Libri dalla categoria Italia
I Fenici – Un Impero sul Mare
Titolo originale: Geschichte der Phönizier
Autore/i: Pietschmann Richard
Editore: I Dioscuri
nota introduttiva di M. C.
pp. 424, nn. illustrazioni b/n, Genova
Tra le popolazioni e le civiltà dell’antico oriente, quella dei Fenici ha da sempre esercitato un incontenibile fascino sulla nostra cultura.
Le grandissime qualità marinare e commerciali dei Fenici, la loro mentalità modernamente espansionistica ed estremamente industriosa suscitano in tutti noi l’ammirazione verso quegli antichi predecessori che in epoche scientificamente arretrate e socialmente lontane seppero costruire un impero basato non sulle armi ma sull’economia. Considerando poi che essi, a torto o a ragione, sono ritenuti gli ideatori dell’alfabeto più facilmente ci si può spiegare il perché dell’interesse che i Fenici suscitarono e suscitano tuttora pur non essendo stati protagonisti di grandiose conquiste belliche o di grandi creazioni artistiche nè di sconvolgenti innovazioni sociali.
In questo periodo di riscoperta della civiltà fenicia si colloca ottimamente il testo che proponiamo al lettore: infatti, sebbene le maggiori scoperte archeologiche riguardanti la civiltà fenicia siano dell’ultimo decennio, l’Autore, trattando il tema con deciso rigore scientifico, non solo ha saputo esporre teorie ed ipotesi estremamente valide (molte di esse hanno trovato o stanno trovando piena conferma negli attuali studi) ma soprattutto è riuscito a creare un’opera organica e chiara la cui lettura è anche estremamente scorrevole e gradevole.
L’Uno e l’Altra – Sulle Relazioni tra l’Uomo e la Donna
Titolo originale: L’un est l’autre.
Autore/i: Badinter Elisabeth
Editore: Longanesi & C.
prefazione dell’autrice, traduzione dal francese di Simona Martini Vigezzi, in copertina: bassorilievo del tempio di Zoser a Saqqara (foto Michel Duchêne).
pp. 280, Milano
In questo suo ultimo libro che già tante polemiche ha sollevato al suo apparire in Francia, pochi mesi fa, Elisabeth Badinter ci invita a una riflessione sul rapporto uomo-donna, su ciò che esso è stato nel corso dei millenni e su ciò che è, su come è, attualmente. Fra i sessi – afferma la Badinter – è sempre esistito un costante rapporto di complementarità. La distribuzione dei poteri ha sempre oscillato fra l’equilibrio quasi perfetto in alcuni momenti privilegiati della nostra storia (l’uomo con la donna) e la più flagrante diseguaglianza, la violenza e il conflitto, allorché quella stessa complementarità assume i tratti dell’oppressione (l’uomo contro e addirittura senza la donna). Per taluni, in questa oppressione e contrapposizione risiede l’essenza stessa del rapporto uomo-donna, e per questa via fanno apparire naturale l’accaparramento di tutti i poteri da parte dell’uomo, naturale la divisione sessuale dei compiti. La Badinter denuncia questa concezione che confonde un momento della storia – la predominanza del patriarcato – con una costante della nostra natura. Lottando contro il ruolo complementare, le donne, soprattutto negli ultimi vent’anni, hanno dato luogo a un tipo di rapporto senza precedenti nella storia dell’umanità: il mondo è sempre meno suddiviso in sfere maschili o femminili che si completano; offre, invece, un aspetto uniforme cui ciascun sesso può parimenti accedere. Un nuovo modello si sta elaborando sotto i nostri occhi: la somiglianza dei sessi, non come semplice rivoluzione dei costumi, bensì come vera e propria mutazione, come messa in questione della nostra identità. Come reagiremo ai futuri sviluppi e alle conseguenze di questa somiglianza? Giungeremo davvero all’androgino vagheggiato da Platone? Giungeremo a una «maternità» maschile?
Elisabeth Badinter, laureata in filosofia, è docente di sociologia all’Ecole Polytéchnique di Parigi. In questa stessa collana sono già apparsi L’amore in più: storia dell’amore materno, subito diventato un bestseller per l’arditezza delle tesi esposte, ed Emilia, Emilia, uno studio sull’ambizione femminile.
Lungo Viaggio al Centro del Cervello
Alla scoperta del passato del nostro cervello: un’appassionante teoria sul filo dell’evoluzionismo che spiega tanti fenomeni fino a oggi senza risposta e apre nuove vie alla ricerca scientifica e terapeutica.
Autore/i: Balbi Renato; Balbi Rosellina
Editore: Euroclub
prefazione di Renato Balbi, prologo degli autori, postfazione di Rosellina Balbi.
pp. VIII-126, Milano
Come si spiegano le doppie personalità? Perché, se veniamo ipnotizzati, obbediamo passivamente all’ipnotizzatore? Perché, se facciamo parte di una folla, può accadere di partecipare ad azioni che non ci somigliano? Qual è la ragione di certi sogni e di tanti lapsus? Queste e molte altre domande trovano risposta alla luce di una teoria sul cervello che sconvolge gli schemi scientifici esistenti. Inoltrarsi in queste pagine è come salire sulla macchina del tempo e ripercorrere dall’inizio l’evoluzione della specie e, in parallelo, quella del sistema nervoso. Sì, perché il cervello di ognuno di noi passa attraverso tutti gli stadi percorsi dall’antenato dell’uomo… A ogni stadio corrisponde un diverso livello cerebrale e i più nuovi prevalgono su quelli più arcaici. Ma nulla è distrutto, ed eccoci proprietari di una ‘casa’ ricca di cantine segrete: basta varcare una ‘soglia’ verso il nostro passato e subito ci ritroviamo ‘diversi’, magari milioni e milioni di anni fa! Come possono tornare attivi gli antichi livelli cerebrali e, con essi, i comportamenti che regolano? I modi sono molti, rispondono gli autori, ed esaminano il meccanismo della rimozione, del sogno, dell’ipnosi… gli interventi chirurgici che, in futuro, potranno disattivare le “centraline” delle funzioni lese e riattivare quelle supplenti del livello inferiore. Infine una domanda. Continuerà il cervello la sua ascesa, e di quali stimoli avrà bisogno? La scommessa è troppo importante per lasciarla cadere. È la ragione del grande successo di questo saggio appassionante, che riesce a far capire cose finora riservate all’elite degli specialisti, riannodando l’avventura del nostro cervello a quella iniziata con l’origine della specie.
Renato Balbi insegna Clinica neurologica alla Prima facoltà di Medicina dell’Università di Napoli ed è autore di numerosi lavori scientifici, tra cui una monografia sull’epilessia. Nel 1965 ha pubblicato, presso Le Edizioni Scientifiche Italiane, l’Evoluzione Stratificata, la sua teoria evoluzionistica del cervello che rivoluziona molte nozioni acquisite. A scrivere Lungo Viaggio al Centro del Cervello lo ha stimolato la sorella Rosellina, nel 1981: anno dedicato agli handicappati, per i quali l’ipotesi sviluppata nel libro potrebbe costituire una speranza per ritornare alla vita normale.
Rosellina Balbi è redattore-capo per i servizi culturali del quotidiano “La Repubblica”. È stata per dieci anni vice-direttore della rivista “Nord e Sud”. Ha collaborato in passato alla “Stampa”, al “Globo” e al settimanale “Il Mondo”. Nel 1980 ha vinto il Premio Calabria per il giornalismo culturale.
Prefazione
Prologo
- L’evoluzione e la legge di Haeckel
- La vita sulla Terra nell’èra arcaica
- La vita si allontana dall’acqua
- Il nostro antenato si rifugia sugli alberi
- L’intelligenza si sostituisce alla forza
- Nasce il linguaggio
- Primo «superstrato». Obiettivo: la sopravvivenza
- Secondo «superstrato». Obiettivo: il piacere
- Terzo «superstrato». Obiettivo: l’utile e il giusto
- La consegna delle funzioni
- Regressioni psichiche sperimentali: l’ipnosi
- Regressioni psichiche Fisiologiche: sogni, automatismi, emozioni
- Regressioni psichiche patologiche: stati crepuscolari, doppie personalità
- I «persuasori» non sono poi tanto occulti
- I neurolettici, gli animali e l’uomo
- Dal disastro del talidomide al recupero delle funzioni perdute
Postfazione
Bibliografia
Parole e Silenzi di Gesù – Meditazioni sulla Passione
Titolo originale dell’opera: Unseres leidenden hernn reden und schweigen vor den menschen
Autore/i: Lippert Peter
Editore: Borla
IV edizione, traduzione di P. Vincentin.
pp. 192, Torino
Sommario:
- I – «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi».
- II – «Voi siete puri, ma non tutti».
- III – «Prendete e mangiate, questo è il mio corpo».
- IV – «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in Me ed Io in lui, porterà molti frutti».
- V – «Vi dò un nuovo comandamento, che vi amiate gli uni gli altri come Io ho amato voi».
- VI – «Vi lascio la pace. Vi dò la mia pace, non quella del mondo».
- VII – «Ho compassione di questo popolo».
- VIII – «Sarebbe stato meglio che quest’uomo non fosse mai nato».
- IX – «E, uscito fuori, pianse amaramente».
- X – «Sarete tristi, ma il vostro dolore si muterà in gioia».
- XI – «La mia anima è triste fino alla morte».
- XII – «Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?».
- XIII – «Donna, ecco tuo figlio».
- XIV – «E il terzo giorno risuscitò da morte per non più morire».
