Collage d’Arte – 15 Progetti Originali da Ritagliare e Assemblare
Titolo originale: Handmade Collage
Autore/i: Kato Seiko
Editore: Gribaudo
prima edizione, testi Seiko Kato, fotografie di Phil Wilkins e Jim Marsden, design Jo Bettles, traduzione ASter Studio.
pp. 128, Milano
Questo libro vi mostrerà il piacere semplice e terapeutico di ritagliare e assemblare immagini per creare opere d’arte meravigliose attraverso la tecnica del collage. L’autrice e artista Seiko Kato ha creato 15 collage unici, appositamente per questo libro. I suoi progetti originali danno vita a personaggi e mondi tanto eloquenti da animarsi e raccontarci le loro storie: Lady Chapman, Bonnie Bertie, Priscilla del Mar, Il regno del cristallo, Utopia tropicale… Iniziare è semplice. Tutto quello che vi serve sono colla stick, carta o cartoncino, un paio di forbici – oltre alle idee di Seiko a cui ispirarvi – e una vasta collezione di quasi 500 immagini da ritagliare, per progettare e assemblare biglietti di auguri, regali o creazioni da incorniciare ed esporre a casa.
Seiko Kato è un’artista della tecnica del collage; è giapponese e vive a Brighton, nel Regno Unito. Avida collezionista di libri d’epoca, chicche d’antiquariato e interessanti oggetti antichi ritrovati, lei “distrugge” vecchie illustrazioni e le ricostruisce in modo unico.
Capitolo I: Tecniche, strumenti e materiali
- Strumenti e materiali
- Tagliare e incollare
- Composizione
- Posizionamento
- Finitura dell’opera
- Risorse di immagini
Capitolo II: La collezione di collage
Capitolo III: Elementi aggiuntivi
Crediti
Gli Ultimi Giorni di Immanuel Kant
Titolo originale: The Last Days of Immanuel Kant
Autore/i: De Quincey Thomas
Editore: Adelphi Edizioni
seconda edizione, a cura di Fleur Jaeggy, Piccola Biblioteca Adelphi 146.
pp. 120, Milano
La vita di Immanuel Kant, scrive De Quincey, «fu notevole non tanto per i suoi avvenimenti quanto per la purezza e la dignità filosofica del suo tenore quotidiano». Era un ordine perfetto e infantile, dove ogni minuzia della giornata veniva osservata con lo stesso rigore, con lo stesso scrupolo di trasparenza che il grande filosofo dedicò ai problemi epistemologici. Nel corpo minuto di Kant, nelle sue maniere austere e amabili vivevano i Lumi, giunti al grado più nobile e penetrante del loro fulgore, come in un delicato involucro. E un giorno quel perfetto ordine avvertì i primi segni del declino. Da allora, ingaggiò una lunga, testarda lotta contro le forze della disgregazione. Thomas de Quincey, collazionando le varie testimonianze di amici sull’ultimo periodo della vita di Kant, e utilizzando soprattutto quella, insieme modesta e rapace, di Wasianski, ne ha tratto una narrazione che corrisponde agli antichi tratti del «sublime». Dinanzi al progressivo decadere di quella vita mirabilmente costruita, dinanzi alla raccapricciante comicità di certe scene e allo strazio immedicabile di altre, viene naturale dire di questo testo, in cui convivono, come rare volte accade, la più acuminata modernità e un purissimo pathos: chi ha lagrime per piangere pianga.
The Last Days of Immanuel Kant, qui tradotto per la prima volta in italiano, apparve su una rivista, il «Blackwood’s Magazine» del febbraio 1827.
Poligrafo, erudito, grecista, Thomas de Quincey nacque vicino a Manchester nel 1785 e morì nel 1859 a Edimburgo. Dopo un’adolescenza travagliata, studiò a Oxford e in seguito, per mantenere la famiglia numerosa, intraprese la carriera giornalistica prima a Edimburgo e poi a Londra, dove divenne collaboratore del «London Magazine». Dalla sua lunga esperienza di consumatore d’oppio, De Quincey trasse ispirazione per la sua opera più famosa, le Confessioni di un mangiatore d’oppio (1822). Fra i suoi libri si ricordano La rivolta dei tartari (1837), Le avventure di una monaca vestita da uomo (1847) e Il postale inglese (1849).
Dispacci e Segreti
Autore/i: Lawrence Thomas E.
Editore: Edizioni Studio Tesi
a cura di Cino Boccazzi, traduzione di Nicoletta Penati rivista da Gianna Polizzi e Cino Boccazzi.
pp. LIX-244, Pordenone
I trentotto dispacci di Thomas Edward Lawrence sono stati pubblicati per la prima volta a Londra nel 1939 in una edizione numerata e riservata con il permesso del Foreign Office. Essi furono inviati all’Arab Bureau, al Cairo e talvolta direttamente a Londra ai capi dell’Intelligence Service dall’Arabia, dove Lawrence combatteva al fianco e spesso a capo degli insorti. I Dispacci segreti sono rapporti di prima mano, talvolta oscuri in qualche particolare in chiave noto solo a chi li spediva e a chi li riceveva. Essi rivestono uno straordinario interesse rivelando nella sua vera luce la personalità di Lawrence, acuto osservatore politico e uomo d’azione che ha sempre pagato di persona. Per la prima volta i Dispacci segreti vengono fatti conoscere in Italia da Cino Boccazzi, lui stesso uomo del deserto e scrittore, già autore di Lawrence d’Arabia, avventuriero dell’assoluto (Rusconi, Milano 1980).
