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Libri dalla categoria Storia della Moneta

Enciclopedia del Soprannaturale

Enciclopedia del Soprannaturale

Autore/i: Cavendish Richard

Editore: Rizzoli

traduzione di Claudia Converso.

pp. 160, nn. ill. a colori e b/n, Milano

E’ una calda giornata d’agosto del 1901.
Due donne inglesi, la preside di un collegio femminile di Oxford e la vicepreside del medesimo istituto, passeggiano nel Petit Trianon di Versailles quando si imbattono in due uomini bizzarramente vestiti con abiti verdi e cappello a tre punte. Avvertono allora una strana sensazione di disagio. Si ritrovano circondate da personaggi abbigliati con costumi d’altri tempi e hanno l’impressione di trovarsi nel bel mezzo di una scena settecentesca. Sono tornate indietro nel tempo, oppure scorre davanti ai loro occhi una visione del passato?
In Cile, un caporale si allontana dal suo drappello in servizio notturno per avvicinarsi al misterioso oggetto atterrato nelle vicinanze. Quando, un quarto d’ora più tardi, torna, appare stravolto; e in stato di trance e mormora: “Tu non sai chi siamo, ne da dove venivano, ma ti dico che torneranno”. Dopodiché perde i sensi. Giunta l’alba, i soldati sono sorpresi nel constatare sul volto del caporale una barba lunga e sul suo orologio la data avanti di 5 giorni. Chi ha incontrato? Esseri provenienti dallo spazio?
Esperienze del genere, fuori dall’ordinario e inspiegabili, continuano a verificarsi in tutti i luoghi della Terra. E in ogni cultura generano superstizioni diverse e si aggiungono al bagaglio di miti e leggende appartenente a ciascuna società. L’Enciclopedia del soprannaturale raccoglie, continente per continente, i più misteriosi e straordinari episodi accaduti in tutto il Mondo.

Richard Cavendish è nato nel 1930 a Henley-on-Thames, Oxfordshire e ha vissuto negli Stati Uniti per otto anni, a New York e Los Angeles. Ha studiato presso il Christ’s Hospital e il Brasenose College e si è specializzato in studi medievali. Ha scritto di storia politica e sociale della Gran Bretagna e storia della magia popolare e occultismo nelle isole britanniche e in Europa. Tra le sue opere più conosciute I Tarocchi, Storia della Magia, e i 24 volumi del Man, Myth & Magic. Il suo lavoro è molto apprezzato per la sua profondità di ricerca e il suo atteggiamento agnostico.

 

Segni Simboli e Miti

Segni Simboli e Miti

L’alfabeto dei simboli e dei miti è ciò che definisce una civiltà – Il valore del «pensiero artigianale» contro l’egemonia della cultura scritta

Autore/i: Benoist Luc

Editore: Garzanti Editore

introduzione dell’autore, traduzione di Ada Beltramelli.

pp. 128, Milano

Attività oggi decadute a semplici passatempi, come i giochi degli scacchi, dei tarocchi, della pelota, obbedivano in origine a rituali precisi. Gesti come fumare la pipa, bere una tazza di tè, prima di diventare gli stanchi rituali del nostro vivere quotidiano, tragico confort di una società in preda a stereotipate liturgie consumistiche, connotavano purezza, semplicità, spiritualità per gli indiani Sioux del Dakota e per i monaci zen del Giappone. Nella linea del Cassirer, studioso di forme simboliche, l’autore di quest’opera – che sì inscrive nelle correnti della linguistica e dell’antropologia culturale contemporanee – analizza i legami di  filogenesi, metamorfosi, complementarità esistenti tra gesti, riti, miti. Mette in questione l’egemonia di una cultura dello stile scritto, che tende a imporsi come modello unico, rende manifeste le origini concrete della conoscenza, recupera il valore di un pensiero artigianale: esercizio d’intelligenza non disgiunto dalla sua origine operativa.

Luc Benoist, sovrintendente onorario alle Belle Arti di Francia, è autore di numerosi saggi di teoria dell’espressione. Fra le sue Opere: Musées et muséelogie (1960) e L’Esoterisme (1962).