- XV – Le parole di angoscia.
- XVI – Le parole di accettazione.
- XVII – Le parole di accusa.
- XVIII – Le parole di difesa.
- XIX – Le parole di consolazione.
- XX – Le parole di offerta e di rivelazione.
- XXI – I silenzi.
La Scienza Contro il Delitto
La dattiloscopia, la medicina, la tossitologia e la balistica al servizio della legge in cento anni d’investigazione
Autore/i: Thorwald Jürgen
Editore: Rizzoli
prima edizione, presentazione William Hewitt, traduzione di Maria Attardo Magrini, Lullina Baligioni Terni, Mario Carelli, Pietro Cini, titolo originale: Das Jahrhundert der Detektive.
pp. 706, Milano
Cento e cento personaggi che parevano ormai pallidi fantasmi del passato ritrovano e ripetono qui i gesti più sconcertanti della loro vita. Cento e cento protagonisti: giudici, avvocati, giurati, poliziotti, scaglionati su una gamma di situazioni storiche e di consapevolezze morali pressochè illimitata. È in gioco, per molti, la carriera, per tutti, la tranquillità della coscienza. Incombe sulle loro decisioni il pericolo immane di mandare a morte un innocente, o di restituire libero alla società un assassino.
Fortunatamente interviene ora un ausilio nuovo, qualcosa che può rendere obiettivo un indizio, concreto un presentimento, incontrovertibile un verdetto: la scienza.
Mai, infatti, il perito legale è stato chiamato come ora a spartire questa tremenda responsabilità. Qui sta la ragione per cui l’Autore riserva una parte di primissimo piano ai medici legali, ai tossicologi, agli esperti balistici, ai periti settori, uomini, questi ultimi, dalla professione sconcertante, quasi più vivi coi morti che coi vivi, strani, secondo l’Autore, ma indispensabili, benedetti…
Jürgen Thorwald nasce nel 1916 a Solingen, in Renania; studia medicina, lingue e storia moderna, poi nel 1949-50, pubblica i suoi primi lavori: Es begann an der Weichsel e Das Ende an der Elbe, che sorprendono già i lettori di memorialistica per la descrizione puntigliosa, drammatica della disfatta tedesca all’Est negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale.
A queste opere ne seguono dal 1956 al 1958, altre due, orientate sul diverso filone saggistico della storia della chirurgia: Das Jahrhundert der Chirurgen e Das Weltreich der Chirurgen, che vengono tradotte in 18 lingue e raggiungono tirature di milioni di esemplari.
Nel 1960 Thorwald ci propone per la prima volta con Die Entlassung – Das Ende des Chirurgen Ferdinand Sauerbruch, la storia della senescenza di un medico: un documento ora patetico, più spesso tragico, di psicologia professionale. Due anni dopo appare il Macht und Geheimnis der frühen Ärzte, un’opera corredata di 300 illustrazioni nella quale le ricerche di storia della medicina e di archeologia medica offrono un quadro affascinante del mondo medico delle antiche civiltà egiziana, babilonese, indiana, cinese, messicana e peruviana.
Anche nella presente opera -il primo di due volumi che abbracceranno la storia completa della criminalistica moderna- Jürgen Thorwald mostra la sua capacità di rendere le singole vicende, gli avvenimenti storici e i risultati scientifici nella forma letteraria di un resoconto preciso e avvincente.
Presentazione di William Hewitt
Parte prima: Il suggello incancellabile
Parte seconda: Le pietre miliari della medicina forense
Parte terza: Strade giuste e sbagliate della tossicologia forense
Parte quarta: Avventure e successi della balistica forense
Nota dell’Autore
Indice dei nomi di persona
Sapienza, Magia e Tradizione delle Erbe in Antichi Ricettari delle Marche (XVII e XVIII Secolo)
Autore/i: Bellomaria Bice
Editore: Dipartimento di Botanica ed Ecologia – Università degli Studi di Camerino
presentazione di Franco Pedrotti, introduzione dell’autrice.
pp. 150, nn. illustrazioni b/n, Camerino (Macerata)
Dalla Presentazione di Franco Pedrotti:
«L’uso delle erbe a scopo terapeutico, ornamentale, augurale e per altri motivi, risale ai tempi antichi e fa parte della storia dell’uomo; anche in Italia questa tradizione ha un’origine che ci riporta molto addietro nel tempo; a Camerino. durante il Ducato dei Varano, nel Palazzo Ducale si trovava la “speziaria”, ove si conservavano erbe e spezie ad uso farmaceutico e culinario.
In epoche più vicine alla nostra, molte di queste usanze sono andate un po alla volta in disuso e sovente se ne è perduto anche il ricordo.
Allo scopo di raccogliere queste notizie, destinate con il tempo a scomparire, sono state intraprese inchieste e ricerche sull’uso delle piante. Così la Prof. Bice Bellomaria, in particolare, si è dedicata a ricerche di etnobotanica in varie località delle Marche: Camerino, Castignano, Matelica, Pedaso. Grottammare, registrando le varie specie, i relativi nomi dialettali e quanto si conosce su di esse.
La Bellomaria ci presenta ora una raccolta di antiche ricette manoscritte, conservate nella Biblioteca Valentiniana di Camerino, di grande interesse storico, anche se in molti casi ormai superate. Le ricette sono state trascritte nel testo originale e nell’italiano attuale, allo scopo di renderle più facilmente comprensibili e di più facile lettura. È questa la prima volta che per le Marche viene presentata e commeritata una raccolta di documenti di questo tipo. Le ricette sono dovute per la maggior parte a Domenico Angelucci, nobile di Macerata vissuto tra il 1600 e il 1700, mentre altre sono anonime; si riferiscono alla fitoterapia, alla cosmetica, alla preparazione di tinture, vernici, inchiostri e colori, alcune di esse si basano anche su prodotti di origine non vegetale. Ne risulta un panorama molto vasto e di notevole interesse etnografico, botanico e storico, che ci permette di avvicinarci un pò ad un mondo ormai passato, che era fatto anche di magia, di alchimia e di superstizione.
Sicuramente la ricerca della Bellomaria riscuoterà l’interesse non soltanto degli specialisti e studiosi del settore, ma anche del pubblico più vasto.»
Introduzione
Ricette fitoterapeutiche
Ricette cosmetiche e profumi
Piante e loro utilizzazione pratica
Tinture, vernici, inchiostri
Curiosità varie
Dei “colori”
Glossario delle misure e delle monete
Glossario delle piante
Bibliografia
Indice analitico
Indice delle ricette
Piante di Potere – Accedere al Mondo dello Spirito Secondo la Tradizione degli Indiani d’America
Titolo originale : Plants of Power
Autore/i: Savinelli Alfred
Editore: Edizioni Il Punto d’Incontro
introduzione dell’autore, traduzione di Angela Seracchioli.
pp. 144, nn. illustrazioni b/n, Vicenza
Un piccolo manuale chiaro e completo che descrive attributi spirituali e proprietà medicinali delle principali erbe sacre degli Indiani d’America, con indicazioni pratiche per eseguire rituali propiziatori. Uno studio sulla natura divina delle piante amiche e sulla comunicazione rituale che queste consentono di stabilire con il mondo dello spirito. Bruciare una pianta sacra ne restituisce forma spirituale, essenza e fragranza un’entità solida e materiale. Le piante sono gli ideali mediatori fra l’uomo e il regno sovrannaturale. L’atto di bruciare piante che contengono particolari proprietà medicinali diventa un messaggio che rafforza la nostra connessione con lo Spirito, invitando il mistero dei mondi invisibili a far parte della nostra vita.
Ringraziamenti
Introduzione
1. L’uso delle piante sacre nelle cerimonie
2. Le quattro direzioni
3. Il cedro dell’incenso
4. Il cedro rosso
5. La copale
6. Il ginepro
7. La lavanda
8. L’artemisia
9. Il ligustro
10. Il pino
11. La salvia
12. L’artemisia tridentata
13. La sweet grass, la Seneca grass
14. Il tabacco, il cerimoniale
15. La corteccia del salice rosso
16. La yerba santa
Bibliografia
Nota sull’autore
La Coppa di Apollo
Autore/i: Mishima Yukio
Editore: Leonardo Editore
prima edizione, cura e nota di Maria Chiara Migliore.
pp. 256, Milano
“Porto con me poco denaro; non potrò sperperare. Ma la sensibilità sì che la voglio sperperare. Voglio tornare dopo averla consumata tutta.”
Come appariva New York nel 1952 a un promettente scrittore giapponese di ventisette anni? “Per dirla in breve, è Tokyo tra cinquecento anni.”
Alla luce di quanto è poi accaduto nel mondo, la previsione di Yukio Mishima oggi può sembrarci azzardata. Occorre, però, inquadrarla nel contesto che la provocò: quel dopoguerra intriso, per il Giappone, di brucianti mortificazione, percorso a un tempo dalla spinta decisa verso la più esasperata modernizzazione e dal timore di smarrire definitivamente la propria identità, segnato dal ricordo di una tragedia immane, le cui conseguenze sugli uomini non avrebbero cessato per molti anni di avere una tangibile evidenza ammonitrice. All’epoca Mishima aveva già pubblicato le scandalose Confessioni di una maschera, e il suo posto nella cultura letteraria giapponese era quello di un “isolato” di successo, aristocraticamente lontano dal sentimento comune della sconfitta, che sarebbe più tardi prevalso col clamoroso suicidio rituale nel 1970.
