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Tre Inglesi Pazzi

Tre Inglesi Pazzi

Autore/i: Astaldi Maria Luisa

Editore: Rizzoli

unica edizione.

pp. 336, Milano

Maria Luisa Astaldi, il cui Manzoni ieri e oggi è senza dubbio il più vivo e discusso dei libri usciti in occasione del centenario manzoniano, torna ora con questo volume ai suoi prediletti studi della letteratura e del costume inglesi. Sono tre ritratti di tre straordinari personaggi: il diacono Jonathan Swift, il dottor Samuel Johnson e il nababbo William Beckford, i quali lasciarono, specie i primi due, una forte impronta nella storia delle lettere e insieme il ricordo di una stravaganza che rasenta la pazzia o addirittura a quella si associa.
Si sa che, ancora negli anni tra le due guerre, gli inglesi avevano da noi reputazione di eccentrici. Ormai che i rapporti tra i due paesi sono così frequenti, e che ci siamo adeguati in gran parte al loro costume, questa reputazione è del tutto caduta. Ma il secolo che comincia colla regina Anna e finisce con la regina Vittoria, il secolo della ragione, delle scoperte meccaniche che danno l’avvio alla rivoluzione industriale, in cui la diarchia sociale nobili-plebe si spezza per il precipitoso prosperare della nuova classe borghese, fu veramente percorso da una vena di follia. È da vedersi se dipendeva dalle enormi quantità di birra e di gin che ingerivano (l’whisky era un’abitudine scozzese importata più tardi, attorno alla fine del 700), dai brutali sistemi di educazione o dalle intossicazioni provocate dai denti guasti, come ne ha indotto uno storico della odontoiatria che ha fissato la nascita della profilassi dentaria alla metà del secolo scorso.
La narrazione è estremamente stimolante, poggiata su testimonianze di contemporanei, cronache e carteggi; i personaggi che vi compaiono sono tutti storicamente accertati.

Maria Luisa Astaldi, nata a Tricesimo (in provincia di Udine) risiede a Roma, ed è libera docente di Lingua e Letteratura inglese presso quella Università. Dirige la rivista di cultura internazionale Ulisse da lei fondata nel 1947; nel 1949 si fece iniziatrice del Premio europeo Cortina Ulisse (unico del genere nel nostro paese) per la divulgazione scientifica. Di lei sono particolarmente noti, oltre i molti studi sulla letteratura e costume inglesi i due grossi volumi Tommaseo come era più recente Manzoni ieri e oggi in cui si cerca di valutare la persona e l’opera del Manzoni senza impacci celebrativi. Collabora attivamente a quotidiani e periodici.

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Argomenti: Libri vari,

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