Libri dalla categoria Templari
Vita di Goethe
Autore/i: Chiusano Italo Alighiero
Editore: Rusconi
prima edizione, in sovraccoperta: Goethe nel 1828, ritratto a olio di Joseph Karl Stieler (Nuova Pinacoteca di Monaco di Baviera).
pp. 600, numerose tavole a colori fuori testo, Milano
Arrivato in aprile, a maggio Goethe assiste già a un avvenimento storico. Maria Antonietta, la figlia dell’imperatrice Maria Teresa, è andata sposa al delfino di Francia, il futuro Luigi XVI. A Strasburgo avviene la simbolica «consegna» della giovane sposina. La città è tutta in festa: luminarie a non finire, la cattedrale che di notte sembra una montagna incantata, un padiglione costruito per accogliere la grande ospite. Goethe lo va a vedere, quel padiglione (che serve anche a nascondere alla vista i quartieri più miserabili della città). L’interno è tappezzato di arazzi ispirati a cartoni di Raffaello. Wolfgang ne resta incantato. Il suo primo contatto con la pittura italiana del Rinascimento, quella grande, lo ha così, attraverso la mediazione del telaio. Lo indigna invece, e ne fa vane rimostranze dove può, l’esposizione di quadri francesi rappresentanti uno dei matrimoni più mal riusciti, tragici, sanguinari della mitologia: quello di Giasone e Medea.
Difatti anche le nozze di Maria Antonietta – che Goethe vedrà chiacchierare in carrozza con le sue dame di corte, ” allegra e spensierata – non avranno una conclusione troppo idillica. Dal pugnale infanticida di Medea alla ghigliottina regicida del Terrore corre un filo che Goethe – pare seppe intuire.
«I posteri si meraviglieranno che sia mai esistito un uomo simile», scriveva un autore dello Sturm und Drang quando Goethe (1749-1832) era ancora giovanissimo. In effetti, i posteri non hanno ancora cessato di meravigliarsi. A parte la genialità letteraria, che Schiller giudicava la più alta dai tempi di Shakespeare in poi, ma estesa nei più diversi campi (dalla lirica al romanzo, dal dramma all’autobiografia), a parte la poliedricità di cui Goethe diede prova anche fuori della creazione letteraria, dimostrandosi scienziato profondo, scopritore decisivo nel settore delle scienze naturali, regista e amministratore teatrale, uomo di Stato e di governo, psicologo e viaggiatore, a parte insomma una globalità di interessi e di doti che si riscontra unicamente in Leonardo da Vinci, stupirà sempre, in Goethe, il modo intenso e armonioso di “gestire” la sua stessa vita, facendone un capolavoro dove l’idillio si alterna alla tragedia, la razionalità più serena al più travolgente impulso affettivo. Anche gli amori, dalla prima passioncella di adolescente all’ultima fiammata senile nel segno della rinuncia, sembrano esaurire tutte le possibilità umane dell’eros, dall’affetto più platonico alla felicità basata sui sensi. Studiare le opere di Goethe senza una conoscenza minuziosa della sua vita e impresa del tutto vana, e lo sapeva lo stesso Goethe, che considerava le sue opere come «frammenti di una grande confessione», specchi in cui la sua vita si rifletteva, trasfigurandosi. E nella vita, negli incontri, nelle amicizie, nelle ostilità, nei viaggi, nelle letture, nelle vicende storiche del tempo che va pertanto ricercata la chiave della produzione poetica e scientifica goethiana, la possibile soluzione delle contraddizioni e degli enigmi di quest’uomo che rappresenta uno dei massimi miti culturali dell’umanità. Goethe pagano 0 Goethe cristiano? Goethe reazionario o Goethe progressista? Goethe idealista 0 Goethe cinico? Goethe uomo del Settecento o Goethe uomo del Duemila?
Goethe individualista borghese o Goethe fautore di grandi progetti collettivistici?
Goethe classico o Goethe romantico? Goethe – sì, anche questo – da amare o Goethe da detestare?
Italo Alighiero Chiusano, uno dei germanisti europei più apprezzati per il suo creativo rigore critico, e insieme una delle rivelazioni della nostra più recente narrativa (basterà ricordare il successo che ebbe, a partire dal 1979, il suo romanzo L’ordalia), ha messo il meglio delle sue possibilità di studioso e di narratore in questa biografia che è un grande affresco di storia e cultura documentato sui fatti, affidato alla viva voce del protagonista e dei suoi interlocutori, alla logica delle cose effettivamente avvenute e dei sentimenti effettivamente dichiarati. Una biografia che non vuole dissacrare Goethe, ma darne un’immagine senza miti e senza orpelli, per farcene capire la vera e ancor oggi sorprendente grandezza.
Italo Alighiero Chiusano, nato a Breslavia (la tedesca Breslau, oggi la polacca Wroclaw) nel 1926 da un diplomatico italiano, vive a Frascati, presso Roma. Apprezzato germanista (Premio internazionale «Inter Nationés» 1979 per la sua attività di critico e traduttore), è autore di La letteratura tedesca: storia e antologia (1969), Heinrich Böll (1974), Storia del teatro tedesco moderno (1976). Attivo collaboratore della radio e della televisione (di particolare interesse la sua lunga serie di radiodrammi), ha pubblicato anche racconti, poesie, epigrammi satirici e tre romanzi: La prova dei sentimenti (Rizzoli, 1966); Inchiesta sul mio amore (Mursia, 1972); L’Ordalia (Rusconi, 1979 – Premio Selezione Campiello – Premio Basilicata).
Il Messaggio Iniziatico delle Cattedrali
Titolo originale: Le message initiatique des cathédrales
Autore/i: Autori vari
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prefazione e cura di Christian Jacq, traduzione di Judith Rosa.
pp. 244, Milano
L’epoca delle cattedrali ha rappresentato una straordinaria avventura spirituale per l’umanità. Ma se le dimensioni, storica, sociale e religiosa di quell’epoca ci sono oggi ben note, resta ancora da scoprire il messaggio iniziatico che i costruttori e gli scultori hanno impresso sulle pietre delle loro opere. In questo volume Christian Jacq con altri autori fa luce su una serie di grandi temi legati a questo aspetto: l’importanza del simbolismo, la tradizione esoterica, le sorgenti della spiritualità medievale che ci riconducono all’antico Egitto, l’organizzazione dei cantieri. Con l’occhio esperto del grande studioso di antichità, l’autore ci fa inoltre scoprire affascinanti particolari: il significato iniziatico dei capitelli romanici, il valore misterico delle scene dell’Antico Testamento, la funzione svolta in seno a queste immani costruzioni dall’astrologia, dal labirinto, da riti come le feste dei folli. E poiché in questi immensi “libri di pietra” l’osservatore attento può cogliere il progetto generale del Creatore, è un intero patrimonio d’arte e di conoscenza che riprende parola nel viaggio compiuto da Christian Jacq. Un viaggio che ci riporta alle origini stesse della civiltà occidentale.