Nato nel Tibet

Nato nel Tibet

Autore/i: Trungpa Chögyam

Editore: Rusconi

testo raccolto da Esmé Cramer Roberts, introduzione all’edizione italiana di Cristina Campo, presentazione di Marcos Pallis, traduzione dall’inglese di Donatella Tippett Andalò.

pp. 292, Milano

Questo libro è un documento autentico della saggezza e della civiltà che per tanti secoli sono fiorite nel Tibet, e degli eventi degli ultimi decenni durante i quali i comunisti cinesi hanno distrutto tutto ciò cui teneva quel popolo amante della pace.
L’autore, nato nel 1939, è un tulku o lama incarnato, con una dignità simile a quella di un abate benedettino. Nella prima parte del libro egli racconta la storia della sua educazione religiosa in un monastero, iniziata all’età di due anni, quando fu «riconosciuto» dai delegati del suo ordine, offrendoci nello stesso tempo un affresco straordinario del lamaismo e della società tibetana.
Nella seconda parte, la più drammatica, il venerabile Trungpa rievoca la progressiva invasione dei cinesi con il suo corteo di distruzioni, persecuzioni, stragi, che costrinse a un certo punto molti tibetani a fuggire in India attraverso la catena dell’Himalaya. Una di queste marce fu guidata dall’autore e durò otto mesi durante i quali uomini, vecchi, donne, fanciulli sopravvissero per pura disciplina spirituale alle otto, dieci ore di cammino al giorno, spesso in alta montagna, alle notti sotto la neve, alla febbre, alla fame.

Kamikaze

Kamikaze

L’epopea dei guerrieri suicidi

Autore/i: Arena Leonardo Vittorio

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

premessa e introduzione dell’autore.

pp. 330, Milano

Chi sono stati veramente i kamikaze giapponesi? Che nesso c’è tra gli aviatori suicidi della Seconda guerra mondiale e i terroristi odierni? Quali gli ideali che li hanno mossi e la cultura che li ha ispirati? Leonardo Vittorio Arena ricostruisce la figura di questi combattenti misteriosi, ripercorrendone la filosofia e presentando alcune delle figure più significative. Sullo sfondo delle grandi battaglie della Seconda guerra mondiale, da Pearl Harbour a Okinawa, descrive le varie forme di offensiva kamikaze, riporta brani di lettere e diari dei piloti destinati alla morte i versi struggenti degli haiku, le brevi poesie dedicate ai giovani martiri. Ma soprattutto spiega il significato dei loro “suicidi”: negazione di se stessi in nome della fedeltà all’imperatore, sacrificio supremo per la sopravvivenza di un paese e di una cultura irripetibili.

Leonardo Vittorio Arena insegna Religioni e filosofie dell’Asia orientale presso l’Università di Urbino. Impartisce una tecnica di meditazione su spunti buddhisti e sufi. Collabora ai programmi religiosi della Radio Svizzera. Per Mondadori ha pubblicato, tra l’altro: Il canto del derviscio (1993), Samurai (2002), Kamikaze (2003), Il libro della tranquillità (2004), Shòbògenzò (2005) e I guerrieri dello spirito (2006).

 

Arte della Sardegna Nuragica

Arte della Sardegna Nuragica

Autore/i: Autori vari

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

a cura di Giorgio Stacul.

pp. 190, 126 tavv. b/n, Milano

Indice:

  • Origini del megalitismo e colonizzazione iberica della Sardegna
  • 19 Evoluzione del megalitismo iberico e architettura nuragica in Sardegna
  • Le suppellettili funebri nel mondo protosardo
  • I bronzetti nuragici
  • L’arte e la civiltà nuragica rispetto al mondo classico
  • Note bibliografiche
  • Bibliografia essenziale
  • Fonti delle fotografie
  • Indice delle illustrazioni

 

I Segreti degli Obelischi

I Segreti degli Obelischi

Autore/i: Habachi Labib

Editore: Fratelli Melita Editori

prefazione dell’autore, traduzione di Sergio Bosticco.

pp. 160, nn. tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Roma

Fra i resti monumentali di maggior interesse della civiltà faraonica, gli obelischi contendono il primato alle piramidi. Innalzati a centinaia dai faraoni, molti di essi sono stati successivamente trasportati lontano dall’Egitto per essere eretti come trofei nelle grandi capitali: Roma, Parigi, Londra e persino New York.
L’intento originale nella costruzione degli obelischi, che venivano ricavati da rocce granitiche, consisteva nel simboleggiare il potere dei faraoni o nel rendere omaggio alle divinità solari. Essi erano opera di un artigianato che si serviva di tecniche capaci di conciliare una mole massiccia con una forma affusolata, abbellendo poi il risultato con eleganti decorazioni.
Questo libro descrive le fasi di lavorazione degli obelischi e ne illustra i complessi significati; ma insieme e di riflesso fa anche rivivere la vicenda affascinante dei faraoni che li eressero, come quella avventurosa degli archeologi che li scoprirono e dei «conquistatori» che li trasferirono fuori dalla terra ove erano stati costruiti.
La storia degli obelischi dalle origini alle vicissitudini in terre lontane dal Nilo; luci ed ombre dell’antica civiltà egiziana in questi autentici «grattacieli del passato».

