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Psicanalisi e Sue Applicazioni

Psicanalisi e Sue Applicazioni

Autore/i: Rank Otto; Sachs Hanns

Editore: SugarCo Edizioni

prefazione e traduzione di Francesco Marchioro.

pp. 168, Milano

«Nei rapporti con altri ambiti del sapere la psicanalisi ha essenzialmente la parte di chi dà, raramente di chi riceve», scriveva Freud nel 1915 nella sua Introduzione alla psicanalisi. In quegli anni, in effetti, la nuova scienza dell’inconscio stava uscendo dall’ambito circoscritto delle applicazioni mediche per rivolgere la propria indagine ai molteplici campi delle scienze umane: la poesia, la mitologia, la religione, l’etnologia, la filosofia, campi che Freud stesso aveva indagato con successo col suo famoso testo Totem e tabù. Si poneva così l’esigenza di una metodologia che guidasse, in qualche modo, la «psicanalisi applicata» in questa difficile, anche se affascinante e ricca di prospettive, avventura teorica salvaguardandola da errori e banalizzazioni. Questo testo è il risultato di un tale progetto e riveste una straordinaria importanza critica e storica, oltre che per le numerose illuminanti osservazioni in esso contenute, per il suo aspetto aurorale che ci riporta agli anni nei quali la psicanalisi era una scienza di frontiera consentendoci di scrutarla nella sua unità formativa prima del suo successivo scindersi e organizzarsi in quadri teorici più precisi e in metodologie più specifiche.

Otto Rank, 1884-1939, nacque a Vienna ed entrò a far parte giovanissimo degli intimi di Freud. Segretario, fin dall’inizio, della Società psicoanalitica viennese, fu redattore, insieme a Hanns Sachs, della rivista «Imago» e direttore dell’«Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse». Delle sue opere tradotte in italiano, e pubblicate nella collana Tasco, segnaliamo: Il doppio, L’artista, Il mito della nascita dell’eroe, La figura del Don Giovanni.
Rank morì, per una malattia infettiva, un mese dopo Freud.

Hanns Sachs (1891-1947) fu membro del comitato segreto fondato da Jones e uno dei pochi analisti non medici (era laureato in legge) a svolgere l’incarico di istruttore alla Harvard Medical School quando, nel 1932, per sfuggire al nazismo, si rifugiò negli Stati Uniti. Interessato soprattutto alla psicanalisi applicata, minimizzò di conseguenza la teoria a favore della tecnica e del successo terapeutico. Tra le sue opere tradotte in italiano: Freud Maestro e amico, Roma 1973.

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Argomenti: Psicoanalisi, Psicologia,

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