata
Questo libro si propone di indagare le radici di un fenomeno che investe l’esistenza di ciascuno tanto dal punto di vista individuale che da quello collettivo: l’essere in difetto, in colpa, in debito senza che dipenda da noi, quasi si trattasse di uno stato preliminare che nessun tipo di scelta consapevole è in grado di emendare. Si ha l’impressione che ogni forma di vita si configuri come una risposta a tale condizione, sia quella che si dedica incondizionatamente al godimento e al consumo, sia quella che sceglie i percorsi del rigore ascetico.
Che l’economia (mercati, investitori, forze produttive ecc.) sottragga ai singoli e alle comunità il controllo del proprio destino, deriva probabilmente da una malattia radicale dell’umano le cui origini di ordine materiale non possono che essere al tempo stesso declinate sul piano culturale, ovvero filosofico e religioso. Riconoscere queste origini sotto le varie maschere che hanno indossato nel corso della storia occidentale è la sfida che qui si tenta di affrontare, con la speranza di individuare almeno qualche spunto di guarigione.
Elettra Stimilli insegna Filosofia Teoretica presso la Sapienza Università di Roma. Tra i suoi libri: Debito e colpa (Ediesse, 2015); Il debito del vivente. Ascesi e capitalismo (Quodlibet, 2011), di recente tradotto in inglese: The Debt of the Living. Ascesis and Capitalism (Suny Press, 2017); e Jacob Taubes. Sovranità e tempo messianico, Morcelliana, Brescia 2004. Di questo autore ha tradotto e curato l’edizione della maggior parte di opere pubblicate in italiano. Tra queste: Il prezzo del messianesimo. Una revisione critica delle tesi di Gershom Scholem (Quodlibet, 2017), di cui ha curato anche l’edizione tedesca (K&N, Würzburg 2006). Con Dario Gentili e Mauro Ponzi ha curato Il culto del capitale (Quodlibet, 2014) e insieme a Dario Gentili, Differenze italiane. Politica e filosofia: mappe e sconfinamenti (DeriveAppprodi 2015). Presso Quodlibet dirige la collana “Filosofia e Politica” e, insieme a Dario Gentili, “MaterialiIT”.
Introduzione
I. Il fine in sé dell’impresa economica
II. Oikonomía e ascetismo
III. La costruzione teologica del governo del mondo
IV. Povertà volontaria al mercato
V. Il capitalismo come religione
VI. Per una critica filosofica dell’ascetismo
VII. «Spirito» del capitalismo e forme di vita
Bibliografia
Indice dei nomi.
L’Induismo Recente – Le Religioni dell’India
Autore/i: Gonda Jan
Editore: Editoriale Jaca Book
prima edizione, prefazione dell’autore, a cura di Elio Guerriero, curatrice per l’edizione tedesca Christel Matthias Schröder, traduzione di Giorgio Mion.
pp. 448, Milano
«L’autore ha raccolto e ordinato con grande padronanza una mole imponente di materiale essenziale, e l’ha quindi esposta in modo piacevole, con frequenti richiami ai testi e rinvii alla letteratura secondaria nelle note.
Bisogna essere illimitatamente grati all’autore e riconoscere che è riuscito a compilare un manuale che rispecchia lo stato attuale della ricerca.» (Orientalistische Literaturzeitung)
«Il solo nome dell’autore è sufficiente a garantire l’alta scientificità dell’opera.» (The Times Literary Supplement)
«Nella migliore tradizione occidentale i fatti vengono descritti, interpretati e situati nel loro contesto con una chiara divisione, un linguaggio comprensibile e alta scientificità.» (Universitas)
L’Avventura dei Fenici
Autore/i: Herm Gerhard
Editore: Garzanti Editore
traduzione dal tedesco di Gianni Pilone Colombo.
pp. 326, 8 tavv. b/n f.t., 2 cartine b/n f.t., Milano
Ci sono popoli che hanno raccontato tutto di sé, come i greci e i romani, e altri, come i fenici, che per parte loro hanno taciuto, ma sono stati oggetto continuo di pettegolezzo. In realtà questo piccolo popolo era scarsamente interessato alla storia e all’obbligo connesso di fondare grandi imperi, mentre si dedicava con passione e profitto al commercio e alla tecnica. Si trovò così a dover difendere la sua autonomia tra il susseguirsi di imperi universali (assiri, babilonesi, persiani, macedoni) e in concorrenza con i greci, dei quali, peraltro, aveva contribuito a fondare la civiltà.