Gli Angeli ci Vogliono Bene

Gli Angeli ci Vogliono Bene

Storie vere di aiuti celesti

Autore/i: Anderson Wester Joan

Editore: Sonzogno

introduzione dell’autore, traduzione di Valentina Boscarino.

pp. 144, ill. b/n, Milano

Joan Wester Anderson, una delle autrici di maggior successo in America nel campo dei libri dedicati ai fenomeni paranormali, ci offre una raccolta natalizia di storie vere e ispirate, testimonianze di persone in difficoltà che hanno ricevuto aiuti inaspettati e imprevedibili da qualcuno, lassù o quaggiù… un promemoria per tutti dell’infinito potere dei miracoli, ma anche della solidarietà umana.
Le preghiere di persone lontane riportano a casa un figlio da tempo perduto.
Un sacco pieno di giocattoli arriva a una famiglia troppo povera per fare regali ai bambini. Una canzone di Natale fa svanire il malumore della gente in coda in un grande magazzino. Una croce che si illumina nella notte trasmette un messaggio di speranza. Un angelo riscalda una bimba triste e infreddolita.
Queste e altre storie di interventi “miracolosi” per ricordarci che, se abbiamo fede, possiamo essere sfiorati dalla benedizione divina o da una grazia quando meno ce l’aspettiamo, ogni giorno dell’anno.

Gli angeli ci vogliono bene è un piccolo libro per tornare a credere, per ritrovare la speranza e la fiducia, in se stessi e negli altri.

Joan Wester Anderson, affermata giornalista free-lance e autrice di numerosi libri su argomenti diversi, dopo essere stata testimone di prodigi “celesti” si è dedicata interamente ai fenomeni soprannaturali. Fra i suoi bestseller di maggior successo ricordiamo: Là, dove camminano gli angeli (giunto in Italia alla 7° edizione), Là, dove avvengono i miracoli e Un angelo veglia su di me, tutti pubblicati da Sonzogno.

Gli Dei dalle Lacrime d’Oro

Gli Dei dalle Lacrime d’Oro

I giganteschi templi del centro e sud America esistevano già prima degli Inca e dei Maya. Chi li costruì?

Autore/i: Sitchin Zecharia

Editore: Edizioni Piemme

prefazione dell’autore, traduzione dall’inglese di Maria Massarotti.

pp. 312, nn. ill. b/n, Casale Monferrato (AL)

Aztechi, Toltechi, Olmechi, Inca, Maya: centro e sud America sono un mosaico ininterrotto di reami perduti, di città abbandonate e civiltà scomparse, di rovine che lasciarono senza fiato anche i conquistadores spagnoli. Grandi piramidi a gradoni, intricati bassorilievi, sofisticati calendari astronomici, complessi riti di mummificazione caratterizzano queste antiche culture e sembrano riportarci quasi magicamente nella Mesopotamia e nell’Egitto di migliaia di anni fa. Dietro queste apparenti coincidenze, si cela forse una nuova verità che illumina misteri rimasti fino a oggi irrisolti: una stirpe di esseri straordinari, venuti da un altro mondo e depositari di grandi conoscenze, ha guidato l’evoluzione della civiltà umana.

Zecharia Sitchin è nato a Baku, in Azerbaigian, il 1º luglio 1920, si è laureato a Londra e ha vissuto a lungo negli Stati Uniti. È morto a New York il 9 ottobre 2010.
Noto esperto di lingue semitiche, considerato l’esponente più autorevole della cosiddetta «archeologia misterica», è stato tra i pochi studiosi in grado di decifrare le iscrizioni cuneiformi.
I sette libri del ciclo Le Cronache Terrestri – tutti pubblicati in Italia da Piemme, hanno venduto milioni di copie e sono stati tradotti in più lingue.