Thomas Edward Lawrence, noto come Lawrence d’Arabia, nacque a Tremadoc nel Galles il 15 agosto del 1888; dopo studi a Oxford e in Francia partecipò a diverse spedizioni archeologiche a Karkemish e in Egitto (1910-1914); presto venne a contatto con i Servizi segreti britannici che vollero mettere a frutto le sue conoscenze della cultura e della realtà politica islamiche per sostenere e favorire la causa della Rivolta araba ai danni dell’Impero turco.
Nel corso di una serie di campagne quanto mai difficili e dure strappò all’Impero prima Akaba e poi Damasco, ma alla fine della I Guerra mondiale, costretto dal venir meno dell’appoggio britannico a rinunciare ad ogni sua speranza nell’indipendenza araba, decise di ritirarsi nell’ombra. Arruolatosi come aviere nella Royal Air Force, visse il resto della sua esistenza nell’anonimato ma pur sempre al servizio dell’aviazione e dell’esercito di Sua Maestà. Morì il 19 maggio 1935, in seguito a un incidente motociclistico.
Tra le sue opere ricordiamo Crusader Castles (1910, pubblicato postumo nel 1936), The Seven Pillars of Wisdom (1930, traduzione italiana I sette pilastri della saggezza, ultima edizione Bompiani, Milano 1987), Revolt in the Desert (1928) e The Mint (1928, pubblicato postumo nel 1936).
Autobiografia di un Gesuita dei Tempi di Elisabetta
Autore/i: Gerard John
Editore: Club degli Editori
prefazione di Emilio Radius, presentazione di Graham Greene, traduzione di Romeo Rocco.
pp. XVIII-306, Milano
Dalla prefazione di Emilio Radius:
«L’autobiografia di padre John Gerard è una vita di gesuita del primo secolo della Compagnia di Gesù: non c’era bisogno di romanzarla perchè era un romanzo per se stessa.
John Gerard era un inglese, di famiglia cattolica in tempi nei quali i cattolici erano perseguitati. Affinchè ricevesse l’educazione religiosa che i suoi desideravano, fu mandato giovinetto a studiare in Francia, dove il protestantesimo stentava a penetrare e i costumi si serbavano in complesso cattolici. John fece il suo dovere, apprese molte nozioni e confermò la sua fede.
Al suo ritorno in Inghilterra riusci sospetto alle autorità e fu arrestato. Contro di lui però non c’erano che indizi vaghi, e lo rimisero in libertà. Qualche tempo dopo tornò in Francia, con l’intenzione di farsi gesuita: i gesuiti erano allora i maggiori sostenitori della fede cattolica e dell’obbedienza al papa. Fu ammesso al noviziato della Compagnia, molto rigoroso.
I superiori notarono presto che egli era non solo robusto ed agile ma anche coraggioso. Pratico di caccia e di altri esercizi fisici, poteva esser detto un atleta. Ora in Inghilterra c’era una missione di gesuiti clandestini, che operava a rischio della libertà e della vita: Gerard sembrava fatto apposta per partecipare alle sue imprese. Con altri giovani gesuiti, sbarcò sulla costa inglese di nascosto. Erano travestiti, parlavano bene inglese perchè erano inglesi.
Si divisero dopo essersi messi d’accordo circa i punti di riunione.[…]»
Medicina per le Donne nel Cinquecento
Autore/i: Marinello Giovanni; Mercurio Girolamo
Editore: Utet
a cura di Maria Luisa Altieri Biagi, Clemente Mazzotta, Angela Chiantera e Paola Altieri.
pp. 128, nn. tavv. b/n, 1 tavv. a colori f.t., Torino
Il volume propone una scelta dai trattati ginecologici di Giovanni Marinello e Girolamo Mercurio.
Loro caratteristica saliente è la volontà divulgativa e il rifiuto della segretezza e del mistero con cui le scuole filosofiche e gli esponenti della magia naturale tutelavano la propria dignità e autorità nei confronti del volgo profano.
Ma la commistione fra l’ambito scientifico e quello dell’immaginario e dell’occulto è ben lungi da essere superata e i testi presentati sono ancora ricchi di curiosità prescientifiche e di testimonianze per noi sconcertanti sul modo di concepire e di esercitare la medicina.
Del resto il mistero, il tabù, la superstizione sono tutt’altro che scomparsi anche nella nostra civiltà e la lettura di questi testi non è quindi una pura curiosità erudita ma anche un’occasione di riflessione su una componente sommersa ma mai completamente svanita del modo d’essere e di pensare degli uomini.
Il Controllo del Cervello e delle Emozioni
Autore/i: Irala Narciso
Editore: Edizioni Paoline
prefazione e introduzione dell’autore, traduzione alla 26.a edizione corretta e ampliata di Carlo Cumano.
pp. 312, ill. b/n, Roma
I sentimenti – che creano in noi la tristezza o la gioia, l’ira o il turbamento, l’amore o la ripugnanza – sono una forza anarchica, come il vapore nella locomotiva. Le nostre idee e la nostra volontà sono il macchinista che utilizza e dirige questa forza.
Abbiamo perciò bisogno di controllare il nostro cervello @e la nostra volontà se vogliamo essere i signori e non gli schiavi dei nostri sentimenti. Non altra è la via della calma, del riposo, della felicita…
Quanti, purtroppo, non sanno cosa pensano o non pensano quel che vorrebbero, zimbello d’incessanti distrazioni in ogni loro attività! E così si stancano senza alcun profitto. Quanti ancora non sanno essere felici, neppure nel grado più limitato e indispensabile di chi si gode per lo meno il proprio riposo. psichico nel sonno tranquillo o nelle sensazioni coscienti e serene che mettono in comunione con la bontà e la bellezza della vita e del creato!
Per costoro l’Autore ha scritto questo libro. Ma esso sarà pure utile agli «stanchi» per eccesso di lavoro, di preoccupazioni o di sofferenze che hanno’smarrito il segreto dei sonni tranquilli e del comando sui propri timori e sulle continue tristezze.