Resoconto di un’avventura in continenti lontani, La Coppa di Apollo proposto per la prima volta in Italia insieme ad altri due inediti posteriori – èun inanellarsi di emozioni contrastanti e profonde suggestioni: gli scenari rutilanti delle Hawaii, l’esplosiva immensità del Brasile, la frenetica New York, la magnetica atmosfera dell’Europa, con Roma e Atene, apoteosi di bellezza e sintesi dei valori estetici della classicità occidentale. Pagina dopo pagina, in uno stile ora colloquiale, ora più stringato e giornalistico, le riflessioni di viaggio diventano spunti per affrontare le tematiche che hanno caratterizzato tutta l’opera di Mishima: la vitalità della natura, la bellezza, la morte, la mitologia, il legame sottile che unisce Europa e Giappone. Così, questo volume viene definendosi soprattutto come il diario di un viaggio dentro se stesso, di una confessione i cui esiti sono ignoti perfino a chi scrive, imprevedibile e profetica.
Yukio Mishima (pseudonimo di Hiraoka Kimitake) nacque a Tokyo nel 1925 e vi morì, suicida con il rituale dello harakiri, nel 1970. È senza dubbio lo scrittore giapponese più celebre nel mondo occidentale: le sue opere, fra cui vanno ricordate Confessioni di una maschera (1949), Colori proibiti (1951-52), La morte di mezza estate (1953), Il padiglione d’oro (1956), La casa di Kyoko (1959), Dopo il banchetto (1960), Sole e acciaio (1968), sono tradotte in tutto il mondo.
La Medicina del Popolo delle Pietre
Titolo originale: Stone People Medicine
Autore/i: Twofeathers Manny
Editore: Edizioni Il Punto d’Incontro
prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Fulvio Bernardinis.
pp. 160, nn. illustrazioni b/n, Vicenza
Che si tratti di amuleti sacri o preziosi diamanti, l’uomo è sempre stato attratto dalle pietre in ogni loro forma. Esse costituiscono il materiale originario della madre Terra e contengono la conoscenza dell’universo; una conoscenza a portata di mano di coloro che desiderano ascoltare; imparare emettere in pratica le informazioni in essa contenute. Attraverso questa antica saggezza, la Medicina del Popolo delle Pietre ci può fornire potere e conoscenza e, con l’aiuto delle più antiche entità dell’universo, può metterci in grado di realizzare tutto ciò che di positivo abbiamo da sempre desiderato.
Salute e Salvezza – Prospettive Interdisciplinari
Autore/i: Autori vari
Editore: Di Giovanni Editore
presentazione di Ermanno Pavesi.
pp. 120, Milano
Dal Testo:
«L’argomento raccolto nell’espressione «salute e salvezza» è di tale vastità e complessità che potrò solo limitarmi ad alcuni spunti di riflessione.
Il concetto di salvezza associato a quello di salute, colloca quest’ultima in dimensione spirituale e trascendente. Nello stesso tempo. tuttavia, richiama la ricchissima interpretazione del concetto di redenzione. intesa come salme fisica, psichica e spirituale, e anche come riscatto della condizione di inferiorità dell’anima e come guarigione dalle malattie corporali.
Pochi temi sono tanto interessanti e illuminanti nella Bibbia e della tradizione patristica e liturgica della Chiesa come quelli di salute e di malattia ricondotti, poi, nel disegno divino, al tema centrale della redenzione e della salvezza.
Nell’Antico Testamento la malattia è una punizione di Dio: essa dimostra, in chi ne è colpito, il suo stato di peccato. Classico l’esempio di Giobbe: colpito da grave infermità, egli protesta la sua innocenza, ma i suoi amici, a uno a uno, gli dimostrano che la sua condizione è conseguenza delle sue colpe. Sempre secondo l’Antico Testamento, a operare la guarigione dalla malattia è Dio; l’uomo può impetrare la guarigione con la preghiera, il digiuno e i sacrifici.
Il Nuovo Testamento riflette soltanto in parte il pensiero veterotestamentario. Nel Vangelo di Giovanni e nelle lettere di san Paolo troviamo una più ricca concezione, secondo la quale la malattia è un mezzo attraverso il quale si manifesta l’opera di Dio, che può servirsi di essa per correggere l’uomo.[…]»
Presentazione, di Ermanno Pavesi
- Salute e Salvezza, di S. Em. il card. Fiorenzo Angelini
- Dolore e persona, di S. E. mons. Eugenio Corecco La salvezza e la salute, di Stanislaw Grygiel
- Psicoanalisi e religione, di Ermanno Pavesi
- Autoguarigione e autoredenzione, di Massimo Introvigne
- La virtù come fattore di equilibrio psico-fisico, di Mario Di Fiorino ed Ermanno Pavesi
- Direzione spirituale: elementi per una valutazione teologica, di don Pietro Cantoni
Note bio-bibliografiche
Il Mistero dei Sogni
Titolo originale: The Mistery of Dream
Autore/i: Stevens William Oliver
Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani
unica edizione, introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Quirino Maffi.
pp. 384, nn. tavole b/n f.t., Milano
Il progresso delle scienze verso campi sempre meno «positivi» ci aveva portati alla psicologia del profondo come a un limite ancora insuperato. Ora nell’interno delle ricerche psichiche si sta formando il nucleo di una scienza giovanissima, anzi ancor futura: la scienza del sogno. Dopo che il rigore dell’indagine ha imbrigliato le inafferrabili zone dell’anima, non parrà assurda la fiduciosa aspirazione a scavare salde certezze nel labile mondo dei sogni. Il primo passo in tal senso sarà quello di isolare nello sciame delle visioni notturne anonime i «sogni mandati dagli dei», le rivelazioni profetiche, poetiche, telepatiche.
Compito dello studioso, come di qualsiasi storico e critico, sarà allora il vaglio delle testimonianze: giungerà così a contatto con il nucleo più solido della ricerca. Ma qui, per ora, dovrà arrestarsi, l’unica conquista della scienza dei sogni è la certezza che le sbrigative negazioni del positivismo sono illegittime. Conquista di valore incalcolabile, perché ci conferma l’esistenza del mistero, pur senza svelarlo, e offre un oggetto e uno stimolo alla ricerca futura. Questo libro si inserisce in tale prospettiva, presentandoci una affascinante casistica di quel mondo insondabile, negato alla storia, ai sensi, al cervello stesso, ove l’«angelica farfalla» celebra in platonica libertà il suo trionfo sul corpo addormentato.
Introduzione
Ringraziamenti
Capitolo primo – IL SOGNO NELLA LETTERATURA
Capitolo secondo – IL SIMBOLISMO NEI SOGNI
Capitolo terzo – SOLUZIONE DI PROBLEMI NEL SOGNO
Capitolo quarto – SOGNI TELEPATICI
Capitolo quinto – SOGNI CHIAROVEGGENTI
Capitolo sesto – SOGNI PREMONITORI E PROFETICI
– Parte prima
Capitolo settimo – SOGNI PREMONITORI E PROFETICI
– Parte seconda
Capitolo ottavo – SOGNI DI «CONFINE»
Capitolo nono – SOGNI CONCORRENTI E RECIPROCI
Capitolo decimo – MISCELLANEA
Conclusione
Studi di Sociologia dell’Arte – Lo Spazio Figurativo da Piero Della Francesca a Picasso
Titolo originale: Études de Sociologie de l’Art
Autore/i: Francastel Pierre
Editore: Rizzoli
seconda edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Andrea Zanzotto, in copertina: Paolo Uccello, La Battaglia di S. Romano (Niccolò da Tolentino alla testa dei Fiorentini), particolare.
pp. 254, Milano
Lo spazio raffigurato dai pittori, in ogni epoca, non è mai l’immagine di una realtà oggettivamente esistente fuori di noi: è un sistema di segni, un linguaggio costruito dall’artista in funzione della cultura e della società cui appartiene. La pittura, l’arte, sono fatti sociali perché sono linguaggi: la sociologia dell’arte deve quindi trovare i suoi fondamenti nel campo specifico del linguaggio figurativo. I saggi qui raccolti presentano in sintesi le argomentazioni fondamentali della ricerca del Francastel: alla formulazione dei principi metodologici generali si accompagna una analisi dell’evoluzione dello spazio figurativo di amplissimo respiro, dal Trecento senese al cubismo, in cui la sociologia dell’arte tiene conto dei risultati della linguistica (Chomsky, Martinet) e dell’antropologia. Il volume è completato dalle riproduzioni delle più significative tra le opere pittoriche trattate e da note bibliografiche e iconografiche.
Pierre Francastel (1900-1970), docente di sociologia dell’arte alla Sorbona, è stato in questo campo di ricerca il massimo rappresentante dell’indirizzo antropologico, in polemica sia con le impostazioni marxiste di questa disciplina (Hauser, Antal), sia con i metodo iconologico (Panofsky). Studioso dell’arte classica francese e italiana e della pittura moderna, è noto in Italia per le sue opere «Lo spazio figurativo dal rinascimento al cubismo» (1951) e «L’arte e la civiltà moderna» (1956).
Avvertenza
Introduzione per una sociologia dell’arte: metodo o problematica?
Documentazione iconografica
Valori sociopsicologici dello spazio-tempo figurativo del Rinascimento
Nascita di uno spazio: miti e geometria nel Quattrocento
Distribuzione di uno spazio plastico
Indice dei nomi
Il Comportamento Infantile – Uno Studio Etologico
Titolo originale: An Ethological Study of Children’s Behavior
Autore/i: McGrew W. C.