Christian Jacq, egittologo, saggista e romanziere, con i suoi libri sull’antico Egitto ha riscosso uno straordinario successo, contribuendo in misura determinante al recente riaccendersi dell’interesse per la civiltà degli Egizi. Tra la sua vasta produzione ricordiamo i romanzi Nefer, ll faraone nero, Salomone, il ciclo di Ramses e il ciclo di Kheops; i saggi Conoscere l’antico Egitto, Le donne dei faraoni, Il mondo magico dell’antico Egitto, I segreti dell’antico Egitto, La grande sposa Nefertiti, I grandi monumenti dell’antico Egitto, L’insegnamento del saggio egizio Ptahhotep, La Valle dei Re, Vita quotidiana dell’antico Egitto, La misteriosa sapienza dell’antico Egitto e Il segreto della cattedrale.
L’Anima della Cina
Titolo originale: Die Seele Chinas
Autore/i: Wilhelm Richard
Editore: Ibis Edizioni
premessa e cura di Anna Ruchat, prefazione dell’autore.
pp. 424, nn. fotografie b/n, Como
“Ho un grande debito di gratitudine verso Richard Wilhelm, sia per la luce che ha gettato sul complesso problema dell’I Ching sia per il suo contributo all’applicazione pratica del libro. Per più di trent’anni mi sono interessato a questa tecnica oracolare, o metodo di esplorazione dell’inconscio, perchè a me sembrava di non comune importanza. Avevo già una certa dimestichezza con l’I Ching quando conobbi Wilhelm poco dopo il 1920. Egli mi confermo allora ciò che già sapevo, e mi insegnò molte cose ancora.”
(Carl Gustav Jung)
Richard Wilheim ha contribuito più di ogni altro a far conoscere in Occidente la vasta eredita spirituale della Cina, traducendo alcune tra le più importanti opere filosofiche orientali (I Ching, tr. it. Adelphi 1991). Questo libro non è pero una traduzione dal cinese, bensì un’opera originale in cui il grande sinologo e pastore protestante tedesco racconta la propria esperienza. Un’opera in cui si fondono vari aspetti, dall’autobiografico al filosofico, allo storico. In italiano è disponibile anche il segreto del fiore d’oro (Bollati Boringhieri 2001), che Richard Wilhelm ha pubblicato con Carl Gustav Jung.
Richard Wilhelm nasce nel 1873 a Stoccarda. Dopo aver studiato teologia ed essere diventato pastore protestante, nel 1899 parte come missionario per la Cina, dove resta per oltre venti anni svolgendo la propria attività nella colonia tedesca di Qingdao. Tra il 1922 e il 1924 lavora come consulente scientifico della legazione tedesca a Pechino e insegna filosofia occidentale all’Università della capitale. Nel 1924 torna definitivamente in Germania e ottiene la cattedra di sinologia presso l’Università di Francoforte. Qui fonda il China Institut, di cui fu il primo direttore. Muore nel 1930 a Tubinga.
Prigioni, Monasteri, Fabbriche – Modelli di Organizzazione, Educazione e Psicoterapia nelle Comunità
Autore/i: Contessa Guido
Editore: clup – cooperativa libraria universitaria del politecnico
unica edizione, presentazione dell’autore.
pp. 104, Milano
L’uso di una comunità residenziale o semi-residenziale come strumento di cambiamento individuale è ormai diffusissimo in Italia. Comunità terapeutiche o di Accoglienza per ex-tossicodipendenti, comunità-alloggio per handicappati o minori in difficoltà, comunità di reinserimento per dimessi dagli OO.PP. hanno visto, e giustamente, una enorme diffusione negli ultimi 20 anni nel nostro Paese e in tutto il mondo.
L’Italia ha visto il sorgere e lo svilupparsi del fenomeno delle comunità a partire da situazioni extra-istituzionali e marginali, con forti connotazioni ideologiche e oblative. L’impegno ideologico e la generosità che hanno fatto ingigantire il fenomeno, e hanno sostituito un potere politico assente, una comunità scientifico-professionale distratta e una inesistente cultura dell’autorganizzazione nei soggetti emarginati e sofferenti.
La crescita quantitativa delle comunità e il progressivo interesse del potere politico per questa forma di assistenza, educazione e terapia, rendono oggi attuale l’apertura di un dibattito sulla Qualità. Il diritto alla libertà delle diverse organizzazioni va sancito indiscutibilmente, ma a questo sembra ora affiancarsi il principio di un diritto degli utenti e dei membri delle comunità a godere di risultati educativi, psicologici e sanitari.
Questo libro si propone di offrire le coordinate per un dibattito sui diversi modelli di organizzazione esistenti, sui loro vantaggi e limiti, e sui risultati terapeutici o educativi che possono offrire. Inoltre il libro propone riflessioni sulle possibili modalità di verifica e valutazione degli output delle comunità e sui modi per fissare standards di Qualità che rispettino le diversità metodologiche che l’esperienza di questi anni ha accreditato.
Guido Contessa è psicosociologo, professionista free lance. Membro senior dell’ARIPS dalla fondazione, redattore del giornale Noi Psicologia Oggi, segretario della AIATEL di Milano e co-promotore della Società Italiana di Animazione. Nel triennio 1985-87 è stato Consigliere nazionale della Società Italiana di Psicologia. Come professionista ha curato la formazione e la supervisione di numerose Comunità Terapeutiche a Verona, Milano, Genova, Como. Nella prima serie della presente Collana ha pubblicato Prevenzione Primaria delle Tossicodipendenze (1984).
Che cos’è l’Enneagramma
Autore/i: Vassallo Stefano
Editore: Piero Gribaudi Editori
prima edizione, presentazione di Antonio Gentili, introduzione dell’autore.
pp. 96, illustrazioni in biano e nero, Milano
Cos’è l’Enneagramma? A cosa serve? Come si utilizza?
L’Enneagramma è un modo per conoscere meglio se stessi e gli altri, un punto di partenza per poter modificare le proprie caratteristiche in funzione di un rapporto migliore con gli altri.
“Una virtù da coltivare”, scrive Antonio Gentili nella sua presentazione al libro. “La presa di coscienza del proprio esistere che innesca di sua natura un processo che conduce all’accettazione e punta sul trascendi mento di sé”.
