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L’Agopuntura – Filosofia, Tecnica e Applicazioni della Medicina Tradizionale Cinese

L’Agopuntura – Filosofia, Tecnica e Applicazioni della Medicina Tradizionale Cinese

Titolo originale: Acupuncture

Autore/i: Duke Marc

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione di J.W.C. Fox, traduzione di Andrea D’Anna.

pp. 240, 46 illustrazioni e 12 tavole b/n f.t., Milano

Nel 1966 all’Ospedale di medicina cinese di Pechino vengono presi in cura 151 paraplegici già dichiarati incurabili da medici di scuola «occidentale». Sottoposti al trattamento con l’agopuntura, nel giro di due anni 124 dei 151 pazienti sono in grado di camminare in modo autonomo: gli agopuntori hanno realizzato l’impossibile con l’impiego di una tecnica medica antica di 5000 anni. Non si trattava di uno dei tanti «miracoli» attribuiti all’agopuntura: nei principali ospedali e cliniche della Repubblica popolare cinese esercitano regolarmente medici dalla formazione professionale basata sui millenari sistemi di cura della tradizione orientale (agopuntura, medicina erboristica e massaggi), e oggi l’arte d’infiggere aghi nella pelle per curare malattie si affianca alla chemioterapia contro il cancro e agli interventi a cuore aperto.
In un sintetico quadro che abbraccia passato e presente di un’altra dimensione della medicina, Marc Duke spiega le radici storiche, racconta le origini sociali, delinea lo sviluppo teorico e pratico dell’agopuntura attraverso i tempi e nelle sue più attuali applicazioni. L’agopuntura è una guida senza miti e senza pregiudizi alla medicina tradizionale cinese, alle sue possibilità terapeutiche in rapporto con le scoperte scientifiche «occidentali», e nello stesso tempo è anche un bilancio, accessibile anche ai profani per la chiarezza dell’esposizione, per valutare una metodologia medica che cura affezioni comuni o diffuse (come per esempio raffreddori e artriti) e può servire nei più complicati interventi di alta chirurgia come nei trattamenti psicoterapeutici.

Marc Duke è nato a Manhattan nel 1942, ha studiato all’University of California for East Studies e alla Chinese School di Monterey (California). Legge, scrive e parla correntemente il cinese.

Donna Lupo di Montagna

Donna Lupo di Montagna

Autobiografia di un’Indiana Winnebago

Autore/i: Donna Lupo Di Montagna

Editore: Rusconi Libri

prima edizione a cura di Nancy Oestreich Lurie, premessa e prefazione di Ruth Underhill, traduzione dall’inglese di Piero D’Oro.

pp. 176, Milano

Visse la sua lunga esistenza quando gli Indiani avevano ormai sepolto l’ascia di guerra e, da bambina, aveva frequentato la scuola della missione luterana, studiato l’inglese e ricevuto il battesimo. Sebbene «acculturata» alla civiltà dei Bianchi, non aveva dimenticato le tradizioni tribali, che erano restate la matrice e il modello della sua vita.
Ricordi, emozioni, sensazioni di questa umile squaw si intrecciano in un avvincente racconto che la studiosa Nancy Lurie ha raccolto dalla viva voce della «vecchia signora indiana». I riti, i costumi, i piccoli lavori quotidiani, tutta la poesia d’un modo di vivere semplice, in armonia con la natura, riemergono con toccante freschezza da queste pagine dove la protagonista riafferma, intatto nel tempo, l’orgoglio di riappartenere ai Winnebago, i fieri Indiani della Foresta.

Donna Lupo di Montagna nacque nell’aprile del 1884 a Black River Falls, nel Wisconsin, e qui morì nel settembre del 1960. Si sposò, ebbe undici figli e trentotto nipoti. Da bambina lavorò come raccoglitrice di frutta, quindi si guadagnò da vivere intrecciando canestri da vendere ai turisti. Rimasta autenticamente indiana, anche dopo essere stata nominata «ufficiale sanitario» ricordava con rimpianto le estenuanti danze notturne per celebrare il Ritorno del Fuoco Incrociato.

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Premessa
Prefazione

Capitolo primo
Primissimi ricordi

Capitolo secondo
I modi per guadagnarsi da vivere

Capitolo terzo
Crescendo

Capitolo quarto
Il matrimonio

Capitolo quinto
La conversione al peyote

Capitolo sesto
Viviamo a Black River Falls

Capitolo settimo
Le medicine e una visione

Capitolo ottavo
Figli e nipoti

Appendice A
Prima versione dell’autobiografia

Appendice B
Commento di Nancy Oestreich Lurie

Appendice C
Guida per la pronuncia

Indici
Nomi di persone
Tribù indiane
Località

Gli Arapaho

Gli Arapaho

Il popolo del Sentiero dei Bisonti

Autore/i: Cole Trenholm Virginia

Editore: Rusconi Libri

prima edizione, premessa e prefazione dell’autrice, traduzione dall’inglese di Grazia Maria Griffini.

pp. 352, Milano

Fra le tribù delle Pianure dove, sulle orme dei bisonti da cui ricavavano quanto serviva loro per vivere, giunsero tra i primi, gli Arapaho sono gli Indiani più tipici. Eppure sono meno noti dei Sioux e dei Cheyenne, i confratelli a fianco dei quali parteciparono alla lotta contro gli invasori bianchi. Con il suo umanissimo saggio, basato su un’ampia documentazione inedita, Virginia Cole Trenholm solleva il velo che aveva avvolto questi Pellerossa in un’aura di mistero, a cominciare dal nome, certamente non originatosi all’interno della nazione (Arapaho sembra infatti derivare dalle parole pawnee tirapihu o laparihu, «compratore» o «commerciante», mentre A-ra-pa-hoe è forse un termine crow-sioux dal significato di «molti tatuaggi» o «Popolo Tatuato»), e porta un contributo definitivo alla conoscenza d’un popolo indomito, orgoglioso delle proprie tradizioni, di cui rievoca e ricostruisce in maniera esemplare storia, riti, sistemi di caccia, usanze familiari, apogeo e decadenza, fino al confino nelle riserve dell’Oklahoma e dello Wyoming dove, nel 1930, sopravvivevano in poche migliaia, privati d’ogni diritto di possedere un pezzo di terra.