Editore: Franco Angeli Editore
prefazione dell’autore, cura e traduzione di Giovannantonio Forabosco.
pp. 340, nn. fotografie e figure b/n, Milano
L’affermarsi dell’etologia come scienza autonoma ha una datazione recente, tuttavia tessa è già riuscita e a raggiungere una larga popolarità – anche in virtù di una divulgazione fortunata – e ad attrarre l’attenzione di un numero sempre crescente di studiosi. L’estensione dell’etologia all’uomo ha ulteriormente ampliato i motivi d’interesse per quest’area scientifica.
In questo volume, dedicato all’indagine del comportamento del piccolo «Homo sapiens», McGrew analizza la collocazione della etologia umana – qui definita come «lo studio biologico del comportamento umano» – tra le altre scienze umane, rilevando i vantaggi che può offrire un approccio che, in modo elettivo, esamina il comportamento nell’atto del suo verificarsi in condizioni naturali. Un’ampia parte del libro è dedicata all’esposizione e discussione di un glossario di 110 elementi di comportamento infantile (un «etogramma» – comprendente espressioni facciali, gesti, posture, modelli della testa, delle braccia, delle gambe, d’insieme e locomotori – allargabile e perfettibile, ma già di notevole possibilità d’impiego generale per la ricerca).
Sulla base di questo repertorio di elementi comportamentali e con l’uso di tecniche avanzate di registrazione video e audio vengono affrontati empiricamente argomenti quali l’organizzazione e l’interazione sociale (con particolare riguardo per l’aggressività) di un gruppo di asilo infantile (i soggetti sono bambini di tre e quattro anni), la formazione di un gruppo, l’introduzione di individui nuovi in un gruppo costituito, i problemi legati alla «densità» spaziale e sociale (cioé all’affollamento), la «periodicità» del comportamento (esistono delle differenze comportamentali costanti in rapporto al momento del giorno, al giorno della settimana, ecc.?) Osservazioni e risultati vengono anche posti in relazione con la precedente ricerca sui primati, nel quadro della visione evoluzionistica che è peculiare dell’etologia, superando allo stesso tempo sia i rigidi rifiuti verso la possibilità stessa di rapporti di omologia e di analogia tra il comportamento umano e quello non umano, sia le semplicistiche posizioni di equivalenze indiscriminate (aventi un effetto più di «suggestione» che di «suggerimento»): i dati e le conclusioni teoriche ottenuti con gli animali recuperano un loro sicuro valore come momenti-stimolo per l’avanzamento della ricerca sull’uomo.
W.C. McGrew (n. nel 1944 in Arkansas), si è specializzato in etologia infantile a Oxford e a Edinburgo. È Lecturer in Psychology all’Un. di Stirling (Scozia) e conduce ricerche sul metodo etologico e le sue applicazioni ai primati, umani e non umani.
Prefazione
1. Introduzione: rassegna storica
Psicologia evolutiva
Aggressività
Psicologia sociale e clinica
Antropologia e sociologia
Studi sui primati non umani
Etologia umana
2. Introduzione: il problema della ricerca
Considerazioni teoriche
Categorie di comportamento
3. Metodi
Gli asili oggetto della ricerca
l soggetti
La routine d’asilo
Procedure osservative
4. Elementi di comportamento
Introduzione
Modelli facciali
Denti in mostra
Battere le palpebre
Muovere le sopracciglia
Occhi chiusi
Faccia del ghigno
Aggrottare le sopracciglia
Bocca aperta
Occhi socchiusi
Faccia normale
Arricciare il naso
Faccia del gioco
Broncio
Faccia contratta
Faccia arrossata
Sorriso
Occhi spalancati
Modelli della testa
Mordere
Soffiare
Masticare le labbra
Mento in dentro
Protendere la faccia
Fissare lo sguardo
Gettare un’occhiata
Digrignare i denti
Accennare con il capo
Scuotere la testa
Inclinare la testa
Baciare
Ridere
Leccare
Guardare
Prendere in bocca
Sputare
Inghiottire
Lingua in fuori
Verbalizzare
Vocalizzare
Lacrimare
Sbadigliare
Gesti
Automanipolare
Percuotere
Accennare con il braccio
Battere le mani
Succhiare il dito
Lasciar cadere
Fare il pugno
Sollevare l’avambraccio
spazzare via con l’avambraccio
Coprire con la mano
Mano sulla schiena
Tenersi per mano
Porgere
Battere
Dare dei colpetti
Pizzicare
Puntare il dito
Tirare
Dare un pugno
Spingere
Raggiungere
Respingere
Graffiare
Scuotere
Ghermire
Gettare
Fare il solletico
Gettare dal basso
Agitare il braccio
Posture e modelli delle gambe
Arrampicarsi
Accovacciarsi
immobilità
Calciare
Inginocchiarsi
Distendersi
Accovacciarsi per gioco
Muoversi sui piedi
Sedere
Penzolare
Battere i piedi
Stare in piedi
Modelli d’insieme
Mani ai fianchi
Opposizione del corpo
Cadere
Ritrarsi
Abbracciare
Saltare
Piegarsi indietro
Piegarsi in avanti
Contatto fisico
Saltellare
Dondolarsi
Mettere il braccio intorno alle spalle
Alzare le spalle
Stirarsi
Girarsi
Fare la lotta
Locomozione
Camminare all’indietro, Fare un passo all’indietro
Inseguire
Andare carponi
Fuggire
Galoppare
Marciare
Locomozione miscellanea
Correre
Camminare di fianco, Fare un passo di fianco
Andare a balzi
Camminare, Fare un passo
5. Organizzazione sociale del gruppo d’asilo
Introduzione
Numero dei partecipanti
Durate
Differenze di sesso
Oggetti
Valutazioni dei bambini da parte degli adulti
Gerarchia di dominanza
Organizzazione funzionale dei modelli di comportamento
6. Formazione di gruppo in un asilo
Introduzione
Studi sui primati non umani
Metodo e procedura
Risultati
Discussione
7. Introduzione nel gruppo e sviluppo sociale
Introduzione
Studi sui primati non umani
Studi sugli esseri umani
Metodi e procedure
Ingresso all’asilo
Il primo giorno nell’asilo
I primi cinque giorni d’asilo
Cambiamenti di comportamento a lungo termine
Discussioni
8. Densità e comportamento sociale
Introduzione
Esperimento 1
Esperimento 2
Discussione
9. La periodicità nel comportamento
Introduzione
Metodo e procedure
Periodicità giornaliera
Sade Nursery School
Periodicità settimanale
Periodicità lunare, mensile e annuale
Discussione
10. Sommario
Appendice: Glossario di modelli di comportamento selezionati
Bibliografia
Memorie di un Ratto
Titolo originale: Szczur
Autore/i: Zaniewski Andrzej
Editore: Longanesi & C.
traduzione dall’originale polacco di Luca Bernardini.
pp. 194, Milano
Il buio. Poi barlumi confusi e accecanti, e infine una morbida e tenue luce: queste le prime sensazioni di un ratto che viene al mondo. È proprio lui, il ratto, a raccontarlo a noi, a quegli esseri strani e rumorosi che vengono chiamati «uomini». E noi diventiamo spettatori della sua esistenza, spettatori di un’«altra» vita.
Cresci, ratto, cresci, diventa il più grande, il più forte, impadronisciti del mondo, vagando tra neri rigagnoli e cantine, ascoltando gli echi, le voci, i ronzii e il rumore del pesante battito di quelle «montagne di carne sbuffanti», di noi uomini, nemici da subito e per sempre.
Impara a conoscere la paura, ratto, ma soprattutto impara che bisogna essere scaltri e prudenti per vivere e che bisogna odiare e uccidere per avere speranza.
E allora scappa, ratto, scappa dal tuo odore, dal tuo nido, dalla tua femmina, scappa lontano.
La tua vita non è che una fuga, una fuga disperata e senza meta, lontano dagli altri ratti, dalla barbarie fratricida degli uomini, da te stesso, alla ricerca di un attimo di quiete o chissà, di un sogno.
Poi, quando la malattia del tempo ti avrà quasi consumato, ti metterai in viaggio un’ultima volta per ritrovare il tuo primo nido, le tue strade, quei muri a te cari, il tuo odore. Cerca, cerca ancora, ma affrettati perchè il buio sta tornando di nuovo, proprio come quando sei nato…
Dalle tenebre di un cassetto dove questo romanzo è rimasto troppo a lungo, Andrzej Zaniewski estrae una storia inquietante e sconvolgente, la cui essenza, come direbbe Edgar Allan Poe, è «piena di orrore», quello stesso orrore evocato da un altro polacco, Joseph Conrad, in Cuore di tenebra.
Riusciremo, noi «esseri superiori», ad afferrare di questo orrore la suprema bellezza e la profonda «umanità»? Ad apprezzare una grande avventura biologica che è anche una metafora minimalistica della vita, di tutte le vite?
Andrzej Zaniewski, nato in Polonia nel 1940, insegnante di lettere e storia in un liceo, è stato autore di poesie e racconti prima di affrontare questo romanzo, che gli ha richiesto lunghi studi e ricerche su animali (il rattus norvegicus o ratto di fogna e il rattus rattus o ratto nero) che egli considera strettamente affini all’uomo dal punto di vista sia biologico sia psicologico.
Il romanzo, che attende dal 1979 di trovare un editore polacco, è ora stato tradotto o è in corso di traduzione nelle principali lingue europee, rappresentando una vera e propria scoperta letteraria (lo si paragona a Il profumo di Patrick Süskind) e un clamoroso successo.