Questo libro ha lo scopo di introdurre, in maniera semplice, alla conoscenza e alla pratica dell’Enneagramma per imparare a guardare senza paure nel nostro cuore per leggervi quanto di negativo esiste e quindi uscire da quegli atteggiamenti condizionanti che conserviamo in noi.
Stefano Vassallo, sacerdote genovese, è assistente dell’Agesci e collabora con il Centro pastorale giovanile della sua Diocesi. Ha al suo attivo diversi stage e pubblicazioni sull’Enneagramma in rapporto alla dimensione della spiritualità cristiana.
Le Grandi Religioni Orientali
Titolo originale: The World’s Religious
Autore/i: Smith Huston
Editore: SugarCo Edizioni
introduzione di Massimo Introvigne, traduzione di Giuseppe Barravecchia.
pp. 354, Milano
Nuove religioni, nuovi movimenti religiosi, culti, «sette» New Age, occultismo, esoterismo, magia. La più trascurata delle mutazioni epocali contemporanee è anche una delle più profonde: le nuove spiritualità, comunque le si voglia chiamare, coinvolgono decine di milioni di persone. Per alcuni supermarket delle religioni, per altri genuina – anche se confusa – ricerca del Divino, la nuova religiosità richiede anzitutto di essere compresa e descritta nelle sue manifestazioni varie e molteplici: se alcuni cercano la separazione dal mondo in comunità isolate e rigide, altri si sforzano di vivere nella società attraverso nuovi sincretismi tra le religioni e le culture che si affermano coerenti anche con la scienza contemporanea. Per comprendere questi fenomeni occorre non trascurare le loro radici che vanno dalle grandi religioni orientali alle correnti del millenarismo e dell’occultismo che percorrono sommerse tutta la storia dell’Occidente. «Attendevamo un uomo totalmente secolarizzato – ha scritto un cardinale cattolico, Godfried Danneels – ed è venuto invece un uomo religioso, ma religioso in forme impreviste e sorprendenti».
«Come il lettore di quest’opera potrà constatare, Hutson Smith parla dell’Induismo come un indù del Buddhismo come un buddhista, delle religioni della Cina come un cinese e dell’Islam come un musulmano… Quando presenta ognuna delle religioni che ha studiato, Huston Smith argomenta come un convertito: giustifica gli aspetti che all’estraneo possono apparire discutibili, presenta elementi che si possono tranquillamente definire apologetici, si appassiona, a ratti entusiasma. Lo scambiamo facilmente per un missionario sotto mentite spoglie della religione orientale che presenta: finchè non voltiamo pagina, cambiamo capitolo e lo ritroviamo in un diverso costume, nelle vesti di “apologista” di una religione completamente diversa. Questo atteggiamento ci fa comprendere come Huston Smith abbia ragione nel protestare quando viene definito “il maggiore studioso vivente di religioni comparate”: in realtà, egli non intende “comparare”, il suo scopo è quello di lasciar parlare ogni religione dal suo (della religione, non dello studioso) unico e irripetibile punto di vista… Huston Smith si avventura in un viaggio di cui tiene un meticoloso diario. Sono questi appunti di viaggio, queste descrizioni, queste interpretazioni “dall’interno” che spiegano il “fenomeno Huston Smith”» (Massimo Introvigne)
Huston Smith è considerato uno dei maggiori studiosi contemporanei di storia delle religioni. Ha insegnato alla Washington University e al MIT. Attualmente è docente presso la University of California, a Berkeley.
Dire Dio
Autore/i: Autori vari
Editore: Casa Editrice Marietti
prima edizione, a cura di Emma Fattorini.
pp. 344, Genova
Questo volume inaugura una nuova serie: I quaderni di “Bailamme” che, in continuità con l’ispirazione originaria, comprenderanno una sezione dedicata alla spiritualità e un’altra alla ricerca storica di archivio.
Dire Dio: il centro della nostra passione, della nostra ricerca spirituale e intellettuale. Un Dio conteso: mentre questo volume si preparava sono stati tanti gli accadimenti di guerra e di pace che hanno invocato il nome di Dio e nuovi gli interrogativi della morale pubblica e privata che chiedono sostegno alle religioni.
Eppure le religioni non possono ridursi ad agenzie etiche anche se custodiscono una sapienza a cui ricorrere: la pratica al lavoro interiore, comune a tutte le tradizioni, può diventare anche “una risorsa di rigenerazione pubblica”.
Occorre però partire dalla conversione dei cuori. È questa la risposta più autentica alle due ideologie oggi prevalenti: quella reattivamente bellicosa della religione quale instrumentum regni e quella di una estenuata laicità appiattita senza alcun attrito alla modernità.
Il panorama mediatico dipinge rozzamente solo una realtà di scontro tra laicismo militante da una parte e utilizzo della religione ai fini di rigalvanizzazione delle stanche società liberali dall’altra.
Ma è proprio vero che tra integralismo e laicismo non ci sia altro spazio? Davvero siamo tutti rappresentati in questi due schieramenti?
Cagliostro – La Fantasia dell’Inganno
Autore/i: Vannucci Marcello
Editore: Casa Editrice Le Lettere
18 disegni originali di Impero Nigiani, in sovraccoperta: Cagliostro alchimista, in un dipinto di Impero Nigiani.
pp. 192, 18 disegni in bianco e nero, Firenze
Un applauso scrosciante, ed ecco in scena Giuseppe Balsamo, più noto alle cronache , come Conte Alessandro Cagliostro. Tozzo nella persona, irregolari i lineamenti del volto, gli occhi però scintillanti. Muta d’espressione con incredibile facilità; si fa serio o sorridente; nobilmente fiero o che simula terrore. Toglie le sue battute da un copione anche questo tutto di sua invenzione. «I suoi occhi di fuoco leggono nel fondo degli animi»: così scrive di lui uno dei suoi biografi. E la gente ne resta ammaliata. Lui narra di guarigioni miracolose; di predizioni comprovate poi dagli eventi; di strabilianti scoperte come maestro in alchimia.
Sono in molti a pensare si tratti d’uno spudorato ingannatore, ma altrettanti sono i convinti d’essere di fronte al più sincero abitante della terra. C’è chi giura lui sia un angelo del bene, chi lo addita come un inviato da Satana. Un Settecento, molteplice di intenti e ricco di colpi di scena, gli fa da scenario. E Cagliostro si mostra tanto impareggiabile istrione, tanto s’immedesima nella parte scelta, fino a non poter capire quale sia il vero se stesso.
