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Il Vangelo Secondo gli Spiriti – 2 Volumi

Il Vangelo Secondo gli Spiriti – 2 Volumi

Volume 1: Massime morali – Volume 2: Preghiere spiritiste

Autore/i: Kardec Allan

Editore: Edizioni Mediterranee

vol. 1 pp. 208, vol. 2 pp. 200, Roma

Dopo Il Libro degli spiriti e Il Libro dei medium, che costituiscono le fondamenta dello spiritismo, apparve Il Vangelo secondo gli spiriti. Da quando fu scritta, l’opera non ha perduto nulla della sua validità, a riprova del fatto che la verità è sempre la stessa e i suoi principi ispiratori non cambiano mai. In questo libro, Allan Kardec affronta un problema di grande importanza, soprattutto tenendo conto dei rapporti passati e presenti tra Chiesa e spiritismo. Il Vangelo secondo gli spiriti contiene la spiegazione delle massime morali di Cristo, la loro concordanza con lo spiritismo e la loro applicazione ai diversi casi della vita. Tutte le comunicazioni sono state effettuate da spiriti molto elevati, e testi dovuti ad autori diversi concordano e si integrano tra loro in maniera mirabile. Si tratta della vera interpretazione della vita di Cristo, dei suoi miracoli, dei suoi atti e delle sue parabole, con una spiegazione e un commento di alte entità spirituali, in una presentazione che corregge gli errori e le false interpretazioni per offrire soltanto e soprattutto la verità.

Allan Kardec (1804-1869) animatore entusiasta e instancabile della filosofia spiritualista e della pratica spiritica, dedicò tutto se stesso e gran parte della vita allo spiritismo. In pochi anni raccolse intorno a sé migliaia di seguaci: da allora lo spiritismo si è diffuso ovunque e i testi di Kardec su quest’argomento sono oggi i più venduti in tutto il mondo.

Il Negus – Vita e Morte dell’Ultimo Re dei Re

Il Negus – Vita e Morte dell’Ultimo Re dei Re

Autore/i: Del Boca Angelo

Editore: Editori Laterza

avvertenza e introduzione dell’autore, in sovracoperta: ritratto fotografico dell’imperatore Hailè Selassiè e del principe ereditario 1933.

pp. 400, nn. fotografie b/n, Bari

Sono passati vent’anni dalla morte di Haile Selassie, ultimo negus d’Etiopia. È giunto il momento di rivisitare questo personaggio straordinario, che ha lasciato di se diverse immagini: politico abilissimo e a volte crudele, bandiera della resistenza del suo popolo contro l’invasore italiano, «patriarca dell’Africa», sovrano troppo poco illuminato per far emergere il suo Paese dalla miseria e dal sottosviluppo.
In quest’avvincente biografia, Del Boca ripercorre la lunga vita del negus, dalla non facile ascesa al potere, all’esilio, alla riconquista del trono, fino a giungere agli ultimi, mesti giorni della detronizzazione, della prigionia e infine dell’assassinio, avvenuto in circostanze rimaste fino a ieri misteriose.

Angelo Del Boca (Novara, 1925) è stato per molti anni inviato speciale in Africa e in Medio Oriente. Ha insegnato Storia contemporanea alla facoltà di Scienze politiche dell’università di Torino; attualmente è presidente dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Piacenza e dirige la rivista «Studi Piacentini». “Tra le sue numerose opere ricordiamo, per i nostri tipi, i quattro volumi di Gli italiani in Africa Orientale (19706- 84), i due di Gli italiani in Libia (1986-88), nonché L’Africa nella coscienza degli italiani (1992), Una sconfitta dell’intelligenza. Italia e Somalia (1993) e La trappola somala. Dall’operazione Restore Hope al fallimento delle Nazioni Unite (1994).

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Avvertenza
Introduzione Morte per assassinio

Parte prima – L’irresistibile ascesa

La vittoria su Ligg Jasu

  • L’infanzia ad Harar
  • La morte del padre
  • Uno scontro senza esclusione di colpi

Il viaggio in Europa

  • Le prime riforme
  • L’ammissione dell’Etiopia alla Società delle Nazioni

Da reggente ad imperatore

  • Il trattato con I’Italia
  • La politica della sovversione
  • La morte di Zaoditù

Parte seconda – Solo contro il fascismo

Verso la guerra con l’Italia

  • La Costituzione del 1931
  • Il riarmo dell’Etiopia
  • L’incidente di Ual Ual

La guerra italo-etiopica

  • Morire per l’Etiopia?
  • Le battaglie di annientamento
  • Mai Ceu: l’ultima sfida
  • Il massacro del lago Ascianghi

L’esilio e la rivincita

  • La fuga da Addis Abeba
  • L’appello dalla tribuna di Ginevra
  • Nell’esilio di Bath
  • La «Gideon Force»

Parte terza – Il trionfo e il declino

Il consolidamento del potere

  • Il ripristino della sovranità
  • La federazione con l’Eritrea
  • La pace con l’Italia
  • Una nuova Costituzione

Il colpo di Stato del 1960

  • Una nuova politica estera
  • Tra riforme e autoritarismo
  • Il complotto

Il patriarca dell’Africa

  • Pressioni sull’imperatore
  • L’annessione dell’Eritrea
  • Addis Abeba capitale dell’Africa

La rivoluzione e la prigionia

  • Il sogno africano
  • Il viaggio in Italia
  • La legge marziale in Eritrea
  • La fame e la rivolta
  • L’arresto dell’imperatore

Note
Indice dei nomi

L’Io e gli Altri – Psicopatologia dei Processi Interattivi

L’Io e gli Altri – Psicopatologia dei Processi Interattivi

Titolo originale: The Self and Others

Autore/i: Laing Ronald D.

Editore: Sansoni Editore

prefazione e ringraziamenti dell’autore, traduzione di Roberto Tettucci.

pp. 226, Firenze

Che tipo di rapporti intercorre fra le persone e le posizioni e i ruoli che esse assumono o che sono spinte ad assumere dagli altri? L’io e gli altri è uno studio delle relazioni fra le persone in situazioni spinte all’estremo. E situazioni «estreme» non sono soltanto quelle di una stanza di tortura o di un campo di concentramento. Possono anche essere quelle della vita quotidiana e normale, entro la quale si attuano e si svolgono i rapporti fra i mariti e le mogli, i figli e i genitori. Il materiale sul quale si svolgono le sottili analisti di Laing è ricavato da una diretta esperienza clinica, ai dati della quale il lettore può accedere in prima persona, attraverso pagine umanissime. Ma nel libro di questo psichiatra e psicanalista, che si richiama alla fenomenologia e alla tematica di Sartre, non mancano discussioni di carattere filosofico, sociologico e letterario: un riesame, per esempio, dei rapporti del protagonista di Delitto e castigo con la madre e la sorella.

Ronald Laing è nato a Glasgow nel 1927. Psichiatra e psicanalista ha lavorato al dipartimento di Psychological Medicine dell’Università di Glasgow e alla Tavistock Clinic di Londra. Si è occupato di psicopatologia della schizofrenia, di problemi di dinamica familiare e sociale, ha scritto, in collaborazione con D. Cooper, un libro sulla filosofia di Sartre (Reason and violence). Fra le opere principali, oltre a questo The Self and Others, sono: The Divited Self (trad. it. L’io diviso, Torino 1969); The politics of experience and The Bird of Paradise [trad. it, La politica dell’esperienza, Milano 1967); Sanity, Madness and the Family (in collaborazione con A. Esterson); Interpersonal perception (in collaborazione con H. Phillipson e A. R. Lee).