Analisi del Carattere
Titolo originale: Charakter Analyse
Autore/i: Reich Wilhelm
Editore: SugarCo Edizioni
quarta edizione, prefazioni dell’autore Wilhelm Reich, traduzione di Furio Belfiore e Anneliese Wolf, collana: Argomenti.
pp. 616, illustrazioni b/n, Milano
Nel 1928 Wilhelm Reich pubblicò un articolo intitolato Sull’analisi del carattere che, come fu da molti riconosciuto in seguito, doveva aprire una nuova era nella psicoanalisi. L’analisi era cominciata con l’interpretazione diretta dei sintomi del paziente; in seguito Freud aveva corretto questa pratica con l’intento di infrangere le resistenze del paziente. Con l’articolo succitato Reich dimostrava che tra le svariate resistenze ve n’era un gruppo da lui chiamate caratteriali. Il comportamento del paziente, cioè la sua “armatura” caratteriologica, veniva indicato come la chiave per penetrare nell’intero passato dell’individuo. Così il comportamento caratteriale attuale del paziente indicava la strada per uscire dal caos delle contraddizioni psichiche. Questo testo rivela come Reich sia giunto, dallo studio del carattere, alla comprensione della base biologica delle nevrosi e, in ultimo, alla scoperta dell’energia orgonica cosmica. In tal modo l’analisi del carattere viene tolta dal regno della psicologia e messa sul solido piedistallo delle scienze naturali, sotto forma di biofisica orgonica.
In questo volume viene anche pubblicato un articolo, finora inedito, intitolato Il linguaggio espressivo del vivente, che introduce il lettore nel regno delle espressioni emozionali biofisiche, il campo principale della terapia orgonica, e in cui viene riferita la storia di un caso drammatico ed emozionante, il caso del primo paziente schizofrenico che sia mai stato curato con la terapia orgonica. Infine, un largo settore della scena sociale trova la sua spiegazione in uno studio sull’azione sociale esplicata dalle nevrosi in quella forma che Reich definisce “la peste emozionale”.
Dello stesso autore, pubblicati dalla Sugarco: La funzione dell’orgasmo, Reich parla di Freud, Psicologia di massa del fascismo, l’assassinio di Cristo, l’irruzione della morale sessuale coercitiva, Ascolta, piccolo uomo, Etere, dio e diavolo, Superimposizione cosmica, La biopatia del cancro (vol. I), La biopatia del cancro (vol. II), Scritti giovanili (vol. I), Scritti giovanili (vol. II), L’individuo e stato, Genitalità (scritti giovanili, vol. III), Esperimenti bionici sull’origine della vita.
Prefazione alla terza edizione
Prefazione alla seconda edizione
Prefazione alla prima edizione
Parte prima: Tecnica
Capitolo I Alcuni problemi della tecnica psicoanalitica
Capitolo II Il punto di vista economico nella teoria della terapia analitica
Capitolo III Sulls tecnica dell’interpretazione e dell’analisi delle resistenze
- Alcuni errori tipici nella tecnica di interpretazione e loro conseguenze
- Interpretazione e analisi delle resistenze sistematiche
- Coerenza nell’analisi delle resistenze
Capitolo IV Sulla tecnica dell’analisi del carattere
- Riassunto introduttivo
- Armatura e resistenza caratteriali
Capitolo V Indicazioni e pericoli dell’analisi del carattere
Capitolo VI Sul modo di trattare il transfert
- La cristallizzazione della libido oggettuale genitale
- Narcisismo secondario, transfert negativo e cognizioni della malattia
- Sul modo di applicare la regola dell’esistenza
- Sul problema dello “scioglimento” del transfert positivo
- Alcune osservazioni sul contro-transfert
Parte seconda: Teoria della formazione del carattere
Capitolo VII Il temperamento caratteriale del conflitto sessuale infantile
- Struttura e forma delle reazioni psichiche
- La funzione della formazione del carattere
- Condizioni della differenziazione del carattere
Capitolo VIII La funzione sessuo-economica del carattere. Il carattere genitale e il carattere nevrotico
- Carattere e ingorgo sessuale
- La differenza libido-economica fra carattere genitale e carattere nevrotico
- Sublimazione, formazione reattiva e base reattiva nevrotica
Capitolo IX Fobia infantile e formazione del carattere
- Un carattere “distinto”
- Superamento caratteriale della fobia infantile
Capitolo X Alcune forme caratteriali circoscritte
- Il carattere isterico
- Il carattere coatto
- Il carattere fallico-narcisistico
Capitolo XI Il carattere masochista
- Riassunto delle concezioni
- L’armatura del carattere masochista
- Inibizione dell’esibizionismo e mania di autodenigrazione
- Percezione non piacevole dell’aumento dell’eccitazione sessuale come base caratteriale specificatamente masochista
- Osservazioni sulla terapia del masochismo
Capitolo XII La peste emozionale
Capitolo XIII Alcune osservazioni sul conflitto primario fra bisogni e mondo esterno
Parte terza: Dalla psicoanalisi alla biofisica ergonica
Capitolo XIV Contatto psichico e corrente vegetativa
Prefazione
- Antitesi fra pulsione e mondo esterno
- Alcune premesse tecniche
- Il cambiamento della funzione della pulsione
- L’intelletto come funzione di difesa
- L’inastro della difesa pulsionale
- La mancanza di contatto
- Il contatto sostitutivo
- La rappresentazione psichica dell’organico
- Piacere, angoscia, ira e armatura muscolare
- I due grandi salti nello sviluppo naturale
Capitolo XV Il linguaggio espressivo del vivente
- La funzione dell’emozione nella terapia orgonica
- Movimento espressivo plasmatico ed espressione motoria emozionale
- La disposizione e segmenti dell’armatura
- L’espressione motoria del riflesso orgastico e la sovrapposizioine sessuale
Capitolo XVI La scissione schizofrenica
- Il “diavolo” nel processo schizofrenico
- Le forze
- L’espressione schizofrenica assente negli occhi
- Eruzione della spersonalizzazione e prima comprensione della scissione schizofrenica
- L’interdipendenza tra coscienza e autopercezione
- La funzione razionale del “male diabolico”
- Regioni anorgognotiche nello stato catatonico
- La funzione dell’autolesione nella schizofrenia
- Crisi e guarigione
Note
Le Arti Magiche Ovvero la Filosofia Occulta – 2 Volumi
con uno scritto di Arturo Reghini «Enrico Cornelio Agrippa e la sua Magia»
Autore/i: Enrico Cornelio Agrippa
Editore: Fratelli Melita Editori
vol. 1 pp. CLXXVI-144, vol. 2 pp. 364, nn. ill. b/n, Genova
INDICE DEL VOLUME PRIMO
Arturo Reghini
Enrico Cornelio Agrippa e la sua Magia
CAPITOLO I. – La leggenda di Agrippa
CAPITOLO II. – La Vita di Agrimìa
Un ritratto di Agrippa
L’associazione segreta
Agrippa commenta a Dale il De Verbo Mirifico
Il soggiorno in Italia
Agrippa a Metz – L’affare della strega di Woippy
Agrippa medico in Svizzera
Agrippa alla corte di Francia
Agrippa medico ad Anversa
Agrippa istoriografo dell’imperatore
Pubblicazione del De lncertitudine
Agrippa in lotta coi teologici di Lovanio
Agrippa e la Riforma
CAPITOLO III. – La chiave della Magia
Agrippa, e Tritemio
Le due lettere di Agrippa al P. Aurelio d’Acquapendente
La chiave della Magia
Un passo del Liber De Triplici Ratione Cognoscendi Deum
Di alcuni passi del De OccultaPhilosophia relativi alla grande opera
CAPITOLO IV. – Le perizie della pubblicazione del De Occulta Philosoghia
La pretesa ritrattazione di Agrippa
La lotta con l’inquisizione di Colonia
Il quarto libro della Filosofia Occulta
CAPITOLO V. Il contenuto del trattato della Filosofia Occulta
Che cosa, è la Magia
La teoria delle corrispondenze e la virtù magica delle parole e dei segni
La caducità umana e la stabilità iniziatica
La Dignificazione
Operazioni magiche fatte od attestate da Agrippa
Un apprezzamento
BIBLIOGRAFIA
Apocrifi
Opere che trattano di Agrippa
Articoli contenuti in pubblicazioni periodiche
Articoli contenuti in dizionari ed enciclopedie
Cornelio Agrippa
LA FILOSOFIA OCCULTA
LIBRO PRIMO
La Magia Naturale
CAPITOLO I. – In questi tre libri si mostrerà in quale modo i Maghi raccolgono le virtù del triplice mondo
CAPITOLO II. – Che cosa sia la Magia, in quante parti si divida e quali requisiti debba possedere chi la professa
CAPITOLO III. – Dei quattro elementi delle loro qualità e della loro mutua mescolanza
CAPITOLO IV. – Dei tre modi diversi di considerare gli elementi
CAPITOLO V. – Delle mirabili mature del fuoco e della terra
CAPITOLO VI. – Delle mirabili nature dell’acqua dell’aria e dei venti
CAPITOLO VII. – Dei corpi composti dei loro rapporti con gli elementi e dei rapporti fra gli elementi e l’anima, i sensi e i costumi
CAPITOLO VIII. – Della maniera con cui gli elementi si ritrovano negli astri, nei demoni, negli angeli e in Dio stesso
CAPITOLO IX. – In che modo i poteri delle cose naturali dipendono immediatamente dagli elementi
CAPITOLO X. – Dei poteri occulti delle cose