Inesauribile inventore d’inganni, pone trappole in cui cade la vittima: a volte scelta dopo accurata indagine, a volte offerta dal più comune dei casi. Girovago per cento città; in ognuna d’esse decisamente presente, quanto pronto a fare perdere ogni traccia di sé, non appena soffi un vento che lui senta avverso.
Conosce la miseria e i giorni della disperazione; assapora quelli del trionfo e della fama:A questo groviglio di contraddizioni, il carcere, .
orrido, di San Leo fa da tragica conclusione.
Qui si chiude la recita. Scompare uno dei più straordinari attori della commedia umana.
Marcello Vannucci, fiorentino, saggista e narratore, collabora a più fogli letterari e storici.
Particolarmente intensa la sua attività di scrittore.
Ricordiamo qui fra i suoi tanti libri: Napoli e Napoli; Dalle Giubbe Rosse all’Antico Fattore; Ipotesi per Giulia; Arpalice per Giacomo Casanova. Anche due piccoli libri di poesia: Bric à brac e Codice per sconosciuta, ambedue con introduzione di Eugenio Montale. Ha vinto nel 1979 la Palma d’oro per la Letteratura umoristica a Bordighera, e, nel 1982, un premio alla Satira Politica del Forte dei Marmi, per suoi servizi giornalistici. Ha scritto numerose biografie: ricordiamo Lorenzaccio (Premio Fregene 1985); Benvenuto Cellini; Caterina e Maria de’ Medici (Premio Fregene 1986); Il Magnifico racconta. Con la sua Storia di Firenze, che è giunta ormai alla quinta edizione, ha vinto nel 1987 il Premio Chianciano.
Sono del 1992 Una storia segreta di Girolamo Savonarola e Firenze Ottocento; del 1993 Il furto della Gioconda e Le grandi famiglie di Firenze; del 1994 Teodolinda Regina del Settentrione.
La Biblioteca di Hitler – Che Cosa Leggeva il Führer
Titolo originale: Hitler’s Private Library
Autore/i: Ryback Timothy W.
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
unica edizione, prefazione e postfazione dell’autore, traduzione Nicoletta Lamberti, collana: Le Scie, in sovraccoperta: Hitler al Berghof.
pp. 268, ill. in b/n f.t., Milano
…Una biblioteca privata è testimone permanente e credibile del carattere del proprietario…
Che libri leggeva il giovane soldato portaordini Adolf Hitler, durante i brevi momenti di tregua, nelle fangose trincee della prima guerra mondiale? Da dove trasse l’ispirazione per scrivere il Mein Kampf, un’opera tanto ambiziosa quanto modesta sotto il profilo teorico? E con quali letture vegliò insonne nelle ultime, angosciose notti passate nel bunker di Berlino, quando la capitale del Terzo reich era ormai ridotta a un cumulo di macerie? Grazie a una lunga e appassionata ricerca fra titoli introvabili, pagine gualcite dall’uso e dal tempo, e le testimonianze di chi condivise la sua tragica e sciagurata avventura, Timothy W. Ryback ripercorre la vita e la carriera politica del dittatore nazista attraverso i libri che ne sostanziarono le idee e le passioni, i pochi dubbi e le incrollabili certezze. E i risultati sono a dir poco sorprendenti. Si scopre, infatti, che quest’uomo dedito all’azione, di formazione scolastica lacunosa e di ortografia incerta, fu un lettore vorace e onnivoro, che si vantava di leggere un volume a notte. Alla fine arrivò a collezionare oltre sedicimila, custoditi prevalentemente nelle sue residenze private a Berlino, Monaco e sull’Obersalzberg. Ammonticchiati sugli scaffali convivevano in apparente promiscuità i romanzi popolari di indiani e cowboy di Karl May, i saggi filosofici di Fichte e Schopenhauer, le profezie di Noistradamus, biografie di sovrani tedeschi e prussiani come l’ammiratissimo Federico il Grande, i gialli di Edgar Wallace, trattati di occultismo, astrologia e magia ma anche di armi e balistica, libelli antisemiti, guide turistiche, manuali di architettura, pittura, religione, testi di alimentazione vegetariana e prontuari vari, compreso un libretto intitolato L’arte di diventare oratore in poche ore. E non mancavano diverse copie dei capolavori più amati, come Robinson Crusoe (nel quale Hitler percepiva lo sviluppo dell’intera storia dell’umanità), Don Chisciotte, La capanna dello zio Tom. La maggior parte di questi libri sono andati perduti o dispersi, ma quelli superstiti vengono minuziosamente indagati da Ryback riga per riga, per scovare sottolineature, glosse e note di lettura del Führer, o dediche sui frontespizi di quelli ricevuti in dono, insomma tutti gli indizi che consentano di arricchire il ritratto interiore del leader politico tedesco che mise a ferro e fuoco l’Europa e che, subito dopo la morte, è stato imbalsamato nello stereotipo del genio del male. Malgrado tutto quanto è stato detto e scritto su Hitler e il nazismo, in ogni lingua e in ogni paese, forse è proprio questo viaggio fra i libri della biblioteca privata di un uomo semicolto che può condurci alle vere radici di quelle suggestioni letterarie, filosofiche, culturali da cui trasse origine e alimento la più feroce e aggressiva ideologia totalitaria del ventesimo secolo.
Timothy W. Ryback è uno storico e direttore dell’Istituto per la giustizia storica e la riconciliazione a L’Aia. In precedenza ha ricoperto la carica di viceministro generale dell’Académie Diplomatique Internationale di Parigi, nonché direttore e vicepresidente del seminario globale di Salisburgo. Precedentemente, è stato docente di Concentrazione di storia e letteratura all’Università di Harvard.
Prefazione: L’uomo che bruciava i libri – dell’autore
- Letture al fronte, 1915
- Il mestiere di mentore
- La trilogia hitleriana
- Il filosofo perduto
- Guerre di libri
- Ispirazione divina
- Letture al fronte, 1940
- La storia della seconda guerra mondiale vista da Hitler
- Aspettando il miracolo
Postfazione – Il destino dei libri – dell’autore
Appendici
Fonti bibliografiche
Ringraziamenti
Fonti iconografiche
Indice dei nomi
Quelli della Notte
Autore/i: Arbore Renzo
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
a cura di Paolo Martini, alla revisione dei testi ha collaborato Angela Lolo, disegni di Gian Francesco Ramacci, in copertina: foto di Vittoriano Rastelli.
pp. 179, 12 disegni, Milano
Questo libro è una truffa. Nel mentre ti ringraziamo per averla subìta senza reagire, ce ne scusiamo con te perché esso libro ci è stato carpito con raggiri e miraggi di facili guadagni da un Editore senza scrupoli che intendeva solo ramazzare ulteriori profitti con la scusa dell’Instant Book (un tipo di «book» che sta al libro vero esattamente come il Nescafè sta al Caffè-caffè). Si giustificano così i frequenti errori di grammatica, sintassi, punteggiatura, morfologia, consecutio temporum e quanti altri vorrai tu stesso rilevare. (Renzo Arbore)
Testi di Renzo Arbore, Massimo Catalano, Roberto d’Agostino, Maurizio Ferrini, Nino Frassica, Marisa Lurito, Andy Luotto, Somina Marchini, Dari Salvatori.