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Prefazione
Ringraziamenti

Parte prima – Modi di esperienza interpersonale

  • I fenomeni di fantasia
  • La fantasia e il nesso sociale
  • Simulazione ed elusione dell’esperienza
  • La masturbazione
  • Il contrappunto dell’esperienza
  • Il gelo della morte. Fenomenologia di una psicosi puerperale

Parte seconda – Forme di azione interpersonale

  • Identità e complementarità
  • Complementarità
  • Il caso di Brian
  • Il caso di John
  • Conferma e disconferma
  • Altri casi di conferma e disconferma
  • La collusione
  • Posizione esistenziale come funzione dell’azione dell’io
  • Posizione esistenziale come funzione dell’azione degli altri
  • Rendere l’altro folle
  • Altri tipi di attribuzioni e ingiunzioni ambigue e incompatibili
  • L’ingiunzione «sii spontaneo»

Appendice Un metodo grafico per situazioni diadiche
Bibliografia

Indagine sul Cristianesimo

Indagine sul Cristianesimo

Come si costruisce una civiltà

Autore/i: Agnoli Francesco

Editore: Edizioni Piemme

prima edizione, prefazione di Renato Farina.

pp. 280, Milano

Secondo una diffusa pubblicistica di stampo laicista, dovremmo attribuire al cristianesimo la maggior parte delle sventure e delle calamità che hanno contraddistinto gli ultimi due millenni della storia occidentale: dall’Inquisizione alle Crociate, dalla compravendita della salvezza con le indulgenze alla lotta della Chiesa per il potere temporale. Ma negare l’influenza positiva che il cristianesimo ha avuto nel promuovere lo sviluppo della cultura, dell’arte e della civiltà a livello mondiale sarebbe non solo segno di pregiudizio religioso, bensì indizio di profonda miopia storica. Eppure le pseudo-inchieste che oggi vanno per la maggiore tendono proprio a ridurre il cristianesimo a un’abile mistificazione, a una accozzaglia di racconti folcloristici che avrebbe tenuto l’umanità nelle tenebre della superstizione per secoli, causando discriminazioni, persecuzioni e delitti.
Se si esamina con obiettività la storia, non possono non vedersi gli enormi contributi che il cristianesimo ha portato in tema di sviluppo della civiltà: dalla protezione dell’infanzia all’abolizione della schiavitù, dalla lotta contro la magia alla rivalutazione della figura e del ruolo della donna, dall’impegno per la giustizia sociale alle lotte per i diritti di libertà e rappresentanza politica, dalla promozione all’istruzione alla fondazione degli ospedali e delle opere sociali, fino alle più recenti battaglie in favore della vita e della famiglia.
Alla fine di questo viaggio appassionante il bilancio è nettamente in favore di quanti riconoscono che il cristianesimo ha avuto l’indubbio merito di far fiorire i valori più profondi, originali ed essenziali della nostra civiltà.

Francesco Agnoli, classe 1974, bolognese d’origine, risiede a Trento; è sposato e ha due figli.
Docente di Liceo, collabora con «Il Foglio», «Avvenire», «Il Timone», «Radici Cristiane» e Radio Maria.
È autore di diverse pubblicazioni, tra le quali ricordiamo: Storia dell’aborto nel mondo, 1968 e La liturgia tradizionale (Fede & Cultura); Dio, questo sconosciuto e Chiesa, sesso e morale (insieme a Marco Luscia, Sugarco); Roberto Grossatesta. La filosofia della luce (ESD).
Per Piemme ha pubblicato Perché non possiamo essere atei. Il fallimento dell’ideologia che ha rifiutato Dio (2009).

Che cos’è una Società Giusta?

Che cos’è una Società Giusta?

Titolo originale: Qu’est-ce qu’une société juste?

Autore/i: Van Parijs Philippe

Editore: Ponte alle Grazie

introduzione all’edizione italiana e premessa dell’autore, traduzione dal francese di Massimo Manisco, collana: Saggi.

pp. 350, Firenze

Il libro di Philippe Van Parijs costituisce una introduzione critica e una iniziazione alla pratica della filosofia politica.
Esso compie una ricognizione rigorosa e sistematica intorno all’idea di giustizia, che in quanto questione di grande urgenza etica attraversa la storia della filosofia da Platone e Aristotele conservando la sua attualità in pensatori e filosofi contemporanei come John Rawls, Ronald Dworkin o Michael Walzer.
Van Parijs esamina in modo critico e fortemente analitico la costellazione di approcci e di posizioni, spesso fra loro molto divergenti, che animano il dibattito contemporaneo sulla questione della giustizia, mettendone a fuoco alcuni concetti-chiave, come quello di diritti individuali, risorse, scarsità e abbondanza dei beni, utilità, benessere collettivo, egoismo, pluralismo. E lo fa inoltrandosi nelle argomentazioni, chiarendo controversie, illuminando contraddizioni e circoli viziosi all’interno di alcune delle tesi esposte, ma evitando accuratamente i toni pamphlettistici o della invettiva.
L’Autore individua nel pensiero politico contemporaneo, al di là dei loro specifici tratti distintivi e delle nette differenziazioni interne, tre principali correnti da lui definite “solidariste”: l’utilitarismo che vede nella massimizzazione del benessere collettivo la bussola della giustizia: il liberalismo egualitario di John Rawls; la teoria dello sfruttamento riformulata dal marxismo analitico. A queste si oppongono l’approccio e le tradizioni “proprietarista” tipica del libertarismo, punta di diamante filosofica del pensiero neo-liberale, da cui origina una visione radicalmente alternativa della giustizia e di come si realizza una società giusta.

…Che l’ordine stabilito sia giudicato ingiusto e che un deliberato miglioramento delle istituzioni sia considerato impossibile non è certo cosa nuova. Al di fuori dei milieux più conservatori, ci sono nelle nostre società sentimenti che sono stati largamente condivisi fin dagli albori dell’età industriale. Quello che è molto più nuovo, è il bisogno pressante di una riflessione sistematica sui contorni di ciò che sarebbe una società giusta. (dalla prefazione di Philippe Van Parjis)

Libero docente di filosofia presso l’Università di Oxford, Philippe Van Parjis è professore all’Università di Louvain, dove è titolare della Cattedra Hoover di etica economica e sociale.
Fra le sue opere si ricordano: Evolutionary Explanation in the Social Sciences (Londra 1981), Le modèle économique et ses rivaux (Ginevra 1990), Marxism Recycled (Cambridge 1993), Sauver la solidarité (di prossima pubblicazione a Parigi) e Real Freedom for All (in preparazione, Oxford).

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Prefazione all’edizione italiana

Premessa

Introduzione

1. Breve apologia della filosofia politica anglosassone

  • Una concezione analitica ed esistenziale della filosofia
  • Dall’ortodossia utilitaristica all’impresa rawlsiana
  • La filosofia libertaria di Robert Nozich
  • Lo stile analitico
  • A-storico e conformista?

I. Teorie

2. Le sette vite dell’utilitarismo

  • Che cos’è l’utilitarismo?
  • Il rifiuto delle comparazioni interpersonali
  • Beni principali e preferenza fondamentale
  • La precarietà delle preferenze individuali
  • Utilitarismo ed egualitarismo
  • Utilitarismo e diritti dell’uomo
  • Le intuizioni morali sono sovrane?

3. La doppia originalità di Rawls

  • A monte e a valle
  • La chiarificazione del 1980
  • Il kantismo di Rawls
  • Rawls e l’utilitarismo
  • Rawls e il liberalismo
  • Rawls e l’egualitarismo

4. Un dilemma del marxismo

  • Lo sfruttamento paradigmatico
  • L’espropriazione
  • Dallo scambio ineguale alla disproporzionalità
  • Dall’ineguaglianza nella proprietà del capitale all’ineguaglianza delle opportunità
  • Lo sfruttamento non avrebbe niente di ingiusto?