CAPITOLO XI. – In che modo i poteri occulti vengano infusi nelle cose delle idee, mediante l’Anima del mondo e i raggi delle stelle e delle cose che possiedono tali poteri in grado maggiore
CAPITOLO XII. – Come sopra individui diversi, anche della stessa specie, i poteri esercitino varia influenza
CAPITOLO XIII – Donde provengano i poteri occulti delle cose
CAPITOLO XIV. – Cosa sia lo Spirito del Mondo e quale sia il legame dei poteri occulti
CAPITOLO XV. – In che modo occorra ricercare e controllare i poteri delle cose per mezzo della rassomiglianza
CAPITOLO XVI. – In qual modo i differenti poteri si trasfondano
dall’una all’altra cosa e s’influenzino reciprocamente
CAPITOLO XVII. – Come si possano conoscere e sperimentare i poteri delle cose mercè la loro concordanza e la loro contrarietà
CAPITOLO XVIII. – Delle inclinazioni negative
CAPITOLO XIX. – In qual modo sia dato conoscere e sperimentare nelle cose i poteri dovuti a tutta la specie, o connaturati a qualche cosa per dono particolare individuale
CAPITOLO XX. – Dei poteri naturali che si riscontrano in tutta la sostanza d’un individuo e solo in qualche singola parte di altri individui
CAPITOLO XXI. – Dei poveri posseduti dalle cose viventi e di quelli che permangono in esse dopo la morte
CAPITOLO XXII. – Come le cose inferiori siano sottoposte ai corpi celesti e come i corpi umani e quanto altro si riferisce all’uomo provengano dalla distribuzione dei pianeti e dei segni
CAPITOLO XXIII. – In che modo si possa conoscere da quali astri dipendono le cose naturali e quali cose sieno sottoposte al Sole
CAPITOLO XXIV. – Delle cose che dipendono dalla Luna
CAPITOLO XXV. – Delle cose che dipendono da Saturno
CAPITOLO XXVI . – Delle cose che dipendono da Giove
CAPITOLO XXVII. – Delle cose che dipendono da Marte
CAPITOLO XXVIII. – Delle cose che dipendono da Venere
CAPITOLO XXIX. – Delle cose che dipendono da Mercurio
CAPITOLO XXX. – Come il mondo sublunare e quanto in esso è
contenuto sia distribuito ai pianeti
CAPITOLO XXXI. – In che modo le province e i regni alieno distribuiti ai pianeti
CAPITOLO XXXII. – Delle cose che dipendono dai segni e dalle stelle fisse e dalle loro immagini e rassomiglianze
CAPITOLO XXXIII. – Delle impronte e dei caratteri delle cose natunali
CAPITOLO XXXIV. – Come si possano attrarre le influenze e i poteri dei corpi celesti a mezzo delle cose naturali
CAPITOLO XXXV. – Dei miscugli delle cose naturali e della loro utilità
CAPITOLO XXXV I. – Dell’unione delle cose miste e dell’introduzione di una forma di vita più nobile e più sensibile
CAPITOLO XXXVII. – In che modo, con certe preparazioni naturali e artificiali, ci sia dato attrarre dall’alto alcuni benefici celesti e vitali
CAPITOLO XXXVIII. – In che modo possiamo ricevere dall’alto non solo doni celesti e vitali, ma intellettuali e divini
CAPITOLO XXXIX. – Come con certe sostanze si possano attrarre le divinità che governano il mondo e i demoni loro ministri
CAPITOLO XL. – Dei legamenti, di che specie essi siano e come si traducano in atto
CAPITOLO XLI. – Dei veleni e del loro potere
CAPITOLO XLII. – Dei mirabili poteri di certi veleni
CAPITOLO XLIII. – Delle fumigazioni e del loro potere
CAPITOLO XLIV. – Della composizione di certe «fumigazioni adatte ai pianeti
CAPITOLO XLV. – Dei colliri degli unguenti e dei filtri e dei loro poteri
CAPITOLO XLVI. – Delle legature e delle sospensioni fisiche
CAPITOLO XIIVII. – Degli anelli e del modo di prepararli
CAPITOLO XLVIII. – Delle proprietà dei luoghi e delle stelle che dominano ciascun luogo
CAPITOLI) XLIX. – Della luce e dei colori, delle torce e delle lampade e dei colori attribuiti agli astri e ai loro domicili, nonché agli elementi
CAPITOLO L. – Della fascinazione e del suo artificio
CAPITOLO LI. – Di alcune osservanze atte a produrre effetti meravigliosi
CAPITOLO LII. – Del viso, dei gesti, della complessione del corpo e degli atteggiamenti e della corrispondenza con le stelle e della Fisiognomia della Chiromanzia e degli artifici divinatori
CAPITOLO LIII. – Degli auspici e degli auguri
CAPITOLO LIV. – Del differenti animali e del loro significato nei vaticinii
CAPITOLO LV. – In qual modo i presagi si realizzino merce luce
del senso della natura e delle regole per farne l’esperienza
CAPITOLO LVI. – Dello predizioni tratte dai baleni e dalle folgori e come bisogni interpretare i presagi e i prodigi
CAPITOLO LVII. – Della geomanzia, dell’idromanzia, dell’aeromanzia e della piromanzia, che sono quattro maniere diverse di divinazione mercè gli elementi
CAPITOLO LVIII. – Del modo di far rivivere i morti del prolungato dormire e dell’inedia
CAPITOLO LIX. – Della divinazione a mezzo dei sogni
CAPITOLO LX. – Del furore e delle divinazioni compiute allo stato di veglia e del potere dell’umore melanconico, col quale è possibile talora far si che i demoni s’introducano nel corpo umano
CAPITOLO LXI. – Della formazione dell’uomo, dei sensi esteriori e interiori, della mente, delle tre specie di appetenze dell’anima e delle passioni della volontà
CAPITOLO LXII. – Delle passioni dell’anima, della loro origine, della loro differenza e delle loro specie
CAPITOLO LXIII. – In che modo le missioni dell’anima giungano a modificare il corpo stesso e a commuovere lo spirito
CAPITOLO LXIV. – Come le mansioni dell’anima modifichino il corpo con la «rassomiglianza e l’imitazione, delle trasformazioni e translazioni umane e del vigore che ha il potere immaginativo non solo sul corpo ma anche sull’anima
CAPITOLO LXV. – In che modo le passioni dell’anima agiscano
fuori di sè su un’altro corpo
CAPITOLO LXVI. – Come i corpi celesti accrescano il potere delle passioni dell’anima e come la costanza sia necessarissima in ogni genere di operazioni
CAPITOLO LXVII. – Come lo spirito umano possa congiungersi alle intelligenze superiori e imprimere insieme con essi certe virtù alle cose interiori
CAPITOLO LXVIII. – In che modo lo spirito possa cangiare le cose inferiori e sottometterle al desiderio personale
CAPITOLO LXIX. – Dei discorsi e del potere delle parole
CAPITOLO LXX. – Del potere dei nomi propri
CAPITOLO LXXI. – Dei discorsi complessi dei carmi e delle virtù e dei vincoli degli incantesimi
CAPITOLO LXXII. – Della potenza meravigliosa degli incantesimi
CAPITOLO LXXIII. – Del potere della scrittura, delle imprecazioni e delle iscrizioni varie lingue
INDICE DEL VOLUME SECONDO
LIBRO SECONDO
La Magia Celeste
CAPITOLO I. – Della importanza delle scienze matematiche e di parecchie operazioni meravigliose che si compiono col loro
ausilio
CAPITOLO II. – Dei numeri del loro potere e delle loro proprietà
CAPITOLO III. – Quanto sieno grandi i poteri posseduti dai numeri, così nelle cose naturali che in quelle soprannaturali
CAPITOLO IV. – Dell’unità e della sua scala
CAPITOLO V. – Del binario e della sua scala
CAPITOLO VI. – Del terniario e della sua scala
CAPITOLO VII. – Del quaternario e della sua scalzi
CAPITOLO VIII. – Del quinario e della sua scala
CAPITOLO IX. – Del senarlo e della sua scala
CAPITOLO X. – Del setteniario e della sua scala
CAPITOLO XI. – Dell’ottonario e della sua scala
CAPITOLO XII. – Del novenario e della sua scala
CAPITOLO XIII. – Della decade e della Sua 8081
CAPITOLO XIV. – Dell’undicesimo e del dodicesimo numero con una doppia scala del duodeiuirio, la (cabalistica e l’orfica
CAPITOLO XV. – Del potere e delle virtù dei numeri superiori al
dodicesimo
CAPITOLO XVI. – Delle figurazioni numeriche mercè speciali gesti
CAPITOLO XVII. – Dei differenti caratteri del numeri usati dai Bomani
CAPITOLO XVIII. – Dei caratteri usati dai Greci per indicare i numeri
CAPITOLO XIX. – Dei caratteri degli ebrei e dei caldei e di alcuni altri caratteri magici
CAPITOLO XX. – Dei numeri attribuniti alle lettere e della maniera di divinare con essi
CAPITOLO XXI. – Quali numeri sieno dedicati a ciascuna divinità e quali attributi a ciascun elemento
CAPITOLO XXII. – Delle tavole dei pianeti e delle loro virtù e formule e dei nomi divini delle intelligenze e dei demoni che le governa no
CAPITOLO XXIII. – Delle figure e dei corpi geometrici, del loro potevi magici e della loro concordanza con gli elementi e col cielo stesso
CAPITOLO XXIV. – Dell’armonia musicale, delle sue forze e del suo potere
CAPITOLO XXV. – Del suono e dell’accordo e delle muse della loro meravigliosa efficacia
CAPITOLO XXVI. – Della concordanza dei suoni e degli accordi con i corpi celesti e quali suoni corrispondano a ogni astro
CAPITOLO XXVII. – Dello proporzione della misura e dell’armonia del corpo umano
CAPITOLO XXVIII. – Della composizione e dell’armonia dell’anima umana
CAPITOLO XXIX. – Dell’osservazione delle cose celesti, necessarissima in ogni operazione magica
CAPITOLO XXX. – Dei momenti in cui le influenze dei pianeti sono più efficaci
CAPITOLO XXXI. – Dell’osservazione delle stelle fisse e della loro natura