Virginia Cole Trenholm vive a Cheyenne. nello Stato dello Wyoming. Ha dedicato la vita allo studio delle popolazioni indiane, occupandosi attivamente delle loro attuali condizioni di vita. È ritenuta la maggiore esperta del mondo degli Arapaho e degli Shoshoni. Nel 1994 ha pubblicato, sempre presso Rusconi Libri, in collaborazione con Maurine Carley, Gli Shoshoni. I Signori delle Montagne Rocciose.

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Premessa
Prefazione alla prima edizione

Capitolo primo
Il popolo dei Sentiero del Bisonte

Capitolo secondo
Alle sorgenti

Capitolo terzo
Un mondo di vivere

Capitolo quarto
«Tutte le Capanne»

Capitolo quinto
Il grande tepee dell’Uomo Bianco

Capitolo sesto
La Grande Strada di Medicina

Capitolo settimo
Il grande discorso

Capitolo ottavo
«Devono andarsene»

Capitolo nono
Rappresaglia

Capitolo decimo
«Un piccolo pezzo di terra»

Capitolo undicesimo
La nuova via

Capitolo dodicesimo
Nomi di persone
Tribù indiane

Non un Giorno ma Adesso

Non un Giorno ma Adesso

Autore/i: Ripellino Angelo Maria

Editore: Grafica

unica edizione stampata in 1000 copie, copertina e disegni di Achille Perilli.

pp. 64, illustrazioni b/n, Roma

Vivere è stare svegli

Vivere è stare svegli
e concedersi agli altri,
dare di sé sempre il meglio,
e non essere scaltri.

Vivere è amare la vita
con i suoi funerali e i suoi balli,
trovare favole e miti
nelle vicende più squallide.

Vivere è attendere il sole
nei giorni di nera tempesta,
schivare le gonfie parole,
vestite con frange di festa.

Vivere è scegliere le umili
melodie senza strepiti e spari,
scendere verso l’autunno
e non stancarsi d’amare.

Angelo Maria Ripellino (Palermo, 4 dicembre 1923 – Roma, 21 aprile 1978) è stato un traduttore, poeta, slavista e accademico italiano.
Dopo aver trascorso qualche anno in Sicilia, prima a Palermo e poi a Mazara del Vallo, la famiglia si trasferisce, nel 1937, a Roma dove il padre Carmelo insegna “Italiano e latino” nel liceo Giulio Cesare e, amico di Angelo Musco, frequenta l’ambiente del teatro.
Tra il 1940 e il 1943, il giovane Ripellino, che frequenta la facoltà di lettere presso l’Ateneo romano, collabora al Meridiano di Roma diretta da Cornelio Di Marzio, a Maestrale di Adriano Grande con poesie, saggi e recensioni.
Verso la fine della tragedia bellica si manifestano nel giovane i primi sintomi della tubercolosi che richiederà, qualche anno più tardi, un intervento di pneumectomia.
Durante i primi anni universitari, Ripellino dimostra una particolare preferenza per le letterature ispaniche e soprattutto per Capdevila, Machado, Jiménez e Garcìa Lorca, che lasciano forti tracce nel suo immaginario.
In seguito, divenuto allievo di Ettore Lo Gatto, slavista, che tiene seminari in una piccola stanza dell’Ateneo solamente per gli adepti, Ripellino segue la scelta della letteratura slava e nel 1945 si laurea con una tesi sulla poesia russa del Novecento che sfocerà nella famosa antologia pubblicata da Guanda del 1954, riedita da Feltrinelli nel 1960 e che riceverà il premio “Selezione Marzotto” nel 1955.
Nel 1946, su consiglio del suo professore, si reca a Praga per prendere la specializzazione in ceco e all’Istituto di Cultura italiana, dove tiene un corso sulla letteratura italiana del Novecento. Nel 1947 si reca nuovamente a Praga dove frequenta i pittori e i poeti della Skupina 42. […]
Il 1960 sarà anche l’anno della pubblicazione del suo primo libro di poesie, Non un giorno ma adesso per le edizioni Grafica di Achille e Luciano Cattania, mentre dalla casa editrice Lerici esce la traduzione delle Poesie di Aleksander Blok con un ampio saggio di introduzione. Nel frattempo collabora con profondi e sempre vari articoli a “L’Europa letteraria” e a “Tempo presente”. […]
Nel 1976 esce la sua quinta raccolta poetica, Lo splendido violino verde alla quale seguirà nel 1977 Autunnale barocco che ottiene il premio “Prato”.
Il 21 aprile 1978, a causa di un collasso cardio-circolatorio, muore a Roma.

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  • Come un pupazzo di Schlemmer
  • Quest’anno a febbraio
  • Tutto si perde
  • Teatro
  • Transvaal
  • Come biscotti secchi
  • Una donna
  • Dopo la pioggia
  • Un giuoco cinese
  • Cosi cosi
  • La notte di Varsavia
  • Dietro Grodzisk Mazowiecki
  • Nasce
  • Poesia 59
  • Piccolo circo
  • Dottor Zivàgo
  • Profezia
  • Gli acini della luna
  • Solanum Dulcamara
  • I rossi lunghi tram di Leningrado
  • Come orsi verdi
  • Senza di te
  • Il sonatore di viola
  • Lungo i campi polacchi
  • Come elefanti di mogano
  • La montagna come un automa
  • Spettacolo infame
  • Come cilindri
  • Mattino
  • Schwitters
  • Fuga
  • Inutihnente Kao-o-Wang
  • Il cigno Iscanus
  • A un certo punto
  • Siamo tutti dispersi nello spazio
  • Il principe Abchazi
  • Benvenuto tra noi signor Tumlír
  • Le nozze
  • Domenica
  • Amleto
  • Su una sedia di paglia
  • Anno nuovo
  • La molla
  • Un vecchio violino tarlato
  • D’improvviso
  • Il sole velloso
  • Apologo
  • Epistola al signor Perilli
  • Vivere è stare svegli

