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Quaranta Sonetti di William Shakespeare nella Traduzione di Yves Bonnefoy

Quaranta Sonetti di William Shakespeare nella Traduzione di Yves Bonnefoy

Autore/i: Shakespeare William

Editore: Giulio Einaudi Editore

testo originale inglese, a cura di Carlo Ossola, traduzione francese di Yves Bonnefoy, versione italiana di Giuseppe Ungaretti.

pp. XXVI-94, Torino

«Sono uno degli ultimi superstiti d’una generazione di poeti europei che tradussero, ciascuno nella propria lingua, i Sonetti di Shakespeare come per afferrarsi a una tavola di salvezza». Così Ungaretti spiegò il valore che assunse, per sé e per altri scrittori del Novecento, il travaso linguistico da un testo tanto arduo. Le stesse parole potrebbero valere anche per Bonnefoy. Il poeta francese si è cimentato a lungo con l’opera di Shakespeare, fino a pubblicare, nel 1995, i Ventiquattro sonetti. Quattro di essi vengono riproposti adesso; tuttavia, la novità di questa edizione sta piuttosto nella presenza di ben trentasei versioni, inedite sia in Francia sia in Italia, appositamente realizzate per la collana trilingue in base alla scelta ungarettiana. Grazie al commento di Carlo Ossola, possiamo allora seguire come francese e italiano modulino il loro contrappunto sull’originale, in quel gioco di appropriazione e risarcimento rivendicato dallo stesso Bonnefoy: «Non occorre che il traduttore sia “poeta”. Eppure […] nel caso che anch’egli scriva, non potrà tenere separata la sua traduzione dalla propria opera».

Due personalità di primissimo piano del Novecento letterario accomunate dalla reciproca necessità del confronto con uno dei massimi autori di tutti i tempi, di cui hanno tradotto i versi, per dirla con Ungaretti, “come per afferrarsi a una tavola di salvezza nel naufragio della volontà illusoria di sfida al tempo che dal Petrarca fino a noi si considerò, per tanti secoli, mira della poesia”. La scelta di 40 sonetti qui presentata ripropone quella operata dallo stesso Ungaretti sulla totalità del corpus shakespeariano, pubblicata in prima edizione nel 1946 e ora riportata come testo di “nobilissimo servizio”. A essa, in un duplice atto di fedeltà e omaggio allo scrittore inglese e al poeta italiano, si è rifatto Yves Bonnefoy, che con questa prova anticipa un prossimo completamento della traduzione dell’insieme dei 154 sonetti. Nella fluida eleganza e nel dilatato respiro delle sue versioni trovano conferma la peculiare forza di suggestione e la seducente efficacia degli originali, dove un ben definito accento individuale si intreccia ai più generali temi inerenti alla sorte e alla condizione umana, registrata con acuta, dolente e ribelle a un tempo, consapevolezza. Di William Shakespeare in questa collana Einaudi ha pubblicato: La tempesta, traduzione in napoletano di Eduardo De Filippo; Misura per misura, traduzione di Cesare Garboli; Riccardo II, traduzione di Mario Luzi; Sogno di una notte di mezza estate, traduzione di Patrizia Cavalli, e Riccardo III, traduzione di Patrizia Valduga.

Espressamente concepite per questa edizione, e dunque in anteprima assoluta a beneficio del lettore italiano, le traduzioni di Bonnefoy si confrontano con una precedente silloge di versioni ungarettiane. Completa il volume un’introduzione di Carlo Ossola.

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