5. L’ambivalenza del libertarismo

  • Un anarco-capitalismo
  • Alcuni pericolosi difetti
  • Un’implicazione inattesa

II. Confronti

6. La tradizione marxista di fronte alla sfida libertaria

  • Lo sfruttamento marxiano: alcune controversie
  • Ciò da cui trae origine lo sfruttamento e ciò di cui è la fonte
  • La pretesa incoerenza della giustizia socialista
  • L’incoerenza della teoria dell’appropiazione originaria di Nozick
  • Nozick corretto: da Kirzner a Steiner
  • La posta in gioco decisiva: la giustizia socialista è oppressiva?
  • Nozick arginato: da Cohen a Roemer
  • Libertarismo e comunismo

7. L’economia del benessere di fronte alla sfida libertaria

  • Da Mill a Sen
  • L’equità come proporzionalità (Homans)
  • L’equità come maximin (Rawls)
  • L’equità come non-invidia (Foley)
  • La critica libertaria
  • L’eguaglianza delle opportunità (Dworkin)
  • La nuda proprietà di se stessi (Cohen)
  • Il contratto sociale liberale (Kolm)
  • Massimizzare la libertà reale di tutti

8. Il pensiero di John Rawls di fronte alla sfida libertaria

  • Libertà e proprietà: Nozick contro Rawls
  • L’obiezione “Wilt Chamberlain”
  • L’obiezione dei talenti
  • La soluzione di Rawls
  • Lo scenario collettivista
  • La disfatta
  • Il sussidio universale più elevato possibile
  • Due Rawls

9. Una risposta coerente ai neoliberismi?

  • Neoliberalismo strumentale e neoliberalismo fondamentale
  • La risposta real-libertaria
  • Libertà o sussidiarietà?
  • Liberi ma miseri?
  • Non abbastanza universalistà?
  • Eppure non aggirabile?

Conclusioni

10. Che cos’è una società giusta?

  • Rarità, egoismo, pluralismo: le “circostanze della giustizia”
  • Teorie perfezioniste e teorie liberali
  • Il liberalismo proprietarista
  • Il liberalismo solidarista
  • Teorie retrospettive e teorie prospettive
  • Le due tradizioni contrattualiste
  • La critica marxista e quella ecologista
  • La critica comunitaria
  • La teoria normativa del pluralismo democratico

Bibliografia
Indice dei nomi

Sul Caso di J. Robert Oppenheimer – Dramma Liberamente Desunto dai Documenti

Sul Caso di J. Robert Oppenheimer – Dramma Liberamente Desunto dai Documenti

Titolo originale: In der Sache J. Robert Oppenheimer – Schauspiel, frei nach den Dokumenten

Autore/i: Kipphardt Heinar

Editore: Giulio Einaudi Editore

prima edizione, prefazione e traduzione di Luigi Lunari,in copertina una foto di J. Robert Oppenheimer, Collezione di Teatro 61.

pp. 144, Torino

Sul Caso di J. Robert Oppenheimer è il testo che Heinar Kipphardt ha tratto dalle mille pagine di fitta stampa in cui sono raccolti gli interrogatori del «processo» che la Commissione per l’energia nucleare degli Stati Uniti intentò nel 1954 al celebre scienziato.
Oppenheimer era allora considerato il «padre della bomba atomica» e la sua figura di scienziato era straordinariamente popolare in America. Aveva diretto i laboratori di Los Alamos, in cui, in tre anni di lavori protetti dal più rigoroso segreto, si era fabbricato l’ordigno che aveva deciso le sorti della seconda guerra mondiale, era stato da allora consigliere del governo per le questioni atomiche, e godeva di un’autorità – scientifica, politica e morale – che ha rari esempi nella storia recente.
Improvvisamente – stando almeno all’effetto che la notizia provocò nell’opinione pubblica Oppenheimer si vide precluso, da un preciso ordine del presidente Eisenhower, l’accesso ai segreti atomici di cui per tanti anni era stato il principale responsabile, mentre una lettera del generale K. D. Nichols, amministratore generale della commissione per l’energia nucleare, formulava in ventiquattro punti un atto di accusa che lasciava a Oppenheimer soltanto due strade: o dimettersi dagli incarichi ufficiali occupati, o accettare di sottomettersi all’esame di una Commissione d’inchiesta (il Personal Security Board) che avrebbe dovuto decidere, sulla base della rispondenza o meno dei fatti alle accuse del generale Nichols, del grado di fidatezza di Oppenheimer: in pratica, se sarebbe stato prudente o meno, ai fini della sicurezza nazionale nel campo dei segreti atomici, permettere che egli continuasse a essere al corrente dei lavori in questo campo. […] Il cosiddetto «processo Oppenheimer» rappresenta una chiara e coerente manifestazione della volontà politica di addivenire a una condanna. All’atto pratico, il fatto che non si trattasse di un processo ma di un semplice procedimento interno amministrativo, si tradusse nella totale sopraffazione delle garanzie processuali dell’imputato; il giudicare comportamenti degli anni trenta secondo criteri e valutazioni attuali equivaleva rendere retroattive le leggi di sicurezza, togliendo la fondamentale garanzia della certezza del diritto; la non applicazione delle norme procedurali estendeva la possibilità d’indagine a stati d’animo, opinioni, intenzioni, normalmente escluse dai temi d’interrogatorio; la stessa conclusione infine è una condanna «per insufficienza di prove in contrario», particolarmente arbitraria in un sistema giuridico che non ammette – com’è noto – l’assoluzione «per insufficienza di prove». […]

Heinar Kipphardt è nato l’8 marzo 1922 a Heidersdorf in Slesia (Germania), figlio di un medico arrestato dai nazisti quando egli aveva undici anni e rinchiuso per cinque anni nel campo di Buchenwald. Dopo aver frequentato le scuole medie, si iscrisse alla facoltà di medicina, interessandosi tuttavia di filosofia e di teatro. Giovanissimo ancora, fece i primi esperimenti letterari. Durante la guerra prese parte alla ritirata di Russia e, tornata la pace, esercitò per alcuni anni la professione di medico. Nel 1950 entrò a far parte del Deutsches Theater di Berlino, dove rimase fino al 1959 in veste di drammaturgo, trasferendosi poi a Düsseldorf, e, dal 1960, a Monaco.
Tra le sue opere teatrali, ricordiamo la commedia Shakespeare urgente cercasi (1952), L’ascesa di Alois Piontek (1956), Le sedie del signor Szmil (1958) e il dramma Il cane del generale (1960). Sul Caso di J. Robert Oppenheimer è stata rappresentata in prima assoluta alla Münchner Kammerspiele di Monaco l’11 ottobre 1964.

La Filosofia Medioevale

La Filosofia Medioevale

Storia della Filosofia II

Autore/i: Vasoli Cesare

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

quarta edizione, introduzione dell’autore.

pp. 708, Milano

Il pensiero filosofico del Medioevo, dai manichei ai nominalisti, da Ockham a Maestro Eckhart, da S. Agostino a S. Tommaso, visto in continuo, costante riferimento con l’ambiente culturale, politico e sociale. Gli aspetti ideologici delle dottrine e il loro peso effettivo nella società medioevale – sulla teologia, sulle concezioni della politica e dello stato – vengono ampiamente analizzati e portati in primo piano, offrendo al lettore un panorama quanto mai affascinante dello sviluppo storico e del significato culturale e politico delle varie filosofie. In questo quadro denso di fatti, di notizie, di osservazioni, di riferimenti, una speciale attenzione è rivolta dall’autore alla organizzazione della cultura, al formarsi delle università, alla nascita degli ordini mendicanti, insomma a tutte le forme di vita teorica e pratica del Medioevo, in cui si è riflessa in maniera decisiva l’attività filosofica.

Cesare Vasoli, nato a Firenze nel 1924, è professore ordinario di filosofia morale nell’Università di Firenze. È autore di un volume su Guglielmo di Ockham e di numerosi studi sulla filosofia dei secoli XV e XVI, tra cui ricordiamo La dialettica e la retorica dell’Umanesimo. “Invenzione” e “Metodo” nella Cultura del XV e XVI secolo, pubblicato nel 1968. Ha raccolto i risultati delle sue ricerche sul pensiero contemporaneo nel volume Tra cultura e ideologia. Collabora alla “Rivista critica di storia della filosofia,” e ad altre riviste filosofiche e di cultura.