I fenici furono dunque degli sconfitti, nonostante l’invenzione del vetro, la circumnavigazione dell’Africa, la progettazione e la realizzazione, con l’aiuto degli egizi, della prima versione del canale di Suez. Tuttavia finché non furono schiacciati definitivamente, da Alessandro e poi da Roma, continuarono a insediarsi su isolette vicino alla costa o su promontori rocciosi quasi inaccessibili e a fondare città che distavano un giorno di navigazione l’una dall’altra.
A lungo avvolti nel mistero e nella diffidenza che crearono intorno a loro i vincitori grecoromani, solo nell’ultimo secolo i fenici sono stati studiati senza pregiudizi e meglio conosciuti.
Gerhard Herm, giornalista specializzato in archeologia e autore di numerosi documentari sulle civiltà del Mediterraneo, è autore di un altro bestseller della divulgazione storica, pubblicato in questa collana: Il mistero dei celti.
L’Epopea dei Vichinghi
Autore/i: Pörtner Rudolf
Editore: Garzanti Editore
premessa dell’autore, traduzione dal tedesco di Gianni Pilone-Colombo.
pp. 400, 34 ill. b/n f.t., nn. ill. b/n, Milano
Li chiamavano vichinghi, normanni, ascomanni, lochlannach, rus. Per gli arabi erano madjus, cioè demoni pagani. Provenivano dalle inospitali terre del nord; per tre secoli coltre portarono scompiglio e rapina un po’ ovunque, spingendosi sulle coste nordamericane 500 anni prima di Colombo. Fecero guerra al regno dei franchi e alle monarchie anglosassoni, fondarono stati satelliti nel Mediterraneo, il regno di Kiev in Russia, furono pretoriani dei Cesari dell’impero romano d’Oriente. Erano di tutto un po’: contadini, esploratori e colonizzatori; marinai e guerrieri; pirati e mercanti.
Rudolf Pörtner ha sottoposto a sottile esame tutta la congerie delle fonti coeve: cronache, documenti, reperti, immagini, simboli, giungendo a un quadro di grande immediatezza.
Origini e sviluppi della cultura vichinga sono ripercorsi in ogni direzione: antropologica, etnica, sociale, economica, artistica, linguistica.
Nato nel 1912, Rudolf Pòrtner ha studiato storia e archeologia alle università di Marburgo, Berlino e Lipsia. E autore di alcuni studi sul mondo romano-germanico, che hanno avuto larga risonanza; ricordiamo Civiltà romana in Europa (Garzanti 1961).
Candido
Ovvero l’ottimismo – Un racconto filosofico sul migliore dei mondi possibili
Autore/i: Voltaire
Editore: Rizzoli
introduzione di Italo Calvino, traduzione di Piero Bianconi.
pp. 192, Milano
«Candido» è un racconto filosofico che incanta i lettori per il suo umorismo e per il ritmo incalzante della narrazione. Il tema è: il mondo è buono o cattivo, le vicende umane sono guidate da una imperscrutabile Provvidenza o sono abbandonate al cieco caso? Se consideriamo gli orrori e i disastri di cui è disseminata la storia e le disgrazie che capitano a Candido, alla sua amante Cunegonda e ai suoi amici, la risposta non può che essere negativa e improntata al più nero pessimismo. Ma, malgrado ciò, esistono degli incorreggibili ottimisti, come Pangloss il filosofo precettore di Candido, che ritengono che il nostro mondo è il migliore dei mondi possibili e che tutto ciò che avviene, anche se apparentemente negativo, si risolve in realtà in un bene più alto.
Quando avremo letto le traversie e le avventure che capitano a Candido, ognuno di noi, istruito e divertito, sarà certamente in grado di formulare un proprio ponderato giudizio su questa antica questione che ha affaticato le menti di grandi filosofi e studiosi di teologia.