Vasilij III Ivanovič Granprincipe di Mosca

Vasilij III Ivanovič Granprincipe di Mosca

(1503-1533)

Autore/i: Sbriziolo Itala Pia

Editore: M. D’Auria Editore

da pp. 90 a 199 testo russo a fronte, premessa dell’autore, collana: Biblioteca M. D’Auria collana diretta da Fabrizio Conca e Ugo Criscuolo, in copertina: Vasilij III, granprincipe di Mosca Archangel’skij Sobor, Cremlino di Mosca XVII sec.

pp. 224, Napoli

Sommario:

Premessa

Capitolo I

Il regno di Vasilij III Ivanovič
Tavola genealogica

Vasilij III e Sigismund di Lituania

Vasilij III e lo carstvo di Crimea

Vasilij e il khanato di Kazan
Tavola dei governanti di Kazan
Tavola genealogica degli appartenenti ai khanati di Kazan, Crimea e di Amsterdam

Capitolo II

“Sofiskaja Vtoraja Letopis’” (anni 1502-1511)

“Narrazione sulla presa di Pskov”

“La presa di Smolenks”

“La grave malattia dello car’ Machmet-Amin’…”

Narrazione sulla malattia e la dipartita di Vasilij III”

Bibliografia
Indice dei nomi

Lo Sciamano – Il Maestro dell’Estasi

Lo Sciamano – Il Maestro dell’Estasi

Titolo originale: Shaman. The Wounded Healer

Autore/i: Halifax Joan

Editore: Red Edizioni

prima edizione, traduzione dall’originale inglese di Nicoletta Della Casa.

pp. 152, interamente e riccamente illustrato a colori e b/n,

«Dopo avere assaporato l’immortalità il riso della compassione sgorga dal suo cuore di uomo.»

Lo sciamano è una figura chiave delle culture tradizionali, di oggi e di ieri: guaritore, veggente, poeta, depositario del sapere comune. Vero e proprio “Signore delle soglie”, si serve della trance e dello stato di estasi per dominare le forze invisibili della natura, per accompagnare le anime nell’aldilà e penetrare nel regno della visione, per trascendere le categorie di spazio e di tempo.
Dalle pitture rupestri del Paleolitico, sino ai moderni romanzi di Carlos Castaneda, tracce di sciamanesimo giungono fino a noi. Rintracciare i tratti comuni che, nelle attività sacre delle donne e degli uomini “condannati all’ispirazione”, nelle loro parole, nei rituali e nei dipinti, uniscono l’Australia degli aborigeni con la Siberia, il Giappone con le foreste dell’Orinoco è la sfida che lancia questo libro. La seria informazione e il ricco corredo iconografico sono gli strumenti di cui si serve.

Tantra – Devozioni Amorose

Tantra – Devozioni Amorose

Autore/i: Anonimo

Editore: Franco Maria Ricci Editore

l’edizione è stata curata da Laura Casalis, introduzione di Gabriele Mandel, l’Editore ringrazia Ravi Kumar per la collaborazione data alla ricerca iconografica, collana: Iconographia.

pp. 96, interamente e riccamente illustrato a colori, Milano

«La nostra sorte è incerta, la nostra vita insicura; non sappiamo perché né dove ne’ quando. Abbiamo i nostri sogni per illuderci e le nostre fantasie per difenderci. È poca cosa contro il buio immenso che preme alle porte del nostro pensiero, ma a volte questa manciata di ideali si sublima in opere d’arte durature, in concetti filosofico-religiosi che trasuperano il limitato e il transitorio. Uno di questi, uno dei più alti e significativi e il Tantrismo; grazie al quale i nostri atti comuni si trasformano nella raffigurazione dell’Universo, e siamo in grado di ripeterne la Creazione, di realizzare noi stessi, di trasuperare ogni limite contingente.
Tantrismo e parola sanscrita derivata dalla radice tan, che evoca “l’espansione”; per cui identifica la conoscenza di tutto ciò che conduce alla coscienza dell’Essere, e designa anche i testi in cui questa Via vien trattata. Dando credito alle supposizioni che si possono intessere sui reperti archeologici della Civiltà della Valle dell’Indo potremmo far risalire il Tantrismo ad almeno cinquemila anni or sono,: e sicuramente esso ha influito sul buddhismo, sul jainismo e sull’induismo. Qui ne vediamo l’aspetto immediato ed esteriore del rituale ultimo: l’accoppiamento simbolico, per cui queste immagini, che possono superficialmente apparire come curiose rappresentazioni di un erotismo delineato con ingenuità folkloristica, lette con la chiave opportuna si dimostrano simbolo di elevazione trascendentale per il raggiungimento della Verità suprema di là dal limitato e dal fenomenico.[…]» (Dall’introduzione di Gabriele Mandel)

Le Droghe e la Mente

Le Droghe e la Mente

Un biologo spiega i fatti e i miti relativi alle droghe e ai farmaci che influiscono sui processi mentali – La storia – La leggenda – L’uso per scopi ludici, come trattamento delle malattie mentali, come ricerca del proprio io.

Autore/i: De Ropp Robert S.

Editore: Cesco Ciapanna Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Gianfranco Mantegna.

pp. 280, Roma

Tra l’attività molecolare del cervello e l’esperienza mentale degli esseri umani esiste una frattura che non siamo capaci di colmare. Ma una cosa è certa: la chimica del cervello è il substrato della mente, e ciò che la altera avrà effetto sulla mente stessa. Come le “droghe della mente” facciano questo, è l’oggetto di questo libro. (Robert S. De Ropp)

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Introduzione

Parte I – Il Giardino Magico

  • La lusinga del giardino
  • La mente e la mescalina
  • La mente e la marijuana
  • La mente e l’oppio
  • Alcool e tabacco
  • Infusi misteriosi e infusi casalinghi
  • Psichedelici sintetici
  • Qualche conclusione