 

Il Pianeta degli Dei

Il Pianeta degli Dei

Prima degli Egizi furono i Sumeri. Prima dei Sumeri…

Autore/i: Sitchin Zecharia

Editore: Edizioni Piemme

prefazione dell’autore, traduzione dall’inglese di Maria Massarotti.

pp. 422, nn. ill. b/n, Casale Monferrato (AL)

Se gli antichi Egizi ereditarono il loro sapere dai Sumeri, questi ultimi da chi avevano appreso quelle scienze? La tesi del professor Sitchin è semplice e sconvolgente. Come confermano recentissime scoperte, c’è un altro pianeta nel sistema solare. I suoi abitanti, che i Sumeri chiamavano Anunnaki e la Bibbia Nefilim, iniziarono a visitare la Terra mezzo milione di anni or sono e il ricordo delle loro gesta è giunto sino a noi per varie strade: nei racconti mitologici, nell’Antico Testamento, nel libro di Gilgamesh. Alla luce di questa ipotesi, suffragata da anni di studi e ricerche, tradizioni, c e ritrovamenti da sempre circondati da un alone di mistero divengono improvvisamente comprensibili. La storia del mondo trova una nuova, affascinante chiave di lettura.

Zecharia Sitchin è nato a Baku, in Azerbaigian, il 1º luglio 1920, si è laureato a Londra e ha vissuto a lungo negli Stati Uniti. È morto a New York il 9 ottobre 2010.
Noto esperto di lingue semitiche, considerato l’esponente più autorevole della cosiddetta «archeologia misterica», è stato tra i pochi studiosi in grado di decifrare le iscrizioni cuneiformi.
I sette libri del ciclo Le Cronache Terrestri – tutti pubblicati in Italia da Piemme, hanno venduto milioni di copie e sono stati tradotti in più lingue.

 

Le Letterature Antiche del Vicino Oriente

Le Letterature Antiche del Vicino Oriente

Sumerica, assira, babilonese, ugaritica, ittita, fenicia, aramaica, nord e sud-arabica

Autore/i: Rinaldi Giovanni

Editore: Sansoni Editore

nuova edizione aggiornata, prefazione dell’autore.

pp. 344, Firenze

Nella presente opera Giovanni Rinaldi ha raccolto la storia delle varie letterature che, per circa quattro millenni, fiorirono nelle valli del Tigri e dell’Eufrate, dando vita ad una delle più antiche civiltà: quella del Vicino Oriente.
L’autore delinea lo sviluppo delle varie forme in cui quelle letterature si espressero e la parte espositiva, sempre interessante e suggestiva, è illustrata da numerose citazioni di testi. Dapprima la civiltà dei Sumeri, il popolo che, fra l’altro, inventò la scrittura cuneiforme e lasciò testimonianze indelebili nella poesia religiosa; quindi le civiltà dei Babilonesi e degli Assiri.
Gli ultimi capitoli del volume rivestono particolare importanza e avranno, per molti lettori, il sapore di una scoperta: essi sono dedicati alle letterature ugaritica e ittita, i cui testi, dopo un silenzio di tre millenni, sono stati portati alla luce solo nel nostro secolo. Il Capitolo sulla letteratura ittita è opera del prof. Ferdinando Luciani.

Giovanni Rinaldi è specialista di lingue e letterature antiche del Medio Oriente. Nato in provincia di Cuneo, appartiene all’Ordine dei Padri Somaschi, è docente di storia delle religioni e preside della facoltà di Magistero triestina, nonché membro dell’Accademia teologica romana. Dirige la rivista «Bibbia e Oriente», è autore di una introduzione allo studio delle lingue semitiche e di commenti ai libri biblici di «Daniele» e «Profeti Minori». Collabora a riviste orientalistiche italiane e straniere, con contributi di critica testuale e studi di letterature comparate dell’antichità Orientale ( sumerica, ugaritica, armaica, ebraica, ecc.).

La Letteratura Etiopica

La Letteratura Etiopica

L’oriente cristiano nell’unità delle sue tradizioni

Autore/i: Cerulli Enrico

Editore: Sansoni Editore

terza edizione ampliata, con un saggio sull’Oriente Cristiano, premesse dell’autore.

pp. 256, Milano

Fin dal Rinascimento la letteratura etiopica ha avuto il singolare destino di stimolare gli studiosi europei per quello che conserva in traduzione, di altre più antiche letterature. Ciò fino allo sviluppo degli studi etiopici nel secolo scorso, quando furono prevalentemente indagati i rapporti culturali e letterari dell’Europa con l’Oriente Cristiano, per una migliore conoscenza del fenomeno della formazione e della vita delle Chiese Cristiane di Oriente. Questo ha avuto come conseguenza che anche nei lavori – non molti ne molto numerosi – dedicati alla storia della letteratura etiopica, la letteratura di traduzione ha prevalso sulla letteratura originale: Il Cerulli, pur non contestandone gli influssi arabo cristiani e greco cristiani,, ha ritenuto utile considerare soprattutto le opere originali di questa letteratura, giudicate nel loro merito letterario. È un aspetto nuovo del problema, che offre una nuova visione di una letteratura che si rivela ricca di pregi.

