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Scena e Parola in Shakespeare

Scena e Parola in Shakespeare

Autore/i: D’Amico Masolino

Editore: Giulio Einaudi Editore

ristampa identica alla precedente del 12 gennaio 1974, prefazione dell’autore Masolino D’Amico, collana: La Ricerca Critica – cinema, musica, teatro, arti visive n° 4.

pp. 242, Torino

Teatro povero, partecipazione del pubblico, recitazione emblematica: sono slogan divenuti familiari ad ogni tipo di spettatore, in questi ultimi anni. E la demolizione del palcoscenico naturalistico ereditato dall’ottocento ha coinciso con una sempre migliore comprensione dei metodi caratteristici del teatro elisabettiano.
In questa sua indagine, Masolino d’Amico ha analizzato, limitatamente al solo Shakespeare, un aspetto che può sembrare almeno in origine squisitamente tecnico (ma, per Shakespeare come per i greci, “tecnica” e “arte” erano una parola sola) di quel teatro, cioè i procedimenti mediante i quali, in assenza delle scene dipinte o costruite del palcoscenico che fino a ieri ci era il più familiare, si “creava” nella fantasia del pubblico l’ambiente necessario all’azione.
Lettura e scomposizione del teatro si fondono in questo lavoro – di fine erudizione, eppure singolarmente vivo e avvincente – alla ricostruzione puntigliosa del fatto scenico ( presenza del pubblico, funzione degli attori, struttura dei teatri, peso delle convenzioni, ecc.), offrendo un esempio assai persuasivo dei progressi compiuti in Italia, tra i giovani studiosi, dalla storia e critica dello spettacolo.

Masolino d’Amico è nato nel 1939. Laureatosi a Roma in letteratura inglese, è professore incaricato di questa disciplina presso la Facoltà di Magistero di Roma. Si è occupato di Rochester, Burns, Wilde e Matthew Arnold.

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