Parte II – Menti Malate: Nuovi Farmaci

  • La chimica della follia
  • Farmaci che guariscono la mente

Parte III – Mente e Materia

  • La chimica del cervello
  • Un’apertura sul futuro

Bibliografia
Indice analitico

Cinque Nō Moderni

Cinque Nō Moderni

Titolo originale: Kindai Nōgakushū

Autore/i: Mishima Yukio

Editore: Ugo Guanda Editore

introduzione di Donald Keene, traduzione dal giapponese e cura di Lydia Origlia, in copertina: Kumisada, L’attore Ichikawa Danjuro VII nel ruolo di Suyawara no Michizane, 1814 ca.

pp. 168, Milano

Forse, il teatro come regia e il teatro come drammaturgia, cioè come riscrittura perpetua di un testo precedente, non è altro che il punto più organico e avanzato della teoria di Oscar Wilde, la critica come arte… Che cos’è il patrimonio drammaturgico se non il deposito di un museo? E che cos’è la regia se non una Continua opera di restauro? In particolare il teatro nō, che più utilmente potrebbe essere accostato all’europeo teatro d’opera. Ne restano circa cinquecento testi, scritti tra il XIV e il XVI secolo; e Yukio Mishima se ne è fatto brillante interprete tra i moderni, riscrivendone alcuni dei più famosi. No significa «abilità». Ma è un teatro ben lungi dall’esaurirsi nel suo difficile rituale. C’è anche un prestigio simbolico che consiste, essenzialmente, nel rappresentare storie di morti, storie di fantasmi. Teatro come museo ovvero luogo istituzionale della ripetizione, del ritorno, il teatro nō è teatro allo stato puro, teoria critica che sempre si aggiorna nell’evocazione del testo scomparso.
Nessuno meglio di Mishima avrebbe potuto resuscitare quell’antica fama: laddove ognuno dei suoi esponenti, dietro la patina della scintillante mondanità, del verbo elusivo e corrivo, non cessa di riaprire la «piaga» della tradizione, riprendere l’interrotto dialogo con i morti e, infine, trascrivere nell’accessibilità di una veloce drammaturgia contemporanea il mistero e la staticità dell’essere tragico, della tragedia antica.

Yukio Mishima, uno dei più famosi scrittori giapponesi contemporanei, nacque a Tokyo nel 1925 e morì suicida nel 1970.
Tra le sue numerose opere ricordiamo: Confessioni di una maschera (1949), La voce delle onde (1954), Il padiglione d’oro (1956), Il sapore della gloria (1963), e, in queste edizioni, Sole e acciaio (1968), Madame de Sade (1968) e Il mio amico Hitler (1968).

Una Stanza Chiusa a Chiave

Una Stanza Chiusa a Chiave

Autore/i: Mishima Yukio

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

nota introduttiva di Antonio Franchini, traduzione di Lydia Origlia.

pp. 96, Milano

«La bambina continuò a fissarlo ostinatamente.
Increspò appena le labbra, proprio con l’espressione che assumono le donne quando pensano che il bacio appena ricevuto sia la cosa più importante della loro vita.»

Chiuso a chiave nella sua stanza, Kazuo osserva il crollo del mondo, la caduta di tutti i valori tradizionali, rapidamente infranti e dimenticati, nel caotico ed edonistico Giappone del dopoguerra.
L’unica cosa che, ai suoi occhi, mantiene ancora un significato è la carne, ed è appunto la carne, quella di una bambina di nove anni che tiene prigioniera, che Kazuo si appresta a profanare in una camera silenziosa e segreta come una tomba.
Un romanzo eccessivo, feroce, realistico e simbolico nello stesso tempo, nel quale lo scrittore giapponese Yukio Mishima (1925-70) traspone tutto il suo orrore per la società contemporanea e la sua attrazione per la morte, quegli stessi sentimenti che, anni dopo, lo porteranno a darsi la morte seguendo l’antico rituale dei samurai.

Figli della Dea Madre – Storia dei Neonati nel Mediterraneo

Figli della Dea Madre – Storia dei Neonati nel Mediterraneo

Autore/i: Autori vari

Editore: Hygeia Press

prima edizione, a cura di Vassilios Fanos e Murat Yurdakök, prefazione di Giuseppe Buonocore, prefazione di Paolo Giliberti, prefazione di Gianpaolo Donzelli, introduzione degli autori.

pp. 224, nn. illustrazioni b/n, Quartu Sant’Elena (Cagliari)

Questo libro racconta la nascita attraverso la storia, il mito, le arti figurative e i rituali millenari tramandati sullo sfondo del Mediterraneo. Si delineano le radici profonde della nostra civiltà e le trasformazioni intervenute all’interno della famiglia, della società e del sapere medico. L’attenzione si focalizza sul ruolo della donna, sull’accoglienza del neonato, sulla percezione sociale dell’allattamento al seno, e su terreni meno esplorati quali la fertilità e l’adozione. Ne emerge una rappresentazione culturale della nascita divisa tra antiche usanze e una visione sempre più scientifica della gravidanza e del parto.
Questo saggio contribuisce a un approfondimento delle illness narratives, favorendo la ricerca di una convergenza tra il linguaggio medico settoriale e il linguaggio dell’esperienza culturale, perché la evidence based medicine non si contrapponga alla narrative based medicine, ma i due linguaggi convergano verso una complementarità che possa rafforzare l’alleanza tra medico e paziente.