Enrico Cerulli esploratore, eminente studioso orientalista, fu ambasciatore d’Italia ed è vice presidente dell’Accademia dei Lincei. Compì giovanissimo un viaggio di esplorazione in Etiopia Occidentale e nel 1928-29 partecipò alla spedizione del Duca degli Abruzzi alle sorgenti dell’Uebi Scebeli. Il materiale scientifico raccolto in questi viaggi diede materia per i suoi Studi etiopici: quattro volumi fondamentali. Successivamente illustrò in varie opere aspetti dei rapporti culturali tra Oriente e Occidente nel Medioevo-. Ricordiamo tra l’altro: Il libro etiopico dei Miracoli di Maria e le sue fonti nella letteratura del Medioevo latino, Etiopi in Palestina, Il patranuelo di Juan Timone-da e l’elemento arabo nella novella italiana e spagnola del Rinascimento. Ha dato anche un contributo essenziale alla conoscenza del teatro persiano.

La Letteratura Romena

La Letteratura Romena

Autore/i: Lupi Gino

Editore: Sansoni Editore

nuova edizione aggiornata, premessa dell’autore.

pp. 448, Firenze

È qui messo in particolare evidenza il processo che, tra il XVIII e il XIX secolo, ha portato la Romania ad inserirsi politicamente e letterariamente tra le nazioni dell’Europa centro-occidentale. La vitalità di questa nazione, che le ha impedito nei secoli di essere sommersa dalla marea delle dilaganti e continue invasioni settentrionali ed asiatiche, ha infatti valorizzato le tradizioni, i costumi, la letteratura, l’arte, il folklore ii questo popolo forte di una particolare spiritualità, formatasi attraverso vicende tanto fortunose. L’autore ha saputo rendersi interprete di questo clima storico e letterario, non soltanto attraverso lunghi e vasti studi, ma anche e più con la esperienza ripetuta e diretta della vita sociale e individuale, con numerosi viaggi nelle regioni anche meno note, con conoscenza profonda di genti e costumi.

Gino Lupi è nato a Bondeno di Ferrara nel 1892 e fin dagli anni giovanili si è occupato di etnologia e filologia, svolgendo i suoi studi in Italia e all’estero.
Ha viaggiato in Europa, nell’Africa di lingua araba e nei paesi dell’Asia turca e araba.
Ha soggiornato varie volte in Romania e ha poi insegnato alle Università di Venezia, Padova e Milano svolgendo‘corsi su argomenti romeni storici, geografici e letterari.
Fra le sue opere si segnalano: «Grammatica romena», «Novecento letterario romeno» e importanti studi di letteratura orientale.

Le Letterature del Belgio

Le Letterature del Belgio

Autore/i: Mor Antonio; Weisgerber Jean

Editore: Sansoni Editore

nuova edizione aggiornata.

pp. 400, Firenze

Il Belgio ha due letterature: la francese e la neerlandese, che, sviluppandosi sullo stesso suolo e attraverso le medesime vicende d’ambiente, presentano caratteri comuni. E le somiglianze sono tanto meno sorprendenti se si considera che in alcune regioni le due letterature coesistono e si intersecano.
Anche la loro evoluzione ha seguito una linea analoga: dopo la fioritura del Medioevo comincia un lungo periodo di decadenza finché il romanticismo segna un risveglio, del quale tuttavia è sopravvissuto assai poco. Bisogna attendere gli anni 1880-90 perché il Belgio cessi di restare ai margini delle grandi correnti europee. Tale emancipazione segna un periodo di prosperità e anche di grandezza: Maeterlinck, Verhaeren, Hellens, Plisnier, Michaux fanno parte del patrimonio letterario europeo. Anzichè fondere le due letterature in una sola esposizione, gli autori del presente volume hanno preferito tenerle separate, pur indicando i punti di contatto. Le due parti, anche se redatte da uomini formatisi a scuole diverse, sono state elaborate nelle grandi linee di comune accordo e se l’uno non sottoscrive sempre all’opinione dell’altro, essi riescono a raggiungere una singolare unità di gusto.