CAPITOLO XXXII. – Del Sole e della Luna e dei loro significati
CAPITOLO XXXIII. – Delle case della Luna e dei loro poteri
CAPITOLO XXXIV. – Del vero moto dei corpi celesti, che occorre rimarcare nella ottava sfera, e della natura delle ore planetarie
CAPITOLO XXXV. – In qual modo tutte le cose artificiali, come le immagini i sigilli e simili, ricevano qualche potere dai corpi celesti
CAPITOLO XXXVI. – Delle immagini zodiacali e quali poteri ricevano sotto i rispettivi astri
CAPITOLO XXXVII. – Delle immagini degli aspetti zodiacali e dei loro poteri e delle immagini extrazodiacali
CAPITOLO XXXVIII. – Delle immagini di Saturno
CAPITOLO XXXIX. – Delle immagini di Giove
CAPITOLO XL. – Delle immagini di Marte
CAPITOLO XLI. – Delle immagini, del Sole
CAPITOLO XLII. – Delle immagini, di Venere
CAPITOLO XLIII. – Dello immagini di Mercurio
CAPITOLO XLIV. – Delle immagini della Luna
CAPITOLO XLV. – Delle immagini della testa della e della coda del Drago della Luna
CAPITOLO XVLII. – Delle immagini delle stelle fisse
CAPITOLO XVLIII. – Delle figure geometriche, che occupano un posto intermedio tra le immagini e i caratteri
CAPITOLO XLIX. – Delle immagini che non sono fatte a somiglianza delle figure celesti, ma a imitazione di quanto desidera l’operatore
CAPITOLO L. – Di certe osservazioni e della pratica di certe immagini celesti
CAPITOLO LI. – Dei caratteri fatti a norma e rassomiglianza delle cose celesti e della maniera di ricavarli dalle figure della geomanzia
CAPITOLO LII. – Dei caratteri ricavati dalle cose stesse a mezzo di rassomiglianze
CAPITOLO LIII. – Della necessità della conoscenza del’Astrologia per una perfetta arte divinatoria
CAPITOLO LIV. – Del caso e di dove e quando abbia virtù di divinazione
CAPITOLO LV. – Dell’anima del mondo e dei corpi celesti secondo le tradizioni dei poeti e dei filosofi
CAPITOLO LVI. – Il quale conferma la stessa cosa con la ragione
CAPITOLO LVII. – Che insegna come l’anima del mondo e le anime celesti abbiano le facoltà di ragionare e partecipino della mente divina
CAPITOLO LVIII. – Dei nomi delle anime celesti e del loro dominio su questo mondo inferiore, ossia sull’uomo
CAPITOLO LIX. – Dei sette pianeti che governano il mondo e dei relativi nomi impiegati nel linguaggio magico
CAPITOLO LX. – In qual modo le imprecazioni umane imprimano naturalmente le loro forze nelle cose esteriori e come lo spirito umano, attraverso i vari gradi di dipendenza, pervenga sino al mondo intelligibile e divenga simile agli spiriti e alle intelligenze più sublimi
LIBRO TERZO
CAPITOLO I. – Della necessità della virtù e dell’utilità della religione
CAPITOLO II. – Del silenzio e dell’occultamento dei misteri della
religione
CAPITOLO III. – Quale significazione sia richiesta per divenire un vero Mago ed operatore di miracoli
CAPITOLO IV. – Della Religione e della superstizione, che sono i
due cardini della Magia Cerimoniale
CAPITOLO V. – Delle tre guide della religione, che valgono a condurci verso il sentiero della verità
CAPITOLO VI. – In qual modo l’anima, con l’assistenza di queste tre guide, si elevi sino alla natura divina e diventi operatriee di miracoli
CAPITOLO VII. – Della necessità della conoscenza del vero Dio da parte del Mago e dell’opinione che gli antichi magi e filosofi hanno avuto della divinità
CAPITOLO VIII. – Dell’opinione degli antichi filosofi intorno alla Trinità
CAPITOLO IX. – Cosa sia la vera fede Ortodossa, nei riguardi di Dio e della Santissima Trinità
CAPITOLO X. – Delle emanazioni “divine chiamate numerazioni, dagli Ebrei, attributi da altri, Dei dai pagani; dei dieci Serfiroti e dei dieci sacratissimi nomi di Dio che ad essi presiedono e della loro interpretazione
CAPITOLO XI. – Dei nomi divini e del loro potere e virtù
CAPITOLO XII. – Dell’influsso del potere dei nomi divini sulle cose di quaggiù a mezzo di speciali mediatori
CAPITOLO XIII. – Delle membra divine e del loro influsso sulle membra umane
CAPITOLO XIV. – Delle divinità pagane delle anime dei corpi celesti e dei luoghi anticamente consacrati a ciascuna divinità
CAPITOLO XV. – Dell’opinione dei nostri teologhi intorno alle anime celesti
CAPITOLO XVI. – Delle intelligenze e dei demoni, della loro riparazione in tre generi differenti, dei loro soprannomi e dei demoni infernali e sotterranei
CAPITOLO XVII. – Degli stessi, secondo l’opinione dei teologi
CAPITOLO XVIII. – Dagli ordini dei demoni maligni della loro caduta e delle loro diverse nature
CAPITOLO XIX. – Dei corpi dei demoni
CAPITOLO XX. – Dell’infestazione dei demoni malvagi e della protezione che ci accordano i demoni buoni
CAPITOLO XXI. – Dell’obbedienza al nostro genio tutelare e come si possa scoprirne la natura
CAPITOLO XXII. – Dei nostri tre angeli custodi e donde provenga ciascuno di essi
CAPITOLO XXIII. – Del linguaggio degli angeli e dei loro discorsi tanto fra loro che con noi
CAPITOLO XXIV. – Dei nomi degli spiriti, della loro varia imposizione e degli spiriti che presiedono ai pianeti, ai segni, ai poli celesti e agli elementi
CAPITOLO XXV. – In qual modo i dottori ebrei estraggono i nomi sacri degli angeli dalle Sacre Scritture e dei settantadue angeli che portano i nomi di Dio, con le tavole Ziruph e con quelle della commutazione delle lettere e dei numeri
CAPITOLO XXVI. – Del modo di ricavare i nomi degli spiriti e dei geni dalla disposizione dei corpi celesti
CAPITOLO XXVII. – Dell’arte di calcolare i nomi degli spiriti secondo la tradizione dei Cabalisti
CAPITOLO XXVIII. – In qual modo i nomi degli spiriti sieno talora estratti dalle cose istesse a cui presiedono
CAPITOLO XXIX. – Dei caratteri e dei sigilli degli spiriti
CAPITOLO XXX. – Di altre specie di caratteri trasmessici dai Cabalisti
CAPITOLO XXXI. – Di una specie di caratteri e d’impronte di spiriti che non può essere conosciuta che per rivelazione
CAPITOLO XXXII. – In qual modo si possano attrarre i demoni benigni, e confondere quelli maligni
CAPITOLO XXXIII. – Dei vincoli degli scongiuri e del modo di sterminare gli spiriti
CAPITOLO XXXIV. – Dell’ordine animastico e degli eroi
CAPITOLO XXXV. – Delle divinità mortali e terrestri
CAPITOLO XXXVI. – In qual modo l’uomo sia stato creato a somiglianza di Dio
CAPITOLO XXXVII. – Dell’anima dell’uomo e dei modi della sua giunzione al corpo
CAPITOLO XXXVIII. – Dei doni divini che l’uomo può ricevere da tutti gli ordini dei Cieli e delle intelligenze
CAPITOLO XXXIX – Come le influenze, superiori, buone di loro natura, divengano cattive nelle colse terrene e dieno origine ai mali
CAPITOLO XL. – Del carattere divino che contrassegna ogni uomo e in virtù del quale gli è dato compiere meraviglie
CAPITOLO XLI. – Di quei che avvenga dell’uomo dopo la morte e delle diverse opinioni su tale argomento
CAPITOLO XLII. – Per quali ragioni i ma e i negromanti credano possibile evocare le anime dei morti
CAPITOLO XLIII – Del potere dell’anima umana nella mente nella
regione e nell’eidolon
CAPITOLO XIIIV. – Dei gradi delle anime e della loro morte o immortalità
CAPITOLO XLV. – Della vaticinazione e del furore
CAPITOLO XIIVI. – Della prima specie di furore proveniente dalle Muse
CAPITOLO XLVII. – Della seconda specie di furore proveniente da Dionisio
CAPITOLO XLVIII. – Della terza specie di furore proveniente da Apollo
CAPITOLO XLIX. – Della quarta specie di furore proveniente da Venere
CAPITOLO L. – Dell’estasi e dei vaticini degli epilettici di coloro che hanno smarrito i sensi e degli agonizzanti
CAPITOLO LI. – Del sogno profetico
CAPITOLO LII. – Della sorte e degli indizi che possiedono una certa virtù di oracolo
CAPITOLO LIII. – Della preparazione indispensabile a chi voglia ricevere gli Oracoli
CAPITOLO LIV. – Della purezza e del modo di conservarla
CAPITOLO LV. – Dell’insistenza e del digiuno, della castità, della solitudine, della tranquillità e della supremazia dello spirito
CAPITOLO LVI. – Della penitenza e dell’elemosina
CAPITOLO LVII. – Delle pratiche espiatorie esteriori
CAPITOLO LVIII. – Delle adorazioni e dei voti
CAPITOLO LIX. – Dei sacrifici e delle oblazioni e dei loro generi e modi
CAPITOLO LX. – Delle imprecazioni e dei riti impiegati dagli antichi nei sacrifici e nelle Oblazioni
CAPITOLO LXI. – Come abbisogni Offrire i sacrifici e le obiezioni sia a Dio che alle divinità inferiori
CAPITOLO LXII. – Delle consacrazioni
CAPITOLO LXIII. – Delle cose sacre e (consacrate del modo con cui stanno fra noi e le divinità e dei tempi sacri
CAPITOLO LXIV, – Di alcune osservanze religiose, cerimonie, riti di profumi e d’unzioni e simili
CAPITOLO LXV. – Conclusione di tutta l’opera
Strategia – La Logica della Guerra e della Pace
Titolo originale : Strategy. The logic of war and peace
Autore/i: Luttwak Edward N.
