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Viandanti nell’Universo – Astronomia e Senso della Vita

Viandanti nell’Universo – Astronomia e Senso della Vita

Autore/i: Coyne George; Omizzolo Alessandro

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione degli autori.

pp. 168, nn tavole a colori f.t., Milano

«Le nostre origini chimiche sono nelle stelle, noi siamo intimamente legati all’energia e alla materia dell’universo, siamo fatti di polvere stellare.
Perciò, quando ci chiediamo cos’è una stella, in realtà stiamo ponendo una domanda su noi stessi.
»

Se i livelli energetici dell’elio, del carbonio, dell’azoto non fossero esattamente quelli che sono, non sarebbero potuti avvenire i processi di fusione nucleare che hanno sintetizzato gli elementi più pesanti, e senza questi elementi pesanti non sarebbe mai esistito Leonardo da Vinci, Bach non avrebbe mai scritto il Clavicembalo ben temperato, e neppure questo libro e il lettore di questo libro sarebbero mai giunti all’esistenza.
Per produrre gli elementi chimici necessari alla formazione degli esseri umani sono state necessarie tre generazioni di stelle. Le nostre origini chimiche sono nelle stelle e noi siamo intimamente legati all’energia e alla materia dell’universo di cui facciamo parte: siamo fatti di polvere stellare. Perciò quando ci chiediamo cos’è una stella, in realtà stiamo ponendo una domanda su noi stessi. E quello che noi uomini abbiamo sempre fatto e continueremo a fare, quanto costituisce la nobiltà del nostro vivere, dagli antichi egizi fino ai più sofisticati osservatori astronomici di oggi. Ma l’universo, ogni volta che tentiamo di carpirne qualche ulteriore segreto, si incarica di ricordarci la nostra ignoranza. Sembra quasi che sia disposto a svelarsi solo quando noi, ammettendo la provvisorietà delle nostre conoscenze, ci riconosciamo viandanti, con lo stupore di chi sa gioire di ogni piccola novità e la saggezza di chi sa gustare ogni frammento di vita. Dalle complesse catene del DNA fino alle magnifiche strutture delle galassie tutto ci spinge alla meraviglia; a meravigliarci delle origini, della fine, dello scopo di tutto ciò. In questo modo sono le stesse scienze naturali a sollevare domande alle quali, coni loro rigorosi metodi, non sembra possibile rispondere. Più le scienze avanzano, più pongono quesiti che le trascendono. Perché l’universo sembra così particolarmente adatto alla vita? C’è nell’universo un’intenzionalità verso la vita? L’universo ha avuto un inizio? Avrà una fine? Come è nato? E finito nello spazio e nel tempo? La nostra civiltà intelligente è unica nell’universo?
L’esistenza di esseri intelligenti ha un qualche significato per la comprensione dell’universo come un tutto?
Queste domande ci conducono inevitabilmente oltre le scienze naturali, ci pongono di fronte alle implicazioni filosofiche e religiose dei risultati ottenuti dalle scienze naturali e alle domande da esse lasciate inevase.
I risultati della scienza contemporanea ci invitano a chiederci con stupore se non ci sia anche un essere trascendente coinvolto in tutto questo, come, dalle sue origini più lontane, l’umanità ha sempre creduto.

George Coyne, gesuita, è il direttore della Specola Vaticana, l’osservatorio astronomico della Santa Sede. Nato in America (Baltimora, Maryland) nel 1933, laureato in matematica, ha conseguito nel 1962 il dottorato in astronomia alla Georgetown University.
Coltiva anche la filosofia e la storia, nel cui ambito ha fondato la rivista «Studi Galileiani». Oltre alla Specola Vaticana, dirige il Catalina Observatory in Arizona. Ha all’attivo più di 150 pubblicazioni scientifiche ed è conferenziere noto in tutto il mondo.

Alessandro Omizzolo, nato a Foza (Vicenza) nel 1956, laureato in astronomia a Padova nel 1982 e ordinato sacerdote a Verona nel 1987, è membro dello staff scientifico della Specola Vaticana, con particolare competenza sui quasar.

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