Antonio Mor dell’Università di Genova è specialista di letteratura belga di lingua francese. La sua attività si è svolta lungamente all’estero. Tra le sue pubblicazioni citiamo: Lettere inedite di Paul Claudel, Tre lettere inedite di Gide, Christian Beck, San Francesco di Sales scrittore, Immagini di tre continenti, Le Prince de Ligne prosateur, Julien Green e la cultura anglosassone, Fogazzaro nella critica.

Jean Weisgerber assunse giovanissimo la cattedra di letteratura neerlandese e di letteratura comparata all’Università di Bruxelles. È membro del comitato di redazione della Nieuw Vlaamse Tijdschrift. Della sua produzione indichiamo: De Vlaamse Literatur op Onbegane Wegen, Het Experiment van «De Bòomgaard», Faulkner et Dostoevskij, Confluences et influences, Formes et domaines du roman, flamand.

L’Inter Mirifica

L’Inter Mirifica

Introduzione – Storia – Discussione – Commento – Documentazione

Autore/i: Baragli Enrico

Editore: Studio Romano della Comunicazione Sociale

unica edizione, prefazione dell’autore.

pp. 688, XXXI tavv. b/n f.t., Roma

«Il decreto conciliare meno letto e peggio interpretato»: così, a proposito dell’Inter mirifica, nell’Osservatore Romano del 5 maggio 1969.
Avendo avuto modo, come perito conciliare, di assistere giorno per giorno alla genesi del Decreto, alla sua discussione ed approvazione in Aula, e poi anche al formarsi dell’opinione che ancora l’accompagna, l’Autore ha pensato che non convenisse tardare oltre a far luce su di esso: rispondendo alle critiche, ma soprattutto fornendo l’informazione più completa ed oggettiva circa i fatti e le persone che sono entrate nel merito.
Questa la ragione della presente Introduzione – Storia – Discussione Commento e Documentazione dell’Inter mirifica. (Baragli Enrico S. I.)

Il Tappeto Orientale

Il Tappeto Orientale

Autore/i: Tolomei Ugo

Editore: Istituto Geografico De Agostini

premessa e introduzione dell’autore, disegni a cura di Antonia Federici.

pp. 368, 32 tavv. b/n, LX tavv. a colori f.t., ill. b/n, Novara

“Il tappeto è un tessuto a mano, fatto press’a poco con la tecnica del velluto. Nell’ordito vengono inserite delle «corse» di trama alternate ad altre di segmenti di filo, i due capi di ciascuno dei quali sporgono verso una faccia del tessuto così da creare una superficie simile a quella di un vello animale. Vi possono ricorrere varie fibre tessili, da sole o associate: lana, seta, cotone, filo d’oro e d’argento; ma la materia del tappeto per eccellenza è la lana (sia pure, nel tappeto moderno, accompagnata spesso dal cotone nell’ordito e nella trama). Per lana s’intende principalmente il pelo della pecora; ma anche il vello della capra e del dromedario ha un uso abbastanza largo.
Ora la lana è una materia estremamente deperibile. Anche quando un manufatto di lana sia preservato dagli insetti, dai topi, dalla umidità che è forse il suo nemico peggiore, dal logorio che deriva dall’uso, esso è condannato a sia pure lenta morte da un processo irreversibile che mineralizza la fibra. Questo spiega il significato particolare che hanno nel gergo dell’antiquariato del tappeto gli aggettivi «antico» e «vecchio». Se in altri settori antiquari si chiamano antichi, poniamo, gli oggetti nati prima dell’alto Medioevo, qui «antico» vuol dire all’incirca: costruito prima del secolo XIX; e «vecchio» è il tappeto non antico anteriore alla prima guerra mondiale. Nel commercio antiquario passano pochissimi tappeti del ’700, meno ancora del ’600; è caso eccezionale che vi venga «trattato» un esemplare men che rovinoso del XVI secolo; e la clientela a cui si destina un tappeto così venerabile è formata dai musei e da pochi collezionisti privati.[…]”

Nerone

Nerone

Autore/i: Gervaso Roberto

Editore: Rusconi

avvertenza dell’autore.