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Introduzione

Parte prima
L’Alto Medioevo

Capitolo primo
Filosofia e cultura nell’età dei regni romano-barbarici

Capitolo secondo
L’età carolingia

Capitolo terzo
Il IX e il X secolo

Parte seconda
L’XI e il XII secolo

Capitolo primo
La “rinascita” ottoniana e la ripresa intellettuale dell’XI secolo

Capitolo secondo
Anselmo d’Aosta e la cultura teologica del suo tempo

Capitolo terzo
Caratteri, tendenze ed ambiente storico della cultura del XII secolo

Capitolo quarto
La scuola di Chartres

Capitolo quinto
Lo sviluppo della logica e l’opera di Pietro Abelardo

Capitolo sesto
Cultura e filosofia nella seconda metà del XII secolo

Capitolo settimo
Le grandi correnti di spiritualità religiosa del XII secolo

Capitolo ottavo
Città di Dio e città terrena nel pensiero teologico-politico del XII secolo

Parte terza
Le filosofie orientali

Capitolo primo
La filosofia dei Musulmani

Capitolo secondo
La filosofia ebraica

Parte quarta
Il XIII secolo

Capitolo primo
Alle origini della nuova scienza e della nuova filosofia

Capitolo secondo
Le nuove istituzioni e le nuove forze intellettuali. Le Università e gli Ordini mendicanti

Capitolo terzo
Gli inizi della “Scolastica” parigina e lo sviluppo della scuola francescana, da Alessandro di Hales a Bonaventura da Bagnorea

Capitolo quarto
I maestri domenicani. Alberto Magno e la sua scuola

Capitolo quinto
Tommaso d’Aquino

Capitolo sesto
La “Facoltà delle arti” e la cultura scientifica nella prima metà del Duecento

Capitolo settimo
L’averroismo latino

Capitolo ottavo
Scienza, filosofia e religione nella scuola di Oxford

Capitolo nono
Società e filosofia negli ultimi decenni del secolo (1270-1300). Le correnti dottrinali tra Tommaso d’Aquino e Duns Scoto

Capitolo decimo
Raimondo Lullo e l’”Ars Magna”. L’umanesimo enciclopedico di Enrico Bate di Malines

Capitolo undicesimo
Il pensiero politico duecentesco e il problema delle relazioni tra la Chiesa e i nuovi Stati nazionali

Parte quinta
Il XIV secolo

Capitolo primo
Le linee della crisi ideologica del XIV secolo

Capitolo secondo
Giovanni Duns Scoto e lo scotismo

Capitolo terzo
Filosofia e teologia tra Duns Scoto e Guglielmo di Ockham

Capitolo quarto
Guglielmo d’Ockham e le origini del movimento occamista

Capitolo quinto
L’”averroismo” trecentesco e la tradizione aristotelica padovana

Capitolo sesto
Giovanni Eckhart e la mistica tedesca

Capitolo settimo
Società e cultura nella seconda metà del XIV secolo

Capitolo ottavo
La scienza scolastica alla fine del Trecento

Conclusione
Bibliografia
Indice delle sigle delle riviste maggiormente citate
Indice dei nomi

L’Origine del Linguaggio

L’Origine del Linguaggio

Autore/i: Santangelo Paolo Ettore

Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani

prefazione dell’autore.

pp. 476, Milano

Vi è un documento umano di valore inestimabile: il linguaggio. Su di esso, come su di una creta molle e tenace, le generazioni hanno scritto le loro memorie, che ora giacciono chiuse e fossilizzate nelle parole che ci scambiamo quotidianamente.
La scienza che scioglie questi viventi coaguli, che analizza a uno a uno gli elementi di cui sono fatti questi conglomerati, si chiama glottologia. Essa è di recente formazione, e non risale, in quanto scienza, che al 1833.
Ma quanti orizzonti in poco più di un secolo ha saputo dischiudere! Parole nate da radici identiche e che servono la medesima cosa, sono documenti di origini comuni, di scambi, di relazioni fra gruppi etnici, che i documenti più antichi, fino allora noti, ci presentavano stabiliti su territori lontanissimi, separati da immensi oceani e, che erano ritenuti impraticati e impraticabili in quei tempi remotissimi.
Parole nate da identiche radici per designare cose, azioni, sentimenti diversi, permettono di rifar la storia di associazioni di idee, di posizioni religiose, morali, sentimentali a noi remotissime, nel tempo o per natura…
Paolo Ettore Santangelo, in un libro pieno di inaspettate scoperte, di impensati accostamenti, solidamente documentato e piacevole come una lunga favola, guida il lettore attraverso gli attraenti misteri di questa scienza avventurosa.

Orchidee – Colori, Suggestioni, Fascino di un Magico Fiore

Orchidee – Colori, Suggestioni, Fascino di un Magico Fiore

Autore/i: Kijima Takashi

Editore: Editoriale Giorgio Mondadori

prefazione dell’autore, fotografie di Takashi Kijima, testi di Yoshio Udagawa e Takashi Kijima.

pp. 208, interamente e riccamente illustrato a colori, Milano

Orchidee, un fiore magico e antichissimo: alcuni residui fossili risalgono a oltre 150 milioni di anni fa; un fiore che non solo è riuscito a perpetuarsi così a lungo, ma che si è diffuso dall’equatore al circolo polare artico, all’Himalaya, alle grandi pianure continentali. Teofrasto, un discepolo di Aristotele, ne parlava nel 300 A.C.;
Confucio soleva tenerne nella propria camera e a esse dedicò una poesia.
Nei secoli scorsi spedizioni apposite Venivano organizzate per la raccolta di alcune delle oltre 10.000 specie. Oggi, con l’introduzione delle serre e la maggiore facilità di coltivazione, la diffusione è ulteriormente aumentata e l’entusiasmo nei confronti delle orchidee ha raggiunto vertici inusitati.
Ma qual è la ragione del fascino sottile e misterioso di questo incantevole fiore?
Alla domanda vuole rispondere il volume, che ci propone, opportunamente corredate di schede esplicative, una grande quantità di stupendi esemplari di orchidea. L’accostamento alle immagini avviene secondo una chiave di lettura davvero insolita, che offre una duplice ”interpretazione” di questo fiore.
Dapprima una sequenza di foto in cui le orchidee, identificate dall’autore-fotografo con creature femminili, sono viste come neonate, ragazzine, fanciulle pudiche, matrone contegnose, donne fatali; successivamente, un’altra serie di immagini, straordinariamente suggestive, le propone come emblemi dell’evoluzione del genere umano, dall’uomo primitivo a quello moderno.

Takashi Kijima, laureato in arte, è considerato uno dei maestri giapponesi della fotografia è forse il più grande fotografo di orchidee del mondo.
Il suo primo importante riconoscimento come fotografo, l’Asahi Advertising Award, risale al 1954 e ad esso molti altri sono seguiti, Ha pubblicato nel 1975 il suo primo libro sulle orchidee e da allora non ha più trascurato questo importante fiore.
Kijima considera questa sua ultima fatica come il coronamento di decenni spesi a carpire il fascino segreto e misterioso delle orchidee.