Ai «sani» che desiderano aver maggiore energia e costanza nei propositi; più valido dominio dei sentimenti e degli istinti; gioia, soddisfazione e felicità veraci e non fittizie…
Agli «educatori o direttori di anime» a contatto con tipi difficili nello studio o nella pratica della virtù sia per divagazione mentale, debolezza psichica, indecisione e pigrizia della volontà, sia per passioni sfrenate, fobie, timori irragionevoli o sentimenti di inferiorità.
Non quindi un astruso trattato di psicologia, ma un manuale teorico pratico, pervaso da un sano ottimismo e destinato soprattutto ai giovani, ai maestri, ai genitori. e, in genere, a quanti non hanno «rinunziato a pensare».
Introduzione alla Teoria degli Istinti
Sulla profilassi infantile delle nevrosi
Autore/i: Bonaparte Marie
Editore: Newton Compton Editori
unica edizione, traduzione di Simonetta Spinelli.
pp. 176, Roma
La principessa Marie Bonaparte fu una delle allieve più attente alla lezione freudiana e tra le più efficaci nel diffonderne i principi, contro i pregiudizi e le riserve dell’ambiente sociale e medico in particolare. La sua sollecitudine per il maestro, affettuosa ed autorevole insieme, fu decisiva quando nell’ultimo anno della sua vita egli si staccò da Vienna e dovette, tra l’altro, sostare a Parigi prima di raggiungere Londra, la sua nuova ed ultima dimora.
Questo volume presenta. appunto, in modo sistematico e nel segno della più rigorosa fedeltà all’insegnamento di Freud, le idee psicoanalitiche intorno alla teoria degli istinti.
Gli argomenti privilegiati sono naturalmente quelli relativi alle aberrazioni sessuali ed alle perversioni, i temi della sessualità infantile, delle trasformazioni della pubertà, del narcisismo, della problematica dell’istinto di morte, dell’aggressione, come quelli che riguardano lo sviluppo sessuale della donna ed il destino degli istinti nel corso della civiltà. Essi sono dibattuti e discussi alla luce di elaborazioni più recenti e delle acquisizioni di scienze parallele o complementari.
La parte finale del volume è poi dedicata ad un argomento di attualità estrema. Esso riguarda il modo in cui il complesso delle conoscenze psicoanalitiche possa essere utilizzato per dar luogo in un ambiente illuminato ad un sano sviluppo della gioventù. attraverso una sorta di profilassi sociale delle nevrosi.
Un libro lineare nel quale sono presentati organicamente – da un’allieva d’estrema fedeltà – i punti focali della ricerca psicoanalitica sull’istinto.
My Friend Dahmer – Le Origini del Mostro di Milwaukee
Titolo originale: My Friend Dahmer
Autore/i: Backderf Derf
Editore: Gribaudo
prima edizione, prologo di Marco Segaricci, introduzione di Marco Segaricci.
pp. 228, Milano
…Ritengo che Dahmer non sarebbe dovuto per forza diventare un mostro, che tutte quelle persone non avrebbero dovuto morire in quel modo orribile, se solo gli adulti nella sua vita non fossero stati così inspiegabilmente, indimenticabilmente, incomprensibilmente inconsapevoli e/o indifferenti…(Def Backderf)
…Volevo solo vedere com’era fatto dentro, cominciai a radunare materiale. Non ero sicuro di cosa ne avrei fatto, ma capii subito che avevo tra le mani un racconto di notevole importanza e la mia amicizia con lui mi dette una prospettiva unica su quegli eventi. Per tutti Dahmer era un mostro depravato, ma per me era solo un ragazzo che mi sedeva accanto nell’aula studi o passava il tempo nella sala della band. Intervistai dozzine di ex compagni di classe e professori, spulciando attentamente i file della polizia e dell’FBI, mischiando il tutto con ogni intervista fatta a Jeff prima della sua morte. Il risultato è una graphic novel che inquadra in maniera dettagliata il declino di Jeff, in lotta senza aiuti contro gli oscuri pensieri che gorgogliavano e ribollivano nella sua testa, fino all’esatto momento in cui ne perse del tutto il controllo……Ritengo che Dahmer non sarebbe dovuto per forza diventare un mostro, che tutte quelle persone non avrebbero dovuto morire in quel modo orribile, se solo gli adulti nella sua vita non fossero stati così inspiegabilmente, indimenticabilmente, incomprensibilmente inconsapevoli e/o indifferenti…(Def Backderf)
Abbiamo tutti quell’amico a scuola… quello strano, eccentrico; il ragazzo le cui buffonate ci divertono, ci intrattengono e, qualche volta, ci fanno preoccupare. Quello che rimane nei nostri ricordi, anche con il passare degli anni. Quel compagno di classe poi viene dimenticato una volta che ci diplomiamo, sparendo nei meandri della nostra memoria, messo da parte assieme ai nostri vecchi annuari e altri momenti di quando eravamo teenager. Ma ora come allora ci domandiamo: che fine ha fatto quel tipo? Per un giovane uomo cresciuto in una piccola città dell’Ohio, questo dubbio venne chiarito da ogni media sparso nel mondo il 22 luglio 1991, quando Jeffrey Dahmer venne arrestato per l’omicidio di diciassette tra uomini e ragazzini. My friend Dahmer è l’inquietante e originale graphic novel di Derf Backderf; qui l’autore tenta di far luce sulla vita del futuro serial killer con il quale ha condiviso i banchi di scuola e passaggi in macchina. Ciò che emerge è un ritratto più che empatico di un giovane disturbato che combatteva futilmente contro quei terrificanti bisogni che sgorgavano direttamente dei recessi più profondi della sua psiche. Il Dahmer che viene qui presentato, universalmente riconosciuto come un mostro inumano da tutto il mondo, è un ragazzo eccentrico che, in realtà, è fin troppo umano. Un ragazzo timido risucchiato nell’inesorabile vortice della follia. Il tutto mentre gli adulti della sua vita mancavano all’appello. Noi tutti sappiamo cosa abbia fatto Dahmer, ma in My friend Dahmer Backderf ci dà una visione profonda, dal suo punto di vista unico, (e al tempo anche stranamente comico) sul come, ma ancora più importante, sul perché Jeffrey Dahmer si sia trasformato da un nerd delle scuole superiori a un maniaco depravato paragonabile a Jack lo squartatore.