Attore, conduttore e regista italiano. Raggiunge il successo, insieme a G. Boncompagni, come innovativo autore-conduttore del mitico programma radiofonico Bandiera Gialla. Approdato alla televisione, alla irriverente comicità goliardica di M. Marenco e F. Bracardi aggiunge l’umorismo surreale di R. Benigni e trasferisce poi il tutto al cinema, scrivendo, dirigendo e interpretando Il pap’occhio (1980), irrispettoso e surreale film comico che subisce ancor oggi una «muta e non dichiarata censura», e F.F.S.S. (Federico Fellini Sud Story), cioè… che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene? (1983), parodistica storia di un debutto sanremese. Talento eclettico, oltre a qualche cammeo come attore (Odore di pioggia, 1989, di N. Cirasola) è stato anche supervisore musicale di Cari fottutissimi amici (1994) di M. Monicelli.
Avvertenza al lettore
- RENZO ARBORE, L’insostituibile leggerezza degli scherzi
- NINO FRASSICA, Lettere omonime e altri nanetti
- MAURIZIO FERRINI, Antologia di Pedalò river
- ROBERTO D’AGOSTlNO, L’edonismo reaganiano
- ANDY LUOTTO, C’era una volta un ranocchio
- SIMONA MARCHINI, Calci, pupi e sole in faccia
- DARIO SALVATORI, Rock & jazz
- MARISA LAURITO, Cara zia Filomena
- RICCARDO PAZZAGLIA, Il brodo primordiale
- MASSIMO CATALANO, La vita è una tromba
Guarire la Balbuzie
Autore/i: Binfarè Piera
Editore: Casa Editrice Meb
unica edizione, premessa dell’autrice.
pp. 160, Padova
La balbuzie è un fenomeno in aumento, soprattutto nelle grandi città dove tensioni e ansia investono anche i bambini.
Che cosa fare se ci si accorge che nostro figlio balbetta? Come distinguere una temporanea incertezza del linguaggio dall’inizio di un vero disturbo come la balbuzie? Come fare per correggerlo? È possibile prevenirlo?
I disturbi del linguaggio e i difetti di pronuncia sono numerosi e in molti casi può essere sufficiente una “terapia” familiare, seguendo alcune semplici indicazioni. In altri casi, come per la balbuzie ormai instaurata occorre l’intervento di specialisti.
I metodi di cura sono diversi e in questo volume vengono presentati con chiarezza e in modo dettagliato, affinché ciascuno possa ricorrere a quello più adatto al proprio caso. Questo libro si propone come obiettivo principale quello di far sapere che la balbuzie è quasi sempre curabile. Non è rivolto solo a chi ha problemi in famiglia ma ha anche lo scopo di insegnare un possibile comportamento preventivo, evitando abitudini scorrette del linguaggio e impedendo che si verifichino le condizioni psicologiche e ambientali che possono favorire l’insorgenza di quei disturbi.
Piera Binfarè, milanese, è giornalista e inviata speciale del settimanale Stop, dove da anni tiene una rubrica di medicina nella quale tratta argomenti vari concernenti salute e igiene.
In questa collana ha già pubblicato Piedi sani, Gambe perfette a tutte le età e AIDS.
Sutra del Loto
Autore/i: Anonimo
Editore: Rizzoli
introduzione di Francesco Sferra, note e traduzione di Luciana Meazza, traduzione eseguita sull’edizione sanscrita « Saddharmapuṇdarikasūtra » curata da H. Kern e Bunyiu Nanjio, Pietroburgo 1912, in copertina: statua del Buddha.
pp. 418, Milano
Io consegno, metto, pongo, depongo nelle vostre mani il supremo perfetto risveglio da me raggiunto dopo incalcolabili infinite miriadi di centinaia di migliaia di Kalpa. Figli di nobile schiatta, accettatelo, conservatelo, diffondetelo, comprendetelo, mostratelo, illustratelo e predicatelo a tutti gli esseri.
(Buddha Śakyamuni)
Il Sutra del Loto è la mistica visione del Buddha a cui, per quasi venti secoli, si sono inchinati India, Cina e Giappone e l’hanno fatta propria. Dire che il Sutra del Loto è la Bibbia dell’Oriente è solo un approssimazione molto vaga. Esso è soprattutto un mantra, una formula magica, un frammento di paradiso caduto sulla terra. Un’apertura del cuore e della mente. Dove il tempo e lo spazio della successione ordinata e lineare a cui abbiamo incatenato le nostre vite e i nostri pensieri si perde nella visione simultanea dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, dell’infinitamente prima e dell’infinitamente dopo. Il dolore dell’esistenza è sempre presente ma è ormai ridotto a un incidente trascurabile, dovuto all’infantilità degli esseri cosi persi nelle loro piccole gioie e dolori da non scorgere che fuori c’è l’universo intero con cui giocare. Proprio come il fiore di loto che, pur crescendo nel e dal fango, non ne resta macchiato,
Francesco Sferra insegna Lingua e Letteratura Sanscrita presso l’Università di Napoli L’Orientale.
