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Introduzione allo Studio della Psicoanalisi

Introduzione allo Studio della Psicoanalisi

Titoli originali: Vorlesungen zur Einführung in die Psychoanalyse (1916, 1917) – Neue Folge der Vorlesungen Zur Einführung in die Psychoanalyse (1933)

Autore/i: Freud Sigmund

Editore: Casa Editrice Astrolabio

seconda edizione, prefazione dell’autore, traduzione italiana interamente riveduta, e aumentata di un dizionario dei concetti psicoanaltici fondamentali, a cura di Edoardo Weiss.

pp. 496, Roma

Non è intendimento di questo libro che dò alle stampe sotto il titolo di «Introduzione allo Studio della Psicoanalisi», di mettersi in alcun modo in concorrenza con le esposizioni generali già esistenti di questa scienza. […] Esso contiene la fedele riproduzione delle lezioni da me tenute nei due semestri invernali 1915-16 e 1916-17 dinanzi ad un auditorio composto da medici e profani di ambo i sessi.
Tutte le particolarità per le quali questo lavoro darà nell’occhio ai lettori si spiegano con le condizioni della sua nascita. Non fu possibile di serbare nell’esposizione la calma indifferente di una trattazione scientifica: l’oratore dovette anzi proporsi il compito di non lasciar illanguidire l’attenzione degli ascoltatori durante una conferenza di quasi due ore.
La necessità dell’effetto immediato rese inevitabile che la stessa materia venisse trattata più volte: una volta, p. es. in rapporto all’interpretazione onirica e più tardi una seconda volta in rapporto ai problemi delle nevrosi. La disposizione della materia fece sì che molti argomenti importanti, come quello dell’Inconscio, non potessero ottenere in un unico punto del lavoro l’esposizione loro spettante, ma dovessero venir ripresi più volte e lasciati cadere fino al presentarsi di un’ulteriore occasione, atta a fornire su di essi delle nuove cognizioni, da aggiungersi a quelle già ottenute.
Chi è versato nella letteratura psicoanalitica troverà in questa «Introduzione» ben poche cose che non gli siano già note da altre pubblicazioni più esaurienti. Pure, il bisogno di arrotondare e di riassumere la materia ha spinto l’autore a far uso, in alcuni capitoli, (nell’eziologia, nella paura, nelle fantasie isteriche) anche di materiale inedito. (prefazione dell’autore – Vienna, primavera del 1917)

Sigmund Freud (1856-1939) è stato un neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco, fondatore della psicoanalisi, sicuramente la più famosa tra le correnti teoriche e pratiche della psicologia.
La sua famiglia si trasferì a Vienna nel 1860 a causa di difficoltà economiche e Sigmund visse in quella città fino al 1938 quando l’annessione dell’Austria alla Germania nazista e la sua condizione di ebreo lo costrinsero ad emigrare a Londra. Frequentò per otto anni l’Istituto Superiore “Sperl Gimnasyum”, sino alla maturità. Si iscrisse a medicina, facoltà che frequentò con forte senso critico fino alla laurea conseguita nel 1881. Dopo la laurea andò a Londra, ma ritornato iniziò a lavorare in un laboratorio di zoologia di Vienna dove prese contatto con il darwinismo. Passò quindi a lavorare in laboratorio all’Istituto di Fisiologia dove condusse importanti ricerche in ambito neuro-istologico. Dopo sei anni lasciò l’Istituto e per tre anni lavorò all’Ospedale Generale di Vienna con pazienti affetti da turbe neurologiche. Durante quest’ultimo periodo iniziò gli studi sulla cocaina, sostanza sconosciuta ai suoi tempi. Ottenne la libera docenza nel 1885 e una borsa di studio che gli permise di seguire i corsi di J. M. Charcot presso la Salpêtrière a Parigi ed ebbe la cattedra di professore ordinario di neuropatologia a Vienna. Iniziarono anche i suoi studi sull’isteria e la collaborazione con Josef Breuer. Nel 1886 sposò Martha Bernays e l’anno successivo nacque la prima di sei figli (l’ultimogenita è Anna). Nel 1886 inizio l’attività privata. Il termine psicoanalisi venne da lui utilizzato (e creato) per la prima volta nel 1896. Freud nel 1909 venne invitato negli Stati Uniti insieme allo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung, all’ungherese Sándor Ferenczi e all’inglese Ernest Jones. Da qui nacquero le Cinque conferenze sulla psicoanalisi. L’ascesa al potere di Hitler nel 1933 rappresentò un problema per Freud, nonostante la fama ormai internazionale conquistata: il suo nome entrò nella lista di quegli autori le cui opere dovevano essere mandate al rogo. La situazione precipitò nel 1938, dopo l’annessione dell’Austria, tanto che quattro sorelle di Freud morirono nei campi di concentramento e la figlia Anna venne sequestrata, e poi rilasciata, dalla Gestapo. Lasciò così Vienna per Londra dove si rifugiò insieme alla moglie e alla figlia Anna e dove morì il 23 settembre 1939.

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Prefazione dell’Autore

PARTE PRIMA

  • I LAPSUS

PARTE SECONDA

  • IL SOGNO

PARTE TERZA

  • DOTTRINA GENERALE DELLE NEVROSI
  • NUOVA SERIE DELLE LEZIONI INTRODUTTIVE ALLA PSICOANALISI

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