John Backderf è un fumettista americano, noto anche come Derf o Derf Backderf. È famoso soprattutto per i suoi romanzi a fumetti, in particolare My Friend Dahmer. L’arte di Backderf è stata paragonata a Robert Crumb, con il suo uso del nero per “proiettare carattere e minaccia”.
La difficile storia di My FRiend Dahmer
Prologo
- Lo strano ragazzo
- Una vita segreta
- Il fan club di Dahmer
- Il mostro
- Discesa verso l’inferno
- Epilogo
Fonti
Note
I protagonisti
Il Calore del Cuore Impedisce al Corpo di Invecchiare
Titolo originale: Le chaleur du coeur empêche nos corps de rouiller
Autore/i: de Hennezel Marie
Editore: Rizzoli
prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione Sara Arena.
pp. 224, Milano
…La nostra generazione vivrà più a lungo e meglio. Esercitando il nostro sguardo a vedere con gli occhi del cuore il volto della vecchiaia ci apparirà naturale e perché no, anche invidiabile…
Nell’isola giapponese di Okinawa, in cui vive la popolazione più longeva del mondo, gli abitanti si alzano tutte le mattine cantando Il calore del cuore impedisce al corpo di invecchiare. Non è un mantra miracoloso, ma una filosofia di vita che risponde alla domanda “Dobbiamo avere paura di diventare anziani?” con un sonoro “No”. Certo, il corpo è destinato a indebolirsi, ma l’età porterà anche conquiste importanti: tempo, maturità, ricchezza interiore. La solitudine non è affatto l’unico destino, anzi: più tempo a disposizione migliora la vita di relazione, le amicizie e perché no, anche il sesso. E la generazione delle attuali sessantenni, cresciuta nel mondo dell’immagine, deve ribellarsi alla dittatura estetica del corpo “eternamente giovane”, perché accettarsi è il primo passo per sconfiggere le paure e mettersi in cerca di una soluzione capace di garantire dignità e autonomia a se stessi e alla propria famiglia. Non mancano le esperienze positive di chi ha imparato ad apprezzare questa fase luminosa della vita, come Harold ed Élise che hanno risolto l’equazione tra longevità e sessualità, o Irene che ha scoperto la forza della sua bellezza a 96 anni, quando è diventata modella. Prendendo spunto da casi reali e da conversazioni con terapeuti, giornalisti, studiosi, la psicologa Marie de Hennezel traccia un originalissimo ritratto della vecchiaia come tempo della meditazione, della libertà e dell’indipendenza. Senza negare i problemi concreti, esplora con tono partecipe un modo diverso e più positivo di vivere la propria età e reinventare se stessi per andare verso la giovinezza del cuore.
Marie de Hennezel, psicologa e psicanalista, poi incaricata del ministero della Sanità per la diffusione delle cure palliative, è l’autrice di due rapporti ministeriali sull’accompagnamento delle persone in fin di vita. Il suo libro La morte amica (Rizzoli, 1996) è stato tradotto in sedici lingue.
Prefazione
- Scrivo per la mia generazione
- Quando ci assale la paura di invecchiare
- Il peggio non è inevitabile
- L’età d’oro dei senior
- Cambiare il nostro sguardo
- Domande sulla vecchiaia
- Incontro con alcumi magnifici anziani
- Le chiavi per invecchiare bene
- Accettare di invecchiare
- Il cuore non invecchia
- Inveccchiare e continuare a provare piacere
- la fecondità del tempo
- Le ultime gioie della vecchiaia
- Saper morire
Conclusione
Ringraziamenti
Note
Perché ci Ammaliamo – Come la Medicina Evoluzionista può Cambiare la Nostra VIta
Titolo originale: Wy We Get Sick? The New Science of Darwinian Medicine
Autore/i: Nesse M. Randolph; Williams C. George
Editore: Giulio Einaudi Editore
prima edizione, nota all’edizione italiana di Roberto Satolli, traduzione di Marco Ferrari, collana: Grandi Tascabili Einaudi n° 616.
pp. 330, ill. in b/n n.t., Torino
Perchè esistono la tosse, il mal di stomaco o le allergie, perchè ci piacciono i cibi che ci fanno male, perchè invecchiamo, perché esiste il dolore e come si spiega l’attrazione sessuale? E ancora: perchè l’infarto e perché le donne hanno la menopausa? Prima di prendere un farmaco è meglio pensarci due volte, forse il vostro corpo sta facendo esattamente quello che deve fare: seguendo il paradigma di Nesse e Williams – pionieri della nuova medicina darwiniana, attenta più a capire le cause di una malattia che a debellarne i sintomi immediati – si scopre per esempio che i tumori non sono da considerare un’improvvisa follia del corpo ma il prezzo dell’evoluzione dei meccanismi che riparano le cellule. E se siamo golosi è perchè i nostri antenati avevano bisogno di immagazzinare più zuccheri per sopravvivere. Allo stesso modo l’anemia mediterranea: un tempo utile a difendere il corpo dalla malaria, ora soltanto dannosa. Non tutto è spiegabile e giustificabile: quello che i due autori ci propongono in questo libro – giudicato il più importante testo divulgativo di medicina di questi decenni – non sono istruzioni pronte all’uso, ma spunti e osservazioni, comunque alla portata di tutti, che consentono una conoscenza più completa del corpo umano, delle nostre reazioni alle malattie, dei nostri gusti o dei nostri difetti. Riuscirà il paradigma della medicina darwiniana a cambiare la mentalità degli studiosi e dei medici di casa nostra? I misteri della malattia, il perché delle funzioni di questo nostro corpo ben congegnato e nello stesso tempo goffo e difettoso, sono qui offerti a una nuova riflessione, utile non solo a far progredire la medicina ma anche a modificare una certa idea della condizione umana.