Introduzione
Il Sutra del loto: temi principali e fortuna de testo
- Capitolo I – Prologo
- Capitolo II – Abilità nei mezzi salvifici
- Capitolo III – Parabola
- Capitolo IV – Predisposizioni
- Capitolo V – Piante
- Capitolo VI – Profezia
- Capitolo VII – Passata devozione
- Capitolo VIII – Profezia a cinquecento monaci
- Capitolo IX – Profezia ad Ānanda, Rāhula e a duemila monaci
- Capitolo X – I predicatori della Dottrina
- Capitolo XI – Apparizione di uno stupa
- Capitolo XII – Decisione
- Capitolo XIII – Stato felice
- Capitolo XIV – Fuoriuscita dei bodhisattva dalle aperture nella terra
- Capitolo XV – Durata della vita del Tathāgata
- Capitolo XVI – Discorso sui meriti
- Capitolo XVII – Descrizione dei meriti dell’accettazione gioiosa
- Capitolo XVIII – I benefici del predicatore della Dottrina
- Capitolo XIX – Sadāparibūta
- Capitolo XX – Effetto dei poteri magici del Tathāgata
- Capitolo XXI – Formule magiche
- Capitolo XXII – Passato zelo di Bhaiṣajyarāja
- Capitolo XXIII – Gadgadasvara
- Capitolo XXIV – Descrizione dell’azione miracolosa di Avalokiteśvara soprannominato
«Colui che ha fa Faccia volta in ogni Direzione» - Capitolo XXV – Passata devozione del re Śubhavyūha
- Capitolo XXVI – L’incoraggiamento di Samantabhadra
- Capitolo XXVII – La consegna
Glossario degli spiriti e delle divinità citate nel testo
La Lunga Marcia Verso l’Esilio – Memorie di un Guerriero Cheyenne
Titolo originale: Wooden Leg, a Warrior who Fought Custer
Autore/i: Kum-Mok-Quiv-Vi-Ok-Ta Gambe di Legno
Editore: Rusconi
prima edizione italiana, cura e premessa di Thomas B. Marquis, traduzione dall’inglese di Donatella Tippett Andalò.
pp. 336, 1 illustrazione in bianco e nero, Milano
Thomas B. Marquis, che ha trascritto queste memorie del guerriero cheyenne Gambe di Legno (Kum-mok-quiv-vi-ok-ta), è un medico che vive nel Montana. Nel 1922, volendo conoscere la verità sulla famosa battaglia sul Little Bighorn, dove nel 1876 gli Indiani delle Pianure ottennero una clamorosa vittoria sugli yankees, uccidendo il generale Custer (chiamato da loro Capelli Lunghi), si trasferì nella riserva dei Cheyenne settentrionali.
Apprese l’antico linguaggio a gesti usato dagli Indiani delle Pianure a tal punto che, eccettuata qualche volta, poté fare a meno degli interpreti. E dopo molti inviti riuscì a vincere la diffidenza dei suoi interlocutori e a farsi raccontare la battaglia nei minimi particolari.
Il narratore preferito di Thomas B. Marquis divenne Gambe di Legno, così chiamato perché in gioventù non si stancava mai di camminare. Questi dilatò il racconto della battaglia sino a trasformarlo nella narrazione dell’odissea del suo popolo costretto a poco a poco a rinunziare alla sua libertà e alle sue tradizioni a causa delle sopraffazioni dei Bianchi, e infine a vivere in esilio nella propria terra.
Così la battaglia sul Little Bighorn (il cui racconto, come ha scritto Elémire Zolla, è un piccolo capolavoro narrativo) divenne nell’economia della narrazione uno dei tanti episodi della lotta che si sarebbe conclusa con la sconfitta e la totale sottomissione degli Indiani delle Pianure. ’ Questa narrazione autentica della conquista del West vista dalla parte degli Indiani dà una stretta al cuore‘ per la catena di sopraffazioni e di mancanza di rispetto dei trattati che vi si rivela.
Tuttavia Gambe di Legno non si è limitato a ricostruire fedelmente questa tragica storia, ma ci ha offerto-, soprattutto nei capitoli iniziali, una preziosa descrizione delle consuetudini, dei riti e della società cheyenne che, oltre ad avere un interesse etnologico, aiuta il lettore intelligente a superare quel pregiudizio della civiltà tecnocratica, secondo il quale i popoli «primitivi» sarebbero dei sottosviluppati sul piano della civiltà.
Leggendo questo libro, ci si accorge invece che gli Indiani delle Pianure, popoli di nomadi dediti soprattutto alla caccia, possedevano una cultura e una civiltà non di certo inferiore alla nostra, se per cultura e civiltà intendiamo un complesso di costumi e di tradizioni capaci di preservare ciò che vi è di più nobile nell’uomo. Basterebbe questa descrizione del «ritiro spirituale» cheyenne per sottolinearne l’alto livello: «Andare in ritiro o “far medicina”, vuol dire passare un periodo di digiuno, di ringraziamento, di preghiera, di annullamento di sé e perfino di autotortura. Si tratta di dedicarsi per un certo tempo a esercizi esclusivamente spirituali. Il fine è quello di sottomettere le passioni della carne e di nutrire lo spirito.
L’astinenza del corpo e la concentrazione della mente su pensieri elevati mondano il corpo e l’anima, e li sanano o li mantengono in salute. Allora la mente umana si approssima alla conformità con la Mente della Grande Medicina che è sopra di noi».
Nacqui settantatré anni fa (1858) dove il mio popolo era allora accampato, cioè presso le acque del fiume Cheyenne, nella regione dei Black Hills. I miei genitori. erano Indiani della tribù dei Cheyenne settentrionali. Mio padre aveva due nomi, come avviene spesso da noi. Qualche volta lo chiamavano Molte Ferite da Pallottola, a causa delle molte cicatrici che segnavano il suo corpo, tutte riportate in guerra. Ma il nome che preferiva era Bisonte Bianco che si Scrolla la Polvere. Mia madre si chiamava Penna d’Aquila sulla Fronte.
Un tempo la donna non mutava nome sposandosi, quindi si è chiamata così per tutta la vita. Il padre di mio padre era andato a Washington come delegato della nostra tribù, prima che io nascessi. Lo chiamavano Senza Trecce. Il fatto che termini differenti indichino mio nonno, mio padre, mia madre e me dimostra che una volta l’individualità era tenuta in considerazione, indipendentemente dal matrimonio o dai legami di parentela. Ognuno dei miei fratelli e sorelle aveva un nome diverso dal mio o da quello di mio padre e di mia madre.
La Pittura Etrusca
Guida Breve
Autore/i: Naso Alessandro
Editore: «L’Erma» di Bretschneider
pp. 72, 50 illustrazioni a colori, Roma
Sommario:
- Il periodo orientalizzante (VII secolo a.C.)
- Le origini
- Il ruolo di Caere
- Il ruolo di Veio
- Tarquinia e le altre località
- Dall’arcaismo all’epoca classica (VI-V secolo a.C.)
- Il ruolo di Tarquinia
- I nuclei tematici e il linguaggio stilistico
- Altri monumenti
- I mutamenti del V secolo a.C.
- Il ruolo di Chiusi
- Dall’età tardo-classica all’ellenismo (IV-III secolo a.C.)