Enciclopedia della Psicanalisi
2 Volumi
Autore/i: Laplanche Jean; Pontalis Jean-Bertrand
Editore: Editori Laterza
prefazione di Daniel Lagache, premessa degli autori.
vol. 1 pp. XXI-320, vol. 2 pp. 321-652, Bari
Più di 400 concetti della teoria freudiana elencati in ordine alfabetico (il più comodo) e seguiti dai termini loro corrispondenti nelle principali lingue europee. Poche righe in corsivo ne definiscono il significato e ne chiariscono l’origine e l’evoluzione all’interno del pensiero di Freud. Una voce ampia e discorsiva. completata da indicazioni bibliografiche, ne spiega l’applicazione terapeutica e gli agganci teorici. Una via nuova, facile e rigorosa, per conoscere la psicanalisi.
Jean Laplanche è un grande studioso europeo di psicoanalisi; è stato presidente dell’Association Psychanalytique de France e titolare della cattedra di Psicoanalisi alla Sorbona.
Jean-Bertrand Pontalis è un grande studioso europeo di psicoanalisi; è agrègè di Filosofia ed è membro onorario dell’Association Psychanalytique de France.
Il Linguaggio Dimenticato
Autore/i: Fromm Erich
Editore: Edizione CDE
prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Graziella Benzoni.
pp. 256, Milano
Celebre filosofo, studioso di psicanalisi e autore di opere indimenticabili come “L’arte d’amare” e “Avere o essere?”, Erich Fromm affronta in questo libro uno degli aspetti più misteriosi della nostra mente: l’interpretazione dei simboli e delle immagini dell’inconscio.
Il Linguaggio Dimenticato è un appassionante viaggio nella mitologia, nel sogno, nella fiaba, nei racconti leggendari, nei rituali magici e religiosi.
Attraverso molte “simbolizzazioni dell’inconscio collettivo” Fromm apre le porte di un mondo affascinante e meraviglioso animato dalle allegorie e dalle fantasie dell’uomo di ogni epoca.
Scritto con chiarezza e vivacità, Il Linguaggio Dimenticato è una delle opere più significative di un genio del nostro tempo.
Erich Fromm, nato a Francoforte nel 1900, è morto a Locarno nel 1980.
Filosofo e studioso di psicoanalisi, collaboratore a Francoforte di Adorno, Horkheimer e Marcuse, nel 1934 si trasferì negli Stati Uniti, dove trascorse gran parte della sua vita, insegnando nelle più importanti università. Tra le sue opere: L’arte di amare, La crisi della società contemporanea, Fuga dalla libertà, Può l’uomo prevalere?, Marx e Freud, Avere o essere?, L’amore per la vita, Anatomia della distruttività umana, Grandezza e limiti del pensiero di Freud, La disobbedienza e altri saggi, Psicanalisi della società contemporanea.
La Mano Parla
Chiromanzia e Chirognomonia rivelano personalità, carattere e destino
Autore/i: Droleval A.
Editore: Edizioni Mediterranee
prefazione dell’autore, illustrazioni di Mario De Luca.
pp. 176, 246 disegni b/n, Roma
Un’opera completa sull’argomento, illustrato da circa 270 disegni. Spiega il significato delle linee fondamentali e secondarie della mano stessa, del dorso, del palmo e delle dita. Per conoscere il destino, il carattere e le tendenze di amici e conoscenti.. Un’opera completa sull’argomento, illustrato da circa 270 disegni. Spiega il significato delle linee fondamentali e secondarie della mano stessa, del dorso, del palmo e delle dita. Per conoscere il destino, il carattere e le tendenze di amici e conoscenti.