Randolph M. Nesse, medico psichiatra, insegna alla Medical School dell’Università del Michigan.
George C. Williams è professore di Ecologia dell’evoluzione alla State University di New York e uno dei maggiori studiosi dell’adattamento biologico.
Nota all’edizione italiana di Roberto Satolli
Ringraziamenti
Introduzione
- Il mistero della malattia
- L’evoluzione per selezione naturale
- SEgni e sintomi delle malattie infettive
- Una corsa interrotta agli armamenti
- Lesioni
- Tossine: vecchie, nuove, onnipresenti
- Geni e malattie: difetti, stranezze e compromessi
- L’invecchiamento come fonte di giovinezza
- L’eredità della storia evolutiva
- Le malattie della civiltà
- Le allergie
- Il cancro
- Sesso e riproduzione
- I disordini mentali sono malattie?
- L’evoluzione della medicina
Indice analitico
Come Risolvere Facilmente i Giochi Enigmistici in Versi
Enigmi – Indovinelli – Anagrammi – Antipodi Cambi d’Iniziale e di Finale – Cerniere – Incastri – Intarsi ecc.
Autore/i: Bartezzagni Stefano
Editore: De Vecchi Editore
prima edizione, avvertenza preliminare e introduzione dell’autore.
pp. 120, Milano
…I giochi enigmistici vanno pensati come una galassia difficilmente catturabile nella sua intierezza e complessità. Non appena si pensa di averne individuato il maggiore criterio di distinzione, la caratteristica definitiva, ci si accorge che tale criterio lascia fuori giochi importantissimi e, dunque, non funziona…
Giochi enigmistici in versi: croce e delizia degli appassionati. Sono necessarie memoria, intuizione, buona conoscenza del linguaggio e una cultura enigmistica specifica. Anche un buon dizionario e un’enciclopedia sono utili per risolvere enigmi, indovinelli, anagrammi, sciarade ecc. Questo manuale insegna a tutti gli enigmisti, esperti e non, a trovare nel modo più rapido e razionale la soluzione di questi appassionanti rompicapo.
Stefano Bartezzaghi, milanese, già all’età di 9 anni incomincia a collaborare con tutte le principali riviste enigmistiche italiane, come autore e solutore di giochi. Si laurea all’Università di Bologna con una tesi in semiotica seguito dal professore Umberto Eco. Dal 1987 cura rubriche su giochi, libri e sul linguaggio per importanti giornali quali La Stampa, La Repubblica, Vanity Fair sue le rubriche Lessico e Nuvole, Lapsus, Fuori di Testo e per il settimanale L’Espresso la rubrica di critica linguistica Come dire.
Einstein – La Sua Vita e il Suo Tempo
Titolo originale dell’opera: Einstein: His Life and Times
Autore/i: Frank Philipp
Editore: Garzanti Editore
traduzione di Eugenio Vincenti, Foto di Einstein all’Istituto di Studi Superiori di Princeton nel 1940 (controfrontespizio).
pp. 412, con disegni nel testo e 11 illustrazioni fuori testo, Milano
Biografia del fisico tedesco Albert Einstein (1879-1955), famoso per la teoria della relatività e considerato uno dei più grandi scienziati del ’900. Il personaggio è inquadrato nella sua epoca, tragica e piena di contraddizioni.
Philipp Frank (1884-1966) studiò presso l’Università di Vienna e ottenne la laurea nel 1907, con una tesi sulla fisica teorica, sotto la supervisione di Ludwig Boltzmann. Albert Einstein lo designò come suo successore alla sua cattedra presso l’Università Carolina di Praga, che detenne dal 1912 al 1938. In seguito emigrò negli Stati Uniti, dove divenne docente di fisica e matematica presso l’Università di Harvard dal 1949 al 1954.
- I – La giovinezza di Einstein e la sua educazione
- II – Concezione del mondo fisico prima di Einstein
- III – Principio di una nuova era in fisica
- IV – Einstein a Praga
- V – Einstein a Berlino
- VI – La teoria generale della relatività
- VII – Einstein come figura pubblica
- VIII – Viaggi attraverso l’Europa, l’America e l’Asia
- IX – Sviluppo della fisica atomica
- X – Disordini politici in Germania
- XI – Le teorie di Einstein come armi e bersagli politici
- XII – Einstein negli Stati Uniti
Il Bastone del Maestro – 147 Storie Zen per Risvegliare il Proprio Guerriero dell’Anima
Autore/i: Pingitore Pietro
Editore: Edizioni Il Punto d’Incontro
prefazione dell’autore.
pp. 160, illustrazioni in bianco e nero, Vicenza
Questo libro ti colpirà come una bastonata del Maestro, risvegliando il tuo sano orgoglio e la tua dignità di Guerriero dell’Anima. Una stimolante raccolta di storie Zen originali; la semplicità del loro stile non deve trarre in inganno: ognuna di esse contiene un messaggio profondo che va assimilato lentamente e messo in pratica. Una raccolta da centellinare, per saggiarne appieno la forza spirituale: i suoi insegnamenti potrebbero condurci alla “scoperta della nostra anima”.
