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Scavi a Mozia – Le Stele

Scavi a Mozia – Le Stele

I. Testo – II. Illustrazioni • 2 Volumi in Cofanetto

Autore/i: Moscati Sabatino; Uberti Maria Luisa

Editore: Consiglio Nazionale delle Ricerche

presentazione di Sabatino Moscati, Pubblicazioni del Centro di studio per la civiltà fenicia e punica n. 23

vol. 1 pp. 316, vol. 2 56 pagine di figure, CC pagine di tavole, Roma

Dalla presentazione di Sabatino Moscati:
«Con il presente volume, assolviamo il compito del rapporto definitivo sulle stele fenicio-puniche scoperte nel tofet di Mozia durante gli scavi effettuati, in collaborazione con la Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Occidentale, negli anni 1964-1973. Gli scavi furono per parte nostra promossi dall’Istituto di Studi del Vicino Oriente dell’Università di Roma fino al 1968; nel 1969 subentrò all’Istituto il Centro di Studio per la Civiltà Fenicia e Punica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, presso l’Istituto stesso.
Convergono nel catalogo anche le stele rinvenute precedentemente nell’isola, generalmente note come collezione Whitaker, poiché si devono a J.I.S. Whitaker le prime ricerche che cominciarono a riportare alla luce le antiche testimonianze di Mozia, già identificati alla fine dell’800 con l’isoletta di S. Pantaleo, nello Stagnone di Marsala. Alcune notizie sugli scavi effettuati dal Whitaker erano state anticipate da B. Pace, ed in esse non mancano riferimenti specifici anche alle stele. La provenienza di tali reperti fu tuttavia evidenzia solo più tardi, sicché essi furono registrati nel giornale di entrata del Museo nel 1924 come provenienti dallo scavo della necropoli. Soltanto tre anni prima che riprendesse la messa in luce dell’area votiva ad opera della nostra missione, nel 1961, P. Cintas, nell’ambito della missione inglese nell’isola diretta da B.S.J. Isserlin, effettuò un sondaggio nella zona occidentale del santuario.
Le Stele rinvenute dalla nostra missione nei primi anni degli scavi (1964-1968) furono oggetto di una catalogazione sistematica nei rapporti preliminari, dovuta a Marina Forte e a Bice Pugliese; a quest’ultima si deve anche il catalogo della collezione Whitaker. Il catalogo fu corredato nei primi quattro rapporti preliminari da uno studio critico a cura di Giovanni Garbini, al quale si deve anche la lettura delle prime dediche votive apposte alle stele, mentre dal 1969 tale compito fu assolto da Maria Giulia Guzzo Amadasi. […]»

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