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Prefazione
Le origini delle orchidee e il fascino della forma

  • Bellezza, grazia e decoro
  • L’amore e la gioia di vivere
  • L’età sbarazzina
  • La debuttante
  • Gambo, foglia, bocciolo e fiore
  • Curve, rette e sfere
  • Chiazze, righe, vene e pieghe
  • Di fiori straordinari e multiformi

Teatro da Camera

Teatro da Camera

Anche la comparsa di una rondine va segnalata, tanto più se ha l’aspetto gaio, sorridente, fantasioso e incantato degli sketch teatralissimi di Giordano Falzoni, pittore surrealista ed ora…

Autore/i: Falzoni Giordano

Editore: Rizzoli

pp. 176, Milano

Giordano Falzoni è nato a Zagabria nel 1925, mentre i genitori entrambi violinisti erano in tournée.
Dopo aver studiato a Firenze e a Parigi, si è trasferito a Roma dove attualmente vive. Nel 1947 cominciò a collaborare con l’esposizione di alcune sue minuscole pitture all’attività della Compagnie de l’Art Brut. Nel 1948 esce sulla rivista parigina “Les Cahiers de la Pleiade” il suo saggio La vie comme aventure. Nell’anno successivo, sulla rivista surrealista “Neon” esce il suo Manifeste de la gaie Typographie. La sua prima personale di pittura, alla Galleria dell’Obelisco di Roma, nel 1951, è presentata da Andrè Breton. Ed è il gruppo surrealista di Breton ad organizzare la sua prima personale a Parigi, nel 1954. Nella primavera del 1963, dal suo incontro con il regista americano Ken Dewey e con un gruppo d’attori tra cui Carmen Scarpitta e John Coe, nasceva il Gruppo ACT di Roma: una piccola compagnia sperimentale che dava spettacoli semiclandestini nel teatrino del Maestro Nascimbene, subito salutata da un articolo di Vito Pandolfi (Nasce l’avanguardia a Roma, “Il Punto”, giugno ’63) come l’indizio che una nuova ondata innovatrice stava avvicinandosi per il teatro a Roma. La profezia fu confermata dai fatti. L’appello lanciato dal Gruppo ACT ai Novissimi di Roma, perchè collaborassero con testi anche non nati per il teatro alla attività sperimentale della nuova compagnia, fu subito raccolto da Alfredo Giuliani ed Elio Pagliarani. A Palermo, nell’autunno successivo, il Gruppo ACT era una delle due compagnie che con i loro spettacoli affiancavano i lavori del Gruppo ’63: con testi di Falzoni, Pagliarani e Giuliani.
Al ritorno da Palermo, il Gruppo ACT di Roma dava, all’aperto, nei pressi di Porta Rossa, Gli alberi delle nostre navi: un lavoro scritto da Falzoni appositamente per essere distrutto e più tardi ribattezzato Archeologia per l’effetto di reperti che ne derivò. Ha scritto dietro commissione del Group Once di Ann Arbor un breve lavoro – snowplay – le cui battute “vanno usate come la neve quando si gioca a palle di neve”.
Nel giugno del 1965 il Teatro dei Novissimi ha dato a Roma, con la regia creativa di Toti Scialoja e Piero Panza, L’occhio, compreso nel presente volume. Suoi copioni sono stati pubblicati: nell’Antologia del Gruppo ’63 e sulle riviste: “Il Caffè”, “Marcatré” e “Grammatica”.

Questo libro raccoglie una scelta della vasta produzione di atti unici che Giordano Falzoni, scrittore a volta a volta visionario, sibillino e demistificatorio, ha composto negli ultimi tre o quattro anni. Si tratta di una produzione ancora quasi interamente inedita che segue vari filoni di ricerca e si offre alle più diverse esperienze di allestimento e di interpretazione. I copioni qui raccolti sono tutti adatti anche alla semplice lettura. Taluni invitano il lettore a scegliere tra varie azioni teatrali prospettate come contrappunto del dialogo, o addirittura ad inventare completamente l’azione stessa. Altri ricostruiscono in una dimensione immaginaria il ciclo integrale del teatro: dall’argomento, al dialogo, all’azione scenica, alla scenografia, alla antologia della critica in un ipotetico programma di sala. Una sezione a parte è dedicata ai bambini: quattro copioni per pubblico e attori d’età compresa tra l’infanzia e l’adolescenza.

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La teatralità di Falzoni
Intervista

SI SOGNA QUEL CHE SI È

  • Il ritorno di Ulisse ovvero L’amore per il disordine
  • L’acqua nel pozzo
  • Si sogna quel che si è

L’OCCHIO

  • L’occhio
  • Serata in famiglia
  • La casa sulla spiaggia

IL GRANDE FREDDO

  • Il grande freddo ovvero Quando si cresce in famiglia
  • Fiabe di primavera
  • Passeranno anche queste orribili notti

LA GRANDE MISSIONE

  • Le formiche
  • La grande missione
  • La terra promessa

PER BAMBINI

  • La cicala e la formica
  • La bella pianta verde
  • La fontanella di Pipolo e Popilo
  • Sotto l’albero

I Cani non Mentono sull’Amore – Riflessioni sui Cani e sulle loro Emozioni

I Cani non Mentono sull’Amore – Riflessioni sui Cani e sulle loro Emozioni

Titolo originale: «Dogs Never Lie About Love. Reflections on the Emotional World of Dogs»

Autore/i: Masson Jeffrey Moussaieff

Editore: Baldini&Castoldi

prefazione all’edizione italiana di Marco Poli, traduzione di Lidia Perria, illustrazioni di Erika Guidi.

pp. 288, Milano

La vita di chi vive con un cane è arricchita ogni giorno da affetto e amore incondizionati, e dalla sincera devozione di questi amici a quattrozampe, che sembrano avere la capacità di intuire e comprendere a fondo le nostre emozioni. Noi, d’altro canto, sappiamo ben poco delle loro emozioni. In questo nuovo libro, Jeffrey Masson, il discusso e controverso ex-psicoanalista, autore del best-seller mondiale Quando gli elefanti piangono sulle emozioni negli animali selvatici (giunto ormai alla sesta edizione per Baldini&Castoldi) si dedica esclusivamente ad esplorare il ricchissimo universo interiore dei «nostri migliori e più sinceri amici», e ci guida alla scoperta dell’incredibile complessità della loro vita emotiva, attingendo ai miti, alla letteratura e ai vari studi scientifici, ma soprattutto alle storie e agli aneddoti offerti da addestratori e amanti di cani di tutto il mondo.
I veri protagonisti del libro sono però i tre cani dell’autore, Sasha e Rani, il cui comportamento, amorevole e allo stesso tempo misterioso, serve da spunto e ispirazione per affrontare i più svariati argomenti – da emozioni come la gratitudine, la compassione, la solitudine e la delusione, fino al mondo in cui i cani sognano, percepiscono le altre specie (esseri umani inclusi), o utilizzano il loro formidabile olfatto. Spazzati via i luoghi comuni sul comportamento animale, Masson ci porta dritto al centro del mondo emotivo dei cani, alla loro «emozione per eccellenza»: l’amore. Proprio come i cani che ama, Masson lo catturerà per il divertente, a tratti sorprendente, ma sempre attendibile e documentato racconto delle sue scoperte, e permetterà agli amanti di cani di tutto il mondo di comprendere meglio i lori affettuosi compagni.

«[…] Il nostro cane ci ama davvero al di la di ogni aspettativa, di ogni misura, dei nostri meriti, addirittura più di quanto ci amiamo noi stessi.»

Il nuovo libro dell’autore del best-seller internazionale Quando gli elefanti piangono, uscito nel 1996 per Baldini&Castoldi e giunto ormai alla sesta edizione.

Chiunque ami i cani e conosca la gioia che ci da sapere di essere amati da un cane, divorerà questo libro. (Jane Goodall)

Siamo tutti debitoria Jeffrey Masson per aver affrontato con tanta serietà, coraggio e amore, l’argomento delle emozioni dei cani. (Elizabeth Marshall Thomas, autrice de La vita segreta dei cani)

I cani non mentono sull’amore, e jeffrey Masson non mente sulla vita emotiva dei cani. (Roger Caras, Lega perla Difesa dei Cani USA)

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Prefazione all’edizione italiana di Marco Poli
Ringraziamenti
Prefazione

Alla ricerca delle emozioni e dei sentimenti nei cani

  1. Riconoscere le emozioni nei cani
  2. Per quale motivo amiamo teneramente i cani
  3. L’emozione principe nei cani: l’amore
  4. Lealtà ed eroismo fra i cani
  5. I cani fiutano cid che noi non possiamo vedere
  6. Sottomissione, dominanza e gratitudine nei cani
  7. La grande paura dei cani: solitudine e abbandono
  8. La compassione, essenza della vita interiore del cane
  9. Dignità, umiliazione e delusione nella vita dei cani
  10. Che cosa sognano i cani?
  11. Natura contro educazione: cani che giocano e lavorano
  12. Cani e gatti
  13. Cani e lupi
  14. L’aggressività nei cani: reale o simulata?
  15. Restare soli; la malinconia nei cani
  16. Pensare da cani