Storia del Vecchio Testamento – 2 Volumi
I – Dalle origini all’epoca dei giudici • II – Da Samuele a Salomone
Autore/i: Schedl Claus
Editore: Edizioni Paoline
prefazioni dell’autore, prefazione all’edizione italiana di Armando Rolla, tarduzione dal tedesco di d. S. Marsili, A. Masini e A. Rolla.
vol. 1 pp. XVI-504, vol. 2 pp. 424, ill. b/n, cartine ripiegate a colori e b/n, Roma
“Da anni l’Italia possiede la sua «Storia del Vecchio Testamento». È la Storia d’Israele dell’Abate Giuseppe Ricciotti, che s’impose talmente per la sua accurata informazione e la sua brillante presentazione da essere giustamente salutata come una delle migliori trattazioni specifiche. Però gli anni che seguirono furono così ricchi di novità, soprattutto di carattere archeologico, che oggi la Storia di Israele del Ricciotti è ormai lacunosa e antiquata in molte sue parti, e in particolare in quella consacrata ai Patriarchi, all’Esodo, alla legislazione mosaica e alla conquista della Palestina.
Perciò il pubblico italiano saluterà con viva gioia la traduzione della Storia del Vecchio Testamento di Claus Schedl, curata dalla Pia Società San Paolo. Questa edizione italiana ha sulla tedesca il vantaggio di presentare in un unico volume tutte le questioni che nell’originale tedesco occupano due distinti volumi. L’opera ne guadagna così in organicità e linearità.
Un rapido sguardo alla bibliografia e al modo di impostare i problemi mostrerà a sufficienza che l’Autore ha preso visione di tutti gli studi e di tutti i contributi più importanti apparsi in questi ultimi anni. La diuturna frequenza della Biblioteca del Pontificio Istituto Biblico di Roma, che è una delle più ricche di pubblicazioni riguardanti la Bibbia e la scienze ausiliarie, ha permesso all’Autore di fornire questa ricca e accurata documentazione. Dal canto suo l’Autore di questa prefazione all’edizione italiana, che ha tradotto il secondo volume e ha riveduto il primo, s’è poi costantemente preoccupato d’integrare l’aggiornamento, specialmente in vista del lettore italiano, in note contrassegnate dall’asterisco.[…]”
Sulle Orme di Annibale
Autore/i: Faber Gustav
Editore: Garzanti Editore
traduzione dal tedesco di Anna Sartirana.
pp. 250, Milano
Annibale occupa un posto eccezionale nella storia antica e in quella dell’arte della guerra. I suoi principi tattici, di aggiramento e annientamento (studiati e commentati anche da Napoleone), e strategici, di tempestività, concentrazione e sorpresa, lo resero il più temibile e rispettato avversario di Roma. Polibio e Tito Livio testimoniarono l’impressione profonda la- sciata da Annibale nella tradizione antica, sottolineandone – accanto alla «barbara spietatezza» attribuitagli da numerose fonti – l’intelligenza politica, la capacità di governo, la fedeltà all’interesse dello stato e a personalità morale.
Gustav Faber traccia con passione e competenza un ritratto a tutto tondo di Annibale, dal giuramento di eterna avversione per i romani, pronunciato di fronte al padre Amilcare Barca, fino all’ultimo gesto disperato alla corte del re Prusia.
Gustav Faber, storico e germanista, è noto nel mondo di lingua tedesca come uno dei più pro- fondi conoscitori della storia del Mediterraneo.
Sociologia del Sapere
Autore/i: Scheler Max
Editore: Edizioni Abete
seconda edizione, introduzione di Gianfranco Morra, traduzione di Dario Antiseri.
pp. 296, Roma
Tutti i fenomeni della vita culturale risultano incomprensibili senza un riferimento alla realtà storico-sociale in cui sorgono e di cui sono espressione. Solo l’esasperazione romantica poteva rifiutare questo condizionamento ed esaltare il genio e l’eroe, come individualità indipendenti dalla realtà sociale. La crisi del romanticismo, il trionfo dell’ideologia positivistica, la diffusione del marxismo ed il suo incrociarsi con lo storicismo relativistico tendono a condurre all’estremo opposto, cioè a porre un legame causale univoco tra condizione sociale e pensiero. Ristabilire l’equilibrio critico tra queste posizioni opposte e riconoscere, al di là di ogni dogmatismo, l’influenza che esercita la realtà sociale sulla formazione delle categorie mentali, è il compito che si è proposto, appunto, la Wissenssoziologie.