L’Agenda del Giardiniere
Settimana per settimana, una guida per tutto l’anno alle cure periodiche di piante, fiori e tappeti erbosi.
Autore/i: McHoy Peter
Editore: Casa Editrice Anthropos
prima edizione.
pp. 400, nn. illustrazioni b/n, Roma
Sommario:
Prima parte: Principi di giardinaggio
- Collocazione e planimetria
- Attrezzatura ed equipaggiamento
- Cure per il terreno
- Il controllo delle erbacce
- Parassiti, malattie ed inconvenienti vari
- I prati
- La potatura e la messa a dimora
- Le piante da aiuola
- L’acquisto di piante e semi
- L’innaffiatura
- Le piante da bordura
- La propagazione
- I contenitori da giardino
- Gli ortaggi e le verdure
- Le piante da frutta
- Il giardino roccioso
- Campane di vetro e lettorini
- La serra
- Il giardino acquatico
- I bulbi
- Gli arbusti
- Gli alberi
- I roseti
- Piante rampicanti e piante da spalliera
- Le piante da appartamento
Seconda parte
- Il giardino settimana per settimana
Geni in Famiglia – Teoria dell’Evoluzione e Origine della Natura Umana nella Prospettiva Innovativa della Sociobiologia
Titolo originale: The whisperings within
Autore/i: Barash David
Editore: Club degli Editori
traduzione di Lucio Trevisan.
pp. 288, Milano
Vi siete mai chiesti perché col tè, alle cinque, preferiamo i pasticcini anziché le teste d’aglio? Perché sono dolci, e il dolce risulta più gradevole al palato dell’aspro e dell’amaro. A esser sinceri questa risposta non soddisferebbe completamente il professor Barash. Padre della sociobiologia – una scienza nuovissima che studia ciò che nei comportamenti sociali è frutto dell’eredita genetica -, l’Autore ci rimanda alla notte dei tempi, quando i nostri atletici capostipiti si cibavano esclusivamente di frutta. Fu allora che scoprirono che era più nutriente quella matura (quindi ricca di zuccheri). E da allora quell’informazione vitale si è trasmessa di generazione in generazione fino a noi, cittadini delle metropoli, grazie ai geni, egoisticamente intenti ad assicurarsi la loro riproduzione attraverso l’azione dei nostri corpi.
Di messaggi come questi siamo bombardati ogni volta che agiamo: piccoli “sussurri” interiori, condizionano perfino le scelte che crediamo esclusivamente sociali, etiche o di gusto. Sulla base di questa ipotesi provocatoria e stimolante, Barash passa a renderci conto di gran parte dei nostri comportamenti: aggressività, guerra e violenza, adulterio e sesso, perfino le gerarchie sociali. Lo fa con un’argomentazione scientifica di estremo rigore che, priva della triste pedanteria accademica, si dispiega in un racconto vivacissimo. Anzi, potremmo dire che in molte parti esso è addirittura sportivo, perché Barash si è veramente arrampicato sugli alberi e ha indossato pinne e occhiali per vedere quello che accadeva non solo nel nostro regno ma anche in quello animale e vegetale. Ricco di affascinanti curiosità, di aneddoti etologici, etnologici e antropologici, Geni in Famiglia è, in un certo senso, l’atto di battesimo di una scienza nuovissima, destinata ad avere la stessa risonanza che ebbe il darwinismo un secolo fa, e le cui implicazioni riguardano non solo biologia e genetica, ma anche tutte quelle discipline che si occupano del comportamento umano.
Professore di psicologia e zoologia all’università di Washington, è uno dei padri della sociobiologia, L’altro è Edward O. Wilson che ne dato Tatto di nascita nel 1975 pubblicando un’opera addirittura monumentale: Sociobiologia, una nuova sintesi. Facendo tesoro delle esperienze maturate da illustri scienziati come Darwin, Lorenz, Desmond Morris, Tiger e Fox, Barash ha spostato il suo studio genetico dal nostro comportamento primitivo a quello attuale, mettendo in luce lo stretto rapporto che lega i fattori biologici a quelli psicologici. Barash collabora a numerose riviste scientifiche e ha pubblicato Sociobiology and Behavior (1977).
Le Stagioni Blu • L’Opera di Wang Wei Poeta e Pittore
Titolo originale: Les Saison bleues – L’œuvre de Wang Wei poète et peintre
Autore/i: Wei Wang
Editore: Luni Editrice
edizione tradotta da Lidia Bonomi.
pp. 320, Milano
Wang Wei (701-761 d.C.) è considerato, insieme a Li Bo e Du Fu, uno dei massimi poeti cinesi; le sue poesie vengono qui tradotte e raccolte nella loro totalità per la prima volta in lingua occidentale, da Patrick Carré. Appartengono alla raccolta anche due prose: la Lettera dalla montagna a Pei Di, pervasa d’afflato lirico, e Il Segreto della Pittura, in cui viene espressa l’essenza della pittura paesaggistica a inchiostro, detta del Sud, di cui Wang Wei fu l’iniziatore e il maestro. Benché la sua opera pittorica non ci sia pervenuta egli tuttavia è considerato il massimo pittore cinese, ideatore di quella scuola pittorica che considerava il colore come secondario, mettendo al primo posto la «sintetica trasposizione» e graduando le tonalità ottenibili con l’inchiostro nero. E tramite le sue poesie che possiamo farci un’idea della sensibilità artistica di Wang Wei poiché, come dice Su Dong-po «le sue poesie erano quadri, e i suoi quadri poesie». Wang Wei ebbe una percezione assoluta della natura: nelle sue poesie, che sono paesaggi del cuore, egli riuscì a esaltare l’intima adesione tra il «sentire» la natura e le emozioni da essa suscitate nel suo cuore di poeta.