Conclusioni
Alla ricerca dell’anima del cane

Note
Bibliografia

Il Cane che Salvava i Gatti – Una Storia Vera

Il Cane che Salvava i Gatti – Una Storia Vera

Titolo originale: The Dog who Rescues Cats

Autore/i: Gonzalez Philip; Fleischer Leonore

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, presentazione di Cleveland Amory, traduzione di Mariapaola Dèttore.

pp. 142, Milano

Questa è la storia incredibile e commovente di una bastardina di nome Ginny che salvava gatti randagi, abbandonati, menomati, per restituirli a una vita serena.
Ed è anche la storia di Philip Gonzalez, il quale in seguito a un incidente sul lavoro, che l’aveva lasciato parzialmente invalido, aveva perso ogni interesse per la vita.
È la storia del loro incontro, avvenuto in un triste canile dove Ginny, dopo varie traversie, era stata imprigionata.
Questa straordinaria avventura ha avuto inizio con la prima passeggiata insieme: Ginny condusse Philip verso un’area non edificata dove trovò una micia randagia e convinse Philip a darle da mangiare. In capo a un mese i due nutrivano tutta una frotta di gatti stradaioli. A Madame, una micia bianca completamente sorda, seguirono Vogue, abbandonata e maltrattata; Revlon, che aveva un occhio solo; e Topsy, a cui una lesione cerebrale impediva di camminare normalmente. Ma queste erano solo le avanguardie di altri gatti a venire. Con il suo amore, la sua straordinaria dedizione e il suo coraggio, Ginny ha cambiato totalmente la vita di Philip facendogli scoprire un mondo d’amore.
Una storia incredibile e commovente ma assolutamente autentica. Una favola vera che tocca il cuore di ogni lettore.

«Una vicenda incredibile, commovente.»

«Una storia dolcissima e appassionante.»

«Sembra una favola, ma è una storia vera.»

Philip, Ginny e i loro gatti vivono felicemente nello stato di New York.

Leonore Fleischer ha scritto più di cinquanta novelization di film, tra cui Rain Man, A Star is Born e Shadowlands. Vive e lavora a New York.

Gengis Khan – Il Conquistatore Oceanico

Gengis Khan – Il Conquistatore Oceanico

Autore/i: Mandel Gabriele

Editore: SugarCo Edizioni

in copertina: Cavaliere Hiung-nu, ceramica cinese d’epoca Suei (590-618).

pp. 256, 36 tavole b/n f.t., illustrazioni b/n, Milano

Espressione precipua della «cultura delle steppe», ultimi fra i popoli barbarici, I Mongoli, che nel XIII secolo invasero territori vastissimi distruggendo le maggiori civiltà del Medioevo, costituirono il più vasto impero del mondo.
Questo quando un uomo, postosi alla loro testa quale «inviato di Dio», con una straordinaria genialità basata su una intuizione folgorante. la rapidità dell’azione e l’acuta conoscenza degli uomini, seppe unire una manciata di tribù nomadi che sino allora non avevano saputo fraternizzare, e le condusse alle più vaste conquiste ma anche ai più sanguinosi e immani genocidi.
Quest’uomo fu il pastore orfano Temugin, detto poi Gengis Khan (l’imperatore oceanico, il genio tutelare). Egli ebbe una misera infanzia di stenti; fu a lungo prigioniero e iniziò la sua ascesa con un capitale ben povero: otto cavalli e quattro fratelli. Benché analfabeta e nemico di ogni forma di civiltà poiché ne ignorava ogni valore, Gengis Khan organizzò minuziosamente le proprie campagne, condusse di persona in battaglia i suoi uomini (sporchi, puzzolentissimi, miserabili ma orgogliosi e fanaticamente devoti) e distruggendo civiltà secolari considerate incrollabili si impadronì di gran parte dell’Eurasia. Sulle rovine di questo vasto impero si insediarono la Cina, la Persia e soprattutto la Russia d’oggi, sicché l’assetto attuale del mondo originò in definitiva dalle gesta di questo «Conquistatore oceanico».

Gabriele Mandel, archeologo, psicanalista, docente universitario (Politecnico di Torino, IULM di Milano) ha scritto circa ottanta libri.
Per SugarCo ha già pubblicato: Il Regno di Saba. La civiltà della Valle dell’Indo, Il Sufismo, Salomone, tutti volumi che hanno incontrato il favore del pubblico non solo italiano. Dirige l‘Istituto Islamico d’Archeologia Orientale e il periodico «Art in Islam». Ha compiuto numerosi viaggi di ricerca e studio in Medio Oriente, tracciando un piano per la ricostruzione del Tempio di Giove a Jerash su incarico del Museo do Arte di San Paolo del Brasile.

Ming – Romanzo

Ming – Romanzo

L’Operazione Ming farà saltare il piano Asia rossa? Imprevedibili avvenimenti e personaggi reali in un classico della fantapolitica.

Autore/i: Odier Daniel

Editore: Rizzoli

prima edizione, traduzione di Aldo Buzzi.

pp. 208, Milano

I satelliti-spia americani che senza sosta scrutano dal cielo l’immenso territorio cinese, rivelano improvvisamente un’intensissima attività intorno ai principali centri industriali del Paese. Qualcosa di enorme si sta preparando, qualcosa che potrebbe minacciare seriamente la leadership americana del mondo unendo due miliardi di asiatici sotto la guida di una nuova Cina imperialista.
I più brillanti cervelli dei servizi segreti di Washington si mettono subito all’opera per neutralizzare la minaccia. Nasce un piano incredibile eppure logico: il piano Ming. A un uomo solo, addestrato meticolosamente per mesi, verrà affidato un compito che soltanto la straordinaria fantasia di Daniel Odier poteva immaginare e che culmina nell’eccezionale e sorprendente finale. Fantasia, certo. Ming non è che un’ingegnosa ipotesi, un appassionante e acutissimo romanzo di suspense.
Ma se dietro la finzione del romanzo ci fosse una parte di vero più grande di quel che sembra?

Daniel Odier è nato a Ginevra nel 1945. Ha vissuto per alcuni anni a Venezia, visitando come turista quasi tutta la Penisola. Poi è stato in Irlanda, in Inghilterra, a Ceylon, in Giappone, nel Nepal, negli USA, nell’America del Sud. Nonostante la sua giovane età ha pubblicato numerosi romanzi, raccolte di poesie e saggi, frutti di esperienze del suo lungo girovagare per il mondo e tutti di notevole successo.

Racconti Argentini

Racconti Argentini

Autore/i: Autori vari

Editore: Franco Maria Ricci Editore

prima edizione, a cura di Jorge Louis Borges, traduzione di Gianni Guadalupi, La Biblioteca di Babele 28.

pp. 136, Parma

«Gli scrittori argentini si differenziarono sempre sotto qualche aspetto da quelli che negli altri paesi del continente diedero il loro contributo al castigliano. Alla fine del secolo scorso nacque in Argentina un genere singolare, la poesia guachesca; e ora sono già molti gli scrittori che si dedicano alla letteratura fantastica della realtà. Per ovvie ragioni la visione offerta da questo volume è necessariamente parziale; tuttavia, malgrado la brevità di queste pagine, vi si sente la nostra voce, che in un certo senso è incapace di dimenticare queste solitudini del Sud.» (Jorge Louis Borges)

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Introduzione di Jorge Louis Borges

  • Leopoldo Lugones, Yzur
  • Adolfo Bioy Casares, Il calamaro opta per il proprio inchiostro
  • Arturo Cancela e Pilar de Lusarreta, Il Destino è maldestro
  • Julio Cortázar, Casa occupata
  • Manuel Mujica Lainez, La corriera
  • Silvina Ocampo, Gli oggetti
  • Franco Peltzer, Il professore di scacchi
  • Manuel Peyrou, Può essermi accaduto
  • María Esther Vázquez, L’eletto

Titoli originali:

  • Yzur
  • El calamar opta por su tinta
  • El Destino es chambón
  • Casa tomada
  • La galera
  • Los objetos
  • El profesor de ajedrez
  • Pudo haberme ocurrido
  • El elegido