Questa ha avuto la sua data ufficiale di nascita nel 1924, quando compariva, a Monaco, il lavoro collaborativo Versuche einer Soziologie des Wissens, a cura di Max Scheler, che vi aveva premesso il suo saggio Probleme einer Soziologie des Wissens (qui tradotto nella sua successiva rielaborazione). In questo saggio Scheler ha posto per il primo, secondo il comune riconoscimento degli storici, i fondamenti metodologici di questa nuova importante branca della sociologia.
L’approccio tra filosofia e sociologia del sapere rientra in quell’integrazione più vasta, che è accettata oggi come imprescindibile per la fondazione di una realistica dottrina intorno alla situazione ed al compito dell’uomo. In tale richiamo alla necessità di un’integrazione la Wissenssoziologie di Max Scheler agisce potentemente, distruggendo le antiche e nuove utopie sia del razionalismo astratto sia del collettivismo deterministico.
Max Scheler è nato a Monaco il 22 agosto del 1874 ed è morto a Francoforte sul Meno il 19 maggio del 1928.
Scolaro di R. Eucken e O. Liebmann a Jena, insegnò poi nelle università di Jena, Monaco, Colonia e Francoforte s.M. Subì, pur conservando la propria vigorosa originalità, l’influenza del circolo fenomenologico di Husserl, con il quale collaborò, pubblicando nello Jahrbuch husserliano la sua prima opera importante: Der Formalismus in der Ethik und die materiale Wertethik (ristampato in volume ad Halle nel 1927). L’opera che lo rese più celebre nel mondo filosofico europeo è: Wesen und Formen der Sympathie (Bonn, 1923).
Miti Leggende del Popol Vuh
Autore/i: Autori vari
Editore: Bompiani
introduzione e cura di Michela Craveri.
pp. 160, riccamente illustrato a colori e b/n, Milano
«Questo avvenne quando ancora c’era solo una traccia della prima alba sulla faccia della terra, non c’era ancora il sole…»
Il Popol Vuh, o Libro del Consiglio è l’esempio più alto della produzione letteraria preispanica dell’intero continente americano.
Attraverso il lirismo del suo linguaggio delinea la concezione »cosmogonica secondo la cultura quiche, il significato dell’esistenza umana e della sua funzione nel mondo.
Esso rappresenta l’epopea mitica dei popoli maya.
Questo volume ne raccoglie i passi più suggestivi offrendo in sintesi il quadro leggendario delle origini e delle radici culturali di questo popolo.
Gli Assiri
La scultura del regno di Ashurnasirpal II al regno di Assurbanipal (883-631 a.C.)
Autore/i: Autori vari
Editore: De Luca Editore
introduzione di Adriano La Regina, presentazione di Sabatino Moscati, fotografie di Amleto Lorenzini.
pp. 156, interamente illustrato con un ricchissimo apparato fotografico b/n, Milano
Foro Romano – Curia, marzo – aprile 1980.
Gli Scavi di Oseberg
E le altre scoperte di navi vichinghe
Autore/i: Sjövold Thorleif
Editore: Universitetets Oldsaksamling
introduzione dell’autore, tradotto in italiano da Kolbjørn Blücher.
pp. 80, riccamente illustrato b/n, Oslo
Sommario:
Introduzione
Loscavo di Oseberg
- I. Storia dello scavo
- II. La nave
- III. La suppellettile funeraria
Lo scavo di Gokstad
La nave di Tune
Lo scavo di Borre
Conclusione: L’importanza delle scoperte delle navi vichinghe
Bibliografia
Indice delle illustrazioni
Sette Stati di Coscienza
Una visione delle possibilità suggerite dagli insegnamenti di Maharishi Mahesh Yogi
Autore/i: Campbell Anthony
Editore: Ubaldini Editore
introduzione dell’autore, traduzione di Sandra Mantici Lavagnino.
pp. 160, Roma
La via che conduce alle proprie profondità interiori, nota in passato ad alcuni, sembrava irrimediabilmente caduta nell’oblio; il messaggio di Maharishi l’ha riportata alla vita.