«Questo libro tratta di storia e di tradizioni intorno al concepimento, alla nascita e alla cura dei neonati nella cultura europea, in particolare nell’area che gravita verso il Mediterraneo. La storia e le tradizioni fanno parte di un bagaglio culturale che accomuna medici e pazienti e si esplica in un linguaggio condiviso, che rende possibile la comunicazione.» (Giuseppe Buonocore, Presidente UENPS – Union of European Neonatal and Perinatal Societies)

«L’evento nascita ha assunto, in tutte le epoche e in tutte le culture, le connotazioni del mito, il tocco del magico, il simbolismo del soprannaturale. Oggi, nel momento in cui affermiamo il diritto del nuovo nato a essere “persona”, ricordare il passato aiuta a trovare le soluzioni giuste alle tante domande, ancora disattese.» (Paolo Giliberti, Presidente SIN – Società Italiana di Neonatologia)

«Nel libro viene con forza ribadito che la nascita è un evento politico e sociale, appartiene alla storia del singolo cittadino-neonato, alla donna e all’uomo da cui nasce, all’intera società. La lettura del libro è indicata per chi opera nelle scienze neonatologiche, pediatriche, perinatologiche, a qualsiasi livello, storico, sanitario, psicologico, sociologico, antropologico, e a tutti gli studenti universitari, nei percorsi di formazione in queste discipline.» (Gianpaolo Donzelli, Presidente SIMP – Società Italiana di Medicina Perinatale)

Autori: Cristina Areias, Alessandra Atzei, Luigi Cataldi, Marinella Corridori, Giovanni Corsello, Matteo Della Monica, Gianpaolo Donzelli, Thamianos Fanos, Italo Farnetani, Nadia Maria Filippini, M. Giuseppina Gregorio, Hercflia Guimaraes, Roberto Mauri, Luigi Memo, Amélia Ricon-Ferraz, Marcella Testa, Teresa Tomé, Francesco Tregnaghi, Kyriakì Tsotra, Alice Vuoso-Mauri.

Vassilios Fanos Direttore Terapia Intensiva Neonatale, Puericultura e Nido, Azienda Mista di Cagliari. Pediatra, Neonatologo, Igienista. Professore Associato di Pediatria, Università degli Studi di Cagliari. Tesoriere della Società Italiana di Neonatologia. Fondatore, Past Consigliere e Scientific Officer UENPS (Union of European Neonatal Perinatal Societies). Relatore e moderatore in numerosi convegni, organizzatore e segretario scientifico di molti congressi e corsi di aggiornamento, revisore di riviste mediche internazionali, autore di numerosissime pubblicazioni e di vari libri.

Murat Yurdakök Professore di Pediatria, Consulente in Neonatologia Università Hacettepe di Ankara. Presidente della Società Turca di Neonatologia, Past-President della Società Turca di Pediatria, Presidente UCENS (Union of Central Eurasian Neonatal Societies), Presidente UMENS (Union of MEditerranean Neonatal Societies), Segretario UENPS (Union of European Neonatal Perinatal Societies). Autore di numerosissime pubblicazioni e di vari volumi, ha organizzato numerosi convegni e corsi di aggiornamento ed è stato relatore e moderatore in molti congressi.

La Preghiera nella Vita

La Preghiera nella Vita

Sfida e dono

Autore/i: de Carvalho Azevedo Marcello

Editore: Editrice Àncora

introduzione dell’autore.

pp. 272, Milano

«Questo libro scaturisce da una convinzione personale sulla necessità della preghiera. Essa è tanto indispensabile alla vita della nostra fede, quanto l’aria pura e l’acqua alla nostra sopravvivenza… Scritto con il tempo e nel tempo, questo libro non deve essere letto senza prender tempo. Pregato dall’autore prima di essere scritto, esso sarà più propriamente pregato che letto da chi lo usa… Radicato nella Scrittura e fortemente poggiato su di essa, il libro suppone che il lettore tenga costantemente la Bibbia in mano, che cerchi di riflettere personalmente sui testi citati…».
Sono alcune delle affermazioni perentorie con cui l’autore apre il libro e ne danno la fisionomia prima ancora di offrirne i contenuti, che vengono organizzati nelle seguenti sezioni: Indole e urgenza della preghiera cristiana; Aspetti della preghiera cristiana nei quattro Vangeli; La preghiera di Gesù e la preghiera cristiana; La preghiera di Maria e la preghiera cristiana; La preghiera di Paolo e la preghiera cristiana; Preghiera, discernimento e crescita nella fede.
L’autore, inoltre, aggiunge ai capitoli alcune note di grande interesse: Povertà della persona. Rinunciare al dominio del proprio processo di crescita nella fede; Preghiera relazionale. Certezza del dono e risposta attiva a questo dono; Preghiera non intimistica. Preghiera aperta a Dio e agli altri, realista e feconda, contemplativa e attiva; Dimensione teologale e trinitaria della preghiera cristiana; Preghiera impegnata. Articolazione tra preghiera e vita, tra preghiera e conversione personale, tra preghiera e trasformazione sociale.
Ci troviamo di fronte a un’opera che è piuttosto un sussidio alla preghiera che un testo di lettura continua e discorsiva, destinata a emergere nel folto panorama della letteratura sull’argomento.

Sai Baba – La Divinità Vivente

Sai Baba – La Divinità Vivente

La vita, i prodigi, gli insegnamenti del più grande Guru vivente.

Autore/i: Shakuntala Balu

Editore: Armenia Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Mario Monti.

pp. 368, nn. fotografie b/n, Milano

È quanto meno straordinario che ai giorni nostri un uomo sia adorato come un Dio in un tempio tradizionale da parte di una moltitudine di fedeli per i quali il solo parlargli è un’estasi, un dono prezioso toccargli i piedi, un volo dell’anima cantare i suoi canti.
Quest’uomo è Sri Sathya Sai Baba.
L’autrice, che ha avuto l’occasione di sentirlo parlare e di parlargli personalmente, di studiare gli innumerevoli avvenimenti che si svolgono attorno a lui, descrive in questo volume, nel modo più oggettivo possibile, tutto ciò che ha visto, udito e imparato negli anni trascorsi accanto alla Divinità Vivente.
Ne risultano pagine «vive», ricche di saggezza, testimoni dell’affascinante e sfaccettata personalità di Sai Baba, dei suoi poteri sovraumani, del suo incredibile carisma.
Credere o no in lui è una scelta individuale che ognuno deve fare in base alle proprie convinzioni e non e scopo di questo volume creare nuovi adepti, ma portare a tutti l’indiscutibile e universale messaggio d’amore che trasfonde dalla vita e dagli insegnamenti di Sai Baba.