Oroscopo Cinese – Tutti i Segreti

Oroscopo Cinese – Tutti i Segreti

Titolo originale: The Handbook of Chinese Horoscopes

Autore/i: Lau Theodora

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

nota per l’edizione aggiornata e introduzione dell’autrice, traduzione di Valeria Pazzi, calligrafia e illustrazioni di Kenneth Lau, collana: Oscar Guide.

pp. 432, illustrazioni b/n, Milano

Pubblicato per la prima volta 25 anni fa, questo testo, ora in una nuova edizione aggiornata, è ormai un classico del genere, il libro di riferimento, definitivo, per conoscere il mondo degli oroscopi cinesi. Grazie alle tabelle relative alle date di nascita possiamo individuare il nostro segno lunare di appartenenza e comprendere come il carattere di ciascuno di essi – “l’animale nascosto nel nostro cuore” – influenzi la nostra personalità e le nostre relazioni con gli altri. Il manuale di Theodora Lau ci insegna poi a stabilire gli altri fattori che intervengono nella definizione dell’oroscopo: i cinque elementi (Acqua, Fuoco, Legno, Metallo e Terra) derivanti dai punti cardinali e dalle quattro stagioni e l’ascendente dipendente dall’ora della nascita. L’autrice ci fornisce inoltre i profili dei diversi segni del calendario lunare incrociati con quelli dello Zodiaco occidentale, tavole di compatibilità tra i segni e un’analisi delle 144 possibili combinazioni di coppia. Ma soprattutto, grazie alle previsioni per i prossimi anni lunari, consente a ciascuno, astrologi esperti e principianti, di gettare uno sguardo sul proprio futuro e di comprendere meglio il proprio io, gestendo in maniera ottimale le relazioni personali e professionali.

Theodora Tau, nata a Shangai, attualmente vive in California. È autrice di Best-Loved Chinese Proverbs e Children of the Moon. Negli Stati Uniti è considerata l’esperta per antonomasia di oroscopi cinesi.

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Nota per l’edizione italiana

Introduzione: L’animale che si nasconde nel nostro

Origini e caratteristiche dei segni lunari
Come usare questo libro

I. Tabelle e date di nascita

  • I segni lunari dal 1912 al 2019
  • Gli anni lunari dal 1912 al 2014
  • Interazione fra i cinque elementi
  • I segni animali e i loro elementi fissi, stagioni e radici
  • Ascendenti: le ore di nascita e i rispettivi dodici segni animali
  • I mesi dei segni lunari e i corrispondenti segni astrologici solari
  • Anni lunari “corti” e “lunghi”; l’influenza del Li Chun

II. Capire i cinque elementi

  • Relazioni conduttive
  • Relazioni dominanti
  • L’elemento Metallo
  • L’elemento Acqua
  • L’elemento Legno
  • L’elemento Fuoco
  • L’elemento Terra

III. Influenza delle quattro fasi lunari

1. Il Topo

  • La personalità
  • Il bambino Topo
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • Il Topo e i suoi ascendenti
  • Il Topo nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni del Topo
  • Personaggi famosi nati nell’anno del Topo

2. Il Toro

  • La personalità
  • Il bambino Toro
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • Il Toro e i suoi ascendenti
  • Il Toro nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni del Toro
  • Personaggi famosi nati nell’anno del Toro

3. La Tigre

  • La personalità
  • Il bambino Tigre
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • La Tigre e i suoi ascendenti
  • La Tigre nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni della Tigre
  • Personaggi famosi nati nell’anno della Tigre

4. Il Coniglio

  • La personalità
  • Il bambino Coniglio
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • Il Coniglio e i suoi ascendenti
  • Il Coniglio nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni del Coniglio
  • Personaggi famosi nati nell’anno del Coniglio

5. Il Drago

  • La personalità
  • Il bambino Drago
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • Il Drago e i suoi ascendenti
  • Il Drago nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni del Drago
  • Personaggi famosi nati nell’anno del Drago

6. Il Serpente

  • La personalità
  • Il bambino Serpente
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • Il Serpente e i suoi ascendenti
  • Il Serpente nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni del Serpente
  • Personaggi famosi nati nell’anno del Serpente

7. Il Cavallo

  • La personalità
  • Il bambino Cavallo
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • Il Cavallo e i suoi ascendenti
  • Il Cavallo nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni del Cavallo
  • Personaggi famosi nati nell’anno del Cavallo

8. La Capra

  • La personalità
  • Il bambino Capra
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • La Capra e i suoi ascendenti
  • La Capra nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni della Capra
  • Personaggi famosi nati nell’anno della Capra

9. La Scimmia

  • La personalità
  • Il bambino Scimmia
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • La Scimmia e i suoi ascendenti
  • La Scimmia nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni della Scimmia
  • Personaggi famosi nati nell’anno della Scimmia

10. Il Gallo

  • La personalità
  • Il bambino Gallo
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • Il Gallo e i suoi ascendenti
  • Il Gallo nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni del Gallo
  • Personaggi famosi nati nell’anno del Gallo

11. Il Cane

  • La personalità
  • Il bambino Cane
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • Il Cane e i suoi ascendenti
  • Il Cane nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni del Cane
  • Personaggi famosi nati nell’anno del Cane

12. Il Maiale

  • La personalità
  • Il bambino Maiale
  • I cinque diversi tipi
  • Compatibilità e incompatibilità
  • Il Maiale e i suoi ascendenti
  • Il Maiale nel ciclo lunare
  • Quando il segno lunare incontra i segni solari
  • Le stagioni del Maiale
  • Personaggi famosi nati nell’anno del Maiale

IV. Scegliere la data del matrimonio

  • Classifica degli anni favorevoli

V. Le 144 combinazioni matrimoniali

Indice analitico

Perdita del Centro – Le Arti Figurative dei Secoli Diciannovesimo e Ventesimo come Sintomo e Simbolo di un’Epoca

Perdita del Centro – Le Arti Figurative dei Secoli Diciannovesimo e Ventesimo come Sintomo e Simbolo di un’Epoca

Titolo originale: Verlust der Mitte

Autore/i: Sedlmayr Hans

Editore: Rusconi

prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione dal tedesco di Marola Guarducci.

pp. 368, Milano

Hans Sedlmayr è uno dei più autorevoli storici dell’arte viventi, ed è universalmente riconosciuto come il maestro dell’analisi strutturale nella storiografia artistica. Questo libro è il suo fondamentale e ha come sottotitolo: «Le arti figurative dei secoli XIX e XX come simbolo e sintomo di un’epoca».
Il libro non è infatti una storia dell’arte moderna; esso analizza la crisi dell’epoca moderna, indagando nell’arte quella zona inconscia in cui l’anima dell’uomo non si mette mai la maschera. René Huyghe formulò nel 1939 le basi di tale metodo, scrivendo: «L’arte è per la storia della comunità umana ciò che il sogno di un uomo è per lo psichiatra». Sedlmayr, partendo dal concetto che «sono gli abusi a esprimere meglio la tendenza», ricerca e scopre in architettura, scultura, pittura quelle forme che, dal Settecento a oggi, possono essere considerate nuove rispetto alla Tradizione. In queste forme, che sono il contrassegno «moderno» dell’arte, l’autore individua come tratto caratteristico la «perdita del centro»: si scindono gli elementi tradizionalmente connessi, ogni elemento o frammento tende all’autonomia, ciò che prima era marginale diventa a sua volta centro e polo d’attrazione. Ed ecco le conseguenze: nelle arti coesistono nella stessa epoca le tendenze più contraddittorie, l’irrazionalità della pittura e il razionalismo dell’architettura, l’amore per il caos e l’inorganico e l’orgogliosa fuga dalle radici terrestri; le forme umane si smembrano, si eclissa l’immagine tradizionale dell’uomo.
Questa crisi risale, secondo Sedlmayr, al panteismo e al deismo del secolo XVIII, all’eliminazione nell’uomo di ciò, che è personale, e il turbamento definito come «perdita del centro» può essere ricercato in quella inconcepibile separazione del divino dall’umano, la quale fa Si che l’idea di Dio si dissolva nella natura e scompaia, mentre l’idea dell’uomo, non più simile a Dio, si degrada in dimensioni subumane. L’arte, mediazione tra umano e divino, non può non registrare tale scissione, oscillando tra l’autonegazione e la creazione di quei «mostri della Ragione impazzita» tipici del mondo contemporaneo.