Tutta la sua opera è pervasa dal dilemma tra il ritirarsi sulla montagna, inteso non come fuga ma co- me distacco dalle cose terrene per una ricerca di sé, della propria integrità nella vacuità del tutto, secondo la dottrina chan (zen) cui il poeta fu iniziato dalla più tenera eta, e l’impegno civile. Wang Wei infatti per buona parte della sua vita ricopri incarichi a corte, subendo le alterne vicende di questa, e in alcune poesie ci offre uno spaccato della vita e delle cerimonie di corte della Cina classica d’epoca Tang (618-905 d.C.), quando la funzione civilizzatrice dell’Impero era in espansione verso la barbarie d’Occidente e stabiliva contatti col Giappone.
Se le poesie paesaggistiche rendono Wang Wei poeta universale, quelle di corte, per i continui riferimenti a un mondo particolare, richiedono un commento che il traduttore Patrick Carrè inserisce, basandosi sull’edizione d’epoca Qing dell’opera di Wang Wei redatta dal commentatore Zhao Qian-cheng, come un testo nel testo, fornendo una piccola enciclopedia di aneddoti della Cina dell’epoca. Dice Carré nella sua introduzione: «…La lingua di Wang Wei, al di la della sua semplicità, non è di quelle che si padroneggiano al minimo sforzo. Che dire di questa poesia la cut sottigliezza scoraggia il commento? Che essa esprime i mistero d’uno spazio che è per antonomasia quello del paesaggio cinese… ch’essa fa cantare montagne e brume, alberi e rocce, torrenti e fiumi… ch’essa emana una sottile tristezza che si compiace volentieri della sua amarezza… ch’essa innalza l’innocente lettore ai vertici d’un piacere infinitamente raro e malgrado ciò infinitamente intenso…
In breve, ch’essa rappresenta la quintessenza dell’immaginario cinese: una maniera discreta e meravigliosamente efficace di giocare d’astuzia con l’indicibile».
E ora, lasciamo parlare il poeta.
L’Elefante Scomparso e Altri Racconti
Titolo originale: Zō no Shōmetsu
Autore/i: Murakami Haruki
Editore: Giulio Einaudi Editore
traduzione dal giapponese di Antonietta Pastore.
pp. 316, Torino
Situazioni apparentemente innocue e sempre in bilico con l’assurdo, dettate dall’immaginazione deliziosamente divertente, poetica e bizzarra del grande scrittore giapponese.
In un giorno d’estate soffocante, un avvocato si mette alla ricerca del suo gatto e in un giardino abbandonato dietro casa incontra una strana ragazza. Una giovane coppia decide di fare uno spuntino notturno e assalta un McDonald’s per avere trenta Big Mac, realizzando così un segreto desiderio adolescenziale del marito. Nel racconto che da il titolo al libro, un uomo è ossessionato dalla incredibile, misteriosa scomparsa di un elefante dallo zoo del paese. E poi ancora una curiosa digressione sui Canguri, un uomo che incendia granai per il gusto di vederli bruciare e le introspezioni di una giovane madre afflitta da insonnia. I diciassette racconti di questa raccolta «spesso divertenti, sempre commoventi», danno prova delle straordinarie capacita narrative di Murakami Haruki.
Traduzione dal giapponese di Antonietta Pastore.
Murakami Haruki è nato a Kyoto nel 1949 ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote, Salinger. Einaudi ha pubblicato Dance dance dance, La ragazza dello Sputnik, Underground, Tutti i figli di Dio danzano, Norwegian Wood. Tokyo blues, L’uccello che girava le Viti del Mondo, La fine del mondo e il paese delle meraviglie (Premio Tanizaki), Kafka sulla spiaggia (Premio Franz Kafka) e After Dark.
Energia Vitale per la Salute
Autore/i: Fusi Stefano
Editore: Tecniche Nuove
premessa e introduzione dell’autore.
pp. XI-116, nn. illustrazioni b/n, Milano
Per una salute completa non basta occuparsi del corpo fisico, muoversi, nutrirsi bene e depurarsi: è bene occuparsi anche dell’energia vitale. Le antiche tradizioni orientali la chiamano prana o qi; per la moderna ricerca medica e scientifica è il campo bioelettrico prodotto dagli innumerevoli processi chimico-fisici del metabolismo. Per la medicina olistica, è il collante che lega materia, anima ed energia cosmica, il modello che plasma il nostro organismo e garantisce la salute. Purificare il “corpo energetico” e dargli il giusto nutrimento sono le chiavi per prevenire e risolvere in modo naturale molti disturbi, ansie e stress. Le discipline per essere più tonici e sereni sono molte e varie: antiche discipline orientali, pratiche neosciamaniche, bioenergetica, danzaterapia e meditazioni dinamiche. E le “arti per la salute” non mediche – come shiatsu, biopranoterapia, reflessologia – aiutano a ristabilire l’equilibrio energetico potenziando il processo di guarigione.
Ciascuno può esplodere, praticando gli esercizi più semplici e adatti a tutti presentati in questo libro.
Stefano Fusi è giornalista e consulente di comunicazione. Lavora da trent’anni nei campi dell’ecologia e delle medicine naturali e complementari. Organizza e promuove incontri, campagne stampa, convegni ed eventi. Tiene conferenze e incontri e conduce corsi di formazione e seminari sulla comunicazione, la crescita personale, la creatività e il benessere naturale. Ha pubblicato Spirito naturale, Tecniche Nuove, 2007 e, in questa collana, Immaginazione creativa per il benessere.