Il Problema Politico dei Cattolici

Il Problema Politico dei Cattolici

Autore/i: Del Noce Augusto

Editore: UIPC – Unione Italiana per il progresso della cultura

pp. 132, Roma

«L’Unione Italiana per il Progresso della Cultura raccoglie, in questo quaderno, due scritti di Augusto Del Noce, l’uno sul problema politico dei cattolici, che formò oggetto di una relazione al Convegno di studio della Democrazia Cristiana, svoltasi a Lucca, nell’aprile ’67, e l’altro sul progressismo cattolico, che è il testo – profondamente rielaborato – di una conferenza tenuta al Teatro Carignano di Torino, nel febbraio ’66.
Seguono alcune conclusioni aggiunte dall’Autore per riassumere le idee essenziali e le tesi sostenute riguardo alla sua interpretazione politico-religiosa anziché politico-economica della storia contemporanea. Le linee principali di questa interpretazione si ritrovano nell’opera fondamentale di Del Noce «Il problema dell’ateismo» che segna un momento cruciale negli studi italiani sui presupposti teologici e cristiani che si annidano in larga parte della filosofia moderna. Secondo il Del Noce, se non si ammette l’interpretazione religiosa della crisi, che si manifestò nelle due guerre mondiali, e che viviamo tuttora, non c’e altra possibilità che l’interpretazione politico-economica di tipo marxista. La sua diffusione ha dato luogo a certe nuove tendenze o reviviscenze del mondo cattolico, che sono i vari progressismi e neomodernismi: forme che si possono criticare nelle loro radici, senza però indulgere a posizioni, comunque dissimulate, di conservazione o di reazione.
Se, dunque, è vero che il tormento metafisico, ideologico e religioso del nostro tempo è proprio la ricerca di nuove forme di pensiero più aderenti alle concrete situazioni del mondo moderno, i due scritti di Del Noce hanno il merito di introdurre una nuova analisi della storia contemporanea dell’Italia, che si collega, muovendo da diversi punti di partenza e procedendo per altre vie, a quella che Croce chiamava una sua idea fissa, ma che successivamente fu troppo dimenticata, della natura religiosa della crisi di oggi. […]» (Antonio Ciampi, novembre 1967)

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Avvertenza

P A R T E   P R I M A

IL PROBLEMA POLITICO DEI CATTOLICI

I –    Premessa

II –   Un problema culturale nuovo: il pensiero cattolico dinanzi alla società del benessere

III –  Il problema dell’unità politica dei cattolici

IV –   L’autonomia della Democrazia Cristiana

P A R T E   S E C O N D A

IL PROGRESSISMO CATTOLICO

I –    Il nemico interno

II –   Quindici tesi sulla storia contemporanea

III –  I caratteri essenziali del neomodernismo

IV –   Il dialogo

V –    Il servizio della pace

VI –   Nuove forme d’intesa?

VII –  Alleanza russo-americana?

VIII – Origini e contraddizioni del progressismo cattolico

IX –   Conclusione

Il Visitatore

Il Visitatore

Un testimone oculare nel misterioso Giappone del XVI secolo

Autore/i: Volpi Vittorio

Editore: Edizioni Piemme

prima edizione, premessa, ringraziamenti e prefazione dell’autore .

pp. 398, Casale Monferrato (AL)

…”Si può dire con certezza che il Giappone sia un mondo al rovescio…Quelli che vengono qui dall’Europa si trovano di fronte a cose così nuove che, come i bambini, devono imparare a mangiare, a sedersi, a parlare…” (Alessandro Valignano, 1579 )

Giappone, favolosa terra del Sol Levante, dove l’oro e la ricchezza scorrono a fiumi. Questo, tramandato dal Milione di Marco Polo, e poco altro, era quanto in genere si diceva nell’Europa del XVI secolo di quel lontano paese.
A differenza dei suoi compatrioti, invece, il gesuita Alessandro Valignano conosce bene la realtà e il mistero del continente asiatico e delle sue millenarie civiltà. E non è immune al loro fascino. Quando, nel 1579, sbarca per la prima volta nell’isola di Kyushu come Visitatore della Compagnia di Gesù, sa che lo attende una sfida. Sa che lo attende una sfida. Sa che per cercare di conquistare al suo messaggio un popolo così diverso, dovrà prima accettare di costruirsi una nuova visione del mondo. Osservare e ascoltare è l’esempio che Valignano dà ai suoi compagni, adeguarsi ai costumi del luogo, fino quasi a confondersi con i giapponesi stessi. Nonostante il Giappone bruci di guerre e contese tra i signori feudali, nonostante gli editti anticristiani e l’intolleranza di alcuni dittatori, la sua opera non si ferma. Anche a dispetto di chi, in Europa, parla addirittura di eresia.
Attraverso gli occhi di un testimone oculare rivive la storia del Giappone del Cinquecento, con la sua barbarie e la sua illustre e affascinante civiltà.

Vittorio Volpi è uno dei massimi esperti italiani del paese del Sol Levante, dove ha vissuto per trent’anni. Milanese, laureato in Economia e commercio alla Università Cattolica, attualmente ricopre l’incarico di regional manager per l’Italia del gruppo UBS. Dal Giappone ha collaborato a lungo con il Corriere della Sera, scrivendo articoli sull’economia nipponica.
Tra i libri pubblicati, Il Giappone: nemico o concorrente? e Giappone. L’identità perduta, tradotto in giapponese, inglese e coreano.