L’Eredità Classica nelle Lingue Orientali

L’Eredità Classica nelle Lingue Orientali

Autore/i: Autori vari

Editore: Istituto della Enciclopedia Italiana

a cura di Massimiliano Pavan e Umberto Cozzoli, prefazione di Massimiliano Pavan, in copertina: Prologo del Vangelo di Giovanni; Ms. Sin. arabo, Nuovo Fondo, Pergamena 14 (IX sec.), Monastero di Santa Caterina del Sinai.

pp. 196, illustrazioni b/n, Roma

Il tema generale della ricerca registrata in questo volume concerne il recupero di testi classici per il tramite della ricezione nelle lingue del Vicino e Medio Oriente, con particolare attenzione a materiali poco noti o inediti. L’approccio è principalmente filologico, ma l’indagine che qui si presenta costituisce anche un più ampio approfondimento culturale: la paziente raccolta di frammenti isolati, infatti, fa sì che riemerga, in una sorta di tracciato geografico, il segno della penetrazione della cultura classica in Oriente. Gli episodi di tale secolare vicenda si esprimono attraverso la voce degli antichi gnomici greci tradotti in copto o in armeno; attraverso le versioni orientali degli storici classici; attraverso la permanenza della tradizione scientifica classica nel mondo arabo; attraverso l’influsso della filosofia greca sulla cultura siriaca. Nella ricognizione di queste tracce, un’altra problematica si inserisce nel tema più generale, la questione cioè di quale sia stata la funzione del cristianesimo nella trasmissione e salvaguardia, del patrimonio classico: personalità come quelle di Taziano, di Nemesio di Emesa, di Severo di Antiochia testimoniano di un complesso tragitto culturale, ricco di mediazioni e interscambi, ma a cui certamente non furono estranei i conflitti.

Testi di: Michel van Esbroeck, Joseph Ḥabbī, Anton M. Heinen, Moreno Morani, Régis Morelon, Massimiliano Pavan, Vincenzo Poggi, Khalil Samir, Pierre Yousif.

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Massimiliano Pavan, Prefazione

  • Michel van Esbroeck, Les sentences morales des pbilosophes grecs dans les traditions orientales

Copto

  • Michel van Esbroeck, L’apport des versions orientales pour la compréhension de l’Asclepius dans les Philosophica d’Apulée
  • Armeno Moreno Morani, Situazioni e prospettive degli studi sulle versioni armene di testi greci con particolare riguardo agli storici

Siriaco

  • Joseph Ḥabbī, L’antica letteratura siriaca e la filosofia greca
  • Vincenzo Poggi S. J., Severo di Antiochia alla Scuola di Beirut
  • Pierre Yousif, Il patrimonio culturale greco secondo Taziano

Arabo

  • Khalil Samir S. J., Les versions arabes de Némésius de Ḥomṣ
  • Régis Morelon, L’héritage grec chez Thābit b. Qurra. A propos d’un texte de Ptolémée perdu en grec
  • Régis Morelon, Comment Ptolémée a été reçu par les astronomes arabes
  • Anton M. Heinen, The Treatise on Alloys by Menelaos of Alexandria. An Example of an Ancient Greek Text Lost in the Original but Preserved in an Arabic Translation
  • Vincenzo Poggi S. J., Perchè nel Medioevo Tucidide non fu tradotto in arabo

Padre Pio e i Papponi di Dio

Padre Pio e i Papponi di Dio

Autore/i: Cirri Luciano

Editore: Edizioni del Borghese

pp. 244, Milano

Un uomo come Padre Pio, che porta ai nostri giorni razionali e scettici la sanguinosa e dolcissima testimonianza delle stimmate, è certamente un personaggio scomodo per i suoi contemporanei; non è quindi strano che contro di lui, in piena euforia modernista, alcuni uomini della Chiesa abbiano rispolverato i più atroci e duri sistemi di persecuzione medioevale.
In questo libro vengono rievocata tali persecuzioni e vengono attentamente valutati, e documentati, i loro moventi.
Padre Pio è stato calunniato, imprigionato, umiliato e derubato da alcuni sacerdoti che si rifiutano di accogliere il suggestivo, sommesso e vigoroso messaggio della sua presenza in questi anni. Egli non ha altro che sangue da offrire ai suoi persecutori. Ma d’altro che di sangue hanno bisogno costoro: a loro servono milioni e miliardi, per sanare le paurose situazioni create dal crollo del «banchiere di Dio» Giambattista Giuffré.
Questo libro sembra un romanzo, tanto assurdi e complessi sono gli episodi della vicenda amarissima di un frate che sembra esistere, ormai, soltanto per calamitare l’odio dei «preti sbagliati» e l’amore di tante anime che, per lui, hanno saputo ritrovare se stesse. Ma i sensazionali documenti raccolti da Luciano Cirri dimostrano che questo non è un romanzo, ma una matta storia del nostro tempo che rifiuta di ricordare il Paradiso e inventa ogni giorno nuovi inferni per la propria lunga dannazione.
Dello stesso Autore: «Stupidario parlamentare» – Ed. del Borghese.

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CAPITOLO PRIMO
Uno come Padre Pio

CAPITOLO SECONDO
L’amor canonico

CAPITOLO TERZO
Gli anni della tregua

CAPITOLO QUARTO
Nostro frate miliardo

CAPITOLO QUINTO
Gli orfani pugliesi di Giuffré

CAPITOLO SESTO
Il menestrello dello «scisma»

CAPITOLO SETTIMO
I giorni della rabbia a Padova

CAPITOLO OTTAVO
I registratori del sacrilegio

CAPITOLO NONO
Una «visita» per un alibi

CAPITOLO DECIMO
Una cortina di solitudine

CAPITOLO UNDICESIMO
«Non ne posso più»

Bibliografia

Segni Zodiacali – Carattere • Amore • Successo nei Dodici Segni

Segni Zodiacali – Carattere • Amore • Successo nei Dodici Segni

Autore/i: Wolf Linda

Editore: Sonzogno

introduzione dell’autrice.

pp. 208, illustrazioni b/n, Milano

Questo manuale, semplice e di piacevole lettura, costituisce un’introduzione generale all’astrologia alla portata di tutti i lettori.
Ampio spazio viene dato alla trattazione dei dodici segni zodiacali, approfondendo di ciascuno gli aspetti più interessanti: il segno nelle varie civiltà, caratteristiche del segno, costituzione fisica e aspetto, l’amore, il rapporto con gli altri segni, il lavoro, il rapporto con gli amici e con la società, il segno e i suoi ascendenti, il segno e gli aspetti della luna, l’influsso dei pianeti, il segno nell’astrologia esoterica.
Inoltre: che cos’è l’astrologia, i pianeti, come calcolare l’ascendente, le dodici case e il loro significato, gli aspetti.

Linda Wolf è nata e vive a Roma, ma è di origine italo-svizzera.
Fin da giovanissima si è interessata di astrologia e di filosofie orientali: in particolare è diventata seguace di Paramahansa Yogananda, il grande studioso che ha diffuso il Raja Yoga in Occidente, predicando l’amore universale e l’autorealizzazione.
Per l’astrologia si considera discepola di M. Senard e Allan Leo.
Parla quattro lingue e opera in Francia e in Italia.
Collabora a settimanali e riviste specializzate, tiene inoltre conferenze su temi scottanti come la criminalità minorile, la diffusione della droga e l’influenza di Plutone sulle generazioni e sull’individuo.
È autrice di diversi libri, per Sonzogno ha pubblicato: Astrologia e Astrologia e amore.