pp. 352, Milano

Nerone (Lucio Domizio Enobarbo), imperatore romano, nato nel 37 e morto nel 68 d.C., fu anche un mostro, ma, per cinque anni, consigliato da Seneca, governò con saggezza. Ebbe la sventura di cadere sotto la penna di Svetonio e di Tacito, che ne hanno tramandato un’immagine perfida e viziosa.
Non che Nerone vada assolto dai delitti che commise e dai misfatti che perpetrò. Assassinò la madre, che stava congiurando per assassinare lui, spense col veleno il fratellastro, aspirante alla porpora, fece “suicidare” Seneca, suo ex precettore e ministro, di cui per anni era stato succubo pupillo. Crimini che non meritano alcuna indulgenza, ma dei quali non furono scevri altri sovrani.
Fu protagonista e vittima dei suoi tempi. Tra i più foschi e sanguinosi dell’età imperiale.
Di Nerone Roberto Gervaso, storico di affascinanti doti narrative, ci offre un ritratto disincantato, malizioso e preciso, che emerge da un grande affresco scenico dell’antica Roma.

Roberto Gervaso è nato a Roma il 9 luglio 1937. Ha studiato a Torino e negli Stati Uniti ed è laureato in lettere moderne.
Nel 1961 entra al «Corriere della Sera». Nel 1974 ne esce e passa a «Il Resto del Carlino» di Bologna e «La Nazione» di Firenze. Nel 1977 si trasferisce al GR2. Oggi, oltre che alla radio, collabora al «orriere della Sera» e a «Gente».
Con Indro Montanelli ha scritto sei volumi della Storia d’Italia.
Da solo ha firmato le vite di Cagliostro, Casanova, Borgia. Nel 1977 ha pubblicato una raccolta di interviste, Il dito nell’occhio, best-seller dell’anno per la saggistica giornalistica.
Ha vinto una ventina di premi letterari e giornalistici, fra cui, due volte, il «Bancarella».

Il Secondo Anello del Potere

Il Secondo Anello del Potere

Una nuova tappa dello straordinario viaggio iniziatico nel leggendario mondo del potere magico

Autore/i: Castaneda Carlos

Editore: Rizzoli

prefazione dell’autore, traduzione di Pier Francesco Paolini.

pp. 304, Milano

Dopo aver appreso le arti magiche che introducono nel labirinto del «mondo del potere e ella conoscenza» (così distante dal razionale modo di pensare dell’Occidente), Castaneda esperimenta le facoltà acquisite in uno straordinario viaggio nell’universo della stregoneria applicata. E la prova del fuoco che anche lui è uno stregone e un « guerriero », quindi è in grado di affrontare e vincere fenomeni extranormali e terrificanti. Figura centrale del libro è un formidabile personaggio: doña Soledad, magica e terribile antagonista di Castaneda e, nello stesso tempo, espressione di quanto vi è di più profondo e misterioso nel concetto di femminilità. Straordinario come tutti i libri di Castaneda, «il secondo anello del potere» offre qualcosa di più: la visione concreta di una dimensione oscura, al di la della ragione eppure reale, quella dell’esercizio pratico della magia nella vita quotidiana, dell’ascesa iniziatica verso la perfezione e la libertà che svincolano dai limiti culturali e di comportamento tipici di chi crede e vive solo nel nostro modello di civiltà.

Carlos Castaneda (Carlos César Arana Castaneda) è nato a Cajamarca (Perù) nel 1925. Dopo studi di pittura e scultura a . Lima, ha frequentato la University of California a Los Angeles, dedicandosi in particolare all’etnologia. Ha poi compiuto ripetuti soggiorni nel Messico centrale, entrando in contatto con «indios» depositari delle antiche tradizioni esoteriche. Tra i suoi libri ricordiamo: «A scuola dallo stregone» (1968), «Il fuoco dal profondo» (1985), «L’isola del tonal» (1975), «Il dono dell’aquila» (1983), «Il potere del silenzio» (1988).

Impresa e responsabilità a Roma nell’età commerciale

Impresa e responsabilità a Roma nell’età commerciale

Forme giuridiche di un’economia-mondo

Autore/i: Serrao Feliciano

Editore: Pacini Editore

pp. 362, Ospedaletto (Pisa)

Il volume, costituito da otto saggi, tende a fare emergere linee di sviluppo, prospettive, fenomeni propri di un’epoca in cui si trasformano e si rinnovano dalle radici l’economia, la società, il diritto privato. Ne scaturisce uno studio da cui è possibile trarre i pilastri per la ricostruzione di settori importanti dell’esperienza giuridica espressa dall’attività giurisdizionale dei pretori e dall’elaborazione dei giuristi nell’epoca di massimo sviluppo economico e culturale di Roma antica. Testo adottato.