Gridare Amore dal Centro del Mondo – Romanzo
Titolo originale: Sekai no chūshin de ai wo sakebu
Autore/i: Katayama Kyōichi
Editore: Casa Editrice A. Salani
traduzione di Marcella Mariotti.
pp. 168, Milano
«Il romanzo giapponese più venduto di tutti i tempi»
«Ma amare una persona significa pensare che lei viene prima di tutto. Se non avessimo abbastanza cibo, darei a te la mia parte. Se avessimo pochi soldi, piuttosto che acquistare qualcosa per me, comprerei quello che tu desideri. Se mangi qualcosa di buono tu, è come se avessi la pancia piena anch’io, se sei felice tu, allora lo sono anch’io. Questo significa amare una persona. Credi che esista qualcosa di più importante? A me non viene in mente nulla».
Sakutard sta andando in Australia.
Non è una semplice gita: porta con sè le ceneri di Aki, suo primo indimenticabile amore, morta a soli diciassette anni di leucemia. Quando Sakutaro e Aki si incontrano per la prima volta hanno dodici anni e frequentano la stessa classe. Condividono i piccoli grandi doveri della scuola; Si vedono tutti i giorni, tornano a Casa insieme, ognuno è parte della vita quotidiana dell’altro. Finchè un giorno, per la prima volta, Sakutaro vede Aki con altri occhi: non più semplice amica, ma giovane donna, bella e intensa, e si accorge che la loro quieta familiarità si è trasformata, ineluttabilmente e per sempre, in una passione purissima e assoluta. Una passione che si rispecchia in una vicenda antica, quella del nonno di Sakutarè, che ha amato a sua volta, per cinquant’anni, una donna che non ha mai potuto sposare e al cui ricordo è incrollabilmente fedele, fino a spingersi a compiere un atto estremo.
Ma il loro amore non e l’imitazione di un sentimento: Sakutaro e Aki
vivono una felicita totale, che la malattia crudele di Aki esalta nel dolore, e che la sua morte recide d’un colpo, lasciando nell’anima di Sakutaro un silenzio assordante.
Una storia di ragazzi d’oggi insieme moderna e senza tempo, che descrive l’esperienza irripetibile del primo amore e che in Giappone è diventata un caso letterario, un fenomeno di culto tra i giovani e gli adulti. Come Murakami e Yoshimoto, Katayama afferma il fascino e la profondità della letteratura d’Oriente.
Kyoichi Katayama, nato nel 1959, era già un autore affermato. Con Gridare amore dal centro del mondo, quattro milioni di copie vendute solo in Giappone, e diventato una Star, l’autore di tendenza, amato dal pubblico giovanile e non solo: dal romanzo è stato tratto un film, una popolarissima serie televisiva e addirittura un manga.
L’Aritmetica di Cupido – Matematica e Letteratura
Autore/i: Toffalori Carlo
Editore: Ugo Guanda Editore
prima edizione, collana: Biblioteca della Fenice.
pp. 256, ill. in b/n, Parma
…La matematica? Non conosco nulla di più divertente. È un gioco dell’aria, per dir così…(da Altezza Reale, Thomas Mann)
Un mondo governato dai matematici: questo sembra vagheggiare Platone nel libro settimo della Repubblica. La storia, però, non ha dato seguito a quel suo autorevole suggerimento: ci sono stati, è vero, politici di estrazione matematica, oppure tentativi più o meno riusciti di socialismo “scientifico”. Ma nel complesso l’utopia di uno stato matematico è rimasta tale. Non così in letteratura: i classici ci propongono infatti esempi di società matematiche, come l’isola del terzo viaggio di Gulliver, sperduta non in mezzo al mare, ma tra le nuvole, come del resto i cervelli dei suoi distrattissimi abitanti, persi nell’empireo delle speculazioni astratte. In genere tra gli scrittori “matematica” è spesso sinonimo di rigidità, predeterminazione soffocante e disumana contro cui ribellarsi. Osserva per esempio Dostoevskij che la vita è “pur sempre la vita, e non solo una radice quadrata”. Eppure anche in letteratura – in Borges, Carroll, Musil, Queneau e moltissimi altri – emerge un’altra immagine di matematica, che è invece gusto del paradosso e dell’aforisma, libertà da ogni schema, fantasia di inventarne di nuovi, levità e giocosità: quella che Italo Calvino definisce nelle sue Lezioni americane la “leggerezza della pensosità” e Thomas Mann chiama in Altezza Reale un “gioco dell’aria”. È di queste matematiche esotiche e variegate che il libro tratta, presentandole così come ce le dipingono i riferimenti letterari.
Carlo Toffalori insegna Logica Matematica dal 1989 all’Università di Camerino. Dal 2006 è presidente dell’Associazione Italiana di Logica e sue Applicazioni. Ha scritto vari manuali universitari ed è autore di articoli e libri di divulgazione della matematica. Presso Guanda è uscito Il matematico in giallo (2008).
- Una sera sul Tamigi
- Aritmanzie
- Quattro passi tra le nuvole
- Lo cielo del Sole
- I numeri di Leopardi
- L’aritmetica di Cupido
- Impertinenze
- I misteri del sei
- I buoi di archimede
- L’inquietudine dei numeri primi
- Tra la terra e il cielo
- La coda della cometa
- Storie di generali e di fantasmi
- L’integrale degli attimi
- Numeri e turbamenti
- La teocrazia dei cerchi
- Relativismi
- La geometria dei berretti
- Colei che la si crede
- Ombre di Gödel in Borges
- La sostanza dei sogni
- L’arte combinatoria
- Il piacere dell’onestà
- L’aritmetica di Don Giovanni
- La vita esatta
- Aforismi
Ringraziamenti e riferimenti