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Indice

Premessa
Ringraziamenti
Prefazione

I. Il Giappone incontrato dai primi europei

1.1 Il background storico culturale

1.2 Sengoku Jidai – il periodo del paese in guerra (1467-1568)

1.3 Un paese di contadini poveri

1.4 Il potere ai samurai

1.5 Le donne giapponesi nel XVI secolo

1.6 La situazione religiosa del Giappone

II. Alessandro Valignano nell’Estremo Oriente del XVI secolo

2.1 Il giovane Valignano: Chieti, Padova e Roma

2.2 Opposizioni e arrivo in Oriente

2.3 La prima visita in Giappone e la riorganizzazione della missione

III. L’Europa visitata da nobili giapponesi

3.1 Il progetto di Valignano

3.2 La Spagna e l’Italia rinascimentali viste da Ito Mancio

3.3 Due culture a confronto

IV. Il Giappone in trasformazione

4.1 Il Giappone in un periodo ricco di fermenti

4.2 Toyotomi Hideyoshi e la seconda visita di Valignano in Giappone

4.3 L’invasione della Corea

4.4 La terza visita e la sintesi dell’opera di Valignano in Giappone

V. Valignano, precursore dell’inculturazione

5.1 L’epopea cristiana in Giappone

5.2 I giapponesi di fronte ai “barbari del sud”

5.3 La via giapponese all’evangelizzazione

5.4 Valignano apostolo, mercante, banchiere, diplomatico, grande organizzatore

5.5 Una lezione per l’oggi

5.6 Valignano e la Cina

VI. Bufera sulla chiesa giapponese e “paese in catene”

6.1 Portoghesi, spagnoli, inglesi e olandesi in contrasto sui mari orientali

6.2 Le contese tra gli ordini religiosi. Verso la proibizione del cristianesimo

6.3 Le persecuzioni e la rivolta di Shimabara

6.4 Il “paese in catene”

6.5 L’eredità cristiana

6.6 Gli ultimi anni di Valignano a Macao

6.7 Maestro a distanza di secoli

°Conclusioni

° I protagonisti del libro

° Europa e Giappone a cavallo tra XVI e XVII secolo

° Testi di riferimento di Alessandro Valignano

La Vita di Ramakrishna

La Vita di Ramakrishna

Mistica ed azione dell’India vivente

Autore/i: Rolland Romain

Editore: Mithras

traduzione di Raffaele Capuano.

pp. 340, Roma

Sommario:

Introduzione
Avvertimento al lettore d’Occidente
Avvertimento al lettore d’Oriente

LA VITA DI RAMAKRISHNA

Preludio

  • I – Il Vangelo dell’infanzia
  • II – Kalì la madre
  • III – I due Maestri della conoscenza: la suora bramina e Totapuri, «l’uomo affatto nudo»
  • IV – L’identità con l’Assoluto
  • V – Il ritorno fra gli uomini
  • VI – I costruttori dell’unità: Ram Mohun Roy, Devendranath Tagore, Keshab Chunder Sen, Dayananda
  • VII – L’incontro di Ramakrishna con i grandi pastori dell’India
  • VIII – L’appello ai discepoli
  • IX – Il Maestro e i suoi discepoli
  • X – Il discepolo amato: Naren
  • XI – L’ultimo canto
  • XII – Il fiume rientra. nel mare

Epilogo

APPENDICE

I – la fisiologia dell’ascesa indiana
II – Le sette valli della meditazione
III – Saradadevi e i briganti

Gli Extraterrestri

Gli Extraterrestri

Titolo originale: Les Extra-Terrestres dans l’Histoire

Autore/i: Bergier Jacques

Editore: Edizioni Mediterranee

presentazione di G. de Turris e S. Fusco, prologo dell’autore, traduzione di Roberta Rambelli, in copertina: l’Arcano Maggiore n° 7 dei Tarocchi, Il Carro.

pp. 180, Roma

In questa sua nuova opera, più straordinaria e interessante delle precedenti, Jacques Bergier afferma che esseri extraterrestri hanno visitato il nostro pianeta, influenzando il destino dell’uomo. L’autore dimostra come ancora oggi esistano tracce evidenti del loro passaggio e, con il rigore scientifico che Io contraddistingue, cita soltanto casi certi, che possono essere spiegati solo da un intervento extraumano. Tra le rovine dell’antica Bagdad, ad esempio, sono state trovate delle pile elettriche, mentre uno studio approfondito ha dimostrato che le mappe dell’ammiraglio Piri Reis, copiate nel XVI secolo da documenti molto più antichi, non possono essere state rilevate che da oggetti volanti. In questo volume, l’autore ha riunito numerosi casi del genere, tutti provati e tutti spiegabili soltanto attraverso la presenza degli extraterrestri.

Ecco un nuovo «saggio dell’assurdo» di Jacques Bergier, che provocherà non pochi dubbi e perplessità nei rappresentanti e nei fautori della scienza ufficiale, la cosiddetta scienza razionalistica che si è elevata ad unico giudice di tutto ciò che è pensabile o fattibile.
Bergier, infatti, non con personali teorie e supposizioni, ma sulla base dei fatti, dimostra che gli extraterrestri esistono. Non solo essi esistono, ma da molti secoli intervengono di tanto in tanto per indirizzare, correggere e variare il corso della storia umana.
È da notare che la formazione culturale di base di Jacques Bergier è prettamente scientifica. Eppure, i suoi incredibili saggi portano quasi sempre «al di là» della scienza.
Ciò avviene particolarmente in questo libro, in cui sono esposti in una incalzante sequenza avvenimenti provati, ritrovamenti di carattere archeologico, fatti incontrovertibili confortati da testimonianze certe, che la scienza tende ad «ignorare», a «trascurare», distratta com’è da tanti altri problemi conoscitivi.
Bergier non emette giudizi; si limita a presentare i casi in maniera tale che tutti i lettori, scienziati o no, possano farsene un’opinione documentata e personale, al di fuori di astratte teorie e di dubbie affermazioni di carattere «ufficiale».

Risveglio

Risveglio

Con gli esercizi delle antiche scuole esoteriche

Autore/i: Brizzi Salvatore

Editore: Anima Edizioni

pp. 310, illustrazioni b/n, Milano

Questo è il terzo titolo della serie “La trilogia della trasmutazione” – gli altri due sono “Officina alkemica” e “La porta del mago” – che Salvatore Brizzi ha voluto portare a termine con il fine di “consegnare un sistema di risveglio completo a chiunque voglia divenire qualcosa di più di un burattino nelle mani della società”. Anche questo può essere letto come un libro a sé, in quanto illustra in maniera completa il lavoro dal punto di vista teorico e, soprattutto, pratico. Il testo è una sintesi del “Corso di risveglio della coscienza” che Brizzi propone in diverse città d’Italia, e contiene tutti i relativi esercizi settimanali di «ricordo di sé». Preziosi gli scambi domande/risposte con i partecipanti al corso, che sono riportati alla fine di ogni capitolo. Un libro da mettere in pratica giorno dopo giorno fino alla completa trasformazione di sé.

