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Sette Stati di Coscienza

Sette Stati di Coscienza

Una visione delle possibilità suggerite dagli insegnamenti di Maharishi Mahesh Yogi

Autore/i: Campbell Anthony

Editore: Ubaldini Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Sandra Mantici Lavagnino.

pp. 160, Roma

La via che conduce alle proprie profondità interiori, nota in passato ad alcuni, sembrava irrimediabilmente caduta nell’oblio; il messaggio di Maharishi l’ha riportata alla vita.

Il numero sempre crescente di occidentali che si volgono alle filosofie e religioni orientali in cerca di una consapevolezza e di un completamento spirituale non è più spiegabile ormai solo come una moda. Nella sua lunga ricerca spirituale Anthony Campbell ha esplorato molte religioni ortodosse prima di approdare alla meditazione trascendentale. Questo libro non intende però descrivere la filosofia di Maharishi né la tecnica della meditazione, e neppure le esperienze dell’autore (se infatti la meditazione è la stessa per tutti ed è estremamente semplice, a essa si viene tuttavia preparati individualmente e oralmente); il fine di Campbell è invece “mostrare come la pratica della meditazione e lo studio delle idee che ne sono alla base abbiano fatto luce su un gran numero di problemi”. E un solo sguardo ad alcuni dei problemi basterà a rivelare l’enorme portata del libro: il rapporto tra corpo e mente, tra libero arbitrio e determinismo, tra scienza e religione; la natura e le implicazioni filosofiche dell’esperienza mistica e della creatività; i problemi posti dall’uso della droga, dall’ipnosi e da quegli scienziati che cercano di ’spiegare’ gli stati spirituali; infine, domande fondamentali come “Chi siamo noi?”, “È possibile l’unione col Divino?”, “Quali sono gli attributi dell’Assoluto?”.
Campbell ha molto letto e ragionato, e considera i problemi che studia con profondità e cautela. Come medico, e giornalista medico, è particolarmente affascinato dagli effetti psicologici e fisiologici della meditazione.
Definisce in effetti la meditazione come “una semplice tecnica naturale per affinare progressivamente il sistema nervoso in un alternarsi di profondo riposo e attività”, ben diversa dalla ’contemplazione’, che Maharishi paragona al nuotare in superficie invece di tuffarsi in profondo. L’Illuminazione non è perciò la conseguenza dell’azione giusta e virtuosa, bensì di “una particolare condizione del sistema nervoso”, una condizione scientificamente verificabile. La meditazione è dunque una specie di psicoterapia, una scorciatoia che aggira il sistema junghiano. Ma a cosa conduce questa scorciatoia? “Alla restaurazione di una perduta integrità nella nostra concezione di noi stessi e del mondo” e quindi a quello stato di consapevolezza che Maharishi chiama ’coscienza cosmica’ o pura consapevolezza.
La chiarezza espositiva dell’autore e il suo equilibrio garantiscono che anche coloro per i quali è difficile accettare la meditazione o ciò che di essa viene proclamato, troveranno nel libro materia di profondo interesse. E i ’convertiti’ non avranno bisogno di incoraggiamento per assaporare i frutti dell’esplorazione di Campbell.

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