Il numero sempre crescente di occidentali che si volgono alle filosofie e religioni orientali in cerca di una consapevolezza e di un completamento spirituale non è più spiegabile ormai solo come una moda. Nella sua lunga ricerca spirituale Anthony Campbell ha esplorato molte religioni ortodosse prima di approdare alla meditazione trascendentale. Questo libro non intende però descrivere la filosofia di Maharishi né la tecnica della meditazione, e neppure le esperienze dell’autore (se infatti la meditazione è la stessa per tutti ed è estremamente semplice, a essa si viene tuttavia preparati individualmente e oralmente); il fine di Campbell è invece “mostrare come la pratica della meditazione e lo studio delle idee che ne sono alla base abbiano fatto luce su un gran numero di problemi”. E un solo sguardo ad alcuni dei problemi basterà a rivelare l’enorme portata del libro: il rapporto tra corpo e mente, tra libero arbitrio e determinismo, tra scienza e religione; la natura e le implicazioni filosofiche dell’esperienza mistica e della creatività; i problemi posti dall’uso della droga, dall’ipnosi e da quegli scienziati che cercano di ’spiegare’ gli stati spirituali; infine, domande fondamentali come “Chi siamo noi?”, “È possibile l’unione col Divino?”, “Quali sono gli attributi dell’Assoluto?”.
Campbell ha molto letto e ragionato, e considera i problemi che studia con profondità e cautela. Come medico, e giornalista medico, è particolarmente affascinato dagli effetti psicologici e fisiologici della meditazione.
Definisce in effetti la meditazione come “una semplice tecnica naturale per affinare progressivamente il sistema nervoso in un alternarsi di profondo riposo e attività”, ben diversa dalla ’contemplazione’, che Maharishi paragona al nuotare in superficie invece di tuffarsi in profondo. L’Illuminazione non è perciò la conseguenza dell’azione giusta e virtuosa, bensì di “una particolare condizione del sistema nervoso”, una condizione scientificamente verificabile. La meditazione è dunque una specie di psicoterapia, una scorciatoia che aggira il sistema junghiano. Ma a cosa conduce questa scorciatoia? “Alla restaurazione di una perduta integrità nella nostra concezione di noi stessi e del mondo” e quindi a quello stato di consapevolezza che Maharishi chiama ’coscienza cosmica’ o pura consapevolezza.
La chiarezza espositiva dell’autore e il suo equilibrio garantiscono che anche coloro per i quali è difficile accettare la meditazione o ciò che di essa viene proclamato, troveranno nel libro materia di profondo interesse. E i ’convertiti’ non avranno bisogno di incoraggiamento per assaporare i frutti dell’esplorazione di Campbell.
Cesare
La vita dell’uomo divenuto il simbolo del potere
Autore/i: Horst Eberhard
Editore: Rizzoli
prima edizione, edizione italiana a cura di Augusto Guida.
pp. 392, nn. tavv. b/n f.t., Milano
Nato nel 100 a.C., fin verso i quarant’anni Cesare rimane una figura di secondo piano nello scenario politico di Roma, un giovane noto più per la sua brillante e chiacchierata vita privata che per capacità o mire politiche. Nella società romana travagliata da violentissimi contrasti di parte e gravata dalle minacce sempre incombenti della guerra civile, altri erano gli uomini che emergevano nelle lotte fra ottimati e popolari, tutti poi sovrastati dall’astro dell’erede di Silla, Pompeo il Grande. Ma ecco che dall’ombra e dalla folla dei mediocri Cesare in pochi anni emerge come la figura centrale della politica di Roma: sapientemente profittando delle possibilità offertegli dal cursus honorum e con raffinatissimi calcoli di alleanze politiche egli si assicura il consolato e quindi il comando militare in Italia settentrionale e in Gallia meridionale. Gli sfolgoranti successi militari in Gallia preludono allo scontro decisivo con i suoi avversari e agli anni di sanguinose guerre civili dalle quali egli infine esce come signore assoluto di Roma.