- La nuova pittura a Tarquinia
- I monumenti di Volsinii
- Altri monumenti
- La tecnica di esecuzione
- La conservazione
- Le riproduzioni
- Per saperne di più
Elenco delle illustrazioni
Indice dei luoghi
Autobiografia di Nuvola Rossa – Capo Guerriero Oglaga
Titolo originale: Autobiography of Red Cloud
Autore/i: Red Cloud – Nuvola Rossa
Editore: Edizioni Il Punto d’Incontro
messa per iscritto da Charles W. Allen, prefazione dell’autore, introduzione e cura di R. Eli Paul, traduzione di Gianpaolo Fiorentini.
pp. 208, 1 fotografia in bianco e nero, 1 cartina in bianco e nero, Vicenza
Brillante stratega, Nuvola Rossa si era fatto le ossa contro i tradizionali nemici del suo popolo (Pawnee, Shoshoni, Arikara e Crow) molto prima di battersi per impedire il passaggio lungo il Bozeman Trail.
Nuvola Rossa è l’unico capo dei nativi americani ad avere vinto una guerra contro l’esercito degli Stati Uniti. Negli anni intorno al 1860 attaccò e sconfisse le truppe del capitano William J. Fetterman, chiuse il Bozeman Trail e costrinse gli Stati Uniti a un trattato di pace.
Questa biografia offre al lettore l’opportunità di conoscere per la prima volta gli anni della giovinezza di Nuvola Rossa, come li narrò lui stesso a un amico dalla pelle bianca negli anni ’90 del 1800.
Dimenticata per anni negli archivi della Nebraska State Historical Society, ci introduce più di qualsiasi ricostruzione storica nella vita del più grande capo guerriero lakota prima di Cavallo Pazzo.
«Finalmente un libro sul mio trisavolo libero da pregiudizi o distorsioni. Per questo voglio dire wopila lila wopila (molte, molte grazie).» (Lula Nuvola Rossa)
«Un magnifico spaccato sulla vita degli indiani delle grandi pianure prima della loro disfatta e della loro deportazione nelle riserve.» (Library Journal)
«I ricordi vividi e avvincenti di uno dei più famosi capi lakota del XIX secolo, pubblicati per la prima volta in versione integrale.» (Alvin M. Josephy)
Croce e Resurrezione
Autore/i: Caramore Gabriella; Ciampa Maurizio
Editore: Società Editrice Il Mulino
introduzione degli autori.
pp. 168, numerose tavole a colori fuori testo, Bologna
Potrà mai risorgere quel piccolo Cristo smarrito, che Bruegel nasconde tra la folla, ignorato e affondato nell’indifferenza degli uomini? Qui la croce non sembra aprire il movimento della storia, ma piuttosto precipitare nella lunga notte del mondo. Con Rembrandt, nell’atmosfera sfibrata della «Cena in Emmaus», anche l’evento della resurrezione si stempera: il risorto, seduto al tavolo dei viandanti, viene risucchiato indietro dalle tenebre verso un’esile luce. La sparizione del Cristo, l’assenza di ogni Dio su questa terra sono forse segni con cui oggi dobbiamo confrontarci.
Gabriella Caramore è autrice della trasmissione di cultura religiosa di Rai Radio 3 «Uomini e Profeti». Per il Mulino ha pubblicato «Pazienza» (2014).
Maurizio Ciampa, saggista, ha pubblicato tra l’altro «L’epoca tremenda. Voci dal Gulag delle Solovki» (Morcelliana, 2010). Sono autori di «La vita non è il male» (Salani, 2016).
Introduzione
Croce, di Maurizio Ciampa
- I. La croce in dubbio
- II. Il gioco del mondo e le sue viscere d’ombra
- III. La Passione come carnevale e come circo
- IV. Un Dio da obitorio
- V. Al culmine dell’abbandono
- VI. La croce di tutti i dolori
Resurrezione, di Gabriella Caramore
- I. «E sparì dalla loro vista»
- II. «Davvero è risorto!»
- III. «La luce del mondo»
Le Astuzie dell’Occidente
36 Stratagemmi di Saggezza Europea
Autore/i: Rampin Matteo
Editore: Ponte alle Grazie
premessa dell’autore.
pp. 208, Milano
«Stratagemma n. 9: trasparenza e nudità
Stendere sulla propria nudità
Un velo trasparente.
PERDERE IN SEGRETEZZA PER GUADAGNARE IN ILLUSIONE
Si può usare la verità per rendere più efficace l’inganno, ossia rendere credibile il falso servendosi del vero, corroborando la veridicità del quadro fittizio con dettagli e particolari assolutamente reali. Questo esige dei costi: a volte converrà persino esibire ciò che dovrebbe rimanere.»
Si fa un gran parlare, nei nostri tempi, di saggezza orientale, anzi diciamo pure che l’aggettivo si potrebbe persino eliminare: la saggezza arriva sempre da oriente, e questo è diventato un luogo comune. Ed è questo luogo comune che ha decretato il successo di libri sapienziali arrivati da est, che hanno avuto grandissima diffusione nel vecchio mondo, opere come I 36 stratagemmi e L’arte della guerra, che hanno divulgato la filosofia cinese del vincere i conflitti con l’astuzia…
Ma anche l’Occidente conosce lo stratagemma quale mezzo alternativo alla forza nella soluzione dei conflitti. Vi fanno ricorso, oltre agli strateghi militari più geniali, anche imprenditori, manager, allenatori, formatori, educatori e quanti si propongono di superare dolcemente le resistenze al cambiamento nei sistemi umani. Questa raccolta di «altri» stratagemmi dimostra che a proposito dell’astuzia la parola definitiva non è stata ancora pronunciata.
Psicoterapeuta, didatta e formatore, Matteo Rampin si è perfezionato in psicoterapia breve e in ipnosi presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo. Cultore di illusionismo, si occupa di psicologia dell’inganno.
Per Ponte alle Grazie ha pubblicato La psicoterapia come un romanzo giallo, Al gusto di cioccolato, Pensare come un mago, e insieme a Giorgio Nardone La mente contro la natura.
Vive e lavora a Mestre.
Itza o il Mistero del Declino dei Maya
Titolo originale: Itza
Autore/i: Peissel Michel
Editore: Sperling & Kupfer Editori
unica edizione, traduzione di Giorgio Arduin.
pp. 262, numerose fotografie in bianco e nero fuori testo,
«Seduto sulla mia strana imbarcazione, ricavata dal tronco svuotato di un albero gigantesco, vedevo le schiene curve del mio equipaggio che remava controcorrente. Attorno a noi, nella luce rossastra del crepuscolo, il mare dei Caraibi si sollevava in enormi onde scure. Erano le cinque del pomeriggio dell’8 febbraio 1988. Nell’aria si ripercuoteva il rombo delle onde che si frangevano sugli scogli paralleli alla costa. In lontananza, sulla riva visibile attraverso la schiuma nebulizzata che si sollevava dalla risacca, una frangia sfumata di palme dalle fronde agitate ricordava guerrieri maya col capo ornato di piume. Il ruggito del mare faceva martellare d’angoscia il mio cuore mentre scrutavo la barriera ribollente. Eravamo separati dalla terraferma da un’autentica siepe di scogli taglienti.