Editore: Rizzoli
seconda edizione riveduta e ampliata, prefazione ringraziamenti e premessa dell’autore.
pp. 468, Milano
“Un libro illuminante per capire la logica paradossale dei conflitti che hanno lacerato e lacerano il nostro mondo.”
Un massiccio accumulo di armi offensive può avere scopi puramente difensivi. Il percorso più lungo e tortuoso è spesso la strada migliore per cogliere di sorpresa il nemico. O, per passare dalle massime agli scenari contemporanei: la costruzione di uno «scudo spaziale» contro attacchi missilistici da parte di «stati-canaglia» potrebbe favorire la preparazione di altre forme di attacchi, come quelli terroristici.
Per Edward Luttwak – autorevole studioso di storia militare, consulente strategico del governo americano e influente commentatore politico – la strategia e il regno del paradosso e delle contraddizioni. Se emerge un modello dalle esperienze uniche e irripetibili delle guerre che si sono succedute dall’antichità all’alba del terzo millennio, dalle peculiari convergenze di fini politici, limiti tecnici, mosse tattiche e fattori geografici, questo modello non si conforma certo al senso comune, all’ordinaria logica causale, ma deve essere cercato, appunto, nel paradosso. Ecco l’assunto fondamentale che ha fatto del manuale di Luttwak un classico, fin dal suo primo apparire nel 1987, in un’epoca in cui esisteva ancora l’Unione Sovietica e il mondo era diviso fra due superpotenze. La logica della strategia non è cambiata, dal tempo della Guerra fredda.
Ma è cambiato il mondo, e questa nuova edizione, accresciuta e rivista, registra i mutamenti dell’arte della guerra e del confronto politico: agli esempi del passato – dalle vicende dell’impero romano alla seconda guerra mondiale, della fallimentare avventura degli Stati Uniti in Vietnam a quella, ugualmente catastrofica, dei sovietici in Afghanistan – si aggiungono quelli delle guerre «postmoderne», del Golfo e del Kosovo, caratterizzate dai bombardamenti di precisione e dall’esigenza – ancora una volta paradossale – di limitare al massimo le vittime fra i civili e fra gli attaccanti. E i principi strategici enunciati da Luttwak ci aiuteranno a comprendere in profondità le caratteristiche e i possibili sviluppi della nuova guerra in corso, quella all’ultimo sangue fra l’Occidente e il suo nemico più pericoloso: il terrorismo fondamentalista.
Edward N. Luttwak (Arad, Transilvania, 1942) insegna presso il Center of Strategic and International Studies di Washington ed è consulente di importanti istituzioni governative americane come il Dipartimento di Stato. Scrive regolarmente sul «Times Literary Supplement» e sulla «London Review of Books». È autore di molti libri, tra i quali ricordiamo La grande strategia dell’impero romano (Bur 1991) e La dittatura del capitalismo (Mondadori 1999).
La Speranza Dimenticata
Autore/i: Ellul Jacques
Editore: Editrice Queriniana
prefazione dell’autore, traduzione dal francese di Adriana Zarri.
pp. 296, Brescia
Per l’uomo disperato c’è una sola parola di speranza: «La sola cosa che possiedo te la do…», dice Pietro al mendicante del tempio. Ma proprio questa parola non risuona più fra i cristiani, – che vivono in un mondo senza prospettiva, nel tempo della morte di Dio, e dell’abbandono -, perché temono di ingannare, di deludere il mendicante, di esser odiati. Il risultato è un atto di disperazione, un battersi il petto, un non offrire più ciò che invece va offerto dal cristiano.
Il cristiano deve tornare a ricevere il dono della speranza e a trasmetterlo. Il miracolo consiste nell’accorgersi che il dono che è fatto da Dio è per l’uomo, esattamente e decisamente. L’A. tenta con coraggio di fare uscire dal vicolo cieco chi «vive e parla della speranza, in modo disperato» invitandolo a credere concretamente al miracolo del dono di Dio. A questo punto si colloca l’inizio e la fine di ogni azione politica nel mondo moderno: nel tempo dell’abbandono e del silenzio di Dio, combattere per Dio e testimoniare, contro ogni incertezza, che Dio resta il Signore di tutte le realtà.
È nato nel 1912 a Bordeaux. È laico, padre di quattro figli. Ha preso parte alla resistenza in Francia e all’attività politica. Ha insegnato Diritto a Montpellier, Strasbourg, Clermont-Ferrant, ove il governo di Vichy gli revocò l’incarico di insegnare. Dopo la liberazione insegnò a Bordeaux nella facoltà di Diritto. Dal 1947. anno in cui abbandonò l’attività politica, insegna a Bordeaux all’Istituto di Studi Politici.
I suoi contributi spaziano dalla Storia, alla Sociologia e alla Teologia. Fra essi ricordiamo: Histoire de la Propaganda, .P.U.F. Paris 1966; Le Vouloir et le Faire, Labor et fides, Paris 1974; L’Apocalypse: Architecture en mouvement, Desclée, Paris 1975.
Il Mondo Psichico dell’Infanzia
Titolo originale: The Inner World of Childhood
Autore/i: Wickes F. G.
Editore: Casa Editrice Astrolabio
prefazione dell’autrice, introduzione di C. G. Jung, traduzione italiana di Olga Aquarone.
pp. 352, Roma
Sommario:
Prefazione dell’Autrice
Introduzione di C. G. Jung
- I – Sguardo d’insieme alla psicologia analitica ed esposizione dei vari metodi
- II – I problemi dei genitori nella loro influenza sul bambino
- III – Primi rapporti infantili
- IV – Adolescenza e giovinezza
- V – La via verso una più elevata coscienza
- VI – Tipi psicologici
- VII – Compagni di gioco immaginari
- VIII – Paura
- IX – Sesso
- X – Sogni
- XI – Rapporti reciproci tra sogni e contenuti della fantasia
La Casa – Intimità, Stile, Benessere
Titolo originale : Home a Short History of an Idea
Autore/i: Rybczynski Witold
Editore: Rusconi
prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Renzo Marazza.
pp. 278, nn. illustrazioni b/n, Milano
Che cos‘è il comfort?
Cosa si intende con la parola benessere?
Witold Rybczynski arriva a darne una definizione ripercorrendo la storia di questo concetto, indissolubilmente legato alla storia del modo di vivere. Il benessere domestico nasce gialla quotidianità, deriva da mille piccole usanze consolidate dal tempo.
È in questo territorio che si inoltra l’esplorazione dell’autore, in quest’opera che sa unire un tono ironico e leggero a una ricchezza sorprendente di note storiche, aneddotiche e di costume.
Il lettore non può non rimanere coinvolto dalla curiosità della proposta, dalla scioltezza delle scene descritte e soprattutto dalla miriade di particolari e di nozioni che viene a conoscere, per arrivare alla fine alla scoperta che «il comfort è come la cipolla»: a tanti strati, così semplice e così complicata, ortaggio povero ma regina della cucina.
Il comfort è un cocktail di comodità, efficienza, benessere fisico, intimità, tradizione e buonsenso, shakerato dalla storia, impossibile da racchiudere in regole fisse. Pagina dopo pagina, si passa dalla storia della sedia a quella del bagno, a quadri di quotidianità medioevale, all’origine delle tante piccole invenzioni che sono poi la spina dorsale del nostro vivere…
Un’opera di stuzzicante vivacità, coloratissima, che stimolerà i più pigri e appagherà i più curiosi, dinamica e serena come il suo autore.
Witold Rybczynski, canadese oriundo polacco, insegna architettura alla McGill University. È autore di altre opere di argomento affine. Gran viaggiatore, puntuale osservatore di come si abita nelle varie parti del mondo, vive attualmente con la moglie nella campagna a sud di Montreal, in una casa che si è costruito con le sue mani.


