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Un Fiore Mortale

Un Fiore Mortale

Cina: autobiografia e storia

Autore/i: Suyin Han

Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani

traduzione dall’inglese di Ettore Capriolo.

pp. 428, tavv. b/n f.t., Milano

Questa straordinaria autobiografia di Han Suyin è un grande affresco storico della Cina moderna. Intimamente connesse con la vita politica e sociale cinese degli ultimi cinquant’anni, le vicende della famiglia di Han Suyin si snodano in questo volume attraverso il decennio compreso tra il 1928 e il 1938, un periodo denso di avvenimenti, che ha visto il consolidarsi del potere di Chiang Kaishek, la tenace opposizione di Mao Tse-tung, la “lunga marcia” dell’armata rossa e l’invasione giapponese.
Tutto questo accadeva in Cina mentre Hitler e Mussolini ipnotizzavano l’Europa con i loro preparativi di guerra. Tesa verso l’evolversi di entrambe le situazioni, gravata dalla sua doppia eredità affettiva e culturale, Han Suyin viene a trovarsi tra due fuochi; vive tutte le difficoltà di ogni euroasiatico, invisa ai nativi cinesi e sospetta ai governi coloniali. Ha contatti con Nehru e Teilhard de Chardin, quando ancora nessuno ha sentito parlare di loro, osserva e descrive le lotte, partecipa con fermezza a un dibattito che va ben oltre i confini culturali, nella profonda convinzione che “la giustizia chiede la testimonianza di tutta la nostra vita”.
Questo libro non è solo il ritratto fedele di una Cina avvinta dalle contraddizioni, è anche una rassegna di personaggi umani, si chiamino essi Chiang Kai-shek o Mao Tse-tung, uniti nella visione ampia e suggestiva della storia di un paese che sembra trovare solo oggi la misura più consona a esprimersi al livello del suo grande passato.

Han Suyin è nata a Pechino da padre cinese, ingegnere delle ferrovie, e da madre belga. Ha trascorso in Cina l’infanzia e l’adolescenza. Nel 1927, mandata a Bruxelles per completare gli studi, conobbe e sposò il colonnello Boo, amico intimo di Chiang Kaishek. Rimasta vedova in seguito al suicidio del marito, si dedicò con eguale passione alla medicina e alla letteratura. L’opera sua di maggior successo fu L’amore è una cosa meravigliosa, reso famoso anche dal film omonimo. Fedele alla sua doppia nazionalità, vive parte dell’anno in Cina e parte in Europa. Di Han Suyin abbiamo già pubblicato L’albero ferito di cui Bertrand Russell ha detto: “Leggendo questo libro ho imparato di piu sulla Cina che se vi avessi vissuto un anno intero”.

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