Salvatore Brizzi, partendo dallo studio dei metodi di trasmutazione alchemica delle emozioni, Salvatore Brizzi si occupa di trasmettere attraverso la sua attività di scrittore e conferenziere i principi della creazione della propria realtà, affinché l’individuo non continui a idolatrare il Mondo come un dio onnipotente al di fuori di sé. Si ispira alla figura del monaco-guerriero per educare l’essere umano a divenire un vero leader, il Re del suo Regno, in qualunque attività decida di intraprendere. La sua formazione comprende: la Quarta Via di Gurdjieff, le opere di Alice Bailey e H.P. Blavatsky, l’Agni Yoga, l’applicazione pratica dei Vangeli. È un esperto di Alchimia trasformativa e tiene corsi e seminari in diverse città.

Magia dei Nomi

Magia dei Nomi

541 nomi e la loro influenza sul destino umano

Autore/i: Kolosimo Caterina

Editore: Sugar Editore

prefazione dell’autrice.

pp. 320, Milano

In che misura il nome che portiamo condiziona la nostra esistenza? Al primo momento si potrebbe essere tentati di sorridere ad una domanda del genere; ma, se si riflette un attimo, si comprenderà che la risposta non è poi così ovvia. Senza addentrarci in una discussione senza fine, si può purtuttavia dire che un nome corrisponde (più o meno, naturalmente) alla persona che se l’è scelto e che ad esso risponde.
Se non si è convinti, si può iniziare un gioco divertente: prendete questa Magia dei nomi e confrontate se quel che pensate d’un amico o d’una amica corrisponde a quanto riportato nel libro.
Avete, ad esempio, uno zio che si chiama Cesare?
Ebbene, secondo Caterina Kolosimo, egli avrà uno spiccato senso degli affari, inventiva, ma, purtroppo, nei rapporti con gli altri si manterrà sempre un po’ distaccato e freddo. Vostra figlia è fidanzata con un Ludovico? Molto bene: il ragazzo le rimarrà fedele per tutta la vita; ma se il nome dell’innamorato è Aldo cacciatelo immediatamente: insofferente com’è ai legami, fuggirà alla prima occasione. State per sposarvi con una Mafalda? Attenzione: ben presto si dimostrerà autoritaria e vorrà imporre la sua forte personalità su tutti. Prendetevi piuttosto una Concetta il cui carattere remissivo, anche se un po’ triste, v’assicura una vita serena. Uno dei vostri amici si chiama Adriano? Siete fortunati: è altruista e generoso. Diffidate però di Michele i cui sbalzi d’umore lo rendono spesse volte enigmatico ed incomprensibile.
Questa divertente Magia dei nomi, insomma, potrà diventare un utile strumento: nelle tre parti in cui è divisa (la prima per i nomi più consueti, la seconda per quelli meno diffusi, la terza per quelli strani) troverete tutto ciò che più o meno vi può interessare sul carattere dei vostri conoscenti. Se poi, nel corso della lettura, scoprirete che il nome che portate non vi s’addice per nulla, ribattezzatevi adottando, ad esempio, Agilulfo il cui significato (deriva dal tedesco e vuol dire «lupo terribile ») è, di per sé, tutto un programma.

Le Vie del Buddha

Le Vie del Buddha

Vita, Pensiero, Insegnamenti

Autore/i: Bercholz Samuel; Kohn Sherab Chödzin

Editore: Edizione CDE

prefazione di Bernardo Bertolucci, introduzione degli autori, edizione italiana a cura di Alessandra Di Paola, Metella Paterlini, Anna Rusconi.

pp. VII-376, nn. illustrazioni b/n, Milano

“Di questo parla il Dharma del Buddha: di come riconoscere la nostra condizione psicologica a lavorare su di essa per poterci risvegliare dai suoi aspetti più confusi. | buddisti seguono la via indicata dal Buddha per riprendersi dalla confusione dell’ego”.
Il “Dharma del Buddha”, il corpo di pratiche e dottrine spirituali noto in Occidente con il nome di buddismo, è nato in Asia più di duemilacinquecento anni fa e riscuote oggi in tutto il mondo un’attenzione sempre più profonda.
A chi si accosta per la prima volta a questo affascinante filone di pensiero e a chi desidera approfondirne la conoscenza con un’informazione sicura, Samuel Bercholz e Sherab Chodzin Kohn offrono, con il racconto della vita di Buddha e la storia della diffusione della sua dottrina, un’antologia di testi classici e contemporanei che illustrano i “tre veicoli”, le tre correnti storicamente più importanti del pensiero buddista: Hinayana, Mahayana e Vajrayana.
Ai testi dei grandi maestri si accompagnano un’introduzione alla pratica della meditazione (lo strumento più importante della spiritualità buddista) e alcuni capitoli dedicati a rispondere agli interrogativi che più frequentemente lo spirito occidentale si pone di fronte a due temi cardine: il significato del karma (le conseguenze delle azioni umane) e la reincarnazione. Una lettura appassionante e complessa, che mette il lettore in contatto diretto con le fonti della tradizione buddista, ma gli promette anche nuove prospettive concrete di vita quotidiana. Le vie del Buddha è, infatti, anche un invito personale a “entrare nella corrente del Dharma” come in un fiume fatto di idee e di intuizioni sull’essenza dell’uomo, allo scopo di raggiungere la liberazione dalla sofferenza; un fiume che scorre dalla condizione di confusione dell’ego al risveglio spirituale dell’individuo. Un percorso arduo ma ricco di promesse.

Samuel Bercholz, fondatore e direttore editoriale della casa editrice Shambhala Publications, ha tenuto corsi di meditazione buddista negli Stati Uniti e in Europa, ed è stato uno dei consulenti di Bernardo Bertolucci per il film Piccolo Buddha.

Sherab Chödzin Kohn (nome buddista di Michael H. Kohn) è stato dal 1970 al 1984 allievo del maestro di meditazione tibetano Chögyam Trungpa, di cui ha trascritto gli insegnamenti orali. Dal 1973 si dedica alla diffusione della dottrina buddista in numerosi Paesi.