Un Indovino mi Disse

Un Indovino mi Disse

Autore/i: Terzani Tiziano

Editore: Longanesi & C.

pp. 432, Milano

Nella primavera del 1976, a Hong Kong, un vecchio indovino cinese avverte l’autore di questo libro: «Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare mai».Dopo tanti anni Terzani non dimentica la profezia (che a suo modo si avvera: in Cambogia, nel marzo del ’93, un elicottero dell’ONU si schianta con ventitré giornalisti a bordo, e fra loro v’è il collega tedesco che ha preso il suo posto…).
La trasforma, però, in un’occasione per guardare al mondo con occhi nuovi: decide infatti di non prendere davvero alcun aereo, senza per questo rinunciare al suo mestiere di corrispondente. Il 1993 diviene così un anno molto particolare di una vita già tanto straordinaria. Spostandosi in giro per l’Asia in treno, in nave, in macchina, a volte anche a piedi, il giornalista può osservare paesi e persone da una prospettiva spesso ignorata dal grande pubblico: ci aiuta a riscoprire il gusto del Viaggio, ci guida alla scoperta di un continente in bilico tra passato e futuro (e che ricorre alla magia come antidoto alla modernità), ci insegna a conoscere palmo a palmo l’intero Sud-Est asiatico. Il documentatissimo reportage si trasforma man mano in una piacevole esplorazione, in un’appassionante avventura, in un racconto ora ironico ora drammatico, in qualcosa di eccezionale, come il resoconto di un interminabile viaggio in treno dalla Cambogia a Berlino o quello di una solitaria traversata su una nave portacontainer da La Spezia a Singapore. Vagabondaggi insoliti e di per sé entusiasmanti, cui si intrecciano ancora più insoliti o inquietanti gli incontri fortuiti o provocati durante il percorso: maghi, santoni, veggenti, invasati, stregoni, sciamani, ciarlatani, tutti i profeti dell’occulto sondati per comprendere sia il loro mistero sia il proprio futuro.
O per tener fede a quanto un giorno un indovino disse…

Tiziano Terzani, scrittore e giornalista italiano. Corrispondente per trent’anni dall’Asia per il settimanale tedesco «Der Spiegel», grazie al proprio stile diretto e divulgativo ha fatto conoscere a un vasto pubblico l’universo variegato e in continua evoluzione del continente asiatico. I suoi libri nascono dalle sue esperienze sui fronti «scomodi»: dei due anni trascorsi nel Vietnam in guerra raccontano Pelle di leopardo (1973) e Giai Phong! La liberazione di Saigon (1976); La porta proibita (1984) raccoglie l’esperienza cinese, durata cinque anni e conclusasi con l’arresto e l’espulsione per attività controrivoluzionarie; il lungo viaggio nell’Unione Sovietica (1991-92) è restituito in Buonanotte, Signor Lenin!, testimonianza a caldo del crollo del blocco orientale; Un indovino mi disse (1995) è il resoconto di un anno passato a girare l’Asia come corrispondente ma senza mai spostarsi in aereo. I suoi scritti contro la guerra in Afghanistan sono raccolti in Lettere contro la guerra (2002). Gli ultimi due libri hanno carattere autobiografico: Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo (2004) affronta in modo toccante la propria malattia; La mia fine è il mio inizio, un intenso testamento spirituale, è pubblicato postumo dal figlio Folco (2006), così come Fantasmi (2008) e Un’idea di destino. Diari di una vita straordinaria (2014).

 

Pratiche Sessuali

Pratiche Sessuali

L’Amore nel mondo: antropologia della sessualità

Autore/i: Gregersen Edgar

Editore: Edizione CDE

traduzione dall’inglese di Donatella Besana.

pp. 320, nn. ill. b/n, Milano

Questo libro è un’affascinante documentazione, ampia e dettagliata, dei costumi sessuali (del presente e del passato) in tutte le parti del mondo, dall’Africa all’Estremo Oriente, dall’Europa all’Oceania.
Legami familiari, adulterio, incesto, prostituzione, omosessualità: su questi temi E. Gregersen ha raccolto una mole straordinaria di notizie e di testimonianze, puntualmente sostenute, pagina dopo pagina, da un ricchissimo corredo illustrativo.
Con tutti i vantaggi di un’enciclopedia, e con in più il vantaggio peculiare di essere “raccontato” con vivacità e passione, questo libro soddisfa veramente le aspettative di un’informazione ricca e completa sulla sessualità umana, nella complessità delle sue manifestazioni.
Edghar Gregersen lavora al Queens College dell’università di New York come insegnante al Dipartimento di Antropologia.