Le incredibili imprese militari di Cesare, la sua strepitosa ascesa politica, i piani che egli perseguiva e che furono troncati dalle idi di Marzo, posero ai contemporanei e poi alla storiografia di ogni epoca interrogativi a cui furono date le risposte più diverse e contrastanti. Che cosa si proponeva Cesare? La sua azione politica a Roma e militare in Gallia era stata fin da principio preordinata al raggiungimento di uno scopo, il proprio potere assoluto e la distruzione dell’antico ordine repubblicano? Oppure egli si venne chiarendo giorno per giorno le possibilità concrete che gli si offrivano, sospinto se non costretto dagli Stessi avversari a scegliere la strada del potere come l’unica che poteva garantirgli la salvaguardia della propria dignità: e della sua stessa persona fisica?. Un enigma, Cesare, già per i suoi contemporanei, come mostra lo stesso variare dei giudizi espressi su di lui da Cicerone.
Primo degli imperatori romani, naturalmente posto in parallelo ad Alessandro Magno, Cesare è stato un punto di riferimento inevitabile non solo per i suoi successori, ma per i politici e i fondatori di imperi di ogni epoca, da Carlo Magno a Federico II di Svevia, a Carlo V, a Napoleone Bonaparte, a Napoleone III che scrisse una Histoire de Jules César. D’altro canto nella sua figura, associata per contrasto a Catone l’Uticense e a Bruto, sono stati riscontrati non di rado i caratteri tipici del tiranno e del liberticida, da Cicerone a Lucano a Rousseau.
Gli interrogativi suscitati dalla grandiosa personalità di Cesare, le cui risposte di epoca in epoca si sono sempre fortemente colorite delle polemiche politiche e ideologiche del momento (e si pensi al mito di Cesare in Italia da Dante all’Umanesimo al Risorgimento e fino ai giorni nostri) si riaffacciano con immutata vitalità nella storiografia moderna, anch’essa divisasi in interpretazioni drammaticamente contrastanti: basti solo pensare al ritratto offerto dalla Storia di Mommsen – per il quale Cesare rappresenta non solo il geniale conquistatore, ma soprattutto l’uomo di Stato nel senso più profondo della parola, il politico perfetto che si riproponeva la rigenerazione del popolo romano – a cui E. Meyer replicò affermando che ”un uomo come il Cesare di Mommsen non è mai esistito”.
Per ricostruire e interpretare i tratti e le vicende della grandiosa personalità cesariana, E. Horst ha tenuto presenti innanzi tutto le fonti antiche latine e greche, in modo da offrire un quadro rigorosamente documentato in cui le testimonianze di diversa provenienza si integrano e si bilanciano e possono essere valutate nella loro obiettività e validità. All’accurata utilizzazione delle fonti antiche si associa poi l’accortezza con cui il biografo tiene conto degli strumenti e dei risultati offerti dalla moderna ricerca storica. In tal modo il lettore può seguire passo passo e comprendere lo svilupparsi della personalità di Cesare, le drammatiche decisioni che egli si trovò a prendere in anni tempestosi per la Repubblica romana, il graduale chiarirsi dei suoi obiettivi politici e militari nel gioco della possibilità offerte dall’evolversi spesso inatteso delle situazioni.
Sapientemente guidato e ”coinvolto” nelle complesse vicende di un personaggio eccezionale, il lettore alla fine si accorge di disporre degli elementi per poter egli stesso esprimere con cognizione di causa una valutazione sul più grande dei Romani.
Nato a Dusseldorf nel 1924 Eberhard Horst ha studiato filosofia, teologia, lingua e letteratura germanica alle Università di Bonn e di Monaco, dove, nel 1956, si è laureato in lettere e filosofia. In questa stessa collana ha pubblicato nel 1981 Federico II di Svevia.
Storia della Sicilia Medievale e Moderna
3 Volumi
Autore/i: Mack Smith Denis
Editore: Editori Laterza
introduzione dell’autore.
vol. 1 pp. 262, vol. 2 pp. 264-492, vol. 3 pp. 493-806, Bari
Situata al centro del Mediterraneo, fra Oriente ed Occidente, fra l’Africa e il continente europeo, la Sicilia si è trovata coinvolta in tutti gli alterni conflitti della storia, così da sembrare quasi il cuore del mondo civilizzato. Della sua vicenda, Mack Smith ripercorre gli ultimi dieci secoli: dalla conquista araba a quella normanna, dal dominio aragonese a quello borbonico, dall’Unità all’autonomia regionale.
Denis Mack Smith è lo storico inglese più noto nel nostro Paese.