La paura, mescolata al senso di colpa, mi torceva lo stomaco. Avevo commesso un errore fatale. Per quanto mi consumassi gli occhi scrutando questo orizzonte, non distinguevo la minima apertura o passaggio nella successione di onde bianche che si elevava come un muro invalicabile fra noi e la costa.»
Che cosa ha determinato il crollo dell’impero maya nel IX secolo? Per dare una risposta a questo interrogativo, Michel Peissel, con un’équipe di quattordici persone, ha voluto seguire le tracce dei principi itza, i Fenici precolombiani, in un’impresa che presentava ostacoli e difficoltà quasi insormontabili. A bordo dell’Itza, una piroga ricavata dal tronco di un albero gigantesco, simile alle imbarcazioni maya, la spedizione ha solcato le acque tumultuose di una barriera corallina lunga oltre seicento chilometri – e che si estende dallo Yucatan fino alla frontiera con il Guatemala – facendosi strada fra gli scogli del più impressionante cimitero marino d’America. Il successo del viaggio ha dato conferma all’innovativa teoria dell’autore e, al contempo, ha sciolto uno dei più grandi enigmi della storia: la civiltà dei Maya, la cui ricchezza si fondava sul monopolio del commercio terrestre, si è sfaldata a causa dello sviluppo dei traffici marittimi lungo rotte quali la terribile Costa degli Uragani.
Eccezionale punto d’incontro fra avventura e ricerca storica, Itza è un libro appassionante, che trascina il lettore in un itinerario a‘ritroso nel tempo, incontro al mito di un popolo tra i più affascinanti e meno conosciuti.
Laureato in etnologia alla Sorbona, esploratore e antropologo, Michel Peissel, che ha anche studiato a Oxford e Harvard, e un profondo conoscitore dell’Himalaya, in cui ha guidato diciotto spedizioni, spingendosi fin nelle zone più remote. Il suo ultimo viaggio lo ha portato dal Baltico al Mar Nero, sulla via dei Vichinghi, alla ricerca dei padri della monarchia russa. Autore di numerosi libri, tutti best-seller internazionali, ispirati alle sue esplorazioni, ha pubblicato articoli sul National Geographic, su Time, Geo, The Herald Tribune, Paris-Match e l’Europeo.
Giochi da Tutto il Mondo – 2000 e più Giochi, 5000 Disegni e Illustrazioni a Colori
Titolo originale: The Way to Play
Autore/i: Autori vari
Editore: Fabbri Editori
a cura del Diagram Group, premessa all’edizione italiana di Mario Zaverio Rossi, traduzione Alfredo Castelli e Antonio Bellomi.
pp. 320, 5000 disegni e illustrazioni a colori, Milano
Una completa e documentatissima enciclopedia dei giochi di tutte le epoche e di tutto il mondo e una guida pratica che descrive il materiale occorrente, le regole, le tattiche, il modo di contare i punti, le varie, imprevedibili astuzie. C’è di tutto e il tutto abbondantemente illustrato. Dallo scientifico bridge ai tarocchi, con la loro favolistica simbologia, dallo scatenato ping pong ai giochi d’azzardo o a quelli dove la fortuna è cieca e il rischio è la ragione del gioco. Tutti giocano, ragazzi e adulti, principianti e professionisti perché il gioco è una sfida, al caso o all’intelligenza e all’abilità. E questo libro è per tutti i giocatori.
La Psicologia del Bambino
Titolo originale: La Psychologie de l’Enfant
Autore/i: Piaget Jean; Inhelder Bärbel
Editore: Giulio Einaudi Editore
introduzione degli autori, traduzione di Chiara Andreis, Piccola Biblioteca Einaudi 143.
pp. 144, Torino
Risultato di lunghi anni di ricerche e di esperienze, ed insieme vasto quadro dei lavori più recenti attorno alla psicologia infantile, questo libro è la sintesi più puntuale e precisa del pensiero di Jean Piaget: una sintesi «al tempo stesso breve e semplice» come si legge nella premessa al volume. Ne è oggetto l’interdipendenza fra crescita mentale e sviluppo fisico, seguita già prima della nascita, quando si va determinando un’embriologia di riflessi connessa all’attività motoria del feto; e poi nella vita associata, entro le determinazioni ambientali, fino al raggiungimento di uno stato di equilibrio relativo che costituiva il cosiddetto livello adulto.
Il libro di Piaget (che si affianca allo Sviluppo mentale del bambino, già edito in questa collana, e ne integra il discorso) si raccomanda perciò non solo a psicologi e a educatori, ma a quanti, nella vita familiare e sociale, sentano la necessità di avvicinare, conoscere e comprendere, senza forzature o improvvisazioni, il complesso universo dell’infanzia.
Jean Piaget (Neuchâtel, 9 agosto 1896 – Ginevra, 16 settembre 1980) è stato uno psicologo, biologo, pedagogista e filosofo svizzero.
È considerato il fondatore dell’epistemologia genetica, ovvero dello studio sperimentale delle strutture e dei processi cognitivi legati alla costruzione della conoscenza nel corso dello sviluppo, e si dedicò molto anche alla psicologia dello sviluppo.
Bärbel Inhelder psicologa svizzera (San Gallo, 1913-1997). Docente di psicologia infantile nell’Istituto di scienze dell’educazione dell’Università di Ginevra, fu una strettissima collaboratrice di J. Piaget, con cui condusse studi di grande importanza e di cui continuò, sino al 1983, le ricerche. Opere principali: La représentation de l’espace chez les enfants (1947; con J. Piaget); De la logique de l’enfant à la logique de l’adolescent (1955; con J. Piaget); Discussions on Child Development (1956-60; con J. Tanner); L’image mentale chez l’enfant (1974; con J. Piaget); Apprentissage et structures de la connaissance (1975); Le diagnostic du raisonnement chez les débiles mentales (1975).
Introduzione
- La psicologia del bambino
- Il livello senso-motorio
- Lo sviluppo delle percezioni
- La funzione semiotica o simbolica
- Le operazioni «concrete» del pensiero e le relazioni interindividuali
- Il preadolescente e le operazioni proposizionali
- Conclusione I fattori dello sviluppo mentale
Bibliografia generale


